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"Riaprite Via di Fioranello" - Il CdQ Santa Maria delle Mole a Buongiorno Regione

"Riaprite Via di Fioranello" - Il CdQ Santa Maria delle Mole a Buongiorno Regione Copertina    (commenti:2) (1.743-27-0)
Gianni Botta

 
Lunedì 8 giugno 2026 alle ore 07.32 il TGR Lazio si è collegato con Via di Fioranello, dove si sono dati appuntamento i vari Comitati di zona per chiedere a gran voce la riapertura di Via di Fioranello.
Anche noi del Comitato di Quartiere Santa Maria delle Mole – per voce del Presidente Antonio Calcagni – eravamo lì a rappresentare i disagi che ci comporta questa chiusura, disagi sperimentati di persona considerato che per raggiungerla siamo dovuti passare per il GRA impiegando oltre 30 minuti.
 
Successivamente ciascun portavoce degli altri Comitati – tutti riuniti nel Coordinamento di cui via abbiamo parlato (estrapolato della trasmissione) – ha portato la propria testimonianza sulle difficoltà create da questa chiusura che si protrae da più di tre mesi, accentuate dall’assenza di navette e dalla sospensione della linea ATAC n.720 che collega Via di Fioranello con la stazione Laurentina della Metro B.
 
L’Assessora ai Lavori Pubblici del Comune di Roma Ornella Segnalini, intervistata infine dall’inviata del TG3 Ester Maria Lorido, ha assicurato che la riapertura di Via di Fioranello è prevista per la fine di questo mese, quando saranno ultimati i lavori di consolidamento della parete franata.
 
Chi fosse interessato a rivedere l’intera trasmissione può farlo al seguente link.
 
Augurandoci che questo impegno del Comune di Roma venga onorato, noi del Comitato di Quartiere Santa Maria delle Mole continueremo a monitorare la situazione e vi terremo informati sulle pagine di questo portale.

Consegnata alla Città Metropolitana di Roma la petizione popolare per l’acquisizione di via della Falcognana 61

Consegnata alla Città Metropolitana di Roma la petizione popolare per  l’acquisizione di via della Falcognana 61 Copertina    (commenti:2) (973-35-0)
Antonio Calcagni

 
 
Lunedì 8 giugno, una delegazione del nostro Comitato di Quartiere insieme all’amministratrice del Consorzio “La Giostra” Avv. Sara Salvatori, e accompagnati dal Dott. Pasquale Calzetta, Ex Presidente di quello che attualmente è il IX Municipio di Roma, siamo stati ricevuti dal Vicesindaco della Città Metropolitana di Roma, Pierluigi Sanna, a cui abbiamo consegnato i risultati della suddetta petizione popolare.
 
All’incontro ha partecipato anche il Capo del Gabinetto della Città Metropolitana di Roma Capitale Francesco Nazzaro.
 
Il Vicesindaco da parte sua, pur ribadendo le grandi difficolta di bilancio in cui versa l’Ente, ci ha promesso il suo incondizionato impegno a trovare una soluzione al problema, anche attraverso il coinvolgimento di Roma Capitale.
 
Nello specifico, la proposta  del Vicesindaco sarebbe quella di inserire Via della Falcognana 61 tra le strade oggetto di riqualificazione con i fondi stanziati per il Giubileo, una proposta che verrà rappresentato già oggi  al Direttore Generale di Roma Capitale, Albino Ruberti.  
 
Ricordiamo, la petizione popolare, organizzata nei mesi scorsi dal Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole, in collaborazione con il consorzio “La Giostra” del IX Municipio Roma, è stata sottoscritta da 1.027, residenti nell’area metropolitana di Roma, e intende essere di supporto alla richiesta a firma congiunta, più volte reiterata, del IX Municipio di Roma e del Comune di Marino, avente lo stesso fine. 
 
Come noto il suddetto tratto, che collega via della Falcognana, (IX Municipio), con viale della Repubblica, di Santa Maria delle Mole, pur essendo una strada privata di proprietà dei soci del Consorzio la Giostra, e degli Eredi Tudini, è diventata nel tempo particolarmente strategica per tutto il quadrante, e quindi di fatto aperta al pubblico, con un flusso di automezzi stimano in diverse migliaia di transiti giornalieri.
 
Una strada fondamentale quindi per il collegamento tra l’area sud del IX Municipio e la nostra Cittadina e non solo, che non può essere quindi lasciata alla discrezionalità, ed a carico dei proprietari.
 
Basti pensare quello che causo la sua chiusura nel mese di agosto dello scorso anno, quando i Vigili del Fuoco, a seguito di un controllo, la inibirono al transito e intimarono agli eredi Tudini la sua riapertura immediata, previa rimozione di alcuni alberi ricadenti nelle vicinanze del manto stradale.
 
Un paradosso a nostro modesto parere, quello di obbligare un privato a mettere in sicurezza una strada privata al fine di permettere il pubblico transito.
 
Sarà nostra cura tenervi informati sui futuri sviluppi della vicenda.  
 
 
 

Santa Maria delle Mole. Una comunità da consolidare

   (commenti:2) (1.919-0-0)
Gianni Morelli

(articolo esportabile)

Recentemente sulla nostra pagina ‘Immagini da Boville’ ho letto un messaggio pubblicato da una gentile signora che ci invitava a guardare all’esterno del nucleo cittadino vero e proprio ed a spostare la nostra attenzione sul mondo che circonda il nostro centro abitato per prendere coscienza della bellezza del territorio in cui viviamo.

Ora io sono, per natura, uno che apprezza moltissimo l’ottimismo nelle persone. E quel richiamo mi ha stimolato a guardarmi intorno con un atteggiamento diverso, più pronto a rilevare le cose positive che ci circondano. E leggere messaggi di questo tipo mi conforta e mi spinge ad approfondire le sensazioni gradevoli che comporta la sensazione di immediata condivisione che ho provato nei confronti della scrittrice di quella nota.

E’ vero che nel corso della nostra vita quotidiana tendiamo a rilevare, commentare e lamentarci delle cose storte che vediamo intorno a noi, ci lasciamo prendere dallo sconforto o dalla rabbia, ma raramente ci impegniamo per tentare di risolvere i problemi che più ci affliggono e ci impediscono di vivere più serenamente.

E, purtroppo, una delle cose che ci sembrano più opprimenti deriva sicuramente dalla situazione caotica dovuta alla sbagliata o mancata pianificazione dello sviluppo della nostra città che è diventata poco vivibile a causa del proliferare di interessi certamente lontani dalle effettive esigenze dei cittadini.

Decisamente la nostra città non ha goduto per lustri di amministratori attenti alle esigenze dei cittadini, né, purtroppo abbiamo avuto opposizioni in grado di contrastare efficacemente le impostazioni scarsamente orientate ad uno sviluppo eco-sostenibile del territorio

Né, purtroppo i cittadini stessi sono stati in grado di dimostrare una capacità di reazione, in quanto ancora oggi non siamo in grado di farci valere in funzione di una dimostrata coesione, derivante dall’esistenza di un tessuto sociale compatto ed attento alle esigenze della comunità, più che dei singoli.

Così l’abusivismo ed una malsana idea di sviluppo edilizio che ha caratterizzato le Amministrazioni degli ultimi lustri hanno portato ad una situazione di difficoltà derivanti da Strade strettissime, … assenza di marciapiedi, … parcheggi inesistenti (e quelli che esistono sono quasi tutti a pagamento), … invasione da parte di ‘attraversatori del centro cittadino per evitare semafori’ in alcune ore del giorno, … indisciplina di molti automobilisti/e concittadini/e, … passaggi a livello e semafori che rendono altissima la difficoltà di attraversamento di strade importanti che ci separano dalle altre porzioni di territorio comunale, … rumori molesti, … mancata manutenzione delle strade …. Ecc, .

E, in tutto ciò, perdiamo il contatto con quello che potremmo contribuire a realizzare

Il territorio che ci circonda, infatti raccoglie in sé tutte le caratteristiche che hanno reso famoso l’agro romano, dai resti di antiche civiltà, all’esistenza di aziende agricole importanti, alla vicinanza con il lago, alla possibilità di raggiungere facilmente il mare

E allora vorrei che ci unissimo in uno sforzo comune per riuscire a contrastare il processo di abbandono che è da tempo iniziato con la distruzione delle vigne, con la rinuncia all’agricoltura, con la disattenzione alla corretta gestione dell’arredo urbano ecc.

E sono sicuro che acquisiremmo la forza necessaria per poter proporre modelli di sviluppo e per poter partecipare con cognizione di causa alle decisioni che di volta in volta, saranno prese su questi temi così importanti per la nostra qualità di vita. Partecipiamo e suggeriamo tutti i giorni e adoperiamoci per contribuire a realizzare eventi che contribuiscano a consolidare il nostro senso di appartenenza a questa comunità

Al momento non offro ricette particolari, ma sono sicuro che, se ci pensiamo tutti insieme, riusciamo a trovare modi di condivisione di questo patrimonio.

Troviamo il modo di incontrarci e di discuterne

PERCHE’ LA STELLA DI NATALE?

 PERCHE’ LA STELLA DI NATALE? Copertina    (commenti:2) (547-0-0)
Domenico Brancato

(articolo esportabile)

DA QUANDO E PERCHE’ LA STELLA DI NATALE E’ DIVENUTA LA PIANTA PIU’ RAPPRESENTATIVA DEL NATALE?
 
La pianta comunemente conosciuta come Stella di Natale è originaria del Messico e dell’America centrale, dove cresce spontaneamente e raggiunge anche 4 metri di altezza. Mentre da noi, normalmente, non supera i 50 centimetri ed essendo coltivata in vaso, come pianta da appartamento, è divenuta, per la sua eleganza, tonalità cromatiche, e tradizione, da diversi decenni, il simbolo ornamentale più rappresentativo del Natale.
 
Per cercare di rispondere all’interrogativo in intestazione e fornire elementi sull’ attribuzione del simbolo alla pianta in questione, si fanno seguire alcune informazioni storico-leggendarie in proposito.
 
La pianta arrivò in Europa nel 1804 e a Berlino fu catalogata col nome botanico “Euphorbia Pulcherrima”. Successivamente, nel 1825, l’ambasciatore americano in Messico “Joel Poinsett” la portò negli Stati Uniti dove, in suo onore, fu chiamata “Poinsettia”. Dal 1950 , da quando in Germania fu coltivata anche come pianta da appartamento, la Stella di Natale è diventata popolare in tutto il mondo, come simbolo d’amore e di purezza, da donare soprattutto a Natale.
L’usanza, già molto apprezzata dagli Aztechi nel XVI secolo, nasce da un’antica leggenda che racconta: “In un piccolo villaggio del Messico, nella penisola dello Yucatan, viveva una bambina molto povera di nome Altea che, mentre tutti i bambini compravano regali da offrire a Gesù per Natale, lei non poteva permettersi di comprare nulla. Quel giorno, quando tutti gli abitanti del villaggio si recavano in chiesa per offrire i loro doni, Altea decideva, sconsolata, di rimanere in casa da sola, fin quando le apparve un Angelo che le suggerì di raccogliere dei fiori dai bordi della strada e di portarli in chiesa, come dono per Gesù. Precisando che il suo dono sarebbe stato il più apprezzato di tutti, poiché consisteva in fiori raccolti con amore. La bambina decise di seguire i suggerimenti dell’Angelo: raccolse i fiori, li portò in chiesa, li pose vicino all’altare e si mise a pregare. In poco tempo quell’umile omaggio si trasformò in una pianta con meravigliosi fiori di colore rosso: è cosi che nacquero le Stelle di Natale, come le conosciamo oggi”.
 
Da quella notte in Messico la pianta della Stella di Natale prese il nome di “Flores de la Noche Buena”, ovvero fiore della Notte Santa.
Purtroppo però, trattasi di un’essenza delicata la cui gradevolezza, se non si praticano cure adeguate, rischia di esaurirsi ancor prima dello scadere del ciclo delle festività. Per cui, si ritiene utile fornire alcune indicazioni, per evitare simili ricorrenti brevi durate di questa curiosa pianta, caratterizzata dalla presenza di piccoli fiori giallastri seminascosti all’interno di una corona di decorative brattee di varie dimensioni, generalmente di color rosso fuoco, ma anche rosa, bianche, gialle o arancioni.
Innanzitutto, dopo l’acquisto, è buona norma, estraendola dal vaso, controllare le radici che, qualora dovessero essere poche, sottili e scure, è meglio optare per altro soggetto con radici fitte e bianche. Ma anche in quest’ultimo caso, se il vaso dovesse risultare totalmente occupato dall’apparato radicale, per mantenere la vigoria della pianta, è consigliabile effettuare il travaso in un contenitore di dimensioni maggiori. Inserendo sul fondo e nello spazio che si viene a creare intorno alla zolla, del terriccio per piante da fiore misto a del materiale drenante ( Lapillo vulcanico o Perlite o pietra pomice, o sabbia). Allo scopo, non solo di impedire ristagni di acqua, ma anche di assicurare una indispensabile porosità nel terreno, per consentire la penetrazione e la circolazione di ossigeno. Affinchè le radici possano svolgere le loro funzioni vitali, quali la metabolizzazione degli elementi nutritivi e l’assorbimento dell’acqua.
 
Successivamente, per mantenere la pianta in buone condizioni, occorre adottare e praticare altre indispensabili accortezze e cure, quali:
 
  • non tenerla in stanze dove, anche di notte, è possibile che avvenga l’accensione di un lampadario, sebbene per pochi minuti, o di posizionarla nei pressi di luminarie poste sull’albero di Natare o altrove, per evitare la deformazione e la caduta delle foglie. Trattandosi poi di una pianta fotoperiodica (sensibile al complesso di reazioni che gli organismi vegetali presentano al ritmo ambientale giornaliero e stagionale dei periodi di luce e di oscurità), e brevidiurna (a giorno corto), lo sviluppo della fioritura viene stimolato dalla diminuzione a 8-10 ore di luce, rispetto a quelle di buio che, in Autunno-Inverno, dovrebbero avere una durata di 12-14 ore ( dalle 17 alle 7 del mattino ca.) giornaliere;
  • evitare di posizionarla nei pressi di termosifoni, caminetti e di esporla a correnti di aria fredda ed in locali con aria condizionata spinta. In quanto la condizione più rispondente alle sue esigenze risulta essere quella con temperature di 20-25 °C di giorno e 13-15 ° C di notte. Ed una volta individuata la giusta posizione non effettuare continui spostamenti: probabili cause di sofferenza dovuta all’alternanza di condizioni di luminosità e temperatura;
  • annaffiare solo quando il terreno risulta bene asciutto: in genere una volta a settimana in Inverno ed ogni due giorni d’Estate, integrandole con frequenti vaporizzazioni. Comunque l’importante è non lasciare il terreno per troppo tempo asciutto ed evitare i ristagni;
  • effettuare concimazioni, in piccole dosi, ogni ca. 30 giorni, soprattutto in Autunno, con fertilizzante naturale liquido contenente alte percentuali di fosforo (P) e potassio (k);
  • eliminare, quando necessario, gli steli rovinati e vecchi, per non disperdere sostanze nutritive assorbite dalla vegetazione non in grado di rifiorire. In Primavera poi, dopo la caduta delle brattee ( che non rappresenta una manifestazione di sofferenza, bensì una fase del normale periodo vegetativo); affinchè si creino i presupposti per una rifioritura nell’inverno successivo, è necessario tagliare ( proteggendo le mani con guanti per evitare le conseguenze dell’irritazione prodotte dal contatto con l’epidermite) gli steli con una lama bene affilata (escludendo le forbici, in quanto potrebbero piegare, in corrispondenza della recisione, i bordi dello stelo verso l’interno), ad una altezza dal terreno di 10 centimetri e cospargere la superfice dei tagli con cenere o del terriccio, per fermare la fuoriuscita di lattice;
  • in Primavera, possibilmente, portarla all’aperto, in posizione di penombra e, nel caso si avvertisse un’eccessiva crescita, per contenerla è possibile intervenire periodicamente con piccole recisioni fino ad Agosto, quando ha inizio la formazione dei fiori. Ad Ottobre, invece, può avvenire il trasferimento in casa, collocandola in un ambiente dove sia, come in precedenza precisato, per la maggior parte del tempo al buio.
 
Qualora si volesse effettuare la riproduzione, considerato che la pianta non produce seme, è necessario procedere, in Primavera-Estate, tramite il metodo per talea, prelevando circa 10 centimetri di apice dagli steli privi di fiori, e provvdendo all’eliminazione delle foglie lungo la parte bassa ed al dimezzamento di quelle superiori, prima di porla in mezzo bicchiere di acqua tiepida. Se dopo 15-20 giorni, come normalmente accade, sarà avvenuta la formazione di radici sufficientemente sviluppate, si potrà procedere all’interramento.
Circa le malattie che possono colpire la Stella di Natale è possibile che si verifichi la presenza di macchie scure sulle foglie ed il conseguente afflosciamento, appassimento e la caduta delle stesse. Oltre alla comparsa, su foglie e steli, di polvere grigia che tende a diffondersi rapidamente: sintomo di un attacco di Botrite. Manifestazioni che comunque è facile prevenire, evitando di eccedere con le annaffiature e ad asporre, per lungo tempo, la pianta alla luce e alle basse temperature.
 
Un ultimo consiglio è quello di tenere la pianta fuori della portata di bambini e animali domestici, perché il suo lattice altamente urticante, se ingerito in grandi quantità, potrebbe causare pericolosi manifestazioni di vomito e diarrea.
Infine, chi scrive affida a questa simbolica diffusissima pianta la trasmissione di un sentito auspicio, affinchè il 2021 diffonda nelle “menti” delle Persone di qualsiasi estrazione, ed in particolare di coloro che detengono il potere decisionale, a tutti i livelli, la consapevolezza che la salute costituisce il bene primario: in mancanza o carenza del quale, qualsiasi altro bene materiale perde ogni valore, ed il conseguimento di qualsivoglia aspirazione, spesso, diviene utopia.
Consapevolezza indispensabile, affinchè si possa avvertire la necessità di destinare le indispensabili attenzioni, le necessarie risorse economiche e le energie intellettive occorrenti per la conduzione di permanenti studi specifici ed aggiornamenti professionali, finalizzati all’acquisizione di conoscenze atte a predisporre strategie di prevenzione e tempestivi interventi in grado d’impedire il ripetersi di altre così estese e gravi pandemie. Nonché, di scongiurare il verificarsi di ulteriori manifestazioni di impreparazione, sprovvedutezza e di soccombenza nei confronti dell’attacco di altre eventuali insidiosissime insorgenze virali.
 
Tutto ciò per salvaguardare, il prezioso patrimonio della salute della Popolazione ed in particolare, di tutti coloro che svolgono attività nei vari settori operativi, in quanto artefici e responsabili della qualità della vita delle comunità in cui operano.

Facciamo bella la nostra scuola

Facciamo bella la nostra scuola Copertina    (audio/video)    (commenti:2) (1.550-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 
 
I cortili come paesaggi gioco-didattici
 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo, inviatoci dal “Gruppo Progetto-Facciamo Bella la nostra scuola”. Questo fantastico gruppo ha realizzato un progetto che, migliorando l’aspetto dei cortili delle nostre scuole, porta lustro alla nostra comunità, oltre ovviamente a rendere più piacevole la frequentazione delle scuole da parte dei nostri piccini. Una sola parola. Grazie per quello che fate.
 
Oggi 6 aprile 2024 si è concluso il primo passo del progetto Facciamo bella la nostra scuola, che riguarda l’abbellimento dei cortili di cinque plessi dell’Istituto comprensivo di Santa Maria delle Mole.
 
Tutto ha avuto inizio lo scorso settembre, quando una maestra ha segnalato questa iniziativa di carattere nazionale. Il Consiglio d’Istituto, sostenendo questa esperienza, ha colto l’occasione sia per aggregare la Comunità Scolastica sia per migliorare l’aspetto dei cortili delle scuole, disegnando e colorando i classici giochi da cortile: campana, tris, bersaglio, copiami, jump e twister. Per la scuola media, invece, sono previsti dei murales sul tema dei quattro elementi naturali: terra, acqua, aria e fuoco.
 
L’obiettivo è quello di promuovere e valorizzare la partecipazione attiva dei genitori alla vita della scuola, stimolare il senso di cooperazione e di impegno civico, proporre e realizzare un’azione educativa, fondata sul senso di appartenenza e di responsabilità nei confronti dei beni comuni.
 
Grazie a dei genitori “specializzati” (quattro architetti, una restauratrice e un decoratore) è stata avviata la fase ideativa nei vari plessi, successivamente sottoposta all’approvazione sia del Consiglio d’Istituto sia degli Assessori Comunali.
 
Tutto questo è stato possibile anche attraverso il supporto di Leroy Merlin- Ciampino, che ha fornito prodotti di alta qualità (vernici, pennelli, rulli, ecc.) per la realizzazione dei lavori; mettendo a disposizione anche un consulente specialistico, che ha orientato la scelta di tutti i prodotti. La multinazionale francese, ancora una volta, si è dimostrata sensibile alle tematiche educative, rivolte ai bambini, che sono decisive per affrontare l’elevato grado di complessità e mutevolezza della società contemporanea.
 
La Comunità Scolastica dell’Istituto Comprensivo di S. Maria delle Mole, nel fine settimana appena trascorso, si è riunita per dare vita all’evento di partecipazione collettiva, prendendosi cura del cortile del plesso Verdi; il primo dei cinque investiti dal progetto. E non si vede l’ora di abbellire la prossima scuola”.

A proposito di Via Mameli

A proposito di Via Mameli Copertina    (commenti:2) (1.212-0-0)
Antonio Calcagni

(articolo esportabile)

 
Dopo i nostri numerosi solleciti, a cui seguivano incomprensibili silenzi, finalmente l’amministrazione comunale ha deciso di dare una risposta ai cittadini che ormai da 20 mesi attendono la conclusione dei lavori della suddetta strada.
 
Lo ha fatto, su sollecitazione del Presidente del Consiglio Comunale, Eugenio Pisani, organizzando un sopralluogo tecnico, a cui noi del Comitato siamo stati invitati.
 
All’incontro che si è svolto venerdì 4 novembre oltre al poc’anzi menzionato Presidente, erano presenti: l’Assessore ai lavori Pubblici, Giuseppe Toppi; Il Dirigente dei LL.PP. Roberto Leto; il Geometra comunale, Fabrizio del Grande; ed il sottoscritto.
 
L’occasione è stata propizia, per ribadire con forza che, i ritardi nella conclusione dei lavori, sono ormai da definire quantomeno imbarazzanti.
 
Il dirigente ha voluto sottolineare che molto tempo è stato perso per avviare e concludere gli all’allacci della fibra, che hanno richiesto un taglio dell’asfalto in corrispondenza delle vie, che intersecano la suddetta strada.
 
Mentre ora che finalmente anche questi lavori sono stati conclusi, ci è stato riferito che, procederanno speditamente nella realizzazione delle diverse caditoie per lo scolo dell’acqua, che soprattutto in corrispondenza delle strade che scendendo, si collegano a via Mameli, convogliando la massa di acqua, o sono insufficienti, oppure sono del tutto assenti.
 
Al termine della realizzazione di queste caditoie si procederà all’asfaltatura.
 
Abbiamo altresì segnalato che, nel frattempo qualche albero è ormai seccato e va quindi sostituito, oltre alla pericolosità di alcune panchina rotte.
 
Noi che fondamentalmente, e fino a prova contraria, crediamo alle promesse fatte, aspettiamo quindi fiduciosi, sperando che questa nostra apertura di credito sia contraccambiata da fatti concreti .
 

Verso una Roma Capitale Metropolitana: si riaccende il dibattito sull’autonomia e lo sviluppo del territorio

Verso una Roma Capitale Metropolitana: si riaccende il dibattito sull’autonomia e lo sviluppo del territorio Copertina    (commenti:2) (607-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

 
Il 13 maggio scorso, presso l’agriturismo “Il Cavallino Rosso”, al confine tra Roma, Boville e Pavona, si è svolto un incontro promosso dalle associazioni Sempre Boville e Co.Pro.N.E.L. per rilanciare il dibattito sulla riforma di Roma Capitale e dei 21 Comuni della Città Metropolitana, con attenzione alle aree dell’Appia Antica, Bovillae e l’Agro Romano.
 
L’incontro ha riacceso i riflettori su un tema che unisce istanze democratiche, sviluppo territoriale e tutela del patrimonio culturale e ambientale. La proposta al centro del dibattito riguarda una legge costitutiva, prevista dall’art. 114 della Costituzione, per il riconoscimento istituzionale di Roma Capitale Metropolitana e delle comunità coinvolte. L’obiettivo è ottenere una governance più efficace e partecipata, coinvolgendo anche le Province limitrofe non metropolitane.
 
Dopo l’introduzione di Carla Martella, impenditrice agrituristica, e l’introduzione di Pino Cardente, coordinatore CoProNEL e Presidente dell’ass.ne Sempre Boville, sono intervenuti: l’agronomo Marco Greggio, il ricercatore Francesco De Santis (Università LUMSA e ANCI Lazio), e contributi di studiosi come Marco Bellitto e Alfonso Pascale. Presente anche Luciano Nobili, presidente della Commissione PNRR e Grandi Eventi della Regione Lazio.
 
Durante l’evento, si è ribadita la richiesta che parte dei fondi PNRR avanzati — circa 10 miliardi — vengano destinati a progetti locali sostenibili, come la valorizzazione agrituristica, la tutela del patrimonio religioso e culturale (come il Monastero dei Frati Trappisti a Bovillae), e la messa in sicurezza delle infrastrutture, a seguito di recenti episodi come il crollo di una scuola a Santa Maria delle Mole.
 
Infine, le associazioni promotrici hanno rilanciato l’appello per l’estensione del riconoscimento UNESCO all’intera area dell’Appia Antica e dei siti archeologici censiti, e chiesto un incontro urgente al Ministero della Cultura.
L’iniziativa, a cui ha fatto da sfondo anche una mostra sulla transumanza e degustazioni di prodotti tradizionali, ha rappresentato un momento di confronto costruttivo. Le comunità promotrici ribadiscono che l’autonomia istituzionale è uno strumento democratico da perseguire con determinazione, dentro e fuori le sedi istituzionali.
 
Associazioni promotrici: Sempre Boville – Co.Pro.N.E.L.

MULTISERVIZI MARINO: RIFIUTI RIDOTTI DEL 50%

MULTISERVIZI MARINO: RIFIUTI RIDOTTI DEL 50% Copertina    (commenti:2) (1.413-0-0)
Eleonora Persichetti

(articolo esportabile)

COMUNICATO STAMPA
“DA MAGGIO A NOVEMBRE 2018 RIFIUTI INDIFFERENZIATI RIDOTTI DEL 50%”

 

L’avvio della raccolta differenziata porta a porta nel territorio di Marino sta già producendo i primi risultati importanti. I dati di novembre 2018 sulla quantità di rifiuti indifferenziati portati in discarica parlano di un abbattimento delle quantità del 50% rispetto a maggio dello stesso anno, mese che ha siglato l’avvio della raccolta differenziata porta a porta in città.

Le quantità portate in discarica nel mese scorso sono state pari a 973.620 kg: in soli sei mesi, dunque, siamo riusciti a scendere al di sotto della soglia del milione di KG.. Nel mese di maggio, invece, prima dell’avvio del progetto “porta a porta”, si erano sfiorati i 2 milioni di kg (1.949.820 per l’esattezza) di secco residuo prodotto sul territorio.

Da quando la Multiservizi dei Castelli di Marino ha iniziato la distribuzione dei primi mastelli che hanno siglato l’inizio di questo nuovo percorso, quindi, la curva dei rifiuti indifferenziati è andata scendendo, per arrivare a novembre (ultimo mese rilevato) alla quota già citata di 973.620 kg, con tutti i benefici che ne seguono, ambientali, di decoro e di costi.

 

Al momento la raccolta differenziata porta a porta nella città di Marino serve circa il 60% della popolazione. Nei primi mesi sono state coperte  le zone:Santa Maria delle Mole, Frattocchie, Cava dei Selci (Zona A) mentre in questi giorni sta per essere ultimata tutta la Zona B ( Castelluccia, Fontana Sala, Due Santi, Spinabella, Costa Rotonda e Campofattore). A breve  si partirà con l’avvio del porta a porta anche nell’ultima zona, la Zona C, che comprende anche il centro storico di Marino.

 

I numeri dei primi sei mesi dall’avvio della raccolta differenziata porta a porta a Marino sono, per noi, un termometro importante – commenta il presidente della Multiservizi dei Castelli di Marino, Walter Bravettie ci incoraggiano ad andare avanti e portare a termine un progetto ambizioso quanto fondamentale per aiutare questo territorio a crescere e migliorarsi. Sapere di essere andati sotto la soglia del milione di Kg di rifiuti indifferenziati nel mese di novembre 2018 ci rende orgogliosi del lavoro svolto finora da tutti gli addetti ai lavori. Certo le difficoltà non sono mancate e non mancheranno ed è per questo che ai cittadini chiediamo pazienza e comprensione, oltre che naturalmente collaborazione nella corretta gestione e conferimento dei rifiuti”.

 

LA NUOVA PAGINA FACEBOOK - La Multiservizi dei Castelli di Marino ha deciso di aprire, in questi giorni, una pagina Facebook dedicata ai cittadini, raggiungibile al seguente indirizzo multiservizicastellimarino.  Uno spazio virtuale che non rappresenta un canale per ricevere segnalazioni su disservizi o richieste di intervento (esistono altri strumenti per rispondere a queste esigenze dall’ECOSPORTELLO che risponde al numero verde 800154952 all'app MUNICIPIUM ) ma che vuole essere una risposta ad una richiesta specifica degli utenti: avere a disposizione uno strumento informativo facilmente raggiungibile e sulla piattaforma social più utilizzata.

 

 

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