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Palaghiaccio: altra opportunità persa

 

 

  

 

S. Maria delle Mole: Palaghiaccio: altra opportunità persa

S. Maria delle Mole
24/07/2018
Antonio Calcagni

 

È di questi ultimi mesi il tam tam che annuncia l’avvenuta vendita del Palaghiaccio alla società Esselunga.

Un struttura sportiva che, una miope gestione della tristemente famosa, Società “Casa Bianca”,  ha portato al completo declino.

Una società che, a fronte della concessione alla realizzazione dell’impianto sportivo (su area ex STEFER) ed alla sua gestione per 99 anni, si era impegnata ad eseguire  una serie di opere pubbliche, tra cui l’attuale, Parco della Pace.

Un accordo, solo in minima parte onorato e per cui, molti della mia generazione compreso il sottoscritto, si sono battuti, nel completo disinteresse  delle  varie Amministrazioni Comunali.

Nonostante tutto, comunque un impianto sportivo all’avanguardia a livello Nazionale, che ha attirato una folta schiera di appassionati del pattinaggio su ghiaccio, dando lustro al nostro territorio.

Basti pensare che, nel 1995, durante il periodo del Comune di Boville si svolse qui la Coppa Europa di Ginnastica Artistica, con la partecipazione, tra le altre, dell’indimenticabile  Jury Chechi.

Un impianto che, all’occorrenza poteva trasformarsi rapidamente in auditorium.

Opportunità sfruttata al massimo, con l’organizzazione di un gran numero  di concerti  di elevatissimo spessore internazionale, uno su tutti, quello  del settembre 1991 del mitico, Frank Sinatra.

Una struttura che dopo aver toccato il suo apice,  nella 2^ metà degli anni ’90, ha cominciato, progressivamente, ma inesorabilmente, a regredire, fino  al fallimento della suddetta società ed al conseguente, abbandonato a se stesso.

Da allora, molte sono state le amministrazioni comunali che si sono susseguite al governo di questo Comune, ma nessuna ha dimostrato particolare interesse per l’argomento, forse perché si trattava di un problema che toccava i cosiddetti territori  “periferici” del Comune.

Un’Amministrazione attenta e vigile dell’interesse generale, avrebbe invece monitorato da vicino l’evolversi della situazione, facendosi, all’occorrenza promotrice, con Provincia/Città Metropolitana, e Regione di un progetto  di acquisizione, per  pubblica utilità del manufatto, o quanto meno, per pretendere la conservazione della  sua vocazione, sportivo-culturale. 

Nulla di tutto ciò è stato fatto e così, con la vendita alla società Esselunga assistiamo all’epilogo, di una triste storia, tutta Italiana, dove la soluzione ai problemi è sempre quella, la trasformazione in  Centro Commerciale.

Una scelta di cui, gran parte  dei Cittadini e la totalità dei commercianti locali,  non ne sentiva  affatto la necessità.

Un Centro Commerciale che, sempre a Santa Maria, farebbe la coppia, con quello previsto nella speculazione edilizia del Divino Amore, che ricordo, prevede abitazioni per ulteriori 12.500 abitanti in aggiunta alla realizzazione  appunto, di un mega Centro Commerciale.

Una scelta fortemente voluta e difesa dalla massima autorità  politica  regionale che Marino è riuscito ad esprimere in questi ultimi anni  e su questo, ci sarebbe già tanto da riflettere, figura politica, oggetto ora di attenzione  della Magistratura.

Tornando al Palaghiaccio, ora il danno è fatto e credo che non ci siano più margini d’intervento e forse, cercando di essere forzatamente ottimisti, si può pensare che poteva anche dirci  molto peggio.

L’Esselunga infatti, almeno fino ad ora, ha dimostrato, vedi  Ipermercato   Prenestino, di essere molto attenta alle esigenze del territorio in cui opera.

L’attuale Amministrazione si troverà quindi a gestire la nascita di un Ipermercato  da cui  come contropartita, mi auguro sappia chiedere ed ottenere, la realizzazione  d’importanti opere di viabilità.

Opere, funzionali a sciogliere il nodo dell’incrocio tra la via Appia Nuova e viale della Repubblica/ via dei Mille,  già ora  fortemente problematico.

La  realizzazione dell’Ipermercato senza aver preventivamente sciolto questo nodo, porterebbero al definitivo collasso della nostra viabilità urbana ma anche di quella extraurbana adiacente.

Riusciremo a perdere anche questa opportunità? 

 

 

Antonio Calcagni
24/07/2018
Articolo letto 4.622 volte

 

 

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Commenti

 

Commento di: maurizio aversa

24/07/2018 02:04:39

 

 

Caro Presidente del Comitato di Quartiere S. Maria delle Mole, caro Antonio Calcagni, sono totalmente in disaccordo con i due punti centrali del tuo racconto sul Palaghiaccio. Come avrai notato, ho redatto una nota nei giorni scorsi che ha avuto la bontà di essere letta, complessivamente sui vari giornali online da circa 4.000 lettori. Esclusi i lettori dei social non quotidiani tipo Blog o FB dei quali non so quantificare. Questo per testimoniare che c'è una attenzione massima a questo che "è un caso". Ed è un caso aperto, affatto chiuso! Quindi, primo punto centrale, proprio perchè sei un portatore di interessi collettivi, non puoi abbassare la guardia, ritirarti, dichiarare persa una battaglia senza averla combattuta, semplicemente perchè amministrazioni non attente (quelle di prima e quella di adesso, fino a parola contraria: per questo con la nota ho cercato di stanarla)non si sono opposte o non sono intervenute nella vendita fallimentare. Tra l'altro, per un Comitato di Quartiere, che è organo collettivo che dovrebbe garantire massimo equilibrio politico-amministrativo nelle vicende più di rilievo, questa presa di posizione è "oggettivamente" fare un favore a chi in questa amministrazione, non vuol prendere posizione su questa vicenda. Il secondo punto, se possibile, è ancora da trattare con maggiore e più dura ostilità. Infatti nello scritto, caro Antonio, addirittura - non so se con elementi assunti dagli amministratori che in pubblico invece non hanno detto nulla, ovvero hanno fatto dichiarazioni del nulla - paventi una trattativa per i permessi che tu già vedi in via di realizzazione per l'ipermercato esselunga! Ma quali opere a compensazione? E' l'intera strutture che deve restare massimamente a destinazione sportiva ricreativa e culturale! La proprietà esselunga è interessata a questo? Ben venga! Esselunga vuole principalmente un ipermercato e dare briciole in cambio? Non ci stiamo! Preferisce ritirarsi senza perdite? Giusto! Per questo proponiamo l'acquisizione pubblica con il concorso della finora assente Città Metropolitana (ex Provincia) presieduta da Viriginia Raggi e al cui interno opera il sindaco di Marino Carlo Colizza. Per questo chiediamo il concorso della Regione Lazio con la sua debolissima, fin qui, politica culturale che non ha brillato per interventi strutturali sulla cultura regionale. Per questo chiediamo al Comune di darsi una mossa, altro che cincischiare! Altro che debolezze del Comitato di Quartiere. Un monito: nessuno si azzardi, al Comune o altrove, a fare scelte sulla testa dei cittadini in questo periodo estivo di oggettiva vacanza! Nessuno faccia trucchetti! Tutti prepariamoci, invece ad un grande confronto reale, su questa come su altre questioni, che riguardano la nostra qualità del vivere. Quindi caro Antonio, ti chiedo di aggiustare il tiro e di non farti tappeto di nessuno!

 

 

Commento di: Eugenio Pisani

24/07/2018 08:55:07

 

 

Caro Presidente anche io come Maurizio Aversa non ritengo che i giochi siamo fatti, anzi ritengo che unica cosa oggettiva al momento sia solo che la Esselunga ha acquistato dal fallimento una struttura sportiva e che la zona ha destinazione sportiva . Il resto, se sarà come dici tu, lo diventerà esclusivamente se questa attuale amministrazione deciderà di cambiare la destinazione all’area a seguito di apposita delibera di consiglio comunale. Delibera che, semmai avverrà, priverà un area dedicata allo sport nel nostro comune che già ne è sufficiente privo. Non abbiamo una piscina comunale, nè una palestra degna di tal nome ( i paragoni con comuni come Frascati, Grottaferrata, Genzano sarebbero impietosi) . La Esselunga ha comprato un bene con destinazione sportiva, lo sapeva e, quindi, si comportasse di conseguenza. Io non penso che dobbiamo abbassare la guardia così semplicemente.

 

 

Commento di: Gianni Morelli

24/07/2018 17:03:48

 

 

Ho letto l'articolo e condivido la richiesta di Maurizio Aversa tendente a 'convocare un consesso cittadino non limitato al consiglio comunale, dove sviscerare le varie opzioni sul campo'. I cittadini debbono essere a conoscenza delle reali possibilità di intervento che esistono al punto cui è ora la situazione ed hanno diritto di intervenire indicando quali possono essere più utili per il nostro territorio.

 

 

Commento di: Alberto ferranti

24/07/2018 20:10:32

 

 

Ringrazio innanzi tutto il Presidente Calcagni per aver portato a conoscenza, con il presente articolo, la storia e le vicende attuali che riguardano Il Palaghiaccio. Vicende a me note solo in parte e credo anche a tanti nostri concittadini.
L'articolo di Maurizio Aversa, pur ritenedolo utile ed interessante per le notizie tecniche in esso contenute, non ne condivido lo spirito che mi è sembrato eccessivamente polemico nei confronti del Presidente e dell'operato del Comitato di Quartiere come se entrambi avessero nella vicenda una qualche responsabilità diretta.
Se vi sono ancora margini per un destino diverso dell'impianto, bene! Diamoci da fare TUTTI.

 

 

Commento di: David

25/07/2018 13:42:43

 

 

Completamente d'accordo con il sig. Morelli. Credo che vadino messe sul tavolo le varie proposte.
Il problema è che, considerando il fatto che la struttura è collassata, è difficile poter credere che amministrazioni o privati abbiano veramente il coraggio di investire cifre faraoniche sullo sport "pubblico".
Spero veramente che venga dedicata allo sport, anche perchè l'ennesimo iper o supermercato nella zona, lo ritengo ormai inutile e anzi un problema grosso per la viabilità (semaforo, passaggio a livello etc.).

 

 

Commento di: Gianni Morelli

26/07/2018 00:37:44

 

 

Grazie David. Spero proprio che qualcuno che ci capisce più di me ci indichi quali sono le alternative e che la cosa non finisca qui.
Che non finisca dopo un bell'articolo del Presidente Calcagni che ci ha ricordato i fasti di una gestione ormai passata nel dimenticatoio ed evidenzia la possibilità di ottenere vantaggi pratici dalla nuova proprietà e dopo una risposta piena di critiche distribuite a piene mani oltre che di richiami a responsabilità retroattive (richiami che di fatto mi sembrano un po' tardivi e che hanno l'obiettivo dichiarato di 'stanare' qualcuno al Comune).
Critiche e richiami che risultano assolutamente privi di indicazioni pratiche su come procedere per fornire la giusta informativa ai cittadini allo scopo di sollecitare una loro partecipazione attiva.
Io credo che quando le cose importanti finiscono nel dimenticatoio dipenda, oltre che dal disinteresse o dagli interessi degli Amministratori in carica, anche da quanti, all'opposizione, non abbiano dato la giusta informativa su quello che stava succedendo e non hanno impostato le opportune battaglie a favore dei cittadini
E' per questo che ero in attesa di una reazione a quanto ho scritto da parte di chi ha dichiarato di voler combattere per l'ottenimento del rispetto dei giusti diritti dei cittadini.
Ma tutto tace

 

 

Commento di: Antonio Calcagni

26/07/2018 11:39:26

 

 

Caro Maurizio, il fatto che io abbia espresso un concetto in disaccordo con il tuo pensiero, non mi pare particolarmente grave, quello che è grave invece è che, soltanto perché ho una visione difforme dalla tua, debba essere tacciato come: debole, codardo, poco equilibrato politicamente e come uno che si presta a fare da zerbino ai poteri costituiti.
Del mio trascorso parlano i fatti e non le parole.
Comunque se come dici tu, io però nutro molti dubbio, ci sono ancora le possibilità per un intervento che scongiuri la realizzazione dell’Ipermercato, puoi essere certo che il Comitato di Quartiere farà la sua parte.
Una parte, che ha dimostrato di saper fare, vedi il caso del mosaico dove non abbiamo mancato di denunciare pubblicamente l’atteggiamento scorretto del Sindaco che, a fronte di un dichiarazione di buoni intenti sulla valorizzazione dello stesso, fatta davanti alle telecamere di RAI 3 il 01-12-2016, appena 10 mesi dopo, provvedeva al suo interramento.
In quell’occasione, la nostra piccola battaglia ha ricevuto il sostegno di alcune decine di migliaia di consensi, a cui ci avrebbe fatto piacere se si fosse aggiunta una tua autorevole e qualificata presa di posizione in merito, che però non ci pare di aver sentito.
Comunque visto l'enorme interesse suscitato dai nostri articoli, concordo nel fatto che, ci sono le condizioni per avviare, un sempre più serrato e concreto dibattito, che coinvolga tutti i Cittadini, interessati al bene comune, cosa che faremo senz’altro.
Con rinnovata simpatia

 

 

Commento di: Gianni Morelli

26/07/2018 13:13:38

 

 

A me pare che ormai l'intero pianeta sia completamente immerso in quella che è stata definita come una nuova epoca politica (?) di nazional-populismo e che tutti gli schieramenti, partiti, frazioni di partiti, sindacati e movimenti di varie tendenze, quasi sempre estremistiche, stiano riuscendo a confondere le acque illudendo i cittadini con immagini di un paradiso futuro, mentre sono soltanto in cerca di una propria affermazione, il più possibile autoritaria ed impositiva.
Fiumi di critiche e di parole ci invadono da giornali governati da caste di varia natura, talk show stile comizio chiaramente orientati a confondere idee e capacità di valutazione oggettiva, giornalisti che non raccontano i fatti ma li commentano secondo le indicazioni del loro editore. Un'invasione delle nostre menti che somiglia ad un calcolato lavaggio del cervello a base di slogan e di fake news, un'istigazione all'odio verso chi non la pensa come noi. Tutte impostazioni che portano alla distruzione di ogni capacità di dialogo
Di contro, i problemi da affrontare sono complessi e difficilmente risolvibili se non attraverso un ritorno alla moralità sociale che sembriamo aver perso (sia per l'incapacità o l'avidità di quanti ci governano, sia per il disgusto e l'allontanamento dei cittadini dalla vita sociale e politica, sia per le votazioni cosiddette 'di pancia' e non ragionate), di fronte all'ineluttabilità di fenomeni come, ad esempio, le desertificazioni di interi continenti, lo scioglimento dei ghiacciai, le guerre diffuse in tutto il pianeta, le conseguenti migrazioni di massa e la precarietà del lavoro cui decenni di benessere maggiormente diffuso ci avevano disabituato.
E ci lasciamo trascinare da argomentazioni che riguardano la vita di 100.000 migranti che non sono niente di fronte alle difficoltà in cui vivono miliardi di persone e che servono solo a distrarre la nostra attenzione dalle vere priorità che dovrebbero essere affrontate e risolte.
E credo che saranno proprio i Comitati e le Associazioni indipendenti, rimanendo scevre da ogni ideologia e da interessi personali, gli organismi sui quali si dovranno orientare i cittadini per la più efficace difesa degli interessi propri e di quelli del Territorio su cui vivono.
Idee in libertà, tutte criticabili, che invitano al dibattito auspicato da Antonio Calcagni.

 

 

Commento di: maurizio aversa

26/07/2018 16:46:20

 

 

Possiamo fare qualcosa? Di che parliamo e di cosa dovremmo occuparci? Proviamo a riepilogare. Tutti i confronti, anche i più aspri, non toccano la possibile stima reciproca tra persone. Meno che mai tra il sottoscritto ed Antonio Calcagni. Tutte le interazioni pubbliche svolte con chi ricopre funzioni pubbliche e sociali e politiche non implicano giudizi sulla singola persona, nè, nella eventualità di una critica dura, espongono l'associazione, il gruppo, il partito etc, ad una critica su tutto ciò abbia prodotto, fatto, proposto quella associazione, quel gruppo quel partito. Fin qui ci siamo? Bene. Ricostruzione: fine anni settanta-inizio ottanta (vado a memoria senza consultare documenti) il Consiglio comunale di Marino, all'Unanimità assume una serie di scelte, tra queste la stipula di una convenzione che si compone di una serie di azioni: l'ex stefer che era proprietaria di circa 20 ettari limitrofi alla via Appia Nuova - dall'incrocio della ferrovia fino a via del Sassone, quindi nella frazione di Cava dei Selci, con l'intervento di Regione e Provincia, mette nelle disponibilità del Comune di Marino, l'area suddetta; il comune stabilisce - a seguito del moto dei cittadini che in modo unitario con associazioni, partiti e il parroco - che l'area servirà per diventare un grande parco pubblico. Si concentra subito l'attenzione sull'area dove attualmente è il Parco della Pace, successivamente dove si realizzerà il Parco Sassone; terza azione, anche per provvedere alla realizzazione del Parco (cui servivano fondi che non erano reperibili in altro modo) ed in presenza di una proposta di un privato che poteva realizzare un impianto sportivo di rilievo nazionale il comune concedeva - PURCHE' FOSSE MANTENUTA NEL TEMPO LA MEDESIMA DESTINAZIONE DI SUO PUBBLICO - per 99 anni alla stessa società il terreno necessario alla realizzazione dell'impianto intanto che contemporaneamente si procedesse alla realizzazione del Parco della Pace. Con qualche frizione, come accade di solito in questi casi, sostanzialmente, i patti sono stati rispettati. Successivamente, molti anni e molti fasti dopo, per ragioni da non indagare qui, la società che deteneva la gestione e la proprietà dell'attività porta i libri in tribunale e fallisce. Ne segue una agonia che porterà all'asta. Si poteva intervenire prima? La nostra flebile voce poteva essere ascoltata due, cinque, ed altri anni addietro? Forse. Però non è accaduto. Perchè "avevamo torto" nel merito? No. Il bene era in origine totalmente pubblico, poteva tornare totalmente pubblico (sia tramite l'azione di un privato, sia no). Chiaramente per bene pubblico non pensiamo alla proprietà: non siamo nè una immobiliare, nè una finanziaria. Pensiamo all'uso pubblico delle attività che non siano sottoposte alla sola legge del guadagno, del denaro commercialmente attivato, quindi per lo sport, per servizi alla cultura, per attività ludiche, etc. E' possibile ancora oggi? Certo che è possibile: si chiama investire in cultura. Gli investimenti culturali e/o sportivi, non sono fatti di piccole somme, o anche grandi talvolta, messe a disposizione di una associazione o di una compagnia o di una squadra etc. C'è anche questo, ma soprattutto, investire in cultura è investire in infrastrutture. Il Palaghiaccio in abbandono è una opportunità? Certo. E' un ventaglio di opportunità: intanto perchè già c'è, pure includendo fondi che dovranno essere spesi per la salvaguardia da ciò che è diventato (Tutto casuale? Una parte di cemento armato e legno lamellare che crolla e collassa? Cioè i medesimi sistemi costruttivi che da Bolzano sono stati esportati nel mondo, l'unico che collassa è da noi? Va bene non facciamo qui questa indagine). In secondo luogo, qui nelle frazioni di Marino c'è un fermento - senza campanilismo - forse maggiore a quello attivo a Marino centro, e mentre lì per una serie di oggettività storiche ci sono varie opzioni di strutture culturali, da noi no, quindi vanno realizzate o riattivate. In terzo luogo c'è l'appetibilità oggettiva del sito, nel senso che una struttura operante in un quadrante vicino Roma città, servito da un aeroporto (malsopportato ma in questo caso utile), con ampie superfici aperte, ha tutte le caratteristiche per far coniugare una attività "normale", quotidiana e cittadina o sovracomunale, con eventi e appuntamenti e circuiti nazionali ed internazionali, sia per lo sport che per spettacoli ed eventi specificatamente culturali. Veniamo allo stato del confronto. Questo spazio messo a disposizione dal CdQ è importante ed è uno dei pochi spazi pubblici agibili per tutti. Per questo, un po' tutti noi che ci stiamo accalorando con giusta passione (e senza secondi fini se lo mettano in testa tutti qui e all'esterno di qui) dovremmo innanzi tutto incazzarci con l'unica voce assente: quella del comune. Che qui e là cerca di giocare a fare il "notaio". Col cavolo! Una forza politica, sia da sola o in coalizione, che chiede di poter governare, vuol dire che chiede non di "esercitare il potere ad capocchiam", ma di esercitare il potere perchè sui singoli aspetti dell'amministrare una città ha da proporre una soluzione; ovvero può chiedere una mano; ovvero può investire i cittadini su varie opzioni. Tutto può fare, tranne che dire: non abbiamo una posizione perchè non abbiamo una proposta da un privato. In ipotesi: a) il privato vuol farsi solo i fatti propri incompatibili col le finalità pubbliche; b) il privato avanza delle soluzioni che sono scartate dalla amministrazione. E allora? Allora, vuol dire, che il comune non può tacere, non può non avere una sua idea di massima. Lo capiamo tutti che non è indifferente dire: cara Esselunga fai il tuo ipermercato/centro commerciale ed in cambio dacci tot denaro nelle casse; oppure dire: cara Esselunga intanto qui si farà una struttura sportiva e culturale, poi dicci tu cosa vorrai fare per gestire questa proprietà in convenzione. Ecco il comune di Marino non vuole dire quale di questi indirizzi sceglie. Quindi appurato che il vero punto debole è il comune Ponzio Pilato, ci siamo noi, cittadini, associazioni, gruppi, partiti, che possiamo intervenire. E allora che accade, dove sono i problemi? Accade, molto semplicemente, che se questo è schema della realtà, i soggetti da riconoscere sono tre: Privato, Comune, noi altri in pluralità. E se le opzioni da adottare alla fine sono solo due, o si fa l'ipermercato/centro commerciale o si fa una struttura sportivo culturale pubblica, è evidente che chi già si posiziona come se tra poco lì vedremo campeggiare l'Esselunga, vuol dire che rinuncia, come il Comune Notaio, ad avere una propria idea di uso pubblico di quel bene. Per questo io lo addito, per questo lo tratto da avversario in questa idea. Se lo fa tutto il CdQ è l'intero CdQ che si comporta come il Comune Notaio sbagliando. Non sono io che devo motivare la mia rabbia e il tentativo di chiamare a lottare, Siete voi che dovete chiedervi se non siete troppo invischiati a seguire un iter che non esiste. E' pura fantasia la necessità del Comune che vuole inchiodarci ad attendere la proposta del privato! Quindi gli inviti sono due: uno al CdQ (se tutto il CdQ è sulle attuali posizioni espresse dal Presidente, che anche nella breve replica ha ribadito i suoi dubbi sullo scongiurare l'ipermercato, senza dire perchè, senza dire se ha elementi che noi tutti non abbiamo,) affinchè si interroghi e si manifesti con un comunicato ufficiale dove esprima la propria contrarietà alla realizzazione di una attività privata in sostituzione di finalità sociali e pubbliche come è ora. Il secondo invito, visto il gradito, ragionato, consenso giunto anche da sponde lontane dalle mie (Pisani) e che si attivi al più presto, diciamo settembre (salvo scherzi e coltellate alla schiena), un comitato unitario che costringa il comune a dichiararsi per la finalità sociale e pubblica del bene Palaghiaccio, per poi passare ad un serrato confronto col privato. Ultima noticina sul ruolo salvifico di associazioni e comitati di quartiere contro i partiti. Mi sembra che sia una cosa un po' troppo simile a nè destra nè sinistra, per realizzare poi una ideologia che non vuole le ideologie. Inoltre dal CdQ di S. Maria delle Mole, per quanta importanza gli possiamo benevolmente assegnare, saremmo dei pazzi, ovvero dei sommi bugiardi, a volerlo indicare come il solutore dei problemi del Paese, dell'Italia e del Mondo. Teniamoci il buon CdQ che sia in grado di affrontare, supportato da cittadini e non delegato a gestire futuro, problemi piccoli e grandi, con buoni successi e tanta lotta da mettere in campo. Si perchè la caratteristica dei CdQ, qualunque sia la amministrazione benevola, è quella di lottare per ottenere di più, prima, e meglio. Altrimenti a che serve? I Partiti, compresi quelli che non rinunciano alle ideologie, cioè non rinunciano alle idee, come noi che non rinunciamo all'idea comunista, svolgono il proprio ruolo, con consenso o meno, misurandosi con problemi piccoli o grandi e legandoli sempre a scenari politici. Ci sarà chi li sosterrà e chi no. Ma occorre ricordare, a meno di scelte fascistiche (come l'uscita di Casaleggio contro il parlamento) che l'articolo 49 della Costituzione repubblicana, è a loro, ai partiti, che assegna un ruolo fondamentale nella vita della Repubblica. Con buona pace di chi a questo stato di cose preferisce la propria orticaria!

 

 

Commento di: Gianni Morelli

26/07/2018 17:22:22

 

 

Un altro che si richiama alla Costituzione per difendere le proprie posizioni, come già fatto recentemente in altre occasioni che poi si sono dimostrate orientate solamente alla conquista del potere. Un linguaggio da prepotente che non rispetta le opinioni altrui. Un atteggiamento da unico possessore della verità. Ben venga la convocazione di un Comitato unitario a Settembre che non dovrà servire a ribadire concetti di appartenenza o di fede o di ideologia, ma solo a definire cosa è possibile fare e come farlo
I Comitati e le Associazioni dei cittadini possono e debbono dire la loro su qualunque argomento, visto che poi, come nel caso del mosaico già menzionato come nella segnalazione di anomalie nella raccolta dei rifiuti e dello stato delle strade o come l'organizzazione di eventi sociali tipo Le sfilate di carri per il Carnevale o come curare i Parchi pubblici, sono le uniche ad evidenziare quelle negatività gestionali cui le Amministrazioni, di qualunque colore esse siano, possono incorrere. Noi facciamo ! Umilmente e con dedizione
E ciò, non in un'ottica di becera opposizione ad oltranza, ma in un'ottica di discussione aperta a chiunque non si senta un dio in terra e si mostri costantemente e fattivamente partecipe alle esigenze dei cittadini
Se poi qualcuno ha un momento, che ne dice di grattarmi la schiena ? L'orticaria non mi da pace !!

 

 

Commento di: Antonio Calcagni

26/07/2018 18:51:04

 

 

Maurizio il tuo lunghissimo discorso pieno di proclami e buoni propositi non fa una piega, se non che, riferendoti all’accordo tra il Comune e la società Casa Bianca affermi che “ con qualche frizione, come accade di solito in questi casi, sostanzialmente i patti sono stati rispettati “.
Un’affermazione che grida VENDETTA, ti ricordo che il parco della Pace, non è stato mai completato dalla società Casa Bianca, e se lo vediamo come è ora, è solo grazie ai soliti volontari di turno.
Stesso discorso per il parcheggio che, se ricordo bene, la convenzione prevedeva la piantumazione di un albero per ogni posto auto, tu riesci a vedere almeno un albero in quella landa desolata?

 

 

Commento di: David C.

27/07/2018 01:58:55

 

 

Mi dispiace che si finisca sempre per litigare...
Comunque sia, il cittadino comune, come può a oggi intervenire sulle sorti del palaghiaccio? Si può ancora fare qualcosa?

 

 

Commento di: maurizio aversa

27/07/2018 08:24:04

 

 

Si Antonio, sostanzialmente era un po' "storico", cioè riferito al fatto del non abbandono delle aree a Parco (solo chi c'era allora qui, sa che il luogo fisico non era così ma tagliato in due dal terrapieno della linea del tram; terrapieno ancora visibile a lato Appia e presso ferrovia). In effetti le frizioni erano proprio su quello. Per il parcheggio, in seguito furono anche le amministrazioni a non insistere (non un auto un albero, molto meno, comunque con presenza di alberi) per la comodità di avere un'area aperta. Per David: certo che il cittadino - come siamo tutti - può intervenire: informandosi e pretendendo informazioni (che mi sembra oggi non vengano tutte date), può dire la propria idea, può opporsi a scelte sbagliate. Come? In tutti i modi consentiti: esprimendosi in pubblico, rapportandosi con chi sta già conducendo azioni, manifestando se ci saranno occasioni di lotta per i NO, ovvero sostenendo se ci saranno occasioni di scelte condivise per i SI.

 

 

Commento di: Antonio Calcagni

27/07/2018 08:46:17

 

 

No David nessun litigio, questa discussione, nonostante i toni accesi sta contribuendo a chiarire molti punti, ben vengano discussione come queste. Da settembre, salvo l come dice Maurizio,qualche colpo di mano estivo dell'amministrazione, sarà nostra cura promuovere una serie di occasioni di dibattito su questo tema.

 

 

Commento di: Sabina Marchetti

15/01/2019 12:05:36

 

 

Un ricordo anche da parte delle nuove generazioni. Non ho vissuto i suoi "anni d'oro", ma ho vissuto i suoi ultimi anni e ci ho lasciato un pezzo di cuore, proprio come tutti voi. Non ho un commento tecnico o di tale conoscenza come il vostro, tuttavia voglio appellarmi anche io all'ultima speranza nel 2019 che torni a vivere per le persone del territorio un luogo di ritrovo e di benessere culturale e sportivo, come è stato in precedenza. Anche senza i cantanti famosi e le gare internazionali, ci siamo noi cittadini a voler occupare quel piccolo posto in un angolo di edificio.

 

 

Commento di: michele

08/04/2019 07:13:11

 

 

Molto interessante ed estremamente positivo il dibattito su questo importante tema del nostro territorio. Le diverse posizioni esprimono idee e sensibilità di persone e di gruppi di Cittadini, in merito alla questione, e sono utilissime per una migliore comprensione del caso, oltre che per creare un movimento di opinione che si attivi verso l'Amministrazione.
La battaglia non è nemmeno iniziata, di concreto c'è solo l'acquisizione di Esselunga sull'immobile e sull'area; ad oggi la destinazione del manufatto è sportiva e ricreativa, ed i Cittadini, attraverso i loro amministratori, pagati per questo, hanno la responsabilità e il diritto/dovere di fare delle scelte.
La Politica, quella nuova e quella vecchia, quella presente e quella passata, ognuno con le proprie responsabilità, ha il dovere di schierarsi e di proporre soluzioni; i Cittadini hanno il dovere di informarsi e di chiedere un confronto, ma hanno il diritto di essere consultati e di partecipare alle scelte.
Si sta parando di una opportunità unica per il territorio e per la Città; si sta discutendo di un'opera che deciderà il futuro della mobilità e del commercio nell'area; si sta ragionando di una opzione che collegherà e legherà meglio il nostro Comune alla Città di Roma e alla Regione: non potrà essere un mega supermercato o centro commerciale a realizzare al meglio tutto questo; per le opere pubbliche di compensazione, non c'è bisogno di attendere un magnate privato, dovrebbero essere sufficienti le tasse dei Cittadini ed una sana e lungimirante Amministrazione.

 

 

 

 

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La Casa dei Bambini "Il Giardino"

!!! Appello Urgente !!!
Salviamo La Casa dei Bambini "Il Giardino"
 
 
 
A Causa del CORONAVIRUS La Casa dei Bambini "Il Giardino" rischia di chiudere.
Necessita di un immediato aiuto da tutti noi.
 
La Casa dei Bambini è una Casa Famiglia di eccellenza nel nostro territorio e si occupa, con ammirevoli risultati, della cura di quei bambini a cui la vita moderna ha detto NO.
 
Nella Casa Famiglia non è possibile mantenere un metro di distanza ed i bambini non possoni più vedere i propri genitori e tantomeno giocare come prima.
 
- Come si può accudire un neonato ad un metro di distanza?
- Come si può accudire un ragazzo disabile con bassissime difese immunitarie?
- Siamo senza strutture di supporto, nessun tampone effettuato, niente mascherine.
- Ci troviamo nelle identiche situazioni di Case di Cura per Anziani.
 
ABBIAMO BISOGNO DI VOI – CITTADINI DI MARINO AUITATECI A NON CHIUDERE
 
 
Per le donazioni
Cooperativa Sociale S. Saturnino Onlus
IBAN: IT64C0501803200000011333937
Causale: Per i Bambini del Giardino