Ieri venerdì con inizio alle ore 15:00, si sono svolti i funerali del nostro caro amico Filippo.
Per l’occasione la nostra chiesa era piena come non mai, tanto che è stato necessario estendere l’amplificazione anche all’esterno, così da permettere ai numerosissimi partecipanti, che non erano riusciti ad entrare in chiesa, di seguire comunque la cerimonia.
Una rappresentazione plastica di quanto il nostro caro rimpianto era amato ed apprezzato.
Durante la cerimonia, si sono vissuti momenti di intensa commozione, che non hanno risparmiato neanche Don Jesus, che per l’occasione ha pronunciato un sermone ricco di riferimenti alle “gesta” di Filippo nell’ambito del Decoro Urbano.
Di seguito pubblichiamo il discorso di commiato pronunciato da Antonio Calcagni ed a seguire quello di Gianni Botta, rispettivamente Presidente e Segretario del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole.
“Nel 2019 via della Falcognana 61 era ormai ridotta ad una vera e propria discarica a cielo aperto, e sinceramente ogni volta che ci passavo mi stringeva in cuore vederla in quello stato, ma, nonostante ciò, anche io, come sicuramente tanti altri, non mi decidevo a fare qualcosa.
Poi un bel giorno, trovandomi a passare per l’ennesima volta da quelle parti, ho visto una persona tutta intenta a ripulirla, mi sono subito fermato per ringraziarla, ma avendo molta fretta, il mio approccio è stato solo quello chiedere, se potevo contribuire economicamente ai costi di questo importante intervento.
Lui mi ha guardato senza nemmeno smettere di lavorare, e mi ha detto le testuali parole, “Qui abbiamo bisogno di braccia e non di soldi”.
In quel momento pur colpito dalle parole trancianti di Filippo, ho capito di avere appena conosciuto una persona straordinaria, e così nei giorni successivi mi sono sentito in dovere di coinvolgere, in quel progetto, gran parte dei soci del Comitato di Quartiere, e non solo.
Al termine di quella campagna avviata da Filippo, ma anche da Sergio Cuomo e sua moglie Nunzia, in cui vennero raccolti circa 200 sacchi di immondizia, via della Falcognana 61, ritornò a risplendere.
Ma Filippo non si fermò lì, continuo la sua opera fino ad arrivare a Spregamore, facendo sì che, dove passava lui l’abbandono ed il degrado si trasformassero in ordine, pulizia e bellezza.
L’attività lanciata e diretta da Filippo aveva ormai preso piede nel nostro Comitato ma, con l’arrivo di Gianni Botta, il tutto ebbe un ulteriore slancio, e così si decise di dar vita al Nucleo Decoro urbano, e Filippo entrò a pieno titolo nel Comitato di Quartiere, diventandone il Vicepresidente.
In quel periodo furono organizzate una serie di giornate ecologiche a favore della nostra cittadina, un esempio che fu presto replicato anche a Cava dei Selci.
Queste giornate interessarono via Capanne di Marino, il parcheggio di via Frassati, l’area adiacente l’Eurospin, ma anche tante altre aree.
Ma tutto ciò a Filippo ancora non bastava, e così ormai quasi quotidianamente mi chiamava per dirmi ”Insieme a Gianni andiamo a fare un giro di perlustrazione”.
Al termine del quale provvedeva a dare il tormento alla Multiservizi, oppure l’Assessore Bruno Orazi e/o la polizia Locale, ma anche al Comune di Ciampino affinché intervenissero oppure mi chiedeva, di inviare ai suddetti una PEC.
Questo era Filippo quindi, una persona che del Decoro urbano ne aveva fatto uno stile di vita, a cui tutti noi dovremmo prendere ad esempio.
E proprio per questo sarà nostra cura far sì che le gesta di Filippo non rimangano lettera morta.
Grazie Filippo per quello che hai fatto per noi. Grazie Grazie Grazie”.
“Ciao Filippo.
Sei stato una sorpresa dal giorno in cui vidi i tuoi cartelli lungo Via Capanne di Marino e chiesi ad Antonio chi ne fosse l’autore, scoprendo l’amico generoso e travolgente che portava simpatia ovunque andasse.
Mi hai subito preso a bordo donandomi la pettorina gialla - che volevi indossassi sempre perché ne andavi fiero - nominandomi il tuo braccio destro.
Insieme abbiamo scorrazzato a bordo della tua Jeep gialla a raccogliere i doni che gli sconosciuti lasciavano lungo le strade e nei parcheggi:
abbiamo raccolto di tutto, ma il bonus scattava quando trovavamo le nostre amate bottiglie di Amaro del Capo, sui cui abbiamo girato diverse scenette.
Perché tu eri così, sempre con la battuta pronta.
Quando invece trovavamo mobili smontati e fioriere ecco che li trasformavi nell’arredo urbano che è ancora lì a testimoniare il tuo passaggio.
Credo che fosse dicembre l’ultima volta che siamo usciti insieme: tu a pulire via delle Capanne di Marino ed io la rotatoria dell’Appia, perché entrambi volevamo che Santa Maria fosse bella sin dal suo ingresso, che chi arrivava non dovesse scorgere le buste e le cartacce, ma solo verde e piante, le stesse che tu mettevi in giro per questo nostro paesino.
Niente e nessuno ti fermava, neanche l’amarezza per le critiche che talvolta ci sono piovute addosso o gli sfottò di chi ci chiamava “ottimisti“: il tuo obiettivo era rendere bella questa nostra grande casa, farne un giardino simile al tuo di cui i nostri concittadini potessero andare fieri e stimolarli a mantenerlo pulito.
E tutto questo senza chiedere nulla in cambio: cosa c’è di più nobile?
Quando venne fondato il Gruppo dei Volontari del Decoro Urbano ti dissi che avevi il potere di cambiare le cose, oggi aggiungo che tu hai fatto “comunità”.
Sappi che il Gruppo dei Volontari andrà avanti nel tuo nome perché ciò che hai immaginato è giusto e buono, ci saranno altri amici e amiche che si uniranno a noi, ma senza te sarà tutto diverso.
Dove sei ora tutto sarà sicuramente pulito, eppure sono certo che anche lì starai già progettando cartelli e fioriere per rendere il Paradiso ancora più bello.
Riposa in pace amico mio.”
A concludere, c’è stato il discorso di Giacomo, il figlio maggiore di Filippo, sopportato da sua moglie e dal fratello Giulio, che ci hanno offerto uno spaccato familiare sereno e spensierato.
Floria, la compagna di una vita di Filippo ha seguito la cerimonia con profonda compostezza e sobrietà, ma dai suoi occhi traspirava un velo di malinconia.