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Da 31 dicembre sarà più difficile riconoscere la pasta esente dalla dannosa presenza del GLIFOSATO

Da 31 dicembre sarà più difficile riconoscere la pasta esente dalla dannosa presenza del GLIFOSATO Copertina Nazionali (1.835-1-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

 
 
PERCHE’ DAL 31 DICEMBRE 2021 SARA’ PIU’ DIFFICILE RICONOSCERE LA PASTA SENZA IL NON INNOCUO.… “GLIFOSATO”?
 
Ciò è imputabile alla conseguenza della scadenza dell’obbligo dell’etichettatura italiana ed all’entrata, al primo Gennaio 2022, del Regolamento Europeo 2018/775, che stabilisce l’obbligo di indicare l’origine dell’ingrediente principale con il quale viene prodotto un determinato alimento (il grano, nel caso della pasta), ma solo se tale origine è diversa da quella che si vede nella confezione.
 
La Coldiretti (Organizzazione degli Imprenditori Agricoli a livello nazionale ed europeo), in proposito, spiega che il Decreto prevede che le confezioni di pasta secca, prodotte in Italia, debbano indicare il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e in quello dove viene molito. Qualora la provenienza e la molitura avvengano in più Paesi, a seconda dei casi, possono essere utilizzate le seguenti diciture: Paesi UE (facenti parte dell’Unione Europea); Paesi non UE; e Paesi UE e non UE. Inoltre se il grano duro è coltivato per almeno il 50 % in un solo Paese, come ad esempio in Italia, si può usare la dicitura: “Italia e altri Paesi Ue e/o non UE.
 
Ed allora, conclude la Coldiretti, affinché il consumatore possa orientarsi verso l’acquisto di una vera pasta Made in Italy al 100% (prodotta integralmente in Italia), non gli rimane che scegliere le confezioni che riportano le indicazioni “Paese di coltivazione del grano: Italia” e “Paese di molitura: Italia”.
 
Per fornire, però, dei riferimenti più espliciti si ritiene opportuno riportare una lista dei più diffusi marchi di pasta presenti nella grande distribuzione, stilata da GreenMe (In armonia con la Terra), controllando le etichette delle confezioni in cui, per legge, le aziende produttrici sono obbligate a dichiarare la provenienza del grano, secondo come di seguito indicato: Agnesi mix unico di grani duri di regioni italiane; Alce Nero grani duri biologici coltivati in Italia; Barilla sul sito del marchio si legge che: ”per i formati classici della pasta destinata al mercato italiano, Barilla utilizza grano 100 % italiano selezionato”; Baronia con grano duro selezionato , esclusivamente italiano; Conad la pasta biologica della linea ”Verso Natura” è prodotta con semola 100 % italiano; Divella la linea integrale usa 100 % grano italiano; Eurospin la “Pasta Tre Mulini” della linea “Bronzo”, la linea Pasta biologica e le Tronfie integrali sono realizzate con semola di grano duro 100 % italiano; Girolomoni ottenuta esclusivamente con grani duri di origine biologica coltivati in Italia; Granoro , linea Dedicato utilizza 100 % grano pugliese; Granono, linea Bio utilizza 100 % grano biologico coltivato in Italia; La Molisana di solo grano italiano coltivato in Molise, Puglia, Marche, Lazio e Abruzzo; La Pasta di Camerino grano 100 % italiano; Libera Terra grano duro biologico del sud Italia; Liguori grani duri 100 % italiani ad alto contenuto proteico, coltivati nei campi del Tavoliere delle Puglie, della Basilicata, del Molise e delle Marche; Pasta Armando di grano di filiera 100 % italiano; Pasta COOP, linea Fior Fiore di semola di grano duro di origine italiana; Pasta Despar Premium 100 % grano italiano; Rummo, linea Intergale e Biologica realizzate con grano 100 % italiano nel rispetto dell’ambiente; Valle Del Grano prodotta esclusivamente con grani duri siciliani; Vivi Verde Coop ottenuta da grano duro biologico 100 % italiano; Voiello con grano aureo, grano duro 100 % italiano.
 
Considerato che l’Italia, per mantenere il ruolo di leader mondiale del mercato della pasta, necessita di circa 5,8 - 6 milioni di tonnellate di grano duro, a fronte di una produzione annua di 3,8 – 4 milioni di tonnellate ( 60 – 70%). Il che comporta la necessità di ricorrere all’importazione, a seconda dell’andamento della stagione e della qualità dei raccolti, di 2 – 2,5 milioni di tonnellate (30 – 40 %). Per cui, soltanto parte della pasta può essere prodotta interamente con grano esclusivamente italiano, mentre l’altra parte, necessariamente, deve comprendere grano importato da altri Paesi, quali: Usa, Canada, Russia e Australia.
 
Cioè, Paesi nei quali (a differenza dell’Italia dove la semina avviene in Autunno e la raccolta in Estate, con un processo di maturazione totalmente naturale, propiziato dalla mitezza del clima e dal benefico influsso del sole) il ciclo vegeto-produttivo del grano, per evitare la rigidità del clima, si svolge dalla Primavera - Estate (Aprile-Giugno) all’Autunno (Settembre-Novembre), con l’appassimento delle piante e delle spighe provocato con trattamenti preharvest (poco prima del raccolto), a base dell’erbicida “Glifosato”. In questo caso, però, impiegato come disseccante. Disseccante che viene assorbito non solo dalla pianta, ma anche dal seme (cariosside), e che con la molitura viene inevitabilmente trasferito nella farina e nella semola destinate alla produzione della pasta.
 
Ma a cosa è dovuta la preoccupazione per la presenza di Glifosato nell’alimento che il 99% degli italiani consumano e di cui, secondo il sondaggio Statista Global Consumer Survey (Indagine Globale di Statistica sui Consumatori), l’83% lo comprende, addirittura, nel menù giornaliero, tanto da ingerirne, stando ai dati resi noti dall’Unione Italiana Food (cibo), un quantitativo medio annuo pro-capite di 23-25 Kg?
 
La risposta all’interrogativo trova rispondenza nella composizione chimica del Glifosato (prodotto dalla Monsanto, ma da recente acquisito dalla multinazionale farmaceutica Bayer e commercializzato con il nome di Roundup e Accord e Rodeo da altre Aziende), che è l’erbicida più economico e più usato al mondo, compresa l’Italia (dove viene impiegato, in particolare, prima della semina delle graminacee, delle colture industriali e nei frutteti intensivi, rispettivamente: per impedire la crescita ed eliminare la vegetazione infestante), caratterizzato da un formulato Aminofosforico della glicina (C3H3NO5P) che, alla fine del 2017, è stato riautorizzato dall’Unione Europea, per altri 5 anni, nonostante: - il voto contrario dell’Italia (dove la campagna “Stop Glifosato” comprende 45 importanti adesioni, fra cui: Slow Food, Associazione Culturale Pediatri e ISDE -Associazione Italiana Medici per l’Ambiente) ed altre 8 nazioni; - l’IARC (Azienda Internazionale per la Ricerca sul Cancro), l’avesse classificato come cancerogeno e poi, su pressione dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), declassato a “probabilmente cancerogeno”(più precisamente come “2a”, ossia agente la cui cancerogenità è confermata sugli animali, ma non sull’uomo), anche se l’esistenza di studi indipendenti ne abbiano rilevato la sua pericolosità; - sia stato ritenuto, anche se contrariamente al giudizio dell’EFESA, sicuramente un interferente endocrino, come dimostrano le problematiche a livello ormonale e renale rilevate nelle zone di massiccia utilizzazione ( vedi Trentino e Veneto: sedi di produzioni intensive di mele); - la sua assunzione favorisca la prevalenza estrogenica (capacità di stimolare la comparsa e il mantenimento dei caratteri sessuali femminili), tanto nell’uomo, nel quale determina l’abbassamento del livello di testosterone con rischio di femminilizzazione, con perdita di potenza e libido e acquisizione di morfologia del corpo di tipo femminile, quanto nella donna, dove sviluppa una predisposizione al cancro degli organi sessuali. Problematiche queste che assumono una maggiore gravità quando interessano i bambini; - l’oncologa Patrizia Gentilini, componente del Comitato scientifico dei Medici per l’Ambiente, abbia dichiarato: “Ci sono numerosi dati sperimentali su cellule placentari ed embrionali umane che dimostrano come il Glifosato induca necrosi e favorisca la morte cellulare programmata, e quindi trattasi di una sostanza genotossica (che danneggia l’informazione genetica all’interno di una cellula), oltre che cancerogena; - diversi studi e ricerche abbiano evidenziato, come dichiarato a “Il Salvagente” (Mensile dei Consumatori) dal Direttore scientifico dell’Istituto Ramazzotti dottoressa Fiorella Belpoggi, che l’esposizione a questa sostanza possa risultare dannosa, anche a dosi molto basse nei confronti del 54 % delle specie batteriche intestinali, delle donne incinte (perché potrebbe attraversare la placenta e raggiungere il feto) e per l’aumento del rischio di cancro al seno.
 
Dosi che, come ha dimostrato l’analisi eseguita da “Il Salvagente” sugli “spaghetti al Glifosato”, è possibile rinvenirle anche nella pasta prodotta con grano al 100% italiano. Poiché, trattandosi di un erbicida altamente volatile, si diffonde copiosamente nell’aria, contaminando facilmente le colture limitrofe a quelle alle quali è destinato il trattamento. Però, se tali condizioni possono accidentalmente verificarsi quando la pasta è prodotta con grano totalmente italiano; si verificano, pur se nella misura dei limiti di legge, normalmente nella pasta prodotta con grano proveniente da paesi non europei (e dal Canada, in particolare).
 
Dosi, il cui effetto non va valutato soltanto in funzione della quantità di Glifosato ma, come precisa l’oncologa ed ematologa Patrizia Gentilini, membro dell’ISDE (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente), in rapporto all’effetto cocktall (miscela). Ossia alla probabile ulteriore imprevedibile formazione di composti derivanti dalla reazione fra i principi attivi dell’insieme dei fitofarmaci.
 
Tuttavia, allo stato attuale, la scelta di marchi che prevedono l’ impiego della materia prima interamente nazionale, si ritiene sia l’unica che possa consentire la quasi totale garanzia della genuinità del prodotto. Perché, per avere la certezza della totale assenza di residui inquinanti, bisognerà attendere che gli Organismi politici europei facciano prevalere il loro potere e dovere istituzionale di protezione della salute della popolazione, sulle pressioni delle lobby mirate a realizzare esclusivamente ingenti profitti. Prescindendo, egoisticamente e spregiudicatamente, dalle attestazioni scientifiche che testimoniano le gravi conseguenze che arrecano alle persone a all’Ambiente.
 
Poichè, come ricordato da Giovanni Battista Girolomoni, presidente dell’omonima azienda pioniera del biologico in Italia, fin quando la tecnica di coltivazione biologica non sarà attuata in maniera generalizzata e nell’ integrale rispetto del relativo disciplinare, non potremo liberaci definitivamente, non solo della nocività dei citati residui di pesticidi industriali nei prodotti alimentari; ma soprattutto dalla pregiudizievole contaminazione dell’ambiente.
 
Ambiente che, attraverso il naturale processo biochimico di assorbimento del maggior componente dei “gas serra” (L’anidride carbonica -CO2-), da parte dell’esclusiva prerogativa (fotosintesi clorofilliana) propria dell’universo vegetale, rappresenta ancora l’unico considerevole antidoto in grado di contenere, anche se in parte, l’entità della gravità degli effetti prodotti dalle sempre più frequenti e devastanti anomalie climatiche.

MrgFUS (Magnetc Resonance guidet Focused Ultrasound)

Nazionali (1.822-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

MrgFUS: La macchina capace di attenuare ed, in alcuni casi,  estinguere il tremore dominante da Parkinson, il tremore essenziale ed il dolore neuropatico

 

L’avveniristico dispositivo denominato Magnetc Resonance guidet Focused Ultrasound – MrgFUS - (Ultrasuoni Focalizzati guidati dalla Risonanza Magnetica), è efficace nell’80 % dei pazienti e consente una guarigione con innumerevoli vantaggi, rispetto ai trattamenti standard.

 

La nuova straordinaria apparecchiatura è stata inaugurata Il 23 Febbraio  2018 presso l’Ospedale Borgo Trento di Verona. Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Francesco Cobello, nel rendere noto  che trattasi del primo macchinario del genere installato in Europa, affermava  che questa nuova metodica, oltre ad essere impiegata per la cura di patologie neurologiche, viene utilizzata per la risoluzione, in modo immediato e con estrema accuratezza,  anche in casi di affezioni oncologiche e per il trattamento  di fibromi uterini ed adenomiosi.

 

Come verificato, con successo, su un campione di pazienti affetti da patologie fortemente invalidanti, selezionato da un team multidisciplinare di Neuroradiologi, Neurologi,  Neurochirurghi e Fisici medici.

 

Le caratteristiche innovative appena descritte trovano inoltre riscontro  in numerosi ed importanti altri benefici per i malati, quali: - una sola applicazione, senza necessità di ospedalizzazione; - assenza di effetti collaterali; - assenza di radiazioni; - esclusione di alcun tipo di dolore; - annullamento del rischio di contrarre infezioni batteriche ospedaliere; - ed esclusione di interventi chirurgici, anestesia e di ogni procedura invasiva.

 

Ciò è dovuto alla tecnologia  d’avanguardia utilizzata per la realizzazione del sofisticato  macchinario,  basata su due principi che operano in sinergia:

  • una Risonanza Magnetica  “ 3 Tesla “ ( Risonanza ad alto campo a “ tunnel “) , che aiuta gli operatori sanitari ad individuare e monitorare la parte esatta dell’organismo da trattare;
  •  e gli Ultrasuoni Focalizzati che producono ablazione (distruzione delle alterazioni benigne di tessuti biologici, senza alterare quelli sani circostanti) dei tessuti malati, attraverso un innalzamento della temperatura, in modo controllato ed estremamente preciso,  grazie al supporto  “ imaging “  ( processo di definizione al meglio della riproduzione delle immagini ) anatomico e termometrico della Risonanza Magnetica.

 

Insomma, da quanto è possibile dedurre dalla qualificata illustrazione delle riportate caratteristiche, sembrerebbe trattarsi di un ingegnoso dispositivo in grado di garantire effetti terapeutici che fino a poco tempo fa, al solo pensarli, sarebbe stata fantascienza.

 

Il pregio di questa nuova opportunità terapeutica, poi, consiste nella  possibilità di verificarne già i benefici, a differenza del susseguirsi di  annunci di, pur apprezzabilissime,  scoperte scientifiche che, in genere, necessitano di tempi alquanto lunghi per renderli applicabili sui pazienti.

 

Anche se, trattandosi di un unica apparecchiatura disponibile  a livello nazionale, non è dato stabilire i tempi di attesa per poterne usufruire.

 

Pertanto, onde evitare illusorie aspettative,  si ritiene opportuno suggerire, a  chiunque fosse interessato a beneficiare del trattamento,  di acquisire, direttamente dalla Struttura Ospedaliera, tutti gli elementi utili  inerenti la previsione temporale per una eventuale  fruizione  dell’ambita prestazione.

 

A tal fine, per consentire un agevole e tempestivo  accesso alle informazioni,  si  riportano le necessarie  indicazioni per contattare l’Azienda ospedaliera, sede del descritto  presidio sanitario:  

  • AOUI  Verona (Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata  Verona);
  • Ospedale Borgo Trento – Piazzale Aristide Stefani, 1 – 37126
  • Ospedale Borgo Roma – Piazzale L.A.  Scuro, 10 – 37134
  • Centralino Telefonico:  045 812 11 11
  • CUP – Centro Unico Prenotazioni:  045 812 12 12;
  • Ufficio Relazioni con il Pubblico: 045 812 2178  -  o45 812 4848;
  • E-Mail -  Direzione Sanitaria: direzione.sanitaria@aovr.veneto.it
  • www.aovr.veneto.it

 

A conclusione della presente nota, chi scrive si augura di aver contribuito a diffondere una notizia in grado di infondere, nelle molte Persone interessate, un fondato e rincuorante ottimismo alimentato dalla consapevolezza dell’esistenza di una, già praticabile, metodologia di cura così efficace da rendere possibile la  risoluzione dei Loro gravosi problemi di Salute.

A cura del Prof. Brancato

 

Mostra Fotografica Itinerante

Mostra Fotografica Itinerante  Copertina S. Maria delle Mole (1.820-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

Per chi avesse perso l’appuntamento di Settembre scorso presso la sala parrocchiale, la mostra è ora visibile passeggiando per le strade della nostra Città visitando i negozi  che espongono il seguente cartello.

Questo Esercizio  aderisce  alla  Mostra fotografica itinerante

“ Santa Maria, ieri, oggi….   e domani?”

visitabile dal 08-12-2017 al 06-01-2018.

Passeggiando per  Viale della Repubblica, Piazza Togliatti:

Bar Iacopini, Bar Centrale, Equivalenza , Ottica Foto Minna,  Box 51, Tecnocasa, Carni Scelte, Novità,  Forno Magistri , Orologio , Grimaldi Immobiliare, Zoo Paradiso, Mai Senza, Punto e Virgola, Gioielleria Gagliardi, Osè Restart, Ale Viaggi, Pasquale Calzoleria, Fotottica Il Fotone, Parvus Ager azienda Agricola, Caffetteria CampiOne.

 

Passeggiando per Viale Manzoni/XXV Aprile/ Prati:

Foto Digital Discount, Bar Danilo, Ca' Verde Erboristeria, Parrucchiere V&G free Style, Laura Bomboniere ed Accessori, Fabiola Interior, Panificio Magistri, Bar Alteri, Caucci Group largo Manzoni, Ristorante Pura Vida.

 

Passeggiando per Via Pellico /Largo dei Lecci:

Bolerò abbigliamento, Bar La Preferita, Centro Ottico Garra, Valore Casa, Laboratorio Oreficeria De Lucia  Sandro, Cotto e mangiato, Zacca Frutta, Cristina Abbigliamento, Forno Magistri 3 1 MI, Officine Ibba, Gelateria Il Mago di Oz.

 

Il Centro anziani di Cava dei Selci diventa APS

Il Centro anziani di Cava dei Selci diventa APS Copertina Cava dei Selci (1.820-0-0)
Umberto Porrino

(articolo esportabile)

La nuova sede del Centro Anziani di Cava dei Selci, realizzata all’interno del Parco della Pace, è stata inaugurata il 4 luglio del 2020.
Il Centro, non potendo effettuare nessun tipo di attività, causa covid, e non potendo eleggere un nuovo consiglio di amministrazione, anche perché in attesa di adeguarsi alle nuove normative emanate dalla Regione Lazio riguardante il terzo settore del volontariato, è stato dato in affidamento al Presidente del Comitato di Quartiere.
Durante questa fase di attes,a il Comune ha emanato un nuovo regolamento adeguandolo alle normative emanate dalla Regione Lazio.
 
Il Centro Anziani, adeguandosi alle nuove norme, viene trasformato in APS (Associazione di Promozione Sociale) ed elegge il nuovo direttivo.
Vengono eletti:
Presidente: Umberto Porrino
Consiglio Direttivo: Buccini Antonio, D’Amore Angela, Durante Marika, Mercuri Ascenzo, Tomassetti Loredana.
Collegio dei Revisori: Valentini Alessandro, Manuali Celestino.
 
Il 14 settembre 2021 è stata firmata la Convenzione tra l’Amministrazione Comunale e il Centro Anziani di Cava dei Selci - APS.
In un mese di attività abbiamo già organizzato la festa dei Nonni e la presentazione del direttivo all’Amm.ne Comunale.
Vorremmo in seguito organizzare eventi durante il periodo natalizio, gite con cadenza mensile e proporre un programma per il 2022 che preveda corsi informatici, presentazioni di libri, qualche convegno di interesse sanitario per le persone adulte e tutto ciò che possa rendere il centro più accogliente e frequentato.

Finalmente la "Casa dell’Acqua" anche a Santa Maria

Finalmente la "Casa dell’Acqua" anche a Santa Maria Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:3) (1.819-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 
Il nostro Comitato di Quartiere, con lettera nr. prot. 017-2019, già nel lontano mese di luglio 2019, propose, all’allora Amministrazione Colizza, di avviare la richiesta alla società ACEA per l’installazione di una “Casa dell’Acqua” nella nostra Cittadina, da posizionare presso la piazza Albino Luciani.
 
Una richiesta più volte reiterata nei successivi incontri, sia con la precedente sia con l’attuale Amministrazione.
 
L’ACEA, infatti, aveva da alcuni anni avviato l’installazione, a Roma e Provincia, di circa 80 cosiddette “Case dell’Acqua”, a cui avrebbero fatto seguito, negli anni successivi, ulteriori 100 installazioni.
 
Un’opportunità offerta dall’ACEA che non andava assolutamente sprecata.
 
Le suddette hanno diversi pregi, tra cui: l’erogazione, in forma gratuita, dell’acqua mineralizzata, sia naturale sia frizzante, la loro gradevole estetica senz’altro migliora l’arredo urbano ma hanno soprattutto il pregio di abbattere notevolmente il consumo della plastica, un gravissimo problema per l’ambiente, mentre la sua riduzione, contribuisce ad alleggerire il servizio di R.S.U.
 
Alla luce di tutto ciò, non possiamo che essere grati a quest’amministrazione che è riuscita ad ottenere un risultato che inseguivamo da ormai 4 anni.

Fosso delle Scopette una bomba ad orologeria

Fosso delle Scopette una bomba ad orologeria Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:2) (1.818-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 
A causa del cambiamento climatico, in questi ultimi decenni, le devastanti inondazioni, che causano distruzione e morte, sono diventate sempre più frequenti.
 
E così, dopo ogni evento del genere, per correre ai ripari, si è costretti a stanziare ingenti risorse, mentre spesso sarebbe sufficiente una preventiva e più attenta gestione del territorio.
 
Uno dei tanti esempi di quello che si potrebbe fare, per evitare che tali situazioni si ripetano, è proprio una manutenzione costante, dei fossi dei canali e dei fiumi.
 
La nostra Città di Santa Maria per fortuna, e per una serie di circostanze favorevoli, fino ad ora, non ha mai subito gravi conseguenze di questo genere, ma non per questo dovremmo sottovalutare la situazione.
 
Nello specifico, vogliamo appunto sottoporre alla vostra attenzione i potenziali rischi derivanti dal completo abbandono in cui versa il fosso delle Scopette.
 
Un fosso che scendendo da Frattocchie, lambisce la nostra Città ed attraversa Viale della Repubblica, in prossimità dal Green House.
 
Da ormai molte settimane i cittadini che abitano nelle vicinanze, pur in assenza di piogge, hanno notato, un incremento esponenziale del flusso di liquidi nel fosso, accompagnato da un fortissimo odore di fogna.
 
I più informati ne hanno dedotto che, potrebbe trattarsi di una occlusione del canale di fogna a monte che porta al depuratore, e che per questa ragione bypassa il liquame direttamente nel fosso.
 
Inoltre il suddetto, per mancanza di manutenzione, risulta in gran parte ostruito, pertanto tale forte flusso sommato alle eventuali forti piogge, potrebbero causare gravi allagamento di acqua e non solo, di tutta l’area circostante.
 
A giugno dello scorso anno, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni di cittadini che lamentavano il problema in data 24/06/2023 Prot. 003-2023 - Prot. 003.1-2023, abbiamo segnalato al signor Sindaco e per conoscenza alla ASL, il grave problema.
 
Da allora non abbiamo ricevuto nessun riscontro.
 
Poi però, a meta di settembre di quest’anno il problema si è ripetuto, ed ancora una volta, in data 23/09/2024, Prot. 025-2024, abbiamo provveduto ad inviare una PEC al Sindaco ed alla Asl in cui segnalavamo la gravità della situazione igienico-ambientale.
 
Questa volta, però, con l’avvicinarsi delle grandi piogge il problema rischia di diventare esplosivo.
 
Per questo, oltre alla Pec, abbiamo anche provveduto a contattare direttamente, sia il Sindaco, che l’Assessore competente, e nonostante che, entrambi ci hanno assicurato un intervento immediato, sono ormai trascorsi 20 giorni e tutto ancora tace, mentre i rischi per la salute dei cittadini rimangono tali e quali.
 
Certo, in questo periodo siamo stati particolarmente sfortunati a sollevare il problema perché si sa, quando c’è la “Sagra dell’Uva”, il Comune è impegnato in cose più importanti di una fogna che straripa a due passi dalle abitazioni.

La "Polenta Contadina" fa tappa al Palaghiaccio

La "Polenta Contadina" fa tappa al Palaghiaccio Copertina Cava dei Selci    (commenti:1) (1.805-0-0)
Francesco Raso

(articolo esportabile)

Nei giorni della merla, i giorni più freddi dell’anno, il pensiero di una bella polentata fa venire subito l’acquolina in bocca. Un bel piatto fumante, preparato come una volta e con un gustoso sugo di salsiccia non va fatto scappare!

Ed ecco qui la sorpesa! (rimandata causa avversità meteo)
Sabato 9 febbraio, al piazzale del Palaghiaccio e in concomitanza con il Mercato Contadino, dalle ore 12.00 si potrà degustare la polenta.
La Polenta Contadina”: completamente a chilometri 0.
Oltre che mangiarla, sarà possibile assistere a tutta la sua preparazione fino alla cottura nel classico paiolo di rame, girata con lo spino.

La tradizione vuole che la vera polenta sia condita con sugo di salsiccia e questo per i tradizionalisti sarà un vero orgoglio.
Ci sarà anche spazio per i meno tradizionalisti, sperimentatori di nuovi sapori e vegetariani, infatti, verrà preparata anche la versione condita con broccoletti ed altre verdure stagionali.

E la musica?
Questa volta non ci faremo mancare nulla!
Ad accompagnare la polentata ci sarà il Duo Folklore Nostrano con la migliore musica popolare.

Siete tutti pronti per una "polenta fatta in casa"  e  “mangiata in piazza”?
Euro 3,00 a piatto.

Finalmente un sito per S. Maria delle Mole!

Finalmente un sito per S. Maria delle Mole! Copertina S. Maria delle Mole (1.763-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

Grazie all’iniziativa e alla professionalità di un cittadino di S. Maria delle Mole, Francesco Raso, è stato creato un portale che consentirà agli abitanti dell’area a valle del comune di Marino di esprimere le proprie idee in merito alle varie problematiche del proprio quartiere, di effettuare segnalazioni, di partecipare a sondaggi su argomenti attinenti alla vita del quartiere e non. C’è anche un’apposita sezione dedicata al Forum per discutere “di tutto un po’”. Le varie zone della cittadina sono state soprannominate “rioni”.

 

Questo portale interattivo, che prende il nome del quartiere ove è nato, cresciuto e risiede il suo  realizzatore (S. Maria delle Mole), si prefigge di creare uno spazio di discussione, ma soprattutto di aggregazione di tutti i numerosi cittadini che vi risiedono. Esso interagisce con alcuni dei social maggiormente frequentati dalla popolazione del web, ed essendo appena nato e pubblicato, ha l’ambizione di crescere e svilupparsi per diventare uno strumento di riferimento per chi vuole informarsi ed occuparsi civilmente di tutto ciò che attiene al territorio nel quale vive.

 

Un grazie di cuore a Francesco Raso che ci ha fornito questo splendido strumento.

La Redazione

 

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