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Bruni Immobiliare

Vendere o cercare casa non è mai solo una questione di metri quadri, ma di progetti di vita che meritano rispetto e visione
 
 
 
Bruni Immobiliare
Mi chiamo Federica Bruni e ho scelto di unire la mia solida formazione in Architettura all'esperienza sul campo per offrirti qualcosa di diverso: una consulenza che va oltre la semplice intermediazione. Grazie alle mie competenze tecniche, so guardare oltre le pareti per valorizzare il potenziale nascosto di ogni immobile, trasformandolo in un’opportunità concreta e trasparente.
 
 
La mia missione è semplificare il tuo percorso. Che si tratti di districarsi tra le normative urbanistiche, ottimizzare gli spazi o gestire una trattativa complessa, lo faccio con la precisione del tecnico e il calore di chi mette le persone al centro. Far parte della FIMAA dal 2009 è la mia promessa di aggiornamento costante e massima etica professionale.
 
Non mi accontento di "mettere un annuncio": mi occupo di valorizzare il tuo patrimonio come fosse il mio, con strategie su misura, chiarezza totale in ogni fase e quel tocco di creatività che solo un occhio esperto può garantire. Scegliere Bruni Immobiliare significa affidarsi a una guida sicura, presente e appassionata. Perché la tua casa non merita solo di essere venduta, merita di essere valorizzata.
 
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Omaggio a Mauro Manni : padre fondatore del comune di Boville

Omaggio a Mauro Manni : padre fondatore del comune di Boville                    Copertina S. Maria delle Mole (1.116-0-0)
Eleonora Persichetti

 
 
La Comunità di Boville Ricorda il Suo Leader Autonomista: Ne Onora e Rilancia l’Eredità!
 
 
Ricordo di Pino Cardente, 1º Firmatario e Rappresentante, in Regione Lazio, della Legge Popolare per il Comune Autonomo di Boville.
La improvvisa notizia, che Mauro Manni ha finito la sua Vita terrena, mi colpisce: provocandomi tristezza e dispiacere immenso; nella consapevolezza dell’impresa storica che abbiamo vissuto e che ci ha lasciato, provo a riassumerne un primo Ricordo.
 
La Comunità di Boville lo ricorderà quale Padre Fondatore del Comune di Boville. Lui Presidente del Comitato Promotore ed io 1º Firmatario e Rappresentante in Regione Lazio della Legge Popolare nonché suo Vice Presidente, insieme ne abbiamo guidato la lotta inventandone, giorno e notte, iniziative originali per la ricostruzione storico-culturale dell’Antica Boville e dei Ceppi Etnici che da diverse Regioni vennero ad insediarsi ridando vita alla Moderna Boville: l'indole artistica e didattica di Mauro ne favorì l’arricchimento ed il coinvolgimento popolare, risultando decisiva nella raccolta delle 5716 firme autenticate di Elettori Bovillensi, nella Vittoria Referendaria (con l’85,5% di SI) e nella finale approvazione del Comune di Boville, che continuò per il 2º Referendum (77,5 di SI: superando i 9000 Voti e quelli del 1º).
 
Con Mauro abbiamo scritto la Bella Storia indelebile di Boville: oggi, ogni bovillense e suo alunno/a gli renda omaggio assumendo l'impegno ad onorarlo facendo rivivere, per sempre, quei suoi Insegnamenti per la storica autonomia comunale di Boville ...

C’era una volta, tanto tempo fa, a Marino…

C’era una volta, tanto tempo fa, a Marino… Copertina Marino (1.116-0-0)
la Redazione

C’era una volta, tanto tempo fa, a Marino…un Ospedale voluto e costruito grazie alle donazioni di alcuni cittadini marinesi emigrati in America.
 
Erano gli Anni Trenta del Ventesimo Secolo.
 
II Nosocomio sorgeva nella parte alta del paese, di fronte alla Chiesa di Santa Lucia, attualmente sconsacrata e sede del Museo ‘Umberto Mastroianni’.
 
Poi arrivò il nuovo ospedale San Giuseppe di Marino ed era un grande Ospedale che ha ben operato per molti anni.
 
Era dotato di Pronto Soccorso, Punto Nascita, due sale parto – alla fine anche con vasca attrezzata per il parto in acqua – cinque sale operatorie funzionanti e numerosi Reparti di Degenza, sia medici che chirurgici, per un totale di circa 300 posti letto, in cui operavano ottimi professionisti.
 
Per molti anni fu un vero punto di riferimento per gli abitanti di Marino e anche per quelli dei Comuni limitrofi. Ma improvvisamente la Politica ritenne che gli Ospedali dei Castelli costituissero una spesa eccessiva per la nostra Regione e da un momento all’altro li chiusero quasi tutti.
 
Anche quello di Marino chiuse i battenti.
 
Ma non prima di essere ristrutturato per ben due volte.
 
In pratica venne speso molto denaro pubblico per ristrutturare un Ospedale il cui destino era già segnato.
 
Il primo a sparire nel 2011 fu il Pronto Soccorso – dopo una iniziale chiusura temporanea per lavori di ristrutturazione nel 2009 – e poi, uno dopo l’altro, vennero smantellati tutti i reparti e i servizi essenziali e gli spazi vennero riconvertiti in ambulatori di varie discipline e centro prelievi ematici (l’unico da sempre a Marino Centro e attualmente l’unico a servire anche le frazioni, parliamo di circa 45.000 abitanti).
 
Nel 2013 i posti letto erano 115 e negli anni successivi furono investiti alcuni milioni di euro per l’ammodernamento delle 5 sale operatorie, per importanti interventi di ristrutturazione e per l’acquisto di macchinari per la diagnostica strumentale avanzata.
 
Gradualmente si verificò il collasso della storica Struttura Sanitaria di Via XXIV Maggio a causa anche del lassismo e delle inefficienze dell’Amministrazione di allora, a guida centro destra, che a partire dal primo mandato, alla
 
Conferenza dei Servizi del 2007, non si oppose alla chiusura del Pronto Soccorso.
 
E l’Ospedale non riaprì più, nonostante le promesse elettorali e le rassicurazioni dell’allora Sindaco di Marino, Adriano Palozzi, e della Presidente della Regione e Commissaria Straordinaria per la Sanità del Lazio, Renata Polverini.
 
Non sembravano esserci speranze per l’Ospedale, finchè, nel novembre 2019, venne approvata un’importante mozione da parte della Conferenza dei Sindaci ASL Roma 6, ottenuta dall’allora Sindaco di Marino Carlo Colizza: l’idea di un polo legato all’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’ e ad altri Enti di Ricerca, un polo H24, finalmente aperto con continuità, il riaccendersi di una più che concreta speranza che un Nosocomio ormai dimenticato potesse avere un futuro diverso e i cittadini potessero finalmente usufruire pienamente degli enormi investimenti effettuati negli anni precedenti (cui aggiungere l’istallazione di una scala esterna di emergenza, per assicurarne la rispondenza ai criteri di sicurezza), aumentando così l’offerta sanitaria di un Ospedale con una nobile storia alle spalle, che non meritava il declino. Tale prospettiva appariva come l’unica percorribile al fine di assicurare il ritorno dell’operatività H24 della Struttura Ospedaliera, poter far fronte nell’immediato alla oggettiva carenza di posti letto pubblici e poter finalmente fruire pienamente delle potenzialità da essa offerte.
 
Ma l’Amministrazione Comunale è cambiata nel 2021 e con essa veniamo a conoscere dalla Regione Lazio una diversa linea d’intenti per l’ormai ex Ospedale di Marino.
 
Fine prima parte -> continua

Cava dei Selci Friendly Floats

Cava dei Selci Friendly Floats Copertina Volontari Decoro Urbano (1.114-0-0)
Amerigo Miraglia

Nel Lontano 2009 la NASA “liberò” 90 paperelle di gomma in un foro di drenaggio polare per studiare i percorsi sotterranei delle acque artiche. La comitiva di gomma fu così lasciata in balia degli eventi.
 
Nel 2024 Cava dei Selci potrebbe essere ribattezzata Friendly Floats come quelle paperelle, perché proprio come quelle paperelle subisce gli eventi a cui viene lasciata.
 
In questi giorni c’è un tamtam di persone che sui social si sta chiedendo cosa ci facciano dei grossi escavatori con le trivelle nel terreno che separa Cava dei Selci da via dell’Ospedaletto. Visto la particolarità del lotto oggetto di esalazioni di Gas Solforosi e Anidride Carbonica, tutti hanno un po’ il timore che spuntino nuove palazzine o che con queste trivelle si facciano nuovi danni con la fuoriuscita di nuovi gas.
 
Ebbene….
 
Un anno fa venni a conoscenza di un progetto approvato dalla Regione Lazio per un costo di € 3.742.762,81 per la realizzazione di un mega impianto fotovoltaico di 8 Mwp connesso alla Rete elettrica di Trasmissione Nazionale realizzato da Energia SPA. Il comune si limitò a pubblicare sull’albo pretorio la delibera della Regione, ma quando chiesi informazioni al Sindaco prima e all’assessore all’Ambiente durante la prima giornata ecologica fatta a Cava dei Selci, non ne sapevano nulla o quasi, mentre qualche rappresentate della lista civica presente quel giorno disse che sapeva qualcosa, ma lo derubricò ad un progetto di privati.
 
Chi conosce Cava dei Selci sa quali solo le sue criticità, chi vive a Cava dei Selci sa quanto particolare sia quel lotto di terreno e quanto lassismo e poco interesse c’è da parte delle amministrazioni che negli anni si sono susseguite. Ora la speranza è che questo nuovo impianto se non altro possa portare un po’ di riqualificazione nelle vicine pertinenze dello stesso come da richieste avanzate dal Comune di Marino e Ciampino.
 
Nello specifico, il Comune di Ciampino ha chiesto che nella parte confinante con via dell’Ospedaletto venga realizzato un tratto di pista ciclabile, mentre il Comune di Marino ha dato parere favorevole a patto che la società Energia SPA si impegni a sostituire i vecchi lampioni con quelli di ultima generazione a Cava dei Selci. (Sulla parte finale di via Catullo il quartiere è senza lampioni e al buio da mesi perché alcuni sono stati tolti in quanto pericolanti e ora forse sappiamo perché il comune non intende mettere mano).
 
Al link sotto riportato è possibile visionare tutta la documentazione del progetto che comprende relazioni tecniche sulle caratteristiche della zona, elaborati progettuali, verbali riportanti le richieste fatte dai comuni attraverso i propri assessori, i vari pareri favorevole rilasciati dai vari enti coinvolti.
https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-110-2021
 
A tale proposito è singolare come sia stato rilasciato un parere favorevole da parte di tutti gli enti di questo pianeta per un mega progetto milionario e poi una stradina lunga 105 metri iniziata più di 10 anni fa e mai finita che ricade nel lotto interessato dal progetto milionario non si riesce a sbloccare il parere favorevole e quindi resta lì.. inerme a fare da contenitore di rifiuti, a guardare questi mostri d’acciaio che trivellano a distanza di pochi metri in nome del progresso sostenibile. 
 
Forse aveva ragione quel signore che durante la giornata ecologica di Cava dei Selci quando chiesi se qualcuno al comune sapesse del progetto chiosò dicendo.. bhe si, ma è una cosa di PRIVATI..
 
 
In uno scatto di Dea Borgia, si può vedere l’attività che in questi giorni sta interessando tutta la zona in più punti, mentre nella seconda foto un’elaborazione del progetto una volta ultimato.
 
 
 
 

Computer gratis dall'Agenzia delle entrate

Computer gratis dall'Agenzia delle entrate Copertina Nazionali (1.113-0-0)
Domenico Brancato

 

PIU’ DI DIECIMILA  PC GRATIS PER SCUOLE, PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI ED ENTI NO PROFIT

 

L’Agenzia delle Entrate con nuovo Bando pubblicato l’8 Marzo c.a. sul sito Internet delle Entrate, come accade da anni, decide di donare apparecchiature informatiche comprendenti:  Computer fissi, portatili e server, non più in uso, ma perfettamente funzionanti.

 

Per partecipare alla gara le domande vanno inviate esclusivamente via PEC (Posta Elettronica Certificata) all’indirizzo cessionigratutite@pec.agenziaentrate.it, entro le ore 12,00 del 12 aprile.

 

La  Mail certificata di richiesta dovrà riportare, come oggetto, il Codice della gara:  AE2019 ed essere corredata dell’allegato Modello, compilato in ogni sua parte (Scaricabile digitando Phoenice e poi cliccando, in successione,  su Phoenice Fisco oggi e su Genera una richiesta per la partecipazione a un bando).

 

Se dallo stesso indirizzo PEC vengono inviate richieste per più Enti, ciascuna di esse dev’essere trasmessa separatamente. Non saranno ritenute valide le domande inviate in forma diversa dalla PEC,  né quelle sprovviste di allegato.

 

Per le modalità di assegnazione dei PC  è prevista l’elaborazione di una graduatoria basata sulle seguenti priorità:

Istituti scolastici statali e paritari degli enti locali;

Amministrazioni pubbliche;

Enti pubblici e privati ed Associazioni senza fini di lucro, iscritti nell’apposito registro Associazioni;

Fondazioni ed altre Istituzioni di carattere pubblico o privato con personalità giuridica, senza fini di lucro;

Associazioni non riconosciute , dal cui statuto sia possibile dedurre l’assenza di finalità  lucrative;

Organismi di volontariato di protezione civile, iscritti negli appositi Registri, operanti in Italia o all’estero per scopi umanitari;

Istituti scolastici paritari privati.

 

La graduatoria sarà pubblicata sul sito dell’Agenzia e al link  http://www.fiscooggi.it/phoenice/ae/

 

I Computer verranno distribuiti in lotti di 5, non appena in uno degli Uffici delle Entrate saranno disponibili per essere regalati al primo Ente in graduatoria che abbia espresso preferenza per la Provincia dove si è verificata la disponibilità. La nuova graduatoria, una volta approvata, subentrerà alla precedente (quella del Bando AE2016) e rimarrà in vigore fino alla prossima procedura di cessione.

 

Gli assegnatari saranno informati, via PEC, su dove e quando effettuare, a  loro carico, il ritiro, in occasione del quale dovranno essere esibiti:

delega firmata dell’Ente o Organismo di appartenenza;

documento di riconoscimento del delegato;

documentazione comprovante la veridicità di quanto dichiarato nella domanda, quale: Iscrizione al Registro associazioni; Iscrizione al Registro di protezione civile; Statuto associativo che attesti l’assenza di finalità lucrative.

 

I beneficiari, ricevuti i le apparecchiature informatiche,nel caso di riscontro di eventuali difetti di funzionamento, non potranno rivalersi in alcun modo nei confronti dell’amministrazione finanziaria.

Ulteriori informazioni  si potranno ottenere soltanto scrivendo alla casella  di posta elettronica  entrate.ae2019@agenziaentrate.it , entro il prossimo 11 aprile.

 

In definitiva, per le Istituzioni e gli Enti che dispongono dei requisiti previsti dal bando,trattasi di un’opportunità da non trascurare, in quanto può consentire:

nel settore scolastico,a rendere più frequente,per un maggior numero di studenti, la concreta applicazione dei contenuti della ormai indispensabile disciplina informatica;

in altri ambiti,ad agevolare ed estendere l’informatizzazione delle specifiche attività, al fine di renderle più efficienti e più rispondenti elle sempre più generalizzate tendenze operative.

Articolo redatto da Prof. Brancato

 

 

Conclusa la 2Š Giornata Ecologica per Santa Maria delle Mole

Conclusa la 2Š Giornata Ecologica per Santa Maria delle Mole Copertina Volontari Decoro Urbano (1.111-0-0)
Gianni Botta

2ª giornata ecologica per Santa Maria delle Mole al Parcheggio di Via Piergiorgio Frassati
 
Buongiorno a tutti, siamo i Volontari del Decoro Urbano per Santa Maria delle Mole, ci chiamiamo Filippo, Paolo, Clemy, Luca, Antonio, Gabriele, Gianni, Sergio, Nadia, Giuseppe e tutti quanti insieme oggi abbiamo aderito alla 2ª giornata ecologica per Santa Maria delle Mole (QUI organizzata) per ridare decoro al parcheggio di Via Piergiorgio Frassati.
Lo abbiamo fatto perché una residente della zona ci aveva segnalato la situazione in cui si trovava quest’area e noi, come per ogni zona della nostra Santa Maria, ci siamo sentiti in dovere di intervenire.
Sinceramente la realtà concreta che ci si è presentata davanti agli occhi era sconfortante, peggiore di quella che avevamo registrato durante il sopralluogo: accantonati ai margini del parcheggio e nascosti dalle vetture parcheggiate c’erano cumuli di rifiuti, alcuni paradossalmente rinchiusi dentro bustoni oramai lacerati dal tempo, resti di lavori di ristrutturazione come calcinacci, un water, un piccolo scaldabagno, una macchina per cucire, e bottiglie di vetro ovunque. La sorpresa più grande è stata trovare uno scooter privo di targa nascosto tra i rovi, quasi invisibile, che ci riferiscono essere lì da sei anni.
Quindi ci siamo rimboccati le maniche e confortati dagli amici che via via ci hanno raggiunto ci siamo messi all’opera raccogliendo tutto con gli attrezzi a nostra disposizione o a mano, se necessario, avendo cura di selezionare il vetro – l’unico materiale riciclabile a differenza della plastica sporca – e riempiendo quei sacchi che vedete nelle foto, per la successiva rimozione da parte degli addetti del Comune, precedentemente allertato via pec dal Presidente del nostro Comitato di Quartiere.
Lo scooter invece lo abbiamo segnalato alla centrale operativa della Polizia Locale, ricevendo indicazioni sulla procedura da seguire che sarà nostra cura attivare.
I primi di noi erano già lì alle 7:30 e via via il gruppo si è infoltito fino a che alle 10:30 era tutto pulito, i rifiuti rimossi, e soddisfatti ce ne siamo tornati ognuno alle nostre case per fare le commissioni che ognuno di noi svolge nel sabato.
Niente di speciale, solo volontà e collaborazione da parte di ciascuno per far sì che intorno a noi il verde torni a splendere, perché noi non abbiamo nessun altro colore.
Adesso il compito passa ai residenti di Via Frassati: starà a loro custodire quest’area in cui si affacciano dalle finestre di casa, che impegnano ogni giorno per andare a prendere la macchina insieme ai loro bambini quando li portano a scuola, in palestra, alle feste.
Abbiatene cura amici, tenete gli occhi aperti contro quelle persone a cui non interessa nulla, le stesse che, magari, sbraitano in modo inappropriato sui social di nascosto, come fanno di notte quando vengono a “regalarvi” i loro resti

Proroga Termine Domanda Compostaggio Domestico

Nazionali    (commenti:1) (1.106-0-0)
Domenico Brancato

PROROGATO IL TERMINE UTILE PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA PER IL COMPOSTAGGIO DOMESTICO

In riferimento alla nota pubblicata in data 27 Marzo 2018, si informano i numerosi lettori interessati all’argomento che il termine per la presentazione della Domanda per ottenere  la riduzione della parte variabile dell’importo della TARI (Tassa Rifiuti), da parte di  coloro che praticano o praticheranno il Compostaggio domestico, è stato prorogato, come riportato nel seguente avviso  pubblicato sul sito web istituzionale del Comune di Marino:

“In considerazione del progressivo passaggio al sistema  Porta a Porta della gestione dei  Rifiuti Solidi Urbani, i termini per l’inoltro della domanda per la comunicazione relativa all’utilizzo del compostaggio (Art.5 del Regolamento Compostaggio) prevista per il 31 Marzo di ogni anno, solo per il 2018, saranno prorogati al 30.06.2018 con apposito atto e modulistica specifica che verranno pubblicati sul portale web istituzionale nei prossimi giorni.

Saranno comunque acquisite le domande che i cittadini interessati hanno fatto pervenire entro il 31 Marzo scorso, tramite servizio PEC  o protocollo ordinario”.

Intanto, approfittando dell’ampio margine di tempo concesso dalla proroga, si  consiglia agli interessati che, pur disponendo dei requisiti necessari,  non avevano fatto in tempo a presentare la domanda o a produrre tutta la documentazione richiesta, di predisporre quanto necessario per poterlo  inoltrare  non appena l’Amministrazione Comunale provvederà all’aggiornamento del contenuto   della modulistica di seguito riportato :

  • Atto di acquisto del Kit del compostaggio domestico  (  se non dovesse  essere fornito dall’Amministrazione Comunale );
  • La planimetria dell’immobile per il quale verrà effettuato il trattamento del rifiuto sulle aree scoperte pertinenziali all’abitazione principale, che devono essere di almeno 25 metri  quadrati per ogni occupante;
  • Una copia fotostatica della carta d’identità del  dichiarante,

se trattasi di presentazione di  prima domanda

  • Una copia fotostatica della carta d’identità del dichiarante,

per chi ha presentato negli anni scorsi la domanda.

 

A cura del Prof. Brancato

SACCHETTI PER FRUTTA E VERDURA: POSSIBILE PORTARLI DA CASA

Nazionali (1.105-0-0)
Domenico Brancato

Un parere del Consiglio di Stato, dà il via libera all’uso di sacchetti bio frutta e verdura reperiti autonomamente dal consumatore, purché conformi agli standard imposti dalla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti.

I quesiti presi in considerazione dal Consiglio di Stato, fra quelli pervenuti al Ministero,  si riferiscono alla possibilità, da parte dei consumatori, di utilizzare borse e contenitori di qualsiasi natura in loro possesso.

In quanto,gli shoppers (sacchetti di carta o plastica distribuiti ai clienti di negozi per il trasporto di prodotti acquistati al minuto) biodegradabili  e compostabili ultraleggeri che vengono usualmente adoperati negli esercizi commerciali, in   quantità non trascurabili (dovendo contenere varie tipologie di frutta e verdura dal peso e prezzi diversi), a seguito della nuova disposizione:dal  primo Gennaio 2018, vengono ceduti  al prezzo  medio di 2 centesimi ( pari ad una spesa, per famiglia,di  15-20 euro l’anno), riscontrabile sullo scontrino o sulla fattura di acquisto, destinati  in parte  al negozio ed in parte allo Stato.

A differenza dei vecchi sacchetti di plastica che venivano, apparentemente, distribuiti gratuitamente, dato che  il loro costo veniva pagato dagli esercenti che, però, lo ricaricavano poi sul prezzo finale dei prodotti.

Il Consiglio, a tal proposito, tiene a precisare  che, in riferimento alla normativa nazionale e comunitaria,  gli scopi principali dell’imposizione del  pagamento dei contenitori “ bio “hanno come obiettivo quello di:

  • disincentivare l’abuso e gli sprechi, attraverso una maggiore responsabilizzazione   da parte dei consumatori ( come dimostra l’esperienza condotta in Irlanda, dove una tassa sullo shopper di 22 centesimi di euro ha determinato una riduzione del consumo del 90 % );
  • e  ridimensionare il grave inquinamento prodotto della enorme presenza delle buste di plastica nell’Ambiente. Dove, una volta abbandonati, vi rimangono da un minimo di 200 ad un massimo di mille anni,causando, fra l’altro:
  • allagamenti  conseguenti all’intasamenti degli scarichi;
  • la morte di centinaia di migliaia di uccelli ed altri animali marini;
  • la formazione negli Oceani, insieme a rifiuti di altra natura,di  grandi  “ Isole di spazzatura “, fra le quali : il “Pacific Trash Vortex” (Vortice di spazzatura a Nord dell’oceano Pacifico ) che,secondo alcune stime,si estenderebbe  fino a 10 milioni di Km2, ma che  gli scienziati ritengono  ricopra   1, 6 milioni di Km2 ( pari a circa 5,3 volte la superficie dell’Italia isole comprese): e il “South Pacific Garbage Patch” ( Macchia di immondizia a Sud dell’0ceano Pacifica ),di ben 2,6 milioni di Km quadrati, individuata da recente da un team di oceanografi dell’Algalita  Marine  Research Foundation, attraverso l’ inequivocabile acquisizione  di prove e raccolta  di campioni. La maggior parte dei quali non sono costituiti da bottiglie o sacchetti , bensì da detriti più piccoli di un chicco di riso e microframmenti  che si estendono in verticale ed orizzontale, formando un ammasso simile ad una nuvola di smog  che i pesci ingeriscono, scambiandoli  per plancton; 
  • oltre ai devastanti effetti sul clima.

Come dimostrano i calcoli elaborati dall’Agenzia per l’ambiente, secondo i quali, per produrre un Kg dei sacchetti di polietilene ad alta densità occorrono  ca.   900  grammi di petrolio, dai quali derivano emissioni climalteranti relativi  alla formazione di  2 Kg di CO2  ( Anidride carbonica ) equivalenti. E poiché in Italia, secondo Legambiente, si producono 300.000 tonnellate (pari a 20 miliardi di sacchetti, corrispondenti ad  un consumo pro-capite di ca.  250 all’anno ) di  shopper provenienti dal petrolio ( a fronte dei 500 – 1000  e 100 miliardi di sacchetti di plastica che vengono consumati annualmente, rispettivamente: nel mondo ed in Europa),si ha un’emissione in atmosfera  di  ben 200.000 tonnellate di Co2.    

Situazione che induceva  l’Italia a  correre ai ripari, con un Dispositivo  della Legge Finanziarie del 2007, che recepiva una Direttiva Comunitaria del Dicembre 1994 (  la  94/62/Ce ), relativa al divieto,a partire dal primo Gennaio 2011, della produzione e commercializzazione  di shopper non biodegradabili “ a  canottiera “ ( cioè con i manici ) destinati all’alimentazione,con la concessione di qualche mese, dalla decorrenza del divieto, a supermercati e negozi per consentire lo smaltimento delle scorte.

Dispositivo che, fra l’altro, prevedeva  la sostituzione dei sacchetti di plastica con i cosiddetti eco-shopper in carta o “ bioplastica “ . Cioè con  polimeri biodegradabili, compostabili, dello spessore inferiore a  15 micron( 15 millesimi di millimetro ) ricavati, prevalentemente, da amido di Mais, di Patate  e  Girasole.  

Denominazione  di polimeri dei quali   è bene  precisare la differenza, per evitare di considerarli dei sinonimi, mentre esistono sostanziali differenze ai fini della loro  composizione e destinazione d’impiego, come di seguito specificato:

  • Oxo-degradabili:  plastiche convenzionali ( Polietilene –PE-; Polipropilene –PP-; Polistirolo –PS-; Polietilentereftalato – PET - ) che si ottengono dal petrolio con l’aggiunta di additivi che  consentono lo sgretolamento in piccolissimi pezzi sotto l’effetto del calore, dell’ossigeno  e della luce solare. I sacchetti realizzati con questo tipo di plastica sono difficilmente biodegradabili, non compostabili e non riciclabili (a differenza delle normali plastiche) e contengono alcuni componenti  (cobalto e manganese) che potrebbero nuocere alla salute dell’uomo e dell’ambiente.

Se poi finiscono in mare vengono scambiati per plancton dai pesci e quindi ingeriti, per poi, tramite la catena alimentare, giungere sulle nostre tavole. Per cui, ai fini di non trarre in inganno i consumatori, alcuni autorevoli esponenti dell’industria del settore propongono di sostituire “ degradabili”con la più appropriata  definizione di  “ oxo-frammentabili” oppure “ termo o foto frammentabili”;

  • Biodegradabili: capacità dei sacchetti di dissolversi naturalmente mediante l’azione di microbi, calore ed umidità. Al termine del processo di degradazione le sostanze organiche di partenza vengono trasformate in sostanze inorganiche, quali acqua, anidride carbonica e metano, senza il rilascio di elementi inquinanti. Tale processo, però,  comporta tempi di trasformazione più lunghi ( La normativa europea stabilisce che un prodotto per essere definito  biodegradabile deve decomporsi del 90% entro  6 mesi )rispetto  quelli della frazione umida e quindi non possono essere adoperati come contenitori della stessa destinata al compostaggio;
  • Compostabile o Bioplastica: capacità del materiale organico di  essere riciclato nella frazione dell’umido, trasformandosi,  in meno di 3 mesi,  in Compost mediante il processo, in condizioni controllate, di decomposizione biologica della sostanza organica.   Compost che è  un materiale ricco di humus, di flora batterica attiva e microelementi, che può essere impiegato come fertilizzante in agricoltura e contro l’inaridimento dei suoli;
  • Rinnovabile: caratteristica  di un prodotto legata alle materie prima di origine vegetale e animale utilizzate per produrlo. Infatti, per la produzione di 100 sacchetti bio occorrono 1 Kg di mais ed 1 Kg di olio di semi di Girasole. Piante queste,capaci di rigenerarsi in tempi brevi, al contrario delle materie prime provenienti da fonti fossili esauribili (petrolio).

Sacchetti che,  secondo i calcoli di Legambiente, in Italia se ne   consumano ca. 10 miliardi, per produrre i quali occorrono 30 mila ettari coltivati a Mais (Cereale del quale l’Italia, per   coprire il fabbisogno, ne importa già il 35 %), ai quali si aggiunge la richiesta,in continuo aumento,  di aree coltivabili per la produzione di agrocarburanti. Il che comporta un considerevole impiego di acqua irrigua, antiparassitari e fertilizzanti chimici che inquinano le falde acquifere e immettono nell’aria  gas serra.  Un dispendio di preziose materie prime e conseguenze di natura ambientale che non possono  trovare una plausibile convenienza nella  fornitura di materiale monouso ( al più riusabile per contenere i rifiuti organici ) che, a detta di Silvia Ricci, coordinatrice della campagna “ Porta la sporta “, si può  giustificare soltanto per  una temporanea soluzione di emergenza.

In tal senso,  una risposta valida e di immediata attuazione, se presa in considerazione dalla maggior parte  dai Cittadini, potrebbe  trovare riscontro nella semplice, ma efficacissima, applicazione della regola delle  “4 R “:Rifiuta ( l’usa e getta); Riduci ( al minimo indispensabile le confezioni); Riusa  (nel caso specifico,   quanto più possibile, i contenitori )  e Ricicla (per ottenere nuovi prodotti, quando viene a mancare la possibilità di usare ancora quelli originali).

Ipotesi che   trovano già, anche se  in parte,riscontro nell’impiego delle borse di tela da esporto (per contenere e portar via i vari prodotti acquistati) e nei trolley.

Altra interessante soluzione che  potrebbe trovare il favore della moltitudine di  utenti dei supermercati e dei negozi di generi alimentari e contribuire a ridurre l’impiego di preziose materie prime,  è una borsa in cotone e rete molto resistente, durevole  e di modico prezzo,  progettata e realizzata da una Azienda di Asti, destinata, secondo  il suo Amministratore delegato,  a sostituire i sacchetti trasparenti da pesare,a pagamento, contando sulla disponibilità e condivisione  degli esercenti di dotarsi di  bilance con la tara  predisposta all’utilizzo del descritto contenitore.

Soluzione che consentirebbe di ovviare anche ad alcuni inconvenienti: -dovuti alla constatazione di intralci   che i sacchetti, che dal 1° Gennaio la legge ci impone di usare al supermercato, creerebbero  negli impianti di compostaggio della  provincia di Bolzano; -e  causati, secondo segnalazioni espresse dal Consorzio Italiano Compostatori, dalle etichette non bio  applicate sui sacchetti  recanti il peso ed il costo del contenuto.

Inconvenienti che, a breve, si prevede possano essere  eliminati, anche  con l’avvento di un nuovo bio-polimero,  denominato “ Minerv – PHA”, ottenibile da scarti della lavorazione dello zucchero da barbabietola:  il melasso che, a differenza del Mais ed altri prodotti vegetali,  non solo non è  destinabile  all’alimentazione umana ma che attualmente  ha, addirittura, un costo per essere smaltito. Invece, grazie alla realizzazione di questo progetto,  ancora in fase sperimentale,  l’inutile e oneroso scarto viene trasformato in materia prima per la  produzione di un materiale plastico autenticamente bio, in grado di dissolversi in appena 10 giorni, senza residuo,  sia nel terreno che in acqua  dolce  e di mare.

Insomma, secondo gli esperti del settore, trattasi di materiale che presenta il grande vantaggio di provenire da materie prime povere e naturali trasformabili  in  elementi rinnovabili ad alto valore aggiunto, in sintonia con i principi dell’ “ Economia:

  • “Circolare “ ( La cui denominazione deriva dai meccanismi presenti in alcuni organismi viventi, in cui le sostanze nutritive sono elaborate e utilizzate, per poi essere ri emesse nel ciclo sia biologico che tecnico. Infatti, i sistemi economici  in linea con i  canoni dell’Economia Circolare devono rispondere  al concetto  di ciclo chiuso o rigenerativo, attraverso attività di riparazione e manutenzione  mirate all’estensione della vita dei prodotti e dalla riduzione della produzione di rifiuti. Privilegiando logiche di progettazione modulari, versatili e adattabili,mediante la realizzazione di prodotti  pensati e realizzati per essere aggiornati e riparati );
  •  e “ Verde” o “ Green  Economy “ (Modello di sviluppo economico che oltre a promuovere l’incremento della ricchezza, vuole ridurre, fino ad eliminare, i danni all’ambiente naturale provocati dal modello di produzione, distribuzione e consumo tradizionale. Comprendente, cioè, tutti quei settori e attività economiche che hanno come obiettivo la produzione di energia da fonti rinnovabili, il risparmio energetico, la riduzione dell’inquinamento, il riciclaggio dei rifiuti e altre produzioni di beni e servizi che mirano ad incrementare la sostenibilità ecologica dell’attività economica).

Comunque, in attesa che si concretizzino le descritte ipotesi di contenitori più rispondenti strutturalmente ed economicamente al fabbisogno dei consumatori, come premesso, il Consiglio di Stato, considerato che il contenitore della merce è un bene avente un valore autonomo ed indipendente da quello del contenuto, ha riconosciuto la facoltà del loro acquisto all’esterno dell’esercizio commerciale nel quale saranno poi utilizzati.

Pertanto, come premesso, i consumatori potranno utilizzare sacchetti dagli stessi reperiti e gli operatori del settore alimentare non potranno impedire tale facoltà. Anche se a loro è riservata la verifica della conformità dei sacchetti utilizzati dal consumatore con quelli rispondenti alle disposizione di legge  (cfr.reg.CE 1935/2004), messi a disposizione nell’esercizio commerciale. Ciò comporta, la comminazione di  multe,da 2.500 a  100.000 euro, a carico degli esercenti, nei  casi di riscontro  di un ingente quantitativo di buste non conformi odi un   valore di sacchetti fuori legge  superiore il 10  % del fatturato del trasgressore.

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Articolo redatto dal Professor Domenico Brancato                                                                                                                                                                                      

UE - Al via la richiesta prestiti

UE - Al via la richiesta prestiti Copertina Nazionali    (commenti:5) (1.105-0-0)
Domenico Brancato

IL VIA LIBERA ALLA CONCESSIONE DI PRESTITI FINO A 25 MILA EURO A SOSTEGNO DI CITTADININ E IMPRESE
 
 
Approvato dall’UE lo schema di aiuti previsto dal D.L. Liquidità n. 23/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 aprile scorso, relativi al finanziamento alle Imprese, mediante prestiti garantiti dallo stato (Servizi Assicurativi del Commercio Estero – SACE ) e attraverso l’accesso al Fondo di Garanzia Piccola e Media Impresa – PMI.
 
In seguito a tale approvazione, l’Associazione Bancaria Italiana – ABI- con una Circolare ha “comunicato alle banche che la Commissione Europea ha approvato l’indispensabile autorizzazione prevista nel Decreto Legge n. 23 dell’8/04/2020, per rendere operative le importanti misure a sostegno della liquidità delle imprese danneggiate dall’emergenza del Covid-19”.
Conseguentemente, è stato reso immediatamente disponibile, il Modulo (vedi Allegato) pubblicato, a cura del Ministero dello Sviluppo Economico – MISE –  sul sito www.fondidigaranzia.it, per chiedere la garanzia sui finanziamenti di importo fino a 25.000 euro, come previsto dall’art. 13, comma1, lettera m), del Decreto n. 23/2020.
 
Mentre il Segretario Generale della Federazione Autonoma Banche Italiane -FABI- ha chiarito che entro venerdì 17 c.m. “arriveranno le indicazioni, anche dal Fondo Centrale di Garanzia, per i crediti alle –PMI- da 25.000 a 800.000 euro, che definirà tutte le procedure informatiche che saranno poi applicate alle banche”. E ha proseguito informando che da lunedì 20 “probabilmente sarà possibile chiedere i prestiti fino a 25.000 euro, a differenza di quelli di importo maggiore, per i quali saranno necessari una quindicina di giorni”.
Intanto si ricorda che il D.L. Liquidità ha previsto 200 miliardi di euro finalizzati a garantire liquidità alle Imprese, ai Professionisti ed alle Partite IVA, attraverso la Società per azioni del Centro Italiano Cassa Depositi e Prestiti, specializzata nel settore Assicurativo-Finanziario – SACE S.p.a.- SACE, che fino al 31 dicembre 2020, è autorizzata a concedere garanzie in favore di banche, Istituzioni nazionali ed internazionali abilitate all’esercizio del credito in Italia. Le garanzie previste copriranno fra il 70 ed il 100% del capitale erogato e dei relativi interessi e costi. In particolare, sono ammissibili alla garanzia del Fondo con copertura al 100%, i nuovi finanziamenti concessi in favore di piccole e medie imprese e di persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni, la cui attività sia stata danneggiata dall’emergenza Covid-19 di importo non superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario e, comunque, non superiore a 25.000 euro.
Il MISE e Mediocredito Centrale, gestore del Fondo di Garanzia, insieme all’Associazione Bancaria Italiana, stanno lavorando per rendere attivi e disponibili, in tempi brevi, tutti i sistemi informatici e la modulistica necessaria alla richiesta di garanzia per i beneficiari delle misure e per accelerare le istruttorie bancarie, al fine di ridurre, a pochissimi giorni, il tempo di attesa intercorrente tre la richiesta di finanziamento e l’accredito delle somme sul proprio conto corrente.
 
Si precisa infine che, il Modulo, in allegato, per richiedere la garanzia dovrà essere compilato dal beneficiario e trasmesso alla banca o all’Ente finanziatore, anche mediante indirizzo di posta elettronica non certificata, accompagnato da copia di un documento di riconoscimento, in corso di validità, del sottoscrittore.
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