S. Maria delle Mole

Menù

HOME

Chi Siamo

Cerca

Diretta Streaming

Articoli

Tutti

I più letti

I più commentati

Nazionali

S. Maria delle Mole

Cava dei Selci

Frattocchie

Marino

Mappa Rioni

Rubriche

AVVISI

Benessere

Concittadini

Cucina

Donne per le Donne

Focus

Il Mio Covid 19

Salute

Sport

Storia

Servizi

Almanacco

Chat

Covid a Marino

Medicina/Farmacie

Meteo

Numeri Utili

Parrocchie

Polveri Sottili

Terremoti

Trasporti

Video Informativi

Lavoro

Cerco Lavoro

Offro Lavoro

Cerco/Offro Lavoro

Segnalazioni

Le Tue Opinioni

Immagini

Forum

Protocollo

Contatti

Copyright

LogIn

 

 

 

Salute
Tunnel Carpale: Recupero Funzionalità

 

 

 

Salute: Tunnel Carpale: Recupero Funzionalità

Salute
01/07/2021
Alessandra Benassi

 

Insorge in età medio-avanzata (45/60 anni) e colpisce più donne che uomini (il rapporto è di 3 a 1) che svolgono professioni legate al costante utilizzo delle mani: la sindrome del Tunnel Carpale affligge il 5% della popolazione italiana causando dolore ma soprattutto una seria limitazione nell’utilizzo della mano. Solo il 20% di chi ne soffre però approda alla chirurgia, consigliata nelle fasi avanzate della patologia.
 
 
Le cause
Probabilmente congenito è il risultato di una combinazione di fattori che determinano un aumento della pressione sul nervo mediano e sui tendini del tunnel carpale. Esistono però anche specifici fattori scatenanti come traumi, ferite al polso che causano gonfiore (fratture o distorsioni), iperattività dell’ipofisi, ipotiroidismo, artrite reumatoide, ma anche problemi di natura meccanica al legamento del polso. Parallelamente ne determinano l’insorgenza lo stress lavorativo, l’uso massiccio e continuativo della mano e la ritenzione idrica durante la gravidanza o la menopausa. Anche lo sviluppo di una ciste o di un tumore all’interno del canale possono essere tra le ragioni che lo causano.
 
 
La sintomatologia
Le avvisaglie sono graduali ma facilmente identificabili: frequenti bruciori, dolori, formicolio o sensazione di intorpidimento associato a prurito al palmo della mano e alle dita (pollice, indice e medio) vittime anche di una sensazione di gonfiore, solo apparente. I sentori dell’insorgenza della patologia compaiono in una o entrambe le mani soprattutto durante la notte e, al risveglio, comportano la necessità di rilassare la mano o il polso. Il peggioramento della sintomatologia va di pari passo con la diminuzione della forza nell’esercitare la presa e nello stringere le mani a pugno con conseguente difficoltà ad afferrare piccoli oggetti o svolgere altre attività che implicano l’uso delle mani. Alcune persone riferiscono anche l’impossibilità di distinguere al tatto tra caldo e freddo. Ulteriori indizi sono inoltre il dolore sordo all’avambraccio e al braccio, l’alterazione del colore della pelle, più secca, lo specifico indebolimento dei muscoli che governano il movimento del pollice.
 
 
La diagnosi
Basilari sono l’iniziale esame obiettivo accurato (analisi del polso e della mano e parallela descrizione dei sintomi da parte del paziente) e la valutazione meticolosa della storia clinica e delle abitudini del paziente (lavoro e suoi hobby) alla ricerca delle circostanze che possono favorirne lo sviluppo. I medici possono poi avvalersi di test specifici nel tentativo di confermare l’esistenza della patologia come il “test di Tinel” e il “test di Phalen”.

Se si ritiene che ci siano gli estremi per ipotizzare la presenza di una problematica più pericolosa (esempio: diabete) il paziente viene sottoposto a ulteriori controlli come lo studio della conduzione nervosa per rilevare quanto veloce sia la trasmissione dei segnali nervosi, l’elettromiografia per misurare l’attività elettrica naturale dei muscoli, l’esame radiologico (da farsi solo in caso di sospetta frattura al polso o di un disturbo articolare degenerativo) e l’esame del sangue da eseguirsi per fugare il rischio dell’esistenza di una forma mai diagnosticata di diabete, ipotiroidismo, gotta o artrite reumatoide.
 
 
La Terapia
Insieme allo staff dell’ambulatorio di Fisioterapia Fisiologic Mira di Santa Maria delle Mole esaminiamo i percorsi terapeutici che è possibile intraprendere. Sulla base della gravità e della durata dei sintomi si procede con terapia:
  • conservativa (disturbi al nervo mediano moderati, sopportabili e presenti da pochi mesi)
  • chirurgica (sintomatologia intensa, condizionante la vita quotidiana e in atto da almeno 6 mesi)
Se la terapia conservativa, oltre a suggerire risposo e l’uso di ghiaccio, consiste nell’applicazione di un tutore per il polso, nella somministrazione di farmaci corticosteroidi (potenti antiinfiammatori) e nel ricorso a sedute di laserterapia e magnetoterapia per ridurre il dolore, come anche di infiltrazioni, ionoforesi e ultrasuoni, la chirurgica si basa invece su un’operazione ambulatoriale in anestesia locale con cui si interviene sul nervo mediano praticando un’incisione di diversi centimetri sul polso, in corrispondenza del tunnel carpale.
 
A seguire fondamentale è procedere a riabilitazione per recuperare la piena funzionalità del polso. Anche in questo caso il ricorso a cicli di laserterapia e magnetoterapia si conferma utile.
 
 
La Laser HILT Terapia
Grazie al suoi effetti analgesico, anti-infiammatorio e antiedemigeno permette di ridurre il dolore e recuperare la piena funzionalità di dita e polso quando la sindrome si manifesta. Parallelamente consente di migliorare la sensibilità ed incrementare la forza della mano rendendo più semplice tornare ad afferrare oggetti anche di dimensioni ridotte.

 

 

Alessandra Benassi
01/07/2021
Articolo letto 287 volte

 

 

 

 

 

 

 

Vuoi essere subito avvisato via mail quando un articolo come questo viene pubblicato?

Vai a fine pagina e clicca sul bottone verde "RIMANI INFORMATO"

L'IMBISS

LA QUALITA’ LA TROVI SEMPRE DOVE NON TI ASPETTI
Grande Cucina e Grande Qualità
in poco spazio
 
 
 

Un chiosco con queste caratteristiche lo puoi trovare soltanto a Frattocchie, in Via Pertini
 
 
 
 
 
 
– Non ti distrarre – 
– lo trovi tra “La Nave” ed il semaforo –
– Non puoi sbagliare – 
 
Se vedi scritto “L’IMBISS” vuol dire che sei arrivato
 
Via Alessandro Pertini snc
Fratocchie (Marino)
337 38 25 847
 
 
 
 
 
 
 
 
Sono partiti piano, come l’esperienza insegna, ma si sono già fatti notare malgrado un avvio sotto Pandemia. Stanno suscitando curiosità, infatti non sono dei novelli sprovveduti i creatori de L’IMBISS
 
Un classico chiosco romano riconvertito a ristorante casual, con una trentina di posti a sedere e “una cucina attenta, disponibile a tutte le ore del giorno, autorevole ma allo stesso tempo accessibile”, così come dichiarato dai clienti intervistati che hanno subito ribattezzato il chiosco in “gastronomia urbana”.
 
Una sana gestione familiare incentrata sulla cucina casareccia e regionale. Utilizzo principalmente di prodotti freschi e locali, accuratamente selezionati. A volte, in special modo su richiesta, sperimentano anche piatti di cucina internazionale.
 
Insomma, nelle intenzioni c'è la voglia di proporre qualcosa di buono e divertente per le tasche di tutti, così come dettano le tendenze gastronomiche internazionali.
Non ci resta che assaggiare.
 
Vai a trovare Sandro e Patrizia, soddisferanno sicuramente il tuo palato.
 
E’ consigliata la prenotazione
 
L’IMBISS
Via Alessandro Pertini snc – Fratocchie (Marino)
337 38 25 847