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L’albero di Natale: Origini e Tradizioni

L’albero di Natale: Origini e Tradizioni Copertina (371)
Domenico Brancato

Fra gli esemplari più simbolici adoperati in occasione della ricorrenza del Natale, i più rappresentativi sono certamente l’Abete rosso o peccio - Picea (Conifera ricca di resina) excelsa- e l’Abete bianco –Abies alba-( bianco), entrambi appartenente alla famiglia delle Pinacee ed alla Classe delle Conifere (che produce frutti conici).
 
Le origini dell’attuale Albero di Natale sono pagane, infatti esso è preceduto da una lunga e remota tradizione che affonda le sue radici nella cultura celtica, per gli antichi sacerdoti della quale (druidi) l’Abete era considerato simbolo di lunga vita, dato che rimaneva sempre verde.
 
Per cui, con l’avvicinarsi dell’Inverno, veniva tagliato e addobbato con nastri, fiaccole, piccole campane e animaletti votivi, per propiziarsi il favore degli spiriti.
 
Tradizione condivisa anche dai Vichinghi dell’estremo Nord dell’Europa, nei confronti dell’Abete rosso, considerato albero in grado di esprimere poteri magici. Peciò veniva tagliato, portato in casa e decorato con frutti, in riferimento alla fertilità che la Primavera avrebbe ridato loro.
 
Oltre che nei Paesi scandinavi e germanici, dove i numerosi significati dell’Abete sono documentati sin dal Medioevo, era usanza tagliarlo nei boschi e portarlo nelle case per addobbarlo con ghirlande, frutti e dolciumi. Anche se la decorazione più simbolica era rappresentata dalla fiamma di una candela, a celebrazione della luce contro l’oscurità.
 
Con la nascita del Cristianesimo l’uso dell’albero di Natale si affermò anche nelle tradizioni cristiane traendo, però, attribuzione del significato in tal senso dalla scena biblica dell’Eden. Così, nella notte in cui si celebra la nascita di Cristo, l’albero della vita, posto al centro del giardino dell’Eden, diventa l’esemplare intorno al quale l’umanità ritrova il perdono.
 
Riferimento che si riscontra anche nella scelta e nel significato attribuito ai più ricorrenti simboli posti all’apice dell’ornamento dell’albero (puntali): la stella Cometa, che indicherebbe ai Re Magi la direzione da seguire per trovare il Salvatore e il più classico Angioletto che, secondo l’interpretazione più ricorrente, rappresenta l’Arcangelo Gabriele che annuncia il prossimo concepimento alla Vergine Maria.
 
Ma il primo Albero di Natale ufficiale sembra sia stato allestito nel 1441 a Tallinn, in Estonia, quando fu eretto un grande Abete nella piazza del Municipio, attorno al quale giovani donne e uomini scapoli ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella.
 
Fino al XVIII secolo, però, la consuetudine dell’albero natalizio venne guardata con sospetto dai rappresentanti della Chiesa di Roma, che lo considerava un rituale protestante. Ma, gradualmente, l’impossibilità di contenerne l’uso, impose la sua adozione anche nei Paesi cattolici, dove l’Abete si trasformò in simbolo della rinascita di Cristo.
 
In Italia fu la regina Margherita di Savoia (1878), nella seconda metà dell’ottocento, ad addobbare il primo albero di Natale al Quirinale, e da quell’avvenimento la tradizione si è rapidamente diffusa in tutto il Paese.
 
In epoca industriale, ebbe inizio il commercio degli Abeti coltivati; mentre la commercializzazione dell’albero di Natale reciso, avvenne all’inizio nel 1851 a New York, e fu causa di notevoli disastri inferti alle foreste americane, che divennero spoglie.
 
Tanto che il presidente dell’epoca, Theodore Roosevelt, si rifiutò di decorare la Casa Bianca con gli alberi di Natale. Nel 1880, per ridurre l’entità dei danni da disboscamento, in Germania furono prodotti i primi alberelli artificiali realizzati in metallo, a cui seguì, negli Stati Uniti: negli anni ’30 la creazione di esemplari in setole di cinghiale e negli anni ‘50-’60 quelli in plastica (PVC) che, anche se a scapito della tradizione e privi della non trascurabile vitalità, guadagnavano una popolarità sempre più estesa, giustificata dal vantaggio di una maggiore resistenza al peso delle decorazioni, della mancanza di cure, e della durevole utilizzazione.
 
La paternità dell’albero natalizio, precursore dell’allestimento moderno, è da attribuire allo statunitense Edward H. Johnson (socio del famoso Thomas Edison: inventore della lampadina), che nel 1885, nella propria abitazione utilizzò, per la prima volta, l’illuminazione elettrica per addobbarlo.
 
Infine, la tradizione italiana prevede che intorno alla base dell’albero si possa disporre il presepe, oltre ai regali di Natale, accuratamente confezionati. In attesa dell’apertura e distribuzione ai destinatari (un tempo solo bambini, oggi anche adulti), allo scoccare della mezzanotte della vigilia o prima di sedersi a tavola il giorno di Natale.
 
E dopo la carrellata sulle origini storiche e le tradizioni dell’albero di Natale, puntiamo l’interesse sulle caratteristiche del nostro alberello, a partire dal suo acquisto che, indipendentemente dalla specie di appartenenza, dovrà risultare idoneo a resistere alle difficoltà di assuefazione imposta dall’utilizzazione natalizia ed essere in grado di proseguire lo sviluppo vegetativo, in vaso o in terra, negli gli anni a venire.
 
Pertanto, la scelta, da effettuare possibilmente in un vivaio di fiducia, dovrà preferibilmente essere rivolta verso un esemplare coltivato in vaso da almeno un anno o in grado di superare lo stress del trapianto in vaso.
 
Cioè dovrà disporre di: - un apparato radicale in buone condizioni contenuto in una zolla di dimensioni proporzionate a quelle della chioma; una chioma folta; ramificazioni uniformi; e di aghi di un colore verde intenso.
 
Una volta effettuato, per tempo, l’acquisto (in modo da assicurare alla pianta un periodo di adattamento al nuovo ambiente), se trattasi di pianta con zolla, come frequentemente accade, occorre, con cura, per evitare di rompere il pane di terra che avvolge le radici, porla in un vaso di dimensioni superiori a quelli della zolla, nel quale disporre in fondo uno strato di argilla espansa, riempiere gli spazi vuoti con terriccio composto da torba, sabbia e argilla, in parti uguali, ed innaffiare bene tutta la massa terrosa, evitando la formazione di ristagni in eventuali sottovasi.
 
Eseguita l’operazione di invasatura, lasciare la pianta all’aperto (giardino o balcone o terrazzo) per poi, 5-6 giorni prima di portarla in casa (in genere l’8 Dicembre, festa dell’Immacolata), posizionarla in ambiente non riscaldato (un garage luminoso, un portico o una veranda, ecc.).
 
Eseguito il trasferimento della pianta In casa, cercare di porla in posizione bene illuminata ma non ai raggi diretti del sole e lontana dalle fonti di calore, di mantenere il terriccio umido e di provvedere al periodico ricambio d’aria, per evitare la formazione di aria secca: frequente causa della caduta delle foglie (aghi). Optare per una decorazione con strisce luminose a LED che, irradiando pochissimo calore, non arrecano danni alla vegetazione.
 
Così pure, non eccedere con la pesantezza dell’addobbo, non spruzzare sulla chioma sostanze chimiche coprenti (vedi schiume per simulare la neve), per non impedire il vitale processo della fotosintesi clorofilliana, e non somministrare fertilizzanti che, unitamente alle più elevate temperature interne, favorirebbero l’anomala ripresa vegetativa, durante il naturale periodo di riposo.
 
Dopo l’Epifania, l’alberello, privato dagli addobbi, per qualche giorno, al fine di consentire un graduale reambientmento all’aperto, portarlo in un locale riparato, prima di trasferirlo nuovamente sul balcone, in terrazzo o in giardino, dove mantenere il terriccio costantemente umido.
 
A Febbraio, fino a quando la pianta non avrà raggiunto dimensioni ( vaso di 45-50 cm di diametro e di profondità e un’altezza complessiva di ca. 200 cm) impraticabili per essere agevolmente trasferita in casa, effettuare il travaso in un contenitore leggermente più ampio. In caso contrario trapiantarla in piena terra, se si dispone di un giardino con esposizione non eccessivamente assolata e spazi sufficienti ad accoglierla (almeno 6 m da altre piante d’alto fusto, 3 m dalla recinzione e ancor più dall’abitazione, per evitare che crescendo impedisca il soleggiamento delle pareti e degli ambienti.
 
Considerato che, anche se la pianta ha una crescita lenta, a pieno sviluppo, a seconda dell’ambiente più o meno favorevole, può raggiungere dimensioni di 15–30 m in altezza e di 3 – 8 m in larghezza).
 
Ovviamente, dopo aver preparato una buca sufficientemente ampia, con in fondo del materiale drenante, e mescolato il terreno di risulta con concime organico o stallatico o compost da immettere, costipandolo, negli spazi intorno alla zolla estratta dal vaso.
 
Quindi innaffiare e pacciamare (spargere della paglia o trucioli di corteccia) la superficie intorno al fusto, per evitare, specie d’estate, l’evaporazione dell’acqua.
 
Successivamente: controllare e mantenere un buon grado di umidità del terreno, in Gennaio-Febbraio eliminare eventuali rami danneggiati e, ogni 3 anni ca., ripetere la concimazione con fertilizzante organico a lento effetto, mescolandolo con il terreno intorno alla pianta.
 
Qualora non si disponga di giardino o non si voglia mantenere la pianta, prima di acquistarla informarsi se il venditore effettua un servizio di ritiro. In tal caso, a seconda dello stato di salute, verrà destinata a proseguire la sua preziosa funzione vitale o avviata al compostaggio. In alternativa, per le stesse finalità, può essere donata ad un vivaio forestale.
 
Se poi si è scelto di acquistare un alberello senza o con radici ampiamente mutilate, e quindi irrecuperabile, la destinazione più consona è quella dell’utilizzazione per alimentare la fiamma del caminetto, o del conferimento presso l’Isola Ecologica.
 
A conclusione dalle summenzionate informazioni, si ritiene riportare alcune fra le tante leggende inerenti l’argomento in esame:
 
  • La tradizione celtica consacrava l’Abete bianco o rosso all’arrivo del Fanciullo Divino, a seguito del solstizio invernale (intorno al 21 Dicembre);
  • Nella Grecia antica l’albero di Natale era sacro alla divinità lunare Artemide, protettrice delle nascite, oltre che a Elàte, dea della luna nuova, portatrice di rinnovamento;
  • Numerose civiltà dell’Asia Settentrionale condividono, sin dagli albori, la considerazione dell’Abete come albero cosmico che si erge al centro dell’universo e i cui rami giganteschi si innalzano fino alle dimensioni celesti, collegando le tre sfere del cosmo: cielo, terra e inferi;
  • In epoca precristiana, i popoli dell’Europa centrale vedevano nell’Abete un “collegamento” tra il mondo degli uomini e quello degli dei, ben piantato nel terreno, ma con una sagoma svettante e appuntita per “bucare il cielo”.
Intanto, si coglie l’occasione per rivolgere, a tutti i lettori, il più sentito augurio di serene festività natalizie e per un 2022 che ci conduca verso il ripristino di una normale condizione esistenziale. Ovviamente, con l’imprescindibile supporto di una generale manifestazione di scrupoloso rispetto delle norme anti-Covid e di buonsenso, per contribuire ad impedire l’ulteriore diffusione dalle gravi conseguenze ed il persistere dei pesanti condizionamenti che ha causato e causa la, al momento, ancora inarrestabile pandemia.

La Raccolta Differenziata nei Condomėni - Prima Parte

La Raccolta Differenziata nei Condomėni - Prima Parte Copertina    (commenti:1) (1.288)
Antonella Ruiu

Gentili lettori,
lo scopo di questo articolo è di offrire una chiave di lettura ad un argomento che ci riguarda tutti da vicino:
La raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani”.
 
Il punto di vista è quello condominiale, un mondo ad oggi purtroppo ancora poco conosciuto nella sua vasta complessità e nella sua interezza che si differenzia da edificio a edificio, da assemblea ad assemblea.
 
Il servizio della raccolta differenziata porta a porta è ormai attivo nel Comune di Marino dal 2018, anche se solo nel 2019 è stata completata la copertura su tutto il territorio.
Territorio che, per estensione, conformazione e popolosità si diversifica e si caratterizza estremamente eterogeneo.
La raccolta porta a porta è stata affidata dal Comune alla società Multiservizi dei Castelli di Marino S.p.a. che in questi anni per il tramite dei propri operatori ha consegnato alla popolazione il kit dei mastelli per il conferimento dei rifiuti.
 
Per le abitazioni private o per i Condomìni di piccole dimensioni fino a un massimo di 8 unità, sono stati consegnati i kit dei mastelli ai singoli utenti; per i Condomìni sopra alle 8 unità immobiliari sono stati consegnati i mastelli più grandi a servizio dell’edificio intero.
La gestione dei mastelli condominiali (carrellati) concessi in comodato d’uso presenta diverse criticità:
 
1 – La responsabilità:
I mastelli per la raccolta porta a porta sono beni di utilizzo diretto dei condomini che gravano su parti comuni e pertanto gli stessi se ne devono assumere in solido le relative responsabilità in quanto sono i condomini nella qualità di persone singole e, non il Condominio, a sostenere il costo del servizio di raccolta porta a porta tramite il pagamento della Tarsu all’ente comunale.
 
2 – L’igiene:
Cura, manutenzione e lavaggio dei contenitori dei mastelli sono a carico dei condomini che beneficiano del servizio di conferimento; l’assemblea potrebbe chiedere all’amministratore di provvedere a tale adempimento addebitando il costo ai condomini che sono titolari dell’utenza Tarsu; ovviamente sono a carico del gestore la manutenzione e sostituzione dei contenitori dovuta a rotture, deperimento, usura e a cause non imputabili all’utente.
 
3 – L’informativa:
Come vanno effettuati i conferimenti dei rifiuti è a cura del gestore del servizio, che consegna agli utenti le informazioni sulla raccolta al momento della consegna dei mastelli; l’amministratore può, su richiesta dei condomini, affiggere nella bacheca condominiale l’opuscolo informativo con giorni e regole di conferimento.
 
4 – L’area di collocamento:
Negli immobili dove non sia già stata prevista un area, in fase di costruzione, è compito dell’assemblea decidere, con il voto favorevole della maggioranza dei condomini presenti o per delega, il luogo idoneo ove collocare all’interno del Condominio i mastelli per la raccolta della differenziata. I mastelli vanno custoditi in aree di pertinenza condominiale e facilmente accessibili da parte degli operatori che curano il servizio di raccolta. E’ possibile esporre su strada i mastelli, negli orari di raccolta, solo per l’intervallo di tempo necessario agli operatori ad effettuare il ritiro. Rimane vietato lo stazionamento su strada dei mastelli per la raccolta differenziata.
 
5 – L’errato conferimento:
Il caso di errato conferimento dei rifiuti o di abbandono degli stessi al di fuori dei mastelli, il mancato rispetto di giorni e orari di conferimento può comportare la sospensione del servizio di ritiro da parte del gestore sino alla irrogazione di sanzioni amministrative a carico del Condominio. Ad ogni modo si sottolinea che se i condomini non rispettano le norme sulla raccolta differenziata la responsabilità non è ascrivibile all’amministratore che, in nessun caso, può essere ritenuto responsabile di tali comportamenti omissivi. Infatti non è compito dell’amministratore verificare il corretto conferimento dei rifiuti, né può elevare multe ai condomini che non rispettano le norme del corretto conferimento.
 
6 – La rimozione e lo smaltimento dei rifiuti non ritirati:
Infine la rimozione dei rifiuti abbandonati non può essere assolta da altro fornitore del Condominio (es. ditta delle pulizie), ma sono i condomini che devono provvedervi personalmente andando a conferire tali materiali presso le isole ecologiche che si trovano sul territorio comunale. Ciò accade perché solo il gestore è il soggetto titolato e legittimato al ritiro dei rifiuti e solo i condomini, nella loro qualità di utenti che pagano il servizio, sono legittimati al conferimento presso le isole ecologiche autorizzate.
 
7 – I rifiuti delle persone affette da Covid:
I condomini che dovessero essere costretti a rimanere nelle proprie abitazioni a causa dell’assolvimento della quarantena prevista dalle autorità sanitarie in caso di contagio da Covid-19, devono fare richiesta presso la Multiservizi dei Castelli di Marino del kit di buste previste per il conferimento dei rifiuti speciali e del relativo opuscolo informativo in quanto, per ovvie ragioni igienico-sanitarie, il conferimento dei rifiuti viene in questi casi eseguito in modalità differenti da quelle ordinarie.
 
Questi sono i punti cardine della raccolta differenziata dei rifiuti nei Condomini sui quali tutto ruota, nel bene e nel male. Sono i punti che stabiliscono i confini netti fra obblighi, responsabilità e aumenti di spese nelle gestioni condominiali e soprattutto rappresentano la linea di confine fra chi conferisce in modo virtuoso nel condominio e chi ne approfitta per conferire in maniera “ancora poco attenta”.
 
Nel prossimo articolo, anche in base alle vostre domande, verranno analizzate le falle di un sistema che purtroppo ad oggi nei condomini ancora non funziona in maniera adeguata e che, in buona sostanza, lascia oneri e disonori sulle spalle dei condomini virtuosi, gli unici che fanno il loro dovere di civili cittadini e di rispettabili condomini. I furbetti e gli incivili purtroppo no, quelli continuano a fare quello che hanno sempre fatto.

Generatore di Grafici Meteo Storici

Generatore di Grafici Meteo Storici Copertina (698)
Francesco Raso

Comparazione Meteo negli anni.
Generatore di Immagini grafiche da salvare e stampare
 
 
Come ormai tutti sanno, il nostro portale ha un proprio servizio Meteo sul territorio da cui, se necessario, inviamo le “Allerte Meteo”.
Di conseguenza, archiviamo uno storico da cui già estraiamo dei grafici mensili.
Le nostre archiviazioni comprendono: Temperatura, Nuvolosità, Umidità, Pioggia, Vento e Pressione Atmosferica.
 
Da oggi è possibile confrontare le situazioni mensili in rapporto con gli anni precedenti.
Queste vengono proposte su un Grafico generato al momento della richiesta ed è in formato Immagine.JPG quindi salvabile e stampabile.
 
Si ha la possibilità di selezionare, di un determinato mese dell’anno, tutte le situazioni Meteo oppure solo quelle di interesse, come ad esempio Temperatura e Pioggia.
 
Su questi grafici possiamo anche separare la temperatura diurna con quella notturna.
 
Non credo servano molte parole per spiegare il funzionamento della pagina.
Questa gestione è raggiungibile dalla pagina “Meteo” e successivamente selezionando “Grafici”. Qui è presente un pulsante “Comparazione negli Anni” da cui si può generare il materiale di interesse.
 
Invece, per i più frettolosi, il link diretto alla pagina:
Generatore Grafici Meteo

INTERNET Mini Corso - Lezione 6

INTERNET Mini Corso - Lezione 6 Copertina (871)
Francesco Raso

Password: Come scriverle e come ricordarle
 
 
Oggi tocchiamo un tasto dolente che ci mette in crisi ogni volta che lo affrontiamo.
Quante ne abbiamo? Tante!
Le ricordiamo tutte? A volte no!
Come risolvere il problema? Scrivendole da qualche parte!
 
Nella lezione precedente abbiamo parlato di mail a 3 livelli, ovvero 3 mail e 3 password che devono essere obbligatoriamente diverse tra esse.
Prima di tutto occorre dire che la password deve essere difficile da intuire e quindi MAI il nome di un nostro animale, figlio, marito/moglie, amante, sport praticato o seguito, data di nascita o altro anniversario.

La password deve emergere dal nostro più profondo segreto, qualcosa che sappiamo solo noi e che mai sveleremo. Ad esempio qualcosa che riporti ad una marachella giovanile, un immaturo guaio con la legge, un desiderio mai avverato.
In alternativa possiamo incrociare la nostra targa della vecchia automobile o moto con il pin del telefono o quello del bancomat. Per queste soluzioni non basta conoscere la targa ed il pin ma vanno inseriti secondo una nostra regola.
Queste ultime soluzioni sono molto efficaci anche perché in genere si chiede una password con numeri e lettere ed almeno una lettera maiuscola; saremo noi a stabilire per tutte le password dove è collocata la maiuscola.
A volte si chiede anche almeno un carattere speciale (@#òç§!?), anche qui saremo noi a stabilire quale carattere e la posizione per tutte le password.
Una volta ragionata bene quale sarà la meccanica delle nostre password sarà anche difficile dimenticarle.
 
Ora apriamo una parentesi per la password da utilizzare per le iscrizioni a siti, social ecc.
Quando ci si iscrive in qualche sito è probabile che l’amministratore dello stesso può leggere la vostra mail e password inserita. In genere su siti importanti questo non accade ma se ci iscriviamo su qualche sitarello amatoriale le probabilità si alzano.
Già sappiamo che useremo la mail di livello 3.
La password da usare per iscrizioni volanti/occasionali dovrà essere comunque un po’ complessa ma assolutamente diversa da quelle che usiamo per cose importanti. In genere si usa sempre la stessa password per iscrizioni non importanti in modo da ricordarla se dopo qualche anno dobbiamo tornare in quel sito.
 
Un’altra cosa assolutamente da fare: In fase di creazione scegliete sempre voi indirizzo mail e password da usare. Non fate fare ad altri. Non per insicurezza ma questo è il primo motivo in assoluto per perdere i dati di accesso. Il vostro dispositivo è impostato per ricordare gli accessi ma in caso di reset la memoria si svuota!
 
 
Ora sta a voi tenere con cura e proteggere i vostri dati.
 
 
Lezione 5  

INTERNET Mini Corso - Lezione 5

INTERNET Mini Corso - Lezione 5 Copertina (748)
Francesco Raso

Oggi parliamo di Posta Elettronica visto che è comunque uno dei fondamenti comunicativi dell’Informatica.
Molti non la utilizzano e magari nemmeno hanno un proprio indirizzo mail solo per il motivo che comunicano tramite social.
Finché si è giovanissimi è anche accettabile ma una volta che si ha un lavoro, contatti con banche, bollette da pagare, assicurazioni, figli a scuola e altre varie esigenze di una vita adulta, la posta elettronica è necessaria come il pane.
 
Molti hanno unicamente l’indirizzo mail creato su GMAIL solo perché sono stati obbligati per un corretto utilizzo dello smartphone. E’ giusto, questo indirizzo è importante ma lo si dovrebbe utilizzare solo ed unicamente per poter salvare i nostri dati su Google e recuperarli in caso di necessità, ad esempio quando cambiamo smartphone. Per altri utilizzi è consigliabile avere più indirizzi di posta.
 
In genere la mail viene utilizzata a più livelli per una serie di scopi specifici che sono:
Livello 1 – Gestioni strettamente personali
Livello 2 – Gestioni contabili (banca, posta, commercialista, INPS …)
Livello 3 – Gestioni irrilevanti (iscrizione a siti e cose di poco conto)
Potrebbero esserci anche più livelli ma questi sono i tre basilari per la nostra privacy e sicurezza.
 
Vediamo il perché di questi Livelli:
Livello 1 – Questo indirizzo verrà unicamente comunicato a familiari ed amici importanti e fidati. L’indirizzo, essendo privato può essere composto dal nostro nome, soprannome quel che volete, tipo gattone33@...
 
Livello 2 – Questo indirizzo è molto ma molto importante ed identifica le nostre finanze. Di regola dovrebbe essere composto dal nostro nome per intero o puntato in modo che ci identifichi. Non possiamo dare ad un nostro cliente l’indirizzo: spyderman53@... Diventeremo ridicoli al massimo, mentre con un indirizzo tipo m.bianchi@rossi.mobili@ si è più credibili e professionali.
 
Livello 3 – Qui ci possiamo sbizzarrire al massimo e non dovremo nemmeno preoccuparci se ce lo hackerano perché non porta da nessuna parte. Sicuramente da questo indirizzo arriverà una montagna di pubblicità ma quando siamo stanchi lo abbandoniamo e ne creiamo uno nuovo. Di regola non si va nemmeno a leggere la posta in arrivo in questa casella mail.
 
Potenzialità di furto e conseguenze:
Di regola l’indirizzo di Livello 2 è già protetto perché comunicato solo a circuiti sicuri; gli stessi hanno comunque altri livelli di protezione sofisticati e quindi possiamo stare tranquilli.
Per quanto riguarda il Livello 1, potrebbe cadere nella rete dello spam solo se lo abbiamo utilizzato erroneamente per qualche iscrizione o un virus ha attaccato un nostro parente. Casi comunque abbastanza rari.
Invece per il Livello 3 è come pubblicarlo sui manifesti e quindi molto attaccato da spam. Lo usiamo solo come una valvola di sfogo avendo comunque la certezza che non apre nessuna porta importante.
 
Terminiamo qui la panoramica Mail.
La settimana prossima affronteremo le Password: Come scriverle e come ricordarle
 
 
Lezione 4 Lezione 6

INTERNET Mini Corso - Lezione 4

INTERNET Mini Corso - Lezione 4 Copertina (611)
Francesco Raso

I Social tanto amati e odiati
 
La maggior parte degli utilizzatori di Internet usufruiscono unicamente di Social, quindi WhatsApp, Facebook, Twitter e gli ultimi arrivati.
 
Oggi non ne insegnamo l’utilizzo perchè non conducono degli standard essendo piattaforme private. Facciamo solo una panoramica e gettiamo delle domande di riflessione.

I Social, come suggerisce la parola stessa, sono ambienti sociali così come il Bar, Ristorante, Cinema, Teatro, Museo ecc.; l’unica differenza è che sono virtuali e che non occorre pagare un biglietto o una consumazione per passare un po’ di tempo con gli amici.

I social sono Gratis … ne siamo veramente sicuri?
Ricordate sempre questa frase
Per avere bisogna dare

Quindi non sono gratis ma la moneta di scambio non è denaro che abbiamo guadagnato con il lavoro ma Tempo, Abitudini, Amici e quant’altro che abbiamo accumulato nella vita. Il nostro vero Tesoro.
 
Di base una sola cosa è vera “Internet è gratuita e non ha padrone
Noi paghiamo un canone mensile per avere Internet ma non stiamo acquistando Internet bensì solo la connessione dal nostro dispositivo alla dorsale di Internet più vicina a noi.
Questo giustamente è un servizio che dobbiamo pagare. Una volta instradati su Internet, dove possiamo gestire, sfruttare e godere di questa immensa Autostrada a mille corsie noi che facciamo? Ci intaniamo in un Social a guardare le foto degli amici, il panino di uno sconosciuto, tante fake e ogni tanto scriviamo 2 righe con qualche faccina.
Internet non è nata per gozzovigliare ed abbandonarsi alle stranezze altrui.

Purtroppo c’è di peggio. Cè chi ha acquistato un computer, uno smartphone o un tablet solo per tentare di vedere le partite gratis o per giocare d’azzardo come a Poker.
 
Torniamo ai Social.
Sono belli, ci intrattengono ma culturalmente ci offrono molto ma molto poco. Infatti se abbiamo necessità di certezze le dobbiamo cercare altrove. Una qualsiasi banale domanda fatta su un social avrà mille risposte diverse e spesso anche battibecchi tra utenti. E’ l’accademia dei Tuttologi.
 
Il Social è abbastanza utile per chi commercia o per chi deve arruolare visitatori per il proprio sito pieno di spot. Ne abbiamo parlato nella lezione precedente.
 
Quindi: Cosa farne dei Social? Come poterli utilizzare al meglio?
Belle domande. Ognuno di noi dovrebbe tentare di rispondere.
 
Analizziamo i tre principali Social:
WhatsApp: Nasce come una alternativa alla chat. Nella chat si discuteva in gruppo, solo testo e niente immagini; si scriveva e basta, molto spesso solo in inglese per poter comunicare con partecipanti di tutto il mondo. Si instauravano delle amicizie virtuali ed anche durevoli nel tempo.
WhatsApp ci ha dato la possibilità di comunicare gratuitamente con i nostri cari senza dover spendere soldi con le telefonate. Ad oggi è rimasto tale e quale con l’aggiunta di audio e video, gruppi e, ovviamente di condivisioni (queste benedette o maledette) ma niente pubblicità forzata.
 
Facebook: Anch’esso alternativa alla chat con la differenza che qui non c’è bisogno di scrivere e leggere, si fa vedere come siamo belli o brutti, cosa stiamo mangiando e cosa ci piace. In pratica comunichiamo a tutti il nostro livello di noia ed apatia e quali sono i nostri difetti. A rallegrare Facebook sono arrivate le condivisioni ed in questo modo anche gli sconosciuti sanno tutto di noi, poi in aggiunta tanta tanta pubblicità ma questa volta è mirata alle nostre debolezze.
Rendiamoci anche conto che Facebook va a minare la nostra vita specialmente quella lavorativa. Un datore di lavoro o peggio, un futuro datore di lavoro riesce a valutare la nostra personalità e quindi assegnare incarichi più o meno felici o addirittura rinunciare all’assunzione.
 
Twitter: Nasce come un vero strumento di comunicazione di massa per quelle notizie di interesse pubblico. Ha avuto poca fortuna ed ancora oggi fa fatica a stare in piedi. Ormai la gente è abituata a vedere, ha dimenticato che è importante leggere per capire. Ha comunque la sua nicchia di specialisti.
 
In conclusione: I Social possono essere a volte utili se usati con criterio e senza superficialità ma in sintesi non sono necessari e spesso generano dei disturbi mentali. Sono anche una Malattia.
 
Esistono anche i FORUM. Sono aree tematiche dove c’è unicamente uno scambio di informazioni tematiche con testo, esempi, immagini e si risponde a domande con chiarezza e professionalità. Non è un caso se ha un nome in Latino.
I Forum esistono da sempre. Internet è nata proprio per questo scopo, per uno scambio di informazioni e studi tra Università.
Ne esistono di tutti i tipi e categorie. I Forum sono sempre stati le colonne portanti di Internet.
In genere chi è irrispettoso, chi si fa gioco del prossimo o chi parla di argomenti fuori luogo viene cacciato dal Forum.
Sei un Sub, un Agricoltore, un Meccanico, un Tennista, un Amante della Natura, un Cuoco, un collezionista di Farfalle o semplicemente un appassionato di Cinema? Cerca i tuoi Forum e avrai accesso alle vere risorse di Internet. Cerca semplicemente su Internet: “forum” “farfalle
 
Oltretutto i social non sono indicizzati nei motori di ricerca come lo sono tutti i siti ed in special modo i Forum. Se io scrivo o leggo per caso qualcosa di interessante, con il passare del tempo non sarò più in grado di ritrovarlo se non ricordo il gruppo o la pagina, se ho un nuovo account o se è stato cancellato da un amministratore indispettito.
 
Ci sarebbe veramente molto altro da dire sui Social ma preferisco terminare qui per non annoiarvi nella lettura.
Già so che è stata una vera fatica seguirmi fin qui, voi che non leggete mai ma guardate solo figure … che qui mancano.
 
Viva i Forum
 
Nella prossima lezione parleremo di Posta Elettronica
 
 
Lezione 3 Lezione 5

INTERNET Mini Corso - Lezione 3

INTERNET Mini Corso - Lezione 3 Copertina    (commenti:1) (1.025)
Francesco Raso

Dove cliccare nelle pagine che visitiamo
 
Ormai ne siamo tutti consapevoli. I siti che visitiamo sono zeppi di pubblicità talmente invasive che ci impediscono di leggere i contenuti della pagina stessa.
Questo è ormai un sistema per far soldi.
 
Come funziona:
- Io ho un sito e voglio guadagnarci sopra.
- Mi affilio ad una o più agenzie pubblicitarie le quali mi pagheranno un tot ogni comparsa di uno spot, un tot ogni volta che un utente clicca sullo spot … ecc.
 
Servono molti spot e moltissimi utenti per poter vedere qualche decina di Euro.
Per giungere allo scopo devo creare pagine di interesse e meglio se con notizie false, dubbie, strane, divertenti, assurde; queste verranno facilmente condivise da tutti quegli utenti dei social a cui piace vedere e ridere o meravigliarsi. Il testo nella pagina è quasi un optional, lo scopo è di far venire gente e guadagnare.

Spesso un solo sito non basta, ne servono molti e sono tutti clone con gli stessi argomenti veri o falsi.
Il costo minimo di un sito (spazio web) è di euro 9,00 annuo ciò significa che posso spendere 90,00 euro l’anno per 10 siti che mi porteranno individualmente dei guadagni più o meno leciti.
Questa pratica ormai sta invadendo i risultati dei motori di ricerca impedendoci una navigazione fluida e senza rischi.
Si sfrutta l’ormai consolidata superficialità di attenzione sugli argomenti che si condividono.
Ovviamente chi fa ciò per guadagnare farà anche del tutto per prelevare i nostri dati sensibili e poi rivenderli. Anche per queste cose c’è un gran mercato in espansione.
 
Quindi se nel caso cercassimo una ricetta per una torta di melesi scatena il putiferio.
Immediatamente ci propongono immagini, video e ricette facili e miracolose. E’ quasi tutto scopiazzato qui e li.

Dove riusciamo a leggerle ci rendiamo conto che sono quasi sempre le stesse ricette, cambia solo la pubblicità.
Li dove ci obbligano ad accettare i cookie di terze parti (ovvero gli sponsor vogliono i nostri dati) senza riuscire a leggere la pagina sottostante, abbandonate il sito e cercatene uno meno invasivo. La stessa ricetta la trovate sicuramente altrove.

 
Se nella richiesta di accettazione dei cookie, oltre al bottone OK o Accetta è anche presente un Annulla o una X da cliccare, fatelo e in teoria nessuno chiederà i vostri dati di navigazione.
Una volta all’interno della pagina non siate impulsivi e leggete bene tutto prima di cliccare qualsiasi link presente.

Attenzione alle finestre che si aprono improvvisamente; potreste cliccarle per sbaglio e magari abbonarvi a qualche servizio a pagamento, specialmente se navigare con 3/4G, i soldi vi verranno detratti dal credito sulla SIM e non importa se avete credito insufficiente, appena ci sarà verrà prelevato. Su questo non tutti gli operatori telefonici sono attenti. Se invece state navigando in WiFi vi comparirà la richiesta di immettere la modalità di pagamento, qui possiamo sfuggire alla trappola ignorandola.
 
Abbiamo parlato semplicemente della ricerca di una ricetta ma l’argomento interessa ampliamente i social e le condivisioni che ci arrivano.
Non clicchiamo sulle condivisioni solo perchè vogliamo passare tempo o non abbiamo altro da fare.
Se è un argomento che non vi interessa o magari è solo un link di auguri, ignoratelo. Fare gli auguri in questo modo è troppo improprio e veramente da stupidi anche se bello.
Prima di condividere leggete bene tutto, non limitatevi al titolo; ne vale la vostra rispettabilità verso gli amici.

Il vostro computer o smartphone è un prezioso e costoso strumento di lavoro e non un giocattolo.
Non siete più in grado di farne a meno nella vita quotidiana. Tutto quello che prima tenevate a memoria oggi è archiviato qui.
Una volta danneggiato, oltre che aver regalato soldi navigando male dobbiamo mandarlo in assistenza spendendo soldi oppure, nel peggiore dei casi, acquistare un nuovo strumento ancor più costoso del precedente.
 
La prossima settimana parleremo dei Social così tanto amati e odiati.
 
 
Lezione 2 Lezione 4

INTERNET Mini Corso - Lezione 2

INTERNET Mini Corso - Lezione 2 Copertina (797)
Francesco Raso

Cosa non scrivere e come scegliere il sito da leggere
 
Oggi vediamo come cercare di evitare siti indesiderati/ingannevoli durante le nostre ricerche sui Motori.
Prima di tutto sappiate che se state cercando musica o programmi da scaricare, vi state infilando nella tana del lupo! Anche se cercate programmi gratuiti!
 
Ipotizziamo di voler installare SKYPE e quindi prima lo dovete scaricare.
Se nella ricerca scriviamo: download gratis skype (che è sempre ciò che quasi tutti scrivono)
La prima voce sarà, per questo caso, quasi sicuramente quella giusta (non metteteci la mano sul fuoco, dipende dal motore di ricerca che si utilizza)
Tutte le altre voci offerte sono ASSOLUTAMENTE ingannevoli e vi obbligheranno ad installare altri software che voi non desiderate, a fornire una email, ad iscrivervi ecc. Poi non chiedetevi come mai si aprono le finestre da sole e vi arriva un mare di pubblicità sulla posta elettronica oppure non dite che questi strani programmi si sono installati da soli.
 
Se conosciamo il sito ufficiale del produttore (in questo esempio www.skype.com) digitatelo senza timore.

Diversamente cercate solo il nome del prodotto, in questo caso “SKYPE”, che è la parola chiave.
Tutti i siti ingannevoli se ne andranno nelle pagine successive perchè giocano tutto su altre parole chiave. Quindi evitiamo SEMPRE di scrivere le parole chiave GRATIS e DOWNOLAD.
Questo comunque non basta per essere tranquilli. Dobbiamo leggere il nome del dominio prima di cliccarci sopra. Questo per capire se stiamo entrando nel sito ufficiale. Il nome reale del sito è sempre la parola che precede .COM, .IT, .ORG ecc.
 
Alcuni esempi:
Skype - skype.com
Adobe Reader - adobe.com
Avast – avast.com
Avira – avira.com
Kaspersky – Kaspersky.it
Microsoft – microsoft.com
 
Cercate, sempre se è possibile, di evitare i siti che sono segnalati come “Annuncio
Questi siti stanno pagando per essere al primo posto nelle liste di ricerca e non è detto che siano quello che voi cercate.
 
Oggi la lettura è stata molto veloce e compressa.
La prossima settimana parleremo di dove cliccare nelle pagine che visitiamo.
 
 
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