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P.I.C. - Interessante iniziativa del nostro Comune

P.I.C. - Interessante iniziativa del nostro Comune Copertina S. Maria delle Mole (820-0-0)
la Redazione

(articolo esportabile)

I Punti Informativi Comunali (PIC) 
 
 
Ogni volta che abbiamo necessità di richiedere un documento, di mandare un messaggio, di fare una segnalazione…di comunicare in genere, dobbiamo poter contattare Istituzioni, Enti, Aziende che sono depositari delle informazioni che ci interessano.
 
Ed ogni volta dobbiamo andare nella sede in cui opera il destinatario delle nostre richieste, fare una fila più o meno lunga ad uno sportello, dire la ragione della nostra visita ad un operatore quasi sempre annoiato e raramente gentile che dovrebbe aiutarci a compilare moduli da inoltrare magari attraverso altri sportelli e tornare dopo qualche giorno per ritirare i documenti richiesti, magari in un’altra sede o presso altri sportelli.
 
Per molti di noi, magari anziani o limitati nei nostri movimenti, o lontani dai luoghi in cui sono ubicati questi sportelli, o a causa di orari per noi difficili da rispettare, questa trafila è più onerosa di quanto lo sia per altri che riescono a muoversi con più elasticità in questi labirinti burocratici.
Ed è proprio a questi che è rivolta l’iniziativa del nostro Comune, iniziativa che prevede di rendere disponibili strumenti informatici e formazione di base che possano mettere in grado questi cittadini di colloquiare con i sistemi predisposti alla fornitura di informazioni e di dati.
 
Una volta acquisite queste capacità, anche il cittadino meno abile dal punto di vista informatico, potrà richiedere ed ottenere on line certificati e permessi, potrà pagare bollette e tasse, potrà quindi operare in autonomia nel complesso mondo delle reti e dei sistemi informativi.
Il progetto prevede che gli strumenti vengano disposti in sedi usualmente frequentate da tale tipologia di popolazione (Centri anziani, Comitati, Associazioni) e che la formazione venga erogata da volontari a loro volta appositamente addestrati.
Da questa idea di eccezionale valore sociale, per passare alla pratica attuazione del progetto si deve necessariamente passare attraverso la formazione dei futuri ‘addestratori’. Formazione che si attua attraverso incontri durante i quali i promotori dell’iniziativa illustrano in modo sempre più preciso le finalità del progetto e le procedure di accesso ai servizi informativi di interesse.
 
Nell’ultimo incontro sono stati introdotti in modo approfondito i concetti e le finalità del progetto e sono state mostrate  alcune  slides che illustravano il percorso necessario per arrivare ad avere accesso ai sistemi, dall’acquisizione delle chiavi di accesso ai metodi di navigazione.
  
La spiegazione era accompagnata dalla proiezione di ‘pagine anonimizzate’ relative alla ricerca di dati personali del relatore ma che, proprio per effetto dell’anonimizzazione, si sono dimostrate poco efficaci.
E’ stato suggerito di creare una ‘demo’ che illustrasse in modo più realistico il percorso seguito simulando dati fittizi che però avrebbero prodotto risposte, anche loro fittizie, ma che avrebbero mostrato il percorso seguito per accedere, selezionare e produrre le informazioni richieste.
Questa indicazione è stata in primo momento scartata con un gesto della mano e poi, subito dopo, rifiutata con la motivazione che creare un ambiente di simulazione sarebbe stato troppo costoso. Risposta che evidenzia due cose: da una parte che non è stata compresa la richiesta e, dall’altra, che non erano gradite domande che interrompevano il flusso del ragionamento del relatore.
 
Quello che è accaduto è che non c’è stata disponibilità e volontà di condividere il progetto e di accettare domande e suggerimenti (il relatore non aveva molto tempo in quanto aveva un impegno non rimandabile e quindi, nonostante il suo invito a fare domande, non è stato possibile ottenere risposte). Inoltre, il relatore si è urtato fortemente nei confronti della sua co-relatrice perché rispondeva a domande dei presenti mentre lui si stava rivolgendo ad altri.
Ora, considerata l’assoluta disomogeneità dei volontari intervenuti e la loro completa disponibilità ad essere utili nei limiti delle loro capacità individuali, non mi pare che sia questo il modo migliore per riuscire ad ottenere risultati positivi.
 
Infatti, tra i circa 40 volontari presenti a questo incontro c’erano persone per lo più anziane, con livelli di conoscenza informatica molto eterogenei. Per quanto mi consta, ritengo che solo una delle persone presenti sia in grado di creare siti e portali molto complessi mentre una notevole maggioranza è costituita da persone a livello di prima informatizzazione, e quindi assolutamente non in grado di contribuire alla formazione di neofiti... che probabilmente non sanno neanche usare una tastiera.
Quindi, visto che l’avvio del progetto ed il suo successo dipendono essenzialmente dal modo in cui vengono qualificati i formatori, è necessario che i promotori si prestino sia ad ascoltare con pazienza quanti oggi sono limitati nella conoscenza, sia ad apprezzare la collaborazione di quanti possono essere utili a dare suggerimenti e fornire indicazioni derivanti da esperienze pluriennali nel campo.
 
Le idee, anche le più meritevoli come questa, richiedono un forte impegno per la loro realizzazione e non è producente arroccarsi sulle proprie convinzioni nel timore di dover modificare quanto idealmente già costruito, per seguire indicazioni derivanti da interventi di esperti il cui unico scopo è quello di aiutare per portare al successo questo progetto.
 
Di certo i promotori possono contare sui volontari che si sono appassionati a questo progetto, volontari che sarebbero delusi di non vederne il successo, ma occorre ascolto, comprensione, responsabilità e capacità di rivalutare e le proprie impostazioni e le proprie idee per condividerle con quanti poi saranno i veicoli principali del progetto ed i garanti della sua riuscita, al di là della innegabile qualità intrinseca del progetto stesso.

Le aziende ferme per il Coronavirus ripartono con lo smartworking

Le aziende ferme per il Coronavirus ripartono con lo smartworking Copertina Nazionali (819-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

Ecco i consigli per chi affronta un periodo di lavoro a distanza
 
 
 
La società di consulenza Methodos, che aiuta le imprese a mettere a punto nuovi modelli organizzativi, ha stilato un vademecum peri i capi e per i lavoratori che si trovano per la prima volta a sperimentare il lavoro agile. «Per le aziende e per i dipendenti sarà un cambiamento culturale»
 
 
 
È smartworking la parola d’ordine di queste ore per le imprese che rischiano di rimanere ferme a causa dell’emergenza sanitaria per il nuovo Coronavirus. Nelle regioni più colpite dal contagio si cerca di limitare al massimo gli spostamenti e, mentre uno dei decreti attuativi del DL 23 febbraio 2020 n. 6 facilita l’adozione del telelavoro (come sperimentato su scala più piccola per il crollo del ponte Morandi), è già massiccio in moltissime aziende il ricorso al lavoro agile. «Questi giorni di blocco forzato potrebbero addirittura essere un acceleratore del cambiamento»: ne è convinto Alessio Vaccarezza, CEO di Methodos Italia, società di consulenza specializzata nell’accompagnare le imprese nei processi di change management assieme a Digital Attitude e Accompany, due startup focalizzate sulla digital transformation. «Da tempo è in atto una trasformazione culturale per quanto riguarda i modelli organizzativi sul lavoro e molte realtà, soprattutto le più grandi e internazionali, sono preparate ad affrontare la situazione che stiamo vivendo – prosegue Vaccarezza –. Chi è in ritardo nell’attuare piani strutturati di smartworking dovrà mettere in campo qualche sforzo in più, ma attrezzarsi in tempi brevi è possibile e, con alcuni accorgimenti, si può evitare di perdere produttività».
 
Per attuare forme di lavoro agile in modo efficace, prevedendo i possibili intoppi e preparando dipendenti e management a lavorare in modo nuovo, Methodos ha stilato una serie di consigli rivolti sia ai lavoratori, che magari si trovano a fare smartworking per la prima volta nella vita, sia ai capi, che devono sperimentare nuovi metodi per organizzare, dirigere e valutare i propri dipendenti.
 
«Delega e fiducia sono i concetti più importanti per chi ha un ruolo dirigenziale – spiega Giuseppe Geneletti, Head Smart Working di Methodos –. Chiarire gli obiettivi, valorizzare i risultati raggiunti e responsabilizzare sono le azioni chiave per impostare un progetto di smartworking vincente. Occorre poi fare degli sforzi in più sul fronte della pianificazione e schedulare specifici momenti di confronto con le persone del team: meglio in video che con una semplice telefonata».
 
Per i lavoratori, invece, la sfida è riprodurre a casa la forma mentis che si assume in ufficio. I consigli di Methodos sono cinque:
 
  1. Stabilire chiaramente gli orari. «È importante indicare i momenti di inizio e fine del lavoro – spiega Giuseppe Geneletti –. Dedicare delle ore specifiche al lavoro facilita non solo la concentrazione, ma anche l’allineamento con gli altri interlocutori, che sanno in quali momenti siamo disponibili e pronti a rispondere».
  2. Vestirsi come se si andasse in ufficio (o quasi). «Non è necessario essere iper-formali e in giacca e cravatta – commenta sempre Geneletti – ma passare dalla modalità “da casa” a quella “da lavoro” è molto importante per concentrarsi, e l’abbigliamento gioca la sua parte».
  3. Fare delle pause e spostarsi. Se è fondamentale, anche a casa, avere la sensazione di “iniziare” la propria giornata, allo stesso modo, quando si prende una pausa, bisogna davvero staccare. «Per questo il consiglio è di allontanarsi fisicamente dallo spazio di lavoro spiega l’esperto di Methodos –. Fare un passo lontano dalla scrivania può aiutare a liberare la mente e ad avere maggiore attenzione al ritorno».
  4. Organizzare gli spazi. Cioè avere una scrivania libera dal disordine, con file digitali e/o archivi cartacei facilmente individuabili e uno spazio adatto all’attività. «Sono elementi importanti per aumentare la produttività e rimanere concentrati mentre si lavora ai vari progetti» sottolinea Geneletti.
  5. Staccare la spina dalla vita digitale. A casa, ancor più che in ufficio, le distrazioni di web e social sono in agguato. «Per sfruttare al meglio il tempo – spiega sempre Geneletti – è bene silenziare o bloccare alcune app, anche attraverso alcuni tool che ne limitano l’utilizzo».
  6.  
Un approfondimento ad hoc lo meriterebbero i cosiddetti “meeting digitali”, ovvero chiamate e videoconferenze, di cui nei prossimi giorni si farà grande uso. «Le tecnologie rendono le comunicazioni di una facilità impensabile rispetto a pochi anni fa, anche senza complicati apparati ma con gli strumenti che tutti hanno a casa – commenta Giuseppe Geneletti –. Non tutti però sono ancora abituati a rapportarsi in questo modo ed è necessario accogliere e coinvolgere nel modo giusto chi non usa quotidianamente questi strumenti». Ecco quindi alcuni consigli utili:
Prima dei meeting digitali
 
  • Assicurarsi che tutti i partecipanti davvero rilevanti per la riuscita del meeting siano collegati/collegabili, altrimenti programmarlo in un altro momento
  • Condividere con anticipo un reminder dell’agenda, allegando obiettivi, temi e principali materiali che verranno discussi. «Ai partecipanti, parallelamente, si richiede di leggere e preparare i materiali» sottolinea Geneletti.
  • Chiedere a tutti i partecipanti di evitare le distrazioni (mail, sms, ecc.)
  • Non affrontare un numero eccessivo di argomenti
  •  
Durante chiamate e videoconferenze
 
  • Testare in anticipo il collegamento (il giorno prima se possibile con 1-2 partecipanti previsti).
  • Invitare tutti a fare un check di comunicazione se non si sono mai collegati da remoto per verificare la banda e la connettività.
  • Adattare il formato dei materiali (presentazione, video eventuali di supporto etc.) affinché siano compressi per ridurre la necessità di banda di trasmissione
  • Pianificare 10-15’ di tempo di “accoglienza” prima dell’inizio ufficiale della riunione in cui verificare da parte di tutti la qualità del collegamento audio-video a due vie.
  • Ricordare a tutti all’inizio della riunione le regole di ingaggio e di etichetta: «Cioè parlare uno alla volta e a due terzi della velocità “normale” – puntualizza Geneletti –, dire sempre il proprio nome per assicurarsi che tutti sappiano chi sta parlando, scandire bene le parole formulando frasi più brevi e semplificate per ridurre la fatica da collegamento, e infine, quando si ha la necessità di scollegarsi, annunciarlo».
  • Avere a disposizione un tecnico IT se possibile per effettuare una pronta risoluzione dei problemi durante la fase di accoglienza.

Amatrice

Amatrice Copertina S. Maria delle Mole (815-0-0)
Gianni Morelli

(articolo esportabile)

Non c’ero mai stato, ma ci tornerò. 

Una serie infinita di curve, l’imponenza delle montagne spigolose ed impervie che la contornano.
La zona più colpita sulla sinistra per chi arriva, impedito all’accesso del pubblico ed ai fotografi.
Tante case con le mura pericolanti e tante ‘casette’ tutte uguali; pochissima gente per l’unica strada accessibile ai Pullman che faticano a trovare spazi di sosta.
Un parcheggio nella parte più alta, una chiesa ‘temporanea’ con vicino l’immagine della facciata della chiesa crollata, una messa all’aperto, una ‘zona-ristoranti’ costruita tramite contributi da privati, preziosa perché ha garantito l’attività lavorativa agli esercenti locali, un bravo cuoco, qualcuno di noi, la scuola ed il nostro striscione.

Un posto meraviglioso da recuperare al più presto, una popolazione cordiale che ha dimostrato molta gratitudine per il piccolo omaggio da noi rivolto ai loro bambini, un notevole punto di attrazione turistica da riportare al suo pieno splendore.
Purtroppo non ho visto segni evidenti di attività di restauro e di recupero.

 

 

"Interlinea, tra le righe dei romanzi": un nuovo gruppo di lettura a Bibliopop

"Interlinea, tra le righe dei romanzi": un nuovo gruppo di lettura a Bibliopop Copertina S. Maria delle Mole (815-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
 
Venerdì 24 marzo alle 18.00, da Bibliopop a Santa Maria delle Mole, partirà ufficialmente il gruppo di lettura “Interlinea, tra le righe dei romanzi“, a cura di Roberto Pallocca e Stefania Studer.

In un gruppo di lettura si legge, innanzitutto. Ma non soltanto. Roberto e Stefania propongono percorsi tematici attraverso la lettura di romanzi provenienti dalle letterature di tutto il mondo. Voci e storie che diventano bussole, quindi. Ma come funziona questo gruppo di lettura? Per dirla brevemente: scelgono un tema che farà da fil rouge per l'intera durata della rassegna (almeno tre-quattro mesi); decidono insieme dei romanzi utili; ne leggono uno al mese; si incontrano il quarto venerdì e ci chiacchierano su.

Non saranno delle presentazioni consuete, ma veri e propri incontri interattivi, in cui tutti avranno lo spazio per esprimere le proprie opinioni.
 
Questa prima rassegna di “Interlinea, tra le righe dei romanzi” avrà come tema “LA FAMIGLIA” nell’accezione più ampia e inclusiva possibile. Gli incontri saranno completamente gratuiti e, precisano Roberto e Stefania, non sarà essenziale aver letto tutto il libro per partecipare, ma chiaramente è molto raccomandato per seguire il percorso e gli approfondimenti proposti.

Appuntamento venerdì 24, da Bibliopop, in via Don Ugo Bassi a Santa Maria delle Mole (RM), per chiacchierare insieme intorno al primo libro della rassegna: “Una famiglia moderna”, di Helga Flatland, una delle più importanti scrittrici norvegesi emergenti.

Giornata di Raccolta del Farmaco

Giornata di Raccolta del Farmaco Copertina Nazionali (812-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 

Nel 2020, la GRF - Giornata di Raccolta del Farmaco
di Banco Farmaceutico
dura una settimana (dal 4 al 10 febbraio)

 

In oltre 4.800 farmacie che espongono la locandina della #GRF2020, sarà possibile acquistare uno o più confezioni di farmaci da banco da donare agli indigenti. I medicinali saranno consegnati agli oltre 1.800 enti assistenziali convenzionati con Banco Farmaceutico che offrono cure e medicine gratuite a chi non può permettersele. In Italia, nel 2019, c’è stato il picco di richieste da parte degli enti, pari a 1.040.607 confezioni di medicinali (+4,8% rispetto al 2018); 473.000 persone povere si sono ammalate e hanno chiesto il loro aiuto per curarsi; in Italia, su 5 milioni di persone in povertà assoluta, 1 milione 260.000 sono minori, mentre 1 famiglia su 5 con figli è stata costretta a rinunciare alle cure per ragioni economiche

 

Nel 2020, Banco Farmaceutico compie 20 anni. In tale occasione, la GRF - Giornata di Raccolta del Farmaco durerà una settimana, dal 4 al 10 febbraio (il giorno principale sarà sabato 8 febbraio).

 

In questi giorni, sarà possibile acquistare uno o più medicinali da banco in una delle oltre 4.800 farmacie che, in tutta Italia, aderiscono all’iniziativa (riconoscibili dal fatto che espongono la locandina della GRF). I medicinali raccolti (421.904 confezioni nel 2019, pari a un valore di 3.069.595 euro; 5.319.728 confezioni in 20 anni, pari a un valore di 34.155.450 euro) saranno consegnati agli oltre 1.800 enti assistenziali convenzionati con Banco Farmaceutico. Si tratta di realtà che offrono cure e medicine gratuite a chi non può permettersele per ragioni economiche. La Giornata è resa possibile da oltre 20.000 volontari che svolgono il turno in farmacia e da più di 15.000 farmacisti.

 

La GRF si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il patrocinio di Aifa, in collaborazione con Cdo Opere Sociali, Federfarma, Fofi, Federchimica Assosalute, Assogenerici, Federsalus e BFResearch. Intesa Sanpaolo è Partner Istituzionale dell’iniziativa. La GRF è realizzata grazie all’importante contributo incondizionato di IBSA e Teva e al sostegno di EG Stada Group e DOC Generici. La Giornata è supportata da Mediafriends, Responsabilità Sociale Rai, La7, Sky per il sociale, e Pubblicità Progresso.

 

La decisione di estendere le attività di raccolta ad una settimana deriva soprattutto dalla necessità di rispondere in maniera più efficace al fabbisogno espresso dagli enti.

 

Nella scorsa edizione della GRF, infatti, nonostante l’ottimo risultato (421.904 confezioni di farmaci raccolte, pari a un valore di 3.069.595 euro) è stato possibile soddisfare solamente il 40,5% delle richieste degli enti assistenziali.

 

Questo poiché la povertà sanitaria resta un problema preoccupante e di elevate dimensioni. In Italia ci sono 1,8 milioni di famiglie e 5 milioni di individui che vivono in condizioni di povertà assoluta.

 

Tra questi, nel 2019, sono stati 473.000 quelli che hanno avuto bisogno di farmaci e che hanno chiesto aiuto ad un ente assistenziale per potersi curare, come rileva il 7° Rapporto sulla Povertà Sanitaria di Banco Farmaceutico.

 

La richiesta di medicinali da parte degli enti assistenziali – si legge nel Rapporto - è cresciuta, in 7 anni (2013-2019) del 28%. Nel 2019, si è raggiunto il picco di richieste, pari a 1.040.607 confezioni di medicinali (+4,8% rispetto al 2018).

 

Val la pena, infine, ricordare che, tra i 5 milioni di poveri, 1 milione 260.000 sono minori; questo, nonostante il nostro intero sistema, a partire della Costituzione, riconosca al bambino il diritto a vedere riconosciuti i propri interessi e le proprie esigenze come superiori e nonostante siano passati 30 anni dall’approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia (New York, 20 novembre 1989), che riconosce al minore il diritto “di godere del miglior stato di salute possibile”.

 

Non solo: le famiglie povere con figli minorenni - sottolinea sempre il 7° Rapporto - sperimentano, paradossalmente (dal momento che sarebbe logico aspettarsi un supplemento di facilitazioni da parte delle istituzioni) difficoltà aggiuntive: nel 40,6% dei casi (vs 37,2% delle famiglie povere senza figli), per ragioni economiche, hanno limitato la spesa per visite mediche e accertamenti periodici di controllo preventivo almeno una volta nel corso dell’anno. Le difficoltà sono superiori anche per le famiglie non povere con figli (ha limitato la spesa o rinunciato del tutto il 20,7% di esse) rispetto alle famiglie non povere senza figli (18,3%). Considerando il totale delle famiglie (povere + non povere) ha limitato la spesa o rinunciato del tutto alle cure il 22,9% di quelle con figli, contro il 19,2% di quelle senza. Significa che la rinuncia ha riguardato, complessivamente, una famiglia su cinque.

 

“Tutto ciò significa che, nel nostro Paese, c’è ancora tanto lavoro da fare. Nei sette giorni della prossima Giornata di Raccolta del Farmaco sarà possibile dare un importante contributo, aiutando concretamente chi ha bisogno. Sostenere la GRF, come donatori, farmacisti, o volontari, significa sostenere quella rete di solidarietà composta dagli enti di assistenza e di prossimità senza la quale le persone povere sarebbero non solo prive di cure, ma anche più sole. Significa compiere un gesto che indica come la gratuità sia la strada da percorrere per realizzare il bene della società”, ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus.

 

“Ogni anno cresce l’impegno delle farmacie che partecipano a questa meritevole iniziativa, con spirito di solidarietà nei confronti delle persone più disagiate. In farmacia ben conosciamo le difficoltà economiche che, purtroppo, coinvolgono un numero sempre maggiore di famiglie, con conseguenze negative sulla salute: sono molti, soprattutto bambini e anziani, che non riescono a curarsi adeguatamente. L’adesione alla Giornata di Raccolta del Farmaco del Banco Farmaceutico conferma il valore sociale della farmacia e il suo costante contributo al miglioramento della vita collettiva”, ha dichiarato Marco Cossolo, Presidente di Federfarma Nazionale.

 

 

 

Ufficio stampa Fondazione Banco Farmaceutico onlus

Il raggio verde: azione, integrazione, educazione alla diversità

Il raggio verde: azione, integrazione, educazione alla diversità Copertina Marino (810-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
Un progetto ambizioso e coinvolgente durato un anno: il Raggio Verde, ideato da Sabina Barzilai, realizzato da Artemista con il contributo OttoperMille della Chiesa Valdese.
 
Venerdì prossimo, 7 giugno, ci sarà la presentazione dei lavori a cui la comunità marinese e le ospiti straniere dei Centri di Accoglienza di Marino hanno lavorato fianco a fianco in un'emozionante esperienza culturale e soprattutto umana. Seguirà un aperitivo etnico.
 
Vi aspettiamo dalle 16:30.
 
Ringraziamo la coop Una Città Non Basta, Marco Fabi di For De Porta, Comitato di Quartiere Borgo Garibaldi, Borgonews Garibaldi il Centro Accoglienza di Via Cesare Colizza e tutte le cittadine e i cittadini che in questo anno ci hanno supportato.

Ripartiamo Insieme - Progetto Vincente!

Ripartiamo Insieme - Progetto Vincente! Copertina Nazionali (809-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

COMUNICATO STAMPA
 
 
Al termine della diretta Facebook del 5 maggio, svoltasi a Palazzo Colonna, è arrivata l’ufficialità: “Ripartiamo Insieme” è il progetto che ha ottenuto più voti tra quelli ammessi al Bilancio Partecipato 2021 di Marino. In tutto sono arrivati 6.409 voti, così ripartiti: 4.397 voti cartacei, 1.793 online, 219 via e-mail.

Per “Ripartiamo Insieme”, primo classificato, sono state espresse 2.104 preferenze.
 
Grande soddisfazione per i due ideatori del progetto, Andrea e Alessandra, titolari di Paciotti Foto e Ale Viaggi Turismo.
 
“Abbiamo voluto creare un progetto” spiegano Andrea e Alessandra “per ripartire davvero insieme ai commercianti e per fare un bel regalo ai cittadini di Marino, dopo questo periodo lunghissimo di pandemia.

“Il gruppo di ‘Ripartiamo Insieme’ si occuperà” proseguono “ognuno per le proprie zone e competenze, di eventi, promozione turistica, riqualificazione del territorio e politiche sociali. Abbiamo in mente di riproporre i grandi eventi che hanno caratterizzato negli ultimi anni la vita di Marino, come la Notte Bianca e il Natale in Allegria, la Sagra dell’Arrosticino, Marino – Pane e Vino, oltre a numerose feste e manifestazioni per grandi e bambini; intendiamo riqualificare un tratto dell’Appia Antica compreso tra Frattocchie e Santa Maria delle Mole; non ultimo, vogliamo dare vita a corsi di fotografia, teatro e scacchi. E molto altro ancora”.

“Ringraziamo tutte le associazioni inserite all’interno del progetto: ACF (Associazione Commercianti Frazioni di Marino), UCM (Unione Commercianti Marino), Associazione Commercianti Frattocchie, Comitato di Quartiere Santa Maria delle Mole, ASD Scacchi in Tour, Legambiente Appia Sud – Il Riccio”.

“Grazie di cuore, poi, all’Amministrazione comunale di Marino, per aver dato, per la prima volta, questa opportunità di ripartire insieme. Grazie, ovviamente, ai commercianti che hanno sostenuto il nostro progetto. Ma soprattutto” concludono Andrea e Alessandra “grazie di cuore a tutti i cittadini che hanno deciso di supportarci con il loro voto. Non vediamo l’ora di metterci al lavoro!”.

Riqualificazione urbanistica a Marino centro

 Riqualificazione urbanistica a Marino centro Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:1) (809-0-0)
Gianni Morelli

(articolo esportabile)

 Post di Alessandro Blasetti su Facebook


Si continua ad intervenire sulle criticità di alcuni tratti stradali pedonabili.
Gli interventi si riferiscono al centro storico di Marino, che ha visto la sostituzione in via Roma e corso Trieste,di invasive fioriere a spigolo vivo che limitavano il passaggio pedonale 
Mentre P.zza Lepanto l'istallazione dissuasori al parcheggio selvaggio con alternanza di fioriere e paletti 

I. Me. De. club

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Non a caso è un club e non è facilissimo farne parte datosi che si tiene principalmente conto delle attitudini e dei trascorsi degli aspiranti.
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Peccato che non offrono servizi ma propagandano soltanto la vendita dei propri strumenti ed attirano cacciatori di tesori in erba sfoggiando oggetti di dubbia provenienza.
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