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Men¨ L'avvocato Risponde - Pag. 1

L'IMBISS

LA QUALITA’ LA TROVI SEMPRE DOVE NON TI ASPETTI
Grande Cucina e Grande Qualità
in poco spazio
 
 
 

Un chiosco con queste caratteristiche lo puoi trovare soltanto a Frattocchie, in Via Pertini
 
 
 
 
 
 
– Non ti distrarre – 
– lo trovi tra “La Nave” ed il semaforo –
– Non puoi sbagliare – 
 
Se vedi scritto “L’IMBISS” vuol dire che sei arrivato
 
Via Alessandro Pertini snc
Frattocchie (Marino)
337 38 25 847
 
 
 
Sono partiti piano, come l’esperienza insegna, ma si sono già fatti notare malgrado un avvio sotto Pandemia. Stanno suscitando curiosità, infatti non sono dei novelli sprovveduti i creatori de L’IMBISS
 
Un classico chiosco romano riconvertito a ristorante casual, con una trentina di posti a sedere e “una cucina attenta, disponibile a tutte le ore del giorno, autorevole ma allo stesso tempo accessibile”, così come dichiarato dai clienti intervistati che hanno subito ribattezzato il chiosco in “gastronomia urbana”.
 
Una sana gestione familiare incentrata sulla cucina casareccia e regionale. Utilizzo principalmente di prodotti freschi e locali, accuratamente selezionati. A volte, in special modo su richiesta, sperimentano anche piatti di cucina internazionale.
 
Insomma, nelle intenzioni c'è la voglia di proporre qualcosa di buono e divertente per le tasche di tutti, così come dettano le tendenze gastronomiche internazionali.
Non ci resta che assaggiare.
 
Vai a trovare Sandro e Patrizia, soddisferanno sicuramente il tuo palato.
 
E’ consigliata la prenotazione
 
L’IMBISS
Via Alessandro Pertini snc – Fratocchie (Marino)
337 38 25 847

Separazione e divorzio, la Cassazione detta le condizioni per la validitÓ dei trasferimenti immobiliari

Separazione e divorzio, la Cassazione detta le condizioni per la validitÓ dei trasferimenti immobiliari Copertina (178)
Eugenio Pisani

Per il mese di gennaio, l’avv. Federica Sestini dello studio legale Pisani si concentra su un tema molto dibattuto in ambienti giudiziali e “familiari”: gli accordi, con il consenso di entrambi i coniugi, riguardanti i trasferimenti immobiliari, in particolare la problematica sulla possibilità che i coniugi, assistiti dai rispettivi legali, possano, dinanzi lo stesso giudice della separazione o del divorzio, effettuare il trasferimento dell’immobile a titolo di mantenimento senza dover necessariamente “passare” dal notaio.
 
Ebbene la Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che questo è possibile con notevole risparmio per le parti di tempo e denaro.
 
Buona lettura
 
Avv. Eugenio Pisani
 
 
SEPARAZIONE E DIVORZIO: LE SS.UU. DETTANO LE CONDIZIONI PER LA VALIDITÀ DEI TRASFERIMENTI IMMOBILIARI
 
Risale alla scorsa estate una rilevante decisione della Suprema Corte, assunta a Sezioni Unite (Cass. Civ., SS.UU., 29 luglio 2021, n. 21761), con la quale i Giudici di Cassazione si sono pronunciati su una questione di pratico rilievo, in materia di validità dei trasferimenti immobiliari nell’ambito degli accordi di separazione consensuale o di divorzio a domanda congiunta, definitivamente affermando l’ammissibilità dei patti di trasferimento di diritti reali.
 
In tal senso, gli Ermellini hanno ribadito il proprio orientamento favorevole alla idoneità al trasferimento in capo alle clausole che riconoscano ad uno o ad entrambi i coniugi la proprietà esclusiva di beni mobili o immobili o di altri diritti reali ovvero ne operino il trasferimento a favore di uno di essi o dei figli, quale contributo al mantenimento, ancorché adottato nella forma della semplice scrittura privata.
 
In effetti, tale pronuncia era attesa da tempo: la normativa di settore, invero (art.29, co. 1 bis, L. 52/85), demanderebbe al Notaio, e non ad altri soggetti, il compito della individuazione e della verifica catastale, nella fase di stesura degli atti traslativi, in tal modo mostrando di voler concentrare, nell'alveo naturale del rogito notarile, il controllo indiretto statale sugli atti di trasferimento immobiliare, a tutela degli interessi ad essi sottesi.
 
Tuttavia, ritengono le Sezioni Unite che l'orientamento secondo il quale - in sede di divorzio congiunto e di separazione consensuale - siano ammissibili accordi tra le parti, che non si limitino all'assunzione di un mero obbligo preliminare ma attuino in via diretta ed immediata il vero e proprio trasferimento della proprietà di beni o di altro diritto reale sugli stessi, meriti di essere condiviso e confermato, con le precisazioni che si passa ad esporre.
 
Il percorso logico indicato dalle Sezioni Unite muove dal presupposto per cui tali accordi, in quanto inseriti in un verbale d'udienza redatto da un ausiliario del Giudice, pubblico ufficiale, e destinati a far fede di ciò che in essi viene attestato, assumano forma di atto pubblico ai sensi e per gli effetti dell'art. 2699 c.c. e, laddove implichino il trasferimento di diritti reali immobiliari, costituiscano, dopo la sentenza di divorzio o l'omologazione che li rende efficaci, valido titolo per la trascrizione a norma dell'art. 2657 c.c..
 
In tale contesto, si precisa come la validità dei trasferimenti immobiliari presupponga, ovviamente, una esatta e puntuale attestazione, da parte del cancelliere, sull’attività delle parti, onerate delle produzioni e dichiarazioni di cui all’art.29 della Legge n.52/85, comma 1-bis; al contrario, non produce nullità del trasferimento il mancato compimento, da parte dell'ausiliario, dell'ulteriore verifica circa l'intestatario catastale dei beni trasferiti né la sua conformità con le risultanze dei registri immobiliari.
 
La ratio sottesa a tale pronuncia deve certamente rinvenirsi nella circostanza per cui simili clausole, ancorché non costituenti una dichiarazione di scienza bensì un negozio attributivo, soddisfino - per i beni immobili - l'esigenza della forma scritta senza che si renda necessaria il profilo dell'atto pubblico, non configurando atti di liberalità né convenzioni matrimoniali ex art.162 cod.civ..
 
E’ evidente come tale pronuncia, altresì, rivenga il proprio fondamento nella centralità del consenso dei coniugi, i cui accordi - in una lettura costituzionalmente orientata ed ispirata al principio dell'autonomia privata (artt. 2, 3, 41 e 42 Cost.) - sono insindacabili da parte del Giudice, anche atteso l’intento degli stessi di regolare i propri rapporti patrimoniali a seguito di separazione personale o scioglimento del matrimonio.
 
Ebbene, si è aperta l’era dei c.d. “contratti della crisi coniugale; accogliamo con favore la pronuncia della Suprema Corte ponendosi questa, a nostro avviso, quale soluzione utile ad evitare il perpetrarsi di situazioni di crisi coniugale che invece impongono definizioni celeri e spedite, soprattutto in ordine alle questioni economiche.
 
Ci auguriamo, pertanto, che in tal modo vengano impediti momenti di dilatazione delle crisi coniugali, quantomeno durante la fase di gestione giudiziale noi affidata.

GREEN PASS NELLO SPORT

GREEN PASS NELLO SPORT Copertina (184)
Eugenio Pisani

Per il mese di dicembre ci interessiamo al COVID-19 e cerchiamo di far chiarezza sulle limitazioni per le attività sportive dal 6.12 stabilite con il D.L. 172/2021.
 
In questo senso ci viene in aiuto l’avv. Federico Masi dello studio legale Pisani forte deal sua esperienza nel settore sportivo essendo stato calciatore professionista di livello nazionale ed attualmente organico nel settore della FedeRugby come responsabile della privacy (DPO).
 
 
L’UTILIZZO DEL GREEN PASS NELLO SPORT A PARTIRE DAL 06/12/2021
a cura dell’avv. Federico Masi
 
 
Come noto, il DL 172/2021 ha introdotto all’interno del nostro ordinamento e della legislazione emergenziale vigente, alcune distinzioni tra le attività che possono svolgersi o meno, a secondo del possesso del green pass base (ottenibile anche mediante lo svolgimento di un tampone antigenico o molecolare) o del cosiddetto super green o green pass rafforzato (rilasciato ai soggetti vaccinati e a coloro che sono guariti da una pregressa infezione da Covid-19).
 
Pertanto, al fine di fornire uno strumento utile agli sportivi e che possa permetter loro di conoscere con chiarezza quali attività sarà possibile svolgere a partire dal 06/12/2021, si rappresenta quanto segue.
 
La legislazione emergenziale vigente, volta a limitare la diffusione della pandemia da Covid-19, distingue, per la pratica sportiva:
  • le attività motorie in genere (non considerate di preminente interesse nazionale) dalle
  • attività sportive considerate di preminente interesse nazionale dal CONI, ai sensi dell’art. 18 DPCM 02/03/2021.
Pertanto, al fine di analizzare le attività sportive che sarà possibile svolgere dal 06/12/2021 con o senza il green pass rafforzato, si dovrà necessariamente tener conto di quanto sopra evidenziato e, cioè, se l’attività che si dovrà svolgere rientra o meno in quelle considerate di preminente interesse nazionale.
 
Infatti, ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b) del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, le limitazioni presenti per le zone gialla e arancione non si applicano ai soggetti in possesso del green pass rafforzato (quindi in possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis), del decreto-legge n. 52 del 2021) nonché alle persone di età inferiore ai dodici anni e ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale.
 
Quindi, poiché al momento, nella zona bianca e nella zona gialla è consentito svolgere normalmente sia le attività di interesse nazionale che le attività di non interesse nazionale, con la sola previsione dell’obbligo del possesso del green pass base per le attività al chiuso e per l’accesso in spogliatoi e docce (cfr. art 9 bis comma 1 lettera d) e comma 2 in combinato disposto con l’art. 6 del medesimo DL), a partire dal 06/12/2021 non si avranno modifiche di sorta in tali zone.
 
Pertanto, nelle zone bianca e gialla si potrà continuare a svolgere:
- attività sportiva all’aperto senza bisogno di green pass;
- attività sportiva al chiuso previo possesso del green pass;
- utilizzo di spogliatoi e docce previo possesso del green pass.
 
Oltre a quanto sopra, le attività di preminente interesse nazionale dovranno altresì osservare i protocolli federali e le attività non di interesse nazionale dovranno osservare le linee guida del Dipartimento per lo Sport aggiornate al DL 172/2021.
 
Nella zona arancione, invece, poiché attualmente sono consentite solamente le attività sportive di preminente interesse nazionale individuate dal CONI, nel rispetto dei protocolli federali, in dette zone tali attività potranno continuare senza necessità di green pass rafforzato per quanto attiene agli operatori sportivi.
 
Invece, poiché in zona arancione le attività non considerate di preminente interesse nazionale al chiuso sono vietate e le medesime attività sportive all’aperto sono limitate, potendo svolgersi solamente a livello individuale, con l’introduzione del DL 172/2021 potranno invece svolgere normalmente le suddette attività, con utilizzo di spogliatoi e docce, anche le categorie di non preminente interesse nazionale, nel rispetto delle indicazioni delle zone bianche e solamente per coloro che sono in possesso del green pass rafforzato o anche detto super green pass.
 
Coloro che invece non saranno in possesso del green pass rafforzato, in dette zone, potranno continuare a svolgere solamente attività individuale all’aperto e senza possibilità di utilizzare spogliatoi e docce.
 
Nelle zone rosse, invece, potranno continuare a svolgersi solamente le attività considerate di preminente interesse nazionale dal CONI, a prescindere dal possesso o meno del super green pass, ma nel rispetto dei protocolli federali.
 
Nelle zone bianca, gialla e arancione, da ultimo, il pubblico agli eventi sportivi potrà partecipare solamente con green pass rafforzato e nella capienza massima del 75% all’aperto e del 60% al chiuso.
In sintesi pertanto:
  • Nelle zone bianca e gialla, le attività sportive (sia di interesse nazionale che di non interesse nazionale) potranno svolgersi all’aperto senza bisogno del green pass e al chiuso necessariamente con il possesso del green pass. Per l’utilizzo di spogliatoi e docce si dovrà essere in possesso del green pass;
  • Nelle zone arancioni le attività di non interesse nazionale potranno svolgere normali attività al chiuso o all’aperto, con utilizzo di spogliatoi e docce solamente se in possesso del green pass rafforzato, mentre coloro che non saranno in possesso del green pass rafforzato non potranno usare spogliatoi e docce e potranno fare solamente attività all’aperto in via individuale.
Nelle zone arancioni, inoltre, le attività di preminente interesse nazionale di cui all’art. 18 DPCM 02/03/2021 seguiranno la normativa già in vigore e il rispetto dei protocolli federali e per cui, non subendo limitazioni o sospensioni, non necessiteranno di certificazione verde “rafforzata”;
  • Nelle zone rosse potranno svolgersi solamente le attività sportive considerate di preminente interesse nazionale nel rispetto dei protocolli federali a prescindere dal possesso del super green pass.
  • Il pubblico nelle zone bianche, gialle e arancioni potrà accedere solamente se in possesso del green pass rafforzato e nel limite del 75% all’aperto e del 60% al chiuso.
Da ultimo, si sottolinea come ai sensi dell’art. 9 comma 10 bis DL 52/2021, ogni diverso o nuovo utilizzo delle certificazioni verdi COVID-19 è disposto esclusivamente con legge dello Stato.
 
Avv. Federico Masi

A proposito di assemblee condominiali

A proposito di assemblee condominiali Copertina (341)
Eugenio Pisani

In riferimento alla rubrica del mese di novembre abbiamo più volte ricevuto la stessa domanda da parte di cittadini ai quali rispondiamo volentieri ringraziando per tale attività il dott. Jacopo Leoni che ha curato la risposta.
 
DOMANDA:
 
Ho letto con interesse l'articolo dell'avvocato Pisani sulla rivista di Santa Maria delle Mole on-line ed ho apprezzato molto la sua disponibilità.
Ho visto che risponderà anche a problematiche di tipo condominiale. Volevo quindi proporre se possa essere utile trattare
del fatto che ci sono svariati amministratori condominiali, incluso il nostro, che non tengono riunioni condominiali dal primo lockdown e tantomeno aggiornano condomini sullo stato dei conti dello stesso condominio (Entrate, uscite... andamento dello stato economico del condominio in genere , presenza di morosità e quant'altro) appellandosi allo stato emergenziale. Quindi da 2 anni non si sa nulla a riguardo.
 
È possibile avere un articolo in cui venga spiegato a tutti cosa prevede realmente lo stato emergenzale a riguardo? E se questi amministratori stanno temporeggiando e basta, considerando che altri procedono con il loro lavoro? Sembrerebbe evidente che è una legge a libera interpretazione, come sempre. Anche perché, gli stessi, paradossalmente si rendono disponibili per indire riunioni per il bonus 110%, ecc.... Allora come funziona?
 
 
 
RISPOSTA a cura del dott. Jacopo Leoni.
 
In merito al quesito posto occorre, fin da subito, porre l’attenzione sulla norma di riferimento prevista dal nostro Codice civile in merito doveri dell’amministratore del condominio avvertendo, però, il lettore che la presente argomentazione non potrà non prendere in considerazione lo stato di pandemia in cui si trova il nostro Paese.
 
Tale premessa è di fondamentale importanza in quanto nella metaforica equazione del diritto il contesto sociale viene posto a denominatore della norma e, quindi, inevitabilmente è in grado di condizionarne gli effetti e le modalità applicative.
 
Prima di osservare, quindi, come lo stato di emergenza da Covid-19 vada ad incidere sulla normativa di riferimento del caso di odierna trattazione occorre, come anticipato in premessa, analizzare la disciplina sostanziale per comprendere quali sono le funzioni che il nostro Codice civile assegna all’amministratore una volta insediato all’interno del condominio e come agire in caso di inerzia di quest’ultimo.
 
Ai sensi dell’art. 1130 c.c. l’amministratore, tra i vari doveri, deve: dare seguito alle deliberazioni assembleari, convocare annualmente l’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale nonché curare l’osservanza del regolamento condominiale; eseguire gli adempimenti fiscali; redigere il rendiconto annuale della gestione con convocazione dell’assemblea per la relativa approvazione entro 180 giorni.
 
Nel caso di odierna trattazione è possibile, icto oculi, evincere come un amministratore inerte, sia nell’adempimento dei propri doveri contabili che nel contestuale dovere di convocazione dell’assemblea condominiale nel termine perentorio di 180 giorni ai fini dell’approvazione del rendiconto condominiale, dia seguito ad una situazione di “grave irregolarità” nell’esecuzione delle proprie funzioni la quale può dar luogo a revoca dell’amministratore stesso ai sensi dell’art. 1129 c.c.
 
In tale panorama, emerge, quindi, l’odierno casus belli: Qual è il rimedio in caso nel caso di un amministratore di condominio inerte che non convoca l’assemblea giustificandosi con il perdurare dello stato di emergenza da Covid-19?
 
Nell’argomentazione della risposta a tale quesito occorre introdurre il tema della convocazione telematica dell’assemblea la quale chiude, preliminarmente, ogni questione relativa alla difficolta di riunione fisica di tutti i condomini nello stesso spazio.
 
Tale modalità, sempre più utilizzata vista la sua semplicità operativa e la possibilità di by-passare qualsivoglia limitazione imposta dal rispetto delle regole sul distanziamento, costituisce legittima richiesta da parte dei condomini (si precisa che per poter richiedere la convocazione dell’assemblea è sufficiente il consenso della maggioranza dei condomini), i quali promuovendo tale istanza nei confronti dell’amministratore possono agire contro quest’ultimo in caso di sua inerzia, disponendo dei rimedi messi a disposizione dall’art. 1129 del Codice civile a fronte di “gravi irregolarità”.
 
In tal senso non è difficile immaginare situazioni del genere, basti pensare al caso in cui l’amministratore rimanga inerte a fronte di legittima richiesta assembleare, in modalità telematica, da parte dei condomini in relazione al Superbonus 110% il quale richiede, per forza di cose, un certo margine di rapidità a fronte dei diversi interventi specifici oggetto della disciplina.
 
Dott. Jacopo Leoni

BONUS 110% UNA OCCASIONE PER TUTTI?

BONUS 110% UNA OCCASIONE PER TUTTI? Copertina (376)
Eugenio Pisani

Come preannunciato, pubblichiamo l'articolo a cura della collega Simona Ponticelli per il mese di novembre.
Sperando di fare cosa gradita, abbiamo intrapreso l'argomento attualmente molto dibattuto del Bonus 110.
 
Essendo l'argomento molto vasto, ci siamo concentrati nel tracciare le linee guida della materia, non trattando tutto quello che indirettamente a questa può essere collegato (ad es decisioni nell'ambito del condominio o criticità contrattuali nel rapporto cliente general contractor) che, laddove dovessero emergere dalle domande dei lettori, verranno affrontati nelle risposte che verranno pubblicate nel mese di dicembre.
Buona lettura
Avv. Eugenio Pisani
 
BONUS 110%: UN’OCCASIONE PER TUTTI?
 
Tra le misure di sostegno all'economia messe in campo da governo in fase pandemica ha suscitato senz'altro molto interesse ed un iniziale entusiasmo il c.d. bonus 110% superbonus utile e fruibile dai cittadini per la ristrutturazione e rigenerazione di case e palazzi a destinazione prevalentemente residenziale.
Se ancora qualcuno non sapesse di cosa stiamo parlando proviamo a raccontare l’intervento in maniera semplice e sintetica: Il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici che garantiscano il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio.
 
La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.
Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (cd. Ecobonus).
Tra le novità introdotte, era stata prevista la possibilità, al posto della fruizione diretta della detrazione, di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizio, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante, mediante l’invio di una comunicazione per esercitare l’opzione utilizzando il modello approvato con il provvedimento dell’8 agosto 2020.
 
Il Superbonus 110% trova applicazione per interventi effettuati su: parti comuni di edifici; singole unità immobiliari possedute da persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa, arti o professioni; edifici unifamiliari o singole unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno.
Sono escluse dal superbonus le abitazioni di tipo signorile, le abitazioni in ville e i castelli, rientranti rispettivamente nelle categorie catastali A1, A8 e A9.
 
L’esecuzione materiale di questi interventi, che ha visto molti operatori organizzare interi comparti aziendali, si è scontrata con problematiche applicative ed attuative conseguenti i complessi adempimenti fiscali nonché relativi ai numerosi “chiarimenti” dell’A.d.E. sui parametri tecnici oltre che riferibili alle notevoli difficoltà di reperimento dei materiali, dei ponteggi e della manodopera impegnata spesso nell’esecuzione di interventi legati ad altre agevolazioni fiscali quali il cd. “bonusristrutturazione” e “bonus facciata”.
Il Governo Draghi ha messo mano sostanzialmente agli interventi di bonus edilizio. Il Consiglio dei Ministri, il 28 ottobre 2021, ha approvato il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e il bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024. Tra i bonus casa del 2022 nella legge di Bilancio, ha trovato la proroga pure il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus, il bonus verde ed il sismabonus. Con uno stanziamento complessivo cumulato che si aggira per tutti i bonus edilizi sui 37 miliardi di euro circa (prorogati per gli investimenti immobiliari privati, gli incentivi al 50% e al 65% e le relative maggiorazioni fino al 2024 alle stesse aliquote; ridotto il bonus facciate che passa da un’aliquota del 90% ad 60% dal 2022).
 
Gli incentivi al 110% sono estesi al 2023 per i condomini e gli IACP, con riduzione al 70% nel 2024 e dal 65% nel 2025. Per le ulteriori abitazioni, l'incentivo al 110% viene esteso per il secondo semestre del 2022 alle abitazioni principali di persone fisiche con la previsione di un limite Isee.
Gli incentivi per le facciate vengono confermati anche per il 2023 con una percentuale agevolata del 60%. Fermo restando che, iniziando i lavori incentivati con un’aliquota, questa sarà mantenuta anche se successivamente per il superbonus, prima della fine dei lavori, sarà scattata la riduzione.
I vantaggi sono reali.
E' certo che si tratta di interventi utili alla valorizzazione del patrimonio immobiliare ed alla riduzione di emissioni dannose per l'ambiente consentendo un impatto ambientale ed una significativa riduzione dei consumi energetici: alcuni studi di società di settore hanno calcolato l’abbattimento del fabbisogno medio energetico del 43% e il salto di classe medio è di 2,6 punti con una riduzione media della spesa a carico del condominio è del 70%.Agli utenti del beneficio, per la maggioranza cittadini non esperti in materia, che spesso non hanno utilità nell’avvantaggiarsi direttamente del credito fiscale, si può consigliare l'accesso al beneficio tramite General Contractor, anche di dimensioni medio piccole, con cui calibrare l'intervento alle specifiche esigenze e che sia già disponibile all'acquisto del credito, garantendosi sempre una valida consulenza legale per tutelarsi nella fase di stipula di contratti di appalto spesso complessi proprio per i molteplici aspetti che l'accesso ai benefici consente.
Proprio a questo proposito, è da evidenziare come il General Contractor non è altro che un soggetto a cui il contribuente affida l’appalto delle opere, dalla progettazione alla realizzazione delle stesse.
Nel caso specifico dell’Ecobonus 110% il General Contractor gestirà i vari contatti con professionisti e imprese che prenderanno parte alla ristrutturazione e riqualificazione energetica dell’edificio.
Come si accennava, è importante soffermare l’attenzione al rapporto con il General Contractor e verificare se anche i costi per le prestazioni da questo garantite sono da considerare nel pacchetto “a costo zero” o sono a parte e, in questo caso, quantificarli in maniera dettagliata.
 
Ovviamente è importante la scelta di un General Contractor affidabile considerando, però, che più è “grande” e maggiormente sarà impossibile per l’utente intervenire per modificare l e condizioni di contratto che vengono proposte.
La problematica nasce dal fatto che in alcuni contratti spesso vengono inserite delle voci di coordinamento o simili, cioè che non sono mai state comprese all’interno del “pacchetto spesa” del Superbonus per una riqualificazione a costo quasi zero.
Comunque se si parla di appalto integrato, quindi progettazione esecutiva e realizzazione delle opere, tutta la cifra può essere portata tranquillamente in detrazione. E i costi finanziari dell’operazione e tutte le altre spese di contorno resteranno a carico del General Contractor.
 
 
avv. Simona Ponticelli
Studio legale Pisani

L'Avvocato on line

L'Avvocato on line Copertina (479)
Eugenio Pisani

Con piacere io e il mio studio abbiamo accettato l'invito fattoci dal presidente Calcagni di dare il nostro contributo informativo in merito a problematiche giuridiche che possono interessare i cittadini tutti. 
 
Il nostro sarà un taglio pratico, come si addice alla rivista che gentilmente ci ospita, ma senza escludere quell'approfondimento tecnico che possa essere d'ausilio a chi fosse interessato all'argomento trattato. 
 
Gli argomenti che tratteremo spazieranno dal civile (condominio, proprietà, obbligazioni e contratti)  al diritto del lavoro e al diritto di famiglia che riteniamo siano le materie che maggiormente possono interessare gli utenti nell'affrontare le problematiche di tutti i giorni. 
 
Al momento abbiamo valutato di non approfondire la materia amministrativa (se non la parte riguardante le sanzioni collegate al codice dela strada sempre di attualità) e penale (se non marginalmente in quanto collegata ad argomenti di natura civilistica) in quanto non strettamente aderenti a quelle che sono le finalità sopra evidenziate, pur rimamendo, tuttavia, a disposizione nel caso vi sia richiesta di pareri nei vari settori.
 
Nel campo extragiuridico, approfittando delle competenze all'interno dei collaboratori di studio, affronteremo anche argomenti di attualità di interesse generale.
 
A tal proprosito, nel mese di novembre dedicheremo la nostra attenzione al c.d. bonus 110%, con l'ausilio dell'avv. Simona Ponticelli esperta del settore.
 
E con questo vado ad anticipare quello che sarà il criterio operativo che caratterizzerà il nostro approccio: ogni mese verrà proposto un argomento di interesse generale nel solco di quanto sopra detto,magari anche ispirandoci a recenti sentenze di interesse comune, e nel mese successivo risponderemo alle domande che maggiormente possono interessare i lettori.
 
Per ovvie e intuibili ragioni non si potranno dare pareri su vicende personali, né nelle richieste ci si potrà riferire a fatti specifici per cui si potrebbe risalire a soggetti determinati quindi, in questo, chiediamo un aiuto ai lettori che, sempre attenti, non mancheranno di fornirlo.
 
Sperando di fare cosa gradita e utile, ci vediamo con il primo articolo nel mese di novembre.
 
Un saluto, 
Avv. Eugenio Pisani
 
 
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