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Il Nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUGC)

Il Nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUGC) Copertina    (commenti:5) (1.602-0-0)
Eleonora Persichetti

 
L'attuale amministrazione del Comune di Marino, ha presentato nei giorni scorsi in Sala Consiliare a Palazzo Colonna, e nel centro anziani di Santa Maria delle Mole, il nuovo PUGC, il Piano Urbanistico Generale Comunale.
 
Si tratta, secondo le nuove tendenze urbanistiche, di una forma moderna di Piano Regolatore. Anche se in questo messaggio riferiremo di quanto accade a Marino, è importante annotare le peculiarità di questo strumento, che ha le potenzialità, e la fattualità, di essere più dannoso dei "vecchi" o "superati" Piani Regolatori. Infatti, mentre questi quando vengono approvati sono immodificabili, a meno di fare delle specifiche "varianti", di difficile e riconoscibile genesi politica, il PUGC è concepito per suoi criteri dinamici interni, in modo tale da potere essere modificato in qualsiasi momento dalle autorità comunali, per cui possono stabilire che un'area verde o vincolata si può adibire ad essere edificata, può premiare costruttori o proprietari con indici maggiori di edificabilità secondo criteri arbitrari o opinabili, oppure può decidere di costruire scuole o parcheggi in aree agricole o vincolate. E questo, occorre ribadirlo, in qualsiasi momento e con criteri arbitrari. Ai cittadini rimarrebbe solo la possibilità di fare costosi e complessi ricorsi alle Autorità superiori, o votare (spesso dopo anni) formazioni politiche di opinione diversa, che poi comunque con lo strumento a disposizione potranno sempre fare e disfare sempre arbitrariamente. Vatti a fidare.
 
Incaricato del PUGC è l'architetto romano Francesco Nigro, esterno all'Amministrazione, coadiuvato dal dirigente all'Urbanistica Arch. Michele Gentilini. Questi, incaricato dalla precedente amministrazione, è col tempo divenuto un convinto assertore di questo PUGC dell'Amministrazione attuale, e in generale della necessità di procedere a nuovi insediamenti, cioè a costruire.
 
Il Dott. Nigro ha volutamente fatto una presentazione durata oltre un'ora, illustrando (o sciorinando) con la sua preparazione, la legittimità legale del Piano. Ha cercato di presentare il Piano nei suoi aspetti presumibilmente vantaggiosi per la popolazione, e specialmente nella seconda presentazione, dopo essere stato contrastato da noi e anche da altre associazioni nella prima presentazione, ha posto in secondo ordine, o ha velatamente celato "i nuovi insediamenti" (le nuove costruzioni), presentandole come "trasferimenti" da altre aree, e quindi come vantaggi per queste ultime.
 
Sostengono gli architetti, o per meglio dire i politici dell'Amministrazione attuale che sono i veri ideatori che hanno commissionato il Piano, che si costruirebbe con criteri di "perequazione", per cui per "equità" verrà data la possibilità di costruire in aree agricole pregiate o anche soggette a vincoli, e quale migliore criterio, a detta loro, che quello di procedere su base "compensativa", per cui i proprietari cedendo una parte del terreno al Comune, per costruire scuole o edifici di utilità pubblica, verrebbe data la possibilità di costruire. E tanto più grandi sono i terreni, e tanto più saranno premiati con un indice maggiore di metratura edilizia autorizzata.
 
Pressati specialmente dalla Sezione di Marino di Italia Nostra gli autori del PUGC, e il Sindaco, hanno dovuto ammettere che il Piano alla fine e' volto a un aumento delle costruzioni (del "cemento") per circa 211.000 metri quadrati, equivalenti a circa 600.000 metri cubi, per l'insediamento di circa 6500 nuovi residenti.
 
Occorre notare che i proprietari di questi terreni, e i costruttori, sono in genere benestanti, e hanno acquistato questi terreni con molti vincoli, in tempi recenti, sperando, prevedendo o contando su queste misure. Sia gli architetti pianificatori che i proprietari e costruttori dichiarano di non conoscersi tra di loro, e i proprietari dichiarano di non conoscere il piano e i suoi dettagli, ma evidentemente i ricchi proprietari e i costruttori devono avere una sfera di cristallo che li ha porta a comprare terreni solo agricoli o vincolati, e poi trasformati dal PUGC in terreni edificabili, di assai maggiore valore commerciale. Sarà un caso, ma il piano privilegia sempre loro.
 
Per gli stessi motivi, la grande maggioranza degli abitanti di Marino non ne trarrà alcun beneficio, e anzi, dovrà dividere le poche risorse del territorio e i servizi sociali e medici, con un numero maggiore di cittadini (da 46.000 a 53,500 residenti) con un incremento del 14% della popolazione. I ricchi proprietari e costruttori invece, oltre ad avere più proprietà di loro, vivono o si sono trasferiti nelle parti più alte dei territori comunali, con più verde, quindi in una situazione elitaria.
 
Italia Nostra Marino afferma con forza che il piano e' totalmente inadatto a un territorio che da millenni rappresenta un "unicum", una meraviglia della natura, per cui è stata la culla della civiltà latina e della storia di Roma antica e delle ere successive, come tutte le importanti presenze archeologiche e storiche dimostrano. Il territorio inoltre costituisce un ecosistema estremamente fragile, da preservare, sia per la salvaguardia delle acque del Lago Albano (serbatoio dell'antica caldera del vulcano, e le cui acque hanno un ricambio di limitate quantità, e che verranno captate ancora di più), sia per la sua bellezza paesaggistica e archeologica, che è la ricchezza di Marino e degli altri territori dei Colli Albani dai tempi antichi, che occorre preservare in tutti i modi, in modo da consegnarli alle generazioni future.
 
Infine, tra i criteri vantati di questo PUGC è che ogni nuova costruzione prevede due posti auto, con cui l'Amministrazione ritiene di dare un contributo alla soluzione dell'annoso problema del parcheggio a Marino. È anche previsto l'allestimento di aree di parcheggio. Magro risultato invero, e che non tiene conto che i 6500 nuovi residenti porteranno con sé migliaia di auto, con aumento del problema sia dei parcheggi, sia della congestione del traffico.
 
I problemi riguardano sia Marino "Centro", sia i restanti insediamenti urbani, variamente definiti ("Territori e centri a valle", "Pianura di Marino", "Frazioni" anche se oggi sono più grandi e popolose di "Marino Centro", "Boville", "Nuova Marino" etc.). C’è da rilevare tuttavia che l'economia di Marino "Centro" è in forte declino, per cui i suoi abitanti la stanno lasciando per trasferirsi altrove, nei restanti territori o in altri Comuni. Mentre nei centri a valle l'economia regge. Al solito, saranno soprattutto questi territori quelli interessati dai nuovi insediamenti, dalle costruzioni, e quindi dal depauperamento dei terreni agricoli e vincolati per la presenza di importantissime presenze storiche-archeologiche.
 
Italia Nostra Marino in conclusione ritiene che vada migliorata la condizione di TUTTI i cittadini, dell'ambiente, del patrimonio agricolo - paesistico-archeologico, non il contrario!
 
Il Piano verrà ufficialmente presentato e votato dal Consiglio Comunale il 30 luglio (è scontata la sua approvazione dalla maggioranza). Tuttavia, riteniamo che tutti i cittadini di Marino debbano essere informati e resi consapevoli il più possibile.
 
Dott. Mauro Abate
Italia Nostra - Sezione di Marino
Presidente

Un’estate senza l'incubo delle zanzare

Un’estate senza l'incubo delle zanzare  Copertina    (commenti:5) (993-0-0)
Domenico Brancato

In riferimento alla nota dal titolo: “Zanzare: Marino, addio alle disinfestazioni casuali, ora si adotta il metodo scientifico”, pubblicata il 22 Agosto sul giornale “Noi Cambiamo”, si ritiene opportuno tornare sull’argomento, sia per testimoniare l’efficienza della strategia di lotta adottata, che per estendere la conoscenza del metodo applicato per il conseguimento dell’ottimo, almeno finora, risultato. Metodo che trova rispondenza nell’installazione, su tutto il territorio, di appositi rilevatori della quantità di uova deposte dalle zanzare, nonché nell’ubicazione dei luoghi di maggiore deposizione.
Il che consente interventi di lotta molto mirati, grazie ai quali, questa estate, nonostante nel nostro territorio esistano le condizioni particolarmente favorevoli (elevata temperatura e molte abitazioni contornati da spazi verdi irrigui) alla proliferazione dell’anofele, per la prima volta, nell’area che chi scrive ha avuto modo di controllare, non si è verificata la consueta massiva ed aggressiva invasione stagionale.
Condizione non di poco conto, se si pensa al beneficio del quale si è goduto, all’interno ed all’esterno delle abitazioni, sia di giorno che di notte, derivante dall’assenza (tranne rarissimi innocui esemplari) del fastidiosissimo e nocivo insetto, senza la necessità di ricorrere, come inevitabilmente nel passato, ai vari più o meno efficaci, nocivi e costosi, sistemi di difesa e protezione.
Non trascurabile vantaggio che ha consentito una quotidianità esente da condizionamenti e sonni non turbati dallo snervante ronzio, causa, specie nei soggetti più vulnerabili, di inevitabili ripercussioni sul sistema nervoso e di conseguenti deleterie interferenze sull’efficienza psico- fisico-operativa.
Insieme di benefici che assumono una particolare rilevanza, specie in una stagione estiva come quella in corso, nella quale le persistenti eccezionali elevate temperature, già di per sé, hanno procurato, e procurano ancora, un’ opprimente sensazione di malessere.
Per cui, sperando che i citati benefici siano stati notati dalla totalità dei concittadini, non si può non esprimere l’augurio che l’intrapresa proficua collaborazione, fra l’Amministrazione comunale e l’Istituto Zooprofilattico: ideatore e curatore del descritto scientifico e risolutivo trattamento, divenga permanente, per assicurare, a tutta la Comunità, un duraturo e certamente apprezzabile contributo di benessere.
Comunque, qualora la descritta condizione dell’innovativo vantaggioso metodo di lotta non dovesse trovare rispondenza in altre aree del territorio, sarebbe utile segnalarlo all’Amministrazione comunale affinché, di concerto con gli operatori dell’Istituto esecutore degli interventi antiparassitari, possano individuarne le cause e, in occasione di futuri trattamenti, predisporre gli accorgimenti necessari ad ovviare alla carente efficienza riscontrata.

UE - Al via la richiesta prestiti

UE - Al via la richiesta prestiti Copertina    (commenti:5) (1.071-0-0)
Domenico Brancato

IL VIA LIBERA ALLA CONCESSIONE DI PRESTITI FINO A 25 MILA EURO A SOSTEGNO DI CITTADININ E IMPRESE
 
 
Approvato dall’UE lo schema di aiuti previsto dal D.L. Liquidità n. 23/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 aprile scorso, relativi al finanziamento alle Imprese, mediante prestiti garantiti dallo stato (Servizi Assicurativi del Commercio Estero – SACE ) e attraverso l’accesso al Fondo di Garanzia Piccola e Media Impresa – PMI.
 
In seguito a tale approvazione, l’Associazione Bancaria Italiana – ABI- con una Circolare ha “comunicato alle banche che la Commissione Europea ha approvato l’indispensabile autorizzazione prevista nel Decreto Legge n. 23 dell’8/04/2020, per rendere operative le importanti misure a sostegno della liquidità delle imprese danneggiate dall’emergenza del Covid-19”.
Conseguentemente, è stato reso immediatamente disponibile, il Modulo (vedi Allegato) pubblicato, a cura del Ministero dello Sviluppo Economico – MISE –  sul sito www.fondidigaranzia.it, per chiedere la garanzia sui finanziamenti di importo fino a 25.000 euro, come previsto dall’art. 13, comma1, lettera m), del Decreto n. 23/2020.
 
Mentre il Segretario Generale della Federazione Autonoma Banche Italiane -FABI- ha chiarito che entro venerdì 17 c.m. “arriveranno le indicazioni, anche dal Fondo Centrale di Garanzia, per i crediti alle –PMI- da 25.000 a 800.000 euro, che definirà tutte le procedure informatiche che saranno poi applicate alle banche”. E ha proseguito informando che da lunedì 20 “probabilmente sarà possibile chiedere i prestiti fino a 25.000 euro, a differenza di quelli di importo maggiore, per i quali saranno necessari una quindicina di giorni”.
Intanto si ricorda che il D.L. Liquidità ha previsto 200 miliardi di euro finalizzati a garantire liquidità alle Imprese, ai Professionisti ed alle Partite IVA, attraverso la Società per azioni del Centro Italiano Cassa Depositi e Prestiti, specializzata nel settore Assicurativo-Finanziario – SACE S.p.a.- SACE, che fino al 31 dicembre 2020, è autorizzata a concedere garanzie in favore di banche, Istituzioni nazionali ed internazionali abilitate all’esercizio del credito in Italia. Le garanzie previste copriranno fra il 70 ed il 100% del capitale erogato e dei relativi interessi e costi. In particolare, sono ammissibili alla garanzia del Fondo con copertura al 100%, i nuovi finanziamenti concessi in favore di piccole e medie imprese e di persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni, la cui attività sia stata danneggiata dall’emergenza Covid-19 di importo non superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario e, comunque, non superiore a 25.000 euro.
Il MISE e Mediocredito Centrale, gestore del Fondo di Garanzia, insieme all’Associazione Bancaria Italiana, stanno lavorando per rendere attivi e disponibili, in tempi brevi, tutti i sistemi informatici e la modulistica necessaria alla richiesta di garanzia per i beneficiari delle misure e per accelerare le istruttorie bancarie, al fine di ridurre, a pochissimi giorni, il tempo di attesa intercorrente tre la richiesta di finanziamento e l’accredito delle somme sul proprio conto corrente.
 
Si precisa infine che, il Modulo, in allegato, per richiedere la garanzia dovrà essere compilato dal beneficiario e trasmesso alla banca o all’Ente finanziatore, anche mediante indirizzo di posta elettronica non certificata, accompagnato da copia di un documento di riconoscimento, in corso di validità, del sottoscrittore.

Parco Falcone č diventato oramai "Terra di Nessuno"

Parco Falcone č diventato oramai "Terra di Nessuno" Copertina    (commenti:5) (1.615-1-0)
Antonio Calcagni

 
Nonostante le nostre denuncie di gennaio e di giugno dello scorso anno, Il parco Falcone ha ormai raggiunto un punto di degrado e di abbandono che non si era mai visto prima.
 
Gran parte dei giochi infatti risultano ormai distrutti, stessa cosa per diverse panchine, fatte a pezzi e utilizzate come trampolini per ciclocross, mattonelle antitrauma, che una volta erano posizionate intorno ai giochi, ora risultano divelti e sparse per tutto il parco, tetto del gazebo ormai completamente sfondato mentre l’adiacente staccionata è ridotta a pezzi.
 
Per non parlare poi di quelli che una volta erano i campi di basket di pallavolo, di cui ora non è rimasto più nulla, dove di tanto in tanto compare una panchina sradicata dalla sua originale posizione e buttata li.
 
E che dire del campo di bocce diventato ormai di fatto area dove vengono portati a defecare i cani e dove per questo motivo il personale della Multiservizi, è restio ad effettuare il taglio dell’erba.
 
Concludiamo questa disamina, con le pareti esterne dei locali servizi, dove compaiono sempre nuove scritte che fanno rabbrividire per la violenza che veicolano e che per questo motivo abbiamo deciso di non pubblicare.
 
Con queste premesse non meraviglia certo il fatto che le famiglie ormai si tengano alla larga da questo, che una volta era un bellissimo parco.
 
Noi però volontari della rispettabile e stimata “Associazione Progetto Uomo-Ambiente”, non possiamo e non vogliamo assistere inermi a tanto disinteresse e degrado, lo dobbiamo alla memoria di tutti coloro che nei tre decenni di gestione del parco si sono succeduti nella sua gestione, e non ultimo, alla memoria del magistrato Falcone.
 
Chiediamo pertanto all’amministrazione comunale, così come già fatto ufficialmente,  vedi PEC di porre in essere ogni azione atta al ripristino della legalità a garanzia della fruibilità del parco da parte di tutta la cittadinanza.
 
Se tutto ciò non porterà a nulla, siamo pronti ad intraprendere iniziative dirompenti il cui eco andrà ben oltre l’ambito locale.

Finalmente la Casa Comunale ritorna a Santa Maria

Finalmente la Casa Comunale ritorna a Santa Maria Copertina    (commenti:5) (5.023-0-0)
Antonio Calcagni

 
Era il lontano 2015, quando con una scellerata decisione, l’allora amministrazione Comunale decise di chiudere le comode e sufficientemente spaziose delegazioni di Santa Maria e Frattocchie, per trasferire il tutto in una sede, più piccola, ma soprattutto più disagiata con a disposizione appena 7 posti auto situata su una strada, la via Nettunense Nuova, a scorrimento veloce e per questo estremamente pericolosa da attraversare.
 
Una scelta che, nella versione ufficiale, doveva servire a ridurre i costi di affitto, anche se le reali motivazioni rimangono ancora un mistero tutto da chiarire.
 
Una scelta infelice, che a posteriore è stata riconosciuta tale, anche dagli stessi artefici.
 
A nulla valsero, sia le proteste dei Cittadini, che la raccolta di firme, di cui però all’atto della consegna ufficiale si persero le tracce.
 
Una battaglia, quella di riavere gli uffici comunali a Santa Maria, ripresa dal nostro Comitato che, già dal primo incontro con l’attuale Amministrazione comunale, avvenuto nel marzo del 2017, la pose come priorità assoluta e che ottenne il parere concorde della controparte.
 
Poi, visto il dilatarsi dei tempi della riapertura, nell’ottobre scorso decidemmo di dare una accelerazione al processo, avviando una raccolta di firme a favore del ritorno a Santa Maria degli uffici Comunali, una campagna conclusasi dopo poche settimane con 1.837 firme, a queste ad onor del vero andrebbero sommate anche le numerose firme giunteci dopo la consegna ufficiale, avvenuta in data 13-11-19 direttamente nelle mani del Vice Sindaco, Paola Tiberi che, ancora una volta, assicurò tutto il Suo sostegno e quello di tutta la Giunta, alla proposta.
 
Ora a distanza di circa 9 mesi, colpevole anche la terribile pandemia, finalmente la svolta.
 
Durante l’ultimo consiglio comunale del 07-Agosto, infatti, l’Assessore ai Lavori Pubblico Adolfo Tammaro ha annunciato che, entro la fine dell’anno, la palazzina di via Morosini attualmente in fase di completamento, verrà adibita ad uffici comunali.
 
Una promessa che, se confermata, darà lustro all’operato di questa Amministrazione.
 
Il manufatto di via Morosini ha il pregio di essere molto centrale per la nostra Cittadina e quindi facilmente raggiungibile anche a piedi dalla stragrande maggioranza dei Cittadini di Santa Maria, mentre l’apertura di via Morosini, che finalmente permetterà di collegare, Via S.Pellico a Via Mameli, garantirà un cospicuo numero di parcheggi.
 
Ma il vero punto di forza di questo progetto è che finalmente il territorio della II^ circoscrizione si doterà di uno stabile di proprietà comunale, contribuendo a ridurre lo sperpero di soldi spesi in affitti vari.
 
 
La palazzina in oggetto, è bene ricordare, è il frutto di un atto d’obbligo stipulato diversi anni fa tra il Comune e la società Costruttrice Cristina.
 
Altro punto di estrema importanza, che ha ricevuto il nulla osta dal Consiglio comunale è l’attuale stabile dove insiste outlet delle Sorelle Ramonda, che passerebbe di proprietà comunale come contropartita per la costruzione del nuovo Outlet nell’are adiacente al punto commerciale.
 
Uno stabile che, viste le sue notevoli dimensioni, circa 500 mq, a detta dell’Assessore Tammaro, permetterà di riorganizzare interamente tutti i servizi offerti dal Comune, liberando spazi a palazzo Colonna che a quel punto verrebbe destinato ad attività più consone alle caratteristiche di quella struttura.
 
Due esempi di collaborazione tra pubblico e privato che, se come annunciato, vedranno la luce, dovranno fare da battistrada al fine di eliminare la carenza/assenza di strutture pubbliche che da sempre contraddistinguono tutto il territorio delle ex  II e III circoscrizioni. 

A proposito di palestra al parco Lupini

A proposito di palestra al parco Lupini Copertina    (commenti:5) (2.754-0-0)
Antonio Calcagni

 
A causa di diversi Consiglieri assenti, solo mercoledì scorso si è potuto riunire il Direttivo del Comitato di Quartiere di Santa delle Mole per discutere l’unico punto all’ordine del giorno, ovvero il progetto di realizzazione della palestra presso il parco Lupini.
 
Dopo aver analizzato attentamente:
 
  • gli ingombri complessivi della struttura, che è bene ricordare risultano essere, 20 metri x 42 x un’altezza di oltre 9 metri;
  • la complessità della struttura, che impedisce una riconversione giornaliera. 
 
abbiamo deciso all’unanimità che:
 
 
pur ringraziando l’Amministrazione comunale, ed in particolare l’Assessore Tammaro, per l’impegno profuso a dirottare, a favore della nostra Cittadina, un cospicuo impegno economico, riteniamo che non ci siano le condizioni per realizzare una siffatta struttura in un parco che, a seguito di ciò, vedrebbe ridotte le sue dimensioni di oltre il 30%.
 
  • mentre le sue imponenti dimensioni impedirebbero, di fatto, una facile e quotidiana riconversione, condizioni indispensabile per permettere l'utilizzo  dell'area sia ai bambini della Morante che ai tantissimi ragazzi che nel pomeriggio frequentano il parco.
 
Ciò detto, come sempre, siamo disponibili a studiare, di concerto con l’Amministrazione comunale, e con tutti i Cittadini che si sono mobilitati in questa occasione, e che sicuramente hanno a cuore come noi, solo ed esclusivamente, il bene della nostra Cittadina:
 
 
  • le possibili alternative di collocazione di questa imponente struttura in qualsiasi altra parte del territorio cittadino;
  • la possibilità di realizzare, presso il sedime scolastico, una piccola palestra ad uso, ovviamente esclusivo, della suddetta scuola.       
                                                                       
 
Dello stesso parere anche Simona Bisceglie che, oltre ad essere una consigliera del Comitato, è anche rappresentante dell’Associazione Genitori Primo Levi, e Barbara Balsamo, docente e attivista del nostro Comitato ma anche  nipote del Compianto Ruggero Lupini.
 
 
 
Il Presidente del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole

Parco Falcone, un altro scempio in arrivo

Parco Falcone, un altro scempio in arrivo Copertina    (commenti:5) (4.629-0-0)
Antonio Calcagni

Correva l’anno 1991 quando, un folto gruppo di Cittadini, uniti sotto le insegne dell’Associazione “Progetto Uomo-Ambiente”, creata allo scopo, tra cui il sottoscritto, insieme a tutta la sua famiglia, stanchi di assistere inerti al degrado ed all’abbandono in cui versava un parco, inaugurato in pompa magna solo alcuni anni prima, che la sciatteria ed il disinteresse che contraddistingueva la politica in quegli anni non aveva nemmeno pensato a dargli un nome. Con grande fantasia veniva definito “parco Maroncelli”.

 

Attilio, Luigi, Carlo, Michele, Luisa, Azelio, Giancarlo, Babina, Paolo, Franco, Mario, Alberto, Mara, Claudio, Francesco, Antonio, Nunzia sono i pionieri di un gruppo che negli anni si è sempre di più allargato.

 

Un folto gruppo, di cui solo alcuni sono immortalati nella foto del 1993, che ci ritrae insieme a Maria Falcone. Un gruppo, dicevo, che con grande entusiasmo ed abnegazione riesce, in poco temp,o a risanare, recuperare e valorizzare questo bellissimo angolo verde.

 

Alcuni anni dopo, in collaborazione con il corpo insegnanti delle scuole di Santa Maria, l’Associazione lancia un questionario, riservato ai ragazzi, per la scelta del nuovo nome da dare al parco, a cui i ragazzi rispondono in modo corale, indicando il nome di Giovanni Falcone, magistrato ucciso dalla mafia appena pochi mesi prima.

 

Una scelta, quella di dedicarlo al magistrato che, per la sua tempistica, fa risultare il parco, il primo luogo pubblico in assoluto ad essere dedicato a Giovanni Falcone e per il modo in cui è stato scelto, da circa 1.000 ragazzi, colpisce profondamente Maria Falcone.

 

La sorella del magistrato, infatti, non mancherà di visitarlo e di incontrare i ragazzi delle scuole di Santa Maria, un legame che la porta a diventare,Presidentessa onoraria dell’Associazione Progetto Uomo- Ambiente.

 

In tutto questo rifiorire di entusiasmo, dovuto alla nascita del nuovo Comune di Boville, un’ombra però si aggira nel futuro del parco, ovvero il rischio che prima o poi nell’area prospiciente al parco venisse realizzato uno stabile.

 

Ebbene, dopo 28 anni, l’incubo peggiore dei tantissimi volontari che hanno collaborato a questo progetto  sta oggi diventando una realtà. Nei giorni scorsi, infatti, l’area adiacente all’entrata del parco è stata recintata ed è comparso un cartello che annuncia la realizzazione di un edificio residenziale, opera che completerà l’accerchiamento del parco, eliminando anche il parcheggio che a suo tempo fu realizzato dal Comune ma che a quanto pare, lo stesso non ha mai provveduto ad espropriare. Una realizzazione che sarà un pugno nell’occhio, nello stomaco, ma anche al ricordo dei tantissimi volontari che hanno lavorato a questo progetto. Voglio ricordare coloro che ora non sono più tra noi: Luigi Carletti, Renato Arioli, Ventura Fiorini. 

 

Una cosa che, questa Amministrazione Comunale più delle altre che l’hanno preceduta  non, dico NON, doveva permettere che succedesse.

 

Ora ovviamente partiranno le difese d’ufficio che, dall’alto della loro sapienza, ci spiegheranno che, essendo un’area privata ed edificabile, non si poteva impedirne la costruzione.

 

Concetto che noi semplici Cittadini di questo infelice Comune abbiamo imparato molto bene a nostre spese, ossia che le uniche garanzie certe sono quelle riservate ai singoli, a scapito di quelle della collettività.

 

Ma a questo sciagurato concetto pensavamo che, un’Amministrazione che, ad onor del vero, in altre occasioni ha dimostrato attenzione ed interesse, ne opponesse uno altrettanto legittimo, ovvero quello diEsproprio per Pubblica Utilità”.

 

Una situazione che, presenta, a parte il finale, molte analogie con quella dell’area ex fonte San Pietro. In quel caso la nostra Capo Redattrice, in un articolo di alcuni mesi fa, denunciava il rischio che in quell’area stesse per nascere una palazzina. Notizia poi per fortuna, (e per ora) non confermata, che fece scattare l’indignazione degli amministratori locali, che la smentirono categoricamente.

 

Ora, scopriamo che, lo scampato pericolo in quel caso, fu dovuto essenzialmente al fatto che l’area in questione rientrava nell’ampliamento, deciso nel 2018, del parco dell’Appia Antica.

 

Tutta questa storia fa venire in mente un detto di una vecchia volpe della politica nazionale che recitava: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

 

 

Via Mameli: una vergogna tutta Marinese

Via Mameli: una vergogna tutta Marinese Copertina    (commenti:5) (1.277-0-0)
Antonio Calcagni

Ricordiamo ancora una volta, come facciamo  ormai da molti mesi  che, i lavori di rifacimento della suddetta strada iniziarono  il 17/03/2021, e dopo un periodo di 6 mesi, si sarebbero dovuti concludere il 17/09/2021.
 
Siamo al 16/09/2022, ovvero a 18 mesi dall’inizio dei lavori, ed ancora non si vede la luce.
 
Manca ancora il rifacimento complessivo dell’asfalto, e siamo stati fortunati che, dopo un autunno- inverno non particolarmente piovosi sono  arrivate, una primavera ed un’estate aride.
 
Una situazione di vantaggio che purtroppo non è destinata a durare a lungo, infatti con l’imminente l’arrivo delle piogge, la strada diventerà impraticabile.
 
E come sintetizzo bene un nostro amico alcuni anni fa, realizzando una foto che lo ritraeva intento a pescare in una voragine apertasi in via Maroncelli, a quel punto di area adibite alla pesca ce ne saranno a iosa.
 
Inutili sono stati i vari solleciti, scritti, ma anche di persona al Sindaco ed ai  vari Assessori competenti e non, in materia, effettuati negli ultimi mesi durante i nostri, più o meno casuali incontri.
 
La risposta  all’inizio era: “Ci sono problemi” (non meglio precisati) mentre,  negli ultimi mesi il mantra  è diventato, “Prima di cominciare con l’asfalto dobbiamo far passare la fibra”.
 
Una risposta che in apparenza sembrerebbe abbastanza convincente, se non fosse che nei mesi scorsi, gli uffici comunali di via Morosini  rimasero  chiusi per alcune settimane, indovinate perché?
 
Nell’esecuzione di non meglio precisati lavori stradali su via Mameli,  per errore fu  tranciato il cavo della fibra, che passava sul marciapiede.
 
A questo punto la domanda sorge spontanea, come si può tagliare un cavo che non c’è?
 
Comunque, ammesso e non concesso che restano ancora da realizzare alcuni attraversamenti, cosa aspettate a farli? Di operai in quel cantiere ormai da molti mesi  si sono perse le tracce.
 
Nel frattempo  purtroppo, un cospicui numero  di  alberi  sono  seccati.
 
Tutto ciò avviene nel più completo silenzio, anche dei consiglieri di maggioranza che sono stati eletti nella nostra Cittadina, mentre, i famosi fotografi, che in altre epoche fotografavano ogni sasso fuori posto della suddetta strada, un impegno ed un attaccamento alla cosa pubblica che  ci aveva lasciato ben sperare, sembra che ormai si siano trasferiti in altro Comune.
 
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