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L’olio extravergine di oliva, è sempre il  fiore all’occhiello della nostra alimentazione?

L’olio extravergine di oliva, è sempre il  fiore all’occhiello della nostra alimentazione? Copertina Nazionali (1.228-0-0)
Domenico Brancato

Considerata l’importanza che riveste questo straordinario dono della natura, in occasione dell’appena conclusa produzione della campagna 2021/2022, si ritiene utile fornire alcune informazioni inerenti la normativa che ne regola la commercializzazione.
 
In quanto, l’olio di oliva, con un consumo medio pro-capite annuo di 8 Kg (corrispondenti ad un consumo nazionale di 480 mila tonnellate/anno, a fronte di una produzione 2020/2021 di 273 mila tonnellate ed una importazione, nel 2020, di olio di oliva e sansa, dai paesi UE ed extra UE, di 644 mila tonnellate), pari a litri 8,7 (essendo il peso specifico medio di Kg/l 0,920), ed un costo medio di 61 (da 97 a 45 euro) o di ca. 90 euro (da 104 a 78 euro), a seconda se acquistato nei punti vendita o presso i produttori, costituisce sì il più pregiato condimento-alimento dei nostri piatti, ma anche una quota di spesa non trascurabile dei bilanci famigliari.
 
Pertanto, non è fuori luogo precisare alcuni dettagli riguardanti le caratteristiche qualitative delle marche in commercio , per consentire al lettore/consumatore di poter valutare se le descrizioni riportate in etichetta, o forniti dal produttore, risultano rispondenti ai requisiti del prodotto che si intende acquistare e adeguati all’entità del prezzo imposto o proposto.
 
Intanto, secondo il Regolamento CE 1513/2001, si definisce Olio di Oliva Vergine un olio ottenut: dalle olive meccanicamente, in condizioni di temperatura tale da non alterarlo, che non ha subito nessun trattamento al di fuori della decantazione, centrifugazione e filtrazione e che viene classificato in funzione dell’acidità libera espressa in acido oleico.
 
Tuttavia, ai fini di una più dettagliata conoscenza della denominazione ed utilizzazioni degli oli in commercio, si fa seguire la descrizione delle loro caratteristiche:
  • Olio di Oliva Extravergine: commestibile, dal gusto assolutamente perfetto e acidità libera non superiore allo 0,8%.
Anche se è bene chiarire che il gusto degli oli di recente produzione, specie se ottenuti da olive poco mature, sa di amaro, oltre a produrre una sensazione di pizzicore. Percezioni che spesso vengono erroneamente attribuite a cattiva qualità ed elevata acidità, mentre rappresentano un vero e proprio pregio.
 
In quanto dovute a preziose sostanze naturali dell’olio stesso quali, in particolare, i polifenoli (composti organici prodotti dal metabolismo delle piante): l’Oleocantale  scoperto dal Gary Beauchamp, scienziato e biologo presso il Monell Chemical Sens Center di Filadelfia, che in un laboratorio dedicato alla quantificazione delle caratteristiche sensoriali delle sostanze, nell’assaggiare un olio extravergine di oliva, ha trovato familiarità con il pizzicore lasciato sulla gola da varie soluzioni di ibuprofene liquido.
 
Da qui, la deduzione della similitudine di azione antiossidante ed antinfiammatoria non steroidea –FANS- sull’organismo dei due prodotti e la constatazione degli effetti benefici dell’Oleocangtale nei confronti di malattie degenerative e neurodegenerative – Alzheimer- e come antiaggregante piastrinico.
 
Negli ultimi due anni, poi, sull’oleocantale sono in corso la realizzazione di esperimenti per determinare probabili ulteriori potenziali benefici) e l’Oleuropeina dotato di attività infiammatoria, antiossidante ed immunomodulanti dalle funzioni di rafforzamento delle difese immunitarie.
 
Alla luce delle sue proprietà biologiche è impiegato efficacemente nel trattamento e nella prevenzione delle patologie cardiovascolari, neurologiche, oncologiche, infiammatorie e, secondo recentissimi risultati, produrrebbe anche attività antimicrobiche, anti invecchiamento precoce della pelle e dell’organismo –aging- e dei danni indotti dai raggi ultravioletti, che lo rendono più resistente all’ossidazione, oltre a conferirgli proprietà antibatteriche ed antivirali utili (specie in questo periodo) per la salute del nostro organismo.
 
Tali sensazioni, perciò, costituiscono prova di ottima qualità dell’olio, che comunque con il progredire della maturazione tendono a diminuire, ma senza influire negativamente sulle sue peculiari proprietà;
  • Olio di Oliva Vergine: commestibile, dal gusto perfetto e acidità libera non superiore al 2%;
  • Olio di Oliva Vergine Lampante: con acidità libera superiore al 2%, non può essere utilizzato per il consumo diretto (nell’antichità veniva impiegato come combustibile nelle lampade per l’illuminazione domestica) prima di essere sottoposto ad un processo di raffinazione che ne corregga l’acidità ed il gusto sgradevole (dovuti alla scadente qualità delle olive di provenienza) che lo renderebbero non idoneo al consumo;
  • Olio di Oliva: commestibile, si ottiene miscelando olio di oliva raffinato, con olio di oliva vergine, dall’acidità non superiore al 2%. Maggiormente utilizzato, in alternativa all’olio di girasole, per la confezione del tonno in scatola sott’olio;
  • Olio di sansa di Oliva: commestibile, ottenuto dalla miscela di olio di sansa di oliva raffinato e olio di oliva vergine, con acidità non superiore all’ 1%.
Il procedimento utilizzato per estrarre l’olio di sansa è simile a quello impiegato per la produzione degli oli di seme, e cioè tramite processi di pressatura, centrifugazione e l’uso di solventi chimici come l’esano. Procedimento che consente di ricavare un’ulteriore 3-6% di olio grezzo, non commestibile, dal residuo solido (sansa) che rimane dopo l’estrazione dell’olio vergine. Olio grezzo che, una volta sottoposto a procedimenti regolamentati diviene perfettamente commestibile, con quasi le stesse proprietà dell’olio di oliva, poiché ricco di benefici grassi monoinsaturi per la salute.
 
Grazie poi alla maggiore presenza di acido linoleico risulta adatto per rendere fragrante e croccante la produzione di focacce, pane, taralli e biscotti, e come condimento leggero per arrosti e grigliate; nonché ideale per ottenere fritture dorate, in virtù del suo elevato punto di fumo (temperatura a cui un grasso alimentare riscaldato comincia a rilasciare sostanze volatili sotto forma di un fumo tendente al colore azzurro, comprendente l’acroleina: sostanza tossica per il fegato e irritante per la mucosa gastrica e le vie respiratorie) che lo rende resistente alle alte temperature. Trova inoltre ampia utilizzazione nell’industria della cosmesi ed in campo energetico, per la produzione di biomasse.
 
Come tutti gli altri prodotti alimentari, anche gli oli di oliva possono fregiarsi di marchi di qualità, quali: DOP -Denominazione di Origine Protetta- ( che li distingue per un insieme di caratteristiche che dipendono esclusivamente dal territorio sede di produzione); IGP -Indicazione Geografica Protetta- (prevede che le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione della materia prima vengono svolte esclusivamente all’interno dell’area dichiarata); STG -Specialità Tradizionale Garantita- (che ai sensi del Reg. UE 1151/2012, per un insieme di elementi e per la sua caratteristica qualitativa e di tradizionalità, lo distinguono nettamente da altri simili).
 
Marchi che vengono conferiti dalla Comunità Europea sulla base delle seguenti particolari caratteristiche qualitative: basso contenuto di acidi trans –TFA- (molecole lipidiche indesiderate perché riconosciute nocive), un determinato contenuto in trilinoleina –LLL- (Trigliceride contenente tre molecole di acido linoleica) ed un gusto assolutamente perfetto giudicato dai “panel test” (Assaggiatori “ufficiali” , riconosciuti dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, e quelli “professionali”, istituiti da Associazioni di imprese, da Enti locali e delle Camere di commercio).
 
Ad entrambe le categorie vengono affidati i controlli sull’aroma e sapore tipici dell’olio extravergine, successivamente all’espletamento delle analisi chimiche e spettrometriche che consentono di individuare la presenza di oli raffinati, di composti che segnalano la presenza di oli di seme o ottenuti con solventi e di residui di pesticidi. E nel caso gli assaggiatori, concordemente, rilevino dei difetti, tali oli vengono declassati a “vergini”.
 
La normativa europea inoltre, per impedire che in etichetta apposta sui contenitori dell’olio d’oliva vergine ed extravergine, vengano riportate indicazioni facoltative di fantasia, come “ Gentile, Delicato, Classico”, che nulla hanno a che vedere con le caratteristiche delle olive utilizzate o dell’olio prodotto, ma che potrebbero trarre in inganno gli acquirenti, stabilisce le indicazioni ammesse per legge, che devono essere accertate tramite prove ufficiali che certificano l’olio, quali: “Fruttato, Dolce, Equilibrato” (per marcare le proprietà organolettiche del contenuto); “Estratto a Freddo”( per informare che gli oli sono stati estratti a meno di 27 °C, con un processo di percolazione o centrifugazione della pasta di olive); “Prima Spremitura a Freddo” ( per informare che gli oli sono stati ottenuti a meno 27 °C, con spremitura meccanica della pasta di olive ed estrazione con presse idrauliche).
 
Altroconsumo (Associazione per la tutela e difesa dei consumatori), per fornire significative informazioni ai consumatori, ai fini di consentire loro di compiere una scelta consapevole della qualità del prodotto da acquistare, secondo quanto riportato nell’articolo dal titolo, “EXTRAVERGINE? NON DA TUTTI”, pubblicato nel Fascicolo n° 364 di Dicembre 2021 dell’omonima Rivista mensile, ha sottoposto al test 30 bottiglie di olio evo (Extravergine di oliva), acquistate presso i punti vendita, per analizzarlo e rilevarne le caratteristiche ( Prezzo medio/ litro, Provenienza olive, Tecnica di coltivazione, Assenza di frodi, Acidità, Conservazione, Qualità delle olive, Assenza di pesticidi e Valutazione all’assaggio). Indagine il cui esito trova riscontro nella sintetica voceQualità globale espressa in%”, che include 19 su 30 campioni esaminati e ne esclude 11, declassandoli come “vergini”, per carenze percettive di odore e sapore e la presenza di fitofarmaci, anche se in misura inferiore ai limiti di legge. A sua volta, dei 19 campioni selezionati, i primi 9 sono compresi fra i valori da 78 e 70% e i successivi 10 fra il 68 ed il 57% della graduatoria. Graduatoria che trova riferimento scalare nel seguente ordine di citazione della denominazione delle Aziende produttrici:
 
  • Monini Bios: E/l 10,47 – 100% italiano – Biologico;
  • Clemente La terra dell’olio: E/l 9,32 – 100 / Italiano;
  • Carapelli Bio: E/l 8,14 – UE ( da olive provenienti da Paesi europei);
  • Amo Essere Biologico (EUROSPIN) Podere del Conte: E/l 6,39: 100% Italiano – Biologico;
  • Carapelli Il Frantoio: E/l 5,41 – UE;
  • Desantis: E/I 6,13 – 100% Italiano;
  • Desantis Classico: E/l 4,43 – UE;
  • Conad Verso Natura: E/l 7,65 – 100% Italiano – Biologico;
  • De Cecco Classico: E/L 5,64 – UE;
  • Carapelli Oro verde100% Italiano: E/l 8,90;
  • Farchioni Biologico: E/l 9,20;
  • Monini Classico: E/l 5,86 – UE;
  • Farchioni: E/l 5,17 – UE;
  • De Cecco 100% Italiano: E/l 8,46;
  • Zucchi Bio: E/l 9,82;
  • Coop Origine Italiano: E/l 7,25;
  • Olio Carli Fruttato: E/l 9, 80 – UE;
  • Sagra Classico: E/l 5,79 – UE;
  • Filippo Berio100% Italiano: E/l 8,40.
 
Per quanto concerne le modalità delle analisi effettuate, Altrocosumo precisa che: i test sui 30 oli dichiarati dalle rispettive Aziende produttrici, extravergine di oliva, sono stati acquistati a Maggio del 2021 e testati, in forma anonima, in autorevoli laboratori indipendenti.
 
E che l’adottato criterio di valutazione della qualità, è basato sul concetto che un olio per essere definito extravergine deve rispettare i parametri chimici previsti dalla normativa e superare la prova deiPanel test” riconosciuti dalle autorità nazionale ed internazionali. I quali, attraverso un rigoroso procedimento di controllo, valutano innanzitutto l’odore dei campioni alla temperatura di 28 °C ( considerata ottimale per percepirne le caratteristiche) e successivamente, con l’assaggio, il fruttato ( presenza della fragranza tipica dell’oliva sana, fresca e colta al giusto punto di maturazione), che deve essere superiore a zero.
 
In seguito alla scrupolosa applicazione di tale normativa, fra le marche che hanno superato la prova, è stato attribuito il giudizio di migliore del test all’olio Monini Bios 100% Italiano Biologico, con il parere: La qualità è alta e il prezzo è contenuto, e di miglior acquisto all’olio Desantis Classico, con il parere: Il prezzo è davvero basso, ma questo non va a discapito della qualità.
 
E poichè, da quanto emerso dalla classifica della “Qualità globale” sopra riportata, si deduce che al più elevato e più basso prezzo dell’olio, come per molti altri prodotti alimentari e non, non sempre corrisponde la migliore e peggiore qualità, dovendo effettuare un approvvigionamento di olio, per sincerarsi che comprenda i rinomati elementi organolettici che lo distinguono, è consigliabile eseguire autonomamente, in anticipo, su piccole quantità, l’agevole prova qualitativa, basata essenzialmente sul significativo rilevamento dell’odore e del gusto, applicando le semplici indicazioni metodologiche in precedenza descritte.
 
Per far sì di disporre di un olio comprendente tutte le preziosità legittimamente decantate. Perché solo in tal caso è possibile seguire il consiglio dei ricercatori della “Sociedad Andalusa del Oleocanthal “, per i quali “assumere quattro cucchiai al giorno di “vero” olio extravergine di oliva, costituisce una buona base per prevenire o attenuare processi infiammatori cronici.
Altri benefici trovano conferma in una ricerca fatta dagli studiosi dell’Università “Federico II di Napoli” sulla nutrizione e, specificatamente, su diabetici affetti da diabeti di tipo 1, per verificare gli esiti clinici rilevabili da interazione grassi-zuccheri.
 
Lo studio ha dimostrato che i pasti ad alto indice glicemico (riso, pane bianco, pasta e banana) davano un incremento della glicemia, nei confronti di pasti a basso indice glicemico (minestra di legumi, pane e pasta integrale e mele). Entrambe la tipologia di cibi, però, se conditi con olio extravergine, davano un picco glicemico più basso.
 
Per cui, consumare a fine pasti del pane integrale imbevuto di un buon olio extravergine di oliva procurerebbe benefici in pazienti diabetici in terapia insulinica e agirebbe come prevenzione nelle persone sane.
 
Proposte che rappresentano un’opportunità che la Natura e la scienza ci offrono per ostacolare, senza incorrere in effetti collaterali, l’insorgere di molteplici proliferanti patologie e mitigare i danni di quelle esistenti. Perciò, potendone usufruire, sarebbe poco sensato trascurare di coglierne i probabili vantaggi!!!

Correzioni alla TARI

S. Maria delle Mole (1.228-0-0)
Domenico Brancato

 

La TARI a Marino è calcolata in modo coerente con la Circolare del MEF (di Domenico Brancato)

 

L’importo della “TARI” a Marino, anche se gravoso, risulta confacente alle prescrizioni contenute nella Circolare Ministeriale del 20 Novembre. Pertanto, per i contribuenti marinesi, sarebbe inutile l’eventuale inoltro di richiesta di rimborso di somme pagate in eccedenza

 

Da qualche giorno, in riferimento alla menzionata Circolare, nel corso dei vari telegiornali, vengono invitati i cittadini a riscontrare la regolarità o meno dell’ammontare del tributo versato e ad inoltrare la richiesta di rimborso al Comune di appartenenza, degli eventuali notevoli importi indebitamente corrisposti agli stessi, dovuti ad un errore di calcolo relativo all’estensione della quota variabile anche alle pertinenze dell’abitazione principale.

 

Al fine di rendere più comprensibile la posizione del singolo Utente si ritiene opportuno precisare che l’importo della TARI (Tassa Rifiuti) si compone:

- di una parte Fissa, quantificata tenendo conto dei costi e degli investimenti relativi ai servizi di Igiene Urbana, che viene determinata moltiplicando la superficie calpestabile degli immobili per la Tariffa fissa unitaria (Euro/mq 1,51 per Marino );
- di una parte Variabile (da applicare una sola volta) relativa alla quantità di rifiuti che il nucleo famigliare del contribuente produce presumibilmente nell’arco di un anno ed è quindi rapportata al numero degli occupati l’abitazione (nel caso più frequente di 2 occupanti è di Euro 179,30 a Marino). Questa deve essere decurtata del 20 % dai contribuenti che hanno dichiarato e documentato di praticare il Compostaggio domestico;
- e del tributo Provinciale del 5 %, calcolato sulla somma della parte fissa più quella variabile

 

Per rendere più agevole il riscontro del procedimento di calcolo corretto si riporta l’esemplificazione di alcune significative tipologie di utenza.

A tal fine si ipotizzano le seguenti situazioni e si evidenziano i relativi calcoli:
a) - un appartamento con una superficie calpestabile di 80 mq, stabilmente occupato da 2 componenti, ubicato nel Comune di Marino senza pertinenze ( Box e/o Cantine ) : mq 80 x Euro/mq 1,51 = Euro 120,80 (Parte FISSA ) Euro 120,80 + 179,30 (Parte Variabile)= Euro 300,10 Euro 300,10 x 0,05 = Euro 15,00 (Quota Provinciale ) Euro 300,01+ Euro 15,00 = Euro 315,01 ( Importo annuale TARI ).
b)- stesso appartamento con pertinenza di Box di mq 20 e pratica di Compostaggio: Euro 179,30 x 0,20 = Euro 35,86


( Ammontare riduzione parte variabile) Euro 179,30 – 35,86 = Euro 143,44
( Parte variabile al netto riduzione Com.ggio) Euro 120,80 + 143,44 = Euro 264,24 Euro 264,24 x 0,05 = Euro 13.21
( Quota Provinciale ) Euro 264,24 + 13,21= Euro 277,45
( Importo annuale TARI abitazione con riduzione per Compostaggio ) Mq 20 x 1,51 = Euro 30,20
( Importo Parte Fissa Box ) Euro 30,20 x 0,05 = Euro 1,51
( Quota Provinciale ) Euro 30,20 + Euro 1,51 = Euro 31,71
( Importo annuale TARI Box ) Euro 277,45 + Euro 31,71 = Euro 309,16
( Importo annuale TARI abitazione più Box e pratica Compostaggio).

 

Calcoli, dai quali si può dedurre
– anche verificando la propria bolletta
– che nell’importo della Tari relativa al Box, in ottemperanza al dettato della Circolare Ministeriale, non è stata addebitata la parte Variabile .
Il che avalla l’esattezza degli importi notificati dall’Amministrazione Comunale per il corrente anno e per quelli precedenti e, pertanto, per i Contribuenti marinesi, risulta inutile l’inoltro della sollecitata richiesta di rimborsi.
L’unica speranza di ottenere una significativa riduzione della TARI potrà concretizzarsi in seguito all’imminente attuazione della RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA: metodologia di smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani che consente di ridurre drasticamente l’oneroso conferimento in discarica, un consistente riutilizzo e proficuo riciclaggio degli stessi ed un auspicabile ed apprezzabile abbattimento dell’onere economico a carico dell’Utenza.

Via Mameli: rinascerà l’Araba Fenice?

Via Mameli: rinascerà l’Araba Fenice? Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:7) (1.225-0-0)
Antonio Calcagni

 
Ormai, come ogni mese, dallo scorso marzo, quando “festeggiammo” il 1° anniversario dell’inizio lavori, proviamo a sottoporre all’attenzione dell’Amministrazione comunale, lo scandalo dei lavori mai ultimati della suddetta strada.
 
A tal fine, è bene ricordare, ancora una volta, che i lavori iniziarono il lontano 17/03/2021, ben 16 mesi fa, e che “La Fenice”, la ditta appaltatrice dell’opera, come da contratto, costato ben 323.048,87  euro, aveva 6 mesi di tempo, per completare i lavori, ovvero entro il 17/09/2021. 
 
I lavori previsti nel contratto, di cui si può ancora ritrovare traccia, in un cartello, ormai abbandonato, nel parcheggio di via Mameli, angolo Via Capanne di Marino, parlavano della realizzazione di una pista ciclopedonale e conseguente risistemazione completa della suddetta via, con marciapiedi rifatti, piantumazione di nuovi alberi, ed installazione di nuove panchine.
 
In data 23/11/2021 durante il nostro incontro con il nuovo Sindaco, abbiamo richiesto a gran voce il completamento dei lavori, richiesta reiterata, in forma ufficiale in data 12/05/2022 all’Assessore al cosiddetto “decentramento”, e più volte ricordata, in occasioni dei vari incontri con il suddetto Assessore.
 
Risultato? A 16 mesi dall’inizio lavori nulla si muove e nemmeno c’è una previsione di massima di fine lavori.
 
Quello che però dispiace di più è che da circa 9 mesi, i fotografi che quotidianamente gridavano, giustamente allo scandalo, nel vedere una strada ridotta allo sfascio, ora, all’improvviso sono scomparsi, sarà che come dice un vecchio detto militare si sono, allineati a coperti.
 
All’amministrazione comunale chiediamo, ancora una volta, di porre fine a questo calvario di una strada che, nonostante i finanziamento già in atto, continua ad essere ridotta ad un colabrodo.
La Fenice, ditta appaltatrice dell’opera, speriamo che, dopo la sua apparente morte, possa rinascere ben presto dalle sue ceneri.

Santa Maria delle Mole: Città delle luci

Santa Maria delle Mole: Città delle luci Copertina S. Maria delle Mole    (audio/video)    (commenti:1) (1.224-0-0)
Antonio Calcagni

 
Ancora una volta le strade e le piazze della nostra Città risplendono, grazie alla manifestazione natalizia “Luci In Allegria”, organizzate dalla locale Unione commerciati, capitanata da Andrea Paciotti.
 
Infatti, sabato 23 novembre, è partita ufficialmente la terza edizione della suddetta manifestazione, che quest’anno si è arricchita anche di una pista di pattinaggio e che fino al 12 gennaio inonderà la nostra città, con una vera e propria esplosione di luci.
 
L’inaugurazione, con la relativa accensione delle luminarie, è avvenuta in piazza Palmiro Togliatti e ha visto la partecipazione di un folto pubblico.
 
Una manifestazione che di anno in anno sta diventando sempre più affascinante, e che già nelle scorse edizioni ha attirato l’interesse di migliaia di persone, provenienti sia dai paesi limitrofi, che dalla Capitale.
 
E così, al pari di quello che già succede in diverse città italiane, nelle ore serali, passeggiare per le strade della nostra Città sarà un vero piacere, con un evidente positivo ritorno economico per l’economia locale.
 
Un sentito ringraziamento va quindi all’Unione commercianti locali, a tutti i singoli commercianti di Santa Maria delle Mole e non solo, e all’amministrazione comunale, che hanno permesso la realizzazione di questo affascinante sogno.
 
Un modello organizzativo vincente dove all’intraprendenza dei privati deve corrispondere un adeguato sostegno pubblico.
 
Non esattamente quanto avviene con l’organizzazione della famosa Sagra dell’Uva dove il Comune si fa, da solo, carico di un costo veramente esorbitante.
 
Quest’anno, infatti, per la suddetta festa ci risulta siano stati spesi ben 734.000 euro di soldi pubblici, (anche se l'amministrazione comunale, questa mattina mi ha comunicato ufficiosamente che i soldi pubblici investiti sono 550.000), senza tener conto di tutti i costi della macchina organizzativa comunale che per alcuni mesi è stata dirottata verso l’evento, creando di fatto lacune in tutte le altre branche della vita quotidiana.
 
Costi, ancor più ingiustificati, vista la cronica carenza di servizi primari di cui soffre il territorio delle ex circoscrizioni di Frattocchie e Santa Maria delle Mole.

Cosa sta succedendo nel fosso delle Scopette?

Cosa sta succedendo nel fosso delle Scopette? Copertina S. Maria delle Mole    (audio/video) (1.224-0-0)
Antonio Calcagni

 
Negli ultimi giorni ci sono arrivate numerose segnalazioni da parte di Cittadini, che hanno notato un abnorme flusso di acqua che scorre nel fosso in oggetto, una situazione chiaramente visibile dal ponticello che lo scavalca in viale della Repubblica, ponticello pericolante e segnalato alle autorità comunali nel lontano settembre 2021.
 
Una situazione anormale che non può essere imputata all’effetto delle piogge, assenti da ormai 15 giorni, ma che verosimilmente potrebbe essere causata dalla rottura della conduttura delle acque fognarie posta a monte.
 
Una tesi avvalorata dal forte miasma che viene percepito in tutta la zona circostante.
 
Dal punto di vista sanitario, considerato il clima attuale, tutto ciò potrebbe trasformarsi in una bomba ad orologeria.
 
Al fine di scongiurare ogni possibile rischio per la salute, abbiamo provveduto ad informare l’Amministrazione comunale e l’A.S.L., sperando in un rapido intervento.

Il Gruppo dei Volontari del Decoro Urbano ci "prende in giro!"

Il Gruppo dei Volontari del Decoro Urbano ci "prende in giro!" Copertina Volontari Decoro Urbano (1.221-0-0)
Gianni Botta

Con toni più o meno accesi nei commenti di Facebook o che ci vengono detti mentre siamo al lavoro, talvolta la percezione del lavoro di noi Volontari del Decoro Urbano è quella di voler essere una “stampella” dell’Amministrazione comunale: non c’è nulla di più lontano dalla realtà, noi dialoghiamo con alcuni esponenti per sollecitare la collaborazione quando rimuoviamo i rifiuti abbandonati da gente incivile che vive tra noi, ché questo è il vero problema da tenere sempre presente.
In questa situazione talmente assurda che ci spinge a scrivere, cosa ancora più assurda, questo articolo. Ora passiamo a vedere queste accuse:
  1. Nascondere le mancanze dell’Amministrazione comunale”:noi non siamo il paravento di nessuno, ci interessa solamente che il nostro territorio non offra di sé l’immagine di una favela. Noi interveniamo per stimolare l’Amministrazione a mantenere il decoro dopo che abbiamo ripulito in posti come: via Mameli ed il suo parcheggio (qualcuno ha fatto caso che lo sfalcio adesso sta avvenendo con regolarità?), via delle Capanne di Marino, la stazione ferroviaria, l’XI miglio dell’Appia Antica ed il parcheggio lì di fronte, il parcheggio Frassati, tutti luoghi dove abbiamo rimosso i rifiuti sversati da gente incivile. Quelle sono le mancanze su cui bisognerebbe concentrare l’attenzione, intercettare questi ignoti scattando fotografie e inviarle alla Polizia Locale. Ciò che invece non facciamo è raccogliere la “monnezza” che trabocca dai contenitori condominiali (tipo il parcheggio della Scuola Verdi) oppure a piazza Sciotti – come pure ci è stato chiesto di fare – perché riteniamo che quel compito spetti a chi si occupa istituzionalmente dell’igiene e del decoro urbano a fronte dei tributi che paghiamo: se c’è chi non è soddisfatto dell’Amministrazione comunale abbia il coraggio di indirizzare ad essa le accuse, prendersela con noi non ha alcun senso;
  2. mancanza di coraggio”: non sappiamo a quale coraggio si faccia riferimento, noi ci mettiamo quello di camminare col sacco in mano lungo via delle Capanne di Marino mentre le macchine sfrecciano di lato – e, credeteci, non è cosa da poco – o sui binari del treno alle sette del mattino tra cocci di vetro stando attenti a non scivolare; infilare le mani tra i cespugli di rovi per estrarre le bottiglie di birra o liquore (triste realtà su cui andrebbe fatta più attenzione), i pacchetti di sigarette e gli accendini, stando piegati pur non essendo più dei giovani virgulti. Oppure il coraggio di organizzare giornate ecologiche mettendo manifesti per coinvolgere la comunità ritrovandoci da soli. Infine il coraggio più grande, che forse ai più non appare: esporci al rischio di venire derisi bonariamente da chi ci prende per degli “idealisti” (sentito anche questo purtroppo, che molto spesso sta ad indicare che siamo dei “fessi”), quindi essere noi quelli presi in giro e non le “Persone” a cui ci rivolgiamo;
  3. atti e azioni illegali e illegittime”: parole grosse come vedete, che se fossero comprovate andrebbero denunciate facendo con nomi e cognomi, mentre si preferisce rimanere indifferenti accusando noi di essere “correi”...mah!
Chiudiamo queste righe con un’ultima considerazione: l’Italia è piena di gruppi di volontari che autonomamente organizzati hanno deciso di riprendersi (dall’inglese “retake”) il territorio senza stare ad aspettare che lo faccia qualcun altro: si tratta di rendere normale vivere in un territorio pulito e per farlo servono fatica e coraggio, molto più di quelli necessari per starsene sullo smartphone a fare comizi oppure lanciare accuse e critiche proprio mentre stiamo lavorando (successo anche questo).
 
Il Gruppo dei Volontari del Decoro Urbano del Comitato di Santa Maria delle Mole va avanti, pronto ad accogliere chiunque voglia unirsi a braccia aperte, non conserte.

Limiti per i neopatentati

Limiti per i neopatentati  Copertina Nazionali (1.220-0-0)
Domenico Brancato

Velocità, potenza dei veicoli e divieto di alcolici

 

In considerazione dei gravi incidenti che sistematicamente si verificano ogni week-end, si ritiene utile riportare i limiti introdotti dal nostro ordinamento a partire dal 2011 nei confronti di coloro che non abbiano ancora raggiunto la necessaria esperienza di guida per fronteggiare, con la dovuta perizia, i molteplici pericoli in ambito della circolazione stradale.

A  decorrere dall’8 Febbraio 2011 i neopatentati sono coloro che hanno conseguito da meno di tre anni la licenza di guida per le Categorie A2 ( Motocicli di potenza non superiore a 35 kW, con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg ), A ( Tricicli di potenza superiore a 15 kW  e Motocicli senza e con carrozzetta  con motore con cilindrata superiore a 50 cc. e  velocità superiore a 45 km/h ), B ( Autoveicoli di massa massima non superiore a 3500 kg adibiti al trasporto di non più  di otto persone oltre al conducente ed al possibile traino di un rimorchio della massa massima di non superiore a 750 kg ) e B1  ( Quadricicli la cui massa, in ordine di marcia, fino a 450 kg per il trasporto di persone e kg 600 per il trasporto di merci e dotati di motore della potenza massima di 15 kW ).

Non è considerato neopatentato chi ha conseguito la patente  B prima del 1° ottobre 2003, né chi consegue una patente superiore, se già titolare di patente  B  da almeno 3 anni.

Nei  neopatentati sono compresi anche i conducenti di qualsiasi Paese extra  comunitario, residenti in Italia da almeno un anno, che hanno conseguito la loro patente nella nazione di provenienza, poi convertita in Italia. In tal caso,  gli interessati, a prescindere dall’età e dall’anno di conseguimento della patente, sono soggetti alle limitazioni alla guida,  inerenti:

  • La velocità: L’articolo 117 del Codice della Strada (C.d. S.), al primo comma, stabilisce per i primi 3 anni dal conseguimento della patente di Categoria A2, A, B1 e B il rispetto del limite di 100 km/h in autostrada e di 90 km sulle strade extraurbane principali. I neopatentati che violano tali disposizioni  sono soggetti al pagamento di una multa da 152 a 608 euro, nonché alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della validità della patente da 2 a 8 mesi.
  • La cilindrata e la potenza: I  titolari di patente di Categoria B,  per il primo anno dal rilascio non potranno guidare autoveicoli aventi una potenza specifica (riferita al peso del mezzo)  superiore a 55 kW per tonnellataNel caso di veicoli di categoria M1 ( destinati al trasporto di persone fino a un massimo di 8 posti oltre al conducente ) si applica un  ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kW ( pari a 95 Cv poiché 1 kW corrisponde ad 1,36 Cv ca.). Mentre per i veicoli adibiti al servizio di persone invalide, autorizzate ai sensi dell’art. 188 del Codice della Strada e munite dal necessario tagliando, purché  sia presente sul veicolo la persona invalida, le limitazioni non si applicano;
  • L’assunzione di alcool: L’attuale normativa italiana stabilisce come valore limite legale il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro (grammi di alcol per ogni litro di sangue), oltre tale limite si viene considerati in stato di ebrezza. Condizione per la quale mettendosi alla guida si rischia di incorrere nella decurtazione di 10 punti dalla patente e nelle severe sanzioni previste dagli artt. 186 e 186-bis del C. d. S.  che prevedono, a seconda dell’entità dell’infrazione,  oltre alle sanzioni amministrative da ero 163 a 658, la sospensione della patente da 6 mesi a 2 anni e la confisca del veicolo. Se poi il veicolo appartiene a persona estranea al reato,  la durata della sospensione della patente viene raddoppiata e viene imposto l’ordine al conducente, da parte del Prefetto, di sottoporsi a visita medica. E qualora il reato è commesso da soggetto già condannato nei 2 anni precedenti, per il reato medesimo, è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente.

Per i conducenti di età inferiore a 21 anni o che hanno conseguito la patente  B da meno di 3 anni, la legge prevede il divieto assoluto di bere alcolici. Pertanto, costituisce infrazione qualsiasi  tasso  alcolemico superiore a zero.

Per quanto concerne la decurtazione dei punti della patente di guida, se a commettere le infrazioni previste dal C. d. S. sono i neopatentati, in relazione al sistema introdotto  nel 2003, la decurtazione medesima viene raddoppiata, sempre fino ad un massimo di 15 punti, a meno che non siano state commesse violazioni gravi comportanti la sospensione o la revoca della patente di guida.

Per contro, è previsto un bonus per i titolari di patente a punteggio pieno, per il quale ogni 2 anni che non si commettono violazioni che comportino la decurtazione,  ai 20 punti iniziali si aggiungono 2 punti, fino ad arrivare ad un massimo di 30 punti.

Fermo restando la non ammissibile  discrezionalità  relativa al rispetto delle norme summenzionate, chi scrive avverte l’esigenza di esprimere una spontanea considerazione indotta dalla visione dei  frequenti servizi televisivi riproducenti sconvolgenti  immagini di rottami di veicoli incidentati,  divenuti trappole mortali, principalmente, di giovanissimi/e ragazzi e ragazze:

 I motoveicoli e gli autoveicoli, com’è  risaputo,  sono dei mezzi che  possono contribuire ad attenuare sensibilmente le difficoltà operative quotidiane ed a rendere possibile la felice  realizzazione di  progetti che promuovono il godimento della vita, ma che per effetto:

-  di manifestazioni dell’ostentazione di una eccessiva padronanza nella guida;

- di carente concentrazione ed attenzione nei confronti del rispetto della segnaletica, dell’andamento del traffico e della insidie strutturali della strada;

-  del contemporaneo compimento di azioni incompatibili con il ligio esercizio della guida;

- di una condizione psico-fisica non idonea a garantire una pronta risposta dei riflessi ad una improvvisa condizione di pericolo,

 possono trasformarsi in inesorabili mezzi di distruzione e di morte.

E poiché,  molte delle  accennate funeste situazioni trovano riscontro nella conseguenza della tendenza, purtroppo, sempre più generalizzata,  di giungere ai livelli più alti del divertimento attraverso varie  forme di  trasgressione, non rimane che esortare  coloro che assecondano tale “corrente di pensiero” ad almeno  provare a riflettere,  in maniera scevra da inamovibili convincimenti  in tal senso,  sulla validità e plausibilità della loro scelta. Se non altro, per poter constatare l’esistenza, o meno, di margini di possibilità per scoprire motivazioni a provare un’alternativa  di abitudini comportamentali più previdenti ed opzioni ricreative meno avventurose, e tali,  da consentir loro di potersi godere appieno, e quanto più a lungo possibile,  quell’unico ed inestimabile dono che è la vita, del quale, fortunatamente,  ancora  dispongono.

 

A cura del Prof. Brancato

Nasce l'Associazione "Scelta Concreta" e il "magazzino solidale"

Nasce l'Associazione "Scelta Concreta" e   il "magazzino solidale" Copertina S. Maria delle Mole (1.215-0-0)
la Redazione

Quello di venerdì scorso è stato un pomeriggio all’insegna della solidarietà a Santa Maria delle Mole, dove i vertici dell’associazione “Scelta Concreta” hanno inaugurato “Il Magazzino Solidale” in largo Alessandro Manzoni n. 23.
 
Ai numerosi presenti sono stati illustrati gli ottimi risultati raggiunti in occasione della raccolta di beni di prima necessità per il popolo ucraino, organizzata questa settimana.
 
La neocostituita associazione “Scelta Concreta” è presieduta dal giovane tandem composto dalla presidente Sara Terenzi e dal tesoriere Alessandro Di Filippo.
 
“Il Magazzino Solidale” sarà aperto ogni mercoledì pomeriggio dalle ore 16.30 alle ore 19.30 per le donazioni di abbigliamento, giocattoli in buono stato e materiale non deperibile da destinare a chi ne necessita, mentre per eventuali ritiri di beni si potrà accedere il sabato mattina dalle ore 10 alle ore 12 (26 marzo primo sabato di apertura a sabati alternati).
 
Chiunque avesse necessità può anche contattare il numero 3519887727.
 
Anche il consigliere comunale Gianfranco Venanzoni ha presenziato all’iniziativa: “È facile parlare di concretezza ma poi realizzarla è decisamente più difficile.
 
Questi ragazzi con l’apertura di questo spazio di solidarietà, dialogo e scambio culturale hanno compiuto un grande gesto per restare vicino alle persone in un momento storico complicatissimo dal punto di vista sociale ed economico”.
 
La presidente Sara Terenzi non ha nascosto la propria soddisfazione: “Il Magazzino Solidale è un luogo accogliente ed aperto a chiunque.
 
Lo scoglio più grande, quando si vuole fare solidarietà è il tempo.
 
Viviamo in una società caotica e pressante, dove ognuno di noi ha numerosi impegni e troppo spesso la voglia di mettersi a disposizione per il prossimo viene sopraffatta dalla quotidianità.
 
L’inaugurazione di questo spazio vuole anche essere un invito, per chi sente il bisogno di fare qualcosa per il prossimo, a trovare tempo”.
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