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Maturare consapevolezza nell'utilizzo degli Antidolorifici FANS

Maturare consapevolezza nell'utilizzo degli Antidolorifici FANS  Copertina (1.311-0-0)
Alessandra Benassi

 

 

Grazie alla loro semplice reperibilità e acquisto, gli antinfiammatori, sono tra i farmaci più utilizzati dagli italiani. Che sia un mal di denti, un mal di schiena o un semplice male alla testa abbiamo sempre la soluzione a portata di mano. Eppure questa categoria di molecole andrebbe utilizzata con attenzione perché gli effetti collaterali sono tutt’altro che da sottovalutare.

 

A risentirne non è solamente il nostro apparato gastrointestinale, il sistema cardiovascolare è quello a subirne i maggiori effetti collaterali.

 

Tra le molecole antinfiammatorie più utilizzate ci sono i FANS, i farmaci antinfiammatori non steroidei. A questa categoria appartengono, ad esempio, l’acido acetilsalicilico, diclofenac, ibuprofene, ketoprofene e nimesulide.

 

“L’effetto di queste molecole è antinfiammatorio, analgesico ed antipiretico. Alla base di queste proprietà vi è la capacità dei farmaci in questione di bloccare l’attività degli enzimi COX, particolari proteine che servono per la formazione delle molecole infiammatorie. Inibendone la formazione il risultato finale è un ridotto stato infiammatorio e, di conseguenza, una minore percezione del dolore” (La stampa 21/06/2019).

 

I fattori che rendono la popolazione Italiana una grande consumatrice di Fans sono legati indubbiamente all’età media del Paese, una nazione sempre più anziana, inoltre influiscono aspetti di natura socio culturale come la disinformazione e l’assenza di una cultura, consolidata, della riabilitazione e del movimento.

 

I FANS devono assolutamente essere utilizzati per brevi periodi, con una frequenza ridotta ed evitando il fai da te. Sono di grande aiuto nelle fasi acute e sporadiche mentre possono comportare ingenti problematiche nei casi di dolore cronico.

 

I prodotti da banco sono sicuri solo se utilizzati per tempo breve e con basso dosaggio: inoltre se prolungati nel tempo si rischia di non trarne più il beneficio sperato.

 

Per l’impatto negativo che i FANS possono avere sul sistema cardiovascolare, sia di persone che godono di un buono stato di salute e di chi invece presenta già delle problematiche, si consiglia di rivolgersi sempre al proprio medico curante di fiducia e di evitare le ricerche sul web e le auto prescrizioni.

 

Rivolgersi a uno specialista vi permetterà di ridurre l’abuso di farmaci curando la problematica direttamente nell’area del corpo interessata. Ad esempio, come ci indica lo staff dello Studio di Fisioterapia Fisiologic Mira, per quanto concerne casi di emicrania, mal di schiena, cervicalgia e dolori articolari i trattamenti fisioterapici come la Laser Hilt Terapia e la Tecar Terapia possono aiutare a raggiungere una condizione di pieno benessere preservando l’organismo.

La mia voce è cambiata

La mia voce è cambiata Copertina (1.774-0-0)
Annalisa Muto

 

La voce è il nostro strumento di comunicazione per eccellenza, il più straordinario strumento di partecipazione alla vita. Essa, in termini evolutivi, viene acquisita dall’uomo prima ancora dell’articolazione del linguaggio. Il neonato, infatti, esprime i propri bisogni attraverso gridolini, pianti, urla e risate di benessere considerate tutte espressioni diverse della voce. Inoltre, essa rappresenta un biglietto da visita potentissimo ed efficace. La nostra voce racchiude infatti la nostra personalità ed il nostro stato emotivo. Siamo arrabbiati? La nostra voce cambia. Siamo emozionati? La nostra voce cambia. Siamo malati? La nostra voce cambia. Insomma, la voce è espressione del nostro stato psico-fisico.

 

La voce è definita come un segnale acustico (un suono) risultante dalla fuoriuscita di aria che mette in vibrazione le corde vocali e che viene amplificata nel vocal tract (tratto anatomico costituito dalla laringe, della cavità orale e della cavità nasale).

 

Il concetto di voce dovrebbe implicare il concetto di eufonia (letteralmente: buon suono o buona voce) a sua volta correlato al concetto di economia: massima efficacia comunicativa con il minor dispendio energetico possibile. La voce è il prodotto di una serie di fattori che interagiscono tra loro:

 

  • Modalità respiratoria;
  • Stato delle corde vocali;
  • Grado di idratazione della mucosa del vocal tract;
  • Tratti della personalità e stato emotivo;
  • Presenza di tensioni muscolari e/o problematiche posturali;
  • Tipo di attività lavorativa;
  • Modalità di utilizzo del vocal tract;
  • Stato delle alte vie respiratorie;
  • Stato del sistema gastro-enterico.

 

Quando uno di questi fattori subisce una modificazione in senso negativo la voce cambia ed incorriamo in una disfonia (alterazione dei caratteri acustici vocali). Con il termine disfonia ci si riferisce in senso ampio a tutti i cambiamenti, qualitativi o quantitativi, a carico della voce. Quando la voce cambia per più di 2-3 settimane la disfonia può essere considerata una patologia cronica ed è bene rivolgersi agli specialisti della voce. Il medico specialista delle problematiche vocali è il foniatra o l’otorino-laringoiatra, il quale andrà ad analizzare le cause della disfonia mediante strumentazione apposita e indirizzerà il paziente verso cure farmacologiche, approfondimenti diagnostici o terapia vocale logopedica.

 

Campanelli di allarme

  • Voce bassa, rauca e afona dopo 2/3 settimane
  • Ridotta/persa la capacità di eseguire note più acute
  • Voce più profonda (più grave)
  • Bruciore e/o dolore localizzato alla gola
  • Tensione muscolare a livello di gola e collo
  • Aumentato sforzo per parlare
  • Mal di testa dopo aver parlato tanto
  • Necessità di schiarirsi frequentemente la voce
  • Sensazione di un corpo estraneo in gola.

 

Quali sono le cause di disfonia?

 

Le cause di disfonia sono molteplici e spesso l’alterazione cronica della voce è il frutto della sofferenza di più di una componente del sistema sopra descritto. Sicuramente la predisposizione genetica rappresenta un fattore che influenza ampliamente lo stato di salute del nostro sistema fonatorio; se alla predisposizione genetica si aggiungono cattive abitudini quotidiane, ansia, agitazione motoria, attività lavorativa stressante per le corde vocali, problematiche posturali, otorino-laringoiatriche e gastro-enteriche ecco che la voce sarà soggetta a cambiamenti importanti. Tutte queste condizioni agiscono alterando l’equilibrio fisiologico della mucosa laringea con possibilità di sviluppare edemi cordali, noduli cordali e polipi.

 

Le disfonie possono essere suddivise in due grandi gruppi:

  • disfonie organiche: problematiche vocali correlabili ad una lesione laringea (presenza di noduli, polipi, edema, paralisi cordale ect.) che compromette la produzione della voce;
  • disfonie funzionali: problematiche vocali in cui non si riscontrano danni oggettivabili a carico delle corde vocali ma la performance vocale risulta compromessa. Esse dipendono da un abuso (surmenage) o ad un uso scorretto (malmenage) del sistema vocale, che determinano uno sforzo eccessivo e prolungato nel tempo della muscolatura fonatoria con conseguente perdita di efficienza del meccanismo fonatorio. Queste disfonie, se non trattate adeguatamente, portano allo sviluppo di lesioni laringee (disfonie organiche).

 

Le cause di disfonia posso essere:

 

Cattive abitudini:

    • uso ed abuso di fumo, alcol, farmaci e droghe comporta l’alterazione fisiologica della mucosa che riveste le corde vocale;
    • scarso apporto di acqua influisce negativamente sulla mucosa deprivandola della giusta idratazione;
    • canticchiare in macchina, urlare da una stanza all’altra e tutti quei comportamenti di stress vocale eseguiti senza una corretta impostazione della voce comportano un eccessivo sforzo per il sistema fonatorio.

 

Attività lavorative che gravano sulle corde vocali: insegnanti, centralinisti, istruttori di fitness, allenatori, speaker, cantanti non professionisti sono tutte figure che incorrono in problematiche vocali.

 

Problematiche alle alte vie respiratorie: adenoiditi, tonsilliti, riniti allergiche, sinusiti e tutti gli stati infiammatori a livello di cavità nasale, orale e laringea vanno ad alterare l’omeostati della mucosa laringea con conseguente irritazione delle corde vocali e possibilità di danno organico (edema, nodulin polipi etc.).

 

Problematiche posturali: cervicalgie, tensioni a livello dell’articolazione temporo-mandibolare, alterazioni del corretto assetto posturale e tensioni muscolari portano il sistema pneumo-fonico (voce e respiro) a lavorare in condizioni di rigidità. Infatti l’onda espiratoria per trasformarsi in voce eufonica e risultare qualitativamente ‘’pulita’’ necessita di una buona elasticità da parte di tutte le strutture che vengono messe in vibrazione dall’onda sonora.

 

Problematiche gastro-intestinali: reflusso gastro-esofageo, intolleranze alimentari ed allergie alimentari sono causa di forti infiammazioni di tutto il tratto gastro-enterico che inizia con la laringe per terminare a livello dell’ano. Ovviamente un’infiammazione ad uno o più tratti di questo ‘’tubo’’ può alterare lo stato della mucosa di tutto il sistema gastro-enterico.

 

Ansia, stress, agitazione sono stati emotivi che alterano a più livelli l’equilibrio corporeo comportando tensioni fasciali e muscolari, alterazione della corretta coordinazione pneumo-fonica, reflusso gastro-esofageo o problematiche gastro enteriche che, cronicizzando, potranno alterare la fonazione creando danni organici.

 

Cosa fare se si ha il sospetto di una disfonia?

La prima cosa da fare in caso di alterazione persistente della voce è parlarne con il proprio medico di famiglia, il quale, se riterrà opportuno approfondire lo stato della vostra voce, vi invierà da un foniatra (o otorino-laringoiatra). Questo specialista si occuperà di eseguire un’indagine approfondita della performance vocale, studiando mediante appositi strumenti (fibro-laringoscopia, strobo-scopia, analisi della voce etc.) lo stato oggettivo della laringe e di tutte le strutture che intervengono o correlano con la produzione vocale. A seguito di ciò, lo specialista darà indicazioni relative al trattamento. Solitamente la presa incarico di un paziente disfonico è a 360° e coinvolge più di un professionista. Se infatti si accerta la presenza, ad esempio, di un reflusso gastro-esofageo concomitante ad un ‘’cattivo’’ utilizzo della voce, le figure che verranno coinvolte saranno: gastro-enterologo, nutrizionista, logopedista e fisioterapista o osteopata. A seconda del profilo specifico del singolo paziente e dei fattori negativi che sono intervenuti nell’istaurarsi della problematica vocale, verranno date indicazioni specifiche sulla presa in carico.

 

Chi si occupa di voce?

Ricapitolando, le figure che ruotano attorno al paziente disfonico sono:

  • Foniatra o Otorino-laringoiatra;
  • Altri specialisti (Gastro-enterologo; Allergologo; Fisiatra, Psichiatra)
  • Terapisti (Logopedista, Fisioterapista, Osteopata).

 

Consigli della logopedista

  • Bere almeno 1.5 litro di acqua al giorno
  • Tenere le vie aeree superiori libere, pulite ed idratate (lavaggi nasali, fumenti, cure termali)
  • Evitare sostanze irritanti (fumo, alcool, cibi grassi, cibi che stimolano il reflusso gastro-esofageo)
  • Prediligere, in caso di secchezza a livello orale, caramelle che stimolano la salivazione (rivolgersi alle farmacie o erboristerie)
  • Evitare situazioni di eccessivo sforzo vocale (conversazioni in pub eccessivamente rumorosi, evitare di canticchiare in macchina se non si hanno adeguate conoscenze canore, evitare di urlare al telefono, evitare di gridare da una stanza all’altra per chiamare un collega o un familiare etc.)
  • Umidificare l’ambiente mediante umidificatore
  • Se si ha avuto una giornata/serata in cui abbiamo sforzato eccessivamente la voce, far seguire un momento di riposo vocale facendo dei fumenti e ricercando attività che non richiedano eccessivo utilizzo di voce
  • Prima di svolgere attività in cui è richiesto un importante sforzo vocale, lubrificare le corde con fumenti e scaldare la voce (per esercizi specifici rivolgersi ai professionisti della voce)
  • Apprendere una corretta impostazione vocale rivolgendosi ai professionisti della voce.

 

‘’Buona voce’’ a tutti!

 

Per approfondimenti, consigli e richieste specifiche rivolgersi a Dott.ssa Annalisa Muto Logopedista

 

Il prezioso ruolo dell'empatia ed il suo valore nel settore della salute

Il prezioso ruolo dell'empatia ed il suo valore nel settore della salute  Copertina (1.337-0-0)
Alessandra Benassi

 

Quando si parla di empatia si indica la capacità di saper comprendere a pieno lo stato d’animo dell’altro, pur non provando un effettivo coinvolgimento emotivo. L’etimologia della parola, sentire dentro, indica perfettamente l’abilità degli essere umani di sapersi mettere nei panni dell’altro e dunque di creare un alleanza comunicativa che struttura la connessione con esso. Per entrare in empatia è necessario sviluppare:

 

• La capacità di mettersi nei panni dell’interlocutore
• L’abilità di sospendere il giudizio
• La consapevolezza circa le emozioni dell’altro
• La capacità di comunicare all’altro di aver riconosciuto le sue emozioni.

 

 

In modo particolare nel settore sanitario, in via generale in tutti gli ambiti della vita, risulta fondamentale lo sviluppo di legami longevi attraverso lo sviluppo di quella che Daniel Goleman chiama intelligenza emotiva, caratterizzata da:

 

  • la consapevolezza emotiva che permette di distinguere le proprie emozioni e comprenderne le cause;
  • il controllo emotivo che permette di gestire lo stato, gli impulsi e le emozioni a seconda del contesto di riferimento;
  • l’ automotivazione che permette di incanalare le emozioni verso un obiettivo e reagire agli insuccessi;
  • l’empatia per comprendere le emozioni altrui e gestire efficacemente le relazioni interpersonali.

 

Lo staff dello studio di Fisioterapia Fisiologic Mira ci spiega come per raggiungere gli obiettivi e portare il paziente ad un pieno recupero sia fondamentale adottare un approccio emotivamente intelligente orientando le strategie terapeutiche all’ascolto pro attivo del paziente, mostrando attenzione alla comprensione dei suoi sentimenti e bisogni fondamentali.

 

Per un esplicativo contributo possiamo attingere al racconto, presente in Parega e Paralipomena,Il dilemma del porcospino” di Arthur Schopenhauer.

 

Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono il dolore delle spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali: il freddo e il dolore. Tutto questo durò finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”.

 

L’enigma del porcospino è una metafora sulla sfida tra la ricerca e il bisogno di legami con le persone e il bisogno di intimità e riservatezza. La soluzione risiede nella giusta distanza tramite l’ascolto e la calibrazione dei bisogni e dello stato emotivo dell’altro. Nei rapporti umani, che si basano sul principio della socialità, le persone hanno la tendenza a instaurare relazioni e interazioni con soggetti che hanno esigenze simili alle proprie. L’empatia realizza quella tendenza per cui “se ti sento vicino e simile a me credo che tu mi comprenda, di conseguenza ti reputo capace di aiutarmi e per questo mi fido di te”. La fiducia rappresenta la base fondamentale per i rapporti umani un elemento imprescindibile per sviluppare un lavoro di recupero della salute e di prevenzione.

 

Quando si vuole comunicare con qualcuno, raggiungendo un obiettivo, è importante far coincidere il messaggio che si vuole trasmettere con l’universo soggettivo della persona che lo deve ricevere, in quanto ciascuno vive all’interno del proprio personale modello del mondo per questo una buona comunicazione dovrebbe articolarsi sempre in tre fasi:

 

  1. Calibrazione: corrisponde a una fase di apertura sensoriale, è una pausa, è la capacità di ascoltare senza giudizio. Con la calibrazione i sensi vengono orientati verso l’esterno per raccogliere quante più informazioni possibili.
  2. Ricalco: in questa fase dimostriamo di aver raccolto le informazioni, di avere ascoltato l’interlocutore. Con il ricalco facciamo domande approfondite per creare un allineamento con il mondo emotivo e sensoriale dell'altro. L'obiettivo di questa fase e creare un legame articolato su tre livelli comunicativi: verbale, para verbale e non verbale.
  3. Guida: dopo aver strutturato un legame di fiducia e vicinanza con l’altro la guida permette di portare la persona nel proprio mondo, di condurla verso l’obiettivo prefissato.

 

Attuando tale modello linguistico è possibile migliorare la propria comunicazione raggiungendo risultati straordinari.

 

Alessandra Benassi

Latte, lattosio & lattasi....una storia da conoscere

Latte, lattosio & lattasi....una storia da conoscere Copertina (1.382-0-0)
Maria Gabriella Loni

Avverti spesso mal di pancia? crampi addominali, gonfiori, senso di pienezza, gonfiore e diarrea? Ed il tuo bambino? Potrebbe essere intolleranza al lattosio? Leggi qui ...domande e risposte.

 

Che cosa é il lattosio?

Il lattosio è lo zucchero principale presente nel latte ed é prodotto dalla ghiandola mammaria dei mammiferi. É costituito da due unità (glucosio + galattosio).

 

Dove si trova?

Il lattosio è presente in concentrazioni variabili in tutti gli alimenti dell'insieme “latte e derivati”; la sua quantità nel latte é di 53 gr/litro (5%), diminuisce nello yogurt e nei formaggi freschi, fino ad azzerarsi nei formaggi più stagionati. Lo ritroviamo anche in altri prodotti alimentari, poiché a livello industriale il lattosio viene aggiunto come additivo alimentare, ed è anche usato come eccipiente almeno nel 20% dei farmaci in commercio.

 

Che cosa é l’intolleranza al lattosio?

Si tratta di una reazione avversa, non allergica, a questo zucchero causata da una deficienza parziale o assoluta dell'enzima digestivo lattasi, di solito caratteristica degli adulti: durante i processi digestivi il lattosio ingerito non viene scomposto nei due zuccheri base galattosio e glucosio.

Quindi, intatto - NON assorbibile - il lattosio prosegue il suo viaggio lungo l’intestino. Nell'intestino crasso viene metabolizzato dalla flora batterica intestinale che ne provoca la fermentazione determinando disturbi come: produzione di gas,  senso di pienezza, mal di pancia, crampi addominali, gonfiori, diarrea e stitichezza alternati e un aumento delle dimensioni del ventre. Gli adulti sviluppano solitamente i sintomi solo dopo aver consumato 250-375 millilitri di latte/derivati. Attenzione: Un bambino intollerante al lattosio ha diarrea e può non aumentare di peso se questi alimenti fanno parte della dieta.

 

Nota: intolleranza al lattosio ed l'allergia al latte sono due condizioni diverse: l’allergia riguarda le proteine dell'alimento (cioè le caseine e le lattoalbumine); scatena una reazione differente, a volte di tipo anafilattico, severa.

 

Rimedi casalinghi e sostituzioni

La presenza di lattosio non è influenzata né dal trattamento con calore (bollitura) nè dal livello di scrematura. Ed inoltre non vi è alcun vantaggio nel sostituire quello vaccino con altri (ad esempio di capra, di pecora, di asina, di bufala), poiché il lattosio è presente in quantità simili in tutti i tipi di latte animale (essendo prodotta dalla ghiandola mammaria).

 

Cosa devo fare? Si può gustare il latte senza pagare pena? Si, certo…

Il latte delattosato (e suoi derivati) è una soluzione: viene addizionato artificialmente l'enzima lattasi, che agisce esattamente come l'analoga proteina umana carente, decomponendo il lattosio nelle due unità di base, una sorta di digestione “ assistita”.

Il valore nutrizionale del latte senza lattosio è identico a quello tradizionale (es stessa quantità di calcio).

In alternativa: latti vegetali a base di soia, riso, avena, cocco; infine integratori di lattasi.

 

…E la diagnosi?

E’ sempre bene rivolgersi al proprio medico curante/pediatra; si esegue una valutazione medica dei sintomi e talvolta un test del respiro all’idrogeno; in generale se un periodo di prova con una dieta priva di prodotti caseari di 3-4 settimane elimina i sintomi, e questi ultimi compaiono di nuovo quando sono reintrodotti, la diagnosi è confermata.

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Prima non mi succedeva…ma da cosa dipende l’intolleranza? La solita genetica!

L'introduzione del latte di altre specie nell'alimentazione umana è un fatto piuttosto recente: dalla comparsa dell'Homo sapiens circa 200 000 anni fa, la capacità di digerire da adulti il lattosio del latte è da riferirsi a una mutazione genetica occorsa nell'uomo negli ultimi 7 000 anni.

La distribuzione nella popolazione umana di questa mutazione non è omogenea ma varia considerevolmente per individuo ed etnia: la capacità di digerire il lattosio si ritrova nella maggior parte dei popoli dell'Europa del nord, invece sono lattosio-intolleranti molti asiatici, africani e nativi americani: i genetisti hanno stimato interessi il 54% della popolazione italiana adulta

 

Quindi è facile imbattersi in casi di progressiva perdita di efficienza digestiva nell' adulto, è un fenomeno fisiologico: l'enzima lattasi viene solitamente prodotto dai mammiferi nei primi stadi di vita per poi ridursi progressivamente dopo lo svezzamento; questa “intolleranza” è in realtà la norma per oltre il 75% della popolazione mondiale.

 

Fonti

Atenodoro R. Ruiz, Jr. , MD, The Medical City, Pasig City, Metro-Manila, Philippines febbraio 2018

wikipedia.org/wiki/Lattosio

Intollarenza al lattosio dr R. Gindro

Intolleranza al lattosi: dalla diagnosi alla terapia dott ssa B. Stagno

 

 

‘’Perché mio figlio parla male? Cosa devo fare?’’

‘’Perché mio figlio parla male? Cosa devo fare?’’ Copertina (3.206-0-0)
Annalisa Muto

 
 
Il linguaggio viene definito come ‘’la caratteristica specie specifica della razza umana’’, ‘’il salto evolutivo degli esseri umani, dopo la stazione eretta e l'utilizzo del pollice opponibile’. Se siamo predisposti geneticamente a sviluppare il linguaggio, perché stiamo assistendo ad un incremento esponenziale di ritardi e disturbi di linguaggio? Le risposte sono molteplici:
 
  1. C’è più attenzione allo stato psico-fisico degli individui fin dalla nascita;
  2. Si agisce di più sulla prevenzione dei disturbi psico-motori. È stata superata la concezione obsoleta del ‘’wait and see’’ (aspetta e vedrai), che ha lasciato spazio alla diagnosi precoce;
  3. Si assiste ad un incremento esponenziale di problematiche di natura otorinolaringoiatrica ed allergica (si rimanda alla lettura del precedente articolo ‘’il mio bambino respira male’’) che vanno ad ostacolare la buona ossigenazione ed attivazione cerebrale e dell’organo uditivo;
  4. Sono cambiati i ritmi familiari. ‘’Un tempo si aveva più tempo’’. Un tempo si aveva più tempo per giocare con i propri figli, si aveva più tempo per raccontarsi la giornata a cena, si aveva più tempo per guardarsi negli occhi e parlare!
  5. Sono cambiati i giochi dei bambini. Campana, corda, pallone, parco giochi sono ormai un lontano ricordo. Un tempo i bambini al ristorante correvano tra i tavoli (con disappunto di genitori e commensali). Oggi? Tablet e videogiochi fanno da protagonisti nella loro vita.  Questa tipologia di gioco porta il bambino ad avere un ruolo passivo tale da non portarlo a sviluppare le funzioni cognitive (attenzione, memoria, pianificazione, ragionamento logico, problem solving etc.) necessarie per un adeguato sviluppo psico-motorio;
  6. I bambini si trovano una giornata pre-organizzata e piena di impegni (nuoto, musica, catechismo, danza, calcio etc.) e non hanno più il tempo per annoiarsi. La noia è fondamentale per il bambino e per il suo sviluppo linguistico. Annoiarsi significa avere il tempo per creare, arrangiarsi con ciò che si ha a disposizione per elaborare qualcosa di nuovo.
 
In questo articolo risponderò alle domande più frequenti che mi vengono poste in qualità di logopedista: 
1) che cos’è il linguaggio?
2) Come si sviluppa il linguaggio?
3) Cosa sono i disturbi di linguaggio?
4) Quali sono le cause di un disturbo di linguaggio?
5) Quali sono i campanelli di allarme di un disturbo di linguaggio?
6) Cosa fare se mi accorgo che mio figlio parla male?
7) Come posso aiutare mio figlio a parlare meglio?
 
  1. Che cos’è il linguaggio?
Il linguaggio è considerato quella funzione cognitiva che permette di comunicare bisogni, emozioni, idee mediante combinazione di suoni (parole e frasi). Ogni popolo, nel corso della propria evoluzione, ha attribuito, in modo arbitrario, significati a combinazioni di suoni dando vita a codici linguistici (lingue) tramandati nei secoli. Questa competenza, propria dell’essere umano, dipende dallo sviluppo della neocorteccia, struttura dell’encefalo che ci differenzia dagli altri essere viventi. È infatti la neocorteccia responsabile non solo del linguaggio ma di tutte le funzioni cognitive superiori (attenzione, memoria, percezione, funzioni esecutive, orientamento, abilità visuo-spaziali e competenze prassico-costruttive). Le funzioni cognitive superiori, seppur distinte ed indipendenti, sia da un punto di vista anatomico che funzionale, sono in realtà strettamente correlate tra loro ed il mal funzionamento di una comporta un conseguente deficit funzionale delle altre. Facciamo un esempio: un bambino con difficoltà attentive avrà sicuramente maggiori difficoltà a memorizzare una poesia e di conseguenza a verbalizzarla! Questo breve inciso ci permette di comprendere alcune cause dei disturbi di linguaggio, che tratteremo in seguito.
In modo assolutamente didattico e semplificato, il linguaggio dipende dall’attivazione neuronale della corteccia frontale (lobo frontale), temporale e di altri circuiti cerebrali. L’attivazione di questi permette di elaborare parole e frasi sia in modo attivo (produrre) che in modo passivo (comprendere).
Il linguaggio si costituisce di due macro-categorie: linguaggio in produzione; linguaggio in comprensione. Ognuna di esse si suddivide a sua volta in più livelli: livello fonetico-fonologico (articolazione e discriminazione dei singoli suoni); livello semantico-lessicale (vocabolario); livello morfo-sintattico (strutturazione ed elaborazione frasale).
Ulteriore classificazione che viene fatta dagli studiosi è quella di distinguere: linguaggio orale; linguaggio scritto. Se ne deduce che anche lettura e scrittura sono due attività di tipo linguistico. Dal punto di vista anatomico, gli organi e le strutture necessarie ad una buona espressione e comprensione linguistica di tipo orale sono:
  • Cervello per l’attivazione dei circuiti neuronali atti all’elaborazione ed alla percezione degli stimoli linguistici in entrata e in uscita;
  • Apparato fonatorio  per l’emissione di suoni;
  • Orecchio per rilevare le onde sonore.
Un’adeguata maturazione e funzionalità dei suddetti organi porta ad una buona competenza linguistica.
 
  1. Come si sviluppa il linguaggio?
È importante comprendere che il linguaggio è una predisposizione genetica di ogni essere umano ed inizia a svilupparsi già durante la vita intrauterina. Il grembo materno è infatti un ambiente ricco di stimoli e l’esposizione a suoni sia interni (voce materna, rumore del respiro materno, battito del cuore della mamma, rumori digestivi etc.) che esterni (voci, rumori, musica, che giungono ovattati), permette una stimolazione precoce del sistema uditivo e delle aree preposte alla percezione sonora, necessarie al futuro sviluppo del linguaggio.
Di seguito uno schema semplificato delle tappe evolutive dello sviluppo del linguaggio.
 
TAPPE DI SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
Età
Produzione
Esempi
Nascita
Suoni vegetativi e riflessi
Suoni involontari e pianto
0-2 mesi
Suoni di benessere e sorriso
Vocali prolungate
2 mesi
Primi vocalizzi
 
3 mesi
Lallazione vocalica
Suoni simili a vocali e consonanti (ma; pa etc.)
4-9 mesi
Lallazione canonica
Combinazione di consonante + vocale (mamamamama; papapapapapa etc.)
8-10 mesi
Babbling variegato
Inizia la comprensione primaria di singole parole (estrae significati)
Combinazione di consonante + vocale utilizzando vocali e consonanti diverse
9-12 mesi
Prime paroline con significato
Utilizza il gesto per indicare
Inizia la comprensione di ordini semplici
Vocabolario ristretto di parole (max 10)
 
12-15 mesi
Incremento del vocabolario
Fino a 50 parole
18 mesi
Esplosione del vocabolario
Apprendimento di 9 parole nuove al giorno
20-24 mesi
Emergono i verbi
Olofrase*
Utilizzo di una sola parola per indicare il significato di un'intera frase
2 – 2.5 anni
Esplosione grammaticale
Costruzione frasale
Combinazione di più parole
 
3 anni
Aumentano i suoni (fonemi) che il bambino riesci a dire
Aumenta la lunghezza della frase.
Il bambino è in grado di costruire dei discorsi.
 
È bene tenere presente che si è arrivati a definire il profilo dello sviluppo linguistico solo dopo centinaia di studi e ricerche eseguite su ampi campioni di bambini (si tratta quindi di valori medi); seppur è possibile definire delle fasce di età indicative, è bene avere consapevolezza del fatto che possono esservi differenze tra un bambino e l’altro rispetto all’emergere di una competenza. Saranno le valutazioni dagli specialisti (logopedista, neuro-psichiatra infantile, neuro-psicomotricista) ad accertare l’adeguatezza linguistica del singolo caso.
Ciò che va tenuto in considerazione è che il linguaggio è l’espressione di una serie di competenze e prerequisiti che ne permettono l’attuazione. In altre parole, quello che il bambino sa dire e sa comprendere è la manifestazione dell’interazione di una serie di fattori:
  • Genetica;
  • Il sistema socio-culturale in cui è inserito (stimoli ambientali, modalità comunicativa familiare, scuola, persone extra-familiari con cui si interfaccia etc.);
  • Maturazione di competenze individuali (ascolto e discriminazione di suoni e parole, competenze motorie e prassiche, sviluppo cognitivo e affettivo);
  • Salute degli organi preposti alla produzione e ricezione linguistica.
 
  1. Cosa sono i disturbi di linguaggio?
I disturbi specifici di linguaggio (D.S.L.) vengono dall'Organizzazione Mondiale della Sanità ‘’Disturbi in cui l'acquisizione delle normali abilità linguistiche è compromessa sin dai primi stadi dello sviluppo. Essi non sono direttamente attribuibili ad alterazioni neurologiche o ad anomalie dei meccanismi dell'eloquio, a compromissioni sensoriali, a ritardo mentale o a fattori ambientali’’. Secondo la F.L.I (Federeazione Logopedisti Italiani) ‘’La presenza di DSL costituisce un importante fattore di rischio per la manifestazione di successive difficoltà scolastiche, problematiche comportamentali ed emotive. Nello specifico i bambini con Disturbo Specifico del Linguaggio presentano un rischio di 2-3 volte maggiore di sviluppare Disturbo Specifico dell’Apprendimento’’.
 
 
 
 
 
 
 
  1. Quali sono le cause di un DSL?
          • Ipostimolazione ambientale
          • Predisposizione genetica
          • Modalità comunicative inadeguate all’interno della famiglia
          • Problematiche di natura otorinolaringoiatrica (adenoiditi, otiti, tonsilliti etc.)
          • Difficoltà nella coordinazione degli organi che intervengono nell’articolazione del inguaggio (lingua, mandibola, labbra etc.)
          • Bilinguismo
          • Difficoltà di attenzione, apprendimento, pianificazione e costruzione.
 
5.Quali sono i campanelli d’allarme da osservare per una pronta individuazione di eventuali difficoltà?
 
  • Assenza di lallazione e babbling tra i 4 e i 12 mesi;
  • Vocabolario espressivo inferiore a 50 parole a 24 mesi;
  • Difficoltà di comprensione;
  • Assenza di frasi a 36 mesi;
  • Linguaggio incomprensibile o comprensibile solo dai familiari.
Dalle linee guida della F.L.I. (Federazione Logopedisti Italiani).
 
 
  1. Cosa fare in caso di sospetto ritardo/disturbo di linguaggio?
La prima figura di riferimento per le famiglie è il pediatra il quale potrà richiedere al logopedista ed all’equipe di riferimento (Neuro-psichiarta, otorinolaringoiatra, neuro-psicomotricista, psicologo) una valutazione d’equipe strutturata e standardizzata del linguaggio.
 
 
  1. I consigli della logopedista ai genitori
  • Mostrare al bambino disponibilità all’ascolto;
  • Siate consapevoli di essere un modello linguistico fondamentale per vostro figlio. Siate chiari, parlate lentamente ed utilizzate un linguaggio normale (evitare vezzeggiativi tipo pappa, ninne, ciccia etc.);
  • Enfatizzare le emozioni anche attraverso la musicalità del linguaggio modellandolo attraverso la prosodia (variazioni di tono);
  • Se sbaglia NON DITE ‘’dillo bene’’ ma semplicemente rimodellate la sua parola/frase in modo corretto (es. il bambino dice ‘’bibo bumm’’ e voi ripetete ‘’il bambino è caduto’’);
  • Ricercate sempre il contatto visivo e fate in modo che l’attenzione del bambino sia catturata dal vostro labiale (solo così può apprendere ‘’il movimento’’ labiale dei suoni articolatori);
  • Utilizzate un vocabolario ricco. I bambini sono spugne, apprendono tutto!
  • Utilizzate le pause così da dare il tempo al bambino di elaborare quanto recepisce;
  • Non evidenziate al bambino le sue difficoltà verbali ma piuttosto invitatelo alla “calma”, a “prendere il fiato”, “a parlare lentamente”, ad “aprire di più la bocca”, “a rallentare”, a “pensare a quello che deve dire”;
  • Evitare di far percepire al bambino l’ansia genitoriale rispetto ad una sua inadeguatezza linguistica;
  • Evidenziate le sue qualità, capacità e punti di forza;
  • Dimostrate il piacere di comunicare durante le situazioni routinarie (vestirsi, mangiar, lavarsi, andare a dormire);
  • Sfruttate i diversi contesti che si creano durante la giornata per descrivere e raccontare ciò che vi circonda (una passeggiata al parco, andare a fare la spesa, preparare la torta);
  • Prediligete giochi che stimolano le capacità cognitive: puzzle, memory, giochi di attenzione, carte UNO (anche per i più piccoli, associando stesso colore, stesso numero etc.), disegni, libricini, canzoncine da memorizzare, costruzioni etc.
 
Buone chiacchiere a tutti!!
 
Per approfondimenti, consigli e richieste specifiche rivolgersi a Dott.ssa Annalisa Muto annalisamutologopedista
www.fli.it

L’importanza dello Stretching Posturale Globale Attivo

L’importanza dello Stretching Posturale Globale Attivo Copertina (2.195-0-0)
Alessandra Benassi

 

 

Lo stretching è un’attività multifunzionale, ha finalità di prevenzione degli infortuni, di recupero dopo l’allenamento e permette di lavorare sulla postura e l’allungamento ed elasticità dei muscoli. 

 

Attraverso lo stretching posturale globale attivo è possibile ottenere una serie di miglioramenti che interessano: l’ ampiezza dei movimenti, il risparmio energetico e la coordinazione nell’esecuzione dei movimenti. Tali risultati sono raggiungibili lavorando su un maggiore allungamento ed una maggiore elasticità muscolare. 

 

Praticato con attenzione, senza mai superare la soglia del dolore e curando ogni singolo movimento permette di ridurre le tensioni muscolari, andando a diminuire la sensazione di fatica attraverso lo sviluppo parallelo di forza e flessibilità, lavorando in questo modo sulla prevenzione dei traumi muscolari e articolari. 

 

Lo staff dello studo di fisioterapia Fisiologic Mira di Santa Maria delle Mole ci spiega che numerosi e notevoli sono i benefici che si possono trarre sulle articolazioni: consente infatti di migliorare l'elasticità dei muscoli e stimolare la "lubrificazione" articolare, contribuendo all'attenuazione delle malattie degenerative come l’artrosi. Inoltre praticando con costanza lo stretching posturale globale attivo è possibile rallentare le calcificazioni del tessuto connettivo, diminuire la pressione arteriosa favorendo la circolazione e aumentare la capacità polmonare attraverso la respirazione. 

 

Inoltre lo stretching può essere inserito in momenti in cui il corpo necessita di una pausa per ridurre tutte le tensioni quotidiane, andando così a lavorare sulla riduzione dei livelli di stress. Non a caso lo stretching è di origine orientale ed è strettamente connesso all'approccio olistico del benessere, tipico delle filosofie orientali che tendono a considerare mente e corpo come un insieme indissolubilmente legato.

 

 

In conclusione, per riassumere, individuiamo alcuni dei benefici dello stretching posturale globale attivo: 

 

 

  • Aumenta l’afflusso di sangue ai muscoli
  • Aumenta l’efficienza motoria dei muscoli
  • Aumenta la capacità polmonare
  • Aumenta la mobilità delle articolazioni
  • Rilassa i muscoli, garantendo un maggior senso di benessere psicologico
  • Provoca una rigenerazione più rapida dei muscoli dopo l’allenamento
  • Rinforza e rende più elastici i legamenti e i tendini
  • Migliora la silhouette
  • Riduce il rischio di infortuni.

 

L'attività fisica come alleata della salute

L'attività fisica come alleata della salute  Copertina (1.589-0-0)
Alessandra Benassi

 

L’inattività fisica e la sedentarietà rappresentano un problema di salute a livello globale. Come dichiarato dal ministero della Sanità, in tutto il mondo, 1 adulto su 4 e 3 adolescenti su 4 (di età compresa tra 11 e 17 anni), non svolgono attività fisica secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

 

In alcuni paesi, i livelli di inattività possono arrivare fino al 70%, a causa del cambiamento dei modelli di trasporto, dell'aumento dell'uso della tecnologia e dell'urbanizzazione.

 

I professionisti del settore sanitario consigliano sempre più frequentemente di svolgere un’attività fisica in maniera costante e il più delle volte i pazienti rispondono di non avere abbastanza tempo, di non essere sufficientemente forti e di non essere portati per lo sport. 

 

Vogliamo insieme allo staff dello studio Fisioterapico Fisiologic Mira di Santa Maria delle Mole porre l’accento su uno dei falsi miti più diffusi circa la tematica: attività fisica non è sinonimo di sport. 

 

Il concetto di attività fisica è ampio; comprende, infatti, tutte le forme di movimento che si possono mettere in atto nei vari ambiti della vita quotidiana.

 

L’OMS, infatti definisce l’attività fisica come qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo.

 

Dunque lo sport è solo una delle molteplici forme di attività fisica che è possibile praticare e non l’attività per eccellenza. 

 

Anche semplici movimenti come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici, rientrano nella categoria attività fisica precisamente vengono considerate “attività motorie spontanee”. 

 

Abbiamo anche un ulteriore attività che rientra nella categoria, l’esercizio fisico, ancora espressione diversa da quella di sport. Con esercizio fisico si intende l’attività fisica in forma strutturata, pianificata ed eseguita regolarmente, come ad esempio il pilates, lo yoga, circuiti funzionali, la corsa, la danza. 

 

Viene a questo punto da chiedersi quale sia la differenza tra tutte queste forme di attività motoria e lo sport? un attività sportiva impegna, sul piano dell'agonismo oppure dell'esercizio individuale o collettivo, le capacità fisico-psichiche, svolta con intenti ricreativi o come professione. 

 

Dopo aver fatto chiarezza sulla tematica possiamo affermare che l’attività fisica è veramente alla portata di tutti, ed essendo una preziosa alleata della salute non possiamo fare altro che praticarla quotidianamente e renderla una parte integrante della nostra vita. 

 

Non sapete da dove iniziare?  di seguito vi suggeriamo alcuni piccoli consigli da tenere sempre a mente:

 

  1. Poco è meglio di niente, per iniziare bastano pochi minuti al giorno, magari ripetendo leggere attività più volte nel corso della giornata
  2. Muoviti di più e interrompi i momenti di sedentarietà
  3. Mantieni uno stile di vita attivo, basta veramente poco ad esempio potresti parcheggiare la tua automobile prima di arrivare sotto l’ufficio oppure scegliere di fare le scale al posto dell’ascensore
  4. Fai scelte alimentari salutari, ti permetteranno di muoverti con maggiore facilità 
  5. Lasciati seguire da un professionista, così da apprendere i movimenti in maniera corretta evitando infortuni. 

 

 

Fonti:

Ministero della salute: www.salute.gov.it

 

 

Smartphone, TV, Tablet, Videogames e gli effetti sulla salute degli occhi

Smartphone, TV, Tablet, Videogames e gli effetti sulla salute degli occhi Copertina (1.597-0-0)
Maria Gabriella Loni

 

I nostri occhi sono ogni giorno sottoposti ad una radiazione elettromagnetica dello spettro del visibile compresa tra i 380 e i 500 nm, si tratta della Luce Blu

 

La luce blu che è ovunque e proviene da:

 

Fonti naturali: insieme alle altre radiazioni solari, essa si propaga attraverso l’atmosfera, impatta con le molecole di aria e si diffonde in tutte le direzioni; questo fa sì che il cielo ci appaia proprio di colore blu; ma non solo... contribuisce a regolare il ritmo sonno/veglia (il cosiddetto ritmo circadiano), ed il nostro umore; questa esposizione alla luce blu é assolutamente naturale.

 

Fonti artificiali: in questo caso la luce blu proviene da dispositivi elettronici come PC, tablet, smartphone , TV, dispositivi a LED, e allo xeno, lampadine a basso consumo...serve a rendere più visibili e nitide le immagini e il testo, che altrimenti apparirebbero in una luce meno contrastata e di un colore più giallo, di più difficile lettura e meno gradevole.

 

La diffusione mondiale dei dispositivi digitali con uno schermo, ed il loro uso protratto nel tempo, hanno aumentato notevolmente l’esposizione a fonti di luce blu, soprattutto in tutti quei soggetti che li utilizzano quotidianamente e per molte ore, ed in chi trascorre molto tempo con i videogiochi, ad esempio i bambini e gli adolescenti.

 

Quali sono le conseguenze della luce blu?

 

Gli effetti di una sovraesposizione da Luce Blu possono essere riscontrati sia nel breve che nel medio/lungo periodo.

 

Nel  breve periodo, quindi dopo 2-4 ore, sino al il 70% delle persone soffre di:

 

Secchezza degli occhi, rossore, irritazione, dovute alla minor frequenza dell’ammiccamento (battito di ciglia) e alla conseguente minor lacrimazione e lubrificazione della parte anteriore dell’occhio;

stanchezza visiva per lo sforzo della lettura di caratteri molto piccoli;

mal di testa per l’eccessivo affaticamento degli occhi.

 

Nel medio e lungo periodo, entra in gioco una caratteristica importante della luce blu, quella di riuscire a penetrare in profondità attraverso la cornea ed il cristallino fino alla retina: sembra che la prolungata esposizione possa provocare maculopatia, tanto che uno studio pubblicato su Nature 2018 ( ref 1) ne evidenzia  effetto fototossico a livello cellulare retinico; in realtà la questione è ancora aperta, controversa e molto dibattuta.

 

 

Effetti psicologici

 

Leggere le ultime notizie quando siamo già a letto, utilizzare il cellulare proprio prima di dormire, guardare la TV, magari nel buio o con poca luce, siamo sicuri che sia una abitudine cosi rilassante?...tutto questo non è affatto un piacere per il nostro apparato visivo ma un compito gravoso, infatti affatica la muscolatura oculare, compromette la circolazione sanguigna dell’apparato visivo, peggiora la percezione corretta delle immagini sia vicine che lontane; ma non solo….

E’ ormai una certezza che utilizzare TV, PC, Tablet, prima di dormire compromette la qualità del riposo. E’ infatti noto da tempo ed assodato ( ref 3) come l’esposizione cronica alla luce blu al buio riduca la produzione di melatonina, ormone che regola il sonno, alterando il ritmo sonn/ veglia, ritardando l’addormentamento e la qualità del riposo, tutti elementi che contribuiscono a farci sentire stanchi durante la giornata.

 

Suggerimenti pratici…

 

Per i nostri apparecchi elettronici: attivare l’opzione “filtro luce blu” presente in smartphone e negli strumenti elettronici di ultima generazione, che vireranno ad una colorazione leggermente più gialla, molto più salutare.

Anche molte App hanno l’opzione “notturna” che utilizza sfondi scuri, più riposanti.

In generale per tutti gli schermi è buona abitudine ridurre la luminosità dello schermo, e pulirlo dalla polvere e residui di unto; mantenere una distanza appropriata e la giusta inclinazione sotto la linea degli occhi; aumentare il carattere del testo; utilizzare occhiali con lenti specifiche per la luce blu o pellicole oftalmiche specifiche.

Per tutti noi: è di aiuto ammiccare spesso (chiudere ed aprire le palpebre) e applicare la regola del 20, ossia fare una pausa di circa 20 secondi ogni 20 minuti guardando a 10 metri di distanza.

 

 

Come consiglio…

 

La ripresa dell’attività lavorativa e della scuola può essere un’occasione utile per fare un controllo adeguato dall’oculista; la visita oculistica andrebbe periodicamente programmata, soprattutto in presenza di problemi specifici come miopia o cataratta ed è l’unica prestazione medica che fa prevenzione, diagnosi, prescrizione e cura nello stesso tempo.

E comunque, ad ogni età, riduciamo il tempo speso sui device elettronici, in ogni fascia oraria, se non strettamente necessario alla nostra attività quotidiana, perché la tecnologia di per se stessa non è né buona né cattiva, ma tutto dipende dall’utilizzo che noi ne facciamo.

 

Referenze

Ref. 1 “Blue light excited retinal intercepts cellular signaling” K. Ratnayake, J. L. Payton, O. H. Lakmal & A.Karunarathne Nature Volume 8, Article number: 10207 (2018)

Ref. 2 “No, Blue Light From Your Smartphone Is Not Blinding You” D. T. Gudgel, S. Garg, MD, FACS & J. R. Sparrow, Aug. 20, 2018 American accademy of ophtalmology

Ref.3 “Evening use of light-emitting eReaders negatively affects sleep, circadian timing, and next-morning alertness” Chang AM, Aeschbach D, Duffy JF, Czeisler C. Proc Natl Acad Sci USA. 2015 Jan 27;112(4):1232-7

 

La Nostra Voce

NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LE ESTERNAZIONI PARTITICHE , INTESA COME SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome, ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di: Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APARTITICO, ovvero non siano di parte. 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APARTITICI  che prestiamo attenzione alle esigenze della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione partitica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
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Cava dei Selci:
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Due Santi:
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Frattocchie:
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Santa Maria delle Mole:
Sono di Santa Maria delle Mole ... senza SE
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Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.