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I. Me. De. club

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I.Me.De. club - Il nostro Curriculum
Italia Metal Detector club (I.Me.De. club - www.imede.it) nasce il 10 dicembre del 2009 e già sapeva cosa voleva fare da grande.
Lo scopo primario dell'associazione è sempre stato quello di motivare, far conoscere, addestrare ed educare i praticanti di questo hobby ad un utilizzo corretto ed onesto del proprio strumento.
Non a caso è un club e non è facilissimo farne parte datosi che si tiene principalmente conto delle attitudini e dei trascorsi degli aspiranti.
I.Me.De. si interessa principalmente di ricerche d'oggetti smarriti e di bonifiche di terreni.
Sfruttiamo la tecnologia a scopo sociale rispondendo ad ogni tipo di richiesta su tutto il territorio nazionale.
Siamo stati i primi ad intraprendere questo percorso ed oggi, non a caso, siamo i migliori in assoluto.
 
IL NOSTRO SERVIZIO E' GRATIS
Guarda la galleria dedicata ai nostri interventi di ricerca:
www.imede.it/smarrimenti/galleria.asp
 
Con il tempo sono nati diversi forum, siti, gruppi facebook, che si fanno chiamare "Italia Metal Detector" solo per sfruttare la nostra visibilità.
Peccato che non offrono servizi ma propagandano soltanto la vendita dei propri strumenti ed attirano cacciatori di tesori in erba sfoggiando oggetti di dubbia provenienza.
Diffidate dalle imitazioni.
L'unico ed originale è solo quello che si sigla "I.Me.De. club" con lo “scudo route” tricolore e raggiungibile a: www.imede.it
 
 
 
E' stato scelto uno stemma di forma “scudo route” per il semplice motivo che noi siamo sempre in strada ed arriviamo ovunque.
I nostri associati coprono quasi tutto il territorio nazionale e sono in grado di operare su qualsiasi terreno o acqua.
 
Se hai bisogno di un intervento di bonifica, se non riesci più a trovare dei tombini interrati o se hai smarrito un oggetto caro, ora sai a chi rivolgerti.
www.imede.it/smarrimenti
 
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Abbiamo sempre bisogno di gente brava, capace, volenterosa ed onesta!
Siamo sempre qui: WWW.IMEDE.IT
 

Scout e Comitato di Quartiere, una collaborazione ricca di opportunità

Scout e Comitato di Quartiere, una collaborazione ricca di opportunità Copertina (2.663-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 

 

Alcuni mesi orsono raccogliemmo, attraverso alcuni amici comuni, il grido di aiuto lanciato da un gruppo Scout, che da li a poco sarebbe rimasto senza una sede, dove poter svolgere la propria attività.

 

Un breve incontro con le responsabili del gruppo, Maira e Federica, ci ha convinto che la cosa giusta da fare era una sola, dare il nostro completo ed incondizionato appoggio alla richiesta, approvata poi all’unanime, dal direttivo del nostro Comitato di Quartiere.

 

E così senza ulteriori formalità dal 18- Gennaio scorso, la nostra Sede è diventata anche la loro.

 

Parlo del Gruppo Scout A.S.CA.R. acronimo di Associazione Scout Castelli Romani, Marino 1, costituitosi ormai da diversi anni e molto attivo e frequentato.

 

Una Associazione che “riconosce come fondanti i Principi Fondamentali del Metodo e Movimento Scout in quanto movimento volontario, apolitico, pedagogico, per bambini e ragazzi, aperto a tutti senza distinzione di genere, origine, razza e credo religioso”. Principi pienamente condivi dal nostro Comitato.

 

Una collaborazione che porterà un arricchimento socio-culturale per tutti, grandi e piccini.

 

Oltre alla sede, per l’addestramento alle attività operative all’aria aperta, questi ragazzi avranno a disposizione anche alcune spazi del parco Lupini.

 

Detto ciò, non mi resta che dare, a nome del Comitato di Quartiere, un caloroso BENVENUTO ai nostri nuovi amici.

 

 

Antonio Calcagni

Le padelle antiaderenti sono cancerogene?

Le padelle antiaderenti sono cancerogene? Copertina (1.414-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

 
 
In realtà non è scontato che tutte le padelle antiaderenti favoriscano l’insorgenza di tumori, poiché la sospetta pericolosità dipende, fondamentalmente, dalla composizione dei materiali utilizzati per l’antiaderenza ed dal modo in cui questi utensili vengono adoperati.
 
Perciò, si ritiene utile informare i lettori intenzionati ad effettuare un acquisto che, attualmente, il più sicuro rivestimento antiaderente sul mercato risulta essere quello a base di PTFE (politetrafluoroetilene), commercialmente denominato Teflon.
 
In quanto possiede le caratteristiche più rispondenti allo scopo, e cioè: non si scioglie in acqua o altri solventi, non reagisce con altre sostanze chimiche, non conduce elettricità, non è infiammabile, e rimane stabile fino ad una temperatura (di quasi 300 °C) superiore a quelle che generalmente si raggiungono per la cottura dei cibi.
 
Sicurezza avallata dall’autorevole parere di EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), l’ACS ( Società Americana contro il Cancro), l’ FDA (Amministrazione di Cibo e Droga) e l’Istituto di Chimica e Tecnologia dei polimeri del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche ) di Napoli; che asseriscono: “nelle dosi con cui normalmente veniamo a contatto, il PTFE non è cancerogeno e non è rischioso per la salute”; e dall’FDA (Ente statunitense che si occupa della supervisione di alimenti e farmaci), secondo il quale il PTFE risulterebbe innocuo, anche in caso di eventuale ingestione di minuscoli residui di rivestimento.
 
Pertanto, una padella antiaderente rivestita con Teflon di qualità, ovvero: privo di metalli pesanti (Arsenico, Cadmio, Mercurio, Nichel, Piombo, Tallio e Vanadio) e PFOA (acido perfluoroottanoico), prodotta rispettando le normative europee e utilizzata correttamente, è certamente sicura per la salute degli utilizzatori.
 
Per contro, tale sicurezza viene a mancare, appunto, in presenza del PFOA, poiché trattasi di un componente classificato cancerogeno di tipo 2B da: EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale del governo federale degli Stati Uniti preposta alla protezione della salute umana e dell’ambiente), AIRC ( Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), ACGIH (Conferenza Americana degli Igienisti Industriali Governativi) e numerosi scienziati.
 
Ossia, possibile cancerogeno per l’uomo, nel quale, a seguito di una esposizione prolungata e a dosi elevate può produrre il rischio di tumori a: vescica, fegato, testicoli, pancreas e mammelle.
 
Oltre a poter procurare effetti negativi sul metabolismo dei lipidi, sull’equilibrio ormonale (riguardante, in particolare, la tiroide) e l’innalzamento del livello di colesterolo.
 
Motivo per cui L’EFSA (Autorità europea per la Sicurezza Alimentare), dopo le valutazioni scientifiche effettuate dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA); al fine di tutelare i consumatori, ha introdotto, a partire dal 4 Luglio 2020, pesanti restrizioni alla fabbricazione e alla vendita dei PFOA e degli altri PFAS (acido perfluoroottansolforico -PFOS-, acido perfluorononanoico –PFNA- e acido perfluoroesano sulfonico –PFHxS-), che non erano presenti solo nelle padelle, ma anche negli imballaggi alimentari, e potevano contaminare acqua e alimenti. Sostanze per le quali, sempre l’ EFSA, ha stabilito in 4,4 nanogrammi (1 ng = 0,000000001 g) per chilogrammo di peso corporeo alla settimana, i limiti massimi ritenuti sicuri per la salute umana.
 
Infatti, molte padelle di ultima generazione sono prodotte con esclusione delle descritte sostanze nocive.
 
Peculiarità che viene garantita dalla presenza della seguente Sigla (Vedi allegato) sull’Etichetta della padella: “ PFOA FREE” o “ PFSA FREE” (PFOA o PFSA esente).
 
Ciò, inevitabilmente comporta un maggior costo di produzione e prezzo di vendita, che però viene sicuramente e ampiamente compensato dalla sicurezza della qualità e della lunga durata dell’utensile. Qualità che trova riferimento in Marchi come: Tritania - The Healthiest Cookware (Le pentole più sane), Pentole Agnelli Professional Cookware (Pentole professionali), Zwilling Poletto, Lagostina Linea Rossa, Moneta Etnea, ecc.
 
Ma, per far sì che il rivestimento antiaderente possa mantenere, nel tempo, la sua integrità ed evitare la dispersione dei materiali che lo compongono nel cibo in cottura, l’AIRC ha Stilato la seguente lista di consigli inerenti la più appropriata modalità di utilizzazione:
  • Non scaldare mai la padella vuota, poiché i materiali sono sicuri fino alla temperatura di circa 250 °C, oltre la quale la loro stabilità potrebbe essere compromessa ed avviare la formazione di vapori nocivi, specie se la cucina non è ben areata;
  • Lasciare raffreddare la padella prima di riempirla con acqua fredda, per evitare di danneggiare il rivestimento, a causa del brusco cambio di temperatura;
  • Prima di inserire la padella nella lavastoviglie, accertarsi che sull’etichetta ci sia il simbolo che questo tipo di lavaggio sia possibile;
  • Per la pulizia della padella non usare mai utensili metallici o appuntiti e spugne abrasive o di metallo, onde evitare che il rivestimento si graffi;
  • Eliminare la padella se il rivestimento è particolarmente rovinato. Perché, in questo caso, il rischio non deriva tanto dal rilascio di particelle di rivestimento (che è sempre bene non ingerire), ma piuttosto del metallo sottostante, spesso non adatto a venire a contatto con gli alimenti.
 
Infine, considerato che le padelle e le pentole antiaderenti sono oggetti immancabili in moltissime cucine e che da anni si dibatte sui possibili rischi associati al tumore che il loro uso comporterebbe; si ritiene opportuno riportare un ulteriore chiarimento espresso dell’ AIRC in proposito: “Le padelle più moderne, realizzate nel rispetto delle normative vigenti, non sono pericolose per la salute, a patto che vengano utilizzate in modo adeguato”.

13 Giugno 2002 - Santa Maria non dimentica

13 Giugno 2002 - Santa Maria non dimentica Copertina (1.410-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 
In quel giorno di 19 anni fa si consumava la rapina in una filiale di banca, situata in piazza P. Togliatti che, nell’estremo tentativo di sventarla costò la vita al Vice Brigadiere, Sandro Sciotti.
 
Un gesto di eroismo, che l’Arma dei Carabinieri ha così sintetizzato nel conferirli la medaglia d’Oro al valor Militare alla memoria.
 
"Avvedutosi di una rapina in corso presso Istituto di Credito, con esemplare ardimento e consapevole sprezzo del pericolo, non esitava ad affrontare uno dei malfattori, appostato all’esterno della banca, bloccandolo a terra. Fatto segno da colpi d’arma da fuoco esplosi dai due complici, benché colpito in più parti del corpo, con eccezionale coraggio e non comune determinazione, replicava con l’arma in dotazione, accasciandosi, poi, esanime al suolo.
Fulgido esempio di elette virtù militari ed altissimo senso del dovere, spinto fino all’estremo sacrificio. Santa Maria delle Mole (Roma), 13 giugno 2002."
 
Parole da cui, aldilà  del linguaggio burocratico usato, traspare tutto il dramma che si è consumati nel volgere di pochi minuti, e che ha segnato inesorabilmente la vita della famiglia Sciotti.  
 
Sono trascorsi ormai 19 anni da quel tragici evento, ma Il Comitato di quartiere di Santa Maria delle Mole, facendosi interprete del sentimento di tutti i Cittadini, rende onore a questo nostro eroe.

Bonus psicologo: a chi è riservato e come ottenerlo  

Bonus psicologo: a chi è riservato e come ottenerlo   Copertina (780-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

 
Il Ministero della Salute il 27 maggio 2022 ha pubblicato un Decreto con le indicazioni per presentare la Domanda per il Bonus psicologo. Trattasi di un atteso provvedimento compreso tra gli emendamenti del Decreto Milleproroghe, con pubblicazione del Decreto attuativo nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 27 giugno 2022, che prevede la possibilità di richiedere il contributo online a partire dal 25 Luglio 2022.
 
Infatti, da pochi giorni l’INPS ha reso disponibile la piattaforma attraverso la quale si può fare richiesta per ottenere il Bonus che, con il Decreto Aiuti-bis ed in particolare all’articolo 33 (intitolato ”Servizi territoriali e ospedalieri di Neuropsichiatria infantile dell’adolescenza e Reclutamento straordinario psicologi”) che, in fase di conversione in legge del Decreto, è stato modificato con l’inserimento del comma 6-bis, che prevede lo stanziamento di 10 milioni di euro per promuovere il benessere della persona e favorire l’accesso ai servizi psicologici.
 
Il contributo, che avrà un valore massimo di 600 euro, e che potrà essere utilizzato per il pagamento di sessioni di psicoterapia presso specialisti privati, regolarmente iscritti all’albo degli psicoterapeuti, ed accreditati presso la piattaforma INPS, potrà essere richiesto, senza limiti di età, entro 60 giorni a partire dal 25 Luglio 2022, dai cittadini italiani, con un ISEE del nucleo familiare non superiore a 50.000 euro e la presentazione di una prescrizione medica con diagnosi del disagio.
 
La Domanda, come premesso, va inoltrata all’INPS, collegandosi sul sito www.inps.it, tramite Spid (Sistema pubblico di Identità digitale), Cie (Carta di Identità Elettronica) o Cns (Carta Nazionale dei Servizi); oppure tramite il contact center dell’Istituto.
 
Se si optata per l’inoltro online, dopo essere entrati nel riportato sito, occorre andare nella sezione “Prestazione e Servizi”, cercare la voce “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” e selezionare la lettera “P” (ultima delle voci disponibili).
 
Cliccando su questa voce verrà chiesta la login (procedura di identificazione) tramite una delle riportate Identità digitali.
 
Una volta entrati nella scheda personale, occorre cliccare su “Contributo sessioni psicoterapia” per poter presentare la Domanda.
 
Domanda che, in alternativa, può essere inviata telefonando gratuitamente, da rete fissa al numero 803.164 o, a pagamento, da rete mobile al numero 06.164164, con costi variabili a seconda del gestore.
 
Dopodiché, in base al codice fiscale, l’Inps individuerà la regione di residenza e comunicherà al richiedente se è presente una DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica: documento che contiene tutte le informazioni anagrafiche, patrimoniali e reddituali di un nucleo familiare, che viene rilasciato dai CAF o dall’INPS su richiesta del contribuente) ai fini ISEE in corso di validità, o se è necessario presentarla. In quanto solo con una DSU valida è possibile finalizzare la Domanda.
 
Poi, sulla base delle Domande pervenute, sempre l’INPS redigerà le graduatorie distinte per ogni regione, e l’accoglienza avverrà fino ad esaurimento delle risorse disponibili nel territorio di riferimento. Risorse che, qualora non dovessero risultare sufficienti per tutti, saranno assegnate agli intestatari delle Domande arrivate per prime e con ISEE più basso.
 
L’Istituto di previdenza procederà quindi a comunicare ai beneficiari l’accoglimento della Domanda e il Codice univoco ufficio – CUU-(composto da un numero di 6 o 7 cifre che individua un ufficio della Pubblica Amministrazione in maniera univoca (che ammette una sola interpretazione) con il valore attribuito, in base al calcolo di seguito riportato. In modo da poterlo trasmettere al professionista, affinché possa verificare la coperture del costo delle proprie prestazioni e indicare all’INPS l’ammontare dell’importo e la data delle sedute concordate con il cliente. Il CUU, pertanto, assume la funzione di piccola cassa virtuale dalla quale attingere le somme per pagare le sedute di psicoterapia.
 
I beneficiari hanno 180 giorni, dalla data di accoglimento della Domanda, per usare il Bonus. Se al termine di tale periodo la somma assegnata non sarà totalmente utilizzata, la parte residua ritornerà nel totale delle risorse disponibili e verrà riassegnata in base alle graduatorie stilate dall’INPS.
 
Il Bonus, come predetto, prevede un rimborso massimo di 600 euro ( equivalenti alla copertura di 12 sedute), che si abbassa man mano che l’ISEE dei richiedenti si alza, fino ad azzerarsi quando supera il valore di 50 mila euro, secondo le seguenti indicazioni di calcolo:
  • 50 euro a seduta per un massimo di 600 euro, con ISEE fino a 15.000 euro;
  • 50 euro a seduta per un massimo di 400 euro, con ISEE compreso fra 15. E 30.0000 euro;
  • 50 euro a seduta per un massimo di 200 euro, con ISEE compre tra 30.000 e 50.000 euro.
Gli stanziamenti totali al riguardo ammontano a 20 milioni di euro, di cui 10 per coprire i rimborsi dei singoli cittadini e gli altri 10 per potenziare le strutture sanitarie che offrono assistenza logistica mediante reclutamento di sanitari e assistenti sociali.
 
La misura in questione si è resa necessaria per venire incontro ai disturbi di carattere psichico che i due anni di pandemia hanno causato ad un numero sempre crescente di persone. Infatti, nel testo del Decreto si legge: “Tenuto conto dell’aumento delle condizioni di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica; le Regioni, e le Province Autonome erogano, fino ad esaurimento delle risorse, un contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia … “ .
 
Condizione di profondo disagio che trova riscontro nel rapporto di Massimo di Giannantonio e Enrico Zanalda, co-presidenti della Società Italiana di Psichiatria -SIP-, che spiega come il disturbo da stress post-traumatico che ha colpito la popolazione, è un disturbo psichiatrico che può svilupparsi inseguito all’esposizione ad eventi talmente eccessivi da determinare uno sconvolgimento psichico a lungo termine (due tre anni) e talvolta cronico.
 
Con sintomi e manifestazioni che vanno dall’insonnia, agli incubi, a stati di ansia, ad attacchi di panico, alla depressione e persino all’aggressività, che potrebbero interessare fino ad una persona su tre.
 
L’analisi precisa inoltre che, a infierire sull’equilibrio psichico, siano state soprattutto: le condizioni di isolamento in casa per via dei lockdown ; gli effetti della progressiva restrizione della libertà personale inerenti le abitudini sociali, come quelle della frequenza dei bar, dei cinema/teatri, degli stadi, ecc; e, per le donne, le preoccupazioni per l’impatto del virus sulla gravidanza.
 
Se poi alle descritta gravosità della situazione, imputabile ai citati effetti psico-fisici del Covid-19, aggiungiamo le negative pesanti influenze economiche prodotte dal perdurante conflitto bellico in Ucraina, ne vien fuori un insieme di avversità difficilmente superabili, che certamente hanno acuito i problemi esistenziali preesistenti in alcuni persone e fatti emergere angoscianti problematiche in molti altre.
 
Cioè, si è venuto a creare una tale generale condizione di malessere che in alcuni soggetti ha sovrastato ogni potenziale capacità di sopportazione, tanto da indurli, purtroppo, a compiere un gesto estremo…
 
Da quanto sopra discende l’obiettiva esigenza dell’adottato sostegno psicologico, per alleviare l’esasperazione che caratterizza un così preoccupante generale stato d’animo, ulteriormente influenzato dall’arrovellamento del cervello per cercare di capire la realtà dei fatti che influenzano l’andamento della quotidianità, a fronte del disorientamento provocato dalla miriade di pareri discordanti, ed in genere di parte, espressi da: giornalisti, opinionisti ed esponenti politici.
 
Pareri veicolati a iosa dai mass media, su: l’andamento e strategie di contenimento della propagazione del Covid e della crisi economia; nonché sulle previsioni del soggetto politico che si affermerà alle elezioni e sulle ipotesi di interventi “toccasana” che il Governo che ne deriverà dovrebbe adottare.
 
Sostegno che, sperando nella diminuzione delle avversità di vario genere e che argomenti meno assillanti e deprimenti trovino più spazi nei palinsesti dei programmi televisivi, venga, dall’ormai prossimo nuovo Esecutivo, maggiormente potenziato, per renderlo accessibile e rispondente alle effettive necessità della totalità di quanti versano in condizioni di bisogno.
 
Ciò, al fine di impedire che le descritte sintomatologie, in soggetti attualmente del tutto o parzialmente esclusi dal previsto risolutivo trattamento, possano tramutarsi in autentiche patologie e, conseguentemente, richiedere tipologie di interventi sanitari economicamente difficilmente sostenibili.
 
 

Fotografia - Corso Base Gratuito

 Fotografia - Corso Base Gratuito Copertina (1.065-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 "Ripartiamo Insieme", via al corso base di fotografia con Andrea Paciotti
 
Si sono aperte lunedì 6 settembre 2021 le iscrizioni al corso base di fotografia per i residenti del comune di Marino organizzato da Andrea Paciotti, vincitore, con il progetto “Ripartiamo Insieme”, del Bilancio Partecipato 2021 di Marino. Il corso, tenuto da Andrea Paciotti insieme a un corpo docente esterno, si svolgerà nello studio di Paciotti Foto, in viale della Repubblica 121, zona Santa Maria delle Mole.
 
Sarà gratuito e rivolto a tutta la comunità, sia ai ragazzi che agli adulti, con classi organizzate in base al numero di iscrizioni. Al termine del corso tutti i partecipanti avranno la possibilità di fotografare le bellezze del territorio di Marino, con le macchine fotografiche professionali che saranno fornite gratuitamente da Andrea Paciotti. Le foto realizzate dai corsisti saranno esposte successivamente in una modalità in fase di valutazione.
 
Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero di telefono 3456285193 o inviare un messaggio di posta elettronica.

Parchi Appia Antica e Castelli Romani - La Congiunzione

Parchi Appia Antica e Castelli Romani - La Congiunzione Copertina (797-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

La congiunzione dei due parchi regionali dell’Appia Antica e dei Castelli Romani.
 
Il lungo lavoro della Sezione di Marino di Italia Nostra, in collaborazione con quella di Ciampino, per realizzare il sogno di Antonio Cederna
 
All’atto di istituzione dei due parchi regionali dei Castelli Romani (1984) e dell’Appia Antica (1988) l’area dell’antica Bovillae, pur trovandosi nel tratto in cui sono distanti circa un chilometro, non è stata inclusa, in modo assai sorprendente. Infatti, storicamente l’antica città prese il ruolo simbolico e ideologico che fu di Alba Longa. Era anche la città più vicina a Roma, e ad essa giungeva il primo tratto pavimentato dell’Appia (293 a.C.). Posta all’intersezione tra la Regina Viarum e la Via Anziate, che da Tibur (Tivoli) portava ad Anzio, era di capitale importanza per le transumanze e gli spostamenti, anche con la costa adriatica. La città era stata fondata da coloni di Alba Longa, che a sua volta si considerava fondata dal mitico Julo-Ascanio, figlio di Enea, e fondatore della Gens Julia. Gli abitanti si definivano orgogliosamente Albani Longani Bovillenses, e la città fu scelta quale sede commemorativa della Gens Iulia, la stirpe di cui facevano parte sia Giulio Cesare che l’imperatore Augusto. Alla morte dell’imperatore nel 14 d.C., la salma venne trasportata a Bovillae da Nola, prima di essere trasferita a Roma dall’ordo equester per essere cremata e tumulata. Per questi motivi fu prescelta nel 16 d.C. dall’imperatore Tiberio, figlio adottivo e successore di Augusto, per sviluppare un progetto architettonico di grande significato commemorativo e ideologico, che comprendeva un grande Circo di competizioni equestri, un teatro, un sacrario in onore della Gens Iulia, un foro con strutture e mosaici dei Sodales Augustales,una sodalitas o collegio che celebrava il culto imperiale e officiava i giochi, i cui membri appartenevano alle sfere più elevate della società, al senato e anche alla famiglia imperiale. Erano presenti infine un mausoleo, cisterne d’acqua e acquedotti. I successivi imperatori continuarono ad utilizzare il sito per celebrare il culto della Gens Iulia fino al terzo secolo d.C.
 
Nonostante la straordinaria importanza, che conduce da sempre studiosi di tutto il mondo ad occuparsene, pur essendo Bovillae situata proprio nel punto in cui i due parchi regionali quasi si congiungono, imperdonabilmente, come detto, non fu inclusa nei loro perimetri.
 
L’urgenza di proteggere l’area archeologica dell’antica Bovillae fu per la prima volta perorata dal Prof. Giuseppe Tomassetti con una accalorata orazione presso la Pontificia Accademia Romana di Archeologia il 29 marzo 1900. Tomassetti, ligio al Vaticano e ai valori cattolici, non fu molto ascoltato dai liberali dell’epoca, in contrasto con la Chiesa.
 
Si dovettero attendere circa 80 anni affinché la protezione dell’area al di fuori dal Parco dell’Appia Antica fosse auspicata dalle migliori menti di Italia Nostra, quali Antonio Cederna (uno dei fondatori nel 1955 dell’Associazione, poi presidente della Sez. di Roma) dalla Prof. Vittoria Calzolari, dal Prof. e Soprintendente di Roma Adriano La Regina, dal Prof. Lorenzo Quilici, Annalisa Cipriani ecc.
 
Ė seguita una lunghissima pausa in cui l’idea fu messa in secondo piano, anche perché era già in vigore il Vincolo Paesaggistico dei Colli Albani del 1959 fino a Via del Sassone e Via Nettunense, che fu affiancato da misure analoghe nel PTPR del 2007. Fatto sta che non se ne parlò più. D’altro lato, ci fu l’affermazione nelle elezioni di una classe politica con un progetto esattamente opposto:l’aggressiva cementificazione oltre ogni limite sopportabile e l’urbanizzazione di moltissime aree verdi, e primariamente di quella antica pregiata posta tra i due parchi. Gli interessi erano (e sono) a riguardo enormi, per l’espansione della capitale. Questa nefasta direttrice fu percorsa inizialmente dai partiti di destra, ma fu infine considerata ineluttabile e seguita anche da larghi strati dei partiti di sinistra, in modo bipartisan, anche con larghe intese, pur mantenendo una filosofia e una presentazione ambientalista.
 
L’attuale progetto esecutivo dei parchi fu proposto inizialmente da Mauro Abate, che nel realizzare il primo sito internet ambientalista di Marino (2004) gli diede il nome significativo parcodibovillae.org, concedendone l’utilizzo fino al 2006 quale sito ufficiale del Circolo di Legambiente “Il Riccio”. Nel sito esortava la trasformazione in parco dell’area di Bovillae e la congiunzione dei due parchi regionali. Tuttavia il Circolo di Legambiente in quel tempo non era interessato, pur avendo gestito per alcuni anni nel sito archeologico del Circo antico di Bovillae un terreno in comodato d’uso, chiamato ”Fattoria Boville”. Abate propose allora dal 2006 il suo progetto all’interno di un’altra associazione, "Sempre Boville”, realizzando anche per questa il sito internet. Infine, determinato a realizzare il sogno di Cederna, insieme a un nutrito gruppo di ambientalisti, ha costituito il comitato “Tutela Bovillae” con lo scopo primario di studiare, progettare e promuovere la realizzazione del parco nell’area di congiunzione. Il comitato è stato poi il promotore, con l’autorizzazione di Italia Nostra nazionale, della Sezione di Marino di Italia Nostra, di cui Abate è stato eletto presidente.
 
Di formazione internazionale, ma molto legato all’Italia e a Marino, Abate è incline ad essere indipendente dalle forze politiche italiane, ritenendo che ciò lo porta ad essere più libero nelle azioni di tutela del patrimonio e del paesaggio. Era persuaso che risultati di grande portata si realizzano con progetti molto ben fatti, come quello che eseguì. Sostenne il progetto con iniziative concrete, e con la partecipazione democratica e consapevole della popolazione e dei suoi rappresentanti.
 
Abate e i dirigenti della Sezione di Italia Nostra di Marino, e anche della Sezione di Ciampino, hanno perorato il progetto di congiunzione dei due parchi regionali con grande impegno in innumerevoli occasioni e modalità: incontri pubblici, conferenze, siti internet, articoli di giornali e riviste, webinar; con pubblicazione di studi, libri, mappe cartografiche, progetti e relazioni tecniche presentate alle Autorità competenti. Tra i tanti eventi ricordiamo un incontro pubblico sul tema il 03.07.2019 in Sala Lepanto – Palazzo Colonna Marino (presenti oltre all’ex Assessore Trinca all’Urbanistica del Comune di Marino, alcuni dirigenti dei due parchi, di Italia Nostra e professori universitari).
La sezione ha svolto una ricognizione e studi dei siti archeologici presenti nell’area, anche con l’ausilio di specialisti di rendering cartografico. La casa editrice Arbor Sapientiae ha pubblicato un libro di Mauro Abate sui suoi studi cartografici dei due siti archeologici storicamente più importanti di Marino, il Teatro Antico e la Sede dei Sodales Augustales di Bovillae, in cui ha risolto enigmi che duravano da due secoli.
L’archeologo Paolo Montanari, vicepresidente della sezione, ha redatto la Carta Archeologica e la Carta delle Presenze Idriche Antiche del territorio del Comune di Marino, in collaborazione con l’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Marino. Il cultore di vicende archeologiche e storiche Marco Bellitto, anch’egli vicepresidente della Sezione di I.N. di Marino, ha prodotto il libro “A spasso per Frattocchie”, e numerosi articoli di preziose indagini archeologiche e storiche del territorio.
Nel progetto del presidente Abate la Sezione di Marino di Italia Nostra constatava che il corpo di norme a tutela dell’area di congiunzione tra i due parchi venivano violate, o eluse, o “disinnescate” (termine tecnico, cioè non fatte valere), anche quelle introdotte nel PTPR del 2007, usando procedure controverse quanto legali, e spesso anche vistosamente illegali. In conclusione le tutele esistenti non erano assolutamente congrue a proteggere un’area di così straordinaria importanza archeologica e paesistica, per trasmetterle alle generazioni future. Il progetto era completo anche di una corposa analisi tecnica di tutte le disposizioni di tutela, e come esse andavano ampliate o innalzate di livello per raggiungere un’alta qualità di tutela corrispondente a un parco. È stata preziosa la consulenza puntuale e generosa del Dott. Daniele Iacovone, che aveva coordinato il PTPR DEL 2007 per la Regione Lazio. Il progetto era inclusivo di mappe, con una precisa demarcazione dei confini dell’area di congiunzione proposta (mappa1).
 
1 - Mappa del progetto, con i nuovi confini proposti per il Parco dei Castelli Romani
 
Il primo progetto fu presentato sia all’ex Assessore Trinca sia alla Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma nell’aprile del 2020, per la sussistenza del particolare interesse culturale dei beni segnalati e localizzati in una dettagliata relazione tecnico-ricognitiva, chiedendo di provvedere, ai sensi dell’articolo 13 e seguenti del D.Lgs. 42/2004, la Dichiarazione dell’Interesse Culturale, di esclusiva competenza dello Stato, de “L’antica città di Bovillae”, per la particolare importanza archeologica, secondo l’articolo 10 comma 3 del Codice. La tutela dell’intera area sarebbe salita così di livello: da bene paesaggistico (per quanto con aree di “interesse archeologico riconosciuto”, che sono “disinnescabili” – (v. sopra) a Bene Culturale, per cui è prevista l’inedificabilità.
Prendendo spunto da questa istanza e dal relativo progetto cartografico, il 30/06/2020 il Consiglio Comunale del Comune di Marino con una delibera ha richiesto alla Regione Lazio di ampliare e di elevare di livello la tutela paesistica (ma di interesse archeologico) una parte consistente dell’area di congiunzione, intorno alle antiche vestigia della Bovillae definita “imperiale”.
Il progetto realizzativo della Sezione di Marino di Italia Nostra, cofirmato dalla Sezione di Ciampino che ha sostenuto l’iniziativa,è stato poi presentato alle autorità preposte della Regione Lazio per congiungere i due parchi regionali con l’allargamento del Parco dei Castelli Romani. Come si vede nella mappa1, proponeva la congiunzione tramite due aree, poste interamente nel territorio del Comune di Marino. La parte principale era indicata come un’area perimetrata con linea di colore blu scuro, che comprendeva al suo interno le zone A, B, C e D. La zona A comprendeva i siti dell’antica Bovillae della fase definita “imperiale”, e anche l’imponente tenuta dei Frati Trappisti, rilevante archeologicamente. Le zone B, C, e D erano rilevanti per i siti della fase repubblicana della storia di Bovillae.L’area circoscritta con una linea di colore azzurro tratteggiata di nero, e indicata con la lettera E1 e E2 cingeva gli abitati delle frazioni di Santa Maria delle Mole e di Frattocchie, incontrando il Parco dell’Appia Antica a livello del “Gotto D’Oro”, tutelando quindi aree di pregio paesistico, e ricche di presenze archeologiche e viarie antiche.
L’ex Assessore all’Urbanistica Prof. A. Trinca, nonostante la richiesta fatta tramite la sua Amministrazione Comunale dell’innalzamento del livello di tutela, era convinto della mancanza di fattibilità del progetto di congiunzione dei due parchi regionali, sostenendo che competeva ad autorità sovra ordinate rispetto al Comune di Marino:la Soprintendenza e la Regione per l’innalzamento di livello e l’ampliamento delle tutele, e la Regione per la realizzazione di un Parco.
 
Nel progetto la Sezione di Italia Nostra di Marino aveva proposto l'allargamento del Parco dei Castelli unicamente nel territorio del Comune di Marino. Avevamo pensato con Rodolfo Corrias, presidente della Sezione di Ciampino di IN, e aderente al progetto, di chiedere anche l'allargamento verso la Via dei Laghi e dell’area archeologica-paesaggistica della “Tenuta dei Colonna” di Ciampino, ma poiché chiedevamo già l'ampliamento di ben 150 ettari circa nella zona di congiunzione più importante riguardante *tutta* l'antica Bovillae, che ci veniva negata da anni, anche da molti esperti che auspicavano una maggiore tutela, ci ritenevamo già temerari a chiedere tanto! Gli obiettivi primari erano di congiungere i due parchi e tutelare finalmente l’antica città di Bovillae: sembrava a tutti gli altri un progetto folle, impossibile da realizzare. In questo modo, in sede di approvazione del congiungimento regionale, avevamo predisposto tutte le premesse necessarie affinché poi si effettuasse, realmente, l’inclusione dei territori di particolare pregio di Ciampino che hanno consentito a questo Comune di essere inserito nell’elenco dei comuni costituenti la Comunità del Parco.
A questo punto il progetto era noto agli addetti ai lavori, fu inviato anche via PEC a molte altre autorità (Comune di Marino, vari Uffici della Regione, studiosi e politici interessati, incluso i Consiglieri Regionali Marco Cacciatore e Marta Bonafoni).
Bonafoni e Cacciatore, quest’ultimo molto vicino e in continua comunicazione con l’ex Assessore Trinca, poiché appartenevano alla stessa forza politica (M5S marinese),trovarono interessante il progetto, e lo integrarono con le suddette aree del Comune di Ciampino, di minore estensione e con siti archeologici di importanza non comparabile con quella del nucleo principale dell’antica Bovillae. Lo presentarono al Consiglio Regionale del Lazio nell'aprile del 2021.
La sezione di Marino organizzò nel maggio 2021 un’importante videoconferenza a cui parteciparono tutti gli addetti ed esperti, i direttori dei due parchi o i loro delegati, i due Consiglieri Cacciatore e Bonafoni, l’Assessore Trinca, e per Italia Nostra, il Presidente Nazionale Ebe Giacometti, il Presidente Regionale del Lazio Marcello Calimane Annalisa Cipriani4.
La proposta di legge regionale fu approvata quale L.R. n. 14, art. 82, l’11/08/2021.
 
Infine, con delibera n. 1 del 25/01/2022, il Parco regionale dei Castelli Romani, seguendo la nuova legge, ha effettuato la modifica della perimetrazione del Parco suburbano dei Castelli Romani, provvedendo alla nuova formulazione della quota di partecipazione degli Enti territoriali alla Comunità dell’Ente.Nella mappa 2 è raffigurato il dettaglio dell’area del Parco dei Castelli Romani che mostra l'ampliamento nei territori di Marino e Ciampino, che ha portato alla congiunzione dei due parchi. La parte preponderante segue dettagliatamente il progetto di Sezione di Marino, incluso l'area che riguarda la Via Divino Amore, la Falcognana fino al Gotto D'Oro, per congiungersi con il Parco dell'Appia Antica di fronte al Gotto D'Oro (cfr. le aree E1 ed E2 della mappa1 del progetto originario).
 
2 – Dettaglio della mappa del Parco dei Castelli Romani. Mostra l'ampliamento nei territori di Marino e Ciampino, che ha portato alla congiunzione dei due parchi.
 
Fortunatamente non ci sono stati ricorsi contro la legge di congiunzione dei due parchi, anche perché le forze politiche locali sono state impegnate in una lunga campagna elettorale comunale post-Covid, che ha portato alla decorrenza dei termini per poterli fare. Negli anni successivi si è assistito che coloro che avevano avuto un ruolo marginale, o nullo, o che persino si erano opposti al progetto reclamano di esserne gli autori o co-autori (parlano di “progetto condiviso”), che è smentito da invii del progetto con data certa, e da una pletora di documenti e testimonianze di come il progetto è stato realizzato e proposto.
 
Per avere una copia del progetto operativo originale di Congiunzione dei due parchi regionali della Sezione di Marino prego scrivete a marino@italianostra.org
 
Risorse:
  1. Il congiungimento del Parco dell’Appia Antica e del Parco dei Castelli Romani a Marino: una grande opportunità da non perdere.
     
  2. Congiunzione dei parchi dell’Appia Antica e dei Castelli Romani: la lunga marcia ricostruita dalla sezione di Marino di Italia Nostra
     
  3. BOVILLAE RISORGE. Topografia del Teatro e del sito dei Sodales Augustales e loro tutela - Mauro Abate
     
  4. Report della Conferenza sulla Congiunzione dei due Parchi Regionali dell'Appia Antica e dei Castelli Romani

Riparte l’attività del  Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole

Riparte l’attività del  Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole Copertina (2.036-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 
Sabato 6 giugno, presso il parco Lupini, nel pieno rispetto di tutte le norme antivirus, è ripartita l’attività del nostro Comitato.
 
Si è svolta infatti nella mattinata di sabato scorso, all’aperto, e con tutte le precauzioni del caso, un incontro del Direttivo del nostro Comitato per fare un punto di situazione di tutte quelle attività a suo tempo avviate e che, a causa della pandemia, hanno subito una battuta d’arresto durata 3 mesi.
Un incontro che prima di tutto è stato un’occasione per ritrovarsi tra vecchi amici,e sancire così il ritorno alla “normalità”, ma che è servito anche a rendere participi tutti delle attività che il Comitato, nell’ambito del Gruppo Coordinato delle Associazioni e Comitati, GCAC, ha comunque svolto in questo periodo a favore della popolazione più vulnerabile del nostro territorio. Un gruppo che ci tengo sottolineare è stato egregiamente coordinato da una persona, l’ing. Marco Carbonelli, che ha dimostrato una profonda competenza professionale sull’argomento e un, non comune, senso civico.
 
Altro argomento dibattuto è stato quelle delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo per il triennio 2020-2020, che previste per il 14-03-20 sono state ovviamente sospese. A tal proposito è stato stabilito che verranno svolte, sempre all’aperto, in un’area del parco appositamente allestita, entro il mese di settembre.
Sarà nostra cura informare per tempo, tutti gli iscritti, ma anche coloro che nel frattempo vorranno aderire al Comitato, la data esatta e le modalità di svolgimento.
 
 
Si è quindi passati ad esaminare le proposte a suo tempo promosse dal Comitato, quali:
 
  • Delegazione a Santa Maria, una proposta supportata da quasi 2.000 firme;
  • Via della Falcognana da acquisire a patrimonio pubblico, un principio sancito dal Sindaco nell’incontro che abbiamo avuto il 26.02-2020;
  • Parcheggio di piazza Albino Luciani, da collegare alla stazione ferroviaria attraverso uno scivolo pedonale, un progetto più volte dibattuto;
  • Parcheggio di via Frassati da completare;
  • ecc.ecc.
     
A tal fine, si è deciso di chiedere ufficialmente un incontro del nostro Direttivo, con l’Amministrazione comunale, per verificare insieme, lo stato dell’arte delle suddette proposte, e nel contempo essere informati sui progetti che hanno in programma.
Altro argomento di primaria importanza che porteremo all’attenzione nel prossimo incontro con gli Amministratori comunali è quello del nodo stradale- ferroviario, Via Appia-Viale della Repubblica-Ferrovia, fonte di enorme disagio per tutti gli abitanti della nostra Cittadina.
Un progetto, quello almeno del sottopassaggio dell’Appia, che in un primo momento era previsto in occasione dei mondiali del ’90, ma che poi inspiegabilmente venne abbandonato.
 
 
Come si può vedere, i problemi irrisolti sono ancora tanti e noi, ancora una volta, saremo presenti per far sentire la voce della nostra Cittadina.
Se anche tu hai a cuore il bene di Santa Maria, ti invitiamo ad iscriverti al nostro Comitato e partecipare così attivamente al suo sviluppo armonico.
 

Coronavirus: perché è importante che le aziende comunichino quello che stanno facendo

Coronavirus: perché è importante che le aziende comunichino quello che stanno facendo Copertina (792-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

Producono macchinari o beni che possono aiutare in questo momento di crisi? Che cosa sono in grado di fare anche in aree di crisi? Che provvedimenti hanno preso? Che cosa stanno facendo per salvare il proprio business? Hanno un know how da condividere? Che difficoltà stanno vivendo?
I consigli dell’agenzia giornalistica di comunicazione Eo Ipso (www.eoipso.it)
 
 
Informare è importante per le aziende che si rivolgono direttamente al consumatore finale, ma non solo. Dopo la comunicazione della sospensione di eventi pubblici, occorre fare un passo in più ed andare oltre. Un passo nella direzione della speranza, ma anche del servizio, per tutelare tutti, ma soprattutto le persone più deboli. “E’ comunicazione di crisi (o crisis communication) – spiegano Marino Pessina e Chiara Porta dell’agenzia giornalistica di comunicazione Eo Ipso (www.eoipso.it) Lo stanno facendo le aziende sanitarie, ma i servizi sono tanti, sia per i privati che per il business. Dalla comunicazione di questo momento può nascere la speranza. Le risposte devono arrivare direttamente dalla fonte, per evitare disinformazione e fake news. Una corretta informazione accresce il livello di conoscenza, crea un clima di fiducia e permette alle aziende di dimostrare la propria credibilità, anche e soprattutto in questa situazione, sia verso i clienti che gli stakeholder”.
 
 
La gestione di una crisi è ‘fluida’ per definizione, quindi non imbrigliabile in schemi, esistono dei protocolli, ma non un vero ABC di comportamento, richiede una profonda conoscenza dei meccanismi tecnici di gestione. Per questo è importante, se non si hanno risorse interne, rivolgersi a dei professionisti del mondo del giornalismo. Non si sottraggono professionalità all’azienda e nel contempo si mette in atto una strategia verso l’esterno.
 
 
“Comunicare in questo momento è servizio per l’intera comunità. Che cosa sono in grado di fare le aziende anche in aree di crisi? – continuano gli esperti di Eo Ipso - Producono beni che possono essere utili in questo momento alla gestione dell’emergenza? Chi si occupa di servizi, a partire dal telelavoro, lo smartworking, può avere molto da insegnare. C’è un know how da condividere? Le associazioni di categoria hanno il polso della situazione dei loro associati, cosa sta succedendo? E’ essenziale comunicarlo, anche semplicemente con un comunicato stampa di prodotto o con una nota di commento, in modo da raggiungere, attraverso i media, il maggior numero di persone possibile.
 
 
La comunicazione ha diversi livelli, dal locale al nazionale, e la trasparenza messa in atto crea fiducia in dipendenti, clienti e stakeholder. L'obiettivo è sempre quello di ridurre al minimo gli effetti negativi generati dalla crisi e preservare la reputazione aziendale. Ma in questo momento si va oltre.
La rete di comunicazione può servire non solo a socializzare le proprie difficoltà, ma anche a condividere soluzioni e a dare materiale di riflessione per chi prende decisioni politiche”.
Per chi si rivolge ad altre aziende, presi i primi provvedimenti, organizzati a casa i dipendenti con il telelavoro, per coloro che possono, è fondamentale comunicare quello che si fa, ma anche spiegare le difficoltà che si stanno vivendo e come le si sta affrontando.
I dipendenti sono sicuramente già stati avverti sulle politiche messe in atto all’interno dell’azienda. Può essere interessante farlo sapere anche all’esterno, per condividere le politiche attuate. Ci sono iniziative in corso in azienda? Quanti sono attivi nel volontariato? Che cosa si sta facendo? Farlo sapere può essere un aiuto per tutti. Le domande sono tante.
In caso di infezioni è essenziale una rapida comunicazione interna su tutti i dipendenti, in modo da aiutare il lavoro dei medici ed evitare al più possibile i contagi, per tutelare soprattutto le persone deboli che sono le più a rischio.
 
 
Comunicare nell’ottica del servizio
 
Facciamo degli esempi, consci del fatto che ce ne possono essere molti altri.
 
  • Come azienda produciamo dei beni utili per sterilizzare o abbiamo dei tecnici o dei laboratori che stanno studiando una soluzione per questa malattia. Fare il punto della situazione, oltre ad alzare la reputazione aziendale, cosa non secondaria, può dare speranza a tutti.
  • Terziario: ci occupiamo di smart-working o di comunicazione o siamo in un altro settore e abbiamo informazioni da condividere. Facciamolo! Le scuole come si stanno organizzando? Le associazioni di categoria cosa hanno da dire?
  • I social in questi giorni sono stati invasi da foto di supermercati vuoti, ma gli scaffali sono stati poi riempiti e non tutti i punti vendita sono stati presi d’assalto. Per il direttore del punto vendita può essere semplice sapere dove la situazione è migliore e comunicarlo, a partire dal web, per passare poi ai social e ai media. Una regola che vale per tutti, grandi e piccoli punti vendita. E anche per le farmacie, dove è sempre più difficile trovare disinfettanti in gel e mascherine.
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