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Nazionali
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Dal 20 giugno nuovo conto corrente base a canone agevolato per: giovani, anziani e lavoratori con basso reddito.
Il Decreto Legislativo n° 37/2017, attuativo della direttiva 2014/92/UE, ha stabilito che le banche; gli istituti di moneta elettronica – IMEL (Imprese, diverse dalle banche, che svolgono esclusivamente attività di emissione di moneta elettronica, consistente in un surrogato della moneta legale, generalmente destinata ad effettuare pagamenti di modesta entità, rappresentata da un credito, nei confronti dell’emittente, memorizzato su un dispositivo elettronico come, ad esempio, la Viacard a scalare rilasciata da Autostrade), gli Istituti di pagamento (Nuova figura di intermediari, diversi dalle banche e dagli Istituti di moneta elettronica, autorizzati a prestare servizi di pagamento su tutto il territorio dell’Unione Europea) e Poste Italiane S.p.A, debbano offrire ai consumatori un Conto di pagamento gratuito per operazioni di Base, quali: accredito dello stipendio o della pensione; bonifici; carta di debito legata al conto; pagamenti attraverso il conto; prelievo di contante tramite gli sportelli della banca.
In riferimento a quest’ultima agevolazione, infatti, le banche avranno l’obbligo di rilasciare una carta di debito (un Bancomat) senza alcun costo, sia di gestione e sia inerente a tutte le operazioni che, con la stessa carta, verranno effettuate.
Quindi, i contribuenti che apriranno un Conto base pagheranno soltanto un Canone annuo di importo limitato e coerente con la finalità di inclusione finanziaria (Complesso di attività messe in atto per favorire l’accesso ai servizi bancari di soggetti non ancora integrati nel sistema finanziario ordinario), cioè onnicomprensivo e senza addebito di spese di gestione, oneri o commissioni di alcun genere ed esente dall’imposta di bollo.
In particolare, il Ministero dell’Economia e delle Finanze specifica che i servizi previsti dal Conto base comprendono:
Ovviamente, al cliente non sarà vietato effettuare operazioni aggiuntive con addebito di ulteriori spese, che però, in tal caso, non potranno superare l’importo normalmente richiesto ai prestatori di servizi per effettuare la medesime operazioni.
L’offerta del Conto di base è destinata ai Consumatori il cui ISEE, in corso di validità, risulta essere inferiore a 11.600 euro, ma potrà essere cointestato, anche se esclusivamente, ai componenti il nucleo familiare sulla base del quale è stato calcolato l’ISEE.
Possono Inoltre chiedere l’apertura di un Conto base gratuito per una serie di tipologie di servizi, i titolari di trattamenti pensionistici con importo lordo annuo fino a 18.000 euro.
Coloro che intendono fruire di un Conto con le descritte agevolazioni dovranno autocertificare alla banca di riferimento il possesso dei requisiti di reddito sopra riportate. Requisiti che, una volta ottenuta la concessione, dovranno essere annualmente comunicati entro il 31 maggio, alla banca concessionaria.
Articolo redatto dal Prof. Domenico Brancato
S. Maria delle Mole
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Cava dei Selci
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QUANDO SI PUO’ RICHIEDERE IL RISARCIMENTO AL CONDOMINIO.
Vediamo in quali casi la giurisprudenza ritiene imputabile al condominio la responsabilità:
Inadeguatezza dell’impianto di videosorveglianza:
secondo quanto affermato dal Tribunale di Latina con sentenza del 20 Settembre 2018, il Condominio risponde delle carenze del sistema di videosorveglianza, riscontrabili nel malfunzionamento dell’impianto o nel posizionamento della telecamera con angolo di visuale non adatto a percepire l’ingresso dei ladri, se esse hanno facilitato il furto all’interno dell’edificio. Inefficienze per le quali il proprietario derubato potrà chiedere il risarcimento dei danni subiti all’Amministratore il quale, previa delibera assembleare, sarà tenuto a liquidare l’importo dovuto;
Inefficienza del portone d’ingresso:
dovuta, più frequentemente, al guasto della serratura del portone di accesso al palazzo. Circostanza che implica la responsabilità dell’Amministratore, pur in assenza di segnalazioni da parte dei condomini, in quanto supervisore di ogni componente dell’edificio condominiale del quale ha la gestione. Come tale, infatti, è tenuto ad intervenire tempestivamente per far riparare guasti ed ovviare ad anomalie strutturali. Diversamente è ritenuto, nel caso specifico, corresponsabile del furto per aver agevolato l’introduzione dei ladri nell’edificio;
Ponteggi privi di sistemi di allarme:
quando posizionati su una delle facciate del palazzo, per l’esecuzione di lavori di ristrutturazione. In tal caso chi è il responsabile? A questo proposito, l’ordinanza n. 26697/2018 della Corte di Cassazione ritiene che possano essere considerati responsabili sia la Ditta edile che il Condominio. In quanto, alla Società esecutrice dei lavori potrebbe essere contestata l’omessa adozione delle cautele necessarie per impedire l’uso anomalo dei ponteggi e di aver trascurato le più elementari norme di diligenza e perizia, agevolando, così, l’esecuzione del furto nell’appartamento. Allo stesso tempo il Condominio, nella persona dell’Amministratore, potrebbe essere ritenuto responsabile per non aver richiesto alla Ditta l’installazione di un sistema di allarme collegato ai ponteggi, da attivare durante la notte. Ed ancora, lo stesso condominio, potrebbe essere considerato responsabile anche per aver scelto un’Impresa inadeguata per l’esecuzione dell’opera, oppure per il fatto che l’Amministratore abbia omesso di sorvegliare efficientemente l’operato dell’Impresa appaltatrice;
Impresa di Vigilanza inadempiente agli obblighi contrattuali:
per intempestiva attivazione al segnale di allarme, mancato avviso alla Polizia ed intempestivo invio sul posto di un vigilantes. Per tale circostanza, in seguito ad azione legale esercitata dal proprietario per il furto subito, i giudici, che si sono alternati nei vari gradi di giudizio, hanno attribuito la responsabilità alla Società di Vigilanza. Anche se con divergenza di giudizio sull’entità del risarcimento del danno reclamato dal danneggiato. Divergenza che veniva risolta con la sentenza n. 16195 del 30 Luglio 2015 della Suprema Corte di Cassazione, che stabiliva la misura del risarcimento, in via equitativa, pari al valore dell’importo del contratto di vigilanza. In quanto il danneggiato non aveva “fornito la prova specifica della natura degli oggetti sottratti e del loro valore: prova che avrebbe richiesto la predisposizione dell’inventario preciso di tutti i beni e preziosi esistenti nell’appartamento alla data del furto ed una stima del loro valore ad opera di persona estranea e affidabile: cautele a cui normalmente non si procede“.
A cura del Prof. Brancato
FraWeb.it