A partire dal 9 agosto 2025, pene più severe per chi abbandona rifiuti da veicoli in marcia o in sosta.
Il D.L. 8 agosto 2025, n.116, infatti, ha introdotto, per chi getta rifiuti da veicoli, le seguenti sanzioni:
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per i privati: fino a 1.188 euro per l’abbandono di piccoli rifiuti ( mozziconi di sigaretta e fazzoletti) e, per rifiuti più voluminosi, (bottiglie o sacchetti) fino 18.000 euro di multa e la sospensione fino a 6 mesi della patente, con possibile arresto, in caso di danno ambientale (che può determinare il deterioramento di una risorsa naturale, quale: acque superficiali, suolo e habitat protetti), o se si tratta di rifiuti pericolosi (che contengono sostanze tossiche, infiammabili, corrosive, infettive, cancerogene, o che possono avere effetti dannosi sulla produzione o sull’ambiente, come: amianto, solventi, batterie esauste, rifiuti sanitari, rifiuti agrochimici, rifiuti radioattivi o biologici, sostanze chimiche, oli esausti e farmaci scaduti) ;
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per le imprese: multe fino a 27.000 euro, arresto da 6 a 2 anni e possibile sequestro del veicolo.
Inoltre, lo stesso Decreto, ha reso possibile una identificazione più agevole e meno sfuggente di chi commette tale infrazione. In quanto sarà sufficiente una foto chiara della targa del veicolo, acquisibile tramite:
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sistemi di videosorveglianza comunali o autorizzati (le cui telecamere possono identificare i trasgressori e attivare multe e provvedimenti, anche senza la contestazione immediata, con notifica da parte dell’Ente locale) :
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telefoni cellulari;
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dashcam (videocamera per auto);
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segnalazioni accompagnate da documentazione visiva (immagini e video).
Poiché, l’aggiornamento dell’articolo 15 del Codice della Strada consente di risalire al proprietario del mezzo tramite la Motorizzazione e di recapitare la sanzione, anche a distanza di tempo.
Un inasprimento delle penalità, quello in esame che, oltre a prefiggersi di svolgere una funzione di deterrenza immediata verso la tendenza alla trasgressione, mira fondamentalmente ad indurre i trasgressori ad acquisire la consapevolezza delle deleterie conseguenze che l’abbandono dei rifiuti può determinare:
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sia di natura pecuniaria, penale e morale, derivanti dall’applicazione delle descritte sanzioni, cui possono andare incontro; a fronte del beneficio ottenibile dall’abusiva liberazione di un rifiuto.;
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che nei confronti:
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dell’ambiente (con l’inquinamento del terreno e delle acque, rendendo il suolo inutilizzabile);
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della fauna (attraverso l’ingerimento di sostanze tossiche);
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dell’atmosfera (dovuto ai gas serra, responsabili del cambiamento climatico, prodotti dalla decomposizione dei rifiuti organici);
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dell’ economia (per i costosi interventi relativi alla rimozione e smaltimento dei rifiuti abbandonati, specie se tossici);
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della società (dovuto al degrado urbano conseguente alla presenza di rifiuti abbandonati, che influenzano negativamente la vivibilità dei quartieri e della città interessate);
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della salute pubblica (in quanto i rifiuti abbandonati attirano insetti e roditori, creando un ambiente favorevole allo sviluppo e proliferazione di malattie);
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del paesaggio (che essendo deturpato dall’abbandono dei rifiuti, crea un impatto negativo sulla gradevolezza e sull’attrattività turistica del territorio).
Pertanto, considerato che chiunque, volendo, disponga della facoltà di valutare realisticamente le previste, non trascurabili, conseguenze a carico di chi verrà colto in fragranza di reato, mentre abbandona rifiuti; si ha motivo di confidare, ottimisticamente, in un possibile avvio di risoluzione dell’annoso problema.
In quanto si è coerentemente dell’avviso che anche coloro che ancora dovessero pensare di non desistere dal compiere l’insano gesto, di fronte al pericolo di incorrere nei compromettenti descritti rischi, possano riuscire ulteriormente a contravvenire alle innate ineludibili prese di posizione della propria “voce della coscienza”: guida interiore e profonda consapevolezza di ciò che è giusto e sbagliato; e del proprio “buon senso”: capacità di discernimento che permette di prendere decisioni sensate in ogni circostanza.
A meno che non si voglia, spericolatamente, seguire un percorso esistenziale decisamente amorale e, nel migliore dei casi, perennemente esposto agli effetti prodotti della inevitabile pregiudizievole sensazione propria dello stato d’animo di chi sa di commettere un’azione illegale.