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- Presidente Antonio Calcagni
 

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Primo Levi nuove aule e nuova palestra, dichiarazione del sindaco Carlo Colizza

Primo Levi nuove aule e nuova palestra, dichiarazione del sindaco Carlo Colizza Copertina    (commenti:1) (1.177-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 

Con estrema soddisfazione annunciamo l’approvazione da parte della Giunta Comunale delle modifiche alla convenzione in essere tra il Comune di Marino e la società Green Buildings, la quale sta realizzando un intervento urbanistico proprio a ridosso dell’Istituto.

 

L’opera a scomputo, prevista nella convenzione sottoscritta nel 2013, consisteva nella realizzazione di un campo da tennis con annessi locali tecnici per un valore di 1.200.000 euro.

 

Alla luce della crescente richiesta di spazi per la didattica si è convenuto di modificare l’opera chiedendo di realizzare una nuova e moderna palestra a servizio della scuola che sorgerà sulla porzione di terreno adiacente all’Istituto.

 

Grazie ai fondi in possesso del Comune ed all’opera dei Tecnici dei LL.PP. autori della progettazione sottoposta alla Dirigente Scolastica ed ai suoi tecnici per l’approvazione, l’attuale edificio destinato alle attività motorie verrà trasformato in spazi per la didattica, fornendo così quella capacità di rispondere nel tempo alle tante richieste di iscrizione già dall’A.S. 2019-2020.

 

Sino a quando la nuova palestra non sarà terminata per gli alunni è prevista la possibilità di usufruire di altri spazi mediante l’attivazione di navette dedicate. 

 

Un esempio di come l’interesse pubblico possa essere perseguito anche agendo direttamente sugli accordi già sottoscritti nella direzione di fornire opere che siano veramente a servizio della comunità.

Volontariato ambientalista a Marino

Volontariato ambientalista a Marino Copertina    (commenti:1) (1.586-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

Pulizia straordinaria al bosco Ferentano

 

Decreto riscaldamento - Limitazioni e vantaggi

Decreto riscaldamento - Limitazioni e vantaggi Copertina    (commenti:1) (782-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

 
Il Decreto del Ministero della Transizione Ecologica – MiTE- approvato il 6 Ottobre 2022, comprende la regolamentazione inerente l’accensione e lo spegnimento degli impianti di riscaldamento pubblici e privati e le relative date, differenziate per zone climatiche.
 
In particolare, rispetto agli anni scorsi, l’accensione degli impianti di riscaldamento saranno posticipati e anticipati, rispettivamente, di 8 e 7 giorni, e rimarranno accesi 1 ora di meno al giorno.
 
Il territorio italiano è suddiviso in 6 zone climatiche, contrassegnate dalle lettere dell’alfabeto: dalla A alla F, a cui corrispondono: le zone dal clima più mite, seguite da quelle a clima più rigido; le relative date di accensione e spegnimento; e gli orari e la durata del periodo di esercizio, come di seguito indicato:
  • Zona A: rimarranno accesi dall’8 Dicembre al 7 Marzo, per 5 ore al giorno;
  • Zona B: rimarranno accesi dall’8 Dicembre al 23 Marzo, per 7 ore al giorno;
  • Zona C: rimarranno accesi dal 22 Novembre al 23 Marzo, per 9 ore al giorno;
  • Zona D: rimarranno accesi dall’8 Novembre al 7 Aprile, per 11 ore al giorno;
  • Zona E: rimarranno accesi dal 22 Ottobre al 7 Aprile, per 13 ore al giorno;
  • Zona F: non è prevista nessuna limitazione.
I Comuni di, Marino, Ciampino, Roma, Albano, Ariccia, Genzano, Velletri, Aprilia, Castel Gandolfo, Grottaferrata, Monte Porzio; Aprilia; e Nemi, Monte Compatri, Vivaro Romano, Rocca di Papa e Rocca Priora, rientrano rispettivamente nelle zone D, C ed E.
 
Altra novità che il Decreto appena approvato prevede è quella della riduzione di 1 grado (rispetto quanto stabilito dalla legge attualmente in vigore (DPR N. 74/2013), della temperatura massima da rispettare, come appresso specificato:
  • 17 °C (con una tolleranza di + 0 – 2°C) per gli edifici pubblici e privati, adibiti ad attività industriali, artigianali ed assimilabili;
  • 19 °C (con una tolleranza di + 0 – 2°C) per abitazioni, negozi e tutti gli altri edifici pubblici e privati.
Limitazioni dalle quali rimangono esclusi:
  • Gli edifici adibiti ad ospedali, cliniche o case di cura e ricovero, o cura di minori o anziani; nonché le strutture protette per l’assistenza e il ricovero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati ai servizi sociali pubblici;
  • Le sedi delle rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali, che non si trovino in stabili condominiali;
  • Gli edifici adibiti a scuole materne e asili nido;
  • Gli edifici adibiti a piscine, saune e simili;
  • Gli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali, nei casi in cui queste norme impediscano la corretta produzione o il corretto uso dei macchinari.
Le abitazioni sono tenute a seguire le riportate indicazioni, sia che dispongano di impianto di riscaldamento autonomo che centralizzato.
 
E mentre per le prime si parla di una forte raccomandazione (in quanto l’effettuazione del controllo risulterebbe difficoltosa ed oneroso); per le seconde, ovviamente in ambito condominiale, sarà l’Amministratore a dover far rispettare le direttive ministeriali e ad assumere la responsabilità di eventuali irregolarità riscontrate in occasione dei controlli, che verranno effettuati a campione.
 
Limitazioni che, si auspica, divengano una buona abitudine, a prescindere dai controlli e dalle sanzioni, poiché l’abbassamento di un grado consente di risparmiare in bolletta, senza dover andare incontro a particolari rinunce e disagi.
 
Anche perché riscaldare casa oltre i 20 °C nella zona giorno e oltre 16-18 °C nella zona notte, oltre a non essere affatto necessario, non fa bene alla salute e rappresenta uno spreco in termini economici.
 
Anche perchè, come ricordato in altra occasione, basta ridurre di 1 grado la temperatura per risparmiare circa l’8% della spesa per il riscaldamento.
 
Infatti, a titolo di esempio, se si ipotizza un consumo annuo di 1.100 mc di gas per il riscaldamento, si ottiene una riduzione media di 88 mc di gas (che, secondo i costi attuali stabiliti dall’Autorità garante- ARECA-, equivalgono a 90 euro/anno per ogni mc). Riduzione che, qualora tutte le famiglie italiane rispettassero, consentirebbe il non trascurabile risparmio di 1,8 miliardi di mc.
Se poi si tiene conto dell’ora di riscaldamento in meno e della diminuzione dei giorni di accensione, si stima un risparmio di 133 mc/anno per famiglia (pari a circa 135 euro in bolletta).
 
Che sul piano nazionale equivale ad un risparmio di 550 milioni di mc di gas ricavati dalla diminuzione dell’ora di accensione, che sommati agli ulteriori 350 milioni derivanti dalla decurtazione dei giorni sul calendario termico e a quelli risparmiati per la riduzione di un grado, si giunge ad un totale di 2,7 miliardi di mc di gas l’anno.
 
Risparmio non indifferente, per quanto attiene al settore PdR (Punto di Riconsegna) Civile (che si riferisce all’utilizzo per scopi di: riscaldamento, cottura cibi, produzione di acqua calda sanitaria e condizionamento), poiché trattasi delle piuttosto consistenti percentuali dell’8,7 e dell’8,2, riferite ai consumi che, secondo le elaborazione della Staffetta Quotidiana sui dati di Snam Rete Gas, risultano essere di milioni di mc 31 e 33, per agli anni 2020 e 2021.
 
L’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) intanto, sta preparando un vademecum di raccomandazioni e consigli finalizzati a ridurre i consumi di energia anche nei negozi e gli uffici, riguardanti: lo spegnimento delle insegne durante la notte, la chiusura delle porte di collegamento con l’esterno durante l’inverno, l’utilizzo di lampadine Led, l’ottimizzazione delle stampanti, l’utilizzo delle scale al posto degli ascensori, l’installazione di sistemi di illuminazione intelligente (che si accendono solo al passaggio delle persone e si spengono quando il sensore non rileva più alcuna presenza), il distacco delle prese di corrente prima della chiusura giornaliera, e l’installazione di barriere d’aria (dispositivo elettrico che viene installato sopra le porte, ed agisce come una barriera invisibile capace di separare l’ambiente interno da quello esterno, evitando ingressi indesiderati di aria e/o altri odori dall’esterno e garantire la condizione di fresco d’estate e caldo d’inverno nei locali dove è presente un impianto di climatizzazione).
 
Intanto, in attesa che il nuovo governo, si spera, continui ad adottare tutte le misure possibili per ridurre i pesanti costi delle utenze energetiche, l’unico modo efficace per contrastarli in qualche modo, da subito ed in maniera sicura ed indifferenziata, si ritiene sia quello di razionalizzare al massimo l’uso degli utilizzatori di energia elettrica e gas, di evitare gli sprechi e ridurre i consumi in misura commisurata alle effettive esigenze. Oltre naturalmente a rispettare, sistematicamente e diligentemente, le limitazioni previste dalla normativa e a mettere in atto i raccomandati accorgimenti di cui sopra.

Ingresso per scuole Ciari e Verdi - Incontro Istituzionale

Ingresso per scuole Ciari e Verdi - Incontro Istituzionale Copertina    (commenti:1) (796-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 
Venerdì 15 luglio, una delegazione del nostro Comitato di quartiere è stata ricevuta, presso " la Casa dei Servizi" di via Morosini, dal Presidente del Consiglio Comunale, Eugenio Pisani.
 
Motivo dell’incontro, chiarimenti sull’iter dell’istanza, presentata dal nostro Comitato in data 16/06/2022 c.a. e firmata da circa 400 cittadini, co cui si chiedeva l’apertura dei cancelli di collegamento tra l’ampio parcheggio, che si trova presso il complesso residenziale denominato “La casa nel Parco (di Mugilla) e le scuole: Ciari e Verdi.
 
A tal proposito, è bene ricordare che il suddetto parcheggio, realizzato dalla società costruttrice del complesso residenziale, è destinato a diventare pubblico anche se qualcuno, poco/male informato, oppure in mala fede, lo sta spacciando per privato.
 
Un’opera, quella dell’apertura dei cancelli, di facile realizzazione ed a bassissimo costo, ma che assicurerebbe l’ingresso, in tutta sicurezza, per le centinaia di piccoli studenti che, sono ora costretti a districarsi nel completo caos, causato dalle centinaia di auto, parcheggiate ed in transito su via Maroncelli.
 
A tal proposito ci meraviglierebbe molto se, la maggioranza che amministra attualmente questo Comune, che in altre occasioni si è detta molto attenta alla sicurezza dei ciclisti che attraversano la via Appia, non riservasse la stessa attenzione verso i nostri piccoli studenti.
 
Il Presidente dal canto suo, confermando la regolarità dell’istanza, presentata ai sensi del Capo I articoli 2-3 e 4 del regolamento attuativo degli strumenti di partecipazione comunale, ci ha assicurato che, dopo il nulla osta della competente Commissione, l’istanza sarà posta all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.
 
Al Presidente Pisani, abbiamo infine ricordato, se ce ne fosse bisogno che, nelle piccole come nelle grandi decisioni, la bussola che dovrebbe guidare le scelte di un’amministrazione è quella di privilegiare, sempre e comunque, gli interessi collettivi.

Incendio Ciampino: che ne sarà della nostra salute?

Incendio Ciampino: che ne sarà della nostra salute? Copertina    (commenti:1) (2.133-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
L’incendio di sabato scorso, 29 luglio 2023, all’Ecologica 2000 in via E. Ferrari a Ciampino, nelle vicinanze dell’aeroporto, ha scosso profondamente tutti gli abitanti della zona e non solo. Ciò che preoccupa maggiormente sono adesso le conseguenze sulla salute, la nostra. Ci sono continui aggiornamenti sui livelli di diossina, sull’andamento dell’incendio, che finalmente sembra debellato. Cosa l’ha provocato? Come mai tutte queste ore, o meglio, giorni, per spegnerlo? Quanto ci vorrà per smaltire gli effetti? Tante domande che al momento non trovano risposta, ma che ci aspettiamo siano evase nel giro di breve tempo.
 
Gli ultimi dati trasmessi da Arpa Lazio e riferiti al campione prelevato in data 31/07/2023 dalla centralina posta a distanza di circa 600 metri dal sito dell'evento, non evidenziano riduzioni dei valori di concentrazione di diossina in aria; il valore di concentrazione del benzo(a)pirene, sebbene in leggero aumento, resta comunque inferiore al valore di riferimento.
Il valore di PCB mostra una lieve diminuzione e non esistone zone rosse. 
Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, raccomanda ai residenti di otto Comuni della zona (Marino, Albano, Grottaferrata, Castel Gandolfo, Ariccia, Lanuvio, Frascati oltre allo stesso Ciampino) di tenere porte e finestre chiuse, di limitare gli spostamenti e l'uso del condizionatore, nonché di lavare frutta e verdura.
 
Sono andati a fuoco materiali ingombranti (mobili, materassi ecc). Sono rifiuti che non sono considerati pericolosi (tipo l'amianto), ma potrebbero diventarlo una volta andati a fuoco (pensiamo alle gomme, alle vernici, aii residui plastici di cui si compongono questi oggetti).
 
Ma cosa sono le diossine e che effetti hanno? 
Come riporta l’Istituto superiore di sanità (Iss) vengono chiamate sotto il nome di diossine alcune sostanze formate da carbonio, idrogeno, ossigeno e cloro - le policlorodibenzodiossine (Pcdd), i policlorodibenzofurani (Pcdf) e alcuni policlorobifenili (Dl-Pcb) - che hanno caratteristiche chimiche, fisiche e tossicologiche comuni tra loro. Si tratta di composti chimici che hanno origine soprattutto dalle attività umane, sono particolarmente persistenti nell’ambiente e tossici per gli esseri viventi e per l'ambiente stesso. Sebbene, infatti, le diossine possano derivare da fenomeni naturali come eruzioni vulcaniche e incendi boschivi, nella maggior parte dei casi sono la conseguenza di processi industriali, tra cui combustione di materie plastiche, rifiuti e composti a base di cloro, sbiancamento della carta e produzione di alcuni diserbanti e pesticidi.
In particolare, come si legge nella pagina dedicata dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sono proprio gli inceneritori di rifiuti tra i principali responsabili del rilascio di diossine nell’aria. 
 
L'esposizione limitata nel tempo ma ad alti livelli di diossine (acuta) può causare anche gravi effetti sulla salute umana quali:
  • malattie della pelle (come la cloracne, che si manifesta con eruzioni cutanee e pustole simili all'acne giovanile, localizzate su tutto il corpo, che possono persistere per anni, lasciando cicatrici permanenti);
  • alterazioni delle funzioni del fegato;
  • difficoltà nel metabolismo del glucosio.
L'esposizione a dosi più basse di diossine, ma per periodi di tempo più lunghi (cronica), può:
  • provocare danni sia al sistema immunitario sia a quello endocrino;
  • interferire con l’equilibrio fisiologico degli ormoni tiroidei e steroidei (azione da interferenti endocrini);
  • determinare effetti sullo sviluppo del feto, quando l'esposizione avviene durante la gravidanza (esposizione prenatale) o nelle fasi immediatamente successive alla nascita (esposizione postnatale).
Alcune tra le policlorodibenzodiossine ed i policlorodibenzofurani e tutti i policlorobifenili sono considerati cancerogeni per l'uomo. Possono infatti determinare tumori del tessuto linfatico, tumori del tessuto emopoietico (colpendo, quindi, organi e tessuti responsabili della produzione di globuli rossi, bianchi e piastrine) diverse forme di leucemia, linfomi non-Hodgkin e tumore al seno.
 
Secondo l’OMS il miglior modo per prevenire e controllare l'esposizione alle diossine è incenerire in maniera corretta il materiale contaminato, controllare in maniera rigorosa i processi industriali ed evitare la contaminazione degli alimenti. 
 
E per abbassare i livelli attuali nelle nostre zone, quali azioni possiamo intraprendere? Sicuramente, servirebbe la pioggia. Ma se la natura non ci viene in aiuto, si può sopperire con i lavaggi. Durante la Commissione consiliare Tecnico Urbanistica, competente in materia ambientale, convocata dalla Presidente Francesca De Rosa, di concerto con l’Amministrazione comunale di Ciampino, è stato detto quanto segue: “per i prossimi giorni, come da protocollo Asl (la diossina si deposita dopo alcuni giorni), arriveranno ulteriori indicazioni che riguardano il lavaggio delle superfici, in base alle quali abbiamo già preallertato la società municipalizzata per organizzare le attività di lavaggio strade”. Vedremo se anche a Marino sarà predisposto un lavaggio del territorio.
 
Senza ombra di dubbio, questa situazione allarmante esacerba – come è giusto che sia – l’opposizione al termovalorizzatore a Santa Palomba, dove l’attività di incenerimento dei rifiuti sarebbe frequente.
 
“Alla luce di tutto ciò, il nostro dovere come Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole – afferma il Presidente, Antonio Calcagni – è di denunciare questa grave situazione, che ha messo a repentaglio i nostri concittadini, in particolare modo i giovani, gli anziani e le donne incinte. A tale scopo - continua - stiamo valutando attentamente i termini e le modalità per farlo. Se sarà avviato un procedimento giudiziario, ci costituiremo parte civile in difesa degli interessi diffusi della popolazione, da soli come Comitato di Quartiere o, come auspichiamo, con un coordinamento di tutte le Associazioni/Comitati che hanno a cuore la salute dei Cittadini affinché chi ha sbagliato, paghi adeguatamente per le proprie colpe. E che la sanzione sia di esempio per il futuro”, conclude.
 
 
Eleonora Persichetti e Antonio Calcagni
 
 
 

Novità a Marino: quest’anno le fontane daranno vino, a pagamento!

Novità a Marino: quest’anno le fontane daranno vino, a pagamento! Copertina    (commenti:1) (1.191-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

Lo vedi, ecco Marino

la sagra c'è dell'uva

fontane che danno vino

ma quest’anno serve il bigliettino!

 

L’autunno a Marino sarà ancora più rovente dell’estate. Si riparte subito con una grande polemica intorno all’evento dell’anno: la Sagra dell’uva. Stavolta giustificata.

A partire da questa edizione, la 94esima, in programma dal 5 all'8 ottobre, le fontane daranno ancora vino, ma servirà un bigliettino! Il costo sarà di 3/6 euro, a seconda del percorso che si sceglie, per i non residenti adulti. Il biglietto potrà essere acquistato online o presso punti vendita dislocati sul territorio. Inoltre, vi saranno controlli agli accessi per impedire che vengano introdotte bottiglie e contenitori di vetro sia vuoti che pieni per evitare pericoli alla incolumità dei partecipanti.

Sui controlli nulla da ridire, ubriacarsi fino a mettere in pericolo la sicurezza propria e altrui è un danno alla comunità, così come oltraggiare il decoro con pezzi di vetro e vomito in ogni angolo. Sulla questione biglietto d’ingresso, invece, la polemica è più che accesa. Non sarà più un evento gratuito, sarà controllato e a numero chiuso, almeno per domenica 7 ottobre, giorno in cui si assisterà al "miracolo" delle "fontane che danno vino". Viene meno lo spirito della sagra popolare, momento di aggregazione sociale, di ritrovo, di vanto nei confronti degli altri paesi, limitrofi e non, per l’uva e il vino, per i prodotti locali. Un evento secolare, retaggio di culture e tradizioni che ancora sopravvivono e che quest’anno si discioglieranno nel mondo del capitalismo che prima o poi ingoia tutti nel suo vortice.

 

E pagare 3/6 euro per entrare significherebbe valorizzare la manifestazione e  dare maggiore prestigio all’immagine della città di Marino? O forse si è speso troppo e c’è necessità di rimpinzare le tasche comunali? “Si intende istituire un servizio di ticketing che faciliti tutte le operazioni di safety e security previsti dalla normativa vigente (solo per la giornata di domenica 7 ottobre), il cui gestore sarà individuato dagli uffici competenti attraverso le procedure Mepa”. Si legge questo nella delibera di indirizzo della giunta comunale.

 

Come se 3 euro fossero un impedimento ad ubriacarsi. Come se, avendo cacciato dal portafoglio quella cifra, improvvisamente si diventasse responsabili. Forse, e la buttiamo lì, la campagna del bere responsabile andrebbe portata avanti tutto l’anno, nelle scuole, nelle strade, nei parchi, nei centri sociali.

 

Ma si sa, nel 2018 anche Marino si compra con un bigliettino. Parola di vino!

Eleonora Persichetti
http://www.lavocedeicastelli.com/

 

DETTAGLIO DEI COSTI:

Per i non residenti il ticket per l’accesso è di € 3,00 e comprende la visita gratuita al Museo civico “Umberto Mastroianni”, al Museo del Vino, al Museo del Bottaio, al Museo del carretto a vino e alle grotte sotterranee.


In alternativa pagando un ticket di € 6,00 si ha diritto all’accesso + degustazione guidata percorso enogastronomico di Piazza S. Barnaba (offerta promozionale con importo ridotto; presentando il biglietto all’’ingresso del percorso enogastronomico si avrà diritto al coupon degustazioni delle eccellenze del territorio).


Si intendono esentati dal pagamento d’ingresso i minori di anni 12, i diversamente abili e relativo accompagnatore.
Per i Gruppi sono previste 15 gratuità ogni 40 biglietti acquistati online.


Per i residenti nei giorni 6, 7 e 8 ottobre e per i non residenti nei giorni 6 e 8 ottobre 2018 limitatamente al solo accesso al percorso enogastronomico di Piazza S. Barnaba, con degustazione guidata a cura dell’Ass.ne Green Mind – Il Bene Comune della Terra, è previsto un biglietto di € 5,00.

Si delinea il destino dell'Abbazia dei Trappisti

Si delinea il destino dell'Abbazia dei Trappisti Copertina    (commenti:1) (2.232-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
Finalmente arriva l’epilogo della vicenda che ha visto al centro il destino dell’amatissima Abbazia dei Frati Trappisti. Noi della Redazione abbiamo incontrato il Presidente della Sezione di Marino di Italia Nostra, Mauro Abate, il quale ci ha spiegato nel dettaglio cosa è successo e cosa accadrà nei prossimi giorni.
 
Da lui abbiamo appreso che la trattativa per la vendita dell’Abbazia sta proseguendo e il compromesso è già stato firmato. Gli acquirenti si sono dimostrati rispettosi delle strutture esistenti e di tutti i vincoli vigenti. Hanno dichiarato che non aggiungeranno neanche un metro cubo in più.
Fondamentalemente, utilizzeranno quello che già c’è per produrre e vendere gli stessi prodotti che venivano commercializzati quando c’erano i Frati Trappisti.
Vogliono dare in affitto i terreni con le vigne e implementare la produzione dell’olio secondo i loro standard.
Inoltre, realizzeranno il Museo della Cioccolata e delle tradizioni artigianali. Di conseguenza, aumenterà il turismo nella zona e ci sarà tutto un indotto grazie a queste novità. Saranno assunte nuove persone per lavorare e tutte le attività circostanti ne trarranno beneficio.
 
La Chiesa di Maria del Santissimo Sacramento dei Padri Trappisti e i suoi locali annessi verranno lasciati alla diocesi di Albano, che officerà regolarmente messe, battesimi, cresime, matrimoni, divenendo un centro importante per la spiritualità e per la vita sociale della collettività dei marinesi.
 
”Noi siamo soddisfatti e ottimisti per i futuri sviluppi di questa situazione” – afferma Mauro Abate.
 
 
 
 

Strade sociali: di cosa si tratta?

Strade sociali: di cosa si tratta? Copertina    (commenti:1) (789-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

 

I social, in genere, vengono intesi come mezzi attraverso i quali gruppi di persone stabiliscono contatti con abitanti di tutto il mondo, spesso trascurando di pensare  di utilizzarli come  utilissime  opportunità per conoscere meglio il vicinato, scambiare idee ed opinioni, favori o cercare di essere collaborativi gli uni con gli altri.

L’idea di “Social Street”, cioè Strade Sociali ha origine dall’esperienza iniziata nel Settembre 2013, del gruppo  Facebook “ Residenti in via Fondazza” – Bologna, nato proprio in seguito alla constatazione dell’impoverimento generale dei rapporti sociali. Impoverimento che aveva comportato una condizione di solitudine, perdita del senso di appartenenza, conseguente degrado urbano e mancanza di controllo sociale del territorio.

Da qui l’esigenza di far ricorso ad una soluzione che fosse  in grado di favorire le pratiche di buon vicinato, socializzare con i vicini  della propria residenza, al fine di: instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità e  conoscenze e  promuovere progetti  di interesse comune,  da cui  trarre benefici derivanti da una maggiore interazione sociale.

Soluzione, seguita dal felice esperimento di“ Vicinimiei.it “ : piattaforma creata da Giulia Buffa e Christian Vollmann, fondata su  tre regole: sii gentile; sii onesto; sii disponibile. Regole“che se tutti rispettiamo, siamo tutti felici”. Si tratta di un sito gratuito, attivo anche su 100 quartieri di Milano  e disponibile su app,  con  la finalità di mettere in contatto gli abitanti del vicinato.

Iniziative che trovano  riscontro e riferimento in molte altre realtà, quali:.

  • Nextdoor( Portaaffianco ): Si tratta di uno dei primi social per il buon vicinato introdotti in Italia (già realizzata in  più di 350 quartieri coinvolgenti 30 mila persone) proveniente dall’esperienza attiva in oltre 200 mila quartieri di diverse città degli Stati Uniti, Francia, Germania, Olanda e Regno Unito. Essa si propone come la piattaforma perfetta per creare delle comunità virtuali con i propri vicini,  per consentire loro di far nascere comunità locali atte a  migliorarne la sicurezza e la vivibilità.
  • Toctocdoor: nata a Foggia, ma attiva già a Roma, Milano, Torino e Bologna, è una piattaforma nella quale gli abitanti di una strada o un quartiere possono incontrarsi virtualmente, per parlare dell’andamento della vita all’interno della loro zona, fornire informazioni su eventi o altre manifestazioni e trovare aiuto per esigenze pratiche riguardanti, ad  esempio,  il reperimento di una

Baby sitter referenziata o di un bravo idraulico o elettricista o riparatore di elettrodomestici e cosi via.

  • NoRuba: social network  di nicchia che si concentra sulla sicurezza del quartiere o della strada in cui si vive,  in quanto  gli iscritti possono avvisare i vicini  di eventuali strani movimenti e metterli in guardia in caso di temuti pericoli;
  • OLIO: Piattaforma statunitense, che sta diffondendosi anche in Italia, che basa il proprio successo su principi basilari di altruismo, consistenti nel mettere a disposizione dei vicini di casa o di qualcuno che ne ha bisogno, alimenti in esubero o che rischiano di andare a male, come: frutta, verdura, carne, pesce, legumi o qualunque altro genere alimentare, recuperabili per la preparazioni di cene e pranzi solidali;
  • FirstLife: strumento per stabilire un collegamento fra vita virtuale e vita reale, poiché si propone come un’attività preposta all’organizzazione di eventi e manifestazioni che si svolgono all’interno del quartiere. Infatti la piattaforma funge da collegamento per contattare, tramite coloro che utilizzano l’app, tutti gli abitanti della zona interessata, per informarli sulle date di ogni occasione di partecipazione ed   offrire loro l’opportunità  di incontrarsi realmente.

Insomma, trattasi di una sorta di esperimenti sociali con ampia casistica di  finalità che si prefiggono di ribaltare il vecchio concetto di vicini litigiosi e più inclini a farsi dispetti, piuttosto che collaborare per il conseguimento del reciproco benessere.

Come dimostra il bisogno potenziale di una socialità non egoistica e soprattutto indipendente da qualsiasi interesse di natura politico-partitica ed economica,riscontrabile nella   costituzione degli   oltre 450 gruppi nati in Italia e all’estero, tutti ispirati   al modello “ Strada sociale “  e che trovano  ampi  consensi e notevole   interesse anche  nei pareri espressi  dal mondo accademico e da studiosi di fama mondiale dell’emergente descritto fenomeno.

Pareri che sinteticamente trovano rispondenza nel giudizio espresso in proposito dell’autorevole giornalista  e scrittore Antonio Lubrano: "Social  street è la riscoperta della vera solidarietà, sentimento che l’incattivirsi dei rapporti aveva fatto sparire e che ora la lunghissima crisi, fa riaffiorare. Che bel segnale“.

Comunque, l’intento dell’argomento esposto non è soltanto quello di diffondere la conoscenza  del suo contenuto, bensì vorrebbe essere una proposta di promozione per la  realizzazione delle  illustrate meritevoli   iniziative, anche  nel nostro territorio.

Realizzazione, che ovviamente prevede lo svolgimento di  una indagine  volta a localizzare lezone interessate a recepire l’iniziativa e ad individuare quali delle specificate finalità, si ipotizza, possano   risultare  più rispondente al miglioramento delle condizioni di vivibilità  della specifica  area. A cui, ovviamente, dovrà seguirel’impegno di una o più volenterosi che dispongano   di mezzi informatici, competenza  e disponibilità operativa,necessari per l’avvio e l’organizzazione dell’attività del gruppo social.

 

 

 Articolo Redatto dal Prof. Domenico Brancato

 

I. Me. De. club

Hai smarrito un oggetto importante in spiaggia, in mare, nel fiume, in un prato o in qualsiasi altro luogo?
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I.Me.De. club - Il nostro Curriculum
Italia Metal Detector club (I.Me.De. club - www.imede.it) nasce il 10 dicembre del 2009 e già sapeva cosa voleva fare da grande.
Lo scopo primario dell'associazione è sempre stato quello di motivare, far conoscere, addestrare ed educare i praticanti di questo hobby ad un utilizzo corretto ed onesto del proprio strumento.
Non a caso è un club e non è facilissimo farne parte datosi che si tiene principalmente conto delle attitudini e dei trascorsi degli aspiranti.
I.Me.De. si interessa principalmente di ricerche d'oggetti smarriti e di bonifiche di terreni.
Sfruttiamo la tecnologia a scopo sociale rispondendo ad ogni tipo di richiesta su tutto il territorio nazionale.
Siamo stati i primi ad intraprendere questo percorso ed oggi, non a caso, siamo i migliori in assoluto.
 
IL NOSTRO SERVIZIO E' GRATIS
Guarda la galleria dedicata ai nostri interventi di ricerca:
www.imede.it/smarrimenti/galleria.asp
 
Con il tempo sono nati diversi forum, siti, gruppi facebook, che si fanno chiamare "Italia Metal Detector" solo per sfruttare la nostra visibilità.
Peccato che non offrono servizi ma propagandano soltanto la vendita dei propri strumenti ed attirano cacciatori di tesori in erba sfoggiando oggetti di dubbia provenienza.
Diffidate dalle imitazioni.
L'unico ed originale è solo quello che si sigla "I.Me.De. club" con lo “scudo route” tricolore e raggiungibile a: www.imede.it
 
 
 
E' stato scelto uno stemma di forma “scudo route” per il semplice motivo che noi siamo sempre in strada ed arriviamo ovunque.
I nostri associati coprono quasi tutto il territorio nazionale e sono in grado di operare su qualsiasi terreno o acqua.
 
Se hai bisogno di un intervento di bonifica, se non riesci più a trovare dei tombini interrati o se hai smarrito un oggetto caro, ora sai a chi rivolgerti.
www.imede.it/smarrimenti
 
Diversamente, se sei un bravo detectorista puoi tranquillamente contattarci.
Abbiamo sempre bisogno di gente brava, capace, volenterosa ed onesta!
Siamo sempre qui: WWW.IMEDE.IT
 


Sisma
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