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Bruni Immobiliare
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Entusiasmo e sorrisi per i nuovi bambini del Piccolo Coro del Fiore Blu di Marino Aperta APS

Entusiasmo e sorrisi per i nuovi bambini del Piccolo Coro del Fiore Blu di Marino Aperta APS Copertina    (commenti:1) (276-4-1)
Antonio Calcagni

 
Un avvio come nella tradizione pieno di energia e sorrisi quello del Piccolo Coro del Fiore Blu di Marino Aperta.
 
Sabato 8 novembre presso l'Auditorium della Primo Levi a Frattocchie molti bambini con le loro famiglie si sono ritrovati per la ripartenza della attività dei piccoli coristi di Marino Aperta, con l'inserimento dei nuovi bimbi per la nuova stagione 2025-2026.
 
Una vera e propria esplosione di gioia che caratterizza oramai a Frattocchie da oltre 20 anni questa attività musicale di ampio successo dell'associazione fondata da don Bruno Meneghini.
 
 
"Dopo il Doposcuola, il laboratorio teatrale" precisa la Presidente di Marino Aperta APS Michela Graziani "sono ripartite anche le attività del Piccolo Coro del Fiore Blu e delle lezioni di Chitarra.
 
Uno sforzo importante anche quest'anno quello della nostra associazione che con i suoi volontari ed educatori esprime da 23 anni sul territorio con i fatti cosa significa essere una responsabile comunità educante, praticando la solidarietà, l'attenzione per gli altri nella crescita umana, culturale e musicali dei ragazzi.
 
Il mio primo ringraziamento e quello del Direttivo dell'associazione va agli Istituti Comprensivi P. Levi e S. Maria delle Mole che, anche quest'anno, hanno inserito nei Piani Triennali dell'Offerta Formativa le nostre proposte.
 
Il secondo ai volontari e operatori che gestiscono le attività di Marino Aperta con grande competenza, disponibilità e costanza.
 
E il terzo a tutte le famiglie che, anche quest'anno, si sono ri-coinvolte con passione ed entusiasmo sin dalle prime attività".

A proposito del disimpegno del Comitato di Quartiere nella gestione del parco Lupini

A proposito del disimpegno del Comitato di Quartiere nella gestione del parco Lupini Copertina    (commenti:1) (1.068-0-0)
Antonio Calcagni

 
Ci teniamo a sottolineare che, la nostra scelta, di non partecipare al bando comunale per l’affidamento delle gestione del parco Lupini, non ha nessuna attinenza con le caratteristiche dell’ultimo bando /avviso pubblico, emesso nei mesi scorsi, dal Comune di Marino, che di fatto ha sostanzialmente mantenuto la struttura di quello precedente, a cui noi, attraverso un serrato, ma chiaro e cordiale confronto, con l’Assessore Barbara Cerro, abbiamo, prima contribuito a migliorare e poi aderito.
 
La nostra scelta è maturata invece, attraverso un profondo dibattito interno, in cui preponderante è stato il disagio manifestato nel confronti di un impegno quotidiano particolarmente gravoso, e durato quattro anni portato sulle spalle dai soliti noti e tali rimasti, salvo qualche eccezione, nonostante le grandi promesse delle ”giovani” leve, palesatesi all’improvviso e con la stessa velocità, scomparse dai radar.
 
A questo si aggiunge il fatto che il nostro Comitato è da sempre impegnato a 360 gradi su tutto quello che attiene lo sviluppo della nostra Cittadina, quando infatti c’è in ballo il bene, in tutte le sue declinazioni, di Santa Maria, noi siamo e saremo sempre presenti e vigili.
 
E’ di pochi giorni fa infatti, la conclusione di un nostro laborioso lavoro, iniziati più di quattro mesi fa in cui, dopo un’attenta elaborazione delle esigenze della nostra Cittadina, ne abbiamo stilato una lista racchiusa in 16 domande.
 
Domande a cui, attraverso una serena e proficua interlocuzione con tutti i candidati a Sindaco, abbiamo chiesto di dare una risposta.
 
Il risultato di tutto ciò sta nelle interviste che, a partire dal 18/07 abbiamo cominciato a pubblicare su questo Sito, secondo il seguente calendario:
 
18/07 Carlo Colizza;
20/07 Gabriella De Felice;
22/07 Stefano Enderle;
24/07 Fabio Martella;
24/07 Gianfranco Venanzoni.
 
La mancata presenza in quella lista, non è da imputare ad una nostra mancanza, ma alla personale scelta del candidato di non esserci.
 

A proposito dell'Ufficio postale di Santa Maria delle Mole

A proposito dell'Ufficio postale di Santa Maria delle Mole Copertina    (allegati)    (commenti:1) (662-2-0)
Antonio Calcagni

 
 
Correva l’anno 1968 e Santa Maria delle Mole, nonostante contasse già 5.000 abitanti, risultava ancora sprovvista di un ufficio postale.
 
Ci pensò l’onorevole Gino Cesaroni a sollevare il problema in parlamento presentando, in data 30 agosto 1968, allora in parlamento evidentemente si lavorava anche in quel mese, un’interrogazione con risposta scritta, all’allora ministro delle poste e telecomunicazioni, Angelo De Luca, circa la necessità di aprire un ufficio postale a Santa Maria delle Mole, (vedi l’allegato in PDF a fine articolo).
 
La risposta del ministro aprì uno spiraglio su tale possibilità, e fu così che finalmente fu avviata la procedura per la sua successiva apertura.
 
Gino Cesaroni (Genzano 05/12/1919 – Roma 16/01/1997) è stato un politico italiano eletto nella V e VI legislatura, alla Camera dei deputati, ovvero dal 1968 al 1976, ma soprattutto è ricordato quale sindaco della sua città natale, che ha governato ininterrottamente per ben 28 anni, lasciando di sé un ricordo indelebile.
 
L’interessamento del Cesaroni nei confronti della nostra Cittadina e più in generale per tutto il territorio dei Castelli Romani non fu un caso sporadico; infatti, nel 1971 portò all’attenzione del parlamento anche la questione della grave situazione debitoria del Pastificio Sorrentino (vedi l’allegato in PDF a fine articolo).
 
Non a caso qualcuno, per il suo impegno dimostrato sia da parlamentare che da amministratore locale, azzardò a definirlo: “Il sindaco dei Castelli Romani”.
 
 

Truffe e raggiri sul territorio

Truffe e raggiri sul territorio Copertina    (commenti:1) (497-0-0)
la Redazione

Truffe e raggiri sul territorio: il Centro Anziani Frattocchie di Marino si incontra con i Carabinieri
 
Difendersi dalle truffe ed i raggiri -sempre più sofisticati grazie al supporto di tecnologie avanzate- si può. Questo è stato spiegato molto bene durante l’incontro organizzato dal Centro Anziani Frattocchie di Marino - CAFM che ha invitato il luogotenente Marcello Michienzi, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Santa Maria delle Mole, per un importante momento di informazione e prevenzione dedicato al tema delle truffe e dei raggiri ai danni degli anziani (e non solo).
 
Durante l’incontro, il luogotenente Michienzi ha illustrato con chiarezza e competenza le nuove tecniche di inganno utilizzate dai truffatori: dalle telefonate dei finti parenti in difficoltà alle visite a domicilio di falsi tecnici o funzionari con regolari uniformi di Forze dell’Ordine o di falsi sacerdoti, fino alle truffe digitali, sempre più diffuse tramite SMS ed e-mail.
 
Un’attenzione particolare è stata riservata ai consigli pratici per riconoscere e prevenire i tentativi di raggiro, con l’invito a non aprire la porta a sconosciuti, non fornire mai dati personali o bancari e, in caso di dubbio, contattare immediatamente le forze dell’ordine chiamando il 112.
 
L’iniziativa ha suscitato grande interesse tra i presenti, che hanno potuto porre domande e condividere esperienze personali, in un clima di collaborazione e fiducia reciproca. Il CAFM ha ringraziato il luogotenente Michienzi per la disponibilità e per il lavoro quotidiano svolto a tutela della sicurezza dei cittadini, sottolineando l’importanza di fare rete e informarsi, soprattutto per proteggere le persone più fragili.
 
È questo il concetto chiave della prevenzione sociale: nessuno si difende da solo, ma la comunità intera può proteggersi meglio se comunica, collabora e si informa insieme.
 
Parlare e condividere informazioni, tenere contatti attivi con i Carabinieri o la Polizia Locale, attivare una rete di vicinato e cioè parlare con i vicini di casa superando quel senso di riservatezza misto a vergogna per essere stati vittima di queste pratiche delittuose. In sintesi: “fare rete” vuol dire creare fiducia, restare in contatto e agire insieme, perché la prevenzione è più efficace quando la comunità è unita e attenta.
 
Un incontro utile e partecipato che conferma quanto la prevenzione e la consapevolezza siano le armi migliori contro le truffe.
 
Per informazioni, iscrizioni e seguire il programma offerto dal Centro Anziani Frattocchie di Marino APS (CAFM), l’invito a seguire la pagina Facebook e prendere contatto con il Presidente Claudio Bornaccioni al cel. 335-364847.

Parte la petizione dei residenti. "Radon, strade dissestate e degrado: ora basta"

Parte la petizione dei residenti. "Radon, strade dissestate e degrado: ora basta" Copertina    (commenti:1) (792-30-0)
Eleonora Persichetti

 
I cittadini segnalano radon, strade pericolose, marciapiedi inesistenti e degrado: “la situazione va avanti da anni”
 
Una petizione popolare, promossa da un gruppo spontaneo di residenti di Cava dei Selci e sostenuta dal Comitato di quartiere di Santa Maria delle Mole, riporta al centro del dibattito pubblico le criticità che da anni affliggono il territorio. La raccolta firme, già avviata, punta a sensibilizzare l’amministrazione comunale di Marino su una serie di problemi considerati urgenti: dal rischio radon in via Paiella Catullo al dissesto di via Quarto Sant’Antonio, passando per illuminazione insufficiente, marciapiedi impraticabili, abbandono dei rifiuti e parcheggi selvaggi.
 
Via Paiella Catullo: il nodo del radon e la recinzione da ripristinare
Il punto più delicato riguarda via Paiella Catullo, dove da anni è nota la presenza di radon, gas naturale radioattivo che richiede monitoraggio e misure di sicurezza. Nonostante ciò, la recinzione che dovrebbe impedire l’accesso all’area risulta danneggiata o del tutto inefficace. Il risultato è che molte persone continuano a passarci quotidianamente, spesso per portare a spasso i cani.
“Noi residenti lo diciamo da anni: qui non si dovrebbe passare”, racconta Giulia, che abita a pochi metri dall’area interdetta. “Ogni giorno vedo persone entrare come se nulla fosse. Non è cattiveria, è che non sanno. Ma la recinzione è rotta e nessuno interviene”.
I cittadini chiedono un intervento immediato: ripristinare la recinzione, installare cartelli chiari e impedire l’accesso a una zona che, per motivi sanitari, dovrebbe essere protetta.
 
Cos’è il radon e perché preoccupa i residenti
Il radon è un gas naturale radioattivo, incolore e inodore, che si forma dal decadimento dell’uranio presente nel suolo. In alcune zone, soprattutto dove il terreno presenta caratteristiche geologiche particolari, può accumularsi in concentrazioni elevate.
  • È considerato la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo.
  • L’OMS raccomanda monitoraggi costanti nelle aree a rischio.
  • Le amministrazioni locali devono delimitare e mettere in sicurezza le zone interessate.
A Cava dei Selci il problema è noto da anni, ma i cittadini denunciano che le misure di contenimento non sono state mantenute nel tempo, permettendo l’accesso a un’area che dovrebbe essere interdetta.
 
Via Quarto Sant’Antonio: buche, marciapiedi inesistenti e auto che corrono
L’altro fronte caldo è via Quarto Sant’Antonio, una strada molto frequentata da famiglie, bambini e passeggini, ma caratterizzata da un dissesto ormai cronico.
I residenti denunciano:
  • buche profonde e diffuse
  • marciapiedi rotti o del tutto assenti
  • scarsa sicurezza per pedoni e ciclisti
  • auto che sfrecciano senza controlli
  • assenza di segnaletica adeguata
“Io ci passo ogni giorno con il passeggino”, spiega Marco, giovane padre. “Devo camminare in mezzo alla strada perché il marciapiede è rotto o non c’è proprio. E le macchine corrono. È pericoloso, punto”.
I cittadini chiedono un intervento strutturale: rifacimento del manto stradale, ricostruzione dei marciapiedi, installazione di attraversamenti pedonali e misure per ridurre la velocità.
 
Le altre criticità: illuminazione, rifiuti, parcheggi selvaggi e rischio idrogeologico
Il documento presentato dai residenti elenca una lunga serie di problemi che riguardano diverse vie del quartiere:
  • degrado dell’area tra via Paiella Catullo, via Agostino Paris e via Marsala
  • mancanza di segnaletica stradale e attraversamenti pedonali
  • assenza di illuminazione nel tratto via Paiella Catullo – via Antonio Berardi
  • marciapiedi dissestati e aree soggette ad abbandono rifiuti, soprattutto vicino al Palaghiaccio
  • parcheggi in divieto di sosta, in particolare nell’area adiacente alla scuola
  • richiesta di fototrappole e videocamere contro soste selvagge e abbandono rifiuti
  • rischio idrogeologico in alcune zone di Cava dei Selci
  • marciapiedi impraticabili in via Antonio Fantinoli
  • rifacimento totale dei marciapiedi tra via Paiella Catullo e via Antonio Berardi
  • riposizionamento dei dissuasori di velocità in via Paiella Catullo e via Marsala
“Qui non si parla di un problema, ma di un insieme di situazioni che rendono la vita quotidiana complicata”, spiega Serena, residente da vent’anni. “Non chiediamo miracoli, chiediamo manutenzione e sicurezza”.
La mozione della consigliera Silvani
La questione della sicurezza stradale è arrivata anche in Consiglio Comunale. La Consigliera del Partito Democratico Franca Silvani ha presentato una mozione che è stata approvata all’unanimità nella seduta del 22 settembre 2025, impegnando l’amministrazione all’attivazione della competente Commissione consiliare per avviare un lavoro strutturato di monitoraggio su tutto il territorio.
L’obiettivo della mozione è chiaro: mappare le criticità, definire le priorità e programmare interventi necessari e urgenti, superando la logica degli interventi emergenziali e frammentati.
 
Le Commissioni coinvolte nel percorso sono:
  • II Commissione (Lavori pubblici, edilizia scolastica, innovazione tecnologica, viabilità e arredo urbano)
  • III Commissione (Attività produttive, polizia locale, sicurezza, protezione civile, trasporti, decoro urbano)
La III Commissione si è già riunita lo scorso 20 febbraio, avviando il lavoro di analisi e ascolto delle segnalazioni. È previsto un aggiornamento nella prossima convocazione, che si terrà in forma congiunta con la II Commissione, per coordinare gli interventi e definire una linea d’azione condivisa.
“La politica deve ascoltare chi vive ogni giorno questi disagi”, commenta Lorenzo, residente della zona. “La mozione è un segnale, ma ora servono fatti”.
Una mobilitazione che cresce
La petizione è stata promossa da un gruppo spontaneo di cittadini, che negli ultimi mesi ha raccolto testimonianze, fotografie e segnalazioni. La redazione ha ascoltato molte di queste voci, tutte accomunate da un sentimento di frustrazione per una situazione che “si trascina da troppo tempo”.
“Non vogliamo fare polemica, vogliamo essere ascoltati”, afferma Valerio, cittadino che sta aiutando nella raccolta firme. “Il quartiere ha bisogno di interventi reali, non di promesse”.
Come firmare la petizione
I cittadini interessati possono aderire alla raccolta firme contattando Valerio al numero 328 932 1940.

ELEZIONI MARINO, DE FELICE: "PIENA DISPONIBILITA’ AD UN TAVOLO DI CONFRONTO ALLA PARI CON FDI"

ELEZIONI MARINO, DE FELICE: "PIENA DISPONIBILITA’ AD UN TAVOLO DI CONFRONTO ALLA PARI CON FDI"  Copertina (576-0-0)
Eleonora Persichetti

 
 
ELEZIONI MARINO, DE FELICE (MARINO 2030): “PRENDIAMO ATTO DEL MANCATO RISPETTO DELLA PROPOSTA FORMULATA DAI VERTICI PROVINCIALI E REGIONALI NEL TENTATIVO DI RIUNIRE LE FORZE DI CENTRODESTRA. ORA PIENA DISPONIBILITA’ AD UN TAVOLO DI CONFRONTO ALLA PARI CON FDI”
 
“Sono pronta a riaprire un tavolo di confronto paritario con Fratelli d’Italia e con chi vorrà starci per decidere insieme, non inseguendo ulteriori strappi e firme rinnegate, ma puntando su serietà, concretezza e coerenza da mettere al servizio del futuro politico e della piattaforma programmatica da realizzare per dare realmente vita a una proposta moderata di centrodestra da condividere realmente. Un piano che vada ben oltre il gioco dei nomi, dei ruoli e delle figurine ma torni a proporre con decisione la nostra visione e idea nuova e modernizzatrice di comunità e di città”. Gabriella De Felice, candidata sindaca della piattaforma civico-politica d’area moderata Marino 2030 ci tiene a comunicare la sua versione dei fatti sulle trattative ancora in corso per la candidatura a sindaco della coalizione di centrodestra. “Ho atteso in silenzio le decisioni del tavolo di centrodestra per il profondo rispetto che ho dei partiti però ora credo sia giunto il momento di fare una analisi di quanto accaduto” dichiara la candidata. “Avevo manifestato piena disponibilità ad un confronto con le esistenti coalizioni, seguendo le proposte indicate dai referenti regionali e provinciali dei partiti di centrodestra con la sottoscrizione di un documento che poi però è stato pienamente disatteso”.
 
“Di fronte a quanto accaduto, con grande coerenza e rispetto, Fratelli d’Italia, vedendo disatteso il documento, ha lanciato una propria candidatura nella figura di Fabrizio De Santis, persona che ho conosciuto e con il quale ho avuto occasione di avere un veloce confronto.”
 
“Nel fare il migliore in bocca al lupo a Fabrizio De Santis auspico che da qui a breve possano crearsi, con lui e con chi vorrà starci, le condizioni per intavolare un incontro durante il quale confrontarci sulle evoluzioni future da poter porre in essere, possibilmente insieme, per dare vita a una rinnovata alleanza moderata di centrodestra realmente rispondente alle aspettative di un territorio che non può attendere oltre i meccanismi, talora irrispettosi, di una politica che può concretizzarsi solo andando incontro alle reali necessità della comunità cittadina”, conclude De Felice.

Gabriella De Felice ci risponde

Gabriella De Felice ci risponde Copertina (1.506-0-0)
Antonio Calcagni

Prima di iniziare con le domande vere e proprie, ci piacerebbe sapere quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a candidarsi a Sindaco del Comune di Marino, e quale sono i partiti, liste civiche/ movimenti che la sosterranno in questa impresa?
 
Ho scelto di impegnarmi in politica perché ero stanca di essere spettatore passivo delle scelte.
Ho scelto di farlo perché appartiene alla nostra natura la consapevolezza di poter realizzare qualcosa di nuovo e con nuove modalità.
Ho deciso di impegnarmi in un momento in cui ritengo di aver acquisito e consolidato le competenze necessarie da mettere a disposizione per il governo della città.
L' impegno politico, sostenuto da liste civiche, rende ancora più significativa per me la declinazione di quel bagaglio valoriale che da sempre orienta il mio percorso di vita e che risponde alle richieste pervenute da numerosi cittadini: solidarietà, partecipazione e condivisione, capacità di ascolto, altruita' scevra da qualsiasi interesse particolare, puntuale programmazione, focus sulle priorità, prontezza ed efficienza d'azione. 
Ho scelto di impegnarmi in politica perché non si può più tollerare il grigiore che avvolge la nostra cittadina, che mi piace invece immaginare vivace, culturalmente protesa in avanti, impegnata in attività capaci di rendere il giusto merito alle tante eccellenze e dare valore alle preziose bellezze, naturali ed archeologiche, presenti nel nostro territorio.
Ho incontrato in questo anno straordinarie eccellenze, giovani talentuosi ma troppo spesso dimenticati, associazioni e comitati che attendono soltanto di essere supportati nel loro impegno già presente sul territorio, uomini e donne dalle straordinarie potenzialità, generosamente pronti a mettersi al servizio della comunità senza riserve o pretese.
Ho scelto di farlo perché credo molto nell’impegno femminile, a prescindere. Non potrebbe essere altrimenti.
Un impegno che ho condiviso sin dall'inizio con tante donne e, in particolare, con Annamaria Ascolese. Il suo entusiasmo e la sua tragica fine ci ricordano che tanto c"è ancora da fare affinché venga dato il debito valore al ruolo femminile per una società che sia realmente giusta, paritaria ed armonica.
Un impegno, dunque, che vive anche nel suo ricordo.
Deve giungere per Marino il momento di vivere un Rinascimento.
Io ne voglio essere protagonista.
 
 
Passiamo ora alle domande.
 
Domanda n.1) Santa Maria, in questi ultimi decenni è cresciuta in modo esponenziale fino a diventare il centro più popoloso di questo Comune, a questa crescita non è però corrisposto un incremento dei servizi, quali per esempio: un punto di pronto soccorso, il ritorno del Comando dei Vigili urbani . Lei che cosa farebbe in merito se diventasse Sindaco?
 
Da circa vent’anni a Marino si parla – in termini elettorali – di decentramento amministrativo come soluzione di cui, tuttavia, non si ravvedono ad oggi conseguenze visibili.
Il cambio di passo auspicato e auspicabile prevede pertanto uno slancio e una propensione verso decisioni condivise e per una Amministrazione che vorrà essere davvero trasparente, anche nella comunicazione, ed apra una seria partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative, definendo strategie e metodi di ascolto e condivisione.
Sul piano del decentramento, venuta meno dal 2014 la possibilità di istituire vere circoscrizioni territoriali per tutti i Comuni sotto i 250.000 abitanti, il sentito problema della partecipazione popolare alle scelte politico amministrative del Comune va affrontato con strumenti che non necessariamente prevedano la modifica dello Statuto e del Regolamento Comunale, quali - a titolo esemplificativo - la predisposizione e la regolamentazione di periodici tavoli di consultazione con le articolazioni territoriali.
E' per noi prioritario che tutto il territorio e tutti i cittadini abbiano la reale possibilità di partecipare e conoscere i processi decisionali dell'Amministrazione, nella consapevolezza che ciò determina benefici "sociali" e rende più efficiente l'azione amministrativa. Ciò potrà essere garantito prevedendo la possibilità di convocare sedute degli Organi Istituzionali anche a Santa Maria delle Mole con tempi e modalità da concertare al fine di assicurare un maggior dialogo, presenza e rapporto tra le istituzioni e la cittadinanza, compresa la possibilità di prevedere un distaccamento del Comando dei VV. UU., cosa non difficile da realizzare data la procedura concorsuale in corso avviata dall’attuale Amministrazione.
Per S. Maria delle Mole serve inoltre un cocktail energetico di cultura e opere pubbliche innovative
Una comunità che, paradossalmente, proprio grazie al melting-pot multiculturale di cui si compone, ha trovato proprio nelle numerose identità e tradizioni il punto di forza che l’ha resa, tra tutti i territori decentrati, quella maggiormente caratterizzata dal punto di vista urbano.
Gli innesti di storie, famiglie, persone e tradizioni provenienti da varie regioni hanno dato modo negli anni, così come a Frattocchie, di pensare alla creazione di un vero e proprio Festival interregionale tra folklore e identità di tutta la Penisola che valorizzi la multiculturalità del territorio.
S. Maria, però, è anche un territorio che ha patito molto in termini di sviluppo forzato.
Uno sviluppo che non è stato in larga parte progresso e ha calpestato quelle identità che invece noi con la nostra proposta intendiamo risvegliare. In tal senso queste le ulteriori idee programmatiche, secondo un elenco che di certo non è esaustivo:
  1. creazione e la rivalutazione di punti di aggregazione come il parco Falcone
  2. creazione di un’area cani, una richiesta, quest’ultima, che proviene soprattutto dai numerosi residenti di viale della Repubblica, lunga arteria che taglia Santa Maria nella sua interezza, rispetto alla quale è stata lamentata anche questa carenza.
  3. consistente implementazione dell’illuminazione pubblica per coprire tutte quelle aree ad oggi buie e pericolose da cui giungono richieste urgenti da parte della cittadinanza.
  4. spostamento della fermata ferroviaria, proposta più volte lanciata e mai realizzata, che incontrerebbe da un lato la richiesta dei cittadini che vivono anche in aree al confine con Frattocchie e dall’altro fungerebbe da elemento deflattivo per il traffico veicolare tra via Appia, viale della Repubblica e via Mameli, ipotizzando un diverso e migliore sfruttamento del piazzale Luciani, dietro l’attuale stazione dei treni. A tal proposito, il Comune dovrà aprire un tavolo di confronto con Ferrovie dello Stato più approfondito e determinato di quanto probabilmente non si sia fatto fino ad oggi.
  5. valutazione in ordine all’apertura di un Punto di Primo Soccorso
  6. valutazione in ordine all’apertura di un servizio comunale di farmacia notturna
  7. in materia di viabilità, si valuterà la possibilità di creare un asse viario alternativo tra Palaverta - Via Aldo Moro fino a via Prati, dando vita a una sorta di piccola tangenziale capace di alleggerire ulteriormente il traffico caotico sulle vie principali di Santa Maria.
 
 
Domanda n.2) Speculazione Divino Amore, qual é la Sua opinione sull’argomento, anche alla luce delle recenti sentenze che sembrano aver posto definitivamente fine al progetto?
 
Il pronunciamento della Corte Costituzionale sull’allargamento del Parco dell’Appia Antica che si estende nel territorio marinese rappresenta la massima certificazione del fatto che anche per la politica urbanistica della Città di Marino debba finalmente aprirsi una fase nuova che potenzi una urbanizzazione inclusiva e sostenibile, che si fondi sulla capacità di pianificare e gestire in tutti i paesi un insediamento umano partecipativo, integrato e sostenibile, conforme agli obiettivi luminosamente espressi nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Un reference act al quale peraltro mi sono appellata sin dalla prima uscita pubblica del nostro movimento civico, oltre un anno fa.
La protezione del patrimonio culturale che, mai come nel Parco dell’Appia Antica, si incrocia con quello naturale è una delle grandi sfide dell’epoca nuova. La particolarità che tutto ciò si compia sull’antica Regina Viarum, l’Appia, deve essere solo motivo di orgoglio e responsabilizzazione per ciascuno di noi e soprattutto per chi si candida a guidare e amministrare un passaggio tanto epocale.
A richiamare l’attenzione che la politica ad ogni livello e la nuova classe dirigente della nostra città dovranno necessariamente prestare in maniera ormai non più rinviabile vi è dunque non solo la sentenza dell’Alta Corte ma prima ancora il rincorrersi continuo tra attualità e comune sentire dei cittadini che in materia di urbanistica e pianificazione ha portato, in particolar modo nel decennio appena conclusosi, a un generale cambiamento di prospettiva.
Sappiamo tutti che l'area del Divino Amore, in seguito alla sottoscrizione del protocollo d'intesa, si sarebbe potuta sviluppare unicamente attraverso il ricorso a piani convenzionati di gradimento comunale che prevedevano di poter procedere con piani di riqualificazione urbana al fine di dotare gli abitati di Santa Maria delle Mole e Frattocchie degli standard mancanti.
Per tale scopo i diversi programmi integrati prevedevano la cessione di aree extra standard con consequenziale realizzazione di opere ed infrastrutture per la collettività.
Ad oggi i programmi sono bloccati per il perimetro di ampliamento del Parco dell'Appia antica e per i vincoli imposti per decreto, ma le destinazioni dì piano sono rimaste immutate. A nostro avviso, prevedibile sarà un contenzioso il quale tuttavia dovrà essere necessariamente e responsabilmente governato. Non ci si può illudere che la pronuncia in parola costituisca l’epilogo di una lunga e turbolenta vicenda, questo deve essere chiaro ai cittadini. Essa, al contrario, rischia di prestare il fianco ad ulteriori derive giudiziarie, con pesanti ripercussioni economiche.
Dunque, considerata oramai la volontà comunque politica di non effettuare interventi nell’area interessata, il Comune di Marino potrebbe conservare l’acquisizione al patrimonio comunale delle aree destinate a extrastandard, mentre per le superfici fondiarie di circa 100 Ha complessivi, si potrebbe ipotizzare un coinvolgimento dell’area della città Metropolitana e consentire lo spostamento delle cubature in un potenziale accordo di programma. E’ doveroso precisare che tutte queste attività di natura amministrativa potrebbero essere adeguatamente supportate dal PTPG con il ricorso di un accordo di Programma ai sensi dell'art. 15 della legge 241/90. Si tratta ovviamente di una mera ipotesi sulla quale tuttavia andrebbe spesa attenzione per valutarne la concreta realizzabilità.
Con questa iniziativa la città di Marino rispetterebbe l’impegno politico di non edificare su queste aree ma nel rapporto convenzionale potrebbe acquisire la disponibilità di una vasta area da destinare a parco con valenza ludica ed archeologica.
Dunque, dato il rischio di possibili derive giudiziarie, chi pertanto si troverà ad amministrare dovrà necessariamente impegnarsi nel contemperamento ancor più attento degli interessi coinvolti, pubblici e privati, che vanno rispettati in quanto diritti di pari rango costituzionale. Tutto ciò dovrà necessariamente passare attraverso concertazioni transattive tra le parti coinvolte. Da questo punto di vista le prospettive politico-amministrative di medio termine sembrerebbero essere abbastanza delineate.
 
 
 
Domanda n.3) Appia Antica, una strada unica al mondo che potrebbe diventare un museo a cielo aperto ed essere quindi uno straordinario biglietto da visita per il nostro Comune. Quali sono i Suoi progetti in merito?
 
L'insistenza del Parco Regionale dell'Appia Antica sul territorio di Marino rappresenta una ricchezza considerevole e una risorsa da valorizzare.Purtroppo, abbiamo assistito nel corso degli anni ad un costante degrado dell'area del tracciato della Regina Viarum, causato anche da un colpevole disinteresse.
Va rilevato che i progetti delineati sino ad oggi si sono rivelati del tutto inadeguati o, peggio ancora, sono rimasti totalmente inapplicati: si pensi soltanto ai tanti decantati lavori di valorizzazione e di miglioramento dell'accessibilità turistica, iniziati nel 2018 e finanziati con ben 160.000 Euro dalla Regione Lazio; anche la bonifica della vegetazione quanto il riallestimento dell'area di accoglienza, si sono rivelati del tutto insufficienti. La conseguenza è che tutti i cittadini assistono alla desolazione e all'incuria di aree preziose e di assoluto interesse, nonché alla completa assenza di visitatori.
L'amministrazione del Comune di Marino fa parte della Comunità del Parco dell'Appia Antica ma, sino ad oggi, non ha fatto sentire la propria voce in ambito istituzionale per promuovere iniziative atte a valorizzare il proprio territorio. Nella consapevolezza della distribuzione di competenze si deve, invece, intervenire per rendere il tratto di Appia Antica che ci appartiene godibile e accogliente per cittadini e turisti. Gli interventi di pulizia, bonifica e riordino sono tutti compatibili con le finalità di tutela del patrimonio paesaggistico e archeologico che informano gli obiettivi dell'Ente Parco ed essi sono al tempo stesso pienamente condivisi dal programma della coalizione Marino 2030. Il rilascio dei nulla osta previsti per la cura del decoro non potrà e non dovrà costituire un ostacolo.
Con una visione più ampia, inoltre, si perseguirà la promozione e lo svolgimento di attività educative, culturali, didattiche e turistiche volte a favorire la conoscenza del patrimonio storico, artistico, archeologico e ambientale dell’area protetta del nostro territorio; l'area di accoglienza e il tracciato dell'Appia Antica, oggi desolatamente sottovalutate, devono riqualificare in termini di bellezza e prestigio il territorio comunale, nonché fungere da volano economico ed occupazionale.
In tale ottica e con un approccio più vasto, la coalizione Marino 2030, d'intesa con gli Enti Parco e i Comuni limitrofi, vuole procedere alla creazione di una efficiente rete turistica con centri di accoglienza, punti di informazione, predisposizione di percorsi storici, naturalistici e culturali; con inevitabili ricadute positive sul commercio, la ristorazione e tutto il settore ricettivo. Occorre pertanto predisporre un piano organizzativo dell’offerta culturale e turistica, e del suo marketing, condiviso con il territorio, sfruttando la contiguità con Roma, aspetti del tutto ignorati dall'Amministrazione uscente.
Siamo certi che con un impegno maggiore e proposte fattive e possibili da parte dell’Amministrazione comunale, anche assieme alla Soprintendenza dei Beni Archeologici, si potrà giungere a soluzioni che vedano la valorizzazione del territorio attraverso le sue bellezze da mettere in mostra a vantaggio del miglioramento della qualità della vita e delle possibilità per tutti.
Rimanendo sul tema dell’Appia Antica, sarà opportuno e necessario sfruttare la contiguità con Roma e il coinvolgimento dei Parchi Regionali dei Castelli romani e nello specifico proprio dell'Appia Antica.
Fondamentale sarà la creazione di una rete territoriale di offerta: ripensare allo sfruttamento turistico dei Parchi, in modo sostenibile, alla rivalutazione del circuito dei Castelli Romani perché solo attraverso una progettualità del turismo ben costruita è possibile recuperare una immagine spendibile anche oltre i confini nazionali, identificando i punti di forza, le aree di miglioramento e disegnando un piano di sviluppo di marketing e promozione con una prospettiva medio-lunga.
Si dovrà predisporre perciò un piano intercomunale di accoglienza turistica, al fine di assicurare una rete di trasporto funzionale alla visita del territorio dei Castelli Romani e dell’Appia Antica.
Attraverso l’utilizzo di una nuova figura che abbiamo pensato di chiamare “Volontari del turismo” si potrà dare vita ad un percorso che potremmo chiamare“Passeggiata della Regina Viarum” che dal meraviglioso tratto dell’Appia Antica fino ai resti del circo di Boville ci aiuti a riscoprire le suggestioni del passato.
A tal proposito verranno ideati e organizzati tour che si articoleranno tra le attrazioni e le bellezze dei diversi Comuni, condividendo energie e risorse per fornire un'esperienza di visita ricca e diversificata che sarà certamente attrattiva per le forme più diversificate di turismo.
Presso gli scali aeroportuali e portuali, nonché presso le principali stazioni ferroviarie, dovranno essere predispostipertanto punti di informazione e promozione del turismo dei Castelli Romani.
 
 
 
Domanda n.4) Mosaico di Viale della Repubblica, come Lei sicuramente saprà, nel 2016 è stato ritrovato, adiacente all’Appia Antica, un bellissimo mosaico, poi sotterrato. Cosa ne pensa della possibilità di una sua valorizzazione in loco?
 
Il rinvenimento di manufatti e opere di epoca romana (collocabili nel II secolo d.C.) rappresenta una circostanza che non può e non deve lasciare indifferente un'amministrazione. Il luogo del ritrovamento ricade nell'area del Parco dell'Appia Antica ed è opportuno definire un intervento organico che valorizzi il ritrovamento. L'area è piuttosto satura e congestionata, ma questo non deve rappresentare un alibi o determinare atteggiamenti rinunciatari, per quanto un percorso condiviso con le altre autorità sia articolato e oneroso esso va compiuto con risolutezza, accedendo ad ogni finanziamento per la tutela del patrimonio storico e artistico.
Una amministrazione deve pensare ed operare non in logica emergenziale, ma con un'ottica di lungo periodo, sollecitando la risoluzione delle problematiche. La soluzione migliore per la valorizzazione del sito è la realizzazione di una struttura, ben integrata nel contesto, che consenta una comoda visibilità in loco; il tutto supportato con una adeguata rete informativa che dia risalto a quanto rinvenuto e ne permetta la conoscenza da parte di ogni avventore. Come per l'Appia Antica, l'obiettivo è integrare e rendere compatibile con l'ambiente urbano i siti archeologici di grandissimo interesse storico; poche città possono vantare risorse di questa importanza e sarebbe delittuoso ignorarle. Ogni forma di cooperazione verrà percorsa, da quelle istituzionali di interlocuzione con gli enti sovra comunali alle forme di partecipazione dei privati.
Una cosa è certa: il mosaico e le strutture limitrofe non possono restare nel sottosuolo, sottratte e nascoste alla cittadinanza.
 
 
 
Domanda n.5) Palaghiaccio, come senz’altro saprà, il manufatto, che al momento è in completo abbandono, è stato acquistato all’asta nel 2015 da Esselunga. Qual é la Sua opinione in merito al suo futuro?
 
La risoluzione delle vicende relative alla struttura “Palaghiaccio” ancora una volta non potrà prescindere dall’interlocuzione con la proprietà, unica strada percorribile se si vorrà recuperare la possibilità, anche parziale, di una riqualificazione dell’area. Piuttosto che mantenere e perseverare nella condizione di abbandono e degrado in cui la struttura e le zone limitrofe versano, è certamente preferibile individuare soluzioni condivise che portino vantaggi alla collettività.
Recuperare il dialogo con la proprietà diventa sotto questo profilo necessità non più rinviabile al fine di superare la situazione di stallo in cui da anni ormai ci si trova e che l’attuale Amministrazione ha contribuito a consolidare. Le visioni utopistiche che vorrebbero imporre determinazioni vincolanti per i privati vanno sconfessate e superate in una prospettiva di realismo e legittimità giuridica.
 
 
 
Domanda n.6) Via Falcognana, una strada fondamentale per Santa Maria, dove giornalmente transitano circa 6.000 automezzi, risulta essere una strada privata, aperta al traffico pubblico, non Le sembra un paradosso? l’attuale amministrazione, sotto nostro impulso si è detta disponibile ad avviare la procedura per farla diventare di competenza pubblica. Lei cosa ne pensa?
 
A monte di ogni ragionamento vi è in ogni caso la consapevolezza dell’indubbia utilità del tratto viario per decongestionare il traffico locale.
Prendiamo atto della manifestata disponibilità della presente Amministrazione ad avviare la procedura affinché il tratto di strada in parola venga acquisito al patrimonio comunale, disponibilità della quale, tuttavia, non si conoscono né i termini né i tempi.
Anche in questo caso, senza timore di essere tacciati di ripetitività, appare inevitabile l’interlocuzione con il privato che va necessariamente coinvolto in qualsiasi processo decisionale posto che la strada per un’eventuale acquisizione è complessa, lunga e molto onerosa. Eventuali promesse elettorali, che non si intende di certo formulare in questa sede, devono necessariamente tener conto dell’indispensabilità di raccogliere la volontà di ogni singolo privato qualora non si intenda agire d’imperio.
 
 
 
Domanda n.7) Incrocio, Appia Nuova / Viale della Repubblica/Passaggio a livello, un nodo stradale/ferroviario che di fatto paralizza il traffico della nostra Cittadina. Se Lei fosse eletto, cosa farebbe per cercare di risolvere il problema?
 
Da sempre l’intenso traffico è una delle criticità più evidenti del territorio di Santa Maria delle Mole, maggiormente concentrato nell’area tra Via Appia, Stazione ferroviaria e Via Mameli.
Per ridurre il flusso veicolare e quindi evitare la congestione, nonché per arginare i possibili rischi per i pedoni che transitano proponiamo alcuni interventi a nostro parere realizzabili nel medio termine, previa concertazione con RFI:
- spostamento della fermata ferroviaria, opzione a nostro avviso principale, ipotizzata più volte e mai realizzata, con conseguenziale migliore sfruttamento del piazzale Luciani posto dietro l’attuale stazione dei treni;
- realizzazione di un cavalcavia pedonale di attraversamento con impatto ambientale/estetico altamente ponderato e sostenibile che funga anche da moderna “porta d’ingresso” alla città da realizzare attraverso una manifestazione d’interesse che coinvolga le professionalità specifiche del territorio.
- in ultimo, ma per ragioni di complessità e di oneri, creazione di un ramo stradale che consenta di evitare l’ingresso a Santa Maria delle Mole, attraverso il collegamento tra Appia Nuova-Via Mameli sfruttando la quota già esistente della prima delle due sedi stradali.
 
 
 
Domanda n.8) A latere di questo problema, c’è poi da realizzare un piano generale della viabilità, che preveda: un incentivo all’uso della bici, attraverso la realizzazione una serie di piste ciclo- pedonali, parcheggi per bici e parcheggi auto, compreso il completamento di quello di via Frassati. Cosa prevede il Suo programma in merito?
 
La coalizione Agenda Marino 2030 è assolutamente favorevole a qualsiasi intervento che sostenga l’ecomobilità. E’naturale tuttavia che detti interventi debbano essere calati nel contesto territoriale con realismo, sapienza e competenza e soprattutto integrati ad altre misure che favoriscono parimenti la mobilità. Le piste ciclabili, ad esempio, vanno inserite nel tessuto viario cittadino senza pregiudizio alcuno della viabilità ordinaria già esistenti. Nulla da eccepire in merito al completamento del parcheggio di Via Frassati così come in merito alla “messa a regime” di parcheggi già esistenti, ma depotenziati nella fruibilità come ad esempio quello di P.le Luciani.
 
 
 
Domanda n.9) Trenitalia nell’Aprile dello scorso anno ha approvato il piano di recupero di molte stazioni ferroviarie, compresa quella di Santa Maria, un progetto di cui sembra si siano perse le tracce. Al recupero della suddetta stazione si lega anche quello della realizzazione di una rampa di collegamento tra la suddetta ed il parcheggio di piazza A. Luciani un argomento di cui in questi anni si è parlato molto, ma purtroppo senza risultati. Cosa farebbe Lei in concreto, per risolvere il problema?
 
In concreto la prima cosa da fare, senza ombra di dubbio, è aprire un tavolo di confronto comune RFI sul quale porre tutte le problematiche, ascoltando e prendendo visione con chiarezza dell’effettivo progetto da loro ipotizzato per il recupero della Stazione. Da parte nostra, come già argomentato in risposta alle domande precedenti, avanzeremo una proposta che nei contenuti dovrà essere maggiormente incisiva e strutturale rispetto ad un mero recupero della stazione. Sarà mia cura fare in modo che a questa concertazione prenda parte direttamente anche una delegazione composta da cittadini appartenenti ai comitati di zona.
 
 
 
Domanda n.10) Il Suo programma cosa prevede circa la realizzazione di un’isola Ecologica, nel territorio ex circoscrizioni II e III ?
 
In chiave gestione rifiuti un'iniziativa di undergound trash potrebbe risultare vincente. La transizione alla raccolta differenziata ha avuto enorme successo ed è stata ben accolta dalla cittadinanza.
In tal senso una nuova rivoluzione di gestione rifiuti potrebbe essere ulteriormente proficua.
La proposta di isole ecologiche sotterranee, che avrebbero scarsissimo impatto ambientale soprattutto se ben collocate, renderebbe ancor più efficiente la gestione rifiuti sul territorio tutto, eventualmente collegata ad incentivi di risparmio per i cittadini.
Parallelamente, alla luce del fatto che la gestione dei rifiuti richiede programmazione e un approccio sistematico, è stato predisposto un progetto che prevede l'utilizzo di tecnologie innovative per la filiera dei rifiuti organici in grado di rendere, attraverso un biodogestore anaerobico, il comune di Marino autonomo rispetto alla filiera tradizionale e di gestire autonomamente il proprio fabbisogno, generando persino reddito a favore del proprio bilancio. Una tale tecnologia, capace di trasformare il rifiuto in risorsa, disponibile ma poco applicata, non ha controindicazione alcuna in termini di emissioni, mentre presenta vantaggi rilevanti sotto il profilo ambientale ed economico. In ogni caso, sebbene ad impatto zero, esso verrebbe collocato in luogo non prossimo a forti insediamenti abitativi.
Sarebbe un passo decisivo nell’era della transizione ecologica e il Comune di Marino potrebbe diventare Comune virtuoso e trainante di una politica economica circolare.
 
 
 
Domanda n.11) Aeroporto di Ciampino e rotte su Santa Maria, qual è il Suo parere in merito?
 
Se si parla di rotte strettamente intese, il Comune ha poca voce in capitolo.
I cittadini devono sapere che il percorso di salita degli aeromobili in decollo, che li porta a transitare sopra il centro abitato - la procedura che genera più disagio e più utilizzata a causa dei venti prevalenti –, è stabilito da Enti a ciò preposti che si basano su criteri strettamente tecnici: tra gli altri l'orografia del terreno, la collocazione delle aerovie, le radioassistenze e la presenza di centri abitati in prossimità degli aeroporti.
La valutazione di tutti questi criteri porta all'individuazione di procedure standard conformi a criteri di sicurezza e sostenibilità (SID: Standard International Departures e STAR: STandard ARivals). La procedura seguita dai velivoli che decollano verso sud è determinata dalla immediata vicinanza dei Colli Albani e dalle aerovie che transitano sul Tirreno e ciò comporta una oggettiva ed inevitabile virata verso destra, nonché il passaggio sui territori di pianura di Marino.
Quanto appena esposto non vuol dire certo che si debba subire passivamente il traffico aereo. Di recente, ad esempio, sono state adottate procedure sperimentali volte alla riduzione del rumore nelle aree sorvolate, procedure che diverranno con tutta probabilità definitive: in breve la virata prima descritta avviene ora in anticipo - ad una quota più bassa (poco più di 800 piedi invece di 1500) – permettendo un minor coinvolgimento dei centri abitati. Ciò che l'Amministrazione comunale deve fare al riguardo è vigilare sulle emissioni sonore e di idrocarburi, pretendere il rispetto delle soglie stabilite dalla legge e intervenire nelle sedi preposte per sollecitare tutti gli interventi che il progresso mette a disposizione.
Nell'ambito della stessa tematica si colloca la recente riduzione dei voli dall'Aeroporto G.B. Pastine, disposta dalla Giustizia Amministrativa. Tale provvedimento, attualmente oggetto di gravame, è certamente positivo per la popolazione di Marino. In una prospettiva di sano realismo, tuttavia, è quasi utopico pensare ad una definitiva chiusura dello scalo aeroportuale che esiste sin dal 1916. Fatta questa doverosa considerazione, si deve individuare una dimensione di coesistenza tra l'infrastruttura e la città che comporti una congrua e rigorosa quantificazione dei voli e delle emissioni, confidando anche nella evoluzione dei mezzi atta a ridurre fortemente le forme di inquinamento, affiancando a tutto questo lo sfruttamento dello scalo e delle opportunità che esso offre per lo sviluppo e la prosperità della città.
 
 
 
Domanda n.12) A Suo parere la Sagra dell’Uva deve rimanere l’unica iniziativa fortemente sostenuta dal Comune, oppure c’è la possibilità che anche altre manifestazioni che annualmente si svolgono nel territorio delle ex circoscrizioni II e III possono, in futuro, ricevere un sostegno altrettanto generoso dal Comune?
 
La Sagra dell’Uva è sicuramente occasione di rievocazione storico-religiosa e culturale-identitaria dell’intera città di Marino. Siamo altresì consapevoli della forte eterogeneirtà culturale e sociale esistente sul territorio che è molto vasto e raggruppa diverse comunità. Di questa multiculturalità si deve necessariamente tener conto. Se infatti è bello pensare che esperienze ed origini diversificate siano motivo di ricchezza culturale per il nostro territorio e per le comunità stesse, altrettanto bello è pensare che l’Amministrazione comunale possa valorizzare questa eterogeneità culturale dando vita ad occasioni di incontro, dialogo e conoscenza reciproci. Da questo punto di vista, affinché possa essere celebrata questa multiculturalità, accanto alla Sagra dell’Uva abbiamo ipotizzato la realizzazione di un “Festival delle Regioni” che vada ad innestarsi su momenti di svago ed aggregazione già ad oggi esistenti, a cura dei comitati e delle realtà produttive. Al “Festival delle Regioni” , così come avviene per la sagra dell’Uva, quale l’Amministrazione comunale dovrà dare il proprio sostegno ed il contributo che un tale grande evento merita.
 
 
 
Domanda n.13) Tenuta Tudini, un polmone verde importantissimo per la nostra Cittadina, ma anche un’opportunità per la realizzazione di laboratori per apprendistato mestieri; recupero aree per agricoltura, Orti sociali. Il Suo programma prevede qualcosa in merito?
 
La Tenuta Tudini è nel cuore di molti cittadini marinesi i quali di recente l'hanno vista interdetta per determinazione – oggettivamente legittima – dei proprietari.
Ciò che un'Amministrazione ha il dovere di fare è intavolare un serio confronto con la proprietà di un'area tanto bella del territorio comunale al fine di individuare ogni possibile forma di collaborazione tra pubblico e privato per rendere nuovamente godibile dalla cittadinanza la tenuta. La condizione precedente era sostanzialmente indefinita e ha lasciato spazio anche a condotte non proprio virtuose da parte dei visitatori. Certamente una nuova modalità di apertura al pubblico andrebbe regolamentata d'intesa con la proprietà e accompagnata da una attenta sorveglianza, per garantire sicurezza e conservazione adeguata degli spazi. Ciò che si può con onestà assicurare ai cittadini è un serio confronto per ricercare soluzioni condivise che sono certamente possibili laddove vi sia la volontà di individuarle.
Dirimere tali aspetti è propedeutico rispetto ad ogni altra considerazione.
E’ innegabile che aree come quelle della Tenuta Tudini si presterebbero a molteplici iniziative culturali, didattiche, sociali e di benessere.
 
 
 
Domanda n.14) Stretto controllo di ACEA e lotta per ritornare all’acqua pubblica, cosa le dice questa frase?
 
E' prioritario innanzitutto intervenire per limitare i disservizi relativi al servizio idrico ai quali si assiste quotidianamente nell'ambito del territorio comunale e a tal fine occorre instaurare una seria e risoluta interlocuzione con il gestore incaricato del servizio - ACEA ATO 2 S.p.a. - e le autorità preposte.
Sappiamo bene che la Regione Lazio, prima con la L.R. 6/96 e poi con la L. n. 26 del 1998 si è dotata di una specifica normativa che prevede, a livello regionale, che i Comuni di ciascun ATO si organizzino o formando un Consorzio o istituendo la Conferenza dei Sindaci dell’ATO. I Sindaci dei Comuni dei cinque ATO della Regione Lazio hanno scelto la forma della Conferenza, organismo che prende decisioni inerenti al S.I.I.e che ha un ruolo determinante nell'affidamento e nella vigilanza sul Servizio Idrico Integrato.
Accanto a questo organismo, la Regione Lazio ha altresì istituito la figura del Garante del servizio idrico integrato con la possibilità di costituire singole Autorità d'ambito che hanno a loro volta il compito di costituire organismi locali di garanzia.
Questo articolato quadro normativo e istituzionale deve essere sfruttato per tutelare il diritto dei cittadini di godere di un servizio efficiente e rispettoso delle risorse naturali. Si procederà, pertanto, a segnalare tempestivamente ogni criticità e ogni discostamento dagli standard qualitativi previsti dalla Carta dei Servizi e del Regolamento di Fornitura, le cui previsioni appaiono spesso dimenticate e disapplicate.
Non vi è notizia, ad esempio, di azioni poste in essere dal Comune di Marino volte al rispetto dei livelli di servizio sopra menzionati, nonostante i numerosissimi e gravosi disservizi che i cittadini si sono trovati a subire e fronteggiare. La Carta del Servizio Idrico Integrato attualmente in vigore, a solo titolo esemplificativo e per descrivere una fattispecie purtroppo nota alla cittadinanza, prevede che in caso di situazioni di pericolo determinate da guasti alle tubazioni o ad apparecchiature interrate – come le innumerevoli perdite che allagano la sede stradale rendendo meno sicura la circolazione – il gestore del servizio debba intervenire per risolvere l'inconveniente entro massimo 6 ore, limite che invece viene puntualmente disatteso.
Anche in questo caso, l'esistenza di una pluralità di organismi sovra comunali non deve rappresentare una giustificazione tale da assolvere un amministratore dalle proprie responsabilità.
Esiste un parametro che misura l'efficienza nella gestione del servizio e il Comune deve essere preparato, risoluto e tempestivo nel rivendicare il rispetto degli standard qualitativi contrattualmente previsti e nel far sentire la propria voce nelle sedi preposte. E’ preciso compito dell'Amministrazione, anche attraverso la conferenza dei Sindaci, vigilare sul rispetto della Convenzione di Gestione, pianificare le opere necessarie per il miglioramento e la diffusione nel territorio dei servizi e decidere la tariffa idrica che il Gestore può applicare. Se una amministrazione non fa tutto questo in modo risoluto, viene meno alle proprie responsabilità.
La città di Marino, tramite la propria Amministrazione, tanto autonomamente quanto nell'ambito della Conferenza dei Sindaci, deve rappresentare i continui disservizi che si verificano nel suo territorio e intraprendere iniziative concrete per ottenere il rispetto dei livelli di qualità previsti.
Quanto alla gestione pubblica del servizio idrico, premettendo che non si può ragionare in relazione ad essa in una dimensione locale, è doveroso chiarire alcuni aspetti. L'attuale assetto normativo non delinea infatti una privatizzazione del settore; il territorio nazionale è stato suddiviso in Aree Territoriali Ottimali (ATO) dalla La Legge n. 36 del 1994, recentemente sostituita dal D. Lgs. n. 152 del 2006 “Norme in materia ambientale”, in tali Aree Territoriali il Servizio Idrico Integrato viene affidato a dei soggetti (Società di capitali) che non necessariamente sono privati. Si pensi che il gestore che ci riguarda, ACEA ATO 2, è una Società per azioni a prevalente controllo pubblico, in quanto ACEA S.p.a. ha come azionista di maggioranza Roma Capitale.
Non può quindi affermarsi che l'acqua non sia più pubblica laddove, peraltro, tutte le infrastrutture rimangono di proprietà dei Comuni. Ciò che va affermato con rigore e fermezza è che i Comuni, in particolare per quel che ci riguarda il nostro Comune, devono vigilare attentamente ed esercitare un controllo incisivo del rispetto della Convenzione di Gestione e far sentire la propria voce.
 
 
 
Domanda n.15) Manutenzione strade e giardini; Cartellonistica stradale; Fotocamere e Sicurezza, come si muoverebbe Lei su questo piano?
 
La certezza di poter vivere con tranquillità il proprio quotidiano è l’aspirazione di ogni cittadino responsabile.
Una comunità può dirsi esemplare quando è in grado di assicurare protezione ai propri membri.
Determinante, perciò, è la consapevolezza della centralità degli organi preposti alla sicurezza, e la presa di coscienza del singolo cittadino di quanto sia importante trasmettere alle generazioni più giovani un corretto esempio di comportamento e l’educazione alla legalità.
La difesa delle libertà individuali, la vigilanza sulla serenità delle famiglie, la sorveglianza sulle case e sui beni sono imperativi che costituiscono l’obiettivo al quale tendere per poter affermare di vivere in sicurezza.
In sintesi il piano per la Sicurezza di Marino 2030 prevede:
a) implementazione del sistema di videosorveglianza, per l'individuazione e la deterrenza di condotte illecite, tanto quelle rivolte contro i privati quanto quelle poste in essere nei confronti del patrimonio pubblico e ambientale.
b) predisposizione di un sistema sanzionatorio efficace, congruo e proporzionato.
c) potenziamento del controllo del territorio mediante una costante interlocuzione con l'autorità di Pubblica Sicurezza.
d) creazione di uno sportello di ascolto e sostegno per le violenze di genere, familiari e connotate da intento discriminatorio.
e) miglioramento dell'illuminazione pubblica.
Gli strumenti di connettività di cui l’Ente locale si doterà nella nuova stagione potranno essere utilizzati per segnalare disservizi e condotte illecite come l'abbandono dei rifiuti, coinvolgendo in tempi più rapidi le forze di Pubblica Sicurezza.
In tale settore un ruolo determinante lo avrà anche la videosorveglianza da implementare e coordinare in maniera più efficace con l’obiettivo riscontrabile e chiaro di tutelare realmente la sicurezza della città, dei cittadini e dei visitatori.
La vivibilità di un paese si misura anche dal grado di qualità delle infrastrutture e dei servizi a disposizione dei cittadini.
Non servono opere di facciata. E’ invece necessario considerare la funzionalità di quanto si realizza nell’ambito delle opere pubbliche e del complesso di decisioni che riguardano l’assetto generale del territorio e quello particolare di ogni singola area.
Certo, avere la capacità di inserire armoniosamente le strutture edificate nel complesso urbano e, in generale, nel territorio, è segno di attenzione e di rispetto per i delicati equilibri architettonici e ambientali ma, innanzitutto, le opere pubbliche devono rispondere a requisiti di efficienza, razionalità e utilità. Piazze, strade, reti di servizio, aree pubbliche, scuole e palestre.
Questi e altri contesti indicano il livello di crescita e di progresso della nostra città.
Un’attenzione che non è mai mancata in questi anni e che deve necessariamente proseguire in tal senso per migliorare e rendere sempre di più la nostra città al passo coi tempi. La cura dei dettagli che appartengono all’arredo di un centro urbano realizza il primo “biglietto da visita” della città, ne mostra il decoro ed il grado di civiltà.
Funzionalità e bellezza dell’arredo, due prerogative che rappresentano il valore aggiunto alla identità urbana di un paese e ne definiscono la personalità.
Agevolare il cittadino nel suo utilizzo quotidiano degli spazi pubblici, anche attraverso un sistema di trasporto pubblico potenziato e migliorato che permetta realmente di vivere il territorio nella sua interezza accorciando le distanze fra il centro storico e le zone decentrate affinché ogni cittadino possa realmente sentirsi parte di un territorio comune, curare l’estetica del paesaggio urbano per esaltarne la funzione educativa, mirata all’amore per il bello e al rispetto per il luogo in cui si vive.
Continuando a far emergere ed esaltando ancora di più le potenzialità naturali di ogni territorio che compone la nostra Città un territorio diverso, ma estremamente prezioso per le proprie peculiarità seppur nella sua diversità.
Le aree verdi devono rappresentare aspetto preponderante per la creazione di una città più bella, attrattiva, dove vivere bene, culturalmente e turisticamente avanzata e valorizzata. La cultura e la bellezza della città sono obiettivi programmatici, devono rappresentare un volano per l'intera attività amministrativa, per creare interesse nei confronti della città, favorire la ripresa economica e il rilancio dell'occupazione.
C'è la piena determinazione a far tornare a risplendere la Città in tutta la sua bellezza per favorire la piena realizzazione di ciascun cittadino, nonché rendere Marino più vivibile e piacevole da visitare.
Le aree verdi potranno beneficiare di una serie di innovazioni tecnologiche che ne favoriranno la cura e la manutenzione. Gli strumenti di connettività avanzata potranno consentire, ad esempio, la gestione più razionale non solo del riscaldamento e del raffrescamento degli edifici, ma anche dell'irrigazione, a tutto vantaggio del rispetto dell'ambiente. L'utilizzo di tecnologie già disponibili, ma sino ad ora colpevolmente non utilizzate, porterà quindi aduna gestione smart dell’irrigazione dei parchi e del verde pubblico, riducendo il consumo di risorse idriche e tarando ad hoc le risorse professionali necessarie alla gestione del verde cittadino. La riduzione dei consumi porterà con sé, come immediata conseguenza, anche una gestione efficiente del personale e delle risorse economiche dell’amministrazione.
La cura e l'implementazione degli spazi del verde pubblico potranno passare anche attraverso forme di collaborazione con i soggetti privati, a solo titolo esemplificativo attraverso la concessione di spazi pubblicitari che abbia come corrispettivo la manutenzione di determinate aree. La partecipazione dei cittadini sarà ulteriormente possibile se verrà diffuso un sentimento di appartenenza, di decoro urbano e di inclusione in un ambiente ordinato, piacevole e appagante che i cittadini sentano proprio.
Il settore della sicurezza beneficerà anch'esso della innovazione tecnologica. Gli strumenti di cui intendiamo dotarci consentiranno benefici anche in questo ambito: un portale e un'applicazione al servizio dei cittadini, finalmente proprietari, potranno essere utilizzati per segnalare disservizi e condotte illecite, ad iniziare dall'abbandono dei rifiuti, coinvolgendo in tempi rapidi le Forze di Pubblica Sicurezza. In tale settore un ruolo determinante lo avrà anche la videosorveglianza, rispettosa di quel quantum irrinunciabile di riservatezza e rigorosamente volta a tutelare la sicurezza della città, dei cittadini e dei visitatori.
 
 
 
Domanda n.16) Per quanto concerne le scuole come intendete rispondere alla necessità della popolazione presente e soprattutto alla impellente necessità di strutture da realizzare nel breve periodo?
 
La scuola è la nostra priorità. Dall’inizio di questa avventura, dal primo evento pubblico tenuto esattamente la scorsa estate, un anno fa di luglio, abbiamo focalizzato l’attenzione sulla necessità di una migliore e più completa offerta formativa sul nostro territorio. In particolare per quel che riguarda la scuola secondaria. Serve, a nostro giudizio, un nuovo istituto superiore.
Abbiamo stimato che ci sono in media oltre 400 giovani di Marino che ogni anno, a soli 14 anni, superato l’esame di terza media, sono costretti ad allontanarsi dal nostro territorio per concludere il ciclo di studi scolastico.
Tutti gli amici della coalizione civica Marino 2030 sono d’accordo sul fatto che, se avremo la fiducia da parte della maggioranza dei cittadini elettori residenti nel territorio comunale di Marino, tra le prime azioni cui daremo seguito ci sarà l’avvio dell’iter burocratico amministrativo per dare vita a un altro istituto superiore nella nostra città.
Poi, durante l’ultimo complicato inverno trascorso, con le scuole un po’ aperte e un po’ chiuse, ho avuto modo, grazie alla collaborazione di presidi e genitori, di fare una ricognizione completa sulle necessità strutturali dei vari plessi comunali di scuola primaria e secondaria inferiore. Anche qui c’è molto da fare, a partire dalla programmazione degli interventi di manutenzione che non può assolutamente incidere ed interferire con lo svolgimento dell’attività didattica e che vanno pertanto realizzati, al netto dell’imprevedibilità degli eventi, in tempo utile per assicurare la ripresa a settembre del nuovo anno scolastico.
I servizi vanno garantiti, a tutti i livelli. Ad esempio, ci sono plessi in cui manca una palestra e gli alunni sono costretti ad usufruire di spazi fuori dall’istituto per svolgere attività motoria che comunque rientra nell’offerta curriculare; altro aspetto è quello di potenziare il sistema di trasporto per agevolare il raggiungimento dei plessi prescelti così come quello di rendere maggiormente efficiente la connettività all’interno dei plessi.
Forti della consapevolezza che la crescita di un territorio non può prescindere dalla crescita culturale, la creazione di una nuova scuola superiore dotata di un plesso multifunzionale aumenterà l’offerta formativa e farà compiere a Marino un passo fondamentale nella rigenerazione urbana, investendo visibilmente sul futuro dei cittadini più giovani.
Le nuove generazioni, infatti, sono il seme della comunità che cresce.
L’obiettivo è quello di dare la possibilità ai giovani studenti di Marino di completare il ciclo scolastico sul territorio e attrarre nuovi studenti dai comuni vicini.
Tutto ciò per favorire il riallineamento del tessuto socioculturale cittadino alla media dei comuni di pari livello con conseguente ricaduta in termini di attività commerciali, occupazionali (librerie, cinema, eventi correlati)”
Più scuola genera più appartenenza ed è un passo decisivo per l’intera comunità verso la creazione di una città rinnovata, solidale e unita nel patto tra generazioni che abbiamo in mente.
 
 
 
Leggi le risposte dei candidati a Sindaco:
Carlo Colizza     Gabriella De Felice     Stefano Enderle     Fabio Martella     Gianfranco Venanzoni
Il candidato sindaco Stefano Cecchi ha preferito non rispondere al nostro appello.

Testiamoci contro il Covid-19: Il buon esempio parta dalla politica

Testiamoci contro il Covid-19: Il buon esempio parta dalla politica Copertina (3.127-1-0)
Eleonora Persichetti

I test sierologici Covid-19 sono uno strumento fondamentale per lo studio epidemiologico ed il contrasto alla diffusione del coronavirus. Il 13 maggio la regione Lazio, ha attivato diverse strutture pubbliche e private per effettuare i test e da lunedì 13 luglio sarà possibile farli anche nell’Asl Roma 6.
 
Grazie all’esito dei test nel corso di queste settimane è stato possibile individuare ed isolare diversi casi sul territorio. È quindi evidente che per combattere la pandemia, ancora in atto, una campagna di test, quanto più capillare possibile, sia fondamentale, soprattutto dopo la fine del lookdown. Purtroppo però sono ancora molti i cittadini che si affidano al caso, evitando di sottoporsi al test.
 
Spetta pertanto alla politica ed alle istituzioni, dare il buon esempio. Per questo alcuni rappresentanti della stampa locale hanno promosso una campagna di sensibilizzazione ai test sierologici, invitando tutti i politici ed i rappresentanti istituzionali che non lo avessero ancora fatto, a sottoporsi al test in una delle strutture autorizzate, pubbliche o private.
 
Testiamoci Contro il Covid: è il titolo della campagna social, lanciata dalla cronista Linda Di Benedetto e promossa da Meta Magazine, Il Corriere della Città, Il Granchio, Il Clandestino, L’eco del Litorale, Castelli Notizie, In Libera Uscita e Lanterna.
Fare il test sierologico è facile, sicuro, veloce, e rappresenta un modo per proteggere meglio tutti i cittadini. Per dare una maggiore evidenza a tutto ciò, tutti coloro che, tra i rappresentanti politici del territorio e non solo, si sottoporranno al test, vedranno una loro foto pubblicata con l’hashtag #testiamocicontroilcovid. Tutto questo nel pieno rispetto delle normative vigenti sulla privacy.
 
#TESTIAMOCICONTROILCOVID19
Informazioni
Il costo è pari al ticket regionale comprensivo di tariffa prelievo, per un totale di € 15,23.
 
L’esame presso le strutture della ASL Roma 6 si prenota telefonicamente:
Ospedale dei Castelli – Tel. 0693278887, prenotazioni dal lunedì al venerdì dalle ore 17.00 alle ore 19.00;
Ospedale Paolo Colombo – Velletri – Tel. 0693273005 – 0693272362, prenotazioni dal lunedì al venerdì dalle ore 10,30 alle ore 13,30;
Distretto H4 Pomezia, via dei Castelli Romani, Tel. 0693275216 prenotazioni dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 12.00;
Ospedale di Anzio – Tel. 0693276439 – Dal Lunedì al Sabato dalle 10.30 alle 13.30,
Lunedì, Mercoledì e Venerdì anche dalle 15.30 alle 19.30
 
Con e-mail: prenotazioneprelievi.anzio@aslroma6.it
Con SMS / WhatsApp al numero 338 61 28 506
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