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Brunedil

Edifici Residenziali a strutturale ligneo in Classe Energetica NZeb
A Santa Maria delle Mole le prime case ad alto risparmio energetico.
Nuove case immerse nel verde.
Stanno sorgendo le Residenze di Tommaso. Abitazioni innovative realizzate con le più moderne tecnologie dello strutturale ligneo atte a scoprire il benessere di vivere.
Contattaci 3473488024
 
Viviamo in un momento storico dove la necessità di proteggere la nostra salute ha fatto emergere prepotentemente la consapevolezza dell’importanza di vivere in ambienti salubri, in edifici antisismici e durevoli, che non producano emissioni di CO2, realizzati con materiali ecosostenibili e che permettano di ridurre il fabbisogno energetico e quindi anche i costi di gestione.
 
Alle porte di Roma, vicino al parco dell’Appia Antica, un imprenditore edile alla terza generazione, già dall’anno 2019 ha iniziato ad investire per rispondere a queste esigenze iniziando a realizzare edifici a strutturale ligneo con elevati standard di sostenibilità e qualità.
 
 
 
Nel fare questa scelta la Brunedil, impresa di Tommaso Brunetti, si è affidata anche alle competenze ed esperienza della LignoAlp – Damiani Holz&Ko SpA, importante azienda di produzione dell’Alto Adige nel settore delle costruzioni a strutturale ligneo; attraverso una sinergia tra le due imprese il prodotto edile che è stato realizzato, ed in fase avanzata di realizzazione, permette di toccare con mano quelle che sono le valenze di un sistema edilizio virtuoso.
 
Appartamenti indipendenti con giardino o terrazze, case antisismiche, alta efficienza energetica, strutture sicure, durevoli ed ecosostenibili che permettono un comfort abitativo elevato; un valore aggiunto per la salute che si aggiunge ad un vantaggio economico per l’abbattimento dei costi di gestione e per il mantenimento del valore dell’investimento essendo edifici realizzati secondo i nuovi e più stringenti standard energetici.
 
 
 
Il legno è una materia prima eccellente e rinnovabile, ed è protagonista nelle costruzioni fin dall’antichità; esistono nel mondo costruzioni in legno in perfetta efficienza che hanno anche oltre 1.000 anni di vita.
 
Nel mondo, ed ora anche in Italia, l’edilizia in legno è sempre più presente, ora anche qui a Santa Maria delle Mole; visitando queste costruzioni, quello che offrono, quali peculiarità e vantaggi si possono avere, ciò che nell’immaginario poteva sembrare difficile da credere diventa improvvisamente una realtà che si tocca con mano.
 
Siamo alle porte di Roma, ottimi collegamenti con il centro città, in una zona vicina al lago, ai castelli romani, al mare, commercialmente bel sviluppata e dotata di tutti i servizi.
Le costruzioni del futuro per un vivere sano, rispettose dell’ambiente circostante, sicure, antisismiche, a bassi costi di gestione sono già il presente. Vedere per credere.
 
Appartamenti indipendenti in vendita; possibile affitto con riscatto.
VIVERE SANO

BASSI CONSUMI
ENERGIE RINNOVABILI
NIENTE GAS

 
SALUBRITA’ IN-DOOR
MASSIMO COMFORT ABITATIVO

 
MATERIALI DI QUALITA’ ELEVATA ED ECO-SOSTENIBILI
 
ABBATTIMENTO EMISSIONI DI CO2
 
Non aspettare a contattarci, venite a visitare il nostro cantiere, tratterete direttamente con Tommaso.
Per le prime richieste sono previste tariffe agevolate e sconti speciali.
Tutte le informazioni sul posto.
Contattaci 3473488024

Figli contesi tra genitori di nazionalità diverse: l’emotività ignorata e il ricorso all'Autorità Centrale Italiana

Figli contesi tra genitori di nazionalità diverse: l’emotività ignorata e il ricorso all'Autorità Centrale Italiana Copertina (105)
Eleonora Persichetti

Avv. Ruggiero: “Spesso si affronta la questione dal punto di vista dei diritti del minore o del decreto del giudice, ma raramente si affrontano le ripercussioni psicologiche ed emotive nei genitori. Dove è in vigore la Convenzione dell’Aia, può intervenire l’Autorità Centrale Italiana”
 
 
Dal 1989, l’Unione Europea ha adottato la Convenzione Europea dei Diritti del Fanciullo, che stabilisce il diritto dei minori a mantenere un rapporto sano con entrambi i genitori, anche dopo la separazione, a meno che ciò non sia contrario ai loro interessi.
 
Purtroppo, però, le normative di alcuni paesi risultano in palese violazione delle norme internazionali sulla protezione dell'infanzia, non prevedono l’affido condiviso e pertanto non riconoscono il diritto dei genitori non affidatari di altri paesi a mantenere il rapporto con il minore. Una situazione che, in casi estremi ma purtroppo non così rari, può dare origine a “casi di rapimento” di minori figli di separati.
 
“Quando si ha a che fare con casi simili, in cui i genitori provengono da paesi con leggi così distanti su questo punto, è difficile riuscire a gestire la situazione senza arrecare traumi ai minori. – Ha commentato l’Avvocato Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia – La separazione non è mai facile da un punto di vista emotivo. Spesso si affronta la questione dal punto di vista dei diritti del minore, focalizzandosi su quanto contenuto nel decreto del giudice, ma raramente si affrontano le ripercussioni psicologiche nei genitori. L’idea che la persona con la quale si è condiviso una parte di vita così importante ci porti via la persona a noi più cara è emotivamente destabilizzante e solo in un secondo momento si trovano le forze per rivolgersi ad un legale.”
 
A tutela dei minori e del rapporto che si ha con loro, se l’ex partner di nazionalità diversa manifesta il desiderio di espatriare con i figli, la prima cosa da fare è quella di non concedere l’autorizzazione al rilascio del documento personale del minore, ma per il nostro ordinamento deve sussistere un pericolo comprovato. Se il minore ne è già in possesso, si può chiedere immediatamente all’autorità competente la revoca dell’autorizzazione all’espatrio. Purtroppo, però, non sempre è semplice riuscire a evitare che il minore abbia il documento personale.
 
“Se non sussistono i presupposti per revocare o negare il documento personale del minore, ciò che suggerisco di fare è tentare di far sottoscrivere all’altro genitore una dichiarazione nella quale si precisa la data di rientro, anche tramite legale, e se è in corso una separazione legale, chiedere un’istanza specifica al Giudice. – Prosegue l’Avvocato – Anche conoscere i nomi dei parenti dell’altro genitore e i loro domicili, per conoscere le destinazioni esatte, può essere di aiuto in casi di rapimento. Se tali rimedi preventivi sfuggono e il soggetto si vede sottrarre il figlio minore, ad esempio quando si esercita regolarmente il diritto di visita estivo, al momento del mancato rientro è importante accertarsi che lo Stato presso il quale si è recato il minore rientri tra gli Stati firmatari della Convenzione dell’Aia del 1980, resa esecutiva in Italia nel 1994 dalla legge n 64. In tal caso, la questione diventa un po’ più semplice. Ove applicabile tale convenzione, è indispensabile contattare immediatamente, unitamente alla presentazione della denuncia per sottrazione del minore, l’Autorità Centrale Italiana, per l’avvio della specifica procedura”
 
Si tratta di una procedura complessa, che richiede tempistiche piuttosto lunghe, e in questo lasso di tempo il genitore deve rassegnarsi a stare senza il proprio figlio, cercando di restare calmo e attenersi a quanto suggerito dal proprio legale. L’importante è restare in costante contatto con i funzionari dell’Autorità Centrale Italiana.
 
“Se lo Stato in cui è stato condotto il minore non è tra quelli indicati nella Convenzione dell’Aia, purtroppo, la procedura sarà molto complessa, poiché l’Autorità centrale non può intervenire. In questo caso, consiglio di rivolgersi ad un avvocato locale. Complessivamente, quando si vive una situazione di sottrazione di minore internazionale, vi è una lungaggine eccessiva anche per la ricerca del minore, della quale siamo ben consci anche noi tecnici. – Prosegue l’Avvocato Ruggiero - L’Autorità Centrale Italiana è l’unico ufficio che può aiutare i Legali e le parti nella risoluzione. Il genitore che ne ha la possibilità, cerca anche di appoggiarsi ad un avvocato locale per sveltire ulteriormente il fascicolo. Intanto, il genitore che ha subito tale danno deve cercare di resistere psicologicamente e attivare anche il Giudice civile italiano per la richiesta di affido esclusivo e decadenza della potestà genitoriale. Tutto ciò costituisce un danno gravissimo al minore, sebbene sia fatto per tutelarne la sicurezza, poiché si lede la bigenitorialità. La strada è lunga e complessa, ma casi positivi ve ne sono. Alcuni di collocamento dei minori ai genitori italiani con rimpatrio forzoso, altri con possibilità di incontrare i minori con delle modalità prestabilite e un accordo. Quello che raccomando vivamente è attenzione ai trasferimenti dei minori in altri stati, anche per vacanze per tempo determinato, accortezza.”
 

TESTIAMOCI CONTRO IL COVID19: IL BUON ESEMPIO PARTA DALLA POLITICA

TESTIAMOCI CONTRO IL COVID19: IL BUON ESEMPIO PARTA DALLA POLITICA Copertina (374)
Eleonora Persichetti

I test sierologici Covid-19 sono uno strumento fondamentale per lo studio epidemiologico ed il contrasto alla diffusione del coronavirus. Il 13 maggio la regione Lazio, ha attivato diverse strutture pubbliche e private per effettuare i test e da lunedì 13 luglio sarà possibile farli anche nell’Asl Roma 6.
 
Grazie all’esito dei test nel corso di queste settimane è stato possibile individuare ed isolare diversi casi sul territorio. È quindi evidente che per combattere la pandemia, ancora in atto, una campagna di test, quanto più capillare possibile, sia fondamentale, soprattutto dopo la fine del lookdown. Purtroppo però sono ancora molti i cittadini che si affidano al caso, evitando di sottoporsi al test.
 
Spetta pertanto alla politica ed alle istituzioni, dare il buon esempio. Per questo alcuni rappresentanti della stampa locale hanno promosso una campagna di sensibilizzazione ai test sierologici, invitando tutti i politici ed i rappresentanti istituzionali che non lo avessero ancora fatto, a sottoporsi al test in una delle strutture autorizzate, pubbliche o private.
 
Testiamoci Contro il Covid: è il titolo della campagna social, lanciata dalla cronista Linda Di Benedetto e promossa da Meta Magazine, Il Corriere della Città, Il Granchio, Il Clandestino, L’eco del Litorale, Castelli Notizie, In Libera Uscita e Lanterna.
Fare il test sierologico è facile, sicuro, veloce, e rappresenta un modo per proteggere meglio tutti i cittadini. Per dare una maggiore evidenza a tutto ciò, tutti coloro che, tra i rappresentanti politici del territorio e non solo, si sottoporranno al test, vedranno una loro foto pubblicata con l’hashtag #testiamocicontroilcovid. Tutto questo nel pieno rispetto delle normative vigenti sulla privacy.
 
#TESTIAMOCICONTROILCOVID19
Informazioni
Il costo è pari al ticket regionale comprensivo di tariffa prelievo, per un totale di € 15,23.
 
L’esame presso le strutture della ASL Roma 6 si prenota telefonicamente:
Ospedale dei Castelli – Tel. 0693278887, prenotazioni dal lunedì al venerdì dalle ore 17.00 alle ore 19.00;
Ospedale Paolo Colombo – Velletri – Tel. 0693273005 – 0693272362, prenotazioni dal lunedì al venerdì dalle ore 10,30 alle ore 13,30;
Distretto H4 Pomezia, via dei Castelli Romani, Tel. 0693275216 prenotazioni dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 12.00;
Ospedale di Anzio – Tel. 0693276439 – Dal Lunedì al Sabato dalle 10.30 alle 13.30,
Lunedì, Mercoledì e Venerdì anche dalle 15.30 alle 19.30
 
Con e-mail: prenotazioneprelievi.anzio@aslroma6.it
Con SMS / WhatsApp al numero 338 61 28 506

Videogiochi: arriva per Nintendo il simulatore 3D di neonato

Videogiochi: arriva per Nintendo il simulatore 3D di neonato Copertina (199)
Eleonora Persichetti

Realizzato dalla francese Microids è stato pensato per bambini e bambine, ma potrebbe essere utilizzato da aspiranti mamme e papà
 
 
È pensato per le bambine ma tutto fa prevedere che a usarlo potrebbero essere anche gli aspiranti mamme e papà millennial. Si chiama My Baby ed è il primo videogame che simula l’esperienza dell’arrivo in casa di un neonato e la sua crescita fino ai 24 mesi.
 
My Baby, realizzato dall’azienda francese Microids, è il primo videogioco di simulazione del genere sviluppato interamente in 3D, sarà giocabile sulla console Nintendo Switch, e consente di vivere davvero a 360° l’esperienza della genitorialità: si inizia scegliendo il sesso, le caratteristiche fisiche (colore della pelle, degli occhi, tipo di capelli) e il nome del neonato e l’avventura ha inizio. Si deve pensare alla cameretta ovviamente, e a tutte le classiche incombenze di quando arriva in casa un poppante: il cambio dei pannolini, il bagnetto, il momento della pappa, le coccole e la nanna. Ogni azione, se eseguita correttamente, contribuirà alla crescita e al livello di affetto che il bebè avrà per il suo genitore virtuale.
Nel gioco il bambino crescerà e si svilupperà progressivamente attraverso quattro fasi successive iniziando a reagire e a interagire proprio come nella vita reale. Imparerà a sorridere, ad afferrare oggetti con le manine, a gattonare, a giocare, a battere le mani. E poi via via a camminare, a parlare, a correre e a saltare.
 
Ma in tutto questo risulterà cruciale l’impegno e la dedizione del genitore-giocatore che dovrà costruire attorno al nuovo arrivato una casa dove poter muoversi e vivere serenamente, regalargli dei giocattoli, stare costantemente allerta a che non si faccia male. Come con i bambini veri si dovrà stare attenti a non viziarlo troppo, a seguire un’alimentazione corretta, a curarlo laddove si dovesse ammalare.
 
Il videogioco è stato ideato e pensato per bambini e bambine di età compresa fra i 6 e i 12 anni ed è il primo titolo della serie My Universe, attualmente in fase di sviluppo, cui si aggiungeranno nuovi titoli educational sempre nell’ambito della simulazione in 3D. Ovviamente nulla impedisce di utilizzarlo anche a quegli adulti che, stuzzicati dal desiderio di avere un bambino, vogliano mettersi alla prova imparando le difficoltà e l’impegno dell’esperienza genitoriale (anche se solo con un videogame).

DOPO IL COVID19 NON ABBIAMO SMESSO DI ESSERE UMANI

DOPO IL COVID19 NON ABBIAMO SMESSO DI ESSERE UMANI Copertina (284)
Eleonora Persichetti

Al via la nuova campagna sull’adozione a distanza
"Le cose che non ci hanno detto sulla quarantena"
 
 
Un racconto ironico – tra le risate, le battute fuori campo di Fru, gli special fiction folli- di come questi ultimi mesi abbiano cambiato la nostra vita. Il mondo com'era prima della quarantena, un mondo in cui in pochi sapevano fare una pizza a casa e Io yoga era ancora una disciplina per una piccola élite, probabilmente non tornerà più. Ma ha lasciato il posto ad un mondo nuovo, forse migliore, senza dubbio più consapevole della propria umanità. È così che i The Jackal hanno deciso di dare vita alla nuova campagna dedicata all’adozione a distanza di ActionAid online sui canali social dal 16 giugno.
 
Attraverso un montaggio serrato di interviste, Ciro e il resto del gruppo leggono e commentano delle statistiche curiose riguardo il periodo di quarantena, con un punto di vista insolito, a caccia di sorprese. Dall'aumento della vendita dei libri alle parole più cercate online, fino ad arrivare ad un dato speciale: quello relativo all'aumento delle adozioni a distanza ActionAid nel mese di Aprile 2020 (dato rilevato dal confronto con l'anno precedente).
 
Un dato positivo che porta i The Jackal ad una conclusione romantica: c'è del buono in tutto questo casino, non abbiamo smesso di essere umani, ed è importante ricordarsene”.
 
La collaborazione di ActionAid con i The Jackal è divenuta negli anni una costante all’insegna dell’abbattimento degli stereotipi e dei luoghi comuni legati alla solidarietà. La creatività unita alla capacità di affrontare ogni tema - anche quello delle conseguenze della quarantena - con il sorriso e con empatia, rende concreta l’espressione “restare umani” anche nei momenti più difficili. Adottare un bambino a distanza significa decidere di sostenere il suo futuro e la sua comunità. Significa dargli i mezzi per diventare grande e avere una vita piena di progetti realizzati.
“L’adozione a distanza è per noi uno strumento straordinario, non solo perché consente di cambiare concretamente la vita delle persone e delle loro comunità, ma anche perché è essa stessa un gesto semplice e immediato di solidarietà, che consente di scegliere e di costruire insieme un mondo più giusto, ognuno nel nostro piccolo. Rinunciare a 82 centesimi al giorno significa investirli nella scommessa di una vita migliore per un’altra persona dall’altro lato del pianeta” dichiara Raffaella Lebano, Vice Segretaria Generale ActionAid Italia.
“Sono molti anni che collaboriamo con ActionAid per incentivare, soprattutto verso un pubblico giovane, le adozioni a distanza. Ogni anno la sfida è stata lavorare creativamente sul concetto di solidarietà affrontandolo da un punto di vista diverso e inaspettato. Quest’anno lo scenario di riferimento comunicativo è totalmente cambiato e, ora più che mai, abbiamo sentito l’esigenza di trasmettere un messaggio molto importante: è l’uomo l’unico in grado di aiutare l’umanità. È stato, ed è, un anno difficile ma forse qualcosa di buono l’abbiamo imparato, e se così non fosse, non è tardi per iniziare ora.” Vincenzo Piscopo, head of branded content & original Ciaopeople.
Sono oltre 130.000 donatori che hanno scelto ActionAid per adottare a distanza un bambino, migliorando le condizioni della sua vita e della comunità in cui vive. Le nostre attività sono sostenute da donazioni provenienti da famiglie, privati cittadini e aziende che vogliono migliorare il mondo attraverso l’adozione a distanza in Africa, Asia e America latina.
 
A beneficiare del nostro intervento però non sono solo i bambini, ma anche le loro famiglie e le comunità in cui vivono. Complessivamente, con il contributo dei nostri sostenitori, aiutiamo circa 5 milioni di persone. L’80% della donazione che si effettua per l’adozione a distanza, infatti, viene destinato alla comunità dove vive il bambino con la sua famiglia per avviare o portare avanti programmi di sviluppo e progetti nei settori di nostra competenza (istruzione, acqua, cibo, diritti dei bambini, delle donne etc).


LINK VIDEO > youtube
 
Pagina dedicate alla Campagna

AL VIA LA CAMPAGNA CONTRO L’ABBANDONO DEI RIFIUTI DI PRODOTTI DA FUMO

AL VIA LA CAMPAGNA CONTRO L’ABBANDONO DEI RIFIUTI DI PRODOTTI DA FUMO Copertina    (commenti:2) (415)
Domenico Brancato

 
In data 7 febbraio c.m. presso l’aula consiliare del Comune di Marino, dai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Marino, è stata avviata una campagna contro l’abbandono di mozziconi di sigaretta, promossa dalla stessa Amministrazione, in collaborazione con Città Metropolitana di Roma Capitale che ne finanzia il progetto denominato “IL MOZZICONE E’ DIFFERENTE”, fruendo dei fondi trasferiti dalla Regione Lazio, per le annualità 2017-2018.
 
Finanziamento destinato alla diffusione capillare dell’informazione rivolta alla sensibilizzazione verso la condivisione dell’inderogabile esigenza del recupero della produzione dei mozziconi di sigaretta, attualmente abbandonati ovunque, con pregiudizievole effetto relativo al carente civismo dei cittadini ed al conseguente degrado ambientale.
Il progetto si prefigge, in varie tappe, di interessare i componenti ed i rappresentanti di tutto il tessuto sociale ed operativo del territorio comunale, secondo un crono programma (ovviamente, suscettibile di aggiornamenti in conseguenzadelle misure precauzionali imposte dal Coronavirus) che, al momento della stesura, prevedeva:
  • A marzo incontri dedicati alle scuole, per il coinvolgimento degli studenti sull’argomento, attraverso lo svolgimento di elaborati e formulazione di propostee idee al riguardo;
  • Ad aprile incontri con gruppi di lavoro impegnati nell’individuazione di iniziative e proposte sul tema;
  • 5 giugno in coincidenza della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Assemblea pubblica per illustrare proposte ed elaborati prodotti in seguito ai precedenti contatti ed impegni di collaborazione;
  • 11 giugno, in occasione della festività per il Patrono di Marino: San Barnaba, illustrazione del progetto, ulteriori informazioni sull’argomento e distribuzione di “ Raccoglitori di cicche “ portatili;
  • 13 giugno, presso il Parco della Pace di Cava dei Selci, sede dello svolgimento delle manifestazioni di BOVILLESTATE, allestimento di uno Stand per proseguire le attività indicate per 11 Giugno;
  • Novembre, Termine dei lavori propedeutici per la realizzazione del Progetto, e riepilogo delle attività ed iniziative in atto e programmate per il prosieguo del Progetto stesso, alla presenza dei rappresentati delle Istituzioni, della Stampa e di tutta la Comunità.
Intanto, come azione concreta ed immediata mirata alla risoluzione dell’annoso problema (già posto all’attenzione della sensibilità della cittadinanza e dell’Amministrazione comunale, tramite un mio articolo sull’argomento news.asp?p=112 ) è in programma l’installazione di Raccoglitori fissi di cicche di colore verde, presso i punti più esposti all’ abituale abbandono delle stesse, di seguito elencati:
 
STAZIONE FERROVIARIA DI MARINO; PARCO DELLE MOLETTE; PARCO CAVE DI PEPERINO; BORGO GARIBALDI; PALAZZO COLONNA; UFFICIO POSTALE DI MARINO; PIAZZALE DEGLI EROI; STAZIONE FERROVIARIA DI S. MARIA DELLE MOLE; UFFICIO POSTALE DI S. MARIA DELLE MOLE; PARCO G. FALCONE; PARCO LUPINI; PIAZZA SCIOTTI; PARCO KENNEDY; PARCO DELLA PACE; PIAZZA MATTEOTTI; UFFICIO POSTALE DI FRATTOCCHIE; FERMATA AUTOBUS DI S. MARIA DELLE MOLE E FERMATA AUTOBUS DI FRATTOCCHIE.
 
Il che, unitamente all’accorgimento di munirsi di Posacenere tascabili (vedi foto) acquistabili presso le Tabaccherie al modico prezzo di qualche euro, nel caso si producano cicche in luoghi distanti dai numerosi raccoglitori elencati, dovrebbe impedire ai fumatori di addurre ancora pretestuose scuse, per giustificare di perseverare nel gettare i residui del fumo al difuori degli specifici raccoglitori.
 
Ciò, non solo per evitare una constatazione di ripugnante manifestazione di inciviltà e recuperare una condizione di ammirevole decoro urbano, bensì per scongiurare l’ancora più grave sottovalutato inquinamento derivante dalla nocività della miriade di sostanze tossiche presenti nel filtro delle cicche. Sostanze che, in seguito all’azione di decomposizione, vengono rilasciate sul terreno o nell’acqua dei fiumi, dei laghi o del mare, producendo dannosissime forme d’inquinamento che si ripercuotono sulle rispettive faune e di conseguenza, attraverso la catena alimentare, sui consumatori. Consumatori che, costituendo l’ultimo anello della catena alimentare, diveniamo sede di accumulo della maggiore quantità di tali sostanze: presupposto per la possibile insorgenza di processi degenerativi che,nel tempo, possono dare origine a gravi patologie di “misteriosa” provenienza.
 
Conseguenze abbastanza sottovalutate, secondo le deduzioni degli autori di uno studio condottodai ricercatori Carmine Ciro Lombardi, Giulia Di Cicco e Vincenzo Zagà della Asl (Azienda Sanitaria Locale),in collaborazione con l’ENEA (Ente per le nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) di Bologna, sulla tossicità delle sostanze contenute nelle cicche prodotte dai circa 13 milioni di fumatori italiani che consumano mediamente 15 sigarette al giorno. La causa di tale scarsa attenzione, con molta probabilità, è da attribuire alla poca consapevolezza dei dati relativi all’entità della produzione, classificazione e quantificazione delle sostanze tossiche proprie della tipologia di rifiuto. Dati che trovano riscontro:
 
  • negli esiti del citato Studio, dal quale emerge che ogni anno si disperdono nell’ambiente:


    - 324 tonnellate di Nicotina, alcaloide volatile solubile in acqua dai noti effetti insetticidi e tossici per la fauna acquatica (come in genere dimostra la presenza di piccoli animali morti intorno ad un mozzicone di sigaretta gettato in un piccolo stagno),oltre che per l’uomo (nei confronti del quale, il contenuto di poche decine di cicche e più precisamente la nicotina contenuta in 4 sigarette, basterebbe, se iniettata direttamente nel sangue, a provocare la morte di un individuo in pochi minuti,o la morte di Bambini, come avvenuto, subito dopo aver ingoiato sigarette o mozziconi di sigaretta), tramite il fumo che passa nei polmoni, e nell’arco di 7- 10 secondi arriva al sangue ed al cervello, creando dipendenza in circa il 60 % dei fumatori. Ogni sigaretta ne contiene 15–20 mg, la metà dei quali degrada e rimane inutilizzata, il 20 % passa nel fumo ed il 30 % (4,5 mg) si incorpora nel filtro. Quantità, quest’ultima, che moltiplicata per i 72 miliardi di sigarette consumate in un anno, in Italia, equivale a 324 tonnellate riversate nell’ambiente.
-Polonio 210 o Radio, elemento radioattivo e cancerogeno, i cui valori di radioattività sono pari a 1.872 milioni di bequerel -Bq- (Unità di misura del Sistema internazionale dell’attività della radioattività: 1 Bq equivale ad 1 disintegrazione al secondo). Viene assorbito dalle radici della pianta di tabacco dal fertilizzante a base di polifosfati ricchi di radio. Circa il 50% è trasferito al fumo, il 15 % si trova nelle ceneri ed il 35 % rimane nel mozzicone;
- 1.800 tonnellate di Composti Organici volatili– COV - derivanti dalla combustione e comprendente: benzene, formaldeide, acetone e toluene. Tutti composti cancerogeni e mutageni (fattori che determinano la comparsa di mutazioni nel patrimonio genetico di una cellula), metà dei 50 milligrammi dei quali, prodotti fumando una sigaretta, rimangono nel filtro;
- 21,6 tonnellate di Gas tossici, quali: Acido Cianidricoe Ammoniaca, quest’ultima aggiunta al tabacco per incrementare la disponibilità di Nicotina. Entrambi sono altamente tossici per gli organismi acquatici e vengono emessi con il fumo, in ragione di ca. 0.6 mg, mentre ca. 0.3 mg rimangono nel filtro;
- 1.440 tonnellate di Condensato o Particolato (circa 40 mg per sigaretta), costituito da Idrocarburi Policiclici Aromatici –IPA-, catrame, metalli pesanti ( Mercurio, Cadmio, Arsenico, Cromo, Piombo, ecc), benzopirene e molti altri composti. L’esposizione cronica al particolato viene associata ad una nutrita serie di patologie,in particolare, respiratorie;
- 12.240 tonnellate di Acetato di Cellulosa: materiale con cui è realizzato il filtro, non biodegradabile, ma fotodegradabile, per cui acqua, sole e variazioni termiche ne provocano lo sgretolamento, dando origine alle microplastiche ( particelle che, secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare -EFSA -hanno dimensioni comprese fra 0,1 e 5.000micrometri, pari a 5 millimetri ) ed alla loro dispersione nell’aria e nell’acqua, dove, avendo dimensioni simili al plancton, vengono ingerite da pesci, molluschi e insetti nati in acque contaminate che, una volta mangiati da altri animali, le trasmettono all’uomo.In aggiunta all’introduzione che avviene nell’organismo anche attraverso il consumo di acqua e bibite, contenute in recipienti di plastica, e la respirazione. Tanto che, secondo una ricerca pubblicata il 4 Ottobre 2018 su “Environmental – Science and technology “, ciascuno di noi, inconsapevolmente, annualmente assume ed assimila 32.000 microscopici frammenti di quella plastica che, sotto varie forme, abbiamo buttato via nel tempo e che torna indietro con i conseguenti deleteri effetti sulla salute. Assunzione che trova conferma negli esiti di un’ulteriore ricerca condotta da alcuni scienziati austriaci, pubblicata il 23 ottobre, in seguito al rilevamento della presenza di 20 particelle di microplastiche in 10 grammi di feci di 8 persone provenienti da Europa, Russia e Giappone. Particelle, che si stima potrebbero essere presente in metà della Popolazione mondiale;
 
  • e nella prima indagine nazionale “ Park Litter 2018 “ sui rifiuti delle aree verdi urbane condotta da LEGAMBIENTE , nell’ambito della Campagna “ Puliamo il Mondo “, in Parchi pubblici di 19 Regioni Italiane. Dove sono stati raccolti e catalogati 23.096 rifiuti su una superficie di 7.400 metri quadrati, mediamente corrispondenti a 3 per mq. Rifiuti comprendenti:
     
- Mozziconi di sigaretta 8.471, pari al 37 %;
- Frammenti di carta 1.980, pari al 9 %;
- Tappi di bottiglia 1.576, pari al 7 %;
- Frammenti di plastica 1.490, pari al 6 %.
 
 
Inoltre, sempre da Legambiente, in 100 mq monitorati in vari Parchi, è stata riscontrata la presenza da 600 a 1.000mozziconi di sigaretta, pari a 6–10 per metro quadro.
Ed affinché si abbia una percezione delle dimensioni dei rifiuti da fumo a livello mondiale, si fanno seguire i contenuti di ulteriori indagini e commenti svolte e registrati vi via sull’argomento.
 
  • Da uno studio pubblicato sulla rivista CurrentEnvironmentalHealth Reports, si deduce che ogni anno, dei 6.000 miliardi di sigarette venduti nel mondo,le cicche di gran parte delle 4.950 miliardi con il filtro, vengono abbandonati nell’ambiente. Il che rappresenta un terzo della spazzatura mondiale marina, che comprende, oltre i mozziconi rinvenuti sulle spiagge, quelli che vi giungono tramite le condotte fognarie ed i fiumi.
  • Nelle pulizie annuali degli oceani del 2016, le cicche rappresentano il principale rifiuto abbandonato in California, Stati Uniti e a livello Internazionale. Tanto che una Organizzazione antifumo statunitense “ The Truth Initiative “ ha lanciato una campagna contro i mozziconi di sigarette definendoli “ L’oggetto più discusso al mondo “. Anche in considerazione che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima in 680 milioni di chili i rifiuti di tabacco prodotti nel mondo, ogni anno.
  • Il Governo francese stima in 30 miliardi il numero delle cicche gettate via, annualmente, nel territorio nazionale, delle quali il 40 % abbandonate in ambiente naturale. Precisando che una cicca può impiegare anche 10 anni per decomporsi e può produrre la contaminazione di 500 litri d’acqua.
  • Una delle più importanti Società Multiservizi – IREN – asserisce che gran parte dei mozziconi di sigaretta viene abbandonata in strada, e finisce nei tombini , poi nei fiumi ed infine a mare. Tant’è che nel Mediterraneo le cicche rappresentano circa il 40 % dei rifiuti, a fronte del 9,5% delle bottiglie di plastica, dell’8,5 dei sacchetti di plastica, del 7,6 % delle lattine di alluminio e altri materiali vari;
  • L’Humanitas Medical Care: una delle maggiori realtà della sanità italiana, con sede a Milano, afferma: “ non solo il fumo di sigaretta fa male alla salute, ma anche i mozziconi (trattandosi di materiale altamente cancerogeno che contamina il suolo e, di conseguenza, i prodotti della catena alimentare ) che ogni giorno vengono prodotti (solo a Milano più di 3 milioni, secondo dati statistici) e che finiscono sui marciapiedi delle città.
  • In Italia, come già menzionato, vengono consumate 72 miliardi di sigarette all’anno e gran parte delle cicche, a causa delle consolidate istintive cattive abitudini (fra l’altro, si calcola che 7 automobilisti su 10 , gettino le cicche ancora accese fuori dal finestrino delle auto in corsa, causando, durante il periodo estivo, incendi dalle conseguenze devastanti) finiscono, spesso inconsapevolmente ma irresponsabilmente, ovunque, contribuendo a determinare ingenti danni di natura correlata alle varie destinazioni di abbandono.
  • Sempre in Italia a seguito di una indagine promossa da FOCUS sull’impatto ambientale delle cicche, è stato rilevato che ogni mq di spiaggia ne contiene 2 Per cui sul totale delle nostre spiagge, ogni anno, vengono abbandonati 12,4 milioni di nuovi mozziconi. A tal proposito il Presidente di LEGAMBIENTE Stefano Ciafani definisce: “una piaga i mozziconi di sigarette, in quanto il 99 % dei fumatori continua a buttarli nell’ambiente e la legge, che prevede sanzioni per tale comportamento,viene pochissimo applicata. Sarebbe bene che i Comuni cominciassero a fare le multe ed anche a pubblicizzarle, come deterrente a un malcostume che è diventato una emergenza ambientale “.
  • A Roma, tenuto conto del costante flusso turistico che si riversa sulla capitale, si stima una produzione di 18 milioni di cicche al giorno, pari a 6,480 miliardi di cicche l’anno;
  • Mentre a Marino, considerato un numero di 9.900 fumatori (dedotto moltiplicando il numero dei residenti: 45.000, per la media nazionale dei fumatori: 22 %) e per un consumo medio giornaliero pro-capite di 15 sigarette, la quantità di cicche prodotte dovrebbe aggirarsi intorno alla “ non trascurabile “ quantità di 148.500 al giorno e di 53.460.000 l’anno.
     
Panoramica mondiale dell’impressionante inquinamento imputabile alle cicche che, inevitabilmente, preoccupa l’opinione pubblica mondiale e gli Organismi preposti alla salvaguardia della salute delle popolazioni e dell’Ambiente. Tant’è che da più parti si avvertono segnali di mobilitazioni, finalizzati ad affrontare in maniera consistente e concreta il problema. Come si evince dai suggerimenti, proposte ed iniziative di seguito riportate.
  • LA Dottoressa Licia Siracusano: referente del Centro Antifumo di Humanitas Cancer Center, afferma che “ E’ una questione di senso civico. Certamente non è possibile obbligare tutti i fumatori a smettere, però pensa che sia doveroso educare e sensibilizzare chi fuma a comportamenti responsabili e rispettosi della salute altrui e dell’Ambiente. I cittadini devono sapere che, al pari di qualsiasi altra tipologia di rifiuto (soprattutto se tossico), i mozziconi di sigaretta,se dispersi nelle strade o addirittura in mare, provocano danni ambientali e alla salute. Ritiene poi che per risolvere il problema basterebbe colmare il vuoto cultural-normativo e provvedere ad installare ovunque appositi raccoglitori.
  • Contiamoci: Comunità di Torino ideata da Greta e Silvano, per collaudare e scambiare le buone abitudini (green action) pratiche, per ridurre i danni che provochiamo all’Ambiente,considera gettare i mozziconi di sigaretta per terra un gesto doppiamente incivile, perché è abitudine comune, sia di chi lo commette e sia di chi l’osserva, non riconoscerlo come tale. E visto che il nostro territorio pullula di cicche dappertutto, i fumatori abbiano l’accortezza, una volta esaurita la sigaretta di spegnerla e di riporre la parte residua nel posacenere più vicino.E precisa che questa buona pratica non è riferita solo ai fumatori, ma anche ai non fumatori, relativamente al fatto di riconoscere il gesto di abbandonare il mozzicone per terra come scorretto e nel tentare di correggerlo negli altri.
  • Greenreport.it: primo quotidiano italiano, sia cartaceo che online, edito da Eco Srl, fondato nel 2006, con sede a Livorno, il cui servizio informativo indipendente è ispirato ai principi dettati dall’economia ecologica, asserisce, come sa bene chi frequenta le spiagge, che: non c’è Legge meno applicata in Italia di quella che dal 2016 vieta di gettare i mozziconi di sigaretta nel suolo, nelle acque e negli scarichi. Ma l’inciviltà regna sovrana, tutt’al più la maggioranza dei fumatori balneari si limita a spegnere la sigaretta sulla sabbia e sui ciottoli delle spiagge, per poi nascondere il mozzicone. Di notizie di multe praticamente non se ne hanno, nemmeno dopo l’intensificazione della vigilanza contro i venditori abusivi extracomunitari. E mentre aumenta la preoccupazione e la consapevolezza dell’opinione pubblica per i pericoli per l’Ambiente marino e la salute, costituiti da sacchetti e cannucce di plastica, quasi nessuno sa che la palma di maggiore inquinatore del mare spetta, secondo il dato riportato in uno studio pubblicato sulla Rivista “Current Environmental Health Reports “ (Rapporti Attuali sulla Salute Ambientale), ai 4.500 miliardi di cicche che ogni anno vengono abbandonati nell’Ambiente.
  • Thomas Novotny : Professore di Salute globale nella Divisione di Epidemiologia e Biostatistica dell’Università di California – San Diego: - asserisce chei mozziconi di sigaretta possono rilasciare sostanze chimiche fino a 10 anni dopo il loro utilizzo, andando ad inquinare l’Ambiente; - propone di vietare l’uso dei filtri per ridurre l’impatto del fumo poichè, secondo il rapporto:Tobacco and itsenvironmental impact an overview, pubblicato nel 2017 dall’Oms, le affermazioni che le sigarette col filtro fossero “ più sane “ erano fraudolente, tanto da rappresentare “una farsa” in termini di maggiore sicurezza per i consumatori;-avanza la richiesta di rendere i produttori di sigarette responsabili dei costi sostenuti per la raccolta delle cicche, o di incaricarli direttamente al ritiro di questi rifiuti; - ipotizza l’obbligo di riportare informazioni sui pacchetti relative alla tossicità dei mozziconi; e suggerisce l’istituzione di un deposito cauzionale, volto ad incentivare i fumatori a riconsegnare i filtri usati.
  • Greenbutts: Compagnia tecnica di San Diego ha in programma la commercializzazione di filtri naturali realizzati con materiali degradabili, come materiale organico di canapa e pasta legno, per l’abbattimento dell’impatto ambientale derivante dai miliardi di mozziconi di sigarette che ogni anno si trasformano in rifiuto, costituendo circa il 24,7 % del totale dell’immondizia raccolta, pari al doppio delle altre tipologie di rifiuti. Dato che il filtro biodegradabile è tenuto insieme da un collante composto di farina di frumento ed acqua, che va a sostituire il tradizionale involucro di cellulosa acetata, che richiede da 10 a 15 anni per completare il degrado.Innovazione che consentirebbe di convertire gli attuali dannosi filtri in utile concime naturale organico per le piante.
  • L’Università Federico II di Napoli, nel condurre uno studio sull’argomento, ha rilevato che man mano che il processo di disintegrazione del mozzicone di sigaretta procede, la parte residua si degrada a velocità progressivamente minore, così il tempo della completa decomposizione continua ad aumentare. E attraverso un’altra indagine pubblicata sulla rivista “ PlosOne “ , nel gennaio 2015, ha accertato che i mozziconi di sigaretta rappresentano il rifiuto più abbondante sull’intero pianeta, tanto che quotidianamente ammonta a oltre 10 miliardi la quantità di questi materiali dispersi nell’Ambiente.
  • Iren: una delle più importanti Società Multiservizi italiane che opera, fra l’altro ,nell’ambito dei servizi ambientali, propone un ambizioso progetto che prevede:
 
  • la sensibilizzazione con messaggi veicolati attraverso cartellonistica, manifesti e messaggi pubblicitari rivolti a realizzare la raccolta separata dei mozziconi, fidando sulle motivazioni personali inerenti la coscienza e la consapevolezza dei danni dell’inquinamento ambientale sulla salute umana,e sulla considerazione che gli altri possono avere di noi vedendoci abbandonare i mozziconi in strada;
  • una capillare distribuzione di idonei porta mozziconi, in particolare in corrispondenza: delle fermate degli autobus, degli Uffici pubblici, dei Supermercati, nelle Stazioni ferroviarie e degli Esercizi pubblici (Bar ed esercizi commerciali).Oppure con: - la distribuzione, agli Esercenti,di appositi raccoglitori da consegnare periodicamente agli addetti alla raccolta; - l’applicazione del sistema di vendita delle sigarette, attraverso una sorta di “ vuoto a rendere”, o tramite la distribuzione gratuita, agli avventori, da parte dei Tabaccai, di porta-mozziconi tascabili, forniti dai Comuni.Ricompensando, chi aderisce alla proposta, con un ritorno economico del tipo riduzione percentuale, ad esempio, del pagamento delle bollette Tari previsto per i comportamenti virtuosi.
Iniziative, l’applicazione delle quali consentirebbe di ridurre, senon addirittura escludere, il perpetuarsi del deplorevole abbandono dei mozziconi, oltre ad assicurare un indubbio apprezzabilissimo ritorno d’immagine;
  • la condivisione di una attività sull’argomento con le Istituzioni scolastiche ed il Personale Docente delle scuole di ogni ordine e grado, per il coinvolgimento attivo di Alunni e Studenti, attraverso lo svolgimento di tesine o temi, lo sviluppo di idee e la formulazione di proposte, magari stimolate dalla assegnazione di significativi e gratificanti riconoscimenti predisposti con il sostegno economico della Società proponente. Ciò, oltre che per una funzione educativa riguardante le cicche, per una ulteriore, non trascurabile, questione di salvaguardia della salute. Poiché i giovani sono particolarmente esposti alla dipendenza da nicotina e agli altri noti effetti collaterali del tabacco, quali cancro e malattie cardiovascolari. Considerato che, dagli esiti di uno studio condotto dal Professor Alessandro Marcon, docente presso il Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica dell’Università di Verona, si deduce che, dal 1990 in poi,per ogni 1.000 giovani, si è registrato un aumento annuo del 30 % di nuovi fumatori, pari ad un incremento del 50 % fra i giovanissimi di età compresa fra gli 11 e i 15 anni.
  • l’Australia ha avviato una campagna finalizzata alla raccolta dei mozziconi di sigaretta da parte del singolo fumatore, attraverso la consegna di un portacenere portatile resistente al fuoco e riutilizzabile, per sopperire alla carenza/mancanza di norme che regolano lo smaltimento della cicche e la informazione/formazione dei fumatori; e per illustrare loro i problemi legati al pericolo del fumo e dei mozziconi che, inconsapevolmente gettano in qualsiasi posto, impedendone lo smaltimento, come per le pile. A tal fine si ipotizza l’aumento di pochi centesimi il costo del pacchetto di sigarette, per attuare piani efficaci in tal senso.
  • La Terra Cycle, azienda del New Jersey sta sperimentando un programma che non solo incoraggia le persone a raccogliere le cicche , ma anche a riciclarle. Così ha deciso di fornire gratuitamente ai fumatori etichette per la spedizione via corriere, dei mozziconi raccolti.
  • La Città di New York, seguendo l’esempio del vuoto a rendere, ha proposto un progetto di legge: “ Penny per Butt’ “, che prevede il rimborso di un centesimo per ogni cicca raccolta. Mentre, la città di Portland in Oregon e lo stato di Maine, hanno concordato di multare con 100 dollari chiunque getti in strada i mozziconi di sigaretta.
  • Ed ancora In Italia:
- il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 15 Febbraio 2017 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 Marzo 2017), che detta Disposizioni in materia di rifiuti di prodotti da fumo e di piccolissime dimensioni, prevede che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie siano suddivisi a metà tra: -l’attuazione di campagne di informazione, su scala nazionale, a cura del Ministero dell’Ambiente; - l’installazione di appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi, la pulizia di caditoie e di tombini da residui di mozziconi; e la realizzazione di campagne informative su scala locale, a cura dei Comuni;
- e l’iniziativa “ Ma il mare non vale una cicca “,giunta quest’anno alla 5° edizione, promossa da Marevivo (Onlus con oltre 35 anni di esperienza nella protezione del Mare e delle sue risorse), in collaborazione con IT International SA –JTI- (Insieme dei metodi e della tecnologie che vengono utilizzate per la trasmissione, archiviazione ed elaborazione di dati ed informazioni attraverso l’uso di reti), con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Corpo delle Capitanerie di Porto e il supporto del BIS (Sindacato Italiano Balneari), e con testimonial l’attore Cesare Bocci. Iniziativa, che per esprimere la reale percezione della dimensione delle cicche abbandonate, rende noto che se mettessimo infila tutte quelle gettate nelle spiagge, si creerebbe una fila lunga paria alla distanza tra Roma e Bologna (Circa 400 Km). Per cui, anche in questa edizione dell’iniziativa, saranno distribuiti 100 mila posacenere tascabili, insieme ad un opuscolo informativo sui tempi di degrado in mare di alcuni oggetti che fanno parte della vita di tutti i giorni (lattine, accendini, bottiglie di vetro e di plastica),su oltre 400 spiagge degli 8.000 Km di coste italiane, da parte di 1.000 volontari, nel weekend del 3 – 4 Agosto. Con l’intento, stimando un contenuto di 6 cicche per ogni posacenere, di evitare la presenza, sulle spiagge o nelle acque del mare, di 600 mila filtri al giorno. Considerato che le precedenti campagne hanno permesso di evitare l’abbandono di ben 10 milioni di cicche e di conseguire l’ambizioso risultato di avere spiagge più decorose e minore moria di alcuni animali marini, come: Cetacei,Tartarughe (per le quali un singolo mozzicone ingerito può provocarne la morte, in poco tempo), Uccelli e Pesci, già messi in pericolo dall’abbandono, ogni anno, di migliaia di rifiuti di vario genere.
Dopo aver illustrato una sintesi dei suggerimenti e proposte su come evitare l’abbandono e promuovere la raccolta delle cicche, vediamo come evitare lo smaltimento nelle rare debordanti onerose e pericolose discariche, attraverso metodologie di riciclaggio e possibili utilizzazioni, atti/e a mutare la loro condizione di pericoloso rifiuto in provvidenziale componente di redditizi materiali di vario genere, come si può dedurre dalle ampie indicazioni di seguito riportate.
  • A Vancouver – Canadà– una Azienda di Toronto denominata TerraCycleInc. estrae l’acetato di cellulosa presente nelle cicche per creare dei pellets (cilindretti di materiale naturale, in genere, provenienti dagli scarti della lavorazione del legno) di plastica che potranno essere utilizzati per produrre imballaggi o per la plastificazione del legno.
  • L’Ingegnere Abbas Mohajeranidel Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT University), inventore (coadiuvato dagli studiosi dell’Università) del metodo di riciclo pubblicato sul Journal of Management, ha condotto diversi esprimenti per inglobare le cicche nei mattoni di argilla cotta. Ottenendo:- mattoni del tutto simili a quelli che già conosciamo, ma più leggeri, con migliori proprietà isolante e con un impegno di energia inferiore del 58 % per essere realizzati; - grazie alle proprietà isolanti dei filtri, la riduzione dei consumi energetici domestici, sia per il riscaldamento che per il raffreddamento; - e lo smaltimento delle cicche stesse, oltre alla trasformazione delle sostanze inquinanti in esse contenute (come i metalli pesanti), in sicuro materiale per l’edilizia, Aggiunge poi, che ogni anno si producono 6 mila miliardi di sigarette, che corrispondono a 1,2 milioni di tonnellate di spazzatura contenente componenti chimici dannosi. Cifre che sono destinate ad aumentare di oltre il 50 % entro il 2025, a causa della crescita della popolazione mondiale. E che se solo il 2,5 della produzione annuale di mattoni incorporasse l’1 % di mozziconi di sigaretta, si potrebbe risolvere completamente, o quasi, il problema dell’inquinamento dovuto a tali scarti.
  • La Fashion designer (Persona che ama studiare il trend della moda, disegnare modelli e selezionare materiali per la loro realizzazione): cilena Alexandra Guerrero, in cerca di un’idea per la sua tesi di laurea, ha notato la notevole presenza di cicche sui marciapiedi della sua città: Santiago del Cile ,ed ha scoperto che i filtri, una volta purificati, poi lavati in un solvente e successivamente sterilizzati, fatti asciugare e sottoposti a sanificazione, potevano essere tinti e filati con lana di pecora ed utilizzati per la produzione di capi unici di abbigliamento.
  • Terra Cycle, di Trenton, in New Jersay ,è il social network della monnezza, fondata dal giovane ungherese Tom Szaky,allo scopo di eliminare lo spreco, attraverso la creazione di sistemi nazionali di riciclaggio di rifiuti non utilizzabili o difficile da recuperare.
  • Le “Cigarette Waste Brigates”: strutture territoriali di Terra Cycle, stanno chiedendo ai cittadini di conservare i loro mozziconi, per inviarli alla società di riciclaggio, attraverso un sistema di spedizione prepagato, gestito dal colosso UPS. Il quantitativo minimo per ogni singola spedizione è fissato in una libra (453,6 g) da inviare allo stabilimento di Trenton, per il quale il mittente riceverà 100 “ punti Terra Cicycle “ convertibili nel pagamento di 1 centesimo per ogni punto, in opere di beneficienza, a scelta del fumatore. La Società si impegna a riciclare i filtri per realizzare una serie di profilati per uso industriale, come legname di plastica (Plastic Timber) ed oggetti di uso domestico, tra cui, i posacenere.
  • La newyorkese Eco-Tech Displays ha creato la “ CigaretteButtLitterDream “ (Sogno del riciclo delle cicche di sigaretta): Società che si occupa di trasformare le cicche raccolte svuotando centinaia di portacenere posizionati all’esterno di bar e ristoranti di New York, New Jersey, Chicago e Illinois, in prodotti come gioielli, vasi e plettri (piccole lamine a forma di mandorla atte a far risuonare le corde tese su di una cassa armonica).
  • Il Professor Lorenzo Guglielminetti, coordinatore della ricerca “ Trasformiamo i filtri usati delle sigarette in substrato inerte per l’agricoltura idroponica “(coltivazione senza terra) spiega: per farlo separiamo i mozziconi nelle loro componenti biodegradabili (carta e tabacco), per poi poterli usare, al posto della lana di roccia, per la germinazione di semi la cui crescita risulterà compatibile con il supporto sperimentale.
Inoltre, tramite l’uso delle alghe si provvederà a decontaminare le acque di lavaggio dei filtri,per ottenere una biomassa utilizzabile per la produzione di biocarburante.
  • In Toscana, da recente è partito un progetto che vede coinvolti il Centro Avanzi dell’Università di Pisa, in collaborazione con il Cnr e il Comune di Capannori, in provincia di Lucca. Zona sede di grandi insediamenti dell’industria della carta e di sviluppo di politiche ambientali sul riciclo dei rifiuti, ultima delle quali inerente la rigenerazione degli avanzi delle sigarette, per la trasformazione da rifiuto a materiale adatto alla coltivazione floreale e in biocarburante. Il progetto denominato FOCUS (Filter of cigarettes reuse safely), avrà la durata triennale e fruisce di un finanziamento di 140 mila euro erogati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dall’Ateneo di Pisa e dal Comune di Capannori.
  • A Roma, un gruppo di ricercatori ha appena concluso un lavoro di ricerca per trasformare una parte dei filtri in montature per occhiali. Ilaria Bientinesi, chimica di AzeroCo2, Società nata da Legambiente, spiega: abbiamo trovato un sistema innovativo per la purificazione dei mozziconi, per poterli poi riciclare. In quanto, l’acetato di cellulosa dei filtri, ripulito, può essere impiegato anche per la produzione di altri oggetti, come contenitori rigidi, scatole, ecc. Il Progetto è stato finanziato con 321 mila euro provenienti dalla Regione Lazio, attraverso fondi europei.
  • Un ricercatore italiano dell’ENEA propone di adoperare le cicche di sigaretta come biomassa, da cui ricavare calore ed energia, ed utilizzare l’Acetato di cellulosa dei filtri, opportunamente rigenerato, per la produzione di pannelli termo fonoassorbenti per l’edilizia.
 
Da quanto riscontrato sulla possibilità di affrontare la imponente questione inerente le cicche, relativamente: al comportamento dei fumatori, ai sistemi di raccolta, alle metodologie di riciclaggio ed alle possibili concrete utilizzazioni delle stesse, si deduce che sono stati ampiamente individuati gli accorgimenti, realizzati i supporti tecnologici ed elaborati e sperimentati i processi di lavorazione, per consentire di superare efficacemente ogni difficoltà che si frapponeva all’ardua soluzione del problema. Per cui, a questo punto, la soluzione del problema dipenderà soltanto dall’indispensabile disponibilità d’impegno di tutte le componenti interessate (Cittadini, Istituzioni e Realtà produttive compatibili).
Affinchè si possa procedere alla creazione di dimensioni operative adeguate alle potenzialità delle aree coinvolte, possibilmente organizzate in specifici Consorzi (come quelli da tempo esistenti per il riciclo della: Carta, Plastica, Vetro, Alluminio), in grado di convertire quel che attualmente costituisce espressione di inciviltà, in constatazione di esemplare decoro e provvida produzione di materia prima, per la realizzazione di materiali ed oggetti di interesse commerciale.
E poiché il Comune di Marino, come in precedenza riportato, ha già avviato la messa in atto dei presupposti per giungere ad una, si spera, diffusa convinzione , da parte dei cittadini, dell’utilità della raccolta delle cicche;per completare l’apprezzabile impegno, una volta conseguito l’ambito obiettivo,non rimane che aderire o farsi promotore alla/della realizzazione di specifici impianti per il loro riciclaggio,finalizzati ad evidenziare, in concreto, la validità della disponibilità al recupero e conversione del deprecabile rifiuto.
Chi scrive, nel concludere, avverte la pressante esigenza di esprime un fervido augurio affinché, prima che i lettori terminino di scorrere l’esposizione del corposo argomento trattato (supponendo la lettura di una pagina al giorno), il Coronavirus sia stato, almeno in gran parte, controllato e confinato in perenne quarantena…
Augurio espresso in occasione della stesura del presente articolo, avvenuta a Febbraio, quando ancora non si conoscevano a sufficienza le caratteristiche di propagazione e le strategie di controllo del virus. Oggi, che si dispone di conoscenze appropriate al contenimento della sua diffusione, in attesa della produzione di un efficace specifico risolutivo vaccino, per collaborare attivamente all’incremento dei soddisfacenti risultati fin qui conseguiti, occorre estendere l’invito delle Istituzioni Sanitarie a proseguire costantemente, singolarmente e diligentemente, a rispettare gli accorgimenti che hanno permesso di pervenire al loro conseguimento. Onde evitare, sia di vanificare i positivi effetti dei pesanti sacrifici affrontati, che di andare incontro ad una eventuale, ancora possibile, insorgenza di focolai della terribile pandemia.

Parmalat: una nuova piattaforma e-commerce B2C per la spesa online

Parmalat: una nuova piattaforma e-commerce B2C per la spesa online  Copertina (238)
Eleonora Persichetti

 
Parmalat, azienda leader in Italia nel mercato del latte, apre al mondo dell’e-commerce e sceglie Deliverti per il lancio del suo shop online ufficiale.
 
Deliverti, società del gruppo Ad Maiora, attiva nella gestione in full outsourcing di progetti di ecommerce, fondata da Fabio Scalet e Giulio Cupini nel 2016, si è occupata della realizzazione dell’infrastruttura digitale di shop
Deliverti ha supportato Parmalat in tutte le fasi di realizzazione del progetto: dall’implementazione dei processi logistici e distributivi alla gestione degli aspetti post-vendita con il proprio customer care dedicato, all’integrazione del front end in partnership con Diennea.
 
“In questi ultimi mesi abbiamo assistito ad importanti cambiamenti nelle abitudini di consumo e di acquisto dei consumatori verso i quali un’azienda deve velocemente adeguarsi. Riteniamo infatti che questa nuova modalità di acquisto on-line non sia solo un fenomeno dettato dal momento, ma sia stata l’occasione per far provare a tanti consumatori un nuovo canale di acquisto, che ha verificato essere comodo, sicuro ed anche veloce. Per questo motivo Parmalat ha scelto di investire in una propria piattaforma di vendita e-commerce per rispondere il più possibile alle esigenze dei propri consumatori proponendogli una nuova modalità di acquisto che si traduce in una nuova forma di servizio” (Francesco Potenza – Head of Digital & Marketing Services di Parmalat).
 
Questa scelta strategica trova riscontro nel particolare momento positivo per il settore degli acquisti online nell’era Coronavirus e in vista di un cambiamento generalizzato delle abitudini di acquisto degli utenti.
La situazione attuale in materia di commercio digitale del settore dell’alimentare ha subìto un’impennata senza precedenti. Le statistiche Netcomm affermano che il settore food & beverage ha incrementato la richiesta di acquisti digital del 130% tra gennaio e maggio 2020.
 
Questo particolare scenario con cui il settore del commercio si deve confrontare ha consolidato di più le certezze per la realizzazione di un progetto di e-commerce, con obiettivi di incremento ambiziosi nel breve periodo.
“Quando abbiamo iniziato nel 2016 era difficile parlare di ecommerce in Italia, oggi la situazione è nettamente cambiata. Non basta sviluppare un sito, bisogna ragionare sulla strategia commerciale complessiva, è questo che Parmalat ha cercato nel know how di Deliverti. Lavorando da anni con multinazionali, abbiamo l’esperienza necessaria per realizzare progetti digital all’interno di infrastrutture organizzate come quella di Parmalat. Personalizzare i processi di Deliverti per metterli a disposizione di un progetto come questo è un modo di sviluppare una competenza unica sul mercato nazionale ed internazionale, visti i rapporti con la capogruppo Lactalis sia in termini di sicurezza che di policy. L’entusiasmo e la determinazione con cui Francesco e i suoi manager hanno affrontato il progetto ci ha portato ad un ottimo risultato.(Giulio Cupini - General Manager di Deliverti).
 
Oggetto della collaborazione tra le due realtà è un portale user friendly, attento alle esigenze e all’esperienza di navigazione, per offrire uno shop dove poter acquistare i prodotti a marchio Parmalat in modo veloce e sicuro. Per ricreare il negozio virtuale “perfetto” sono state effettuate analisi sul mercato per valutare le preferenze dei consumatori: da qui l’idea di progettare sezioni dedicate a special box dei prodotti più richiesti e suggerimenti di acquisto sulla base delle referenze più vendute.
 
Il nuovo shop online presenta un’ampia gamma di referenze, non solo i prodotti a marchio Parmalat, ma anche Santal, Galbani, Chef e Zymil, tutti brand che fanno riferimento al Gruppo Lactalis di cui Parmalat fa parte dal 2011.
A rendere ancora più fluido e affidabile il processo d’acquisto sono stati previsti dei sistemi di pagamento certificati. Proprio sul tema dei pagamenti Parmalat ha richiesto un focus di attenzione maggiore per garantire a tutti i suoi clienti online un percorso di acquisto sicuro e in linea con le policy di mercato.
 
Parmalat, in accordo con Deliverti, ha deciso di incrementare le possibilità di contatto con i consumatori aprendosi alle vendite digitali e ampliando le nuove prospettive di fatturato offerte dall’online.

Geyser a Ciampino in via Ventotene

Geyser a Ciampino in via Ventotene Copertina    (video) (332)
Eleonora Persichetti

Un geyser solforoso alto tre metri, con un getto d’acqua improvviso, è esploso ieri pomeriggio a Ciampino in via Ventotene. In via precauzionale, sono state evacuate alcune villette.
 
Sembra che il geyser si sia formato durante lo scavo di un pozzo artesiano, ma sulla dinamica si sta ancora indagando.
 
Evacuate delle abitazioni anche nella vicina via Giannutri e i tecnici della Asl di zona con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia stanno controllando la situazione in evoluzione. L’area è transennata dalle forze dell’ordine.
 
La Prima Cittadina di Ciampino, Daniela Ballico, che nella tarda serata di ieri si è recata personalmente sul posto per essere aggiornata sulla situazione e per mettere a disposizione tutte le risorse necessarie per il ripristino delle condizioni di sicurezza della zona, ha comunicato alla stampa:
 
 
Comune di Ciampino
Comunicato del Sindaco sull’emergenza di Via Ventotene
 
Ciampino, 10 giugno 2020
 
“Ieri, a seguito di una segnalazione relativa ad una fuoriuscita di gas dal sottosuolo in Via Ventotene, attraverso il nostro Comando di Polizia Locale, abbiamo attivato l’intervento dei Vigili del Fuoco, dell’INGV e della Croce Rossa sul posto per valutare la situazione”.
“Dopo il sopralluogo e gli accertamenti effettuati, sono emerse delle esalazioni di idrogeno solforato causate da uno scavo in prossimità di un pozzo artesiano, e facendo seguito ad un fonogramma dei Vigili del Fuoco ho proceduto all’emissione di un’Ordinanza di evacuazione urgente dei nuclei familiari a rischio”.
“Attualmente la situazione è sotto controllo, grazie all’eccellente lavoro svolto in maniera encomiabile dal tardo pomeriggio di ieri fino alle 4 di questa mattina dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dall’INGV che ha effettuato le misurazioni del sito, dalla Croce Rossa Italiana che ha garantito il proprio supporto e dalle nostre forze di Polizia Locale che hanno isolato l’area e provveduto all’evacuazione delle famiglie”.
“Stamani riprenderanno i lavori di ripristino delle condizioni di messa sicurezza dell’area nel rispetto delle prescrizioni che verranno fornite direttamente dagli esperti dell’INGV. Ringrazio tutti i Corpi che sono intervenuti e gli Uffici del Comune di Ciampino per l’ottimo e tempestivo impegno messo in atto per gestire una situazione che allo stato attuale risulta essere, seppur assolutamente sotto controllo, molto seria. La speranza è che l’intervento che stanno effettuando i Vigili del Fuoco possa rivelarsi risolutivo, in caso contrario serviranno interventi di natura strutturale che richiederanno altro tempo”
 
 
 
Le immagini ed il video sono state recuperate in rete

OBBLIGO SOSTITUZIONE GOMME INVERNALI ENTRO IL 15 DI GIUGNO

OBBLIGO SOSTITUZIONE GOMME INVERNALI ENTRO IL 15 DI GIUGNO Copertina (209)
Domenico Brancato

 
 
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – MIT –  a causa dell’emergenza Coronavirus e delle segnalazioni prodotte dalle Associazioni di categoria: Federpneus, Aniasa, AIRP, CNA Gommisti e CNA Confartigianato (che rappresentano chi produce, e chi vende  e monta pneumatici),relative all’impossibilità di rispettare il termine previsto del  15 Maggio (in riferimento alla Circolare n. 1049 del 17/01/2014 con la quale si è ritenuto opportuno l’uso di pneumatici invernali, contraddistinti dalle marcature aggiuntive: M+S, MS, M-S ovvero M&S, nel periodo compreso tra il  15 Ottobre e il 15 Maggio, anche con indice di velocità “Q”= 160 Km/h) per la sostituzione dei pneumatici da neve con quelli estivi, ha deciso con Decreto n. 12047 del 30/04/2020 e successiva Circolare, di pari data, con effetto immediato, difarlo slittare di un mese, consentendone l’uso fino al 15 di Giugno.
Lo slittamento, in pratica,  riguarda soltanto coloro che circolano con pneumatici invernali, con un codice di velocità inferiore a quello riportato sulla Carta di Circolazione. In quanto, chi monta coperture invernali con codice uguale o superiore a quello indicato in Libretto, volendo, può circolare tutto l’anno con gomme da neve.
 
In ogni caso, la sostituzione, quando prevista,  in riferimento ai parametri descritti,  è obbligatoria, altrimenti, si rischia di incorrere in sanzioni dell’importo da 422,00 a 1.695,00 euro e al ritiro del Libretto della vetture che, a sua volta, comporta la revisione presso il Dipartimento dei Trasporti Terrestri.
Considerati gli inconvenienti a cui si può andare incontro, in caso di mancata regolarità,  in prossimità dello scadere della proroga concessa, sarà bene riscontrare,per tempo, i dati riportati sul Libretto di Circolazione e stampigliati sulla spalla di ciascuna gomma o consultare il gommista di fiducia,per procedere, se necessario, tempestivamente agli adeguamenti prescritti.
Consultazione che è bene estendere anche alla verifica delle condizioni dei pneumatici, in quanto,  può risultare di vitale importanza, specie nel periodo estivo ed in occasione dei maxi  esodi alla volta delle località di vacanza, sia nei confronti della propria incolumità che per la sicurezza di tutti gli utenti della strada.
Poiché dai risultati della campagna “Vacanze sicure 2019” risulta che, dei 39 milioni di autoveicoli in circolazione in Italia, 3.9 milioni montavano pneumatici lisci o non conformi alle prescrizioni della Carta di Circolazione.
 
A tal proposito il Codice della Strada -CdS- all’articolo 237 del Regolamento, per i sistemi  ruota e pneumatici, prescrive che debbano presentarsi in “Perfetta efficienza, privi di lesioni che possono compromettere la sicurezza ….” e precisa che la profondità degli intagli principali (scanalature più larghe situate nella zona centrale del battistrada che ricopre all’incirca i tre quarti della superficie dello stesso) dovrà essere di almeno 1.60, 1.00 e 0.5 mm, rispettivamente per  gli autoveicoli, i filoveicoli e rimorchi; motoveicoli e  ciclomotori. Limiti, a proposito  dei quali, è opportuno ricordare che più lo spessore del battistrada si assottiglia, minore sarà la tenuta specie sul bagnato o in caso di acquaplaning (slittamento degli pneumatici sull’asfalto bagnato quando l’autoveicolo procede ad alta velocità, dovuto all’interposizione di un velo d’acqua fra battistrada ed il manto stradale).
 
 
Circa l’usura dei pneumatici, poi, si ricorda che può essere di tipo:
 
  • Normale: quando il consumo del battistrada avviene in modo omogeneo, lungo l’intera circonferenza e larghezza della gomma;
  • Asimmetrica: dovuta a cause inerenti le sospensioni o ad un allineamento scorretto delle ruote;
  • Della spalla: causata soprattutto all’utilizzo di pneumatici con pressione bassa o dalla sistematica percorrenza di curve ad elevata velocità;
  • Centrale: provocata da pressione troppo elevata dei pneumatici o da uno stile di guida aggressivo;
  • A chiazze: cioè con parte dei battistrada più consumate di altre, a causa di frenate violente o ad errata equilibratura delle gomme;
  • A dente di sega: caratterizzata da un maggior consumo dei bordi di uscita dei tasselli del battistrada, rispetto e quelli di attacco, causato da errata pressione di gonfiaggio, a condizioni di sovraccarico, a problemi di sospensione  o  a stile di guida aggressivo.
Il che evidenzia che il consumo delle gomme, siano esse estive, invernali o 4 stagioni è connesso all’osservanza del rispetto di regole inerenti: - il mantenimento della corretta pressione; - l’esclusione di sovraccarichi del veicolo; - il mantenimento di uno stile di guida attento; - il controllo della struttura delle gomme e delle geometrie della vettura ( convergenza, efficacia delle sospensioni e degli organi di sterzo), specie  dopo un urto contro un ostacolo o essere andato a finire in una buca.
In linea di massima,  quindi,  non esistonoindicazioni precise sui tempi di sostituzione delle gomme, anche se, ferme restando le prescrizioni del CdS che richiedono, come precisato, almeno 1.6 mm di spessore di battistrada, un pneumatico si considera da sostituire  allorché detto spessore sia inferiore a 3 mm, per le gomme estive e 4 mm per quelle invernale e quattro stagioni.  Condizione che viene evidenziata da appositi “ indicatori di usura” presenti  in molti pneumatici.
 
Inoltre, ai fini della durata, è da tener presente che quella dei pneumatici invernali si stima, per via della differente mescola,  sia inferiore del 15%, rispetto a quella dei pneumatici estivi. Diminuzione che aumenta qualora le gomme invernali vengano abitualmente utilizzate oltre la stagione fredda.
Comunque, come per l’obbligo della sostituzione dei pneumatici allo scadere della stagione invernale, anche per quanto concerne la sostituzione per il raggiunto limite di spessore del battistrada, l’articolo 80, comma 1 del CdS  e l’Articolo 238 del Regolamento , prevedono  la sanzione amministrativa variabile da un minimo di 85 ad un massimo di 337 euro. Mentre l’articolo 175, sempre del CdS,  stabilisce la sanzione accessoria: consistente nella decurtazione di 2 punti dalla Patente di guida. Punti che diventano 3, secondo il disposto dell’articolo 192 CdS, che precisa la facoltàdi cui dispongono le forze di Polizia presenti sul territorio, di impedireil proseguimento della marcia ai conducenti di veicoli che presentino “ Difetti od irregolarità ai dispositivi di segnalazione visiva, di illuminazione o agli pneumatici “ tali da “ Determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza, tenuto anche conto delle condizioni atmosferiche o della strada”.
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