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Prova preselettiva del 30 Settembre 2020, concorso Multiservizi

Prova preselettiva del  30 Settembre 2020, concorso Multiservizi Copertina    (commenti:1) (1.106-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

DOPO L’INTERRUZIONE PER COVID-19, PROSEGUE LO SVOLGIMENTO DEL CONCORSO PER TITOLI ED ESAMI, PER L’ASSUNZIONE DI N° 13 ADDETTI LIVELLO PROFESSIONALE “OPERAIO LIV. 2B” AREA SPAZZAMENTO, RACCOLTA E ATTIVITA’ AMBIENTALI.
 
Con l’intento di contribuire a far giungere agli interessati che ancora non hanno avuto modo di prendere visione della convocazione per l’adempimento dell’imminente prossima prova, ed al fine di evitarne l’esclusione per omessa partecipazione, si riportano le informazioni di cui appresso.
 
Il 9 settembre 2020, presso la sede della Multiservizi dei Castelli di Marino SPA, si è riunita la Commissione esaminatrice per la verifica dell’elenco dei candidati ammessi ed esclusi pubblicato in data 06/02/2020.
 
Verifica dalla quale è emerso che in elenco figuravano delle duplicazioni di candidatura, dovuti al fatto che alcuni candidati avevano presentato più volte la domanda. La Commissione, quindi, eliminando le duplicazioni, procedeva alla rielaborazione di un nuovo elenco, dal quale si evince che i candidati ammessi alla prova preselettiva (resasi necessaria, come previsto dall’articolo 8 del bando di selezione, considerato che il numero degli ammessi è superiore a 100) non sono 759 (come da primo elenco), bensì 647.
 
Prova preselettiva che si svolgerà il giorno 30 Settembre 2020, presso la struttura PALACAVICCHI, sita in Via Ranuccio Bianchi Bandinelli n° 130 – 00178 – Roma, con le seguenti modalità:
 
  • divisione dei candidati in 2 Gruppi disposti in ordine alfabetico della lettera iniziale del cognome, dei quali il primo: - dalla A fino all’inizio della L, per un totale di 324 candidati, ripartiti in sottogruppi di 52 – 54, con orario d’ingresso, intervallati di 15 minuti, dalle ore 8.00 alle 9.15; il secondo dal successivo nominativo della lettera L, all’ultimo della Z, per ulteriori 323 candidati, intervallati ancora di 15 minuti, a partire dalle ore 14.00 fino alle15.15;
     
  • all’atto alla registrazione, tutti I candidati, ovviamente muniti di mascherina, dovranno sottoporsi al rilevamento della temperatura (nel caso dovesse risultare uguale o superiore a 37,5 °C, non sarà loro consentito lo svolgimento della prova);
     
  • ed alla presentazione per lo svolgimento della prova dovranno esibire la seguente documentazione:
     
- documento di riconoscimento valido;
- modello compilato di autocertificazione del titolo di studio (vedi allegato)
- modello compilato di autocertificazione Covid-19 (vedi allegato).
 
 
La commissione ha stabilito inoltre che i punteggi da assegnare saranno di:
 
- 1 punto per le risposte corrette;
- 0 punti per nessuna risposta;
- e - 0,5 punti per risposte errate,
e che la graduatoria finale comprenderà, esclusivamente, i candidati che avranno raggiunto un punteggio pari o superiore a 21 su 30.
 
Comunque, qualora si disponga di un PC o altro mezzo informatico, per prendere visione del contenuto integrale dei verbali della Commissione e delle Tabelle con l’elenco dettagliato dei candidati, ripartiti per gruppi, sottogruppi ed orari di accesso alla citata struttura, sede della prova, digitare; “Multiservizi dei Castelli di Marino”, cliccare sopra e, successivamente, sulla denominazione del file: “Ammessi ed Esclusi: selezione per N° 13 Netturbini”.

Notti magiche... inseguendo un goal

Notti magiche... inseguendo un goal Copertina    (commenti:1) (527-0-0)
Gianni Botta

(articolo esportabile)

Probabilmente pochi tra i residenti di Santa Maria delle Mole potranno apprezzare ciò che andiamo a descrivere.
Ci riferiamo al “carnevale” che, come ogni estate ormai (ma se vogliamo anche nei lunghi weekend invernali), va in scena di notte nei pressi di Piazza Togliatti a partire dal noto bar aperto h24, dove gruppi di ragazzi passano le ore serene per ritrovarsi e trascorrere del tempo insieme.
Non c’è nulla di male, anche chi scrive ai suoi tempi faceva lo stesso perché l’estate e la notte in particolare ha sempre dato quella sensazione di libertà dagli impegni scolastici e poi, diciamocelo, cosa c’è di più bello che stare con gli amici?
 
Il problema sorge però quando questa voglia si libera nel fondo della notte tra urla e schiamazzi oppure giocando a dare calci a ciò che capita a tiro, come se si stesse in pieno giorno su un campo di calcetto o al parco giochi.
In questo caso dovrebbe essere chiaro a questi ragazzi, o quantomeno alle loro famiglie, che nelle palazzine ci sono persone che vorrebbero riposare, qualcuno anche in vista della sveglia che suonerà all’alba e che, pur con tutta la pazienza di questo mondo, non sono tenuti a dover sopportare questo sambodromo che va in scena ogni notte.
 
Citiamo le famiglie non a caso perché crediamo che, anziché riposare ignorando dove e come i loro virgulti stiano trascorrendo il tempo, dovrebbero forse domandarsi cosa facciano alle due di notte e chiamarli per dir loro di tornare a casa, rendendo finalmente utile l’ultimo gioiello di smartphone regalato allo scopo di strappare un fugace sorriso davanti al quale commuoversi felici.
 
Questo perché non possiamo pensare che competa ai proprietari del bar h24 farsi carico del mantenimento dell’ordine pubblico intorno al loro locale, installare delle telecamere dotate di microfono in modo da essere svegliati anch’essi, non solo gli incolpevoli residenti dei paraggi, quando il volume della “conversazione” raggiunge livelli elevati.
 
Tutto ciò, ad onor del vero, non riguarda solo il localetto ma anche la viuzza della farmacia di fronte o, nelle migliori occasioni, direttamente Piazza Togliatti dove, in assenza di traffico, i giovani virgulti possono esibirsi nei caroselli notturni, finché non succede che qualcuno si spazientisca e chiami le Forze dell’Ordine (esclusa la Polizia Locale, la cui centrale operativa “...è attiva 7 giorni su 7 dalle ore 8: alle ore 20:00”) le quali, in verità, avrebbero cose più importanti da fare che intervenire per rimandare a casa i figli e le figlie altrui. (link)
 
Ai poveri residenti non resta che restare vegliare su questa gioventù aspettando che prima o poi si ritiri, nella consapevolezza che dopo questa generazione ne verrà un’altra e un’altra ancora a tenere loro compagnia con la sua movida ogni estate (e ogni lungo weekend invernale).

LA VENDITA DI ACQUA ESPOSTA AL SOLE E' REATO

   (commenti:1) (1.568-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

Per chi  espone  al sole, anche per breve tempo,  le confezioni d’acqua destinate alla vendita, si configura  il reato di detenzione per la vendita di sostanze alimentari in cattivo stata di conservazione.

Questa è la conclusione alla quale è giunta la Corte di Cassazione, terza sezione penale, nella sentenza n. 39037/2018, respingendo il ricorso di un commerciante e confermando la sua condanna alla pena di euro 1.500 di ammenda per il reato ex art. 5 della Legge 283/1962.

In quanto,  la contravvenzione di cui al citato articolo 5 è un reato di pericolo presunto che  si concretizza anche senza l’effettivo accertamento del danno al bene protetto: la salute ( cfr. Cassa. N. 3674/2016).

Infatti, sempre per la Cassazione, il reato di detenzione per la vendita di sostanze alimenti in cattivo stato di conservazione  è configurabile quando si accerti che le concrete modalità della condotta siano idonee a determinare il pericolo di un danno alla salute.  Ciò, in riferimento alla considerazione che   “ l’acqua è un prodotto alimentare vivo e come tale è soggetto a subire modificazioni allorché: -  rimane  isolata dal suo ambiente naturale e posta all’interno di contenitori stagni che impediscono i normali interscambi che avvengono  con l’aria, la luce e le altre forme di energia; -  viene sottoposta ad aumento di temperatura o ad esposizione continua ai raggi solari “ .

Ciò è dovuto al fatto che l’acqua non può essere considerata, significativamente, diversa da altri liquidi alimentari, quali l’olio ed il vino. La normativa, pertanto,  in considerazione di tale tesi,  ha stabilito che la conservazione  di bottiglie di acqua minerale in contenitori PET (Polietilentereftalato) all’aperto ed esposti al sole, costituisce la contravvenzione prevista dalla Legge 283/1962, per la quale:  l’esposizione, anche parziale, di prodotti destinati al consumo umano, alle condizioni atmosferiche esterne ( tra cui l’impatto con i raggi solari ), può costituire potenziale pericolo per la salute dei consumatori, poiché sono possibili fenomeni chimici di alterazione dei contenitori e conseguentemente del loro contenuto.

Per estendere le informazioni sull’argomento,  in seguito alla propaganda  che circola ciclicamente online, secondo la quale il PET rilascerebbe grandi quantità di Antimonio quando le bottiglie vengono esposte alla luce diretta del sole, si riporta l’esito di un’indagine condotta e  pubblicata da ALTROCONSUMO  nel  n. 327 Luglio – Agosto 2018 della  omonima Rivista,  riguardante, appunto “ tracce di sostanze  inquinanti provenienti da prodotti chimici  (Nel caso specifico l’Antimonio)  usati per la produzione di contenitori  PET “. Indagine che evidenzia la poca o nulla rispondenza di tale affermazione, sia con  l’esito  degli studi effettuati in condizioni estreme a riguardo,   e sia nelle prove di laboratorio eseguite da Altroconsumo stesso. Dove non sono state rilevate tracce di Antimonio in nessuno dei campioni esaminati. Mentre, su 18 confezioni  dei 42 esaminati sono state riscontrate piccole tracce di xilene ed etilbenzene, molto probabilmente provenienti dalla plastiche dei contenitori.

Comunque, fermo restando l’attendibilità delle precauzioni sulla salute stabilite dalla citata normativa, si ritiene opportuno precisare che oltre agli inquinanti menzionati, la qualità dell’acqua si giudica anche in funzione della quantità   degli elementi analizzati riportati  in etichetta e dal confronto dei valori degli stessi con i limiti stabiliti  dal D. Lgs. n. 31 del 2/02/2001 e della Direttiva CEE/CEEA/CE n° 83 del 3 /11/1998 .

In quanto, non sempre il continuo martellare della pubblicità, che tende a far credere che l’acqua in bottiglia sia  sempre la migliore, risponde ad obiettiva verità.

Come dimostra la scoperta , sempre di Altroconsumo, riguardante l’acqua  “ RADENSKA“ imbottigliata in Slovenia e venduta in Veneto e Friuli Venezia Giulia, consistente nell’accertamento  di valori notevolmente  al disopra dei limiti stabiliti dal Decreto Legislativo 31/05/2001 per le acque destinate al consumo umano, come di seguito specificato:

  • Residuo fisso mg/l  2045 in vece di 1500 consigliati;
  • Sodio  mg/l  665  invece dei 200 consigliati;
  • Manganese mg/l 85  contro i 50  consigliati;
  • Durezza 90 ° F  contro i 15 – 50  consigliati (1 ° F equivale a 10 mg/l di Carbonato di Calcio ed esprime il contenuto di   Sali di Calcio – Ca –  e Magnesio  - Mg –  presenti nell’acqua), oltre alla presenza di tracce (0,2 microgrammi per litro – mcg/l) di Benzene (sostanza potenzialmente cancerogena) e   nessuna avvertenza,  a riguardo,  riportata in etichetta.

Nonostante trattasi, considerata l’entità dei valori e la contaminazione  di cui sopra, di un’acqua da assumere in piccole dosi e solo su suggerimento di un medico. Motivo per cui Altroconsumo ha provveduto a segnalare il caso al Ministero della Salute.

Ovviamente, però, la quasi totalità  delle acque minerali non presentano  caratteristiche qualitative   fuori norma, anche se è sempre opportuno  verificarne la regolarità, attraverso il riscontro ed il confronto dei valori limite (Vedi Allegate Tabelle  1, 2, e 3) con quelli   riportati in Etichetta, ivi compresa la data dell’ultima analisi (molto frequentemente risalente ad anni addietro), specie quando i caratteri delle etichette risultano poco leggibili ad occhio nudo.

Per  non accettare passivamente l’equazione: “acqua in bottiglia migliore dell’acqua del rubinetto” , anche perché, nella stragrande maggioranza dei casi,  una tale convinzione risulta priva di fondamento, come dimostrano i risultati dei controlli che le ASL effettuano sugli acquedotti con una frequenza dipendente dal volume di acqua distribuito giornalmente. Frequenza  che a Marino, in considerazione degli  8.759 mc  erogati (Dedotti dal prodotto del numero degli  abitanti: 43.797 per  un consumo pro capite giornaliero di litri 200), secondo quanto previsto dal D.Lgs 31/01,  trova riscontro in  n. 31 controlli all’anno, di cui 27 di routine e 4 di verifica.

 A differenza della periodicità  di 5 anni con la quale, secondo il D. Lgs 25/1/1992, n. 105, art. 11, comma 6, dovrebbero essere aggiornate  le analisi riguardante la composizione dell’acqua minerale. Periodicità che, anche se venisse rispettata, rappresenta un arco di tempo nel corso del quale potrebbero verificarsi, lungo il corso delle sorgenti,  cambiamenti   di natura fisico-chimica  e    processi di inquinamento di natura antropica (riguardane l’influenza dell’attività dell’uomo , specie nei settori agricolo-zootecnico  ed industriale) non evidenziabili in tempo reale  in etichetta.

Inoltre, la qualità dell’acqua del rubinetto, pur essendo   garantita dagli Enti Istituzionali preposti ai controlli ( ASL e ARPA ),  può essere periodicamente  verificata dagli  stessi  utenti (Vedi allegata Scheda “ Qualità dell’Acqua – COMUNE DI MARINO “),  accedendo al PORTALE COMUNE MARINO e seguendo, in progressione,  i seguenti passaggi: Servizi online;  Aree Tematiche;  Idrico; Acea acqua – Acea ATO 2  SpA;  Bene Prezioso- Scopri la Qualità della tua Acqua – Vai alla Mappa;  Digitare il  tuo Indirizzo (con Via n. civico e Città); Puntale evidenziante l’area geografica di appartenenza; Cliccare sulla Mappa esternamente al Puntale; Per maggiori informazioni clicca qui; Salvare il file “ Marino zona 2 - Colonna – Frazioni “ e cliccare sulla denominazione dello stesso  per evidenziare  la “Tabella sulla qualità  dell’Acqua  COMUNE DI MARINO”.

Per completare il quadro delle informazioni sulle  differenze fra l’acqua del rubinetto e le acque minerali in bottiglia, si riportano ulteriori non trascurabili dettagli riguardanti queste ultime, quali:

  • un aggravio economico annuo  che, ipotizzando un consumo giornaliero di 1,5 litri pro- capite delle marche più diffuse in commercio,  comporta   una spese annua che varia da 121, 126, 153, 167, 170, 186, 302 euro, rispettivamente per le acque denominate: Boario, Fabia,  Santa Croce, Ferrarelle, Panna e Levissima, Rocchetta, Sangemini, Fiuggi, contro il prezzo di 1 euro della stessa quantità (litri 547,5) sgorgata dal rubinetto di casa; 
  • le conseguenze di tale opzione sull’ambiente derivanti dalle fasi che accompagnano i contenitori, riferite: .

- alla produzione:  che stando ai dati forniti dall’Annuario acque minerali e di sorgente Beverfood, nel 2006 sono stati prodotti in Italia circa 12 miliardi di litri di acqua minerale e registrato un consumo interno superiori agli 11 miliardi per l’imbottigliamento, dei quali, secondo Mineracqua sono state utilizzate 350 mila tonnellate di PET provenienti da circa 665 mila tonnellate  di  Petrolio ed una emissione di gas serra complessiva di 910 mila tonnellate di CO2 equivalente (Secondo l’EPA  statunitense, per ogni Kg di PET prodotto vengono  emesse 2,6 Kg di CO2  eq.);

- al trasporto: secondo  Mineracqua solo il 18 % delle bottiglie di acqua minerale viaggia su ferrovia e l’82 % su gomma, attraverso percorsi anche di migliaia di chilometri, come per una delle più diffuse marche: la Levissima, che, partendo dall’Arco Alpino, per raggiunger i supermercati di Napoli, Puglia e Palermo percorre, rispettivamente, una distanza di 894, 1.000 e 1.500 Km, a bordo di veicoli pesanti che contribuiscono alle emissioni di PM 10 ( Polveri sottili dal diametro uguale o inferiore ai 10 millesimi di millimetro ) da trasporto stradale nella misura del 23 %;

- allo  smaltimento: dai dati rilevati dall’Associazione di categoria Mineracqua e dal Corepla (Consorzio per il recupero degli imballaggi in plastica ), già nel 2006, dei 2,2 milioni di tonnellate di imballaggi plastici immessi al consumo, 409 mila  erano in PET, dei quali 350 mila sono state utilizzate per la produzione di bottiglie per acque minerali, di cui soltanto 124 mila  (pari al 35 %) avviate al riciclaggio.

Riciclaggio che, vale la pena ricordare, oltre a sottrarre l’antieconomico  conferimento dei contenitori in discarica e dal pregiudizievole abbandono nell’ambiente, consente, stando ai dati riportati nel libro “ Il Riciclo Ecoefficiente “ dell’Istituto di ricerche Ambiente  Italia, attraverso l’utilizzo del PET riciclato per la produzione di nuovi imballaggi,  un risparmio di emissione di CO2  del 95 % ed energetico del 93 %, rispetto alla produzione partendo dalla materia prima.

Ed è proprio per tentare di contenere tali insostenibili  sprechi di esauribili risorse naturali e  di  immissione di gas inquinanti nell’aria che si respira , che  ritornato in Italia, in fase sperimentale,  il “ Vuoto a rendere” (già utilizzato negli anni 60 – 70) previsto da un Regolamento del Ministero dell’Ambiente, pubblicato il 25 Settembre sulla Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore il 10 Ottobre 2017.

Tale sperimentazione,   che durerà un anno ed è finalizzata ad incentivare comportamenti che salvaguardino l’ambiente, attraverso la sensibilizzazione dei consumatori sull’importanza del riciclo, viene  evidenziata nei vari ambienti che hanno scelto di aderire alla fase sperimentale (Bar, Ristoranti, Alberghi e vari altri punti vendita) con l’esposizione di un apposito simbolo.

Quanto fin qui esposto  non si prefigge  certo di  interferire sulla libertà di scelta di chi ritiene conveniente dissetarsi  con l’acqua minerale in bottiglia, bensì vuole essere soltanto  un contributo  di conoscenze sull’argomento mirato a consentire ai  lettori- consumatori di  operare tale  scelta  in maniera più  consapevole   e compatibile con la salute dell’Ambiente, dalla quale dipendono le nostre condizioni di vita.  Affinché si eviti,   di divenire complici inconsapevoli, sebbene con una lieve incidenza ( anche se è fuor di dubbio che ogni grande dimensione, non è altro che la somma di tantissime e piccolissime frazioni della stessa), della  causa dei 91.000 decessi prematuri che ogni anno si verificano in Italia e del costante incremento di diagnosi di tumori maligni, ictus, problemi cardiaci e malattie respiratorie  ( rilevati nei Siti di interesse Nazionale o Regionale – SIN o SIR ) che interessano particolarmente le fasce di età   da zero a 24 anni, imputabili all’inquinamento da ozono e particolato fine, cioè a particelle di diametro inferiore ai 2,5 micrometri, particolarmente pericolose, poiché  possono  raggiungere facilmente gli alveoli polmonari e quindi il flusso sanguigno.

Insomma, il detto un tempo in voga:  “ siamo quel che mangiamo “ oggi, purtroppo, a ragion veduta, è diventato: “siamo quel che mangiamo e quel che respiriamo”.

 

A cura del Prof. Brancato

Fosso delle Scopette: ennesima occlusione del collettore fognario

Fosso delle Scopette: ennesima occlusione del collettore fognario Copertina    (commenti:1) (823-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 
Il mese scorso abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di cittadini, che lamentavano un abnorme e, pertanto sospetto, vista l’assenza di piogge, flusso di liquidi nel fosso delle Scopette.
 
Un problema ben visibile da chi, percorrendo Viale della Repubblica, arrivava al ponticello che lo scavalca, il tutto accompagnato anche da un fortissimo cattivo odore, che si sentiva chiaramente già in lontananza.
 
Una situazione insostenibile per tutti coloro che abitavano nel raggio di 300 metri, ma anche per tutti coloro che percorrevano quel tratto di strada.
 
La scorsa estate, un problema identico da noi segnalato fu risolto con l’intervento dell’Acea, che identifico ed eliminò un’occlusione del collettore nell’area, a monte del ponticello,che impediva il normale deflusso verso il depuratore, con conseguente versamento dei liquami, direttamente nel fosso.
 
Memori di questo, abbiamo ancora una volta provveduto a segnalare l’accaduto, sia all’Amministrazione comunale, che alla ASL, questa volta supportando la richiesta con l’esperienza pregressa.
 
Una richiesta che purtroppo si era persa nel meandri delle due burocrazie interessate e che, solo grazie all’interessamento personale, dell’Assessore Bruno Orazi siamo riusciti a sbloccare.
 
Infatti mercoledì, finalmente il problema è stato risolto, anche se rimane pur sempre il problema di fondo di questo collettore che periodicamente tende ad occludersi e che, a detta della responsabile Acea intervenuta, va risolto con un’ intervento strutturale, che si è comunque impegnata a realizzare.
 
Noi continueremo a vigilare affinché la promessa fatta, venga onorata, così da poter porre fine, a questa incresciosa situazione che periodicamente si presenta, e che crea un enorme disagio agli abitanti di Santa Maria.

A proposito del Comitato del Sassone

A proposito del Comitato del Sassone Copertina    (commenti:1) (629-0-0)
Santo Andaloro

(articolo esportabile)

 
Hanno voluto a tutti i costi colpire un comitato, hanno distrutto un centro di aggregazione sociale, associazioni e centro anziani convenzionati ad operare nell'interesse della collettività. Istituti scolastici, gente comune che continua a chiedere che fine abbia fatto l:area verde ben curata e messa a disposizione per recite di fine anno per compleanni o per semplici incontri tra famiglie che amano il verde e che all'interno del parco potevano lasciare scorrazzare in piena sicurezza i propri figli, già perché proprio nulla era lasciato al caso, sicurezza, pulizia, manutenzione del verde. Ma l'interesse dell'amministrazione era solo di depredare al comitato la sua sede storica senza traccia di alcuna alternativa, un comitato scomodo che ancora attende l’intervento della segnaletica stradale su via del Sassone, luogo di molti incidenti per l’alta velocità e la scarsa segnaletica. Da due anni di nulla, presenti solo sfilate quando abbiamo proceduto al presidio stradale con il cartello "rallenta" che ha avuto rilevanza mediatica.

Da maggio ad oggi l’unico lavoro che hanno fatto è mettere un cartello con il relativo selfie, perché si regge di selfie e chiacchiere, lasciando aperto ed incustodito il parco ed I beni del comitato, per la maggior parte spariti, nessun responsabile naturalmente perché il parco deve essere libero, e libera anche la sporcizia e lo stato di abbandono, come ogni bene gestito dal pubblico... Però hanno fatto lo sgarbo al comitato per compiacere qualcuno.

Parcheggio di Via Frassati di nuovo nel degrado

Parcheggio di Via Frassati di nuovo nel degrado Copertina    (commenti:1) (610-0-0)
la Redazione

(articolo esportabile)

La civiltà questa sconosciuta: ennesima denuncia di un cittadino sulle condizioni del Parcheggio Frassati
La civiltà questa sconosciuta... non voglio credere che a casa vostra vivete in uno schifo del genere. Parcheggio a via frassati, una vera vergogna grazie a tutti per la decenza.
 
Con queste parole un cittadino denuncia la situazione nella quale viene nuovamente a trovarsi il Parcheggio Frassati il quale, per chi non lo sapesse, è stato preso in carico dal Comune di Marino a seguito di un contratto di comodato gratuito rinnovato in data 28/02/2024, della durata di tre anni eventualmente prorogabili.
 
In passato come Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole ci siamo occupati più volte delle condizioni del Parcheggio di Via Frassati innanzitutto con i fatti, andando a rimuovere i rifiuti abbandonati dagli avventori.
 
Ma poiché non è sufficiente mobilitarsi, abbiamo anche cercato di attivare la nostra Amministrazione per illuminare l’area (articolo 787)
 
E come se non bastasse in precedenza scrivemmo un articolo più dettagliato con cui, tra le altre cose, segnalavamo questi interventi:
  1. l’inserimento del parcheggio nel contratto di manutenzione aree verdi insieme alle altre superfici pubbliche (es. il Parcheggio Mameli);
  2. l’ubicazione di almeno due cestini - non cassonetti - nei quali consentire lo svuotamento dei posaceneri delle automobili (cicche, pacchetti di sigarette, salviette, etc.);
  3. il rifacimento della recinzione - se consentito dal contratto - considerando che quella esistente è abbattuta in più punti e dona all’area l’idea di una discarica, anche grazie alle automobili ed alle moto abbandonate tra i rovi;
  4. pavimentare l’area per renderla calpestabile e, soprattutto, evitare che quando piove in abbondanza la terra scoli sulla strada e vada ad ostruire le caditoie.
L’ultimo sogno sarebbe la congiunzione del Parcheggio Frassati con Via Silvio Pellico con un vialetto pedonale simile a quello realizzato presso le Scuole Verdi e Ciari (che ancora attende di essere aperto): non sarebbe anche questo un beneficio per gli esercizi commerciali della zona ed una comodità per i loro clienti?
 
Ci proviamo per l’ennesima volta, qualcuno ci ascolterà?

Dove l'amore ha tutti i colori: inclusione, creatività e partecipazione al Parco della Pace

Dove l'amore ha tutti i colori: inclusione, creatività e partecipazione al Parco della Pace Copertina    (commenti:1) (570-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
Nell’ambito del cartellone estivo BovillEstate, il 26 giugno 2025 il Parco della Pace di Cava dei Selci ospiterà l’evento “Dove l’amore ha tutti i colori”: una serata dedicata all’informazione, alla partecipazione e alla festa, pensata per coinvolgere tutte le generazioni — in particolare bambini, adolescenti e famiglie — in un percorso condiviso di sensibilizzazione e rispetto.
 
Il tema delle famiglie arcobaleno, della lotta al bullismo e del valore dell’inclusione saranno al centro di una proposta che unisce momenti creativi, testimonianze e musica.
 
Il programma sarà così articolato:
 
🔸 Ore 18.30Laboratori creativi
Uno spazio pensato per grandi e piccoli, con colori, giochi e attività ispirate ai valori dell’integrazione, del rispetto e della libertà di espressione.
 
🔸 Ore 20.00Dibattiti e interventi
Un momento di ascolto e confronto con testimonianze, racconti e riflessioni condivise per costruire insieme una cultura inclusiva e consapevole.
 
🔸 Ore 21.30DJ set con Anna Cullen
La serata si concluderà con musica, ritmo e divertimento grazie al dj set di Anna Cullen, per celebrare l’incontro tra le differenze in un clima di allegria e partecipazione.
 
L’evento è realizzato in collaborazione con Famiglie Arcobaleno, Genitori in Ruolo, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Scarabocchiando con Barbara e Pro Loco di Boville.
 
Una serata per conoscersi meglio, aprire spazi di dialogo e costruire insieme una comunità più accogliente.

Ingresso alle scuole Verdi e Ciari, purtroppo quello che avevamo previsto è successo

Ingresso alle scuole Verdi e Ciari, purtroppo quello che avevamo previsto è successo Copertina    (commenti:1) (1.040-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

Martedì mattina, su via Maroncelli davanti all’ingresso dei suddetti plessi scolastici, una mamma, che accompagnava la sua bambina a scuola, è stata investita.
 
La bambina fortunatamente non è stata coinvolta nell’incidente, mentre la signora, a cui auguriamo una pronta guarigione, è stata prontamente trasportata in ospedale, per gli accertamenti del caso.
 
Della pericolosità di quel tratto di strada, che, in occasione degli orari di apertura e chiusura delle scuole, diventa una bolgia infernale, con centinaia di bambini ed accompagnatori che devono fare i conti con un transito di auto particolarmente sostenuto, aggravato dalla forte riduzione della carreggiata, causata anche della sosta, spesso selvaggia, il nostro Comitato, nello scorso giugno, se n’era già occupato.
 
In quell’occasione, accogliendo l’appello dei tantissimi genitori/nonni, preoccupati della situazione di pericolo in cui quotidianamente andavano incontro, ha avviato una raccolta di firme conclusasi con grande successo.
 
Scopo della petizione la richiesta  di apertura di un cancello pedonale per collegare, in tutta sicurezza, le scuole in questione, con l’ampio parcheggio esistente  in via Fratelli Cervi, che creerebbe di fatto un ingresso alternativo alle scuole.
 
Per chi non ne fosse informato, l’impresa costruttrice del complesso residenziale denominato “La casa nel Parco” ha, a suo tempo, sottoscritto con il Comune, un Atto D’Obbligo, che prevedeva la realizzazione del suddetto  parcheggio, attiguo alle scuole in questione.
 
Un obbligo che è stato rispettato  a cui ora manca  solo la presa in carico da parte del Comune.
 
La realizzazione del suddetto cancello, permetterebbe agli accompagnatori di sostare nell’ampio parcheggio, controllando, anche solo a vista, il percorso di pochi metri, necessari  ai propri ragazzi per raggiungere, in tutta sicurezza, i plessi scolastici in questione.
 
Una realizzazione che permetterebbe, di conseguenza anche il  decongestionamento di via Maroncelli. 
 
Dopo questo grave episodio, esortiamo ancora una volta l’amministrazione comunale, affinché proceda, senza ulteriori tentennamenti all’apertura del cancello, opera attesa da ormai molti anni e la cui realizzazione è nell'ordine naturale delle cose.
 
Continuare a procrastinarne l’apertura, giustificando questa non scelta con motivazioni sempre più fantasiose, non farà altro che esacerbare ulteriormente gli animi dei Cittadini che, ad onor del vero, almeno fino ad ora, si sono  limitati a sottoscrivere una petizione.
 
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Sisma
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