Salute: Fiocchetto Lilla: i disturbi alimentari oltre il piatto e lo specchio
15/03/2026
Martina Ricci
In Italia oltre 3 milioni di persone convivono con un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione, sempre più spesso in età evolutiva. Non basta cambiare il modo in cui parliamo di corpo e cibo: serve uno sguardo clinico, profondo e multidisciplinare.
Ogni 15 marzo l’Italia celebra la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. La ricorrenza, nata dall’iniziativa di un padre che ha perso la figlia per bulimia, è stata riconosciuta ufficialmente nel 2018 con una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri. L’obiettivo dichiarato è sensibilizzare, ma il rischio è quello di fermarsi a una narrazione rassicurante, che riduce questi disturbi a “problemi di corpo e di cibo”.
Negli ultimi anni molti articoli hanno insistito sull’idea che i DCA nascano principalmente tra i banchi di scuola e nelle parole degli adulti: un commento sul fisico, una battuta sul piatto, la pressione dei social. È sicuramente importante riflettere su linguaggio, body shaming e cultura della dieta, ma fermarsi qui significa confondere la superficie con le profondità della sofferenza.
In Italia le persone con un disturbo dell’alimentazione sono passate, dai primi anni Duemila a oggi, da circa 300 mila a oltre 3 milioni, con un aumento legato anche alla pandemia. Circa il 30% di chi ne soffre ha meno di 14 anni e gli esordi possono comparire già tra gli 8 e i 10 anni. Per adolescenti e giovani adulti, i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rappresentano una delle prime cause di morte dopo gli incidenti stradali.
Sul territorio esistono psicologi, psicoterapeuti e nutrizionisti che, come me, hanno scelto di formarsi in modo specifico su queste patologie. È importante rivolgersi a professionisti con queste competenze, perché solo un approccio mirato permette di capire davvero come aiutare e di costruire un percorso di cura efficace. Inoltre, esiste un Numero Verde nazionale “SOS Disturbi Alimentari” – 800 180 969 – anonimo e gratuito, che offre ascolto, orientamento e informazioni sui centri specializzati in tutta Italia. Sul sito del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità è disponibile inoltre la mappa delle strutture dedicate ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.
È importante sottolineare che si tratta di patologie psichiatriche complesse, che intrecciano corpo, mente, relazioni e sviluppo. Alcuni psicoanalisti infatti parlano di vere e proprie “patologie dell’essere”: il sintomo alimentare diventa un modo, doloroso, ma potente, di tenere a bada il vuoto, l’angoscia, la fatica di trovare un posto nel desiderio degli altri.
Il corpo viene controllato, svuotato o riempito non tanto per “piacere di più”, quanto per sentirsi di esistere, per trovare una forma sostenibile al proprio stare al mondo.
In questa prospettiva, l’attenzione a come parliamo di corpo e cibo è solo la punta dell’iceberg. Sotto la linea dell’acqua ci sono solitudine, vergogna, paura di crescere, difficoltà nelle relazioni, traumi, fragilità individuali e familiari, comorbilità psichiatriche. Nessun singolo fattore “spiega” un DCA: è l’intreccio di vulnerabilità personali, contesti e vissuti a trasformarsi in sintomo.
La settimana del Fiocchetto Lilla allora può essere molto più di una campagna sui social: può diventare l’occasione per cambiare davvero il modo in cui guardiamo a queste patologie.
Se pensi di avere un disturbo del comportamento alimentare, o temi che ne soffra una persona della tua famiglia, puoi chiedere aiuto ai numeri che ho indicato o a un professionista della tua zona. Prova ad affidarti e a raccontare la tua storia: dall’altra parte ci sono persone pronte ad ascoltarti e a camminare con te lungo questo percorso.
Martina Ricci
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15/03/2026 Articolo letto 313 volte
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 Martina Ricci Nutrizionista - Rubricista: Salute e Benessere Tel. 3493113197 |
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