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Il coronavirus non cancella il diritto alla genitorialitÓ

 

 

 

 

 

Nazionali: Il coronavirus non cancella il diritto alla genitorialitÓ

Nazionali
23/03/2020
Eleonora Persichetti

 

Genitori separati e diritto di visita: il coronavirus non cancella i diritto alla genitorialità
 
 
Avvocato Ruggiero: “I genitori in possesso di un provvedimento del Giudice, si attengano a quello. Rallentamenti per le cause di separazione e affidamento. In molti casi, dovrebbe subentrare l’intelligenza e il buon senso genitoriale”
 
 
Al fine di contenere la diffusione del contagio da COVID-19, il Governo ha emanato l’ormai ben noto decreto che vieta a tutti i cittadini sul territorio italiano di uscire dalla propria abitazione, se non per comprovate necessità. Una situazione che, soprattutto inizialmente, ha creato grande confusione tra i genitori separati, e che sta moltiplicando la richiesta di consulenza ai professionisti del settore.
 
 
“Durante questo difficile periodo non si devono interrompere le relazioni tra figli minori e genitori non collocatari, rispettando quanto stabilito nei provvedimenti presidenziali o con sentenza e decreti dei Giudici. Tutto ciò è stato chiarito con decreto del 10 marzo dalla Presidenza del Consiglio dei ministri appositamente, perché si iniziavano a manifestare le prime conflittualità. – spiega l’Avvocato Valentina Ruggiero, esperta di diritto di famiglia – In questi giorni, molti clienti mi stanno contattando per avere dei chiarimenti. In primo luogo, voglio dire a tutti quei genitori che sono in possesso di un provvedimento del Giudice, che devono attenersi a tale provvedimento. Lo spostamento per far visita ai propri figli, o per andare a prenderli a casa dell’ex coniuge, per portarli alla propria, è concesso anche in questo periodo, e non può essere sanzionato in alcun modo. Coloro che vorrebbero approfittare del momento e venire meno agli accordi, commettono un illecito se non vi è l’accordo di entrambe le parti”.
 
Il decreto ha, inoltro, previsto la chiusura delle aule di tribunale. Questo vuol dire che, salvo poche eccezioni previste dallo stesso decreto, sono rinviate tutte le udienze dei procedimenti civili e penali, sono sospesi i termini per il compimento di ogni atto dei procedimenti rinviati. Tra le eccezioni previste, figurano anche le cause relative ad alimenti o ad obbligazioni alimentari derivanti da rapporti di famiglia, di parentela, di matrimonio o di affinità.
 
“Questo periodo di emergenza, a mio parere, non può e non deve essere considerato un periodo di ferie, ma un periodo in cui deve regnare la normalità, poiché in caso contrario si derogherebbe al contenuto di tutti i provvedimenti emessi e ci sarebbe confusione. – prosegue l’Avvocato Ruggiero – Tra i miei assistiti, ci sono anche famiglie che stanno attendendo l’udienza del Giudice e, già da tempo, si stanno regolamentando di fatto con un diritto di visita del padre ai figli minori in modo costante. In questi casi, ci sono problemi per le uscite per poter comprovare il trasferimento dei figli da un’abitazione all’altra, poiché non possono dimostrare il diritto allo spostamento attraverso un atto ufficiale. A questo punto dovrebbe subentrare l’intelligenza e il buon senso genitoriale e continuare ad applicare quel regime di fatto e autocertificare, semmai con il conforto e la comprova dell’altro genitore, quanto dichiarato, oppure, visitare i figli nella casa famigliare. Ovviamente, i figli minori devono essere prelevati dall’abitazione di un genitore e condotti immediatamente nell’altra abitazione e non devono uscire dal loro territorio, in ottemperanza a quanto disposto dal Governo”.

 

 

Eleonora Persichetti
23/03/2020
Articolo letto 816 volte

 

 

 

 

 

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Commenti

 

Commento di: Alessandro

S. Maria delle Mole
23/03/2020 09:59:40

 

 

Mi fa piacere che qualcuno ponga all'attenzione pubblica questa problematica specifica.
Il DPCM Ŕ molto chiaro al riguardo, tuttavia non sono pochi i casi nei quali i minori vengono terrorizzati dal genitore collocatario sui rischi che corrono allontanandosi da casa. Il genitore non collocatario, (per semplicitÓ possiamo anche chiamarlo "il padre": tanto Ŕ noto che nella quasi totalitÓ dei casi Ŕ la madre ad essere stata individuata quale genitore collocatario), viene quindi fatto percepire dal minore come un irresponsabile incosciente ed opportunista che mette a rischio la vita dei propri figli pur di continuare a vederli.
Purtroppo contro la mancanza di buon senso noi padri siamo disarmati a meno di ricorrere all'intervento delle forze dell'ordine prima e dell'autoritÓ giudiziaria poi. Con conseguente aggravio psicologico per i minori.

 

 

Commento di: Marina Panunzi

S. Maria delle Mole
24/03/2020 13:54:23

 

 

Buongiorno, ho due figli di 30 e 28 anni che in questo momento non lavorano (l'uno in ferie forzate e l'alro non Ŕ potuto partire per un master di sei mesi). Quando per loro era possibile, andavano dal padre che vive a Frascati o a pranzo o a cena. Ora Ŕ quasi un mese che non si vedono. Possono spostarsi da S. Maria per andare a casa del padre? Grazie anticipatamente. Marina Panunzio

 

 

Commento di: Francesco Raso

25/03/2020 22:35:00

 

 

Purtroppo gli spostamenti a scopo affettivo non sono contemplati.
Solo, nel tuo caso, per motivi di ordinaria assistenza medica o di sostentamento.
Comunque Ŕ ampliamente consigliato di non esporsi oltre il minimo indispensabile.
Vale sia per chi va in visita che per chi viene visitato.

╚ per il vostro bene ... ed anche per il nostro!

 

 

 

 

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