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![]() Nonostante la straordinaria importanza, che conduce da sempre studiosi di tutto il mondo ad occuparsene, pur essendo Bovillae situata proprio nel punto in cui i due parchi regionali quasi si congiungono, imperdonabilmente, come detto, non fu inclusa nei loro perimetri.
L’urgenza di proteggere l’area archeologica dell’antica Bovillae fu per la prima volta perorata dal Prof. Giuseppe Tomassetti con una accalorata orazione presso la Pontificia Accademia Romana di Archeologia il 29 marzo 1900. Tomassetti, ligio al Vaticano e ai valori cattolici, non fu molto ascoltato dai liberali dell’epoca, in contrasto con la Chiesa.
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Si dovettero attendere circa 80 anni affinché la protezione dell’area al di fuori dal Parco dell’Appia Antica fosse auspicata dalle migliori menti di Italia Nostra, quali Antonio Cederna (uno dei fondatori nel 1955 dell’Associazione, poi presidente della Sez. di Roma) dalla Prof. Vittoria Calzolari, dal Prof. e Soprintendente di Roma Adriano La Regina, dal Prof. Lorenzo Quilici, Annalisa Cipriani ecc.Ė seguita una lunghissima pausa in cui l’idea fu messa in secondo piano, anche perché era già in vigore il Vincolo Paesaggistico dei Colli Albani del 1959 fino a Via del Sassone e Via Nettunense, che fu affiancato da misure analoghe nel PTPR del 2007. Fatto sta che non se ne parlò più. D’altro lato, ci fu l’affermazione nelle elezioni di una classe politica con un progetto esattamente opposto:l’aggressiva cementificazione oltre ogni limite sopportabile e l’urbanizzazione di moltissime aree verdi, e primariamente di quella antica pregiata posta tra i due parchi. Gli interessi erano (e sono) a riguardo enormi, per l’espansione della capitale. Questa nefasta direttrice fu percorsa inizialmente dai partiti di destra, ma fu infine considerata ineluttabile e seguita anche da larghi strati dei partiti di sinistra, in modo bipartisan, anche con larghe intese, pur mantenendo una filosofia e una presentazione ambientalista.
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L’attuale progetto esecutivo dei parchi fu proposto inizialmente da Mauro Abate, che nel realizzare il primo sito internet ambientalista di Marino (2004) gli diede il nome significativo parcodibovillae.org, concedendone l’utilizzo fino al 2006 quale sito ufficiale del Circolo di Legambiente “Il Riccio”. Nel sito esortava la trasformazione in parco dell’area di Bovillae e la congiunzione dei due parchi regionali. Tuttavia il Circolo di Legambiente in quel tempo non era interessato, pur avendo gestito per alcuni anni nel sito archeologico del Circo antico di Bovillae un terreno in comodato d’uso, chiamato ”Fattoria Boville”. Abate propose allora dal 2006 il suo progetto all’interno di un’altra associazione, "Sempre Boville”, realizzando anche per questa il sito internet. Infine, determinato a realizzare il sogno di Cederna, insieme a un nutrito gruppo di ambientalisti, ha costituito il comitato “Tutela Bovillae” con lo scopo primario di studiare, progettare e promuovere la realizzazione del parco nell’area di congiunzione. Il comitato è stato poi il promotore, con l’autorizzazione di Italia Nostra nazionale, della Sezione di Marino di Italia Nostra, di cui Abate è stato eletto presidente.Di formazione internazionale, ma molto legato all’Italia e a Marino, Abate è incline ad essere indipendente dalle forze politiche italiane, ritenendo che ciò lo porta ad essere più libero nelle azioni di tutela del patrimonio e del paesaggio. Era persuaso che risultati di grande portata si realizzano con progetti molto ben fatti, come quello che eseguì. Sostenne il progetto con iniziative concrete, e con la partecipazione democratica e consapevole della popolazione e dei suoi rappresentanti.
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C’era una volta un comune tanto amato e ricco di bellezze storiche ed artistiche. Questo comune si estendeva su un territorio molto vasto, cosicché si è pensato di dividerlo in circoscrizioni. Da allora, tutti i Sindaci, nessuno escluso, che l’hanno governato, hanno fatto distinzione tra figli e figliastri. I figli, belli, curati, pieni di attenzioni, erano quelli di Marino centro, i figliastri, gli abitanti delle frazioni o meglio conosciute come “periferia”. Si sono succeduti diversi colori politici, ma nessuno, nemmeno l’ultimo, giallo e a cinque stelle, ha pensato di andare in terapia per imparare a gestire i membri di una stessa famiglia, tutti in egual modo.
E così, a dicembre 2017 siamo a raccontare le tristi vicende di S. Maria delle Mole. Cittadina più popolosa, insieme alle compagne Cava dei Selci e Frattocchie, di Marino, ma ahimè adottata, quindi, meno considerata.
Cominciamo dai cassonetti della Caritas, quelli gialli per la raccolta dei vestiti, avete presente? Tutti rovinati con le cose che strabordano, persino abbandonate fuori dagli stessi.
Piazza Togliatti: centralissima e frequentatissima e con mattonelle saltate, cestini mezzi rotti, piante da potare.
Fioriere di viale della Repubblica: prese come cassonetti dell’immondizia.
Via Tito Speri: lì dove ci sono i parcheggi per disabili, l’asfalto non è completo, c’è una striscia senza manto.
Via Martiri di Belfiore: la strada è completamente dissestata, le radici degli alberi sono ormai ultra invasive.
Ricompaiono le fioriere sul mosaico interrato di viale della Repubblica.
Via Mameli: ci sono le pensiline di attesa del bus che non passerà mai e che ormai sono diventate un pericolo. E le transenne per i lavori ormai conclusi da mesi che ostacolano il passaggio pedonale in prossimità dell’incrocio con via Settembrini? E gli 11 paletti che, chissà quando, sono serviti a reggere i cestini? E la vegetazione trascurata?
Via Capanne di Marino, direzione centro: cartelli che indicano come raggiungere il Municipio ed i Vigili Urbani, servizi ormai cancellati da decenni, oppure il grande cartello che indica lavori in corso, conclusi ormai nel lontano 2003.
Via Prati direzione via Manzoni: c’è un cartello che indica “attenzione attraversamento bambini”, peccato che in quella direzione le auto non possono andare. La strada è a senso unico.
Per avviare un risanamento completo, il Comitato di Quartiere di S. Maria delle Mole, in accordo con il presidente del Consiglio comunale, Gabriele Narcisi, sta provvedendo a stilare una lista completa delle noncuranze.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare, inviando le foto con la collocazione esatta del disagio.
E lanciamo uno slogan: “Riprendiamoci S. Maria”!
Articolo pubblicato su “La Voce dei Castelli”, numero di dicembre 2017
http://www.lavocedeicastelli.com/
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Oggetto: Richiesta di completamento ed apertura al traffico dell’intero tratto di Via Morosini da via Silvio Pellico a via Mameli. Gentile Signor Tammaro, pongo alla Sua cortese attenzione la problematica in oggetto, evidenziando altresì che attualmente la strada in oggetto, parte da via Silvio Pellico ed in prossimità della scuola materna d’infanzia “Morosini” deviando destra si immette su via Santorre di Santarosa. Nella parte opposta, partendo da via Mameli, direzione via Morosini è già stato realizzato un tratto di strada completo (probabilmente dall’Immobiliare che ha costruito le palazzine adiacenti), al fine di raccordare i due tronconi rimane quindi da realizzare solo la parte centrale della strada. Considerando che, il lavori di completamenti sono veramente esigui rispetto al beneficio che ne trarrebbe la viabilità dell’intera area, Le chiediamo cortesemente di porre in essere tutte le necessarie azioni atte al completamento dell’opera. L’occasione sarebbe proficua per una sistemazione definitivamente anche l’area adiacente alla scuola d’infanzia sopra citata. Fiduciosi nella Suo cortese interessamento Le inviamo distinti saluti , confermando siamo fin da ora, la nostra completa disposizione per ogni eventuale chiarimento. Santa Maria delle Mole 20-10-2016
Oggetto: Osservazioni relative alla procedure di VIA “ Realizzazione Centro Commerciale in località Casa Negroni di Via del Divino Amore ( Proponente IDEA FIMIT SGR SPA, Comune Marino, RM ). In riferimento al documento “ Sintesi non tecnica “ relativo alla procedure VIA in oggetto lo scrivente Comitato, relativamente ai contenuti dei paragrafi E.1.8 “ Contesto socio-economico “ e E.1.9 “ Mobilità “ osserva quanto segue: • L’area nella quale si ipotizza la realizzazione del descritto Centro Commerciale risulta contornata de numerosi Esercizi del genere, descritti in allegato, che soddisfano ampiamente le esigenze della popolazione del territorio. Tant’è che, di tanto in tanto, si registrano dismissioni dovute a carenze di fruizione da parte degli acquirenti. Conseguentemente, l’aggiuntiva presenza di una mega struttura con simili finalità commerciali, provocherebbe, come recepito dai fondati timori dei Gestori dei superstiti Esercizi Commerciali della zona, l’inevitabile ulteriore fallimento di un gran numero degli stessi e la perdita di lavoro di numerosi Operatori locali, con le altrettanto inevitabili gravi ripercussioni di natura socio-economica per le loro Famiglie. • Le vie di comunicazione che immettono su via Nettunense e del Divino Amore sono già sede di un intensissimo traffico, in gran parte, costituito da mezzi pesanti che creano insostenibili disagi per la Popolazione, oltre che per le difficoltà di transito, per l’alto tasso di inquinamento acustico ed atmosferico. Per le motivazioni sopra esposte il Comitato, la cui finalità statutaria è quella di monitorare le condizioni di efficienza del territorio e di intervenire per cercare di ostacolare ogni iniziativa che possa danneggiare la condizione strutturale e la vivibilità del territorio stesso, ritiene la realizzazione del Centro Commerciale in oggetto non compatibile con la ricettività, in tal senso, dell’area interessata e quindi propone di respingere la fattibilità di procedura Via a tal proposito. Marino 24 Luglio 2017
Il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole si appresta a riprendere a pieno titolo la gestione del Parco Ruggero Lupini, dopo una sospensione durata circa due anni, che non pochi problemi ha prodotto. Lo fa aderendo al bando Comunale di assegnazione delle aree verdi, un bando che ha avuto una vita travagliata tanto da dover essere reiterato più volte. La prima edizione, ad opera dell’allora Commissario Prefettizio trovò unanime dissenso di tutte le realtà associative, mentre la seconda edizione rilanciata dall’attuale Amministrazione, dopo aver, solo in parte recepito le nostre osservazioni, trovò il diniego del nostro Comitato, insieme a quello dell’Associazione Progetto Uomo Ambiente (gestore del Parco Falcone). Ora sulla base di successive rassicurazioni e concedendo a questa Amministrazione un credito, con il beneficio dell’inventario, siamo di nuovo pronti a fare la nostra parte. I risultati di questo fattiva e trasparente collaborazione cominciano a vedersi. La scorsa settimana infatti, alla proposta dell’Assessore competente, che chiedeva il riutilizzo del manto erboso usato durante la sagra dell’uva, presso il nostro parco, che altrimenti sarebbe andato perso, il nostro Comitato rispondeva prontamente. Un l’impegno che ha visto il coinvolgimento di numerosi soci ma anche di semplici Cittadini, e che in 3 giorni di intenso lavora ha permesso la posa di oltre 150 metri quadrati di prato, oltre alla piantumazione di un centinaio di piantine da fiore. Tutto risolto quindi? È presto per dirlo. Intanto prima d’intraprendere questo cammino di collaborazione abbiamo chiesto che venga eseguito un completo restyling del parco con una particolare attenzione alla sicurezza. Comunque a scanso di equivoci, sarà bene ricordare che, se è giusto e doveroso non sprecare le pubbliche risorse, è altrettanto vero che, non ci accontenteremo delle altrui eccedenze, ma pretenderemo per il parco e più in generale per la nostra Cittadina di Santa Maria sempre il meglio.
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