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Un nuovo inizio per il Comitato di Quartiere di S. Maria delle Mole

Un nuovo inizio per il Comitato di Quartiere di S. Maria delle Mole Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:6) (1.383-0-0)
la Redazione

Sabato scorso, il Comitato di Quartiere di S. Maria delle Mole, si è ritrovato a pranzo per festeggiare le imminenti festività natalizie, ma anche per fare il punto sugli, obiettivi raggiunti in quest’ultimo periodo, su  quelli che ci prefiggiamo di raggiungere nel prossimo futuro, e per rinnovo delle adesioni.
 
La  partecipazione è stata particolarmente rilevante, a dimostrazione che il nostro impegno, per il bene della Città, viene riconosciuto ed apprezzato.  

É stato un incontro tra vecchi e nuovi amici che insieme, hanno in comune l’amore per la nostra Città, a prescindere dall’Amministrazione comunale di turno.
 
Ha aperto l’incontro, il Presidente, Antonio Calcagni, che ha rivendicato, il ruolo che il nostro Comitato si è ritagliato in tutti questi anni, ovvero quello di farsi portavoce delle esigenze dei cittadini, nei confronti dell’amministrazione comunale, ma non solo.
 
A seguire, ha preso la parola Domenico Brancato, in quanto membro storico del Comitato, che ha sottolineato le forti e longeve radici su cui si poggia il suddetto.
 
Ha quindi preso la parola, Filippo Cuomo, in quanto responsabile della neonata sezione Volontari Decoro Urbano del Comitato, una persona che in questi anni è diventata un vero e proprio mito, che del decoro urbano, ne ha fatto una vera ragione di vita.
 
E’ intervenuta poi Eleonora Persichetti, Caporedattrice del nostro Sito che, sotto la sua direzione è diventato un formidabile strumento di diffusione dell'informazione e quindi un vero e proprio quotidiano, dove agli articoli su problematiche e cronaca locale, si aggiungono argomenti di respiro nazionale, e dove non manca certo lo spazio dedicato ai commenti e suggerimenti dei lettori, ecc.ecc.
 
A conclusione di questo primo giro di interventi, ha preso la parola Francesco Raso, in quanto webmaster del portale, che ha snocciolato, numeri alla mano, i lusinghieri risultati raggiunti in questi 7 anni di attività.
 
Per renderci conto di cosa parliamo, Francesco ha ricordato che il Sito al momento ha avuto, circa 900.000 visualizzazioni.
 
Con l’intervento di Don Jesus, che ha riconosciuto ed apprezzato la nostra fattiva e leale collaborazione con il Comitato dei Festeggiamenti della Festa Parrochiale, sono iniziati gli interventi dei responsabili di alcune realtà associative con cui ci confrontiamo e collaboriamo costantemente.
 
E’ seguito quindi l’intervento di Gianni Botta, che oltre ad essere un pilastro delle Sezione Volontari Decoro Urbano, collabora attivamente anche con la locale sezione di Legambiente “Appia Sud il Riccio”.
 
L’intervento di Alessandra Cappare, ha sottolineato invece la stretta collaborazione realizzata con l’AISM, un grande associazione nazionale che ha a cuore il bene dei malati di Scerosi Multipla. 
 
Infine è intervenuto Francesco Peltrone, responsabile del Comitato di quartiere “Gente di Via Aldo Moro e dintorni”, amico e solidale del nostro Comitato con cui, in tutti questi anni, abbiamo condiviso innumerevoli iniziative.
 
Un’incontro veramente proficuo che, vista la grande partecipazione, lascia ben sperare nel futuro, non solo del Comitato ma anche della nostra Città.
 

I VOCABOLI INGLESI CHE INFETTANO LA LINGUA ITALIANA

I VOCABOLI  INGLESI CHE INFETTANO LA LINGUA ITALIANA Copertina Nazionali (1.382-0-0)
Domenico Brancato

I VOCABOLI IN LINGUA INGLESE, IN OCCASIONE DELLA PANDEMIA, HANNO INFETTATO ULTERIORMENTE LA LINGUA ITALIANA.
Infatti, basta seguire le ripetitive ed ossessive  notizie trasmesse a iosa dai mezzi d’informazione, specie in trasmissioni riempitive dei palinsesti dei vari canali televisivi, fondamentalmente incentrate sulle contrastanti posizioni di ciarlieri opinionisti,  per riscontrare lo smodato uso del lessico d’oltre Manica.
Abuso che,  impedendo a molte persone di comprendere il significato di tante espressioni chiave e, conseguentemente, il senso dell’argomento in discussione, li induce ad astenersi  dal seguire i programmi che, per contro,  dovrebbero adempiere, specie in questo periodo, la funzione di diffondere accessibili, comprensibili ed esaurienti informazioni  a tutta  l’ampia platea di telespettatori. Il che può determinare  il  mancato recepimento  o la intempestiva messa in atto delle raccomandazioni  o  dell’osservanza delle prescrizioni, via via adottate, in merito all’evolversi dell’andamento dei contagi da Covid-19. Oltre a creare diseguaglianza e promuovere possibile frustrazione morale nei Soggetti in questione, derivante dall’impossibilità degli stessi di acquisire sufficienti  conoscenze, per potersi relazionare, con cognizione di causa, sulle tematiche inerenti la complessità e le difficoltà dell’attuale situazione socio-economica-sanitaria.
Pertanto, al fine di tentare di ovviare a tale pregiudizievole tendenza, si riporta, in versione italiana, la traduzione ed il significato delle  più frequenti espressioni, sigle ed acronimi, causa del descritto disagio:
  • App (ap) = abbreviazione del termine informatico applicazione per dispositivi elettronici mobili, quali: smartphone, PC, tablet, ecc.;
  • App immuni (ap immuni)=  applicazione creata per contrastare l’epidemia, in quanto avverte colui che ha installata di essere affetto da possibile  contagio, in modo che possa tempestivamente isolarsi, evitandone la  diffusione;
  • Bike sharing (baik scering) = condivisione della bicicletta,  quale strumento di mobilità sostenibile a disposizione delle Amministrazioni comunali, che intendono incrementare l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, integrandoli fra loro;
  • Brand (brand) = marchio;
  • Burnout  (bonaut) =  sindrome di esaurimento emotivo o tipo di stress lavorativo, che può manifestarsi in tutte quelle professioni con implicazioni relazionali molto accentuate;
  • Contactless (contactles) = pagamento senza contatto - cioè che permette di effettuare  acquisti tramite carte di credito o di debito: Smart card,  smartphone, ecc;
  • Coronabond (coronabond) = meccanismo solidale di distribuzione dei debiti tra gli Stati europei  per il quale, quando un Paese chiede un prestito di denaro per finanziare le proprie opere di intervento,  il debito viene ripartito fra tutti gli Stati membri, mediante la creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi stessi;
  • Contact tracing (tricincontact) = tracciamento di contatti, ossia processo di identificazione e segnalazione di alcune precise informazioni;
  • Corona-virus (coronavairs)= genere di virus provvisti di un caratteristico involucro sferico con proiezioni superficiali disposti a corona, comprendenti il virus responsabile, che nell’uomo si manifesta sotto  forma di polmonite atipica, chiamata  Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS);
  • Covid-hospital (covidospitu) = ospedale o struttura sanitaria indicata dal Piano Sanitario Regionale per l’emergenza, come Centro di accoglimento dei Covid positivi;
  • Covid 19 = denominazione malattia provocata dal nuovo Coronavirus, dove Co sta per corona, Vi per virus, D per  diseasi (malattia)  e 19 per l’anno in cui si è manifestata;
  • Data breach (databrec) = violazione di dati o divulgazione di dati riservati o confidenziali all’interno di un ambiente privo di misure di sicurezza;
  • Device (devais) = congegno elettronico ad alta tecnologia e di piccole dimensioni;
  • Diseasi (disis) = malattia o patologia;
  • Droplet (troplet) = nel caso specifico, goccioline di saliva (emesse con espiro, tosse o starnuti);
  • E-learning (ilaneng) = apprendimento in linea o tele-apprendimento o teledidattica, concernente l’uso di tecnologie multimediali (che si avvalgono di diversi tipi di mezzi di comunicazione – media-) e internet, per migliorare la qualità dell’apprendimento;
  • Epidemia = diffusione rapida, in una zona più o meno vasta, di una malattia contagiosa;
  • Eurofund (eurofond) = Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, attraverso la fornitura di conoscenze necessarie allo sviluppo di migliori politiche sociali ed occupazionali;
  • Indice di trasmissibilità RT (erre con ti) ed RO = termini di confronto che indicano, rispettivamente: - il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto, dopo l’applicazione delle misure di contenimento della pandemia di Covid-19, ed è quindi influenzato dall’efficienza dai sistemi messi in atto per ridurre il numero dei casi; - e la quantità di individui che, in media, vengono contagiati da una persona con una malattia infettiva.
  • Hub (ab) = centro o dispositivo informatico atto a collegare più elaboratori (computer) a una rete e più reti fra loro;
  • Internet (intirnet) = reti interconnesse – cioè rete di collegamenti informatici a livello planetario, che permette la connessione e la comunicazione, tra loro, di reti locali di computer e banche dati, rendendone disponibili agli utenti le informazioni nelle forme di: immagini, filmati, ipertesti (spazi informativi in cui testi, tabelle, grafici, immagini e suoni, sono collegati attraverso legami associativi fissati dagli autori),  musica, posta elettronica, ecc.
  • Kit (kit) = confezioni contenenti la necessaria attrezzatura per eseguire determinate operazioni;
  • Lockdown (locdaun) = isolamento – confinamento;
  • MES = Meccanismo Europeo di Stabilità, detto anche Fondo Salva Stati , che ha  come obiettivo di fornire sostegno economico ai Paesi membri, in caso di crisi  e di probabile default (defoolt). Cioè di insolvenza di uno Stato rispetto alla possibilità di eliminare i debiti contratti (fallimento);
  • Overtourism (overturisam) = sovraffollamento turistico o turismo di massa in forma esagerata;
  • Pandemia =  malattia che si diffonde rapidamente attraverso vastissime are o continenti (come nel caso del covid-19);
  • Piano SURE (scior) = sicuro o, in dettaglio: lavoro ridotto supportato dallo Stato (cioè meno giorni ed ore di lavoro), consistente in un nuovo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione. Pensato per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori che risentono della effetti della pandemia, attraverso l’assistenza finanziaria, sotto forma di prestiti, concessi dall’Unione Europea agli Stati membri, a condizioni favorevoli;
  • Recovery Bond (recaveribond)= recupero obbligazionario - cioè obbligazioni comuni emessi dal Fondo Recovery fund, con garanzia del bilancio dell’Unione Europea
  • Recovery-fund (recaverifand) = Fondo di recupero: uno degli strumenti creati dall’Unione Europea per consentire agli Stati membri di far fronte all’emergenza economica legata all’epidemia Coronavirus, che verrà finanziato tramite la raccolta di denaro prodotta dall’emissione di obbligazioni denominate Recovery Bond;
  • Report (report) = resoconto o rapporto;
  • Screening (scrinin) = protocollo o strategia di indagini diagnostiche (accertamenti relativi alla natura di una malattia) utilizzate per identificare, in una patologia, quei soggetti a rischio sufficientemente elevato  di malattie;
  • RSA = Residenze Sanitarie Assistenziali, ossia strutture socio-sanitarie dedicate ad Anziani non autosufficienti, che necessitano di assistenza medica, infermieristica o riabilitativa, generica o specializzata;
  • Sito Web = insieme di documenti ed informazioni messi in relazione fra loro, raggiungibili dall’utente finale attraverso un comune motore di ricerca (Google, Yahoo, Bing, ecc) e un indirizzo web;
  • Smart Working (smaruokin) = lavoro agile, ossia modalità di esecuzione di lavoro subordinato, caratterizzato dall’assenza di vincoli orari e spaziali, stabiliti mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. Modalità operativa che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita-lavoro e, al contempo,  favorire la crescita della sua produttività;
  • Social (sucio) = sito internet tramite il quale un gruppo di utenti può scambiare messaggi;
  • Stop end go (stopengau) = fermati e vai – in economia rappresenta la politica congiunturale del “frenare e stimolare”, che si traduce nell’alternare incentivi monetari e fiscali (go=vai), quando il sistema presenta una condizione di elevata disoccupazione; a provvedimenti di carattere restrittivo (stop=fermati) nelle situazioni di forte inflazione (aumento eccessivo di denaro circolante, con conseguente svalutazione del suo potere di acquisto e di continuo rialzo dei prezzi) o di deficit (eccedenza del passivo sull’attivo) delle bilancia dei pagamenti;
  •  Tamponi “drive-in” (draivin). Nuovo servizio dell’ASL Roma 1, grazie al quale le persone invitate dal Sisp  (Servizio di Igiene e Sanità Pubblica) potranno sottoporsi al tampone nasofaringeo senza scendere dalla propria auto;
  • Task Force (taskfors) = ristretto gruppo di persone con funzioni e compiti specifici;
  • Termo-camera = telecamera per il rilevamento della temperatura del corpo;
  • Termo-scanner = termometro laser o a raggi infrarossi;
  • Undertourism (andturisam) = nuova tendenza di viaggi che si oppone all’Overtourism, in un’ottica di scoperta di luoghi alternativi;
  • Videotutorial (videotiturio)= filmato che mostra come operare per realizzare  qualcosa inerente specifiche attività;
  • Web (ueb) = rete telematica mondiale (ragnatela), attraverso la quale opera Internet.
Con il più sentito auspicio che l’oggettiva necessità  della citazione delle voci  sopra elencate, per un, a breve, consistente regresso della pandemia, possa divenire sensibilmente e progressivamente  meno frequente!!!

Sigaretta elettronica: allarmante tendenza tra i giovani

Sigaretta elettronica: allarmante tendenza tra i giovani Copertina Nazionali (1.378-0-0)
Domenico Brancato

 

 

Secondo quanto emerso da una indagine condotta da Altro consumo (Associazione italiana di consumatori senza fini di lucro, istituita nel 1973,sotto il nome di Comitato Difesa Consumatori) e da altre autorevoli fonti d’informazione e di ricerca, il 18% dei giovanissimi italiani, in età compresa fra i 13 e i 15  anni, fa uso di  e-cig  o e-cigarette (nata con l’obiettivo di fornire un’alternativa al consumo di tabacchi lavorati: sigarette, sicari e pipe, ricalcando le mimiche e le percezioni sensoriali di questi ultimi), mentre nel 2014  erano soltanto  l’8%.

 

 Il che significa che in 5 anni, i piccoli svapatori o  fumatori di sigarette elettroniche(dispositivi che emettono vapore acqueo, in genere aromatizzato, tramite uno strumento costituito da una batteria , un circuito elettrico, un filtro ed un vaporizzatore,che quando si attiva riscalda e trasforma il liquido  composto da acqua senza o con nicotina in quantità variabile, in vapore da inalare), hanno fatto registrare un incremento del 125 %, uguagliando,all’incirca, il numero di coloro che fumano le sigarette tradizionali (20 %).Inoltre uno studio condotto negli USA, e parallelamente in Italia,rivela che tra il 2017 e il 2018 si è registrato un aumento del 48  e del 78 % dell’uso di e-cig, rispettivamente:  nelle Scuole medie ed  in quelle superiori, con  un incremento di 1,5 milioni di svapatori,  in soli 12 mesi.

Tendenza che evidenzia l’affermazione di una rischiosa moda fra i Giovani che non hanno mai fumato e che optano per l’uso delle e-cig, considerandole, erroneamente,prive di controindicazioni. In quanto diversi studi hanno accertato che tale orientamento, fra l’altro,  costituisce la fase preparatoria all’uso della sigaretta tradizionale.

 

 Motivo per cui la Fda (Food and Drug Administration): Ente governativo Statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, si è dichiarata seriamente preoccupata per quella che ha definito “una epidemia fra i giovani” ed ha quindi emanato un piano per la prevenzione e l’educazione dei ragazzi, proponendo ai produttori lo stop:

 

- alla vendita di liquidi con aromi che piacciono ai bambini;

- all’uso,sulle confezioni, di immagini simili a cartoni animati o di denominazioni che ricordano caramelle e succhi;

- ed alla simulazione di accattivanti immagini di diffusi oggetti di uso comune, come la chiavetta usb.

 

Espediente quest’ultimo, dall’inizio di quest’anno,esteso anche al  mercato italiano: consistente nella pubblicità  di  in un  prodotto  in grado di rilasciare picchi di nicotina in pochi minuti ed al quale, negli  USA, si ipotizza vada attribuito il “merito” di aver  contribuito sensibilmente ad incrementare l’uso delle sigarette elettroniche.

 

A tale tipologia di campagne pubblicitarie si aggiungono poi i persuasivi contributi dei numerosi:

 

- influencers (individui con più o meno ampio seguito di pubblico che hanno la capacità di influenzare i comportamenti di acquisto dei consumatori,in ragione del loro carisma, rispetto a determinate aree di interesse) che, attraverso recensioni online, hanno creato una vera e propria  community: i cosiddetti “ vapers”, in cui si condivide e si sperimentano prodotti e  gusti, in occasione di incontri con artigiani dello svapo preposti alla guida per la  autonoma produzionedella  e-cig personale, ricorrendo  all’acquisto degli  elementi elettronici da assemblare ed i  liquidi da miscelare;

 

- e  followers  (utenti di social network: gruppi di persone connessi tra loro dal comune interesse  per l’uso delle e-cig).

 

Tutte realtà promozionali in netto  contrasto con la vigente normativa che vieta (D.Lgs. 12/01/2016 n. 6) la vendita di liquidi con nicotina ai minori e la diffusione di messaggi pubblicitari che hanno lo scopo di promuovere sigarette elettroniche e liquidi attraverso: TV, radio, stampa e “servizi della società dell’informazione” Anche se, per quanto riguarda la  vendita online di liquidi, con o senza nicotina, proibita in passato, è stata,tranne che per i minori, recentemente (Decreto fiscale di fine 2018) riammessa con, addirittura,  la riduzione dal 50  al 10 e 5% la tassazione per i produttori di liquidi con e senza  nicotina.

 

Ciò detto, cerchiamo di capire le motivazioni che suscitano apprensione per il diffondersi dell’uso delle sigarette elettroniche che, com’è noto, sono promosse come più sicure delle tradizionali sigarette, anche se i danni da fumo possono emergere solo dopo anni, mentre le sigarette elettroniche esistono da troppo poco tempo per consentire di condurre attendibili studi epidemiologici in grado di accertare l’entità della pericolosità.

 

Intanto dai dati acquisiti, nel breve periodo, sulla sicurezza si deduce che le e-cig generano meno sostanze dannose, per il fatto che non avviene,come per il fumo del tabacco, una combustione, ma soltanto il riscaldamento del liquido a bassa temperatura: condizione  che esclude la produzione delle oltre 4000 sostanze irritanti e tossiche. Però  il vapore che si inala non è innocuo, poiché la varia composizione del liquido di provenienza  comprende glicole propilenico (composto chimico liquido, inodore e incolore, viscoso dal sapore dolciastro, il riscaldamento del quale e della glicerina può produrre, anche se in modeste quantità,  formaldeide e acetaldeide), glicerina vegetale e aromi alimentari. Ingredienti che, secondo esiti di specifiche ricerche, se inalati ad alte concentrazioni, producono effetti irritanti e infiammatori sul sistema respiratorio e cardiovascolare, ed anche perché alcune sostanze, tipiche del fumo di sigaretta, come: metalli (nichel, rame, piombo ecc.), composti organici volati (benzene), aldeidi (benzaldeide e  formaldeide: prodotti cancerogeni per l’uomo) e acroleina, pur se in quantità molto inferiore, sono presenti pure  in questi surrogati delle sigarette.

 

La maggior parte dei Giovani poi svapa liquidi che contengono anche la nicotinache, oltre a creare dipendenza,interferisce, nell’età adolescenziale, con il processo di maturazione del cervello, con implicazioni sulla capacità di apprendimento, di attenzione e sull’umore.

 

Inoltre, da un’analisi di 9 studi del 2017  (Soneji S. et al. JamaPediatr.) è emerso che i fumatori di e-cig, di età  dai 14 ai 30 anni, avevano una probabilità di quattro volte maggiore, rispetto ai no svapatori, di diventare fumatori di sigarette, in conseguenza sia dalla dipendenza alla nicotina,  sia della simulazione di comportamento messa in atto per l’uso della e-cig, che  per la non trascurabile influenza dell’effetto tattile, olfattivo e gustativo che richiama quello della sigaretta.

 

Di fronte a quanto sopra esposto ed ai temuti  pericoli di questa dilagante moda,semplicisticamente giudicata priva di effetti nocivi,al fine di  scongiurare il manifestarsi, nel tempo, di probabili dannosi irreversibili effetti, in riferimento all’ampia esperienza maturata in proposito negli USA, non si può non ritenere opportuno l’adozione in Italia, del principio di precauzione, attraverso la messa  in atto  di un’ efficace programma di prevenzione  basato:

 

  • Sull’applicazione di specifiche norme e sull’effettuazione di rigidi controlli sul divieto di vendita, ai minori, delle sigarette elettroniche e relativi accessori;
  • Sullo stop al marketing di indirizzare ai giovani ingannevoli e persuasivi  messaggi  promozionali per l’acquisto e l’uso di tali dispositivi;
  • Sul divieto di svampare nei locali frequentati dai giovani.

 

Accorgimenti che, ovviamente,  per produrre gli auspicabili esiti  necessitano di un imprescindibile sinergico impegno  fra quanti hanno a cuore la salute fisica e mentale della presente e successive generazioni e le fondamentali componenti sociali preposte all’educazione e formazione dei Giovani: Istituzioni, Famiglie e Scuola.

 

Per completare il quadro dei prodotti presenti in commercio finalizzati  a sostituire le tradizionali sigarette e ad  attenuare  gli ampiamenti documentati danni da fumo (Secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità – OMS – il fumo delle sigarette, ogni anno,  uccide 6 milioni di persone nel mondo), non rimane che citare l’ IQOS – Quit Ordinary Smoking - (cioè: “ho smesso di fumare abitualmente”): prodotto di Philipp Morris, costituito da un dispositivo elettronico che riscalda (mentre nelle sigarette, come già precisato, il tabacco brucia rilasciando, oltre a pari dosi di nicotina,molte altre sostanze chimiche dannose) ad alta temperatura piccole cartucce di tabacco (stick di tabacco Heets) imbevute di glicole propilenico.

 

Prodotto per il quale, inspiegabilmente, è consentita un’ampia sponsorizzazione ad alti livelli, a differenza del divieto espressamente imposto per le sigarette tradizionali e per quelle elettroniche. Anche perché,  dai  pochi studi indipendenti condotti al riguardo, si deduce che ciò che viene inalato contiene, seppur in quantità minori, alcune sostanze tossiche presenti nel fumo delle sigarette tradizionali, quali: acetaldeide, benzaldeide e formaldeide (come già precisato cancerogene ), acroleina (sostanza tossica per il fegato e irritante per la mucosa del tratto respiratorio e gastrico), alcuni metalli pesanti (stagno, alluminio e zolfo), monossido  - CO - e diossido- CO2 - di carbonio,  e black carbon o nerofumo (polvere impalpabile – particolato - di carbone,  costituita al 95-99 % di carbonio, potenzialmente pericoloso per la salute delle persone esposte, in considerazione delle  dimensioni di ca. un milionesimo di metro – micrometro - di diametro della particelle che lo compongono).

 

Per cui, le IQOS, dal punto di vista della pericolosità, rappresentano una via di mezzo fra le e-cig e le sigarette tradizionali: caratteristica certamente  non rispondente alla attribuzione della definizione di innocue.

 

 In conclusione,per quanto riguarda:

 

- i fumatori, la sigaretta elettronica potrebbe rappresentare un’efficace  soluzione per la riduzione del danno, anche se non è ancora chiaro se possa essere altrettanto efficace, rispetto agli altri metodi in uso: Farmaci,  Cerotti, Tavolette, Spray  (quest’ ultimo ritrovato sembrerebbe di maggiore efficace,in quanto agisce in maniera quasi istantanea,  a differenza dei precedenti che, invece, basano il loro effetto sul rilascio graduale di modeste quantità di nicotina), Pillole (non prive di probabili  effetti collaterali, da assumere dopo il pasto per eliminare il piacere del fumo) e Gocce a base di Stevia (pianta originaria del Paraguay utilizzata come dolcificante naturale ma, in questo caso,  come componente principale di gocce da mettere sulla lingua, ogni qualvolta si presenti il desiderio di fumare), per sconfiggere definitivamente la dipendenza dalla nicotina;

 

- i non fumatori, dovrebbero considerare le sigarette elettroniche, con o senza nicotina, come ad una potenziale fonte di problemi di salute. Infatti la nicotina favorisce l’ipertensione ed il diabete e, nei giovani, interferisce con lo sviluppo del sistema neurologico. Mentre le sostanze aromatizzanti, presenti in migliaia (dai dati riportati  in uno  studio pubblicato in Aprile del 2017, su una rivista della Società americana di fisiologia, i diversi composti contenuti nelle sigarette elettroniche sarebbero  ca. 7000, con caratteristiche biochimiche (processi chimici che avvengono negli esseri viventi) molto variabili che, secondo i ricercatori, dovrebbero essere esaminati tutti, in maniera approfondita, per determinare  i potenziali effetti tossici nel polmone e altrove) di composti nelle e-cig senza nicotina potrebbero esporre, specie in soggetti predisposti, aseri rischi, tra i quali quello di contrarre la Bronchiolite obliterante (malattia infiammatoria che colpisce il polmone ed in modo particolare le estreme diramazioni bronchiali – bronchioli).  Per cui, anche se trattasi di evento raro, data l’elevata gravità, non è per nulla prudente trascurare di  prendere in considerazione l’eventualità dell’insorgenza.

 

In conclusione, si precisa che quanto esposto si prefigge, esclusivamente, a fornire agli attuali e potenziali consumatori dei descritti prodotti,una integrazione  diobiettive e credibili informazioni, affinché possano disporre  di elementi conoscitivi tali da consentir loro  di esaminare e discernere, con sufficiente competenza e conseguente adeguata capacità critica, i contenuti della suadente propaganda sugli stessi.Onde,eventualmente,evitare di lasciarsi coinvolgere passivamente dal mero istinto di emulazione nel proseguire o seguire la, certamente  non scevra di pericoli,  tendenza in questione.

 

 

 

 

 

Articolo redatto dal Prof. Domenico Brancato

 

 

MULTISERVIZI MARINO: RIFIUTI RIDOTTI DEL 50%

MULTISERVIZI MARINO: RIFIUTI RIDOTTI DEL 50% Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:2) (1.375-0-0)
Eleonora Persichetti

COMUNICATO STAMPA
“DA MAGGIO A NOVEMBRE 2018 RIFIUTI INDIFFERENZIATI RIDOTTI DEL 50%”

 

L’avvio della raccolta differenziata porta a porta nel territorio di Marino sta già producendo i primi risultati importanti. I dati di novembre 2018 sulla quantità di rifiuti indifferenziati portati in discarica parlano di un abbattimento delle quantità del 50% rispetto a maggio dello stesso anno, mese che ha siglato l’avvio della raccolta differenziata porta a porta in città.

Le quantità portate in discarica nel mese scorso sono state pari a 973.620 kg: in soli sei mesi, dunque, siamo riusciti a scendere al di sotto della soglia del milione di KG.. Nel mese di maggio, invece, prima dell’avvio del progetto “porta a porta”, si erano sfiorati i 2 milioni di kg (1.949.820 per l’esattezza) di secco residuo prodotto sul territorio.

Da quando la Multiservizi dei Castelli di Marino ha iniziato la distribuzione dei primi mastelli che hanno siglato l’inizio di questo nuovo percorso, quindi, la curva dei rifiuti indifferenziati è andata scendendo, per arrivare a novembre (ultimo mese rilevato) alla quota già citata di 973.620 kg, con tutti i benefici che ne seguono, ambientali, di decoro e di costi.

 

Al momento la raccolta differenziata porta a porta nella città di Marino serve circa il 60% della popolazione. Nei primi mesi sono state coperte  le zone:Santa Maria delle Mole, Frattocchie, Cava dei Selci (Zona A) mentre in questi giorni sta per essere ultimata tutta la Zona B ( Castelluccia, Fontana Sala, Due Santi, Spinabella, Costa Rotonda e Campofattore). A breve  si partirà con l’avvio del porta a porta anche nell’ultima zona, la Zona C, che comprende anche il centro storico di Marino.

 

I numeri dei primi sei mesi dall’avvio della raccolta differenziata porta a porta a Marino sono, per noi, un termometro importante – commenta il presidente della Multiservizi dei Castelli di Marino, Walter Bravettie ci incoraggiano ad andare avanti e portare a termine un progetto ambizioso quanto fondamentale per aiutare questo territorio a crescere e migliorarsi. Sapere di essere andati sotto la soglia del milione di Kg di rifiuti indifferenziati nel mese di novembre 2018 ci rende orgogliosi del lavoro svolto finora da tutti gli addetti ai lavori. Certo le difficoltà non sono mancate e non mancheranno ed è per questo che ai cittadini chiediamo pazienza e comprensione, oltre che naturalmente collaborazione nella corretta gestione e conferimento dei rifiuti”.

 

LA NUOVA PAGINA FACEBOOK - La Multiservizi dei Castelli di Marino ha deciso di aprire, in questi giorni, una pagina Facebook dedicata ai cittadini, raggiungibile al seguente indirizzo multiservizicastellimarino.  Uno spazio virtuale che non rappresenta un canale per ricevere segnalazioni su disservizi o richieste di intervento (esistono altri strumenti per rispondere a queste esigenze dall’ECOSPORTELLO che risponde al numero verde 800154952 all'app MUNICIPIUM ) ma che vuole essere una risposta ad una richiesta specifica degli utenti: avere a disposizione uno strumento informativo facilmente raggiungibile e sulla piattaforma social più utilizzata.

 

 

Attivitā antiriciclaggio: limite di contanti

Attivitā antiriciclaggio: limite di contanti Copertina Nazionali (1.374-0-0)
Domenico Brancato

 

Le Banche, gli Uffici  e gli Istituti di Moneta Elettronica, con cadenza mensile, sono tenuti ad inviare  all’Unità di Informazione finanziaria per l’Italia -UIF- (Ente istituito nel 2007 presso la Banca d’Italia, che ha iniziato ad operare il 1° Gennaio 2008, subentrando all’Ufficio Italiano dei Cambi, nel ruolo di autorità centrale antiriciclaggio), la comunicazione di ogni operazione, anche occasionale, di movimenti in denaro contante  di importo pari o superiore a 10 mila euro effettuata nel mese solare (dal 1° all’ultimo giorno del mese), anche se eseguita tramite singole operazioni di importo pari o superiori a 1.000 euro, da parte dello stesso cliente. 

Le informazioni che identificano la comunicazione  all’UIF  devono comprendere: la data, l’importo e la causale  dell’operazione; la filiale in cui è stata disposta; il numero del rapporto continuativo movimentato; i dati identificativi del cliente, dell’esecutore e del titolare effettivo.

Comunque, Italia Oggi (Quotidiano economico, giuridico e politico) chiarisce che  chi ha la coscienza a posto non ha nulla da temere, poiché l’UIF si avvale di un’ampia base di dati per attribuire la più consona interpretazione ad ogni segnalazione.

Mentre, in seguito dell’entrata in vigore dell’art. 1, comma 898 della legge 208 del 2015 (Legge di Stabilità del 2016), il limite di denaro per eseguire le transazioni (pagamento di servizi o  compravendite ), per adeguare l’Italia all’orientamento condiviso dalla maggior parte dei Paesi Europei, è stato elevato a 3.000 euro.

 Non esistono, invece, limiti delle somme che possono essere prelevate o versate da un utente presso un Istituto bancario o postale  (fermo restando che l’addetto al servizio potrebbe richiedere le motivazioni che abbiano indotto al prelievo, ed in caso di spiegazione non convincente, potrebbe inoltrare la comunicazione  all’UI F) a meno che  non si compiano operazioni verso un soggetto terzo.  Nel qual caso si pone il predetto limite dei 3.000 euro, in quanto si renderebbe necessario adoperare forme di pagamento tracciabili ( Vedi Bonifico o Carta di credito).

In riferimento al limite di disponibilità, la sentenza 27 febbraio 2016 della Cassazione Penale ha ammesso che si configura  il reato di autoriciclaggio   laddove dovesse essere rinvenuta una rilevante somma di denaro, in contanti,  in possesso di un soggetto il cui reddito non sia compatibile con una tale disponibilità.  Reato sancito dalla Legge 186 del 15 Dicembre 2014 che ha introdotto nel Codice penale l’art. 648 – ter.1, per il quale viene  punito  colui che compie l’attività tipica del riciclaggio sui beni tratti da delitti commessi da lui stesso. A differenza del  riciclaggio, dove il riciclatore è colui che prende del denaro o dei beni da coloro che li hanno ottenuti da reato e li immette nel circuito economico legale, attraverso operazioni di qualsiasi natura commerciale. In altri termini, il riciclatore è chi  commette riciclaggio e, quindi, ostacola l’identificazione della provenienza dei soldi, ma non prende parte al  reato presupposto, cioè al fatto criminoso che ha generato quei proventi

Viene esclusa la punibilità dell’autoriciclaggio solo quando il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate esclusivamente all’autoconsumo o al godimento personale e non reimpiegati al fine di ostacolare l’individuazione della provenienza.

In alcuni settori, però, la riforma non è stata applicabile in Italia, come nel caso dei money transfer ( servizio di trasferimento di denaro ) e per i pagamenti nei confronti della Pubbliche  Amministrazioni, che continueranno a dover essere effettuati mediante strumenti tracciabili con importi al limite dei 1.000 euro.

La legge di stabilità, per contenere l’evasione ha esteso l’obbligo, per professionisti, commercianti e, a partire da Luglio, anche per i parchimetri ( salvo i casi di oggettiva impossibilità tecnica ), di accettare e consentire, anche per importi minimi,  pagamenti mediante carte di credito  e bancomat.

Per chi commette il delitto di autoriciclaggio il richiamato art. 648 -ter.1  prevede il seguente trattamento sanzionatorio, ai commi:

  • uno: reclusione da 2 a 8 anni e multa da 5.000 a 25.000 euro a chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo ( o doloso, cioè commesso con la volontà di compiere un atto illecito, agendo di proposito ed in piena coscienza) , impiega, sostituisce e trasferisce in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolarne concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa;
  • due: reclusione da 1 a 4 anni e multa da 2.500 a 12.500 euro per la medesima condotta prevista dal comma 1 , se posta in essere in relazione a delitti non colposi  puniti con la reclusione inferiore a cinque anni. Tuttavia , se il delitto  presupposto è stato commesso con modalità mafiose o al fine di agevolare l’attività delle Associazioni di tipo mafioso, si applicano la pene previste dal primo comma;
  • quinto: Aumento fino a un terzo della pena, quando  i fatti delittuosi sono commessi nell’ambito dell’esercizio di un’attività bancaria o finanziaria o di altra attività professionale;
  • sesto: Diminuzione della pena fino alla metà, per chi si sia efficacemente adoperato per assicurare le prove del reato e l’individuazione dei beni, del denaro e delle altre utilità provenienti dal delitto.

In ogni caso, ai sensi dell’art. 648 – quater (quarta aggiunta all’articolo originale) c.p., la condanna comporta la confisca dei beni che ne costituiscono il prodotto o il profitto, salvo che appartengano a persone estranee al reato. In tale circostanza, comunque, il giudice dispone la confisca di denaro, beni o delle altre utilità delle quali il reo ha la disponibilità, anche per interposta persona, per un valore equivalente al prodotto, profitto o prezzo del reato.

A cura del Prof. Brancato

AREA DIVINO AMORE SALVA DALLA SPECULAZIONE

AREA DIVINO AMORE SALVA DALLA SPECULAZIONE Copertina S. Maria delle Mole (1.367-0-0)
Domenico Brancato

 
 
Con il Decreto dell’11 marzo 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 aprile c.m. è stato istituito definitivamente, dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, il vincolo paesaggistico sull’area di circa 1.200 ettari di campagna dei Castelli Romani, comprendente, secondo quanto affermato dall’Assessore All’Urbanistica Andrea Trinca: “ …le aree ove insisteva una insensata previsione urbanistica per la costruzione di una vera e propria nuova città di 18000 abitanti, mera speculazione edilizia ai danni dell’Ambiente e della qualità della vita dei cittadini di Marino “.
 
Un provvedimento che trova principalmente riscontro nella decisa, perseverante e temeraria azione di eccellenze etico-professionali dell’Amministrazione comunale, supportate, dal costante e spontaneo contributo di numerosi Comitati ed Associazioni locali, ispirati al bene comune.
 
Tutti impegnati, all’unisono, nella annosa controversia, nonostante le diffuse pessimistiche previsione sull’esito finale, con Società finalizzate a conseguire ingenti interessi economici,distruggendo un Patrimonio di inestimabile valore archeologico e paesaggistico, per la realizzazione di un’ulteriore cospicua,ingiustificata, espansione edilizio-demografica della già super affollata area di Santa Maria delle Mole.
 
Come si può dedure: - dal confronto della densità abitativa di Marino, con la densità media dei Comuni dei Castelli Roma e Nazionale, che risulta essere, rispettivamente, di abitanti /Kmq: 1.859, 668 e 200; - e dalla constatazione che Santa Maria delle Mole e Frattocchie, avendo subito le maggiori conseguenze dell’incremento edilizio degli ultimi decenni, sono le aree che detengono i valori di densità decisamente più elevati, rispetto il dato riferito a tutto il territorio comunale.
 
Il che ha comportato, da tempo, l’esaurimento di ogni potenziale utilizzazione della capacità dei servizi destinati a soddisfare le effettive esigenze della attuale Popolazione, determinando delle carenze e inefficienze che, specie per quanto riguarda la viabilità, si manifestano quotidianamente. Provocando notevoli disagi, dovuti a sistematici intasamenti dell’intenso flusso veicolare che, per evitare gli ingorghi sulle Vie Appia e Nettunense, defluisce lungo le strette vie (contornate da spazi riservati alle aree di sosta) che attraversano il centro abitato delle citate Frazioni.
 
Da quanto sopra espresso si può quindi , senza disporre di molta fantasia, immaginare cosa sarebbe accaduto se fosse stato realizzato il mega progetto edilizio sull’adiacente area “Divino Amore” e, conseguentemente, quale enorme importanza rivesta l’istituzione definitiva del citato VINCOLO PAESAGGISTICO, ai fini dello scampato pericolo di una ulteriore imprevedibile entità di peggioramento delle già precisate precarie condizioni del nostro Ambiente di vita.

C'era una volta il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole

C'era una volta il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole Copertina S. Maria delle Mole (1.364-0-0)
Gianni Botta

Come recita il titolo, c’era una volta il Comitato di quartiere di Santa Maria delle Mole... ed ora ce ne sono due.
 
Avete letto bene: ieri abbiamo appreso da internet che da ottobre dell’anno scorso a Santa Maria delle Mole è nato il nuovo Comitato di Quartiere “La Casa nel Parco e dintorni” al quale il Comune affiderà la gestione del Parco “Giovanni Falcone”. Ai nuovi residenti di Santa Maria, ricordiamo che l’intitolazione del Parco al Giudice Giovanni Falcone avvenne quasi trent’anni fa per iniziativa dell’Associazione “Progetto Uomo-Ambiente” che promosse un sondaggio presso le scolaresche le quali scelsero che il Parco fosse dedicato a Giovanni Falcone. Sua sorella Maria Falcone onorò questa scelta presenziando nel giorno dell’inaugurazione avendo compreso il senso di riscossa espresso da quel voto “popolare” di piccoli innocenti che, loro malgrado, vissero l’atmosfera drammatica di quegli anni.
Durante tutto questo tempo le persone dell’Associazione “Progetto Uomo-Ambiente” si sono prese cura del Parco Falcone senza alcun aiuto né sostegno e, aggiungiamo adesso, riconoscimento. 
 
Ed è solo perché nutriamo un profondo rispetto per tutto ciò che oggi non staremo ad alimentare la polemica su una scelta a molti sembrata “politica”, la memoria del Giudice Falcone non merita di essere trascinata in questa vicenda dai contorni squallidi.
 
Il motivo per cui scriviamo questo articolo è che improvvisamente esce fuori un altro “comitato di quartiere” quando il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole esiste da 40 anni durante i quali ha collaborato con le altre realtà allo scopo di tenere vivo lo spirito di comunità; trasmettere il senso di appartenenza a coloro che vengono ad abitare qui, mandano i loro figli nelle scuole, nella Parrocchia, nei centri sportivi o nei parchi,persone che vivono quotidianamente Santa Maria, i suoi negozi, i suoi spazi.
La nostra soddisfazione nasce quando vediamo che i nostri concittadini ci ringraziano per la riuscita della Festa Patronale, apprezzano le nostre iniziative, l’impegno del Gruppo Volontari del Decoro Urbano che cercano di tenere puliti i giardini, le strade in cui passeggiano sereni coi loro figli o con i cani scodinzolanti, senza chiedere altro.
 
Eppure ci sarebbe piaciuto che qualcuno dell’Amministrazione, non per blandirci – perché siamo sempre stati attenti a tenere le distanze dal politico di turno –, ma per dare un segno di apprezzamento a tutto ciò, ci avesse chiesto se fossimo stati interessati a rilevare la gestione del Parco Falcone, noi che non abbiamo neanche più una sede in cui riunirci oppure depositare il materiale.
 
Niente di tutto ciò, silenzio assoluto, salvo venire a conoscenza che il Sindaco, la sua Giunta, il Presidente del Consiglio Comunale erano a conoscenza da mesi che esisteva un’altra realtà auto-proclamatasi “comitato di quartiere” a cui stavano per affidare il Parco Falcone.
Neanche un cenno a noi che avremmo accettato di buon grado di prendercene cura come già facciamo con le altre zone di Santa Maria, oltretutto potendo finalmente contare su una sede di cui continuiamo ad avere necessità.
 
Quindi ci chiediamo e chiediamo al Sindaco, alla sua Giunta, al Presidente del Consiglio Comunale se sia stato un errore non esserci “accasati” o addirittura candidati in una lista elettorale pro-sindaco – come è il caso del Sig. Fabio Fosso, rappresentante di questo “comitato” e candidato nella Lega alle comunali 2021 –, se sia stato sconveniente richiamare l’attenzione sullo stato in cui versava il Parco Falcone o quale altro errore abbiamo commesso per essere stati ignorati ed accantonati in questo modo a vantaggio di una realtà sorta dal nulla. Infatti, ci piacerebbe che il Sig. Fosso o chi per lui si presentasse alla nostra comunità per raccontare quando è nato questo comitato, da chi sia composto e quali progetti abbia, perché niente altro si sa oltre che gestiranno il Parco Falcone.
 
Non abbiamo capito se il Sindaco, la sua Giunta ed il Presidente del Consiglio Comunale – il quale si vanta di essere nato e cresciuto a Santa Maria – si siano resi conto di aver creato una spaccatura nella nostra comunità con questa scelta che mortifica non solo noi ma il senso civico, accecati dal solo desiderio di “marcare il territorio”.
Sappiano comunque che siamo sempre qui se vorranno risponderci: continueremo ad organizzare le iniziative, pulire le strade, incontrare i nostri concittadini al bar per una battuta, un sorriso e non solo nei giorni di festa, perché è la nostra comunità ed in questa ci identifichiamo.

Stefano Enderle ci risponde

Stefano Enderle ci risponde Copertina S. Maria delle Mole (1.362-0-0)
Antonio Calcagni

Gentile signor Stefano, innanzitutto grazie per la Sua disponibilità a confrontarci con il nostro Comitato di Quartiere.
Prima di iniziare con le domande vere e proprie, ci piacerebbe sapere quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a candidarsi a Sindaco del Comune di Marino, e quale sono i partiti, liste civiche/movimenti che la sosterranno in questa impresa?
 
Intanto ringrazio il C.d.Q. per questo tipo di iniziativa e per l’opportunità riservata a me e chi rappresento. Non di meno vi comunico che se lo riterrete opportuno, da solo o con altri sono pienamente disponibile anche ad un confronto in presenza. Sono il segretario della sezione del PCI, abbiamo una linea tesa a rappresentare il mondo del lavoro e degli esclusi, e cerchiamo di farlo in maniera unitaria quando possibile. Proprio per questo non ho deciso di mia iniziativa, anche se ovviamente oltre che onorato, ho contribuito a valutare la scelta di candidare la mia persona quale sindaco di Marino. Infatti, ed ecco il motivo cardine, la scelta l’abbiano e l’ho compiuta con l’obbiettivo di riportare la presenza in Consiglio comunale a Marino di quella parte di società che solo il partito Comunista Italiano è in grado di fare. Grazie alla nostra permanente iniziativa politica locale e nazionale e la familiarità con la cultura e l’associazionismo, oltre al PCI, la mia candidatura sarà sostenuta da una lista denominata Essere Marino, col bel simbolo del Nettuno di Piazza San Barnaba.
 
 
Passiamo ora alle domande.
 
Domanda n.1) Santa Maria, in questi ultimi decenni è cresciuta in modo esponenziale fino a diventare il centro più popoloso di questo Comune, a questa crescita non è però corrisposto un incremento dei servizi, quali per esempio: un punto di pronto soccorso, il ritorno del Comando dei Vigili urbani . Lei che cosa farebbe in merito se diventasse Sindaco?
 
Intanto il Punto di pronto soccorso, se limitato ad una singola stanza e alla presenza di un ambulanza forse non sarebbe affatto la vera risposta ad un bisogno di “sicurezza sanitaria d’emergenza dei cittadini”. Crediamo maggiormente importante – e qui non c’è da dividere Marino centro da Ciampino e frazioni di Marino – la concreta riapertura dell’Ospedale San Giuseppe. Ospedale che, ricordiamolo, dopo un piano pluriennale di vent’anni fa, che prevedeva la nascita del Nuovo Ospedale dei Castelli romani, riconvertendo ruoli e funzioni di alcuni. Invece abbiamo assistito, con grande colpa del Governo centrale che ha sempre più privatizzato la sanità smantellando quella pubblica; con grande colpa della Regione Lazio sia a direzione destra che centrosinistra che ha accettato supinamente questo smantellamento. Un solo dato: la pandemia ha dimostrato come la barriera iniziale sarebbe stata con altre esiti meno tragici, almeno nei numeri, se avessimo avuto nel Lazio 20.000 operatori infermieristici in pianta stabile. Invece chi era andato via non era mai stato sostituito. Infine con grande colpa di parecchie amministrazioni locali che hanno tirato più ad aggiustare che a dire la verità ai cittadini attivando vere e proprie azioni di lotta e vertenze tra chi sta sotto e chi sta sopra. Per il fatto della presenza dei Vigili Urbani come sito alle frazioni, credo che riguardi un ragionamento complessivo da svolgere circa le funzioni da organizzare sul territorio comunale tutto, e le scelte da mettere nelle mani del decentramento che dopo il ricco periodo degli anni 70/2000, ormai sia le leggi intervenute (che si possono superare) sia le giunte di Destra e dei cinque stelle hanno voluto definitivamente declassare. Esattamente il contrario di quanto faremo noi se avremo la possibilità di governare, e comunque sarà la posizione politica e amministrativa che offriremo al Consiglio comunale se vorrà confrontarsi sulle cose utili ai cittadini senza pregiudizi.
 
 
 
Domanda n.2) Speculazione Divino Amore, qual’é la Sua opinione sull’argomento, anche alla luce delle recenti sentenze che sembrano aver posto definitivamente fine al progetto?
 
La mia e nostra opinione è che la bellezza di Marino, la vicinanza alla capitale d’Italia, la prevalenza del sistema capitalistico e quindi l’attività predatoria e mercantile su tutti gli aspetti economici e quindi anche le attività di gestione del territorio e la speculazione edilizia, fanno del tema Divino Amore, come di qualunque altra porzione di territorio di Marino, così come di Ciampino o dei Castelli romani dirimpettai di Roma, un rischio permanente. Cioè, certamente vanno ringraziate le posizioni politiche come quelle di molto associazionismo ambientalista, come di molte forze politiche incluso noi comunisti, che hanno svolto azioni, perfino legali per dare un primo stop. Finita? No questo tipo di pericolo, ripeto su un fazzoletto di terra differente magari, non finisce se non si cambia l’indirizzo generale: e qui vale l’orientamento di Roma, della Regione, degli altri comuni castellani. Per questo noi a Marino siamo ben felici che questo nostro pensiero e indirizzo politico che noi abbiamo a Marino, a Roma lo ritroviamo sostenendo come candidato sindaco l’urbanista Paolo Berdini. Cacciato dalla Raggi non a caso quando ha voluto stoppare la speculazione che era proposto insieme all’affare Stadio della Roma.
 
 
 
Domanda n.3) Appia Antica, una strada unica al mondo che potrebbe diventare un museo a cielo aperto ed essere quindi uno straordinario biglietto da visita per il nostro Comune. Quali sono i Suoi progetti in merito?
 
Credo non sarà mai abbastanza il ringraziamento che i cittadini devono rivolgere ad alcuni padri nobili: Cederna, Nicolini, Petroselli. Ma soprattutto, nella quotidianità dell’impegno agli attivisti e volontari di Legambiente. E qui è la dimostrazione di quanto si può, si deve fare e di quanto col solito metodo di aggiustare invece che rivendicare e lottare, giunte comunali – anche quella di Marino – e regione e Ministero si nascondo e non compiono scelte che sarebbero normali, perfino in qualsiasi Paese occidentale capitalista, che mirasse ad utilizzare giacimenti a disposizione invece che aver paura di investire sui giovani ricercatori, sulle comunità locali, sulla cultura. Non a caso il nostro programma ha per titolo che imprime tutto: Marino, una città da tutelare! Dei progetti, invece che elencare, in una intervista così concreta, voglio dare un indirizzo certo: la manutenzione – insieme alla ricerca – delle parti archeologiche, così come del verde annesse, così come della fruibilità pedonale e ciclopedonale, sono il vero e concreto impegno. Così avranno senso, non disperato, le iniziative di promozione e fruizione di associazioni come Legambiente o come i camminatori pellegrini della Francigena del sud.
 
 
 
Domanda n.4) Mosaico di Viale della Repubblica, come Lei sicuramente saprà, nel 2016 è stato ritrovato, adiacente all’Appia Antica, un bellissimo mosaico, poi sotterrato. Cosa ne pensa della possibilità di una sua valorizzazione in loco?
 
Ricordo benissimo, sia le giuste valutazioni, sottolineature, spiegazioni di un valente archeologo nostro concittadino – il dott. Cavacchioli – così come ricordo le sottolineature di Legambiente e alcune valutazione di noi comunisti. Casualmente, o forse no, andavano tutte nella stessa direzione. Ricordo anche che ci fu una sorta di spot televisivi di annunci rimasti tali. Ebbene, poiché l’intreccio è tra ricerca, tutela, competenze, e denari da investire in eventuali scelte che riguardano proprietari privati da espropriare e strutture da realizzare, appare chiaro che l’unica cosa seria da fare e dare potere di scelta, denari per accedere alla scelta, alla parte scientifica di questa vicenda. Da parte della Amministrazione non può altro che essere non la gestione e l’intromissione da protagonismo ma il “servizio” da svolgere per giungere a dare corpo ai due temi: ricerca-fruizione. Il resto eventuale, incluso il richiamo turistico vengono dopo non “a prescindere”. Non dobbiamo perseguire i fuochi di paglia.
 
 
 
Domanda n.5) Palaghiaccio, come senz’altro saprà, il manufatto, che al momento è in completo abbandono, è stato acquistato all’asta nel 2015 da Esselunga. Qual’é la Sua opinione in merito al suo futuro?
 
Non è solo mia opinione. Nel senso che l’abbiamo manifestato in un paio di modi comunicativi: il PCI infatti, ha apposto sugli architravi metallici di ingresso al Palaghiaccio, scritte a mano con le indicazioni: No al centro commerciale; si alla cultura; no alla privatizzazione di servizi pubblici; si allo sport pubblico, e così via. Inoltre abbiamo scritto che se un privato – il mercato e sistema capitalistico lo consente come azione – acquista un bene qualsiasi che è destinato ad altro rispetto ai propri desideri, non significa che bisogna risolvere il “problema” accontentando il privato. Fino ad ora abbiamo assistito al silenzio del M5S e della giunta di Marino finchè era in auge Frongia amico della Raggi e sensibile alle richieste di Esselunga. Poi negazioni dalla giunta di Marino M5S del tipo: non abbiamo nulla da dire perché non ci hanno proposto ufficialmente nulla! Roba incredibile! Ma siamo in attesa che altri ci dicono cosa noi dobbiamo fare, o dobbiamo noi avere idee? Noi comunisti, io stesso, ho posto il problema a più riprese al partito e alla coalizione che mi sostiene, in questi termini: occorre che il Comune si attivi con istituzioni sovra comunali (Città Metropolitana, Regione) ed eventualmente anche con privati per riportare alla attività propria il Palaghiaccio capace struttura di poter soddisfare diritti e bisogni di carattere sportivo e culturale.
 
 
 
Domanda n.6) Via Falcognana, una strada fondamentale per Santa Maria, dove giornalmente transitano circa 6.000 automezzi, risulta essere una strada privata, aperta al traffico pubblico, non Le sembra un paradosso? l’attuale amministrazione, sotto nostro impulso si è detta disponibile ad avviare la procedura per farla diventare di competenza pubblica. Lei cosa ne pensa?
 
E’ esattamente quanto è necessario nelle modalità e nei contenuti come, in parallelo spiegavo circa il Palaghiaccio. E’ evidente che quella strada insiste su una doppia responsabilità amministrativa (Marino e Roma); è evidente che la proprietà attuale non è pubblica e che non potrà essere comunale per evidenti motivi di disponibilità economiche. Ma è chiaro che la concretezza sta nell’azione comune di anti sovra comunali con protagonista anche il comune di Marino per soddisfare una esigenza, un diritto, in questo caso alla mobilità privata.
 
 
 
Domanda n.7) Incrocio, Appia Nuova / Viale della Repubblica/Passaggio a livello, un nodo stradale/ferroviario che di fatto paralizza il traffico della nostra Cittadina. Se Lei fosse eletto, cosa farebbe per cercare di risolvere il problema?
 
La risposta che sta per essere attivata al problema stazione FS di Casabianca a Ciampino sulla via dei Laghi, ha un punto di forza: è stato studiato, pensato, programmato, a scala di quadrante più ampio. Ecco, le cose che dobbiamo fare noi rispetto al tipo di problema complesso sollevato ha lo stesso aspetto. Sia la questione FS – inclusa la possibilità di riposizionamento della stazione FS – sia la questione via Appia Nuova, che, al contrario di sottopasso, va riproposto come già nel quadrante ANAS fu studiato e ipotizzato come possibile l’interramento dell’intero tratto della via consolare per riunificare il territorio Cava dei Selci-S. Maria delle Mole, ovvero in alternativa un lungo viadotto sopraelevato. Quindi sicuramente occorre, ecco cosa farei, uno studio finalizzato alla cantierabilità della soluzione.
 
 
 
Domanda n.8) A latere di questo problema, c’è poi da realizzare un piano generale della viabilità, che preveda: un incentivo all’uso della bici, attraverso la realizzazione una serie di piste ciclo- pedonali, parcheggi per bici e parcheggi auto, compreso il completamento di quello di via Frassati. Cosa prevede il Suo programma,in merito?
 
Il nostro programma è figlio del dibattito che una parte consistente della sinistra marinese e dell’ambientalismo marinese, soprattutto delle frazioni ha ipotizzato da decenni. La scelta slow, la scelta ambientale, la scelta ciclopedonale, sono connaturate al nostro piano di mobilità. Tuttavia, sono scelte e programmazione e attività che le vogliamo proporre non come spot e perfino superficiali. Ad esempio è meglio interrogarsi, come avevamo accennato in una risposta sopra a proposito dell’Appia Antica, svolgere una manutenzione ed una fruizione pedonale e ciclopedonale sia per la vita quotidiana che per attività anche turistica realizzando un parallelo di percorso o sostenibilmente sulla stessa area dell’Appia Antica, che non fare qualche centinaio di metri strutturati fini a sestessi. Per i parcheggi, non solo vanno ultimate e rese chiare tutte le realtà ambiguità ora vigenti, ma sarà nostra concreta attuazione la diminuzione al minimo indispensabile di legge per le strisce blu. Il servizio di parcheggio è una gratuità a cui i cittadini hanno diritto.
 
 
 
Domanda n.9) Trenitalia nell’Aprile dello scorso anno ha approvato il piano di recupero di molte stazioni ferroviarie, compresa quella di Santa Maria, un progetto di cui sembra si siano perse le tracce. Al recupero della suddetta stazione si lega anche quello della realizzazione di una rampa di collegamento tra la suddetta ed il parcheggio di piazza A. Luciani un’ argomento di cui in questi anni si è parlato molto, ma purtroppo senza risultati. Cosa farebbe Lei in concreto, per risolvere il problema?
 
A questa domanda ho parzialmente risposto a proposito della mobilità. Comunque specifico che nel caso, come ho ipotizzato che FS possa giungere a traslare il sito della stazione FS dopo il ponte di via XXV aprile, possono essere previste due opzioni: o ci sarà vicinanza con l’uso del parcheggio ma raggiungibile a parte contraria da XXV aprile e non da Viale della Repubblica. Oppure sarà ancora più spostasta (Gotto d’Oro), allora cambierebbe il tema della ricerca di spazio/parcheggio. A me sembra, come pure era stato ipotizzato da FS, migliore la prima soluzione che, chiaramente sta in capo a Trenitalia.
 
 
 
Domanda n.10) Il Suo programma cosa prevede circa la realizzazione di un’isola Ecologica, nel territorio ex circoscrizioni II e III ?
 
Certamente chi proviene come noi comunisti e come tanta parte che ci aiutato a redigere questo programma, da anni di idee, in questo versante, incentrato sul riuso, sul rifiuto zero, sul sistema porta a porta, non possiamo che essere soddisfatti della capacità dei cittadini di rispondere alla proposta di fondo per affrontare il problema/risorsa dei rifiuti. Tuttavia, condannando chi elude e chi ha comportamenti incivili in questo campo, non ci è piaciuto affatto il balletto inconcludente della amministrazione che ha preso in giro tutti sulle oasi ecologiche. Noi crediamo che una o più aree che fungano da isola ecologica è possibile, sia individuando zone che non siano un fastidio per i cittadini residenti, sia per aree che già sono nella disponibilità pubblica come ad esempio l’area adiacente al depuratore di S. Maria delle Mole. Magari per le diverse aree ipotizzare differenza di conferimento di materiali.
 
 
 
Domanda n.11) Aeroporto di Ciampino e rotte su Santa Maria, qual è il Suo parere in merito?
 
Come comunisti siamo intervenuti da oltre dieci anni sul tema. In campo abbiamo messo una serie di convincimenti: che ad esempio è un errore aver messo nelle mani di un privato monopolista – Ryanair – un intero aeroporto. Quindi un pezzo importante di presenza industriale/commerciale. Che conseguentemente, è un balletto indecente, che unicamente con la volontà politica nazionale/regionale può al contrario determinare cosa sia utile per economia e per compatibilità ambientale la programmazione delle attività aeroportuali del Pastine di Ciampino. In sostanza, secondo noi comunisti il nodo non sono le rotte, gli antirumore etc. Cose ottenibili che fanno da pezza per riparare il buco; no, secondo noi il nodo è l’intera programmazione che va ridimensionata al 40% della capacità attuale. Attorno a questa cifra ruota sia la possibilità di ruolo industriale e commerciale dell’aeroporto, che la sostenibilità ambientale da inquinamento d’aria e da rumore può consentire una vita per le popolazioni residenti.
 
 
 
Domanda n.12) A Suo parere la Sagra dell’Uva deve rimanere l’unica iniziativa fortemente sostenuta dal Comune, oppure c’è la possibilità che anche altre manifestazioni che annualmente si svolgono nel territorio delle ex circoscrizioni II e III possono, in futuro, ricevere un sostegno altrettanto generoso dal Comune?
 
Ringrazio per la domanda. Perché mi permette di motivare proprio quale sia la base della costruzione del nostro programma, e prima ancora del dibattito che è stato promosso a questo scopo. Forse non lo avete ancora visto – abbiamo prodotto due versioni del nostro programma, una completa ed una divulgativa riassunta – ma il nostro slogan iniziale è “Una città da tutelare”, e tra i primi punti posti a base, colonna portante di tutto il programma c’è la cultura. Perché la cultura è conoscenza e consente quindi scelte ragionate. Perché la cultura è modo di vita solidale e non tollera lo sfruttamento. Perché la cultura salvaguarda ambiente e beni pubblici. E nella nostra fortunata situazione di città che sa di vino e di cultura legata al vino, con tutto ciò che ne consegue anche in chiave moderna col turismo, avere la possibilità di far svolgere un ruolo (come pure è stato in un lontano passato di decenni) centrale alla Sagra dell’Uva, non vuol dire dare contributi per una festa per quanto importante. Vuol dire, al contrario, utilizzare lo strumento e il contenuto Sagra dell’Uva per svolgere attività culturali, economico promozionale tutto l’anno. C’è già stata una scommessa, abbastanza positiva – la ricordano i cittadini – con un Mese di Sagra dell’Uva con iniziative artigianali e culturali. Ecco, pensare ad una formula che duri 365 giorni significa dare a tutto il territorio, ogni singola frazione, ogni singola festa di quartiere, ogni idea di aggregazione culturale e sociale un risvolto unificante. E’ la qualità della visione d’insieme che deve prevalere, non la lite per gelosie di mille euro in più in una festa invece che in altra. Davvero vorremmo che questa sfida fosse accolta anche dagli altri candidati sindaco ne deriverebbe un bene per Marino. Per non dire del risvolto economico che resta sempre il nostro primo pensiero.
 
 
 
Domanda n.13) Tenuta Tudini, un polmone verde importantissimo per la nostra Cittadina, ma anche un’opportunità per la realizzazione di laboratori per apprendistato mestieri; recupero aree per agricoltura, Orti sociali. Il Suo programma prevede qualcosa in merito?
 
Al pari delle altre realtà che non sono nella disponibilità del Comune, ogni tipo di intervento concreto passa o per un accordo con l’attuale proprietà, o con un intervento sovra comunale. Certo potremmo battere cassa a livello superiore come immaginato per il Palaghiaccio. Ma non ci piace avere visioni che non siano poi perseguibili. Quindi avendo messo in campo il Palaghiaccio come priorità è li che concentreremo le nostre richieste. Tuttavia, ciò non vuol dire che accorti proprietari privati che siano disponibili ad un confronto per fini pubblici di gran parte di quell’area, non debbano essere sondati. Sia chiaro che non vorremmo e non saremo disponibili a discutere di nuovo solo da edificare. Altra storia è riqualificare l’esistente. Per questo in quella come in area analoga – quella salvaguardata dalla speculazione – abbiamo ipotizzato interventi da grande visione come l’idea di realizzare come a Bologna “Fico”, maggiormente in chiave agrituristica e di produzione agricola locale. Interventi che necessitano quindi dell’attenzione non solo comunale e regionale, ma nazionale e di grandi imprenditori del settore.
 
 
 
Domanda n.14) Stretto controllo di ACEA e lotta per ritornare all’acqua pubblica, cosa le dice questa frase?
 
E’ il Partito Comunista Italiano che, quasi fuori dal coro, o meglio fuori dai silenzi, pone in ogni occasione: discussione di bilancio nazionale, programmi regionali, comunicazioni comunali, il tema dell’acqua pubblica e del ritorno ad un sistema di gestione dove il cittadino sa a chi rivolgersi, e dove trovare risposta per problemi improvvisi. Altro che dischi automatici dei call center! Non sta scritto da nessuna parte che pur avendo aderito ad ATO 2 noi si debba restare lì!
 
 
 
Domanda n.15) Manutenzione strade e giardini; Cartellonistica stradale; Fotocamere e Sicurezza, come si muoverebbe Lei su questo piano?
 
La battaglia da fare è a doppio binario: da un lato vanno modificate le leggi di bilancio e di gestione del personale che determinano esternalizzazioni e quindi assenza di controlli. Oltre che oggettivi sprechi che sono soldi in più incassati da aziende che hanno sostituito i comuni in tali attività. Dall’altro lato vanno prodotti progetti finalizzati alla presenza umana come forma di manutenzione ordinaria quotidiana che è insieme anche deterrente a comportamenti incivili. Le telecamere, il grande fratello, vanno bene per i film futuribili delle mega metropoli, per la nostra realtà è la presenza quotidiana di stradini, di operatori ecologici, di addetti a progetti di qualità di vita che possono fare la differenza. Un piano di salvaguardia della bellezza rispetto alle presenze di tabellonistica, sia di utilità che di pubblicità, va predisposto oltre quanto venga fatto fin ad ora. Per la bellezza ripeto, e per la sicurezza.
 
 
 
Domanda n.16) Per quanto concerne le scuole come intendete rispondere alla necessità della popolazione presente e soprattutto alla impellente necessità di strutture da realizzare nel breve periodo?
 
No, la logica dell’emergenza non ci appartiene, certo potete chiedere per il breve periodo. Ma per sapere cosa fare dell’edilizia scolastica, tra l’altro noi crediamo connessa all’edilizia sportiva perché gran parte di questa deve essere anche a servizio della scuola, noi pensiamo di partire dai dati di conoscenza. Faremo, come è stato già fatto in anni lontani, una reale ricognizione della popolazione, dello stato dell’edilizia attuale, della curva demografica e del mercato immobiliare circa l’ingresso di nuova popolazione, lo pensiamo programmato per gli anni a venire e studiamo quali sono le risposte necessarie. Da questo studio – che funzionari capaci del Comune possono realizzare in 60 giorni – si passa alla applicazione delle necessità. Avviso però, che siccome questo studio/piano ha necessità di fondi, occorrerà che gli enti locali, e confidiamo nella condivisione degli altri comuni in tal senso, dovranno ottenere fondi straordinari per la scuola come fu la legge del Diritto allo Studio di pertinenza regionale. In linea di principio i nostri interventi comunque nascono dalle risposte da dare agli studenti e agli alunni quali destinatari di un fondamentale diritto, quindi gli insegnanti e docenti e operatori scolastici che hanno il diritto di poter svolgere al meglio il proprio ruolo e lavoro. Il resto viene dopo.
 
 
 
Leggi le risposte dei candidati a Sindaco:
Carlo Colizza     Gabriella De Felice     Stefano Enderle     Fabio Martella     Gianfranco Venanzoni
Il candidato sindaco Stefano Cecchi ha preferito non rispondere al nostro appello.
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