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Le aziende ferme per il Coronavirus ripartono con lo smartworking

Le aziende ferme per il Coronavirus ripartono con lo smartworking Copertina Nazionali (777-0-0)
Eleonora Persichetti

Ecco i consigli per chi affronta un periodo di lavoro a distanza
 
 
 
La società di consulenza Methodos, che aiuta le imprese a mettere a punto nuovi modelli organizzativi, ha stilato un vademecum peri i capi e per i lavoratori che si trovano per la prima volta a sperimentare il lavoro agile. «Per le aziende e per i dipendenti sarà un cambiamento culturale»
 
 
 
È smartworking la parola d’ordine di queste ore per le imprese che rischiano di rimanere ferme a causa dell’emergenza sanitaria per il nuovo Coronavirus. Nelle regioni più colpite dal contagio si cerca di limitare al massimo gli spostamenti e, mentre uno dei decreti attuativi del DL 23 febbraio 2020 n. 6 facilita l’adozione del telelavoro (come sperimentato su scala più piccola per il crollo del ponte Morandi), è già massiccio in moltissime aziende il ricorso al lavoro agile. «Questi giorni di blocco forzato potrebbero addirittura essere un acceleratore del cambiamento»: ne è convinto Alessio Vaccarezza, CEO di Methodos Italia, società di consulenza specializzata nell’accompagnare le imprese nei processi di change management assieme a Digital Attitude e Accompany, due startup focalizzate sulla digital transformation. «Da tempo è in atto una trasformazione culturale per quanto riguarda i modelli organizzativi sul lavoro e molte realtà, soprattutto le più grandi e internazionali, sono preparate ad affrontare la situazione che stiamo vivendo – prosegue Vaccarezza –. Chi è in ritardo nell’attuare piani strutturati di smartworking dovrà mettere in campo qualche sforzo in più, ma attrezzarsi in tempi brevi è possibile e, con alcuni accorgimenti, si può evitare di perdere produttività».
 
Per attuare forme di lavoro agile in modo efficace, prevedendo i possibili intoppi e preparando dipendenti e management a lavorare in modo nuovo, Methodos ha stilato una serie di consigli rivolti sia ai lavoratori, che magari si trovano a fare smartworking per la prima volta nella vita, sia ai capi, che devono sperimentare nuovi metodi per organizzare, dirigere e valutare i propri dipendenti.
 
«Delega e fiducia sono i concetti più importanti per chi ha un ruolo dirigenziale – spiega Giuseppe Geneletti, Head Smart Working di Methodos –. Chiarire gli obiettivi, valorizzare i risultati raggiunti e responsabilizzare sono le azioni chiave per impostare un progetto di smartworking vincente. Occorre poi fare degli sforzi in più sul fronte della pianificazione e schedulare specifici momenti di confronto con le persone del team: meglio in video che con una semplice telefonata».
 
Per i lavoratori, invece, la sfida è riprodurre a casa la forma mentis che si assume in ufficio. I consigli di Methodos sono cinque:
 
  1. Stabilire chiaramente gli orari. «È importante indicare i momenti di inizio e fine del lavoro – spiega Giuseppe Geneletti –. Dedicare delle ore specifiche al lavoro facilita non solo la concentrazione, ma anche l’allineamento con gli altri interlocutori, che sanno in quali momenti siamo disponibili e pronti a rispondere».
  2. Vestirsi come se si andasse in ufficio (o quasi). «Non è necessario essere iper-formali e in giacca e cravatta – commenta sempre Geneletti – ma passare dalla modalità “da casa” a quella “da lavoro” è molto importante per concentrarsi, e l’abbigliamento gioca la sua parte».
  3. Fare delle pause e spostarsi. Se è fondamentale, anche a casa, avere la sensazione di “iniziare” la propria giornata, allo stesso modo, quando si prende una pausa, bisogna davvero staccare. «Per questo il consiglio è di allontanarsi fisicamente dallo spazio di lavoro spiega l’esperto di Methodos –. Fare un passo lontano dalla scrivania può aiutare a liberare la mente e ad avere maggiore attenzione al ritorno».
  4. Organizzare gli spazi. Cioè avere una scrivania libera dal disordine, con file digitali e/o archivi cartacei facilmente individuabili e uno spazio adatto all’attività. «Sono elementi importanti per aumentare la produttività e rimanere concentrati mentre si lavora ai vari progetti» sottolinea Geneletti.
  5. Staccare la spina dalla vita digitale. A casa, ancor più che in ufficio, le distrazioni di web e social sono in agguato. «Per sfruttare al meglio il tempo – spiega sempre Geneletti – è bene silenziare o bloccare alcune app, anche attraverso alcuni tool che ne limitano l’utilizzo».
  6.  
Un approfondimento ad hoc lo meriterebbero i cosiddetti “meeting digitali”, ovvero chiamate e videoconferenze, di cui nei prossimi giorni si farà grande uso. «Le tecnologie rendono le comunicazioni di una facilità impensabile rispetto a pochi anni fa, anche senza complicati apparati ma con gli strumenti che tutti hanno a casa – commenta Giuseppe Geneletti –. Non tutti però sono ancora abituati a rapportarsi in questo modo ed è necessario accogliere e coinvolgere nel modo giusto chi non usa quotidianamente questi strumenti». Ecco quindi alcuni consigli utili:
Prima dei meeting digitali
 
  • Assicurarsi che tutti i partecipanti davvero rilevanti per la riuscita del meeting siano collegati/collegabili, altrimenti programmarlo in un altro momento
  • Condividere con anticipo un reminder dell’agenda, allegando obiettivi, temi e principali materiali che verranno discussi. «Ai partecipanti, parallelamente, si richiede di leggere e preparare i materiali» sottolinea Geneletti.
  • Chiedere a tutti i partecipanti di evitare le distrazioni (mail, sms, ecc.)
  • Non affrontare un numero eccessivo di argomenti
  •  
Durante chiamate e videoconferenze
 
  • Testare in anticipo il collegamento (il giorno prima se possibile con 1-2 partecipanti previsti).
  • Invitare tutti a fare un check di comunicazione se non si sono mai collegati da remoto per verificare la banda e la connettività.
  • Adattare il formato dei materiali (presentazione, video eventuali di supporto etc.) affinché siano compressi per ridurre la necessità di banda di trasmissione
  • Pianificare 10-15’ di tempo di “accoglienza” prima dell’inizio ufficiale della riunione in cui verificare da parte di tutti la qualità del collegamento audio-video a due vie.
  • Ricordare a tutti all’inizio della riunione le regole di ingaggio e di etichetta: «Cioè parlare uno alla volta e a due terzi della velocità “normale” – puntualizza Geneletti –, dire sempre il proprio nome per assicurarsi che tutti sappiano chi sta parlando, scandire bene le parole formulando frasi più brevi e semplificate per ridurre la fatica da collegamento, e infine, quando si ha la necessità di scollegarsi, annunciarlo».
  • Avere a disposizione un tecnico IT se possibile per effettuare una pronta risoluzione dei problemi durante la fase di accoglienza.

UNA PARENTESI DISTENSIVA NEI TEMPI DEL CORONAVIRUS

UNA PARENTESI DISTENSIVA NEI TEMPI DEL CORONAVIRUS Copertina Nazionali (776-0-0)
Domenico Brancato

NEI TEMPI DEL CORONAVIRUS
 
I tantissimi telespettatori appassionati della famosissima Serie TV “IL Commissario Montalbano“ nel seguire le scene in cui Montalbano contattava l’Anatomopatologo, anche quando si ingozzava di cannoli, per carpire dettagli sull’esito del suo operato sull’omicidio di turno, avranno certamente notato che ne scaturiva un colorito dialogo che, quasi sempre, si concludeva con una frase del genere: e adesso se ne vada perché mi ha rotto i “Cabasisi”.
Espressione che, data la particolare gradevolezza suscitata nella foltissima schiera di seguaci della trasmissione, trova sempre più ampie occasioni di citazione nel comune linguaggio quotidiano. Per cui si ritiene utile fornire delle precisazioni sull’autentico significato del curioso vocabolo.
Vocabolo che, anche se si dà per scontato, che sia nelle intenzioni di chi lo pronuncia, che nell’interpretazione di chi lo ascolta, alluda inequivocabilmente a degli organi maschili; in realtà tale convincimento non trova rispondenza nella sua traduzione letterale.
 
Trattasi, infatti,di un Termine che si riferisce ad una pianta spontanea denominata Zigolo dolce – Cyperusesculentus, diffusa nelle regioni meridionali, con un apparato radicale terminante con dei tuberi eduli,(ai quali, molto probabilmente, è da attribuire l’allusivo riferimento), molto apprezzati, tanto da essere entrati,specie in Sicilia, nel linguaggio corrente, con la denominazione di: Bagigi, Dolceghini, Ziperi, Zizzole o Mandorle di terra e Cabasisi. Nome quest’ultimo reso noto, appunto, dal Montalbano di Camilleri.
Chiarimento che certamente sorprenderà molti lettori e che ridimensionerà l’enfasi dell’espressione finora riservata ad una risposta conseguente a subiti comportamenti fastidiosi …, ma che, in compenso, per effetto dell’accostamento agli esilaranti momenti collegabili all’accattivante battuta, probabilmente, avrà il non trascurabile merito di influire ad abbassare il livello di scontrosità ed a predisporre gli animi degli ipotetici dialoganti ad un più conciliante atteggiamento.
 
Per completare le annotazioni delle caratteristiche della pianta in questione, si aggiunge che è considerata dai botanici “classica” (ossia nota fin dall’epoca Romana), in quanto oggetto di remote citazioni, per il fatto che i suoi tuberi sono stati rinvenuti nelle antiche tombe dei Faraoni, risalenti al 2000 avanti Cristo. Poiché,la leggenda vuole che questo particolare cibo accompagnasse i defunti nell’aldilà.
Oltre ad essere, più da recente, molto apprezzata,sia per le molteplici utilizzazioni dei ricchi di nutrienti tuberi, come: surrogati di mandorle e nocciole, nelle trasformazioni in pasticceria; snack, uniti allo yogurt e in confezioni di essiccati; e sia per il contenuto di molteplici apporti di sostanze benefiche dagli effetti: antiossidanti ed anti-invecchiamento; fortificatori del sistema immunitario e confacenti alle esigenze nutrizionali: deidiabetici, di chi soffre di colesterolo e dei celiaci.
Insomma, trattasi di una pianta che, come infestante, per molti agricoltori costituisce un serio problema per la difficoltà di eliminarla, a causa del notevole potere di diffusione degli organi di riproduzione sotterranei (tuberi), difficilmente asportabili insieme agli steli; mentre, con finalità colturale, grazie alle molteplici utilizzazioni sopra descritte, rappresenta una provvidenziale fonte di reddito.

Il 1° Carnevale di Boville regala una ventata di allegria

S. Maria delle Mole (775-0-0)
Domenico Brancato

Il carnevale regala una entusiasmante ventata di allegria anche ai Cittadini di  Santa Maria  delle Mole

 

Grazie al sinergico impegno fra  CAVA dei SELCI e S. MARIA DELLE MOLE FRATTOCCHIE e  alla intensa e ammirevole collaborazione fra:  Associazioni, Comitati di Quartiere, Amministrazione Comunale edal favore di un ideale andamento climatico, è stato possibile realizzare  una riuscitissima manifestazione carnevalesca. Seguita da una festante partecipazione di Cittadini di tutte le età,che hanno gremito le vie del percorso dei carri allestiti con significative rappresentazioni allegoriche,  preceduti dalle allegre e spettacolari esibizioni  delle Bande musicali,  Magjorette e dagli Sbandieratori.

Dimostrazione tangibile di come è possibile, disponendo anche di poche risorse, mettere in campo iniziative capaci di creare attrattive e stimoli in grado di coinvolgere anche la moltitudine di Cittadini, in genere, poco inclini a presenziare ad iniziative di pubblico interesse.

Infatti, il successo di questo evento che segue alla  riuscitissima Festa Dei Bambini e all’altrettanto apprezzata ricostruzione dell’atmosfera Natalizia al Parco “ Lupini”, svoltesi, rispettivamente, a fine Maggio ed a Dicembre dello scorso anno, grazie al’impegno e l’inventiva dell’associazione Genitori Primo Levi presieduta dalla “vulcanica” e infaticabile Simona Bisceglie, assistita e supportata fattivamente e brillantemente dai Componenti le Associazioni coinvolte; dimostra come il cocktail: INVENTIVA, CONDIVISIONE, DISINTERESSATO e APPASSIONATO IMPEGNO, possa consentire di infondere, nella popolazione,interesse alla vita sociale e propensione all’attivismo comunitario.

Fattori questi che costituiscono gli indispensabili propulsori per la  realizzazione di   progetti sempre più  ambiziosi.

A conclusione di questa breve nota,chi scrive, avverte l’esigenza di rivolgere uno spontaneo e doveroso plauso a tutti gli attori che, in varia misura e con complementarietà di competenze, hanno contribuito alla realizzazione di questo evento ed,al contempo, di esprimere un sentito auspicio  affinché,l’unità d’intenti e la disponibilità operativa riscontrate in  questa circostanza, possano trovare conferma anche  nell’affrontare le numerose  problematiche di altra natura che incombono sul territorio.

 Ciò, al fine di rendere più vivibile e meno problematica la quotidianità della  sempre più numerosa Popolazione di un Territorio che  seppur degradato, dispone  di pregevoli risorse umane, e di un  inestimabile patrimonio archeologico - naturale che attendono di essere convenientemente valorizzate.

 

 

Redatto dal Prof. Domenico Brancato

Marino, con "La maternitā surrogata: reato universale?" iniziati gli incontri tematici con FdI

Marino, con "La maternitā surrogata: reato universale?" iniziati gli incontri tematici con FdI Copertina Marino (775-0-0)
Eleonora Persichetti

 
 
Nel pomeriggio di venerdì 5 aprile il circolo territoriale di Fratelli d’Italia di Marino centro ha ospitato l’incontro “La maternità surrogata: reato universale?”, durante il quale è stato affrontato il tema della maternità surrogata (o utero in affitto) dal punto di vista etico-clinico, sociale e giuridico.
 
Introdotto da Simone Del Mastro, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Colonna, l’evento ha registrato gli interventi della dottoressa Martina De Nicola, dottoressa di ricerca in Bioetica, dell’avvocato civilista Martina Carano e della consigliera regionale del Lazio di Fratelli d’Italia Micol Grasselli. Presenti, tra il pubblico, anche la consigliera comunale della Lega di Marino Francesca Puliti e il presidente del Consiglio comunale di Monte Porzio Marco Pitolli.
 
“Questo è il primo incontro pubblico che ospitiamo dopo l’apertura, avvenuta circa due mesi fa, della nostra sede – ha esordito il consigliere comunale Simone Del Mastro –. Abbiamo deciso di dare vita, a partire da oggi, a una serie di iniziative sul territorio per affrontare tematiche di natura politica, sociale, economica, ambientale e non solo. Iniziamo dalla maternità surrogata, una tematica delicata e complessa, ma al tempo stesso molto attuale, che il nostro gruppo politico ha già affrontato a livello locale nel maggio 2023, quando ha promosso una raccolta firme a sostegno della proposta di legge nazionale sulla maternità surrogata come reato universale. La nostra sede deve essere aperta alla cittadinanza per far comprendere bene le linee programmatiche e il pensiero della nostra comunità politica. Ringrazio la dottoressa Martina De Nicola, presidente del circolo di Fratelli d’Italia di Marino centro e dottoressa in Bioetica, l’avvocato civilista Martina Carano e la consigliera regionale Micol Grasselli”.
 
“Lo scorso anno – così la dottoressa Martina De Nicola – un gruppo di parlamentari ha presentato una proposta di aggiunta al comma 6 dell’articolo 12 della Legge 40 del 2004: la richiesta di considerare reati anche le pratiche di maternità surrogata che avvengono all’estero. Dietro questa pratica, che in Italia è illegale e non prevista, c’è un mondo che coinvolge diversi soggetti, adulti e non adulti. La maternità surrogata è nata negli anni ’70 in concomitanza con lo sviluppo delle tecniche di fecondazione artificiale e prevede che una donna, in maniera gratuita o a pagamento, decida di affittare il proprio utero, e quindi il proprio corpo, per una gravidanza per conto terzi di una coppia o di una singola persona. Il coinvolgimento della coppia può avvenire in termini di contratto o di collaborazione come dotazione di materiale genetico (ovociti, spermatozoi…), oppure possono intervenire donatori esterni o, ancora, la donna può decidere di mettere parte del proprio patrimonio genetico a disposizione di questa gestazione.
 
Vale la pena sottolineare che spesso le donne che decidono di utilizzare questa pratica vi accedono più volte e, dal punto di vista clinico, incorrono spesso in problematiche quali la sindrome da iperstimolazione ovarica o infiammazioni pelviche. L’impatto clinico cambia anche a seconda delle condizioni economiche e sanitarie del Paese in cui viene effettua la maternità surrogata. Per capire la questione dal punto di vista clinico e sanitario bisogna analizzare la geografia del cosiddetto ‘turismo procreativo’. I Paesi che permettono la pratica della maternità surrogata sono molteplici: in Occidente ve ne sono alcuni, in Stati Uniti e in Canada è possibile a pagamento, in Inghilterra è prevista solo quella gratuita e vi sono altri Paesi in cui il quadro cambia a seconda della legislazione, che in alcuni casi, come in Ucraina e in India, è più blanda. I costi variano in base al Paese: per esempio 120mila dollari negli Stati Uniti e 20-30mila dollari in India. In India parte dei soldi è destinata proprio alle donne che scelgono di sottoporsi a questa pratica, spesso residenti in campagna, povere e lasciate a se stesse nelle fasi prima e dopo il parto.
 
La maternità surrogata viene spesso raccontata come un atto di donazione gratuito, ma molto spesso dall’Europa ci si rivolge verso Paesi più lontani, dove vi si può accedere a prezzi vantaggiosi. Ma la questione va vista anche sul piano etico e morale: in tutto il discorso c’è da tenere presente un soggetto indifeso, il bambino, che viene richiesto, contrattualmente scelto e voluto, e i fenomeni di gestazione, in termini biologici ed esperienziali, non sono neutri per il bambino, che riesce anche a ‘rivivere’ il battito del cuore della mamma sentito per 9 mesi se viene appoggiato al suo petto. Ricordiamo che, quando si parla di maternità surrogata, si sta parlando comunque di un mercato che riguarda esseri umani e in ballo c’è anche la questione del rispetto della donna”.
 
“Il tema della maternità surrogata – ha aggiunto l’avvocato Martina Carano – trova una sua regolamentazione nella Legge 40 del 2004, che per la prima volta in Italia ha regolamentato le tecniche di procreazione medicalmente assistita, legate al diritto di genitorialità, che in qualche modo richiama l’articolo 2 della Costituzione, che tutela l’uomo nell’evoluzione delle formazioni sociali, prima fra tutte la famiglia. La Legge 40 ha aperto le porte alla fecondazione omologa e a quella eterologa, che prevede un terzo donatore, ma quest’apertura non è mai arrivata al riconoscimento della maternità surrogata o gravidanza per altri, in cui una donna, chiamata madre gestazionale, porta avanti una gravidanza rinunciando a monte ai diritti nei rapporti col neonato.
 
Il divieto di maternità surrogata si trova nell’articolo 12 comma 6 della Legge: è un divieto che risponde a dei principi di ordine pubblico internazionale, che la nostra Costituzione deve garantire, e intende tutelare la dignità dell’uomo, motivo per cui si parla, nella proposta di legge, di ‘reato universale’. Inoltre, anche sulla base di sentenze della Corte di Cassazione, mentre non ci sono dubbi sui rapporti con il genitore biologico, che fornisce il seme, non è riconosciuto il legame di parentela con il genitore committente.
 
A livello giuridico, poi, l’adozione di un figlio nato con la pratica della maternità surrogata è possibile solo come ‘caso particolare’. La maternità surrogata, anche secondo i giudici, viola la dignità della donna, e il motivo per il quale si vuole estendere all’estero il divieto è un modo per opporsi a questo turismo procreativo. Dunque è un fatto anche di diritto, oltre che etico”.
 
“Quello della maternità surrogata è un tema estremamente delicato – ha concluso la consigliera regionale Micol Grasselli –, sul quale si possono avere sensibilità diverse anche tra appartenenti allo stesso gruppo politico. Per questo bisogna ascoltare i diversi punti di vista e confrontarsi in incontri come questo. Il mio punto di vista è quello della nostra premier Giorgia Meloni: il rapporto che si crea con il feto nel momento della gravidanza è un rapporto reale e vedere un bambino trattato come una merce che si può comprare o vendere credo sia davvero sconvolgente, così come è sconvolgente che l’utero della donna sia considerato una macchina incubatrice che genera qualcosa che poi verrà venduto.
 
Se vogliamo essere una Civiltà con la C maiuscola, una pratica del genere non possiamo accettarla. Per questo la modifica alla Legge è necessaria, perché bisogna bloccare questo processo e il turismo procreativo. Certamente è una tematica complessa sul piano legislativo, ma si deve assolutamente lavorare per non consentire più questa pratica”.

Con €116.000 il Comune affida la raccolta dei rifiuti abbandonati

Con €116.000 il Comune affida la raccolta dei rifiuti abbandonati Copertina Volontari Decoro Urbano    (commenti:2) (774-0-0)
Gianni Botta

 
Dopo i ripetuti appelli del Comitato di Quartiere Santa Maria delle Mole per il tramite del Gruppo dei Volontari del Decoro Urbano, il Comune di Marino ha realizzato che “...in alcune aree del territorio comunale si verificano spesso abbandoni generalizzati e massivi di rifiuti urbani, che, oltre a creare situazioni di pericolo per la salute pubblica, rappresentano causa di disagi per la collettività, costituendo vere e proprie discariche abusive”.
Pertanto con la Determina n.1684 del 20/12/2024 è stato deciso di dare in affidamento alla  Multiservizi il “servizio di recupero rifiuti abbandonati nel territorio comunale” in quanto:
  • il servizio di gestione dei rifiuti urbani ed attività connesse nel territorio del Comune di Marino viene svolto dalla Società in house Multiservizi dei Castelli di Marino S.p.A., in virtù del contratto sottoscritto in data 13/12/2017, registrato in data 04/01/2018;
  • nel contratto sopra citato non risultano ricomprese le attività inerenti al recupero di rifiuti abbandonati e pertanto risulta necessario procedere al relativo impegno di spesa, per l’importo di €105.485,00 oltre iva 10% per l’importo di €10.548,50, per un importo totale di €116.033,50 in favore della società in house Multiservizi dei Castelli di Marino S.p.A..
 
Quindi
  • CONSIDERATO​​​​ che l’attività di recupero dei detti rifiuti sarà liquidata e pagata alla società in house Multiservizi dei Castelli di Marino S.p.A. sulla base di idonea rendicontazione da cui dovranno risultare gli effettivi impegni posti in essere dalla stessa società per il recupero dei rifiuti abbandonati (ore di personale utilizzato, ore di nolo di mezzi ed attrezzature utilizzate, quantità di rifiuti conferiti a smaltimento);
  • CONSIDERATO ALTRESI’ che detto servizio rappresenta una necessità per l’Amministrazione, la quale deve garantire un alto livello di igiene urbana sul territorio comunale, e che la società multiservizi dei castelli di Marino S.p.A., già affidataria di servizi simili per conto del Comune di Marino, possiede adeguate conoscenze e capacità, oltre che idonea dotazione di mezzi atti a espletare il servizio;
 
il dirigente: 
  • DETERMINA DI IMPEGNARE a favore della soc. Multiservizi dei Castelli di Marino S.p.A, con sede in via Pietro Nenni 13 - 00047 Marino, P.I./C.F. 05447451005, la somma di €116.033,50 IVA 10%.
 
Certo, come cittadini ci sorprende venire a sapere che la raccolta dei rifiuti abbandonati non fosse già ricompresa nel contratto, ciò nonostante ben venga il provvedimento del Comune che rimedia a questo “vuoto” incaricando la Multiservizi ad intervenire tempestivamente dietro riconoscimento di un corrispettivo, appunto, di €116.000,00
Quindi, come volontari del Comitato di Quartiere e soddisfatti di aver contribuito al bilancio della nostra municipalizzata, attendiamo di conoscere quale sarà la procedura per richiedere l’intervento degli operatori della Multiservizi, senza dover ogni volta approfittare della disponibilità dell’assessore/a o del/la dirigente di turno, come se stessimo chiedendo una cortesia personale.
Questo perché, a differenza della Multiservizi, le nostre “ore di personale” sono interamente gratuite.

La Mela di A.I.S.M. ti aspetta

La Mela di A.I.S.M. ti aspetta Copertina S. Maria delle Mole (773-0-0)
Antonio Calcagni

Torna “La Mela di A.I.S.M.”, storico evento dedicato ai giovani con Sclerosi Multipla, come ogni anno, fondamentale per finanziare la ricerca e potenziare le attività territoriali di A.I.S.M. per l’autonomia delle persone con sclerosi multipla.
 
L’iniziativa, denominata “Facciamo sparire la Sclerosi Multipla” è organizzata, dall’associazione A.I.S.M. , iniziativa che ha ricevuto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
 
Il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole, insieme alla Locale sezione Appia Sud Il Riccio di Legambiente, aderiscono all’iniziativa e saranno presenti presso il punto informativo turistico di Via della Repubblica, adiacente alla stazione, nei giorni di:
 
- Sabato 2 Ottobre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00;
 
- Domenica 3 Ottobre dalle 10:00 alle 16:00, salvo anticipato esaurimento scorte.
 
Vi aspettiamo numerosi per contribuire attivamente all’eliminazione di questa malattia

Un Ecocentro a 5 stelle

Un Ecocentro a 5 stelle Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:1) (773-0-0)
Eleonora Persichetti

E’ sicuro, l’ecocentro si farà. Sabato scorso, 13 gennaio 2018, i cittadini hanno espresso le loro preferenze. I dubbi sono ancora tanti: far votare i cittadini è un’espressione di democrazia, un segnale di apertura o semplicemente uno “scaricarsi la coscienza” sul dove, avendo già preso la decisione più importante a monte? Cioè, parliamoci chiaro, l’ecocentro si farà, questo è sicuro, però ai cittadini è stato proposto di intervenire. Come dire, noi l’ecocentro lo facciamo, abbiamo chiesto i fondi alla Regione, però voi residenti aiutateci a capire dove lo volete. Ovviamente, nessuno lo vuole vicino casa sua e guarda caso, la zona C, Mazzamagna (Falcognana – Gotto d’oro), è stata la più votata.

Il dubbio viene: che la politica si stia veramente avvicinando al cittadino o  il cittadino serve a legittimare alcune scelte politiche?

Non lo scioglieremo certo a breve... Oggi è una giornata di festa, 1182 votanti. Un trionfo. 5 stelle.

Queste le parole del Sindaco, al termine delle votazioni:

ECOCENTRO: 1200 VOLTE GRAZIE! 
Sabato è stata una giornata bellissima, il germoglio della partecipazione si è manifestato nonstante il veleno di chi ha il terrore che i cittadini si informino, si esprimano e siano coinvolti nelle decisioni che i professionisti della politica vorrebbero chiuse nel palazzo.
E' solo l'inizio, una giornata di vittoria della democrazia diretta a cui ne seguiranno altre, non abbiamo paura di coinvolgere i nostri concittadini nelle scelte, non abbiamo paura del confronto.
Andremo avanti nella certezza che la partecipazione crescerà come la consapevolezza che i cittadini attivi son il migliore antidoto al ritorno di un passato che non appartiene a questa comunità.

Eleonora Persichetti

Andreassi e Piazzoni (IV): "Bene la Regione, ora rafforzare sorveglianza sul territorio"

Andreassi e Piazzoni (IV): "Bene la Regione, ora rafforzare sorveglianza sul territorio" Copertina Nazionali (773-0-0)
Eleonora Persichetti

"Bene l'azione della Regione, ma occorre rafforzare la sorveglianza attiva sul territorio, aumentando la copertura dei test anche anche attraverso il laboratorio analisi dedicato presso l'Ospedale di Genzano"
 
Apprezziamo lo sforzo fatto dalla Regione Lazio nella difficile situazione creata dall’emergenza Covid-19, ma crediamo sia necessario fare un ulteriore passo in avanti rafforzando le misure di sorveglianza attiva sul territorio della Asl Rm6, implementando l’azione della medicina territoriale e utilizzando il laboratorio analisi dell’Ospedale di Genzano di Roma per aumentare la capacità di eseguire i test con risposta rapida”: così in una nota i Coordinatori della Provincia di Roma di Italia Viva Luca Andreassi e Ileana Piazzoni.
 
Ormai sappiamo con certezza che è fondamentale contenere il contagio individuando i positivi asintomaci, vale a dire le persone che hanno contratto il virus senza mostrare alcun sintomo, ma che sono molto contagiosi. Le stesse linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano come l’isolamento tempestivo degli asintomatici positivi rappresenti un elemento chiave nel contenimento del contagio, e i risultati ottenuti da Paesi come Corea del Sud, Singapore e Taiwan, dove l’avanzata del Coronavirus è stata più prontamente arrestata, sono a testimoniarlo. Inoltre, tale modello sta producendo ottimi risultati anche nelle Regioni che lo stanno adottando, quali Veneto, Toscana ed ora anche Emilia Romagna”, affermano Andreassi e Piazzoni.
 
La Regione Lazio ha già annunciato di voler incrementare il numero di test per il personale sanitario e di voler avviare l’utilizzo di un nuovo test rapido. Pensiamo che questa azione vada ulteriormente estesa e, soprattutto, vadano ridotti i tempi con cui ottenere i risultati dei test. E’ una richiesta peraltro che è stata avanzata anche da molti medici e amministratori del territorio” - spiegano Andreassi e Piazzoni - “L’utilizzo del laboratorio di analisi presso l’Ospedale di Genzano consentirebbe, a nostro avviso, di andare in questa direzione: la struttura è funzionante ed immediatamente disponibile e, attrezzandola velocemente con i livelli di bio-sicurezza previsti dai protocolli operativi del contrasto al Covid-19, già ora sarebbe in condizione di effettuare 80 test ogni 4 ore. Una soluzione che potrebbe portare in poco tempo a screening efficace di tutte le fasce di popolazione a maggior rischio”.
Sorveglianza attiva sul territorio significa che se una persona chiama il proprio medico perché sta male, non viene lasciata a casa senza assistenza: si deve assicurare un rapido intervento per monitorare la fase di contagio ed eventualmente fare il test alla persona (per procedere tempestivamente alle cure migliori), ai suoi familiari e, via via a cerchi concentrici, agli altri suoi contatti, per individuare e isolare i contagiati”, concludono Andreassi e Piazzoni.
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Federica Bruni Agente Immobiliare da anni, dopo aver compiuto gli studi di Architettura e dopo aver lavorato presso un’azienda di famiglia che si occupava di edilizia, ha potuto sviluppare tecniche conoscitive in merito alla cantieristica.
Si abilita presso la CCIAA di Roma e fa esperienza nel campo immobiliare affiancando per un periodo il vicepresidente FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari) per poi intraprendere l’attività di Agente Immobiliare su Roma e Castelli Romani.
 
 
Associata FIMAA, alla quale e’ iscritta dal 2009, grazie ai numerosi convegni e ai continui programmi formativi organizzati dall'associazione cui ha partecipato, ha acquisito una notevole e specifica competenza in materia, assistendo la clientela nelle compravendite e locazioni; nella cantieristica; offrendo servizi di consulenza sia immobiliare che per ciò che riguarda i finanziamenti oltre alle problematiche urbanistiche che alle valutazioni degli immobili.
 
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