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Salute
Il prezioso ruolo dell'empatia ed il suo valore nel settore della salute

 

 

 

Salute: Il prezioso ruolo dell'empatia ed il suo valore nel settore della salute

Salute
24/11/2019
Alessandra Benassi

 

 

Quando si parla di empatia si indica la capacità di saper comprendere a pieno lo stato d’animo dell’altro, pur non provando un effettivo coinvolgimento emotivo. L’etimologia della parola, sentire dentro, indica perfettamente l’abilità degli essere umani di sapersi mettere nei panni dell’altro e dunque di creare un alleanza comunicativa che struttura la connessione con esso. Per entrare in empatia è necessario sviluppare:

 

• La capacità di mettersi nei panni dell’interlocutore
• L’abilità di sospendere il giudizio
• La consapevolezza circa le emozioni dell’altro
• La capacità di comunicare all’altro di aver riconosciuto le sue emozioni.

 

 

In modo particolare nel settore sanitario, in via generale in tutti gli ambiti della vita, risulta fondamentale lo sviluppo di legami longevi attraverso lo sviluppo di quella che Daniel Goleman chiama intelligenza emotiva, caratterizzata da:

 

  • la consapevolezza emotiva che permette di distinguere le proprie emozioni e comprenderne le cause;
  • il controllo emotivo che permette di gestire lo stato, gli impulsi e le emozioni a seconda del contesto di riferimento;
  • l’ automotivazione che permette di incanalare le emozioni verso un obiettivo e reagire agli insuccessi;
  • l’empatia per comprendere le emozioni altrui e gestire efficacemente le relazioni interpersonali.

 

Lo staff dello studio di Fisioterapia Fisiologic Mira ci spiega come per raggiungere gli obiettivi e portare il paziente ad un pieno recupero sia fondamentale adottare un approccio emotivamente intelligente orientando le strategie terapeutiche all’ascolto pro attivo del paziente, mostrando attenzione alla comprensione dei suoi sentimenti e bisogni fondamentali.

 

Per un esplicativo contributo possiamo attingere al racconto, presente in Parega e Paralipomena,Il dilemma del porcospino” di Arthur Schopenhauer.

 

Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono il dolore delle spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali: il freddo e il dolore. Tutto questo durò finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”.

 

L’enigma del porcospino è una metafora sulla sfida tra la ricerca e il bisogno di legami con le persone e il bisogno di intimità e riservatezza. La soluzione risiede nella giusta distanza tramite l’ascolto e la calibrazione dei bisogni e dello stato emotivo dell’altro. Nei rapporti umani, che si basano sul principio della socialità, le persone hanno la tendenza a instaurare relazioni e interazioni con soggetti che hanno esigenze simili alle proprie. L’empatia realizza quella tendenza per cui “se ti sento vicino e simile a me credo che tu mi comprenda, di conseguenza ti reputo capace di aiutarmi e per questo mi fido di te”. La fiducia rappresenta la base fondamentale per i rapporti umani un elemento imprescindibile per sviluppare un lavoro di recupero della salute e di prevenzione.

 

Quando si vuole comunicare con qualcuno, raggiungendo un obiettivo, è importante far coincidere il messaggio che si vuole trasmettere con l’universo soggettivo della persona che lo deve ricevere, in quanto ciascuno vive all’interno del proprio personale modello del mondo per questo una buona comunicazione dovrebbe articolarsi sempre in tre fasi:

 

  1. Calibrazione: corrisponde a una fase di apertura sensoriale, è una pausa, è la capacità di ascoltare senza giudizio. Con la calibrazione i sensi vengono orientati verso l’esterno per raccogliere quante più informazioni possibili.
  2. Ricalco: in questa fase dimostriamo di aver raccolto le informazioni, di avere ascoltato l’interlocutore. Con il ricalco facciamo domande approfondite per creare un allineamento con il mondo emotivo e sensoriale dell'altro. L'obiettivo di questa fase e creare un legame articolato su tre livelli comunicativi: verbale, para verbale e non verbale.
  3. Guida: dopo aver strutturato un legame di fiducia e vicinanza con l’altro la guida permette di portare la persona nel proprio mondo, di condurla verso l’obiettivo prefissato.

 

Attuando tale modello linguistico è possibile migliorare la propria comunicazione raggiungendo risultati straordinari.

 

Alessandra Benassi

 

 

Alessandra Benassi
24/11/2019
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