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- Presidente Antonio Calcagni
 

- Francesco Raso (responsabile web) 

Parco Falcone: qualcosa si muove

Parco Falcone: qualcosa si muove Copertina (1.236-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 
Dopo il nostro articolo di denuncia sulla costruzione di un edificio residenziale prospiciente il parco, pubblicato su questo Sito in data 25-Febbraio 2020, news.asp?p=286 arriva da parte dell’Assessore all’Urbanistica Andrea Trinca una risposta molto interessante che volentieri pubblichiamo.
Di seguito la dichiarazione dell’Assessore Andrea Trinca al riguardo:
 
 
“Posso ad oggi confermare in base ai riscontri finora forniti dall’ufficio che con prot. 14357 del 06-03-2020 è stata notificata ai soggetti interessati la “ Comunicazione ai sensi dell’art. 7 della L.241/90 di avvio del procedimento di Annullamento in autotutela ex art. 21nonies L. 241/90 “, tale comunicazione si è resa necessaria per riscontrati profili di illegittimità riguardanti gli standard urbanistici D.M: 1444/68. Bene precisare che i controlli da me disposti sono volti a verificare tutti gli eventuali profili di illegittimità del Permesso a Costruire e non già come erroneamente riportato nell’articolo/ comunicato apparso su alcuni giornali di oggi solo sulla questione dell’accesso al cantiere.
E dunque massima l’attenzione dell’Amministrazione sulle dinamiche urbane i cui diritti acquisiti sono determinati dal vecchi Piano Regolatore risalente al 2004 e che con atti amministrativi stiamo faticosamente risolvendo attraverso un nuovo Piano Regolatore sul quale si sta lavorando e che finalmente porterà a Marino il concetto del consumo di suolo zero per un reale e considerevole miglioramento della qualità della vita di tutti i Cittadini”.
 
 
Ringraziamo l’Assessore Andrea Trinca per questo gesto di sensibilità dimostrato a favore della collettività.
 
 
 
 
Antonio Calcagni, Presidente del Comitato di Quartiere Santa Maria delle Mole.

OBBLIGO SOSTITUZIONE GOMME INVERNALI ENTRO IL 15 DI GIUGNO

OBBLIGO SOSTITUZIONE GOMME INVERNALI ENTRO IL 15 DI GIUGNO Copertina (1.042-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

 
 
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – MIT –  a causa dell’emergenza Coronavirus e delle segnalazioni prodotte dalle Associazioni di categoria: Federpneus, Aniasa, AIRP, CNA Gommisti e CNA Confartigianato (che rappresentano chi produce, e chi vende  e monta pneumatici),relative all’impossibilità di rispettare il termine previsto del  15 Maggio (in riferimento alla Circolare n. 1049 del 17/01/2014 con la quale si è ritenuto opportuno l’uso di pneumatici invernali, contraddistinti dalle marcature aggiuntive: M+S, MS, M-S ovvero M&S, nel periodo compreso tra il  15 Ottobre e il 15 Maggio, anche con indice di velocità “Q”= 160 Km/h) per la sostituzione dei pneumatici da neve con quelli estivi, ha deciso con Decreto n. 12047 del 30/04/2020 e successiva Circolare, di pari data, con effetto immediato, difarlo slittare di un mese, consentendone l’uso fino al 15 di Giugno.
Lo slittamento, in pratica,  riguarda soltanto coloro che circolano con pneumatici invernali, con un codice di velocità inferiore a quello riportato sulla Carta di Circolazione. In quanto, chi monta coperture invernali con codice uguale o superiore a quello indicato in Libretto, volendo, può circolare tutto l’anno con gomme da neve.
 
In ogni caso, la sostituzione, quando prevista,  in riferimento ai parametri descritti,  è obbligatoria, altrimenti, si rischia di incorrere in sanzioni dell’importo da 422,00 a 1.695,00 euro e al ritiro del Libretto della vetture che, a sua volta, comporta la revisione presso il Dipartimento dei Trasporti Terrestri.
Considerati gli inconvenienti a cui si può andare incontro, in caso di mancata regolarità,  in prossimità dello scadere della proroga concessa, sarà bene riscontrare,per tempo, i dati riportati sul Libretto di Circolazione e stampigliati sulla spalla di ciascuna gomma o consultare il gommista di fiducia,per procedere, se necessario, tempestivamente agli adeguamenti prescritti.
Consultazione che è bene estendere anche alla verifica delle condizioni dei pneumatici, in quanto,  può risultare di vitale importanza, specie nel periodo estivo ed in occasione dei maxi  esodi alla volta delle località di vacanza, sia nei confronti della propria incolumità che per la sicurezza di tutti gli utenti della strada.
Poiché dai risultati della campagna “Vacanze sicure 2019” risulta che, dei 39 milioni di autoveicoli in circolazione in Italia, 3.9 milioni montavano pneumatici lisci o non conformi alle prescrizioni della Carta di Circolazione.
 
A tal proposito il Codice della Strada -CdS- all’articolo 237 del Regolamento, per i sistemi  ruota e pneumatici, prescrive che debbano presentarsi in “Perfetta efficienza, privi di lesioni che possono compromettere la sicurezza ….” e precisa che la profondità degli intagli principali (scanalature più larghe situate nella zona centrale del battistrada che ricopre all’incirca i tre quarti della superficie dello stesso) dovrà essere di almeno 1.60, 1.00 e 0.5 mm, rispettivamente per  gli autoveicoli, i filoveicoli e rimorchi; motoveicoli e  ciclomotori. Limiti, a proposito  dei quali, è opportuno ricordare che più lo spessore del battistrada si assottiglia, minore sarà la tenuta specie sul bagnato o in caso di acquaplaning (slittamento degli pneumatici sull’asfalto bagnato quando l’autoveicolo procede ad alta velocità, dovuto all’interposizione di un velo d’acqua fra battistrada ed il manto stradale).
 
 
Circa l’usura dei pneumatici, poi, si ricorda che può essere di tipo:
 
  • Normale: quando il consumo del battistrada avviene in modo omogeneo, lungo l’intera circonferenza e larghezza della gomma;
  • Asimmetrica: dovuta a cause inerenti le sospensioni o ad un allineamento scorretto delle ruote;
  • Della spalla: causata soprattutto all’utilizzo di pneumatici con pressione bassa o dalla sistematica percorrenza di curve ad elevata velocità;
  • Centrale: provocata da pressione troppo elevata dei pneumatici o da uno stile di guida aggressivo;
  • A chiazze: cioè con parte dei battistrada più consumate di altre, a causa di frenate violente o ad errata equilibratura delle gomme;
  • A dente di sega: caratterizzata da un maggior consumo dei bordi di uscita dei tasselli del battistrada, rispetto e quelli di attacco, causato da errata pressione di gonfiaggio, a condizioni di sovraccarico, a problemi di sospensione  o  a stile di guida aggressivo.
Il che evidenzia che il consumo delle gomme, siano esse estive, invernali o 4 stagioni è connesso all’osservanza del rispetto di regole inerenti: - il mantenimento della corretta pressione; - l’esclusione di sovraccarichi del veicolo; - il mantenimento di uno stile di guida attento; - il controllo della struttura delle gomme e delle geometrie della vettura ( convergenza, efficacia delle sospensioni e degli organi di sterzo), specie  dopo un urto contro un ostacolo o essere andato a finire in una buca.
In linea di massima,  quindi,  non esistonoindicazioni precise sui tempi di sostituzione delle gomme, anche se, ferme restando le prescrizioni del CdS che richiedono, come precisato, almeno 1.6 mm di spessore di battistrada, un pneumatico si considera da sostituire  allorché detto spessore sia inferiore a 3 mm, per le gomme estive e 4 mm per quelle invernale e quattro stagioni.  Condizione che viene evidenziata da appositi “ indicatori di usura” presenti  in molti pneumatici.
 
Inoltre, ai fini della durata, è da tener presente che quella dei pneumatici invernali si stima, per via della differente mescola,  sia inferiore del 15%, rispetto a quella dei pneumatici estivi. Diminuzione che aumenta qualora le gomme invernali vengano abitualmente utilizzate oltre la stagione fredda.
Comunque, come per l’obbligo della sostituzione dei pneumatici allo scadere della stagione invernale, anche per quanto concerne la sostituzione per il raggiunto limite di spessore del battistrada, l’articolo 80, comma 1 del CdS  e l’Articolo 238 del Regolamento , prevedono  la sanzione amministrativa variabile da un minimo di 85 ad un massimo di 337 euro. Mentre l’articolo 175, sempre del CdS,  stabilisce la sanzione accessoria: consistente nella decurtazione di 2 punti dalla Patente di guida. Punti che diventano 3, secondo il disposto dell’articolo 192 CdS, che precisa la facoltàdi cui dispongono le forze di Polizia presenti sul territorio, di impedireil proseguimento della marcia ai conducenti di veicoli che presentino “ Difetti od irregolarità ai dispositivi di segnalazione visiva, di illuminazione o agli pneumatici “ tali da “ Determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza, tenuto anche conto delle condizioni atmosferiche o della strada”.

Le scuole di Albano diventano plastic free

Le scuole di Albano diventano plastic free Copertina (661-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 

L’Amministrazione Comunale, attraverso l’Assessorato alla Pubblica Istruzione e l’Assessorato ai Rifiuti, si fa promotrice di un’iniziativa “green” che ben si inserisce nell’ottica di una “scuola plastic-free”. È iniziata, infatti, la distribuzione di migliaia di borracce a tutti gli studenti e a tutte le studentesse delle scuole di ogni ordine e grado. Si è iniziato con la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria; si proseguirà nei prossimi mesi con la Scuola Secondaria di I e II Grado. Ancora una volta, il Comune di Albano Laziale sceglie di partire dai banchi di scuola e di puntare, come sempre, sul protagonismo giovanile per educare alla sostenibilità ambientale.



“L’installazione delle fontane leggere negli Istituti Scolastici del nostro territorio (ne sono state installate 4, nei prossimi mesi si installeranno le altre, n.d.r.) e la consegna delle borracce sono un segno tangibile che vuole suggerire agli studenti e alle studentesse l’importanza di fare propria una prospettiva rispettosa dell’ambiente. Diffondere la sostenibilità ambientale è una sfida complessa ma ormai prioritaria e non più eludibile. È necessario educare i nostri giovani cittadini e le loro famiglie a mettere in atto piccoli e grandi accorgimenti quotidiani concreti che avranno importanti risvolti a lungo termine. Iniziando dalle scuole quasi 10 anni fa siamo diventati uno dei comuni più virtuosi in Italia nella gestione dei rifiuti. Dalle scuole oggi lanciamo una altrettanto forte campagna di sensibilizzazione volta alla riduzione dei rifiuti, in particolare la plastica, prodotti". Lo dichiarano l’Assessora alla Pubblica Istruzione Alessandra Zeppieri e il Consigliere Comunale Delegato ai Rifiuti Luca Andreassi.

Un fondo per le donne che subiscono violenza

Un fondo per le donne che subiscono violenza  Copertina (798-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

ACTIONAID: AL VIA IL FONDO #CLOSED4WOMEN
PER SOSTENERE LE DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZA
 
Il progetto di emergenza e post emergenza fornisce aiuto ai centri antiviolenza e a donne in percorsi di fuoriuscita dalla violenza
 
 
#insiemesipuò
 
Un fondo di pronto intervento per permettere ai centri antiviolenza per sostenere le spese impreviste e per continuare a supportare le donne assistite nell’attuale fase di emergenza causata dal COVID19 e nel periodo post-emergenza. È l’iniziativa #Closed4women, messa in campo da ActionAid per dare una risposta rapida e efficace alla crescita esponenziale della violenza di genere durante il periodo di isolamento forzato in casa causato dalla pandemia. La forte diminuzione delle chiamate al numero 1522 e di richieste ai centri antiviolenza ha evidenziato la difficoltà delle donne di avere spazi e possibilità sicure per chiedere aiuto, a causa della presenza assidua dentro le mura domestiche del partner abusante. L’acuirsi di situazioni di conflittualità e violenza avrà come conseguenza, nel periodo immediatamente successivo all’isolamento, l’aumento delle richieste di aiuto ai centri antiviolenza e delle case rifugio, la cui esistenza e sostenibilità rischiano di essere messe in pericolo dall’emergenza COVID19.
 
Il Fondo #Closed4women con uno stanziamento iniziale di 40mila euro aiuterà nel concreto l’operatività dei centri antiviolenza e delle donne assistite, rafforzando il sistema di protezione delle donne che subiscono violenza domestica. Abbiamo calcolato che le risorse oggi a disposizione ci permetteranno, ad esempio, di sostenere i percorsi di 40 donne, mettere in sicurezza le operatrici e le donne di 25 case rifugio, supportare 10 centri antiviolenza e assicurare assistenza psicologica con operatrici specializzate. ActionAid ha già contribuito ad alimentare il fondo di risposta alle emergenze e ha già erogato parte delle risorse a sostegno di un centro antiviolenza. Il centro ha utilizzato il contributo per dare supporto a donne in difficoltà, che avevano intrapreso un percorso di indipendenza economica che rischia di essere compromesso a causa dell’impatto negativo della pandemia sul lavoro.

“La fuoriuscita dalla violenza è un percorso lungo e difficile che, se interrotto, può mettere a repentaglio non solo il suo buon esito, ma anche la vita stessa delle donne assistite. Da Nord a Sud del Paese, le operatrici delle strutture di accoglienza stanno facendo sforzi enormi in favore delle donne e dei loro figli e figlie. Le spese impreviste, il ritardo sull’erogazione dei fondi statali e la crisi economica che sta avanzando mettono in pericolo la sostenibilità e la vita stessa dei centri. Per questo ActionAid ha deciso di intervenire con un Fondo che garantisca i bisogni più urgenti delle strutture di accoglienza e delle donne” spiega Elisa Visconti, Responsabile Programmi ActionAid Italia - “Il 25 novembre con #Closed4women abbiamo denunciato il rischio di chiusura che vivono molti spazi delle donne e per le donne in Italia. Oggi torniamo a schierarci al loro fianco perché nessun centro antiviolenza nè casa rifugio resti indietro e nessuna donna venga lasciata sola”.
ActionAid insieme ai centri antiviolenza di varie parti del Paese ha mappato le esigenze e le criticità delle strutture che operano nelle grandi e nelle piccole città, da Milano a Roma, da Padova all’Aquila, confrontandosi con associazioni e con reti nazionali. Le più urgenti sono le scorte di dispositivi sanitari (mascherine, disinfettante, guanti) non sufficienti in tutte le strutture. I centri oggi chiusi chiedono sostegno per dare continuità ai servizi di supporto psicologico e legale. Le donne assistite già avviate in percorsi di autonomia e di inserimento lavorativo - a causa della sospensione dal lavoro - sono impossibilitate a pagare l’affitto, le bollette, le spese condominiali e, soprattutto, le spese di prima necessità. Tale situazione rischia di rendere le donne nuovamente esposte alla violenza, soprattutto nei casi di maggiore fragilità in cui, proprio per ragioni economiche, potrebbero essere costrette a ricontattare il maltrattante.
 
A rendere ancora più allarmante il quadro è la macchina burocratica delle amministrazioni pubbliche responsabili dell’erogazione dei fondi antiviolenza che rischia di rallentare ulteriormente, mettendo in serio pericolo la sostenibilità delle strutture di accoglienza.
 
Invitiamo le reti territoriali a collaborare con ActionAid nella mappatura dei bisogni dei centri e nella diffusione del fondo. Ad oggi abbiamo potuto contare sul prezioso aiuto della Rete antiviolenza del Comune di Milano, che ha promosso l’esistenza del Fondo sul territorio milanese e lombardo.

Al Fondo possono accedere Enti del terzo settore che, da minimo tre anni, forniscono primariamente - da statuto - accoglienza e supporto a donne che subiscono violenza con personale esclusivamente femminile, prevedendo anche servizi di inserimento lavorativo o di autonomia abitativa.
 
 
 
 
Per informazioni e chiarimenti rivolgersi a womensrights.ita@actionaid.org

La Mela di A.I.S.M. ti aspetta

La Mela di A.I.S.M. ti aspetta Copertina (796-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

Torna “La Mela di A.I.S.M.”, storico evento dedicato ai giovani con Sclerosi Multipla, come ogni anno, fondamentale per finanziare la ricerca e potenziare le attività territoriali di A.I.S.M. per l’autonomia delle persone con sclerosi multipla.
 
L’iniziativa, denominata “Facciamo sparire la Sclerosi Multipla” è organizzata, dall’associazione A.I.S.M. , iniziativa che ha ricevuto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
 
Il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole, insieme alla Locale sezione Appia Sud Il Riccio di Legambiente, aderiscono all’iniziativa e saranno presenti presso il punto informativo turistico di Via della Repubblica, adiacente alla stazione, nei giorni di:
 
- Sabato 2 Ottobre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00;
 
- Domenica 3 Ottobre dalle 10:00 alle 16:00, salvo anticipato esaurimento scorte.
 
Vi aspettiamo numerosi per contribuire attivamente all’eliminazione di questa malattia

La "Befana Più" vi aspetta domenica 6 gennaio a Cava dei Selci!

La "Befana Più" vi aspetta domenica 6 gennaio a Cava dei Selci! Copertina (1.456-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

Ancora qualche giorno per ammirare il bellissimo presepe di Cava dei Selci, realizzato dall’Associazione Insieme per il Parco nel piazzale di fronte al Parco della Pace.

E poi appuntamento a domenica 6 gennaio dalle 15,30 al Piazzale dello Sport con tante iniziative. Arriverà la Befana con le Calze del Parco; seguirà la lotteria gratuita per i bambini e la seconda edizione del concorso “Befana Più”, ovvero la sfilata per individuare la befana più bella, con tanti ricchi premi.

Come da tradizione, verranno distribuiti gli arrosticini e il vin brulè.

Vietato mancare!

 

Eleonora Persichetti

Festa della famiglia

Festa della famiglia Copertina (769-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 
 
Domenica 12 Giugno 2022 alle ore 18:30,  presso il campo sportivo “Attilio Ferraris” in Viale della Repubblica, a Santa Maria delle Mole: Festa Diocesana Per La Famiglia. Ti aspettiamo. 

Lavoro: il 44% delle donne non sono appagate dalle opportunità di carriera

Lavoro: il 44% delle donne non sono appagate dalle opportunità di carriera Copertina (1.039-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
 
Lavoro e Gender Gap: l’insoddisfazione dell’universo femminile è il punto di partenza per una felicità equa nel mondo del lavoro
 
Dai primi dati dell’Osservatorio sulla Felicità emerge che le donne si sentano meno felici sul lavoro rispetto agli uomini, sensazione confermata dal 41% che si dichiara insoddisfatta del proprio compenso e l’insoddisfazione derivata dalle opportunità di sviluppo di carriera è per le donne maggiore di 9 punti percentuali rispetto agli uomini (35%).
 
 
 
L’Associazione “Ricerca Felicità” prosegue con l’analisi dello stato di felicità e benessere dei lavoratori italiani rilasciando ulteriori dati che toccano le differenze tra uomini e donne nel mondo del lavoro. I fattori indagati riguardano la soddisfazione sul compenso e sulle opportunità lavorative e le donne risultano meno soddisfatte rispetto agli uomini: il 41% risale all’insoddisfazione del compenso, contro il 28% degli uomini, mentre l’insoddisfazione derivata dalle opportunità di sviluppo di carriera per le donne risale al 44% contro il 35% degli uomini.
 
“I dati raccolti non hanno la pretesa di voler fornire delle risposte, si tratta di un punto di partenza su cui noi tutti siamo chiamati a riflettere. Il nostro obiettivo è quello di captare i segnali provenienti dal mondo del lavoro, affinché si possano trovare degli strumenti utili per il raggiungimento di un benessere collettivo. Non sappiamo con assoluta certezza perché il 41% delle donne non siano soddisfatte del proprio compenso e il 44% non siano appagate dalle proprie opportunità di sviluppo di carriera sul lavoro, ma supponiamo possa esistere nella donna un certo grado di difficoltà nell’esprimere il proprio disagio in ambito lavorativo, e in questa ricerca penso abbiano voluto farlo presente” osserva Elisabetta Dallavalle, Presidente dell’Associazione Ricerca Felicità.
 
Tra gli altri elementi indagati, come il rispetto e il riconoscimento dei propri meriti, le differenze dimostrano che il divario tra uomo e donna è minore. Infatti, alla domanda “mi trattano con rispetto, senza discriminazione” le donne che hanno risposto in modo negativo risalgono al 14%, mentre per gli uomini si tratta solo del 10%, e alla domanda “riconoscono sempre i miei meriti” le donne che hanno risposto in modo negativo risalgono al 31%, contro il 28% degli uomini.
 
Tuttavia, “l’11,9% dei rispondenti ha dichiarato che in ambito lavorativo l’affermazione “mi aiuta a capire me stesso” sia assolutamente falsa, così come il 12,2% crede che l’affermazione “l’ambiente mi fa sentire compreso” non sia veritiera. Sebbene si tratti di una ristretta minoranza, non vanno sottovalutati questi indizi, poiché anche all’interno di questi piccoli sintomi di malessere si possono indagare e comprendere le differenze di genere” afferma Sandro Formica, VicePresidente e Direttore scientifico dell’Associazione Ricerca Felicità.
 
Per quanto riguarda la dimensione di felicità in generale emerge che, quando uomini e donne sono stimolati a confrontarsi, si dichiarano un po’ più felici rispetto alle altre persone che conoscono. Complessivamente, il campione interrogato ritiene che gli altri li vedano più felici di quanto loro stessi non si sentano. Questa sensazione è più evidente per le donne rispetto agli uomini: la differenza fra chi dice di apparire agli altri molto felice (39% per le donne e 36% per gli uomini) rispetto a sentirsi veramente così (26% per le donne e 31% per gli uomini) è di circa 13 punti percentuali.
 
“Questa discrepanza crediamo sia stata accentuata dalla pandemia, che sembra aver colpito più duramente le donne: alla dimensione dell’home working - non riusciamo a definirlo smart-working visto che è privo della componente “smart” e “agile” - si sono aggiunti i costanti impegni familiari, appesantendo i carichi di lavoro. Ciononostante, pensiamo che questa diversità tra uomini e donne emersa dai dati, possa essere appianata con una relazione generativa all’interno dell’azienda: assiduo ascolto attivo, per realizzare dei percorsi in cui non ci si senta giudicati, ma ci si possa esprimere liberamente, dichiarando i propri bisogni, mostrando i propri talenti e creando un rapporto autentico con i leader, con i colleghi e con l’ambiente che ci circonda” commenta Elga Corricelli co-founder dell’Associazione Ricerca Felicità.
 
La survey ha coinvolto 1.314 persone, suddivise tra lavoratori dipendenti (72,3%) e liberi professionisti (27,7%), suddivisi per sesso con una media ponderata di 42.3% di donne e il 57,7% di uomini, appartenenti alle 4 generazioni (Baby Boomers, Generazione X, Millennials, Generazione Z) in rappresentanza della popolazione italiana attiva nel mondo del lavoro.
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