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La Nostra Voce

NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LE ESTERNAZIONI PARTITICHE , INTESA COME SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome, ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di: Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APARTITICO, ovvero non siano di parte. 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APARTITICI  che prestiamo attenzione alle esigenze della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione partitica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
Sono di Cava dei Selci ... senza SE
facebook.com/groups/cavadeiselciplus/

Due Santi:
Sono di Due Santi ... senza SE
facebook.com/groups/duesantiplus/

Frattocchie:
Sono di Frattocchie ... senza SE
facebook.com/groups/frattocchieplus/

Santa Maria delle Mole:
Sono di Santa Maria delle Mole ... senza SE
facebook.com/groups/santamariadellemoleplus/
 
Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.
 

Oltre 400 firme per la realizzazione del #cancello

Oltre 400 firme per la realizzazione del #cancello Copertina S. Maria delle Mole (1.257-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

Il Comitato di Quartiere Santa Maria delle Mole è lieto di comunicare che:
Si è conclusa, con grande successo, la raccolta firme per l'apertura del cancello che, se realizzato, permetterà di collegare le scuole Verdi e Ciari con il grande parcheggio sito in via Fratelli Cervi.
 
Un'operazione estremamente semplice ma efficace, che garantirà un accesso a scuola in tutta sicurezza per i nostri piccoli alunni e, nel contempo, de-congestionerà via Maroncelli che durante gli orari di entrata/uscita è sistematicamente impraticabile.
 
Le firme raccolte hanno superato le 400 unità, quindi ben aldisopra del numero minimo richiesto.
Poi una capillare verifica da parte nostra ha stabilito che ad alcune di queste mancavano dei riferimenti del firmatario e pertanto sono state scartate.
 
All'amministrazione comunale chiediamo quindi di prendere nota dell'esigenza espressa, dai tanti cittadini che hanno firmato, ed adoperarsi senza esitazioni affinché almeno alla riapertura delle scuole a settembre il problema sia stato risolto.
 
Nei prossimi giorni provvederemo alla consegna ufficiale.

L’olio extravergine di oliva, è sempre il  fiore all’occhiello della nostra alimentazione?

L’olio extravergine di oliva, è sempre il  fiore all’occhiello della nostra alimentazione? Copertina Nazionali (1.250-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

Considerata l’importanza che riveste questo straordinario dono della natura, in occasione dell’appena conclusa produzione della campagna 2021/2022, si ritiene utile fornire alcune informazioni inerenti la normativa che ne regola la commercializzazione.
 
In quanto, l’olio di oliva, con un consumo medio pro-capite annuo di 8 Kg (corrispondenti ad un consumo nazionale di 480 mila tonnellate/anno, a fronte di una produzione 2020/2021 di 273 mila tonnellate ed una importazione, nel 2020, di olio di oliva e sansa, dai paesi UE ed extra UE, di 644 mila tonnellate), pari a litri 8,7 (essendo il peso specifico medio di Kg/l 0,920), ed un costo medio di 61 (da 97 a 45 euro) o di ca. 90 euro (da 104 a 78 euro), a seconda se acquistato nei punti vendita o presso i produttori, costituisce sì il più pregiato condimento-alimento dei nostri piatti, ma anche una quota di spesa non trascurabile dei bilanci famigliari.
 
Pertanto, non è fuori luogo precisare alcuni dettagli riguardanti le caratteristiche qualitative delle marche in commercio , per consentire al lettore/consumatore di poter valutare se le descrizioni riportate in etichetta, o forniti dal produttore, risultano rispondenti ai requisiti del prodotto che si intende acquistare e adeguati all’entità del prezzo imposto o proposto.
 
Intanto, secondo il Regolamento CE 1513/2001, si definisce Olio di Oliva Vergine un olio ottenut: dalle olive meccanicamente, in condizioni di temperatura tale da non alterarlo, che non ha subito nessun trattamento al di fuori della decantazione, centrifugazione e filtrazione e che viene classificato in funzione dell’acidità libera espressa in acido oleico.
 
Tuttavia, ai fini di una più dettagliata conoscenza della denominazione ed utilizzazioni degli oli in commercio, si fa seguire la descrizione delle loro caratteristiche:
  • Olio di Oliva Extravergine: commestibile, dal gusto assolutamente perfetto e acidità libera non superiore allo 0,8%.
Anche se è bene chiarire che il gusto degli oli di recente produzione, specie se ottenuti da olive poco mature, sa di amaro, oltre a produrre una sensazione di pizzicore. Percezioni che spesso vengono erroneamente attribuite a cattiva qualità ed elevata acidità, mentre rappresentano un vero e proprio pregio.
 
In quanto dovute a preziose sostanze naturali dell’olio stesso quali, in particolare, i polifenoli (composti organici prodotti dal metabolismo delle piante): l’Oleocantale  scoperto dal Gary Beauchamp, scienziato e biologo presso il Monell Chemical Sens Center di Filadelfia, che in un laboratorio dedicato alla quantificazione delle caratteristiche sensoriali delle sostanze, nell’assaggiare un olio extravergine di oliva, ha trovato familiarità con il pizzicore lasciato sulla gola da varie soluzioni di ibuprofene liquido.
 
Da qui, la deduzione della similitudine di azione antiossidante ed antinfiammatoria non steroidea –FANS- sull’organismo dei due prodotti e la constatazione degli effetti benefici dell’Oleocangtale nei confronti di malattie degenerative e neurodegenerative – Alzheimer- e come antiaggregante piastrinico.
 
Negli ultimi due anni, poi, sull’oleocantale sono in corso la realizzazione di esperimenti per determinare probabili ulteriori potenziali benefici) e l’Oleuropeina dotato di attività infiammatoria, antiossidante ed immunomodulanti dalle funzioni di rafforzamento delle difese immunitarie.
 
Alla luce delle sue proprietà biologiche è impiegato efficacemente nel trattamento e nella prevenzione delle patologie cardiovascolari, neurologiche, oncologiche, infiammatorie e, secondo recentissimi risultati, produrrebbe anche attività antimicrobiche, anti invecchiamento precoce della pelle e dell’organismo –aging- e dei danni indotti dai raggi ultravioletti, che lo rendono più resistente all’ossidazione, oltre a conferirgli proprietà antibatteriche ed antivirali utili (specie in questo periodo) per la salute del nostro organismo.
 
Tali sensazioni, perciò, costituiscono prova di ottima qualità dell’olio, che comunque con il progredire della maturazione tendono a diminuire, ma senza influire negativamente sulle sue peculiari proprietà;
  • Olio di Oliva Vergine: commestibile, dal gusto perfetto e acidità libera non superiore al 2%;
  • Olio di Oliva Vergine Lampante: con acidità libera superiore al 2%, non può essere utilizzato per il consumo diretto (nell’antichità veniva impiegato come combustibile nelle lampade per l’illuminazione domestica) prima di essere sottoposto ad un processo di raffinazione che ne corregga l’acidità ed il gusto sgradevole (dovuti alla scadente qualità delle olive di provenienza) che lo renderebbero non idoneo al consumo;
  • Olio di Oliva: commestibile, si ottiene miscelando olio di oliva raffinato, con olio di oliva vergine, dall’acidità non superiore al 2%. Maggiormente utilizzato, in alternativa all’olio di girasole, per la confezione del tonno in scatola sott’olio;
  • Olio di sansa di Oliva: commestibile, ottenuto dalla miscela di olio di sansa di oliva raffinato e olio di oliva vergine, con acidità non superiore all’ 1%.
Il procedimento utilizzato per estrarre l’olio di sansa è simile a quello impiegato per la produzione degli oli di seme, e cioè tramite processi di pressatura, centrifugazione e l’uso di solventi chimici come l’esano. Procedimento che consente di ricavare un’ulteriore 3-6% di olio grezzo, non commestibile, dal residuo solido (sansa) che rimane dopo l’estrazione dell’olio vergine. Olio grezzo che, una volta sottoposto a procedimenti regolamentati diviene perfettamente commestibile, con quasi le stesse proprietà dell’olio di oliva, poiché ricco di benefici grassi monoinsaturi per la salute.
 
Grazie poi alla maggiore presenza di acido linoleico risulta adatto per rendere fragrante e croccante la produzione di focacce, pane, taralli e biscotti, e come condimento leggero per arrosti e grigliate; nonché ideale per ottenere fritture dorate, in virtù del suo elevato punto di fumo (temperatura a cui un grasso alimentare riscaldato comincia a rilasciare sostanze volatili sotto forma di un fumo tendente al colore azzurro, comprendente l’acroleina: sostanza tossica per il fegato e irritante per la mucosa gastrica e le vie respiratorie) che lo rende resistente alle alte temperature. Trova inoltre ampia utilizzazione nell’industria della cosmesi ed in campo energetico, per la produzione di biomasse.
 
Come tutti gli altri prodotti alimentari, anche gli oli di oliva possono fregiarsi di marchi di qualità, quali: DOP -Denominazione di Origine Protetta- ( che li distingue per un insieme di caratteristiche che dipendono esclusivamente dal territorio sede di produzione); IGP -Indicazione Geografica Protetta- (prevede che le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione della materia prima vengono svolte esclusivamente all’interno dell’area dichiarata); STG -Specialità Tradizionale Garantita- (che ai sensi del Reg. UE 1151/2012, per un insieme di elementi e per la sua caratteristica qualitativa e di tradizionalità, lo distinguono nettamente da altri simili).
 
Marchi che vengono conferiti dalla Comunità Europea sulla base delle seguenti particolari caratteristiche qualitative: basso contenuto di acidi trans –TFA- (molecole lipidiche indesiderate perché riconosciute nocive), un determinato contenuto in trilinoleina –LLL- (Trigliceride contenente tre molecole di acido linoleica) ed un gusto assolutamente perfetto giudicato dai “panel test” (Assaggiatori “ufficiali” , riconosciuti dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, e quelli “professionali”, istituiti da Associazioni di imprese, da Enti locali e delle Camere di commercio).
 
Ad entrambe le categorie vengono affidati i controlli sull’aroma e sapore tipici dell’olio extravergine, successivamente all’espletamento delle analisi chimiche e spettrometriche che consentono di individuare la presenza di oli raffinati, di composti che segnalano la presenza di oli di seme o ottenuti con solventi e di residui di pesticidi. E nel caso gli assaggiatori, concordemente, rilevino dei difetti, tali oli vengono declassati a “vergini”.
 
La normativa europea inoltre, per impedire che in etichetta apposta sui contenitori dell’olio d’oliva vergine ed extravergine, vengano riportate indicazioni facoltative di fantasia, come “ Gentile, Delicato, Classico”, che nulla hanno a che vedere con le caratteristiche delle olive utilizzate o dell’olio prodotto, ma che potrebbero trarre in inganno gli acquirenti, stabilisce le indicazioni ammesse per legge, che devono essere accertate tramite prove ufficiali che certificano l’olio, quali: “Fruttato, Dolce, Equilibrato” (per marcare le proprietà organolettiche del contenuto); “Estratto a Freddo”( per informare che gli oli sono stati estratti a meno di 27 °C, con un processo di percolazione o centrifugazione della pasta di olive); “Prima Spremitura a Freddo” ( per informare che gli oli sono stati ottenuti a meno 27 °C, con spremitura meccanica della pasta di olive ed estrazione con presse idrauliche).
 
Altroconsumo (Associazione per la tutela e difesa dei consumatori), per fornire significative informazioni ai consumatori, ai fini di consentire loro di compiere una scelta consapevole della qualità del prodotto da acquistare, secondo quanto riportato nell’articolo dal titolo, “EXTRAVERGINE? NON DA TUTTI”, pubblicato nel Fascicolo n° 364 di Dicembre 2021 dell’omonima Rivista mensile, ha sottoposto al test 30 bottiglie di olio evo (Extravergine di oliva), acquistate presso i punti vendita, per analizzarlo e rilevarne le caratteristiche ( Prezzo medio/ litro, Provenienza olive, Tecnica di coltivazione, Assenza di frodi, Acidità, Conservazione, Qualità delle olive, Assenza di pesticidi e Valutazione all’assaggio). Indagine il cui esito trova riscontro nella sintetica voceQualità globale espressa in%”, che include 19 su 30 campioni esaminati e ne esclude 11, declassandoli come “vergini”, per carenze percettive di odore e sapore e la presenza di fitofarmaci, anche se in misura inferiore ai limiti di legge. A sua volta, dei 19 campioni selezionati, i primi 9 sono compresi fra i valori da 78 e 70% e i successivi 10 fra il 68 ed il 57% della graduatoria. Graduatoria che trova riferimento scalare nel seguente ordine di citazione della denominazione delle Aziende produttrici:
 
  • Monini Bios: E/l 10,47 – 100% italiano – Biologico;
  • Clemente La terra dell’olio: E/l 9,32 – 100 / Italiano;
  • Carapelli Bio: E/l 8,14 – UE ( da olive provenienti da Paesi europei);
  • Amo Essere Biologico (EUROSPIN) Podere del Conte: E/l 6,39: 100% Italiano – Biologico;
  • Carapelli Il Frantoio: E/l 5,41 – UE;
  • Desantis: E/I 6,13 – 100% Italiano;
  • Desantis Classico: E/l 4,43 – UE;
  • Conad Verso Natura: E/l 7,65 – 100% Italiano – Biologico;
  • De Cecco Classico: E/L 5,64 – UE;
  • Carapelli Oro verde100% Italiano: E/l 8,90;
  • Farchioni Biologico: E/l 9,20;
  • Monini Classico: E/l 5,86 – UE;
  • Farchioni: E/l 5,17 – UE;
  • De Cecco 100% Italiano: E/l 8,46;
  • Zucchi Bio: E/l 9,82;
  • Coop Origine Italiano: E/l 7,25;
  • Olio Carli Fruttato: E/l 9, 80 – UE;
  • Sagra Classico: E/l 5,79 – UE;
  • Filippo Berio100% Italiano: E/l 8,40.
 
Per quanto concerne le modalità delle analisi effettuate, Altrocosumo precisa che: i test sui 30 oli dichiarati dalle rispettive Aziende produttrici, extravergine di oliva, sono stati acquistati a Maggio del 2021 e testati, in forma anonima, in autorevoli laboratori indipendenti.
 
E che l’adottato criterio di valutazione della qualità, è basato sul concetto che un olio per essere definito extravergine deve rispettare i parametri chimici previsti dalla normativa e superare la prova deiPanel test” riconosciuti dalle autorità nazionale ed internazionali. I quali, attraverso un rigoroso procedimento di controllo, valutano innanzitutto l’odore dei campioni alla temperatura di 28 °C ( considerata ottimale per percepirne le caratteristiche) e successivamente, con l’assaggio, il fruttato ( presenza della fragranza tipica dell’oliva sana, fresca e colta al giusto punto di maturazione), che deve essere superiore a zero.
 
In seguito alla scrupolosa applicazione di tale normativa, fra le marche che hanno superato la prova, è stato attribuito il giudizio di migliore del test all’olio Monini Bios 100% Italiano Biologico, con il parere: La qualità è alta e il prezzo è contenuto, e di miglior acquisto all’olio Desantis Classico, con il parere: Il prezzo è davvero basso, ma questo non va a discapito della qualità.
 
E poichè, da quanto emerso dalla classifica della “Qualità globale” sopra riportata, si deduce che al più elevato e più basso prezzo dell’olio, come per molti altri prodotti alimentari e non, non sempre corrisponde la migliore e peggiore qualità, dovendo effettuare un approvvigionamento di olio, per sincerarsi che comprenda i rinomati elementi organolettici che lo distinguono, è consigliabile eseguire autonomamente, in anticipo, su piccole quantità, l’agevole prova qualitativa, basata essenzialmente sul significativo rilevamento dell’odore e del gusto, applicando le semplici indicazioni metodologiche in precedenza descritte.
 
Per far sì di disporre di un olio comprendente tutte le preziosità legittimamente decantate. Perché solo in tal caso è possibile seguire il consiglio dei ricercatori della “Sociedad Andalusa del Oleocanthal “, per i quali “assumere quattro cucchiai al giorno di “vero” olio extravergine di oliva, costituisce una buona base per prevenire o attenuare processi infiammatori cronici.
Altri benefici trovano conferma in una ricerca fatta dagli studiosi dell’Università “Federico II di Napoli” sulla nutrizione e, specificatamente, su diabetici affetti da diabeti di tipo 1, per verificare gli esiti clinici rilevabili da interazione grassi-zuccheri.
 
Lo studio ha dimostrato che i pasti ad alto indice glicemico (riso, pane bianco, pasta e banana) davano un incremento della glicemia, nei confronti di pasti a basso indice glicemico (minestra di legumi, pane e pasta integrale e mele). Entrambe la tipologia di cibi, però, se conditi con olio extravergine, davano un picco glicemico più basso.
 
Per cui, consumare a fine pasti del pane integrale imbevuto di un buon olio extravergine di oliva procurerebbe benefici in pazienti diabetici in terapia insulinica e agirebbe come prevenzione nelle persone sane.
 
Proposte che rappresentano un’opportunità che la Natura e la scienza ci offrono per ostacolare, senza incorrere in effetti collaterali, l’insorgere di molteplici proliferanti patologie e mitigare i danni di quelle esistenti. Perciò, potendone usufruire, sarebbe poco sensato trascurare di coglierne i probabili vantaggi!!!

Appia Antica è patrimonio mondiale dell'umanità Unesco - Il 60esimo sito italiano

Appia Antica è patrimonio mondiale dell'umanità Unesco - Il 60esimo sito italiano Copertina S. Maria delle Mole (1.249-0-0)
Simone Quilici

(articolo esportabile)

La via Appia, per il suo prestigio, per il rispetto, si può dire quasi per la venerazione che di per sé suscitava, è sempre stata oggetto di particolare attenzione, sin dall’età antica. È questa sicuramente la ragione principale per cui, malgrado tutte le distruzioni e le devastazioni che si susseguirono nei secoli, è stata possibile la sopravvivenza di un numero ancora così elevato di testimonianze distribuite lungo il suo tracciato.
 
La centralità acquisita negli ultimi anni dal recupero dei tracciati antichi è testimoniata dall’interesse del Ministero della Cultura verso il tema. Nasce così il progetto Appia Regina Viarum, sulla scia dell’esperienza di Paolo Rumiz, che ha per obiettivo la valorizzazione dell’Appia Antica da Roma a Brindisi e che prevede una serie di interventi di potenziamento e sistemazione del tracciato e dei suoi monumenti, nelle quattro regioni attraversate dalla strada. Nell’ambito di questo finanziamento il Parco Archeologico dell’Appia Antica, fondato nel 2016 come istituto di livello nazionale dotato di speciale autonomia con compiti di museo e soprintendenza unica, è impegnato con uno specifico programma di sistemazione di una porzione di tracciato nel tratto di strada che dalla Campagna Romana raggiunge i Castelli Romani.
 
Per quanto riguarda il ruolo di coordinamento delle attività di valorizzazione lungo il tracciato da Roma a Brindisi, assegnato al Parco dal decreto istitutivo, l'apposito ufficio valorizzazione Roma-Brindisi istituito presso il Parco, nato per favorire il coordinamento delle attività degli istituti centrali e periferici del Ministero della Cultura e per fornire un supporto tecnico-scientifico agli enti locali e alle associazioni territoriali, potrà individuare alcuni obiettivi strategici comuni su cui intervenire, come la necessaria manutenzione e il restauro del tracciato, il miglioramento e lo sviluppo dell’itinerario e dei servizi connessi, l’organizzazione di sistemi di gestione finalizzati allo sviluppo dell’offerta culturale e turistica locale.
 
Oggi la tutela e valorizzazione ambientale della Regina Viarum nel suo intero tracciato da Roma a Brindisi deve essere garantita secondo criteri unitari e coerenti col territorio attraversato dalla strada. Da questo comune sentore è derivata una cospicua serie di proposte di istituzione di nuovi parchi relativi a singoli tratti dell'Appia. Al parco dell'Appia nella valle di Itri si sono aggiunte negli ultimi anni la proposta di un parco interregionale dell'Appia nel tratto laziale-campano e quella ancor più ambiziosa, ma sicuramente più corretta dal punto di vista scientifico, di un parco nazionale che riunifichi le competenze ambientali e culturali.
 
Il forte significato storico, culturale, paesaggistico della via Appia è oggetto dell’importante riconoscimento UNESCO che vede il coinvolgimento del Ministero a livello di coordinamento e la collaborazione delle Regioni e dei Comuni. Il risultato sarà un piano di gestione funzionale ed efficace che metterà a sistema le varie realtà locali e in cui il Parco Archeologico potrà certamente avere un ruolo significativo di raccordo, anche in funzione del rafforzamento delle comunità di patrimonio, che dovranno essere sempre più coinvolte in una gestione attiva e partecipata della Regina Viarum.
 
Simone Quilici, Direttore del parco Archeogico Appia Antica.

2ª Giornata Ecologica per Santa Maria delle Mole

2ª Giornata Ecologica per Santa Maria delle Mole Copertina Volontari Decoro Urbano (1.246-0-0)
Gianni Botta

(articolo esportabile)

 
 
Sabato 3 febbraio, ore 08:00, in Via Piergiorgio Frassati
 
Anche nel corso di questa settimana il nostro Gruppo Volontari del Decoro Urbano ha fatto la propria parte sul territorio di Santa Maria, intervenendo ripetutamente presso il parcheggio di Via Mameli e in quello alle spalle del Bar Incontro, quest’ultimo ridotto in condizioni pietose.
 
Sacchi e sacchi di rifiuti asportati da parte dei “vostri” amici che sono andati avanti con la loro opera grazie all’aiuto di qualche cittadino volenteroso e… superando gli “ostacoli” creati da qualcun altro.
 
Ragion per cui invitiamo tutti coloro che, come noi, vogliono la bellezza di tutto il nostro territorio, a partecipare Sabato prossimo, 3 febbraio, alle ore 08:00 presso il parcheggio di Via Frassati muniti di guanti (fondamentali) e, se disponibili, rastrello, secchio, pala per fare un “assaggio” di giornata ecologica, al quale, sappiate, ne seguiranno altre, secondo il calendario che sarà nostra cura pubblicare, non appena avremo coordinato tutti gli adempimenti.
 
Partecipiamo numerosi!!!

Marino - Verso un nuovo sviluppo

S. Maria delle Mole (1.246-0-0)
Gianni Morelli

(articolo esportabile)

     Negli ultimi sedici anni (dal 2000 al 2016) si sono succedute 10 Amministrazioni tra cui tre Commissariamenti (vedi Tabella allegata) guidate, in netta prevalenza, da Sindaci e Giunte composte a larga maggioranza da esponenti di Partiti appartenenti al Centro Destra.

 

     La mia valutazione di quanto è stato fatto in questo lungo periodo di tempo è che gli indirizzi e le strategie che hanno caratterizzato l’iniziativa politica in questa città siano state imposte, più che dalle reali esigenze di sviluppo del tessuto sociale ed economico della città, da pressioni esercitate da politici, appartenenti a quasi tutte le sfaccettature del panorama italiano, ed imprenditori che hanno essenzialmente agito nel proprio interesse ed a beneficio di pochi.

 

     A mio avviso, la vera novità di quanto è successo in queste ultime elezioni Comunali è che abbiamo assistito a due sconfitte veramente sensazionali:

  • Quella del Centro Destra che non è neanche arrivato al ballottaggio
  • E quella del Centro Sinistra che è stato surclassato al ballottaggio

 

   Le due sconfitte hanno significati molto diversi, in particolare quella del Centro Sinistra è stata sicuramente dovuta all’assoluta mancanza di mordente nell’esercizio dell’opposizione, nonché all’assoluta mancanza di iniziative ed alla distanza creata verso l’elettorato potenziale da una gestione del Circolo molto accentrata su poche persone (si noti ad esempio che le votazioni al Congresso sono state limitate ad una sola lista di Candidati, elezione definita ‘bulgara’ dagli stessi iscritti)  ed alla conseguente e naturale perdita di consensi. Da notare che molti anni fa la Sinistra godeva di una preponderante maggioranza in questo Territorio.

 

     Sempre a mio parere, quindi, la vittoria del M5S è certamente dovuta allo slancio dato in quel momento dalla novità delle proposte di Grillo & Co, che tanto risalto hanno avuto nell’opinione pubblica, ma anche dall’aver goduto di un grande supporto derivato dal crollo dei Partiti tradizionali locali e dal sensibile contributo offerto dal Centro Destra che ha indirizzato i suoi voti verso i ‘grillini’ al ballottaggio. Il risultato, però, è che i cittadini volevano cambiare, e sono riusciti a cambiare.

 

     Fatte queste premesse, che altro non sono che mie opinioni personali, voglio anche dire che oggi sono molto contento del fatto che, visto che non sono stati eletti i candidati da me conosciuti e stimati, sia avvenuta questa svolta e che l’elezione dei candidati del M5S, che sto imparando a conoscere, stia portando un soffio di novità nella gestione di questo Comune. Insisto nel concetto che i miei concittadini abbiano scelto dei candidati e non che abbiano scelto il Movimento, anche se le cose sono direttamente correlate, in quanto sono proprio loro che hanno aperto vie di dialogo e di collaborazione con le varie rappresentanze dei cittadini, mai esistite prima di adesso.

 

     La mia teoria è infatti, quella che in realtà piccole come la nostra, siano le persone e non le ‘politiche’ quelle che contano realmente. La politica ha valore a livello Nazionale ed Internazionale e serve per fare le Leggi che ci governano, mentre la corretta gestione dei servizi al cittadino dipende essenzialmente dalla serietà, dalla volontà e dall’impegno di quanti sono chiamati ad amministrarla.

 

    Cinque anni passano presto ed il mio augurio è che, oltre a quanto iniziato per avviare delle opere di manutenzione sicuramente impellenti come quella delle scuole, dei parchi e degli arredi cittadini, l’attuale Amministrazione, si attivi al più presto su quegli argomenti su cui costruire l’ossatura di un nuovo e più profondo tessuto sociale:

  • Valutare i più potenziali campi di sviluppo della struttura economica del Territorio. Come ad es.
    • ripristinare l’attrattività turistica migliorando la promozione e l’accoglienza,
    • le bellezze naturali e storiche di cui il Territorio va giustamente fiero,
    • rinvigorire la filiera che va dall’Agricoltura al Trattamento dei prodotti agricoli all’Alimentazione,
    • dare vigore all’Artigianato ed al Commercio locale, incentivare lo sviluppo nel campo dell’Elettronica e della Ricerca,
    • stimolare e promuovere la produzione artistica dei cittadini versati in qualsiasi arte,
  • Sollecitare e premiare le Aziende locali che operano, in un concetto di scuola-lavoro o tramite forme di apprendistato, nella offerta di Corsi di apprendimento e di formazione al lavoro per creare opportunità di impiego di giovani risorse ed elevare il reddito ed il potere di acquisto dei cittadini, tenendo conto del fatto che alcune statistiche mostrano spese pro-capite inferiori alle medie Provinciali e Regionali
  • Utilizzare appieno la disponibilità, l’entusiasmo e le capacità delle varie Associazioni e dei Comitati che operano a fianco della cittadinanza su vari argomenti di interesse comune

 

    C’è molto da fare e, nel nostro caso, il compito è aggravato dagli orpelli di quanto questi ed altri argomenti relativi al benessere dei cittadini siano stati trascurati per decenni dalle precedenti amministrazioni. Tutto questo in linea con quanto previsto nello Statuto Comunale in merito alla partecipazione dei cittadini ed è su questo che saranno basate le valutazioni dell’operato di un nucleo di giovani Amministratori che stanno dimostrando notevole impegno.

 

     Auguri a tutti noi

 

Periodo

Primo cittadino

Partito

Carica

Note

9 giugno 1996

16 aprile 2000

Rosa Perrone

Partito Democratico della Sinistra
Democratici di Sinistra

Sin daco

 

16 aprile 2000

 2002

Fabio Desideri

Alleanza N azionale

Sind aco

 

20 02

25 maggio 2003

dott. Fausto Gianni

 

Commissario pref ettizio

 

25 maggio 2003

200 5

Ugo Onorati

Democratici  di Sinistra

Sind aco

 

20 05

20 06

dott. Ferdinando Santoriello

 

Com missario prefettizio

 

28 maggio 2006

20 13

Adriano Palozzi

Forza Italia
Il Popolo della Libertà

Sinda co

 

2 013

25 maggio 2014

Fabrizio De Sanctis

Centrode stra

Vicesin daco

 

25 maggio 2014

20 15

Fabio Silvagni

Forza Itali a

Sind aco

 

20 15

5 giugno 2016

dott.ssa Enza Caporale

 

Commi ssario prefettizio

 

5 giugno 2016

in carica

Carlo Colizza

Movime nto 5 Stelle

Sind aco

 


 

 

Accorgimenti per l'erba infestante

Accorgimenti per l'erba infestante Copertina Nazionali (1.245-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

Le alte temperature e le abbondanti piogge favoriscono la crescita della vegetazione infestante: come arrestarne lo sviluppo senza nuocere all’ambiente

Contrariamente a cosa accade se il prodotto impiegato per proteggere le piante dal parassita risulta essere più pericoloso del parassita stesso, per la salute dell’uomo e del patrimonio biologico del terreno.

Cioè quel che accade nel caso dell’uso del “Glifosato “(Chimicamente trattasi di un amino fosforico della glicina – C3H8NO5P - Denominato Roundup nella versione commercializzata dalla Monsanto) : un principio attivo utilizzato sin dal 1974 che, secondo molti studi, potrebbe rivelarsi tossico per l’ambiente e dannoso per la salute. Esso è utilizzato ampiamente per la pulizia dei margini stradali, delle strutture ferroviarie, del verde pubblico ed in agricoltura dove,  unito   alle sementi geneticamente modificate (OGM):   Soia, Mais, Colza e Barbabietola (il cui DNA è stato modificato  con l’aggiunta di un gene  per renderli resistenti all’erbicida) assicura il vantaggio dell’esclusione dei 4-5 interventi che, con diserbanti per la difesa di  piante non OGM, sono generalmente  necessari per il completo controllo delle infestanti.

I prodotti delle piante, così trattate, entrano poi nella catena alimentare umana attraverso il consumo di carne e suoi trasformati provenienti da animali nutriti con mangimi OGM ed altre forme di esposizione al glifosato, quali: l’effettuazione dei trattamenti, il  consumo di  l’acqua, di  bevande e  alimenti di origine vegetale  (pane, pasta, cereali e legumi,  sulle piante dei quali il glifosato viene spesso usato come disseccante, prima del raccolto).

In quanto diversi studi, hanno dimostrato come il glifosato sia in grado di contaminare il suolo, l’aria e le acque superficiali e profonde e quindi rappresenta una sostanza altamente tossica per l’ambiente, che incide sulla funzionalità degli ecosistemi (Insieme di organismi viventi e materia non vivente che interagiscono in un determinato ambiente in maniera organica e funzionale), degli habitat naturali, riducendone la biodiversità (Coesistenza, in uno steso ecosistema, di diverse specie animali e vegetali che crea un equilibrio in funzione alle loro reciproche relazioni) e di conseguenza la buona salute della biosfera (Spazio circostante la superficie terrestre nel quale sussistono le condizioni adeguate allo sviluppo della vita animale e vegetale), degli esseri umani e dell’agricoltura.

Dal rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ISPRA – sui pesticidi (Prodotti che vengono impiegati per impedire che le colture vengano danneggiate o distrutte da malattie ed infestanti, quali: insetticidi, fungicidi, acaricidi, erbicidi, fitoregolatori e repellenti) emerge, infatti, che il glifosato sia una delle sostanze più diffuse nelle acque italiane.

Per cui la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca SUL Cancro) il 20 Marzo 2015 definiva l’erbicida come probabile cancerogeno, inserendolo nel gruppo 2 B, in relazione alla pericolosità per la salute umana. Anche se in passato era stato considerato uno dei pesticidi meno tossici per gli animali, e per questo mai contestato, in riferimento ai test eseguiti della Monsanto e approvati da Enti pubblici americani ed europei, che avevano concluso che “le varietà OGM resistenti al Roundup sono sicure per la salute umana”.

Affermazione contestata dall’autorevole “ Studio Sèralini “ nel quale si chiarisce che la differenza degli esiti fra il suo studio e quello della Monsanto sul Mais NK603, usato negli Stati Uniti fin dal 2000, anche per l’alimentazione umana, è  dovuta alla differente durata dell’indagine (che il protocollo  prevede in  non meno di  2 anni, per l’attendibilità dei test tossicologici del cancro)   ed ai diversi standard di ricerca adottati sullo studio del glifosato, che non va considerato come principio attivo isolato, bensì nella sua formulazione complessa commerciale, comprendenti coadiuvanti (prodotti che si aggiungono alla sostanza  base da cui si attende l’effetto principale) e tensioattivi (usati come agenti emulsionanti: atti a favorire la dispersione di un liquido sotto forma di particelle in un altro, come olio in acqua, nel quale rimangono completamente insolubili), più tossici del glifosato esaminato come sola sostanza attiva.

Inoltre il glifosato è un diserbante totale (che distrugge o impedisce la crescita di qualsiasi tipo di vegetazione), sistemico (che interessa tutta la pianta attraverso l’assorbimento ed il trasporto della sostanza  nell’apparato radicale) e, soprattutto un forte chelante, coè che dispone di un notevole potere legante nei confronti dei micronutrienti: ferro, manganese, zinco, rame, boro, molibdeno e  cloro,  che immobilizza,  rendendoli indisponibili per la pianta, con conseguente compromissione dell’efficienza nutrizionale.

In funzione di quanto sopra esposto e del Principio di Precauzione, basato sull’adozione di una condotta cautelativa riguardo la gestione delle questioni scientificamente controverse, da tempo, diverse campagne, contrarie all’utilizzo del glifosato, manifestano dissenso nei confronti del suo utilizzo e promuovono valide alternative per la lotta alle essenze infestanti. Cioè compatibili con i metodi di coltivazione biologica, com’è noto, impostati su produzioni finalizzati alla salvaguardia dell’Ambiente e sulla fornitura di alimenti privi di residui tossici.

Fra le proposte alternative più valide e, proprio per la natura delle materie prime del tutto naturali  adoperate per la loro preparazione,  esenti da effetti nocivi per l’uomo e l’ambiente, si ritiene meritino una particolare citazione i seguenti eco-diserbanti:

 

  • Natural Weed Control  (Controllo naturale della malerba): prodotto in Sardegna  dal team di ricerca coordinato da Daniela Ducato, leader di Edizero  -  Architettura of Peace (Architettura della pace), insieme a ORTOLANA  (Azienda appartenente al circuito Edizero  Produttrice di materiali ad alta tecnologia realizzati esclusivamente con surplus ed eccedenze vegetali, animali e minerali), utilizzando gli scarti della lavorazione della lana, estratti viti-vinicoli della varietà Malvasia, scarti della produzione dell’olio di oliva, estratti della pulizia delle arnie: propoli e miele e  materiali di risulta di altri prodotti agricoli,  opportunamente trattati.

Esso è nato dall’esigenza espressa dai numerosi Apicultori sardi di salvaguardare le Api (principali artefici, insieme alle farfalle, dell’impollinazione delle piante e della loro produzione) che versavano in condizione di grave pericolo, imputabile al disinvolto massiccio uso di sostanze tossiche utilizzate sulle coltivazioni e sul  verde urbano.

 L’innovativo antiparassitario viene miscelato all’acqua che, surriscaldata in modo graduale da uno specifico macchinario per diserbo a vapore (appositamente adattato dall’Azienda Cavalli & Cavalli), svolge la funzione di cappotto termico in grado di accumulare e trattenere  il calore,  fra gli 80  e i  98 °C,  all’interno delle cellule delle piante, garantendone  l’essiccazione già dal primo passaggio. Anche se per il controllo completo occorrono, mediamente, tre trattamenti l’anno. L’utilizzazione è finalizzata, alla protezione, con esiti del tutto soddisfacenti, degli orti, frutteti, piante farmaceutiche, vigneti e verde urbano, come dimostrano le crescenti richieste di approvvigionamento  a livello nazionale e mondiale: dalla Francia agli Stati Uniti e  dalla Cina al Madagascar.

L’azienda produttrice, nell’intento di estendere l’uso del prodotto ad ogni dimensione di esigenza, si prefigge, prossimamente, di realizzare confezioni impiegabili anche nella coltivazione di piccoli orti famigliari;

  • Nuovo erbicida naturale: ottenuto dagli oli essenziali estratti dalle “erbacce” dal ricercatore dell’Università di Pisa Stefano Benvenuti e dai suoi collaboratori.

I ricercatori del Dipartimento di Scienze Agrarie e Farmacia dell’IniPi hanno immaginato, realizzato e testato (verificato) un erbicida naturale con il quale limitare l’impatto sull’Ambiente e i rischi per la salute dell’uomo derivanti dall’uso dei diserbanti tradizionalmente impiegati in agricoltura e fornire una valida alternativa ai progressivi divieti ed alle limitazioni dell’impiego di alcuni prodotti convenzionali, come il ben noto glifosato, in particolare.

La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale Weed Research (Ricerca sulla malerba), è stata condotta sia in laboratorio che in serra ed è durata tre anni, per individuare le piante spontanee dalle quali estrarre gli oli essenziali in grado di produrre i più efficaci effetti diserbanti.

Benvenuti, nel commentare i risultati della sperimentazione, precisa come la soluzione adottata presenti anche dei vantaggi dal punto di vista economico, trattandosi di piante spontanee (Achillea, Assenzio annuale, Assenzio dei fratelli Verlot, Santolina delle spiagge e Nappola), che hanno costi agronomici limitati e, soprattutto, dal momento in cui la siccità colpisce pesantemente le coltivazioni, non richiedono particolari investimenti dal punto di vista idrico. Il che comporta che le 5 specie spontanee individuate, finora prive di utilità, possano, paradossalmente, trasformarsi in preziosa risorsa per l’uomo e per l’Ambiente.

Per quanto concerne l’utilizzazione, lo stesso Benvenuti afferma che il frutto del suo lavoro può essere usato con le stesse modalità dei diserbanti tradizionali, sia nella fase di pre-impianto delle colture e sia localizzandone la distribuzione in presenza della coltura stessa;

  • Diserbante naturale fai da te: modo tutto “green“ per eliminare le erbacce in maniera artigianale e nel rispetto dell’ambiente, specie lungo i vialetti, fra la ghiaia e la bordure. Infatti la soluzione erbicida si avvale di ingredienti semplici, economici e di comune uso in tutte le case: Acqua, Aceto e sale da cucina.

 La preparazione è semplice e consiste nel porre in un secchio  5 litri di acqua, in precedenza portata all’ebollizione, nella quale versare 1 Kg di sale  e mescolare il tutto fino ad ottenere una completa soluzione, alla quale vanno  aggiunti, continuando a mescolare, 1,5 litri di  aceto,   fino ad ottenere un composto omogeneo. Il diserbante appena preparato  va  distribuito con uno spruzzatore a pressione, reperibile in qualsiasi negozio di articoli per giardinaggio, con l’accortezza di non irrigare la vegetazione interessata  nei due giorni successivi al trattamento e di non praticarlo  se nei due giorni successivi si prevedono piogge.

Altri preparati del genere, tratti dall’esperienza maturata nel tempo dagli agricoltori, consistono:

  • In una soluzione composta da 1 litro di aceto bianco e 120 ml di succo di limone concentrato, da spruzzare direttamente sulle erbacce;
  • Nello spargere del sale sulle infestanti, prima e dopo averle annaffiate con acqua bollente, oppure spruzzandole con una soluzione composta da ½ litro di acqua bollente e 120 grammi di sale;

Insieme di indicazioni che consentono ad ogni interessato, in maniera  agevole, economica ed artigianale, di intraprendere la gratificante   pratica  della sperimentazione, sia per verificare l’efficacia o meno delle soluzioni descritte, che per acquisire l’abitudine ad adottare, in ogni occasione e per ogni esigenza, il procedimento più rispondente ad evitare il peggioramento delle condizioni del già malridotto ambiente.

A cura del Prof. Brancato

 

 

 

 

Il rubinetto

S. Maria delle Mole (1.243-0-0)
Gianni Morelli

(articolo esportabile)

In via della Repubblica, proprio davanti a Puccettone c'è una fontanella con un rubinetto che getta acqua in una bacinella.

L'ideale per un sorso d'acqua al volo e per una bagnatina alla testa nelle calde giornate estive.

Un giorno, passando come al solito a piedi, ho visto un getto d'acqua impetuoso inondare la strada: qualche buontempone aveva deciso di smontare il rubinetto e di farlo sparire.

Ho tentato di bloccare il flusso dell'acqua riproponendomi di avvisare chi di dovere al mio rientro a casa. Un'ora dopo, ritornando sui miei passi, con mia enorme sorpresa per la sollecitudine dell'intervento, ho notato un operaio che stava già sistemando la situazione.

Mi sono congratulato con lui, ringraziandolo per la tempestività ma, vedendo che stava chiudendo definitivamente l'acqua gli ho chiesto se, poi, avrebbe rimesso il rubinetto.

Lui ha risposto che se l'avesse rimesso, qualcuno l'avrebbe sicuramente asportato di nuovo .

Io ho solo detto che era un peccato perché nelle mie camminate ero solito rinfrescarmi proprio a quella fontanella.

Lui mi ha guardato e mi ha salutato. Il giorno dopo, passando ho notato che c'era un nuovo rubinetto, perfettamente funzionante.

Ora vorrei che quell'operaio potesse leggere questa mia nota per potergli far sapere quanto piacere mi abbia fatto quella sua azione

Nuovo Eco-centro a Boville

S. Maria delle Mole    (commenti:1) (1.240-0-0)
la Redazione

(articolo esportabile)

MARINO (attualità) - Previsti incontri con la cittadinanza
ilmamilio.it 
Più che definirsi l’affaire eco – centro si infittisce, infatti la maggioranza di governo ha proposto un ulteriore proposta di sito rispetto a quella iniziale inserita nella delibera di giunta numero 163 del 5 ottobre 2017, con la quale è stato individuato un terreno “ubicato a sud – ovest del centro abitato, in corrispondenza dell’area artigianale Appia Nuova, prospiciente la via Appia Nuova Vecchia Sede”.
 
Ora alla luce della delibera di consiglio comunale n. 8 del 5 dicembre 2017 le alternative sono addirittura quattro: 
una piuttosto vicina al sito iniziale di Cava dei Selci a ridosso di via Appia;
un’altra su via Nettunense all’altezza del chilometro 1,500 all’altezza di Castelluccia e Frattocchie;
una terza in zona Divino Amore – Mazzamagna, fortemente caldeggiata dai consiglieri comunali di minoranza Stefano Cecchi, Cinzia Lapunzina e Remo Pisani;
una quarta aggiunta “in extremis” dalla maggioranza che si trova all’estremità ovest di viale della Repubblica all’intersezione con le vie Frassati e della Falcognana e confine con l’area del Green House.
Con il suddetto atto consiliare sono state anche fissate le date degli incontri pubblici attraverso le quali i cittadini sceglieranno quale area, fra quelle proposte, utilizzare per l’eco – centro.
Questo l’iter consultivo deliberato: la consultazione sarà effettuata attraverso tre giornate di incontro con la cittadinanza nell’ultima delle quali verrà richiesto ai presenti una manifestazione di volontà rispetto alle quattro opzioni proposte con la seguente modalità: giovedì 28 dicembre dalle ore 16.30 alle ore 18.30 presso l’edificio scolastico di via delle Molette – “A. Silvestri” in località Castelluccia; giovedì 4 gennaio dalle ore 16.30 alle ore 18.30 presso l’edificio scolastico di via Palaverta “Primo Levi” in località Frattocchie; sabato 13 gennaio dalle ore 10 alle ore 12 assemblea e dalle ore 12 alle ore 18 raccolta espressioni di volontà dei presenti presso l’edificio scolastico di via Prati – “A. Vivaldi” in località Santa Maria delle Mole.
 
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