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La Nostra Voce

NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LE ESTERNAZIONI PARTITICHE , INTESA COME SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome, ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di: Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APARTITICO, ovvero non siano di parte. 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APARTITICI  che prestiamo attenzione alle esigenze della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione partitica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
Sono di Cava dei Selci ... senza SE
facebook.com/groups/cavadeiselciplus/

Due Santi:
Sono di Due Santi ... senza SE
facebook.com/groups/duesantiplus/

Frattocchie:
Sono di Frattocchie ... senza SE
facebook.com/groups/frattocchieplus/

Santa Maria delle Mole:
Sono di Santa Maria delle Mole ... senza SE
facebook.com/groups/santamariadellemoleplus/
 
Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.
 

Marino, con "La maternità surrogata: reato universale?" iniziati gli incontri tematici con FdI

Marino, con "La maternità surrogata: reato universale?" iniziati gli incontri tematici con FdI Copertina (813-0-0)
Eleonora Persichetti

 
 
Nel pomeriggio di venerdì 5 aprile il circolo territoriale di Fratelli d’Italia di Marino centro ha ospitato l’incontro “La maternità surrogata: reato universale?”, durante il quale è stato affrontato il tema della maternità surrogata (o utero in affitto) dal punto di vista etico-clinico, sociale e giuridico.
 
Introdotto da Simone Del Mastro, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Colonna, l’evento ha registrato gli interventi della dottoressa Martina De Nicola, dottoressa di ricerca in Bioetica, dell’avvocato civilista Martina Carano e della consigliera regionale del Lazio di Fratelli d’Italia Micol Grasselli. Presenti, tra il pubblico, anche la consigliera comunale della Lega di Marino Francesca Puliti e il presidente del Consiglio comunale di Monte Porzio Marco Pitolli.
 
“Questo è il primo incontro pubblico che ospitiamo dopo l’apertura, avvenuta circa due mesi fa, della nostra sede – ha esordito il consigliere comunale Simone Del Mastro –. Abbiamo deciso di dare vita, a partire da oggi, a una serie di iniziative sul territorio per affrontare tematiche di natura politica, sociale, economica, ambientale e non solo. Iniziamo dalla maternità surrogata, una tematica delicata e complessa, ma al tempo stesso molto attuale, che il nostro gruppo politico ha già affrontato a livello locale nel maggio 2023, quando ha promosso una raccolta firme a sostegno della proposta di legge nazionale sulla maternità surrogata come reato universale. La nostra sede deve essere aperta alla cittadinanza per far comprendere bene le linee programmatiche e il pensiero della nostra comunità politica. Ringrazio la dottoressa Martina De Nicola, presidente del circolo di Fratelli d’Italia di Marino centro e dottoressa in Bioetica, l’avvocato civilista Martina Carano e la consigliera regionale Micol Grasselli”.
 
“Lo scorso anno – così la dottoressa Martina De Nicola – un gruppo di parlamentari ha presentato una proposta di aggiunta al comma 6 dell’articolo 12 della Legge 40 del 2004: la richiesta di considerare reati anche le pratiche di maternità surrogata che avvengono all’estero. Dietro questa pratica, che in Italia è illegale e non prevista, c’è un mondo che coinvolge diversi soggetti, adulti e non adulti. La maternità surrogata è nata negli anni ’70 in concomitanza con lo sviluppo delle tecniche di fecondazione artificiale e prevede che una donna, in maniera gratuita o a pagamento, decida di affittare il proprio utero, e quindi il proprio corpo, per una gravidanza per conto terzi di una coppia o di una singola persona. Il coinvolgimento della coppia può avvenire in termini di contratto o di collaborazione come dotazione di materiale genetico (ovociti, spermatozoi…), oppure possono intervenire donatori esterni o, ancora, la donna può decidere di mettere parte del proprio patrimonio genetico a disposizione di questa gestazione.
 
Vale la pena sottolineare che spesso le donne che decidono di utilizzare questa pratica vi accedono più volte e, dal punto di vista clinico, incorrono spesso in problematiche quali la sindrome da iperstimolazione ovarica o infiammazioni pelviche. L’impatto clinico cambia anche a seconda delle condizioni economiche e sanitarie del Paese in cui viene effettua la maternità surrogata. Per capire la questione dal punto di vista clinico e sanitario bisogna analizzare la geografia del cosiddetto ‘turismo procreativo’. I Paesi che permettono la pratica della maternità surrogata sono molteplici: in Occidente ve ne sono alcuni, in Stati Uniti e in Canada è possibile a pagamento, in Inghilterra è prevista solo quella gratuita e vi sono altri Paesi in cui il quadro cambia a seconda della legislazione, che in alcuni casi, come in Ucraina e in India, è più blanda. I costi variano in base al Paese: per esempio 120mila dollari negli Stati Uniti e 20-30mila dollari in India. In India parte dei soldi è destinata proprio alle donne che scelgono di sottoporsi a questa pratica, spesso residenti in campagna, povere e lasciate a se stesse nelle fasi prima e dopo il parto.
 
La maternità surrogata viene spesso raccontata come un atto di donazione gratuito, ma molto spesso dall’Europa ci si rivolge verso Paesi più lontani, dove vi si può accedere a prezzi vantaggiosi. Ma la questione va vista anche sul piano etico e morale: in tutto il discorso c’è da tenere presente un soggetto indifeso, il bambino, che viene richiesto, contrattualmente scelto e voluto, e i fenomeni di gestazione, in termini biologici ed esperienziali, non sono neutri per il bambino, che riesce anche a ‘rivivere’ il battito del cuore della mamma sentito per 9 mesi se viene appoggiato al suo petto. Ricordiamo che, quando si parla di maternità surrogata, si sta parlando comunque di un mercato che riguarda esseri umani e in ballo c’è anche la questione del rispetto della donna”.
 
“Il tema della maternità surrogata – ha aggiunto l’avvocato Martina Carano – trova una sua regolamentazione nella Legge 40 del 2004, che per la prima volta in Italia ha regolamentato le tecniche di procreazione medicalmente assistita, legate al diritto di genitorialità, che in qualche modo richiama l’articolo 2 della Costituzione, che tutela l’uomo nell’evoluzione delle formazioni sociali, prima fra tutte la famiglia. La Legge 40 ha aperto le porte alla fecondazione omologa e a quella eterologa, che prevede un terzo donatore, ma quest’apertura non è mai arrivata al riconoscimento della maternità surrogata o gravidanza per altri, in cui una donna, chiamata madre gestazionale, porta avanti una gravidanza rinunciando a monte ai diritti nei rapporti col neonato.
 
Il divieto di maternità surrogata si trova nell’articolo 12 comma 6 della Legge: è un divieto che risponde a dei principi di ordine pubblico internazionale, che la nostra Costituzione deve garantire, e intende tutelare la dignità dell’uomo, motivo per cui si parla, nella proposta di legge, di ‘reato universale’. Inoltre, anche sulla base di sentenze della Corte di Cassazione, mentre non ci sono dubbi sui rapporti con il genitore biologico, che fornisce il seme, non è riconosciuto il legame di parentela con il genitore committente.
 
A livello giuridico, poi, l’adozione di un figlio nato con la pratica della maternità surrogata è possibile solo come ‘caso particolare’. La maternità surrogata, anche secondo i giudici, viola la dignità della donna, e il motivo per il quale si vuole estendere all’estero il divieto è un modo per opporsi a questo turismo procreativo. Dunque è un fatto anche di diritto, oltre che etico”.
 
“Quello della maternità surrogata è un tema estremamente delicato – ha concluso la consigliera regionale Micol Grasselli –, sul quale si possono avere sensibilità diverse anche tra appartenenti allo stesso gruppo politico. Per questo bisogna ascoltare i diversi punti di vista e confrontarsi in incontri come questo. Il mio punto di vista è quello della nostra premier Giorgia Meloni: il rapporto che si crea con il feto nel momento della gravidanza è un rapporto reale e vedere un bambino trattato come una merce che si può comprare o vendere credo sia davvero sconvolgente, così come è sconvolgente che l’utero della donna sia considerato una macchina incubatrice che genera qualcosa che poi verrà venduto.
 
Se vogliamo essere una Civiltà con la C maiuscola, una pratica del genere non possiamo accettarla. Per questo la modifica alla Legge è necessaria, perché bisogna bloccare questo processo e il turismo procreativo. Certamente è una tematica complessa sul piano legislativo, ma si deve assolutamente lavorare per non consentire più questa pratica”.

Nuovo omicidio sul lavoro

Nuovo omicidio sul lavoro Copertina (467-0-0)
Eleonora Persichetti

Ciampino/Valmontone. Nuovo omicidio sul lavoro. La dinamica della tragedia accaduta non potrà nascondere il motivo reale: “Non si può risparmiare sulla pelle dei lavoratori”
 
 
La mattina del 12 giugno, a Valmontone, un operaio di Ciampino, Mirko De Persiis, di 42 anni, dipendente della AeT, azienda che svolge le attività, tra l’altro, di raccolta rifiuti quotidianamente, è stato schiacciato dallo stesso mezzo che utilizzava ed è morto. “Nel denunciare questo uteriore omicidio sul lavoro - dichiara Bruno Barbona, segretario regionale del PCI, - porgiamo la massima solidarietà alla famiglia, ai suoi cari e ai suoi compagni di lavoro. Lo facciamo senza rinunciare a svolgere quel ruolo di dura condanna del sistema - scelto da chi governa e dalle aziende che lucrano sulle commesse pubbliche - perchè queste morti sul lavoro sono frutto di una corsa al ribasso nel costo della manodopera, che incide prioritariamente sulla riduzione della prevenzione per la sicurezza.”, “Ad esempio, - prosegue Barbona - Questi appalti pubblici, determinano la ricerca del risparmio sui costi. Uno dei costi tagliati è quello sulla organizzazione del lavoro. Quindi viene “previsto e autorizzato” il cosidetto seervizio di raccolta con monooperatore. Insomma utilizzare un solo lavoratore attorno al mezzo di raccolta, invece che due. Ci sentiamo di sostenere pienamente ogni azione sindacale che le organizzazioni dei lavoratori di Aet stanno mettendo in atto. Per parte nostra, confermiamo - e ricordiamo che questo è un tema che era anche presente nei recenti referendum votati nelle urne la settimana scorsa - che questa parte della battaglia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sconfiggendo proprio il rapporto di rapina che toglie sicurezza ai lavoratori per arricchire i proventi dell’appalto alle aziende che operano in questo modo, noi comunisti la continuiamo. Aziende e padroni sono con gli occhi sui numeri e ricavi invece che sulle persone e sulla loro dignità. La nostra lotta su questo versante non si arresterà. E anche dopo il voto referendario, continueremo a batterci affinché i diritti del lavoro si affermino in coerenza con il dettato costituzionale, perché un lavoro stabile, adeguatamente retribuito, tutelato, sicuro, divengano realtà per tutte e tutti, fuori dall’imperante deriva reazionaria in essere.”.Del resto I sindacati stessi denunciano come l’incidente sia avvenuto durante un turno con “monoperatore” senza sensoristica di sicurezza, denunciando la gravissima inadeguatezza di questa modalità di lavoro troppo spesso usata su diversi Comuni. Nessun operatore, soprattutto in ambiti così delicati, dovrebbe mai lavorare da solo.
 
Partito Comunista Italiano
Comitato regionale Lazio

"Da un foglio bianco" a Bovillestate

"Da un foglio bianco" a Bovillestate Copertina (596-0-0)
Eleonora Persichetti

 
 
Continua il minitour di beneficienza delle presentazioni del libro DA UN FOGLIO BIANCO.
 
Il libro, che raccoglie racconti nati durante l’esperienza di un laboratorio di scrittura creativa a cura di Roberto Pallocca, è la prima pubblicazione della neonata Edizioni Acab.
Questa volta saremo ospiti della manifestazione estiva BOVILLESTATE, presso lo stand adiacente al Centro Anziani del Parco della Pace di Cava dei Selci.
 
Ci vediamo mercoledì 28 giugno alle 18, per parlarvi di questo progetto letterario che è diventato un progetto di beneficienza.
Saranno presenti il curatore e gli autori.
 
L’intero incasso della vendita del libro verrà devoluto alla Casa Famiglia “Il giardino” di Santa Maria delle Mole, che ospita bambini da 0 a 10 anni.
 
Si ringraziano la Proloco Boville, Bovillestate e Bibliopop Aps.

Gli effetti dello smartworking

Gli effetti dello smartworking Copertina (1.264-0-0)
Eleonora Persichetti

Smart working in quarantena: secondo MioDottore 1 italiano su 4 è colpito da stati d’ansia e attacchi di panico
 
·Solo poco più di 1 su 10 (11%) ha già esperienza di lavoro “agile”;
·Più della metà degli intervistati (56%) percepisce il lavoro da casa più pesante, dovendosi dividere tra professione, famiglia e gestione della casa;
·Quasi la metà degli italiani (45%) ha provato un iniziale shock nel convogliare tutta la propria routine tra le mura domestiche.
 
 
Durante il periodo di lockdown anche le modalità lavorative degli italiani sono cambiate, con le attività e la postazione di lavoro d’un tratto trasferite tra le pareti di casa. Ma qual è l’impatto emotivo di questa mutata condizione? Per approfondire la tematica MioDottore – piattaforma specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner – ha coinvolto i propri utenti e una delle sue specialiste, la dottoressa Teresa Basilone, psicologa di Roma che ha aderito al progetto di video consulenza online attivato dalla piattaforma.
 
Smart working: identikit degli italiani alle prese con il lavoro da remoto
 
È quasi la metà degli utenti del Bel Paese (44%) a proseguire nelle proprie attività lavorative e in maniera ”agile” durante l’emergenza Covid-19, districandosi tra laptop e device vari all’interno delle proprie abitazioni. Per quasi un quarto dei rispondenti (24%) il lockdown ha implicato un primissimo approccio a questa modalità professionale da remoto, un ulteriore cambiamento che necessita tempo e impegno per trovare un equilibrio, sia in termini pratici nel tentativo di ricreare un ufficio domestico, sia per quanto riguarda la revisione della gestione della quotidianità e delle incombenze casalinghe. Diversamente, solo poco più di 1 italiano su 10 (11%) trova nello smart working una pratica ormai consolidata, come i professionisti autonomi e chi nel proprio impiego ha iniziato già a lavorare con questa modalità da tempo. I più ”abituati” al lavoro agile sono prevalentemente i lavoratori del nord Italia (51%), in particolare donne (73%).
 
A casa sembra di lavorare più che in ufficio!
 
Complici l’interruzione di alcune produzioni o il più generico rallentamento di molti business, oltre un quarto (27%) degli italiani sta a tutti gli effetti lavorando meno.
 
Ma come stanno affrontando e vivendo gli altri la loro condizione di ”lavoratori da casa”?
 
Una grossa fetta di italiani si sente sopraffatta dalla to do list dell’ufficio, i bambini, le pulizie e il bucato e trova particolarmente complesso creare un giusto equilibrio tra momenti personali e ore al pc: sono ben oltre la metà delle persone coinvolte nella survey (56%) a riscontrarlo. Tra loro ci sono quelli che, risparmiando il tragitto casa-ufficio, tendono ad accendere il computer prima del consueto e a spegnerlo più tardi (23%) e altri che hanno la sensazione di non fermarsi mai perché una volta disconnessi dedicano ai propri figli il tempo rimasto della giornata (18%), arrivando così pressoché stremati.
Tra coloro a cui sembra di lavorare di più dalle mura di casa c’è anche una fetta di italiani che fa di tutto per salvaguardare il proprio spazio personale e cerca di ritagliarsi del tempo privato concentrando al massimo le energie al fine di terminare tutte le attività lavorative entro l’orario canonico per dedicarsi poi a se stessi (15%). Dall’altro lato sono in tanti a trovare difficile concentrarsi a casa e portare avanti le incombenze professionali (44%), perché si lasciano distrarre troppo facilmente da lavoretti casalinghi, tv e cellulare privato oppure sentono il bisogno di focalizzarsi maggiormente sui propri bimbi a discapito degli incarichi di lavoro.
 
L’umore ne risente: 1 italiano su 4 sta soffrendo di stati d’ansia e attacchi di panico
 
Il cambiamento di vita radicale e l’impatto con una nuova modalità lavorativa da remoto hanno sconvolto quasi la metà dei rispondenti (45%), che hanno percepito un’iniziale stato di ansia e preoccupazione a dover convogliare tutte le fasi della giornata in un unico luogo.
Se per alcuni lo shock iniziale pare essere rientrato e ora abbastanza gestibile, c’è una fetta importante di italiani – un quarto (25%) – che sta vivendo male la situazione contingente, tanto da soffrire di veri e propri picchi di ansia e crisi di panico. Se poteva essere prevedibile che tra questi fossero presenti i neofiti dello smart working (58%), sorprende apprendere che 1 lavoratore agile abituale su 5 (20%) stia vivendo male il momento.
Complice forse la quarantena anticipata rispetto ad altre regioni, è nel nord Italia che si registrano maggiori disagi di questo tipo, soprattutto tra le donne (72% vs il 28% degli uomini) e gli over 45.
Nonostante tutte le oggettive difficoltà della situazione attuale, il lavoro rappresenta un’ancora di salvezza per quasi un terzo degli italiani (30%), che si sente sollevato ad avere un’occupazione – pratica e mentale – in grado di coprire gran parte della giornata.
 
Mantenere il ritmo sonno-veglia e gli orari lavorativi abituali: i consigli della specialista
 
La dottoressa ricorda che: “Il modo in cui siamo abituati a vivere ci spinge a pensare che fermarsi è sbagliato. Per questo sentiamo il dovere di muoverci sempre, dimostrare che stiamo sempre facendo qualcosa e se capita che siamo costretti a fermarci, non sappiamo come reagire. Dobbiamo sforzarci di prendere il meglio da ogni esperienza. È molto probabile che più dello stop, è il dover affrontare i conflitti e i pensieri più profondi a spaventare. Quando si è molto attivi la mente è impegnata e permette di ignorare i pensieri scomodi”.
Per coloro che hanno iniziato da poco tale procedura lavorativa può essere impegnativo, l’esperta suggerisce: “Può essere complesso rinunciare a una parte importante del rapporto lavorativo e della socialità, anche nella perdita di abitudini talvolta faticose, come quella di alzarsi presto la mattina, vestirsi, uscire, andare in ufficio e incontrare i colleghi. Per mantenere un equilibrio è bene non cambiare il ritmo sonno-veglia; evitare di lavorare troppo e mantenere il totale delle ore stabilite; vestirsi come se si dovesse uscire anche se in modo comodo; prevedere delle pause durante le quali continuare a mantenere i contatti con familiari, amici e colleghi attraverso chat, video e cellulare”.
Infine, l’esperta fornisce alcune indicazioni anche per chi è più rodato, ma comincia a sentire il peso della contingenza: “Coloro che erano abituati e motivati a questa tipologia di lavoro, molto probabilmente, non la vivono più come una scelta. Ciò può innescare meccanismi in grado di generare ansia. Per quanto nel concreto non sia cambiato molto circa le loro abitudini, è variato il pensiero di non poter modificare le consuetudini. Paradossalmente però questo tipo di pensieri possono diventare strategici. Basti riflettere sul fatto che non è cambiato molto e si sta facendo ciò che si era abituati a fare, si possono conservare gli stessi orari da dedicare al lavoro e agli obiettivi personali”.
Per supportare gli utenti durante il lockdown, MioDottore ha messo a disposizione la funzionalità di consulenza online, che permette di incontrare via video gli specialisti, sia per un primo colloquio sia per appuntamenti di consueto monitoraggio del proprio stato di benessere. La piattaforma può già contare oltre 2.000 medici disponibili e oltre 15.000 consulenze online prenotate ad oggi.
 
Note di redazione: La survey di MioDottore è stata condotta in Italia a marzo 2020 e ha coinvolto 1.302 utenti.

Iscrizione Servizio Scuolabus 2021 - 2022

Iscrizione Servizio Scuolabus 2021 - 2022  Copertina    (allegati) (1.852-0-0)
la Redazione

Il Comune di Marino apre le iscrizioni al Servizio di Scuolabus per l’anno scolastico 2021/2022

La domanda deve essere presentata entro il 30/06/2021 da chi intende usufruirne per la prima volta ed anche per chi intende confermare il servizio.
 
In allegato è presente il modulo editabile che va compilato ed inviato all’indirizzo mail: protocollo@pec.comune.marino.rm.it
 
Questo “Modulo Editabile” è stato realizzato dalla nostra redazione al fine di evitarvi la stampa del modulo, la compilazione a mano, la scansione ed infine l’invio via mail del documento.
Ora potete direttamente visionarlo e compilarlo sul computer per poi salvarlo ed inviarlo senza la necessità di periferiche connesse.
 
 
 
La comunicazione ufficiale
 
Avviso alla cittadinanza
 
ISCRIZIONE SCUOLABUS
Anno scolastico 2021 - 2022
 
Sono tenuti a presentare domanda di iscrizione al Servizio, sia coloro che intendono usufruire del servizio per la prima volta, sia coloro che intendono confermarlo.
Il modulo per il Servizio di TPS é scaricabile dal sito istituzionale del Comune all’indirizzo: www.comune.marino.rm.it alla voce sezione modulistica.
I moduli compilati dovranno essere consegnati al Protocollo del Comune, anche all’indirizzo di posta elettronica istituzionale protocollo@pec.comune.marino.rm.it entro il 30 GIUGNO 2021. Le richieste pervenute oltre tale termine saranno accolte solo nel caso non comportino modifiche all’organizzazione del servizio e previa verifica delle disponibilità dei posti sui mezzi.
Le graduatorie definitive dovranno comunque tenere conto delle disposizioni normative nazionali e regionali, in tema di gestione dell’emergenza Covid-19.
Il servizio è organizzato secondo le disposizioni degli Artt 5 – 6 (zonizzazione – punti di raccolta) del regolamento comunale approvato con deliberazione del Commissario Straordinario coi poteri del Consiglio, n° 3 del 29 ott. 2015, ed è rivolto agli alunni residenti nel territorio comunale iscritti alla scuola dell’Infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Per eventuali informazioni, rivolgersi al Servizio di Trasporto scolastico (TPS) ai numeri 0693662289 / 0693662257.
 
 
Marino, 28 maggio 2021
Il Dirigente Area V
Dott. Michele Gentilini
 
 
 

"Mi vedo con uno" domenica 14 novembre

"Mi vedo con uno" domenica 14 novembre Copertina (786-0-0)
Eleonora Persichetti

Domenica 14 Novembre ore 17:00 Sala Teatro Vittoria, Marino
Mi vedo con Uno con Alessandra De Pascalis Regia Alessandro Carvaruso
La stagione 2021 2022 continua…
 
 
Lentamente stiamo tornando – così almeno sembra – alla normalità. O almeno ci siamo lentamente incamminati sulla strada che porterebbe ad una situazione più vicina a quella che oseremmo definire “normalità”. Scusateci, ma in teatro la prudenza, come la scaramanzia, fa da padrona. Comunque. L’attività incessante della Sala Teatro Vittoria continua: si è conclusa da poco la bellissima esperienza dello scambio di buone pratiche all’interno del progetto europeo Erasmus + KA2 From Aesop to La Fontaine che ha portato decine di ragazzi stranieri a Marino e tanti dei nostri ragazzi ad incontrarsi, conoscersi ed amarsi superando le diversità caratteriali e le differenze culturali. Il prossimo appuntamento alla Sala Teatro Vittoria è per Domenica 14 novembre alle ore 17:00. La Compagnia Beremberg presenta l'attrice Alessandra De Pascalis (ex allieva di Proietti) che interpreta 5 personaggi diversi, cantando, ballando con musica dal vivo, che parlano dello stesso argomento: l'atteggiamento degli uomini di fronte alla possibilità di una relazione. I personaggi, ognuno a suo modo, raccontano aneddoti esilaranti per niente lontani dalla realtà. “Ah, le donne… complicate, capricciose, sentimentali e fragili… Cerchiamo sempre qualcosa che non abbiamo, e troviamo spesso quello che non abbiamo neanche cercato”. Una citazione dallo spettacolo “Mi vedo con uno”, una divertente illustrazione della donna e le difficoltà di relazione. La donna di questa epoca è veramente emancipata dagli stereotipi comuni? Sono cambiate le dinamiche uomo/donna nell’arco dei tempi? È ancora attuale il problema delle relazioni? L’autore con questa opera tra il comico e la verità, presenta personaggi esasperati che raccontano le loro avventure, personaggi femminili apparentemente ridicoli, grotteschi. Ma è chiaro, nel complesso, che il vero intento è quello di prendere in giro l’uomo che risulta smascherato e spogliato della sua (a volte) falsa virilità. Reduce da vari sold-out tra cui il prestigioso Teatro Tor Bella Monaca di Roma, della cintura TiC, vi aspetta un pomeriggio all’insegna della risata intelligente.
 
E poi tanti altri appuntamenti a seguire. Potete chiedere informazioni via e-mail. Tenete d’occhio la nostra pagina fb salateatrovittoria. Vi aspettiamo, il Teatro ha bisogno di voi!

Quale libertà di stampa? Ne parliamo a Bibliopop

Quale libertà di stampa? Ne parliamo a Bibliopop Copertina (685-0-0)
Eleonora Persichetti

 
 
5 maggio 2023: L’Articolo 21
QUALE LIBERTÀ DI STAMPA?
 
 
Incontro dibattito a cura di Roberto Pallocca e Eleonora Persichetti
con Angela Francesca D’Atri e Matteo Madafferi
ore 18:00 – Bibliopop, via Don Ugo Bassi, S. M. delle Mole (RM)
 
 
Cosa si intende per libertà di stampa?
Quando e come un paese democratico può essere considerato tale, e libero e sano, dal punto di vista della libertà di espressione?
Quali sono le funzioni della stampa? E perché sono così importanti per la democrazia?
In occasione della “Giornata mondiale della libertà di stampa”, che cade il 3 maggio di ogni anno, rifletteremo intorno a queste e a molte altre domande. Lo faremo in un incontro-dibattito, in cui interverranno addetti del settore comunicazione, giornalisti, editori.
 
Parleremo dei principi e della legislazione intorno alla libertà di stampa. Faremo un breve excursus storico, ripercorrendo le tappe principali, fino ad arrivare ai giorni nostri e alla situazione del nostro paese che, nel World Press Freedom Index 2022 – una classifica annuale che valuta lo stato del giornalismo e il suo grado di libertà in 180 paesi del mondo – occupa attualmente la 58esima posizione.
 
Comprendere cosa accade e quanto sia importante difendere la pluralità di espressione per un sano confronto democratico è oggi quanto mai necessario e urgente.
 
Proviamoci insieme.

Come far rimuovere i contenuti diffamatori su internet: tutte le soluzioni

Come far rimuovere i contenuti diffamatori su internet: tutte le soluzioni Copertina (838-2-0)
Domenico Brancato

Premesso che Internet, com’è noto,  è  una  rete internazionale di computer e apparecchiature informatiche  che possono comunicare fra di loro, cioè tale da  consentire all’utente di  disporre di una fonte illimitata d’informazioni e della possibilità, a sua volta,  di trasmetterle in tutto il mondo.
 
Ne consegue che risulta essere, un mezzo estremamente potente, oltre che    molto  conveniente, in virtù del fatto che consente  di trasmettere, ad un  costo quasi nullo, testi, immagini, filmati, files e registrazioni audio.
 
Caratteristica che permette a ciascuna persona, che disponga di un PC o un cellulare collegato ad Internet, di fruire, in modo semplice ed ultraveloce, di molteplici e straordinarie potenzialità di condivisione di  immagini, commenti e riflessioni.
 
Vantaggi non indifferenti ai quali, però, possono contrapporsi situazioni negative e compromettenti, dovuti alla diffusione di pubblicazione sulla rete di contenuti diffamatori,  rappresentati da:
  • foto poco lusinghiere;
  • post (comunicazione in cui il messaggio viene costruito su una notizia, senza alcuna verifica della veridicità della stessa, finalizzata a suscitare una reazione emotiva del destinatario ;
  • dati sensibili (numero di cellulare, indirizzo di casa, ecc.);
  • articoli.
 
Pertanto, in considerazione delle accennate straordinarie  possibilità  relative alla propagazione di messaggi di ogni genere, prima di rendere nota ad una immensa platea di utenti qualsiasi tipologia di comunicazione personale, occorre riflettere attentamente, sulla probabilità di una sua eventuale perversa utilizzazione e sulle possibili compromettenti conseguenze, immediate e future, che ne  potrebbero derivare.
 
Qualora, però, tale accortezza non sia stata messa in atto, e si incappi in  situazioni sconvenienti, vediamo come procedere per poter far rimuovere  i contenuti  divenuti lesivi della propria immagine:
  • tentare il dialogo con chi ha pubblicato il contenuto, per cercare di  addivenire, in maniera amichevole, alla soluzione sperata;
  • se il tentativo di dialogo diretto dovesse risultare impossibile o inefficace e la piattaforma (ad esempio: Facebook, Twitter, Google, You tube) interessata  includesse, tra le sue funzioni, quella di segnalare contenuti di cui si desidera la rimozione, si può inoltrare la segnalazione ai responsabili del sito (che può essere chi ha registrato il sito, il gestore del sito –webmaster- o lo staff di gestione del servizio web). I quali, vagliata la richiesta, potranno provvedere alla eliminazione del contenuto incriminato e, in alcuni casi, alla sospensione di un account (Chiave di accesso personale ad Internet,  formata da un nome utente – username – e da un codice segreto – password)  particolarmente  molesto;
  • nel caso, poi, che  i metodi precedenti non dovessero fornire gli esiti sperati, specie se i danni all’immagine  che possono derivare dalla diffusione della pubblicazione, dovessero risultare rilevanti, resta sempre possibile ricorrere alla giustizia, rivolgendosi alla Polizia Postale.
    Il cui impegno è particolarmente finalizzato al continuo adeguamento della propria risposta alle nuove frontiere tecnologiche della delinquenza, del malcostume e del cyberbullismo.
  • La richiesta di informazioni o l’invio di  segnalazioni di violazioni di norme o di manifestazioni di stalking ( ripetuti comportamenti realizzati dal soggetto persecutore nei confronti della sua  “vittima” , sotto forma di minacce, molestia e  atti lesivi tali da indurre, nella persona che li subisce, un disagio psichico e fisico derivanti da un profondo senso di timore ), agli Uffici preposti alla ricezione (attivi 24 ore su 24 e  7 giorni su 7),  può essere inoltrata attraverso i seguenti recapiti:
     
  • www.commissariatodips.it   e  Tel. 114,  nei casi di emergenza;
     
  • Oppure,  per il Compartimento Polizia Postale Lazio di Roma Viale Trastevere,191 – 00100  (Roma – RM ):
    Telefono Centralino:  06/5813608
    Telefono: 06/58113429 – 06/5814225;
    E-mail: poltel.tm@poliziadistato.it
 
Ovviamente,  si raccomanda di utilizzare i recapiti di cui sopra esclusivamente per effettiva necessità, sia per evitare l’inutile e pregiudizievole  intasamento dei canali di comunicazione e sia per non incorrere in provvedimenti disciplinari, nel caso si scoprisse trattarsi di insensate burlesche segnalazioni.
 
Articolo redatto dal Prof. Domenico Brancato
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Vendere o cercare casa non è mai solo una questione di metri quadri, ma di progetti di vita che meritano rispetto e visione
 
 
 
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Mi chiamo Federica Bruni e ho scelto di unire la mia solida formazione in Architettura all'esperienza sul campo per offrirti qualcosa di diverso: una consulenza che va oltre la semplice intermediazione. Grazie alle mie competenze tecniche, so guardare oltre le pareti per valorizzare il potenziale nascosto di ogni immobile, trasformandolo in un’opportunità concreta e trasparente.
 
 
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