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Parco Falcone - J’accuse

Parco Falcone - J’accuse Copertina    (commenti:1) (1.277-0-0)
Antonio Calcagni

 
Con il favore delle tenebre, nelle scorse settimane, si è compiuto l’ennesimo atto di inaudita “violenza” nel confronti dei Volontari quelli veri, ovvero quelli che si occupano della cosa pubblica a prescindere da chi l'amministra.
La storia è presto detta, l’associazione Progetto Uomo-Ambiente, pur avendo lasciata nel 2020, dopo quasi 30 anni, l’incombenza della cura del parco Falcone, grazie alla lodevole opera di alcuni soci, continuava ad occuparsi della chiusura ed apertura quotidiana dal parco, un servizio svolto in silenzio spinto solo dall’amore profondo che la lega al parco.
 
Tutto ciò fino a qualche settimana fa, quando con profondo stupore, i suddetti, nell’atto di procedere all’apertura quotidiana del parco, hanno dovuto constare che le serrature del suddetto parco erano state sostituite.
Un’azione che ricorda tanto da vicino quella subita del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole che, senza tanti preamboli, e senza nessun atto formale, gli è stato impedito l’uso della sua storica sede, un atto che ancor oggi non sappiamo da chi, o sotto la regia di chi, è stato perpetrato.
 
Orbene è normale che in occasione del cambio della guardia tra due realtà diverse, è di prassi chiedere agli uscenti la restituzione delle chiavi di accesso, per riconsegnarle ai subentranti ma procedere d’imperio senza consultare nessuno, è un ignobile atto che denota una mancanza di fiducia e di rispetto per coloro che, per decenni hanno portato avanti un’opera Gratuitamente, dando per questo anima e cuore.
Per capire cosa è significato e cosa ancora significa il parco Falcone per l’associazione Progetto Uomo-Ambiente è necessario fare una breve crono storia dei fatti.
 
La suddetta Associazione di cui mi onoro di essere stato il presidente fondatore, carica poi passata e portata avanti onorevolmente ed interrottamente dal mitico Attilio, nasce nel lontano 1992, con lo scopo di recuperare l’allora parco detto, “Maroncelli”.
Un’avventura durata tre decenni che ha portato a far rivivere un parco che, realizzato nel 1985 dopo pochi anni risultava di fatto abbandonato a se stesso, fino al punto di dover essere chiuso per impraticabilità.
Un parco intorno a cui si sono formate intere generazioni di giovani.
Chi non ricorda infatti la “Festa del Miele” oppure la “Festa d’Autunno, solo per citarne alcune.
Tutte manifestazioni che hanno visto il coinvolgimento di molte centinaia di persone e che come si direbbe ora, erano all’insegna del “Low Cost” e soprattutto senza mai gravare sulle casse pubbliche.
Senza poi dimenticare il sondaggio lanciato per la scelta del nome da dare al parco, iniziativa che coinvolse oltre 1.000 ragazzi delle scuole della nostra Cittadina, e che si concluse con la scelta di dedicarlo appunto a Giovanni Falcone, magistrato appena ucciso dalla mafia.
 
Tuttora, la stele commemorativa, posta all’ingresso, è lì a ricordare l’avvenimento.
Al neo costituito “Comitato” che mi immagino essere nato con altrettanta voglia di dedicarsi alla cosa pubblica, senza quindi altri scopi reconditi, faccio i miei migliori auguri di proseguire nell’opera avviata dalla suddetta associazione.
Se poi tra 30 anni riusciranno, mi auguro di si, ad eguagliare i risultati della nostra Associazione, i futuri cittadini della nostra Città dovranno rendere i dovuti onori che eventualmente si saranno meritati.
 
Al momento questi onori vanno però riservati solo ed esclusivamente alle centinaia di soci dell’Associazione Progetto Uomo-Ambiente, che si sono succeduti in questi decenni.
 
A proposito, con fare costruttivo ricordo ai nuovi “volontari” che nonostante il taglio dell’erba, effettuato recentemente da una ditta incaricata dall’Amministrazione comunale così come lo svuotamento dei cestini, il parco, al momento risulta particolarmente abbandonato, con immondizia sparsa dappertutto.
 
Una presa in carico delle proprie responsabilità che tarda ad arrivare, ma che sono certo verrà colmata al più presto.

La rinascita dell'Appia Antica

La rinascita dell'Appia Antica Copertina    (commenti:1) (921-0-0)
Antonio Calcagni

La locale sezione “Appia Sud il Riccio” di Legambiente ed il  Comitato  di Quartiere di Santa Maria delle Mole, da sempre  uniti nelle battaglie socio-culturali ed ambientali, sono lieti di annunciare che, mercoledì 30 Giugno, ripartiranno i lavori di manutenzione straordinaria, di tutto il tratto di Appia Antica, ricadente nel territorio del nostro Comune.
 
La svolta dopo che i 2 gruppi  di volontariato, insieme alle associazioni commercianti, di Frattocchie, di Marino, della locale A.C.F capitanata da Massimo Caucci, e da A.S.D. Scacchi in tour, hanno partecipato e vinto con il progetto “Ripartiamo Insieme”, la prima edizione del “bilancio partecipato” promosso dal Comune di Marino  e denominato “Sei tu a decidere”, un  progetto, ideato da  Ale Viaggi e Paciotti Foto.
 
Grazie quindi al grande successo di questo progetto, votato da più di 2.300 concittadini, che il nostro  tratto di Appia Antica, potrà finalmente avviarsi verso una completa rinascita.
 
La Regina Viarum una strada conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, che  potrebbe essere uno straordinario volano per l’economia locale, è spesso vista da noi con indifferenza, non curanza, se non addirittura come un intralcio allo “sviluppo” urbano.    
 
L’impegno delle 2 realtà associative mira a modificare radicalmente questo approccio, promuovendo nel contempo un confronto fattivo  con le Istituzioni coinvolte  nella gestione del parco, ovvero, Parco Archeologico e Parco Regionale Appia Antica, al fine di garantire   anche per la parte ricadente nei Comuni di Ciampino e Marino, pari attenzione.
 

Numeri estratti della lotteria "La nostra Festa 2023"

Numeri estratti della lotteria "La nostra Festa 2023" Copertina    (commenti:1) (2.714-0-0)
la Redazione

 
Qui di seguito, vengono riportati i numeri dei biglietti vincenti, estratti alla lotteria della festa patronale in Santa Maria delle Mole del 10 settembre 2023
 
 
 
 
Ordine
D’estrazione
Numero
Estratto
Premio
assegnato
1 7376 FIAT PANDA
2 3806 BRACCIALE
3 4170 SOGGIORNO CORSICA
4 6630 ROBOT ASPIRAPOLVERE
5 2127 SOGGIORNO + SPA
6 5580 COUPON 200,00€
7 6938 OROLOGIO
8 5074 COUPON 200,00€
9 4040 ABBONAMENTO FITNESS
10 1690 LAVAPAVIMENTI A VAPORE
11 5924 COUPON 100,00€
12 7100 COUPON 100,00€
13 1040 COUPON 100,00€
14 5371 COUPON 100,00€
15 2298 COUPON 100,00€
16 4212 SOGGIORNO 1GG B&B
17 7169 ABBONAMENTO PATTINAGGIO
18 2657 VISITA METABOLISMO
19 0041 COUPON 50,00€
20 7305 LAVAGGIO + LUCIDATURA AUTO
21 3279 TRATTAMENTO CORPO
22 0262
COUPON 40,00€
 
 
 
 

Economia circolare e lineare: quali effetti sul clima?

Economia circolare e lineare: quali effetti sul clima? Copertina    (commenti:1) (1.318-0-0)
Domenico Brancato

 

 

L’economia Circolare consiste in un nuovo modo di produrre nel rispetto dell’Ambiente e del valore delle cose ed è basata sul riciclo e sul contenimento degli sprechi. Il principio è che un’economia per essere sostenibile non può continuare ad estrarre ulteriori materie prime in via di esaurimento, ma deve essere orientata alla conversione degli scarti per la produzione di nuovi prodotti e per il conseguimento di una serie di vantaggi di natura ambientale, sociale e climatica.

 

A differenza dell’economia Lineare, che si fonda sul prelievo di sempre nuove materie prime e sul consumo di massa, destinato a diventare materiale di scarto che alimenta l’incontenibile accumulo di rifiuti che, a loro volta, generano inquinamento e surriscaldamento (detto anche Riscaldamento climatico), che ha comportato e sta comportando il mutamento sempre più rilevante del clima terrestre, con conseguenti manifestazioni, sempre più frequenti, di fenomeni atmosferici estremi. Oltre a creare enormi diseguaglianze e conflitti etnici, a causa delle guerre che si scatenano per accaparrarsi le più importanti fonti residue di materie prime.

 

Sicché, l’economia Circolare si fonda:

 

· sulla considerazione che i rifiuti prodotti da industrie e privati non sono materiale di scarto, ma una seconda materia prima;

· sulla drastica diminuzione dello spreco a monte, attraverso la condivisione, con altri consumatori, di beni in buono stato, per evitare di buttarli o lasciarli accantonati ed inutilizzati;

· nell’arresto dell’inefficienza precoce dei prodotti, tramite la loro riparazione;

 

e persegue la seguenti finalità:

· produrre ex novo prodotti con materiali atossici e progettati per poter essere riutilizzati, allo scopo di ridurre, se non addirittura azzerare, gli scarti;

· allungare la vita dei prodotti;

· ridurre i rifiuti attraverso il riciclo, per creare nuova materia.

 

Al fine di conseguire i seguenti vantaggi:

· un risparmio netto, secondo dati del Parlamento Europeo, dell’8 % del fatturato annuo ( pari a ca. 600 miliardi ) di tutte le imprese Europee e la riduzione delle emissioni di gas serra del 2- 4 % , grazie alla prevenzione dei rifiuti, il riutilizzo dei materiali e l’ecodesign ( Ideazione e progettazione di oggetti d’uso con materiali di scarto);

· una maggiore sicurezza nei confronti della disponibilità delle materie prime;

· un aumento della competitività e dell’impulso all’innovazione e alla crescita economica;

· un incremento dell’occupazione che, secondo stime, nell’Unione Europea, con la transizione verso l’Economia Circolare, si prevede sia di circa 600 mila nuovi posti di lavoro,

· benefici verso i consumatori finali, poiché potranno contare sulla disponibilità di prodotti durevoli ed innovativi, tali da far risparmiare in termini economici, e migliorare la qualità della vita.

 

Fra gli esempi di Economia Circolare in Italia, rispondenti al conseguimento dei descritti obiettivi, meritano una citazione le realtà di seguito menzionate:

 

DACCAPO – Centro Ri-Uso di Capannori:

centro di raccolta sociale creato su iniziativa della Caritas e dell’Associazione “Ascolta la mia voce“ per ricevere la donazione di oggetti che non servono più o per farli riparare. Delle tre sedi operative, fra Lucca e Capannori, due effettuano la raccolta e la riparazione ed uno svolge la funzione di Emporio. Dove è possibile acquistare, attraverso una donazione, gli oggetti riparati o trasformati in un laboratorio all’uopo attrezzato, per insegnare un mestiere ed offrire opportunità di lavoro a persone in condizioni di difficoltà;

 

C.R.E.A: Centro Riuso ed Educazione Ambientale (Pergine Valsugana –Trentino):

dove è possibile donare o cedere, in contro vendita, oggetti e materiali in buone condizioni d’uso, come: posate, stoviglie, strutture di arredo, libri, abbigliamento, piccoli elettrodomestici, ecc. Allo scopo di stimolare e diffondere la cultura del riuso, tramite il conferimento di una seconda vita a ciò che non viene più utilizzato;

 

Eco Sistemi S.r.l – Rovereto:

azienda che si occupa della depurazione delle acque con un sistema brevettato nel 2014 che, grazie al reattore (Contenitore progettato per farvi avvenire una reazione chimica, costituito da un serbatoio alimentato da un flusso costante di materia comprendente reagenti, inerti, catalizzatori e parte del prodotto riciclato) – RCBR - (Rotating Cell Biofilm Reactor = Reattore a Biofilm a cella rotante), senza additivi chimici, forma naturalmente un film biologico di batteri attivi nel rimuovere gli inquinanti delle acque. Trattasi, in particolare, di un sistema che sfrutta:

 

· l’aereazione naturale, evitando i costi di funzionamento e manutenzione dei compressori d’aria;

· e un design (progetto di un oggetto d’uso destinato alla produzione industriale, in serie, secondo forme esteticamente rispondenti alla funzionalità dell’oggetto stesso) che utilizza materiali di scarto (tappi di plastica delle bottiglie), per la formazione dell’habitat per la crescita del film biologico attivo. Frutto di un brevetto tutto italiano, che oggi viene applicato per risolvere i problemi di depurazione, anche da sostanze poco biodegradabili, di acque reflue;

 

Carte ecologiche Favini:

azienda dedita alla produzione della gamma “Crush”(residui dei prodotti vegetali di seguito citati) di Favini, di carte colorate dalla consistenza tattile particolare, realizzata nel laboratorio di Rossano Veneto, che si distingue dai tradizionali metodi di produzione per le materie prime impiegate. Dato che si avvale dell’utilizzazione dei sottoprodotti dell’industria agroalimentare per la lavorazione di: agrumi, uva, ciliegie, kiwi, nocciole, mandorle, lavanda, mais, olive e caffè, a loro volta sottoposti ad un complesso trattamento, utilizzando elettricità idroelettrica autoprodotta.

 

Tutte iniziative meritevoli di grande considerazione, per l’assoluta coerenza con i principi dell’Economia Circolare, che ci si augura possano diffondersi copiosamente su tutto il territorio nazionale, ovviamente con finalità compatibili con le esigenze di smaltimento e di utilizzazione produttiva degli scarti prevalenti nelle singole aree.

 

Però, in attesa che ciò accada, il contributo più immediato alla diffusione di tale sensata tipologia di Economia, potrebbe e dovrebbe arrivare da un più generale cambiamento delle abitudini dei consumatori, rivolto a contrastare le conseguenze di una incontrollata e smodata produzione di rifiuti che, indirettamente, contribuisce ad incrementare le emissioni di gas serra (Anidride carbonica – CO2-; Protossido di azoto – N2O -; l’Ozono – O3 -; Metano – CH4 – ; Vapore acqueo; Esafluoruro di zolfo -SF6 –, impiegato come isolante elettrico; e gli Alocarburi, fra i quali i Clorofluorocarburi - CFC -, impiegati come propellenti per aerosol, come agenti refrigeranti e per la produzione di materie plastiche espanse).Contributo, per il conseguimento del quale basterebbe mettere in pratica, diligentemente, i seguenti punti, praticabili a livello individuale, del tanto invocato rispetto della Regola delle “ 5 R”:

 

· Riduzione dei rifiuti: scegliendo prodotti sfusi o che abbiano minori volumi e pesi di imballaggio ed evitando gli sprechi, come ad esempio: acquisto di prodotti in esubero; impiego degli shopper monouso ( sacchetti di plastica o carta con manici, distribuiti ai clienti di negozi per il trasporto di merce acquistata al minuto ); parziale utilizzazione della carta, a scuola ed in ufficio; la sostituzione delle bottigliette di acqua minerale, con le durature borracce rifornite con acqua del rubinetto o prelevata alle fonti;

· Raccolta differenziata: imparando a distinguere i materiali che compongono i prodotti dei quali ci si vuole disfare, per conferirli separatamente negli appositi contenitori, secondo le modalità indicate;

· Riuso degli oggetti ancora utili: prima di decidere se considerare un oggetto rifiuto, occorre ponderare se la sua utilità è inevitabilmente cessata o può trovare ulteriori possibilità di utilizzazione, come ad esempio per i barattoli di vetro, contenitori vari, indumenti, libri, elettrodomestici, ecc;

· Riparazione: di tutto ciò che si presta a questa provvidenziale operazione, un tempo usuale, per prolungarne l’efficienza e ridurre la massa dei rifiuti.

 

Per evitare di condividere il deprecabile ruolo passivo di rassegnati o indifferenti spettatori del sempre più frequente ripetersi di eventi che, complice la cattiva gestione del territorio, causano l’incontenibile progressione di degrado ambientale. Le cui conseguenze, a livello nazionale, da qualche anno, producono i disastrosi e luttuosi effetti documentati dalla cronache quotidiane.

 

Situazione in gran parte imputabile all’andamento dei mutamenti climatici, dovuti, secondo fonte ISAC-CNR ( Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima), al fatto che la temperatura, nel nostro Paese, si sta elevando più velocemente della media globale e delle altre terre emerse del pianeta.

 

Come dimostra la differenza, rispetto al trentennio 1971-2000, del nuovo record di + 1,45°C, raggiunto nel 2014, contro il + 0,46°C, verificatosi a livello globale. Conseguentemente, in Italia, la tendenza dell’innalzamento della temperatura, basato sui rilevamenti dei dati degli ultimi decenni, si stima possa essere di 1,5 °C superiore a quella della media delle terre emerse e del doppio di quella di tutto il pianeta, se non verranno messe in atto, a breve, drastiche ed efficienti misure di contenimento, da parte di tutti i Responsabili delle attività fonti delle pregiudizievoli citate emissioni.

 

Non esclusa l’influenza dell’ingente schiera di consumatori che, specie in coincidenza delle festività Natalizie, con l’incremento degli acquisti, spesso:

· eccedenti, rispetto alle effettive necessità;

· voluttuari;

· ed orientati verso strenne, magari di poco valore, ma contornate da appariscenti, corpose, inutili ed effimere confezioni che, in parte, finiscono con l’accrescere, irresponsabilmente, i cumuli abusivi di rifiuti indifferenziati, contribuiscono a peggiorare il già gravissimo problema della carenza di smaltimento.

 

Dato che le discariche esistenti “autorizzate”, nonostante i forzati ampliamenti, hanno raggiunto e superato il limite della capienza, e la quasi impossibilità di reperire siti, comunali e regionali, disponibili per la realizzazione di nuovi invasi di dimensioni idonei a soddisfare l’attuale perdurante esigenza di smaltimento dell’enorme mole giornaliera di rifiuti indifferenziati, proveniente dalle più svariate aree.

 

Ciò premesso, le alternative ipotizzabili, per evitare di subire l’invasione degli effetti materiali della diffusa ed annosa noncuranza o inadeguatezza nell’affrontare il problema, e le gravi conseguenze di natura igienico-sanitaria e di compromissione della vivibilità, già in atto in molte realtà urbane (vedi Roma, in particolare), si ritiene possano trovare riscontro nelle seguenti soluzioni:

· adoperarsi per adottare tutti gli accennati accorgimenti rivolti a produrre meno rifiuti possibili e, compatibilmente con la disponibilità dei previsti idonei ambienti, trasformare, autonomamente, la componente organica (ca. 1/3 della produzione totale) in compost;

· acquistare prodotti realizzati con materiali totalmente o prevalentemente riciclabili;

· eseguire scrupolosamente la differenziazione dei resti inevitabili;

· programmazione, da parte dei Comuni, in gestione autonoma o consorziata ,della realizzazione di Impianti di Compostaggio e del Trattamento Meccanico Biologico dei Rifiuti –TMB -;

· o andare incontro al pagamento di ancora più onerose tariffe TARI, per sostenere gli enormi costi derivanti dal trasporto e conferimento dei famigerati prodotti, presso gli ancora disponibili siti, distanti dal luogo di produzione (anche esteri), ed attrezzati per il loro stoccaggio, trattamento e trasformazione.

 

Soluzioni che ovviamente interessano anche la Cittadinanza locale, nonostante la pur provvidenziale attuazione del sistema di raccolta differenziata “porta a porta“ nelle zone di pianura, abbia già consentito di ridurre del ca.55 % il conferimento di rifiuti indifferenziati in discarica. Conferimenti, che seppur destinati a ridursi, in seguito all’estensione del nuovo metodo di raccolta su tutto il territorio comunale; poiché, come già accennato, le discariche, sia:

· per la mancanza di ulteriore capacità ricettiva;

· per in alcuni casi, le conseguenze dell’ inquinamento imputabili al percolato;

· per il notevole deprezzamento del territorio circostante, che comporta la loro presenza

 

costituiscono motivo di accesi ed annosi contenziosi, fra Cittadini ed Istituzioni, riguardanti la contrastata possibilità della loro ulteriore utilizzazione e l’ubicazione di eventuali nuove realizzazioni; ne deriva una situazione che non lascia ben sperare per l’immediato futuro. Il che impone, precauzionalmente e responsabilmente, la necessità dell’impegno ad incrementare, quanto più possibile, la propensione al raggiungimento dell’obiettivo “ZERO DISCARICA“ se non si vuole correre il rischio di andare incontro ad una, non utopistica, generale condizione di emergenza.

 

Articolo redatto dal Prof. Domenico BRANCATO

OFFICINA ARTE E CULTURA - Fabbrica di sogni

OFFICINA ARTE E CULTURA - Fabbrica di sogni Copertina    (commenti:1) (2.857-0-0)
la Redazione

 
Come e quando nasce questo progetto?
 
Il progetto di Officina Arte e Cultura nasce grazie a quattro persone: Giulia Ortenzi, Biagio Iacovelli, Martina Fiore e Giuliano Calandra.
 
È un progetto che abbiamo tenuto nel cassetto (per ovvi motivi) per circa due anni.
 
Veniamo tutti da esperienze artistiche importanti nel teatro, nel cinema e nella danza e abbiamo sentito la necessità di unire la nostre professionalità e trovare un spazio dove poter realizzare la “nostra” idea di fare arte.
 
Quali attività offre la vostra “Officina”?
 
Officina Arte e Cultura sta proponendo una serie di laboratori per bambini, ragazzi e adulti: corsi di teatro, di danza, un corso di scrittura creativa, un corso di musical e il percorso di naturopatia: questo per quanto riguarda la formazione.
 
A breve inizieremo a proporre spettacoli per le famiglie e stiamo pensando ad una stagione “adulti”.
 
Non mancheranno incontri e seminari con importanti personaggi del mondo dell’arte (ballerini coreografi attori registi scrittori).
 
Il nostro territorio offre diverse possibilità di fare sport sia individuale che di squadra, ma non è presente una sala da concerto, cinema o teatro o comunque uno spazio per la promozione della cultura a disposizione della cittadinanza. Come lo immaginereste voi di Officina Arte e Cultura?
 
Manca e se ne sente la mancanza!
 
È questo che ci ha spinto ad aprire qui la nostra sede e portare le nostre attività.
 
Il nostro è un territorio pieno di giovani ci sono tante famiglie con bimbi piccoli: tanti genitori tra i 30 e i 40 anni.
 
Immaginare uno spazio non è difficile, noi però crediamo che sia più importante far capire quanto sia necessario avere nel nostro comune un polo culturale che possa accogliere e dare la possibilità di esprimersi, di allenare anche l’anima oltre che i muscoli.
 
La speranza che abbiamo è di crescere come associazione e di poter essere un piccolo (per ora) punto di riferimento per chi vorrà avvicinarsi al mondo dell’arte e della cultura.
 
Progetti per il futuro?
 
Oltre ad ampliare agli spettacoli e i corsi che abbiamo in programma, il progetto è di riuscire a creare una vera e propria accademia delle arti, una scuola professionale e riconosciuta per la formazione di nuovi talenti che siamo certi essere anche qui nel nostro territorio.
 
Oggi iniziamo come la prima scuola di teatro a Santa Maria delle Mole e per noi è già un grande risultato ma, ovviamente, non possiamo fermare qui i nostri sogni.

Le proposte di Italia Viva per la fase 2. Centrale ruolo Regione

Le proposte di Italia Viva per la fase 2. Centrale ruolo Regione Copertina    (commenti:1) (690-0-0)
Eleonora Persichetti

Salute – Andreassi e Piazzoni: “Le proposte di Italia Viva per la fase 2. Centrale ruolo Regione”
 
“Siamo alla vigilia dell’avvio della nuova fase di gestione del contenimento del virus Sars-Cov-2, in cui, all’interno di una cornice di norme nazionali, le Regioni avranno un ruolo centrale nella gestione e programmazione della ripartenza”. E’ quanto dichiarano Luca Andreassi e Ileana Piazzoni, coordinatori di Italia Viva della Provincia di Roma. “Il ministero della Salute, tramite una cabina di regia che coinvolgerà le Regioni e l’Istituto Superiore di Sanità, raccoglierà le informazioni necessarie e realizzerà una classificazione settimanale del livello di rischio della trasmissione del Covid nelle Regioni, imponendo nuove chiusure o restrizioni nei luoghi dove il contagio ricominciasse a salire. Come potremo vivere, dunque, dipenderà da quanto sarà efficace il sistema sanitario regionale nella capacità di monitoraggio, di accertamento diagnostico, di indagine e gestione dei contatti”. Proseguono Andreassi e Piazzoni: “Per questo come Italia Viva della Provincia di Roma abbiamo realizzato, grazie al lavoro prezioso di professionisti del mondo della sanità e tanti amministratori locali, un documento di proposte, sintetizzato in 11 punti, basate sulla convinzione che la Seconda Fase debba fondarsi sulle tre T: “Testare, Tracciare, Trattare”. Dunque sorveglianza attiva, capacità di fare tamponi e test, indagini epidemiologiche, tracciatura e monitoraggio costante sul territorio dei cittadini più a rischio, per ridurre la gravità della malattia ma anche per diminuire la diffusione del contagio e continuare a garantire la tenuta del servizio sanitario regionale”.
 
Le proposte:
 
1) individuazione di un Covid Leader, in ogni azienda sanitaria della Regione, che prenda in carico ogni azione e ogni decisione legata alla epidemia;
2) sorveglianza attiva sul territorio, in tutti i comuni, negli ospedali, nelle RSA e nelle case di riposo o di comunità ed altri contesti individuati come a maggior rischio;
3) aumento del numero dei tamponi, accelerazione dei tempi per effettuarli e per avere il risultato, campagne a tappeto dei test sierologici per fotografare lo stato di salute al momento dell’esame e procedere con le terapie necessarie, nonché verificare lo stato di diffusione del virus;
4) tracciabilità, anche attraverso applicazioni informatiche, dei contatti dei contagiati, rapidità dei test e isolamento di coloro che risultino contagiati;
5) implementazione a tappeto delle Unità Speciali di assistenza Territoriale Regionali (USCAR) e aziendali (USCA);
6) costituzione, in ogni singolo comune, di una rete dei medici di base, promuovendo l’istituzione di un coordinamento territoriale comunale che permetta il monitoraggio della attività complessivamente svolta dagli stessi medici;
7) dare ai cittadini la possibilità di sottoporsi ai test autonomamente, posto che molti laboratori sul territorio si stanno organizzando per fare test sierologici disponendo l’obbligo informativo, a carico della struttura e previa acquisizione del consenso informato, in favore dei medici di base;
8) consentire ai singoli comuni di organizzare autonomamente, in aggiunta rispetto alla attività espletata dalla ASL, sempre nel pieno rispetto della privacy, iniziative di screening con condivisione degli esiti con la ASL, nella figura del Covid Leader;
9) terapia medica a domicilio, anche senza tampone positivo, se presenti febbre da più giorni e compromissione cardiorespiratoria, con controlli costanti per verificare eventuali aggravamenti della patologia;
10) valutazioni epidemiologiche con controllo continuo e costante del tasso di riproduzione del virus per modificare in base a determinati indicatori gli scenari successivi di intervento anche di eventuali nuove fasi mirate di lockdown;
11) divisione programmata, ed in sicurezza, degli ospedali Covid dai NON Covid per tornare ad assicurare la “normalità” nelle cure sanitarie su tutto il territorio regionale.
 
“Questo pacchetto di proposte – concludono Luca Andreassi ed Ileana Piazzoni – lo abbiamo consegnato ai Consiglieri Regionali di Italia Viva, Marietta Tidei ed Enrico Cavallari, affinchè sia sottoposto e discusso nelle sedi istituzionali preposte”.

La Primavera č arrivata

La Primavera č arrivata Copertina    (commenti:1) (713-0-0)
Gianni Morelli

E al Parco Lupini gli alberi fioriscono puntualmente e si rivestono di colori bellissimi, ma nonostante alcuni lavori di manutenzione siano già stati fatti:

 

- l’impianto di irrigazione ormai inutilizzabile da tempo non è stato riparato;

 

- la ‘casetta’ ha un pavimento di legno ormai completamente fradicio. Il Comitato ne aveva riparato una parte in occasione del Natale, ma la frequentazione di molte persone che hanno fatto visita a Babbo Natale ha evidenziato le numerose falle e lo ha reso ormai inagibile;

 

- la vecchia fontana non è stata messa in sicurezza come più volte promesso.

 

Ed è arrivata anche sulla Via Appia, anche se non si parla più di realizzare pensiline a beneficio di quanti sono costretti ad aspettare senza alcuna protezione l’autobus, che li porta al lavoro o a scuola, sotto qualsiasi condizione meteorologica

Ed anche sulla stazione ferroviaria, che aspetta da sempre il prolungamento del marciapiede e l’accesso dalla piazza del mercato. L’efficienza dei trasporti e la loro accessibilità sono un fattore importante per gli abitanti dei nostri quartieri ‘di pianura’ e dovrebbero essere resi sempre più agevolmente fruibili ai nostri concittadini.

 

Oltre che sulle strade piene di buche ed intasate dalla caotica circolazione resa ancora più caotica dalla cronica assenza di Vigili Urbani che in alcune ore potrebbero essere molto utili per regolare il traffico sempre più intenso e disordinato.

 

E sui contenitori di abiti usati regolarmente svuotati con il contenuto disperso nei dintorni. Contenitori che sembrava dovessero essere rimossi già da tempo.

 

E sui rifiuti abbandonati da cittadini non rispettosi di regole civili. E questo anche amplificato dalla mancata realizzazione della tanto pubblicizzata nuova isola ecologica. Isola che, per la sua vicinanza, potrebbe permettere a quei cittadini di disfarsi dei rifiuti in modo più civile e potrebbe permettere alla Multiservizi di evitare continui interventi di ‘recupero’ che tolgono risorse alla normale conduzione delle attività. Senza contare l’impressione negativa che ne deriva e toglie valore alla coraggiosa e quasi perfetta introduzione della ‘raccolta differenziata’ da parte della nostra Amministrazione Comunale.

 

Chiudo con l’invito a tutti i concittadini di far sentire la loro voce e sollecitare la definizione di programmi tramite i quali il Comune si impegni a risolvere entro tempi accettabili questi ed altri problemi che condizionano negativamente il benessere nel nostro Territorio.

 

Questo portale è a disposizione di tutti.

Cosa porterebbero gli italiani su un'isola deserta?

Cosa porterebbero gli italiani su un'isola deserta?  Copertina    (commenti:1) (2.632-0-0)
Eleonora Persichetti

 
Nessuno rinuncerebbe al suo telefonino
 
Almeno una volta nella vita è capitato un po' a tutti di chiedersi cosa portare con sé nel caso ci si dovesse inaspettatamente ritrovare su un'isola deserta. Ebbene - secondo un sondaggio di Speed Vacanze - il 100% degli intervistati non rinuncerebbe mai allo smartphone.
 
Speed Vacanze, il tour operator specializzato in viaggi per single e di gruppo, ha condotto un'indagine intervistando un campione di 2 mila persone chiedendo loro -ammettendo le risposte multiple- quali sono le cose a cui non rinuncerebbero mai nel caso di doversi ritrovare improvvisamente su un'isola deserta.

A conquistare il record assoluto è stato lo smartphone: il 100% del campione lo porterebbe con sé. «Sia per il campione femminile che per quello maschile è risultato dunque essenziale l'aspetto legato alle relazioni sociali. Le esperienze che si vivono quotidianamente -anche le più estreme- si caricano di ulteriore valore nel momento in cui vengono condivise ed oggi è quasi impossibile non condividerle se non attraverso uno smartphone», commenta Giuseppe Gambardella, ideatore di Speed Vacanze e di Speed Date.

«Un'esperienza così estrema a contatto con la natura selvaggia in un'isola deserta come potrebbe mai non essere condivisa con amici o anche con utenti sconosciuti?», si domanda retoricamente Roberto Sberna, direttore generale di Speed Vacanze.

Per tutti il comune denominatore rimane dunque il canale smartphone. Ed è anche vero che proprio attraverso i telefonini il comparto dei viaggi sta vivendo un particolare momento di boom.

Gli acquisti via smartphone crescono infatti del 73% superando quest'anno i 6,5 miliardi di euro.

«Nel caso di portali come Speed Vacanze, bastano appena 2 o 3 click per ritrovarsi già in vacanze al caldo», commenta Sberna. E questo spiega la rilevante crescita delle vendite attraverso i telefonini.

Oltre agli smartphone -tornando all'isola deserta- il 74% del campione femminile non rinuncerebbe ai prodotti di bellezza: dalle creme corpo ai trucchi ed ai prodotti per capelli, passando per -soprattutto - l'indispensabile specchietto.

«La donna nella società di oggi è sempre impeccabile nel suo look ed anche quando le circostanze non sono delle più favorevoli riesce sempre a destreggiarsi in fatto di estetica e di seduzione», sottolinea Gambardella.

Il 53% delle donne porterebbe invece con sé un libro da leggere.

L'uomo invece non sta mai fermo: è sempre in continuo movimento, ha bisogno di fare cose pratiche ed ha una spiccata passione per il calcio: il 71% degli uomini in situazioni come questa non mai rinuncerebbe ad un pallone, un semplice oggetto che è in grado di tenere impegnati gli uomini per ore ed ore, permettendo loro di dare anche libero sfogo alla fantasia di essere per un po' il loro idolo calcistico.

«Il 37% degli uomini, poi, porterebbe con sé un barile di birra per far sì che le giornate - in solitudine su un' isola deserta - passino in maniera più gradevole», conclude l'ideatore di Speed Vacanze.
La Nostra Voce

NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LE ESTERNAZIONI PARTITICHE , INTESA COME SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome, ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di: Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APARTITICO, ovvero non siano di parte. 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APARTITICI  che prestiamo attenzione alle esigenze della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione partitica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
Sono di Cava dei Selci ... senza SE
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Due Santi:
Sono di Due Santi ... senza SE
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Frattocchie:
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Santa Maria delle Mole:
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Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.