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I.Me.De. club - Il nostro Curriculum
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Non a caso è un club e non è facilissimo farne parte datosi che si tiene principalmente conto delle attitudini e dei trascorsi degli aspiranti.
I.Me.De. si interessa principalmente di ricerche d'oggetti smarriti e di bonifiche di terreni.
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Marino, con "La maternità surrogata: reato universale?" iniziati gli incontri tematici con FdI

Marino, con "La maternità surrogata: reato universale?" iniziati gli incontri tematici con FdI Copertina (828-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
 
Nel pomeriggio di venerdì 5 aprile il circolo territoriale di Fratelli d’Italia di Marino centro ha ospitato l’incontro “La maternità surrogata: reato universale?”, durante il quale è stato affrontato il tema della maternità surrogata (o utero in affitto) dal punto di vista etico-clinico, sociale e giuridico.
 
Introdotto da Simone Del Mastro, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Colonna, l’evento ha registrato gli interventi della dottoressa Martina De Nicola, dottoressa di ricerca in Bioetica, dell’avvocato civilista Martina Carano e della consigliera regionale del Lazio di Fratelli d’Italia Micol Grasselli. Presenti, tra il pubblico, anche la consigliera comunale della Lega di Marino Francesca Puliti e il presidente del Consiglio comunale di Monte Porzio Marco Pitolli.
 
“Questo è il primo incontro pubblico che ospitiamo dopo l’apertura, avvenuta circa due mesi fa, della nostra sede – ha esordito il consigliere comunale Simone Del Mastro –. Abbiamo deciso di dare vita, a partire da oggi, a una serie di iniziative sul territorio per affrontare tematiche di natura politica, sociale, economica, ambientale e non solo. Iniziamo dalla maternità surrogata, una tematica delicata e complessa, ma al tempo stesso molto attuale, che il nostro gruppo politico ha già affrontato a livello locale nel maggio 2023, quando ha promosso una raccolta firme a sostegno della proposta di legge nazionale sulla maternità surrogata come reato universale. La nostra sede deve essere aperta alla cittadinanza per far comprendere bene le linee programmatiche e il pensiero della nostra comunità politica. Ringrazio la dottoressa Martina De Nicola, presidente del circolo di Fratelli d’Italia di Marino centro e dottoressa in Bioetica, l’avvocato civilista Martina Carano e la consigliera regionale Micol Grasselli”.
 
“Lo scorso anno – così la dottoressa Martina De Nicola – un gruppo di parlamentari ha presentato una proposta di aggiunta al comma 6 dell’articolo 12 della Legge 40 del 2004: la richiesta di considerare reati anche le pratiche di maternità surrogata che avvengono all’estero. Dietro questa pratica, che in Italia è illegale e non prevista, c’è un mondo che coinvolge diversi soggetti, adulti e non adulti. La maternità surrogata è nata negli anni ’70 in concomitanza con lo sviluppo delle tecniche di fecondazione artificiale e prevede che una donna, in maniera gratuita o a pagamento, decida di affittare il proprio utero, e quindi il proprio corpo, per una gravidanza per conto terzi di una coppia o di una singola persona. Il coinvolgimento della coppia può avvenire in termini di contratto o di collaborazione come dotazione di materiale genetico (ovociti, spermatozoi…), oppure possono intervenire donatori esterni o, ancora, la donna può decidere di mettere parte del proprio patrimonio genetico a disposizione di questa gestazione.
 
Vale la pena sottolineare che spesso le donne che decidono di utilizzare questa pratica vi accedono più volte e, dal punto di vista clinico, incorrono spesso in problematiche quali la sindrome da iperstimolazione ovarica o infiammazioni pelviche. L’impatto clinico cambia anche a seconda delle condizioni economiche e sanitarie del Paese in cui viene effettua la maternità surrogata. Per capire la questione dal punto di vista clinico e sanitario bisogna analizzare la geografia del cosiddetto ‘turismo procreativo’. I Paesi che permettono la pratica della maternità surrogata sono molteplici: in Occidente ve ne sono alcuni, in Stati Uniti e in Canada è possibile a pagamento, in Inghilterra è prevista solo quella gratuita e vi sono altri Paesi in cui il quadro cambia a seconda della legislazione, che in alcuni casi, come in Ucraina e in India, è più blanda. I costi variano in base al Paese: per esempio 120mila dollari negli Stati Uniti e 20-30mila dollari in India. In India parte dei soldi è destinata proprio alle donne che scelgono di sottoporsi a questa pratica, spesso residenti in campagna, povere e lasciate a se stesse nelle fasi prima e dopo il parto.
 
La maternità surrogata viene spesso raccontata come un atto di donazione gratuito, ma molto spesso dall’Europa ci si rivolge verso Paesi più lontani, dove vi si può accedere a prezzi vantaggiosi. Ma la questione va vista anche sul piano etico e morale: in tutto il discorso c’è da tenere presente un soggetto indifeso, il bambino, che viene richiesto, contrattualmente scelto e voluto, e i fenomeni di gestazione, in termini biologici ed esperienziali, non sono neutri per il bambino, che riesce anche a ‘rivivere’ il battito del cuore della mamma sentito per 9 mesi se viene appoggiato al suo petto. Ricordiamo che, quando si parla di maternità surrogata, si sta parlando comunque di un mercato che riguarda esseri umani e in ballo c’è anche la questione del rispetto della donna”.
 
“Il tema della maternità surrogata – ha aggiunto l’avvocato Martina Carano – trova una sua regolamentazione nella Legge 40 del 2004, che per la prima volta in Italia ha regolamentato le tecniche di procreazione medicalmente assistita, legate al diritto di genitorialità, che in qualche modo richiama l’articolo 2 della Costituzione, che tutela l’uomo nell’evoluzione delle formazioni sociali, prima fra tutte la famiglia. La Legge 40 ha aperto le porte alla fecondazione omologa e a quella eterologa, che prevede un terzo donatore, ma quest’apertura non è mai arrivata al riconoscimento della maternità surrogata o gravidanza per altri, in cui una donna, chiamata madre gestazionale, porta avanti una gravidanza rinunciando a monte ai diritti nei rapporti col neonato.
 
Il divieto di maternità surrogata si trova nell’articolo 12 comma 6 della Legge: è un divieto che risponde a dei principi di ordine pubblico internazionale, che la nostra Costituzione deve garantire, e intende tutelare la dignità dell’uomo, motivo per cui si parla, nella proposta di legge, di ‘reato universale’. Inoltre, anche sulla base di sentenze della Corte di Cassazione, mentre non ci sono dubbi sui rapporti con il genitore biologico, che fornisce il seme, non è riconosciuto il legame di parentela con il genitore committente.
 
A livello giuridico, poi, l’adozione di un figlio nato con la pratica della maternità surrogata è possibile solo come ‘caso particolare’. La maternità surrogata, anche secondo i giudici, viola la dignità della donna, e il motivo per il quale si vuole estendere all’estero il divieto è un modo per opporsi a questo turismo procreativo. Dunque è un fatto anche di diritto, oltre che etico”.
 
“Quello della maternità surrogata è un tema estremamente delicato – ha concluso la consigliera regionale Micol Grasselli –, sul quale si possono avere sensibilità diverse anche tra appartenenti allo stesso gruppo politico. Per questo bisogna ascoltare i diversi punti di vista e confrontarsi in incontri come questo. Il mio punto di vista è quello della nostra premier Giorgia Meloni: il rapporto che si crea con il feto nel momento della gravidanza è un rapporto reale e vedere un bambino trattato come una merce che si può comprare o vendere credo sia davvero sconvolgente, così come è sconvolgente che l’utero della donna sia considerato una macchina incubatrice che genera qualcosa che poi verrà venduto.
 
Se vogliamo essere una Civiltà con la C maiuscola, una pratica del genere non possiamo accettarla. Per questo la modifica alla Legge è necessaria, perché bisogna bloccare questo processo e il turismo procreativo. Certamente è una tematica complessa sul piano legislativo, ma si deve assolutamente lavorare per non consentire più questa pratica”.

Ai Castelli Romani "la cantina Gotto D’oro" guarda al futuro tra storia e innovazione

Ai Castelli Romani "la cantina Gotto D’oro"  guarda al futuro tra storia e innovazione Copertina (1.317-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 

La cooperativa vinicola più importante del Lazio con i suoi 210 soci punta all’eccellenza

 

 

Un vero e proprio salto di qualità verso l’eccellenza è quello che sta attraversando una delle cantine più conosciute nel territorio laziale. Si tratta della "Gotto d’Oro", una coopererativa intraprendente che si è recentemente dotata di un laboratorio chimico e microbiologico che gli permetterà di aumentare ulteriormente il controllo, la ricerca e la qualità dei suoi prodotti vinicoli, già elogiati alla 53ma edizione del Vinitaly 2019 durante la quale è stata presentata la linea Vinea Domini.

 


D’altra parte con i suoi 1.200 ettari ai Castelli Romani ed una produzione di oltre 7 milioni di bottiglie all’anno, il Gotto D’oro, già da tempo, ha intrapreso un percorso consapevole e attento ai cambiamenti socio-economici puntando a valorizzare ulteriormente la storia del suo territorio attraverso prestigiosi e innovativi traguardi. Uno di questi è sicuramente la realizzazione dei nuovi laboratori scientifici, quale strumento per competere alla pari con le blasonate case vinicole del Nord Italia. Non a caso il laboratorio, oggi più che mai, assume un’importanza strategica di centralità assoluta su tutta la filiera vinicola.

 


Dal design innovativo e minimalista il laboratorio realizzato da Labozeta S.p.a., con i suoi oltre 200 mq, è stato ripensato con la finalità di creare uno spazio ampio e luminoso, aperto da vetrate che trasmettono anche all’osservatore più disattento il cuore pulsante dell’attività vinicola con enologi e tecnici che controllano, studiano, elaborano e creano sapientemente abbinamenti unici esaltando pregi e sapori di un prodotto vinicolo dal respiro internazionale.

 


Insomma il mestiere di fare il vino viene da lontano. Correva, infatti, l’anno 1945 quando i contadini decisero di aggregarsi con lo scopo di unire le forze per risollevarsi dalle ceneri della seconda Guerra Mondiale. Così nacque il marchio Gotto D’Oro. Un brand che, con il suo originale modello di esportazione, ha contribuito all’affermazione del Made in Italy nel Mondo.

 

Un’attività moderna e dinamica in continua espansione, quella della Gotto D’Oro, oggi protagonista dei cambiamenti tecnici e tecnologici senza mai dimenticare le sue origini.

 

 

 

Ufficio Stampa & Comunicazione Labozeta Spa

"Nei panni di una donna" al teatro Le Fontanacce di Rocca Priora

"Nei panni di una donna" al teatro Le  Fontanacce di Rocca Priora Copertina (686-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
Ridere fino alle lacrime
 
Domenica 26 marzo, alle 17.30 e alle 20.30, al Teatro Comunale Le Fontanacce di Rocca Priora, in provincia di Roma, andrà in scena il sesto spettacolo della stagione 2023: “Nei panni di una donna”, l’esilarante monologo cult di Luciana Frazzetto e Riccardo Graziosi, per la regia di Massimo Milazzo.
 
Scritto a quattro mani con Riccardo Graziosi, negli anni il monologo ha riscosso moltissimi successi e riconoscimenti tra cui un “OMAGGIO A FRANCA RAME” l’8 Marzo del 2018 a Roma.
 
Attraverso uno spaccato di vita, si narra un’esperienza tra un uomo e una donna: prima divertente e ironica, poi atroce e amara. Diversi sono gli stati d’animo che si incontrano e si scontrano. Uno spettacolo dove si ride e si piange. Si riflette e si spera. Un universo completo, nella cui spietata e divertente descrizione si possono riconoscere moltissime coppie. Un monologo comico e non solo… che mette in scena la quotidianità della vita con le sue manie, le sue abitudini e i suoi difetti. Un testo ricco di battute esilaranti e di situazioni comiche, che vi faranno trascorrere momenti davvero unici, trascinando il pubblico in un vortice di risate con un suggestivo colpo di scena finale. Uno spettacolo comico che fa riflettere e persino commuovere con uno sguardo ad una dura realtà: la violenza sulle donne. Un’esperienza uomo /donna raccontata con profonda energia e carica umana, con un’ironia graffiante, fino a svelarsi poi in tutta la sua drammaticità. Uno spettacolo che vi farà emozionare come solo la magia del teatro sa fare perché attraverso un sorriso si riesce ad affrontare un dolore lacerante entrando nell’anima dello spettatore.
 
 
Teatro Comunale Le Fontanacce – Piazzale Zanardelli (Belvedere) Rocca Priora
Biglietto unico: 15 euro Biglietto Biblio+: 12 euro Ridotto fino a 14 anni: 8 euro
Per info e prenotazioni: Tel. 3489294368 teatrolefontanacce@libero.it

Furti in appartamento

Furti in appartamento Copertina (1.284-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

QUANDO SI PUO’ RICHIEDERE IL RISARCIMENTO AL CONDOMINIO.

Vediamo in quali casi la giurisprudenza ritiene imputabile al condominio la responsabilità:

 

Inadeguatezza dell’impianto di videosorveglianza:
secondo quanto affermato dal Tribunale di  Latina con sentenza del 20 Settembre 2018, il Condominio risponde delle carenze del sistema di videosorveglianza, riscontrabili  nel malfunzionamento dell’impianto   o nel posizionamento della telecamera con angolo di visuale non adatto a percepire l’ingresso dei ladri, se esse hanno facilitato il furto all’interno dell’edificio. Inefficienze  per le quali il proprietario derubato potrà chiedere il risarcimento dei danni subiti all’Amministratore il quale, previa delibera assembleare, sarà tenuto a liquidare l’importo dovuto;

 

Inefficienza del portone d’ingresso:
dovuta, più frequentemente, al guasto della serratura del portone di accesso al palazzo. Circostanza che implica la responsabilità dell’Amministratore, pur in assenza di segnalazioni da parte dei condomini, in quanto supervisore di ogni componente dell’edificio condominiale del quale ha la gestione. Come tale, infatti, è tenuto ad intervenire tempestivamente per far riparare guasti ed ovviare ad anomalie strutturali. Diversamente è ritenuto, nel caso specifico, corresponsabile del furto per aver agevolato l’introduzione dei ladri nell’edificio;

 

Ponteggi privi di sistemi di allarme:
quando posizionati su una delle facciate del palazzo, per l’esecuzione di lavori di ristrutturazione. In tal caso chi è il responsabile? A questo proposito, l’ordinanza n. 26697/2018 della Corte di Cassazione ritiene che possano essere considerati responsabili sia la Ditta edile che il Condominio. In quanto, alla Società esecutrice dei lavori potrebbe essere contestata l’omessa adozione delle cautele necessarie per impedire l’uso anomalo dei ponteggi e di aver   trascurato le più elementari norme di diligenza e perizia, agevolando, così, l’esecuzione del furto nell’appartamento. Allo stesso tempo il Condominio, nella persona dell’Amministratore, potrebbe essere ritenuto responsabile per non aver richiesto alla Ditta l’installazione di un sistema di allarme collegato ai ponteggi, da attivare durante la notte. Ed ancora, lo stesso condominio, potrebbe essere considerato responsabile anche per aver scelto un’Impresa inadeguata per l’esecuzione dell’opera, oppure per il fatto che l’Amministratore abbia omesso di sorvegliare efficientemente l’operato dell’Impresa appaltatrice;

 

Impresa di Vigilanza inadempiente agli obblighi contrattuali:
per intempestiva attivazione al segnale di allarme, mancato avviso alla Polizia ed intempestivo invio sul posto di un vigilantes. Per tale circostanza, in seguito ad azione legale esercitata dal proprietario per il furto subito, i giudici, che si sono alternati nei vari gradi di giudizio, hanno attribuito la responsabilità alla Società di Vigilanza. Anche se con divergenza di giudizio sull’entità del risarcimento del danno reclamato dal danneggiato. Divergenza che veniva risolta con la sentenza n. 16195 del 30 Luglio 2015 della Suprema Corte di Cassazione, che stabiliva la misura del risarcimento, in via equitativa, pari al valore dell’importo del contratto di vigilanza. In quanto il danneggiato non aveva “fornito la prova specifica della natura degli oggetti sottratti e del loro valore: prova che avrebbe richiesto la predisposizione dell’inventario preciso di tutti i beni e preziosi esistenti nell’appartamento alla data del furto ed una stima del loro valore ad opera di persona estranea e affidabile: cautele a cui normalmente non si procede“.

 

A cura del Prof. Brancato

 

Rifiuti urbani e Coronavirus

Rifiuti urbani e Coronavirus Copertina (1.334-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

RACCOMANDAZIONI DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ (I.S.S.)
 
 
Da quanto comunicato puntualmente dal Sindaco, purtroppo, il Comune di Marino non è esente da contagi da Coronavirus che trovano riscontro in un numero di 11 casi positivi e 22, poi scesi a 15, in isolamento domiciliare (per seguire l’andamento giornaliero dei dati, accedere al Portale del Comune di Marino e cliccare, in successione, su Aree Tematiche e Coronavirus – Misure di Contrasto).
Per fare in modo che questi non trascurabili valori possano ulteriormente ridursi ed azzerarsi, è inderogabilmente richiesto che ogni singolo Cittadino si attenga allo scrupoloso rispetto delle norme emanate in tal senso; nonché all’osservanza dei contenuti del seguente Rapporto dell’ISS, diffuso, recentemente, con Circolare della Regione Lazio: COVID-19 N. 3/2020, aggiornato al 14 Marzo 2020, basato: - sulle evidenze attuali inerenti la diffusione del Virus; - sui principi di cautela stabilite nel DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio) del 9 Marzo 2020; - e sulla constatazione che, al momento, ancora non si conosca il tempo di sopravvivenza del Coronavirus in rifiuto domestico/urbano. Anche se si ipotizza un tempo di disattivazione che va da pochi minuti ad un massimo di 9 giorni, in funzione alla tipologia di materiale, della concentrazione e delle condizioni microclimatiche.
Ciò premesso, per tutelare la salute della popolazione e degli operatori dell’Igiene Ambientale (dediti alla Raccolta e Smaltimento Rifiuti), l’ISS, in particolare, raccomanda l’applicazione di specifiche procedure rapportate alle tipologia di affezione e di interventi di seguito riportati.
 
  • Nelle abitazioni dove sono presenti:
 
-soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena:
  • raccolta e conferimento insieme, senza separarli, di tutti i rifiuti domestici, indipendentemente dalla loro natura, essendo considerati indifferenziabili;
  • effettuare la raccolta utilizzando almeno 2 sacchetti, uno dentro l’altro, e possibilmente optare per un contenitore a pedale;
  • chiudere adeguatamente i sacchi, utilizzando guanti monouso;
  • evitare l’accesso agli animali da compagnia ai locali dove sono presenti i sacchetti di rifiuti;
  • allontanare il rifiuto dalla propria abitazione quotidianamente con le procedure in vigore sul territorio. A tal proposito si raccomanda agli Enti preposti (per Marino, la “ Multiservizi dei Castelli per Marino” alla quale, per l’adempimento delle norme riferite all’insorgenza delle menzionate manifestazioni da COVID-19, ci si può rivolgere tramite il numero verde 800154952) l’istituzione di un servizio in grado di soddisfare la specifica esigenza, con personale opportunamente addestrato.
 
- soggetti non positivi e non in quarantena:
  • non interrompere la raccolta differenziata;
  • smaltire nei rifiuti indifferenziati: fazzoletti, rotoli di carta, mascherine, e guanti. Utilizzando, anche in questa circostanza, 2 sacchetti, uno dentro l’altro, chiudendoli adeguatamente, adoperando guanti monouso, con lacci o nastro adesivo, senza comprimerli, per poi depositarli negli appositi contenitori;
  • mantenere il rispetto delle procedure in vigore nel territorio di appartenenza.
  • Nelle Aziende con operatori del settore dell’igiene Ambientale (Raccolta e smaltimento rifiuti):
  • adozione di dispositivi di protezione individuale (DPI), come da gestione ordinaria, ed in particolare mascherine (filtranti facciali) FFP2 O FFP3, compatibilmente con la valutazione del rischio percettibile in azienda.
  • Nell’ambito di iniziative di Volontariato (preposte ad aiutare a soddisfare le esigenze di persone anziane , sole, o affette da patologie):
  • Non prelevare rifiuti presso abitazioni in cui vi siano persone positive al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria;
  • In altre abitazioni, osservare le dovute precauzioni ed attenersi alle norme comportamentali quali, ad esempio: utilizzare guanti monouso e non prelevare sacchetti di rifiuti aperti o danneggiati.
 
Insieme di adozione di accorgimenti comportamentali trascritte che, unitamente al rispetto delle norme che quotidianamente e ripetutamente viene sollecitato da tutti i mezzi d’informazione, costituiscono, allo stato attuale, l’unica strategia efficace per cercare di arginare l’aggressiva avanzata del micidiale Virus di turno. Condizione che impone ad ognuno di noi di accettare scrupolosamente, con rassegnazione e profondo spirito di collaborazione i conseguenti inderogabili sacrifici.

Regione consenta lavori negli stabilimenti balneari

Regione consenta lavori negli stabilimenti balneari Copertina (637-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

Lazio, Marietta Tidei (Italia Viva): “Regione consenta lavori negli stabilimenti balneari”
 
 
"È doveroso fin da subito lavorare e attrezzarsi per la cosiddetta fase 2, dando ovviamente priorità alla tutela della salute dei cittadini. Va bene la task force ed è sacrosanto il lavoro del comitato tecnico-scientifico, ma il governo deve mettere subito in campo un piano di uscita graduale dal lockdown. Gli altri Paesi lo stanno già facendo e noi non possiamo di certo permetterci di perdere tempo. Il lockdown, intanto, può e deve ammettere alcune eccezioni fin da subito, sempre in condizioni di massima sicurezza. In questo senso auspichiamo che la Regione Lazio, così come fatto dall’Emilia, dal Veneto e come si apprestano a fare altre Regioni, autorizzi con un'ordinanza i lavori di manutenzione degli stabilimenti balneari in vista della imminente stagione estiva". Lo dichiara, in una nota, la presidente della commissione Attività produttive e Sviluppo economico del Consiglio regionale del Lazio Marietta Tidei (Italia Viva).
 
"Il Veneto, ad esempio, ha ammesso l'attività di manutenzione di aree naturali pubbliche e private, comprese le aree turistiche, incluse quelle in concessione e di pertinenza come le spiagge. Anche il Mibact ha detto che questa estate potremmo passarla in spiaggia, evidentemente con nuove regole e tenendo conto del principio del distanziamento sociale. Proprio per questo va data ai balneari la possibilità di ritornare nei propri stabilimenti per realizzare quei piccoli lavori in grado di rendere operative le strutture", prosegue. "Il settore balneare dovrà fare i conti con una restrizione evidente delle proprie attività perché non sarà possibile un afflusso di massa, dovrà inoltre sostenere costi di sanificazione e di adeguamento alle nuove regole. E proprio per questo bisogna sostenere questo settore, fornendo l’operatività necessaria per non farlo scomparire del tutto. Ne va della sussistenza di un settore cruciale dell'economia laziale, ma anche del benessere psicofisico dei cittadini ai quali speriamo sarà consentito andare al mare", conclude Tidei.
 
 

Facciamo centro...estivo!

Facciamo centro...estivo! Copertina (1.592-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
L’estate è alle porte e la chiusura delle scuole è imminente. Tutti i genitori che lavorano si stanno già organizzando per gestire al meglio questo lungo periodo di vacanze. Il centro estivo è l’opzione preferita da molti, perché i bambini e i ragazzi sono impegnati in attività ricreative, sportive, a contatto con la natura, le lingue, le professioni artigianali e possono svagarsi in tutta tranquillità. Mamma e papà sanno che sono al sicuro, che si divertono, socializzzano e passano delle ore spensierati.
 
Oggi vi parliamo di alcune attività che propone l’Associazione Crea con Encanto di S. Maria delle Mole, in via Guglielmo Pepe, 8. Iniziamo con il Centro estivo creativo, per bambini dai 3 ai 12 anni, che dal lunedì al venerdì potranno cimentarsi in: giardinaggio, cucito creativo, uncinetto, corsi di pittura, ping pong, tennis, balli di gruppo, giochi d’acqua, inglese cantato, laboratori di cucina e tanto altro.
 
A partire dal 12 giugno e fino al 14 luglio, prende il via il progetto Mamme libere bambini autonomi, tutti i pomeriggi dalle 15 alle 19 – ci saranno delle fasce orarie precise concordate su richiesta - per bambini dai 6 ai 14 anni. Si tratta di un’attività di aiuto compiti, tramite lezioni individuali o di gruppo, incluse le ripetizioni di inglese e spagnolo.
 
Inoltre, non mancheranno corsi di inglese per tutti i livelli di scuola, primaria e secondaria (medie e superiori) e il progetto Lasciateci ancora sognare, che propone laboratori di arte, disegno, teatro, chiatarra, lavori con la pasta di zucchero e non solo!
 
Tutto all’insegna della fantasia, della creatività, dello sport, del movimento all’aria aperta.
 
Non resta che partecipare!
 
Associazione Crea con Encanto
Info 339/3581641
 
 

Nuovi appuntamenti per il progetto "Giovani di ieri di oggi, per fare [centro] insieme"

Nuovi appuntamenti per il progetto "Giovani di ieri di oggi, per fare [centro] insieme"  Copertina (710-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
 
Prosegue con grande partecipazione ed entusiasmo il progetto “Giovani di ieri di oggi, per fare “centro” insieme” finanziato dalla Regione Lazio, in partenariato con il Comune di Marino e le Ass.ni del territorio: Genitori in Ruolo, Arianna Onlus e CRIF.
 
Domenica 19 marzo si è svolta la prima giornata di scacchi presso il Centro anziani di Cava dei Selci, capofila del progetto. 10 coppie formate da 8 bambini e 12 anziani, curiosi e con tanta voglia di imparare, si sono cimentati nel gioco della mente per eccellenza, gli scacchi, guidati dall’insegnante dell’A.S.D. Scacchi in Tour, Rosmarly Chghale!
 
Scopo del Corso di scacchi è favorire lo scambio intergenerazionale ed incentivare la comunicazione tra anziani e bambini, che collaboreranno tra loro nei prossimi 3 mesi nell’apprendimento delle nozioni base del gioco, mettendo a disposizione l’uno dell’altro le capacità peculiari della propria età.
 
Le iscrizioni ai corsi di scacchi sono ancora aperte! Per info e prenotazioni 3492722435.
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Bruni Immobiliare
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