S. Maria delle Mole

Menų

HOME

Farmacie Aperte Oggi

Chi Siamo

Cerca

Sono QUI

Geo Tour

Mappa Rioni

Articoli

Tutti

I pių letti

I pių commentati

Nazionali

S. Maria delle Mole

Castelli Romani

Cava dei Selci

Frattocchie

Marino

Quarto S.Antonio

Sassone

Volontari Decoro Urbano

Rubriche

AVVISI

Benessere

Concittadini

Cucina

Donne per le Donne

Focus

Il Mio Covid 19

L'avvocato Risponde

Natura e Botanica

Pillole di Musica

Salute

Sport

Storia

Servizi

Almanacco

News di Rilievo

Carburanti

Covid a Marino

Farmacie/Medicina

Meteo

Mezzi Pubblici

Numeri Utili

Panoramiche in WebCam

Parrocchie

Terremoti

Video Informativi

Lavoro

Cerco Lavoro

Offro Lavoro

Cerco/Offro Lavoro

Eventi e Spettacoli

Da Non Perdere

Castelli Romani

Guida TV

Provvedimenti Comunali

Segnalazioni

Le Tue Opinioni

Questionari

Immagini Storiche

Forum

Protocollo

Contatti

Copyright

LogIn

 

 

 

Menų Articoli pių letti - Pag. 43

La Nostra Voce

NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LE ESTERNAZIONI PARTITICHE , INTESA COME SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome, ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di: Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APARTITICO, ovvero non siano di parte. 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APARTITICI  che prestiamo attenzione alle esigenze della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione partitica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
Sono di Cava dei Selci ... senza SE
facebook.com/groups/cavadeiselciplus/

Due Santi:
Sono di Due Santi ... senza SE
facebook.com/groups/duesantiplus/

Frattocchie:
Sono di Frattocchie ... senza SE
facebook.com/groups/frattocchieplus/

Santa Maria delle Mole:
Sono di Santa Maria delle Mole ... senza SE
facebook.com/groups/santamariadellemoleplus/
 
Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.
 

Rivogliamo la delegazione!

Rivogliamo la delegazione! Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:2) (1.108-0-0)
Eleonora Persichetti

 

Dopo la chiusura di alcuni uffici nella delegazione di Via Nettunense, la scorsa estate, la situazione non è affatto migliorata, anzi, sempre più criticità stanno rendendo difficile il disbrigo di pratiche quotidiane e amministrative. E a rimetterci, cosa ormai nota, sono sempre i cittadini. Come evidenziato nel precedente articolo, la causa della chiusura, apparentemente momentanea, è la carenza di personale; problema evidentemente prevedibile. Detto ciò, l’amministrazione comunale sta espletando le procedure concorsuali per l’assunzione di 19 istruttori amministrativi e 2 informatici, ma non si hanno notizie riguardo ai tempi previsti per l’assunzione.

 

I residenti nelle ex Circoscrizioni II e III, fino al 2014, hanno potuto usufruire di una delegazione sita a Santa Maria e di un’altra, sita in via Nettunense vecchia a Frattocchie. Nel 2015, in nome del risparmio, le circoscrizioni sono state unite e trasferite nella sede attuale.  A distanza di quattro anni, la sospensione di molti servizi e il ridimensionamento – ancora una volta – hanno generato non pochi  disagi e di conseguenza malcontento generalizzato tra i cittadini delle suddette ex circoscrizioni, che è bene ricordare hanno raggiunto e superato le 28.000 unità. Vista la situazione protratta nel tempo, i residenti chiedono ora non solo la riapertura a pieno titolo di tutti gli uffici della delegazione, ma anche che venga spostata, visto che non è per nulla agevole raggiungerla lì dove è ora.

 

A tal proposito, il Comitato di Quartiere di S. Maria delle Mole si è attivato per raccogliere le firme a favore di un trasferimento della delegazione. Siamo a quota 1800. Le destinazioni possibili sono: l’edificio quasi ultimato in via Morosini, il quale diventerà proprietà del comune e dovrebbe ospitare anche il centro anziani; il centro commerciale La Nave che ha degli uffici liberi; probabilmente uno dei locali su Via Appia nuova vecchia sede, all’altezza delle Sorelle Ramonda. Usiamo il termine “probabile”perché non c’è un’ufficialità della disponibilità, ma può essere un’idea.

 

Nel frattempo, per riportare la situazione alla normalità ed in attesa di trovare un  assetto definitivo degli uffici comunali decentrati, il Comitato,  in coordinamento con il Comitato di Quartiere “Gente di Via Aldo Moro e dintorni” e  il Comitato di Quartiere di Cava dei Selci, chiede di organizzare i suddetti servizi, programmando un’apertura  alternata  tra  gli uffici di Marino e quelli di Frattocchie, fino a quando persisterà l’attuale carenza di personale.

 

Ci appelliamo al “buon senso” dell’amministrazione.

 

 

da https://www.lavocedeicastelli.com/

Eleonora Persichetti

 

1Š Giornata Ecologica per Cava dei Selci

1Š Giornata Ecologica per Cava dei Selci Copertina Volontari Decoro Urbano    (commenti:2) (1.107-0-0)
Amerigo Miraglia

Domenica 19 novembre 2023 dalle ore 08:00 alle ore 09:30, nei pressi dell’incrocio tra via Paiella Catullo e via Agostino Paris, ci ritroveremo per iniziare la pulizia della zona.
Ogni partecipante è invitato a portare con sé un paio di guanti, qualche attrezzo di giardinaggio ed indossare una pettorina ad alta visibilità.
 
Nonostante lo scetticismo di cialtroni malpensanti e leoni da tastiera su Facebook nei vari gruppi locali che ci additavano come “solita solfa” e ci davano per morti ancor prima di iniziare a vivere come semplice gruppo Whatsapp, eccoci qua. Domenica 19 novembre daremo dimostrazione che ci vuole davvero poco per provare a cambiare le cose.
 
È facile nascondersi dietro le solite frasi “…eh ma io pago le tasse, dovrebbe essere il comune a sistemare la zona..” oppure “…è colpa di zozzoni incivili se siamo in questa condizione…”.
Tutto vero per carità, ma come si dice da noi le chiacchiere le porta via il vento. Contano i fatti, ed il fatto è questo: esistono sul territorio persone che non stanno solo a guardare e commentare, ma agiscono e lo fanno in modo egregio. Vedi Antonio Calcagni e Filippo Cuomo, due persone a cui va tutta la mia gratitudine per il supporto datoci e per aver aperto la via in questa giungla di menefreghismo.
 
Il gruppo di Volontari Decoro Urbano è aperto a tutti, proveniente da tutti i comuni, perché una mano lava l’altra ed insieme ci laviamo la faccia.
Ci vediamo domenica mattina per dimostrare a tutti che non siamo la solita solfa.
 
Valerio Di Tella

Primo Levi nuove aule e nuova palestra, dichiarazione del sindaco Carlo Colizza

Primo Levi nuove aule e nuova palestra, dichiarazione del sindaco Carlo Colizza Copertina Frattocchie    (commenti:1) (1.107-0-0)
Eleonora Persichetti

 

Con estrema soddisfazione annunciamo l’approvazione da parte della Giunta Comunale delle modifiche alla convenzione in essere tra il Comune di Marino e la società Green Buildings, la quale sta realizzando un intervento urbanistico proprio a ridosso dell’Istituto.

 

L’opera a scomputo, prevista nella convenzione sottoscritta nel 2013, consisteva nella realizzazione di un campo da tennis con annessi locali tecnici per un valore di 1.200.000 euro.

 

Alla luce della crescente richiesta di spazi per la didattica si è convenuto di modificare l’opera chiedendo di realizzare una nuova e moderna palestra a servizio della scuola che sorgerà sulla porzione di terreno adiacente all’Istituto.

 

Grazie ai fondi in possesso del Comune ed all’opera dei Tecnici dei LL.PP. autori della progettazione sottoposta alla Dirigente Scolastica ed ai suoi tecnici per l’approvazione, l’attuale edificio destinato alle attività motorie verrà trasformato in spazi per la didattica, fornendo così quella capacità di rispondere nel tempo alle tante richieste di iscrizione già dall’A.S. 2019-2020.

 

Sino a quando la nuova palestra non sarà terminata per gli alunni è prevista la possibilità di usufruire di altri spazi mediante l’attivazione di navette dedicate. 

 

Un esempio di come l’interesse pubblico possa essere perseguito anche agendo direttamente sugli accordi già sottoscritti nella direzione di fornire opere che siano veramente a servizio della comunità.

Via Curiel ostaggio del fosso delle Scopette e non solo

Via Curiel ostaggio del fosso delle Scopette e non solo Copertina S. Maria delle Mole    (audio/video)    (commenti:2) (1.102-0-0)
Antonio Calcagni

Dopo il nostro precedente articolo: “fosso delle Scopette una bomba ad orologeria”, abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di persone che, avendo letto l’articolo, ci hanno contattato per confermare la situazione in cui versa il suddetto canale, e le nefaste conseguenze che tale incuria provoca anche ai residenti di Via E. Curiel e dintorni. 
 
Infatti, anche in occasione di pioggia moderata, tutti i garage dell'area si allagano completamente, creando ingenti danni.
 
Questo avvalora l’ipotesi già espressa nel nostro articolo di ieri, ovvero che, il suddetto fosso necessita di una urgente e radicale pulizia straordinaria.
 
Senza per questo dimenticare ovviamente il problema del probabile intasamento del tubo di conduttura della fogna che porta al depuratore, e che per questo motivo, in prossimità del ponticello di Viale della Repubblica, bypassa il flusso nel suddetto canale.
 
Qui, come diceva giustamente una signora, che abita nella suddetta strada, "la bomba purtroppo è già scoppiata", da molto tempo e i residenti sono ormai esasperati, e  allora cosa dobbiamo aspettare che succeda ancora, prima d'intervenire?
 
Una strada che, come tutti sapranno, almeno a Santa Maria, estrema periferia di questo Comune, è diventata un vero e proprio budello.
 
Un argomento, questo che ci riserviamo di focalizzare la nostra attenzione in un futuro prossimo.
 
Comunque invece di dilungarmi ulteriormente, lascio a voi la visione del video, realizzato davanti al civico 31 della suddetta strada, che alleghiamo, e che è molto più eloquente di mille parole.
 

Videogiochi: arriva per Nintendo il simulatore 3D di neonato

Videogiochi: arriva per Nintendo il simulatore 3D di neonato Copertina Nazionali (1.096-0-0)
Eleonora Persichetti

Realizzato dalla francese Microids è stato pensato per bambini e bambine, ma potrebbe essere utilizzato da aspiranti mamme e papà
 
 
È pensato per le bambine ma tutto fa prevedere che a usarlo potrebbero essere anche gli aspiranti mamme e papà millennial. Si chiama My Baby ed è il primo videogame che simula l’esperienza dell’arrivo in casa di un neonato e la sua crescita fino ai 24 mesi.
 
My Baby, realizzato dall’azienda francese Microids, è il primo videogioco di simulazione del genere sviluppato interamente in 3D, sarà giocabile sulla console Nintendo Switch, e consente di vivere davvero a 360° l’esperienza della genitorialità: si inizia scegliendo il sesso, le caratteristiche fisiche (colore della pelle, degli occhi, tipo di capelli) e il nome del neonato e l’avventura ha inizio. Si deve pensare alla cameretta ovviamente, e a tutte le classiche incombenze di quando arriva in casa un poppante: il cambio dei pannolini, il bagnetto, il momento della pappa, le coccole e la nanna. Ogni azione, se eseguita correttamente, contribuirà alla crescita e al livello di affetto che il bebè avrà per il suo genitore virtuale.
Nel gioco il bambino crescerà e si svilupperà progressivamente attraverso quattro fasi successive iniziando a reagire e a interagire proprio come nella vita reale. Imparerà a sorridere, ad afferrare oggetti con le manine, a gattonare, a giocare, a battere le mani. E poi via via a camminare, a parlare, a correre e a saltare.
 
Ma in tutto questo risulterà cruciale l’impegno e la dedizione del genitore-giocatore che dovrà costruire attorno al nuovo arrivato una casa dove poter muoversi e vivere serenamente, regalargli dei giocattoli, stare costantemente allerta a che non si faccia male. Come con i bambini veri si dovrà stare attenti a non viziarlo troppo, a seguire un’alimentazione corretta, a curarlo laddove si dovesse ammalare.
 
Il videogioco è stato ideato e pensato per bambini e bambine di età compresa fra i 6 e i 12 anni ed è il primo titolo della serie My Universe, attualmente in fase di sviluppo, cui si aggiungeranno nuovi titoli educational sempre nell’ambito della simulazione in 3D. Ovviamente nulla impedisce di utilizzarlo anche a quegli adulti che, stuzzicati dal desiderio di avere un bambino, vogliano mettersi alla prova imparando le difficoltà e l’impegno dell’esperienza genitoriale (anche se solo con un videogame).

SACCHETTI PER FRUTTA E VERDURA: POSSIBILE PORTARLI DA CASA

Nazionali (1.092-0-0)
Domenico Brancato

Un parere del Consiglio di Stato, dà il via libera all’uso di sacchetti bio frutta e verdura reperiti autonomamente dal consumatore, purché conformi agli standard imposti dalla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti.

I quesiti presi in considerazione dal Consiglio di Stato, fra quelli pervenuti al Ministero,  si riferiscono alla possibilità, da parte dei consumatori, di utilizzare borse e contenitori di qualsiasi natura in loro possesso.

In quanto,gli shoppers (sacchetti di carta o plastica distribuiti ai clienti di negozi per il trasporto di prodotti acquistati al minuto) biodegradabili  e compostabili ultraleggeri che vengono usualmente adoperati negli esercizi commerciali, in   quantità non trascurabili (dovendo contenere varie tipologie di frutta e verdura dal peso e prezzi diversi), a seguito della nuova disposizione:dal  primo Gennaio 2018, vengono ceduti  al prezzo  medio di 2 centesimi ( pari ad una spesa, per famiglia,di  15-20 euro l’anno), riscontrabile sullo scontrino o sulla fattura di acquisto, destinati  in parte  al negozio ed in parte allo Stato.

A differenza dei vecchi sacchetti di plastica che venivano, apparentemente, distribuiti gratuitamente, dato che  il loro costo veniva pagato dagli esercenti che, però, lo ricaricavano poi sul prezzo finale dei prodotti.

Il Consiglio, a tal proposito, tiene a precisare  che, in riferimento alla normativa nazionale e comunitaria,  gli scopi principali dell’imposizione del  pagamento dei contenitori “ bio “hanno come obiettivo quello di:

  • disincentivare l’abuso e gli sprechi, attraverso una maggiore responsabilizzazione   da parte dei consumatori ( come dimostra l’esperienza condotta in Irlanda, dove una tassa sullo shopper di 22 centesimi di euro ha determinato una riduzione del consumo del 90 % );
  • e  ridimensionare il grave inquinamento prodotto della enorme presenza delle buste di plastica nell’Ambiente. Dove, una volta abbandonati, vi rimangono da un minimo di 200 ad un massimo di mille anni,causando, fra l’altro:
  • allagamenti  conseguenti all’intasamenti degli scarichi;
  • la morte di centinaia di migliaia di uccelli ed altri animali marini;
  • la formazione negli Oceani, insieme a rifiuti di altra natura,di  grandi  “ Isole di spazzatura “, fra le quali : il “Pacific Trash Vortex” (Vortice di spazzatura a Nord dell’oceano Pacifico ) che,secondo alcune stime,si estenderebbe  fino a 10 milioni di Km2, ma che  gli scienziati ritengono  ricopra   1, 6 milioni di Km2 ( pari a circa 5,3 volte la superficie dell’Italia isole comprese): e il “South Pacific Garbage Patch” ( Macchia di immondizia a Sud dell’0ceano Pacifica ),di ben 2,6 milioni di Km quadrati, individuata da recente da un team di oceanografi dell’Algalita  Marine  Research Foundation, attraverso l’ inequivocabile acquisizione  di prove e raccolta  di campioni. La maggior parte dei quali non sono costituiti da bottiglie o sacchetti , bensì da detriti più piccoli di un chicco di riso e microframmenti  che si estendono in verticale ed orizzontale, formando un ammasso simile ad una nuvola di smog  che i pesci ingeriscono, scambiandoli  per plancton; 
  • oltre ai devastanti effetti sul clima.

Come dimostrano i calcoli elaborati dall’Agenzia per l’ambiente, secondo i quali, per produrre un Kg dei sacchetti di polietilene ad alta densità occorrono  ca.   900  grammi di petrolio, dai quali derivano emissioni climalteranti relativi  alla formazione di  2 Kg di CO2  ( Anidride carbonica ) equivalenti. E poiché in Italia, secondo Legambiente, si producono 300.000 tonnellate (pari a 20 miliardi di sacchetti, corrispondenti ad  un consumo pro-capite di ca.  250 all’anno ) di  shopper provenienti dal petrolio ( a fronte dei 500 – 1000  e 100 miliardi di sacchetti di plastica che vengono consumati annualmente, rispettivamente: nel mondo ed in Europa),si ha un’emissione in atmosfera  di  ben 200.000 tonnellate di Co2.    

Situazione che induceva  l’Italia a  correre ai ripari, con un Dispositivo  della Legge Finanziarie del 2007, che recepiva una Direttiva Comunitaria del Dicembre 1994 (  la  94/62/Ce ), relativa al divieto,a partire dal primo Gennaio 2011, della produzione e commercializzazione  di shopper non biodegradabili “ a  canottiera “ ( cioè con i manici ) destinati all’alimentazione,con la concessione di qualche mese, dalla decorrenza del divieto, a supermercati e negozi per consentire lo smaltimento delle scorte.

Dispositivo che, fra l’altro, prevedeva  la sostituzione dei sacchetti di plastica con i cosiddetti eco-shopper in carta o “ bioplastica “ . Cioè con  polimeri biodegradabili, compostabili, dello spessore inferiore a  15 micron( 15 millesimi di millimetro ) ricavati, prevalentemente, da amido di Mais, di Patate  e  Girasole.  

Denominazione  di polimeri dei quali   è bene  precisare la differenza, per evitare di considerarli dei sinonimi, mentre esistono sostanziali differenze ai fini della loro  composizione e destinazione d’impiego, come di seguito specificato:

  • Oxo-degradabili:  plastiche convenzionali ( Polietilene –PE-; Polipropilene –PP-; Polistirolo –PS-; Polietilentereftalato – PET - ) che si ottengono dal petrolio con l’aggiunta di additivi che  consentono lo sgretolamento in piccolissimi pezzi sotto l’effetto del calore, dell’ossigeno  e della luce solare. I sacchetti realizzati con questo tipo di plastica sono difficilmente biodegradabili, non compostabili e non riciclabili (a differenza delle normali plastiche) e contengono alcuni componenti  (cobalto e manganese) che potrebbero nuocere alla salute dell’uomo e dell’ambiente.

Se poi finiscono in mare vengono scambiati per plancton dai pesci e quindi ingeriti, per poi, tramite la catena alimentare, giungere sulle nostre tavole. Per cui, ai fini di non trarre in inganno i consumatori, alcuni autorevoli esponenti dell’industria del settore propongono di sostituire “ degradabili”con la più appropriata  definizione di  “ oxo-frammentabili” oppure “ termo o foto frammentabili”;

  • Biodegradabili: capacità dei sacchetti di dissolversi naturalmente mediante l’azione di microbi, calore ed umidità. Al termine del processo di degradazione le sostanze organiche di partenza vengono trasformate in sostanze inorganiche, quali acqua, anidride carbonica e metano, senza il rilascio di elementi inquinanti. Tale processo, però,  comporta tempi di trasformazione più lunghi ( La normativa europea stabilisce che un prodotto per essere definito  biodegradabile deve decomporsi del 90% entro  6 mesi )rispetto  quelli della frazione umida e quindi non possono essere adoperati come contenitori della stessa destinata al compostaggio;
  • Compostabile o Bioplastica: capacità del materiale organico di  essere riciclato nella frazione dell’umido, trasformandosi,  in meno di 3 mesi,  in Compost mediante il processo, in condizioni controllate, di decomposizione biologica della sostanza organica.   Compost che è  un materiale ricco di humus, di flora batterica attiva e microelementi, che può essere impiegato come fertilizzante in agricoltura e contro l’inaridimento dei suoli;
  • Rinnovabile: caratteristica  di un prodotto legata alle materie prima di origine vegetale e animale utilizzate per produrlo. Infatti, per la produzione di 100 sacchetti bio occorrono 1 Kg di mais ed 1 Kg di olio di semi di Girasole. Piante queste,capaci di rigenerarsi in tempi brevi, al contrario delle materie prime provenienti da fonti fossili esauribili (petrolio).

Sacchetti che,  secondo i calcoli di Legambiente, in Italia se ne   consumano ca. 10 miliardi, per produrre i quali occorrono 30 mila ettari coltivati a Mais (Cereale del quale l’Italia, per   coprire il fabbisogno, ne importa già il 35 %), ai quali si aggiunge la richiesta,in continuo aumento,  di aree coltivabili per la produzione di agrocarburanti. Il che comporta un considerevole impiego di acqua irrigua, antiparassitari e fertilizzanti chimici che inquinano le falde acquifere e immettono nell’aria  gas serra.  Un dispendio di preziose materie prime e conseguenze di natura ambientale che non possono  trovare una plausibile convenienza nella  fornitura di materiale monouso ( al più riusabile per contenere i rifiuti organici ) che, a detta di Silvia Ricci, coordinatrice della campagna “ Porta la sporta “, si può  giustificare soltanto per  una temporanea soluzione di emergenza.

In tal senso,  una risposta valida e di immediata attuazione, se presa in considerazione dalla maggior parte  dai Cittadini, potrebbe  trovare riscontro nella semplice, ma efficacissima, applicazione della regola delle  “4 R “:Rifiuta ( l’usa e getta); Riduci ( al minimo indispensabile le confezioni); Riusa  (nel caso specifico,   quanto più possibile, i contenitori )  e Ricicla (per ottenere nuovi prodotti, quando viene a mancare la possibilità di usare ancora quelli originali).

Ipotesi che   trovano già, anche se  in parte,riscontro nell’impiego delle borse di tela da esporto (per contenere e portar via i vari prodotti acquistati) e nei trolley.

Altra interessante soluzione che  potrebbe trovare il favore della moltitudine di  utenti dei supermercati e dei negozi di generi alimentari e contribuire a ridurre l’impiego di preziose materie prime,  è una borsa in cotone e rete molto resistente, durevole  e di modico prezzo,  progettata e realizzata da una Azienda di Asti, destinata, secondo  il suo Amministratore delegato,  a sostituire i sacchetti trasparenti da pesare,a pagamento, contando sulla disponibilità e condivisione  degli esercenti di dotarsi di  bilance con la tara  predisposta all’utilizzo del descritto contenitore.

Soluzione che consentirebbe di ovviare anche ad alcuni inconvenienti: -dovuti alla constatazione di intralci   che i sacchetti, che dal 1° Gennaio la legge ci impone di usare al supermercato, creerebbero  negli impianti di compostaggio della  provincia di Bolzano; -e  causati, secondo segnalazioni espresse dal Consorzio Italiano Compostatori, dalle etichette non bio  applicate sui sacchetti  recanti il peso ed il costo del contenuto.

Inconvenienti che, a breve, si prevede possano essere  eliminati, anche  con l’avvento di un nuovo bio-polimero,  denominato “ Minerv – PHA”, ottenibile da scarti della lavorazione dello zucchero da barbabietola:  il melasso che, a differenza del Mais ed altri prodotti vegetali,  non solo non è  destinabile  all’alimentazione umana ma che attualmente  ha, addirittura, un costo per essere smaltito. Invece, grazie alla realizzazione di questo progetto,  ancora in fase sperimentale,  l’inutile e oneroso scarto viene trasformato in materia prima per la  produzione di un materiale plastico autenticamente bio, in grado di dissolversi in appena 10 giorni, senza residuo,  sia nel terreno che in acqua  dolce  e di mare.

Insomma, secondo gli esperti del settore, trattasi di materiale che presenta il grande vantaggio di provenire da materie prime povere e naturali trasformabili  in  elementi rinnovabili ad alto valore aggiunto, in sintonia con i principi dell’ “ Economia:

  • “Circolare “ ( La cui denominazione deriva dai meccanismi presenti in alcuni organismi viventi, in cui le sostanze nutritive sono elaborate e utilizzate, per poi essere ri emesse nel ciclo sia biologico che tecnico. Infatti, i sistemi economici  in linea con i  canoni dell’Economia Circolare devono rispondere  al concetto  di ciclo chiuso o rigenerativo, attraverso attività di riparazione e manutenzione  mirate all’estensione della vita dei prodotti e dalla riduzione della produzione di rifiuti. Privilegiando logiche di progettazione modulari, versatili e adattabili,mediante la realizzazione di prodotti  pensati e realizzati per essere aggiornati e riparati );
  •  e “ Verde” o “ Green  Economy “ (Modello di sviluppo economico che oltre a promuovere l’incremento della ricchezza, vuole ridurre, fino ad eliminare, i danni all’ambiente naturale provocati dal modello di produzione, distribuzione e consumo tradizionale. Comprendente, cioè, tutti quei settori e attività economiche che hanno come obiettivo la produzione di energia da fonti rinnovabili, il risparmio energetico, la riduzione dell’inquinamento, il riciclaggio dei rifiuti e altre produzioni di beni e servizi che mirano ad incrementare la sostenibilità ecologica dell’attività economica).

Comunque, in attesa che si concretizzino le descritte ipotesi di contenitori più rispondenti strutturalmente ed economicamente al fabbisogno dei consumatori, come premesso, il Consiglio di Stato, considerato che il contenitore della merce è un bene avente un valore autonomo ed indipendente da quello del contenuto, ha riconosciuto la facoltà del loro acquisto all’esterno dell’esercizio commerciale nel quale saranno poi utilizzati.

Pertanto, come premesso, i consumatori potranno utilizzare sacchetti dagli stessi reperiti e gli operatori del settore alimentare non potranno impedire tale facoltà. Anche se a loro è riservata la verifica della conformità dei sacchetti utilizzati dal consumatore con quelli rispondenti alle disposizione di legge  (cfr.reg.CE 1935/2004), messi a disposizione nell’esercizio commerciale. Ciò comporta, la comminazione di  multe,da 2.500 a  100.000 euro, a carico degli esercenti, nei  casi di riscontro  di un ingente quantitativo di buste non conformi odi un   valore di sacchetti fuori legge  superiore il 10  % del fatturato del trasgressore.

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Articolo redatto dal Professor Domenico Brancato                                                                                                                                                                                      

Computer gratis dall'Agenzia delle entrate

Computer gratis dall'Agenzia delle entrate Copertina Nazionali (1.092-0-0)
Domenico Brancato

 

PIU’ DI DIECIMILA  PC GRATIS PER SCUOLE, PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI ED ENTI NO PROFIT

 

L’Agenzia delle Entrate con nuovo Bando pubblicato l’8 Marzo c.a. sul sito Internet delle Entrate, come accade da anni, decide di donare apparecchiature informatiche comprendenti:  Computer fissi, portatili e server, non più in uso, ma perfettamente funzionanti.

 

Per partecipare alla gara le domande vanno inviate esclusivamente via PEC (Posta Elettronica Certificata) all’indirizzo cessionigratutite@pec.agenziaentrate.it, entro le ore 12,00 del 12 aprile.

 

La  Mail certificata di richiesta dovrà riportare, come oggetto, il Codice della gara:  AE2019 ed essere corredata dell’allegato Modello, compilato in ogni sua parte (Scaricabile digitando Phoenice e poi cliccando, in successione,  su Phoenice Fisco oggi e su Genera una richiesta per la partecipazione a un bando).

 

Se dallo stesso indirizzo PEC vengono inviate richieste per più Enti, ciascuna di esse dev’essere trasmessa separatamente. Non saranno ritenute valide le domande inviate in forma diversa dalla PEC,  né quelle sprovviste di allegato.

 

Per le modalità di assegnazione dei PC  è prevista l’elaborazione di una graduatoria basata sulle seguenti priorità:

Istituti scolastici statali e paritari degli enti locali;

Amministrazioni pubbliche;

Enti pubblici e privati ed Associazioni senza fini di lucro, iscritti nell’apposito registro Associazioni;

Fondazioni ed altre Istituzioni di carattere pubblico o privato con personalità giuridica, senza fini di lucro;

Associazioni non riconosciute , dal cui statuto sia possibile dedurre l’assenza di finalità  lucrative;

Organismi di volontariato di protezione civile, iscritti negli appositi Registri, operanti in Italia o all’estero per scopi umanitari;

Istituti scolastici paritari privati.

 

La graduatoria sarà pubblicata sul sito dell’Agenzia e al link  http://www.fiscooggi.it/phoenice/ae/

 

I Computer verranno distribuiti in lotti di 5, non appena in uno degli Uffici delle Entrate saranno disponibili per essere regalati al primo Ente in graduatoria che abbia espresso preferenza per la Provincia dove si è verificata la disponibilità. La nuova graduatoria, una volta approvata, subentrerà alla precedente (quella del Bando AE2016) e rimarrà in vigore fino alla prossima procedura di cessione.

 

Gli assegnatari saranno informati, via PEC, su dove e quando effettuare, a  loro carico, il ritiro, in occasione del quale dovranno essere esibiti:

delega firmata dell’Ente o Organismo di appartenenza;

documento di riconoscimento del delegato;

documentazione comprovante la veridicità di quanto dichiarato nella domanda, quale: Iscrizione al Registro associazioni; Iscrizione al Registro di protezione civile; Statuto associativo che attesti l’assenza di finalità lucrative.

 

I beneficiari, ricevuti i le apparecchiature informatiche,nel caso di riscontro di eventuali difetti di funzionamento, non potranno rivalersi in alcun modo nei confronti dell’amministrazione finanziaria.

Ulteriori informazioni  si potranno ottenere soltanto scrivendo alla casella  di posta elettronica  entrate.ae2019@agenziaentrate.it , entro il prossimo 11 aprile.

 

In definitiva, per le Istituzioni e gli Enti che dispongono dei requisiti previsti dal bando,trattasi di un’opportunità da non trascurare, in quanto può consentire:

nel settore scolastico,a rendere più frequente,per un maggior numero di studenti, la concreta applicazione dei contenuti della ormai indispensabile disciplina informatica;

in altri ambiti,ad agevolare ed estendere l’informatizzazione delle specifiche attività, al fine di renderle più efficienti e più rispondenti elle sempre più generalizzate tendenze operative.

Articolo redatto da Prof. Brancato

 

 

C’era una volta, tanto tempo fa, a Marino…

C’era una volta, tanto tempo fa, a Marino… Copertina Marino (1.090-0-0)
la Redazione

C’era una volta, tanto tempo fa, a Marino…un Ospedale voluto e costruito grazie alle donazioni di alcuni cittadini marinesi emigrati in America.
 
Erano gli Anni Trenta del Ventesimo Secolo.
 
II Nosocomio sorgeva nella parte alta del paese, di fronte alla Chiesa di Santa Lucia, attualmente sconsacrata e sede del Museo ‘Umberto Mastroianni’.
 
Poi arrivò il nuovo ospedale San Giuseppe di Marino ed era un grande Ospedale che ha ben operato per molti anni.
 
Era dotato di Pronto Soccorso, Punto Nascita, due sale parto – alla fine anche con vasca attrezzata per il parto in acqua – cinque sale operatorie funzionanti e numerosi Reparti di Degenza, sia medici che chirurgici, per un totale di circa 300 posti letto, in cui operavano ottimi professionisti.
 
Per molti anni fu un vero punto di riferimento per gli abitanti di Marino e anche per quelli dei Comuni limitrofi. Ma improvvisamente la Politica ritenne che gli Ospedali dei Castelli costituissero una spesa eccessiva per la nostra Regione e da un momento all’altro li chiusero quasi tutti.
 
Anche quello di Marino chiuse i battenti.
 
Ma non prima di essere ristrutturato per ben due volte.
 
In pratica venne speso molto denaro pubblico per ristrutturare un Ospedale il cui destino era già segnato.
 
Il primo a sparire nel 2011 fu il Pronto Soccorso – dopo una iniziale chiusura temporanea per lavori di ristrutturazione nel 2009 – e poi, uno dopo l’altro, vennero smantellati tutti i reparti e i servizi essenziali e gli spazi vennero riconvertiti in ambulatori di varie discipline e centro prelievi ematici (l’unico da sempre a Marino Centro e attualmente l’unico a servire anche le frazioni, parliamo di circa 45.000 abitanti).
 
Nel 2013 i posti letto erano 115 e negli anni successivi furono investiti alcuni milioni di euro per l’ammodernamento delle 5 sale operatorie, per importanti interventi di ristrutturazione e per l’acquisto di macchinari per la diagnostica strumentale avanzata.
 
Gradualmente si verificò il collasso della storica Struttura Sanitaria di Via XXIV Maggio a causa anche del lassismo e delle inefficienze dell’Amministrazione di allora, a guida centro destra, che a partire dal primo mandato, alla
 
Conferenza dei Servizi del 2007, non si oppose alla chiusura del Pronto Soccorso.
 
E l’Ospedale non riaprì più, nonostante le promesse elettorali e le rassicurazioni dell’allora Sindaco di Marino, Adriano Palozzi, e della Presidente della Regione e Commissaria Straordinaria per la Sanità del Lazio, Renata Polverini.
 
Non sembravano esserci speranze per l’Ospedale, finchè, nel novembre 2019, venne approvata un’importante mozione da parte della Conferenza dei Sindaci ASL Roma 6, ottenuta dall’allora Sindaco di Marino Carlo Colizza: l’idea di un polo legato all’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’ e ad altri Enti di Ricerca, un polo H24, finalmente aperto con continuità, il riaccendersi di una più che concreta speranza che un Nosocomio ormai dimenticato potesse avere un futuro diverso e i cittadini potessero finalmente usufruire pienamente degli enormi investimenti effettuati negli anni precedenti (cui aggiungere l’istallazione di una scala esterna di emergenza, per assicurarne la rispondenza ai criteri di sicurezza), aumentando così l’offerta sanitaria di un Ospedale con una nobile storia alle spalle, che non meritava il declino. Tale prospettiva appariva come l’unica percorribile al fine di assicurare il ritorno dell’operatività H24 della Struttura Ospedaliera, poter far fronte nell’immediato alla oggettiva carenza di posti letto pubblici e poter finalmente fruire pienamente delle potenzialità da essa offerte.
 
Ma l’Amministrazione Comunale è cambiata nel 2021 e con essa veniamo a conoscere dalla Regione Lazio una diversa linea d’intenti per l’ormai ex Ospedale di Marino.
 
Fine prima parte -> continua
Bruni Immobiliare

Compravendite Affitti
Residenziale Commerciale
Terreni edificabili
Notaio in sede Consulente finanziario
 
 
 
Bruni Immobiliare
Federica Bruni Agente Immobiliare da anni, dopo aver compiuto gli studi di Architettura e dopo aver lavorato presso un’azienda di famiglia che si occupava di edilizia, ha potuto sviluppare tecniche conoscitive in merito alla cantieristica.
Si abilita presso la CCIAA di Roma e fa esperienza nel campo immobiliare affiancando per un periodo il vicepresidente FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari) per poi intraprendere l’attività di Agente Immobiliare su Roma e Castelli Romani.
 
 
Associata FIMAA, alla quale e’ iscritta dal 2009, grazie ai numerosi convegni e ai continui programmi formativi organizzati dall'associazione cui ha partecipato, ha acquisito una notevole e specifica competenza in materia, assistendo la clientela nelle compravendite e locazioni; nella cantieristica; offrendo servizi di consulenza sia immobiliare che per ciò che riguarda i finanziamenti oltre alle problematiche urbanistiche che alle valutazioni degli immobili.
 
LA PROFESSIONALITA' AL TUO SERVIZIO​​​​​​
CASA TE LA VENDE BRUNIMMOBILIARE
VENDI BENE, SCEGLI BRUNIMMOBILIARE
 
Bruni Immobiliare
immobiliarebruni@gmail.com
067934105
3208818415