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Ultimo saluto ai Monaci Trappisti di Frattocchie

Ultimo saluto ai Monaci Trappisti di Frattocchie Copertina Frattocchie (1.244-0-0)
Eleonora Persichetti

Da alcune settimane ormai, circola la notizia di un possibile trasferimento dei Trappisti e della loro azienda agricola nelle Marche. Notizia che ha lasciato la popolazione locale e non solo, perplessa e dispiaciuta. I monaci andrebebro a Fano, lasciando una vasta proprietà nel nostro territorio e ci si chiede che fine farà. Il monastero, il giardino e gli altri locali all’interno delle mura su via Appia Nuova a cosa saranno destinati?
 
Per sensibilizzare i cittadini, l’amministrazione pubblica e tutti gli interessati, nonché per velocizzare i tempi di risposta, le associazioni Sempre Boville e Co.Pro.N.E.L., presiedute da Pino Cardente, hanno organizzato una manifestazione per sabato 18 novembre alle ore 09:00. “Il Monastero e l’Azienda Agricola dei Monaci Trappisti sono considerati un unicum dell’Antica Boville – spiega Pino Cardente –  posta all’incrocio tra la via Appia Antica, la Regina Viarum, e via della Cavona, che anticamente portava da Tivoli (Tibur) ad Anzio (Antium), e culla di splendidi reperti archeologici del periodo imperiale: lo stadio, un piccolo teatro, ville, domus ed edifici storici. Era inoltre un crocevia importante nella transumanza della mandrie, da cui il nome, Bovis Villae, Città dei Buoi.
La manifestazione – prosegue – ha come obiettivo quello di salvaguardare questi siti e chiederne l’inserimento nella candidatura della Via Appia a Patrimonio Unesco”.
 
La manifestazione inizia alle ore 09:00 con un raduno in via Castagnole, incrocio con via Appia km 20.500, poi, proseguirà con una passeggiata archeologica a tappe in prossimità dei siti delle Adozioni, che saranno brevemente presentati. 
 
Verranno visitati i siti della Tomba Gens Iulia e Gens Claudia, il diverticolo, la Torre Leonardo e la Villa di Tito Sestio Gallo.
 
Alle ore 11, la manifestazione si concluderà con la “Preghiera del Salvataggio alla Madonna dell’Equilibrio” nella cappella del convento dei Trappisti, voluta in particolar modo da tutti i pellegrini e i credenti, veramente ramaricati per la situazione attuale.
 
Presenti le scuole e le famiglie che hanno partecipato lo scorso 22 ottobre al Festival sulle origini delle culture europee, e Marco Bellitto, studioso della storia dell’archeologia dell’antica Boville e di Roma, autore del libro: A spasso per Frattocchie. L'antica Bovillae da Cesare Augusto a Michelangelo. Sono state invitate le 4 parrocchie del territorio (Comunità Cristiane delle Parrocchie di Boville (Frattocchie, S.Maria delle Mole, Cave dei Selci, Fontana Sala) per un ultimo saluto ed appello ai Trappisti.
 
La partecipazione è aperta a tutti. 
 
 
 

Parco Falcone - J’accuse

Parco Falcone - J’accuse Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:1) (1.238-0-0)
Antonio Calcagni

 
Con il favore delle tenebre, nelle scorse settimane, si è compiuto l’ennesimo atto di inaudita “violenza” nel confronti dei Volontari quelli veri, ovvero quelli che si occupano della cosa pubblica a prescindere da chi l'amministra.
La storia è presto detta, l’associazione Progetto Uomo-Ambiente, pur avendo lasciata nel 2020, dopo quasi 30 anni, l’incombenza della cura del parco Falcone, grazie alla lodevole opera di alcuni soci, continuava ad occuparsi della chiusura ed apertura quotidiana dal parco, un servizio svolto in silenzio spinto solo dall’amore profondo che la lega al parco.
 
Tutto ciò fino a qualche settimana fa, quando con profondo stupore, i suddetti, nell’atto di procedere all’apertura quotidiana del parco, hanno dovuto constare che le serrature del suddetto parco erano state sostituite.
Un’azione che ricorda tanto da vicino quella subita del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole che, senza tanti preamboli, e senza nessun atto formale, gli è stato impedito l’uso della sua storica sede, un atto che ancor oggi non sappiamo da chi, o sotto la regia di chi, è stato perpetrato.
 
Orbene è normale che in occasione del cambio della guardia tra due realtà diverse, è di prassi chiedere agli uscenti la restituzione delle chiavi di accesso, per riconsegnarle ai subentranti ma procedere d’imperio senza consultare nessuno, è un ignobile atto che denota una mancanza di fiducia e di rispetto per coloro che, per decenni hanno portato avanti un’opera Gratuitamente, dando per questo anima e cuore.
Per capire cosa è significato e cosa ancora significa il parco Falcone per l’associazione Progetto Uomo-Ambiente è necessario fare una breve crono storia dei fatti.
 
La suddetta Associazione di cui mi onoro di essere stato il presidente fondatore, carica poi passata e portata avanti onorevolmente ed interrottamente dal mitico Attilio, nasce nel lontano 1992, con lo scopo di recuperare l’allora parco detto, “Maroncelli”.
Un’avventura durata tre decenni che ha portato a far rivivere un parco che, realizzato nel 1985 dopo pochi anni risultava di fatto abbandonato a se stesso, fino al punto di dover essere chiuso per impraticabilità.
Un parco intorno a cui si sono formate intere generazioni di giovani.
Chi non ricorda infatti la “Festa del Miele” oppure la “Festa d’Autunno, solo per citarne alcune.
Tutte manifestazioni che hanno visto il coinvolgimento di molte centinaia di persone e che come si direbbe ora, erano all’insegna del “Low Cost” e soprattutto senza mai gravare sulle casse pubbliche.
Senza poi dimenticare il sondaggio lanciato per la scelta del nome da dare al parco, iniziativa che coinvolse oltre 1.000 ragazzi delle scuole della nostra Cittadina, e che si concluse con la scelta di dedicarlo appunto a Giovanni Falcone, magistrato appena ucciso dalla mafia.
 
Tuttora, la stele commemorativa, posta all’ingresso, è lì a ricordare l’avvenimento.
Al neo costituito “Comitato” che mi immagino essere nato con altrettanta voglia di dedicarsi alla cosa pubblica, senza quindi altri scopi reconditi, faccio i miei migliori auguri di proseguire nell’opera avviata dalla suddetta associazione.
Se poi tra 30 anni riusciranno, mi auguro di si, ad eguagliare i risultati della nostra Associazione, i futuri cittadini della nostra Città dovranno rendere i dovuti onori che eventualmente si saranno meritati.
 
Al momento questi onori vanno però riservati solo ed esclusivamente alle centinaia di soci dell’Associazione Progetto Uomo-Ambiente, che si sono succeduti in questi decenni.
 
A proposito, con fare costruttivo ricordo ai nuovi “volontari” che nonostante il taglio dell’erba, effettuato recentemente da una ditta incaricata dall’Amministrazione comunale così come lo svuotamento dei cestini, il parco, al momento risulta particolarmente abbandonato, con immondizia sparsa dappertutto.
 
Una presa in carico delle proprie responsabilità che tarda ad arrivare, ma che sono certo verrà colmata al più presto.

Deplorevole strumentalizzazione

Deplorevole strumentalizzazione Copertina S. Maria delle Mole (1.235-0-0)
Antonio Calcagni

 
Il Comitato di Quartiere, che mi onoro di rappresentare, nel 2016 ha contribuito attivamente alla stesura del Piano Emergenza Comunale, strumento dispensabile per affrontare nel migliore dei modi le varie emergenze in ambito Comunale, realizzato dopo un lungo e colpevole immobilismo.
 
 
Sulla scia di ciò, ha partecipato con entusiasmo ed abnegazione alla nascita del Gruppo Coordinato delle Associazioni e Comitati G.C.A.C., egregiamente coordinato dall’Ing. Marco Carbonelli, e condiviso tutte le iniziative atte ad alleviare i disagi di una grossa fetta di nostri Concittadini che, a causa della pandemia, si sono trovati da un giorno all’altro, in grosse difficoltà economiche.
 
Purtroppo però un video che è circolato nei giorni scorsi sui social, realizzato, quanto pare, a livello regionale dallo stesso Movimento che amministra questo Comune, ha palesemente strumentalizzato il lavoro delle tante realtà di volontariato locale per appuntarsi una medaglia al merito.
 
Un comportamento disdicevole che va contro la filosofia stessa del volontariato, quello vero, che si adopera per il bene di tutta la collettività.
 
A questo modo d’intendere il volontariato, noi del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole, ci dissociamo completamente e chiediamo a questa Amministrazione di fare altrettanto.
 
 
Antonio Calcagni
 
Presidente del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole

Gli effetti dello smartworking

Gli effetti dello smartworking Copertina Nazionali (1.234-0-0)
Eleonora Persichetti

Smart working in quarantena: secondo MioDottore 1 italiano su 4 è colpito da stati d’ansia e attacchi di panico
 
·Solo poco più di 1 su 10 (11%) ha già esperienza di lavoro “agile”;
·Più della metà degli intervistati (56%) percepisce il lavoro da casa più pesante, dovendosi dividere tra professione, famiglia e gestione della casa;
·Quasi la metà degli italiani (45%) ha provato un iniziale shock nel convogliare tutta la propria routine tra le mura domestiche.
 
 
Durante il periodo di lockdown anche le modalità lavorative degli italiani sono cambiate, con le attività e la postazione di lavoro d’un tratto trasferite tra le pareti di casa. Ma qual è l’impatto emotivo di questa mutata condizione? Per approfondire la tematica MioDottore – piattaforma specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner – ha coinvolto i propri utenti e una delle sue specialiste, la dottoressa Teresa Basilone, psicologa di Roma che ha aderito al progetto di video consulenza online attivato dalla piattaforma.
 
Smart working: identikit degli italiani alle prese con il lavoro da remoto
 
È quasi la metà degli utenti del Bel Paese (44%) a proseguire nelle proprie attività lavorative e in maniera ”agile” durante l’emergenza Covid-19, districandosi tra laptop e device vari all’interno delle proprie abitazioni. Per quasi un quarto dei rispondenti (24%) il lockdown ha implicato un primissimo approccio a questa modalità professionale da remoto, un ulteriore cambiamento che necessita tempo e impegno per trovare un equilibrio, sia in termini pratici nel tentativo di ricreare un ufficio domestico, sia per quanto riguarda la revisione della gestione della quotidianità e delle incombenze casalinghe. Diversamente, solo poco più di 1 italiano su 10 (11%) trova nello smart working una pratica ormai consolidata, come i professionisti autonomi e chi nel proprio impiego ha iniziato già a lavorare con questa modalità da tempo. I più ”abituati” al lavoro agile sono prevalentemente i lavoratori del nord Italia (51%), in particolare donne (73%).
 
A casa sembra di lavorare più che in ufficio!
 
Complici l’interruzione di alcune produzioni o il più generico rallentamento di molti business, oltre un quarto (27%) degli italiani sta a tutti gli effetti lavorando meno.
 
Ma come stanno affrontando e vivendo gli altri la loro condizione di ”lavoratori da casa”?
 
Una grossa fetta di italiani si sente sopraffatta dalla to do list dell’ufficio, i bambini, le pulizie e il bucato e trova particolarmente complesso creare un giusto equilibrio tra momenti personali e ore al pc: sono ben oltre la metà delle persone coinvolte nella survey (56%) a riscontrarlo. Tra loro ci sono quelli che, risparmiando il tragitto casa-ufficio, tendono ad accendere il computer prima del consueto e a spegnerlo più tardi (23%) e altri che hanno la sensazione di non fermarsi mai perché una volta disconnessi dedicano ai propri figli il tempo rimasto della giornata (18%), arrivando così pressoché stremati.
Tra coloro a cui sembra di lavorare di più dalle mura di casa c’è anche una fetta di italiani che fa di tutto per salvaguardare il proprio spazio personale e cerca di ritagliarsi del tempo privato concentrando al massimo le energie al fine di terminare tutte le attività lavorative entro l’orario canonico per dedicarsi poi a se stessi (15%). Dall’altro lato sono in tanti a trovare difficile concentrarsi a casa e portare avanti le incombenze professionali (44%), perché si lasciano distrarre troppo facilmente da lavoretti casalinghi, tv e cellulare privato oppure sentono il bisogno di focalizzarsi maggiormente sui propri bimbi a discapito degli incarichi di lavoro.
 
L’umore ne risente: 1 italiano su 4 sta soffrendo di stati d’ansia e attacchi di panico
 
Il cambiamento di vita radicale e l’impatto con una nuova modalità lavorativa da remoto hanno sconvolto quasi la metà dei rispondenti (45%), che hanno percepito un’iniziale stato di ansia e preoccupazione a dover convogliare tutte le fasi della giornata in un unico luogo.
Se per alcuni lo shock iniziale pare essere rientrato e ora abbastanza gestibile, c’è una fetta importante di italiani – un quarto (25%) – che sta vivendo male la situazione contingente, tanto da soffrire di veri e propri picchi di ansia e crisi di panico. Se poteva essere prevedibile che tra questi fossero presenti i neofiti dello smart working (58%), sorprende apprendere che 1 lavoratore agile abituale su 5 (20%) stia vivendo male il momento.
Complice forse la quarantena anticipata rispetto ad altre regioni, è nel nord Italia che si registrano maggiori disagi di questo tipo, soprattutto tra le donne (72% vs il 28% degli uomini) e gli over 45.
Nonostante tutte le oggettive difficoltà della situazione attuale, il lavoro rappresenta un’ancora di salvezza per quasi un terzo degli italiani (30%), che si sente sollevato ad avere un’occupazione – pratica e mentale – in grado di coprire gran parte della giornata.
 
Mantenere il ritmo sonno-veglia e gli orari lavorativi abituali: i consigli della specialista
 
La dottoressa ricorda che: “Il modo in cui siamo abituati a vivere ci spinge a pensare che fermarsi è sbagliato. Per questo sentiamo il dovere di muoverci sempre, dimostrare che stiamo sempre facendo qualcosa e se capita che siamo costretti a fermarci, non sappiamo come reagire. Dobbiamo sforzarci di prendere il meglio da ogni esperienza. È molto probabile che più dello stop, è il dover affrontare i conflitti e i pensieri più profondi a spaventare. Quando si è molto attivi la mente è impegnata e permette di ignorare i pensieri scomodi”.
Per coloro che hanno iniziato da poco tale procedura lavorativa può essere impegnativo, l’esperta suggerisce: “Può essere complesso rinunciare a una parte importante del rapporto lavorativo e della socialità, anche nella perdita di abitudini talvolta faticose, come quella di alzarsi presto la mattina, vestirsi, uscire, andare in ufficio e incontrare i colleghi. Per mantenere un equilibrio è bene non cambiare il ritmo sonno-veglia; evitare di lavorare troppo e mantenere il totale delle ore stabilite; vestirsi come se si dovesse uscire anche se in modo comodo; prevedere delle pause durante le quali continuare a mantenere i contatti con familiari, amici e colleghi attraverso chat, video e cellulare”.
Infine, l’esperta fornisce alcune indicazioni anche per chi è più rodato, ma comincia a sentire il peso della contingenza: “Coloro che erano abituati e motivati a questa tipologia di lavoro, molto probabilmente, non la vivono più come una scelta. Ciò può innescare meccanismi in grado di generare ansia. Per quanto nel concreto non sia cambiato molto circa le loro abitudini, è variato il pensiero di non poter modificare le consuetudini. Paradossalmente però questo tipo di pensieri possono diventare strategici. Basti riflettere sul fatto che non è cambiato molto e si sta facendo ciò che si era abituati a fare, si possono conservare gli stessi orari da dedicare al lavoro e agli obiettivi personali”.
Per supportare gli utenti durante il lockdown, MioDottore ha messo a disposizione la funzionalità di consulenza online, che permette di incontrare via video gli specialisti, sia per un primo colloquio sia per appuntamenti di consueto monitoraggio del proprio stato di benessere. La piattaforma può già contare oltre 2.000 medici disponibili e oltre 15.000 consulenze online prenotate ad oggi.
 
Note di redazione: La survey di MioDottore è stata condotta in Italia a marzo 2020 e ha coinvolto 1.302 utenti.

A distanza di più di due anni i genitori degli alunni delle scuole Verdi e Ciari aspettano ancora un cancello

A distanza di più di due anni i genitori degli alunni delle scuole Verdi e Ciari aspettano ancora un cancello Copertina S. Maria delle Mole (1.228-0-0)
Gianni Botta

 
Avete letto bene: sono passati più di due anni da quando noi del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole raccogliemmo ed inoltrammo al Comune di Marino la petizione firmata da quasi 500 cittadini per chiedere l’apertura di un semplice cancello tra il parcheggio e le scuole Verdi e Ciari e i genitori sono ancora lì ad aspettare.
 
È per questo motivo che il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole ieri pomeriggio si trovava lì a protestare per questa inconcepibile mancanza di risposte da parte della Giunta, pure a fronte di una volontà dei genitori che anche ieri si è sollevata nuovamente facendo sentire la sua voce.
 
Infatti quando ci hanno visto mostrare i cartelli dietro la recinzione hanno iniziato a fotografarci, filmarci per postare la loro protesta e chiederci il motivo per cui ogni giorno, al mattino ed al pomeriggio, ancora si trovano a dover lasciare la macchina davanti alla scuola delle loro figlie e figli e fare un giro per tornare al punto di partenza, oltre la recinzione. E per far questo sono costretti a camminare insieme ai piccoli percorrendo passaggi pedonali angusti – quello in Via Maroncelli è stato realizzato con le transenne all’indomani dell’incidente occorso ad una nostra cittadina –, “sfiorando” i cumuli di immondizia che traboccando dai contenitori finendo per terra schiacciati oppure sparsi tra le erbacce incolte. Rifiuti ed erbacce che, vogliamo sottolineare, giacciono abbandonati a ridosso di due scuole: una elementare e una materna (le maestre ci perdoneranno se ancora usiamo questi nomi ormai andati in disuso), posti in cui quotidianamente vivono bambine e bambini esposti al rischio sanitario da parte degli insetti infestanti o dei ratti che temiamo possano aggirarsi lì per banchettare.
 
La cosa che appare ancora meno comprensibile, quasi ai limiti dell’assurdo, è che l’area del parcheggio è dotata di comodi posti macchina, compresi due per disabili, ed ha il cartello per il parcheggio dello scuolabus che, però, non lo utilizza perché entra e fa manovra nel cortile tra le alunne e gli alunni, mettendo a rischio la loro incolumità. Assurdo perché, se come ci è stato detto, quella è un’area privata – taluni riferiscono anche che sia area di cantiere – com’è possibile che sia consentito di entrarci e che sia stata attrezzata a beneficio della cittadinanza?
 
Ma le cose stanno così e oltre la petizione promossa due anni fa per noi del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole non c’è più niente da fare se non protestare, unirci alle famiglie nella speranza che il Sindaco e la sua Giunta trovino un rimedio a questa situazione insostenibile quanto prima e, comunque, entro l’avvio del prossimo anno scolastico.
 
Lo chiediamo a gran voce tutti insieme perché siamo certi che quando c’è una volontà politica le cose si fanno.

Che fine farà l'Abbazia dei Trappisti?

Che fine farà l'Abbazia dei Trappisti? Copertina Frattocchie    (commenti:2) (1.228-1-0)
Eleonora Persichetti

 
 
Calorosa partecipazione, sabato scorso, alla manifestazione per sensibilizzare la popolazione locale alla dipartita dei Monaci Trappisti e al destino della proprietà.
 
“Con un’apposita Passeggiata Archeologica – spiega Pino Cardente, Presidente Associazioni SEMPRE BOVILLE e Co.Pro.N.E.L. - abbiamo riscoperto le Bellezze dei principali Siti e Monumenti, quali: Tomba Gens Iulia, Tomba Gens Claudia, Sacello della Bona Dea, Torre Leonardo ed Insieme di Diverticoli che dall’ Appia Antica (pressi Torre Padre Secchi), si dirigeva alla Villa di Tito Sestio Gallo (ove incrociava la Via di Mola Cavona: percorso della preesistente Transumanza) e saliva, per le Castagnole, sino a Due Santi-Collepicchione (ove ci fu, sui resti di Albalonga, il 1° Insediamento dell’ Antica Bovillae). Si tratta di una rilevante area storico-archeologica, parte integrante ed inscindibile dell’intera Antica Boville che, nell’insieme, è Unicum dell’Appia Antica la quale, non per caso, fu costruita (nel 312 a.c.) proprio da Roma fino a Bovillae all’incrocio tra la Regina Viarum e via della Mola Cavona - questa anticamente portava da Tivoli (Tibur) ad Anzio (Antium) con splendidi reperti archeologici del periodo imperiale (lo Stadio, un piccolo Teatro, Ville, Domus ed Edifici Storici Termali). Era inoltre un crocevia importante nella millenaria Transumanza Pastorizia (che dagli Abruzzi scendeva a Boville) per “svernare” nell’agro romano: ove si diffusero anche le mandrie di Bovini, dalle quali il nome “ Bovis Villae” Città dei Buoi”.
 
La Passeggiata Archeologica si è conclusa:
  • approvando l’Appello all’UNESCO per il riconoscimento dell’area come Patrimonio dell’Umanità;
  • con la Preghiera del Salvataggio alla Madonna dell’Equilibrio nella Cappella del Convento dei Trappisti (come voluto, in modo particolare, da Pellegrini e Credenti: veramente rammaricati per il rischio crescente);
  • portando l’ultimo Saluto ai Frati Trappisti partenti.
“Ad oggi – commenta Mauro Abate, Presidente della Sezione di Marino di Italia Nostra - Monastero e tenuta storica dei Frati Trappisti, come ci hanno detto i frati, rimarranno nella proprietà fino a fine anno, dopo si sposteranno. Stimolati a chiarire la situazione, hanno ripetuto che la causa del loro trasferimento è la diminuzione di vocazioni, il loro avanzare d'età etc. Ci hanno dichiarato che la proprietà è stata già acquistata da una Fondazione che tutelerebbe i giovani disoccupati, che troverebbero impiego nella proprietà e nella fattoria, che in buona sostanza li sostituirebbero. Non hanno voluto rivelare il nome della fondazione, e non è dato capire se queste dichiarazioni servano a rassicurare fintamente i cittadini, preoccupati del destino del Monastero, degli alloggi dei Frati, dei locali di produzione di specialità alimentari, della Chiesa, di Villa Serena, e dell'intera proprietà agricola-monumentale. Continueremo a vigilare”.

Anziani in primo piano per sconfiggere COVID-19

Anziani in primo piano per sconfiggere COVID-19 Copertina Nazionali (1.224-0-0)
Eleonora Persichetti

Il «CoronaVIrus Desease 19» è un’evoluzione di quello identificato per la prima volta nella provincia cinese di Quangdong nel novembre 2002 che si diffuse in oltre 30 nazioni. Il portale di equity crowdfunding Opstart, la piattaforma Ener2Crowd dedicata ai GreenVestor e l’innovativo salvadanaio digitale Gimme5 by AcomeA scendono in campo per sostenere gli anziani.
 
 
(AJ-Com.Net) - Anziani in primo piano per sconfiggere «COVID-19»: questo è l’obiettivo sulla piattaforma Fintech4life.it in aiuto delle zone maggiormente colpite nella difficile lotta contro il Coronavirus.
Sì, anziani in primo piano, perché «COVID-19» è una malattia respiratoria acuta causata da un nuovo tipo di coronavirus SARS-CoV2, evoluzione di quello identificato per la prima volta nella provincia cinese di Quangdong nel novembre 2002 che si diffuse in oltre 30 nazioni con un tasso di mortalità del 50% nelle persone sopra i 65 anni.


«L’Italia intera si trova in questi giorni alle prese con una situazione senza precedenti: l’emergenza Coronavirus si sta ripercuotendo in tutti i settori della comunità, includendo anche quello economico e finanziario. Ma ad essere più colpiti sono gli anziani» commentano i responsabili del portale di equity crowdfunding Opstart, della piattaforma Ener2Crowd dedicata ai GreenVestor e dell’innovativo salvadanaio digitale Gimme5 by AcomeA che hanno promosso questo crowdfunding solidale.


Per partecipare con una donazione anche piccolissima, basta accedere alla piattaforma Fintech4life.it ed effettuare la donazione a favore di Cesvi, pagando con bonifico o carta di credito. I fondi raccolti verranno destinati a rafforzare la terapia intensiva dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e per attivare un servizio di aiuto domiciliare agli over 65 residenti nelle città di Bergamo e Milano.


La partecipazione può avvenire in forma anonima oppure pubblica e la somma devoluta viene trasmessa direttamente a Cesvi senza alcuna commissione sugli importi raccolti.


«In questo momento drammatico, tutti -cittadini, famiglie, aziende ed istituzioni- si stanno adoperando per contribuire in maniera attiva e concreta alla battaglia e contrastare nel modo più rapido ed efficace possibile l’emergenza in corso. Ora chiunque potrà aderire alla raccolta Opstart contro il Coronavirus, anche versando soltanto 1 euro» sottolineano i promotori di Fintech4life.it.

Bonus per acquisto seggiolini anti-abbandono: novità

Bonus per acquisto seggiolini anti-abbandono: novità Copertina Nazionali (1.222-0-0)
Domenico Brancato

SEGGIOLINI ANTI-ABBANDONO: DAL 20 FEBBRAIO BONUS E RIMBORSI

 

Può accedere al bonus, nei limiti di un solo seggiolino per ogni Bambino, un Genitore soltanto o chi esercita la responsabilità genitoriale. Così, ad esempio, rimangono esclusi dall’agevolazioni i seggiolini da applicare sull’auto di altre persone della famiglia (ad esempio i Nonni), che dovranno essere acquistati senza sconto e posizionati, come per i Genitori, entro il 6 Marzo (in seguito all’ approvazione di un emendamento della Legge fiscale n. 124 del 26/10/2019, finalizzato al rinvio della applicazione delle sanzioni, formalmente in vigore dal 7/11/2019, riguardanti la violazione dell’art, 172, c.1-bis, del Codice della Strada, in tema di seggiolini antiabbandono). Data in cui entrerà in vigore la sanzione da euro 83 a 333 (che si riducono a 58 e 100 euro, se il pagamento avviene entro cinque giorni) e la decurtazione di 5 punti dalla patente, come previsto dall’articolo 1 della Legge n. 117 dell’1/10/2018. Se poi si commettono due infrazioni in 2 anni scatta la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

 

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso una nota del 28/1/2020, ha stabilito che per ottenere il bonus per l’acquisto dei dispositivi anti abbandono sarà necessario registrarsi sulla piattaforma informatica sul sito dello stesso Ministero: www.mit.gov.it, a partire dal 20 Febbraio 2020. Per registrarsi è necessario avere un’identità digitale (lo Spid: Sistema Pubblico di identità digitale che permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, tramite un’unica coppia utente, cioè nome Utente e Password). Dopo la registrazione si devono inserire il nome, il cognome e il codice fiscale del bambino per cui viene acquistato il dispositivo. Seguirà una verifica sull’identità e la compilazione di un modulo, da parte del Genitore o di chi per lui, per dichiarare in quale veste si occupa del Bambino per il quale acquistare il seggiolino.

 

Una volta registratosi tra i beneficiari, diventa attiva, per l’utente, l’area riservatagli nella piattaforma che eroga il contributo. Dove, contemporaneamente, dovrebbe comparire il bonus spesa utilizzabile presso i venditori registrati nella piattaforma.

 

I buoni vengono generati seguendo l’ordine della registrazione, per cui è preferibile registrarsi il più presto possibile, onde evitare di rimanere esclusi dai destinatari del contributo. Anche se l’importo stanziato dal Governo per i soggetti interessati al contributo o rimborso è di 15,1 e di 5 milioni di euro, rispettivamente, per il 2019 e coprire il 2020. E considerato chei fondi assegnati per lo scorso anno sono rimasti pressoché inutilizzati (visto che soltanto il 10 % dei genitori ha acquistato il seggiolino), quanto non speso, presumibilmente, sarà destinato ad incrementare l’importo stabilito per il corrente anno. Pertanto, l’ammontare complessivo della somma a disposizione, pur non potendo coprire la totalità delle richieste relative ai circa 1.860.000 bambini di età inferiore ai 4 anni, residenti in Italia, dovrebbe essere sufficiente a contribuire ad incentivare l’installazione dell’apposito seggiolino salva –bebè con dispositivo di allarme, su una notevole quantità di auto destinate ad accogliere i Baby trasportati.

 

Ivi compreso chi ha comprato il dispositivo prima del 20 Febbraio. In tal caso però occorre presentare, entro 60 giorni dall’attivazione di quest’ultima (20 Febbraio 2020) una richiesta, sulla piattaforma, comprendente l’indicazione dell’IBAN del conto corrente bancario su cui si desidera che venga accreditato il rimborso. Richiesta alla quale va inoltre allegatacopia dello scontrino fiscale o della fattura di acquisto, con specificato il tipo di acquisto effettuato. Altrimenti l’acquirente dovrà compilare un Modello in cui dichiara, sotto la sua responsabilità, che ha speso la cifra riportata nella ricevuta per un dispositivo antiabbandono.

 

Le riportate informazioni, affinché la fruizione del menzionato Bonus possa influire sensibilmente ad impedire il verificarsi di ulteriori strazianti disgrazie,imputabili all’abbandono di Bimbi in auto ed evitare che i malcapitati, responsabili dell’accaduto, oltre a subire i conseguenti indelebili e tormentosi sensi di colpa, incorrano nella violazione dell’articolo 591 del Codice penale, che prevede la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Pena che viene elevata da 1 a 6 e da 3 a 8 anni, rispettivamente, nei casi in cui il bambino abbandonato vada incontro a lesioni personali o alla morte.

 

 

 

La Nostra Voce

NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LE ESTERNAZIONI PARTITICHE , INTESA COME SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome, ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di: Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APARTITICO, ovvero non siano di parte. 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APARTITICI  che prestiamo attenzione alle esigenze della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione partitica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
Sono di Cava dei Selci ... senza SE
facebook.com/groups/cavadeiselciplus/

Due Santi:
Sono di Due Santi ... senza SE
facebook.com/groups/duesantiplus/

Frattocchie:
Sono di Frattocchie ... senza SE
facebook.com/groups/frattocchieplus/

Santa Maria delle Mole:
Sono di Santa Maria delle Mole ... senza SE
facebook.com/groups/santamariadellemoleplus/
 
Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.