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I. Me. De. club

Hai smarrito un oggetto importante in spiaggia, in mare, nel fiume, in un prato o in qualsiasi altro luogo?
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Contattaci ed a brevissimo tempo ti risolviamo il problema.
 
Ricorda che l’intervento verrà eseguito GRATUITAMENTE!
 
Conosciamo bene la sensazione di scetticità che ti sta invadendo mentre leggi questo spot.
Per rassicurarti ti invitiamo a leggere le molte RECENSIONI pervenuteci fino ad oggi.
 
 
 
 
 
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OPERIAMO SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE
 
   
I.Me.De. club - Il nostro Curriculum
Italia Metal Detector club (I.Me.De. club - www.imede.it) nasce il 10 dicembre del 2009 e già sapeva cosa voleva fare da grande.
Lo scopo primario dell'associazione è sempre stato quello di motivare, far conoscere, addestrare ed educare i praticanti di questo hobby ad un utilizzo corretto ed onesto del proprio strumento.
Non a caso è un club e non è facilissimo farne parte datosi che si tiene principalmente conto delle attitudini e dei trascorsi degli aspiranti.
I.Me.De. si interessa principalmente di ricerche d'oggetti smarriti e di bonifiche di terreni.
Sfruttiamo la tecnologia a scopo sociale rispondendo ad ogni tipo di richiesta su tutto il territorio nazionale.
Siamo stati i primi ad intraprendere questo percorso ed oggi, non a caso, siamo i migliori in assoluto.
 
IL NOSTRO SERVIZIO E' GRATIS
Guarda la galleria dedicata ai nostri interventi di ricerca:
www.imede.it/smarrimenti/galleria.asp
 
Con il tempo sono nati diversi forum, siti, gruppi facebook, che si fanno chiamare "Italia Metal Detector" solo per sfruttare la nostra visibilità.
Peccato che non offrono servizi ma propagandano soltanto la vendita dei propri strumenti ed attirano cacciatori di tesori in erba sfoggiando oggetti di dubbia provenienza.
Diffidate dalle imitazioni.
L'unico ed originale è solo quello che si sigla "I.Me.De. club" con lo “scudo route” tricolore e raggiungibile a: www.imede.it
 
 
 
E' stato scelto uno stemma di forma “scudo route” per il semplice motivo che noi siamo sempre in strada ed arriviamo ovunque.
I nostri associati coprono quasi tutto il territorio nazionale e sono in grado di operare su qualsiasi terreno o acqua.
 
Se hai bisogno di un intervento di bonifica, se non riesci più a trovare dei tombini interrati o se hai smarrito un oggetto caro, ora sai a chi rivolgerti.
www.imede.it/smarrimenti
 
Diversamente, se sei un bravo detectorista puoi tranquillamente contattarci.
Abbiamo sempre bisogno di gente brava, capace, volenterosa ed onesta!
Siamo sempre qui: WWW.IMEDE.IT
 

Sei attori in cerca di teatro (aperto)

Sei attori in cerca di teatro (aperto) Copertina (919-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

Mis-en-espace per il Centenario Pirandelliano - Sala Teatro Vittoria - domenica 23 maggio ore 17,30
 
Artemista da anni investe le sue energie sulla crescita di una Compagnia stabile di giovani. Lavorare con i giovani è molto faticoso, sebbene dia delle soddisfazioni che raramente si ottengono in campo lavorativo. Per noi, il futuro è nei giovani; riuscire a farli innamorare di un presidio culturale come la Sala Teatro Vittoria. Artemista da quattro anni ha investito soldi e risorse umane sullo spazio di Villa Desideri, che a nostro avviso insieme alla adiacente Biblioteca Civica, può rappresentare un valore aggiunto anche per la riqualificazione del Parco di Marino Centro. Fondamentale la continuità del lavoro, quando possibile quotidiana. Lo spazio in questione è stato oggetto di finanziamenti e riqualificazioni da parte di molte amministrazioni dagli anni 80 ad oggi, poi caduto in disuso e ridotto in condizioni di inservibilità. La continuità, ripetiamo, serve oltre che alla riqualificazione del presidio culturale stesso anche ad evitare lo sperpero di soldi pubblici. Ogni volta che un luogo viene abbandonato, si ricomincia da zero, sia economicamente che culturalmente. Il Teatro Comunale è una struttura delicata, un servizio pubblico che va co-gestito e co-finanziato dagli Enti Pubblici attraverso professionisti che conoscano a fondo le problematiche del settore, che mettano in campo le proprie capacità di problem solving e coinvolgano le realtà del territorio.
 
Siamo convinti che lo spazio fisico del palcoscenico, non a caso definito luogo deputato, sia l’unico che in questo momento possa offrire l’opportunità di una profonda riflessione sull’attualità dei temi trattati da Pirandello e possa riflettere come specchio esistenziale le contraddizioni della nostra vita contemporanea.
Considerata la parziale riapertura dei teatri, riteniamo sia di fondamentale importanza tornare a far vivere i luoghi deputati allo spettacolo dal vivo; anche per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo la drammatica situazione dei lavoratori dello spettacolo, quali noi siamo.
 
Lo spettacolo Sei attori in cerca di teatro (aperto), risultato di un work-in-progress sulle improvvisazioni dei giovani attori, sotto la direzione di Sabina Barzilai, vuole essere un tributo per il Centenario Pirandelliano: “…la fatidica sera di quel lontano maggio 1921, in occasione della prima rappresentazione dei Sei Personaggi…” ed è un libero adattamento da varie opere del drammaturgo agrigentino, tra cui quelle più squisitamente metateatrali: Sei personaggi in cerca d’autore, Questa sera si recita a soggetto, Ciascuno a suo modo.
 
Le restrizioni governative non hanno permesso di accogliere tutte le prenotazioni, ringraziamo tutti coloro che non hanno potuto partecipare in presenza allo spettacolo e ricordiamo che il video è visionabile sulla pagina YouTube del Comune di Marino e sulla pagina Facebook della Sala Teatro Vittoria.
 
Di seguito i link:
youtube e facebook

Le aziende ferme per il Coronavirus ripartono con lo smartworking

Le aziende ferme per il Coronavirus ripartono con lo smartworking Copertina (814-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

Ecco i consigli per chi affronta un periodo di lavoro a distanza
 
 
 
La società di consulenza Methodos, che aiuta le imprese a mettere a punto nuovi modelli organizzativi, ha stilato un vademecum peri i capi e per i lavoratori che si trovano per la prima volta a sperimentare il lavoro agile. «Per le aziende e per i dipendenti sarà un cambiamento culturale»
 
 
 
È smartworking la parola d’ordine di queste ore per le imprese che rischiano di rimanere ferme a causa dell’emergenza sanitaria per il nuovo Coronavirus. Nelle regioni più colpite dal contagio si cerca di limitare al massimo gli spostamenti e, mentre uno dei decreti attuativi del DL 23 febbraio 2020 n. 6 facilita l’adozione del telelavoro (come sperimentato su scala più piccola per il crollo del ponte Morandi), è già massiccio in moltissime aziende il ricorso al lavoro agile. «Questi giorni di blocco forzato potrebbero addirittura essere un acceleratore del cambiamento»: ne è convinto Alessio Vaccarezza, CEO di Methodos Italia, società di consulenza specializzata nell’accompagnare le imprese nei processi di change management assieme a Digital Attitude e Accompany, due startup focalizzate sulla digital transformation. «Da tempo è in atto una trasformazione culturale per quanto riguarda i modelli organizzativi sul lavoro e molte realtà, soprattutto le più grandi e internazionali, sono preparate ad affrontare la situazione che stiamo vivendo – prosegue Vaccarezza –. Chi è in ritardo nell’attuare piani strutturati di smartworking dovrà mettere in campo qualche sforzo in più, ma attrezzarsi in tempi brevi è possibile e, con alcuni accorgimenti, si può evitare di perdere produttività».
 
Per attuare forme di lavoro agile in modo efficace, prevedendo i possibili intoppi e preparando dipendenti e management a lavorare in modo nuovo, Methodos ha stilato una serie di consigli rivolti sia ai lavoratori, che magari si trovano a fare smartworking per la prima volta nella vita, sia ai capi, che devono sperimentare nuovi metodi per organizzare, dirigere e valutare i propri dipendenti.
 
«Delega e fiducia sono i concetti più importanti per chi ha un ruolo dirigenziale – spiega Giuseppe Geneletti, Head Smart Working di Methodos –. Chiarire gli obiettivi, valorizzare i risultati raggiunti e responsabilizzare sono le azioni chiave per impostare un progetto di smartworking vincente. Occorre poi fare degli sforzi in più sul fronte della pianificazione e schedulare specifici momenti di confronto con le persone del team: meglio in video che con una semplice telefonata».
 
Per i lavoratori, invece, la sfida è riprodurre a casa la forma mentis che si assume in ufficio. I consigli di Methodos sono cinque:
 
  1. Stabilire chiaramente gli orari. «È importante indicare i momenti di inizio e fine del lavoro – spiega Giuseppe Geneletti –. Dedicare delle ore specifiche al lavoro facilita non solo la concentrazione, ma anche l’allineamento con gli altri interlocutori, che sanno in quali momenti siamo disponibili e pronti a rispondere».
  2. Vestirsi come se si andasse in ufficio (o quasi). «Non è necessario essere iper-formali e in giacca e cravatta – commenta sempre Geneletti – ma passare dalla modalità “da casa” a quella “da lavoro” è molto importante per concentrarsi, e l’abbigliamento gioca la sua parte».
  3. Fare delle pause e spostarsi. Se è fondamentale, anche a casa, avere la sensazione di “iniziare” la propria giornata, allo stesso modo, quando si prende una pausa, bisogna davvero staccare. «Per questo il consiglio è di allontanarsi fisicamente dallo spazio di lavoro spiega l’esperto di Methodos –. Fare un passo lontano dalla scrivania può aiutare a liberare la mente e ad avere maggiore attenzione al ritorno».
  4. Organizzare gli spazi. Cioè avere una scrivania libera dal disordine, con file digitali e/o archivi cartacei facilmente individuabili e uno spazio adatto all’attività. «Sono elementi importanti per aumentare la produttività e rimanere concentrati mentre si lavora ai vari progetti» sottolinea Geneletti.
  5. Staccare la spina dalla vita digitale. A casa, ancor più che in ufficio, le distrazioni di web e social sono in agguato. «Per sfruttare al meglio il tempo – spiega sempre Geneletti – è bene silenziare o bloccare alcune app, anche attraverso alcuni tool che ne limitano l’utilizzo».
  6.  
Un approfondimento ad hoc lo meriterebbero i cosiddetti “meeting digitali”, ovvero chiamate e videoconferenze, di cui nei prossimi giorni si farà grande uso. «Le tecnologie rendono le comunicazioni di una facilità impensabile rispetto a pochi anni fa, anche senza complicati apparati ma con gli strumenti che tutti hanno a casa – commenta Giuseppe Geneletti –. Non tutti però sono ancora abituati a rapportarsi in questo modo ed è necessario accogliere e coinvolgere nel modo giusto chi non usa quotidianamente questi strumenti». Ecco quindi alcuni consigli utili:
Prima dei meeting digitali
 
  • Assicurarsi che tutti i partecipanti davvero rilevanti per la riuscita del meeting siano collegati/collegabili, altrimenti programmarlo in un altro momento
  • Condividere con anticipo un reminder dell’agenda, allegando obiettivi, temi e principali materiali che verranno discussi. «Ai partecipanti, parallelamente, si richiede di leggere e preparare i materiali» sottolinea Geneletti.
  • Chiedere a tutti i partecipanti di evitare le distrazioni (mail, sms, ecc.)
  • Non affrontare un numero eccessivo di argomenti
  •  
Durante chiamate e videoconferenze
 
  • Testare in anticipo il collegamento (il giorno prima se possibile con 1-2 partecipanti previsti).
  • Invitare tutti a fare un check di comunicazione se non si sono mai collegati da remoto per verificare la banda e la connettività.
  • Adattare il formato dei materiali (presentazione, video eventuali di supporto etc.) affinché siano compressi per ridurre la necessità di banda di trasmissione
  • Pianificare 10-15’ di tempo di “accoglienza” prima dell’inizio ufficiale della riunione in cui verificare da parte di tutti la qualità del collegamento audio-video a due vie.
  • Ricordare a tutti all’inizio della riunione le regole di ingaggio e di etichetta: «Cioè parlare uno alla volta e a due terzi della velocità “normale” – puntualizza Geneletti –, dire sempre il proprio nome per assicurarsi che tutti sappiano chi sta parlando, scandire bene le parole formulando frasi più brevi e semplificate per ridurre la fatica da collegamento, e infine, quando si ha la necessità di scollegarsi, annunciarlo».
  • Avere a disposizione un tecnico IT se possibile per effettuare una pronta risoluzione dei problemi durante la fase di accoglienza.

Tumore alla mammella: individuato un meccanismo molecolare che rende i tumori e le metastasi degli ecosistemi aberranti

Tumore alla mammella: individuato un meccanismo molecolare che rende i tumori e le metastasi degli ecosistemi aberranti Copertina (882-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

Il tumore della mammella è la forma di cancro più diffuso fra le donne. L’insorgenza delle metastasi rappresenta lo stadio più avanzato di questa patologia e la sua principale causa di morte. La comprensione dei meccanismi che portano alla metastatizzazione è pertanto fondamentale per sviluppare terapie più efficaci e personalizzate.
 
Il nostro organismo è dotato di meccanismi di difesa in grado di ostacolare la proliferazione e la diffusione delle cellule tumorali. Tuttavia i tumori più aggressivi eludono tali meccanismi, rilasciando dei mediatori che modificano i tessuti sani circostanti e creano così un microambiente favorevole alla crescita tumorale e alle metastasi. “Di fatto i tumori e le loro metastasi non sono costituiti solo da cellule cancerose, ma somigliano a complessi organi alterati all’interno dei quali vengono reclutati anche diversi tipi di cellule non tumorali a loro volta perturbati dalle cellule maligne – spiega Giannino Del Sal, docente di Biologia applicata al dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, responsabile del programma “Segnalazione, microambiente tumorale e metabolismo cellulare” dell’IFOM –. Queste cellule insieme a una struttura extracellulare di sostegno (la matrice extracellulare), forniscono supporto alle cellule tumorali creando il microambiente tumorale”.
 
L’insieme di questi elementi costituisce pertanto una sorta di ecosistema aberrante che aumenta l’espansione del tumore e la sua propagazione nell’organismo, tuttavia i meccanismi molecolari che lo regolano risultano ancora poco chiari. “Se riuscissimo a comprendere le regole di questo intricato ecosistema – precisa Del Sal, da agosto 2020, Capo Gruppo del Laboratorio di “Cancer Cell Signalling” all’ICGEB di Trieste, – - sarebbe più semplice individuare bersagli terapeutici mirati”. Come può la comunicazione tra le cellule tumorali e il proprio ecosistema conferire loro la capacità di acquisire caratteristiche metastatiche? Su questo interrogativo si è concentrato, grazie al sostegno di Fondazione AIRC, il gruppo di ricerca diretto da Giannino Del Sal. Avvalendosi di un approccio tecnologico all’avanguardia, che unisce spettrometria di massa, microscopia elettronica e in super risoluzione, i ricercatori dell’Università di Trieste sono riusciti a svelare un meccanismo cruciale nel processo di metastatizzazione che è riconducibile alla trascrizione di miR-30d, un microRNA oncogeno attivo durante la mutazione di p53. I risultati dello studio, pubblicati recentemente sull’autorevole rivista scientifica Nature Communications, ha evidenziato come le cellule tumorali che presentano l’oncoproteina p53 mutata subiscano alterazioni della struttura e della funzione dell’apparato di Golgi, l’organulo cellulare che funziona da stazione di maturazione, smistamento e rilascio di proteine verso l’esterno della cellula. “Le alterazioni strutturali delle cellule maligne – illustra Del Sal – causano localmente il rilascio incontrollato di mediatori che influenzano le caratteristiche fisiche del tessuto tumorale creando una matrice più rigida, e al contempo richiamano cellule normali all’interno del tessuto tumorale influenzandole a favore del tumore.”
La comunicazione così instaurata fa si che le cellule dei vasi sanguigni siano attivate in modo da incrementare l’apporto di ossigeno e nutrienti all’interno del tumore, richiamando cellule dello stroma che rimodellano la matrice extracellulare e stimolano le cellule tumorali a invadere i tessuti circostanti.
 
“Abbiamo utilizzato metodi all’avanguardia e sofisticate tecniche di microscopia, grazie all’esperienza dell’unità di microscopia elettronica di IFOM” – spiega Valeria Capaci, prima autrice della ricerca – “che ci hanno permesso di osservare che l’apparato di Golgi delle cellule tumorali si riorganizza, favorendo un incremento della secrezione”. “Inoltre – prosegue la ricercatrice – il rilascio di fattori che viene stimolato da p53 mutata esercita la propria influenza sia sul tumore primario sia in sedi secondarie, potenziando l’insorgenza di metastasi.”
Sulla base di queste scoperte, Il gruppo guidato da Giannino Del Sal si prefigge di identificare i meccanismi molecolari con cui le cellule del tumore e il microambiente cooperano. “Una migliore comprensione di questi processi – conclude Del Sal – è fondamentale per sviluppare terapie più mirate sia per controllare la crescita del tumore sia per interferire con la diffusione delle cellule tumorali metastatiche nell’organismo. Siamo grati a Fondazione AIRC per aver capito l’importanza di questa ricerca e averla sostenuta”.
 
 
Link alla ricerca: nature.com

Le attivitā ordinarie dei Volontari del Decoro Urbano

Le attivitā ordinarie dei Volontari del Decoro Urbano Copertina (883-0-0)
Gianni Botta

(articolo esportabile)

 
Il Gruppo dei Volontari del Decoro Urbano prosegue con i sopralluoghi ordinari in giro per Santa Maria delle Mole.
Mercoledì 15 i nostri amici si sono recati presso:
  • il giardino davanti l'Asilo di Via Pietro Micca, un posto che immaginiamo frequentato dai genitori all’uscita dei piccoli;
  • il parcheggio Eurospin, molto popolato e che, ahinoi, consente agli incivili di nascondere i rifiuti tra le auto parcheggiate;
  • via Silvio Pellico.
Come purtroppo accade dalle nostre parti, il risultato di questa attività è direttamente proporzionato all’inciviltà degli "illustri" concittadini che continuano ad abbandonare i propri rifiuti in giro e, nostro malgrado, dobbiamo riferirvi che la raccolta è stata “proficua”.
Oltre a due sacchi di rifiuti indifferenziati conferiti agli operatori ecologici della Multiservizi, sono stati trovati:
  • dei sacchetti pieni di calcinacci abbandonati proprio nel giardinetto dei piccoli di cui parlavamo sopra;
  • una busta contenente un ciocco cilindrico non meglio specificato (i Volontari non sono abilitati all’apertura dei sacchietti) e l'altra da cui spunta un flacone con olio motore esausto, come mostriamo nelle immagini nella speranza che l’ignoto cittadino possa emendarsi e torni a prenderle per conferirle come previsto (l’olio motore, ad esempo, può essere consegnato alle officine).
Ad ogni modo è stata fatta la segnalazione alla Multiservizi per gli interventi del caso.
 
Visto che li abbiamo citati più volte continuiamo a ringraziare gli operatori della Multiservizi i quali, nonostante siano sottodimensionati rispetto alla superficie del territorio, non mancano mai di garantire la massima collaborazione: è grazie a questa sinergia che il lavoro dei Volontari può avere successo per mantenere il decoro di Santa Maria.
 
In tutto ciò i Volontari proseguiranno incuranti degli incivili a prendersi cura della nostra bella Santa Maria delle Mole e, a tal proposito, cogliamo questa occasione per parlare della fioriera che si trova in Via Silvio Pellico, poco dopo di fronte l’ambulatorio veterinario.
Pur vincendo una comprensibile ritrosia questa fioriera è stata finalmente svuotata dai sacchetti con le eiezioni canine che, come potrete vedere nella foto, non erano neanche poche: la speranza è che i/le proprietari/e dei cani apprezzino questo gesto e non la riempiano nuovamente.
A titolo di collaborazione, facciamo loro presente che poco dopo, al centro di Largo dei Lecci, c'è un contenitore dove poterli depositare: in fondo cosa sono quattro passi in più?

Bilancio in positivo per il Carnevale 2019

Bilancio in positivo per il Carnevale 2019 Copertina (929-0-0)
Gianni Morelli

(articolo esportabile)

Un saluto da parte di tutti i protagonisti di questa bellissima manifestazione

 

La cena di Giovedì 14 marzo ha concluso i festeggiamenti di Carnevale.

 

Anche quest’anno tutte le attività connesse all’organizzazione degli eventi, dalla preparazione dei carri con relativa messa in sicurezza , al reperimento dei fondi necessari ottenuti sia come contributo  elargito dalla nostra Amministrazione Comunale, sia tramite la raccolta di adesioni da parte di quanti hanno ritenuto di voler contribuire economicamente all’organizzazione delle sfilate, ha richiesto la partecipazione di un folto stuolo di volontari che, ognuno con le proprie capacità e disponibilità di tempo, hanno tutti dato il loro contributo con uguale  passione e dedizione.

 

Eccoli qua, in queste fotografie, allegri partecipanti alla cena di chiusura dell’evento che, nato sette anni fa per l’iniziativa di volontari di Cava dei Selci, ha visto la partecipazione festosa di centinaia di bambini e genitori nei tre percorsi lungo i quali hanno sfilato i carri, per ben cinque volte durante il periodo di Carnevale.

 

Ancora una volta la partecipazione dei cittadini e, soprattutto dei bambini, è stata eccezionale, tanto da dare un senso di magia alle sfilate dei carri, alle esibizioni delle majorette, alle musiche della banda ed agli spettacoli di intrattenimento di volta in volta proposti.

 

Credo fermamente che la vera magia che caratterizza i ‘Natali Insieme’ ed i ‘Carnevali Insieme’, sia data da una sola parola: quell’INSIEME che ha dato senso alle attività svolte ed ha caratterizzato tutti questi eventi.

 

Insieme è la parola che ha reso possibile la collaborazione di molti Comitati ed Associazioni che, costituti da cittadini che lavorano senza secondi fini a favore dei cittadini, ha permesso di unire le loro forze e capacità per la loro realizzazione.

 

Insieme senza dover eleggere capi squadra o gerarchie lavorative, ma che ha permesso di operare nella più grande serenità rispettando le competenze e le capacità individuali con naturalezza e senso di partecipazione.

 

Insieme, e con l’auspicabile interessamento di un numero sempre maggiore di cittadini impegnati nello sviluppo di più strette relazioni sociali, potremo fare ancora molto di più per il raggiungimento di un maggiore benessere nel nostro Territorio in un quadro di ‘partecipazione attiva’ per la costruzione di un ‘tessuto sociale’ più compatto e capace di incidere in modo più determinato sui responsabili della gestione della cosa pubblica. 

 

L’Europa al Buio: ecco come affrontare la crisi energetica

L’Europa al Buio: ecco come affrontare la crisi energetica Copertina (701-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
 
L'Europa fa i conti con l'emergenza energetica e in vista del freddo in arrivo, i Paesi si muovono per discutere le misure che permetteranno ai cittadini di superare indenni l'inverno.

La Germania, seguita dalla Francia e dall’Inghilterra, propone una soluzione al caro energia che sarebbe proprio dietro l’angolo,o meglio, in pieno centro città, in quanto è stato concordato lo spegnimento totale delle luci che illuminano i più grandi e importanti monumenti della città. Ma non solo. I vari paesi Europei hanno avuto la necessità di creare dei propri piani d’azione per fronteggiare il consumo altissimo di energia e il conseguente prezzo alle stelle delle forniture domestiche e non domestiche.

Piano risparmio energetico dei paesi europei

In Francia la bolletta energetica della capitale quest’anno toccherà i 90 milioni di euro, 35 milioni in più del solito, nonostante i contratti a lungo termine di elettricità e gas che proteggono le autorità dal peggiore degli aumenti dei costi. Quest’anno Parigi prevede di:
  • Abbassare la temperatura dell’acqua nelle piscine comunali,
  • Ritardare il riscaldamento degli edifici pubblici per risparmiare energia quest’inverno
  • Spegnerà a partire da Novembre le luci della Torre Eiffel un’ora prima del normale
A Parigi la Torre Eiffel è illuminata fino all’una di notte da un sistema di illuminazione che le conferisce una cascata dorata. Alla fine di ogni ora, mentre è accesa, brilla grazie a 20.000 lampadine lampeggianti. Lo spegnimento delle luci del monumento alle 23:45 comporterà una riduzione del 4% del suo consumo energetico.
 
Oltre a spegnere prima le luci su edifici pubblici e monumenti storici, le autorità consigliano alle persone di fare docce più brevi per risparmiare energia, e stanno anche abbassando la temperatura delle piscine. Queste decisioni fanno tutte parte degli sforzi per ridurre il consumo di energia del 15% in tutta l’UE, secondo i piani stabiliti dalla Commissione Europea il mese scorso.

Anche la Germania sta prendendo le proprie misure per fronteggiare la crisi energetica e ha appena approvato un piano per ridurre i consumi elettrici che prevede:
  • Dall’autunno di quest’anno la temperatura massima sarà di 19 gradi per il riscaldamento negli edifici pubblici.
  • Corridoio, foyer ed aree di transito resteranno direttamente senza riscaldamento.
  • Il calore verrà limitato fino a 12 gradi dove i dipendenti svolgono un lavoro fisico intenso.
Berlino prevede che a partire da novembre le illuminazioni notturne degli edifici più simbolici della città e di circa di 200 strutture tra monumenti e attrazioni tra cui il duomo e il municipio, verranno spenti. L’illuminazione notturna degli edifici quindi sarà vietata e le insegne luminose verranno spente tra le 22 e le 6.

In Spagna, nonostante il Paese sia meno dipendente rispetto agli altri paesi europei dalle importazioni di gas russo, da inizio autunno sono in vigore misure di contenimento dei costi energetici. Anche in questo caso le luci delle vetrine vengono spente alle 22, le porte dei negozi vanno tenute chiuse per non disperdere l’aria condizionata, che non deve scendere sotto i 27 gradi.

Quali sono le misure che sta approvando il nostro paese?
La crisi del gas ha raggiunto l’apice soprattutto nel periodo appena passato della campagna elettorale per le elezioni anticipate del 25 settembre. Un piano per fronteggiare i costi elevati del consumo di energia elettrica e gas in Italia è stato approvato e presentato da Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica. Questo prevede:
  • Riduzione di 1 grado della temperatura nelle abitazioni private, negli uffici pubblici e taglio di 1 ora nella durata di esercizio degli impianti.
  • Insegne pubblicitarie spente la notte, dalle 22 alle 6 del mattino
L'opzione estrema sarebbe anche quella di un Natale buio. Niente albero di Natale in piazza e niente lucine. A denunciarne il rischio nelle ultime settimane sono state decine di amministrazioni, da Nord a Sud il problema è lo stesso: il costo dell’energia elettrica.

A causa della crescita esponenziale del prezzo gas diversi leader politici chiedono un incontro per predisporre dei provvedimenti ma fonti di governo fanno sapere che, al momento, non è in lavorazione alcun provvedimento di urgenza contro il caro energia. L’inverno sta arrivando, ed è possibile che uno dei primi provvedimenti del nuovo governo sarà proprio la messa in atto del programma di risparmi energetici.

Tutte le misure previste saranno sufficienti per fronteggiare il caro energia? Non è possibile al momento una risposta ben precisa in quanto i risultati saranno visti a lungo termine ma sicuramente sarà un grido di protesta e un’azione concreta per rispondere alla crisi energetica che sta inondando l'Europa a partire dal 2022.
 
Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/europa-al-buio/

In Ricordo di MAURO MANNI

In Ricordo di MAURO MANNI Copertina (880-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

In Ricordo di MAURO MANNI - Boville 23/05/2024
 
Ricordo di Pino Cardentde: 1° Firmatario e Rappresentate, in Regione Lazio, della Legge Popolare per il Comune Autonomo di Boville - Vice Presidente Comitato Promotore
 
La improvvisa notizia, che Mauro Manni ha finito la sua Vita terrena, mi ha colpito: provocandomi tristezza e dispiacere immenso; nella consapevolezza dell’ impresa storica che abbiamo vissuto e ci ha lasciato, provo a riassumerne un doveroso Ricordo.
 
La Comunità di Boville lo ricorderà quale Padre Fondatore del Comune di Boville.
 
Lui Presidente del Comitato Promotore ed io 1' Firmatario e Rappresentante in Regione Lazio della Legge Popolare nonché suo Vice Presidente, insieme ne abbiamo guidato la lotta inventandone, giorno e notte, iniziative originali insieme alla ricostruzione storico-culturale dell’Antica Boville e dei Ceppi Etnici che da diverse Regioni vennero ad insediarsi ridando vita alla Moderna Boville : l' indole artistica e didattica di Mauro ne favorì l’arricchimento ed il coinvolgimento popolare, risultando decisiva nella raccolta delle 5716 firme autenticate di Elettori Bovillensi, nella Vittoria Referendaria (con l’ 85,5% di SI) e nella finale approvazione del Comune di Boville, che continuò per il 2° Referendum (77,5% di SI: superando i 9000 Voti e quelli del 1°) .
 
Questa Storia in Comune inizia ufficialmente il 26/06/1990 in C.R. Lazio col Verbale d’avvio della Legge Popolare per il Comune di Boville: quel giorno il Maestro Mauro Manni non poté esserci perché a Scuola per gli Esami.
Inviò, per il Comitato Promotore, 6 Firmatari: Cardente Giuseppe, Ambrogiani Sergio, Aversa Maurizio, Cimarelli Natalina, Fedeli Marco, Giovannini Mauro.
 
Per Questa Cerimonia ci sembra opportuno il SUO RICORDO AUTENTICO da AUTONOMISTA con PENSIERI, PAROLE, MOTIVAZIONI e VALORI da Lui scritti nelle presentazioni delle due GUIDE “BOVILLE PER NOI” (si vedano testi in foto allegata). Con Mauro abbiamo scritto la Bella Storia Indelebile di Boville. Oggi, ogni Bovillense e suo alunno/a gli renda omaggio assumendo l'impegno ad Onorarlo facendo rivivere, per Sempre, quei suoi Insegnamenti per la Storica Autonomia Comunale di Boville. Continuiamo, ad esempio, il 26.6.24. Ricordiamolo con tutti i promotori di Boville Defunti, scrivendo, insieme a chi ne conserva gli Insegnamenti Musicali, l’INNO di BOVILLE con Pensieri e Parole che stiamo ricordando, facendo riviere le Guide “BOVILLE per NOI”, pubblicandole a puntate.

Addio al superticket

Addio al superticket Copertina (775-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

Addio al Superticket dal primo settembre. L'abolizione della quota fissa di 10 euro a ricetta per visite specialistiche ambulatoriali ed esami diagnostici è stata annunciata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, con un post su Facebook.
 
 
 
"Ogni volta che una persona non si cura come dovrebbe per motivi economici - ha sottolineato Speranza - siamo dinanzi a una sconfitta per tutti noi e a una violazione della Costituzione. Per questo a dicembre abbiamo approvato la norma che è entrata in vigore il 1° settembre. Il​ Superticket è abolito e nessuno lo pagherà più".
Bruni Immobiliare

Vendere o cercare casa non è mai solo una questione di metri quadri, ma di progetti di vita che meritano rispetto e visione
 
 
 
Bruni Immobiliare
Mi chiamo Federica Bruni e ho scelto di unire la mia solida formazione in Architettura all'esperienza sul campo per offrirti qualcosa di diverso: una consulenza che va oltre la semplice intermediazione. Grazie alle mie competenze tecniche, so guardare oltre le pareti per valorizzare il potenziale nascosto di ogni immobile, trasformandolo in un’opportunità concreta e trasparente.
 
 
La mia missione è semplificare il tuo percorso. Che si tratti di districarsi tra le normative urbanistiche, ottimizzare gli spazi o gestire una trattativa complessa, lo faccio con la precisione del tecnico e il calore di chi mette le persone al centro. Far parte della FIMAA dal 2009 è la mia promessa di aggiornamento costante e massima etica professionale.
 
Non mi accontento di "mettere un annuncio": mi occupo di valorizzare il tuo patrimonio come fosse il mio, con strategie su misura, chiarezza totale in ogni fase e quel tocco di creatività che solo un occhio esperto può garantire. Scegliere Bruni Immobiliare significa affidarsi a una guida sicura, presente e appassionata. Perché la tua casa non merita solo di essere venduta, merita di essere valorizzata.
 
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Sisma
3.0