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51

 

Via Mameli come la Salerno-Reggio Calabria?


S. Maria delle Mole    (commenti:5) (276)
Antonio Calcagni

 
14 mesi ed ancora non si vede la luce
 
 
Altri 2 mesi sono trascorsi da quando, il 17/03/2022, in occasione del compleanno dell’inizio lavori dell’opera in oggetto, scrivemmo un articolo che denunciava i ritardi nel suo completamento. Vedi il Link: smariamole.it/news.asp?p=513 
 
 
All’amministrazione comunale chiediamo ora:
 
a) Quanto tempo ancora i Cittadini devono aspettare per vedere conclusa l’opera?
b) C’è una responsabilità oggettiva di questi ritardi, e se si, sono previste misure sanzionatorie?
c) Quanti degli alberi messi a dimora, saranno ancora vivi e vegeti, quando verrà inaugurata la suddetta opera?
 
E poi una riflessione: che fine hanno fatto coloro che, già dall’estate scorsa, indignati delle lungaggini che già apparivano evidenti, e muniti di fotocamera, immortalavano quotidianamente, ogni singolo pezzo di asfalto fuori posto?
 
Ci piacerebbe sapere se anche loro, come tutti noi, sono ancora indignati per quanto sta succedendo oppure se la loro indignazione è a targhe alterne?

Bonus e Buono da 200 e da 60 euro


Nazionali (162)
Domenico Brancato

Requisiti per ottenerli  e come verranno corrisposti
 
Il 2 Maggio 2022 il Governo ha approvato il “Decreto Aiuti” per venire incontro all’emergenza causata dalle negative ripercussioni derivanti dal conflitto fra Russia ed Ucraina.
 
Il “Bonus anti-inflazione” consiste in una misura una tantum (erogata una sola volta ed in un’unica soluzione) di 200 euro, uguale per tutti, indipendentemente dall’ammontare del reddito, concepita con la finalità di sostenere il potere di acquisto delle famiglie e contrastare l’inflazione provocata dall’aumento dei prezzi al consumo correlati agli effetti del citato conflitto.
 
Il Bonus interesserà i lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati italiani con reddito annuo lordo entro i 35.000 euro (dal computo del quale è escluso solo il reddito relativo alla prima abitazione e al Trattamento di Fine Rapporto T.F.R.).
 
Tale provvedimento successivamente è stato esteso anche ai lavoratori stagionali, colf e badanti, percettori del Reddito di cittadinanza, disoccupati e cassintegrati a zero ore, che risulteranno tali nel mese di Giugno prossimo.
 
Per ottenere il Bonus non sarà necessario presentare alcuna domanda, poiché per:
  • i lavoratori dipendenti e molto probabilmente anche colf e badanti e lavoratori stagionali (che hanno una busta paga regolare) arriverà direttamente in busta paga di Giugno-Luglio, essendo riconosciuto automaticamente dal datore di lavoro che lo anticipa, per poi, al primo pagamento utile delle imposte, recuperarlo in proporzione all’ammontare dei bonus erogati;
  • i pensionati, disoccupati e cassintegrati, l’accredito sarà erogato direttamente dall’INPS, presumibilmente nel mese di Luglio;
  • i percettori del Reddito di cittadinanza, anche per loro è probabile che il Bonus sarà automaticamente erogato dall’INPS come accredito sulla Carta Reddito di Cittadinanza – RdC – (Carta Poste-pay, rilasciata delle Poste, caricata mensilmente con l’importo del reddito spettante al nucleo familiare);
  • i lavoratori autonomi e i liberi professionisti iscritti alle casse previdenziali o alla gestione separata INPS, che abbiano redditi fino a 35 mila euro, la modalità di erogazione sarà stabilita con un prossimo specifico Decreto del Ministero del Lavoro.
Il Governo inoltre, per mitigare gli effetti del caro energia sulle famiglie e per incentivare l’uso dei mezzi pubblici, ha stanziato un fondo di 100 milioni di euro per il 2022, da destinare alla creazione di un Buono per studenti e lavoratori, da utilizzare per l’acquisto di abbonamenti per i servizi di trasporto pubblico locale, regionale, interregionale o ferroviario nazionale. Buono che può essere utilizzato per un solo acquisto di abbonamenti e che copre fino al 100% della spesa sostenuta, purché contenuta nel limite massimo di 60 euro.
 
Il Buono può essere richiesto solo da chi nel 2021 ha posseduto un reddito personale lordo annuo fino a 35.000 euro, da certificare tramite l’importo del Reddito imponibile indicato nel 730, o nel modello Redditi della prossima dichiarazione.
 
Per quanto concerne le modalità di presentazione della domanda: entro due mesi verrà emanato un apposito Decreto per la predisposizione di una piattaforma informatica in cui inserire la richiesta, che seguirà l’ordine di arrivo, ma che in base ai fondi stanziati, potrà essere aggiudicata a circa un milione e mezzo di richiedenti.
 
L’erogazione del Buono avverrà con modalità informatica e sarà utilizzabile fino a Dicembre.
 
Sul Buono verrà indicato il nominativo del beneficiario. Quindi, se in famiglia ci sono più persone che utilizzano i mezzi pubblici, ogni componente dovrà produrre la propria richiesta, fermo restando il possesso dei requisiti necessari per averne diritto.
 
Comunque, considerato che ancora non è stato precisato se per ottenere il Buono sia necessario acquistare prima l’abbonamento per poi avere il rimborso, da qui in avanti, si consiglia di conservare tutto ciò che attesti l’acquisto di un abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico, pagandolo, preferibilmente, con carte di credito, bancomat o altre mezzi tracciabili.

Ultime dal FORUM


Miglioriamo l´aria a Santa Maria delle Mole: Infatti non stiamo messi male. Noi, a differenza di chi chiacchiera a vuoto, misuriamo costantemente la qualità dell'aria che respiriamo e rendiamo pubbliche le misurazioni. Sensori PM
Piste Ciclabili: sono in accordo a quanto detto da RASO, l'unica osservazione che faccio e' che il marciapiede che va dalla rotonda di via Mameli all'appia antica la vedo un po' pericolosa per le bici. Comunque vorrei ringraziare la vecchia amministrazione che mi ha costruito una pista ciclabile privata, visto che sono uno dei pochissimi che la utilizza come ciclista, tutte le volte che la percorro devo stare attento ai pedoni e a quelli con i canucci, spesso si mettono da una parte ed il cane sta sul lato opposto retto dal guinzaglio . Non criminalizziamo le auto, perche' inquinano , quando avremo le auto elettriche allora ci accorgeremo dei probremi che ci porteranno .......ma sara' troppo tardi.
RINGRAZIAMENTI: Queste semplici parole hanno distrutto un muro eretto a forza dalla solita cattiva ed inutile politica che in questo ultimo decennio ha immobilizzato la popolazione. Come è ben chiaro, serve veramente molto poco per rendere tutti felici. Chi non lo è deve solo mettere da parte questo odio politico che ha accumulato. L’ho sempre detto e continuerò a dirlo: PER AVERE BISOGNA DARE Infatti abbiamo notato che molte persone hanno assimilato questo insegnamento gratuito che ci è stato offerto dai volontari; lo abbiamo notato perché si stanno facendo avanti e chiedono come e cosa poter fare e come si diventa associati del Comitato di Quartiere. Questo la dice lunga! Tutte quelle arroganze pubblicate sui social vengono solo esposte con petulanza dai soliti 4 attivisti. Questi parlano, si lamentano e gridano … ma nulla di più! Per nostra fortuna ci sono cittadini che agiscono a proprie spese e per la collettività senza aprire bocca! Posso solo concludere con un vero GRAZIE ai nostri volontari, GRAZIE a Patrizio per aver trovato l’ariete che ha buttato giù questo brutto muro e già GRAZIE a tutti i nuovi volontari pronti a rimboccarsi le maniche per il proprio ambiente.
WebCam ad uso Turistico: Certo che si può! Fatto!!
Farmacia VIA DON E. TAZZOLI: Accidenti quante traversie e trascorsi hanno le farmacie a Santa Maria delle Mole, comunque grazie per la risposta molto dettagliata.
Fognatura: Certamente Dunque su via della Repubblica, tra la chiesa e il Green House si assiste continuamente a esalazioni fognarie, queste con esposizione continue risultano essere tossiche e un rischio sanitario, non semplicemente un disagio per la popolazione residente. Le abitazioni a ridosso della via non impediscono alle esalazioni continue di entrare nelle abitazioni e coinvolgere Bambini, anziani e invalidi nel respiro di queste sostanze gas, a ore e giorni dipendenti dal soffio del vento. Ho fatto un reclamo al comune e ho indicato che l'odore proveniva dai tombini di acqua piovana non sifonati e di tentare con questa operazione per attenuare il problema. Il comune da un anno mi risponde dovremo fare il sopralluogo, ecc. Ho contattato i carabinieri che hanno fato spalline.. Avendo l attenzione sul argomento ho fatto più caso alle esalazioni e ho notato che sono presenti in quasi tutta Santa Maria, allora ho scritto a voi perché noi abbiamo l'aeroporto che rende l'aria irrespirabile, e su quello Amen , ma almeno su questo potremo tentare e con dei lavori programmati sulla fognatura la situazione migliorerà, cioè come si fanno i lavori a ridosso della vigna e del distaccamento comunale si può anche cominciare a intervenire su questo.. Il depuratore a ridosso del Green House perché non e' in funzione? Purtroppo non riesco ad essere esaustivo e breve nella descrizione ma sono sicuro di aver reso l'idea, e spero che altre persone condividano le loro situazioni perché io da solo non riesco a risolvere abbiamo bisogno di tutti voi. Grazie
I PARCHI RINNOVATI: Non ritengo insoddisfacente il lavoro svolto dall'attuale amministrazione comunale. Riuscire a mantenere le promesse fatte, fornire nuovi servizi e nuovi spazi alla cittadinanza, nel rispetto del bilancio comunale, ritengo che non sia cosa sempre semplice da realizzare. Mi sembra che siano state messe le basi per un futuro più "green" di Marino e Santa Maria delle Mole, fornendo ai cittadini spazi verdi ordinati dove ritrovarsi; servizi di raccolta rifiuti più moderni; realizzazione di piste ciclabili facente parte di progetti più ampi proiettati al futuro. Certo, qualcosa di meglio poteva essere fatto su altri aspetti: vedi gestione del traffico, Stazione S.M., strutture sportive pubbliche; ma sono aspetti che probabilmente richiedono più tempo o che è stato deciso di sviluppare successivamente. Mi aspetto, in ogni caso, che le basi vengano sviluppate e portate avanti da qualsiasi sia la nuova amministrazione comunale, sperando faccia bene come questa.
LIMITI DI VELOCITA: Tutto vero quello che si è scritto nei post precedenti in merito alla velocità sostenuta nel centro abitato, sosta selvaggia e lunghe file al passaggio a livello per uscire da S.M.delle Mole sulla via Appia ... È da molto tempo che questi problemi si protraggono ed affliggono la nostra comunità e non ci sono tracce di un minimo di interessamento da parte dell'amministrazione comunale di Marino e nonostante sia presente una caserma dei Carabinieri , il territorio sembra privo di controlli della viabilità (polizia municipale) e dell'area cittadina suddetta ( Arma dei CC). Dobbiamo incrociare le dita che non accada nulla di grave in seguito e che invece accada un forte cambiamento in chi governa questo Comune e le sue frazioni satellite.

 

CERCO LAVORO

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Buongiorno a tutti sono Loredana diplomata automunita cerco lavoro come segretaria. baby sitter. assistenza anziani part-time. pulizie. svolgo commissioni. Chi fosse interessato mi contatti privatamente.. Grazie dell'attenzione e buona giornata...
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Ancora tu! Ma non dovevamo vederci più?

S. Maria delle Mole    (commenti:1) (317)
Antonio Calcagni

 
 
Sorpresa e stupore ha accompagnato il ritorno, nei giorni scorsi, nelle strade della nostra cittadina, dei cassonetti per la raccolta di abiti usati.
 
L’amministrazione comunale ha infatti assegnato, una parte del servizio di raccolta degli abiti usati, alla società Green Field.
 
A seguito di ciò, è scoppiata la bagarre tra chi deve sempre e comunque fare da sponda all’operato dell’Amministrazione e chi è contro a prescindere.
 
Per fare un contributo costruttivo all’argomento, è necessario quindi attenersi, solo ed esclusivamente ai fatti.
 
Andiamo per ordine, Il suddetto servizio non è certo una novità per il nostro Comune, se la memoria non mi inganna, sono ormai alcuni decenni che risulta operativo.
 
Un servizio che permette, alle famiglie di disfarsi degli abiti usati, garantendo il loro riutilizzo, con una significativa riduzione del materiale da inviare in discarica.
 
Ciò detto, va però trovato il sistema per impedire che, intorno, o addirittura dentro ai suddetti cassonetti, venga depositato ogni tipo di rifiuti, con conseguente impatto negativo sul decoro cittadino, e con un aggravio di spese sulla collettività.
 
Per capire quindi il futuro che ci aspetta, è bene ricordare quello che è già successo in passato.
 
Fin quando la raccolta dei R.S.U. avveniva su strada, il problema quasi non si poneva, tutti erano infatti “liberi” di conferire nei vari cassonetti, di tutto e di più, senza dover ricorrere a scorciatoie.
Con l’eliminazione dei cassonetti su strada e la conseguente introduzione del servizio di raccolta differenziata porta a porta, la situazione è cambiata radicalmente, ognuno di noi infatti è diventato responsabile di quello che conferisce.
 
Da quel momento in poi, chi, per varie ragioni, non voleva o non poteva utilizzare il servizio di R.S.U. si è trovato a fare una scelta.
 
C’è chi ha scelto, spontaneamente o non, di mettersi in regola, chi invece ha scelto la strada dell’abbandono selvaggio, nelle aree meno controllate, e chi ha preferito la tecnica dell’abbandono dei rifiuti, camuffandoli da abiti usati.
 
Risultato, solo per ricordare qualche esempio , via della Falcognana ridotta ad una vera e propria discarica, e cassonetti degli abiti usati, stracolmi, dentro e fuori, di ogni tipo di rifiuto.
 
A completare poi l’opera ci pensavano gruppi organizzati che, con le loro continue intrusioni, saccheggiavano i cassonetti, scegliendo il meglio e disseminando il territorio di quello che loro non ritenevano utile.
 
Di fronte a questo scempio, noi del Comitato abbiamo, da un lato sostenuto l’encomiabile opera del nostro amico e socio Filippo Cuomo, Cittadinanza Super Attiva che ha provveduto a far rinascere quell’area, e dall’altra abbiamo sollecitato l’amministrazione comunale di allora affinché eliminasse i cassonetti superstiti.
 
Ribadendo quindi l’utilità del servizio, ma al fine di evitare quanto già successo, suggeriamo all’Amministrazione comunale di mantenere si il servizio, ma di allocare i suddetti cassonetti solo ed esclusivamente presso le isole ecologiche, fisse o mobili che siano.
 
Se questo semplice suggerimento non sarà preso in considerazione, vorrei tanto sbagliare ma, i problemi visti nel passato si ripresenteranno tali e quali. 
 
È stata aggiunta la foto relativa a come era la situazione alcuni anni fa.

Santa Maria delle Mole veste la maglia azzurra

S. Maria delle Mole    (commenti:1) (184)
Antonio Calcagni

 
Con l’esordio in maglia azzurra di Francesco Mariano Bosco, nostro Concittadino, e di Gianluca Panella, originario, anche se ora si è trasferito a Fonte Nuova, la nostra Cittadina vive un momento magico.
 
Dal 12 al 15 maggio 2022, infatti 1193 atleti over 35 di 30 nazioni d’Europa si sfideranno in Maremma in un evento dedicato alle gare di corsa su strada, marcia su strada e nordic walking, per una vera e propria festa dello sport.
 
La competizione, denominata “European Master Athletics Championship Non Stadia”, si svolgerà con il seguente programma:
 
12 MAGGIO
CERIMONIA DI APERTURA
 
13 MAGGIO
10km MARCIA (MATTINA)
10km CORSA (POMERIGGIO)
 
14 MAGGIO
5km CORSA (MATTINA)
10km NORDIC WALKING (POMERIGGIO)
 
15 MAGGIO
MEZZA MARATONA (MATTINA)
20km MARCIA F (POMERIGGIO)
30Km MARCIA M (POMERIGGIO)
 
 
I nostri, Francesco Mariano e Gianluca, saranno allo start della 10km alle 18:00 di venerdì 13 insieme ad altri 274 partenti. A loro i nostri più calorosi auguri.

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Brevi storie dal carattere poetico e immaginifico

Nazionali (101)
Eleonora Persichetti

Fabrizio Ansaldo esordisce con il suo primo libro di racconti dal sinuoso stile narrativo
“Cuori nella Ghiacciaia” – Edito Youcanprint
 
 
 
Il 14 maggio 2022 alle ore 17.00, alla libreria Sinestetica di Roma, in Viale Tirreno 70 a/b, si terrà la presentazione del libro di racconti di Fabrizio Ansaldo, edito da Youcanprint: “Cuori nella Ghiacciaia”. Il testo è composto da trentasei brevi storie che scorrono su un’asse narrativo ben strutturato, che l’autore e regista teatrale costruisce con sapienza.
All’interno di queste storie l’autore guida il lettore in un mondo realisticopoetico fatto di suggestioni e amore. I personaggi non hanno nome: un lui e una lei si muovono in contesti precisi su una Roma silenziosa che fa da sfondo. Lui e lei si riconoscono, si amano, si ritrovano, ma si lasciano anche.
 
La scrittura è chiara: le frasi sono concise, dirette, facilitando così la lettura. Il linguaggio è articolato e incita l’attenzione di chi legge. Gli innesti poetici, in forma di prosa, sono ricercati e alcune narrazioni possono essere considerate addirittura delle poesie.
Il verbo presente lascia intendere che bisogna vivere l’attimo, il momento. La vita dunque. Le atmosfere descritte vanno poi intrecciandosi con le tradizioni, gli incontri e il quotidiano, che fa parte di ognuno di noi.
 
Eleonora Persichetti, giornalista, scrittrice e insegnante, firma la prefazione soffermandosi sugli aspetti principali, rimarcando gli spunti autobiografici di Ansaldo, la ricerca interiore ben definita e la figura femminile assai multiforme. Lo stesso Ansaldo firma la postfazione dal titolo “Quello che resta” in cui delinea il cambiamento della collettività e non solo.
Siamo dentro a un delirio di onnipotenza di massa” asserisce l’autore, sottolineando l’ego dell’uomo, mentre al contempo considera l’opera di un’artista “tutto quello che resta”, in quanto “racchiude in sé la verità di quell’artista, lo sforzo della sua anima”, sforzo inteso anche in ambito amoroso. Tutto ciò che resta di un sentimento che fu e che rimane nei ricordi di chi lo ha vissuto.
 
In effetti, in “Cuori nella Ghiacciaia” Ansaldo ingloba il suo sentire nei confronti dell’amore a tutto tondo, che parla e si palesa sotto forme e linguaggi differenti. Nella piazza, nello specifico, un luogo particolare che include gli incontri che lasciano tracce del loro percorso, come anche nelle Chiese, nei bar, in casa o altrove.
Si respirano atmosfere variegate unite alla semplice tradizione oppure alla spiritualità, alla fugacità del prendersi per mano sotto la pioggia o, al contrario, alla morte in casa e al cibo.
 
È per questo che “il vero amore, quando accade, altro non fa che ricongiungerci con noi stessi”. Funge da specchio. Ed è qui che Ansaldo sfodera la sua arma migliore con la non denominazione dei suoi personaggi: lascia libero il lettore, il quale si rende autonomo, immedesimandosi all’interno delle vicende e dà ampio spazio all’immaginazione. Ciascuno di noi si può riconoscere nel lui o nella lei, identificandosi nei racconti: “non c’è identità più forte che riconoscere l’altro in noi”.
Un libro dal genere unico che cattura e che sicuramente coinvolge nella sua interezza e per come è stato concepito: si differenzia nel panorama letterario grazie a una scrittura colta e attenta in cui gioie e dolori si dipanano con linearità.
 
 
Sinossi
Un uomo riconosce una sua ex in una piazza (“Au revoir, mademoiselle”), una donna ricorda un ragazzo conosciuto da giovane in una birreria (“Oh, ragazzo mio”), un uomo si innamora di una giovane operaia cinese dal carattere ribelle (“Shi Liang”), una donna trova l’amore nell’al di là (“Si potrebbe vivere solo di pane”). Iniziazione alla bellezza (“Un bravo bambino”), incontro con la morte (“Pane, burro e alici”), un uomo e la nostalgia per la sua gatta (“Fusa e baci2), coppie divise dalla differenza di classe (“Non siamo stati capaci di crescerli”, “Ostaggi di una pioggia incessante”, “Un giovane marxista”), un amore predestinato (“Che cosa state facendo!”), ma anche l’amore per la propria auto (“Oggi sono di riposo”). I racconti racchiudono stati d’animo dove lui e lei sono protagonisti o sullo sfondo. Discorsi amorosi raccontati con illusione e ironia, compassione e smarrimento.
 
Biografia
Fabrizio Ansaldo, romano, autore e regista teatrale intraprende un percorso poetico e teatrale formandosi con scrittori e registi quali Dacia Maraini, Leo Benvenuti, Giuseppe Manfridi, Duccio Camerini.
Ha ricevuto premi di poesia da nord a sud d’Italia e ha curato rassegne culturali e letture drammatizzate dai racconti di noti scrittori statunitensi.
Scrive e dirige propri testi teatrali. Ultimo spettacolo: “SoleDonne” (2019) – Premio Alessandro Fersen per la regia.
 
Per ulteriori informazioni: www.fabrizioansaldo.com
Pagina FB: Fabrizio Ansaldo

"Spazio alla tua voce"

S. Maria delle Mole (41)
Eleonora Persichetti

“Spazio alla tua voce”: è ora disponibile il modulo di prenotazione online per gli appuntamenti settimanali del martedì con la consigliera Franca Silvani (Pd Marino)
 
Ricordiamo che la consigliera riceve presso la sede del PD di Santa Maria delle Mole
 
 
 
“Proseguono gli appuntamenti del martedì con Spazio alla tua voce, un vero e proprio sportello d’ascolto, ideato per le cittadine e i cittadini, presso la sede del Pd Marino in Via Silvio Pellico, 81 a Santa Maria delle Mole.
Sono grata per il successo che sta riscuotendo questa piccola, ma preziosa iniziativa, e ringrazio tutti per la partecipazione e per l’accoglienza che le avete riservato.
 
Da oggi è disponibile un modulo di prenotazione, che vi invito ad utilizzare, a questo link https://bit.ly/Modulo-prenotazione
Lo aggiornerò di mese in mese. Questo strumento ci consentirà di organizzare i tempi di partecipazione al fine di dedicare la giusta attenzione all'ascolto delle vostre istanze. Sarà inoltre utile per rimanere in contatto per futuri aggiornamenti e comunicazioni. È possibile scegliere il giorno e l’orario preferito per l’appuntamento nonché indicare la motivazione dell’incontro.
 
Ci vediamo martedì prossimo, 10 maggio, nella sede del PD in Via Silvio Pellico 81 a S. M. delle Mole.
La vostra voce è importante, ci conto!”
 
Così, in una nota, Franca Silvani, consigliera comunale e capogruppo PD.

ISOLA DI MAGGIO, QUELLA ECOLOGICA

Frattocchie (214)
Antonio Calcagni

 
 
Ritorna a Frattocchie, in piazza Grande Torino, sabato mattina, dalle 06:30 alle 13:00, dietro al centro commerciale “La Nave”, l’isola ecologica provvisoria.

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Bonus Decoder-TV GRATIS a Domicilio a chi spetta?

Nazionali    (audio/video) (145)
Domenico Brancato

 
 
La Legge di Bilancio 2022, a decorrere dall’11 aprile fino ad esaurimento delle risorse stanziate, ha messo a disposizione di coloro che al 1° gennaio 2022 abbiano compiuto 70 o più anni, e che dispongano di un trattamento pensionistico non superiore a 20.000 euro annui, il “Bonus Decoder TV a domicilio” dal costo non superiore a 30,00 euro.
 
Se si ha un televisore compatibile (verificabile digitando il numero 200 sul telecomando: se sullo schermo apparirà la scritta "Test HEVC Main10”, significa che il televisore, o il Decoder collegato, è già pronto a ricevere la nuova tecnologia) con il nuovo standard (norma a cui viene uniformata una produzione) del digitale terrestre DVB-T2, sarà sufficiente risintonizzare i canali (selezionando, dal telecomando del televisore o del Decoder, il tasto “menù”, dalla lista scegliere “impostazioni” o “canali” e infine “sintonizzazione automatica”, o ricerca automatica con modalità di sintonia DTV: digitale terrestre, oppure SAT: digitale satellitare) per continuare a vedere i programmi preferiti.
 
In caso contrario, se dopo la descritta verifica sullo schermo non si dovesse vedere nulla o dovesse apparire il messaggio “HD non supportato”, e si possa ascoltare solo l’audio del canale, il televisore non supporta MPEG-4 (nome dato ad un insieme di standard per la codifica dell’audio e del video digitale), e quindi potrebbe essere necessario sostituirlo con altro di ultima generazione –Smart TV-, o affiancarlo con un Decoder (dispositivo elettronico che consente la fruizione di canali e servizi, altrimenti non disponibili con la funzionalità di un comune televisore) in grado di ricevere i segnali con la nuova codifica ( traduzione in codice con procedura informatica)-
 
Più semplicemente, per capire se c’è bisogno di un Decoder DVB-T2 (estensione dello standard DVB-T, per una modalità di trasmissione televisiva digitale terrestre), è sufficiente controllare la data (se rintracciabile) di acquisto del proprio televisore, poiché le TV vendute dal 22 dicembre 2018 in poi sono compatibili con il nuovo digitale terrestre.
 
Affinché i richiedenti possano ottenere il dispositivo per la ricezione del nuovo digitale terrestre, presso la propria abitazione, devono:
  • essere residenti in Italia;
  • risultare intestatari di un abbonamento TV;
  • essere in possesso del Codice Fiscale o Tessera sanitaria e Carta di identità;
  • prenotare la consegna a domicilio, tramite telefono numero 800776883 (utile anche successivamente, in caso si abbia bisogno di assistenza per l’installazione o la configurazione del decoder), dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 10 alle 18, selezionando la sezione relativa alla “consegna a domicilio dei Decoder TV”;
  • o recandosi presso le Poste, negli orari d’ufficio;
  • o richiedendolo telematicamente, cliccando sul link: Bonus Decoder TV a Domicilio
Il compito di formare gli elenchi di coloro che possono beneficiare del Bonus è di competenza di tre enti pubblici che devono provvedervi, mediante l’utilizzo incrociato dei dati di cui dispongono.
 
Infatti, l’INPS dovrà trasmettere al Ministero dello Sviluppo Economico -MISE- l’elenco dei pensionati con reddito fino a 20.000 euro lordi annui, aventi l’età anagrafica richiesta. Il MISE, a sua volta, dovrà comunicare gli elenchi all’Agenzia delle Entrate, che individuerà i richiedenti residenti in Italia, che siano intestatari di un abbonamento del Canone Rai. Per poi inviare l’elenco definitivo nuovamente al MISE, che lo invierà alle Poste, in quanto ente preposto alla consegna dei Decoder agli aventi diritto.
 
Perciò, l’avvio della procedura per la consegna del Decoder si concretizzerà quando Poste, con apposita comunicazione ufficiale, avviserà gli aventi diritto che ne abbiano fatto richiesta.
 
Tuttavia, anche se il passaggio al DVB-T2 (Switch off definitivo) è calendarizzato per i primi mesi del 2023, occorre adeguarsi al più presto, per il fatto che sono tante le reti pubbliche che abbandoneranno, anzitempo, la codifica MPEG-2, in favore della MPEG-4. Per il Lazio, infatti, il passaggio si prevede che avvenga dal 1° Maggio al 30 Giugno 2022.
 
In attesa che ciò accada, occorre che gli aspiranti beneficiari facciano molta attenzione, per evitare di incorrere in qualsiasi tentativo di inganno, da parte di truffaldini che potrebbero cercare di contattarli, spacciandosi per incaricati di Poste.

La Nostra Voce

NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LA POLITICA SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di; Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APOLITICO 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica è pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APOLITICI ed ASCOLTATORI della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione politica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
www.facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
www.facebook.com/groups/cavadeiselciplus/

Due Santi:
www.facebook.com/groups/duesantiplus/

Frattocchie:
www.facebook.com/groups/frattocchieplus/

Santa Maria delle Mole:
www.facebook.com/groups/santamariadellemoleplus/
 
Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.
 

Dal 2023 Maestro di ginnastica alle elementari

Nazionali    (commenti:1) (164)
Domenico Brancato

La legge n. 234/2021 ha previsto l’introduzione dell’insegnamento dell’Educazione fisica nelle classi quarte e quinte a decorrere, rispettivamente, dagli anni scolastici 2022 - 2023 e 2024 - 2025 
 
Pertanto, è in fase di allestimento, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, il Decreto sugli organici del personale e la predisposizione del concorso per l’assunzione di 2247 docenti.
 
In quanto, pur essendo l’Educazione fisica nella scuola primaria, una materia prevista dall’ordinamento, finora il suo insegnamento è stato delegato ai tudor: figure fuori dell’organico, nominate dai Dirigenti scolastici in via discrezionale, con il compito di:
  • Promuovere la partecipazione delle classi al percorso valoriale, per stimolare la riflessione dei ragazzi verso i valori educativi dello sport (Il tema scelto per l’anno 2019 - 2020 è stato: Campioni di FAIR PLAY, cioè “Gioco corretto”, finalizzato ad inculcare un comportamento rispettoso delle regole, per garantire le stesse opportunità ai diversi contendenti, nello sport e nei rapporti umani e sociali);
  • Supportare gli insegnanti per favorire la partecipazione alle attività motoria e l’inclusione degli alunni con disabilità;
  • Organizzare i giochi di fine anno scolastico;
  • Svolgere la funzione di raccordo tra la scuola e il sistema sportivo del territorio.
 
Quindi, disco verde per l’integrazione nella scuola primaria dell’Educazione motoria nelle attività didattiche, della quale, dal prossimo anno scolastico, beneficeranno 24.693 quinte classe, di cui oltre 15 mila a tempo normale e le rimanenti a tempo pieno.
 
Integrazione che, secondo il parere del Ministro dell’Istruzione, rappresenta “Un’importante novità, attesa nel mondo della scuola, che riguarda il benessere psicofisico e lo sviluppo dei nostri bambini e bambine”. Novità che rientra nel percorso di costruzione di una nuova scuola, la cui realizzazione si avvale delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza -PNRR.
 
 
Per la partecipazione al concorso per insegnanti di Educazione Fisica alle elementari sono richiesti i seguenti requisiti:
  • Essere in possesso di 24 Crediti formativi universitari o Crediti formativi accademici – CFU/CFA – nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche , più una delle lauree:
  • Magistrale Classe LM-68 “Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate”;
  • Magistrale Classe-47 “Organizzazione e gestione dei servizi per lo sportr e le attività motorie”;
  • Titoli di studio equiparati alle predette lauree magistrali, ai sensi del DM 9 Luglio 2009;
  • Analogo titolo di studio conseguito all’estero e riconosciuto in Italia, ai sensi delle normativa vigente.
 
Complessità di requisiti certamente rispondenti ad assicurare un livello di insegnamento in grado di consentire ai ragazzi di fruire degli unici benefici educativo-formativi, derivanti dalle specifiche prerogative connesse ad un buon esercizio dell’attività sportiva.

In arrivo 2 milioni di multe per i non vaccinati over 50

Nazionali (206)
Domenico Brancato

Il Decreto 1/2022 ha introdotto l’obbligo vaccinale per chi ha compiuto 50 anni o li compirà entro il 15 giugno, data in cui le disposizioni cesseranno di essere in vigore.
 
Entro quella data, nei confronti di chi non risulterà vaccinato, oppure avrà eseguito soltanto la prima o la seconda dose, senza il richiamo nei termini previsti, scatterà la sanzione di euro 100,00.
 
A notificare la sanzione provvederà l’Agenzia delle Entrate, tramite Poste, mentre ad infliggerla sarà il Ministero della Salute.
 
Comunque, prima dell’avviso di addebito, il no vax (colui che non si è vaccinato contravvenendo all’obbligo di legge) riceverà nei prossimi giorni, dopo la verifica degli elenchi predisposti del Ministero della Salute, una comunicazione di avvio del procedimento (facente parte delle 600 mila lettere in partenza a breve). Il destinatario, appena ricevuta la comunicazione, potrà decidere di pagare, oppure avrà 10 giorni di tempo, pena la decadenza, per inviare all’ASL locale di competenza del territorio eventuali certificazioni di esenzioni, o altre motivazioni che avranno ostacolato la vaccinazione (ad esempio contrazione del Covid).
 
Ai non vaccinati contagiati e guariti dal Covid (circa 800 mila), per evitare di corrispondere la multa, toccherà avviare la procedura di “ricorso” entro 10 giorni dalla ricezione dell’avviso, per segnalare all’ASL di non essere più sottoposti all’obbligo vaccinale.
 
Entro gli stessi 10 giorni, il destinatario della possibile multa, dovrà far pervenire, anche all’Agenzia delle Entrate, la comunicazione di aver inviato all’ASL le proprie giustificazioni per non essersi vaccinato.
 
Entro altri 10 giorni, poi, sarà sempre l’ASL a dover informare l’Agenzia delle Entrate se la sanzione andrà applicata oppure no, e nel caso in cui le motivazioni arrecate dal richiedente dovessero essere giudicate adeguate, il procedimento verrà chiuso immediatamente.
 
Al contrario, se l’ASL dovesse respingere le giustificazioni presentate, l’iter sanzionatorio proseguirà.
 
E nei sei mesi successivi (180 giorni), l’Agenzia delle Entrate notificherà all’interessato, via pec (Posta elettronica certificata) o raccomandata con ricevuta di ritorno (a/r), un avviso di addebito che avrà valore di Titolo Esecutivo (documento che consente di esercitare l’azione esecutiva, della quale rappresenta condizione necessaria e sufficiente).
 
Chi provvederà a saldare la multa, dopo questa seconda notifica, e non già dopo la prima, sarà tenuto a corrispondere anche le spese per quest’ultima.
 
Fermi restando il periodo utile di 60 giorni per il pagamento, oppure di 30 giorni per presentare ricorso davanti al Giudice di Pace.

Gli insetti arriveranno, a breve, sulle nostre tavole?

Nazionali (158)
Domenico Brancato

A gennaio 2018 è entrato in vigore il regolamento UE sui “Nuovi Alimenti” (Novel Food) che porterà gli insetti sulle tavole degli Italiani.
 
In occasione del 19° Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, tenutosi a Roma il 18 e 19 Novembre 2021, la Coldiretti (Maggiore Associazione di rappresentanza e assistenza dell’Agricoltura italiana) ha offerto, una degustazione dei numerosi insetti (o entomi) e delle preparazioni che li comprendono, per permettere di riconoscere sia i vari esemplari interi, che nuovi alimenti e prodotti tradizionali da paesi terzi. Ciò, al fine di avviare, di fatto, la produzione e vendita, anche in Italia, di alcune delle 2000 specie che, secondo la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura), sono considerati commestibili e consumati da almeno 2 miliardi di persone nel mondo.
 
Anche se, secondo il rapporto Coldiretti/Ixe’ (Istituto di ricerca), attualmente, il 54% degli italiani, contrariamente a ciò che è in uso in altre parti del mondo, considerano gli insetti estranei alla cultura alimentare nazionale, e il 24, il 16 e il 6% si dichiarano rispettivamente: indifferenti, favorevoli e non interessati. Secondo poi una ricerca condotta da Luisa Torri, docente di Scienze sensoriali presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo -Cuneo-, pochissimi sono favorevoli alla possibilità di consumare insetti interi, mentre maggiore disponibilità si è riscontrata come ingredienti di piatti elaborati. Da cui, la deduzione che il gradimento di prodotti a base di insetti sia estremamente influenzato dal livello di riconoscimento dell’insetto.
 
Secondo previsioni degli esperti del settore poi, i prodotti che con più probabilità potrebbero giungere sulle tavole degli italiani risultano essere: il grillo domestico, le tarme della farina essiccate e la locusta migratoria (Cavalletta). Quest’ultimo in modalità: intero congelato o essiccato e intero congelato, in polvere, come snack o ingrediente. Poiché la Commissione europea ne ha autorizzato la commercializzazione come nuovo alimento nell’UE, a seguito della valutazione dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma (Efsa), che ha affermato che il consumo di questo insetto è sicuro per i descritti usi previsti dai richiedenti.
 
Autorizzazione che rientra nella strategia “Fattoria da Forchetta” (Farm to Fork), cioè dal produttore al consumatore, per rendere il sistema alimentare europeo più sostenibile, garantire una filiera alimentare sostenibile in tutte le sue fasi, incrementare il consumo di cibi che promuovono la transizione verso abitudini alimentari sane e ridurre gli sprechi. Sprechi che nelle case degli italiani ammontano mediamente a 36,5 Kg all’anno pari a (g 36.500 : gg 365) g 100/giorno pro capite, corrispondenti ad un valore, per famiglia, di circa 5,00 euro la settimana e a 6,7 miliardi (famiglie italiane n. 25.700.000 x n. settimane/anno 52 x euro/settimana 5,00 = 6.682.000.000 di euro) euro/anno, che vanno a finire nella spazzatura.
Gli insetti per la Commissione costituiscono perciò, una ricchezza nutrizionale, che, se sfruttata in maniera appropriata, potrebbe produrre un notevolmente favorevole impatto sulla nostra alimentazione. Come le considerazioni e i dati relativi alla valutazione delle fasi del ciclo di vita (LCA) di un prodotto alimentare, l’impronta ambientale dello stesso (PEF) e la sostenibilità degli alimenti che contengono insetti edibili, di seguito specificati, evidenziano.
Gli insetti edibili, infatti:
  • sono animali a sangue freddo o pecilotermi (cioè, che non attuando la regolazione della temperatura corporea, come gli omeotermi, sono soggetti a variazioni di quest’ultima, in relazione alle variazioni ambientali) e, come tali, sono capaci di convertire più efficientemente il mangime in massa corporea. Dato che necessitando di poca energia per riscaldarsi e per mantenere in equilibrio il loro metabolismo (insieme di tutte le reazioni chimiche che sostengono la vita di un organismo), per cui sono in grado di trasformare quasi la totalità del cibo in biomassa. Il che, in termini pratici, significa che da 10 Kg di mangime, si possono ottenere 8-9 Kg di carne da insetto. Mentre, con la stessa quantità di mangime si ottiene una crescita media di peso di Kg 1, 2-3 e 4-5, rispettivamente in: un bovino, suino e pollo;
  • si prestano a modelli di economia circolare, consentendo di utilizzare per l’alimentazione anche l’invenduto dell’ortofrutta dei mercati rionali e dei supermercati;
  • per ogni Kg di peso richiedono 800 l di acqua, contro gli oltre 5000 l dei suini e i 15000 dei bovini;
  • per l’allevamento, a parità di chilogrammi prodotti, serve uno spazio inferiore di 10, 3 e 2 volte, nei confronti dei bovini, dei suini e dei polli;
  • sono edibili per oltre l’80%, a differenza della trasformazione in carne del 40% di un bovino e del 60% di un pollo e di un suino. Poiché, ad esclusione delle ali e di alcuni esoscheletri (apparati che svolgono, al tempo stesso, la funzione di protezione degli organi interni e di separazione e di collegamento con l’ambiente esterno), dell’insetto si mangia tutto;
  • hanno, in genere, un eccellente valore nutrizionale che trova riscontro in: molte proteine di qualità simili a quelle della carne del pesce, lipidi, carboidrati, vitamine idro e liposolubili, fibre, sali minerali (fosforo, potassio, calcio, ferro, rame, selenio manganese, zinco, magnesio e sodio), grassi insaturi (meno nocivi par la salute); oltre ad un alto valore energetico, pari solo a quello della carne di maiale. Mentre l’esoscheletro in chitina (polisaccaride), che non viene digerito dagli occidentali, sembra favorisca il transito intestinale;
  • producono fino al 90% in meno di gas serra, rispetto ad un allevamento intensivo di bovini;
  • sono meno rischiosi di altri animali, ai fini della trasmissione di pericolose malattie da virus, come quella della mucca pazza e l’influenza aviaria. In quanto essendo geneticamente più distante dall’uomo, rispetto ai mammiferi, la probabilità che i virus compiano il “salto di specie” è molto bassa;
  • sono, sia per la loro struttura fisica che comportamentale, distanti da noi e quindi la loro soppressione, per molti, potrebbe porre meno problemi etici rispetto a quella dei mammiferi;
  • e possono rappresentare una differenziazione nelle attività dell’agricoltore che, in spazi contenuti, può integrarle, investendo per un loro allevamento.
 
Cioè, trattasi di aspetti di sostenibilità, per i quali l’ inserimento degli insetti nella dieta potrebbe veramente rappresentare un valido contributo per la soluzione di alcuni preoccupanti incombenti problemi di natura ambientale, alimentare ed economica.
Tutti problemi che trovano rispondenza nella decisione della Commissione Europea, basate sulla considerazione che il 37% delle emissioni di gas ad effetto serra, responsabili dell’incremento del riscaldamento climatico e delle disastrose conseguenze, è legato al settore alimentare. Quando, per ottenere una dieta sostenibile, basterebbe variare soltanto gli ingredienti e la loro abituale quantità, per ridurre la produzione di 2 Kg di CO2 equivalente per ogni singolo pasto. Variazione che troverebbe una soluzione ottimale nell’ipotetico consumo degli insetti.
Senonché, mentre in alcuni Paesi gli insetti rappresentano un’autentica prelibatezza, in Italia, secondo il citato esito di indagini statistiche, soltanto il 16%, attualmente, sarebbero disposti ad accettare il loro consumo. Il che, però, non è un valore trascurabile, se si pensa che l’attuale diffusa avversione è conseguenza di una ereditata atavica locale educazione. Come, si può dedurre dal fatto che nell’ambito di uno stessa Comunità o Regione, alcune specialità (le lumache ne sono un chiaro esempio) possono risultare una squisitezza per molti e produrre un senso di ripugnanza e disgusto per altri.
Pertanto, prospettare l’estensione del consumo degli insetti, oltre a destare curiosità, si prefigge di stimolare riflessioni ed approfondimenti sull’argomento che, specie fra le nuove generazioni, potrebbero influire a rimuovere l’attuale ritrosia verso la proposta dell’innovazione in esame. Anche perché, come per tutte le innovazioni, per la loro affermazione occorre, a seconda della tipologia di retaggio culturale, il tempo necessario per subentrare alle consolidate abitudini e, nel caso specifico, per superare la profonda avversione di natura psicologica, dovuta alla sensazione di disgusto.
Sensazione che, secondo numerosi esperti, potrebbe essere più agevolmente allontanata attraverso l’escamotage della commercializzazione degli insetti sotto forma di farina, da aggiungere ad altri semilavorati di provenienza vegetale, da impiegare per la produzione di vari alimenti.
A tal proposito la FAO, già nel 2003, in previsione della crescita della popolazione mondiale e della, già in atto, progressiva diminuzione della risorse per sfamarla, nel suo programma “Edible Insect” , prendeva in considerazione tutte le potenzialità di una dieta integrata con insetti.
Previsione che oggi acquista maggior senso, considerato che la carenza di risorse alimentari ed energetiche, a causa di una coincidenza, senza precedenti, di manifestazioni di eventi catastrofici, è divenuta un’attuale realtà dagli imprevedibili sviluppi temporali.
 
Trattasi quindi di un più che opportuno tentativo di avvio di transizione, coerente con l’imminente difficoltà a mantenere l’attuale regime alimentare.
Coerenza che trova riscontro, in particolare:
  • nell’influenza pesantemente negativa del cambiamento dei fattori climatici sulle produzioni agricole, che costituiscono gli ingredienti essenziali, oltre che per l’alimentazione delle persone, per tutte le tipologie di allevamenti di bestiame che, oggi, forniscono un sostanziale apporto all’alimentazione quotidiana della stragrande maggioranza degli italiani. Apporto che, secondo un approfondito studio condotto da un’equipe universitaria coordinata da Vincenzo Russo, Professore emerito di Zootecnia all’Università di Bologna, corrisponde ad un consumo reale edibile di 104 g (ivi comprese tutte le tipologie di carne ed i contenuti presenti nelle preparazioni e confezioni varie), contro i 237 g , in media, di consumo giornaliero apparente (comprendenti le parti non edibili) stimati dalla FAO o ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare);
  • nella riduzione, negli ultimi 10 anni, di molte essenziali materie prime e, in particolare, di quasi 1/3 della produzione nazionale di mais (principale componente del mangime per animali), a causa dei bassi compensi riconosciuti agli agricoltori dalle industrie che hanno preferito continuare ad acquistare, per anni, in modo speculativo, sul mercato mondiale;
  • nella limitatezza della superficie agricola utilizzabile, a livello nazionale (12,5 milioni di ettari), in costante calo per diverse cause (cementificazione, abbandono dei terreni coltivabili, superfici destinati ad impianti fotovoltaici ed eolici, ecc.), che determina la diminuzione dell’estensione delle coltivazioni. Tanto da non essere più ampiamente in grado di far fronte alla domanda interna proveniente sia dal settore alimentare che mangimistico, ed essere, conseguentemente, costretti a ricorrere ad una sempre maggiore quota d’importazione, che ormai supera abbondantemente la soglia del 50%;
  • nei pericoli imputabili alla mancanza di garanzia della continuità delle importazioni indispensabili per compensare le citate carenze e consentire il mantenimento della mole degli attuali allevamenti. Timori che, a causa della guerra in atto, sono divenuti un’immediata realtà, per il blocco delle esportazione da parte dei Paesi coinvolti così da porre già, secondo la Coldiretti, in serio rischio la sopravvivenza di un allevamento su quattro.
 
Tutto ciò non può non influire a dover optare a prendere in esame l’introduzione degli insetti nell’alimentazione in termini meno ipotetici e più probabilistici. Naturalmente, attraverso l’ausilio di convincenti metodi di comunicazione e informazione, finalizzati a rimuovere l’avversa condizione di “neofobia alimentare” (esitazione a provare e sperimentare nuovi cibi) e creare i presupposti per non disdegnare l’entomofagia (consumo di insetti da parte dell’uomo).
Metodologia, la cui efficacia trova rispondenza nell’esito di un’intervista a 165 persone, sia prima che dopo un seminario informativo sugli insetti edibili, condotta dai ricercatori delle Università di Pisa e Parma. I quali, dal confronto delle due serie di risposte, hanno rilevato come le informazioni ricevute abbiano influenzato positivamente tutte le opinioni sugli insetti come alimenti e ridotto sensibilmente la percezione di disgusto sensoriale. Oltre che nell’affermazione del professor di ecologia e biologia presso l’Università di Padova Maurizio Paoletti: “gli insetti sono sempre stati presenti nelle diete tradizionali italiane”, come dimostrano i diffusi consumi descritti nei seguenti esempi, riguardanti:
  • la cucina del Friuli accompagnava alle piante selvatiche i bombi (genere di insetti della famiglia Apidae che, allo stesso modo delle api, raccolgono il nettare ed il polline per nutrirsi) e le cavallette;
  • gli apprezzati formaggi con i vermi (larve della mosca Piophila casei), tipici delle varie regioni d’Italia: - Casu Marzu sardo; - il pecorino Marcetto o Cace Fraceche abruzzese; - il Casu du Quagghiu calabrese, che in Puglia e Molise è chiamato Casu Punt o Puntu (cioè punto dalla mosca); - il “Formaggio che cammina” o Bross Ch’a Marcia piemontese; - il Gorgonzola coi grilli (dove per grilli si intendono i vermi che saltano) dell’entroterra ligure; - il Robiola Nissa o Formaggio nisso (che salta o che brucia per il sapore piccante dovuto alla presenza di larve della mosca casearia) ed il Saltarello di Udine;
  • la Cocciniglia , ampiamente usata come colorante alimentare di colore rosso (Additivo denominato E120) per succhi, yogurt, caramelle, dolci e liquori;
  • e il Miele, in particolare, che altro non è che una sostanza secreta dalle api.
 
Esempi che dimostrano come, già oggi, alcuni insetti facciano parte delle nostre quotidiane abitudini alimentari. Tanto che, secondo uno studio statistico, pare che ogni anno, più o meno inconsapevolmente, se ne mangi circa mezzo chilo. Quantità che, in passato, quando l’uso dei pesticidi in agricoltura era molto contenuto, certamente sarà stata maggiore, per effetto del consumo di frutta e verdura più accessibili agli entomi.
Ad avallare la fondatezza di tali riferimenti lo dimostra la possibilità che su Internet è possibile trovare ricette a base di farina di grilli, locuste o tarme, per preparare biscotti, polpette, pizza, pasta e dolci.
E quindi, considerato che in passato abbiamo mangiato insetti, che continuiamo gradevolmente a mangiarli, sotto varie forme, in alcune tipologie di alimenti, perché non provare ad estendere il consumo ad un maggior numero di specie; magari sotto la forma più rispondente a superare il pregiudizio culturale ed eludere il comprensibile sgradito impatto sensoriale della loro morfologia originale?
Si tratterebbe, tutto sommato, di seguire ciò che avviene in Paesi a noi vicini, come la Francia e il Belgio, che commercializzano pasta fresca, paté e snack, a base di insetti. E degli Stati Uniti, dove il consumo di insetti sembra sia diventato abituale, e dove diverse startup (aziende di piccole dimensioni che si lanciano sul mercato, supportate da idee innovative), hanno investito in questo settore, utilizzando gli insetti per la produzione di cioccolata e farine.
 
Cosa ne pensa il lettore?

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Silvio Ferrante: il barbiere di Papa Wojtyla si racconta

S. Maria delle Mole (292)
Eleonora Persichetti

Ieri, martedì 12 aprile 2022, il Messaggero di Roma dedica un articolo a Silvio Ferrante, il barbiere di fiducia di Giovanni Paolo II, ad Albano. Silvio ha 75 anni, è di S. Maria delle Mole ed è un membro del Comitato di Quartiere. Racconta come ha conosciuto il Papa: lo ha incontrato per la prima volta nel Palazzo Pontificio, a Castel Gandolfo, nel settembre del 1998. “Un incontro che gli ha segnato la vita”, leggiamo nell’articolo. E fino all’ultimo, nel 2005, è sempre tornato da lui a tagliarsi i capelli, ogni estate. Nella lunga intervista rilasciata al Messaggero, descrive con novizia di dettagli i momenti trascorsi con Karol Wojtyła, la sua capigliatura, molto soffice. Tra i due nacque una bella amicizia.
 
Silvio Ferrante ha frequentato la scuola per parrucchieri a San Lorenzo a Roma e poi ha aperto un negozio a Villa Ferrajoli, ad Albano. Oggi tutti gli strumenti del mestiere sono esposti e conservati nel Museo dell’Acconciatura a Lanuvio. Tra l’altro, il Museo è stato inaugurato domenica scorsa, all’interno del Cantinone Medievale in piazza Santa Maria Maggiore nel Borgo Antico di Lanuvio. Sono molti i reperti storici reperiti dall’Associazione Il Collegio dei Parrucchieri di Roma e provincia, in collaborazione con il direttore del Museo Civico Luca Attenni e il suo stretto collaboratore Giulio Bagni, ex presidente dell’Università Appia: si tratta di forbici, rasoi, phon, caschi, parrucche, pettini, arriccia capelli, sedie, attrezzi elettrici vari, bottiglie di profumi e lacche, lamette, scrivanie di Papi e personaggi famosi, e molto altro. Il Museo è visitabile tutti i giorni su prenotazione.

Incontro pubblico sulle truffe ai danni di anziani e non

S. Maria delle Mole (225)
Antonio Calcagni

In questo periodo, molte sono le segnalazioni di truffe perpetrate ai danni di nostri Concittadini, che la locale stazione dei Carabinieri raccoglie giornalmente.
 
Un fenomeno che non accenna a diminuire anzi, e che diventa ancor più insopportabile quando viene perpetrato ai danni di persone anziane.
 
Al fine di saper riconoscere le tecniche di approccio di questi malviventi, così da porre in essere le dovute contromisure, il Maresciallo L.T. Marcello Michienzi, comandante della caserma dei Carabinieri di Santa Maria delle Mole, ha organizzato un incontro aperto a tutti i Cittadini.
 
L’incontro, dal titolo Gestione delle truffe, si terrà, giovedì 7 Aprile alle ore 17:00 nel salone Don Benedetto della nostra Parrocchia della Natività della Beata Maria Vergine.

Cancello Pedonale per le scuole Verdi e Ciari

S. Maria delle Mole    (commenti:4) (815)
Antonio Calcagni

A quando l'apertura del cancello pedonale tra le scuole Verdi e Ciari, e l’area residenziale denominata "La Casa nel Parco" di Mugilla?
 
Attualmente, gli accompagnatori dei piccoli alunni dei plessi scolatici Verdi e Ciari, che è bene ricordare, ospitano complessivamente circa 360 allievi, percorrono via Maroncelli  ed una volta arrivati nella piccola piazzetta, adiacente alle scuole, si trovano davanti un parcheggio per 18 posti auto, già saturo e che quindi non solo non permette il parcheggio, ma ostacola anche il transito dei pedoni.
 
Pertanto, spesso e volentieri, sono costretti a parcheggiare su via Maroncelli, una strada già sufficientemente congestionata, con la conseguenza che, nell’ora di apertura e chiusura delle scuole, la suddetta strada, risulta praticamente bloccata, mentre l’attraversamento pedonale, espone i piccoli alunni ad un, sia pur minimo rischio.
 
Argomento quello della sicurezza dei pedoni su cui quest’amministrazione si dice particolarmente interessata.
 
Al fine di superare tale problematica, richiediamo all’Amministrazione comunale di adoperarsi per consentire al più presto l’apertura di un cancello pedonale tra i suddetti plessi e l’area ricadente nella zona residenziale denominata ”La Casa nel Parco” (di Mugilla).
 
Un’area che dispone di un parcheggio pubblico, che supera i 50 posti auto, dove i piccoli studenti, dopo essere scesi dall’auto, in piena sicurezza, possono raggiungere le rispettive scuole.
 
La suddetta richiesta, da sempre sollecitata da genitori e corpo insegnante, sarà supportata da una serie di firme, che questo Comitato si impegna a raccogliere, attraverso l’avvio di una specifica raccolta.

"L’Ora Maria Dolente" in scena a Marino

Marino (154)
Eleonora Persichetti

Sala Teatro Vittoria Parco Villa Desideri – Marino
Domenica 10 Aprile ore 18:00
Sinossi e Interpreti “L’Ora Maria Dolente”
 
 
«In quasi tutti i paesi meridionali, – scrive Lombardi Satriani in “Il silenzio, la memoria e lo sguardo” la visita al “Sepolcro”, la veglia in Chiesa, la processione con la croce al Calvario, quella con il Cristo deposto dalla Croce, raffigurato con le piaghe sanguinanti, si svolgono contrassegnate da antichi canti popolari o chiesastici popolareggianti, nei quali si afferma la pro- pria colpa, la propria condizione di peccatori e, quindi la propria corresponsabilità nei patimenti e nella morte del Cristo; e in Lui si piange la morte, quale ognuno ha sperimentato nel dolore per la perdita delle persone care. Nel quadro di questa religione popolare, solcata decisamente dall’ideologia della colpa, della penitenza, della necessità della sofferenza e del sacrificio per il supera- mento del male e della propria condizione di peccatori e, quindi, di portatori puntuali del male, ogni anno la cultura folklorica presentifica un modello di Dolore e Riscatto». Uscire in strada a cantare la penitenziale è un’emozione che non si può dire, «un modo unico per stare con Cristo sofferente e raccogliersi in preghiera».
 
C’è un rapporto fortissimo, come una perdizione che viene dall’anima, che lega da sempre gli uomini e le donne a questo rituale. è qualcosa che ha a che fare certo con la tradizione, ma non solo. C’entra anche un senso vero di appartenenza alle proprie radici, alla propria terra, per cui sono in tanti per esempio quelli che pur vivendo lontano non possono fare a meno di tornare nel periodo della settimana santa, e uscire a cantare nei giorni e le notti del giovedì e del venerdì santo. E una volta tornati basta un niente per riconoscersi dentro l’atmosfera densa dei riti e delle mille cose da fare. Per ritrovarsi in pieno dentro la tradizione, ai giorni della Pasqua e dei battenti. Basta, per esempio, sentire il suono micidiale “della trocola” o della tofa o ancora del tamburo muto che sostituiscono le campane a lutto, e in un attimo tutto sem- bra ricominciare. I rituali della Settimana Santa sono in ultima sintesi una rappresentazione della passione e morte di Cristo.
Una rappresentazione pubblica, teatralizzata e musicata. Con questo nostro appuntamento in un luogo qual’è la Sala teatro Vittoria a Marino vogliamo portare e raccontare con Gesto-Parola-Canto e Musica le ultime ore del Cristo nelle Laudi come nello Stabat (colto e popolare), per così fondere le tradizioni al suono di fiati, voci e tamburi che scandiscono l’orologio della Passione accompagnandoci a passo lento nel Mistero del Venerdì Santo.
 
G.D. Curi - N. Citarella
 
 
Interpreti
VOCI
Gabriella Aiello & Ensemble Cori a Cori - Nando Citarella & Ensemble Equivox
MUSICI
Violino Claudia Pédico-Chitarra Salvatore Rotunno- Ghironda Stefano Pogelli
Ensemble Cymbalus Lab.Voci e Tamburi
Voce Recitante: Sabina Barzilai
 
Costumi a cura di Nathalie Leclerc Messa in scena di Nando Citarella
Una produzione Compagnia “La Paranza” Associazione Culturale A.P.S.

Settimana dell'Unicità

S. Maria delle Mole (157)
la Redazione

Settimana dell’Unicità - I.C. Santa Maria delle Mole
 
Il 2 aprile si celebra la Giornata di consapevolezza sull’Autismo, per sensibilizzare alla conoscenza di questo disturbo, contrastare la discriminazione e l’isolamento di cui ancora, purtroppo, sono vittime le persone autistiche e i loro familiari.
Le insegnanti referenti del team Inclusione dell’I.C. Santa Maria delle Mole, Emanuela Casini e Silvia Mencarelli, dichiarano che “la scuola è il luogo educativo e formativo nel quale si pongono le basi per lo sviluppo della crescita personale e civica dei futuri cittadini e delle future cittadine, nella consapevolezza dell’unicità di ognuno, e dell’importanza dell’inclusione di tutti.
Per questo nei prossimi giorni i docenti svolgeranno con gli alunni delle attività specifiche, come ad esempio visione di film, ascolto di canzoni, letture e analisi di libri, laboratori artistici e sulla consapevolezza del proprio corpo, giochi di squadra e attività di gruppo, per far comprendere che ogni essere umano è unico e speciale per come è, ed ha la possibilità di realizzarsi appieno, superando i propri limiti.
Durante la settimana gli alunni avranno inoltre la possibilità di incontrare atleti paralimpici e ascoltare le loro testimonianze.
In particolare venerdì 1 aprile si organizzeranno nei cortili di ogni plesso dei flash mob, sulle note della canzone di Ron: Joe Temerario.”
Ulteriori iniziative saranno un contest per tutte le classi, che prevede la presentazione di un elaborato per aggiudicarsi la targa di Classe più inclusiva del plesso, e un incontro pomeridiano per le famiglie, dal titolo Oltre ogni limite!

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Contribuzione al mantenimento dei figli minori da parte di entrambi i genitori

L'avvocato Risponde (235)
Eugenio Pisani

Questo mese, approfittando della collaborazione delle esperte in diritto di famiglia dello studio legale Pisani, avv. Barbara Di Giovangiulio e avv. Noemi Agostini,  trattiamo di un argomento sempre di attualità come la contribuzione al mantenimento dei figli minori con particolare riferimento alla individuazione delle spese ordinarie e straordinarie alla luce sia delle ultime pronunce della Corte di Cassazione che delle linee guida del Tribunale di Velletri competente per il nostro territorio, all’atto pratico molto importanti.
 
Le linee guida, spesso concordate anche con gli organi professionali di riferimento,  sono divenute ormai una prassi operativa praticamente per tutti i Tribunali .
 
Con tale modalità si recepiscono gli orientamenti del Tribunale stesso, oltre che le esigenze degli operatori del diritto, e risultano utili al fine di determinare una uniformità di giudizio per casi analoghi.
Buona lettura
Avv. Eugenio Pisani
 
 
L’art. 30 della Costituzione sancisce il diritto/dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli.
 
Tale principio viene rafforzato ed attuato attraverso norme codicistiche e importanti riforme legislative, tra cui la L. n. 54/2006, la quale afferma il principio secondo il quale tutti i minori hanno diritto di conservare un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambi i genitori e con i parenti di ciascun ramo genitoriale e la L. n. 219/2012 e D.lgs. n. 154/2013, in materia di riconoscimento ed uguaglianza dei figli legittimi e naturali.
 
Tanto in caso di affidamento condiviso di figli naturali o matrimoniali, quanto in quello di affido esclusivo, a norma dell’articolo 337-ter c.c., il giudice deve fissare “la misura e il modo con cui ciascuno dei genitori deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli”, sulla base del principio di proporzionalità e considerando le attuali esigenze del figlio, il tenore di vita goduto in costanza di convivenza con entrambi i genitori, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, le risorse economiche di entrambi i genitori, la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.
 
Il Legislatore, in caso di separazione, divorzio o cessazione della convivenza dei genitori, attraverso detta riforma, predilige il mantenimento diretto dei figli, tuttavia, nella prassi, solo raramente viene attuato tale forma di mantenimento, nella maggior parte dei casi, ancora oggi, viene disposto a carico del genitore non collocatario l’obbligo di corrispondere un assegno mensile per i figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti economicamente o portatori di handicap, che include le sole spese ordinarie e non anche quelle straordinarie.
 
Che sia disposto un assegno di mantenimento a carico del genitore non collocatario o che si tratti di mantenimento diretto, il pagamento delle spese straordinarie costituisce un’ulteriore modalità di contribuzione al mantenimento dei figli; dette spese dovranno seguire il criterio di proporzionalità sancito dall’art. 337 - tre c.c.; le stesse potranno essere poste a carico di ciascun genitore in proporzione del 50% o in una diversa quota in base alle capacità economiche dei genitori.  
 
Ma quali sono le spese che rientrano nell’”assegno di mantenimento” periodico per i figli e quali rientrano nelle spese “straordinarie”?
 
Con riguardo alla distinzione tra spese ordinarie e spese straordinarie, il Legislatore non ha formulato un compiuto elenco, conseguentemente la classificazione e la distinzione è rimessa alla casistica Giurisprudenziale e agli orientamenti delle varie Corti.
 
L’ordinanza del 15/12/2021 n. 40281 della Suprema Corte di Cassazione, ha ribadito che le spese straordinarie per il mantenimento dei figli sono quelle che, “per la loro rilevanza, la loro imprevedibilità e la loro imponderabilità esulano dall’ordinario regime di vita dei figli”.
 
Posto che i genitori in accordo tra loro possono decidere, nell’interesse dei figli, quale sia la suddivisione delle spese tra loro e decidere, altresì, di suddividere le spese straordinarie per “capitoli di spesa” senza attribuire una percentuale ciascuno, bensì una “tipologia di spesa”; tuttavia, al fine di non incorrere in conflitti riguardanti la qualificazione delle spese per i figli, i Tribunali si sono dotati di propri Protocolli d’intesa.
 
In detti “protocolli d’intesa”, salvo diverso accordo, vengono suddivise le spese per i minori tra:
le spese che rientrano nel mantenimento ordinario; le spese straordinarie obbligatorie e le spese straordinarie subordinate al consenso di entrambe i genitori.
 
Facendo riferimento al Protocollo d’intesa del Tribunale di Velletri si può notare come rientrano tra le spese ordinarie: le spese per vitto, abbigliamento, spese dell’abitazione, per tasse scolastiche (eccetto universitarie), spese per la mensa, materiale scolastico di cancelleria, medicinali da banco, spese di trasporto urbano, carburante, ricarica cellulare e trattamenti estetici, partecipazioni a compleanni ed a riunioni tra amici, ovvero aventi ad oggetto regali d’uso in occasione di ricorrenze.
 
Il Protocollo aggiunge una precisazione di chiusura per tutte le spese che, pur non potendosi considerare ordinarie per il loro carattere di prevedibilità, anche se occasionali e saltuarie, vengono considerate straordinarie obbligatorie qualora determinino un esborso superiore al 20% dell’assegno di mantenimento ordinario fissato per ciascun figlio.
 
Rientrano altresì nelle spese straordinarie obbligatorie: i libri scolastici, i farmaci prescritti (non da banco), spese ortodontiche, oculistiche e sanitarie coperte dal SSN (in difetto di accordo sulla terapia con specialista privato) e le spese per interventi chirurgici indifferibili coperti dal SSN.
 
Con riguardo a tutte le altre spese straordinarie, le stesse dovranno essere concordate tra i genitori. A tal fine sarà necessario inviare una richiesta scritta all’altro genitore (a mezzo mail, fax, lett. racc. a/r telegramma ecc.) e quest’ultimo dovrà riscontrare entro 10 giorni. In difetto di riscontro, il silenzio verrà inteso come consenso con susseguente dovere di divisione proporzionale della spesa.
 
I protocolli d’intesa dei vari Tribunali si differenziano su alcune voci ricomprese nelle spese ordinarie e sulle modalità di gestione delle spese straordinarie per le quali è necessario un preventivo accordo. Troviamo divergenze tali da condizionare in modo importante l’assegno di mantenimento mensile.
 
A titolo esemplificativo e non esaustivo basti pensare alle spese per baby sitter: nel Protocollo d’intesa del Tribunale di Velletri sono ricomprese nelle spese obbligatorie subordinate al consenso, mentre nel Protocollo d’intesa del Tribunale di Roma rientrano nelle spese ordinarie solo se già presenti nell’organizzazione familiare, altrimenti rientrerebbero nelle spese straordinarie subordinate al consenso di entrambi i genitori.
 

Obiettivo OMS 2030: eliminare nel mondo il tumore della cervice uterina

Salute (249)
Claudia Ciceroni

 
Il cancro della cervice uterina, che rappresenta la seconda causa di morte nel mondo per cancro nelle donne in età riproduttiva, è al centro di un progetto ambizioso da parte dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): la sua eliminazione con azioni di prevenzione e cura a livello mondiale entro il 2030.
 
Questo terribile tumore ha una mortalità maggiore del 50% nei Paesi a basso e medio reddito dovuto alla mancanza di screening, oltre che di possibilità di trattamento.
 
Il 99% dei casi è legato all’infezione da parte del papillomavirus umano (HPV), un virus molto comune che si trasmette per via sessuale: nella maggior parte dei casi, però, le infezioni da HPV si risolvono spontaneamente, senza lasciare conseguenze: solo alcuni degli oltre 100 ceppi di HPV identificati sono associati allo sviluppo del tumore.
 
L’OMS, attraverso l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha fissato gli obiettivi per tentare di eliminare entro il 2030 questa tipologia di cancro in tutti i paesi arrivando ad un tasso di incidenza inferiore a 4 casi per 100.000 donne. A questo scopo occorre innanzitutto proporre la vaccinazione anti-HPV, considerata un intervento di prevenzione primaria efficace nell’evitare l’infezione e di conseguenza lo sviluppo del tumore, al 90% delle ragazze entro i 15 anni di età. In Italia da dicembre 2007 la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente alle ragazze nel corso del dodicesimo anno di età (dal 2017 anche ai ragazzi).
 
Il secondo obiettivo è garantire che il 70% delle donne sia sottoposto a screening per la diagnosi precoce delle lesioni precancerose prima dei 35 anni di età (e successivamente prima dei 45 anni di età) con test al alta precisione come il Pap Test e l’ HPV test (un esame per la ricerca del DNA del papillomavirus).
 
Anche in questo caso in Italia è possibile partecipare gratuitamente a questi programmi di screening, si parla di prevenzione secondaria, offerti, seppur con modalità diverse a seconda della regione, alle donne tra i 25 e i 64 anni.
 
L’ultima raccomandazione è che il 90% delle donne con pre-cancro riceva un trattamento e il 90% delle donne con cancro invasivo riceva cure adeguate.
90-70-90: i numeri per cancellare il tumore. Obiettivo ultimo, quello di poter arrivare ad eliminare il cancro della cervice uterina nel mondo.
 
Nessuna donna dovrebbe morire per il tumore della cervice uterinaDisponiamo degli strumenti tecnici, medici e politici per eliminarlo”, scrivono gli esperti dell’OMS, ricordando che maggiormente colpite da questa malattia sono oggi soprattutto le donne che non hanno accesso ai servizi sanitari, specie nei Paesi a basso e medio reddito.
 
Un modello matematico illustra i benefici che si potrebbero ottenere se venisse raggiunto il traguardo “90-70-90” nei Paesi a basso e medio reddito: l’incidenza si ridurrebbe del 42 per cento entro il 2045 e del 97 per cento entro il 2120, e potrebbero essere evitati 300.000 decessi entro il 2030, oltre 14 milioni entro il 2070 e oltre 62 milioni entro il 2120.
 
 
Dott.ssa Claudia Ciceroni –  Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia 2001, specializzazione in Chirurgia Generale 2007, Dirigente Medico Dip. Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza fino al 2021, Medico di Assistenza Primaria, Medico Estetico.
 

Separazione e divorzio, la Cassazione detta le condizioni per la validità dei trasferimenti immobiliari

L'avvocato Risponde (425)
Eugenio Pisani

Per il mese di gennaio, l’avv. Federica Sestini dello studio legale Pisani si concentra su un tema molto dibattuto in ambienti giudiziali e “familiari”: gli accordi, con il consenso di entrambi i coniugi, riguardanti i trasferimenti immobiliari, in particolare la problematica sulla possibilità che i coniugi, assistiti dai rispettivi legali, possano, dinanzi lo stesso giudice della separazione o del divorzio, effettuare il trasferimento dell’immobile a titolo di mantenimento senza dover necessariamente “passare” dal notaio.
 
Ebbene la Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che questo è possibile con notevole risparmio per le parti di tempo e denaro.
 
Buona lettura
 
Avv. Eugenio Pisani
 
 
SEPARAZIONE E DIVORZIO: LE SS.UU. DETTANO LE CONDIZIONI PER LA VALIDITÀ DEI TRASFERIMENTI IMMOBILIARI
 
Risale alla scorsa estate una rilevante decisione della Suprema Corte, assunta a Sezioni Unite (Cass. Civ., SS.UU., 29 luglio 2021, n. 21761), con la quale i Giudici di Cassazione si sono pronunciati su una questione di pratico rilievo, in materia di validità dei trasferimenti immobiliari nell’ambito degli accordi di separazione consensuale o di divorzio a domanda congiunta, definitivamente affermando l’ammissibilità dei patti di trasferimento di diritti reali.
 
In tal senso, gli Ermellini hanno ribadito il proprio orientamento favorevole alla idoneità al trasferimento in capo alle clausole che riconoscano ad uno o ad entrambi i coniugi la proprietà esclusiva di beni mobili o immobili o di altri diritti reali ovvero ne operino il trasferimento a favore di uno di essi o dei figli, quale contributo al mantenimento, ancorché adottato nella forma della semplice scrittura privata.
 
In effetti, tale pronuncia era attesa da tempo: la normativa di settore, invero (art.29, co. 1 bis, L. 52/85), demanderebbe al Notaio, e non ad altri soggetti, il compito della individuazione e della verifica catastale, nella fase di stesura degli atti traslativi, in tal modo mostrando di voler concentrare, nell'alveo naturale del rogito notarile, il controllo indiretto statale sugli atti di trasferimento immobiliare, a tutela degli interessi ad essi sottesi.
 
Tuttavia, ritengono le Sezioni Unite che l'orientamento secondo il quale - in sede di divorzio congiunto e di separazione consensuale - siano ammissibili accordi tra le parti, che non si limitino all'assunzione di un mero obbligo preliminare ma attuino in via diretta ed immediata il vero e proprio trasferimento della proprietà di beni o di altro diritto reale sugli stessi, meriti di essere condiviso e confermato, con le precisazioni che si passa ad esporre.
 
Il percorso logico indicato dalle Sezioni Unite muove dal presupposto per cui tali accordi, in quanto inseriti in un verbale d'udienza redatto da un ausiliario del Giudice, pubblico ufficiale, e destinati a far fede di ciò che in essi viene attestato, assumano forma di atto pubblico ai sensi e per gli effetti dell'art. 2699 c.c. e, laddove implichino il trasferimento di diritti reali immobiliari, costituiscano, dopo la sentenza di divorzio o l'omologazione che li rende efficaci, valido titolo per la trascrizione a norma dell'art. 2657 c.c..
 
In tale contesto, si precisa come la validità dei trasferimenti immobiliari presupponga, ovviamente, una esatta e puntuale attestazione, da parte del cancelliere, sull’attività delle parti, onerate delle produzioni e dichiarazioni di cui all’art.29 della Legge n.52/85, comma 1-bis; al contrario, non produce nullità del trasferimento il mancato compimento, da parte dell'ausiliario, dell'ulteriore verifica circa l'intestatario catastale dei beni trasferiti né la sua conformità con le risultanze dei registri immobiliari.
 
La ratio sottesa a tale pronuncia deve certamente rinvenirsi nella circostanza per cui simili clausole, ancorché non costituenti una dichiarazione di scienza bensì un negozio attributivo, soddisfino - per i beni immobili - l'esigenza della forma scritta senza che si renda necessaria il profilo dell'atto pubblico, non configurando atti di liberalità né convenzioni matrimoniali ex art.162 cod.civ..
 
E’ evidente come tale pronuncia, altresì, rivenga il proprio fondamento nella centralità del consenso dei coniugi, i cui accordi - in una lettura costituzionalmente orientata ed ispirata al principio dell'autonomia privata (artt. 2, 3, 41 e 42 Cost.) - sono insindacabili da parte del Giudice, anche atteso l’intento degli stessi di regolare i propri rapporti patrimoniali a seguito di separazione personale o scioglimento del matrimonio.
 
Ebbene, si è aperta l’era dei c.d. “contratti della crisi coniugale; accogliamo con favore la pronuncia della Suprema Corte ponendosi questa, a nostro avviso, quale soluzione utile ad evitare il perpetrarsi di situazioni di crisi coniugale che invece impongono definizioni celeri e spedite, soprattutto in ordine alle questioni economiche.
 
Ci auguriamo, pertanto, che in tal modo vengano impediti momenti di dilatazione delle crisi coniugali, quantomeno durante la fase di gestione giudiziale noi affidata.

L’albero di Natale: Origini e Tradizioni

Focus (289)
Domenico Brancato

Fra gli esemplari più simbolici adoperati in occasione della ricorrenza del Natale, i più rappresentativi sono certamente l’Abete rosso o peccio - Picea (Conifera ricca di resina) excelsa- e l’Abete bianco –Abies alba-( bianco), entrambi appartenente alla famiglia delle Pinacee ed alla Classe delle Conifere (che produce frutti conici).
 
Le origini dell’attuale Albero di Natale sono pagane, infatti esso è preceduto da una lunga e remota tradizione che affonda le sue radici nella cultura celtica, per gli antichi sacerdoti della quale (druidi) l’Abete era considerato simbolo di lunga vita, dato che rimaneva sempre verde.
 
Per cui, con l’avvicinarsi dell’Inverno, veniva tagliato e addobbato con nastri, fiaccole, piccole campane e animaletti votivi, per propiziarsi il favore degli spiriti.
 
Tradizione condivisa anche dai Vichinghi dell’estremo Nord dell’Europa, nei confronti dell’Abete rosso, considerato albero in grado di esprimere poteri magici. Peciò veniva tagliato, portato in casa e decorato con frutti, in riferimento alla fertilità che la Primavera avrebbe ridato loro.
 
Oltre che nei Paesi scandinavi e germanici, dove i numerosi significati dell’Abete sono documentati sin dal Medioevo, era usanza tagliarlo nei boschi e portarlo nelle case per addobbarlo con ghirlande, frutti e dolciumi. Anche se la decorazione più simbolica era rappresentata dalla fiamma di una candela, a celebrazione della luce contro l’oscurità.
 
Con la nascita del Cristianesimo l’uso dell’albero di Natale si affermò anche nelle tradizioni cristiane traendo, però, attribuzione del significato in tal senso dalla scena biblica dell’Eden. Così, nella notte in cui si celebra la nascita di Cristo, l’albero della vita, posto al centro del giardino dell’Eden, diventa l’esemplare intorno al quale l’umanità ritrova il perdono.
 
Riferimento che si riscontra anche nella scelta e nel significato attribuito ai più ricorrenti simboli posti all’apice dell’ornamento dell’albero (puntali): la stella Cometa, che indicherebbe ai Re Magi la direzione da seguire per trovare il Salvatore e il più classico Angioletto che, secondo l’interpretazione più ricorrente, rappresenta l’Arcangelo Gabriele che annuncia il prossimo concepimento alla Vergine Maria.
 
Ma il primo Albero di Natale ufficiale sembra sia stato allestito nel 1441 a Tallinn, in Estonia, quando fu eretto un grande Abete nella piazza del Municipio, attorno al quale giovani donne e uomini scapoli ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella.
 
Fino al XVIII secolo, però, la consuetudine dell’albero natalizio venne guardata con sospetto dai rappresentanti della Chiesa di Roma, che lo considerava un rituale protestante. Ma, gradualmente, l’impossibilità di contenerne l’uso, impose la sua adozione anche nei Paesi cattolici, dove l’Abete si trasformò in simbolo della rinascita di Cristo.
 
In Italia fu la regina Margherita di Savoia (1878), nella seconda metà dell’ottocento, ad addobbare il primo albero di Natale al Quirinale, e da quell’avvenimento la tradizione si è rapidamente diffusa in tutto il Paese.
 
In epoca industriale, ebbe inizio il commercio degli Abeti coltivati; mentre la commercializzazione dell’albero di Natale reciso, avvenne all’inizio nel 1851 a New York, e fu causa di notevoli disastri inferti alle foreste americane, che divennero spoglie.
 
Tanto che il presidente dell’epoca, Theodore Roosevelt, si rifiutò di decorare la Casa Bianca con gli alberi di Natale. Nel 1880, per ridurre l’entità dei danni da disboscamento, in Germania furono prodotti i primi alberelli artificiali realizzati in metallo, a cui seguì, negli Stati Uniti: negli anni ’30 la creazione di esemplari in setole di cinghiale e negli anni ‘50-’60 quelli in plastica (PVC) che, anche se a scapito della tradizione e privi della non trascurabile vitalità, guadagnavano una popolarità sempre più estesa, giustificata dal vantaggio di una maggiore resistenza al peso delle decorazioni, della mancanza di cure, e della durevole utilizzazione.
 
La paternità dell’albero natalizio, precursore dell’allestimento moderno, è da attribuire allo statunitense Edward H. Johnson (socio del famoso Thomas Edison: inventore della lampadina), che nel 1885, nella propria abitazione utilizzò, per la prima volta, l’illuminazione elettrica per addobbarlo.
 
Infine, la tradizione italiana prevede che intorno alla base dell’albero si possa disporre il presepe, oltre ai regali di Natale, accuratamente confezionati. In attesa dell’apertura e distribuzione ai destinatari (un tempo solo bambini, oggi anche adulti), allo scoccare della mezzanotte della vigilia o prima di sedersi a tavola il giorno di Natale.
 
E dopo la carrellata sulle origini storiche e le tradizioni dell’albero di Natale, puntiamo l’interesse sulle caratteristiche del nostro alberello, a partire dal suo acquisto che, indipendentemente dalla specie di appartenenza, dovrà risultare idoneo a resistere alle difficoltà di assuefazione imposta dall’utilizzazione natalizia ed essere in grado di proseguire lo sviluppo vegetativo, in vaso o in terra, negli gli anni a venire.
 
Pertanto, la scelta, da effettuare possibilmente in un vivaio di fiducia, dovrà preferibilmente essere rivolta verso un esemplare coltivato in vaso da almeno un anno o in grado di superare lo stress del trapianto in vaso.
 
Cioè dovrà disporre di: - un apparato radicale in buone condizioni contenuto in una zolla di dimensioni proporzionate a quelle della chioma; una chioma folta; ramificazioni uniformi; e di aghi di un colore verde intenso.
 
Una volta effettuato, per tempo, l’acquisto (in modo da assicurare alla pianta un periodo di adattamento al nuovo ambiente), se trattasi di pianta con zolla, come frequentemente accade, occorre, con cura, per evitare di rompere il pane di terra che avvolge le radici, porla in un vaso di dimensioni superiori a quelli della zolla, nel quale disporre in fondo uno strato di argilla espansa, riempiere gli spazi vuoti con terriccio composto da torba, sabbia e argilla, in parti uguali, ed innaffiare bene tutta la massa terrosa, evitando la formazione di ristagni in eventuali sottovasi.
 
Eseguita l’operazione di invasatura, lasciare la pianta all’aperto (giardino o balcone o terrazzo) per poi, 5-6 giorni prima di portarla in casa (in genere l’8 Dicembre, festa dell’Immacolata), posizionarla in ambiente non riscaldato (un garage luminoso, un portico o una veranda, ecc.).
 
Eseguito il trasferimento della pianta In casa, cercare di porla in posizione bene illuminata ma non ai raggi diretti del sole e lontana dalle fonti di calore, di mantenere il terriccio umido e di provvedere al periodico ricambio d’aria, per evitare la formazione di aria secca: frequente causa della caduta delle foglie (aghi). Optare per una decorazione con strisce luminose a LED che, irradiando pochissimo calore, non arrecano danni alla vegetazione.
 
Così pure, non eccedere con la pesantezza dell’addobbo, non spruzzare sulla chioma sostanze chimiche coprenti (vedi schiume per simulare la neve), per non impedire il vitale processo della fotosintesi clorofilliana, e non somministrare fertilizzanti che, unitamente alle più elevate temperature interne, favorirebbero l’anomala ripresa vegetativa, durante il naturale periodo di riposo.
 
Dopo l’Epifania, l’alberello, privato dagli addobbi, per qualche giorno, al fine di consentire un graduale reambientmento all’aperto, portarlo in un locale riparato, prima di trasferirlo nuovamente sul balcone, in terrazzo o in giardino, dove mantenere il terriccio costantemente umido.
 
A Febbraio, fino a quando la pianta non avrà raggiunto dimensioni ( vaso di 45-50 cm di diametro e di profondità e un’altezza complessiva di ca. 200 cm) impraticabili per essere agevolmente trasferita in casa, effettuare il travaso in un contenitore leggermente più ampio. In caso contrario trapiantarla in piena terra, se si dispone di un giardino con esposizione non eccessivamente assolata e spazi sufficienti ad accoglierla (almeno 6 m da altre piante d’alto fusto, 3 m dalla recinzione e ancor più dall’abitazione, per evitare che crescendo impedisca il soleggiamento delle pareti e degli ambienti.
 
Considerato che, anche se la pianta ha una crescita lenta, a pieno sviluppo, a seconda dell’ambiente più o meno favorevole, può raggiungere dimensioni di 15–30 m in altezza e di 3 – 8 m in larghezza).
 
Ovviamente, dopo aver preparato una buca sufficientemente ampia, con in fondo del materiale drenante, e mescolato il terreno di risulta con concime organico o stallatico o compost da immettere, costipandolo, negli spazi intorno alla zolla estratta dal vaso.
 
Quindi innaffiare e pacciamare (spargere della paglia o trucioli di corteccia) la superficie intorno al fusto, per evitare, specie d’estate, l’evaporazione dell’acqua.
 
Successivamente: controllare e mantenere un buon grado di umidità del terreno, in Gennaio-Febbraio eliminare eventuali rami danneggiati e, ogni 3 anni ca., ripetere la concimazione con fertilizzante organico a lento effetto, mescolandolo con il terreno intorno alla pianta.
 
Qualora non si disponga di giardino o non si voglia mantenere la pianta, prima di acquistarla informarsi se il venditore effettua un servizio di ritiro. In tal caso, a seconda dello stato di salute, verrà destinata a proseguire la sua preziosa funzione vitale o avviata al compostaggio. In alternativa, per le stesse finalità, può essere donata ad un vivaio forestale.
 
Se poi si è scelto di acquistare un alberello senza o con radici ampiamente mutilate, e quindi irrecuperabile, la destinazione più consona è quella dell’utilizzazione per alimentare la fiamma del caminetto, o del conferimento presso l’Isola Ecologica.
 
A conclusione dalle summenzionate informazioni, si ritiene riportare alcune fra le tante leggende inerenti l’argomento in esame:
 
  • La tradizione celtica consacrava l’Abete bianco o rosso all’arrivo del Fanciullo Divino, a seguito del solstizio invernale (intorno al 21 Dicembre);
  • Nella Grecia antica l’albero di Natale era sacro alla divinità lunare Artemide, protettrice delle nascite, oltre che a Elàte, dea della luna nuova, portatrice di rinnovamento;
  • Numerose civiltà dell’Asia Settentrionale condividono, sin dagli albori, la considerazione dell’Abete come albero cosmico che si erge al centro dell’universo e i cui rami giganteschi si innalzano fino alle dimensioni celesti, collegando le tre sfere del cosmo: cielo, terra e inferi;
  • In epoca precristiana, i popoli dell’Europa centrale vedevano nell’Abete un “collegamento” tra il mondo degli uomini e quello degli dei, ben piantato nel terreno, ma con una sagoma svettante e appuntita per “bucare il cielo”.
Intanto, si coglie l’occasione per rivolgere, a tutti i lettori, il più sentito augurio di serene festività natalizie e per un 2022 che ci conduca verso il ripristino di una normale condizione esistenziale. Ovviamente, con l’imprescindibile supporto di una generale manifestazione di scrupoloso rispetto delle norme anti-Covid e di buonsenso, per contribuire ad impedire l’ulteriore diffusione dalle gravi conseguenze ed il persistere dei pesanti condizionamenti che ha causato e causa la, al momento, ancora inarrestabile pandemia.

GREEN PASS NELLO SPORT

L'avvocato Risponde (416)
Eugenio Pisani

Per il mese di dicembre ci interessiamo al COVID-19 e cerchiamo di far chiarezza sulle limitazioni per le attività sportive dal 6.12 stabilite con il D.L. 172/2021.
 
In questo senso ci viene in aiuto l’avv. Federico Masi dello studio legale Pisani forte deal sua esperienza nel settore sportivo essendo stato calciatore professionista di livello nazionale ed attualmente organico nel settore della FedeRugby come responsabile della privacy (DPO).
 
 
L’UTILIZZO DEL GREEN PASS NELLO SPORT A PARTIRE DAL 06/12/2021
a cura dell’avv. Federico Masi
 
 
Come noto, il DL 172/2021 ha introdotto all’interno del nostro ordinamento e della legislazione emergenziale vigente, alcune distinzioni tra le attività che possono svolgersi o meno, a secondo del possesso del green pass base (ottenibile anche mediante lo svolgimento di un tampone antigenico o molecolare) o del cosiddetto super green o green pass rafforzato (rilasciato ai soggetti vaccinati e a coloro che sono guariti da una pregressa infezione da Covid-19).
 
Pertanto, al fine di fornire uno strumento utile agli sportivi e che possa permetter loro di conoscere con chiarezza quali attività sarà possibile svolgere a partire dal 06/12/2021, si rappresenta quanto segue.
 
La legislazione emergenziale vigente, volta a limitare la diffusione della pandemia da Covid-19, distingue, per la pratica sportiva:
  • le attività motorie in genere (non considerate di preminente interesse nazionale) dalle
  • attività sportive considerate di preminente interesse nazionale dal CONI, ai sensi dell’art. 18 DPCM 02/03/2021.
Pertanto, al fine di analizzare le attività sportive che sarà possibile svolgere dal 06/12/2021 con o senza il green pass rafforzato, si dovrà necessariamente tener conto di quanto sopra evidenziato e, cioè, se l’attività che si dovrà svolgere rientra o meno in quelle considerate di preminente interesse nazionale.
 
Infatti, ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b) del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, le limitazioni presenti per le zone gialla e arancione non si applicano ai soggetti in possesso del green pass rafforzato (quindi in possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis), del decreto-legge n. 52 del 2021) nonché alle persone di età inferiore ai dodici anni e ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale.
 
Quindi, poiché al momento, nella zona bianca e nella zona gialla è consentito svolgere normalmente sia le attività di interesse nazionale che le attività di non interesse nazionale, con la sola previsione dell’obbligo del possesso del green pass base per le attività al chiuso e per l’accesso in spogliatoi e docce (cfr. art 9 bis comma 1 lettera d) e comma 2 in combinato disposto con l’art. 6 del medesimo DL), a partire dal 06/12/2021 non si avranno modifiche di sorta in tali zone.
 
Pertanto, nelle zone bianca e gialla si potrà continuare a svolgere:
- attività sportiva all’aperto senza bisogno di green pass;
- attività sportiva al chiuso previo possesso del green pass;
- utilizzo di spogliatoi e docce previo possesso del green pass.
 
Oltre a quanto sopra, le attività di preminente interesse nazionale dovranno altresì osservare i protocolli federali e le attività non di interesse nazionale dovranno osservare le linee guida del Dipartimento per lo Sport aggiornate al DL 172/2021.
 
Nella zona arancione, invece, poiché attualmente sono consentite solamente le attività sportive di preminente interesse nazionale individuate dal CONI, nel rispetto dei protocolli federali, in dette zone tali attività potranno continuare senza necessità di green pass rafforzato per quanto attiene agli operatori sportivi.
 
Invece, poiché in zona arancione le attività non considerate di preminente interesse nazionale al chiuso sono vietate e le medesime attività sportive all’aperto sono limitate, potendo svolgersi solamente a livello individuale, con l’introduzione del DL 172/2021 potranno invece svolgere normalmente le suddette attività, con utilizzo di spogliatoi e docce, anche le categorie di non preminente interesse nazionale, nel rispetto delle indicazioni delle zone bianche e solamente per coloro che sono in possesso del green pass rafforzato o anche detto super green pass.
 
Coloro che invece non saranno in possesso del green pass rafforzato, in dette zone, potranno continuare a svolgere solamente attività individuale all’aperto e senza possibilità di utilizzare spogliatoi e docce.
 
Nelle zone rosse, invece, potranno continuare a svolgersi solamente le attività considerate di preminente interesse nazionale dal CONI, a prescindere dal possesso o meno del super green pass, ma nel rispetto dei protocolli federali.
 
Nelle zone bianca, gialla e arancione, da ultimo, il pubblico agli eventi sportivi potrà partecipare solamente con green pass rafforzato e nella capienza massima del 75% all’aperto e del 60% al chiuso.
In sintesi pertanto:
  • Nelle zone bianca e gialla, le attività sportive (sia di interesse nazionale che di non interesse nazionale) potranno svolgersi all’aperto senza bisogno del green pass e al chiuso necessariamente con il possesso del green pass. Per l’utilizzo di spogliatoi e docce si dovrà essere in possesso del green pass;
  • Nelle zone arancioni le attività di non interesse nazionale potranno svolgere normali attività al chiuso o all’aperto, con utilizzo di spogliatoi e docce solamente se in possesso del green pass rafforzato, mentre coloro che non saranno in possesso del green pass rafforzato non potranno usare spogliatoi e docce e potranno fare solamente attività all’aperto in via individuale.
Nelle zone arancioni, inoltre, le attività di preminente interesse nazionale di cui all’art. 18 DPCM 02/03/2021 seguiranno la normativa già in vigore e il rispetto dei protocolli federali e per cui, non subendo limitazioni o sospensioni, non necessiteranno di certificazione verde “rafforzata”;
  • Nelle zone rosse potranno svolgersi solamente le attività sportive considerate di preminente interesse nazionale nel rispetto dei protocolli federali a prescindere dal possesso del super green pass.
  • Il pubblico nelle zone bianche, gialle e arancioni potrà accedere solamente se in possesso del green pass rafforzato e nel limite del 75% all’aperto e del 60% al chiuso.
Da ultimo, si sottolinea come ai sensi dell’art. 9 comma 10 bis DL 52/2021, ogni diverso o nuovo utilizzo delle certificazioni verdi COVID-19 è disposto esclusivamente con legge dello Stato.
 
Avv. Federico Masi

A proposito di assemblee condominiali

L'avvocato Risponde (574)
Eugenio Pisani

In riferimento alla rubrica del mese di novembre abbiamo più volte ricevuto la stessa domanda da parte di cittadini ai quali rispondiamo volentieri ringraziando per tale attività il dott. Jacopo Leoni che ha curato la risposta.
 
DOMANDA:
 
Ho letto con interesse l'articolo dell'avvocato Pisani sulla rivista di Santa Maria delle Mole on-line ed ho apprezzato molto la sua disponibilità.
Ho visto che risponderà anche a problematiche di tipo condominiale. Volevo quindi proporre se possa essere utile trattare
del fatto che ci sono svariati amministratori condominiali, incluso il nostro, che non tengono riunioni condominiali dal primo lockdown e tantomeno aggiornano condomini sullo stato dei conti dello stesso condominio (Entrate, uscite... andamento dello stato economico del condominio in genere , presenza di morosità e quant'altro) appellandosi allo stato emergenziale. Quindi da 2 anni non si sa nulla a riguardo.
 
È possibile avere un articolo in cui venga spiegato a tutti cosa prevede realmente lo stato emergenzale a riguardo? E se questi amministratori stanno temporeggiando e basta, considerando che altri procedono con il loro lavoro? Sembrerebbe evidente che è una legge a libera interpretazione, come sempre. Anche perché, gli stessi, paradossalmente si rendono disponibili per indire riunioni per il bonus 110%, ecc.... Allora come funziona?
 
 
 
RISPOSTA a cura del dott. Jacopo Leoni.
 
In merito al quesito posto occorre, fin da subito, porre l’attenzione sulla norma di riferimento prevista dal nostro Codice civile in merito doveri dell’amministratore del condominio avvertendo, però, il lettore che la presente argomentazione non potrà non prendere in considerazione lo stato di pandemia in cui si trova il nostro Paese.
 
Tale premessa è di fondamentale importanza in quanto nella metaforica equazione del diritto il contesto sociale viene posto a denominatore della norma e, quindi, inevitabilmente è in grado di condizionarne gli effetti e le modalità applicative.
 
Prima di osservare, quindi, come lo stato di emergenza da Covid-19 vada ad incidere sulla normativa di riferimento del caso di odierna trattazione occorre, come anticipato in premessa, analizzare la disciplina sostanziale per comprendere quali sono le funzioni che il nostro Codice civile assegna all’amministratore una volta insediato all’interno del condominio e come agire in caso di inerzia di quest’ultimo.
 
Ai sensi dell’art. 1130 c.c. l’amministratore, tra i vari doveri, deve: dare seguito alle deliberazioni assembleari, convocare annualmente l’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale nonché curare l’osservanza del regolamento condominiale; eseguire gli adempimenti fiscali; redigere il rendiconto annuale della gestione con convocazione dell’assemblea per la relativa approvazione entro 180 giorni.
 
Nel caso di odierna trattazione è possibile, icto oculi, evincere come un amministratore inerte, sia nell’adempimento dei propri doveri contabili che nel contestuale dovere di convocazione dell’assemblea condominiale nel termine perentorio di 180 giorni ai fini dell’approvazione del rendiconto condominiale, dia seguito ad una situazione di “grave irregolarità” nell’esecuzione delle proprie funzioni la quale può dar luogo a revoca dell’amministratore stesso ai sensi dell’art. 1129 c.c.
 
In tale panorama, emerge, quindi, l’odierno casus belli: Qual è il rimedio in caso nel caso di un amministratore di condominio inerte che non convoca l’assemblea giustificandosi con il perdurare dello stato di emergenza da Covid-19?
 
Nell’argomentazione della risposta a tale quesito occorre introdurre il tema della convocazione telematica dell’assemblea la quale chiude, preliminarmente, ogni questione relativa alla difficolta di riunione fisica di tutti i condomini nello stesso spazio.
 
Tale modalità, sempre più utilizzata vista la sua semplicità operativa e la possibilità di by-passare qualsivoglia limitazione imposta dal rispetto delle regole sul distanziamento, costituisce legittima richiesta da parte dei condomini (si precisa che per poter richiedere la convocazione dell’assemblea è sufficiente il consenso della maggioranza dei condomini), i quali promuovendo tale istanza nei confronti dell’amministratore possono agire contro quest’ultimo in caso di sua inerzia, disponendo dei rimedi messi a disposizione dall’art. 1129 del Codice civile a fronte di “gravi irregolarità”.
 
In tal senso non è difficile immaginare situazioni del genere, basti pensare al caso in cui l’amministratore rimanga inerte a fronte di legittima richiesta assembleare, in modalità telematica, da parte dei condomini in relazione al Superbonus 110% il quale richiede, per forza di cose, un certo margine di rapidità a fronte dei diversi interventi specifici oggetto della disciplina.
 
Dott. Jacopo Leoni
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RACCOLTA DI FIRME
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