SOSTIENI SANTA MARIA DELLE MOLE
La TARI a Marino è calcolata in modo coerente con la Circolare del MEF (di Domenico Brancato)
L’importo della “TARI” a Marino, anche se gravoso, risulta confacente alle prescrizioni contenute nella Circolare Ministeriale del 20 Novembre. Pertanto, per i contribuenti marinesi, sarebbe inutile l’eventuale inoltro di richiesta di rimborso di somme pagate in eccedenza
Da qualche giorno, in riferimento alla menzionata Circolare, nel corso dei vari telegiornali, vengono invitati i cittadini a riscontrare la regolarità o meno dell’ammontare del tributo versato e ad inoltrare la richiesta di rimborso al Comune di appartenenza, degli eventuali notevoli importi indebitamente corrisposti agli stessi, dovuti ad un errore di calcolo relativo all’estensione della quota variabile anche alle pertinenze dell’abitazione principale.
Al fine di rendere più comprensibile la posizione del singolo Utente si ritiene opportuno precisare che l’importo della TARI (Tassa Rifiuti) si compone:
- di una parte Fissa, quantificata tenendo conto dei costi e degli investimenti relativi ai servizi di Igiene Urbana, che viene determinata moltiplicando la superficie calpestabile degli immobili per la Tariffa fissa unitaria (Euro/mq 1,51 per Marino );
- di una parte Variabile (da applicare una sola volta) relativa alla quantità di rifiuti che il nucleo famigliare del contribuente produce presumibilmente nell’arco di un anno ed è quindi rapportata al numero degli occupati l’abitazione (nel caso più frequente di 2 occupanti è di Euro 179,30 a Marino). Questa deve essere decurtata del 20 % dai contribuenti che hanno dichiarato e documentato di praticare il Compostaggio domestico;
- e del tributo Provinciale del 5 %, calcolato sulla somma della parte fissa più quella variabile
Per rendere più agevole il riscontro del procedimento di calcolo corretto si riporta l’esemplificazione di alcune significative tipologie di utenza.
A tal fine si ipotizzano le seguenti situazioni e si evidenziano i relativi calcoli:
a) - un appartamento con una superficie calpestabile di 80 mq, stabilmente occupato da 2 componenti, ubicato nel Comune di Marino senza pertinenze ( Box e/o Cantine ) : mq 80 x Euro/mq 1,51 = Euro 120,80 (Parte FISSA ) Euro 120,80 + 179,30 (Parte Variabile)= Euro 300,10 Euro 300,10 x 0,05 = Euro 15,00 (Quota Provinciale ) Euro 300,01+ Euro 15,00 = Euro 315,01 ( Importo annuale TARI ).
b)- stesso appartamento con pertinenza di Box di mq 20 e pratica di Compostaggio: Euro 179,30 x 0,20 = Euro 35,86
( Ammontare riduzione parte variabile) Euro 179,30 – 35,86 = Euro 143,44
( Parte variabile al netto riduzione Com.ggio) Euro 120,80 + 143,44 = Euro 264,24 Euro 264,24 x 0,05 = Euro 13.21
( Quota Provinciale ) Euro 264,24 + 13,21= Euro 277,45
( Importo annuale TARI abitazione con riduzione per Compostaggio ) Mq 20 x 1,51 = Euro 30,20
( Importo Parte Fissa Box ) Euro 30,20 x 0,05 = Euro 1,51
( Quota Provinciale ) Euro 30,20 + Euro 1,51 = Euro 31,71
( Importo annuale TARI Box ) Euro 277,45 + Euro 31,71 = Euro 309,16
( Importo annuale TARI abitazione più Box e pratica Compostaggio).
Calcoli, dai quali si può dedurre
– anche verificando la propria bolletta
– che nell’importo della Tari relativa al Box, in ottemperanza al dettato della Circolare Ministeriale, non è stata addebitata la parte Variabile .
Il che avalla l’esattezza degli importi notificati dall’Amministrazione Comunale per il corrente anno e per quelli precedenti e, pertanto, per i Contribuenti marinesi, risulta inutile l’inoltro della sollecitata richiesta di rimborsi.
L’unica speranza di ottenere una significativa riduzione della TARI potrà concretizzarsi in seguito all’imminente attuazione della RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA: metodologia di smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani che consente di ridurre drasticamente l’oneroso conferimento in discarica, un consistente riutilizzo e proficuo riciclaggio degli stessi ed un auspicabile ed apprezzabile abbattimento dell’onere economico a carico dell’Utenza.
(726-0-0)
Fissate disposizioni più ampie ed efficaci, per la prevenzione ed il contrasto del dilagante fenomeno in ambito scolastico, a tutela dei minori.
Bullismo e Cyberbullismo ( versione informatica del bullismo ) sono due modalità di comportamento che, attraverso un modo palese ed invisibile (attuato mediante gli strumenti della rete ) di agire, perseguono il medesimo fine di arrecare violenza ed umiliazione a soggetti presi di mira ( vittime ), attraverso: - spregevoli soprannomi; - parolacce o insulti ( 12,1% ); - derisione per l’aspetto fisico e/o il modo di parlare e di vestire (6,3 % ) e, secondo un arbitrario metro di giudizio, verso chi evidenzia un presunto anomalo orientamento sessuale, un comportamento non in linea con la più seguita tendenza trasgressiva o manifesta una non comune diligenza nell’impegno scolastico; - diffusione di maldicenze ( 5,1 % ); - esclusioni per le proprie opinioni ( 4,7 % ); - aggressione con spintoni, botte calci e pugni ( 3,8 % ).
Fenomeni per nulla trascurabili, se si considera che, secondo dati dell’ISTAT, risalenti al 2014, nei 12 mesi precedenti, più del 50 % di ragazzi/e compresi nella fascia di età dagli 11 ai 17 anni (Arco temporale che va dalla 5° elementare al 3° anno degli istituti scolastici superiori ), è stato/a vittima di episodi offensivi, non rispettosi e/o violenti da parte di coetanei. Il 19,8 % subisce più volte al mese tipiche azioni di bullismo, mentre per il 9,1 % tali atti si ripetono con cadenza settimanale.
Comportamenti, che minano l’autostima e la dignità delle vittime che, alla lunga, possono portare a condizioni di: ansia, irreversibile depressione, autolesionismo o, addirittura, di suicidio o di tentato suicidio, come, da recente, verificatosi a Palermo, in una classe di 2a media, dove un ragazzino si è cosparso di liquido infiammabile, con l’intento di darsi alle fiamme.
Disagi e manifestazioni che vengono favorite dalla vulnerabilità tipica della pre-adolescenza e dell’adolescenza, quando i ragazzi e le ragazze affrontano il primo distacco dalla famiglia, il contrasto con le figure adulte ed avvertono il bisogno di conferme, integrazione ed accettazione nell’ambito del gruppo dei pari.
Il bullo ed il cyberbullo non esulano da questa condizione, anzi, gli studiosi dell’argomento, sostengono che siano degli adolescenti insicuri che hanno una bassa autostima e degli incapaci di gestire un pacato confronto. Incapacità che li porta a compiere azioni oltraggiose nei confronti di chi appare più debole, per tentare di suscitare manifesta o silenziosa approvazione, nell’ambito del gruppo, ed illudersi di trovare conferma che la decisione intrapresa sia quella giusta per farsi rispettare e per piacere agli altri.
Falsa convinzione questa, in quanto, generalmente, ciò è dovuto non alla condivisione dell’aggressione esercitata nei confronti della “ vittima”, ma all’atteggiamento di indifferenza o di mancanza di coraggio che gli adolescenti presenti o consapevoli alla/dell’azione lesiva manifestano nell’astenersi di informare i soggetti in grado di innescare il meccanismo di un intervento ostativo, quali: genitori, insegnati o soggetti responsabili dei contesti in cui si verificano i fatti. ( come evidenzia l’esiguità delle denunce inoltrate alle autorità competenti).
Quindi, i ruoli coinvolti nella messa in atto dei così biasimevoli eventi risultano essere: il bullo o cyberbullo, la vittima ed il testimone.
Ma qual è l’identikit del bullo e del cyberbullo?
Il bullo, in genere, è un compagno di classe o d’istituto della vittima con la quale ha un contatto corporeo e visivo diretto, ha un fisico generalmente prestante che usa con destrezza per fare del male, agisce in orario scolastico o lungo il percorso casa-scuola, il suo malefico operato viene raccontato ad altri studenti della stessa o di altre scuole, la sua disinvoltura a compiere le azioni viene stimolata dalle dinamiche di gruppo, ha bisogno di dominare le relazioni interpersonali e vede l’effetto reale delle proprie azioni, verso le quali manifesta una indifferente consapevolezza e deresponsabilizzazione;
Il cyberbullo è un soggetto che esercita un tipo di attacco continuo ed offensivo, ai danni di altro soggetto, in versione informatica, cioè tramite l’uso di strumenti elettronici: l’E-Mail, le Chat, i Blog, i siti Web e i Telefoni cellulari, che gli consentono un campo d’azione ambientale e temporale illimitato; normalmente è anonimo ( il che impedisce alla vittima la possibilità di sapere con chi sta interagendo) ed invisibile ( anche se le moderne tecnologie, non cancellando completamente la tracciabilità della provenienza dei messaggi, consentono alla Polizia Postale di identificarli ); non necessita di disporre di un fisico prestante; la diffusione delle molestie e del materiale prodotto può avere un’estensione geografica senza limiti; manifesta un alto livello di disinibizione e di sadismo che gli permettono di mettere in atto online ciò che non si potrebbe permettere di compiere in condizioni di vita reale; non potendo constatare direttamente l’effetto delle conseguenze delle sue azioni sulla vittima, denota una insufficiente consapevolezza delle conseguenze.
Le motivazioni del bullo e del ciberbullo derivano, in genere, da una sensazione di trascuratezza familiare e sociale che innescano il desiderio di protagonismo e di visibilità, finalizzati a tentare di richiamare su di sé l’attenzione dell’ambiente circostante e dei media.
Il genitore e gli educatori.
Con l’avvento di Internet e del progresso tecnologico il ciberbullismo ha consentito l’intensificarsi di scambi di immagini e registrazioni video calunnianti e compromettenti. Il che ha promosso il fenomeno del public shaming ( umiliazione pubblica ) del soggetto colpito sulla rete.
La gravità dell’impatto che l’aggressione cyber ( relativa alla realtà virtuale o ad internet ) può avere sulla psiche della vittima è, ovviamente subordinata all’intensità ed alla frequenza degli atti di sopruso. Tant’è che negli Stati Uniti, è stato coniato il nuovo termine: Ciberbullicide, motivato dalle molte vittime di aggressione psicologiche estreme, giunte al suicidio. Dai dati italiani raccolti attraverso il progetto DAPHANE e tratti dalla letterature scientifica inerente lo studio del bullismo elettronico, emerge che: - la fascia di età maggiormente coinvolta in questo fenomeno è quella compresa fra i 13 e i 15 anni, secondo quanto emerge dalle percentuali dei seguenti dati statistici:
Atti cyber F a s c e d i E t à i n a n n i
12 – 13 14 – 15 16 – 17
Cellulare 26,3 45,8 27,9
Internet 20,5 42,4 37,1
- I prevalenti stati emotivi derivanti dagli attacchi ciber su studenti delle classi appresso indicate risultano essere:
Sentimenti C l a s s i
cyber vittime Elementari Medie Superiori
Rabbia 33,0% 34,4% 32,4%
Frustrazione 33,3% 31,6% 30,0%
Tristezza 33,3% 24,6% 18,8%
-Le Vittime si sono confidate con:
Nessuno 43,7%
Un amico 26,8%
Un genitore 15,5%
Insegnanti ( in Italia ) 9,6%
-Il 56 % dei Genitori non sono preoccupati che i loro figli possono essere vittime di bullismo elettronico, minimizzando l’impatto che questo fenomeno può avere nella vita dei ragazzi, e che il 19 % considera tali manifestazioni rare e quindi trascurabili. Mancanza di percezione che, inevitabilmente, causa la pregiudizievole assenza di supervisione e monitoraggio da parte dell’adulto.
Atteggiamento e convinzione questa alquanto superficiale ed incoerente, rispetto l’inconfutabile dimensione della gravità del fenomeno che, per contro, richiederebbe proprio, da parte dei genitori e degli educatori, l’affinamento della capacità di cogliere i segnali di malessere del/della ragazzo/a oggetto di molestie ( tendenza all’isolamento, scarsa voglia di seguire le attività scolastiche ed extrascolastiche, rifiuto del cibo e crollo del rendimento scolastico ), per capire se trattasi di normali sintomi di crisi adolescenziale o di altro genere, per poter intervenire, per tempo e adeguatamente al fine di scongiurare il pericolo di possibili gravi ed imprevedibili conseguenze.
Infatti, in considerazione della tendenza all’espansione della descritta grave problematica sociale definita “epidemia silenziosa smaterializzata da Internet“ e della carenza, in atto, di rispondente consapevolezza, motivazione ed azioni in grado di recepire, ostacolare e controllare l’andamento dell’evolversi del preoccupante fenomeno, la Camera dei Deputati ha approvato la Legge 29 Maggio 2017 n° 71, che stabilisce una importante serie di misure di carattere educativo e formativo, finalizzate a favorire , particolarmente tra i giovani, una maggiore consapevolezza del disvalore di comportamenti persecutori ed a colmare la deficitaria normativa sulla tutela delle vittime e sul recupero comportamentale degli aggressori , ed in particolare:
Intanto, in attesa dell’esito della messa in atto dei provvedimenti previsti dalla descritta legge e per evitare di incorrere nei compromettenti provvedimenti disciplinari previsti dalla stessa, chi scrive propone agli attuali e potenziali bulli e ciberbulli, prima di proseguire o apprestarsi a compiere delle aggressioni o produrre azioni denigratorie o persecutorie, di riflettere sulle conseguenze che le stesse causerebbero se fossero rivolte a loro, oppure quali vantaggi morali e materiali trarrebbero se, invece di ricevere offese, venissero loro rivolte manifestazioni di solidarietà, di comprensione e di protezione.
Dall’auspicabile immedesimazione sugli effetti delle accennate opposte sensazioni, ci si augura possa scaturire la convinzione che la decisione più saggia e conveniente, per acquistare edificanti e veritieri consensi, lusinghieri riconoscimenti e fondata autostima, è quella di prestare soccorso, e no di acuire o creare condizioni di disagio o di sofferenza ai propri simili. Concordemente con i canoni comportamentali dell’Uomo, secondo i quali, all’azione più meritoria di prodigarsi, disinteressatamente, ad aiutare il Prossimo, si contrappone la manifestazione di vigliaccheria, che trova riscontro nell’esternazione di indifferenza, disprezzo od oltraggio, rivolta a chi versa in condizioni di difficoltà o vulnerabilità.
articolo redatto da Domenico Brancato
(1.170-0-0)
Sono in distribuzione gli opuscoli del Carnevale, che potrete trovare nei tanti negozi di Santa Maria, Cava dei Selci e Frattocchie, che hanno contribuito alla sua realizzazione. Il programma parte giovedì 08 febbraio ore 15,00 con la sfilata di carri allegorici per le strade di Cava dei Selci per poi continuare con spettacoli di animazione presso il Piazzale dello Sport. Prosegue sabato 10 febbraio con la sfilata di carri allegorici per le strade di Santa Maria, che continuerà presso piazza Sciotti con spettacoli di cabaret. La mattina di domenica 11 febbraio, nello spazio adiacente il C.C. La Nave: animazione, laboratorio sfilata dei bambini in maschera e dimostrazione scuola di cani da salvamento. Mentre domenica pomeriggio la sfilata di carri allegorici verrà replicata a Cava dei Selci.
Martedì 13 febbraio, stessi orari, si replicherà invece a Santa Maria, con gran finale di animazione su piazza Sciotti, alle 18,00 invece estrazione della lotteria, che ricordiamo ha in palio come 1° premi, un assegno vacanze da 1.000,00 euro ed altri 9 fantastici premi.
Buon divertimento, ma ricordate anche di acquistare i biglietti.
(1.008-0-0)
Dal 2018, per i complessi edilizi di nuova costruzione e per quelli ristrutturati al 50%, diventa obbligatoria l’installazione della presa per le auto elettriche
Il D. Lgs. N° 257/2016, in recepimento della direttiva europea 2014/94/UE, successivamente prorogata, stabilisce che le Amministrazioni locali, entro il 31 Dicembre 20217, avrebbero dovuto inserirenel proprio Regolamento Edilizio la norma che vincola i citati immobili ad avere la presa per le auto elettriche e che, in mancanza di tali dispositivi,non verrà rilasciato,per gli edifici non in regola, il titolo abilitativo.
In particolare, il D. Lgs 257/2016, all’articolo 4, prevede l’obbligo dell’installazione di colonnine di ricarica per le auto elettriche per:
Le prese di ricarica devono essere in numero tale da consentire la connessione di un’auto per ogni parcheggio, sia coperto che scoperto, e per ogni box-auto dell’immobile.
In caso di mancanza di adeguamento, il Testo Unico Edilizia prescrive che le Regioni, possano avvalersi della facoltà di far decadere le concessioni edilizie rilasciate per la costruzione di edifici che non abbia osservato le descritte regole.
A cura del Prof. Domenico Brancato
Regole del C.d.Q. Il Territorio di competenza, è Santa Maria Delle Mole, laddove non sussistano altri Comitati ed i cittadini residenti ne facciano esplicita richiesta, la sua giurisdizione può estendersi a tutto il territorio di Boville. Non ha scopo di lucro ed è apartitico, pertanto tutte le cariche direttive sono incompatibili con la partecipazione attiva a partiti o movimenti politici.
Obiettivi: Il C.d.Q. si prefigge lo scopo di sostenere un sviluppo armonioso del territorio e di contribuire alla realizzazione di un diffuso tessuto sociale, ricco e solidale.
Per il cui raggiungimento : Organizza attività culturali, quali mostre, convegni tematici, feste e visite guidate, volte alla conoscenza del nostro territorio ed alla creazione di una forte aggregazione sociale;
Promuove dibattiti pubblici con i cittadini per conoscere e/o integrare le proposte utili al miglioramento della qualità della vita, da sottoporre a tutte le istituzioni, Comune, Regione, ecc.
Promuove un forte coordinamento con altre associazioni che condividono gli stessi interessi;
Propone, stimola e incalza l’Amministrazione Comunale sulle specifiche istanze non lesinando, dove necessario, gli Apprezzamenti o le Critiche, senza però il benché minimo pregiudizio.
Attualmente siamo impegnati:
In Coordinamento con altri C.d.Q. di Roma e Ciampino per debellare l’annoso problema dei roghi nel campo Rom, “ La Barbuta” , tale coordinamento il 3 agosto 2017 si è incontrato con la Commissione Parlamentare preposta;
In coordinamento con altri Comitati locali contro la speculazione edilizia del “Divino Amore”; In coord. con altra associazione, per la realizzazione, di un’area verde attrezzata per cani;
Collabora con il Comitato festeggiamenti per la realizzazione della festa Patronale;
Gestione parco Ruggero Lupini; nel proporre all’Amministrazione Comunale le seguenti problematiche: Ritorno degli Uffici Comunali a Santa Maria Valorizzazione del mosaico di Santa Maria; Realizzazione del collegamento pedonale tra il parcheggio Albino Luciani e la stazione ferroviaria. Sistemazione di Via Mameli, Piazza Sciotti, Piazza dei Lecci, realizzazione di via della Falcognana ecc. ecc. tutte proposte già presentate all’Amministrazione Comunale nei vari incontri che abbiamo avuto in questo periodo e che presto ne chiederemo lo stato dell’arte. Per ultimo abbiamo organizzato la mostra fotografica “ Santa Maria, ieri,oggi……. e domani? Visitabile nei giorni della festa patronale nei locali della parrocchia. Per tutto ciò, è necessario anche il TUO sostegno, lo puoi dare iscrivendoti e partecipando attivamente alla vita sociale del Comitato.
Mi ha molto colpito una frase detta tempo fa da uno dei marinesi DOC che stimo di più “ Ma che c’entra Santa Maria con la Sagra dell’uva ?”
E’ vero, per come è organizzata ora la Sagra dell’uva, Santa Maria e le altre Circoscrizioni non c’entrano niente.
E c’entrano poco anche i produttori agricoli e le aziende vinicole che sono in pianura. Ed anche le attività commerciali esterne alla piazza della fontana ed anche molti cittadini che non amano certi spettacoli creati da persone che abbondano eccessivamente nelle libagioni, e che,quindi, non vanno nemmeno a vederla.
Ma è una tradizione e le tradizioni vanno rispettate e quindi il Comune, di qualunque colore politico, ha sempre elargito somme non indifferenti per mantenere nel tempo La Sagra dell’Uva. Somme versate nelle sue casse da tutti i cittadini marinesi, Anche, e in misura maggiore, da quelli che con la Sagra non c’entrano niente.
Io sono per il rispetto delle tradizioni, e non ho niente contro le ‘fontane che danno vino’ anzi ne sono affascinato, ma vorrei che si facesse in modo da ampliare i confini di questa festa e renderla godibile a tutti i cittadini in egual modo e, pur lasciando il suo naturale epilogo intorno alla tradizionale fontana, estendere i festeggiamenti, sia dal punto vista dello spazio che dal punto di vista della durata, per coinvolgere tutto il territorio Comunale.
Come ?
1..- Si potrebbe comprendere nei festeggiamenti tutto il periodo della vendemmia
– Creando sentieri facili da seguire che permettano passeggiate attraverso i vigneti, e raggiungano le aziende produttrici di vino. In questo caso si potrebbero realizzare aree di sosta dove i visitatori, allietati da balli in costume o da stornellate, o da letture di poesie romanesche, o da illustrazione di vari reperti archeologici trovati lungo il percorso, o anche dalla descrizione di fatti storici accaduti in quei luoghi, potessero godere dell’offerta turistica del nostro territorio e dei prodotti locali promossi dagli esercenti marinesi
- Organizzando maratone ciclistiche o podistiche su piste e sentieri appositamente tracciati con luoghi di ristoro dove i familiari degli atleti possano godere dell’ospitalità turistica del luogo
- Facendo partecipare i visitatori più volenterosi alla vendemmia. Ricordo ancora quando, poco più che decenne, accompagnavo i contadini a vendemmiare mentre ero in vacanza in Toscana. Le battute che capivo poco, le risate di tutti i presenti,…. e quelle teglie di baccalà che ci portavano per pranzo
- Ripristinando i percorsi delle botticelle con il conducente sotto alla tenda a soffietto, con le lanterne sotto il carro ed il cane che trotterella dietro
- Permettendo a ristoranti e trattorie locali di promuovere i loro piatti ed organizzare serate presso i loro locali
2..- Si potrebbero introdurre i visitatori ai processi di lavorazione e di produzione del vino
- Organizzando momenti di informazione presso gli stessi agricoltori e presso le varie Aziende presenti nel Territorio
- Descrivendo le varie qualità di uva utilizzate, le varietà di vino prodotte e spiegandone le modalità di assaggio e le differenze da rilevare
- Illustrando le varie fasi di raccolta, selezione e maturazione del vino mentre queste fasi sono in corso
3. – Si potrebbero organizzare corsi di informazione/formazione sul vino durante tutto l’anno
Tutto il possibile per far tornare Marino il luogo ideale per una passeggiata o un fine-settimana fuori porta come ai suoi tempi migliori
Tutto il possibile per diventare un unico Comune e condividere il benessere derivante dalle iniziative di sviluppo concordate tra tutti i cittadini
Tutto visto come valorizzazione dell’attuale Sagra dell’uva verso la creazione di una Città del Vino
La Nostra Voce