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Ai Castelli Romani "la cantina Gotto D’oro" guarda al futuro tra storia e innovazione

Ai Castelli Romani "la cantina Gotto D’oro"  guarda al futuro tra storia e innovazione Copertina S. Maria delle Mole (1.298-0-0)
Eleonora Persichetti

 

La cooperativa vinicola più importante del Lazio con i suoi 210 soci punta all’eccellenza

 

 

Un vero e proprio salto di qualità verso l’eccellenza è quello che sta attraversando una delle cantine più conosciute nel territorio laziale. Si tratta della "Gotto d’Oro", una coopererativa intraprendente che si è recentemente dotata di un laboratorio chimico e microbiologico che gli permetterà di aumentare ulteriormente il controllo, la ricerca e la qualità dei suoi prodotti vinicoli, già elogiati alla 53ma edizione del Vinitaly 2019 durante la quale è stata presentata la linea Vinea Domini.

 


D’altra parte con i suoi 1.200 ettari ai Castelli Romani ed una produzione di oltre 7 milioni di bottiglie all’anno, il Gotto D’oro, già da tempo, ha intrapreso un percorso consapevole e attento ai cambiamenti socio-economici puntando a valorizzare ulteriormente la storia del suo territorio attraverso prestigiosi e innovativi traguardi. Uno di questi è sicuramente la realizzazione dei nuovi laboratori scientifici, quale strumento per competere alla pari con le blasonate case vinicole del Nord Italia. Non a caso il laboratorio, oggi più che mai, assume un’importanza strategica di centralità assoluta su tutta la filiera vinicola.

 


Dal design innovativo e minimalista il laboratorio realizzato da Labozeta S.p.a., con i suoi oltre 200 mq, è stato ripensato con la finalità di creare uno spazio ampio e luminoso, aperto da vetrate che trasmettono anche all’osservatore più disattento il cuore pulsante dell’attività vinicola con enologi e tecnici che controllano, studiano, elaborano e creano sapientemente abbinamenti unici esaltando pregi e sapori di un prodotto vinicolo dal respiro internazionale.

 


Insomma il mestiere di fare il vino viene da lontano. Correva, infatti, l’anno 1945 quando i contadini decisero di aggregarsi con lo scopo di unire le forze per risollevarsi dalle ceneri della seconda Guerra Mondiale. Così nacque il marchio Gotto D’Oro. Un brand che, con il suo originale modello di esportazione, ha contribuito all’affermazione del Made in Italy nel Mondo.

 

Un’attività moderna e dinamica in continua espansione, quella della Gotto D’Oro, oggi protagonista dei cambiamenti tecnici e tecnologici senza mai dimenticare le sue origini.

 

 

 

Ufficio Stampa & Comunicazione Labozeta Spa

Economia circolare e lineare: quali effetti sul clima?

Economia circolare e lineare: quali effetti sul clima? Copertina Nazionali    (commenti:1) (1.295-0-0)
Domenico Brancato

 

 

L’economia Circolare consiste in un nuovo modo di produrre nel rispetto dell’Ambiente e del valore delle cose ed è basata sul riciclo e sul contenimento degli sprechi. Il principio è che un’economia per essere sostenibile non può continuare ad estrarre ulteriori materie prime in via di esaurimento, ma deve essere orientata alla conversione degli scarti per la produzione di nuovi prodotti e per il conseguimento di una serie di vantaggi di natura ambientale, sociale e climatica.

 

A differenza dell’economia Lineare, che si fonda sul prelievo di sempre nuove materie prime e sul consumo di massa, destinato a diventare materiale di scarto che alimenta l’incontenibile accumulo di rifiuti che, a loro volta, generano inquinamento e surriscaldamento (detto anche Riscaldamento climatico), che ha comportato e sta comportando il mutamento sempre più rilevante del clima terrestre, con conseguenti manifestazioni, sempre più frequenti, di fenomeni atmosferici estremi. Oltre a creare enormi diseguaglianze e conflitti etnici, a causa delle guerre che si scatenano per accaparrarsi le più importanti fonti residue di materie prime.

 

Sicché, l’economia Circolare si fonda:

 

· sulla considerazione che i rifiuti prodotti da industrie e privati non sono materiale di scarto, ma una seconda materia prima;

· sulla drastica diminuzione dello spreco a monte, attraverso la condivisione, con altri consumatori, di beni in buono stato, per evitare di buttarli o lasciarli accantonati ed inutilizzati;

· nell’arresto dell’inefficienza precoce dei prodotti, tramite la loro riparazione;

 

e persegue la seguenti finalità:

· produrre ex novo prodotti con materiali atossici e progettati per poter essere riutilizzati, allo scopo di ridurre, se non addirittura azzerare, gli scarti;

· allungare la vita dei prodotti;

· ridurre i rifiuti attraverso il riciclo, per creare nuova materia.

 

Al fine di conseguire i seguenti vantaggi:

· un risparmio netto, secondo dati del Parlamento Europeo, dell’8 % del fatturato annuo ( pari a ca. 600 miliardi ) di tutte le imprese Europee e la riduzione delle emissioni di gas serra del 2- 4 % , grazie alla prevenzione dei rifiuti, il riutilizzo dei materiali e l’ecodesign ( Ideazione e progettazione di oggetti d’uso con materiali di scarto);

· una maggiore sicurezza nei confronti della disponibilità delle materie prime;

· un aumento della competitività e dell’impulso all’innovazione e alla crescita economica;

· un incremento dell’occupazione che, secondo stime, nell’Unione Europea, con la transizione verso l’Economia Circolare, si prevede sia di circa 600 mila nuovi posti di lavoro,

· benefici verso i consumatori finali, poiché potranno contare sulla disponibilità di prodotti durevoli ed innovativi, tali da far risparmiare in termini economici, e migliorare la qualità della vita.

 

Fra gli esempi di Economia Circolare in Italia, rispondenti al conseguimento dei descritti obiettivi, meritano una citazione le realtà di seguito menzionate:

 

DACCAPO – Centro Ri-Uso di Capannori:

centro di raccolta sociale creato su iniziativa della Caritas e dell’Associazione “Ascolta la mia voce“ per ricevere la donazione di oggetti che non servono più o per farli riparare. Delle tre sedi operative, fra Lucca e Capannori, due effettuano la raccolta e la riparazione ed uno svolge la funzione di Emporio. Dove è possibile acquistare, attraverso una donazione, gli oggetti riparati o trasformati in un laboratorio all’uopo attrezzato, per insegnare un mestiere ed offrire opportunità di lavoro a persone in condizioni di difficoltà;

 

C.R.E.A: Centro Riuso ed Educazione Ambientale (Pergine Valsugana –Trentino):

dove è possibile donare o cedere, in contro vendita, oggetti e materiali in buone condizioni d’uso, come: posate, stoviglie, strutture di arredo, libri, abbigliamento, piccoli elettrodomestici, ecc. Allo scopo di stimolare e diffondere la cultura del riuso, tramite il conferimento di una seconda vita a ciò che non viene più utilizzato;

 

Eco Sistemi S.r.l – Rovereto:

azienda che si occupa della depurazione delle acque con un sistema brevettato nel 2014 che, grazie al reattore (Contenitore progettato per farvi avvenire una reazione chimica, costituito da un serbatoio alimentato da un flusso costante di materia comprendente reagenti, inerti, catalizzatori e parte del prodotto riciclato) – RCBR - (Rotating Cell Biofilm Reactor = Reattore a Biofilm a cella rotante), senza additivi chimici, forma naturalmente un film biologico di batteri attivi nel rimuovere gli inquinanti delle acque. Trattasi, in particolare, di un sistema che sfrutta:

 

· l’aereazione naturale, evitando i costi di funzionamento e manutenzione dei compressori d’aria;

· e un design (progetto di un oggetto d’uso destinato alla produzione industriale, in serie, secondo forme esteticamente rispondenti alla funzionalità dell’oggetto stesso) che utilizza materiali di scarto (tappi di plastica delle bottiglie), per la formazione dell’habitat per la crescita del film biologico attivo. Frutto di un brevetto tutto italiano, che oggi viene applicato per risolvere i problemi di depurazione, anche da sostanze poco biodegradabili, di acque reflue;

 

Carte ecologiche Favini:

azienda dedita alla produzione della gamma “Crush”(residui dei prodotti vegetali di seguito citati) di Favini, di carte colorate dalla consistenza tattile particolare, realizzata nel laboratorio di Rossano Veneto, che si distingue dai tradizionali metodi di produzione per le materie prime impiegate. Dato che si avvale dell’utilizzazione dei sottoprodotti dell’industria agroalimentare per la lavorazione di: agrumi, uva, ciliegie, kiwi, nocciole, mandorle, lavanda, mais, olive e caffè, a loro volta sottoposti ad un complesso trattamento, utilizzando elettricità idroelettrica autoprodotta.

 

Tutte iniziative meritevoli di grande considerazione, per l’assoluta coerenza con i principi dell’Economia Circolare, che ci si augura possano diffondersi copiosamente su tutto il territorio nazionale, ovviamente con finalità compatibili con le esigenze di smaltimento e di utilizzazione produttiva degli scarti prevalenti nelle singole aree.

 

Però, in attesa che ciò accada, il contributo più immediato alla diffusione di tale sensata tipologia di Economia, potrebbe e dovrebbe arrivare da un più generale cambiamento delle abitudini dei consumatori, rivolto a contrastare le conseguenze di una incontrollata e smodata produzione di rifiuti che, indirettamente, contribuisce ad incrementare le emissioni di gas serra (Anidride carbonica – CO2-; Protossido di azoto – N2O -; l’Ozono – O3 -; Metano – CH4 – ; Vapore acqueo; Esafluoruro di zolfo -SF6 –, impiegato come isolante elettrico; e gli Alocarburi, fra i quali i Clorofluorocarburi - CFC -, impiegati come propellenti per aerosol, come agenti refrigeranti e per la produzione di materie plastiche espanse).Contributo, per il conseguimento del quale basterebbe mettere in pratica, diligentemente, i seguenti punti, praticabili a livello individuale, del tanto invocato rispetto della Regola delle “ 5 R”:

 

· Riduzione dei rifiuti: scegliendo prodotti sfusi o che abbiano minori volumi e pesi di imballaggio ed evitando gli sprechi, come ad esempio: acquisto di prodotti in esubero; impiego degli shopper monouso ( sacchetti di plastica o carta con manici, distribuiti ai clienti di negozi per il trasporto di merce acquistata al minuto ); parziale utilizzazione della carta, a scuola ed in ufficio; la sostituzione delle bottigliette di acqua minerale, con le durature borracce rifornite con acqua del rubinetto o prelevata alle fonti;

· Raccolta differenziata: imparando a distinguere i materiali che compongono i prodotti dei quali ci si vuole disfare, per conferirli separatamente negli appositi contenitori, secondo le modalità indicate;

· Riuso degli oggetti ancora utili: prima di decidere se considerare un oggetto rifiuto, occorre ponderare se la sua utilità è inevitabilmente cessata o può trovare ulteriori possibilità di utilizzazione, come ad esempio per i barattoli di vetro, contenitori vari, indumenti, libri, elettrodomestici, ecc;

· Riparazione: di tutto ciò che si presta a questa provvidenziale operazione, un tempo usuale, per prolungarne l’efficienza e ridurre la massa dei rifiuti.

 

Per evitare di condividere il deprecabile ruolo passivo di rassegnati o indifferenti spettatori del sempre più frequente ripetersi di eventi che, complice la cattiva gestione del territorio, causano l’incontenibile progressione di degrado ambientale. Le cui conseguenze, a livello nazionale, da qualche anno, producono i disastrosi e luttuosi effetti documentati dalla cronache quotidiane.

 

Situazione in gran parte imputabile all’andamento dei mutamenti climatici, dovuti, secondo fonte ISAC-CNR ( Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima), al fatto che la temperatura, nel nostro Paese, si sta elevando più velocemente della media globale e delle altre terre emerse del pianeta.

 

Come dimostra la differenza, rispetto al trentennio 1971-2000, del nuovo record di + 1,45°C, raggiunto nel 2014, contro il + 0,46°C, verificatosi a livello globale. Conseguentemente, in Italia, la tendenza dell’innalzamento della temperatura, basato sui rilevamenti dei dati degli ultimi decenni, si stima possa essere di 1,5 °C superiore a quella della media delle terre emerse e del doppio di quella di tutto il pianeta, se non verranno messe in atto, a breve, drastiche ed efficienti misure di contenimento, da parte di tutti i Responsabili delle attività fonti delle pregiudizievoli citate emissioni.

 

Non esclusa l’influenza dell’ingente schiera di consumatori che, specie in coincidenza delle festività Natalizie, con l’incremento degli acquisti, spesso:

· eccedenti, rispetto alle effettive necessità;

· voluttuari;

· ed orientati verso strenne, magari di poco valore, ma contornate da appariscenti, corpose, inutili ed effimere confezioni che, in parte, finiscono con l’accrescere, irresponsabilmente, i cumuli abusivi di rifiuti indifferenziati, contribuiscono a peggiorare il già gravissimo problema della carenza di smaltimento.

 

Dato che le discariche esistenti “autorizzate”, nonostante i forzati ampliamenti, hanno raggiunto e superato il limite della capienza, e la quasi impossibilità di reperire siti, comunali e regionali, disponibili per la realizzazione di nuovi invasi di dimensioni idonei a soddisfare l’attuale perdurante esigenza di smaltimento dell’enorme mole giornaliera di rifiuti indifferenziati, proveniente dalle più svariate aree.

 

Ciò premesso, le alternative ipotizzabili, per evitare di subire l’invasione degli effetti materiali della diffusa ed annosa noncuranza o inadeguatezza nell’affrontare il problema, e le gravi conseguenze di natura igienico-sanitaria e di compromissione della vivibilità, già in atto in molte realtà urbane (vedi Roma, in particolare), si ritiene possano trovare riscontro nelle seguenti soluzioni:

· adoperarsi per adottare tutti gli accennati accorgimenti rivolti a produrre meno rifiuti possibili e, compatibilmente con la disponibilità dei previsti idonei ambienti, trasformare, autonomamente, la componente organica (ca. 1/3 della produzione totale) in compost;

· acquistare prodotti realizzati con materiali totalmente o prevalentemente riciclabili;

· eseguire scrupolosamente la differenziazione dei resti inevitabili;

· programmazione, da parte dei Comuni, in gestione autonoma o consorziata ,della realizzazione di Impianti di Compostaggio e del Trattamento Meccanico Biologico dei Rifiuti –TMB -;

· o andare incontro al pagamento di ancora più onerose tariffe TARI, per sostenere gli enormi costi derivanti dal trasporto e conferimento dei famigerati prodotti, presso gli ancora disponibili siti, distanti dal luogo di produzione (anche esteri), ed attrezzati per il loro stoccaggio, trattamento e trasformazione.

 

Soluzioni che ovviamente interessano anche la Cittadinanza locale, nonostante la pur provvidenziale attuazione del sistema di raccolta differenziata “porta a porta“ nelle zone di pianura, abbia già consentito di ridurre del ca.55 % il conferimento di rifiuti indifferenziati in discarica. Conferimenti, che seppur destinati a ridursi, in seguito all’estensione del nuovo metodo di raccolta su tutto il territorio comunale; poiché, come già accennato, le discariche, sia:

· per la mancanza di ulteriore capacità ricettiva;

· per in alcuni casi, le conseguenze dell’ inquinamento imputabili al percolato;

· per il notevole deprezzamento del territorio circostante, che comporta la loro presenza

 

costituiscono motivo di accesi ed annosi contenziosi, fra Cittadini ed Istituzioni, riguardanti la contrastata possibilità della loro ulteriore utilizzazione e l’ubicazione di eventuali nuove realizzazioni; ne deriva una situazione che non lascia ben sperare per l’immediato futuro. Il che impone, precauzionalmente e responsabilmente, la necessità dell’impegno ad incrementare, quanto più possibile, la propensione al raggiungimento dell’obiettivo “ZERO DISCARICA“ se non si vuole correre il rischio di andare incontro ad una, non utopistica, generale condizione di emergenza.

 

Articolo redatto dal Prof. Domenico BRANCATO

AL VIA LA CAMPAGNA CONTRO L’ABBANDONO DEI RIFIUTI DI PRODOTTI DA FUMO

AL VIA LA CAMPAGNA CONTRO L’ABBANDONO DEI RIFIUTI DI PRODOTTI DA FUMO Copertina Nazionali    (commenti:2) (1.295-0-0)
Domenico Brancato

 
In data 7 febbraio c.m. presso l’aula consiliare del Comune di Marino, dai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Marino, è stata avviata una campagna contro l’abbandono di mozziconi di sigaretta, promossa dalla stessa Amministrazione, in collaborazione con Città Metropolitana di Roma Capitale che ne finanzia il progetto denominato “IL MOZZICONE E’ DIFFERENTE”, fruendo dei fondi trasferiti dalla Regione Lazio, per le annualità 2017-2018.
 
Finanziamento destinato alla diffusione capillare dell’informazione rivolta alla sensibilizzazione verso la condivisione dell’inderogabile esigenza del recupero della produzione dei mozziconi di sigaretta, attualmente abbandonati ovunque, con pregiudizievole effetto relativo al carente civismo dei cittadini ed al conseguente degrado ambientale.
Il progetto si prefigge, in varie tappe, di interessare i componenti ed i rappresentanti di tutto il tessuto sociale ed operativo del territorio comunale, secondo un crono programma (ovviamente, suscettibile di aggiornamenti in conseguenzadelle misure precauzionali imposte dal Coronavirus) che, al momento della stesura, prevedeva:
  • A marzo incontri dedicati alle scuole, per il coinvolgimento degli studenti sull’argomento, attraverso lo svolgimento di elaborati e formulazione di propostee idee al riguardo;
  • Ad aprile incontri con gruppi di lavoro impegnati nell’individuazione di iniziative e proposte sul tema;
  • 5 giugno in coincidenza della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Assemblea pubblica per illustrare proposte ed elaborati prodotti in seguito ai precedenti contatti ed impegni di collaborazione;
  • 11 giugno, in occasione della festività per il Patrono di Marino: San Barnaba, illustrazione del progetto, ulteriori informazioni sull’argomento e distribuzione di “ Raccoglitori di cicche “ portatili;
  • 13 giugno, presso il Parco della Pace di Cava dei Selci, sede dello svolgimento delle manifestazioni di BOVILLESTATE, allestimento di uno Stand per proseguire le attività indicate per 11 Giugno;
  • Novembre, Termine dei lavori propedeutici per la realizzazione del Progetto, e riepilogo delle attività ed iniziative in atto e programmate per il prosieguo del Progetto stesso, alla presenza dei rappresentati delle Istituzioni, della Stampa e di tutta la Comunità.
Intanto, come azione concreta ed immediata mirata alla risoluzione dell’annoso problema (già posto all’attenzione della sensibilità della cittadinanza e dell’Amministrazione comunale, tramite un mio articolo sull’argomento news.asp?p=112 ) è in programma l’installazione di Raccoglitori fissi di cicche di colore verde, presso i punti più esposti all’ abituale abbandono delle stesse, di seguito elencati:
 
STAZIONE FERROVIARIA DI MARINO; PARCO DELLE MOLETTE; PARCO CAVE DI PEPERINO; BORGO GARIBALDI; PALAZZO COLONNA; UFFICIO POSTALE DI MARINO; PIAZZALE DEGLI EROI; STAZIONE FERROVIARIA DI S. MARIA DELLE MOLE; UFFICIO POSTALE DI S. MARIA DELLE MOLE; PARCO G. FALCONE; PARCO LUPINI; PIAZZA SCIOTTI; PARCO KENNEDY; PARCO DELLA PACE; PIAZZA MATTEOTTI; UFFICIO POSTALE DI FRATTOCCHIE; FERMATA AUTOBUS DI S. MARIA DELLE MOLE E FERMATA AUTOBUS DI FRATTOCCHIE.
 
Il che, unitamente all’accorgimento di munirsi di Posacenere tascabili (vedi foto) acquistabili presso le Tabaccherie al modico prezzo di qualche euro, nel caso si producano cicche in luoghi distanti dai numerosi raccoglitori elencati, dovrebbe impedire ai fumatori di addurre ancora pretestuose scuse, per giustificare di perseverare nel gettare i residui del fumo al difuori degli specifici raccoglitori.
 
Ciò, non solo per evitare una constatazione di ripugnante manifestazione di inciviltà e recuperare una condizione di ammirevole decoro urbano, bensì per scongiurare l’ancora più grave sottovalutato inquinamento derivante dalla nocività della miriade di sostanze tossiche presenti nel filtro delle cicche. Sostanze che, in seguito all’azione di decomposizione, vengono rilasciate sul terreno o nell’acqua dei fiumi, dei laghi o del mare, producendo dannosissime forme d’inquinamento che si ripercuotono sulle rispettive faune e di conseguenza, attraverso la catena alimentare, sui consumatori. Consumatori che, costituendo l’ultimo anello della catena alimentare, diveniamo sede di accumulo della maggiore quantità di tali sostanze: presupposto per la possibile insorgenza di processi degenerativi che,nel tempo, possono dare origine a gravi patologie di “misteriosa” provenienza.
 
Conseguenze abbastanza sottovalutate, secondo le deduzioni degli autori di uno studio condottodai ricercatori Carmine Ciro Lombardi, Giulia Di Cicco e Vincenzo Zagà della Asl (Azienda Sanitaria Locale),in collaborazione con l’ENEA (Ente per le nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) di Bologna, sulla tossicità delle sostanze contenute nelle cicche prodotte dai circa 13 milioni di fumatori italiani che consumano mediamente 15 sigarette al giorno. La causa di tale scarsa attenzione, con molta probabilità, è da attribuire alla poca consapevolezza dei dati relativi all’entità della produzione, classificazione e quantificazione delle sostanze tossiche proprie della tipologia di rifiuto. Dati che trovano riscontro:
 
  • negli esiti del citato Studio, dal quale emerge che ogni anno si disperdono nell’ambiente:


    - 324 tonnellate di Nicotina, alcaloide volatile solubile in acqua dai noti effetti insetticidi e tossici per la fauna acquatica (come in genere dimostra la presenza di piccoli animali morti intorno ad un mozzicone di sigaretta gettato in un piccolo stagno),oltre che per l’uomo (nei confronti del quale, il contenuto di poche decine di cicche e più precisamente la nicotina contenuta in 4 sigarette, basterebbe, se iniettata direttamente nel sangue, a provocare la morte di un individuo in pochi minuti,o la morte di Bambini, come avvenuto, subito dopo aver ingoiato sigarette o mozziconi di sigaretta), tramite il fumo che passa nei polmoni, e nell’arco di 7- 10 secondi arriva al sangue ed al cervello, creando dipendenza in circa il 60 % dei fumatori. Ogni sigaretta ne contiene 15–20 mg, la metà dei quali degrada e rimane inutilizzata, il 20 % passa nel fumo ed il 30 % (4,5 mg) si incorpora nel filtro. Quantità, quest’ultima, che moltiplicata per i 72 miliardi di sigarette consumate in un anno, in Italia, equivale a 324 tonnellate riversate nell’ambiente.
-Polonio 210 o Radio, elemento radioattivo e cancerogeno, i cui valori di radioattività sono pari a 1.872 milioni di bequerel -Bq- (Unità di misura del Sistema internazionale dell’attività della radioattività: 1 Bq equivale ad 1 disintegrazione al secondo). Viene assorbito dalle radici della pianta di tabacco dal fertilizzante a base di polifosfati ricchi di radio. Circa il 50% è trasferito al fumo, il 15 % si trova nelle ceneri ed il 35 % rimane nel mozzicone;
- 1.800 tonnellate di Composti Organici volatili– COV - derivanti dalla combustione e comprendente: benzene, formaldeide, acetone e toluene. Tutti composti cancerogeni e mutageni (fattori che determinano la comparsa di mutazioni nel patrimonio genetico di una cellula), metà dei 50 milligrammi dei quali, prodotti fumando una sigaretta, rimangono nel filtro;
- 21,6 tonnellate di Gas tossici, quali: Acido Cianidricoe Ammoniaca, quest’ultima aggiunta al tabacco per incrementare la disponibilità di Nicotina. Entrambi sono altamente tossici per gli organismi acquatici e vengono emessi con il fumo, in ragione di ca. 0.6 mg, mentre ca. 0.3 mg rimangono nel filtro;
- 1.440 tonnellate di Condensato o Particolato (circa 40 mg per sigaretta), costituito da Idrocarburi Policiclici Aromatici –IPA-, catrame, metalli pesanti ( Mercurio, Cadmio, Arsenico, Cromo, Piombo, ecc), benzopirene e molti altri composti. L’esposizione cronica al particolato viene associata ad una nutrita serie di patologie,in particolare, respiratorie;
- 12.240 tonnellate di Acetato di Cellulosa: materiale con cui è realizzato il filtro, non biodegradabile, ma fotodegradabile, per cui acqua, sole e variazioni termiche ne provocano lo sgretolamento, dando origine alle microplastiche ( particelle che, secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare -EFSA -hanno dimensioni comprese fra 0,1 e 5.000micrometri, pari a 5 millimetri ) ed alla loro dispersione nell’aria e nell’acqua, dove, avendo dimensioni simili al plancton, vengono ingerite da pesci, molluschi e insetti nati in acque contaminate che, una volta mangiati da altri animali, le trasmettono all’uomo.In aggiunta all’introduzione che avviene nell’organismo anche attraverso il consumo di acqua e bibite, contenute in recipienti di plastica, e la respirazione. Tanto che, secondo una ricerca pubblicata il 4 Ottobre 2018 su “Environmental – Science and technology “, ciascuno di noi, inconsapevolmente, annualmente assume ed assimila 32.000 microscopici frammenti di quella plastica che, sotto varie forme, abbiamo buttato via nel tempo e che torna indietro con i conseguenti deleteri effetti sulla salute. Assunzione che trova conferma negli esiti di un’ulteriore ricerca condotta da alcuni scienziati austriaci, pubblicata il 23 ottobre, in seguito al rilevamento della presenza di 20 particelle di microplastiche in 10 grammi di feci di 8 persone provenienti da Europa, Russia e Giappone. Particelle, che si stima potrebbero essere presente in metà della Popolazione mondiale;
 
  • e nella prima indagine nazionale “ Park Litter 2018 “ sui rifiuti delle aree verdi urbane condotta da LEGAMBIENTE , nell’ambito della Campagna “ Puliamo il Mondo “, in Parchi pubblici di 19 Regioni Italiane. Dove sono stati raccolti e catalogati 23.096 rifiuti su una superficie di 7.400 metri quadrati, mediamente corrispondenti a 3 per mq. Rifiuti comprendenti:
     
- Mozziconi di sigaretta 8.471, pari al 37 %;
- Frammenti di carta 1.980, pari al 9 %;
- Tappi di bottiglia 1.576, pari al 7 %;
- Frammenti di plastica 1.490, pari al 6 %.
 
 
Inoltre, sempre da Legambiente, in 100 mq monitorati in vari Parchi, è stata riscontrata la presenza da 600 a 1.000mozziconi di sigaretta, pari a 6–10 per metro quadro.
Ed affinché si abbia una percezione delle dimensioni dei rifiuti da fumo a livello mondiale, si fanno seguire i contenuti di ulteriori indagini e commenti svolte e registrati vi via sull’argomento.
 
  • Da uno studio pubblicato sulla rivista CurrentEnvironmentalHealth Reports, si deduce che ogni anno, dei 6.000 miliardi di sigarette venduti nel mondo,le cicche di gran parte delle 4.950 miliardi con il filtro, vengono abbandonati nell’ambiente. Il che rappresenta un terzo della spazzatura mondiale marina, che comprende, oltre i mozziconi rinvenuti sulle spiagge, quelli che vi giungono tramite le condotte fognarie ed i fiumi.
  • Nelle pulizie annuali degli oceani del 2016, le cicche rappresentano il principale rifiuto abbandonato in California, Stati Uniti e a livello Internazionale. Tanto che una Organizzazione antifumo statunitense “ The Truth Initiative “ ha lanciato una campagna contro i mozziconi di sigarette definendoli “ L’oggetto più discusso al mondo “. Anche in considerazione che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima in 680 milioni di chili i rifiuti di tabacco prodotti nel mondo, ogni anno.
  • Il Governo francese stima in 30 miliardi il numero delle cicche gettate via, annualmente, nel territorio nazionale, delle quali il 40 % abbandonate in ambiente naturale. Precisando che una cicca può impiegare anche 10 anni per decomporsi e può produrre la contaminazione di 500 litri d’acqua.
  • Una delle più importanti Società Multiservizi – IREN – asserisce che gran parte dei mozziconi di sigaretta viene abbandonata in strada, e finisce nei tombini , poi nei fiumi ed infine a mare. Tant’è che nel Mediterraneo le cicche rappresentano circa il 40 % dei rifiuti, a fronte del 9,5% delle bottiglie di plastica, dell’8,5 dei sacchetti di plastica, del 7,6 % delle lattine di alluminio e altri materiali vari;
  • L’Humanitas Medical Care: una delle maggiori realtà della sanità italiana, con sede a Milano, afferma: “ non solo il fumo di sigaretta fa male alla salute, ma anche i mozziconi (trattandosi di materiale altamente cancerogeno che contamina il suolo e, di conseguenza, i prodotti della catena alimentare ) che ogni giorno vengono prodotti (solo a Milano più di 3 milioni, secondo dati statistici) e che finiscono sui marciapiedi delle città.
  • In Italia, come già menzionato, vengono consumate 72 miliardi di sigarette all’anno e gran parte delle cicche, a causa delle consolidate istintive cattive abitudini (fra l’altro, si calcola che 7 automobilisti su 10 , gettino le cicche ancora accese fuori dal finestrino delle auto in corsa, causando, durante il periodo estivo, incendi dalle conseguenze devastanti) finiscono, spesso inconsapevolmente ma irresponsabilmente, ovunque, contribuendo a determinare ingenti danni di natura correlata alle varie destinazioni di abbandono.
  • Sempre in Italia a seguito di una indagine promossa da FOCUS sull’impatto ambientale delle cicche, è stato rilevato che ogni mq di spiaggia ne contiene 2 Per cui sul totale delle nostre spiagge, ogni anno, vengono abbandonati 12,4 milioni di nuovi mozziconi. A tal proposito il Presidente di LEGAMBIENTE Stefano Ciafani definisce: “una piaga i mozziconi di sigarette, in quanto il 99 % dei fumatori continua a buttarli nell’ambiente e la legge, che prevede sanzioni per tale comportamento,viene pochissimo applicata. Sarebbe bene che i Comuni cominciassero a fare le multe ed anche a pubblicizzarle, come deterrente a un malcostume che è diventato una emergenza ambientale “.
  • A Roma, tenuto conto del costante flusso turistico che si riversa sulla capitale, si stima una produzione di 18 milioni di cicche al giorno, pari a 6,480 miliardi di cicche l’anno;
  • Mentre a Marino, considerato un numero di 9.900 fumatori (dedotto moltiplicando il numero dei residenti: 45.000, per la media nazionale dei fumatori: 22 %) e per un consumo medio giornaliero pro-capite di 15 sigarette, la quantità di cicche prodotte dovrebbe aggirarsi intorno alla “ non trascurabile “ quantità di 148.500 al giorno e di 53.460.000 l’anno.
     
Panoramica mondiale dell’impressionante inquinamento imputabile alle cicche che, inevitabilmente, preoccupa l’opinione pubblica mondiale e gli Organismi preposti alla salvaguardia della salute delle popolazioni e dell’Ambiente. Tant’è che da più parti si avvertono segnali di mobilitazioni, finalizzati ad affrontare in maniera consistente e concreta il problema. Come si evince dai suggerimenti, proposte ed iniziative di seguito riportate.
  • LA Dottoressa Licia Siracusano: referente del Centro Antifumo di Humanitas Cancer Center, afferma che “ E’ una questione di senso civico. Certamente non è possibile obbligare tutti i fumatori a smettere, però pensa che sia doveroso educare e sensibilizzare chi fuma a comportamenti responsabili e rispettosi della salute altrui e dell’Ambiente. I cittadini devono sapere che, al pari di qualsiasi altra tipologia di rifiuto (soprattutto se tossico), i mozziconi di sigaretta,se dispersi nelle strade o addirittura in mare, provocano danni ambientali e alla salute. Ritiene poi che per risolvere il problema basterebbe colmare il vuoto cultural-normativo e provvedere ad installare ovunque appositi raccoglitori.
  • Contiamoci: Comunità di Torino ideata da Greta e Silvano, per collaudare e scambiare le buone abitudini (green action) pratiche, per ridurre i danni che provochiamo all’Ambiente,considera gettare i mozziconi di sigaretta per terra un gesto doppiamente incivile, perché è abitudine comune, sia di chi lo commette e sia di chi l’osserva, non riconoscerlo come tale. E visto che il nostro territorio pullula di cicche dappertutto, i fumatori abbiano l’accortezza, una volta esaurita la sigaretta di spegnerla e di riporre la parte residua nel posacenere più vicino.E precisa che questa buona pratica non è riferita solo ai fumatori, ma anche ai non fumatori, relativamente al fatto di riconoscere il gesto di abbandonare il mozzicone per terra come scorretto e nel tentare di correggerlo negli altri.
  • Greenreport.it: primo quotidiano italiano, sia cartaceo che online, edito da Eco Srl, fondato nel 2006, con sede a Livorno, il cui servizio informativo indipendente è ispirato ai principi dettati dall’economia ecologica, asserisce, come sa bene chi frequenta le spiagge, che: non c’è Legge meno applicata in Italia di quella che dal 2016 vieta di gettare i mozziconi di sigaretta nel suolo, nelle acque e negli scarichi. Ma l’inciviltà regna sovrana, tutt’al più la maggioranza dei fumatori balneari si limita a spegnere la sigaretta sulla sabbia e sui ciottoli delle spiagge, per poi nascondere il mozzicone. Di notizie di multe praticamente non se ne hanno, nemmeno dopo l’intensificazione della vigilanza contro i venditori abusivi extracomunitari. E mentre aumenta la preoccupazione e la consapevolezza dell’opinione pubblica per i pericoli per l’Ambiente marino e la salute, costituiti da sacchetti e cannucce di plastica, quasi nessuno sa che la palma di maggiore inquinatore del mare spetta, secondo il dato riportato in uno studio pubblicato sulla Rivista “Current Environmental Health Reports “ (Rapporti Attuali sulla Salute Ambientale), ai 4.500 miliardi di cicche che ogni anno vengono abbandonati nell’Ambiente.
  • Thomas Novotny : Professore di Salute globale nella Divisione di Epidemiologia e Biostatistica dell’Università di California – San Diego: - asserisce chei mozziconi di sigaretta possono rilasciare sostanze chimiche fino a 10 anni dopo il loro utilizzo, andando ad inquinare l’Ambiente; - propone di vietare l’uso dei filtri per ridurre l’impatto del fumo poichè, secondo il rapporto:Tobacco and itsenvironmental impact an overview, pubblicato nel 2017 dall’Oms, le affermazioni che le sigarette col filtro fossero “ più sane “ erano fraudolente, tanto da rappresentare “una farsa” in termini di maggiore sicurezza per i consumatori;-avanza la richiesta di rendere i produttori di sigarette responsabili dei costi sostenuti per la raccolta delle cicche, o di incaricarli direttamente al ritiro di questi rifiuti; - ipotizza l’obbligo di riportare informazioni sui pacchetti relative alla tossicità dei mozziconi; e suggerisce l’istituzione di un deposito cauzionale, volto ad incentivare i fumatori a riconsegnare i filtri usati.
  • Greenbutts: Compagnia tecnica di San Diego ha in programma la commercializzazione di filtri naturali realizzati con materiali degradabili, come materiale organico di canapa e pasta legno, per l’abbattimento dell’impatto ambientale derivante dai miliardi di mozziconi di sigarette che ogni anno si trasformano in rifiuto, costituendo circa il 24,7 % del totale dell’immondizia raccolta, pari al doppio delle altre tipologie di rifiuti. Dato che il filtro biodegradabile è tenuto insieme da un collante composto di farina di frumento ed acqua, che va a sostituire il tradizionale involucro di cellulosa acetata, che richiede da 10 a 15 anni per completare il degrado.Innovazione che consentirebbe di convertire gli attuali dannosi filtri in utile concime naturale organico per le piante.
  • L’Università Federico II di Napoli, nel condurre uno studio sull’argomento, ha rilevato che man mano che il processo di disintegrazione del mozzicone di sigaretta procede, la parte residua si degrada a velocità progressivamente minore, così il tempo della completa decomposizione continua ad aumentare. E attraverso un’altra indagine pubblicata sulla rivista “ PlosOne “ , nel gennaio 2015, ha accertato che i mozziconi di sigaretta rappresentano il rifiuto più abbondante sull’intero pianeta, tanto che quotidianamente ammonta a oltre 10 miliardi la quantità di questi materiali dispersi nell’Ambiente.
  • Iren: una delle più importanti Società Multiservizi italiane che opera, fra l’altro ,nell’ambito dei servizi ambientali, propone un ambizioso progetto che prevede:
 
  • la sensibilizzazione con messaggi veicolati attraverso cartellonistica, manifesti e messaggi pubblicitari rivolti a realizzare la raccolta separata dei mozziconi, fidando sulle motivazioni personali inerenti la coscienza e la consapevolezza dei danni dell’inquinamento ambientale sulla salute umana,e sulla considerazione che gli altri possono avere di noi vedendoci abbandonare i mozziconi in strada;
  • una capillare distribuzione di idonei porta mozziconi, in particolare in corrispondenza: delle fermate degli autobus, degli Uffici pubblici, dei Supermercati, nelle Stazioni ferroviarie e degli Esercizi pubblici (Bar ed esercizi commerciali).Oppure con: - la distribuzione, agli Esercenti,di appositi raccoglitori da consegnare periodicamente agli addetti alla raccolta; - l’applicazione del sistema di vendita delle sigarette, attraverso una sorta di “ vuoto a rendere”, o tramite la distribuzione gratuita, agli avventori, da parte dei Tabaccai, di porta-mozziconi tascabili, forniti dai Comuni.Ricompensando, chi aderisce alla proposta, con un ritorno economico del tipo riduzione percentuale, ad esempio, del pagamento delle bollette Tari previsto per i comportamenti virtuosi.
Iniziative, l’applicazione delle quali consentirebbe di ridurre, senon addirittura escludere, il perpetuarsi del deplorevole abbandono dei mozziconi, oltre ad assicurare un indubbio apprezzabilissimo ritorno d’immagine;
  • la condivisione di una attività sull’argomento con le Istituzioni scolastiche ed il Personale Docente delle scuole di ogni ordine e grado, per il coinvolgimento attivo di Alunni e Studenti, attraverso lo svolgimento di tesine o temi, lo sviluppo di idee e la formulazione di proposte, magari stimolate dalla assegnazione di significativi e gratificanti riconoscimenti predisposti con il sostegno economico della Società proponente. Ciò, oltre che per una funzione educativa riguardante le cicche, per una ulteriore, non trascurabile, questione di salvaguardia della salute. Poiché i giovani sono particolarmente esposti alla dipendenza da nicotina e agli altri noti effetti collaterali del tabacco, quali cancro e malattie cardiovascolari. Considerato che, dagli esiti di uno studio condotto dal Professor Alessandro Marcon, docente presso il Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica dell’Università di Verona, si deduce che, dal 1990 in poi,per ogni 1.000 giovani, si è registrato un aumento annuo del 30 % di nuovi fumatori, pari ad un incremento del 50 % fra i giovanissimi di età compresa fra gli 11 e i 15 anni.
  • l’Australia ha avviato una campagna finalizzata alla raccolta dei mozziconi di sigaretta da parte del singolo fumatore, attraverso la consegna di un portacenere portatile resistente al fuoco e riutilizzabile, per sopperire alla carenza/mancanza di norme che regolano lo smaltimento della cicche e la informazione/formazione dei fumatori; e per illustrare loro i problemi legati al pericolo del fumo e dei mozziconi che, inconsapevolmente gettano in qualsiasi posto, impedendone lo smaltimento, come per le pile. A tal fine si ipotizza l’aumento di pochi centesimi il costo del pacchetto di sigarette, per attuare piani efficaci in tal senso.
  • La Terra Cycle, azienda del New Jersey sta sperimentando un programma che non solo incoraggia le persone a raccogliere le cicche , ma anche a riciclarle. Così ha deciso di fornire gratuitamente ai fumatori etichette per la spedizione via corriere, dei mozziconi raccolti.
  • La Città di New York, seguendo l’esempio del vuoto a rendere, ha proposto un progetto di legge: “ Penny per Butt’ “, che prevede il rimborso di un centesimo per ogni cicca raccolta. Mentre, la città di Portland in Oregon e lo stato di Maine, hanno concordato di multare con 100 dollari chiunque getti in strada i mozziconi di sigaretta.
  • Ed ancora In Italia:
- il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 15 Febbraio 2017 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 Marzo 2017), che detta Disposizioni in materia di rifiuti di prodotti da fumo e di piccolissime dimensioni, prevede che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie siano suddivisi a metà tra: -l’attuazione di campagne di informazione, su scala nazionale, a cura del Ministero dell’Ambiente; - l’installazione di appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi, la pulizia di caditoie e di tombini da residui di mozziconi; e la realizzazione di campagne informative su scala locale, a cura dei Comuni;
- e l’iniziativa “ Ma il mare non vale una cicca “,giunta quest’anno alla 5° edizione, promossa da Marevivo (Onlus con oltre 35 anni di esperienza nella protezione del Mare e delle sue risorse), in collaborazione con IT International SA –JTI- (Insieme dei metodi e della tecnologie che vengono utilizzate per la trasmissione, archiviazione ed elaborazione di dati ed informazioni attraverso l’uso di reti), con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Corpo delle Capitanerie di Porto e il supporto del BIS (Sindacato Italiano Balneari), e con testimonial l’attore Cesare Bocci. Iniziativa, che per esprimere la reale percezione della dimensione delle cicche abbandonate, rende noto che se mettessimo infila tutte quelle gettate nelle spiagge, si creerebbe una fila lunga paria alla distanza tra Roma e Bologna (Circa 400 Km). Per cui, anche in questa edizione dell’iniziativa, saranno distribuiti 100 mila posacenere tascabili, insieme ad un opuscolo informativo sui tempi di degrado in mare di alcuni oggetti che fanno parte della vita di tutti i giorni (lattine, accendini, bottiglie di vetro e di plastica),su oltre 400 spiagge degli 8.000 Km di coste italiane, da parte di 1.000 volontari, nel weekend del 3 – 4 Agosto. Con l’intento, stimando un contenuto di 6 cicche per ogni posacenere, di evitare la presenza, sulle spiagge o nelle acque del mare, di 600 mila filtri al giorno. Considerato che le precedenti campagne hanno permesso di evitare l’abbandono di ben 10 milioni di cicche e di conseguire l’ambizioso risultato di avere spiagge più decorose e minore moria di alcuni animali marini, come: Cetacei,Tartarughe (per le quali un singolo mozzicone ingerito può provocarne la morte, in poco tempo), Uccelli e Pesci, già messi in pericolo dall’abbandono, ogni anno, di migliaia di rifiuti di vario genere.
Dopo aver illustrato una sintesi dei suggerimenti e proposte su come evitare l’abbandono e promuovere la raccolta delle cicche, vediamo come evitare lo smaltimento nelle rare debordanti onerose e pericolose discariche, attraverso metodologie di riciclaggio e possibili utilizzazioni, atti/e a mutare la loro condizione di pericoloso rifiuto in provvidenziale componente di redditizi materiali di vario genere, come si può dedurre dalle ampie indicazioni di seguito riportate.
  • A Vancouver – Canadà– una Azienda di Toronto denominata TerraCycleInc. estrae l’acetato di cellulosa presente nelle cicche per creare dei pellets (cilindretti di materiale naturale, in genere, provenienti dagli scarti della lavorazione del legno) di plastica che potranno essere utilizzati per produrre imballaggi o per la plastificazione del legno.
  • L’Ingegnere Abbas Mohajeranidel Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT University), inventore (coadiuvato dagli studiosi dell’Università) del metodo di riciclo pubblicato sul Journal of Management, ha condotto diversi esprimenti per inglobare le cicche nei mattoni di argilla cotta. Ottenendo:- mattoni del tutto simili a quelli che già conosciamo, ma più leggeri, con migliori proprietà isolante e con un impegno di energia inferiore del 58 % per essere realizzati; - grazie alle proprietà isolanti dei filtri, la riduzione dei consumi energetici domestici, sia per il riscaldamento che per il raffreddamento; - e lo smaltimento delle cicche stesse, oltre alla trasformazione delle sostanze inquinanti in esse contenute (come i metalli pesanti), in sicuro materiale per l’edilizia, Aggiunge poi, che ogni anno si producono 6 mila miliardi di sigarette, che corrispondono a 1,2 milioni di tonnellate di spazzatura contenente componenti chimici dannosi. Cifre che sono destinate ad aumentare di oltre il 50 % entro il 2025, a causa della crescita della popolazione mondiale. E che se solo il 2,5 della produzione annuale di mattoni incorporasse l’1 % di mozziconi di sigaretta, si potrebbe risolvere completamente, o quasi, il problema dell’inquinamento dovuto a tali scarti.
  • La Fashion designer (Persona che ama studiare il trend della moda, disegnare modelli e selezionare materiali per la loro realizzazione): cilena Alexandra Guerrero, in cerca di un’idea per la sua tesi di laurea, ha notato la notevole presenza di cicche sui marciapiedi della sua città: Santiago del Cile ,ed ha scoperto che i filtri, una volta purificati, poi lavati in un solvente e successivamente sterilizzati, fatti asciugare e sottoposti a sanificazione, potevano essere tinti e filati con lana di pecora ed utilizzati per la produzione di capi unici di abbigliamento.
  • Terra Cycle, di Trenton, in New Jersay ,è il social network della monnezza, fondata dal giovane ungherese Tom Szaky,allo scopo di eliminare lo spreco, attraverso la creazione di sistemi nazionali di riciclaggio di rifiuti non utilizzabili o difficile da recuperare.
  • Le “Cigarette Waste Brigates”: strutture territoriali di Terra Cycle, stanno chiedendo ai cittadini di conservare i loro mozziconi, per inviarli alla società di riciclaggio, attraverso un sistema di spedizione prepagato, gestito dal colosso UPS. Il quantitativo minimo per ogni singola spedizione è fissato in una libra (453,6 g) da inviare allo stabilimento di Trenton, per il quale il mittente riceverà 100 “ punti Terra Cicycle “ convertibili nel pagamento di 1 centesimo per ogni punto, in opere di beneficienza, a scelta del fumatore. La Società si impegna a riciclare i filtri per realizzare una serie di profilati per uso industriale, come legname di plastica (Plastic Timber) ed oggetti di uso domestico, tra cui, i posacenere.
  • La newyorkese Eco-Tech Displays ha creato la “ CigaretteButtLitterDream “ (Sogno del riciclo delle cicche di sigaretta): Società che si occupa di trasformare le cicche raccolte svuotando centinaia di portacenere posizionati all’esterno di bar e ristoranti di New York, New Jersey, Chicago e Illinois, in prodotti come gioielli, vasi e plettri (piccole lamine a forma di mandorla atte a far risuonare le corde tese su di una cassa armonica).
  • Il Professor Lorenzo Guglielminetti, coordinatore della ricerca “ Trasformiamo i filtri usati delle sigarette in substrato inerte per l’agricoltura idroponica “(coltivazione senza terra) spiega: per farlo separiamo i mozziconi nelle loro componenti biodegradabili (carta e tabacco), per poi poterli usare, al posto della lana di roccia, per la germinazione di semi la cui crescita risulterà compatibile con il supporto sperimentale.
Inoltre, tramite l’uso delle alghe si provvederà a decontaminare le acque di lavaggio dei filtri,per ottenere una biomassa utilizzabile per la produzione di biocarburante.
  • In Toscana, da recente è partito un progetto che vede coinvolti il Centro Avanzi dell’Università di Pisa, in collaborazione con il Cnr e il Comune di Capannori, in provincia di Lucca. Zona sede di grandi insediamenti dell’industria della carta e di sviluppo di politiche ambientali sul riciclo dei rifiuti, ultima delle quali inerente la rigenerazione degli avanzi delle sigarette, per la trasformazione da rifiuto a materiale adatto alla coltivazione floreale e in biocarburante. Il progetto denominato FOCUS (Filter of cigarettes reuse safely), avrà la durata triennale e fruisce di un finanziamento di 140 mila euro erogati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dall’Ateneo di Pisa e dal Comune di Capannori.
  • A Roma, un gruppo di ricercatori ha appena concluso un lavoro di ricerca per trasformare una parte dei filtri in montature per occhiali. Ilaria Bientinesi, chimica di AzeroCo2, Società nata da Legambiente, spiega: abbiamo trovato un sistema innovativo per la purificazione dei mozziconi, per poterli poi riciclare. In quanto, l’acetato di cellulosa dei filtri, ripulito, può essere impiegato anche per la produzione di altri oggetti, come contenitori rigidi, scatole, ecc. Il Progetto è stato finanziato con 321 mila euro provenienti dalla Regione Lazio, attraverso fondi europei.
  • Un ricercatore italiano dell’ENEA propone di adoperare le cicche di sigaretta come biomassa, da cui ricavare calore ed energia, ed utilizzare l’Acetato di cellulosa dei filtri, opportunamente rigenerato, per la produzione di pannelli termo fonoassorbenti per l’edilizia.
 
Da quanto riscontrato sulla possibilità di affrontare la imponente questione inerente le cicche, relativamente: al comportamento dei fumatori, ai sistemi di raccolta, alle metodologie di riciclaggio ed alle possibili concrete utilizzazioni delle stesse, si deduce che sono stati ampiamente individuati gli accorgimenti, realizzati i supporti tecnologici ed elaborati e sperimentati i processi di lavorazione, per consentire di superare efficacemente ogni difficoltà che si frapponeva all’ardua soluzione del problema. Per cui, a questo punto, la soluzione del problema dipenderà soltanto dall’indispensabile disponibilità d’impegno di tutte le componenti interessate (Cittadini, Istituzioni e Realtà produttive compatibili).
Affinchè si possa procedere alla creazione di dimensioni operative adeguate alle potenzialità delle aree coinvolte, possibilmente organizzate in specifici Consorzi (come quelli da tempo esistenti per il riciclo della: Carta, Plastica, Vetro, Alluminio), in grado di convertire quel che attualmente costituisce espressione di inciviltà, in constatazione di esemplare decoro e provvida produzione di materia prima, per la realizzazione di materiali ed oggetti di interesse commerciale.
E poiché il Comune di Marino, come in precedenza riportato, ha già avviato la messa in atto dei presupposti per giungere ad una, si spera, diffusa convinzione , da parte dei cittadini, dell’utilità della raccolta delle cicche;per completare l’apprezzabile impegno, una volta conseguito l’ambito obiettivo,non rimane che aderire o farsi promotore alla/della realizzazione di specifici impianti per il loro riciclaggio,finalizzati ad evidenziare, in concreto, la validità della disponibilità al recupero e conversione del deprecabile rifiuto.
Chi scrive, nel concludere, avverte la pressante esigenza di esprime un fervido augurio affinché, prima che i lettori terminino di scorrere l’esposizione del corposo argomento trattato (supponendo la lettura di una pagina al giorno), il Coronavirus sia stato, almeno in gran parte, controllato e confinato in perenne quarantena…
Augurio espresso in occasione della stesura del presente articolo, avvenuta a Febbraio, quando ancora non si conoscevano a sufficienza le caratteristiche di propagazione e le strategie di controllo del virus. Oggi, che si dispone di conoscenze appropriate al contenimento della sua diffusione, in attesa della produzione di un efficace specifico risolutivo vaccino, per collaborare attivamente all’incremento dei soddisfacenti risultati fin qui conseguiti, occorre estendere l’invito delle Istituzioni Sanitarie a proseguire costantemente, singolarmente e diligentemente, a rispettare gli accorgimenti che hanno permesso di pervenire al loro conseguimento. Onde evitare, sia di vanificare i positivi effetti dei pesanti sacrifici affrontati, che di andare incontro ad una eventuale, ancora possibile, insorgenza di focolai della terribile pandemia.

Santa Maria delle Mole - Città delle luci

Santa Maria delle Mole - Città delle luci Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:1) (1.289-0-0)
Antonio Calcagni

 
Ancora una volta, la magia delle luci tridimensionali fa risplendere le serate natalizie della nostra Città.
 
Lo fa attraverso la seconda edizione di Luci In Allegria, iniziativa egregiamente organizzata dalla locale Unione Commercianti.
 
E così, passeggiare nelle ore serali, per le strade della nostra Città, è diventato un vero piacere, al pari di quello che già succede nelle numerose città italiane che, proprio su questo tema, hanno investito molto, ottenendo in cambio, un ritorno positivo sull’economia locale.
 
Per tutto ciò è d’obbligo ringraziare tutti i commercianti di Santa Maria delle Mole che hanno aderito all’iniziativa.
 
Commercianti che in questo modo dimostrano, ancora una volta, di avere uno spiccato spirito d’iniziativa a favore del bene collettivo, senza aspettare che arrivi la manna dal cielo e senza mai  piangersi addosso, anche se, motivi per farlo ce ne sarebbero a iosa, vedi la concorrenza spietata ed impari, dei grandi centri commerciali, a cui si aggiunge quella delle grandi piattaforme di vendita on line.
 
Il fatto poi che all’iniziativa hanno aderito anche diversi commercianti delle aree limitrofe alla nostra Città, dimostra che questa seconda edizione di Luci in Allegria ha ormai ampiamente superato il livello locale.
 
Un ringraziamento va anche ai nostri numerosi concittadini e non, che, avendo finalmente un buon motivo per passeggiare per le strade della nostra Città, ne hanno approfittato per fare i propri acquisti in loco.
 
Cittadini che, con grande spirito di emulazione, hanno contribuito ulteriormente a far risplendere la nostra Città, attraverso l’illuminazione di balconi, finestre e giardini.
 
Un spunto di riflessione per l’amministrazione comunale che dovrebbe puntare di più su questo tipo di iniziative che, coprendo un ampio arco temporale, contribuiscono a dare respiro al commercio locale.
 
Di contro, ridimensionando drasticamente il contributo comunale alla mega festa di ottobre, per cui vengono bruciati diverse centinaia di migliaia di euro, e che, a Marino porta un modesto ritorno economico, mentre nella restante parte del territorio comunale questo ritorno è pari a zero.

Rifiuti urbani e Coronavirus

Rifiuti urbani e Coronavirus Copertina Nazionali (1.288-0-0)
Domenico Brancato

RACCOMANDAZIONI DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ (I.S.S.)
 
 
Da quanto comunicato puntualmente dal Sindaco, purtroppo, il Comune di Marino non è esente da contagi da Coronavirus che trovano riscontro in un numero di 11 casi positivi e 22, poi scesi a 15, in isolamento domiciliare (per seguire l’andamento giornaliero dei dati, accedere al Portale del Comune di Marino e cliccare, in successione, su Aree Tematiche e Coronavirus – Misure di Contrasto).
Per fare in modo che questi non trascurabili valori possano ulteriormente ridursi ed azzerarsi, è inderogabilmente richiesto che ogni singolo Cittadino si attenga allo scrupoloso rispetto delle norme emanate in tal senso; nonché all’osservanza dei contenuti del seguente Rapporto dell’ISS, diffuso, recentemente, con Circolare della Regione Lazio: COVID-19 N. 3/2020, aggiornato al 14 Marzo 2020, basato: - sulle evidenze attuali inerenti la diffusione del Virus; - sui principi di cautela stabilite nel DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio) del 9 Marzo 2020; - e sulla constatazione che, al momento, ancora non si conosca il tempo di sopravvivenza del Coronavirus in rifiuto domestico/urbano. Anche se si ipotizza un tempo di disattivazione che va da pochi minuti ad un massimo di 9 giorni, in funzione alla tipologia di materiale, della concentrazione e delle condizioni microclimatiche.
Ciò premesso, per tutelare la salute della popolazione e degli operatori dell’Igiene Ambientale (dediti alla Raccolta e Smaltimento Rifiuti), l’ISS, in particolare, raccomanda l’applicazione di specifiche procedure rapportate alle tipologia di affezione e di interventi di seguito riportati.
 
  • Nelle abitazioni dove sono presenti:
 
-soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena:
  • raccolta e conferimento insieme, senza separarli, di tutti i rifiuti domestici, indipendentemente dalla loro natura, essendo considerati indifferenziabili;
  • effettuare la raccolta utilizzando almeno 2 sacchetti, uno dentro l’altro, e possibilmente optare per un contenitore a pedale;
  • chiudere adeguatamente i sacchi, utilizzando guanti monouso;
  • evitare l’accesso agli animali da compagnia ai locali dove sono presenti i sacchetti di rifiuti;
  • allontanare il rifiuto dalla propria abitazione quotidianamente con le procedure in vigore sul territorio. A tal proposito si raccomanda agli Enti preposti (per Marino, la “ Multiservizi dei Castelli per Marino” alla quale, per l’adempimento delle norme riferite all’insorgenza delle menzionate manifestazioni da COVID-19, ci si può rivolgere tramite il numero verde 800154952) l’istituzione di un servizio in grado di soddisfare la specifica esigenza, con personale opportunamente addestrato.
 
- soggetti non positivi e non in quarantena:
  • non interrompere la raccolta differenziata;
  • smaltire nei rifiuti indifferenziati: fazzoletti, rotoli di carta, mascherine, e guanti. Utilizzando, anche in questa circostanza, 2 sacchetti, uno dentro l’altro, chiudendoli adeguatamente, adoperando guanti monouso, con lacci o nastro adesivo, senza comprimerli, per poi depositarli negli appositi contenitori;
  • mantenere il rispetto delle procedure in vigore nel territorio di appartenenza.
  • Nelle Aziende con operatori del settore dell’igiene Ambientale (Raccolta e smaltimento rifiuti):
  • adozione di dispositivi di protezione individuale (DPI), come da gestione ordinaria, ed in particolare mascherine (filtranti facciali) FFP2 O FFP3, compatibilmente con la valutazione del rischio percettibile in azienda.
  • Nell’ambito di iniziative di Volontariato (preposte ad aiutare a soddisfare le esigenze di persone anziane , sole, o affette da patologie):
  • Non prelevare rifiuti presso abitazioni in cui vi siano persone positive al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria;
  • In altre abitazioni, osservare le dovute precauzioni ed attenersi alle norme comportamentali quali, ad esempio: utilizzare guanti monouso e non prelevare sacchetti di rifiuti aperti o danneggiati.
 
Insieme di adozione di accorgimenti comportamentali trascritte che, unitamente al rispetto delle norme che quotidianamente e ripetutamente viene sollecitato da tutti i mezzi d’informazione, costituiscono, allo stato attuale, l’unica strategia efficace per cercare di arginare l’aggressiva avanzata del micidiale Virus di turno. Condizione che impone ad ognuno di noi di accettare scrupolosamente, con rassegnazione e profondo spirito di collaborazione i conseguenti inderogabili sacrifici.

Grande successo per la Little Tony Family

Grande successo per la Little Tony Family Copertina S. Maria delle Mole (1.287-0-0)
Eleonora Persichetti

Grande successo di pubblico per la Little Tony Family che si è esibita domenica in Piazza Sciotti a Santa Maria delle Mole, recuperando la serata del 5 ottobre, rimandata a causa della pioggia. Tanta gente sotto al palco pronta ad intonare e a ballare sui più grandi successi di un artista che non se ne è mai andato dai nostri cuori. La figlia di Little Tony, Cristiana Ciacci, e lo storico collaboratore, Angelo Petruccetti, portano in giro per l’Italia questo immenso bagaglio musicale, corredandolo da coreografie, scenografie e cambi di costume che lasciano con il fiato sospeso.

Magnifica l’esibizione del corpo di ballo e molte delle coreografie sono state ideata dalla bravissima ballerina nostrana: Desirée Fedeli, che si è esibita anche in uno splendido passo a due con il ballerino Valerio.

Al termine del concerto, non sono mancati applausi, cori di incitazione, complimenti e un indimenticabile selfie sulle note del brano finale: “Cuore matto”.

 

Eleonora Persichetti

Via Mameli: una vergogna tutta Marinese

Via Mameli: una vergogna tutta Marinese Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:5) (1.286-0-0)
Antonio Calcagni

Ricordiamo ancora una volta, come facciamo  ormai da molti mesi  che, i lavori di rifacimento della suddetta strada iniziarono  il 17/03/2021, e dopo un periodo di 6 mesi, si sarebbero dovuti concludere il 17/09/2021.
 
Siamo al 16/09/2022, ovvero a 18 mesi dall’inizio dei lavori, ed ancora non si vede la luce.
 
Manca ancora il rifacimento complessivo dell’asfalto, e siamo stati fortunati che, dopo un autunno- inverno non particolarmente piovosi sono  arrivate, una primavera ed un’estate aride.
 
Una situazione di vantaggio che purtroppo non è destinata a durare a lungo, infatti con l’imminente l’arrivo delle piogge, la strada diventerà impraticabile.
 
E come sintetizzo bene un nostro amico alcuni anni fa, realizzando una foto che lo ritraeva intento a pescare in una voragine apertasi in via Maroncelli, a quel punto di area adibite alla pesca ce ne saranno a iosa.
 
Inutili sono stati i vari solleciti, scritti, ma anche di persona al Sindaco ed ai  vari Assessori competenti e non, in materia, effettuati negli ultimi mesi durante i nostri, più o meno casuali incontri.
 
La risposta  all’inizio era: “Ci sono problemi” (non meglio precisati) mentre,  negli ultimi mesi il mantra  è diventato, “Prima di cominciare con l’asfalto dobbiamo far passare la fibra”.
 
Una risposta che in apparenza sembrerebbe abbastanza convincente, se non fosse che nei mesi scorsi, gli uffici comunali di via Morosini  rimasero  chiusi per alcune settimane, indovinate perché?
 
Nell’esecuzione di non meglio precisati lavori stradali su via Mameli,  per errore fu  tranciato il cavo della fibra, che passava sul marciapiede.
 
A questo punto la domanda sorge spontanea, come si può tagliare un cavo che non c’è?
 
Comunque, ammesso e non concesso che restano ancora da realizzare alcuni attraversamenti, cosa aspettate a farli? Di operai in quel cantiere ormai da molti mesi  si sono perse le tracce.
 
Nel frattempo  purtroppo, un cospicui numero  di  alberi  sono  seccati.
 
Tutto ciò avviene nel più completo silenzio, anche dei consiglieri di maggioranza che sono stati eletti nella nostra Cittadina, mentre, i famosi fotografi, che in altre epoche fotografavano ogni sasso fuori posto della suddetta strada, un impegno ed un attaccamento alla cosa pubblica che  ci aveva lasciato ben sperare, sembra che ormai si siano trasferiti in altro Comune.
 

AL VIA "NATALE 2018 IN ALLEGRIA!" A SANTA MARIA DELLE MOLE

AL VIA "NATALE 2018 IN ALLEGRIA!" A SANTA MARIA DELLE MOLE Copertina S. Maria delle Mole (1.280-0-0)
Eleonora Persichetti

IL VILLAGGIO MAGICO DI BABBO NATALE APRE LE SUE PORTE A GRANDI E PICCINI

LA KERMESSE APERTA FINO AL 27 DICEMBRE

 

 

A Marino, in occasione delle festività natalizie, si dà inizio il 25 novembre prossimo all’evento “NATALE IN ALLEGRIA” che si svolgerà a Santa Maria delle Mole fino al 27 dicembre 2018.

 

“Grazie all’importante sostegno dei commercianti del luogo coadiuvati dall’Associazione di categoria A.C.F. – ha dichiarato l’Assessore alle Attività Produttive Ada Santamaita – la prima edizione di questo evento vedrà piazza Sciotti trasformarsi in un Villaggio di Babbo Natale ricreando l’atmosfera magica per piccoli e adulti. Le strade risplenderanno con le bellissime luminarie natalizie. Il tutto in una visione della valorizzazione e promozione della città di Marino nel suo insieme”

 

La manifestazione ha ottenuto il partenariato del Comune di Marino proprio per il suo intento di valorizzare il territorio e incentivare il commercio con una idea interessante sia a livello produttivo che a livello culturale e turistico.

 

Il Villaggio sarà aperto dal lunedì al giovedì dalle 16,00 alle 20,00 e il venerdì, sabato e la domenica dalle 10,00 alle 20,00.

 

L’inaugurazione si terrà il 25 novembre 2018 alle ore 15,00.

 

 

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