Nazionali: Il grande sistema Colosseo-Fori-Appia Antica
29/11/2025
Antonio Calcagni
Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo sul futuro della nostra Appia Antica, del dottor, Simone Quilici, architetto e paesaggista, che dal 2019 ha diretto il Parco Archeologico dell'Appia Antica fresco di nomina quale Direttore del Parco Archeologico del Colosseo.
Il dottor Quilici ha dedicato anni di lavoro al recupero degli itinerari culturali e dei sistemi territoriali, contribuendo in modo determinante al riconoscimento della Via Appia Antica come 60° sito italiano del Patrimonio UNESCO, ottenuto lo scorso anno.
“Il Parco Archeologico dell’Appia Antica, istituito nel 2016 come ente autonomo del Ministero della Cultura, ha il compito di tutelare e valorizzare un territorio unico al mondo, dove archeologia, natura e paesaggio formano un sistema continuo dalle porte di Roma ai Castelli Romani.
Questo sistema unitario era stato già individuato dai ministri Ruggero Bonghi e Guido Baccelli alla fine dell’Ottocento, ripreso dall’architetto e urbanista Gustavo Govannoni negli anni Venti del XX secolo con l’idea del “cuneo verde” e infine rilanciato nella seconda metà del Novecento da Antonio Cederna e Vittoria Calzolari, pionieri e paladini della tutela del paesaggio in Italia.
Il Parco gestisce monumenti, aree archeologiche e tratti demaniali dell’antica via Appia, coordinandosi con il Parco Regionale per gli aspetti naturalistici. L’azione di tutela da parte delle istituzioni è da sempre affiancata dalle attività delle associazioni ambientaliste: tra queste Italia Nostra e Legambiente che hanno giocato un ruolo importante nella sensibilizzazione pubblica contro abusivismo e degrado.
Negli ultimi decenni numerosi interventi di scavo, restauro e acquisizione di nuovi beni — tra cui Capo di Bove, il Mausoleo di Sant’Urbano, la Villa dei Tritoni e Villa Massenzia - hanno ampliato il circuito di visita e favorito forme di riuso culturale del patrimonio. I restauri hanno interessato acquedotti, tombe, ville, chiese e percorsi storici, spesso accompagnati da nuove soluzioni multimediali e da progetti di accessibilità. Il programma “Appia Regina Viarum” e i lavori lungo il tracciato esterno al GRA puntano a mettere a sistema il grande cammino da Roma a Brindisi.
Le attività scientifiche sono sviluppate in collaborazione con istituti di ricerca, università e l’Istituto Centrale per il Restauro, mentre un progetto di rilievo e digitalizzazione condotto con il Politecnico di Milano sta costruendo un vero e proprio “digital twin” del territorio. Un ruolo strategico avrà il progetto URBS, finanziato dal Piano Nazionale Complementare al PNRR con 30 milioni di euro: esso mira a ricucire il rapporto tra centro e periferia, incrementare le aree visitabili, migliorare l’efficienza energetica degli edifici storici e potenziare l’accoglienza, anche grazie alla piattaforma digitale MUVI Appia.
Parallelamente, il Parco sviluppa iniziative di valorizzazione, didattica e partecipazione, con mostre, spettacoli, attività educative inclusive e nuovi strumenti di fruizione. Il riconoscimento UNESCO dell’Appia nel luglio 2024 rappresenta una tappa decisiva: consente una gestione coordinata dell’intero asse viario e rafforza il ruolo centrale del Parco nella tutela e nella valorizzazione culturale della “Regina Viarum”.
La nuova sfida è ora rilanciare il sistema unitario Colosseo-Fori-Appia per redistribuire i flussi turistici della Capitale e per ribadire la centralità del sistema ambientale che lega i Castelli Romani alla valle del Tevere e a Roma, caratterizzato dal grande asse dell’Appia a partire dal Miliarium Aureum nel Foro Romano”.
Antonio Calcagni
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29/11/2025 Articolo letto 404 volte |
 Antonio Calcagni Pres. smariamole.it e Pres. c.d.q. S.M.M. Tel. 3933750539 |
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