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Scattano severe sanzioni per gli "sporcaccioni"

Scattano severe  sanzioni per gli "sporcaccioni" Copertina Nazionali (1.585-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

L’arrivo dell’estate, oltre a portare il caldo, contribuisce ad incrementare i luoghi e le circostanze in cui si verificano  manifestazioni di inconcepibile maleducazione, consistente nell’abbandono, dappertutto, di un’ampia tipologia di  rifiuti di piccola taglia, quali: scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare, cartacce, piccoli involucri di plastica, lattine,e soprattutto cicche.

Rifiuti, che avendo tempi di degradazione anche di notevole durata(che vanno dai 3 mesi per i fazzolettini di carta, ai 3-12 mesi per i giornali, ai 2 anni per i mozziconi  di sigarette con filtro, ai 5 anni per i chewin-gum, ai 10 - 100 anni per i barattoli di latta, ai 10 – 1000 anni per contenitori in plastica ), sono destinati a permanere a lungo sulle strade, sui marciapiedi,nelle foriere, nelle aiuole, nei prati, nei siti archeologici, ecc.

In quanto, specie  i mozziconi di sigaretta, sono un rifiuto che, a causa delle ridotte dimensioni, risulta difficile rimuove con i mezzi di spazzamento manuali e meccanici poiché, come frequentemente accade,  rimangono intrappolati nelle fessure, nelle intercapedini, nei tombini,e fra i cespugli.

Trattasi cioè di un insieme di rifiuti che per le loro natura  non nuocciono soltanto al decoro urbano e dei luoghi meta di frequentazioni di vario genere ma, costituiscono una reale minaccia per l’ambiente naturale, la vita acquatica e la fauna .

Infatti, le cicche, in particolare, risultano essere un rifiuto  non facilmente biodegradabile, dato che il filtro è composto da fibre di acetato di cellulosa,  che una volta immesse nell’ambiente non si distruggono, ma vengono frantumate e si accumulano nel suolo e nelle acque superficiali e marine, inquinandoli .

Inquinamento che viene aggravato dalla tossicità delle 4000 sostanze chimiche assorbite dal filtro (durante la combustione della sigaretta) stesso che,quando va a finire nell’acqua, produceun prolungato rilascio di composti chimici pericolosi.

Infatti, basti pensare che la sola nicotina presente in una sigaretta , in caso di ingestione accidentale, potrebbe causare la morte in un bambino in tenera età. Come dimostrato: - dai test di tossicità acuta sugli effetti prodotti,sulla moria del 50 % di  microrganismi acquatici (piccoli crostacei alla base della catena alimentare ),da un composto ottenuto con l’immersione  di una cicca in 1 litro d’acqua; - o dall’l’efficacia insetticida,nei confronti di molti parassiti delle piante  ( Afidi, Ragnetto Rosso, Cocciniglia, ecc. ), di un preparato ottenuto con il tabacco ricavato da 30 mozziconi di sigaretta messi a macerare per 72 ore in 1 litro d’acqua.

In considerazione di quanto appena esposto, una  così diffusa deprecabile ed  istintiva abitudine di liberarsi con disinvoltura degli elencati rifiuti, non può che trovare giustificazione soltanto nella mancanza di conoscenza delle conseguenze che un tale comportamento possa comportare. Quindi si ritiene che la diffusione di una esauriente ed oggettiva  informazione possa decisamente contribuire ad indurre gli ignari trasgressori a prendere coscienza della validità dell’adozione immediata di un comportamento più attento e responsabile.

In sintonia con tali finalità,  proprio in questi giorni è partita, su circa 50 spiagge, la campagna “ Ma il mare non vale una cicca ? “ per iniziativa dell’Associazione “Mare Vivo“ , patrocinata dal Ministero dell’Ambiente, con l’intento di responsabilizzare le persone a non gettare i rifiuti in spiaggia, informandoli sui luoghi e tempi di conferimento e smaltimento.

Se poi l’attuazione di tali iniziative dovesse rivelarsi ancora insufficienteper promuovere l’affermazione del senso civicoin tutti i cittadini, nei confronti degli ostinati, non rimane che il ricorso al più convincente dei deterrenti, che trova riscontro nell’applicazione delle misure sanzionatorie di seguito riportate:

  • dalla Legge  n° 221/2015 approvata lo scorso Dicembre dalla Camera dei Deputati, meglio nota come “ Collegato Ambientale”, entrato in vigore il 2 Febbraio c.a. che stabilisce multe salate a chiunque abbandona rifiuti di piccola taglia, e detta Disposizioni  finalizzate a promuovere misure di  green economy ( Economia verde ), che il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente definisce: “ Un’economia che produce benessere umano, equità ed inclusione sociale, riducendo, allo stesso tempo, i rischi ambientali,  e l’utilizzo delle risorse naturali;
  • e dell’art. 15 del Decreto Lgs. N°285 del 30 Aprile 1992  del Codice della Strada, che prevede il divieto di “ insozzare la strada o le sue pertinenze gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento “

 

Misure repressive che, per i trasgressori, prevedono le   sanzioni amministrative pecuniarie di seguito indicate

Rifiuto Ambiene Trasgressore Sanzione
Scontrini, fazzoletti di carta, cartacce, gomme da masticare Strada, acque , scarichi e caditoie Pedoni Da €30 a €150
Prodotti da fumo: cicche Suolo, acque, scarichi e spiagge Pedoni e bagnanti Da €30 a €300
Fazzolettini, chewing gum, cartacce varie  e mozziconi di sigaretta Strade e relative pertinenze, marciapiedi, prati, ecc Conducenti e passeggeri di auto in corsa o in sosta. Da €106 a €425

 

I proventi delle quali verranno destinati, per il 50 % ad alimentare un fondo costituito presso il Ministero dell’Ambiente, mentre il resto rimarrà nelle casse comunali, per far fronte alle spese di pulizia del sistema fognario urbano e per finanziare specifiche  campagne di promozione ed formazione.

Campagne che, affinché possano trovare riscontro negli esiti sperati, occorre, da parte delle Amministrazioni comunali, l’indispensabile adempimento  dell’installazione, ove mancanti,dei cestini edegli  appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo,lungo le strade, nei parchi e nei luoghi di aggregazione sociale

Onde evitare che anche i più  restii ad accogliere le sollecitazioni  ad assumere un comportamento ispirato a principi di civiltà, possano accampare pretestuose giustificazioni, per non desistere dalle cattive abitudini.

 

 

Articolo redatto dal Prof. Domenico Brancato

UNICUM APPIA ANTICA

UNICUM APPIA ANTICA  Copertina S. Maria delle Mole (1.584-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

ANTICA BOVILLAE: RICONOSCIMENTO PATRIMONIO UMANITA’ INVIATO APPELLO, UNESCO RISPONDE: “INTERESSA”, ATTESA UFFICIALITA’ DA GOVERNO. MIBACT APRE PROCEDIMENTO FINALE CON IL COMITATO PROMOTORE E BELLEZZE BOVILLAE
 
Inviando – il 22.5.2020 – a Unesco e Governo Italiano l’Appello ai fini del riconoscimento quale Patrimonio dell’Umanità dell’Unicum “Appia Antica-Antica Bovillae” insieme alle 1000 Firme dei Sostenitori raccolte, il Comitato Promotore l’ha accompagnato con una relazione riassuntiva (2 cartelle più 9 titoli/link per approfondimenti) che ne ha evidenziato: ”Da Boville Nasce Roma: fra leggenda, storia e realtà, l’ Appia Antica le unisce nei millenni”; “Antica Bovillae: nascita e splendore lungo la Via Appia Antica, in 3 Epoche in 1500 Anni“; “Antica Bovillae: Importante Crocevia, Luogo di Sosta da/per Roma lungo Via Appia Antica”; “Unicum Appia Antica-Antica Bovillae: Unisce Bacini Idrogeologici di Lago Albano e Tevere”.
 
L’Unesco ha risposto tempestivamente (28.5.2020) manifestando un “chiaro interesse”: precisando che resta in attesa della Proposta Ufficiale da parte del Governo Italiano, cui compete. Dopo più solleciti e nuovi invii (a Conte, Franceschini e Dirigenti MiBACT), finalmente (il 21.7.2020) il MiBACT ne ha avvito il Procedimento ammettendovi il “Comitato Promotore dell’Appello” (rappresentato, al 1° Incontro, da: Pino Cardente, Portavoce; Marco Bellitto, Presidente Ass.ne Sempre Boville; Paolo Montanari, Archeologo).
 
L’Ufficio UNESCO del MiBACT, presente con Dirigente e Funzionaria, ha riportato l’interesse del Ministero a far ripartire - con questo incontro - la “2^ Fase” per arricchire le motivazioni ad integrazione della Candidatura della Regina Viarum (dai suoi tratti in basolato ben conservati a siti/beni che si trovano lungo i suoi lati: nell’ intero tracciato da Roma a Brindisi , quello da Roma a Bovillae è il meglio conservato, impreziosito dai siti e dai monumenti di Bovillae: come ben evidenziato dal C.P.): il tutto potrà essere inserito in quel Progetto di Valorizzazione e Fruibilità che il MiBACT dovrà produrre per completare la “2^ Fase”, quella del Riconoscimento finale dell’UNESCO .
 
Finalmente ascoltiamo procedure chiare ed impegni chiari. Poiché ci si riferisce che i tempi non sono brevi per arrivare al definitivo riconoscimento (anche col nostro prezioso arricchimento giuntovi in allegato al nostro Appello), chiediamo che il MiBACT risponda a UNESCO e C.P. apprezzando la nostra Proposta e garantendo un adeguato completamento del positivo iter Governativo”: questa la concreta ed operativa richiesta di Pino Cardente, Portavoce del Comitato Promotore.
 
Il nostro Appello costituisce uno strategico arricchimento teso a far sì che l’UNESCO si esprima favorevolmente ai fini della tutela dei siti e dei monumenti che già individuammo nel Progetto “Bovillae@Bellezza” (2015): ai 32 iniziali, se ne sono aggiunti molti altri da studi che abbiamo condotto e darinvenimenti effettuati in questi ultimi anni “ - ben evidenzia Marco Bellitto - anche quale studioso e scopritore continuo del Patrimonio che, da oltre 3000 anni, abbellisce Bovillae lungo la Regina Viarum.
L’Unicum costituito da Bovillae e dalla via Appia Antica ha sempre condiviso con Roma il suo ecosistema formatosi dalle prime eruzioni del Distretto Vulcanico dei Colli Albani. A partire dalla rete idrogeologica, con i suoi corsi d’acqua, i suoi strati di pozzolana ed i suoi tufi teneri o litoidi è divenuto un Unicum col Bacino Idrogeologico del Tevere.Tale simbiosi millenaria - ha aggiunto Paolo Montanari, archeologo e studioso degli Acquedotti e della Campagna Romana - è documentata dal Catasto Gregoriano per il quale venne misurata, con innovative triangolazioni, la “Comarca Palaverta”. Tale distretto dello Stato Pontificio riassume in sé, con il suo scrigno di toponimi, marrane (Fosso delle Scopette, Fosso della Mola), colli erbosi per la pastorizia ad uso pubblico e castelli medievali (Castellazza, Castello di Paolo Averti, ecc.), un Unicum con la via Appia Antica da cui originava”.
 
A tal proposito – ha ricordato Pino Cardente – l’Unesco di recente ha riconosciuto quale Patrimonio dell’Umanità “la Transumanza” che, nello scendere dall’ Appennino Abruzzese – attraverso un percorso di 8 giorni e 8 notti -, passando per Tivoli e la Via Mola Cavona, giungeva proprio a Bovillae: i cui fertili pascoli in pianura e le fonti d’acqua costituiscono un habitat accogliente per greggi e Pastori (che vi hanno resistito sino agli anni ’70). Proprio per tale millenaria presenza a Palaverta e dintorni, in qualche storica area ancora salvatasi, sarebbe bello realizzarvi un “Ovile – Museo della Transumanza e Pastorizia” inserendolo nell’unitario Progetto di fruibilità per l’UNESCO: che vedrebbe valorizzato anche il precedente riconoscimento”.
 
Non è forse un caso che l’incontro ha avuto per sede l’Osservatorio dell’ex Collegio Romano, quello nel quale Padre Angelo Secchi ideò la base geodetica su cui in seguito fu realizzata la cartografia dello Stato Pontificio: Caposaldo A nei pressi di Caecilia Metella, Caposaldo B sulla Torre Secchi che è un fiore all’occhiello proprio sull’Appia Antica a Frattocchie.
 
L’incontro si è concluso con sinceri ringraziamenti rivoltici dall’Ufficio “UNESCO” del MiBACT, confermandoci l’interesse a continuare con la nostra collaborazione: un prossimo Sopralluogo, nell’area archeologica di Bovillae, permetterà di acquisire elementi in loco da inserire nella relazione Tecnica finale per l’UNESCO.
 
 
Comitato Promotore dell’Appello a Unesco e Governo
La Delegazione: Pino Cardente, Marco Bellitto, Paolo Montanari

RICHIESTA CONTRIBUTO CANONE LOCAZIONE 2020

RICHIESTA CONTRIBUTO CANONE LOCAZIONE 2020 Copertina Nazionali    (allegati) (1.583-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

MODALITA PRESENTAZIONE DOMANDA E REQUISITI PER RICHIEDERE IL CONTRIBUTO PER IL PAGAMENTO DEL CANONE DI LOCAZIONE 2020
 
Si  informa la Cittadinanza che, il Comune di Marino, in seguito alla Deliberazione della Giunta regionale del Lazio n.176 del 9 Aprile 2020 ed al Provvedimento comunale n. 279/20, che approva l’Avviso pubblico per la concessione dei contributi straordinari per il pagamento dei canoni di locazione 2020, rende noto che sono avviate le procedure finalizzate alla concessione dei contributi integrativi per coloro che, in possesso dei requisiti indicati nell’allegato Modello di Domanda, abitano in alloggi di proprietà pubblica o privata, condotti in locazione.
 
La Domanda di partecipazione al citato Avviso dovrà essere compilata esclusivamente sul Modello predisposto dalla Regione (scarica il modello che trovi in allegato) e presentata, con allegata copia del Documento di identità in corso di validità, entro Venerdì 15 Maggio 2020 compreso, tramite:
  • Posta elettronica Certificata (PEC) all’indirizzo: protocollo@pec.comune.marino.rm.it
  • Raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo: Protocollo Generale Largo Palazzo Colonna 1 – 00047 – Marino.
 
Non è ammessa la presentazione della Domanda a mano, a causa della chiusura al pubblico del servizio.
 
Si informa inoltre che:
  • le Domande incomplete non saranno ritenute valide ai fini della formazione della graduatoria;
  • spetta all’Amministrazione comunale procedere ad idonei controlli, a campione, per la veridicità delle dichiarazioni rese;
  • a seguito della scadenza dei termini previsti dall’Avviso, il Comune erogherà ai richiedenti il contributo, nei limiti delle risorse disponibili e nella misura massima del 40 % del costo dei canoni di 3 mensilità dell’anno 2020.

Cittadinanza Attiva all’opera in via Frassati

Cittadinanza Attiva all’opera in via Frassati Copertina S. Maria delle Mole    (audio/video)    (commenti:1) (1.578-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo di Federica, una delle straordinarie persone che domenica 25-10-2020 hanno contribuito a rendere la nostra Città più vivibile, un messaggio di grande senso civico che dovrebbe essere fatto proprio da tutti. 
 
“Nella giornata del 25 ottobre in via Pier Giorgio Frassati a Santa Maria delle Mole, grazie alla proposta di un gruppo di condomini residenti al civico 19, si è dato il via all’ attività di ripulitura della zona del parcheggio e della strada adiacente poiché abbandonati da tempo in uno stato di totale degrado ambientale.
 
L’iniziativa nasce dopo aver più volte cercato di far intervenire, in loco, il Comune e le forze preposte ma essendo un luogo “privato” non è stato mai possibile ottenere nessun risultato in merito.
I residenti hanno cosi deciso volontariamente di unirsi per ripulire con le proprie risorse l’area colma di rifiuti solidi ingombranti e non, quali stendini, bottiglie, bandoni, pannolini, ruote, vetro e molto altro. Si è inoltre in attesa della rimozione di auto e moto abbandonate nell’area d’intervento.
 
Si è rivelata un’esperienza umana molto bella in un momento sociale di grande difficoltà e un esempio di cittadinanza attiva e di solidarietà che mette in luce la volontà e la predisposizione di molti cittadini, anche non direttamente coinvolti nell’uso del parcheggio, nel voler migliorare il posto in cui si vive.
 
Il rispetto per l’ambiente e la cooperazione dei condomini residenti continuerà ancora con altri interventi, il prossimo è previsto per domenica 8 novembre, al fine di completare il servizio di pulizia.
 
Si ringrazia il Sindaco per aver supportato questo progetto con l’intervento per lo smaltimento dei rifiuti che sono stati raccolti”.

A proposito di Bus per raggiungere l’INI

A proposito di Bus per raggiungere l’INI Copertina S. Maria delle Mole (1.576-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

Solo chi, per vari motivi ha avuto l’occasione di  frequentare l’INI,  può comprendere appieno i disagi che bisogna sobbarcarsi per tale Istituto con un’autovettura privata.

La strada infatti risulta particolarmente difficile da percorrere, ancor peggio poi se a doverla fare, come spesso accade, è una persona che ha qualche  difficoltà motoria oppure anziana.

Una volta arrivati li poi c’è  il problema del parcheggio, difficile da trovare, ma soprattutto particolarmente oneroso.

Sulla base di tutto ciò e supportati dal fatto che un servizio di navetta gratuita, dell’Istituto già collegava la struttura sanitaria  con numerosi paesi dei Castelli, tra cui appunto Marino, Ciampino, ecc.ecc.., abbiamo chiesto l’estensione di tale servizio anche a Santa Maria, Frattocchie, Cava, Castelluccia, Fontana Sala e Due Santi.

La Direzione Sanitaria dell’Istituto pur confermando la validità della richiesta  di un collegamento  tra la struttura sanitaria e tutto il territorio a valle del Comune di Marino da cui provengono molti dei suoi pazienti, si disse impossibilitata a soddisfarla .

A questo punto l’unica strada da percorrere rimaneva quella di chiedere all’Amministrazione Comunale di istituire un servizio di navetta pubblica, cosa che abbiamo formalmente fatto in data 02.11.2017, e approfondito in un incontro con l’Assessore competente.

Una proposta che ha riscosso un forte interesse  e che per questo  è stata portata avanti con un grande  impegno,dall’Assessore Cerro, fino a raggiungimento dell’accordo dei giorni scorsi tra INI- Schiaffini e Comune di Marino per l’avvio dal 12-03-2018 di un servizio di navetta da e per l’Istituto con partenza da … Marino, piazza Don Luigi Sturzo.

Premesso che siamo contenti di aver contribuito ad avviare un servizio, utile agli abitanti di Marino Centro, ma le domande sorgono  spontanee.

Come mai si è realizzato un servizio dove già esisteva, e non si è cercato invece di realizzarne uno nuovo che ovviamente avrebbe compreso anche Marino centro, come da noi richiesto?

Il Signor Sindaco, che si dice orgoglioso di aver creato un servizio utile a TUTTI gli utenti dell’Istituto provenienti dal nostro Comune, ci spieghi in quale modo un utente, per esempio di  Santa Maria potrà usufruire di tale servizio.

Senza una risposta plausibile, allora il vecchio detto “piove sempre sul bagnato” rimane sempre di forte attualità.

A Santa Maria delle Mole è già Natale: sabato 23 novembre tornano le "Luci in Allegria"

A Santa Maria delle Mole è già Natale: sabato 23 novembre tornano le "Luci in Allegria" Copertina S. Maria delle Mole (1.574-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
NATALE 2024
 
Dopo il grandissimo successo della Notte Bianca dello scorso 14 settembre, Santa Maria delle Mole è pronta a respirare nuovamente una magica atmosfera con la 3a edizione di “Luci in Allegria”, evento ideato da Andrea Paciotti e organizzato dall’UCF Marino con il patrocinio del Comune di Marino insieme ai commercianti, alle imprese e alle attività produttive del territorio.
 
Nella frazione marinese la festa più attesa dell’anno inizierà sabato 23 novembre alle 18:30 in piazza Palmiro Togliatti, dove sarà acceso un grande albero di Natale alla presenza del sindaco Stefano Cecchi e dell’amministrazione comunale di Marino.
 
A presentare il momento inaugurale di “Luci in Allegria” sarà Luca Rossetti. Nel corso dell’evento, tornerà a esibirsi sul palco di Santa Maria delle Mole Lavinia Fiorani, che eseguirà dal vivo il brano Luci in Allegria, ormai vera e propria sigla-tormentone della manifestazione.
 
Il Natale di Santa Maria delle Mole durerà fino a domenica 12 gennaio 2025. Tanta gioia e tanto divertimento per grandi e bambini, con animazione, giostre, musica e, ovviamente, le immancabili luminarie tridimensionali, quest’anno dedicate alle favole, e le luci colorate installate lungo le strade principali del territorio, per una vera esplosione di luci e colori che renderanno uniche le imminenti festività natalizie.
 
Quest’anno, poi, ci sarà una bellissima novità: una fantastica pista di pattinaggio sul ghiaccio, realizzata in piazza Sandro Sciotti, che sarà fruibile dal lunedì al venerdì, dalle ore 15 alle 22, e il sabato e la domenica, dalle 11 alle 22. Altre sorprese saranno illustrate nei prossimi giorni sulla pagina Facebook Natale in Allegria.
 
Voglio ringraziare fortemente tutti gli sponsor e i commercianti, che ormai da anni credono in questo progetto, il sindaco Stefano Cecchi e tutta l’amministrazione comunale di Marino – commenta il presidente dell’UCF Marino Andrea Paciotti. Un ringraziamento speciale, chiaramente, va anche ai commercianti che hanno collaborato per la realizzazione di ‘Luci in Allegria’, un appuntamento caratteristico e, soprattutto, imperdibile per la nostra comunità. Abbiamo lavorato con larghissimo anticipo – aggiunge Paciottiper far vivere, fin dal 23 novembre, un Natale magico ai cittadini di Santa Maria delle Mole, di Marino e di tutti i Castelli Romani, ma anche dell’intera provincia di Roma, perciò vi aspettiamo in tantissimi fino al 12 gennaio. Buon divertimento e Buone Feste a tutti!”.

LA VENDITA DI ACQUA ESPOSTA AL SOLE E' REATO

Nazionali    (commenti:1) (1.570-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

Per chi  espone  al sole, anche per breve tempo,  le confezioni d’acqua destinate alla vendita, si configura  il reato di detenzione per la vendita di sostanze alimentari in cattivo stata di conservazione.

Questa è la conclusione alla quale è giunta la Corte di Cassazione, terza sezione penale, nella sentenza n. 39037/2018, respingendo il ricorso di un commerciante e confermando la sua condanna alla pena di euro 1.500 di ammenda per il reato ex art. 5 della Legge 283/1962.

In quanto,  la contravvenzione di cui al citato articolo 5 è un reato di pericolo presunto che  si concretizza anche senza l’effettivo accertamento del danno al bene protetto: la salute ( cfr. Cassa. N. 3674/2016).

Infatti, sempre per la Cassazione, il reato di detenzione per la vendita di sostanze alimenti in cattivo stato di conservazione  è configurabile quando si accerti che le concrete modalità della condotta siano idonee a determinare il pericolo di un danno alla salute.  Ciò, in riferimento alla considerazione che   “ l’acqua è un prodotto alimentare vivo e come tale è soggetto a subire modificazioni allorché: -  rimane  isolata dal suo ambiente naturale e posta all’interno di contenitori stagni che impediscono i normali interscambi che avvengono  con l’aria, la luce e le altre forme di energia; -  viene sottoposta ad aumento di temperatura o ad esposizione continua ai raggi solari “ .

Ciò è dovuto al fatto che l’acqua non può essere considerata, significativamente, diversa da altri liquidi alimentari, quali l’olio ed il vino. La normativa, pertanto,  in considerazione di tale tesi,  ha stabilito che la conservazione  di bottiglie di acqua minerale in contenitori PET (Polietilentereftalato) all’aperto ed esposti al sole, costituisce la contravvenzione prevista dalla Legge 283/1962, per la quale:  l’esposizione, anche parziale, di prodotti destinati al consumo umano, alle condizioni atmosferiche esterne ( tra cui l’impatto con i raggi solari ), può costituire potenziale pericolo per la salute dei consumatori, poiché sono possibili fenomeni chimici di alterazione dei contenitori e conseguentemente del loro contenuto.

Per estendere le informazioni sull’argomento,  in seguito alla propaganda  che circola ciclicamente online, secondo la quale il PET rilascerebbe grandi quantità di Antimonio quando le bottiglie vengono esposte alla luce diretta del sole, si riporta l’esito di un’indagine condotta e  pubblicata da ALTROCONSUMO  nel  n. 327 Luglio – Agosto 2018 della  omonima Rivista,  riguardante, appunto “ tracce di sostanze  inquinanti provenienti da prodotti chimici  (Nel caso specifico l’Antimonio)  usati per la produzione di contenitori  PET “. Indagine che evidenzia la poca o nulla rispondenza di tale affermazione, sia con  l’esito  degli studi effettuati in condizioni estreme a riguardo,   e sia nelle prove di laboratorio eseguite da Altroconsumo stesso. Dove non sono state rilevate tracce di Antimonio in nessuno dei campioni esaminati. Mentre, su 18 confezioni  dei 42 esaminati sono state riscontrate piccole tracce di xilene ed etilbenzene, molto probabilmente provenienti dalla plastiche dei contenitori.

Comunque, fermo restando l’attendibilità delle precauzioni sulla salute stabilite dalla citata normativa, si ritiene opportuno precisare che oltre agli inquinanti menzionati, la qualità dell’acqua si giudica anche in funzione della quantità   degli elementi analizzati riportati  in etichetta e dal confronto dei valori degli stessi con i limiti stabiliti  dal D. Lgs. n. 31 del 2/02/2001 e della Direttiva CEE/CEEA/CE n° 83 del 3 /11/1998 .

In quanto, non sempre il continuo martellare della pubblicità, che tende a far credere che l’acqua in bottiglia sia  sempre la migliore, risponde ad obiettiva verità.

Come dimostra la scoperta , sempre di Altroconsumo, riguardante l’acqua  “ RADENSKA“ imbottigliata in Slovenia e venduta in Veneto e Friuli Venezia Giulia, consistente nell’accertamento  di valori notevolmente  al disopra dei limiti stabiliti dal Decreto Legislativo 31/05/2001 per le acque destinate al consumo umano, come di seguito specificato:

  • Residuo fisso mg/l  2045 in vece di 1500 consigliati;
  • Sodio  mg/l  665  invece dei 200 consigliati;
  • Manganese mg/l 85  contro i 50  consigliati;
  • Durezza 90 ° F  contro i 15 – 50  consigliati (1 ° F equivale a 10 mg/l di Carbonato di Calcio ed esprime il contenuto di   Sali di Calcio – Ca –  e Magnesio  - Mg –  presenti nell’acqua), oltre alla presenza di tracce (0,2 microgrammi per litro – mcg/l) di Benzene (sostanza potenzialmente cancerogena) e   nessuna avvertenza,  a riguardo,  riportata in etichetta.

Nonostante trattasi, considerata l’entità dei valori e la contaminazione  di cui sopra, di un’acqua da assumere in piccole dosi e solo su suggerimento di un medico. Motivo per cui Altroconsumo ha provveduto a segnalare il caso al Ministero della Salute.

Ovviamente, però, la quasi totalità  delle acque minerali non presentano  caratteristiche qualitative   fuori norma, anche se è sempre opportuno  verificarne la regolarità, attraverso il riscontro ed il confronto dei valori limite (Vedi Allegate Tabelle  1, 2, e 3) con quelli   riportati in Etichetta, ivi compresa la data dell’ultima analisi (molto frequentemente risalente ad anni addietro), specie quando i caratteri delle etichette risultano poco leggibili ad occhio nudo.

Per  non accettare passivamente l’equazione: “acqua in bottiglia migliore dell’acqua del rubinetto” , anche perché, nella stragrande maggioranza dei casi,  una tale convinzione risulta priva di fondamento, come dimostrano i risultati dei controlli che le ASL effettuano sugli acquedotti con una frequenza dipendente dal volume di acqua distribuito giornalmente. Frequenza  che a Marino, in considerazione degli  8.759 mc  erogati (Dedotti dal prodotto del numero degli  abitanti: 43.797 per  un consumo pro capite giornaliero di litri 200), secondo quanto previsto dal D.Lgs 31/01,  trova riscontro in  n. 31 controlli all’anno, di cui 27 di routine e 4 di verifica.

 A differenza della periodicità  di 5 anni con la quale, secondo il D. Lgs 25/1/1992, n. 105, art. 11, comma 6, dovrebbero essere aggiornate  le analisi riguardante la composizione dell’acqua minerale. Periodicità che, anche se venisse rispettata, rappresenta un arco di tempo nel corso del quale potrebbero verificarsi, lungo il corso delle sorgenti,  cambiamenti   di natura fisico-chimica  e    processi di inquinamento di natura antropica (riguardane l’influenza dell’attività dell’uomo , specie nei settori agricolo-zootecnico  ed industriale) non evidenziabili in tempo reale  in etichetta.

Inoltre, la qualità dell’acqua del rubinetto, pur essendo   garantita dagli Enti Istituzionali preposti ai controlli ( ASL e ARPA ),  può essere periodicamente  verificata dagli  stessi  utenti (Vedi allegata Scheda “ Qualità dell’Acqua – COMUNE DI MARINO “),  accedendo al PORTALE COMUNE MARINO e seguendo, in progressione,  i seguenti passaggi: Servizi online;  Aree Tematiche;  Idrico; Acea acqua – Acea ATO 2  SpA;  Bene Prezioso- Scopri la Qualità della tua Acqua – Vai alla Mappa;  Digitare il  tuo Indirizzo (con Via n. civico e Città); Puntale evidenziante l’area geografica di appartenenza; Cliccare sulla Mappa esternamente al Puntale; Per maggiori informazioni clicca qui; Salvare il file “ Marino zona 2 - Colonna – Frazioni “ e cliccare sulla denominazione dello stesso  per evidenziare  la “Tabella sulla qualità  dell’Acqua  COMUNE DI MARINO”.

Per completare il quadro delle informazioni sulle  differenze fra l’acqua del rubinetto e le acque minerali in bottiglia, si riportano ulteriori non trascurabili dettagli riguardanti queste ultime, quali:

  • un aggravio economico annuo  che, ipotizzando un consumo giornaliero di 1,5 litri pro- capite delle marche più diffuse in commercio,  comporta   una spese annua che varia da 121, 126, 153, 167, 170, 186, 302 euro, rispettivamente per le acque denominate: Boario, Fabia,  Santa Croce, Ferrarelle, Panna e Levissima, Rocchetta, Sangemini, Fiuggi, contro il prezzo di 1 euro della stessa quantità (litri 547,5) sgorgata dal rubinetto di casa; 
  • le conseguenze di tale opzione sull’ambiente derivanti dalle fasi che accompagnano i contenitori, riferite: .

- alla produzione:  che stando ai dati forniti dall’Annuario acque minerali e di sorgente Beverfood, nel 2006 sono stati prodotti in Italia circa 12 miliardi di litri di acqua minerale e registrato un consumo interno superiori agli 11 miliardi per l’imbottigliamento, dei quali, secondo Mineracqua sono state utilizzate 350 mila tonnellate di PET provenienti da circa 665 mila tonnellate  di  Petrolio ed una emissione di gas serra complessiva di 910 mila tonnellate di CO2 equivalente (Secondo l’EPA  statunitense, per ogni Kg di PET prodotto vengono  emesse 2,6 Kg di CO2  eq.);

- al trasporto: secondo  Mineracqua solo il 18 % delle bottiglie di acqua minerale viaggia su ferrovia e l’82 % su gomma, attraverso percorsi anche di migliaia di chilometri, come per una delle più diffuse marche: la Levissima, che, partendo dall’Arco Alpino, per raggiunger i supermercati di Napoli, Puglia e Palermo percorre, rispettivamente, una distanza di 894, 1.000 e 1.500 Km, a bordo di veicoli pesanti che contribuiscono alle emissioni di PM 10 ( Polveri sottili dal diametro uguale o inferiore ai 10 millesimi di millimetro ) da trasporto stradale nella misura del 23 %;

- allo  smaltimento: dai dati rilevati dall’Associazione di categoria Mineracqua e dal Corepla (Consorzio per il recupero degli imballaggi in plastica ), già nel 2006, dei 2,2 milioni di tonnellate di imballaggi plastici immessi al consumo, 409 mila  erano in PET, dei quali 350 mila sono state utilizzate per la produzione di bottiglie per acque minerali, di cui soltanto 124 mila  (pari al 35 %) avviate al riciclaggio.

Riciclaggio che, vale la pena ricordare, oltre a sottrarre l’antieconomico  conferimento dei contenitori in discarica e dal pregiudizievole abbandono nell’ambiente, consente, stando ai dati riportati nel libro “ Il Riciclo Ecoefficiente “ dell’Istituto di ricerche Ambiente  Italia, attraverso l’utilizzo del PET riciclato per la produzione di nuovi imballaggi,  un risparmio di emissione di CO2  del 95 % ed energetico del 93 %, rispetto alla produzione partendo dalla materia prima.

Ed è proprio per tentare di contenere tali insostenibili  sprechi di esauribili risorse naturali e  di  immissione di gas inquinanti nell’aria che si respira , che  ritornato in Italia, in fase sperimentale,  il “ Vuoto a rendere” (già utilizzato negli anni 60 – 70) previsto da un Regolamento del Ministero dell’Ambiente, pubblicato il 25 Settembre sulla Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore il 10 Ottobre 2017.

Tale sperimentazione,   che durerà un anno ed è finalizzata ad incentivare comportamenti che salvaguardino l’ambiente, attraverso la sensibilizzazione dei consumatori sull’importanza del riciclo, viene  evidenziata nei vari ambienti che hanno scelto di aderire alla fase sperimentale (Bar, Ristoranti, Alberghi e vari altri punti vendita) con l’esposizione di un apposito simbolo.

Quanto fin qui esposto  non si prefigge  certo di  interferire sulla libertà di scelta di chi ritiene conveniente dissetarsi  con l’acqua minerale in bottiglia, bensì vuole essere soltanto  un contributo  di conoscenze sull’argomento mirato a consentire ai  lettori- consumatori di  operare tale  scelta  in maniera più  consapevole   e compatibile con la salute dell’Ambiente, dalla quale dipendono le nostre condizioni di vita.  Affinché si eviti,   di divenire complici inconsapevoli, sebbene con una lieve incidenza ( anche se è fuor di dubbio che ogni grande dimensione, non è altro che la somma di tantissime e piccolissime frazioni della stessa), della  causa dei 91.000 decessi prematuri che ogni anno si verificano in Italia e del costante incremento di diagnosi di tumori maligni, ictus, problemi cardiaci e malattie respiratorie  ( rilevati nei Siti di interesse Nazionale o Regionale – SIN o SIR ) che interessano particolarmente le fasce di età   da zero a 24 anni, imputabili all’inquinamento da ozono e particolato fine, cioè a particelle di diametro inferiore ai 2,5 micrometri, particolarmente pericolose, poiché  possono  raggiungere facilmente gli alveoli polmonari e quindi il flusso sanguigno.

Insomma, il detto un tempo in voga:  “ siamo quel che mangiamo “ oggi, purtroppo, a ragion veduta, è diventato: “siamo quel che mangiamo e quel che respiriamo”.

 

A cura del Prof. Brancato

Avviso TERREMOTI in Tempo Reale

Avviso TERREMOTI in Tempo Reale Copertina Marino (1.566-2-0)
Francesco Raso

(articolo esportabile)

Il portale di Santa Maria delle Mole si arricchisce di un ulteriore servizio per i cittadini.
 
Abbiamo attivato un controllo in Tempo Reale sui movimenti tellurici nel territorio nazionale. Infatti, nel caso di un sisma di una magnitudo minima pari a 2.0 della scala Richter, questo viene registrato nel nostro archivio storico.
Questo archivio è già attivo dal 1° gennaio 2018 e sta raccogliendo sismi quasi tutti i giorni.
 
Di tutto ciò, l’argomento che ci può interessare in maniera quasi diretta è quello che invieremo un avviso di sisma nel caso la magnitudo fosse pari o superiore a 2.9 e in specifiche provincie.
Conoscendo a grandi linee le origini dei cittadini di S. Maria, ci siamo focalizzati sulle seguenti provincie:
AN, AP, AQ, AR, AV, BN, CB, CE, CH, FI, FM, FR, GR, IS, LT, MC, NA, PE, PG, PI, PU, RI, RM, SI, TE, TR, VT
 
Quindi, ricapitolando, verranno registrati tutti i movimenti tellurici ma ne verrà inviata comunicazione ai cittadini di S. Maria solo se è interessata una delle provincie sopra elencate e solo da una magnitudo pari o superiore a 3.9 della scala Richter.
Per magnitudo minore ma comunque da 2.9, nella pagina principale del sito, comparirà un avviso.
 
Per poter ricevere in tempo reale un eventuale avviso occorre soltanto essere iscritti alla nostra NewsLetter.
In fondo ad ogni pagina troverete il Bottone Verde: “RIMANI INFORMATO”
 
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I. Me. De. club

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I.Me.De. club - Il nostro Curriculum
Italia Metal Detector club (I.Me.De. club - www.imede.it) nasce il 10 dicembre del 2009 e già sapeva cosa voleva fare da grande.
Lo scopo primario dell'associazione è sempre stato quello di motivare, far conoscere, addestrare ed educare i praticanti di questo hobby ad un utilizzo corretto ed onesto del proprio strumento.
Non a caso è un club e non è facilissimo farne parte datosi che si tiene principalmente conto delle attitudini e dei trascorsi degli aspiranti.
I.Me.De. si interessa principalmente di ricerche d'oggetti smarriti e di bonifiche di terreni.
Sfruttiamo la tecnologia a scopo sociale rispondendo ad ogni tipo di richiesta su tutto il territorio nazionale.
Siamo stati i primi ad intraprendere questo percorso ed oggi, non a caso, siamo i migliori in assoluto.
 
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E' stato scelto uno stemma di forma “scudo route” per il semplice motivo che noi siamo sempre in strada ed arriviamo ovunque.
I nostri associati coprono quasi tutto il territorio nazionale e sono in grado di operare su qualsiasi terreno o acqua.
 
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