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- Presidente Antonio Calcagni
 

- Francesco Raso (responsabile web) 

BONUS CULTURA PER I NATI NEL 2002

BONUS CULTURA PER I NATI NEL 2002 Copertina Nazionali (579-0-0)
Antonio Calcagni

COME RICHIEDERLO
 
E’ stata rinnovata “18 App”: l’iniziativa finalizzata a promuovere la cultura fra i giovani diciottenni, che siano in possesso di: un documento di riconoscimento in corso di validità; tessera sanitaria; e-mail e numero di telefono personali.
 
Documenti necessari per il rilascio dello Spid, ottenibile gratuitamente, attraverso semplici adempimenti ed in tempi brevi, presso gli uffici postali e comunali
 
Una volta acquisito lo Spid, con decorrenza 1° aprile e fino al 31 agosto 2021, è possibile richiedere il Bonus, registrandosi sul sito www.18app.italia.it .
 
Trattasi di un Bonus dell’importo di 500 euro, spendibile entro il 28 febbraio 2022, destinato all’acquisto di: libri, musica, cinema, teatro, danza, musei, monumenti e parchi archeologici, eventi culturali, corsi di musica, teatro o lingua straniera, prodotti dell’editoria audiovisiva e, da quest’anno, in abbonamenti e quotidiani anche in formato digitali.
 
Destinazione sulla quale il Ministero della Cultura, in collaborazione con la Guardia di Finanza, provvederà a vigilare affinchè venga rispettata.
 
Considerato l’attuale periodo di crisi economica, l’età e le esigenze dei destinatari (deducibili dall’entità e dal genere di opzioni effettuate nel corso della prima edizione del Bonus, secondo le quali delle somme erogate l’83 % sono state spese per l’acquisto di libri, il 14 % per concerti e musica ed il 3 % per le altre voci di spesa indicate), si ritiene trattasi di una propizia occasione da non trascurare, per evitare, come statisticamente provato per altre tipologie di Bonus, che buona parte delle somme stanziate, rimangano, sorprendengtemente, non utilizzate.

Le Osservazioni di Boville al PUCG: intervista a Pino Cardente

Le Osservazioni di Boville al PUCG: intervista a Pino Cardente Copertina Frattocchie    (commenti:4) (579-11-13)
Eleonora Persichetti

“Il nuovo PUCG del Comune di Marino ha sollevato illegittimità e contrarietà. La Comunità Metropolitana di Boville ha presentato sei Osservazioni per “errori, dati confusi, quartieri spariti e enorme cementificazione a Boville: + 30% = 50.000 abitanti”.
Così afferma Pino Cardente, Presidente dell’Associazione Sempre Boville e Storico promotore dell’autonomia comunale di Boville, con il quale abbiamo fatto quattro chiacchiere al riguardo.
 
1. “Piano improcedibile: ignora la sovranità dei cittadini”
 “Marino non rappresenta Boville e non può pianificarla”
Perché definite ‘improcedibile’ il PUCG (Piano Urbanistico Comunale Generale)?
 
Cardente: Perché nasce ignorando principi costituzionali essenziali: la Comunità di Boville non ha un suo Comune e quindi non può esercitare la propria sovranità urbanistica. Marino non rappresenta democraticamente Boville e non ha titolo per decidere il suo sviluppo. Inoltre, il quadro istituzionale è in evoluzione: con la futura Roma Capitale Metropolitana cambieranno molte competenze urbanistiche. Insomma, un piano illegittimo e già vecchio prima ancora di entrare in vigore.
 
2. “Marino Nuova? Un nome per cancellare Boville”
“Per giustificare più cemento, si fanno apparire uniti i territori diversi”
Il piano parla di “Marino Nuova”, includendo Boville. Cosa significa?
 
Cardente: È un imbroglio artefatto. Non valorizza nulla: cancella l’identità di una Comunità che rappresenta il 65% del territorio ed il 75% della popolazione. Ma soprattutto serve a giustificare una cementificazione massiccia a Boville portata a 50.000 Abitanti (aumenta di 12.000 = + 30%): violando gli Indici minimi per Servizi/Abitanti (DM. n.1444/1968), sbilanciata per verde e ossigeno (concentrati nei lontani boschi di Marino).
 
3. “Non è localismo: è un diritto costituzionale”
State difendendo solo un’identità locale?
 
Cardente: Assolutamente no. L’identità è un diritto costituzionale del Cittadino. Ma qui c’è di più: il PUCG è eccessivamente tecnico e volutamente confuso, tanto da impedire ai Residenti di partecipare davvero alla tutela del territorio. Dubito che gli stessi Consiglieri Comunali abbiano potuto leggere e comprendere bene le confuse 1.524 pagine di materiali (quanto ci costa  un lavoro così fatto male? Emerge lo spreco di soldi dei contribuenti).
 
4. “Due realtà diverse: il piano doveva essere doppio”
“Come nel PRG del 1979: un piano per Marino, uno per Boville”
Perché accusate Marino di non aver agito da ‘buon padre di famiglia’?
 
Cardente: Perché avrebbe dovuto redigerlo in due parti distinte: una per Marino, una per Boville. Fu fatto nel 1979, e allora funzionò. Qui si annullano invece confini, dati e identità diverse, per tentare di rappresentare un territorio artificiale: “unitario”, quando invece ve ne sono due diversi, distinti e lontani.
 
5. “Caos archeologico: il Patrimonio Unesco non è un dettaglio”
“Edificazioni nella Buffer Zone di Bovillae? Incredibile ma vero”
Cosa avete trovato nella rappresentazione dei siti archeologici?
 
Cardente: Un caos totale voluto: simboli illeggibili, epoche mescolate, confusione tra l’antica Bovillae e la Marino medievale. Ma il punto più grave è che il PUCG prevede nuove edificazioni nella Buffer Zone di Bovillae, appena riconosciuta dall’Unesco insieme all’Appia Antica quale “Patrimonio dell’Umanità”. È un grave errore che compromette un patrimonio unico al mondo: che il Governo Italiano si è impegnato a salvaguardare e valorizzare.
 
6. “Toponimi sbagliati: un territorio riscritto male”.
“Quartieri confusi, altri scomparsi: guarda caso, proprio dove si costruisce di più”.
La quarta Osservazione riguarda la toponomastica. Problema marginale?
 
Cardente: Tutt’altro. Se sbagli i nomi, sbagli le mappe. In questo PUCG ci sono Quartieri e Zone Storiche (anche distanti km) come Palaverta che finisce a Collepicchione (lontano 2 Km, a + 100 m. di altezza), Castelluccia finisce sia Due Santi e che a Falconella, Falconella finisce nell’abitato di Castelluccia; altri, come Fontana Sala (con lo stesso Rio Petroso: Emissario del Lago) o Sassone scompaiono. Quando gli errori si concentrano proprio dove si prevedono nuove e grosse cementificazioni, la domanda sorge spontanea: errori casuali o causali?
 
7. “Boville e Marino: storie diverse, ignorate”
“Un territorio millenario confuso con un borgo medievale”
Cosa manca nella storia del territorio raccontata dal PUCG?
 
Cardente: La distinzione fra Boville e Marino: Boville ha radici millenarie nell’Agro Romano; Marino è un borgo medievale su un colle. Nel Novecento molte terre fertili di Boville sono passate a Famiglie Marinesi (distruggendone resti e siti di superficie), per poi finire nella speculazione latifondista e cementificatrice.
 
8. “Dati confusi, numeri sbagliati: così non si pianifica”
“Il Comune non può passare da 26 a 24 km² per magia”
Che cosa non funziona nei dati del piano?
 
Cardente: Moltissimo. La superficie comunale, da sempre di 26,1 km², diventerebbe improvvisamente di 24,17. Le previsioni demografiche sono incoerenti e arrivano a prevedere 65.000 abitanti, di cui 50.000 solo a Boville.         I dati non sono disaggregati per ognuna delle due Comunità territoriali: vi si usano stime vaghe, non dati certi e grafici reali. Con numeri così confusi, nessuna programmazione seria è mai possibile.
 
9. “Serve una revoca. E un percorso nuovo, trasparente”
“Questo PUCG non tutela Territorio, Persone, Operatori Economici”.
Cosa chiedete ora?
 
Cardente: La revoca del PUCG, anche in autotutela. Servirebbe un lavoro serio e partecipato, che riconosca l’identità di Boville, tuteli l’Unicum Appia Antica–Bovillae e costruisca un futuro equilibrato per l’intera Comunità Bovillense. Ma, questo con Marino non è mai Possibile! Quindi, torna come necessaria ed urgente, anche per poter fare una seria ed utile programmazione urbanistica di Boville, la immediata ricostituzione del Comune Autonomo di Boville! …e, visti i rischi irreversibili che ci fanno correre, non si può più esservi indifferenti (convivere da Sudditi Sfruttati col Sistema di Potere Cementificatorio)!

Bonus INPS per i genitori disoccupati o monoreddito, con figli in condizioni di disabilità

Bonus INPS per i genitori disoccupati o monoreddito, con figli in condizioni di disabilità Copertina Nazionali (578-0-0)
Domenico Brancato

 
L’articolo 1, commi 365 e 366 della legge 178 del 30 dicembre 2020 ( legge di bilancio 2021), sulla base dei requisiti e delle modalità indicate nella Circolare n. 39 del 10/03/2022, prevede, per gli anni 2021, 2022 e 2023, un contributo con valenza annuale, ottenibile dietro presentazione della Domanda all’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) dal 1° febbraio al 31 marzo di ciascun anno, per via esclusivamente telematica (online), mediante una delle seguenti modalità: - utilizzando l’apposito servizio “Contributo genitori con figli con disabilità” (che permette di visualizzarne anche l’esito), raggiungibile sul sito dell’Istituto www.inps.it direttamente dal cittadino tramite SPID, o Carta di Identità elettronica –CIE –, o Carta Nazionale dei servizi – CNS - ; Contact Center Integrato (Centralino telefonico), contattando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164 164 (da rete mobile a pagamento); - oppure utilizzando i servizi offerti dagli Istituti di Patronato.
 
La domanda può essere presentata dai genitori che all’atto dell’inoltro risultino in possesso dei requisiti:
  • essere residenti in Italia;
  • disporre di un valore ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente), in corso di validità, non superiore a 3.000 euro;
  • essere disoccupati (che abbiano cessato un’attività di lavoro dipendente e siano iscritti al Centro per l’impiego di nuova occupazione) o monoreddito (con unico reddito in ambito famigliare derivante esclusivamente dall’attività lavorativa, sia pure prestata alle dipendenze di più datori di lavoro), appartenente ad un nucleo familiare monoparentale (caratterizzato dalla presenza di un solo genitore con uno o più figli con disabilità a carico);
  • fare parte di un nucleo familiare in cui siano presenti figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60 %.
Una volta accettata la domanda, il contributo verrà liquidato, a partire dal mese di gennaio per l’intera annualità, con cadenza mensile e per un importo pari a 150 – 300 e 500 euro, a seconda se i figli a carico, con la precisata disabilità, saranno in numero di uno, due o più di due.
 
Il pagamento verrà effettuato dall’INPS, secondo le modalità indicate dal richiedente nella domanda: bonifico domiciliato (versato direttamente in Posta o Banca intestandolo al percettore del beneficio); accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale; o carta prepagata con IBAN.
 
In caso di risorse insufficienti (considerato che l’articolo 6, comma 1, del Decreto Interministeriale del 12 ottobre 2021, ribadisce che il beneficio è riconosciuto nel limite di spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023), sarà data priorità alle domande presentate dai richiedenti con ISEE più basso.
 
Mentre, a parità di reddito ISEE, sarà data priorità ai richiedenti appartenenti a nuclei familiari con figli minori non autosufficienti (cioè incapaci di svolgere le più comuni attività quotidiane) ed, a seguire, ai richiedenti appartenenti a nuclei con figli con disabilità di grado grave (che impone alla persona di dover beneficiare di un’assistenza permanente, totale e continuativa, per svolgere una o più funzioni della vita quotidiana) e di grado medio (in genere, di natura intellettiva che comporta l’acquisizione del linguaggio molto lentamente).
 
L’erogazione del beneficio potrebbe cessare, nel caso in cui dovesse venire a mancare uno dei requisiti previsti dall’articolo 4, comma 2, del Decreto Interministeriale: - decesso del figlio o del richiedente; - decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale; - ed affidamento del figlio a terzi.
 
In tal circostanza, la causa della decadenza dovrà obbligatoriamente essere comunicata all’INPS, entro e non oltre 30 giorni dal verificarsi dell’evento.

Votare è un diritto ma anche un dovere morale

Votare è un diritto ma anche un dovere morale Copertina Marino (577-0-0)
Domenico Brancato

 
 
Il 17 e 18 Ottobre scegliere di non votare rappresenta, quasi sempre, un assurdo controsenso, in quanto, mentre si rinuncia deliberatamente a contribuire a determinare l’esito dell’elezione, d’altro canto, si vorrebbe che tale esito risultasse conforme alle proprie aspettative.
 
 
Pertanto, in riferimento alla notevole astensione dall’esercizio del voto registrata il 3 e 4 ottobre, auspicando che, in occasione del ballottaggio, non si verifichi un simile, non lusinghiero, disinteresse politico, si ricorda a tutti i potenziali elettori che:
 
  • il Voto è un’esclusiva facoltà di cui disponiamo per esercitare il nostro potere, che ci consente, dove vige la democrazia, di autogovernarci designando liberamente coloro che ci rappresentano;
  • in Italia il diritto al voto, grazie ad aspre e durevoli lotte sociali, è stato esteso a tutti gli uomini e concesso alle donne, rispettivamente nel 1918 e nel 1945. Quindi trascurare l’opportunità di esercitare questo tanto rivendicato e conquistato sacrosanto diritto è, fra l’altro, una mancanza di doveroso riconoscimento morale verso coloro che ci hanno ereditato un così prezioso strumento decisionale;
  • non votare, inoltre, equivale ad autorizzare altri a decidere per noi, senza delega, il futuro che ci attende;
  • asserire: io non mi interesso o non ho tempo per interessarmi di politica (mentre poi, spesso, si trova modo e tempo per partecipare a contesti non influenti per dissertare sull’andamento socio-amministrativo), significa astenersi o disinteressarsi di ciò che imprescindibilmente ci appartiene.


    Poiché la condizione di vita di tutti noi dipende, principalmente, dalle decisioni adottate da coloro che designiamo come nostri rappresentanti politici, assume particolare importanza, in occasione del prossimo ballottaggio, optare per il candidato Sindaco che, oggettivamente, si ritiene possa essere il più affidabile, concreto, professionale e non disponibile ad accettare proposte di compromessi per qualsivoglia finalità.
 

5 millennial su 10 preoccupati dal post epidemia

5 millennial su 10 preoccupati dal post epidemia Copertina Nazionali (576-0-0)
Eleonora Persichetti

EMERGENZA CORONAVIRUS: 5 millennial su 10 preoccupati dal post epidemia. DAGLI ESPERTI IL VADEMECUM PER NON PERDERE LA POSITIVITÀ
 
Sfruttare la quarantena per riflettere sul proprio stato d’animo, informarsi in maniera responsabile, dimostrare gratitudine e dedicarsi alla meditazione. Sono questi alcuni dei consigli degli esperti per affrontare l’emergenza sanitaria nel migliore dei modi e prepararsi a quello che accadrà dopo. Vademecum rivolto soprattutto ai millennial: da ricerche internazionali è emerso come oltre il 47% dimostri preoccupazione verso il post epidemia.
 
L’emergenza Coronavirus ha costretto milioni di persone in tutto il mondo alla quarantena forzata, trasformando in maniera radicale abitudini e stili di vita, e causando numerosi problemi psicologici. Ad essere più colpiti, secondo una ricerca americana pubblicata dall’ American Psychiatric Association (APA) su CNBC, sono i millennial: oltre il 47% ha affermato di avere paura delle possibili conseguenze del post epidemia e dimostra difficoltà nell’adattarsi a un graduale ritorno alla normalità. Timore di perdere il lavoro e di non poter tornare a viaggiare come un tempo sono tra i sentimenti più comuni. Uno scenario negativo che si ripercuote anche sulle ricerche online legate al virus, le prime a causare stress e ansia: basti pensare che secondo un’indagine pubblicata sul New York Times sono aumentate del 250% nelle ultime due settimane e l’hashtag #Coronavirus su Instagram conta oltre 16 milioni di post. Ma quali sono, dunque, i consigli degli esperti per non lasciarsi governare dalla paura e affrontare con positività questi momenti difficili? Sfruttare la quarantena per riflettere sul proprio stato d’animo, informarsi in maniera responsabile evitando di cadere nel baratro delle fake news, ritrovare quel senso di umanità e calore dimenticati e dedicarsi a forme di meditazione e interiorizzazione.
 
“La pandemia di cui siamo protagonisti diretti è un qualcosa di mai visto prima, ma come ogni momento di crisi può rappresentare una porta socchiusa su qualcosa di individuale e sociale che, nell’ordinarietà, è più difficile da cogliere – ha spiegato Andrea Di Terlizzi, studioso, maestro di Scienze Interiori e autore del testo Futuro Proximo assieme a Antonella Spotti – Cosa possiamo fare per trarre il massimo vantaggio da un evento che, guardato nel suo aspetto materiale, non ha nulla di positivo? Possiamo innanzitutto sfruttare il momento per ritrovare un’umanità, un calore, un senso di fratellanza e sorellanza troppo spesso accantonati. Fermiamoci a riflettere su come vogliamo vivere e cambiare questo mondo in un luogo migliore, non facendoci sopraffare dalla paura perché tale sentimento non può coesistere con l’amore. Dovremmo provare a sederci a terra respirando e rimanendo in silenzio, sgombrando la nostra mente da pensieri negativi. Soltanto in questo modo possiamo essere pronti ad affrontare con positività il post epidemia perché quando la crisi cesserà, e avverrà quel momento, sarà il caso di avere gli occhi ben aperti e decidere se vogliamo continuare a farci trasportare dai poteri che decidono per noi quale vita vivere”.
 
I benefici della connessione sociale, anche se a distanza forzata, sono evidenziati da una ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista americana Lancet, che sottolinea come la solitudine possa essere più nociva per il nostro sistema immunitario di 15 sigarette al giorno. Una condizione negativa che può colpire i giovani, i più avvezzi alla socializzazione e ai viaggi internazionali, e che dunque potrebbero soffrire maggiormente da questa forma di isolamento: basti pensare che secondo un’indagine pubblicata su Fox News il 70% dei ragazzi compresi tra 18 e 35 anni ha visitato paesi stranieri nel 2019. E ancora, un valido aiuto per combattere la solitudine arriva dalla meditazione: secondo una ricerca della National Health Association e pubblicata su Psychology Today, le tecniche di meditazione e interiorizzazione alleviano i livelli di cortisolo presenti nel sangue, aumenta la produzione di dopamina, il neurotrasmettitore che regola il tono dell’umore, e favorisce il rafforzamento delle sinapsi in diversi punti del sistema nervoso.
 
Ecco infine il vademecum per affrontare la quarantena forzata e prepararsi al post epidemia con positività:
  1. Prendersi del tempo per riflettere sul proprio stato d’animo: il distanziamento sociale risulta un’esperienza stressante, soprattutto per i giovani, ma permette di fermarsi a concentrarsi su se stessi.
  2. Non lasciarsi sopraffare dalla paura: assumere un atteggiamento costruttivo è fondamentale per non perdere la capacità di governare la paura e rimanere in balia di chiunque generi in noi questo sentimento nefasto.
  3. Essere uniti anche nella distanza: sfruttare questo momento di crisi per aiutare chi è in difficoltà, sorridere al prossimo, utilizzare i social in maniera genuina, ritrovando così quel senso di umanità e calore molto spesso dimenticati.
  4. Leggere e informarsi, senza assorbire le notizie in modo passivo: non dimenticare la dignità che contraddistingue il nostro essere umani. Accertarsi di fonti certe e riflettere sul contenuto è importante per non cadere nel baratro delle fake news.
  5. Dedicarsi alla meditazione o a qualsiasi altra forma di interiorizzazione: usare la respirazione per ritrovare una condizione di equilibrio e calma, focalizzare la mente per generare un’onda stabile, calma e lucida in voi e attorno a voi.
  6. Non sottovalutare la forza della gratitudine e dell’amore: è fondamentale non dimenticarsi di essere grati per quello che si possiede e ringraziare chi combatte ogni giorno questa difficile battaglia, mettendo a serio rischio la propria incolumità.
  7. Dare un esempio dal punto di vista umano e non solo organizzativo: sfruttare questo momento per cercare di portare alla luce la parte migliore di ciascuno, riducendo la provinciale abitudine di trasmettere soltanto negatività.
  8. Riscoprire le proprie risorse e non smettere di imparare: la quarantena rappresenta il momento ideale per leggere, imparare una nuova lingua, investire sulla propria formazione professionale ed essere pronti al ritorno operativo post crisi.
  9. Riorganizzare le proprie abitudini quotidiane: essere chiusi in casa non equivale a lasciarsi andare. Bisognerebbe programmare le proprie giornate scaglionando i momenti di lavoro e quelli dedicati alla propria cura personale, sul lato fisico e mentale.
  10. Imparare a saper gestire i movimenti: il nostro organismo disperde molta energia attraverso le tensioni muscolari, a loro volta connesse alle tensioni emotive. Bisognerebbe controllare il corpo e rilassare le parti contratte, sia in movimento, sia da seduti.

L'evoluzione dei fenomeni mafiosi, a cura del Generale Ciampini

L'evoluzione dei fenomeni mafiosi, a cura del Generale Ciampini Copertina Frattocchie (576-0-0)
la Redazione

Sala gremita per la conferenza del Generale Ciampini organizzata dal Centro Anziani Frattocchie di Marino e dedicata all’evoluzione dei fenomeni mafiosi
 
Grande successo di pubblico per l’incontro che il 14 ottobre scorso ha ospitato il Generale Ciampini sul tema “La Mafia: storia e connessioni sociali, politiche ed economiche di un flagello sociale”.
 
L’evento è stato un viaggio nella storia di questo complesso fenomeno ed è stato molto apprezzato dai soci, registrando il tutto esaurito dei posti in sala.
 
Il Gen. Ciampini ha guidato i partecipanti in un percorso logico attraverso l’origine dal latifondismo siciliano, la successiva evoluzione e la trasformazione nelle più recenti organizzazioni mafiose in Italia e le ramificazioni a livello internazionale.
 
È stato possibile percorrere le tappe fondamentali della storia di Cosa Nostra, dalle sue origini nel dopoguerra alle prime alleanze con Lucky Luciano e le famiglie americane Genovese, Bonanno, Gambino, Lucchese e Colombo, fino alla strage di Ciaculli del 1963, spartiacque nella storia della mafia siciliana.
 
Negli anni Settanta, la ricostituzione della Commissione di Cosa Nostra segnò l’emergere di figure come Bontade, Badalamenti e Michele Greco, preludio a una nuova stagione di violenza e di potere.
 
Il Generale ha ricordato gli omicidi eccellenti che segnarono gli anni Ottanta – da Boris Giuliano a Carlo Alberto Dalla Chiesa, da Piersanti Mattarella a Pio La Torre e Rocco Chinnici – fino all’ascesa dei corleonesi di Riina e alla drammatica stagione delle stragi di Capaci e via D’Amelio, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le loro scorte.
 
Uno dei punti centrali dell’incontro è stato il concetto, ancora attuale, del “seguire i soldi per trovare la mafia”.
 
Attraverso l’analisi dei flussi finanziari, dai movimenti bancari siciliani alle connessioni internazionali del banchiere Michele Sindona, è emersa una visione chiara: la mafia non è solo violenza, ma anche potere economico e controllo finanziario.
 
Oggi, come ha sottolineato il Generale Ciampini, la mafia ha cambiato volto: è meno visibile, più finanziaria e globale, mentre la ’ndrangheta ha assunto un ruolo predominante nel traffico di droga e nel riciclaggio internazionale, come emerge dalle Relazioni annuali della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) al Parlamento italiano.
 
Durante il dibattito sono stati toccati anche temi di attualità e citati nomi e prove documentali delle più recenti connessioni mafiose, a conferma di un fenomeno ancora vivo e in continua evoluzione. La conferenza si è conclusa con un messaggio forte: conoscere la storia per riconoscere i meccanismi del potere mafioso e saperli colpire.
 
Il pubblico ha salutato con un lungo applauso il Generale Ciampini, ringraziando il C.A.F.M. per aver promosso un momento di alta riflessione civile e culturale. Per informazioni, iscrizioni e seguire il programma offerto dal Centro Anziani Frattocchie di Marino APS (CAFM), l’invito a seguire la pagina Facebook e prendere contatto con il Presidente Claudio Bornaccioni al cel. 335-364847.

Spese Energetiche: Provvedimenti, Proposte Accorgimenti

Spese Energetiche: Provvedimenti, Proposte Accorgimenti Copertina Nazionali (576-0-0)
Domenico Brancato

 
Con l’approvazione del Decreto Aiuti bis è stato prorogato fino a fine anno il pacchetto di provvedimenti tempone, finalizzato a ridurre l’importo delle bollette. In particolare: è stato sospeso il pagamento (vedi seconda pagina delle Bollette, sotto la voce Importi) degli oneri di sistema (costi fissi presenti in bolletta, uguali per tutti i fornitori, stabiliti dall’Autorità Energia Elettrica e gas – ARERA-, composti da una quota fissa e una variabile, basata sul consumo di energia elettrica e gas di ciascun utente. Oneri che incidono sul costo annuo in bolletta del 20%, per la luce e del 4% , per il gas e che consistono:
 
- per la luce in: incentivi alle fonti rinnovabili, per il risparmio energetico e per la messa in sicurezza delle centrali nucleari; agevolazioni tariffarie destinate al settore ferroviario; sostegno alla ricerca di sistema finalizzati alla verifica di materiali, processi e dispositivi; attività di promozione dell’efficienza energetica; integrazioni delle imprese elettriche di minore dimensione; e oneri per il Bonus elettrico;
- per il gas in quote destinate: ad interventi per lo sviluppo della rete e ottimizzazione del servizio; a incentivi per le fonti rinnovabili e per sostenere il risparmio energetico; per la vendita ai singoli consumatori; alle spese per il conguaglio fra i consumi stimati e quelli effettivi, quando il cliente non trasmette l’autolettura; ai costi di capitale sostenuti dalla società per finanziare i progetti d’investimento; ai costi affrontati per trasportare il gas sulle reti di distribuzione locale e per gestire e leggere i contatori; e ad oneri per il Bonus gas); ridotta l’Iva sul gas al 5%; e rifinanziato il Bonus sociale per le famiglie a basso reddito.
Interventi che Altroconsumo (Associazione di Consumatori e Utenti e membro dell’Ufficio europeo dell’Unione dei Consumatori, il cui compito principale è quello di rappresentare i suoi membri a livello europeo e difendere gli interessi di tutti i Consumatori europei) pur ritenendo che gli interventi adottati vanno nella giusta direzione, considera che non possono essere prorogati all’infinito.
 
Pertanto, affinché si possa giungere alla risoluzione definitiva, ritiene che occorra attuare una riforma strutturale dei costi presenti in bolletta e una politica che non faccia ricadere sempre sui consumatori i costi della transizione ecologica. Per il conseguimento di tale obiettivo l’Associazione ha inviato alle Istituzioni un appello, (che invita i consumatori a sottoscrivere), per chiedere di effettuare le seguenti modifiche alla composizione della bolletta energetica, al fine di renderla economicamente sostenibile nel tempo:
  • Abbassare definitivamente l’aliquota dell’IVA sul Gas al 5%, in modo da permettere un risparmio dall’85 a 90 euro/anno, pur mantenendo l’aliquota per l’Energia elettrica Al 10% ;
  • Eliminare, per sempre, i costi aggiuntivi dalla bolletta. In particolare quelli che nelle bollette elettriche risultano inseriti sotto il nome di “Oneri di sistema” ovvero, come in precedenza specificato, pagati dai singoli utenti per finanziare, tra gli altri, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e il Bonus sociale. Oneri che il Governo ha momentaneamente azzerato, ma che, anche in questo caso, necessitano di una riduzione permanente, attraverso il trasferimento di almeno il 25% nella fiscalità generale (Insieme delle entrate fiscali dello Stato italiano, raccolte in base a obblighi di legge che non indicano una specifica destinazione di spesa pubblica, come le Imposte IRPEF ed IVA). Al fine di rendere questa spesa più equa per tutti i cittadini e un risparmio in bolletta del 5%;
  • Effettuare maggiore vigilanza sugli aumenti che, specie nei periodi come l’attuale, caratterizzati da prezzi ai massimi livelli, necessiterebbe di un costante monitoraggio da parte delle Authority competenti, per verificare il costante allineamento tra il mercato al dettaglio e quello all’ingrosso e soprattutto fra i costi di produzione e quelli di commercializzazione dei prodotti, per evitare forme di speculazione e smascherare gli eventuali responsabili ;
  • Eliminare l’assurda ed inconcepibile applicazione su tributi ed imposte dirette (IRPEF, IRES e IRAP) ed indirette ( IVA, Imposta di: Bollo, Registro, Ipotecaria, Catastale, di Successione e Donazione e sulle Accise) dell’IVA -“Imposta sul Valore Aggiunto”- (vale a dire incremento di valore che si verifica nell’ambito della produzione e distribuzione di beni e servizi finali, in seguito all’impiego di capitale e lavoro impiegati per rendere commerciabili beni e risorse primari e iniziali), che non risulta avere nessuna attinenza con le imposte che, per la precisazione sopra riportata, certamente, non possono essere considerate un valore aggiunto.
 
Modifiche supportate dalla:
  • posizione del vice coordinatore del Codacons (coordinamento delle Associazioni per la difesa dell’Ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) Vittorio Ruggieri che, in riferimento al Decreto legislativo 26 Ottobre 1995, n. 504, art.1, per il quale l’accisa risulta essere l’imposizione indiretta sulla produzione o sul consumo dei prodotti energetici, e come tale , anche in virtù della sentenza della Corte Costituzionale n. 238/2009, non assoggettabile all’applicazione dell’IVA, e pertanto comporta il diritto di ogni utente di richiedere gli indebiti importi versati negli ultimi 5 anni;
  • attivazione, da parte di Altroconsumo, di una Class Action (Azione collettiva finalizzata ad ottenere un risarcimento) contro tutti gli operatori locali che continuano ad addebitare l’IVA sulle imposte;
  • e dalla richiesta del Codacons al Governo di portare l’aliquota al 90 % della tassa su extra-profitti (oggi in vigore soltanto nei confronti delle società energetiche) e di estenderla a banche, assicurazioni, farmacie, case farmaceutiche e società e-commerce – commercio elettronico- (Insieme delle attività di vendita ed acquisto di prodotti effettuate tramite Internet) che, secondo il presidente Carl Rienzi, nell’ultimo biennio hanno visto crescere enormemente fatturato e giro d’affari.
Inoltre, sempre Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, e alla Corte dei Conti contro il mancato versamento della tassa sugli extra-profitti, chiedendo di indagare sul comportamento delle società morose, per sollecitare il reperimento delle risorse necessarie per contrastare il caro-energia.
Intanto, nella speranza che le sollecitazioni, le richieste e gli adempimenti summenzionati vengano accolti e messi in atto, considerato che le previsioni, nell’immediato, non si prospettano rosei, Altroconsumo ha predisposto una lista di consigli e comportamenti da seguire ed adottare, per ridurre , da subito, i consumi giornalieri di energia elettrica e gas, e abbassare gli importi delle relative bollette.
Innanzitutto cercare di sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura di Luce/Gas con il gestore del mercato libero che offre le migliori condizioni e contemporaneamente, nel caso non rientri già nelle normali abitudini, iniziare a mettere in atto, sistematicamente, le indicazioni sugli utilizzatori di seguito riportate:
  • Forno: sono preferibili quelli a gas o con cottura combinata con fornelli a microonde, o ancor meglio i modelli combinati e con una serie di funzioni molto utili , come quella della cottura ventilata (che consente di risparmiare tempo e circa un terzo di energia rispetto alla cottura statica) e a vapore, che presentano il vantaggio di aver tre forni in uno e di cuocere anche più pietanze insieme in tempi record, riducendo sensibilmente i consumi. Preferire i modelli con larghezza di 60 cm a quelli di 90 cm, che per scaldarli richiedono il 150% di energia in più. Evitare di posizionarlo accanto ad un frigorifero e non trascurare di praticare la pulizia periodica. Altro accorgimento molto utile è quello di spegnerlo circa quindici minuti prima del termine del tempo di cottura pianificato e lasciare che la pietanza continui a cuocere, grazie al calore latente. Inoltre tener presente che l’energia assorbita è strettamente collegata alla temperatura di cottura, che quindi è bene sia contenuta nei limiti richiesti del cibo da cuocere.
  • Pentola a pressione: negli ultimi anni è diventata sempre più diffusa per il fatto che permette di risparmiare molto tempo, poiché ha un coperchio a chiusura ermetica che fa in modo che la temperatura del vapore intrappolato si innalzi notevolmente, superando i 100 °C, consentendo così che il cibo che si trova all’interno cuocia .molto velocemente a fiamma lenta, riducendo sensibilmente i consumi di gas.
  • Pentola a vapore: oltre a permettere di cucinare cibi in modo molto salutare, visto che mantiene intatte le proprietà degli alimenti, è un metodo parecchio vantaggioso anche dal punto di vista energetico, perché è possibile preparare più pietanze sfruttando un solo fornello, mantenendo la fiamma bassa. Fiamma che può essere spenta alcuni minuti prima del completamento della cottura, quando ormai si sarà sviluppato vapore a sufficienza per portarla a termine.
  • Bollitore elettrico: consigliato in particolare a chi prepara spesso tè e infusi, in alternativa al pentolino da mettere sul fuoco, per trarre vantaggi di tempistica e di consumi di energia, specie con i modelli più moderni che si spengono automaticamente, appena viene raggiunta la temperatura necessaria.
  • Lavastoviglie: usarla a pieno carico, utilizzando il lavaggio ECO, oppure il programma normale con temperature più basse e, possibilmente, escludere l’asciugatura con aria calda (in alternativa è sufficiente aprire lo sportello per consentire ai piatti di asciugarsi rapidamente): fase estremamente energivora. Passare da 5 a 4 utilizzi settimanali per realizzare un risparmio annuo di 12-13 euro, o ad un lavaggio in modalità ECO invece di Auto, con 5 utilizzi settimanali, per ottenere un risparmio annuo di 14 euro. Ferma restando la considerazione che tanto sarà più alta la classe di appartenenza (A o A+++), maggiore sarà il risparmio ottenibile.
  • Frigorifero: consuma da 100 a 240 Kwh corrispondenti al 25 % del totale dell’energia consumata in ambito domestico, in quanto attivo 24 ore su 24 . A meno che non si disponga di un modello a basso consumo, in classe A o superiore, che consente di ridurre fino al 50 % i costi in bolletta. Comunque, qualunque sia il modello, cercare di: evitare di aprirlo frequentemente e per lungo tempo; non inserire cibi ancora caldi, tenerlo ordinato e non eccessivamente carico, per consentire la circolazione dell’aria e se non è un modello no frost (che evita la formazione di brina sulle pareti interne), di non trascurare di effettuare regolarmente la sbrinatura.
  • Lavatrice: usarla sempre a pieno carico, preferire temperature basse (un lavaggio a 40 °C determina un risparmio del 30 % rispetto ad uno a 60 °C). Infatti per limitare il più possibile i consumi è preferibile utilizzarla a 30°C e scegliere la modalità ECO per i lavaggi frequenti. Passare da 4 a 3 utilizzi settimanali per realizzare un risparmio di 12 – 13 euro l’anno ed optare per un modello in classe A o A+++ escludendo il prelavaggio, per conseguire il massimo risparmio.
  • Climatizzatori: impostarli ad una temperatura non superiore o inferiore di 6 gradi rispetto a quella dell’ambiente esterno e in, presenza di eccessiva umidità, attivare la modalità deumidificatore o la funzione ECO, ed eseguire sistematicamente la pulizia del filtro e la manutenzione periodica.
Più in generale, si raccomanda di: - scegliere elettrodomestici efficienti e, nel caso di apparecchi troppo vecchi, di valutarne la dismissione. Considerato che, ad esempio, la sostituzione di un frigorifero di 15-20 anni fa, con uno di ultima generazione in Classe C, permette un risparmio di 105 euro anno; - evitare di lasciare gli elettrodomestici in standby (in attesa di funzionamento) perché, anche se il singolo consumo energetico incide poco sulle bollette, la somma di tutti gli sprechi ha un impatto sull’ambiente. Infatti dal 2013 gli apparecchi devono essere dotati di un sistema di gestione dell’energia, in grado di spegnerli o di mandarli in standby il più in fretta possibile. Comunque per ridurre ulteriormente i consumi si consiglia di disconnettere dalla linea elettrica gli apparecchi che si usano poco, usando una multipresa con interruttore.
  • Lampadine: - Alogene emettono una luce simile a quella naturale, ma consumano molto, tanto che la spesa media annua è di 8 euro per 1000 ore; Tubi, Circoline e Fluorescenti, sono efficienti e duraturi (un pò meno rispetto alle LED), impiegano del tempo per scaldarsi, non sono adatte per tutti gli ambienti, ma la spesa media annua è di 1,4 euro per 1000 ore; LED sono quelle che durano molto e consumano di meno, con una spesa media annua di 2 euro per 1000 ore. Dovendo scegliere poi non serve fare riferimento alla potenza assorbita in Watt, ma alle unità del flusso luminoso espresse in lumen. Unità di misura che ormai è prassi diffusa riportarne il valore sulle confezioni delle nuove lampade. Pertanto si ritiene utile riprodurre la conversione dei lumen in Watt delle citate fonti di illuminazione, nonché la diversa durata e la differenza di risparmio energetico:
Lumen Watt incandescenza Watt Fluorescenza Watt Led
450 29 9 8
800 43 14 13
1100 53 19 17
1600 72 23 20
Durata media 1-3 anni 6-10 anni 15-20 anni
Risparmio energetico 30 % 75 % 80 %
Infatti, a titolo di esempio, per sostituire una lampada ad incandescenza (Ormai non più in produzione dal 2012, anche se in vendita fino ad esaurimento scorte) da 75 Watt basterà una lampada a LED da 17 Watt, per avere lo stesso grado di luminosità, il 77 % di risparmio e una durata di funzionamento fino a 25 volte superiore.
Esemplificazione, la cui utilità trova riscontro in occasione dell’acquisto della lampada più adatta all’ambiente da illuminare, come di seguito ipotizzato: - Camera: per il soffitto da 10 Watt, per il comodino da 3-5 Watt; - Salotto: per il soffitto 15 Watt, per il tavolo da 6-8 Watt e per gli angoli da 5-10 Watt; Bagno: per il soffitto da 15-20 Watt e per lo specchio da 10 Watt; - Cucina: per il soffitto da 15-20Watt, per i fornelli da 5-10 Watt e per il piano da tavolo da 8-10 Watt.
  • Gas: qualora l’uso è limitato alla cucina, valutare l’installazione di un Piano cottura ad induzione (che utilizza il principio di induzione elettromagnetica per apportare calore e far cuocere i cibi, sfruttando l’azione dell’energia elettrica alternata. Ed assicura una serie di vantaggi, quali: nessun rischio di perdite di gas; maggiore velocità ed uniformità di cottura; riduzione dei consumi di energia dovuta alla mancata dispersione del calore da parte delle pentole; ed una maggiore facilità di pulizia),altrimenti, quando possibile, preferire la combinazione forno a microonde e cucina tradizionale per ridurre i tempi di cottura e l’uso del gas preferire cottura tradizionale. In ogni caso usare sempre i coperchi sia per far bollire l’acqua che per cucinare, e l’uso abituale della pentola a pressione, specie per le cotture lunghe, riduce i tempi di cottura e quindi i consumi.
  • Acqua calda: l’impianto scaldacqua a pompa di calore (macchinario che, contrariamente al processo che avviene solitamente, è in grado, avvalendosi di un certa quantità di energia elettrica o di gas metano, a seconda della tecnologia impiegata, di sottrarre calore all’ambiente esterno, per trasferirlo agli ambienti interni, mantenendoli caldi) permette di risparmiare fino al 75 %, rispetto il tradizionale ad elettricità, impostandolo ad una temperatura di poco superiore a quelle che serve normalmente; scaldabagno a gas: consente di risparmiare nei confronti di quello elettrico, specie se si opta per i modelli a gas modulati (dotati di un bruciatore a modulazione, controllato da un’unità elettronica -Controller-) e si installano i riduttori di flusso su tutti i rubinetti, compreso quello della doccia.
In riferimento ai modelli descritti di scaldacqua sono state fatte delle stime sui costi annui che si possono sostenere in bolletta, supposto un consumo di 80 litri di acqua al giorno per un anno, per una famiglia di 4 persone e l’ammortamento del costo dell’apparecchio:
Dispositivo Euro anno
Boiler elettrico 802,00
Scaldacqua a pompa di calore 420,00 oppure 365,00 se con detrazione di cui può fruire il dispositivo.
Scaldacqua a gas naturale 454,00 con fiamma pilota, ormai superato.
Scaldacqua a gas naturale 360,00 senza fiamma pilota.
Per ottenere gli esiti desiderati peò è necessario assecondare gli appena descritti accorgimenti con le seguenti ulteriori buone abitudini quotidiane:
  • Non eccedere con il riscaldamento in casa, limitando la temperatura a 20 °C nella zona giorno e a 16-18 °C nella zona notte. In quanto, riducendo di 1 grado la temperatura si risparmia circa l’8 % della spesa in bolletta che, considerando un consumo di 1.100 mc di gas, equivale mediamente a ben 120 euro all’anno per ogni grado di meno;
  • Preferire al bagno in vasca la doccia di 5 minuti;
  • Scegliere ed utilizzare bene gli elettrodomestici, in quanto non è solo una questione di classe energetica, ma di consumi annui e di corretto utilizzo;
  • Limitare l’uso di elettrodomestici energivori, quando non indispensabili, quali: asciugatrice (2000 Watt), ferro da stiro (1000-2200 Watt), stufette elettriche (1000-2000 Watt) e phon (500-1800 Watt), in particolare;
  • Ricordarsi di spegnerle le lampade, anche se a basso consumo, quando non necessita l’illuminazione;
  • Utilizzare il metodo di cottura della pasta a fuoco spento: un trucco poco adoperato, raccomandato da recente dal Premio Nobel per la fisica Professor Giorgio Parisi, che ha rilanciato un post di Busiri Vici, consistente nel portare l’acqua all’ebollizione, buttare la pasta, mettere il coperchio bene aderente alla pentola per impedire la dispersione di calore per evaporazione e regolare al minimo il gas per 2 minuti prima di spegnerlo, poi attendere 1 minuto in più, rispetto il normale tempo di cottura (ca. 10 minuti), prima di sollevare il coperchio e scolare (Chi scrive, seguendo le indicazioni, ha ottenuto un’ottima cottura delle Penne rigate integrali). Metodo che ha suscitato non pochi commenti, che tengono a precisare che non è nulla di nuovo, in quanto espediente applicato dai nonni o da chef di alto livello che cucinano così da molto tempo. A prescindere dalla pregressa conoscenza o meno del metodo però, bisogna riconoscere il merito a chi ne ha diffuso la conoscenza e l’invito ad applicarlo per, in un momento così opportuno, trarne i vantaggi assicurati dal risparmio di 8 minuti di consumo di gas, equivalenti a circa 3,65 mc/anno. Il che può sembrare poco ma, come sottolineato dall’Associazione Altroconsumo, se lo facessimo tutti in Italia risparmieremmo ben 62 milioni di mc di gas in un anno che, con l’attuale periodo in cui gli esorbitanti costi delle utenze non lasciano ben sperare , non sarebbero per nulla trascurabili.
 
 
In definitiva, occorre acquisire la consapevolezza che siamo immersi in un periodo di “Vacche magre” caratterizzato da un complesso di eventi negativi (Pandemia, guerra, avversità climatiche e conseguente crisi economica), forse in precedenza mai verificatosi. Per cui si impone un adeguamento dello stile di vita orientato alla morigeratezza, alla parsimonia e alla disponibilità ad accettare l’essenziale ed a rinunciare, almeno momentaneamente, al non indispensabile, per contribuire ad affrontare coerentemente la contingenza. E, attraverso l’acquisizione dei, nonostante tutto, aspetti positivi derivanti dai comportamenti indotti dalle difficoltà, cercare di impostare una condotta di vita quanto più possibile consona ad affrontare le imprevedibili caratteristiche delle situazioni socio-economiche che ci attendono.
 
 

Ulteriori informazioni sul Bonus da 200 euro

Ulteriori informazioni sul Bonus da 200 euro Copertina Nazionali (576-0-0)
Domenico Brancato

 
 
Ad integrazione delle informazioni riportate in un precedente articolo dal titolo: “Bonus e Buono di 200 e di 60 euro: come ottenerli  e come verranno corrisposti”, si ritiene utile far seguire  gli aggiornamenti della Circolare N. 73 del 24 giugno (Successiva al Decreto Legge 17 maggio 2022 n. 50, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 17 maggio 2022,  al Messaggio INPS n. 2397 del 13 giugno 2022),  finalizzati a fornire importanti delucidazioni  relativi alla modalità di corresponsione del Bonus ai destinatari del beneficio:
 
- in automatico, a cura  dall’INPS con il cedolino del mese di luglio, a  tutti i titolari di pensione a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti e titolari di trattamenti di accompagnamento  alla pensione.
 
Purché il pensionamento abbia avuto inizio entro il 30 giugno 2022 e il reddito personale IRPEF, nel 2021, non sia stato superiore a 35.000 euro.
 
I titolari di assegno di invalidità con scadenza il 30 giugno, qualora il trattamento sia confermato senza soluzione di continuità, saranno ricompresi tra i  destinatari del beneficio.
 
Nel caso di soggetti contitolari di pensione ai superstiti, la prestazione spetta a ciascun contitolare in misura intera, previa verifica reddituale personale.
 
Beneficiano inoltre del provvedimento, con le stesse modalità, quanti nel mese di giugno, risultino titolari di Naspi, e Ds-Coll; i beneficiari di disoccupazione agricola per il 2022 e di indennità Covid-19 varata dai Decreti Sostegni e Sostegni bis. 
 
Qualora il Bonus non dovesse essere corrisposto ai titolari delle  citate categorie, dopo aver controllato di possedere i requisiti richiesti: residenza italiana alla data del 1 luglio 2022;  reddito inferiore a 35.000 euro (al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, del reddito della prima casa e del trattamento di fine rapporto),  riferito al periodo che va dal 1 Gennaio al 31 dicembre 2021; e validità in atto  della concessione del trattamento pensionistico; la prima verifica da fare  è se c’è stato o meno un errore da parte dell’Inps. Se non si riscontrano motivi che giustifichino il mancato pagamento del Bonus, non rimane che presentare all’INPS una Domanda di ricostituzione, corredata dalla documentazione necessaria a sbloccare la pratica.
 
A tal proposito l’Istituto ha messo a disposizione un’apposita funzione sul proprio sito Internet (www.inps.it), alla quale gli interessati possono accedere autenticandosi all’area personale denominata “verifiche bonus decreto aiuti 2022”  che  consente di  visualizzare l’esito della valutazione effettuata   e le motivazioni del mancato pagamento;
- con autocertificazione (vedi Fac-simile allegato), da presentare al datore di lavoro che provvederà all’erogazione  nella busta paga relativa al mese di luglio.  Dopo  aver preso atto che il richiedente abbia dichiarato  di non ricevere il Bonus in altra forma e di non essere titolare di pensione o Reddito di cittadinanza. Inoltre,  è compito dei datori di lavoro, prima di anticipare il Bonus in busta paga, di prendere in considerazione la sussistenza del rapporto di lavoro. Infatti, per aver diritto al Bonus non basta soddisfare i requisiti indicati dall’articolo 31 del Decreto n. 50 del 17 maggio 2022 (Vedi allegato 2, da unire), ma  è anche necessario  che sussista il rapporto di lavoro, a tempo determinato o indeterminato, nel mese di luglio.
 
Altrimenti, se il datore di lavoro ha erogato  nella busta paga di giugno, pagata a luglio, il bonus al lavoratore che ha cessato il servizio entro la data del 30 giugno, l’INPS si riserva la facoltà di non rimborsare o richiedere indietro l’importo corrisposto.
- con domanda da inoltrare all’INPS, da parte di lavoratori: stagionali a tempo determinato e intermittenti che abbiano svolto prestazioni per almeno 50 giornate e che abbiano un reddito non superiore a 35.000 euro per il 2021;  incaricati alle vendite a domicilio che abbiano un reddito nell’anno 2021 superiore a 5.000 euro , che siano titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione separata alla data del 18 Maggio; autonomi privi di partita IVA , non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie che, nel 2021 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del Codice Civile (trattasi di Contratti d’opera: quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente).
 
Per tali lavoratori nel 2021 deve risultare almeno l’accredito di un contributo mensile e devono  risultare iscritti alla Gestione Separata alla data del 18 maggio;  domestici  che abbiano in essere uno o più rapporti di lavoro alla data del 18 maggio 2022;  titolari  di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, che abbiano contratti attivi alla data del 18 maggio 2022, ma che  non siano   iscritti alla Gestione Separata o ad altre forme previdenziali obbligatorie e che abbiano un reddito non  superiore a 35.000 euro; iscritti al Fondo pensione lavoratore dello spettacolo che abbiano versato almeno 50 contributi giornalieri ed un reddito non superiore a 35.000 euro per il 2021;  autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali INPSprofessionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza, di cui al Decreto Legislativo 30 Giugno 1994 vn. 509 e al Decreto Legislativo 10 Febbraio 1996 n. 103, che non abbiano fruito del Bonus per diversi requisiti.
 
Per inoltrare la domanda è sufficiente collegarsi al sito  www.inps.it, e una volta autenticati  (con SPID, Carta d’Identità Elettronica nuova versione -CIE- o Carta Nazionale dei Servizi - CNS), seguire il percorso: Prestazioni e servizi > Servizi > Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche, e selezionare, fra quelle indicate,  la categoria di appartenenza per la quale si intende presentare domanda. In alternativa al sito web, l’indennità può essere richiesta tramite il servizio di Contact Center Multicanale, telefonando  (gratuitamente) al numero verde 803.164, da rete fissa, o  al numero o6. 164164 (a pagamento), da rete mobile; oppure attraverso gli Istituti di Patronato.
 
I lavoratori  domestici  hanno tempo fino al 30 settembre  per inoltrare la Domanda, ma  il pagamento sarà disponibile dopo pochi giorni dall’inoltro, anche  nel mese di Luglio.
 
Per le altre  categorie di  benificiari  il termine ultimo per la presentazione della Domanda è il 31 ottobre ed il pagamento sarà disposto, a partire da Ottobre stesso. A meno chè non accedano al Bonus  di 200 euro come già benificiari delle indennità Covid-19, ovvero in quanto benificiari di disoccupazione agricola e titolari delle prestazioni NASPI  e  DIS-COLL (Indennità di disoccupazione mensile) nel mese di Giugno 2022.
 
Infine, almeno per il momento,  rimangono  esclusi dal  diritto al Bonus 200 euro i  lavoratori: agricoli; dello spettacolo, che abbiano meno di 50 giornate lavorative nel 2021; licenziati a giugno e senza contratto a Luglio; precari della scuola (Insegnanti  personale Ata); disoccupati che hanno la NASPI  fino  a maggio; con contratti che non prevedono contribuzione, come: stage, tirocini,  lavoratori delle cooperative sociali di tipo B (Organizzazioni che mettono a disposizione servizi e personale specializzato, oltre ad effettuare inserimenti lavorativi di soggetti svantaggiati in strutture con caratteristiche imprenditoriali),  dottorandi e assegnisti di ricerca; socialmente utili; autonomi occasionali; e che hanno  l’indennità di accompagnamento.
 
Esclusione per la quale i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno denunciato l’adozione di  criteri di ingiustizia  nella stesura della norma che  prevede l’erogazione del Bonus, chiedendo che il provvedimento venisse modificato prima del voto definitivo.
 
Quindi, ai lavoratori appartenenti alle menzionate categorie, non rimane che attendere, con ottimismo, l’esito dell’accoglienza  della denuncia inoltrata unanemente dalle Organizzazioni preposte alla loro tutela.
La Nostra Voce

NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LE ESTERNAZIONI PARTITICHE , INTESA COME SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome, ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di: Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APARTITICO, ovvero non siano di parte. 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APARTITICI  che prestiamo attenzione alle esigenze della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione partitica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
Sono di Cava dei Selci ... senza SE
facebook.com/groups/cavadeiselciplus/

Due Santi:
Sono di Due Santi ... senza SE
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Frattocchie:
Sono di Frattocchie ... senza SE
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Santa Maria delle Mole:
Sono di Santa Maria delle Mole ... senza SE
facebook.com/groups/santamariadellemoleplus/
 
Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.