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Bruni Immobiliare
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Gettare rifiuti dai veicoli ora costa caro

Gettare rifiuti dai veicoli ora costa caro Copertina Nazionali (789-0-0)
Domenico Brancato

 
Il gesto di gettare rifiuti dai veicoli in sosta o in movimento, adesso, può costare caro.
 
 
Il Decreto infrastrutture, convertito con modificazioni nella legge n. 165/2021 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 9 Novembre 2021, infatti, innalza le sanzioni per chi compie comportamenti incivili e pericolosi, come gettare oggetti o rifiuti dall’auto, sia in movimento che in sosta.
 
 
La modifica interviene sull’articolo 15 del Codice della Strada (che recita: “Su tutte la strade e loro pertinenze è vietato: omissis… f.bis- insozzare la strada o le sue pertinenze gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento; g- apportare o spargere fango o detriti anche a mezzo delle ruote dei veicoli provenienti da accessi e diramazioni; h- scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette, materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque natura; i- gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa; omissis...”) ed, in particolare, con il comma 3 bis che dispone: chi insozzerà la strada o le sue pertinenze, gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento, sarà punito con l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria minima di euro 216 e massima di euro 866, in sostituzione dei precedenti importi fissati nella misura minima di 108 e massima di 433 euro.
 
Sanzione amministrativa raddoppiata anche per chi getterà dai veicoli in movimento qualsiasi cosa.
 
Per cui, il precedente disposto del comma 3, inerente il lancio di cose dai veicoli in sosta o in movimento, che veniva punito con sanzioni amministrative da 26 a 52 euro, ora viene multato dal seguente disposto del nuovo comma 3 ter: “chiunque viola il divieto di cui al comma 1, lettera i), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 52 ad euro 204”.
 
Inasprimenti delle sanzioni che, si suppone, siano finalizzati a contrastare, in maniera più efficace, alcune delle più diffuse e ricorrenti trasgressioni che causano, particolarmente nei centri urbani, notevole discapito per il decoro e per le conseguenti deleterie ripercussioni sul prestigio, l’igiene e l’economia degli ambienti interessati. Poiché trattasi di condizioni che non possono che suscitare senso di ripugnanza ed evidenziare deplorevoli comportamenti.
 
Ovviamente, a carico di quei cittadini (ma che si ripercuotono sull’intera cittadinanza) che, per istinto o intenzionalmente, compiono l’abituale disinvolto gesto di buttare a terra cartacce, involucri di una miriade di piccole confezioni, cicche, fazzolettini, mascherine, contenitori in plastica e vetro, ecc.
 
Motivo per cui, si ritiene che per raggiungere efficacemente l’obiettivo finalizzato a stimolare l’insorgenza di senso civico nelle persone aduse alla trasgressione, il ricorso all’inasprimento delle comminate sanzioni pecuniarie, dovrebbe essere integrato con programmi permanenti di “Educazione Ambientale”, promosse e incentivate dalle Istituzioni, specie in quei territori dove si avverte una maggiore esigenza.
 
Programmi, il cui scopo dovrebbe essere quello del coinvolgimento di tutte le persone operative e non di ogni fascia di età, attraverso la sistematica diffusine nelle più appropriate sedi, quali: le scuole (da per l’infanzia agli Istituti superiori), locali di aggregazione e di intrattenimento.
 
Al fine di rappresentare, nella sua interezza percettiva, la contrapposizione fra due distinte realtà, delle quali una caratterizzata dalla condizione di trascuratezza e di insolenza, causa di discredito; e l’altra che diffonde godimento, ammirazione ed attrazione, tipica di ambienti dove vige la spiccata vocazione per l’ordine, la cura scrupolosa per la lindezza e per la dotazione floro-ornamentale dell’ambiente.
 
Luoghi dove, inoltre, nel caso distrattamente qualcuno lascia cadere a terra qualsiasi materiale, viene, invitato a provvedere alla rimozione, da chiunque abbia rilevato il gesto. In quanto spinto dalla consapevolezza che il rigore in tal senso costituisce, oltre che il presupposto per disporre di una gradevolissima condizione di vivibilità, un valore aggiunto alle ulteriori attrattive di cui si avvale il proprio ambiente di vita.
 
Maggior pregio che contribuisce ad incrementare considerevolmente il benessere socio-economico dell’intera comunità.
 
Benefici per nulla trascurabili, e per il conseguimento dei quali basterebbe, semplicemente, porre in atto un po’ di buon senso, di amor proprio ed un’oggettiva valutazione della nocività degli esiti dei citati poco urbani comportamenti.
 
Quindi, nel concludere, si ritiene alquanto opportuno rivolgere un generale invito a tener conto degli effettivi vantaggi che possano derivare dall’astensione dal compiere gesti considerati avventatamente banali!

Il raggio verde: azione, integrazione, educazione alla diversità

Il raggio verde: azione, integrazione, educazione alla diversità Copertina Marino (789-0-0)
Eleonora Persichetti

 
Un progetto ambizioso e coinvolgente durato un anno: il Raggio Verde, ideato da Sabina Barzilai, realizzato da Artemista con il contributo OttoperMille della Chiesa Valdese.
 
Venerdì prossimo, 7 giugno, ci sarà la presentazione dei lavori a cui la comunità marinese e le ospiti straniere dei Centri di Accoglienza di Marino hanno lavorato fianco a fianco in un'emozionante esperienza culturale e soprattutto umana. Seguirà un aperitivo etnico.
 
Vi aspettiamo dalle 16:30.
 
Ringraziamo la coop Una Città Non Basta, Marco Fabi di For De Porta, Comitato di Quartiere Borgo Garibaldi, Borgonews Garibaldi il Centro Accoglienza di Via Cesare Colizza e tutte le cittadine e i cittadini che in questo anno ci hanno supportato.

A tu per tu con Paolo Di Paolo

A tu per tu con Paolo Di Paolo Copertina Nazionali    (audio/video) (787-0-0)
Eleonora Persichetti

Sabato 4 novembre alle ore 15, Paolo Di Paolo, ha incontrato lettrici, lettori, fan, presso la Libreria Risvolti, quartiere Tuscolano, a Roma. Ha parlato, ma senza una presentazione tradizionale, del suo ultimo libro: “Romanzo senza umani” (Feltrinelli).
 
“È stata una delle esperienze più intense degli ultimi anni. Quattro ore sul divano arancione della magnifica Libreria Risvolti di Roma a dialogare, ascoltare, salutare lettori e lettrici. “Lo scrittore è presente” ha funzionato: qualcuno è arrivato da Bologna, qualcuno da Cosenza, qualcuno da Salerno. Diversi volti amici, molti sconosciuti. C’è chi aveva da consegnarmi una lettera: non per me ma per il protagonista di “Romanzo senza umani”, chi ha portato dolci, chi libri o manoscritti, e regali inattesi (un volumetto raro con una intervista a Peter Handke!). Chi aveva domande e chi anche qualche obiezione. A un certo punto si è affacciato un gruppo di bambini con in mano il mio “Papà Gugol”…
Nessuno schema, una sorta di jam session che è stata il contrario di una presentazione tradizionale. Quello che volevo.
Un bellissimo calore, una grande libertà, distanze abbattute - anche nell’allegria, nell’intemperanza, nella possibilità di dire: “questo libro mi ha convinto qui e non qui”, “ho preferito il precedente”, “cosa voleva dire in questo passaggio?”, oppure: “io non la conosco, non l’ho mai letta, mi racconti qualcosa”, “posso sfogliare i suoi quaderni?”. Erano lì per quello. Insieme a fotografie, cimeli, oggetti e volumi che hanno affollato il cantiere del romanzo.
C’è un modo per non stare sempre nella ripetizione, per sorprendersi e inventare insieme qualcosa. È stata una serata memorabile fra gente che nella propria vita fa spazio ai libri”. Queste le sue parole per descrivere il pomeriggio di sabato scorso.
 
Anche noi eravamo lì e pubblichiamo un breve video con le domande che gli abbiamo posto e con le sue risposte.
 
 
 

Coronavirus: perché è importante che le aziende comunichino quello che stanno facendo

Coronavirus: perché è importante che le aziende comunichino quello che stanno facendo Copertina Nazionali (787-0-0)
Eleonora Persichetti

Producono macchinari o beni che possono aiutare in questo momento di crisi? Che cosa sono in grado di fare anche in aree di crisi? Che provvedimenti hanno preso? Che cosa stanno facendo per salvare il proprio business? Hanno un know how da condividere? Che difficoltà stanno vivendo?
I consigli dell’agenzia giornalistica di comunicazione Eo Ipso (www.eoipso.it)
 
 
Informare è importante per le aziende che si rivolgono direttamente al consumatore finale, ma non solo. Dopo la comunicazione della sospensione di eventi pubblici, occorre fare un passo in più ed andare oltre. Un passo nella direzione della speranza, ma anche del servizio, per tutelare tutti, ma soprattutto le persone più deboli. “E’ comunicazione di crisi (o crisis communication) – spiegano Marino Pessina e Chiara Porta dell’agenzia giornalistica di comunicazione Eo Ipso (www.eoipso.it) Lo stanno facendo le aziende sanitarie, ma i servizi sono tanti, sia per i privati che per il business. Dalla comunicazione di questo momento può nascere la speranza. Le risposte devono arrivare direttamente dalla fonte, per evitare disinformazione e fake news. Una corretta informazione accresce il livello di conoscenza, crea un clima di fiducia e permette alle aziende di dimostrare la propria credibilità, anche e soprattutto in questa situazione, sia verso i clienti che gli stakeholder”.
 
 
La gestione di una crisi è ‘fluida’ per definizione, quindi non imbrigliabile in schemi, esistono dei protocolli, ma non un vero ABC di comportamento, richiede una profonda conoscenza dei meccanismi tecnici di gestione. Per questo è importante, se non si hanno risorse interne, rivolgersi a dei professionisti del mondo del giornalismo. Non si sottraggono professionalità all’azienda e nel contempo si mette in atto una strategia verso l’esterno.
 
 
“Comunicare in questo momento è servizio per l’intera comunità. Che cosa sono in grado di fare le aziende anche in aree di crisi? – continuano gli esperti di Eo Ipso - Producono beni che possono essere utili in questo momento alla gestione dell’emergenza? Chi si occupa di servizi, a partire dal telelavoro, lo smartworking, può avere molto da insegnare. C’è un know how da condividere? Le associazioni di categoria hanno il polso della situazione dei loro associati, cosa sta succedendo? E’ essenziale comunicarlo, anche semplicemente con un comunicato stampa di prodotto o con una nota di commento, in modo da raggiungere, attraverso i media, il maggior numero di persone possibile.
 
 
La comunicazione ha diversi livelli, dal locale al nazionale, e la trasparenza messa in atto crea fiducia in dipendenti, clienti e stakeholder. L'obiettivo è sempre quello di ridurre al minimo gli effetti negativi generati dalla crisi e preservare la reputazione aziendale. Ma in questo momento si va oltre.
La rete di comunicazione può servire non solo a socializzare le proprie difficoltà, ma anche a condividere soluzioni e a dare materiale di riflessione per chi prende decisioni politiche”.
Per chi si rivolge ad altre aziende, presi i primi provvedimenti, organizzati a casa i dipendenti con il telelavoro, per coloro che possono, è fondamentale comunicare quello che si fa, ma anche spiegare le difficoltà che si stanno vivendo e come le si sta affrontando.
I dipendenti sono sicuramente già stati avverti sulle politiche messe in atto all’interno dell’azienda. Può essere interessante farlo sapere anche all’esterno, per condividere le politiche attuate. Ci sono iniziative in corso in azienda? Quanti sono attivi nel volontariato? Che cosa si sta facendo? Farlo sapere può essere un aiuto per tutti. Le domande sono tante.
In caso di infezioni è essenziale una rapida comunicazione interna su tutti i dipendenti, in modo da aiutare il lavoro dei medici ed evitare al più possibile i contagi, per tutelare soprattutto le persone deboli che sono le più a rischio.
 
 
Comunicare nell’ottica del servizio
 
Facciamo degli esempi, consci del fatto che ce ne possono essere molti altri.
 
  • Come azienda produciamo dei beni utili per sterilizzare o abbiamo dei tecnici o dei laboratori che stanno studiando una soluzione per questa malattia. Fare il punto della situazione, oltre ad alzare la reputazione aziendale, cosa non secondaria, può dare speranza a tutti.
  • Terziario: ci occupiamo di smart-working o di comunicazione o siamo in un altro settore e abbiamo informazioni da condividere. Facciamolo! Le scuole come si stanno organizzando? Le associazioni di categoria cosa hanno da dire?
  • I social in questi giorni sono stati invasi da foto di supermercati vuoti, ma gli scaffali sono stati poi riempiti e non tutti i punti vendita sono stati presi d’assalto. Per il direttore del punto vendita può essere semplice sapere dove la situazione è migliore e comunicarlo, a partire dal web, per passare poi ai social e ai media. Una regola che vale per tutti, grandi e piccoli punti vendita. E anche per le farmacie, dove è sempre più difficile trovare disinfettanti in gel e mascherine.

Parchi Appia Antica e Castelli Romani - La Congiunzione

Parchi Appia Antica e Castelli Romani - La Congiunzione Copertina S. Maria delle Mole (786-0-0)
Eleonora Persichetti

La congiunzione dei due parchi regionali dell’Appia Antica e dei Castelli Romani.
 
Il lungo lavoro della Sezione di Marino di Italia Nostra, in collaborazione con quella di Ciampino, per realizzare il sogno di Antonio Cederna
 
All’atto di istituzione dei due parchi regionali dei Castelli Romani (1984) e dell’Appia Antica (1988) l’area dell’antica Bovillae, pur trovandosi nel tratto in cui sono distanti circa un chilometro, non è stata inclusa, in modo assai sorprendente. Infatti, storicamente l’antica città prese il ruolo simbolico e ideologico che fu di Alba Longa. Era anche la città più vicina a Roma, e ad essa giungeva il primo tratto pavimentato dell’Appia (293 a.C.). Posta all’intersezione tra la Regina Viarum e la Via Anziate, che da Tibur (Tivoli) portava ad Anzio, era di capitale importanza per le transumanze e gli spostamenti, anche con la costa adriatica. La città era stata fondata da coloni di Alba Longa, che a sua volta si considerava fondata dal mitico Julo-Ascanio, figlio di Enea, e fondatore della Gens Julia. Gli abitanti si definivano orgogliosamente Albani Longani Bovillenses, e la città fu scelta quale sede commemorativa della Gens Iulia, la stirpe di cui facevano parte sia Giulio Cesare che l’imperatore Augusto. Alla morte dell’imperatore nel 14 d.C., la salma venne trasportata a Bovillae da Nola, prima di essere trasferita a Roma dall’ordo equester per essere cremata e tumulata. Per questi motivi fu prescelta nel 16 d.C. dall’imperatore Tiberio, figlio adottivo e successore di Augusto, per sviluppare un progetto architettonico di grande significato commemorativo e ideologico, che comprendeva un grande Circo di competizioni equestri, un teatro, un sacrario in onore della Gens Iulia, un foro con strutture e mosaici dei Sodales Augustales,una sodalitas o collegio che celebrava il culto imperiale e officiava i giochi, i cui membri appartenevano alle sfere più elevate della società, al senato e anche alla famiglia imperiale. Erano presenti infine un mausoleo, cisterne d’acqua e acquedotti. I successivi imperatori continuarono ad utilizzare il sito per celebrare il culto della Gens Iulia fino al terzo secolo d.C.
 
Nonostante la straordinaria importanza, che conduce da sempre studiosi di tutto il mondo ad occuparsene, pur essendo Bovillae situata proprio nel punto in cui i due parchi regionali quasi si congiungono, imperdonabilmente, come detto, non fu inclusa nei loro perimetri.
 
L’urgenza di proteggere l’area archeologica dell’antica Bovillae fu per la prima volta perorata dal Prof. Giuseppe Tomassetti con una accalorata orazione presso la Pontificia Accademia Romana di Archeologia il 29 marzo 1900. Tomassetti, ligio al Vaticano e ai valori cattolici, non fu molto ascoltato dai liberali dell’epoca, in contrasto con la Chiesa.
 
Si dovettero attendere circa 80 anni affinché la protezione dell’area al di fuori dal Parco dell’Appia Antica fosse auspicata dalle migliori menti di Italia Nostra, quali Antonio Cederna (uno dei fondatori nel 1955 dell’Associazione, poi presidente della Sez. di Roma) dalla Prof. Vittoria Calzolari, dal Prof. e Soprintendente di Roma Adriano La Regina, dal Prof. Lorenzo Quilici, Annalisa Cipriani ecc.
 
Ė seguita una lunghissima pausa in cui l’idea fu messa in secondo piano, anche perché era già in vigore il Vincolo Paesaggistico dei Colli Albani del 1959 fino a Via del Sassone e Via Nettunense, che fu affiancato da misure analoghe nel PTPR del 2007. Fatto sta che non se ne parlò più. D’altro lato, ci fu l’affermazione nelle elezioni di una classe politica con un progetto esattamente opposto:l’aggressiva cementificazione oltre ogni limite sopportabile e l’urbanizzazione di moltissime aree verdi, e primariamente di quella antica pregiata posta tra i due parchi. Gli interessi erano (e sono) a riguardo enormi, per l’espansione della capitale. Questa nefasta direttrice fu percorsa inizialmente dai partiti di destra, ma fu infine considerata ineluttabile e seguita anche da larghi strati dei partiti di sinistra, in modo bipartisan, anche con larghe intese, pur mantenendo una filosofia e una presentazione ambientalista.
 
L’attuale progetto esecutivo dei parchi fu proposto inizialmente da Mauro Abate, che nel realizzare il primo sito internet ambientalista di Marino (2004) gli diede il nome significativo parcodibovillae.org, concedendone l’utilizzo fino al 2006 quale sito ufficiale del Circolo di Legambiente “Il Riccio”. Nel sito esortava la trasformazione in parco dell’area di Bovillae e la congiunzione dei due parchi regionali. Tuttavia il Circolo di Legambiente in quel tempo non era interessato, pur avendo gestito per alcuni anni nel sito archeologico del Circo antico di Bovillae un terreno in comodato d’uso, chiamato ”Fattoria Boville”. Abate propose allora dal 2006 il suo progetto all’interno di un’altra associazione, "Sempre Boville”, realizzando anche per questa il sito internet. Infine, determinato a realizzare il sogno di Cederna, insieme a un nutrito gruppo di ambientalisti, ha costituito il comitato “Tutela Bovillae” con lo scopo primario di studiare, progettare e promuovere la realizzazione del parco nell’area di congiunzione. Il comitato è stato poi il promotore, con l’autorizzazione di Italia Nostra nazionale, della Sezione di Marino di Italia Nostra, di cui Abate è stato eletto presidente.
 
Di formazione internazionale, ma molto legato all’Italia e a Marino, Abate è incline ad essere indipendente dalle forze politiche italiane, ritenendo che ciò lo porta ad essere più libero nelle azioni di tutela del patrimonio e del paesaggio. Era persuaso che risultati di grande portata si realizzano con progetti molto ben fatti, come quello che eseguì. Sostenne il progetto con iniziative concrete, e con la partecipazione democratica e consapevole della popolazione e dei suoi rappresentanti.
 
Abate e i dirigenti della Sezione di Italia Nostra di Marino, e anche della Sezione di Ciampino, hanno perorato il progetto di congiunzione dei due parchi regionali con grande impegno in innumerevoli occasioni e modalità: incontri pubblici, conferenze, siti internet, articoli di giornali e riviste, webinar; con pubblicazione di studi, libri, mappe cartografiche, progetti e relazioni tecniche presentate alle Autorità competenti. Tra i tanti eventi ricordiamo un incontro pubblico sul tema il 03.07.2019 in Sala Lepanto – Palazzo Colonna Marino (presenti oltre all’ex Assessore Trinca all’Urbanistica del Comune di Marino, alcuni dirigenti dei due parchi, di Italia Nostra e professori universitari).
La sezione ha svolto una ricognizione e studi dei siti archeologici presenti nell’area, anche con l’ausilio di specialisti di rendering cartografico. La casa editrice Arbor Sapientiae ha pubblicato un libro di Mauro Abate sui suoi studi cartografici dei due siti archeologici storicamente più importanti di Marino, il Teatro Antico e la Sede dei Sodales Augustales di Bovillae, in cui ha risolto enigmi che duravano da due secoli.
L’archeologo Paolo Montanari, vicepresidente della sezione, ha redatto la Carta Archeologica e la Carta delle Presenze Idriche Antiche del territorio del Comune di Marino, in collaborazione con l’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Marino. Il cultore di vicende archeologiche e storiche Marco Bellitto, anch’egli vicepresidente della Sezione di I.N. di Marino, ha prodotto il libro “A spasso per Frattocchie”, e numerosi articoli di preziose indagini archeologiche e storiche del territorio.
Nel progetto del presidente Abate la Sezione di Marino di Italia Nostra constatava che il corpo di norme a tutela dell’area di congiunzione tra i due parchi venivano violate, o eluse, o “disinnescate” (termine tecnico, cioè non fatte valere), anche quelle introdotte nel PTPR del 2007, usando procedure controverse quanto legali, e spesso anche vistosamente illegali. In conclusione le tutele esistenti non erano assolutamente congrue a proteggere un’area di così straordinaria importanza archeologica e paesistica, per trasmetterle alle generazioni future. Il progetto era completo anche di una corposa analisi tecnica di tutte le disposizioni di tutela, e come esse andavano ampliate o innalzate di livello per raggiungere un’alta qualità di tutela corrispondente a un parco. È stata preziosa la consulenza puntuale e generosa del Dott. Daniele Iacovone, che aveva coordinato il PTPR DEL 2007 per la Regione Lazio. Il progetto era inclusivo di mappe, con una precisa demarcazione dei confini dell’area di congiunzione proposta (mappa1).
 
1 - Mappa del progetto, con i nuovi confini proposti per il Parco dei Castelli Romani
 
Il primo progetto fu presentato sia all’ex Assessore Trinca sia alla Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma nell’aprile del 2020, per la sussistenza del particolare interesse culturale dei beni segnalati e localizzati in una dettagliata relazione tecnico-ricognitiva, chiedendo di provvedere, ai sensi dell’articolo 13 e seguenti del D.Lgs. 42/2004, la Dichiarazione dell’Interesse Culturale, di esclusiva competenza dello Stato, de “L’antica città di Bovillae”, per la particolare importanza archeologica, secondo l’articolo 10 comma 3 del Codice. La tutela dell’intera area sarebbe salita così di livello: da bene paesaggistico (per quanto con aree di “interesse archeologico riconosciuto”, che sono “disinnescabili” – (v. sopra) a Bene Culturale, per cui è prevista l’inedificabilità.
Prendendo spunto da questa istanza e dal relativo progetto cartografico, il 30/06/2020 il Consiglio Comunale del Comune di Marino con una delibera ha richiesto alla Regione Lazio di ampliare e di elevare di livello la tutela paesistica (ma di interesse archeologico) una parte consistente dell’area di congiunzione, intorno alle antiche vestigia della Bovillae definita “imperiale”.
Il progetto realizzativo della Sezione di Marino di Italia Nostra, cofirmato dalla Sezione di Ciampino che ha sostenuto l’iniziativa,è stato poi presentato alle autorità preposte della Regione Lazio per congiungere i due parchi regionali con l’allargamento del Parco dei Castelli Romani. Come si vede nella mappa1, proponeva la congiunzione tramite due aree, poste interamente nel territorio del Comune di Marino. La parte principale era indicata come un’area perimetrata con linea di colore blu scuro, che comprendeva al suo interno le zone A, B, C e D. La zona A comprendeva i siti dell’antica Bovillae della fase definita “imperiale”, e anche l’imponente tenuta dei Frati Trappisti, rilevante archeologicamente. Le zone B, C, e D erano rilevanti per i siti della fase repubblicana della storia di Bovillae.L’area circoscritta con una linea di colore azzurro tratteggiata di nero, e indicata con la lettera E1 e E2 cingeva gli abitati delle frazioni di Santa Maria delle Mole e di Frattocchie, incontrando il Parco dell’Appia Antica a livello del “Gotto D’Oro”, tutelando quindi aree di pregio paesistico, e ricche di presenze archeologiche e viarie antiche.
L’ex Assessore all’Urbanistica Prof. A. Trinca, nonostante la richiesta fatta tramite la sua Amministrazione Comunale dell’innalzamento del livello di tutela, era convinto della mancanza di fattibilità del progetto di congiunzione dei due parchi regionali, sostenendo che competeva ad autorità sovra ordinate rispetto al Comune di Marino:la Soprintendenza e la Regione per l’innalzamento di livello e l’ampliamento delle tutele, e la Regione per la realizzazione di un Parco.
 
Nel progetto la Sezione di Italia Nostra di Marino aveva proposto l'allargamento del Parco dei Castelli unicamente nel territorio del Comune di Marino. Avevamo pensato con Rodolfo Corrias, presidente della Sezione di Ciampino di IN, e aderente al progetto, di chiedere anche l'allargamento verso la Via dei Laghi e dell’area archeologica-paesaggistica della “Tenuta dei Colonna” di Ciampino, ma poiché chiedevamo già l'ampliamento di ben 150 ettari circa nella zona di congiunzione più importante riguardante *tutta* l'antica Bovillae, che ci veniva negata da anni, anche da molti esperti che auspicavano una maggiore tutela, ci ritenevamo già temerari a chiedere tanto! Gli obiettivi primari erano di congiungere i due parchi e tutelare finalmente l’antica città di Bovillae: sembrava a tutti gli altri un progetto folle, impossibile da realizzare. In questo modo, in sede di approvazione del congiungimento regionale, avevamo predisposto tutte le premesse necessarie affinché poi si effettuasse, realmente, l’inclusione dei territori di particolare pregio di Ciampino che hanno consentito a questo Comune di essere inserito nell’elenco dei comuni costituenti la Comunità del Parco.
A questo punto il progetto era noto agli addetti ai lavori, fu inviato anche via PEC a molte altre autorità (Comune di Marino, vari Uffici della Regione, studiosi e politici interessati, incluso i Consiglieri Regionali Marco Cacciatore e Marta Bonafoni).
Bonafoni e Cacciatore, quest’ultimo molto vicino e in continua comunicazione con l’ex Assessore Trinca, poiché appartenevano alla stessa forza politica (M5S marinese),trovarono interessante il progetto, e lo integrarono con le suddette aree del Comune di Ciampino, di minore estensione e con siti archeologici di importanza non comparabile con quella del nucleo principale dell’antica Bovillae. Lo presentarono al Consiglio Regionale del Lazio nell'aprile del 2021.
La sezione di Marino organizzò nel maggio 2021 un’importante videoconferenza a cui parteciparono tutti gli addetti ed esperti, i direttori dei due parchi o i loro delegati, i due Consiglieri Cacciatore e Bonafoni, l’Assessore Trinca, e per Italia Nostra, il Presidente Nazionale Ebe Giacometti, il Presidente Regionale del Lazio Marcello Calimane Annalisa Cipriani4.
La proposta di legge regionale fu approvata quale L.R. n. 14, art. 82, l’11/08/2021.
 
Infine, con delibera n. 1 del 25/01/2022, il Parco regionale dei Castelli Romani, seguendo la nuova legge, ha effettuato la modifica della perimetrazione del Parco suburbano dei Castelli Romani, provvedendo alla nuova formulazione della quota di partecipazione degli Enti territoriali alla Comunità dell’Ente.Nella mappa 2 è raffigurato il dettaglio dell’area del Parco dei Castelli Romani che mostra l'ampliamento nei territori di Marino e Ciampino, che ha portato alla congiunzione dei due parchi. La parte preponderante segue dettagliatamente il progetto di Sezione di Marino, incluso l'area che riguarda la Via Divino Amore, la Falcognana fino al Gotto D'Oro, per congiungersi con il Parco dell'Appia Antica di fronte al Gotto D'Oro (cfr. le aree E1 ed E2 della mappa1 del progetto originario).
 
2 – Dettaglio della mappa del Parco dei Castelli Romani. Mostra l'ampliamento nei territori di Marino e Ciampino, che ha portato alla congiunzione dei due parchi.
 
Fortunatamente non ci sono stati ricorsi contro la legge di congiunzione dei due parchi, anche perché le forze politiche locali sono state impegnate in una lunga campagna elettorale comunale post-Covid, che ha portato alla decorrenza dei termini per poterli fare. Negli anni successivi si è assistito che coloro che avevano avuto un ruolo marginale, o nullo, o che persino si erano opposti al progetto reclamano di esserne gli autori o co-autori (parlano di “progetto condiviso”), che è smentito da invii del progetto con data certa, e da una pletora di documenti e testimonianze di come il progetto è stato realizzato e proposto.
 
Per avere una copia del progetto operativo originale di Congiunzione dei due parchi regionali della Sezione di Marino prego scrivete a marino@italianostra.org
 
Risorse:
  1. Il congiungimento del Parco dell’Appia Antica e del Parco dei Castelli Romani a Marino: una grande opportunità da non perdere.
     
  2. Congiunzione dei parchi dell’Appia Antica e dei Castelli Romani: la lunga marcia ricostruita dalla sezione di Marino di Italia Nostra
     
  3. BOVILLAE RISORGE. Topografia del Teatro e del sito dei Sodales Augustales e loro tutela - Mauro Abate
     
  4. Report della Conferenza sulla Congiunzione dei due Parchi Regionali dell'Appia Antica e dei Castelli Romani

RIQUALIFICAZIONE PARCHI A MARINO CENTRO

RIQUALIFICAZIONE PARCHI A MARINO CENTRO Copertina S. Maria delle Mole (784-0-0)
Gianni Morelli

RIQUALIFICAZIONE DEI PARCHI DI MARINO
Il comune di Marino pubblicato la determina per riqualificare i parchi pubblici, creare aree gioco inclusive e per installare arredi ecologici realizzati in materiale riciclato o riciclabile. La determinazione 1226 del 20.12.2017 con il capitolato, computo metrico, quadro economico, ecc. sono consultabili nella sezione: http://marino.trasparenza-valutazione-merito.it/web/trasparenza/albo-pretorio

 

Alessandro Blasetti ha condiviso su facebook questa comunicazione del Comune di Marino.

 

 

Riflessioni su fatti banali

S. Maria delle Mole (784-0-0)
Gianni Morelli

I fatti

Una signora, entrando in un supermercato, nota l’aspetto macilento di un ragazzo di colore che mostra segni di cedimento fisico e gli chiede se sta male. Il ragazzo risponde di no. Ma la signora insiste e gli chiede se ha fame.

A quel punto lui risponde di sì e lei lo accompagna all’interno del supermercato ed acquista per lui generi alimentari di prima necessità che lo aiutino a riprendersi.

Lui ringrazia e lei gli dichiara la sua disponibilità ad aiutarlo ancora in futuro.

L’aiuto si ripete per diverse volte, fino a quando il ragazzo dice alla signora che ha trovato un lavoro e che non ne ha più bisogno. Ed appare fiero di poterlo dire perché pensa di aver finalmente acquisito una sua indipendenza.

Non vuole sfruttare ancora la disponibilità della signora!

Un ragazzo molto cortese ed educato, come ha modo di verificare il marito della signora quando lo incontrano insieme, e lui si dichiara ancora una volta grato dell’aiuto e si mette a disposizione per effettuare piccoli lavori di varia natura.

Le riflessioni

Mi chiedo perché piccoli, normali episodi di vita come questi mi siano sembrati tanto eccezionali da essermene quasi commosso e tanto significativi da aver voglia di raccontarli. Soprattutto sono sorpreso dal fatto di essermi tanto meravigliato del comportamento così pacato ed educato, ma non sottomesso o servile, del giovane. Comportamento che non mi sembrava consono con la sua condizione di isolamento sociale in cui si trova, situazione cui è costretto per la sua condizione di ‘migrante’, tenuto a distanza anche da chi gli concede qualche spicciolo di elemosina quando si offre di portare fino alla macchina i carichi più pesanti dei clienti del supermercato.

Comportamento, il suo, che mostrava chiaramente come anche lui sia degno di poter godere della stessa considerazione, degli stessi diritti, delle stesse opportunità, dello stesso trattamento e dello stesso tipo di inserimento sociale di cui godono tutti i cittadini in Italia. Diritti che la nostra società in questo momento non gli concede totalmente per il fatto che la sua pelle ha un colore diverso

E considero anche la possibilità che, già soltanto per il fatto che questi episodi mi sembrino cosi eccezionali, anche io sia condizionato dall’atmosfera di scarsa accettazione del ‘diverso’ che ormai permea da tutto il mondo della comunicazione e dalla tendenza ormai diffusa di considerare i migranti come un pericolo.

E capisco che, se sono così condizionato, anche io sono un po’ razzista.

FONDAMENTALE GARANTIRE SICUREZZA OPERATORI SANITARI

FONDAMENTALE GARANTIRE SICUREZZA OPERATORI SANITARI Copertina Nazionali (784-0-0)
Eleonora Persichetti

SALUTE - ANDREASSI E PIAZZONI (ITALIA VIVA): “BENE APERTURA RSA PUBBLICA COVID-19 A GENZANO, MA FONDAMENTALE GARANTIRE SICUREZZA OPERATORI SANITARI”
 
 
“La lettera oggi indirizzata dai Sindaci del Distretto Socio-Sanitario 6.2 alla direzione della Asl Roma 6 per l’apertura di una RSA pubblica dedicata a pazienti anziani positivi al Covid-19, servizio per la cui attivazione è stata da tempo già individuata come idonea e scelta la struttura dell’ex Ospedale di Genzano, è un passo importante verso il potenziamento dei servizi territoriali dedicati alla lotta al coronavirus, e quindi non può che vederci favorevoli”, lo affermano in una nota Luca Andreassi e Ileana Piazzoni, Coordinatori di Italia Viva della Provincia di Roma.
 
“Già a metà marzo avevamo avanzato la richiesta di aumentare la capacità di gestione del contenimento del virus sul territorio: innanzitutto la possibilità di effettuare un numero più consistente di test, cosa avvenuta con l'avvio del laboratorio di analisi situato presso l’ex Ospedale di Genzano. In secondo luogo l'utilizzo di alcune delle strutture sanitarie pubbliche inattive come gli ex ospedali di Albano e Genzano, che potevano essere facilmente ripristinate per il trattamento specifico di pazienti positivi al Covid-19, ma la proposta non aveva trovato il consenso di molti Sindaci e della stessa Asl Roma 6. Accogliamo dunque, con piacere il rinnovato orientamento verso la necessità di attivazione di una RSA dedicata ai soli pazienti affetti da coronavirus, considerando l'assoluta necessità di separare le persone contagiate dagli altri pazienti. La scelta dell'ex Ospedale di Genzano dimostra inoltre come sia possibile riattivare in tempi rapidi le strutture che ritenevamo poter svolgere un ruolo importante per la tutela della salute sul territorio”, commentano i Coordinatori Provinciali di Italia Viva.
 
“E' chiaro, tuttavia, che diventa ancora più necessario porre in campo tutte le azioni utili a garantire la salute di tutti gli operatori sanitari e in particolare di quelli che si dedicheranno al trattamento e alla cura dei pazienti che saranno ospitati nella Rsa. Dotare medici ed infermieri di tutti i dispositivi di protezione efficaci nonché assicurare la sicurezza dei luoghi di lavoro e modelli organizzativi idonei, sono condizioni imprescindibili per il corretto funzionamento della struttura”, concludono Andreassi e Piazzoni.
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