Che cosa rende davvero potente la cultura? Interessantissima conferenza del Generale Marco Ciampini sul “Valore della cultura attraverso i libri” organizzata dal Centro Anziani Frattocchie di Marino.
Non solo ciò che sappiamo, ma come impariamo a pensare.
È stato questo il filo conduttore della conferenza del Generale Ciampini, ospite del CAFM il 23 gennaio scorso, che ha proposto una riflessione ampia e affascinante sul valore dei libri nella storia e nella società di oggi.
Uno dei punti di partenza è stato un enigma storico: perché la Cina del Quattrocento, pur essendo una civiltà avanzatissima, è rimasta indietro rispetto all’Europa nei secoli successivi?
Una delle risposte sta nella rivoluzione silenziosa portata dalla stampa di Gutenberg.
In pochi decenni, i libri si diffusero in Occidente in modo capillare, moltiplicando conoscenze tecniche, scientifiche e commerciali.
Il sapere uscì dai monasteri e dalle corti, diventando strumento di crescita collettiva. I mercanti, ad esempio, impararono a “controllare il tempo” con strumenti di calcolo, registri, previsioni: la cultura scritta diventava leva di ricchezza concreta.
Ma il Generale ha anche messo in guardia da un rischio attuale: credere che basti leggere per capire.
Il nostro cervello è pieno di trappole. Tendiamo a cercare solo conferme alle nostre idee (errore di conferma), costruiamo storie rassicuranti ignorando i fatti scomodi (fallacia narrativa) e dimentichiamo le “prove silenziose”, cioè tutto ciò che non vediamo perché è andato perduto o non ha lasciato tracce.
Anche il calcolo del rischio può ingannarci quando trattiamo la realtà come un gioco con regole fisse, dimenticando l’imprevisto, il “cigno nero”.
Ecco allora il vero potere del libro: non darci verità pronte, ma strumenti per ragionare meglio.
Lo dimostra la nascita della scienza moderna nel Seicento, figlia della circolazione delle idee stampate.
Lo dimostra il lavoro degli storici che, come Alessandro Barbero, ricostruiscono eventi come Lepanto studiando archivi e documenti.
Lo dimostra anche la letteratura, da “Il nome della rosa” al mito del “Secondo libro della Poetica” di Aristotele sul riso: la conoscenza può far paura, perché rende liberi.
Tutto questo è stato spiegato con parole semplici come sottolinea Antonietta: “Mi è piaciuta molto la "chiacchierata" con il Generale Ciampini.
Con grande semplicità ci ha parlato del passato illuminandoci sul tempo che stiamo vivendo”.
Oggi, in un’epoca di informazioni veloci e superficiali, il messaggio è più attuale che mai.
Come ha ricordato di recente il Presidente Mattarella, la cultura è uno strumento di pace, perché allena al confronto, alla complessità, al dubbio.
Leggere, dunque, non per accumulare nozioni, ma per mantenere vivi e critici i nostri neuroni: è questa la vera rivoluzione culturale che continua, pagina dopo pagina.
Così riassume le sue impressioni Gianni: “Mi è sembrata evidente la differenza tra la 'formazione' originata dai libri e 'l'informazione' derivante dalle connessioni alle reti ed ai 'big data'.
E dalle 'mode' che si creano in ogni comunità nell'attribuire lo stesso significato alla stessa parola. Ad esempio il diverso significato dato alla parola 'PACE' in comunità con diversa formazione”. E infine il presidente del CAFM, Claudio Bornaccioni: “I tantissimi i ringraziamenti pervenuti all’Associazione CAFM e i profondi apprezzamenti rivolti al Gen. Ciampini dimostrano e confermano quanto l’obiettivo della nostra Associazione di diffondere la cultura nelle sue varie manifestazioni sia sempre attuale e condiviso”. Per coloro che intendono seguire il programma offerto dal Centro Anziani Frattocchie di Marino APS (CAFM), l’invito a seguire la pagina Facebook e prendere contatto con il Presidente