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Facciamo bella la nostra scuola


S. Maria delle Mole    (audio/video)    (commenti:2) (688)
Antonio Calcagni

 
 
I cortili come paesaggi gioco-didattici
 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo, inviatoci dal “Gruppo Progetto-Facciamo Bella la nostra scuola”. Questo fantastico gruppo ha realizzato un progetto che, migliorando l’aspetto dei cortili delle nostre scuole, porta lustro alla nostra comunità, oltre ovviamente a rendere più piacevole la frequentazione delle scuole da parte dei nostri piccini. Una sola parola. Grazie per quello che fate.
 
Oggi 6 aprile 2024 si è concluso il primo passo del progetto Facciamo bella la nostra scuola, che riguarda l’abbellimento dei cortili di cinque plessi dell’Istituto comprensivo di Santa Maria delle Mole.
 
Tutto ha avuto inizio lo scorso settembre, quando una maestra ha segnalato questa iniziativa di carattere nazionale. Il Consiglio d’Istituto, sostenendo questa esperienza, ha colto l’occasione sia per aggregare la Comunità Scolastica sia per migliorare l’aspetto dei cortili delle scuole, disegnando e colorando i classici giochi da cortile: campana, tris, bersaglio, copiami, jump e twister. Per la scuola media, invece, sono previsti dei murales sul tema dei quattro elementi naturali: terra, acqua, aria e fuoco.
 
L’obiettivo è quello di promuovere e valorizzare la partecipazione attiva dei genitori alla vita della scuola, stimolare il senso di cooperazione e di impegno civico, proporre e realizzare un’azione educativa, fondata sul senso di appartenenza e di responsabilità nei confronti dei beni comuni.
 
Grazie a dei genitori “specializzati” (quattro architetti, una restauratrice e un decoratore) è stata avviata la fase ideativa nei vari plessi, successivamente sottoposta all’approvazione sia del Consiglio d’Istituto sia degli Assessori Comunali.
 
Tutto questo è stato possibile anche attraverso il supporto di Leroy Merlin- Ciampino, che ha fornito prodotti di alta qualità (vernici, pennelli, rulli, ecc.) per la realizzazione dei lavori; mettendo a disposizione anche un consulente specialistico, che ha orientato la scelta di tutti i prodotti. La multinazionale francese, ancora una volta, si è dimostrata sensibile alle tematiche educative, rivolte ai bambini, che sono decisive per affrontare l’elevato grado di complessità e mutevolezza della società contemporanea.
 
La Comunità Scolastica dell’Istituto Comprensivo di S. Maria delle Mole, nel fine settimana appena trascorso, si è riunita per dare vita all’evento di partecipazione collettiva, prendendosi cura del cortile del plesso Verdi; il primo dei cinque investiti dal progetto. E non si vede l’ora di abbellire la prossima scuola”.

Sabato 13 Aprile: Giornata Ecologica dedicata all'Appia Antica


S. Maria delle Mole (634)
Antonio Calcagni

 
Sabato 13 Aprile, dalle 09:30 alle 14:00, il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole ed il circolo Legambiente Appia Sud Il Riccio organizzano una giornata ecologica, dedicata alla “Regina Viarum”, un sito per cui è stato già completato l’iter per il riconoscimento quale Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
 
E così, in attesa di questo evento epocale, abbiamo ritenuto nostro dovere dedicare una giornata ad una realtà che spesso e volentieri e vista con sufficienza se non con indifferenza da noi cittadini che abbiamo l’onore di averla.
 
Scopo quindi della giornata è quello di avvicinare i nostri concittadini a cotanta bellezza, premessa indispensabile per poter poi amare, difendere e valorizzare.
 
L’appuntamento è fissato alle ore 09:30 presso il piazzale adiacente al Bar Incontro, ovvero all’XI miglio.
 
Tra due chiacchiere di storia, ecologia e riciclo dei materiali provvederemo a fare ciò che ci riesce meglio: ridare decoro contro l’abbandono dei rifiuti da parte di chi vuole vederci rassegnati all’incuria.
 
La raccolta sarà organizzata in squadre con staffette di piccoli volontari che individueranno i rifiuti abbandonati per guidare gli adulti alla loro raccolta.
 
Intorno alle 10:30 è prevista una colazione, offerta dal Bar Ibba, che ringraziamo per la sua disponibilità.
 
La giornata si concluderà alle 14:00 presso l’area dell’Info Point di Santa Maria delle Mole, dove chi vorrà, potrà organizzarsi per consumare un pranzo al sacco.
 
L'occasione sarà propizia anche per iscriversi al Comitato di Quartiere e concordare insieme gli interventi futuri.
 
Stessa cosa vale anche per le iscrizioni al circolo Legambiente Appia sud Il Riccio.
 
Si raccomanda di usare un abbigliamento consono alla situazione in cui ci troveremo ad operare, senza dimenticare di portare un cappello, essenziale viste le previsioni meteo.
 
Portate anche guanti, e se possibile, piccoli utensili.

Ultime dal FORUM


Notte bianca: Penso ci voglia tolleranza per eventi che non sono poi così frequenti! C’è stata prima la Festa di Santa Maria e più questa Notte Bianca ma in fondo non è stato poi così terribile! Ha coinvolto più che altro gli abitanti del Centro intorno alla Piazza.
Tombini RUMOROSI: Il Comitato di Quartiere ha inviato ufficialmente un comunicato al comune di Marino in merito alla problematica in oggetto. La comunicazione la trovate nella pagina Protocollo di questo portale. È raggiungibile dal menù.
Festa patronale: Mi creda sono la persona più tollerante della zona ma ..... il rumore assordante continuo fino a tarda notte (i decibel superano tutti i parametri consentiti) tenere le finestre chiuse con questo caldo! inoltre leggo che sta tornando il Signor covid, e visto l'assembramento non sarebbe meglio stato evitarlo visti i precedenti! 3 giorni e 3 (quasi) notti sono veramente troppi,oltre il disagio dei parcheggi e della chiusura totale di tutte le principali vie. Comunque W la festa!
Carta solidale: È stata pubblicata oggi con numero protocollo isee
Amministratori di Condominio: Un vero furfante... Capisco perfettamente. Buona fortuna. P.s. forse ho capito di chi parla
Piste Ciclabili: Resta il fatto che sia qui che altrove (vedi fb) non leggo la stessa veemenza messa durante la realizzazione della pista ciclabile. Eppure la carreggiata per le auto è più utilizzata... Impressione mia?
Parco Lupini: Oggi ho constatato che al parco Lupini la modalità usata di potatura degli alberi corrisponde a quella definita Capitozzatura. Pratica che danneggia irrimediabilmente gli alberi. Speriamo che non sia così e che ci sbagliamo. isaitalia.org/gli-indispensabili/237-perche-la-capitozzatura-e-dannosa.html
Farmacia VIA DON E. TAZZOLI: Buongiorno, diversamente da quanto comunicato nel mio ultimo intervento, rettifico che l'apertura della farmacia comunale sita in via Don Enrico Tazzoli 4, è rinviata al 10 Novembre 2022.

 

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Marino, con "La maternità surrogata: reato universale?" iniziati gli incontri tematici con FdI

Marino (97)
Eleonora Persichetti

 
 
Nel pomeriggio di venerdì 5 aprile il circolo territoriale di Fratelli d’Italia di Marino centro ha ospitato l’incontro “La maternità surrogata: reato universale?”, durante il quale è stato affrontato il tema della maternità surrogata (o utero in affitto) dal punto di vista etico-clinico, sociale e giuridico.
 
Introdotto da Simone Del Mastro, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Colonna, l’evento ha registrato gli interventi della dottoressa Martina De Nicola, dottoressa di ricerca in Bioetica, dell’avvocato civilista Martina Carano e della consigliera regionale del Lazio di Fratelli d’Italia Micol Grasselli. Presenti, tra il pubblico, anche la consigliera comunale della Lega di Marino Francesca Puliti e il presidente del Consiglio comunale di Monte Porzio Marco Pitolli.
 
“Questo è il primo incontro pubblico che ospitiamo dopo l’apertura, avvenuta circa due mesi fa, della nostra sede – ha esordito il consigliere comunale Simone Del Mastro –. Abbiamo deciso di dare vita, a partire da oggi, a una serie di iniziative sul territorio per affrontare tematiche di natura politica, sociale, economica, ambientale e non solo. Iniziamo dalla maternità surrogata, una tematica delicata e complessa, ma al tempo stesso molto attuale, che il nostro gruppo politico ha già affrontato a livello locale nel maggio 2023, quando ha promosso una raccolta firme a sostegno della proposta di legge nazionale sulla maternità surrogata come reato universale. La nostra sede deve essere aperta alla cittadinanza per far comprendere bene le linee programmatiche e il pensiero della nostra comunità politica. Ringrazio la dottoressa Martina De Nicola, presidente del circolo di Fratelli d’Italia di Marino centro e dottoressa in Bioetica, l’avvocato civilista Martina Carano e la consigliera regionale Micol Grasselli”.
 
“Lo scorso anno – così la dottoressa Martina De Nicola – un gruppo di parlamentari ha presentato una proposta di aggiunta al comma 6 dell’articolo 12 della Legge 40 del 2004: la richiesta di considerare reati anche le pratiche di maternità surrogata che avvengono all’estero. Dietro questa pratica, che in Italia è illegale e non prevista, c’è un mondo che coinvolge diversi soggetti, adulti e non adulti. La maternità surrogata è nata negli anni ’70 in concomitanza con lo sviluppo delle tecniche di fecondazione artificiale e prevede che una donna, in maniera gratuita o a pagamento, decida di affittare il proprio utero, e quindi il proprio corpo, per una gravidanza per conto terzi di una coppia o di una singola persona. Il coinvolgimento della coppia può avvenire in termini di contratto o di collaborazione come dotazione di materiale genetico (ovociti, spermatozoi…), oppure possono intervenire donatori esterni o, ancora, la donna può decidere di mettere parte del proprio patrimonio genetico a disposizione di questa gestazione.
 
Vale la pena sottolineare che spesso le donne che decidono di utilizzare questa pratica vi accedono più volte e, dal punto di vista clinico, incorrono spesso in problematiche quali la sindrome da iperstimolazione ovarica o infiammazioni pelviche. L’impatto clinico cambia anche a seconda delle condizioni economiche e sanitarie del Paese in cui viene effettua la maternità surrogata. Per capire la questione dal punto di vista clinico e sanitario bisogna analizzare la geografia del cosiddetto ‘turismo procreativo’. I Paesi che permettono la pratica della maternità surrogata sono molteplici: in Occidente ve ne sono alcuni, in Stati Uniti e in Canada è possibile a pagamento, in Inghilterra è prevista solo quella gratuita e vi sono altri Paesi in cui il quadro cambia a seconda della legislazione, che in alcuni casi, come in Ucraina e in India, è più blanda. I costi variano in base al Paese: per esempio 120mila dollari negli Stati Uniti e 20-30mila dollari in India. In India parte dei soldi è destinata proprio alle donne che scelgono di sottoporsi a questa pratica, spesso residenti in campagna, povere e lasciate a se stesse nelle fasi prima e dopo il parto.
 
La maternità surrogata viene spesso raccontata come un atto di donazione gratuito, ma molto spesso dall’Europa ci si rivolge verso Paesi più lontani, dove vi si può accedere a prezzi vantaggiosi. Ma la questione va vista anche sul piano etico e morale: in tutto il discorso c’è da tenere presente un soggetto indifeso, il bambino, che viene richiesto, contrattualmente scelto e voluto, e i fenomeni di gestazione, in termini biologici ed esperienziali, non sono neutri per il bambino, che riesce anche a ‘rivivere’ il battito del cuore della mamma sentito per 9 mesi se viene appoggiato al suo petto. Ricordiamo che, quando si parla di maternità surrogata, si sta parlando comunque di un mercato che riguarda esseri umani e in ballo c’è anche la questione del rispetto della donna”.
 
“Il tema della maternità surrogata – ha aggiunto l’avvocato Martina Carano – trova una sua regolamentazione nella Legge 40 del 2004, che per la prima volta in Italia ha regolamentato le tecniche di procreazione medicalmente assistita, legate al diritto di genitorialità, che in qualche modo richiama l’articolo 2 della Costituzione, che tutela l’uomo nell’evoluzione delle formazioni sociali, prima fra tutte la famiglia. La Legge 40 ha aperto le porte alla fecondazione omologa e a quella eterologa, che prevede un terzo donatore, ma quest’apertura non è mai arrivata al riconoscimento della maternità surrogata o gravidanza per altri, in cui una donna, chiamata madre gestazionale, porta avanti una gravidanza rinunciando a monte ai diritti nei rapporti col neonato.
 
Il divieto di maternità surrogata si trova nell’articolo 12 comma 6 della Legge: è un divieto che risponde a dei principi di ordine pubblico internazionale, che la nostra Costituzione deve garantire, e intende tutelare la dignità dell’uomo, motivo per cui si parla, nella proposta di legge, di ‘reato universale’. Inoltre, anche sulla base di sentenze della Corte di Cassazione, mentre non ci sono dubbi sui rapporti con il genitore biologico, che fornisce il seme, non è riconosciuto il legame di parentela con il genitore committente.
 
A livello giuridico, poi, l’adozione di un figlio nato con la pratica della maternità surrogata è possibile solo come ‘caso particolare’. La maternità surrogata, anche secondo i giudici, viola la dignità della donna, e il motivo per il quale si vuole estendere all’estero il divieto è un modo per opporsi a questo turismo procreativo. Dunque è un fatto anche di diritto, oltre che etico”.
 
“Quello della maternità surrogata è un tema estremamente delicato – ha concluso la consigliera regionale Micol Grasselli –, sul quale si possono avere sensibilità diverse anche tra appartenenti allo stesso gruppo politico. Per questo bisogna ascoltare i diversi punti di vista e confrontarsi in incontri come questo. Il mio punto di vista è quello della nostra premier Giorgia Meloni: il rapporto che si crea con il feto nel momento della gravidanza è un rapporto reale e vedere un bambino trattato come una merce che si può comprare o vendere credo sia davvero sconvolgente, così come è sconvolgente che l’utero della donna sia considerato una macchina incubatrice che genera qualcosa che poi verrà venduto.
 
Se vogliamo essere una Civiltà con la C maiuscola, una pratica del genere non possiamo accettarla. Per questo la modifica alla Legge è necessaria, perché bisogna bloccare questo processo e il turismo procreativo. Certamente è una tematica complessa sul piano legislativo, ma si deve assolutamente lavorare per non consentire più questa pratica”.

C'era una volta il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole

S. Maria delle Mole (395)
Gianni Botta

Come recita il titolo, c’era una volta il Comitato di quartiere di Santa Maria delle Mole... ed ora ce ne sono due.
 
Avete letto bene: ieri abbiamo appreso da internet che da ottobre dell’anno scorso a Santa Maria delle Mole è nato il nuovo Comitato di Quartiere “La Casa nel Parco e dintorni” al quale il Comune affiderà la gestione del Parco “Giovanni Falcone”. Ai nuovi residenti di Santa Maria, ricordiamo che l’intitolazione del Parco al Giudice Giovanni Falcone avvenne quasi trent’anni fa per iniziativa dell’Associazione “Progetto Uomo-Ambiente” che promosse un sondaggio presso le scolaresche le quali scelsero che il Parco fosse dedicato a Giovanni Falcone. Sua sorella Maria Falcone onorò questa scelta presenziando nel giorno dell’inaugurazione avendo compreso il senso di riscossa espresso da quel voto “popolare” di piccoli innocenti che, loro malgrado, vissero l’atmosfera drammatica di quegli anni.
Durante tutto questo tempo le persone dell’Associazione “Progetto Uomo-Ambiente” si sono prese cura del Parco Falcone senza alcun aiuto né sostegno e, aggiungiamo adesso, riconoscimento. 
 
Ed è solo perché nutriamo un profondo rispetto per tutto ciò che oggi non staremo ad alimentare la polemica su una scelta a molti sembrata “politica”, la memoria del Giudice Falcone non merita di essere trascinata in questa vicenda dai contorni squallidi.
 
Il motivo per cui scriviamo questo articolo è che improvvisamente esce fuori un altro “comitato di quartiere” quando il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole esiste da 40 anni durante i quali ha collaborato con le altre realtà allo scopo di tenere vivo lo spirito di comunità; trasmettere il senso di appartenenza a coloro che vengono ad abitare qui, mandano i loro figli nelle scuole, nella Parrocchia, nei centri sportivi o nei parchi,persone che vivono quotidianamente Santa Maria, i suoi negozi, i suoi spazi.
La nostra soddisfazione nasce quando vediamo che i nostri concittadini ci ringraziano per la riuscita della Festa Patronale, apprezzano le nostre iniziative, l’impegno del Gruppo Volontari del Decoro Urbano che cercano di tenere puliti i giardini, le strade in cui passeggiano sereni coi loro figli o con i cani scodinzolanti, senza chiedere altro.
 
Eppure ci sarebbe piaciuto che qualcuno dell’Amministrazione, non per blandirci – perché siamo sempre stati attenti a tenere le distanze dal politico di turno –, ma per dare un segno di apprezzamento a tutto ciò, ci avesse chiesto se fossimo stati interessati a rilevare la gestione del Parco Falcone, noi che non abbiamo neanche più una sede in cui riunirci oppure depositare il materiale.
 
Niente di tutto ciò, silenzio assoluto, salvo venire a conoscenza che il Sindaco, la sua Giunta, il Presidente del Consiglio Comunale erano a conoscenza da mesi che esisteva un’altra realtà auto-proclamatasi “comitato di quartiere” a cui stavano per affidare il Parco Falcone.
Neanche un cenno a noi che avremmo accettato di buon grado di prendercene cura come già facciamo con le altre zone di Santa Maria, oltretutto potendo finalmente contare su una sede di cui continuiamo ad avere necessità.
 
Quindi ci chiediamo e chiediamo al Sindaco, alla sua Giunta, al Presidente del Consiglio Comunale se sia stato un errore non esserci “accasati” o addirittura candidati in una lista elettorale pro-sindaco – come è il caso del Sig. Fabio Fosso, rappresentante di questo “comitato” e candidato nella Lega alle comunali 2021 –, se sia stato sconveniente richiamare l’attenzione sullo stato in cui versava il Parco Falcone o quale altro errore abbiamo commesso per essere stati ignorati ed accantonati in questo modo a vantaggio di una realtà sorta dal nulla. Infatti, ci piacerebbe che il Sig. Fosso o chi per lui si presentasse alla nostra comunità per raccontare quando è nato questo comitato, da chi sia composto e quali progetti abbia, perché niente altro si sa oltre che gestiranno il Parco Falcone.
 
Non abbiamo capito se il Sindaco, la sua Giunta ed il Presidente del Consiglio Comunale – il quale si vanta di essere nato e cresciuto a Santa Maria – si siano resi conto di aver creato una spaccatura nella nostra comunità con questa scelta che mortifica non solo noi ma il senso civico, accecati dal solo desiderio di “marcare il territorio”.
Sappiano comunque che siamo sempre qui se vorranno risponderci: continueremo ad organizzare le iniziative, pulire le strade, incontrare i nostri concittadini al bar per una battuta, un sorriso e non solo nei giorni di festa, perché è la nostra comunità ed in questa ci identifichiamo.

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"La maternità surrogata: reato universale?"

Marino (109)
Eleonora Persichetti

 
Il circolo territoriale di Fratelli d’Italia di Marino centro, sito in corso Vittoria Colonna 84, venerdì 5 aprile ospiterà l’incontro La maternità surrogata: reato universale? Spunti e riflessioni, dedicato al discusso tema della maternità surrogata (o utero in affitto), un argomento di grande attualità e di estrema delicatezza per via delle molteplici implicazioni etico-cliniche, sociali e giuridiche a esso inerenti.
 
L’appuntamento, al quale è invitata tutta la cittadinanza, avrà una finalità conoscitiva sull’argomento e vorrà essere un momento di riflessione per tutti.
 
All’evento, con orario d’inizio previsto alle ore 18, interverranno:
- Martina De Nicola, dottoressa di ricerca in Bioetica;
- Martina Carano, avvocato civilista;
- Micol Grasselli, consigliera regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.
 
Modererà l’incontro il consigliere comunale Simone Del Mastro, capogruppo di Fratelli d’Italia a Marino.
 
Per Fratelli d’Italia Marino sarà un ritorno sul tema: nel maggio 2023 il direttivo comunale e i consiglieri Simone Del Mastro e Fabrizio De Santis indissero una raccolta firme per sostenere la proposta di legge di Fratelli d’Italia, approvata in Commissione Giustizia alla Camera, per rendere l’utero in affitto reato universale, ossia perseguibile penalmente in Italia anche se commesso all’estero. Nel febbraio 2023, infatti, un gruppo di parlamentari aveva presentato la proposta di legge n° 887 per chiedere che l’Italia, in quanto stato civile, vieti una pratica che comporta rischi e sfruttamento verso le donne e i nascituri.
 
Si può sottoscrivere la proposta di Fratelli d’Italia anche online, sul sito Internet https://www.fratelli-italia.it/maternitasurrogatareatouniversale/

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Convegno sul futuro di Roma Capitale

Nazionali (172)
Eleonora Persichetti

 
Si svolge venerdì 5/4/2024 presso l’Aula Consiliare di Ciampino (in Via 4 Novembre 91), promosso dal Co.Pro.N.E.L. onlus, un rilevante Evento sul Futuro Istituzionale di Roma Capitale: se, dopo 23 anni, finalmente la Repubblica Italiana potrà avere costituita la sua Capitale (essendo stato riconosciuto – dall’art.114,c.3 della Costituzione come integrato dal Referendum approvativo del 7/10/2001 – che “Roma è la Capitale della Repubblica. La legge dello Stato ne disciplina l’Ordinamento”).
 
L’Evento, dopo i Saluti Istituzionali del Comune di Ciampino, inizierà (alle ore 16:30) con una prima parte Storico-Culturale di Roma nei millenni passati (dalle Origini in Albalonga e Bovillae alle diverse Repubbliche Romane sino all’Unità d’Italia ed alla sua Liberazione dall’ Occupazione Nazi-Fascista) e durante la Repubblica Italiana (condizionata: dallo Stato Centralista e Burocratico, dallo Sviluppo Speculativo e Caotico, dal Decentramento scarso e formale, comunque inadeguato ed insufficiente). Si completerà con un ampio riassunto dei 40 anni di lotte, proposte e lunghe attese del Popolo Sovrano Capitolino e Metropolitano: nel suo insieme e nelle sue Comunità Locali (Roma, Boville, Ciampino, Fonte Nuova, Tor San Lorenzo, Pomezia, Ostia-Acilia, Fiumicino, Lido di Diana, Città di Collatia, Pirgy) mediante diversi tipi di Documenti (Leggi, Deli bere, Emendamenti, OdG) strumenti illustrativi (Video, Foto, Slide).
 
La seconda parte Istituzionale inizierà (alle ore 17:30) con un prologo di contributi (video e slide) di qualificati esperti (studiosi dei profili istituzionali e conoscitori della omogenea Comunità Capitolina e Metropolitana) per poi concludersi con una Tavola Rotonda fra Legislatori, proprio nel merito dei contenuti di una buona legge per Roma Capitale, per i 21 Comuni Metropolitani (15 Municipi di Roma; i Comuni di Ciampino, Fiumicino, Pomezia, Fonte Nuova; Comuni in costituzione di Boville e Tor San Lorenzo) che ne faranno parte e per 3 Nuove Provincie (bacini ottimali per la grande programmazione di area vasta) nella parte non Capitolina della vecchia Provincia di Roma (Civitavecchia, Tivoli, Velletri): sarà introdotta e moderata da Pino Cardente (Coordinatore Co.Pro.N.E.L. e 1º Proponete Istituzionale della Legge Popolare per Roma Capitale Metropolitana), vi sono stati invitati gli Onorevoli Fabio Rampelli (Vice-Presidente Camera dei Deputati), Filiberto Zaratti (1ª CP Affari Istituzionali, Segretario d’Aula Camera dei Deputati), Maria Elena Boschi (1ª CP Affari Istituzionali Camera dei Deputati), Roberto Morassut (CS “Sicurezza- Città-Periferie” Camera dei Deputati) e Luciano Nobili (Presidente C.S. “PNRR – Grandi Eventi” Consiglio Regione Lazio).
 
 
Associazione Sempre Boville-CoProNEL onlus

Esenzione ticket per gli Over 65

Nazionali (379)
Domenico Brancato

 
 
Per le persone con più di 65 anni è prevista l’esenzione del pagamento del ticket per visite mediche ed esami di laboratorio
 
Coloro che hanno compiuto 65 anni e hanno un reddito familiare che non supera i 36.151,98 euro, Codice E01, in base all’art. 8 comma 16 della legge 537/1993 e successive modifiche e integrazioni, possono usufruire dell’esenzione del ticket sanitario dovuto per: visite mediche specialistiche, esami di laboratorio e prestazioni di diagnostica strumentale ambulatoriali (RX, TAC, Risonanza magnetica –RM-, Scintigrafia, Ecografia, Elettroencefalografia –ECG-,Colonscopia, Artroscopia, Audiometria, ecc.) garantite dal Servizio Sanitario Nazionale.
 
Di pari esenzione possono godere anche i titolari:
  • disoccupati, Codice E02, con un reddito familiare inferiore a euro 8.263,31 elevato a 11.362,05 euro, nel caso di coniuge a carico, più ulteriori 516,46 per ogni figlio a carico;
  • di pensione sociale o percettori di assegno sociale, Codice E03, e familiari a carico;
  • di pensione al minimo, Codice E04, (o persone a carico di altro soggetto titolare) con più di 60 anni e reddito familiare fino a 8263,31 euro, elevato a 11362,05 euro in presenza di coniuge e di un ulteriore 516,46 euro per ogni figlio a carico .
Il diritto viene riconosciuto se il medico di base, previa verifica della presenza dell’assistito nell’elenco degli esenti per reddito fornito dall’Agenzia delle Entrate, indica sulla ricetta il codice di appartenenza, fra quelli sopra specificati.
 
E’ sempre possibile, tuttavia, presentare alla propria ASL una richiesta di accesso al bonus, entro il 31 Marzo di ogni anno, qualora il Codice non dovesse risultare corretto, o l’esenzione dal pagamento delle spese sanitarie non venisse applicata, nonostante si disponga dei requisiti.
 
Invece, è sufficiente avere almeno 65 anni per ottenere, a prescindere delle condizioni di reddito, il diritto all’esenzione dal pagamento del ticket in caso di accesso al pronto soccorso con codice bianco.
 
I certificati di esenzione relativi ai Codici A01, A02, A03, A04 hanno validità fino al 31 Marzo di ogni anno, mentre l’Autocertificazione ha validità fino al 31 Marzo dell’anno successivo dalla data in cui è stata effettuata, tranne che per i maggiori di 65 anni, la cui validità, requisiti permanendo, è illimitata.
 
Ovviamente, sperando che una volta riconosciuta all’assistito la possibilità di fruire gratuitamente del Servizio preposto al mantenimento della salute, possano seguire, in occasione delle ricorrenti esigenze terapeutiche, adeguate e tempestive prestazioni da parte dell’Unità Sanitaria Locale.

La Nostra Voce

NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LA POLITICA SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di; Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APOLITICO 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APOLITICI ed ASCOLTATORI della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione politica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
Sono di Cava dei Selci ... senza SE
facebook.com/groups/cavadeiselciplus/

Due Santi:
Sono di Due Santi ... senza SE
facebook.com/groups/duesantiplus/

Frattocchie:
Sono di Frattocchie ... senza SE
facebook.com/groups/frattocchieplus/

Santa Maria delle Mole:
Sono di Santa Maria delle Mole ... senza SE
facebook.com/groups/santamariadellemoleplus/
 
Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.
 

Bovillae: "ADOTTA DAY" Sabato 23 marzo

Frattocchie    (allegati) (333)
Eleonora Persichetti

 
 
Bovillae: Percorsi GeoLocalizzati di Siti e Monumenti nei millenni
 
Sabato 23/03/2024 Ore 9:00-13:00
presso ogni Sito o Monumento
 
 
Nell’ambito del Progetto “Boville@Bellezza” Museo Online ‘A Cielo Aperto‘ ed in prossimità (si vocifera per il Giugno 2024) del Riconoscimento da parte dell’Unesco quale Patrimonio dell’Umanità per l’Unicum Appia Antica-Antica Bovillae, si è saldata una innovativa collaborazione fra gli Archivi dell’Ass.ne Sempre Boville-Co.Pro.N.E.L. onlus (Boville 4.0) ed il “Portale del Cittadino” online (smariamole.it), ove è stato realizzato un sistema di  Percorsi Geolocalizzati (GEO TOUR) proprio fra quei Siti e Monumenti Millenari proposti all’Unesco.
 
Questo “Insieme Unico al Mondo” viene ripresentato negli Incontri con l’APS Centro Anziani Frattocchie e Unitre Sez. Marino (promosso insieme ai loro Presidenti Otello Bocci e Marcello Zega, svolto il 19/03/2024 a Frattocchie) e con l’I.C. di S.Maria delle Mole (ore 17:30 del 21/03/2024) ove, dopo il Dirigente Scolastico Paolino Gianturco, presentano i Progetti Pino Cardente (Appello Unesco e Adotta Day) e Francesco Raso (Geolocalizzazione); intervengono Marco Bellitto (Ricercatore-Scrittore) e Simone Quilici (Direttore Parco Archeologico Appia Antica).
 
Da tali Incontri, oltre ai successivi Percorsi mirati, scaturiscono anche le scelte in vista dell’Adozione (già iniziata lo scorso autunno) dei restanti Siti e Monumenti dell’Antica Bovillae che si completerà Sabato 23/03/2024 quando, fra le ore 9:00-13:00, ci si recherà presso il Sito o Monumento scelto e “all’orario stabilito” ciascuno farà la propria Adozione: poi tutti si ritroveranno sull’Appia Antica a Frattocchie – davanti la Torre di Padre Secchi – ove proclameranno la complessiva Adozione in Comune.
 
 
Associazione Sempre Boville-CoProNEL onlus

Bruni Immobiliare

Compravendite Affitti
Residenziale Commerciale
Terreni edificabili
Notaio in sede Consulente finanziario
 
 
 
Bruni Immobiliare
Federica Bruni Agente Immobiliare da anni, dopo aver compiuto gli studi di Architettura e dopo aver lavorato presso un’azienda di famiglia che si occupava di edilizia, ha potuto sviluppare tecniche conoscitive in merito alla cantieristica.
Si abilita presso la CCIAA di Roma e fa esperienza nel campo immobiliare affiancando per un periodo il vicepresidente FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari) per poi intraprendere l’attività di Agente Immobiliare su Roma e Castelli Romani.
 
 
Associata FIMAA, alla quale e’ iscritta dal 2009, grazie ai numerosi convegni e ai continui programmi formativi organizzati dall'associazione cui ha partecipato, ha acquisito una notevole e specifica competenza in materia, assistendo la clientela nelle compravendite e locazioni; nella cantieristica; offrendo servizi di consulenza sia immobiliare che per ciò che riguarda i finanziamenti oltre alle problematiche urbanistiche che alle valutazioni degli immobili.
 
LA PROFESSIONALITA' AL TUO SERVIZIO​​​​​​
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Bruni Immobiliare
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Grande successo a Santa Maria per l’iniziativa "Bentornata Gardensia"

S. Maria delle Mole (370)
Antonio Calcagni

 
Sabato e domenica scorsi si è svolta, davanti alla nostra chiesa, la vendita delle Gardenie e Ortensie a favore dell’Associazione AISM, che, per i pochi che ancora non la conoscono, si occupa di combattere la Sclerosi Multipla.
 
Nonostante il maltempo che non ci ha dato tregua, ancora una volta i cittadini di Santa Maria delle Mole non hanno mancato di rispondere generosamente all’appello dell’associazione, che da decenni è in prima linea in Italia, contro la Sclerosi Multipla, una malattia che dove si abbatte devasta la vita di chi ne è colpito ma anche di tutti quelli che li sono intorno.
 
Nei due giorni sono state vendute nr. 76 piantine del costo cadauna di €15,00 per un totale quindi di €1.140,00 a cui si aggiungono ulteriori offerte surplus per €59,00 portando la raccolta complessiva ad €1.199,00; somma che è stata prontamente spedita, con bonifico, alla AISM, così come si può evincere dalla copia del relativo bonifico che si allega.
 
GRAZIE
 
E’ d’obbligo ringraziare tutti coloro che si sono adoperati in prima persona, ovvero Nunzia, Roberta, Brunella, Filippo, Gianni, Sabino, Paolo, Francesco, Silvio, Giulio e Tonino per il loro impegno personale che ha reso possibile questo straordinario risultato. Un ringraziamento anche alla locale sezione di Lega Ambiente per il supporto di materiale, ma soprattutto un infinito grazie va al nostro Don Jesus che come sempre ci ha sostenuto e supportato.

Gli interessi privati calpestano Cava dei Selci

Volontari Decoro Urbano    (allegati)    (commenti:4) (1.755)
Amerigo Miraglia

 
Esattamente un mese fa, ho scritto un articolo su quanto Cava dei Selci fosse lasciata al suo destino con decisioni calate dall’alto in favore di interessi di privati (realizzazione di un mega impianto fotovoltaico su un lotto di terreno enorme adiacente Cava dei Selci di proprietà di Caltagirone).
 
Esattamente un mese fa ho manifestato le mie perplessità sulla leggerezza con cui il Comune di Marino e Ciampino avessero dato parere favorevole alla realizzazione dell’opera a patto che gli venisse fatta un po’ di elemosina (lampioni nuovi per Cava dei Selci, pista ciclabile in via dell’ospedaletto per Ciampino). 
 
Curioso era stato notare come tra la miriade di pareri favorevoli all’opera, consultabili nella cartella online 110-2021, mancasse il parere chiesto all’INGV che da circa vent’anni monitora proprio quel terreno a fronte di emissioni di gas solforosi e anidride carbonica che negli anni hanno interessato proprio quel terreno.
 
Ebbene.. il 22 Febbraio, l’INGV ha rilasciato una relazione tecnico scientifica sul pericolo da emissione di gas endogeno a Cava dei Selci connesso alla realizzazione di impianto fotovoltaico e successivamente Città Metropolitane di Roma con Protocollo CMRC-2024-0037990 - 01/03/2024 ha diffidato la società Energia Spa sul proseguimento dei lavori, sospendendo di fatto la delibera autorizzativa e chiedendone l’immediatro ripristino dei luoghi.
 
Ora io ricordo bene la chiacchierata che feci con il Sindaco riguardo Cava dei Selci, quando gli dissi che ero venuto a conoscenza di questo progetto su quel terreno disse che non ne sapeva nulla, tanto è vero che manco si sapeva chi fosse il proprietario (anche se spulciando i documenti presenti nel link sopra indicato compare un nome Caltagirone). E ricordo anche la chiacchierata che feci con l’Assessore all’ambiente quando facemmo la Prima giornata ecologica di Cava dei Selci proprio vicino a quel terreno e quando gli dissi di questo progetto anche lui cadde dalle nuvole anche se una persona a lui vicina rappresentante di una lista civica disse che ne sapeva qualcosa, ma tanto era roba di privati.
 
Ecco.. ora questa questione di “privati” sta mettendo a rischio la salute dei cittadini che inermi e senza nessuna tutela si trovano esposti ad un rischio per il quale l’NGV ha chiaramente indicato come alto a seguito delle perforazioni che sono state eseguite.
 
Quanto ancora dovremo aspettare per essere presi sul serio? In questa vicenda ci sarà mai qualcuno che si prenderà la responsabilità di quello che fa o non fa?
 
In allegato all’articolo sono presenti la Diffida di Città Metropolitane e la relazione sullo stato dei luoghi rilasciata dall’INGV.

Una poesia per tutte le donne

Nazionali (281)
Eleonora Persichetti

 
 
In questo mese viene celebrata la vostra festa, il riconoscimento di un universo misterioso ed insondabile chiamato “Donna”, erroneamente ricordata una sola volta l’anno. Partecipare consapevolmente a questa ricorrenza, per noi maschietti, non è cosa facile. Forse perché la parte femminile, nascosta nell’intimo di ogni uomo, meriterebbe un’attenzione che l’ego animale è portato a negare. Il pensiero, che dedico, vuole essere un omaggio, seppure inadeguato, a ciò che la donna dovrebbe rappresentare, ed essere, per ogni maschio, evoluto, uomo.
 
 
 
8 Marzo
 
Tu, Donna, doni bellezza, gioia, piacere e vita. Un uomo, senza una Donna, è un sole senza cielo, una luce senza alba, un’aquila senza ali.
Un uomo, senza l’amore di una Donna, del profumo e del sapore delle sue labbra, è un cielo senza stelle, uno scoglio senza mare, una tomba senza nome.
Donami il tuo sorriso, Donna, le tue labbra, il tuo amore ed io potrò chiamarmi Uomo.
 
 
 
Carlo Pistoia

8 marzo: la Giornata internazionale della Donna

Marino (328)
Eleonora Persichetti

 
L’8 marzo si celebra la Giornata Internazionale dei diritti della donna e per l’occasione l’Amministrazione comunale ha messo in calendario una serie di appuntamenti per questa ricorrenza.
 
Alle ore 10:00 l’inaugurazione dello “sportello antiviolenza” a cura del Distretto Socio-Sanitario RM 6.3 presso l’Ospedale San Giuseppe di Marino, un’apertura importante verso la lotta contro la violenza, in particolare quella nei confronti delle donne.
 
Alle ore 12:00 il posizionamento di due targhe presso il Parco della Pace a Cava dei Selci e Piazzale Pertini a Frattocchie per proseguire il programma di promozione del numero antiviolenza e stalking 1522, a cura della Commissione Consiliare Pari Opportunità.
 
Alle ore 16:00 presso la Biblioteca comunale di Santa Maria delle Mole, a cura della Commissione Pari Opportunità, si terrà il convegno su “Alfonsina Strada”, soprannome con cui è conosciuta di Alfonsa Rosa Maria Strada, prima donna ciclista a competere in gare maschili e ritenuta tra le pioniere della parificazione di genere nello sport.
Alle ore 18:00 l’ultimo appuntamento è presso il Museo Civico “Umberto Mastroianni” con l’inaugurazione della mostra contemporanea collettiva, che rimarrà aperta fino al 29 marzo, “I mille volti di Vittoria Colonna”, promosso dall’Assessorato alla cultura a cura dell’Associazione Medina.
 
Queste le parole dell’Assessore alla Cultura Pamela Muccini: “L’arte e la cultura, rappresentano un importante anello di congiunzione che abbatte le distanze. Sono davvero molto orgogliosa della mostra che verrà inaugurata al Museo Civico su Vittoria Colonna, nata appunto dall’idea di raccontare i mille volti di una donna coraggiosa che rappresenta un importante esempio per la nostra città e che ha saputo guardare al futuro con sapienza e generosità”.
 
Il Vicesindaco e Assessore ai Servizi Sociali Sabrina Minucci ha sottolineato: “Parlare di festa in relazione all’8 marzo non è del tutto esatto perché questa giornata nasce per ricordare le faticose conquiste politiche e sociali del genere femminile. Dobbiamo però purtroppo sottolineare i tantissimi casi ancora registrati di violenza, femminicidio ed è per questo che il nostro impegno vicino alle donne continua in modo concreto. L’apertura dello “Sportello Antiviolenza” grazie al sostegno del Distretto Socio-Sanitario Marino-Ciampino di cui il nostro Comune è capofila, è una promessa fatta che diventa realtà presso l’Ospedale San Giuseppe di Marino. Nasce con l’obiettivo di dare aiuto e supporto a chi si trova in difficoltà e trova il coraggio di parlarne per andare avanti”.
 
Il Sindaco Stefano Cecchi ha dichiarato: “Le donne hanno una marcia in più e sono proprio come un fiore, la mimosa, scelto nel 1946 per rappresentare la loro energia, la forza e la tenacia. Ringrazio il Consigliere Paola Testi, Presidente della Commissione Pari Opportunità e gli Assessorati per le iniziative promosse sul territorio in questa importante giornata in cui cogliamo ancora una volta l’occasione per ribadire il nostro no alla violenza promuovendo invece il rispetto attraverso la cultura raccontando la nostra Vittoria Colonna. Voglio inoltre rivolgere un pensiero speciale alle donne di questa Amministrazione, alle dipendenti comunali e della Multiservizi dei Castelli di Marino per la determinazione e le competenze di cui sono portatrici e a tutte le donne che quotidianamente continuano a lavorare per rendere migliore e più consapevole la società in cui viviamo”.

Nonni su internet

Cava dei Selci (304)
Eleonora Persichetti

 
A causa dell’invecchiamento della popolazione europea, la crescente digitalizzazione della società rischia di diventare un problema. Solo una persona su quattro tra i 65 e i 74 anni possiede competenze digitali di base e non è in grado di accedere ai servizi digitali cruciali, come l’assistenza sanitaria o pensionistica. Il rapporto dell'Agenzia dell’UE per i diritti fondamentali, dal titolo Diritti fondamentali delle persone anziane: “garantire l'accesso ai servizi pubblici nella società digitale, evidenzia che la legislazione vigente nei Paesi dell'UE non affronta adeguatamente il rischio di esclusione digitale per i cittadini più anziani”. In questo scenario si inserisce il progetto europeo E-engAGEd finanziato nell’ambito del programma Cerv, attuato in Italia da Fondazione Mondo Digitale, che mira a promuovere e accelerare l'alfabetizzazione digitale e mediatica di giovani e anziani, con la metodologia dell’apprendimento intergenerazionale coinvolgendo scuole e centri anziani.
 
In tale contesto il 18 gennaio u.s., presso il Centro Anziani di Cava dei Selci ha avuto inizio un percorso per alcuni dei soci del centro che vede protagonisti, oltre che la Fondazione precedentemente citata, gli studenti del liceo “VOLTERRA” sito nel Comune di Ciampino. L'iniziativa “NONNI SU INTERNET” si ripromette di far collaborare i nativi digitali con la generazione che ha visto nascere la tecnologia odierna ma non ne ha ancora abbracciato appieno i vantaggi. Provare nuove esperienze può sempre portare un po’ di timore, ma gli anziani che si sono iscritti al percorso “Nonni su Internet” hanno posto al primo posto la curiosità e la voglia di imparare cose nuove, che sicuramente gli torneranno utili nella quotidianità. Ma come approcciarsi alla tecnologia? Facile, con dei sarti del digitale, così sono stati denominati gli studenti che si sono iscritti a questo progetto, che aiuta a conciliare due generazioni che hanno molto da insegnare l’una all’altra. L’attività che viene svolta è calibrata sulle esigenze di ciascun frequentatore che viene assistito dallo studente e che spiega come effettuare le operazioni richieste su cellulari, tablet e dispositivi informatici vari e nel contempo il giovane apprende storie di vita raccontate dagli anziani.
 
"Siamo molto felici di partecipare a questo progetto", ha dichiarato Umberto PORRINO, Presidente del Centro Anziani di Cava dei Selci. "Per noi è importante che le persone anziane possano imparare ad usare le tecnologie digitali, perché ormai sono parte integrante della nostra vita quotidiana. Crediamo che questo progetto sia un'occasione importante per creare un ponte tra generazioni. Anche i ragazzi possono imparare molto dai nonni, che hanno una grande esperienza di vita. Sono molto soddisfatto di come è andato l'incontro. Le lezioni sono state molto coinvolgenti".
 
In conclusione, il corso di aggiornamento tecnologico per gli anziani si configura come un prezioso strumento per migliorare qualitativamente la vita di questa fascia di età, permettendo l'accesso a risorse utili per salute, sicurezza e benessere; inoltre, l'efficacia di tali corsi risiede nella personalizzazione dell'apprendimento, adattando i contenuti alle esigenze specifiche degli anziani e valorizzando le loro esperienze pregresse. L'investimento in tali iniziative non solo contribuisce a colmare il divario generazionale, ma apre anche nuove prospettive per una società più inclusiva ed interconnessa.

Fermiamo la sclerosi multipla con un fiore, anzi due

S. Maria delle Mole (382)
Gianni Botta

 
Come ogni anno a Santa Maria delle Mole si ripete l’appuntamento con la solidarietà, in cui la nostra comunità è chiamata a sostenere la ricerca contro la Sclerosi Multipla.
 
Gardensia - Fermiamo la sclerosi multipla con un fiore, anzi due” è il nome dell’appuntamento che vedrà la vendita delle gardenie da parte del nostro Comitato di Quartiere insieme agli amici del Circolo Legambiente Appia Sud – Il Riccio nei seguenti orari e presso i punti a fianco indicati:
  • sabato 9 marzo, dalle ore 08:30 alle 13 e dalle 15 alle 18 sia a Piazza Togliatti - sul sagrato della Chiesa Parrocchiale “Natività della Beata Maria Vergine” - che all’Info Point dell’Appia Antica, all’inizio di Viale della Repubblica;
  • domenica 10 marzo, dalle ore 08:30 alle 13 nella sola Piazza Togliatti.
Ma c’è dell’altro, nella stessa occasione in cui siamo tutti chiamati a rinnovare la solidarietà verso chi è affetto da questa terribile malattia vorremmo lanciare anche il rinnovo delle adesioni al Comitato di Quartiere, una preziosa risorsa per contribuire, sostenendole, alle iniziative portate avanti quali, solo per citare le principali: il mantenimento di questo sito, la festa patronale ed il Gruppo dei Volontari del Decoro Urbano, ultima “cellula” nata e portata avanti nell’ambito del Comitato.
 
Confidiamo nella vostra numerosa partecipazione dando appuntamento a tutti sabato 9 e domenica 10 marzo, noi saremo lì ad aspettarvi.

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Previsioni sull’aumento delle pensioni nel 2024

Focus (419)
Domenico Brancato

 
 
Il Ministero delle Finanze ha previsto che nel 2024 l’indice di perequazione automatica su cui calcolare la rivalutazione delle pensioni, molto probabilmente,  sarà del 5,4%, e che tale indice verrà applicato al 100 per cento per gli assegni fino a 4 volte il trattamento minimo di euro 567,94.
 
Conseguentemente,  a partire da gennaio 2024, si presume che le fasce di pensione si rivaluteranno come di seguito indicato:
  • fino a 4 volte il minimo (euro 2.271,56), indicizzazione 100%,   pari a 5,4%;
  • da oltre 4 a 5 volte il minimo ( da euro  2.271,56 a 2.839,7), indicizzazione  85%, pari a 4,59%;
  • da oltre  5  a 6 volte il minimo (da euro 2.839,7 a 3.407,64), indicizzazione  53%, pari a 2,86%;
  • da oltre 6 a 8 volte il minimo (da euro 3.407,64 a 4.543,52), indicizzazione 47%, pari  a 2,54%;
  • da oltre 8 a 10 volte il minimo (euro 5.679,4), indicizzazione del 37%, pari a 2,00%;
  • oltre 10 volte il minimo (maggiore di euro 5.679,4), indicizzazione del 22%, pari a 1,19%.
Pertanto l’importo lordo massimo dell’aumento e delle rispettive fasce di pensione, dovrebbe trovare riscontro in:
  • euro 567,94 x 0,0540 = euro 30,67 + 567,94 0= euro 598,61;
  • da euro 2.271,56 fino euro 2.839,70 x 0,0459 = euro 130,34 + 2.839,70 = 2970,04;
  • da oltre 2.839,70 fino ad un massimo di  euro 3.407,64 x 0,0286 = euro 97,46+ 3.407,64 = 3505,10;
  • da oltre 3.407,64 fino ad un massimo di  euro 4.543,52 x 0,0254 = euro 115,41 + 4.543,52 = 4.658,93;
  • da oltre 4.543,52 fino ad un massimo di  euro 5.679,40  x 0,0200 = euro 113,58 + 5679,40 = 5.792,98;
  • da euro 5.680,00 x 0,0119 = euro  67,59 + 5680,00 = 5747,59.
Ovviamente,  per ottenere l’entità dell’incremento e del nuovo importo lordo  della propria pensione,  occorre moltiplicare l’attuale importo per la indicizzazione della fascia di appartenenza, come per gli  esempi  di seguito riportati:
  • 2.000 sarà  2000 x 0,0540 = 108,00 + 2.000 =  euro 2.108,00
  • 2.500 sarà  2.500 x 0,0459 = 114,75 + 2.500 = euro 2.615,00
  • 3.000 sarà 3.000 x 0,0286 = 85,80 + 3000 = euro 3.086,00;
  • 3.500 sarà 3.500 x 0,0254 = 88,90 + 3.500 = euro  3.589,00
  • 4.000 sarà 4.000 x 0,0 254 = 101,60 +4.000 = euro 4.102,00;  
  • 5.000 sarà 5.000 x 0,0200 = 100+ 5.000 = euro 5.100,00;
  • 6.000 sarà 6.000 x 0,0119 = euro 71,40 + 6.000 = euro 6.071,00 ;  e cos’ via.
Per quanto concerne poi  l’Assegno Sociale (Prestazione erogata a domanda, rivolta alle persone in condizione economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge), il cui importo attuale è di euro 503,27 e che con la rivalutazione definitiva per il 2023 salirà a 507,02, nel 2024 dovrebbe arrivare a euro 534,40.
 
Incrementi, più o meno  dell’ordine di un centinaio di euro, finalizzati a compensare il minore valore di acquisto delle pensioni,  imputabile   all’inflazione. (dovuta essenzialmente alla crescita dei prezzi conseguente l’improvviso aumento  della domanda dopo due anni di lockdows,   alla crisi di approvvigionamento energetico e delle materie prime alimentari causati dalla guerra in Ucraina, nonché all’annessa deprecabile  speculazione .). Incrementi che però, in realtà, rimangono  molto al disotto del necessario,  per annullare  gli effetti inflazionistici. Il che si traduce in una sensibile perdita dello stesso valore di acquisto, specie delle pensioni medio-basse.
 
Pertanto c’è d’augurarsi che, come si deduce dall’andamento recentemente  rilevato dell’ISTAT, l’inflazione decresca rapidamente e che un effettivo, più equo,  aumento delle pensioni, in futuro,  possa essere determinato, principalmente, dall’aumento  dei punti di decontribuzione (riduzione dell’importo dei contributi previdenziali ed assistenziali).
 
Considerato che attualmente  l’ammontare  netto delle pensioni  risulta essere  decurtato di circa il  30%,  rispetto l’importo lordo.

Parco Ruggero Lupini, un'esagerata illuminazione, tanto inutile quanto dannosa

Focus    (commenti:2) (931)
Domenico Brancato

 
In occasione delle tradizionali manifestazioni per la Festa Patronale di Santa Maria delle Mole 2023, l’illuminazione del Parco veniva integrata con una estesa splendente luminaria, tale da illuminare a giorno l’intera area (Foto n. 1).
Tipologia di integrazione che, come normalmente avviene, doveva essere rimossa a conclusione dell’evento.  
In quanto, la permanenza oltre a comportare un inutile spreco di energia, che specie  in un momento in cui si raccomanda  agli utenti di adottare comportamenti improntati al risparmio, come soluzione più certa ed immediata per abbassare gli esosi  importi delle bollette, costituisce  un controsenso ed una manifestazione di abbandono  in cui versa il Parco (che, data la limitata superficie, sarebbe meglio definire “Spazio verde di Quartiere”). Come testimonia il fin’oggi, ad oltre due mesi dall’installazione, non osservato, inutile e, per le possibili derivanti conseguenze di seguito descritte, non innocuo supplemento di illuminazione notturna.
Abbandono (contrariamente agli orientamenti del “Comitato per lo sviluppo del verde pubblico” istituito dalla legge del 14 gennaio 2013 n.10) percettibile anche:  
 
  • dalla protratta incuria (in particolare, mancate periodiche  irrigazioni, che in una estate  dal caldo torrido  sarebbero state necessarie per  assicurare la sopravvivenza  del prato e delle essenze erbacee ornamentali);
  • dall’omissione di pratiche manutentive (quali interventi per il mantenimento dell’efficienza dell’impianto di irrigazione automatico);
  • e dalla assoluta mancanza della funzione di  controllo di una fruizione trasgressiva (certamente agevolata dall’assenza di segnali dissuasivi), dell’osservanza  delle norme previste da qualsivoglia Regolamento gestionale, da parte di gran parte dei numerosi  abituali frequentatori.
 
Condizioni che purtroppo  annullano, in gran parte, la finalità  di una realtà creata con l’intento di:
  • costituire uno spazio ecologico volto  a mitigare gli effetti prodotti dalla esuberante edificazione urbana e un ambiente idoneo a rendere più vivibili alcuni momenti di quotidianità della comunità;
  • e promuovere la condizione morale dell’utenza, attraverso la socializzazione, l’inclusine, la distensione, i benefici derivanti dal contatto con la natura  e le attività ludico-cultural-ricreative.  
 
Finalità, delle quali nel Parco Lupini trova riscontro, quasi esclusivamente, l’esecuzione delle attività ludico-richeative esercitate da ragazzi  e ragazze in maniera  alquanto istintiva. Poiché caratterizzate dall’uso improprio della dotazione dell’area giochi per Bambini e soprattutto delle aree  destinate a prato,  per il  continuo calpestio, in bicicletta e a piedi, specie in occasione di frequenti concitate  partite di calcio. E contraddistinte da ininterrotti intensi  strepitii per tutti i pomeriggi  (a meno che le condizioni meteorologiche lo impediscano) fino a sera, ed a volte anche a notte inoltrata (dato che, da tempo,  l’ingresso al Parco  avviene senza limiti di orario).
Tutto ciò,  in barba a quanto stabilito dai Regolamenti di Polizia Urbana e  per la gestione dei Parchi e delle aree a verde pubblico.  Regolamenti che prevedono, in particolare, il divieto di:
  • accedervi con biciclette o veicoli in genere, ad eccezione di automobiline a pedale e tricicli per bambini;
  • calpestare, a chiunque,  le aiuole e danneggiare i tappeti erbosi;  
  • gioco del pallone  e simili, salvo che nelle aree all’uopo predisposte; usare le attrezzature per i giochi destinati ai bambini;
  • gettare  o abbandonare a terra e nelle fontane rifiuti di ogni genere;
  • e produrre rumori, schiamazzi, grida e comunque svolgere  attività che possano disturbare la quiete pubblica.
 
Divieto, quest’ultimo, che, data la particolare ubicazione del Parco distanziata, lungo tutto il perimetro, soltanto dall’ampiezza delle interposte strade  con le abitazioni, trova maggior motivo di osservanza,  in quanto l’area rientra in Classe acustica I.  Classe che prevede  un valore limite di emissione sonora diurna e notturna, rispettivamente di 45 e 35  Decibel (Unità di misura adoperata per  il rilevamento del livello dei suoni), corrispondenti al livello sonoro prodotto da una voce parlata o di una pacata conversazione domestica. Mentre la voce di una persona che ha  un tono  più alto e di un bambino che urla,  equivalgono già  al rumore ampiamente oltre i limiti consentiti di 70 e 80  Decibel (Db).
Complesso di condizioni dalle quali si può dedurre che  quella che doveva essere una preziosa oasi naturale e sede di evasione dal frastuono cittadino, attualmente risulta essere tutt’altro che espressione di amenità, luogo di quiete e fonte di benessere psico-fisico.
Per quanto concerne poi il menzionato assurdo eccesso di illuminazione, esso purtroppo costituisce un non trascurabile inquinamento luminoso, in netta  contraddizione con  l’intrapreso orientamento  da numerose Regioni italiane, rivolto ad adottare provvedimenti mirati a:
  • schermare gli apparecchi per illuminazione da esterni,  in modo da indirizzare il flusso luminoso totalmente a terra;
  • limitare l’illuminazione soltanto per il tempo necessario;
  • contenere al minimo indispensabile i livelli di intensità luminosa;
  • spegnere le luci quando non ci sono utilizzatori a trarre vantaggio.
 
Provvedimenti  sollecitati dalla consapevolezza  che tutte le specie viventi sono influenzate dall’alternanza del giorno e della notte. Tant’è   che l’assenza di notti buie e la presenza di una eccessiva illuminazione artificiale notturna possono sconvolgere in modo violento il ritmo sonno-veglia (ritmo circadiano) degli esseri interessati.
Sconvolgimento  sul  quale,   negli ultimi anni,  ricercatori di tutto il mondo hanno condotto studi relativi ai  danni prodotti sugli ecosistemi in cui vivono e si riproducono le varie forme di vita. Danni descritti in una pubblicazione del 2009 dal  giornalista e ricercatore Ron Chepesiuk, nella quale riporta l’esito di numerose autorevoli  indagini che mettono in guardia dall’uso eccessivo e inadeguato dell’illuminazione artificiale notturna.
Possibili conseguenze, delle quali si ritiene utile specificare quelle  più significative, inerenti:
  • l’uomo,  al quale possono causare  turbamento del ritmo sonno-veglia (dovuto ad una maggiore quantità di fotoni o particelle di luce che colpiscono la retina dell’occhio),  a sua volta causa di ulteriori disturbi , come depressione e stress psico-fisico. Inoltre l’illuminazione notturna con lampade alogene e a LED con emissione di luce fredda o bianca (come rilevato dall’epidemiologo Richard Stevens dell’Università del Connecticut) inibisce la produzione di melatonina naturale: ormone che ha dimostrato effetti oncostatici per alcuni tipi di cancro, nei confronti dei quali, la sua assenza o diminuzione nel sangue di notte,  può comportare un accelerazione dello sviluppo.
  •  gli insetti, perché,  essendo attratti dalla luce, vanno incontro alla morte,  in seguito all’impatto con le calde superfici delle lampade. Il che potrebbe sembrare un utile contributo per diminuire i fastidi che alcuni di essi arrecano all’uomo. Sennonché,  è  scientificamente provato che la loro minore presenza comporta un significativo  deficit nella catena alimentare (Insieme delle relazioni alimentari esistenti fra gli organismi  produttori e consumatori di un ecosistema) e nell’impollinazione di piante selvatiche e coltivate;
  • le Falene o farfalle notturne (Foto n.2), dato che subiscono un notevole effetto da parte delle luci artificiali, in quanto impostano la loro rotta migratoria basandosi sulla luna o su stelle particolarmente luminose. Per cui, singole sorgenti luminose o concentrazioni di luci artificiali di agglomerati urbani, competendo con quelle naturali, li attraggono disorientandole e provocando  la demolizione dello sciame migratorio. Nonché la decimazione dei componenti,  dovuta alla loro incompatibilità con gli ambienti in cui si vengono a trovare. E poiché le Falene compiono l’impollinazione notturna dei fiori (Foto n. 3) in maniera più rapida ed efficiente (impiegano meno tempo a raccogliere il polline e a spostarsi su un altro fiore, dove lo depositano)  di quella che le Api e Bombi svolgono in più tempo di giorno, riescono a fornire  lo stesso contributo   per la produzione dei frutti.
 
Pertanto meritano almeno pari protezione ed attenzione  degli insetti pronubi  diurni. Considerato poi che  il comunissimo Rovo (Robus fruticosus) rappresenta, sia per le Api che per le Falene, una pianta fondamentale per la loro sopravvivenza, sarebbe opportuno, ove possibile,  favorirne la diffusione e la crescita controllata (trattandosi di una pianta infestante ed invadente) per fermare il preoccupante crescente declino degli indispensabili impollinatori.
Ed ancora, un ulteriore motivo per il quale le Falene meritano di essere salvaguardate è che l’armatura delle loro ali è composta da tante piccole parti,  aventi diverse caratteristiche, che formano un materiale dalle straordinarie  proprietà elettromagnetiche non disponili in natura.  E che, come tale, costituisce il primo esempio di metamateriale (oltre il materiale) non di origine umana, che i ricercatori ipotizzano  potrebbe servire, in un futuro non lontano, come modello per sviluppare pannelli fonoassorbenti ultra sottili, da utilizzare nelle abitazioni;
  • gli  uccelli, per il motivo che le fonti luminose artificiali possono  nuocere particolarmente; -  nel corso del compimento delle loro migrazioni notturne stagionali basate sull’orientamento astronomico, a causa di pregiudizievoli cambiamenti di direzione  e destinazione; - per  l’abbagliamento che subiscono, dovute alla non abitudine dei loro occhi all’esposizione di luce intensa, che li porta a  scontrarsi con vari ostacoli; - o per  l’induzione  a   manifestazioni di comportamenti anomali, come ad esempio:  Cicogne che, interrompendo il loro viaggio migratorio, volano incessantemente a cerchio attorno ad un proiettore di discoteca fino allo sfinimento; un Gallo  che per effetto dell’illuminazione di un casello autostradale  canta tutta la notte, e così via;
  • i Pipistrelli (Unici mammiferi che pur mancano di penne sono capaci di volare, essendo dotati di ali costituite da una membrana di pelle – pantagio- che si estende tra quattro lunghissime dita che tengono l’arto in tensione (Foto n. 4). Sono eccezionalmente longevi,  visto che l’età massima accertata di individui inanellati è di 41 anni, ma  che normalmente raggiungono i 30 anni e    danno alla luce i piccoli come gli umani,  con l’unica differenza che il parto, in genere di un solo piccolo,  e l’allattamento,  dato che  non costruiscono alcun tipo di nido, avvengono  in volo.  Così, il neonato per evitare di precipitare al suolo,  nasce con i piedi in avanti, in maniera da potersi aggrappare subito alla madre), perché l’illuminazione(in genere dei lampioni dell’illuminazione stradale o altri fari dall’intensa luce), delle  fessure di uscita dei loro rifugi (Sotto tegole, dietro grondaie e cornicioni) comporta la loro fuoriuscita in ritardo per la ricerca di cibo, riducendo il tempo per una caccia adeguata a soddisfare le esigenze alimentari (che si aggirano  intorno ad 1/3 del loro peso corporeo che,  per le specie che vivono in Italia, non supera i 35 g). Il che è causa di deperimento e, a lungo andare, della morte precoce. Inconveniente che  può  determinare l’abbandono degli ambienti divenuti loro ostili (come accaduto nelle aree urbane del nostro territorio, dove da tempo non si ha più modo di vedere, all’imbrunire, sfrecciare zigzagando molti di questi preziosi volatili). E poiché nel nostro ambiente vivono specie che si nutrono  d’insetti (considerato che in una notte ne possano catturare  fino a 1500), ivi comprese la Zanzare, il loro allontanamento, influisce negativamente nel mantenere il  controllo della loro  popolazione  e sulla conseguente salute dell’ambiente;
  • la vegetazione,  in considerazione  che la vicinanza di luci artificiali provoca stress alle foglie che, secondo diversi ricercatori, altera il normale processo fotosintetico, e quindi anche la riduzione della produzione del vitale ossigeno.  Oltre a falsare la durata del giorno e della notte, che in  molte specie, influenza: l’inizio e la fine dei periodi di fogliazione (apertura della gemme ed espansione delle foglie); il tasso di crescita; la forma della chioma e delle foglie; la formazione di organi di riserva;  la caduta delle foglie in autunno; e la resistenza al gelo. Inoltre, la luce artificiale nuoce a diversi batteri e insetti che vivono in simbiosi mutualistica con le piante.
 
In definitiva, da quanto sopra esposto, si deduce che l’illuminazione artificiale notturna, oltre ad impedire di osservare ed esplorare le meraviglie del cielo stellato,  produce, soprattutto, nelle aree fortemente urbanizzate, non trascurabili  conseguenze che stanno  richiamando l’attenzione degli studiosi per approfondire la conoscenza dell’entità degli effetti. Tanto che in Italia è stata istituita la “Giornata nazionale contro l’inquinamento luminoso” (altrimenti definito come “qualunque alterazione di luce naturale presente di notte nell’ambiente esterno di cui l’uomo è responsabile”) che ricade il 17 di ottobre.
Ed essendo ormai un conclamato problema per l’intera biodiversità  (Varietà di organismi viventi nelle loro diverse forme e nei rispettivi ecosistemi), senza ovviamente  escludere l’importanza dell’utilità dell’illuminazione ai fini della sicurezza personale e della circolazione stradale (anche se,  un esperimento condotto in Francia, consistente nello spegnimento dell’illuminazione  dell’autostrada, ha consentito,  negli ultimi tre anni,  di ottenere una diminuzione del 30%  del numero e della gravità degli incidenti. Diminuzione attribuita al fatto che l’illuminazione aumentando la sensazione di sicurezza spinge i conducenti  ad aumentare la velocità: causa principale degli incidenti), per evitare di peggiorare la  già compromessa situazione, servirebbe  un concreto impegno da parte  degli Amministratori locali e dei titolari delle utenze private affinché, in occasione  dell’installazione di  nuovi impianti o dell’ammodernamento di quelli esistenti, non trascurino di verificare l’effettiva necessità e di  optare per le  tipologie ed intensità luminose, il più possibile, compatibili con il rispetto dell’ambiente naturale. Anche perché un’impostazione operativa in tal senso consentirebbe di realizzare molteplici non futili vantaggi, fra i quali  una non trascurabile riduzione di impegno di spesa.
 

Tempo di raccolta delle olive, come produrre un olio di qualità

Focus (525)
Domenico Brancato

 
Da giugno 2020 l’Unione Europea ha vietato la lotta contro la mosca delle olive (Bactrocera oleae) con l’utilizzo del Rogor, antiparassitario a base di Dimetoato: insetticida sintetico fosforganico ad elevata attività citotropica (in grado di penetrare nei tessuti vegetali) larvicida.
 
Ciò è avvenuto in quanto l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare – Efsa – non ha potuto escludere l’esistenza di rischio per il consumatore, dovuto all’esposizione a residui di Dimetoato e a Ometoato, considerati rispettivamente un potenziale genotossico (con capacità di danneggiare l’informazione genetica all’interno di una cellula, inducendo modificazioni del DNA di un organismo vivente) ed un agente mutageno (in grado di provocare alterazioni genetiche e/o neoplasie nei soggetti esposti).
 
Pertanto gli olivicoltori per affrontare il temibile nemico (che in condizioni ambientali favorevoli di riproduzione può raggiungere 6-7 generazioni, equivalenti ad un arco temporale tale da coprire l’intero ciclo di sviluppo delle olive, con conseguente possibile produzione di gravi danni quantitativi e qualitativi per la produzione), devono ricorrere a forme di lotta alternativa che consentano di modificare la strategia di difesa curativa o larvicida garantita dall’impiego del Rogor (che prevedeva interventi successivi all’ovideposizione, mirati ad uccidere le larve all’interno delle drupe), con interventi di tipo preventivo e/o adulticida, finalizzati ad impedire la deposizione dell’uovo nelle olive e ad eliminare gli esemplari adulti.
 
Interventi , la cui tempestività di esecuzione richiede la conoscenza dell’andamento dello sviluppo del ciclo biologico della mosca che trova riscontro, nella comparsa normalmente a giugno, delle mosche nell’oliveto, a cui segue, dopo circa una settimana, la fecondazione delle femmine che, a seconda dell’andamento meteorologico (pioggia, umidità e temperatura) e della varietà delle olive, a fine giugno- metà luglio ( in coincidenza dell’indurimento del nocciolo, che avviene quando le drupe raggiungono la grandezza di un cece), iniziano l’ovideposizione, attraverso l’inserimento dell’oviscapo nella drupa, percettibile dalla provocata ferita a forma di V rovesciata della profondità di ca. 0,5 mm.
 
Ciascuna femmina, che si differenzia dal maschio (vedi foto n. 1) per la maggiore grandezza e la presenza di un astuccio che contiene l’ovipositore posto a termine dell’addome, complessivamente depone 200-300 uova (delle dimensioni di ca. 0,7 x 0,2 mm, di colore bianco latteo – foto ingrandita n. 2- poco visibile al occhio nudo), ripartiti in numero di 4-5 al giorno in piena estate e 10-20 in autunno ed, in genere, in numero di 1 per ogni oliva che però, in annate di forte infestazione, possono diventare 6-7. Il periodo di incubazione dura dai 2 ai 3 giorni, ma in autunno può protrarsi fino a 10 giorni. Mentre la durata dello sviluppo della larva, con temperature di d 24-25 °C, dura 2 settimane e oltre 3 mesi con temperature di 12 ° C.
 
Complessivamente, dalla deposizione dell’uovo al raggiungimento dello stadio di adulto, con temperature medie di 24 °C, intercorrono mediamente da 21 a 25 giorni. Per cui nel corso di una annata, con temperature miti, la mosca può compiere fino a 6 -7 generazioni.
 
Nell’ultima generazione dell’annata, se le olive sono ancora verdi, la larva (Foto n. 3) si impupa (Foto n. 4) all’interno, mentre se sono mature, o quasi, fuoriesce dall’oliva caduta e penetra nel terreno alla profondità di 5 – 6 cm, dove si impupa per trascorrere l’inverno.
 
Intanto, per evitare trattamenti superflui o intempestivi inerenti alla nuova strategia di lotta, è buona norma, a partire da metà Giugno, procedere al rilevamento della presenza e quantità di mosche nell’oliveto, tramite l’installazione di:
- trappole di monitoraggio entomologiche (in grado di attrarre e catturare insetti adulti) di tipo cromatico o cromotropico (che sfruttano il colore per attirare gli insetti e un collante per catturarli), consistenti, in fogli plastificati di colore giallo (Foto n. 5) sui quali viene applicato uno speciale collante privo di effetti tossici, resistente agli agenti atmosferici, che non si discioglie con il sole e non scola sulla vegetazione.
 
Le quali non sono selettive (in quanto attraggono maschi e femmine di mosca ed altri insetti) e soprattutto sono innocue per le Api, che vengono attratte soltanto dal polline e dal nettare e non dal colore.
 
Rappresentano quindi un valido supporto per l’individuazione di quali e quanti insetti sono presenti nell’uliveto e del loro stadio di sviluppo. A condizione che vengano applicate a ca. 2 – 2,5 m di altezza all’esterno della chioma, in numero 7 ca. per ogni 1.000 mq di superficie (equivalenti ad 1 trappola ogni 3 piante) su file alterne e che il controllo della conta delle mosche catturate venga effettuato ogni 3-5 giorni. In modo da rilevare tempestivamente il raggiungimento della cattura di 10 esemplari: limite consigliato per intervenire con dei trattamenti in grado di controllarne la diffusione. Per mantenere inalterata l’efficienza occorre sostituirle ogni mese circa e comunque quando tutta la superficie collosa è ricoperta da insetti.
 
In alternativa ella trappola cromotropica descritta è possibile adottare delle soluzioni fai da te, da realizzare utilizzando una bottiglia di plastica da 1,5 – 2 litri (non di colore blu), sulla quale praticare 4-5 fori di diametro inferiore ad 1 cm in prossimità del collo, ed applicare il tappo in precedenza rimosso, dopo aver inserito alcune delle sostanze di seguito indicati:
  • 50 grammi di lievito di birra e 50 millilitri di ammoniaca per uso domestico, non profumata;
  • 0,5 litri di acqua, ¼ di litro di aceto di vino rosso, 2 cucchiai di zucchero;
  • 0, 750 litri di acqua, 2 cucchiai di lievito di birra e un cucchiaino di solfato di ammonio (adoperato in agricoltura come fertilizzante per abbassare il Ph dei terreni alcalini e fornire azoto alle piante);
Sostanze che a differenza delle trappole cromatiche, esercitano la funzione attrattiva attraverso l’emissione di odori che producono un forte richiamo sugli adulti di maschi e femmine delle mosca.
 
Tali confezioni, per evitare il sole diretto, vanno appese all’interno della chioma, in numero di una ogni tre piante, lungo tutta la periferia degli appezzamenti, per attrarre le mosche verso l’esterno degli stessi.
 
Una volta messo in atto il metodo di cattura della mosca più rispondente ai materiali di cui si dispone, ai fini di determinare la necessità o meno di effettuare degli interventi, occorre procedere con l’operazione di campionamento per valutare l’effettivo livello di infestazione, deducibile dalla presenza nell’oliveto di uova, larve e pupe. In quanto è possibile che le trappole catturino molti adulti, ma condizioni climatiche avverse non favoriscano l’ovodeposizione e/o lo sviluppo delle uova.
 
Campionamento che consiste nel prelevare settimanalmente, raccogliendole a caso, 100 olive per ettaro, 2 per pianta, in diversi punti delle chiome, di almeno 50 piante. Oppure prelevare 10 drupe sul 10% delle piante dell’oliveto. Per poi procedere all’esame del campione attraverso la dissezione delle olive e l’accertamento, possibilmente con l’ausilio di una lente di ingrandimento (del diametro da 10 a 30 mm, per ottenere un ingrandimento da 20 a 10 volte il particolare da osservare), della presenza degli stadi larvali.
 
Ma, considerando che la mosca è particolarmente sensibile alle variazioni di temperatura, anche l’osservazione dei parametri meteorologici rappresenta un fattore fondamentale su cui basare la previsione della dinamica della sua diffusione. Diffusione che diversi entomologi (studiosi della vita degli insetti) concordano essere subordinata agli effetti delle seguenti condizioni:
  • Le temperature miti dei mesi autunno-invernali consentono la sopravvivenza di un maggior numero di forme svernanti e determinano un anticipo dello sviluppo sia vegetativo che delle drupe, rendendole in anticipo di almeno 15 giorni ricettive al primo attacco del parassita;
  • Le temperature comprese fra 7/ 8 °C e 31,5/32,5 °C , favoriscono lo sviluppo ottimale dei diversi stadi di sviluppo: embrionale, larvale e delle pupe;
  • Con temperature di 23/26 °C e 16/17°C la fecondità risulta rispettivamente elevata e minima;
  • Le temperature superiori a 42/43 °C ed inferiori a -9°C risultano letali;
  • In presenza di temperature comprese fra 35/43°C, la disponibilità di acqua nell’ambiente aumenta la possibilità di sopravvivenza di qualche giorno degli adulti;
  • Valori di umidità molto bassi del 20-22%, in concomitanza a temperature estive elevate di 38 °C (vedi corrente annata) provocano, per gli stadi di pupe ed adulti, impennate di mortalità che raggiungono il 90% ed oltre per gli stadi ovo-larvali.
Se poi, dall’esame del monitoraggio risulta la presenza di uova e larve di prima generazione su 2-3 olive e la cattura di 4-5 femmine per trappola cromotropica gialla per settimana, e l’andamento delle condizioni meteorologiche non lasciano ben sperare sulla possibilità di neutralizzazione naturale della infestazione, occorre ricorrere all’adozione dei metodi di lotta che possono essere di tipo:
a) massale adulticida:
- non selettivi, come:
  • Trappola Tap Trap (Foto n. 6) dalla forma a campana (studiata per evitare diluizioni dell’esca dovute alla pioggia, ridurre l’evaporazione causate da eccessivo caldo e rendere più efficace l’esca per effetto del ristagno dell’odore) dall’intenso colore giallo per esercitare, unitamente all’odore emanato da un’esca, da preparare in autonomia, una forte attrattiva.
Preparazione che consiste nel: - prendere una bottiglia di plastica da 1,5 litri senza il tappo originale; - inserirvi mezzo litro di acqua e un’esca proteica (molto appetibile in quanto nutriente indispensabile per la produzione delle uova) costituita da una sarda o acciuga (o scarti di pesce crudo), o da 150 grammi di fagioli; - agganciare il Tap Trap al collo della bottiglia ed appenderla, a partire dall’inizio del mese di Maggio, in numero di una per ogni pianta, lungo il perimetro dell’uliveto e una ogni due piante all’interno, , ad altezza uomo, in posizione Sud e bene esposta al sole, per accelerare la fermentazione dell’esca e incrementare l’odore per consentirne l’attivazione.
 
Per poi, a distanza di 15-20 giorni, compensare il liquido evaporato con aggiunta di ammoniaca, (uso pulizie, non profumata) senza superare il volume iniziale, e non togliere le mosche catturate che macerando rilasciano una sostante ulteriormente attrattive(putrescina);
  • Tracer Fly , metodo meno dispendioso ed impegnativo, avente per ingrediente sempre un’esca alimentare attrattiva per il controllo dei ditteri tefritidi (mosche della frutta), formata da una miscela di acqua con bassissime dosi di Spinosad (insetticida) che, in questo caso però viene spruzzata solo sulla parte medio-alta della chioma esposta a mezzogiorno del 50% degli alberi.
Preparato che è reperibile in commercio con varie denominazioni, fra le quali:
  • Spintor Fly: esca proteica per Ditteri (mosche) addizionata da un insetticida a base di Spinosad, in commercio denominato Qalcova active (sostanza ottenuta dalla fermentazione attivata da un batterio del suolo –Saccharopolyspora- , che agisce per ingestione e contatto su molti insetti, ivi compresa la mosca). Si applica con volumi molto ridotti alla dose di 1-1,2 l/Ha, diluito in 4 l di acqua da distribuire con ugelli regolabili (a cono con orifizi D2-D5, senza piastrina vorticatrice interna), in grado di produrre un getto unico da indirizzare su un’ampiezza di circa 30 – 40 cm della superficie della chioma con minore presenza di drupe, sul 50% di piante (una fila si e una no), alternando le file ad ogni trattamento, per evitare di interessare le zone in precedenza trattate.
Le applicazioni vanno eseguite, a seconda della maggiore o minore presenza della mosca, ad intervalli di 7 – 10 giorni e in numero non superiore a 8 in un anno, e comunque vanno ripetute in caso di dilavamento dell’esca dalla pioggia.
Si consiglia di evitare di miscelare il prodotto con altri preparati e, dopo la diluizione in acqua, di distribuirlo entro 12 ore in assenza di vento, di non tenerlo in contenitori sigillati e di sospendere i trattamenti 7 giorni prima della raccolta. I contenitori una volta completamente svuotati non devono essere dispersi nell’ambiente, né possono essere riutilizzati;
  • Syneis Fly: come il precedente è un insetticida liquido specificatamente formulato con un esca proteica attrattiva nei confronti dei Ditteri tefritidi (mosche della frutta), che data la concentrazione estremamente ridotta di principio attivo (0,24 g/l) è consentito l’impiego anche in Agricoltura biologica (Reg. 834/07/CE). Per cui valgono le modalità d’impiego descritte per lo Spintor Fly.
- Selettiva, che si avvale anch’essa di trappole:
  • con esche alimentari più feromone di tipo sintetico che imita una particolare sostanza chimica odorosa emessa dalla femmina della mosca, per attrarre ed eliminare i maschi, ed impedire così che le uova vengano fecondate e diano origine alla formazione delle larve;
  • specifiche a feromoni, estremamente efficaci per il monitoraggio. Costituite da un tettuccio (Foto n.7) a doppia falda, rivestita di colla nella parte interna, e da un erogatore del feromone (da sostituire ogni 4-5 settimane), posizionato a distanza dal tettuccio per incrementare la capacità di attrazione e cattura. Da installare, a fine giugno, in posizione degli apici vegetativi, in numero di 2-3 per ettaro di oliveto e, in caso di appezzamenti di maggiori dimensioni, in numero di 3 per il primo ettaro e di una per ogni ettaro ulteriore.
  • Eco-Trap, basate sull’utilizzo del metodo “Attract and Kill” (attrai e uccidi). Costituite da un sacchetto contenente una capsula con feromone ed un attrattivo alimentare, rivestito da una speciale carta trattata con un insetticida (con minime dosi di principio attivo, tanto da risultare compatibile per l’uso in Agricoltura biologica), che una volta venuto a contatto con la mosca ne provoca la morte immediata. Vanno applicate, a partire dal 15 giugno- primi di luglio, in tempo utile rispetto all’inizio dello sfarfallamento dei primi adulti, e lasciate in campo, per la cattura degli ultimi esemplari in circolazione, fino dopo la raccolta, in numero di una ogni due piante di media grandezza, con densità di 200- 400 piante ad ettaro; e di una per ogni albero, quando sono più alti di 5 metri e in numero di 100 – 150 ad ettaro. Mentre per densità di 600 – 800 piante è sufficiente una trappola ogni 3 – 4 piante. E comunque mai meno di un numero di 100 trappole ad ettaro;
  • Decis Trap Olivo (Metodo Attract & Kill), composte da un contenitore diviso in due parti (Foto n°8): quella inferiore, di colore arancione e quella superiore trasparente contenente un attrattivo specifico alimentare e feromonico per attrarre le mosche che, entrando a contatto con la parete superiore ricoperta di Deltametrina (Insetticida, acaricida della categoria piretroidi), muore e cade sul fondo. La durata dell’efficienza del dispositivo, ammesso in agricoltura biologica, essendo di 180 giorni, consente di coprire l’intera stagione produttiva senza la necessità di rinnovo. A seconda dell’intensità dell’infestazione rilevata, si consiglia, l’impiego di 1 a 3 e da 5 a 100 trappole ad ettaro, rispettivamente per il monitoraggio o per la cattura massale. Da appendere alle piante nel mese di Giugno (prima dell’indurimento del nocciolo), ad una altezza di 1,50 – 1,80 metri da terra, sul lato dalla chioma esposto a Sud – Sud-Ovest. Disponendole in maniera che la posizione della prima e della seconda fila siano allineate con quelle delle successive file dispari e pari e con una densità maggiore sui bordi dell’appezzamento, soprattutto se confinante con oliveti abbandonati;
b) preventiva, a base di deterrenti finalizzati a dissuadere la mosca a deporre le uova, come:
  • il Caolino (nome commerciale Okycao Caolino per agricoltura): polvere di roccia finissima di origine totalmente naturale, costituita prevalentemente da un minerale silicatico delle argille (Caolinite), non è tossico , né per l’uomo né per l’ambiente, non ha tempi di carenza (Intervallo di tempo da rispettare obbligatoriamente, che intercorre tra l’ultimo trattamento effettuato e la raccolta della produzione) ed è consentito in agricoltura biologica (con granuli delle dimensioni di 2 millesimi di millimetro). Disciolto in acqua nella quantità di 2,5-5,00 Kg/hl (solitamente si consiglia una dose maggiore al primo intervento e una graduale riduzione nei trattamenti successivi) forma una sospensione che nebulizzata sulle piante, prima dell’inizio della deposizione delle uova (Giugno, Luglio) le ricopre di una sottile e omogenea barriere di colore lattiginoso, in grado di determinare un mascheramento della vegetazione e delle drupe ed un ambiente non idoneo all’ovideposizione e all’invasione della Tignola e della Cocciniglie.
Oltre a: - ridurre sensibilmente l’umidità superficiale delle foglie che favorisce lo sviluppo delle spore delle gravi malattie fungine ( Ticchiolatura e Cicloconio o Occhio di Pavone) ; riflettere i raggi solari, evitando danni da scottatura o stress da eccessivo irraggiamento nei mesi più cadi dell’estate; ridurre la perdita di acqua per traspirazione fogliare, favorendone l’accumulo e la riduzione di sofferenza nei periodi di siccità; svolgere un’azione cicatrizzante su eventuali ferite causate dai parassiti; aumentare le capacità foto sintetiche, grazie alla riduzione delle temperature; inibire la proliferazione del batterio simbionte che vive nella mosca (Candidatus erwinia dacicola) e che viene trasferito all’uovo, ostacolando così lo sviluppo della larva; oltre ad influire, secondo uno studio greco condotto nel 2015, alla produzione di un olio con minore acidità libera.
 
Trattandosi di un prodotto ad azione preventiva, va utilizzato in primavera ed estate, per contrastare l’attività degli insetti e da febbraio a novembre per ridurre, come già precisato, l’umidità ed impedire lo sviluppo delle malattie fungine. I trattamenti, indicativamente, vanno ripetuti con una cadenza 10 giorni durante i mesi caldi e ogni 30 giorni d’inverno e ogni qualvolta le foglie tornano verdi dopo il dilavamento prodotto delle piogge.
 
Pertanto, al fine di rendere più difficile il dilavamento e potenziare le difese naturali della pianta nei confronti di agenti patogeni, risulta efficace la combinazione con il Sapone molle di potassio, alla dose di 200-500 g/hl da disciogliere in acqua calda.
 
Per contro è sconsigliata la miscela con prodotti a base di rame e con acqua molto dure (con eccessivo contenuto di Calcio e Magnesio), per evitare possibili effetti fitotossici, come la filloptosi (caduta delle foglie);
  • Zeolite Cubana (nome commerciale Okvzeol-Zeolite attivata) che può essere impiegata come ammendante -Zeofert- (sostanza naturale che mescolata al terreno ne stimola l’attività batterica, aumenta la fertilità e la capacità di trattenere acqua), o come corroborante – Zeo Dry- (prodotto di origine naturale potenziatore delle difese delle piante), che presenta caratteristiche simili a quelle del Caolino, ma mentre quest’ultimo maschera la pianta e nasconde l’odore degli insetti, la Zeolite fa da repellente poiché determina un habitat ostile agli insetti che ne viene a contatto, grazie all’effetto letale della struttura lamellare delle sue particelle.
L’applicazione, alla dose di 300-400 g/hl, che si esegue a partire dalla ripresa vegetativa, ad intervalli di 10-15 giorni a seconda dell’azione dilavate delle piogge, richiede un’accurata miscelazione con l’acqua fino ad ottenere una completa dispersione.
 
In caso di consistenti infestazioni, per rafforzare il potere repellente e dissuasivo nei confronti della mosca, è possibile effettuare un trattamento abbinato a prodotti coadiuvanti, quali Poltiglia Bordolese o altri prodotti a base di rame.
 
I quali pur non esercitando un’azione diretta verso gli adulti e le larve, sviluppa una azione deterrente nei confronti delle femmine per l’ovodeposizione ed una attività di abbattimento del batterio - Candidatus erwinia dacicola- (presente sella vegetazione e sui rami degli ulivi), in simbiosi con la mosca che, a sua volta, per alimentare la larvetta, lo pone nelle vicinanze dell’uovo compromettendone lo sviluppo.
 
Anche se è bene precisare che trattasi di prodotti che: agiscono per contatto ed sono soggetti anch’essi al dilavamento in caso di pioggia; la loro efficacia diminuisce nei mesi con alti livelli di umidità; vanno impiegati nelle primissime fasi dell’infezione; e la quantità da distribuire non può superare i 28 Kg per ettaro in 4 anni.
 
Altro formulato rispondente allo scopo è il Rame Active: fertilizzante a base di solfato di rame che contiene sostanze estratte dai vegetali (Lignosolfonati) che facilitano l’assorbimento dl rame nella pianta.
 
Il prodotto, ammesso anche in agricoltura biologica, pur essendo stato studiato per la risoluzione di carenze nutritive inerenti il rame, esplica una funzione protettiva dai funghi patogeni e dalla mosca olearia, mediante trattamenti da effettuarsi nelle ore fresche della giornata, alle dosi di 100-200 grammi in 100 litri di acqua.
 
Sia il Colino che la Zeolite sono classificati come Corroboranti è non necessitano di Patentino per essere acquistati.
 
Come già precisato dal 2021 gli olivicoltori, non avendo potuto utilizzare più l’efficacissimo unico prodotto curativo in grado di devitalizzare adulti e larve della mosca, hanno dovuto improntare una nuova strategia di difesa con distinti effetti adulticida/preventivi e larvicida/curativi.
 
La Bayer (Gruppo chimico-farmaceutico dei più importante a livello mondiale, con competenze nei settori della salute, dell’agricoltura e dei materiali innovativi), per sopperire alle citate difficoltà, cercare di ha realizzato e lanciato il descritto dispositivo Decis Trap Olivo (per la difesa adulticida/preventiva) e soprattutto il Sivanto Prime (per la difesa larvicida-curativa).
 
Insetticida innovativo a base di Flupyradifurone, adatto alla difesa integrata (Che la Direttiva CE N.128/2009 definisce: misure appropriate, volte a mantenere l’uso dei prodotti fitosanitari e altre forme di intervento a livelli tali, in termini economici ed ecologici, da minimizzare i rischi per la salute umana e dell’ambiente) che si distingue per: - la durata e rapidità di azione tre volte superiore rispetto agli standard di riferimento; agire per contatto e ingestione sia su forme adulte che larvali; essere assorbito e traslocato su tutta la vegetazione per via sistemica (che viene distribuito ai vari tessuti dell’organismo); la riduzione del rischio di trasmissione delle virosi; il controllo degli insetti con resistenza manifesta ad altri agrofarmici; l’innocuità nei confronti delle Api, Bombi e altri insetti utili.
 
Si applica alla dose di 0,75 l/Ha in un solo trattamento l’anno. Inoltre, da quest’anno, il prodotto è stato autorizzato per trattamenti contro la cocciniglia dell’Olivo (Saissetia oleae) e la mosca sputacchina (Philaenus spumarius) propagatrice della trasmissione della Xylella fastidiosa (Responsabile della strage degli ulivi in Puglia). Ed in virtù della particolare modalità d’azione Fast Feedind Cessatio (Cessazione Rapida dell’Alimentazione), agisce in pochi minuti neutralizzando gli insetti prima che possano trasmettere virus e batteri.
 
A completamento dell’azione contro i parassiti più presenti e nocivi nell’oliveto, oltre la mosca, quali: Occhio di pavone, Rogna e Lebbra, la Bayer ha inoltre messo a disposizione degli olivicoltori un prodotto innovativo di origine naturale denominato Serenade Aso: fungicida-battricida a base del batterio Bacillus subtilis, le cui spore nel competere con funghi e batteri per lo spazio vitale ne impediscono lo sviluppo, oltre a potenziare le difese della pianta verso gli attacchi esterni.
 
Comunque, fermo restando la validità di tutti metodi di lotta descritti, per cercare di ridurre gli interventi di contenimento per il controllo della mosca, assume fondamentale importanza la preventiva applicazione delle tecniche agronomiche, quali:
  • Minimizzare la presenza nell’oliveto di piante delle varietà più suscettibili alla mosca (utili, in numero limitato, come soggetti spia per un più efficace monitoraggio), attraverso innesti con varietà meno vulnerabili. Suscettibilità che uno studio condotto dall’Università di Palermo a Castelvetrano (Trapani) ha accertato essere più consistenze sulle piante che mantengono più a lungo la colorazione verde e la durezza della polpa delle olive;
  • la raccolta totale delle olive (e non soltanto sulle parti di piante con maggiore produzione o più agevolmente raggiungibili) per evitare, da parte di pupe svernanti, l’inoculo sulle olive abbandonate e il conseguente incremento di infestazione primaverile;
  • la rimozione delle piante in oliveti incolti ed abbandonati: fonte di incontrastata propagazione della mosca;
  • l’inerbimento, anche parziale, del terreno con specie erbacee, al fine di fornire l’habitat adatto ai numerosi insetti parassitoidi antagonisti della mosca delle olive, appartenenti all’ordine degli Imenotteri (Api, Vespe, Calabroni e Formiche): Opius concolor, Pnigalio mediterraneus, Eupelmus urozonus, Euritoma martelli e Cyrtoptyx latipes (piccole Vespe) e dei Ditteri (Mosche e zanzare): Lasioptera brlesiana . Quest’ultimo in particolare è un moscerino predatore delle uova della mosca, che contribuisce in maniera non trascurabile al contenimento delle prime infestazioni estive negli areali centromeridionali;
  • la concimazione equilibrata, rispetto agli effettivi fabbisogni della pianta, in relazione alla quantità di elementi nutritivi presenti nel terreno (tramite analisi del terreno) ed di quelli asportati nel corso del ciclo vegeto-produttivo stagionale. Che,indicativamente consiste nella somministrazione, ad inizio inverno o primavera, di Kg 2-5 (a seconda delle dimensioni della pianta) di un fertilizzante complesso con rapporto 2 1 1, fra i macroelementi:
Azoto –N-: per favorire la crescita vegetativa della pianta, stimolare l’allegagione e lo sviluppo dei frutti, anche se è bene non esagerare nella quantità, per evitare un incremento della vegetazione che costituisce un attrattivo per la mosca;
Fosforo –P-: per promuovere i processi vitali della pianta legati alla sua produttività (fioritura, allegazione e maturazione);
Potassio-K-: fondamentale per l’accumulo di olio nell’oliva, considerato che più del 50% del fabbisogno della pianta è destinato alle drupe, in coincidenza del loro accrescimento;
e comprendente microelementi quali, in particolare:
Boro –Bo, che esercita un ruolo fondamentale nella fase di fioritura, nei confronti della germinabilità del polline e dell’allegagione. La sua carenza si manifesta con decolorazione fogliare, malformazioni e caduta di fiori e foglie;
Magnesio -Mg-, che è l’elemento chiave della fotosintesi: processo attraverso il quale la pianta produce carboidrati sfruttando la luce del sole. Il suo deficit contribuisce a produrre ingiallimento fogliare;
e Ferro –Fe-: che prende parte al processo della Fotosintesi clorofilliana, la cui carenza provoca oltre notevoli ingiallimenti fogliari una stentata crescita della pianta.
  • Potatura: che, in zone dove non c’è percolo di gelate, si effettua, subito dopo la raccolta delle olive ed altrove in primavera, con cadenza annuale o biennale, allo scopo di: eliminare i debilitanti polloni (che si generano direttamente dalle radici o dal tronco e che crescono in verticale competendo con il fusto principale della pianta) e i succhioni (germogli vigorosi a sviluppo verticale che nascono da gemme dormienti del fusto e delle branche, in seguito ad una potatura molto energica), nonché i rami vecchi, spezzati e malati; formare un tronco ed una robusta impalcatura; rinnovare la vegetazione fruttifera; consentire la circolazione dell’aria e la penetrazione della luce all’interno della chioma (per realizzare condizioni sfavorevoli agli attacchi parassitari); e stabilire un equilibrio fra rami a legno e a frutto, per ridurre gli eccessi produttivi e la tendenza all’alternanza di produzione (annate cariche seguite da annate scariche di olive). Onde evitare i probabili maggiori danni che, in occasione delle annate di carica, i ritardi di maturazione comportano, in conseguenza del sopraggiungere delle avversità meteoriche e della maggiore propagazione della terza generazione della mosca.
Messe in atto le cure e gli accorgimenti fin qui elencati, per ottenere una produzione di olio quantitativamente e qualitativamente apprezzabile, risulta imprescindibile individuare ed eseguire con diligenza ed oculatezza le fasi conclusive del processo produttivo, quali:
  • Il momento migliore per la raccolta delle olive, che coincide con la fase fenologica (stadio del ciclo della pianta) dell’invaiatura, cioè quando la buccia delle olive migra dal colore verde a quello rosso violaceo e viene raggiunto il massimo accumulo di acido oleico e linoleico. Fase che, a seconda delle aree geografiche, delle varietà (Ad esempio il Frantoio e il Leccino sono adeguatamente mature quando raggiungono, rispettivamente, l’invaiatura del 50% e del totale della superficie) e dell’andamento climatico, si verifica tra metà ottobre e metà dicembre.
Fase alla quale segue quella della maturazione completa, coincidente con il colore della buccia totalmente viola o nera che, anche se consente di ottenere un lieve incremento della resa, per l’ accumulo di olio dal sapore più dolce nelle drupe, comporta uno scadimento qualitativo (riduzione della ricchezza di composti aromatici, antiossidanti e di sostanze fenoliche che conferiscono ad ogni olio le sue peculiari caratteristiche aromatiche, oltre che salutistiche), una perdita di olive per cascola naturale ed un maggior tempo a disposizione della mosca per incrementare l’infestazione.
 
Fra i metodi usati per individuare la fase di invaiatura, oltre quello empirico, basato sull’esperienza, vengono presi in considerazione parametri deducibili dal:
controllo della frequenza di percentuale dell’indice di colorazione (su una scala da 0 = verde intenso a 7 = nero e polpa imbrunita fino al nocciolo) di 100 olive prese da un campione di 1 chilogrammo;
valore della resistenza al distacco delle drupe (rilevato con il dinamometro) di ca. 4 Niuton ( 1 Niuton = 101 grammi) equivalenti a 4 N, poiché con valori al di sotto di 3 N inizia la cascola spontanea;
e valore dell’indice di consistenza della polpa (rilevato con il penetrometro) di 350 g/mm2. Anche se considerando la diversa progressione delle fasi fenologiche di ogni varietà, tale valore, in virtù dell’esperienza, dovrà essere adattato alle caratteristiche di ogni zona olivicola;
  • la Raccolta , che può essere praticata attraverso diversi metodi, dei quali si ritiene utile descrivere brevemente, di seguito, i pro e i contro, affinché il lettore-olivicoltore possa optare per quello più confacente alle caratteristiche del proprio oliveto , delle attrezzature e della manodopera di cui dispone e della qualità dell’olio che si prefigge di ottenere:
Raccattatura: raccolta a mano, o con raccoglitrici meccaniche, delle olive da terra spontaneamente cadute per maturazione inoltrata (sovra maturazione), o dalle reti disposte sotto la proiezione della chioma, previa opportuna sistemazione del terreno . Metodo applicato per piante di elevate altezze, che comporta il protrarsi dei tempi operativi e l’esposizione delle olive ad attacchi di muffe e parassiti che determinano il deprezzamento dell’olio che si ricava;
Abbacchiatura: consistente nella battitura della chioma con lunghe canne o bastoni per far cadere le olive su delle reti. Il che richiede notevole impegno di energie fisiche agli operatori e provoca inevitabili danni alla vegetazione e compromettenti lesioni alle olive;
Brucatura : raccolta a mano, adatta per un numero limitato di piante dal contenuto sviluppo. Poiché pur rispettando l’ integrità delle olive è caratterizzata da bassa capacità lavorativa;
Pettinatura: raccolta a mano, con l’ausilio di piccoli rastrellini e reti (Foto n. 9), per oliveti di modesta entità o, per coltivazione di maggiore estensione, con l’uso di reti, o ombrelli rovesciati supportati da mezzi semoventi, e pettini vibranti dotati di applicazione di tipo ergonomico (finalizzati ad annullare le sollecitazioni sull’operatore) ad oscillazione variabile, azionati da compressori trasportabili. Dispositivi che consentono buone prestazioni di lavoro, anche se richiedono una appropriata regolazione della frequenza delle oscillazioni per evitare di provocare asportazione di foglie e ammaccature alle olive;
Scuotitura: adatta per piante che dispongono di una adeguata struttura legnosa, non presenta incidenze negative sulla vegetazione e sulle olive e unito a reti o ancor meglio ai dispositivi ad ombrello di cui sopra, consente una buona capacità lavorativa. In quanto si avvale: per oliveti
di medie dimensioni, di un asta che termina con un gancio che va applicato sui rami fruttiferi (Foto n. 10), azionata da un motore trasportabile con una sorta di zaino; mentre, per gli oliveti di grandi estensioni, dell’impiego di un’apparecchiatura destinata ad operare su un consistente numero di piante adulte in piena produzione e che dispongono di una con robusta struttura legnosa.
 
Poiché trattasi di raccolta totalmente meccanizzata, basata su bracci vibranti (collegati ed azionate ad e da un trattore) che terminano con una grossa pinza, che va fissata alle branche o al tronco degli alberi, e di una struttura ad ombrello rovesciano su cui cadono le olive che vengono convogliate in un serbatoio. Procedimento che garantisce elevata capacità di lavoro e tempestività d’intervanto (che, in caso di difformità di maturazione delle olive, necessita di una seconda applicazione, a meno che non si effettui un trattamento con prodotti cascolanti (che favoriscono il distacco delle olive.
 
I quali però contenendo acido formico e ascorbico, contaminerebbero le drupe e conseguentemente l’olio), a fronte di un elevato costo di esercizio che ne limita l’utilizzazione.
 
Tranne che, pur disponendo di un oliveto con un limitato numero di piante, si abbia la possibilità di fruire del servizio fornito da un imprenditore agricolo contoterzista che disponga dell’attrezzatura in questione;
  • e la Molitura, che essendo l’operazione che culmina con l’importantissima fase dell’estrazione dell’olio, affinché si possa conseguire l’esito migliore, occorre non trascurare nessuna delle accortezze di seguito elencate:
scelta di un frantoio che pratica il metodo di spremitura a “freddo”, cioè a temperature, nel corso dei processi di lavorazione (frangitura, gramolatura e separazione dell’olio dall’acqua di vegetazione), inferiore ai 27 ° C, stabilita dalle norme della Comunità Europea (Reg. CE 10/12/2019).
 
Condizione necessaria per mantenere inalterate le qualità nutrizionali e fisiche dell’olio extravergine di oliva, conservarne integre le proprietà e potenziare i benefici che ne derivano dalla consumazione.
 
Tale metodo infatti consente di estrarre e preservare la quantità di minerali, vitamine e sostanze ricche di proprietà antiossidanti contenuti nei frutti, oltre ad esaltarne il sapore e la percezione sensoriale. Caratteristiche che compensano ampiamente la minore quantità di olio prodotto con il metodo di estrazione a “caldo”, che prevede l’utilizzo di temperature più elevate, in quanto finalizzate ad estrarre più olio possibile dalla materia prima.
 
Il che, dal punto di vista quantitativo, sembrerebbe la soluzione migliore, se non fosse che con tale metodo si incorre: nella perdita di polifenoli e nelle conseguenti alterazione del sapore (più dolce); nell’ innalzamento del’acidità e nella maggiore dispersione dell’aroma fruttato.
 
Quindi è un prodotto che non fa male, ma certamente non reca tutti i citati benefici e le caratteristiche sensoriali di un olio commercialmente definibile “EVO estratto a freddo”;
consultazione preveniva del gestore del frantoio di fiducia per stabilire data e orario di lavorazione delle olive, nonché quantità conferibile;
sistemazione delle olive appena raccolte in contenitori perfettamente puliti, che consentano il passaggio dell’aria (cassette in plastica dura fessurata) adoperabili anche per il trasporto e l’eventuale stoccaggio, onde evitare travasi che possono rovinare il contenuto;
esclusione d’impiego di sacchi di juta o altri materiali come contenitori;
lavorazione delle olive il prima possibile, e comunque entro 12 ore dalla raccolta;
tempi di eventuale stoccaggio non superiori a 48 ore, soprattutto nel caso di olive non in perfette condizioni (ammaccate e soprattutto attaccate dalla mosca), perché, in tali condizioni, anche lo stoccaggio di un giorno in più può compromettere la qualità dell’olio per effetto della diminuzione della sostanze fenoliche, dei componenti volatili, dell’aumento dell’acidità e dell’insorgenza di processi fermentativi, possibile causa di difetti sensoriali, quali il “riscaldo”e l’”avvinato”.
 
La presente elaborazione, allo scopo di offrire al lettore-olivicoltore un esauriente pro-memoria di tipologie di interventi praticabili, di riscontri effettuabili ed accorgimenti non trascurabili per riuscire, quanto più possibile, a mantenere integro il preziosissimo patrimonio di sostanze uneguagliabili che la natura ha accorpato nelle OLIVE per elargirle all’uomo che da millenni (ca.3000 a.C.) ha scoperto come estrarle e usufruirne.

Messaggi IT-Alert in arrivo

AVVISI    (audio/video) (1.908)
Francesco Raso

IT-ALERT, il 27 settembre
 
Arriva un messaggio sui cellulari connessi in tutto il territorio della regione Lazio.
 
Mercoledì 27 settembre, alle ore 12:00, verrà inviato il messaggio di test IT-ALERT.
Si tratta del nuovo sistema di allarme pubblico nazionale.
 
NON E’ UNA TRUFFA O UNO SCHERZO
 
I dispositivi attivi nella nostra regione suoneranno tutti in contemporanea ed emetteranno un suono diverso da quello da noi impostato.
 
NON C’E’ NULLA DA TEMERE – E’ SOLO UN TEST e non si dovrà fare nulla tranne che leggere il messaggio.
 
Per approfondimento, si consiglia di accedere alla pagina IT alert e rispondere al questionario; le risposte degli utenti infatti consentiranno di migliorare lo strumento.
 
Lo stesso test è già stato effettuato in altre regioni. Nei prossimi mesi saranno effettuati altri test nelle regioni italiane rimanenti.
 
Per ulteriori approfondimenti è possibile visitare la pagina della Protezione Civile Regionale .
 
 
​A cosa serve
In futuro (si spera mai) sarà uno strumento, di estrema utilità, che ci avviserà immediatamente di eventuali disastri naturali, gravi emergenze o altro; questo per far sì di salvare più vite possibile. Le comunicazioni via TV, Radio, Social e quant’altro, non sono sufficientemente rapide ed non hanno la certezza di una notizia vera, oltre ad essere molte volte ignorate, sottovalutate o non comprese.
 
Come funziona
Ogni dispositivo mobile connesso alle reti degli operatori di telefonia può ricevere un messaggio "IT-alert"; non è necessario iscriversi e né scaricare nessuna applicazione; il servizio è anonimo e gratuito per gli utenti.
 
Attraverso la tecnologia cell-broadcast i messaggi IT-alert possono essere inviati a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, delimitando un'area il più possibile corrispondente a quella interessata dall'emergenza. Ci sono ovviamente dei limiti tecnologici: un messaggio indirizzato ad un’area può raggiungere anche utenti che si trovano al di fuori dell’area stessa oppure in aree senza copertura può capitare che il messaggio non venga recapitato.
 
La capacità di ricevere i messaggi dipenderà anche dal dispositivo e dalla versione del sistema operativo installata sul cellulare: i test serviranno a verificare tutte le eventuali criticità per ottimizzare il sistema
 
Si consiglia di condividere, il più possibile, questo articolo in modo da avvisare più persone di questa innovazione nazionale.
In altre regioni, ove si è poco pubblicizzato l'evento, il messaggio di test ha creato del panico ed intasato il centralino della Pubblica Sicurezza.
L'iniziativa è più che valida e certificata. Ignoriamo i soliti negazionisti e rendiamoci utili per la diffusione.

Informazioni utili sui repellenti per zanzare

Focus (557)
Domenico Brancato

 
 
L’arrivo della bella stagione, come di consueto, coincide inevitabilmente con la presenza delle fastidiose Zanzare, nei confronti delle quali ognuno cerca disperatamente di trovare la soluzione più efficace, affidandosi all’uso di questo o quel repellente in commercio, con risultati non sempre soddisfacenti.
 
Repellenti consistenti in prodotti da applicare sul corpo per tenere lontano le zanzare senza ucciderle, attraverso vari procedimenti che evitano l’attrazione verso le persone. Ma, che per essere affidabili devono essere registrati ed approvati, per efficacia e sicurezza, dal Ministero della Salute e riportare in etichetta l’indicazione “Presidio medico chirurgico” -PMC- , oppure “Prodotto biocida”, con il nome del principio attivo e la concentrazione dello stesso.
 
Requisiti questi necessari affinché sia possibile trascrivere sulla confezione diciture specifiche del genere: “Efficace contro la zanzara tigre” , “Tiene lontane le zanzare per quattro ore” e simili.
Infatti, i prodotti a base di oli essenziali (vedi Citronella, Geranio ed Eucalipto) non possono dichiararsi “repellenti”, ma cosmetici, poiché per legge non possono vantare nessuna efficacia. Così un repellente “naturale”, di per sé, non è detto che sia più sicuro, dato che potrebbe contenere allergeni del profumo.
 
Per cui, si reputa utile, ai fini di contribuire ad approfondire la conoscenza della composizione e della più appropriata rispondenza dei vari prodotti alle esigenze personali, riportare l’esito dell’indagine condotta sull’argomento e pubblicata sulla Rivista “Salute” di Altroconsumo, inerente alle caratteristiche dei prodotti medesimi, ed in particolare ai:
Principi attivi (sostanze che rendono efficace un repellente), dei quali i più diffusi risultano essere:
 
  • Deet (Dietiltoluamide): ingrediente principale dei repellenti, prodotto dalle forze armate statunitensi durante la seconda guerra mondiale. E’ molto efficace anche a basse concentrazioni, al 20% protegge per oltre 5 ore, mentre oltre il 30% è consigliato solo nel caso di permanenza nei paesi tropicali, ma è sconsigliato per i bambini;
  • Icaridina (nota anche come Picaridina o KBR 3023 ): è efficace già a partire del 10% , protegge per circa 5 ore e non oltre, anche con percentuali di principio attivo più elevato. Può essere usato per i bambini a partire dai 3 anni, per i quali è sconsigliabile utilizzare formulazioni che si spruzzano, onde evitare di provocare irritazioni oculari;
  • Citridiol (o Euvaphyptus citridora) e Citrepel (o Cymbopon winterianus): uniche sostanze di origine vegetale autorizzate con un contenuto rispettivamente fino al 65 – 75% del principio attivo PMD (Paramatandiolo: derivato dall’Eucalipto, più comunemente conosciuto come Citrodiolo, ed è l’unico approvato dal Center for Disease Control degli Stati Uniti). Prodotti idonei anche per i bambini di oltre 2 anni, sono efficaci contro diverse specie di zanzare, nonché mosche e moscerini. Con una concentrazione del 20% garantiscono una protezione fino a 7 ore e sono disponibili anche nell’innovativa formula Crema solare, che unisce l’azione repellente alla protezione dei UV (Raggi ultravioletti);
  • e IR3535 (o Etil butilacetilaminopropionato): principio attivo poco diffuso, sotto il 10% di concentrazione non è efficace e anche a valori maggiori offre al massimo una protezione media. Può essere usato anche per i bambini sopra i 2 anni;
 
Concentrazione (viene riportata in etichetta come grammi di principio attivo su 100 grammi di prodotto commerciale. Più alte sono i valori e più persistente risulta l’azione protettiva. Ma bisogna fare attenzione, in quanto oltre una certa percentuale il repellente può diventare troppo aggressivo per la pelle, con il rischio, per le persone sensibili, di incorrere in irritazioni o reazioni allergiche), che viene classificata:
  • Bassa: meno 5%, protezione scarsa ed, in genere, inferiore ad 1 ora;
  • Media: dal 5 al 15%, protezione accettabile mediamente per 1 - 3 ore ed indicata per bambini sopra i 2 anni;
  • Alta: da 15 a 30%, protezione fino a 5 ore, indicata, in quantità limitata, per bambini dopo i 3 anni;
  • Molto alta: oltre il 30%, protezione elevata, consigliata solo per soggiorni in Paesi tropicali e non adatta per i bambini.
 
Formato (modalità di applicazione):
  • Spray: garantisce un’applicazione veloce e condivisibile tra più persone. Per contro, esiste il rischio, quando viene spruzzato, che venga accidentalmente inalato o irriti gli occhi, motivo per il quale è meno indicato per bambini. Sono disponibili 2 versioni: lozione spray o vapo (spruzzini in plastica) e gli spray secchi (bombolette in alluminio sottovuoto infiammabili);
  • Stick e Rll on (sistema di distribuzione di sostanze fluide, consistente in un piccolo recipiente alla cui imboccatura è posta una sfera rotante che ne regola l’uscita): adatti per piccole superfici, come caviglie, collo e braccia. Sono comodi da portare ma meno igienici degli spray, se devono essere condivisi tra più persone;
  • Latti e Gel: anche se, in genere, un po’ meno efficaci degli spray, sono comodi e più sicuri da spalmare per i bambini, perché evitano il rischio di inalazione;
  • Salviette: facili da applicare e utili per rinnovare la copertura dopo che è trascorso del tempo dalla prima applicazione, oppure quando le parti esposte sono limitate (ad esempio, mani e collo). E, considerato che escludono il pericolo di inalazione e irritazione degli occhi, sono più sicuri per i bambini . Anche se, a parità di principio attivo e di concentrazione, risultano meno efficaci degli spray.
Dal punto di vista commerciale poi, sempre gli esperti di Altroconsumo hanno testato ben 85 prodotti, ed in considerazione della loro efficacia, dei rischi per la salute e della facilità di utilizzo, hanno stilato la seguente classifica per i:
 
Migliori repellenti:
  • Prep insetto repellente spray pressurizzato
  • Zig zag insetticida! Sport antipuntura spray vapo
  • Carrefour sport lozione insetto repellente spray vapo
  • Vape Derm Scudo Attivo spray antipuntura pressurizzato
  • Autan Tropical insetto repellente spray secco pressurizzato
Peggiori repellenti:
  • Eco stop zanzare crema baby
  • Eco stop zanzare bambini spray vapo
  • Helan Zanzhelan salviettine profumate
  • Eco stop zanzare adulti vapo
  • Helan Zanzhelan spray ecologico vapo.
Tuttavia, oltre ai descritti repellenti, per contrastare le noiosissime Zanzare si possono usare in alternativa o in combinazione a spray e lozioni altre soluzioni di tipo:
Meccanico,come:
  • Trappole a CO2: sono dispositivi che emettono particolari flussi di anidride carbonica, indicate soprattutto per giardini di medie dimensioni, che hanno il potere di attrarre le zanzare femmine fecondate che, una volta finite nella trappola, non potendo più alimentarsi di sangue per nutrire le uova, muoiono;
  • Lampade antizanzare: possono essere elettriche, che fulminano le zanzare una volta che si avvicinato troppo alla luce, o con ventola, che attirano le zanzare con luce ultravioletta. Sono comode e più o meno efficaci, a seconda dell’uso che se ne fa;
  • Emettitori di ultrasuoni: del tutto inutili nel tenere alla larga le zanzare, le quali, non disponendo di un vero e proprio apparato uditivo, non vengono disturbati dagli ultrasuoni che, invece, risultano efficaci nei confronti di piccoli mammiferi.
 
Naturale o cosiddetti “rimedi fai da te”: consistenti in rimedi a basso costo ed innocui per la salute, fra i quali:
  • Applicazione delle zanzariere alle finestre;
  • Uso del ventilatore, per diluire l’anidride carbonica e ostacolare il volo delle zanzare;
  • Evitare il ristagno dell’acqua nei sottovasi;
  • Impiego di candele e spirali (zampironi), idonei a creare una cortina di fumo per tenere a distanza le zanzare;
  • Coltivazione nel: giardino, sui balconi e davanzali delle finestre, di piante come: Citronella, Cedrina, Geranio, Basilico, Menta, Aglio e Catambra (o pianta antizanzare), alle quali si attribuisce convenzionalmente un’efficacia antizanzare. Proprietà che, anche se non supportata da un avallo scientifico, siccome non esistono controindicazioni in proposito, conviene verificarne sperimentalmente la validità;
  • Distribuire sulle piante e vicino alle finestre, o spalmare sulla pelle, poche gocce della fragrante essenza di Lavanda, Citronella, Menta, Geranio, Limone o olio di Neem.
  • Inserire nella dieta cibi come: Pompelmo (per il contenuto di Nootkatone), Aglio, Pepe nero, Basilico e Menta (per rendere il sudore fastidioso per le zanzare) e, secondo uno studio dell’Università della Florida, alimenti ricchi di vitamine del gruppo B (B1 e B12) e vitamina C . Oltre a moderare o escludere l’assunzione di birra ed alcool che, nell’aumentare la quantità di etanolo nel sudore e la temperatura corporea, attraggono l’insetto;
  • Indossare abiti di colore bianco, giallo, kaki e verde ed evitare quelli di colore nero, rosso, grigio e blu.
 
Tuttavia non è trascurabile ricordare che, oltre ai repellenti, agli insetticidi ed ai vari citati accorgimenti, la lotta per tenere sotto controllo la diffusione del famigerato insetto si pratica soprattutto con la prevenzione, attraverso rimedi naturali. Rimedi che si basano prevalentemente sull’impiego di animali predatori quali, in particolare: Pipistrelli (alcuni studi sostengono che un solo esemplare, ogni notte, sia in grado di mangiare centinaia di zanzare); uccelli insettivori: Rondini, Rondoni, Pigliamosche e Codirosso; rettili: Gechi e Lucertole; anfibi: Tritone; pesci: Gambusia e Pesce rosso; ed altri insetti: Mosche e Libellule.
 
Considerato poi che alcuni individui, per diversi motivi, attraggono più di altri le zanzare, e quindi necessitano di una più mirata azione di prevenzione, si ritiene utile descrivere anche le circostanze che, secondo gli scienziati dello Smithsonian Instituto degli Stati Uniti, influenzano la maggiore attrazione:
 
Gruppo sanguigno: le zanzare preferirebbero il doppio delle persone con il tipo 0, rispetto ai gruppi con il tipo A e B;
 
Anidride carbonica: quella emessa dal respiro, essendo l’esca più attrattiva che le zanzare riescono a rilevare fino alla distanza di 36 metri, costituisce un richiamo verso le fonti di maggiore emissione, come i corpi degli adulti più pesanti;
 
Esercizio fisico: poiché le zanzare gradiscono non poco l’odore dell’acido lattico, dell’acido urico, di tutte le sostanze che vengono espulse durante l’attività fisica e sono molto sensibili all’elevata temperatura corporea (gli occhi delle zanzare sono sensibili al calore tanto che vedono la preda esattamente come la vedrebbe una persona), conseguentemente chi pratica sport costituisce un obiettivo privilegiato;
 
Batteri della pelle: uno studio specifico ha dimostrato che l’appetibilità delle zanzare dipende dalla quantità, dal tipo e dalla loro distribuzione sulla pelle e che la presenza di grandi quantità dello stesso tipo rende la pelle più vulnerabile. Infatti, lo stesso studio, spiega che le zanzare preferiscono i piedi e le caviglie, dove l’insediamento di colonie batteriche è più consistente e dello stesso tipo.
 
Nel concludere, ci si augura che il presente contenuto, possa essere di aiuto ai lettori per individuare il mezzo e la metodologia più rispondenti per contrastare, per ogni condizione ambientale, in maniera soddisfacente, l’invasione delle zanzare.
 
Ciò, al fine di evitare di trascorrere una estate turbata dall’assillo procurato dal probabile incombente pericolo di dover subire le conseguenze dello stressante ronzio e dalla sofferenza causata dalla puntura delle “fameliche” zanzare.

Il Pilates Reformer e i suoi benefici

Salute (562)
Alessandra Benassi

Si tratta dell’ultimo trend delle Star in tema di allenamento, «Precedentemente noto come ‘Contrology’, il reformer pilates è semplicemente l’arte del controllo».
 
Che cos’è il Reformer
 
Il reformer è una macchina di allenamento che potenzia il lavoro svolto dalla disciplina Pilates, ovvero si concentra sul miglioramento della forza, della flessibilità, dell’equilibrio e del controllo del corpo.
 
Il macchinario è caratterizzato da una piattaforma scorrevole, un sistema di leve, molle e corde che permettono di far lavorare tutto il corpo. E’ dotato di resistenze variabili, che possono essere aumentate o diminuite regolando le molle o utilizzando diverse posizioni di leva.
 
Quali Benefici
 
Il Pilates Reformer, ci spiega lo staff dello studio Fisiologic Mira, ti offre una serie di benefici per il corpo e la mente:
  • Modella il corpo: richiede il coinvolgimento di diversi gruppi muscolari, ti aiuta così a sviluppare la forza e la tonicità muscolare in tutto il corpo. Gli esercizi possono essere adattati a seconda delle esigenze individuali.
  • Aumenta la flessibilità: i movimenti fluidi e controllati eseguiti sul Reformer favoriscono l’allungamento e l’allentamento dei muscoli, migliorando la flessibilità e la mobilità articolare. Questo tipo di allenamento ti permette di migliorare la postura e prevenire lesioni legate alla rigidità muscolare.
  • Migliora l’equilibrio e la coordinazione: l’esecuzione degli esercizi sulla piattaforma basculante aiuta a sviluppare l’equilibrio, la stabilità e la coordinazione.
  • Riduce lo stress: richiede concentrazione e controllo del respiro, creando uno stato mentale simile alla meditazione. Questo può aiutare a ridurre lo stress, promuovere il rilassamento e migliorare il benessere generale.
  • Maggiore consapevolezza del corpo: durante gli esercizi, l’attenzione è rivolta alla corretta esecuzione dei movimenti e alla connessione mente-corpo.

Chi può praticarlo?
 
Il Pilates Reformer può essere praticato da persone di diverse età e livelli di fitness. È adatto sia a principianti che ad atleti esperti, in quanto gli esercizi possono essere adattati alle esigenze individuali.
  • Principianti: anche se non hai mai praticato Pilates prima, il Pilates Reformer può essere un modo efficace per iniziare. La macchina fornisce un supporto aggiuntivo e una guida per l’esecuzione degli esercizi, aiutandoti a sviluppare la forza e la tecnica corretta.
  • Persone con problemi muscolo scheletrici e posturali: il Pilates Reformer può essere particolarmente utile per coloro che soffrono di problemi alla schiena. Gli esercizi possono essere adattati per rafforzare i muscoli posturali, migliorare l’allineamento e alleviare il dolore.
  • Atleti e sportivi: molti atleti professionisti e dilettanti integrano il Pilates Reformer nella loro routine di allenamento per migliorare la forza, la flessibilità, l’equilibrio e la coordinazione. Può essere particolarmente benefico per gli sport che richiedono una buona stabilità e controllo del corpo, come il tennis, il padel, il golf o la danza.
  • Donne in gravidanza o dopo il parto: Il Pilates Reformer può essere adattato per soddisfare le esigenze delle donne in gravidanza o dopo il parto. Gli esercizi possono aiutare a mantenere la forza, la flessibilità e la postura corretta durante questo periodo di cambiamenti fisici.
  • Persone in fase di riabilitazione: Il Pilates Reformer è spesso utilizzato come parte di programmi di riabilitazione fisica per aiutare nella guarigione da lesioni muscolari o articolari. Gli esercizi possono essere personalizzati per adattarsi alle capacità e alle esigenze specifiche di chi si sta riprendendo da un infortunio.

Fisiologic Pilates Class
 
Nello studio Fisiologic Mira, primo a Santa Maria delle Mole a disporre dei Reformer, puoi praticare la disciplina in due modalità:
 
  • Piccolo gruppo da max 3 partecipanti: in partenza da settembre, è la soluzione perfetta per chi vuole svolgere un protocollo di allenamento dinamico e sfidante in un clima di condivisione e allegria.
  • Lezioni individuali: per chi vuole perseguire obiettivi specifici con un protocollo di allenamento totalmente personalizzato.
Tutte le lezioni hanno una durata di 50 minuti, sono tenute da Istruttrici qualificate che da anni insegnano con passione e dedizione la disciplina e Fisioterapiste specializzate.
 
Il metodo Fisiologic
 
Ciò che caratterizza il metodo Fisiologic è l’estrema attenzione e cura del movimento. Lo staff ti guiderà verso il raggiungimento dei tuoi obiettivi, lavorando con assoluta precisione sull’attivazione, l’allungamento muscolare, l’equilibrio e la postura.
Questo è reso possibile da una profonda conoscenza dell’apparato muscolo scheletrico, delle correlate patologie e di tutti gli schemi di movimento.
 
Sperimenterai sul tuo corpo tutti i vantaggi di un allenamento guidato da professionisti del settore e totalmente focalizzato sulle tue caratteristiche.
 
In 10 lezioni sentirai la differenza, in 20 lezioni vedrai la differenza, in 30 lezioni il tuo corpo sarà totalmente nuovo.
 
Sono aperte le iscrizioni per i corsi in partenza da settembre.
 
Fisiologic Mira
Via Pietro Maroncelli 99 – Santa Maria delle Mole ( Marino)
Tel.3467760201 – 069351294
 
 
 
 
 
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