FraWeb.it
(commenti:2)
(585-0-0)
(commenti:2)
(3.579-0-0)
In arrivo la sentenza del TAR che, il 19.07.2019 dovrà decidere se dare seguito alla richiesta di risarcimento danni da 280 milioni euro nel confronti del Comune di Marino, presentata dalle società protagoniste dell'operazione di mega-cementificazione del Divino Amore, ovvero: il Consorzio Ecovillage, Futuro Immobil Italia Srl, Cristina Srl, La Mole Due Srl, e Arcadia 2007. Oltre alla Dea Capital Real Estate società di gestione del risparmio Spa, che tramite il fondo IDeA Fimit Sviluppo ha investito, nella realizzazione di un gigantesco centro commerciale.
Una sentenza le cui conseguenze potrebbero essere devastanti per il Comune, ma che coinvolgerebbe in prima persona anche tutti quei Consiglieri Comunali che hanno votato a favore delle due delibere: la numero 2 del 28 febbraio e la numero 23 del 10 agosto 2018, che di fatto hanno bloccato, l'enorme ed insensata speculazione edilizia.
Un’operazione che è bene ricordare, prevede appartamenti per altri 12.500 abitanti oltre ad un mega Centro Commerciale, due cose di cui i Cittadini di Santa Maria delle Mole non ne sentono affatto la necessità.
Con la prima infatti verrebbe affossato definitivamente il mercato immobiliare esistente, già depresso da una crisi di carattere nazionale, a cui localmente si è aggiunta un ulteriore svalutazione dovuta all’incremento dell’offerta di abitazioni di quest’ultimo decennio.
Mentre con la seconda, a estinguersi sarebbe il già precario commercio locale.
Ma c’è di più, se venisse approvato il progetto, la nostra Cittadina verrebbe spogliata di una risorsa che la rende ancora molto appetibile, la fermata della stazione ferroviaria, che secondo il progetto verrebbe appunto, spostata di 1,5 km più a sud dall’attuale punto, a servizio quindi del nuovo insediamento.
Alla luce di tutto ciò, noi del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole, ringraziamo tutti coloro che a vario titolo e livello hanno contribuito ad arginare questo scempio, ed altresi esprimiamo il nostro, pieno ed incondizionato sostegno, a tutti coloro che rischiano in prima persona per una scelta di civiltà, ed invitiamo tutta la Cittadinanza a fare altrettanto.
Infine chiediamo che, almeno per una volta, tutte le forze politiche, che, nonostante i vari distinguo, si sono comunque sempre dette contrarie a questa speculazione, di non perdere un’occasione storica per dimostrarsi compatte contro un nemico comune, la speculazione fine solo a se stessa.
Una scelta chiara, senza se e senza ma, che i Cittadini apprezzerebbero particolarmente.
Antonio Calcagni, Presidente del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole
(commenti:2)
(1.327-0-0)
Anche quando si realizzano iniziative importanti ed encomiabili come quella recente di ridurre l’IMU alle attività commerciali, ci si rende conto che il Centro è stato, è e rimarrà sempre ….. come unico punto di riferimento primario per definire le modalità operative di qualsiasi intervento da parte di qualunque Amministrazione, di qualunque colore politico.
Ed è stato, è e sarà sempre…… il Quartiere che è destinato ad ottenere più vantaggi rispetto alla cosiddetta ‘pianura’. Ormai è talmente consolidata l’idea medievale del castello abitato dai nobili e del contorno costituito dal volgo che viveva al loro servizio, che sembra impossibile riuscire ad ottenere una giusta ed equa valutazione delle necessità dell’intero Territorio.
Dopo il fallimento dell’ipotesi scissionista che aveva visto la creazione del Comune di Boville, fallimento dovuto al fatto che il Centro aveva troppo bisogno del contributo economico, sia pur ‘volgare’, della pianura per la sua stessa sopravvivenza, sono rimasti dei piccoli focolai di ‘scissionismo’ che coinvolgono piccoli nuclei di persone e che, di tanto in tanto, cercano di farsi ascoltare dal popolo dei nostri concittadini che però rimane sordo ad ogni tentativo di risveglio dal torpore in cui sonnecchia beatamente.
E qui sta la grande differenza che contraddistingue gli abitanti del Centro rispetto a quelli della pianura:
Anche in questo caso, la riduzione dell’IMU ai proprietari di locali commerciali si presenta come un intervento che avrebbe dovuto suscitare reazioni da parte di tutti gli interessati per almeno due motivi:
E allora si pensa che i commercianti siano partiti lancia in resta per richiedere una riduzione di tasse più attinenti all’attività commerciale, una omogeneità di trattamento rispetto ai negozianti del Centro e la definizione di una regola che trasferisca la riduzione dell’IMU sugli affitti dei locali.
Niente di tutto questo…e si è dimostrata grande comprensione per le esigenze dei commercianti del Centro dietro alla considerazione che ‘al Centro hanno problemi diversi dai nostri’. Cioè sono quelli stessi che soffrono dell’ingiustizia, che giustificano l’ingiustizia stessa.
Sarebbe ora che i cittadini ‘vassalli’ si rendessero conto che debbono costituire parte presente e propositiva nei confronti della Pubblica Amministrazione e che si impegnassero molto di più nell’enunciazione dei loro diritti e nella pretesa del rispetto dei principi di equità che dovrebbero essere i cardini su cui si impostano le decisioni e le azioni delle Pubbliche Amministrazioni.
Spero che questo invito venga accolto e che si cominci a pensare con maggiore determinazione alla creazione di un ‘tessuto sociale’ interessato e coinvolto nei fatti da cui deriva il nostro benessere e che contribuisca rendere migliore il nostro ambiente e la nostra condizione di vita.
Gianni Morelli
(commenti:2)
(1.330-0-0)
In un precedente articolo auspicavo la possibilità che i cittadini tutti, di qualunque fede politica, insieme all’Amministrazione che è stata chiamata a gestire il nostro Comune, da qualunque partito sia stata proposta, riuscissero a dare inizio ad un ‘Ciclo Virtuoso’ che, prendendo le mosse dall’individuazione concordata dei ‘bisogni reali’, si attivasse nel perseguire la loro soddisfazione.
Ma cosa si intende per ciclo virtuoso ?
“Le espressioni circolo virtuoso e circolo vizioso intendono riferirsi a una combinazione stabile di due o più condizioni tali per cui il mantenimento di ciascuna condizione contribuisce al mantenimento di tutte le altre attraverso un meccanismo di retroazione positiva”.
Se tali condizioni sono considerate desiderabili si tratterà di circolo virtuoso, viceversa se le condizioni sono sgradite si parlerà di circolo vizioso. Nel caso più semplice che le condizioni siano due, esse sono concatenate direttamente per cui l'una è la causa dell'altra e viceversa. Da Wikipedia
Da cui, se, ad esempio, ci mettiamo in due a fare cose condivise ed abbiamo successo, i risultati positivi ci spingeranno ad affrontare altri argomenti con ancora maggiore convinzione e con maggiore probabilità di ottenere altri successi. Avremmo creato, così, un circolo virtuoso.
Il mio invito sarebbe infatti quello di passare da una situazione di contrapposizione che vede:
Ad una situazione in cui cittadini ed Amministrazione trovino una modalità di collaborazione che porti a risultati di valore eccezionale.
Purtroppo, le lamentele dei singoli cittadini, espresse in modo casuale e non strutturato, vengono molte volte tenute in scarsa considerazione e spesso diventano causa di ulteriori chiusure verso la possibilità di arrivare a dialoghi costruttivi, creando un circolo vizioso da cui è sempre difficilissimo uscire.
Noi siamo fortunati perché, a parte il Sindaco che a mio avviso si sente Primo Cittadino di Marino Centro e non di tutto il Comune e mi sembra molto preso dalla ricerca di una crescita personale nel suo Movimento politico, ho spesso trovato ottima disponibilità al dialogo da parte di molti Amministratori e grande competenza da parte dei dipendenti del nostro Comune
E quindi, per poter avviare un dialogo costruttivo tra forze di peso equivalente che possa portare al famoso circolo virtuoso, manca solo la creazione di una controparte fatta di cittadini ragionevoli e non accecati da fedi politiche contrapposte. Cittadini che si uniscano a costituire una ‘Comunità Operativa’ che abbia come unico scopo quello di raggiungere obiettivi di interesse comune
A mio avviso, le fondamenta atte a raggiungere questo primo importantissimo obiettivo esistono già. E sono costituite dalle numerose Associazioni e da quei Comitati che sono sorti spontaneamente sul nostro territorio a supporto di gruppi di cittadini che, svincolati da credi politici ed animati da spirito civico, si interessano con entusiasmo e dedizione alla soluzione di problemi, talvolta di carattere specifico, altre volte di carattere generale, ma sempre orientati al benessere di tutti.
E non vanno dimenticate tutte quelle Associazioni di volontariato che si dedicano alla divulgazione di cultura o sono dedicate alla difesa dei beni archeologici e dell’ambiente, volontari che sono sempre più presenti nella nostra vita sociale.
Per il raggiungimento di una forza contrattuale nei confronti dei gestori della cosa pubblica, sarebbe sufficiente che tutte queste organizzazioni si riunissero e, pur mantenendo la propria specifica vocazione, si dessero reciproco supporto nella loro costante opera:
Non è difficile, in quanto già ora Associazioni e Comitati operano in stretto contatto nell’organizzazione di eventi legati ai festeggiamenti per il Carnevale, per il Natale dei bambini ed altro. E’ sufficiente riunirsi e, tutti insieme:
Un esempio di possibile collaborazione è questo messaggio pubblicato su Immagini da Boville dal Presidente del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole dopo un incontro con i nostri amici dell’ ASSOCIAZIONE TUTELA FRATTOCCHIE
|
Il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole, aderisce all'iniziativa della raccolta firme promossa dall'Associazione Tutela Frattocchie e già dai prossimi giorni si adopererà attivamente
Antonello Burli a ASSOCIAZIONE TUTELA FRATTOCCHIE MARINO (RM): A.T.F. LANCIA, DA SABATO 8 GIUGNO, DUE RACCOLTE DI FIRME TRA I CITTADINI LA PRIMA PROPONE L’IMMEDIATO UTILIZZO DI UNA AREA COMUNALE GIA’ DISPONIBILE PER REALIZZARE L’ECOCENTRO PER LA RACCOLTA RIFIUTI. LA SECONDA E’ INVECE PER SPINGERE IL COMUNE A RIQUALIFICARE E RIAPRIRE SUBITO IL PARCO DAVANTI ‘LA NAVE’ A FRATTOCCHIE. “E’ ora di dare risposte concrete ai cittadini, risolvendo criticità storiche. Da domani, sabato 8 giugno, sarà possibile firmare le due petizioni”. |
Ma la cosa più importante dovrà essere l’impegno a mantenere un flusso di informazioni continuo con i Cittadini ed invitarli a partecipare a tutti gli incontri.
Per questo, oltre alle pagine su Internet gestite dai responsabili di tutti i Comitati ed Associazioni, è stato realizzato un Portale molto ben articolato che, aperto a tutti i cittadini, permetterà di raccogliere idee ed opinioni relativamente ai vari temi di loro interesse.
Facciamo affidamento su noi stessi, partecipiamo ed otterremo risultati insperati. Insieme, per il nostro benessere comune.
Gianni Morelli
(allegati)
(commenti:2)
(917-44-0)
Il termine spreco trova rispondenza nell’insieme di quei prodotti alimentari che hanno perso valore commerciale e che vengono scartati, ma che potrebbero essere ancora destinati al consumo umano.
Ciò costituisce un inaccettabile paradosso del nostro tempo, in quanto se da un lato vi è la necessità, nei prossimi anni, di incrementare la produzione dei prodotti alimentari del 60 – 70 %, per far fronte all’incremento della popolazione dall’altro, nel mondo, si spreca oltre un terzo del cibo prodottoche, secondo uno studio condotto dalla FAO (Organizzazione mondiale di cibo e agricoltura), ammonterebbe ad 1,3 miliardi di tonnellate, delle quali l’80 % sarebbe ancora utilizzabile.
Tant’è che se fosse possibile recuperare gli sprechi, questi sarebbero sufficienti a sfamare 2 miliardi di persone.
In Europa si sprecano mediamente circa 180 Kg/pro-capite di cibo l’anno (con valori oscillanti fra i 579 e i 44 Kg/pro-capite dell’Olanda e della Grecia), mentre in Italia, globalmente, la media dello spreco, per effetto di contenimento prodotto della crisi economica, risulta essere di 149 Kg/pro-capite, così ripartito:
Genere di Alimento Percentuale
Prodotti Ortofrutticoli 17
Pasta e Pane 28
Pesce 15
Uova 29
Carne 30
Latticini 32.
Entità di spreco,equivalente ( secondo una indagine condotta dalla ricercatrice Claudia Giordano sugli sprechi di 400 famiglie in una settimana, promossa dal Ministero dell’Ambiente/ Progetto Reduce con l’Università di Bologna, nell’ambito della campagna Zero Spreco, con la supervisione dell’economista Andrea Segrè), a Kg/giorno 0,1 a testa, pari a Kg/famiglia (composta mediamente, nel 2016, da 2,32 persone) 84,9,corrispondenti a 0,0849 tonnellate, che moltiplicate per i 25.937.723 di famiglie Italiane, diventano 2,2 milioni di tonnellate l’anno, chefiniscono nelle pattumiere delle abitazioni,facendo registrare,rispetto le varie sedi di rilevazione dello spreco, la rilevante quota del 42 %.Quotache, tradotta in costi, supera i 25 euro/mese per famiglia.
Alle appena descritte conseguenze di natura etico-economica del cibo sprecato, si aggiungono poi quelle, non meno trascurabili, di natura ambientale e socio-sanitaria, dal momento in cui le cospicue quantità di cibo non consumato contribuiscono sensibilmente al riscaldamento globale e alle crescenti carenze idriche.
Come si può dedurre dalle emissioni di 4,5 Kg di anidrite carbonica (CO2) equivalenti, per ogni Kg di cibo sprecatoe dai dati relativi alla “ Impronta Idrica” o “ Acqua Virtuale “ (Volume totale di acqua consumato e inquinato, in un determinato luogo, nelle diverse fasi della filiera,per ottenere un prodotto), dedotti dagli esiti degli studi condotti dalla Fondazione Olandese “ Water Footprint Network “ (Integrati con dati provenienti da altre fonti) sugli alimenti di seguito riportati:
|
Tipologia Alimento |
Quantità Chilogrammi Grammi Numero |
Impronta Idrica( litri acqua ) Per 1 Kg Porzione |
|
Pane |
1 50 |
1300 65 |
|
Pasta |
1 80 |
1693 135 |
|
Biscotti |
1 50 |
1800 90 |
|
Cereali (Per colazione) |
1 30 |
1645 49 |
|
Riso |
1 80 |
3400 272 |
|
Legumi secchi |
1 50 |
4055 203 |
|
Frutta con guscio (Noci, Nocciole) |
1 30 |
9065 272 |
|
Frutta fresca |
1 150 |
970 145 |
|
Succo di Frutta |
|
|
|
Verdura e ortaggi |
1 200 |
325 65 |
|
Pomodori |
1180 1 |
156 28 |
|
Patate |
1 150 |
900 135 |
|
Latte |
1 125 ml |
1000 125 |
|
Dolci |
1 100 |
3140 314 |
|
Cioccolato |
|
|
|
Zucchero |
1 5 |
1500 7,5 |
|
Vino |
1 100 |
610 61 |
|
Birra |
1 250 |
300 75 |
|
Caffè tostato |
1 7 1 tazzina |
18900 132 |
|
Tè verde |
1 3 1 bustina |
8860 27 |
|
Olio d’oliva |
1 12 1 cucchiaio |
4900 59 |
|
Olio di Girasole |
1 - |
6795 - |
|
Burro |
1 15 |
5550 83 |
|
Uova |
1 60 |
3300 198 |
|
Formaggio fresco |
1 100 |
5000 500 |
|
Carne avicola ( Pollo ) |
1 150 |
3900 585 |
|
Carne suina |
1 150 |
4800 720 |
|
Carne di agnello |
1 150 |
9580 1437 |
|
Carne di manzo |
1 100 |
15500 1550 |
|
Hamburgher di manzo |
|
|
Dati che, come evidenzia la Piramide Idrica del Barilla Nutrition Center, messa a confronto con la Piramide Alimentare (Vedi allegato n° 1), consentono di riscontrare l’interessante coincidenza tra i cibi meno indispensabili e più grassi (vari tipi di carne e insaccati) con quelli che consumano più acqua. In pratica, i cibi da consumare con più parsimonia sono anche quelli che hanno un maggior impatto idrico ed ambientale, a conferma che la salute della persone e quella dell’ambiente vanno di pari passo.
Per cui, a seconda della prevalenza del consumo di cibi di provenienza vegetale o animale, l’impronta idrica giornaliera individuale può variare da circa 1500 – 2600 a 4000 – 6000 litri di acqua (comprendenti, oltre l’acqua consumata direttamente per bere, cucinare e lavarsi, quella impiegata per produrre e trasportare i cibi che mangiamo, per fabbricare gli indumenti che indossiamo e per svolgere ogni altra attività quotidiana), a differenza (stando alle stime del WWF: Fondo Mondiale per la Natura) del miliardo di persone che , nel mondo, non ha accesso all’acqua potabile e degli oltre quattro miliardi che non ne hanno a sufficienza.
Enorme divario di disponibilità di un bene sempre più prezioso ed indispensabile per la sopravvivenza, imputabile anche ai rilevanti quantitativi di acqua che vengono consumati inutilmente per la produzione della consistente quantità di prodotti alimentari che si sprecano nel corso delle seguenti fasi:
- Le irrazionali abitudini di fare la spesa di milioni di consumatori;
- L’inosservanza delle indicazioni riportate in etichetta riferite alla corretta modalità di conservazione degli alimenti;
- Le date di scadenza, per alcuni prodotti, troppo restrittive;
- La tendenza a confezionare porzioni di cibo abbondanti;
- Le promozioni che invogliano i consumatori a comprare più cibo del necessario.
Cause di sprechi che, in gran parte, potrebbero essere evitati compiendo semplici azioni quotidiane e migliorando le abitudini alimentari, come:
A proposito di quest’ultimo accorgimento, da quanto emerso da una indagine condotta dal ricercatore Matteo Boschini dell’università di Bologna, su 73 plessi di Scuola primaria, dei quali 35 in Emilia Romagna, 25 nel Lazio e 18 in Friuli Venezia Giulia, si deduce che il 29,5 % dei pasti consumati nelle mense viene gettato.
Dati che il professor Andrea Segrè , docente di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna e fondatore di Last Minute Market, commenta in questi termini: “Nel luogo reputato a fare educazione alimentare, il cibo viene invece buttato. Sono soprattutto frutta e verdura gli alimenti più sprecati, che dal punto di vista della nutrizione dovrebbero essere parte fondamentale del pasto”.
Commento al quale riteniamo sia opportuno aggiungere che la causa della summenzionata tipologia di spreco sia da ricercare, principalmente, nella estensione di cattive abitudini ed eccessive preferenze alimentari, in molti casi, acquisite e consentite dagli/agli alunni in ambito famigliare.
Come denotano le considerazioni dello Psichiatra Paolo Crepet sul buonismo educativo dei Genitori: “Noi non abbiamo più figli, ma piccoli Budda a cui noi siamo devoti, per cui possono fare di tutto. Scelgono dove andare a mangiare e cosa mangiare… omissis. Siamo diventati Genitori che dicono sempre di si. Ma questo è sbagliato. Quando diventeranno grandi ci sarà qualcuno che gli dirà di no.”
Autorevole opinione che , pur non potendola generalizzare, trova, purtroppo, riscontro in molti ambiti familiari.
Riscontro, che inevitabilmente si ripercuote nell’irrazionalità delle abitudini alimentari di un cospicuo numero di bambini in età scolare ( In Italia, secondo il Ministero della Salute, il 9% dei bambini di 8 – 9 anni non fa colazione ed il 31% non consuma una colazione adeguata ).
In quanto, i genitori (o chi per loro) invece di seguire le indicazioni dei nutrizionisti sulla qualità, quantità, apporto calorico ed equilibrata ripartizione dell’assunzione dei cibi nell’arco della giornata,inconsapevolmente optano,con l’ovvio intento di assicurare ai loro figli un soddisfacente nutrimento, per inadeguate soluzioni alternative,come ad esempio:
- Tazza di tè deteinato con 1 cucchiaio di zucchero o miele, 1 yogurt intero bianco, 1 brioche integrale o 1 fetta di crostata o ciambella fatta in casa ed 1 frutta fresca;
- Tazza di latte intero o parzialmente scremato senza zucchero, 2 fette biscottate integrali con marmellata, 1 porzione di frutta fresca;
- Toast integrale con prosciutto e sottiletta ( o altra farcitura ), più un frullato di frutta fresca di ca. 200 ml, ecc;
- pizza; - panini con salumi; cornetto con nutella; ricchi tramezzini; - patatine fritte; -snacks dolci o salati,o addirittura di merendine ricche di grassi, conservanti ed edulcoranti ( junk food = cibo spazzatura ), con l’aggiunta di bibite zuccherate che, complessivamente, forniscono da 250 a 530 Kcal ca.,
- frutta di stagione( 1 Mela o 1 Arancia, 1 Pera, 2 Kiwi, 3 Mandarini ) con 1 fetta biscottata integrale;
- uno yogurt magro da 125 g, alla frutta;
- 2 fette biscottate con marmellata;
- un quadratino di cioccolata ed un frutto;
- una porzione (di 22g ) di riso soffiato con cioccolato light, ecc.
Cioè, con cibi di facile digeribilità e dall’apporto calorico (di ca. il 5% dell’intero fabbisogno giornaliero) di 80– 120 Kcal che,secondo accreditati studi scientifici, favoriscono il miglioramento dell’umore, oltre a potenziare le capacità di apprendimento e mnemoniche.
L’insieme di suggerimenti e indicazioni, sopra riportati, per cercare di diffondere l’importanza della consapevolezza di una equilibrata alimentazione, al fine di impedire il protrarsi di pregiudizievoli inadeguatezze alimentari.
Inadeguatezze per le quali, secondo il parere di dietologi, medici e nutrizionisti, i molti bambini che le praticano abitualmente, vanno incontro, nel tempo, a predisposizioni di natura patologica (sovrappeso, obesità, diabete, ecc.) e, nell’immediato, ad una ridotta concentrazione mentale ed a manifestazioni di sonnolenza dovuti, nelle prime ore,agli effetti di ipoglicemia imputabile al digiuno o ad insufficiente alimentazione e, dopo l’abbondante spuntino di metà mattinata, agli ulteriori nocivi effetti di una pesante e prolungata digestione, che li fa giungere all’ora di pranzo con scarso appetito (Vedi allegato n° 3 ).
Inappetenza che causa il rifiuto di buona parte del pasto, che sarebbe potenzialmente utilizzabile, ma che, in genere, è destinato a diventare rifiuto.
A tal proposito, la Legge Gadda 166/2016, onde evitare l’immorale dissipazione di alimenti recuperabili, si prefigge di incentivare un nuovo modello di mercato e di welfare ( espressione che sottintende iniziative dirette ad assicurare il benessere dei cittadini ) inclusivo, in grado di rendere compatibili la sostenibilità del complesso delle norme che regolamentano l’approvvigionamento alimentare con la responsabilità sociale, riferita alla collettività.
Infatti, la citata Legge,incentra i suoi punti di forza:
- nell’operato delle Associazioni di volontariato, grazie all’impegno delle quali si è già registrato un incremento di donazioni in termini di quantità e di tipologia: prodotti ortofrutticoli, cibi cotti e freschi, prodotti a lunga conservazione e farmaci;
- e nella possibilità di reperimento, prima impensabile, di prodotti,come quelli confiscati, le eccedenze nel settore del banqueting (banchetti) e nelle mense.
Come dimostra l’aumento,da 4.635 a 5.573 tonnellate/anno ( da Ottobre 2016 a Settembre 2017 ), pari ad un incremento del 21,4% delle donazioni delle eccedenze, dedotto dai rilevamenti condotti da Andrea Giussani, presidente del Banco Alimentare, che afferma: “ abbiamo riscontrato un progressivo cambio di cultura degli operatori della filiera, concretamente testimoniato dall’aumento dei punti di vendita disponibili e dalle quantità di alimenti recuperati”.
Quanto sopra, per tentare di indurre gli operatori interessati ed i tanti lettori del nostro Sito:
- riflettere sulla potenziale possibilità, anche individuale, di poter contribuire a limitare al massimo gli sprechi ed a far sì che l’eccedenza di cibo non venga trattata come rifiuto, bensì come prodotto utilizzabile e destinabile al soddisfacimento alimentare delle molte persone che versano in estrema condizione di indigenza;
- e a considerare, che un cibo sprecato non solo diventa inutile e dannoso per l’ambiente,ma oltre modo dispendioso per i connessi ulteriori sprechi di: superfici di terreno coltivabile, acqua, fertilizzanti, energia e costi del lavoro,utilizzati e spesi per la sua produzione.
Articolo redatto dal Prof. Domenico Brancato
(commenti:2)
(2.729-0-0)
Con l’organizzazione del “1° Carnevale di Boville” si è suggellata una coesione ed un’unità d’intenti e d’indirizzo straordinaria tra i vari Comitati ed Associazioni di Santa Maria, Cava e Frattocchie , ovvero di tutto quel territorio del Comune di Marino, che si estende intorno alla “Regina Viarum”.
Un coordinamento inedito e che per ciò che riguarda la cultura e non solo, si propone, quale interlocutore unico nei rapporti con l’Amministrazione Comunale. Un coordinamento aperto al tutte quelle Associazioni/Comitati, operanti nel territorio ex Comune di Boville che volessero aderire.
La genesi di tale coordinamento si è potuta intuire già nell’organizzazione del “Natale Insieme 2017” che, ha visto, per la prima volta, un accenno di progetto condiviso.
A questa riuscitissima esperienza, ha fatto seguito la realizzazione del “Portale del Cittadino” denominato www.smariamole.it , un portale di cui il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole, ne è il titolare, ma che è stato volentieri aperto all’apporto di tutti gli altri Comitati ed Associazioni.
Un Sito che ha l’ambizione di diventare un punto di riferimento e confronto per tutta la comunità e che giorno dopo giorno si arricchisce dell’apporto di illustri Concittadini, eccellenze nel loro ambito, a volte del tutto sconosciuti nel nostro territorio.
Infine, questa volta ad essere condiviso, è stato appunto invece il Carnevale, una manifestazione nata nel 2013 a Cava dei Selci, grazie alla creatività ed alla tenacia di alcuni amici, uniti nell’associazione “Gente di Cava”, una propria creatura, coltivata con tanto amore negli anni ma che, con un grande atto di generosità hanno deciso di condividerla con gli amici di Santa Maria e di Frattocchie, un esempio che certamente farà scuola.
Una manifestazione che ha superato ogni più ottimistica previsione, i numeri rendono meglio di ogni parola l’ampiezza di questo successo:
Un doveroso ringraziamento va quindi a tutti quei Cittadini che con il loro certosino lavoro e sottraendo tempo e risorse alla propria famiglia, hanno permesso la realizzazione di questa splendida manifestazione.
Uno speciale ringraziamento ai tanti commercianti, per il loro concreto sostegno.
Infine, ma non per ultimo, un grazie all’Amministrazione Comunale che ha saputo cogliere e sostenere i segni di un risveglio culturale in atto nel nostro territorio.
Ancora una volta il vecchio detto “ L’unione fa la forza” ha dimostrato tutta la sua validità. Una forza quindi propositiva e positiva il cui intento è quello di unire e non certo dividere.
(commenti:2)
(813-0-0)
SOSTIENI SANTA MARIA DELLE MOLE