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Sindaco e Comitato di Quartiere si incontrano


S. Maria delle Mole    (commenti:2) (225)
Antonio Calcagni

 
Martedì 23 novembre, presso gli uffici comunali di via Morosini, si è svolto l’incontro tra il  nuovo Sindaco ed una ristretta delegazione, per via delle misure anti-covid, del nostro Comitato di quartiere.
 
L’incontro, vista l’assenza degli Assessori competenti, è stato più che altro interlocutorio.
 
L’occasione è stata propizia per sottoporre all’attenzione del neo Sindaco le problematiche della nostra Cittadina, già a sua tempo oggetto di confronto con tutti gli altri candidati, Cecchi escluso, che in quell’occasione non ritenne di cimentarsi con noi.
 
Tre i punti del programma del nuovo Sindaco che convergono con le nostre istanze, ovvero:
  • Spostamento della fermata ferroviaria di circa 100 metri più a sud, che permetterebbe la realizzazione di una rampa di collegamento, tra la stazione  ferroviaria ed il parcheggio di piazza Albino Luciani, un parcheggio di oltre 200 posti auto da sempre sottoutilizzato;
  • Installazione delle cosiddette “Casette dell’acqua” di Acea;
  • Realizzazione dell’isola ecologica presso il territorio delle ex circoscrizioni II^ e III^.
 
 
Altri punti importanti affrontati nell’incontro sono stati:
 
  • Tenuta Tudini, polmone verde estremamente importante per la nostra Cittadina, ed opportunità per la realizzazione di: laboratori per apprendistato mestieri, recupero area da destinare ad agricoltura sociale, percorso naturalistico, ecc.ecc.;
  • Appia Antica, una strada unica al mondo, che potrebbe diventare un museo a cielo aperto ed essere quindi uno straordinario biglietto da visita per il nostro Comune;
  • Mosaico di Viale della Repubblica;
  • Parcheggio di Via P.G. Frassati, opera incompiuta, che andrebbe invece ampliata e completata.
 
A queste domande c’è stata solo una presa d’atto del problema, a cui ci auguriamo seguano, azioni concrete.
 
 
 
Inoltre:
  • Relativamente al nodo ferroviario - stradale di, via Appia Nuova/Viale della Repubblica /Appia Antica /Linea ferroviaria, abbiamo ricordato al Sindaco che si tratta di un gravissimo problema che condiziona negativamente l’intera circolazione nella nostra Cittadina, e non solo,  e  che pertanto è arrivato il momento di affrontarlo seriamente. A tal proposito, abbiamo espresso forti riserve, riguardo alla soluzione presentata nel programma elettorale  con cui ha vinto le elezioni, dove per ovviare al problema, si prevede la realizzazzione di un ponte in legno che, connettendosi all’inversione di marcia, presente nella carreggiata dell’Appia Nuova, direzione Albano, crei  un’entrata alternativa  a Santa Maria;
  • Riguardo al futuro del Palaghiaccio, il Sindaco ha ricordato che l’area in questione è a vocazione sportiva e di questo va tenuto conto;
  • Decentramento Amministrativo, si è detto favorevole ed ha ribadito che “l’incontro avvenuto nei nuovi uffici comunali di via Morosini ne è un esempio concreto”;
  • Riguardo al problema, via della Falcognana, al neo Sindaco, abbiamo chiesto di avviare la procedura per l’acquisizione della suddetta strada a patrimonio pubblico e conseguente messa a norma, richiesta già proposta, e fatta propria, dal Sindaco Colizza. Anche su questo, ci auguriamo un impegno concreto che possa risolvere il paradosso di una strada privata, a totale carico quindi di alcuni cittadini, ma aperta a tutti;
  • Sull’argomento scuole, Il neo Sindaco ha sottolineato la volontà, della sua amministrazione, di non perdere i finanziamenti nazionali ottenuti a suo tempo dalla Giunta Colizza, per una nuova scuola da  realizzazione a Cava dei Selci;
  • Mentre riguardo alle future ristrutturazioni complete, che come per l’Anna Frank, interesseranno anche le altre scuole, Cecchi ha tenuto a precisare che, la scelta di ospitare temporaneamente gli alunni nei moduli prefabbricati, non sarà più perseguita, ma che si privilegerà invece l’allestimento di appositi locali, da ricercare nell’esistente patrimonio edilizio.
A tal proposito, abbiamo sottolineato che, nella scelta dei suddetti locali, che di volta in volta si renderanno necessari, bisognerà privilegiare la vicinanza con il plesso scolastico in questione, questo per evitare, inutili e dispendiose, trasmigrazioni di alunni.
 
Grave preoccupazione abbiamo inoltre espresso, per lo stop, che ormai dura da circa 2 mesi, dei lavori di realizzazione della pista ciclopedonale di via Mameli.

Educhiamoci divertendoci


Marino (92)
Eleonora Persichetti

 
 
Sala Teatro Vittoria
Stagione Teatrale 2021 – 2022
 
 
Domenica 28 novembre alle ore 17 presso la Sala Teatro Vittoria nel Parco Villa Desideri di Marino debutta lo spettacolo F.E.D.RO. Fabulae Etiche Doni ROmani, in collaborazione con la Regione Lazio. Seguiranno repliche in matinée il 10, 15 e 21 dicembre (dal vivo o registrate in base alle prescrizioni anti-Covid).
 
Il Progetto, che ha preso l’avvio a marzo 2021, è giunto ora alle sue battute finali. Senza la collaborazione essenziale delle giovani attrici e tecnici – under 35 della compagnia Artemista tutto ciò non sarebbe stato realizzabile. Dal 2017 si continua a lavorare per l’obiettivo di creare un “vivaio” stabile di giovani che lavorino e si specializzino nel settore dello spettacolo dal vivo presso la Sala Teatro Vittoria di Marino. Attraverso la forza figurativa del teatro e della musica si intende divertire ed intrattenere il giovane pubblico proponendo una riflessione sugli insegnamenti etici e morali contenuti nelle Fabulae con i mezzi proprii delle arti performative: in un bosco incantato in cui gli alberi parlano: si avvicendano difetti, virtù e vicissitudini umane, la prepotenza fra gli esseri umani, la contrapposizione tra umili e potenti, ricchi e poveri attraverso le figure metaforiche degli animali protagonisti delle fabulae dello scrittore latino. Non ultimo argomento il rispetto per l’ambiente in cui viviamo. Il materiale drammaturgico è stato rielaborato da Sabina Barzilai, che ne cura anche la regia, dirigendo i giovani artisti Artemista sulla scena e dietro le quinte. Fedro rappresenta una voce isolata della letteratura, oggi più che mai attuale dalle caratteristiche sia fantastiche e divertenti che pedagogiche. L’obiettivo finale: educare divertendo.
 
 
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Green pass e mascherina obbligatori.
Prenotazione richiesta   via mail

Ultime dal FORUM


Benissimo. A questo punto abbiamo detto tutto ciò che si doveva e che si voleva dire. Credo che non ci sia altro da aggiungere evitando di accendere gli animi ed evitandomi di dover moderare le discussioni. Siamo comunque tutti dei galantuomini. Non ci resta che attendere le comunicazioni ufficiali che ci giungeranno dal Presidente del Comitato di Quartiere dopo l'incontro con la nuova giunta comunale. In seguito si potranno aprire nuovi quesiti sulla realizzazione dell'opera in oggetto.
Certamente Dunque su via della Repubblica, tra la chiesa e il Green House si assiste continuamente a esalazioni fognarie, queste con esposizione continue risultano essere tossiche e un rischio sanitario, non semplicemente un disagio per la popolazione residente. Le abitazioni a ridosso della via non impediscono alle esalazioni continue di entrare nelle abitazioni e coinvolgere Bambini, anziani e invalidi nel respiro di queste sostanze gas, a ore e giorni dipendenti dal soffio del vento. Ho fatto un reclamo al comune e ho indicato che l'odore proveniva dai tombini di acqua piovana non sifonati e di tentare con questa operazione per attenuare il problema. Il comune da un anno mi risponde dovremo fare il sopralluogo, ecc. Ho contattato i carabinieri che hanno fato spalline.. Avendo l attenzione sul argomento ho fatto più caso alle esalazioni e ho notato che sono presenti in quasi tutta Santa Maria, allora ho scritto a voi perché noi abbiamo l'aeroporto che rende l'aria irrespirabile, e su quello Amen , ma almeno su questo potremo tentare e con dei lavori programmati sulla fognatura la situazione migliorerà, cioè come si fanno i lavori a ridosso della vigna e del distaccamento comunale si può anche cominciare a intervenire su questo.. Il depuratore a ridosso del Green House perché non e' in funzione? Purtroppo non riesco ad essere esaustivo e breve nella descrizione ma sono sicuro di aver reso l'idea, e spero che altre persone condividano le loro situazioni perché io da solo non riesco a risolvere abbiamo bisogno di tutti voi. Grazie
Il testo è stato accodato alla discussione già aperta. https://www.smariamole.it/forum/topic.asp?q=65
Non ritengo insoddisfacente il lavoro svolto dall'attuale amministrazione comunale. Riuscire a mantenere le promesse fatte, fornire nuovi servizi e nuovi spazi alla cittadinanza, nel rispetto del bilancio comunale, ritengo che non sia cosa sempre semplice da realizzare. Mi sembra che siano state messe le basi per un futuro più "green" di Marino e Santa Maria delle Mole, fornendo ai cittadini spazi verdi ordinati dove ritrovarsi; servizi di raccolta rifiuti più moderni; realizzazione di piste ciclabili facente parte di progetti più ampi proiettati al futuro. Certo, qualcosa di meglio poteva essere fatto su altri aspetti: vedi gestione del traffico, Stazione S.M., strutture sportive pubbliche; ma sono aspetti che probabilmente richiedono più tempo o che è stato deciso di sviluppare successivamente. Mi aspetto, in ogni caso, che le basi vengano sviluppate e portate avanti da qualsiasi sia la nuova amministrazione comunale, sperando faccia bene come questa.

 

 

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MA CHE COLPA ABBIAMO NOI... DONNE ?

Nazionali (91)
Eleonora Persichetti

 
  • Ma che colpa abbiamo noi se i femminicidi si susseguono al ritmo di 1 al giorno in Italia e di una ogni 10 minuti nel mondo, raggiungendo finora l’assurda quota di 100.100 donne per il 2021?
  • Ma che colpa abbiamo noi se tutti gli stupri sono frutto del fenomeno del patriarcato che pervade la nostra società?
  • Ma che colpa abbiamo noi se le donne vengono abusate e violentate fisicamente e psicologicamente nel 90% dei casi entro le mura domestiche dal partner o dall’ex partner?
  • Ma che colpa abbiamo noi se le donne che denunciano non hanno la protezione necessaria prevista dal Codice Rosso?
  • Ma che colpa abbiamo noi se le donne che si sono distinte nel tempo negli studi, nelle scienze e nelle arti, sono state completamente ignorate dalla storia e dai libri?
  • Ma che colpa abbiamo noi se i testi didattici delle scuole per lo più scritti da uomini menzionano solo figure maschili esaltandone l’operato?
  • Ma che colpa abbiamo noi se i premi Nobel sono stati consegnati ai mariti delle scienziate meritevoli, i quali non le hanno nemmeno ringraziate pubblicamente?
  • Ma che colpa abbiamo noi se le donne hanno perso la vita per conquistare il diritto al voto?
  • Ma che colpa abbiamo noi se il delitto d’onore è stato abrogato solo nel 1981?
  • Ma che colpa abbiamo noi se il ruolo della donna è stato per secoli relegato a quello della casalinga per sbrigare le faccende domestiche e avere cura dei familiari?
  • Ma che colpa abbiamo noi se le donne al lavoro devono faticare il doppio rispetto agli uomini per essere riconosciute e valorizzate?
  • Ma che colpa abbiamo noi che per ottenere la parità salariale tra donne e uomini ci è voluto un DDL approvato in Parlamento il 26 ottobre scorso, dopo decenni di disparità salariale?
  • Ma che colpa abbiamo noi che per ottenere una degna rappresentanza in Politica e nelle Attività Lavorative si è dovuto ricorrere alle Quote Rosa?
  • Ma che colpa abbiamo noi se per prevenire e rimuovere ogni forma e causa di discriminazione per i diritti delle Donne è stato necessario istituire nel governo il Dipartimento delle Pari Opportunità?
  • Ma che colpa abbiamo noi se le donne nello sport solamente nel 2012 alle Olimpiadi di Londra hanno visto la partecipazione delle atlete in tutte le discipline?
 
Se provate a rispondere a queste domande e pensate di aver trovato le risposte, fatelo sapere alle Donne che sono ansiose di comprendere!!!
Intanto noi Donne ci indigniamo e ci impegniamo a contrastare queste ingiustizie con determinazione e consapevolezza.
 
Per tutto questo riteniamo fondamentale ricordare il prossimo 25 novembre come la GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA SULLE DONNE.
 
 
ASS. DONNE PER IL CAMBIAMENTO - ODV

Strisce blu gratuite per diversamente abili

Nazionali    (allegati) (152)
Domenico Brancato

Approvata l’attesa gratuità del parcheggio su strisce blu per disabili con contrassegno auto
 
Con Decreto Infrastrutture n. 121/2021, nel coordinato con la legge di conversione 9 novembre 2021 n. 156, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 9 Novembre 2021, n. 267, è stata approvata la gratuità, a decorrere dal 1° gennaio 2022, della sosta su strisce blu per persone disabili dotate di “Contrassegno Auto Disabili”.
 
Trattasi di un intervento normativo che mette fine ad una disparità attribuibile alla possibilità che veniva concessa a ciascun Comune di decidere, in autonomia, se consentire ai veicoli in uso per il trasporto di persone disabili di parcheggiare sulle strisce blu senza pagare.
 
Quindi, quello che prima era un invito ai Comuni, adesso è diventato un obbligo che prevede la sosta gratuita nelle apposite aree o parcheggio a pagamento, in tutta Italia, per le persone dotate di Contrassegno auto disabili, nel caso in cui i posti riservati risultassero già occupati o indisponibili gli stalli (aree di sosta) a loro riservati.
 
Il testo di conversione, conferma le misure presenti già nel Decreto, tra cui: l’ introduzione nel Codice della Strada al nuovo comma 3-bis dell’articolo 188; e gli “stalli rosa” inerenti il parcheggio per le donne in gravidanza e i genitori con i figli fino a 2 anni.
 
Sempre la legge di conversione ribadisce, inoltre, l’inasprimento delle sanzioni, con multe raddoppiate, per chi parcheggia in aree di sosta riservate a mezzi per trasporto di persone con disabilità, e con l’elevazione da 168 a 672 euro per chi parcheggia sul posto di guida riservato ai disabili, senza contrassegno.
 
Ed ancora, la medesima normativa, all’articolo 1 Bis prevede ulteriori agevolazioni (per fruire delle quali occorre, però, attendere un Decreto correttivo, la cui emanazione dovrà avvenire entro trenta giorni), consistenti in delle semplificazioni per accedere all’acquisto di auto da parte di persone disabili, esclusivamente, con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, dotate di patente con obbligo di adattamenti.
 
Nello specifico, è stabilito che per il riconoscimento delle agevolazioni contemplate dall’articolo 8 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Vedi Allegato), è prevista solo la presentazione di una copia semplice della patente con le indicazioni di adattamenti, anche di serie (come cambio automatico), prescritti dalle commissioni mediche locali.
 
Per cui, considerati i risolutivi provvedimenti adottati del Governo nazionale, inerenti il riconoscimento di una così ineccepibile esigenza, da tempo manifestata e sollecitata da una componente sociale particolarmente meritevole di attenzione; non rimane che formulare il più sentito auspicio affinché le Amministrazioni comunali compiano, in tempo utile, i dovuti adempimenti burocratici, per consentire la tempestiva fruizione di un contributo finalizzato ad attenuare, in qualche modo, i notevoli disagi che quotidianamente i destinatari del “privilegio” in esame, loro malgrado, sono costretti ad affrontare.
 

Da 31 dicembre sarà più difficile riconoscere la pasta esente dalla dannosa presenza del GLIFOSATO

Nazionali (195)
Domenico Brancato

 
 
PERCHE’ DAL 31 DICEMBRE 2021 SARA’ PIU’ DIFFICILE RICONOSCERE LA PASTA SENZA IL NON INNOCUO.… “GLIFOSATO”?
 
Ciò è imputabile alla conseguenza della scadenza dell’obbligo dell’etichettatura italiana ed all’entrata, al primo Gennaio 2022, del Regolamento Europeo 2018/775, che stabilisce l’obbligo di indicare l’origine dell’ingrediente principale con il quale viene prodotto un determinato alimento (il grano, nel caso della pasta), ma solo se tale origine è diversa da quella che si vede nella confezione.
 
La Coldiretti (Organizzazione degli Imprenditori Agricoli a livello nazionale ed europeo), in proposito, spiega che il Decreto prevede che le confezioni di pasta secca, prodotte in Italia, debbano indicare il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e in quello dove viene molito. Qualora la provenienza e la molitura avvengano in più Paesi, a seconda dei casi, possono essere utilizzate le seguenti diciture: Paesi UE (facenti parte dell’Unione Europea); Paesi non UE; e Paesi UE e non UE. Inoltre se il grano duro è coltivato per almeno il 50 % in un solo Paese, come ad esempio in Italia, si può usare la dicitura: “Italia e altri Paesi Ue e/o non UE.
 
Ed allora, conclude la Coldiretti, affinché il consumatore possa orientarsi verso l’acquisto di una vera pasta Made in Italy al 100% (prodotta integralmente in Italia), non gli rimane che scegliere le confezioni che riportano le indicazioni “Paese di coltivazione del grano: Italia” e “Paese di molitura: Italia”.
 
Per fornire, però, dei riferimenti più espliciti si ritiene opportuno riportare una lista dei più diffusi marchi di pasta presenti nella grande distribuzione, stilata da GreenMe (In armonia con la Terra), controllando le etichette delle confezioni in cui, per legge, le aziende produttrici sono obbligate a dichiarare la provenienza del grano, secondo come di seguito indicato: Agnesi mix unico di grani duri di regioni italiane; Alce Nero grani duri biologici coltivati in Italia; Barilla sul sito del marchio si legge che: ”per i formati classici della pasta destinata al mercato italiano, Barilla utilizza grano 100 % italiano selezionato”; Baronia con grano duro selezionato , esclusivamente italiano; Conad la pasta biologica della linea ”Verso Natura” è prodotta con semola 100 % italiano; Divella la linea integrale usa 100 % grano italiano; Eurospin la “Pasta Tre Mulini” della linea “Bronzo”, la linea Pasta biologica e le Tronfie integrali sono realizzate con semola di grano duro 100 % italiano; Girolomoni ottenuta esclusivamente con grani duri di origine biologica coltivati in Italia; Granoro , linea Dedicato utilizza 100 % grano pugliese; Granono, linea Bio utilizza 100 % grano biologico coltivato in Italia; La Molisana di solo grano italiano coltivato in Molise, Puglia, Marche, Lazio e Abruzzo; La Pasta di Camerino grano 100 % italiano; Libera Terra grano duro biologico del sud Italia; Liguori grani duri 100 % italiani ad alto contenuto proteico, coltivati nei campi del Tavoliere delle Puglie, della Basilicata, del Molise e delle Marche; Pasta Armando di grano di filiera 100 % italiano; Pasta COOP, linea Fior Fiore di semola di grano duro di origine italiana; Pasta Despar Premium 100 % grano italiano; Rummo, linea Intergale e Biologica realizzate con grano 100 % italiano nel rispetto dell’ambiente; Valle Del Grano prodotta esclusivamente con grani duri siciliani; Vivi Verde Coop ottenuta da grano duro biologico 100 % italiano; Voiello con grano aureo, grano duro 100 % italiano.
 
Considerato che l’Italia, per mantenere il ruolo di leader mondiale del mercato della pasta, necessita di circa 5,8 - 6 milioni di tonnellate di grano duro, a fronte di una produzione annua di 3,8 – 4 milioni di tonnellate ( 60 – 70%). Il che comporta la necessità di ricorrere all’importazione, a seconda dell’andamento della stagione e della qualità dei raccolti, di 2 – 2,5 milioni di tonnellate (30 – 40 %). Per cui, soltanto parte della pasta può essere prodotta interamente con grano esclusivamente italiano, mentre l’altra parte, necessariamente, deve comprendere grano importato da altri Paesi, quali: Usa, Canada, Russia e Australia.
 
Cioè, Paesi nei quali (a differenza dell’Italia dove la semina avviene in Autunno e la raccolta in Estate, con un processo di maturazione totalmente naturale, propiziato dalla mitezza del clima e dal benefico influsso del sole) il ciclo vegeto-produttivo del grano, per evitare la rigidità del clima, si svolge dalla Primavera - Estate (Aprile-Giugno) all’Autunno (Settembre-Novembre), con l’appassimento delle piante e delle spighe provocato con trattamenti preharvest (poco prima del raccolto), a base dell’erbicida “Glifosato”. In questo caso, però, impiegato come disseccante. Disseccante che viene assorbito non solo dalla pianta, ma anche dal seme (cariosside), e che con la molitura viene inevitabilmente trasferito nella farina e nella semola destinate alla produzione della pasta.
 
Ma a cosa è dovuta la preoccupazione per la presenza di Glifosato nell’alimento che il 99% degli italiani consumano e di cui, secondo il sondaggio Statista Global Consumer Survey (Indagine Globale di Statistica sui Consumatori), l’83% lo comprende, addirittura, nel menù giornaliero, tanto da ingerirne, stando ai dati resi noti dall’Unione Italiana Food (cibo), un quantitativo medio annuo pro-capite di 23-25 Kg?
 
La risposta all’interrogativo trova rispondenza nella composizione chimica del Glifosato (prodotto dalla Monsanto, ma da recente acquisito dalla multinazionale farmaceutica Bayer e commercializzato con il nome di Roundup e Accord e Rodeo da altre Aziende), che è l’erbicida più economico e più usato al mondo, compresa l’Italia (dove viene impiegato, in particolare, prima della semina delle graminacee, delle colture industriali e nei frutteti intensivi, rispettivamente: per impedire la crescita ed eliminare la vegetazione infestante), caratterizzato da un formulato Aminofosforico della glicina (C3H3NO5P) che, alla fine del 2017, è stato riautorizzato dall’Unione Europea, per altri 5 anni, nonostante: - il voto contrario dell’Italia (dove la campagna “Stop Glifosato” comprende 45 importanti adesioni, fra cui: Slow Food, Associazione Culturale Pediatri e ISDE -Associazione Italiana Medici per l’Ambiente) ed altre 8 nazioni; - l’IARC (Azienda Internazionale per la Ricerca sul Cancro), l’avesse classificato come cancerogeno e poi, su pressione dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), declassato a “probabilmente cancerogeno”(più precisamente come “2a”, ossia agente la cui cancerogenità è confermata sugli animali, ma non sull’uomo), anche se l’esistenza di studi indipendenti ne abbiano rilevato la sua pericolosità; - sia stato ritenuto, anche se contrariamente al giudizio dell’EFESA, sicuramente un interferente endocrino, come dimostrano le problematiche a livello ormonale e renale rilevate nelle zone di massiccia utilizzazione ( vedi Trentino e Veneto: sedi di produzioni intensive di mele); - la sua assunzione favorisca la prevalenza estrogenica (capacità di stimolare la comparsa e il mantenimento dei caratteri sessuali femminili), tanto nell’uomo, nel quale determina l’abbassamento del livello di testosterone con rischio di femminilizzazione, con perdita di potenza e libido e acquisizione di morfologia del corpo di tipo femminile, quanto nella donna, dove sviluppa una predisposizione al cancro degli organi sessuali. Problematiche queste che assumono una maggiore gravità quando interessano i bambini; - l’oncologa Patrizia Gentilini, componente del Comitato scientifico dei Medici per l’Ambiente, abbia dichiarato: “Ci sono numerosi dati sperimentali su cellule placentari ed embrionali umane che dimostrano come il Glifosato induca necrosi e favorisca la morte cellulare programmata, e quindi trattasi di una sostanza genotossica (che danneggia l’informazione genetica all’interno di una cellula), oltre che cancerogena; - diversi studi e ricerche abbiano evidenziato, come dichiarato a “Il Salvagente” (Mensile dei Consumatori) dal Direttore scientifico dell’Istituto Ramazzotti dottoressa Fiorella Belpoggi, che l’esposizione a questa sostanza possa risultare dannosa, anche a dosi molto basse nei confronti del 54 % delle specie batteriche intestinali, delle donne incinte (perché potrebbe attraversare la placenta e raggiungere il feto) e per l’aumento del rischio di cancro al seno.
 
Dosi che, come ha dimostrato l’analisi eseguita da “Il Salvagente” sugli “spaghetti al Glifosato”, è possibile rinvenirle anche nella pasta prodotta con grano al 100% italiano. Poiché, trattandosi di un erbicida altamente volatile, si diffonde copiosamente nell’aria, contaminando facilmente le colture limitrofe a quelle alle quali è destinato il trattamento. Però, se tali condizioni possono accidentalmente verificarsi quando la pasta è prodotta con grano totalmente italiano; si verificano, pur se nella misura dei limiti di legge, normalmente nella pasta prodotta con grano proveniente da paesi non europei (e dal Canada, in particolare).
 
Dosi, il cui effetto non va valutato soltanto in funzione della quantità di Glifosato ma, come precisa l’oncologa ed ematologa Patrizia Gentilini, membro dell’ISDE (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente), in rapporto all’effetto cocktall (miscela). Ossia alla probabile ulteriore imprevedibile formazione di composti derivanti dalla reazione fra i principi attivi dell’insieme dei fitofarmaci.
 
Tuttavia, allo stato attuale, la scelta di marchi che prevedono l’ impiego della materia prima interamente nazionale, si ritiene sia l’unica che possa consentire la quasi totale garanzia della genuinità del prodotto. Perché, per avere la certezza della totale assenza di residui inquinanti, bisognerà attendere che gli Organismi politici europei facciano prevalere il loro potere e dovere istituzionale di protezione della salute della popolazione, sulle pressioni delle lobby mirate a realizzare esclusivamente ingenti profitti. Prescindendo, egoisticamente e spregiudicatamente, dalle attestazioni scientifiche che testimoniano le gravi conseguenze che arrecano alle persone a all’Ambiente.
 
Poichè, come ricordato da Giovanni Battista Girolomoni, presidente dell’omonima azienda pioniera del biologico in Italia, fin quando la tecnica di coltivazione biologica non sarà attuata in maniera generalizzata e nell’ integrale rispetto del relativo disciplinare, non potremo liberaci definitivamente, non solo della nocività dei citati residui di pesticidi industriali nei prodotti alimentari; ma soprattutto dalla pregiudizievole contaminazione dell’ambiente.
 
Ambiente che, attraverso il naturale processo biochimico di assorbimento del maggior componente dei “gas serra” (L’anidride carbonica -CO2-), da parte dell’esclusiva prerogativa (fotosintesi clorofilliana) propria dell’universo vegetale, rappresenta ancora l’unico considerevole antidoto in grado di contenere, anche se in parte, l’entità della gravità degli effetti prodotti dalle sempre più frequenti e devastanti anomalie climatiche.

A Santa Maria delle Mole il Natale è già arrivato

S. Maria delle Mole    (audio/video) (723)
Antonio Calcagni

 
Una grande emozione ha attraversato piazza Togliatti quando, lo scorso sabato, 13 novembre, sono state accese le luminarie di Natale della nostra Cittadina, un’illuminazione di gran lunga più bella e coinvolgente di sempre.
 
L’evento denominato “Luci in Allegria” fa parte del più ampio ed articolato progetto “Ripartiamo Insieme”. Un progetto che nella primavera scorsa ha partecipato e vinto, con oltre 2.100 preferenze, il concorso “Sei tu a decidere” del Bilancio Partecipato, uno strumento messo in piedi dalla precedente Amministrazione comunale.
 
Scopo del “Bilancio partecipato”, quello di essere uno strumento di coinvolgimento di: Associazioni, Comitati, Enti pubblici e privati, ditte, ma anche dei singoli Cittadini nella formazione delle scelte amministrative.
 
In conformità con le linee guida del concorso, lo scopo del nostro progetto “Ripartiamo Insieme” è racchiuso in queste due sole parole.
 
Infatti, dopo il triste periodo della pandemia, che speriamo sia definitivamente alle nostre spalle, e che ha lasciato profonde ferite nel tessuto sociale, ma anche in quello economico, era indispensabile un rilancio.
Rilancio che doveva passare attraverso una serie di eventi culturali e sociali quali: Il recupero e la promozione del tratto di Appia Antica, la realizzazione di quelle iniziative che nel passato avevano dato prova di essere particolarmente apprezzate dai cittadini, vedi Notte Bianca e Natale a Santa Maria, Sagra dell’arrosticino a Frattocchie oppure di Pane e Vino per le strade di Marino, come anche la realizzazione di vari tipi di corsi, uno per tutti, quelli organizzati dall’Associazione Scacchi in Tour.
 
Il Progetto ideato da Ele Viaggi e Paciotti foto è stato fatto proprio, con entusiasmo e dedizione, e per la prima volta insieme, dalle Associazioni commercianti di: Santa Maria, Frattocchie e Marino, oltre a Legambiente Appia Sud il Riccio, ADS scacchi in tour, e dal nostro Comitato di Quartiere.
 
Con l’evento “Luci in allegria”, Santa Maria delle Mole si inserisce a pieno titolo tra quelle iniziative natalizie che in questi ultimi anni si sono sviluppate in varie parti del territorio nazional, e che, con il giusto sostegno delle locali amministrazioni, sono riuscite a diventare delle formidabili occasioni di sviluppo turistico.
 
Ci auguriamo quindi che l’attuale amministrazione comunale sappia cogliere questa grande opportunità, che a giudicare dai primi passi ha già dimostrato di avere tutte le carte in regola per diventare un grande ed affermato evento.
 
Promosso a pieno titolo anche il Bilancio Partecipato, che ha dimostrato essere stata un’ottima intuizione dell’amministrazione Colizza, a tal proposito, ci auguriamo anche qui, che la nuova amministrazione intenda istituzionalizzarlo.
 
La cerimonia di accensione delle luminarie, seguita da diverse migliaia di persone, compresi i tantissimi bambini, incantati da questo enorme luccichio, ha avuto, a mio parere, condiviso credo da moltissimi Cittadini, una caratteristica particolare che lascia ben sperare: sono stati invitati a presiedere alla cerimonia sia il Sindaco uscente, Carlo Colizza, sia quello subentrante, Stefano Cecchi.
 
Ora che le nostre strade e piazze sono illuminate al meglio, bello sarebbe che anche i cittadini facessero la loro parte, adoperandosi al massimo per realizzare, sui propri balconi terrazzi e giardini, con altrettanta fantasia, delle bellissime decorazioni.
 
Iniziativa propedeutica ad un eventuale concorso “Il Balcone più Bello” che questo Comitato potrebbe lanciare per il prossimo anno.
 
A nome del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole, un ringraziamento va a Massimo Caucci, quale presidente della locale Associazione Commercianti, ma soprattutto un grazie va all’ideatore e realizzatore del progetto, Andrea Paciotti.
 
 
La foto in copertina è stata realizzata da Mauro Corsaro.

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Il Comitato di Quartiere che gestisce questo portale informativo è a tutela di Santa Maria delle Mole, Cava dei SelciFrattocchie, Due Santi, Castelluccia e Fontana Sala, inoltre sostiene tutti gli altri CdQ territoriali e le Associazioni No-Profit dell’Interland.
 
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- Presidente Antonio Calcagni
 

- Francesco Raso (responsabile web) 

Brunedil

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Viviamo in un momento storico dove la necessità di proteggere la nostra salute ha fatto emergere prepotentemente la consapevolezza dell’importanza di vivere in ambienti salubri, in edifici antisismici e durevoli, che non producano emissioni di CO2, realizzati con materiali ecosostenibili e che permettano di ridurre il fabbisogno energetico e quindi anche i costi di gestione.
 
Alle porte di Roma, vicino al parco dell’Appia Antica, un imprenditore edile alla terza generazione, già dall’anno 2019 ha iniziato ad investire per rispondere a queste esigenze iniziando a realizzare edifici a strutturale ligneo con elevati standard di sostenibilità e qualità.
 
 
 
Nel fare questa scelta la Brunedil, impresa di Tommaso Brunetti, si è affidata anche alle competenze ed esperienza della LignoAlp – Damiani Holz&Ko SpA, importante azienda di produzione dell’Alto Adige nel settore delle costruzioni a strutturale ligneo; attraverso una sinergia tra le due imprese il prodotto edile che è stato realizzato, ed in fase avanzata di realizzazione, permette di toccare con mano quelle che sono le valenze di un sistema edilizio virtuoso.
 
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Nel mondo, ed ora anche in Italia, l’edilizia in legno è sempre più presente, ora anche qui a Santa Maria delle Mole; visitando queste costruzioni, quello che offrono, quali peculiarità e vantaggi si possono avere, ciò che nell’immaginario poteva sembrare difficile da credere diventa improvvisamente una realtà che si tocca con mano.
 
Siamo alle porte di Roma, ottimi collegamenti con il centro città, in una zona vicina al lago, ai castelli romani, al mare, commercialmente bel sviluppata e dotata di tutti i servizi.
Le costruzioni del futuro per un vivere sano, rispettose dell’ambiente circostante, sicure, antisismiche, a bassi costi di gestione sono già il presente. Vedere per credere.
 
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TARI in arrivo

Marino (391)
Domenico Brancato

 
Di seguito  l’annuncio dell’ufficio Tari comunale
 
 
Comunicazione del 10/11/2021 - Si informano i cittadini che è iniziato l'invio delle comunicazioni tramite mail o PEC per le scadenze TARI 2021.
 
Contatti
Ufficio TARI
- Email: servizio.tarsu@comune.marino.rm.it
(solo per richiesta appuntamenti, informazioni/chiarimenti)
- PEC protocollo@pec.comune.marino.rm.it
( per istanze di iscrizione, cessazione, annullamento /rettifiche accertamenti, rateizzazioni, agevolazioni, ecc)
 
Recapiti
Marino Centro
0693662391 - 0693662392 0693662219 - 0693662220
Santa Maria delle Mole, Via Morosini 0693662407- 0693662408 - 0693662409
Gli addetti rispondono nei giorni di martedì e giovedì dalle 9,00 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 17,30
 
Ufficio IMU
- E-mail: servizio.ici.imu.tasi@comune.marino.rm.it
- telefonicamente ai numeri: 0693662215 - 0693662217
- PEC protocollo@pec.comune.marino.rm.it
( per istanze di iscrizione, cessazione, annullamento /rettifiche accertamenti, rateizzazioni, agevolazioni, ecc).
 
Istruttore direttivo IMU TARI
Dott.ssa Mara Volpe
Tel.: 0693662370
E-mail: mara.volpe@comune.marino.rm.it

Lo shortage di chip farà aumentare i prezzi degli smartphone a Natale?

Nazionali (94)
la Redazione

 
 
 
Le vendite di smartphone sono scese del 6% nell’ultimo trimestre, non a causa della mancanza di domanda, ma bensì alla carenza di chip in tutto il mondo
 
 
 
Lo scenario attuale
 
Per i meno esperti, il chip è la componente che controlla tutto ciò che accade nel vostro smartphone e ne assicura il corretto funzionamento, può essere paragonato al cervello del corpo umano.
La pandemia ha infatti avuto un impatto negativo su tutta la catena produttiva dei telefonini, e i chip sono stati particolarmente colpiti.
I maggiori produttori mondiali stanno cercando di tenere il passo come meglio possono, ma la carenza di chip rappresenta un ostacolo insormontabile in questo momento.
I produttori di chip stanno infatti aumentando i prezzi, in modo da disincentivare sovraordinazioni, nel tentativo di colmare il divario tra domanda e offerta. Secondo le previsioni, la situazione resterà critica fino alla seconda parte del 2022, traducendosi con ogni probabilità in tempi di attesa e prezzi più alti per i prodotti elettronici.
É importante sottolineare che i chip per computer più richiesti non sono particolarmente sofisticati o costosi, ma sono componenti indispensabili che vengono utilizzate in tutto quello che ci circonda, dagli elettrodomestici da cucina, alle lavatrici, ai gadget elettronici.
 
Cosa ha causato la crisi dei chip
 
Le ragioni principali della carenza di chip nel mercato globale sono:
  • l'aumento della domanda,
  • il rallentamento della produzione a causa del coronavirus e
  • le sanzioni contro la Cina da parte della precedente amministrazione americana.
Vivendo in un mondo dipendente dalla tecnologia, la crisi ha avuto un impatto su tutto, dalle automobili alle console per videogiochi.
Gli smartphone sono stati finora al riparo dalle ripercussioni, grazie a produttori come Apple e Samsung che possiedono una buona scorta delle componenti interessate.
 
Le conseguenze in vista delle vacanze invernali
 
I produttori di Smartphone devono iniziare a preoccuparsi? abbastanza, soprattutto quando ci dirigiamo verso la stagione dello shopping natalizio. Apple ha lanciato sul mercato il nuovo iPhone 13 a fine settembre, senza dubbio in tempo per farlo trovare agli appassionati del brand sotto il proprio albero.
I consumatori, data la situazione, dovrebbero aspettarsi quest'anno sconti meno aggressivi sugli smartphone rispetto agli anni passati.
Al momento, non c’è alcuna prova concreta che la mancanza di chip porti ad un aumento nel prezzo degli smartphone, anche se è lecito aspettarsi un aumento sul prezzo di vendita tra l’8% e il 10%.
Ad esempio, il presidente di Xiaomi Wang Xiang, ha detto che la carenza di chip globali potrebbe portare a prezzi più elevati per alcuni prodotti in futuro. Ha aggiunto: "Faremo del nostro meglio per offrire ai nostri clienti il miglior prezzo per i nostri prodotti".
Sembra dunque che la crisi nel settore Smartphone sia destinata a continuare, dopo il crollo nelle vendite causato dalla pandemia di oltre il 12% e adesso per la crisi dei chip.
 
 
Fonte:internet-casa.com

Anticipato al 13 novembre "Luci in Allegria"

S. Maria delle Mole (158)
Eleonora Persichetti

 
 
La 3ª edizione dell'evento natalizio di Santa Maria delle Mole, prevista fino al 9 gennaio prossimo, non partirà più sabato 20 novembre, come inizialmente programmato, ma sarà anticipata di una settimana.

Un bellissimo regalo per i cittadini di Marino, impazienti di vivere momenti spensierati dopo 20 mesi difficilissimi per via della pandemia di Covid-19.

Le “Luci in Allegria”, pertanto, si accenderanno sabato 13 novembre 2021, con appuntamento alle ore 18. Si illumineranno il grande albero di Natale di 14 metri, treni luminosi, orsi polari e foche giganti, il tricheco, la slitta con le renne, l’enorme Babbo Natale con il suo villaggio e le altre attrattive pensate per i grandi e i piccini di Marino e dei comuni limitrofi.

L’evento inizierà con il countdown dello showman, attore, cabarettista e conduttore televisivo e radiofonico Paciullo. Sarà presentata, inoltre, la sigla “Luci in Allegria”, della cantante Lavinia Fiorani. Topolino e Minnie, invece, saranno gli special guests della prima giornata.

"Siamo certi – dichiara l'Associazione Commercianti Frazioni di Marino – che non ci farete mancare la vostra preziosissima e meravigliosa presenza. Vi aspettiamo, un abbraccio a tutti!”.

“Luci in Allegria”, che si svolgerà lungo tutta l’area commerciale di Santa Maria delle Mole, sarà totalmente gratuito.

"Mi vedo con uno" domenica 14 novembre

Marino (189)
Eleonora Persichetti

Domenica 14 Novembre ore 17:00 Sala Teatro Vittoria, Marino
Mi vedo con Uno con Alessandra De Pascalis Regia Alessandro Carvaruso
La stagione 2021 2022 continua…
 
 
Lentamente stiamo tornando – così almeno sembra – alla normalità. O almeno ci siamo lentamente incamminati sulla strada che porterebbe ad una situazione più vicina a quella che oseremmo definire “normalità”. Scusateci, ma in teatro la prudenza, come la scaramanzia, fa da padrona. Comunque. L’attività incessante della Sala Teatro Vittoria continua: si è conclusa da poco la bellissima esperienza dello scambio di buone pratiche all’interno del progetto europeo Erasmus + KA2 From Aesop to La Fontaine che ha portato decine di ragazzi stranieri a Marino e tanti dei nostri ragazzi ad incontrarsi, conoscersi ed amarsi superando le diversità caratteriali e le differenze culturali. Il prossimo appuntamento alla Sala Teatro Vittoria è per Domenica 14 novembre alle ore 17:00. La Compagnia Beremberg presenta l'attrice Alessandra De Pascalis (ex allieva di Proietti) che interpreta 5 personaggi diversi, cantando, ballando con musica dal vivo, che parlano dello stesso argomento: l'atteggiamento degli uomini di fronte alla possibilità di una relazione. I personaggi, ognuno a suo modo, raccontano aneddoti esilaranti per niente lontani dalla realtà. “Ah, le donne… complicate, capricciose, sentimentali e fragili… Cerchiamo sempre qualcosa che non abbiamo, e troviamo spesso quello che non abbiamo neanche cercato”. Una citazione dallo spettacolo “Mi vedo con uno”, una divertente illustrazione della donna e le difficoltà di relazione. La donna di questa epoca è veramente emancipata dagli stereotipi comuni? Sono cambiate le dinamiche uomo/donna nell’arco dei tempi? È ancora attuale il problema delle relazioni? L’autore con questa opera tra il comico e la verità, presenta personaggi esasperati che raccontano le loro avventure, personaggi femminili apparentemente ridicoli, grotteschi. Ma è chiaro, nel complesso, che il vero intento è quello di prendere in giro l’uomo che risulta smascherato e spogliato della sua (a volte) falsa virilità. Reduce da vari sold-out tra cui il prestigioso Teatro Tor Bella Monaca di Roma, della cintura TiC, vi aspetta un pomeriggio all’insegna della risata intelligente.
 
E poi tanti altri appuntamenti a seguire. Potete chiedere informazioni via e-mail. Tenete d’occhio la nostra pagina fb salateatrovittoria. Vi aspettiamo, il Teatro ha bisogno di voi!

"Luci in Allegria" L'accendiamo?

S. Maria delle Mole    (commenti:2) (331)
Eleonora Persichetti

Dopo lo stop forzato del 2020, causa emergenza Covid, il fotografo e organizzatore di eventi Andrea Paciotti può di nuovo riprendere con le manifestazioni legate al Natale. Ottenuta, insieme ad altre associazioni e professionisti, la vittoria al Bilancio Partecipato 2021 di Marino con il suo progetto “Ripartiamo Insieme”, premiato da 2.100 votanti, Paciotti ha infatti ideato e creato il suo terzo evento natalizio, che per questa edizione 2021/22 prenderà il nome di “Luci in Allegria”.
 
L’evento, che interesserà tutta l’area principale di Santa Maria delle Mole, inizierà sabato 20 novembre e terminerà domenica 9 gennaio 2022. Un Natale davvero magico, con treni luminosi, orsi polari giganti, un albero alto 14 metri, pinguini, foche, cigni, renne, passaggi luminosi, stelle, fiocchi, mongolfiere luminose, personaggi dei cartoni animati, pacchi regalo luminosi, Babbo Natale gigante, che cattureranno l’attenzione e i cuori di grandi e piccini e richiameranno tantissima gente dai comuni limitrofi.
 
“Vogliamo che questo Natale sia unico e che costituisca una ripartenza per tutti – spiega Andrea Paciotti –, soprattutto per i bambini. Nonostante alcune problematiche per la sua realizzazione, io e il presidente dell'Associazione Commercianti Frazioni di Marino Massimo Caucci, che ringrazio sentitamente, abbiamo lavorato davvero tantissimo insieme all’amministrazione comunale precedente e a quella attuale per regalare un evento natalizio da favola, con tantissime attrazioni e novità rispetto alle scorse edizioni, come ad esempio la sigla musicale realizzata unicamente per questo evento. L’obiettivo – conclude Paciotti – è ripartire insieme davvero, con i fatti e non con le parole, soprattutto per i cittadini, che hanno sempre sostenuto le nostre iniziative rispondendo puntualmente ‘presente’ con grande entusiasmo di fronte alle nostre proposte per la comunità”.
 
La visione delle luminarie e delle altre attrazioni sarà totalmente gratuita, dal momento che saranno visibili lungo tutta l'area commerciale di Santa Maria delle Mole.

Dal 15 novembre certificati gratuiti

Nazionali (298)
Domenico Brancato

 
 
Il Ministero dell’Interno e SOGEI (Società Generale d’Informatica S.p.A) precisano che trattasi di un nuovo servizio dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione residente –ANPR (Sistema integrato efficace e con alti standard di sicurezza, che consente ai Comuni di interagire con le altre Amministrazioni pubbliche, garantendo maggiore certezza del dato anagrafico e dei dati personali dei cittadini) che permetterà di scaricare, per proprio conto o per un componente della famiglia, senza recarsi allo sportello, i seguenti certificati: Anagrafico di nascita; Anagrafico di matrimonio; di Cittadinanza; di Esistenza in vita; di Residenza; di Residenza AIRE (Anagrafe italiani residenti all’estero per più di 12 mesi); di Stato civile; di Stato di famiglia; di Stato di famiglia e di Stato civile (comprendente l’insieme delle condizioni giuridiche di rilievo amministrativo del cittadino, quali: cittadinanza, nascita, matrimonio o unione civile e morte); di Residenza in convivenza; di Stato di famiglia AIRE; di Stato di famiglia con rapporti di parentela (attestante la composizione della famiglia, oltre all’elenco e i dati anagrafici di ciascun membro con il rapporto di parentela tra i componenti) ; di Stato libero; Anagrafico di Unione Civile; e di Contratto di Convivenza.
 
Certificati che potranno essere rilasciati anche in modalità contestuale, cioè comprendente più attestati insieme, come ad esempio: Cittadinanza, Esistenza in vita e Residenza.
 
Per il rilascio della descritta certificazione occorre, però, accedere al portale anpr.interno.it, attraverso un documento che attesti la propria identità digitale, come: SPID -Sistema Pubblico di Identità Digitale- rilasciabile gratuitamente da un Ufficio Postale, previa prenotazione tramite il sito poste.it , ed esibizione di: un Documento di riconoscimento valido rilasciato dallo stato italiano; Tessera sanitaria; un numero di cellulare e di un indirizzo E-Mail; oppure Carta di Identità Elettronica (richiedibile presso gli Uffici Comunali); o CNS (Carta Nazionale dei Servizi o Tessera Sanitaria, abilitabile allo scopo , seguendo le indicazioni acquisibili dalla consultazione del sito: sistemats.it.
 
Se la richiesta della documentazione è per un familiare, verrà mostrato l’elenco dei componenti delle famiglia per i quali è ammesso effettuarla.
 
Il servizio permette, inoltre, al fine di verificare la rispondenza dei dati del documento richiesto e di poterlo scaricare in formato pdf o riceverlo via Mail, la visione dell’anteprima del documento medesimo.
 
Tale servizio è fruibile da quasi tutti i cittadini, in quanto l’ANPR è già in possesso dati del 98 % della popolazione italiana di 7795 (dato aggiornato al 31/10/2021) Comuni, ed in attesa del recepimento dei restanti 109, essendo 7904 il totale dei Comuni. Per quest’ultimi, è possibile monitorare la posizione dell’adesione sul portale anpr.interno.it.
 
Comunque, il Comune di Marino, da un riscontro effettuato, risulta fra quelli che hanno provveduto ad adempiere la richiesta procedura, e quindi, a partire dal 15 novembre c.m., prevista data di attivazione del servizio, i cittadini interessati potranno usufruirne.

OFFICINA ARTE E CULTURA - Fabbrica di sogni

S. Maria delle Mole    (commenti:1) (337)
la Redazione

 
Come e quando nasce questo progetto?
 
Il progetto di Officina Arte e Cultura nasce grazie a quattro persone: Giulia Ortenzi, Biagio Iacovelli, Martina Fiore e Giuliano Calandra.
 
È un progetto che abbiamo tenuto nel cassetto (per ovvi motivi) per circa due anni.
 
Veniamo tutti da esperienze artistiche importanti nel teatro, nel cinema e nella danza e abbiamo sentito la necessità di unire la nostre professionalità e trovare un spazio dove poter realizzare la “nostra” idea di fare arte.
 
Quali attività offre la vostra “Officina”?
 
Officina Arte e Cultura sta proponendo una serie di laboratori per bambini, ragazzi e adulti: corsi di teatro, di danza, un corso di scrittura creativa, un corso di musical e il percorso di naturopatia: questo per quanto riguarda la formazione.
 
A breve inizieremo a proporre spettacoli per le famiglie e stiamo pensando ad una stagione “adulti”.
 
Non mancheranno incontri e seminari con importanti personaggi del mondo dell’arte (ballerini coreografi attori registi scrittori).
 
Il nostro territorio offre diverse possibilità di fare sport sia individuale che di squadra, ma non è presente una sala da concerto, cinema o teatro o comunque uno spazio per la promozione della cultura a disposizione della cittadinanza. Come lo immaginereste voi di Officina Arte e Cultura?
 
Manca e se ne sente la mancanza!
 
È questo che ci ha spinto ad aprire qui la nostra sede e portare le nostre attività.
 
Il nostro è un territorio pieno di giovani ci sono tante famiglie con bimbi piccoli: tanti genitori tra i 30 e i 40 anni.
 
Immaginare uno spazio non è difficile, noi però crediamo che sia più importante far capire quanto sia necessario avere nel nostro comune un polo culturale che possa accogliere e dare la possibilità di esprimersi, di allenare anche l’anima oltre che i muscoli.
 
La speranza che abbiamo è di crescere come associazione e di poter essere un piccolo (per ora) punto di riferimento per chi vorrà avvicinarsi al mondo dell’arte e della cultura.
 
Progetti per il futuro?
 
Oltre ad ampliare agli spettacoli e i corsi che abbiamo in programma, il progetto è di riuscire a creare una vera e propria accademia delle arti, una scuola professionale e riconosciuta per la formazione di nuovi talenti che siamo certi essere anche qui nel nostro territorio.
 
Oggi iniziamo come la prima scuola di teatro a Santa Maria delle Mole e per noi è già un grande risultato ma, ovviamente, non possiamo fermare qui i nostri sogni.

Il Centro anziani di Cava dei Selci diventa APS

Cava dei Selci (318)
Umberto Porrino

La nuova sede del Centro Anziani di Cava dei Selci, realizzata all’interno del Parco della Pace, è stata inaugurata il 4 luglio del 2020.
Il Centro, non potendo effettuare nessun tipo di attività, causa covid, e non potendo eleggere un nuovo consiglio di amministrazione, anche perché in attesa di adeguarsi alle nuove normative emanate dalla Regione Lazio riguardante il terzo settore del volontariato, è stato dato in affidamento al Presidente del Comitato di Quartiere.
Durante questa fase di attes,a il Comune ha emanato un nuovo regolamento adeguandolo alle normative emanate dalla Regione Lazio.
 
Il Centro Anziani, adeguandosi alle nuove norme, viene trasformato in APS (Associazione di Promozione Sociale) ed elegge il nuovo direttivo.
Vengono eletti:
Presidente: Umberto Porrino
Consiglio Direttivo: Buccini Antonio, D’Amore Angela, Durante Marika, Mercuri Ascenzo, Tomassetti Loredana.
Collegio dei Revisori: Valentini Alessandro, Manuali Celestino.
 
Il 14 settembre 2021 è stata firmata la Convenzione tra l’Amministrazione Comunale e il Centro Anziani di Cava dei Selci - APS.
In un mese di attività abbiamo già organizzato la festa dei Nonni e la presentazione del direttivo all’Amm.ne Comunale.
Vorremmo in seguito organizzare eventi durante il periodo natalizio, gite con cadenza mensile e proporre un programma per il 2022 che preveda corsi informatici, presentazioni di libri, qualche convegno di interesse sanitario per le persone adulte e tutto ciò che possa rendere il centro più accogliente e frequentato.

Elezioni Amministrative 2021 - Ballottaggio - Dettaglio Seggi

Marino    (allegati) (654)
la Redazione

Marino si Rinnova 
 
Si è conclusa questa “anomala” tornata elettorale che ha messo il sindaco uscente Carlo Colizza a confronto con il candidato Stefano Cecchi, con solo il 50% della popolazione che si è espressa.
 
È da ribadire che la campagna elettorale, da tutti i fronti, è stata portata avanti con poca considerazione, poca pazienza, poco tempo e lasciando quasi tutta la politica in balia dei soliti simpatizzanti ed attivisti, i quali hanno riversato sui social tutta la loro inesperienza ed incapacità di comunicazione. In parole povere hanno solo creato dell’inutile traffico sul web mettendoci la faccia e convinti di aver ben servito il proprio partito.
Quest’anomalia l’abbiamo riscontrata in tutta Italia ed infatti i risultati si sono palesati; circa il 50% dei votanti ha preferito starsene in poltrona.
 
Il risultato del ballottaggio ha scontentato il 48% della popolazione che si aspettava una prosecuzione ma prende comunque atto della volontà espressa dalla restante parte della comunità.
 
 
 
Qui di seguito vengono riportati i risultati numerici del ballottaggio
 
SEZIONI 32
ELETTORI 36.187
VOTANTI
15.187 
41,97%
SCHEDE NULLE 194
SCHEDE BIANCHE 64
SCHEDE CONTESTATE 7
 
Candidato Sindaco Voti %
STEFANO CECCHI 7.746 51,91
CARLO COLIZZA 7.176 48,09
 
 
 
 
 
 
Vengono pubblicati gli ALLEGATI, in formato PDF, con le espressioni di voto di tutte le sezioni, così come nell’articolo del Primo Turno.
 
 
 
La redazione di smariamole.it augura un Buon Lavoro al Sindaco STEFANO CECCHI
 

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BONUS 110% UNA OCCASIONE PER TUTTI?

Focus (253)
Eugenio Pisani

Come preannunciato, pubblichiamo l'articolo a cura della collega Simona Ponticelli per il mese di novembre.
Sperando di fare cosa gradita, abbiamo intrapreso l'argomento attualmente molto dibattuto del Bonus 110.
 
Essendo l'argomento molto vasto, ci siamo concentrati nel tracciare le linee guida della materia, non trattando tutto quello che indirettamente a questa può essere collegato (ad es decisioni nell'ambito del condominio o criticità contrattuali nel rapporto cliente general contractor) che, laddove dovessero emergere dalle domande dei lettori, verranno affrontati nelle risposte che verranno pubblicate nel mese di dicembre.
Buona lettura
Avv. Eugenio Pisani
 
BONUS 110%: UN’OCCASIONE PER TUTTI?
 
Tra le misure di sostegno all'economia messe in campo da governo in fase pandemica ha suscitato senz'altro molto interesse ed un iniziale entusiasmo il c.d. bonus 110% superbonus utile e fruibile dai cittadini per la ristrutturazione e rigenerazione di case e palazzi a destinazione prevalentemente residenziale.
Se ancora qualcuno non sapesse di cosa stiamo parlando proviamo a raccontare l’intervento in maniera semplice e sintetica: Il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici che garantiscano il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio.
 
La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.
Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (cd. Ecobonus).
Tra le novità introdotte, era stata prevista la possibilità, al posto della fruizione diretta della detrazione, di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizio, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante, mediante l’invio di una comunicazione per esercitare l’opzione utilizzando il modello approvato con il provvedimento dell’8 agosto 2020.
 
Il Superbonus 110% trova applicazione per interventi effettuati su: parti comuni di edifici; singole unità immobiliari possedute da persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa, arti o professioni; edifici unifamiliari o singole unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno.
Sono escluse dal superbonus le abitazioni di tipo signorile, le abitazioni in ville e i castelli, rientranti rispettivamente nelle categorie catastali A1, A8 e A9.
 
L’esecuzione materiale di questi interventi, che ha visto molti operatori organizzare interi comparti aziendali, si è scontrata con problematiche applicative ed attuative conseguenti i complessi adempimenti fiscali nonché relativi ai numerosi “chiarimenti” dell’A.d.E. sui parametri tecnici oltre che riferibili alle notevoli difficoltà di reperimento dei materiali, dei ponteggi e della manodopera impegnata spesso nell’esecuzione di interventi legati ad altre agevolazioni fiscali quali il cd. “bonusristrutturazione” e “bonus facciata”.
Il Governo Draghi ha messo mano sostanzialmente agli interventi di bonus edilizio. Il Consiglio dei Ministri, il 28 ottobre 2021, ha approvato il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e il bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024. Tra i bonus casa del 2022 nella legge di Bilancio, ha trovato la proroga pure il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus, il bonus verde ed il sismabonus. Con uno stanziamento complessivo cumulato che si aggira per tutti i bonus edilizi sui 37 miliardi di euro circa (prorogati per gli investimenti immobiliari privati, gli incentivi al 50% e al 65% e le relative maggiorazioni fino al 2024 alle stesse aliquote; ridotto il bonus facciate che passa da un’aliquota del 90% ad 60% dal 2022).
 
Gli incentivi al 110% sono estesi al 2023 per i condomini e gli IACP, con riduzione al 70% nel 2024 e dal 65% nel 2025. Per le ulteriori abitazioni, l'incentivo al 110% viene esteso per il secondo semestre del 2022 alle abitazioni principali di persone fisiche con la previsione di un limite Isee.
Gli incentivi per le facciate vengono confermati anche per il 2023 con una percentuale agevolata del 60%. Fermo restando che, iniziando i lavori incentivati con un’aliquota, questa sarà mantenuta anche se successivamente per il superbonus, prima della fine dei lavori, sarà scattata la riduzione.
I vantaggi sono reali.
E' certo che si tratta di interventi utili alla valorizzazione del patrimonio immobiliare ed alla riduzione di emissioni dannose per l'ambiente consentendo un impatto ambientale ed una significativa riduzione dei consumi energetici: alcuni studi di società di settore hanno calcolato l’abbattimento del fabbisogno medio energetico del 43% e il salto di classe medio è di 2,6 punti con una riduzione media della spesa a carico del condominio è del 70%.Agli utenti del beneficio, per la maggioranza cittadini non esperti in materia, che spesso non hanno utilità nell’avvantaggiarsi direttamente del credito fiscale, si può consigliare l'accesso al beneficio tramite General Contractor, anche di dimensioni medio piccole, con cui calibrare l'intervento alle specifiche esigenze e che sia già disponibile all'acquisto del credito, garantendosi sempre una valida consulenza legale per tutelarsi nella fase di stipula di contratti di appalto spesso complessi proprio per i molteplici aspetti che l'accesso ai benefici consente.
Proprio a questo proposito, è da evidenziare come il General Contractor non è altro che un soggetto a cui il contribuente affida l’appalto delle opere, dalla progettazione alla realizzazione delle stesse.
Nel caso specifico dell’Ecobonus 110% il General Contractor gestirà i vari contatti con professionisti e imprese che prenderanno parte alla ristrutturazione e riqualificazione energetica dell’edificio.
Come si accennava, è importante soffermare l’attenzione al rapporto con il General Contractor e verificare se anche i costi per le prestazioni da questo garantite sono da considerare nel pacchetto “a costo zero” o sono a parte e, in questo caso, quantificarli in maniera dettagliata.
 
Ovviamente è importante la scelta di un General Contractor affidabile considerando, però, che più è “grande” e maggiormente sarà impossibile per l’utente intervenire per modificare l e condizioni di contratto che vengono proposte.
La problematica nasce dal fatto che in alcuni contratti spesso vengono inserite delle voci di coordinamento o simili, cioè che non sono mai state comprese all’interno del “pacchetto spesa” del Superbonus per una riqualificazione a costo quasi zero.
Comunque se si parla di appalto integrato, quindi progettazione esecutiva e realizzazione delle opere, tutta la cifra può essere portata tranquillamente in detrazione. E i costi finanziari dell’operazione e tutte le altre spese di contorno resteranno a carico del General Contractor.
 
 
avv. Simona Ponticelli
Studio legale Pisani

L'Avvocato on line

Focus (377)
Eugenio Pisani

Con piacere io e il mio studio abbiamo accettato l'invito fattoci dal presidente Calcagni di dare il nostro contributo informativo in merito a problematiche giuridiche che possono interessare i cittadini tutti. 
 
Il nostro sarà un taglio pratico, come si addice alla rivista che gentilmente ci ospita, ma senza escludere quell'approfondimento tecnico che possa essere d'ausilio a chi fosse interessato all'argomento trattato. 
 
Gli argomenti che tratteremo spazieranno dal civile (condominio, proprietà, obbligazioni e contratti)  al diritto del lavoro e al diritto di famiglia che riteniamo siano le materie che maggiormente possono interessare gli utenti nell'affrontare le problematiche di tutti i giorni. 
 
Al momento abbiamo valutato di non approfondire la materia amministrativa (se non la parte riguardante le sanzioni collegate al codice dela strada sempre di attualità) e penale (se non marginalmente in quanto collegata ad argomenti di natura civilistica) in quanto non strettamente aderenti a quelle che sono le finalità sopra evidenziate, pur rimamendo, tuttavia, a disposizione nel caso vi sia richiesta di pareri nei vari settori.
 
Nel campo extragiuridico, approfittando delle competenze all'interno dei collaboratori di studio, affronteremo anche argomenti di attualità di interesse generale.
 
A tal proprosito, nel mese di novembre dedicheremo la nostra attenzione al c.d. bonus 110%, con l'ausilio dell'avv. Simona Ponticelli esperta del settore.
 
E con questo vado ad anticipare quello che sarà il criterio operativo che caratterizzerà il nostro approccio: ogni mese verrà proposto un argomento di interesse generale nel solco di quanto sopra detto,magari anche ispirandoci a recenti sentenze di interesse comune, e nel mese successivo risponderemo alle domande che maggiormente possono interessare i lettori.
 
Per ovvie e intuibili ragioni non si potranno dare pareri su vicende personali, né nelle richieste ci si potrà riferire a fatti specifici per cui si potrebbe risalire a soggetti determinati quindi, in questo, chiediamo un aiuto ai lettori che, sempre attenti, non mancheranno di fornirlo.
 
Sperando di fare cosa gradita e utile, ci vediamo con il primo articolo nel mese di novembre.
 
Un saluto, 
Avv. Eugenio Pisani
 
 

Grande successo per la spesa solidale femminile

Donne per le Donne (210)
Claudia Benvenuti

La Spesa Solidale Femminile, proposta dal gruppo Donne per le Donne del Comitato di Quartiere S. Maria delle Mole, è stata un SUCCESSO! Abbiamo raccolto, donato e distribuito tantissimi prodotti utili per le esigenze delle donne del nostro territorio; tutto questo è stato possibile perché siamo una squadra coesa e animata da un sano e disinteressato spirito di solidarietà.
 
Ringraziamo di cuore ognuno di voi che ha donato anche solo un singolo prodotto, ha condiviso e sposato la nostra iniziativa, ha partecipato ai nostri incontri e ci ha incoraggiato. Ringraziamo tutte le farmacie comunali e i negozianti di Santa Maria delle Mole, Cava dei Selci e Marino che hanno ospitato i nostri contenitori per la raccolta; i nostri amici di Legambiente Appia Sud - "IL Riccio" APS per l'ospitalità, Associazione Donne per il cambiamento per la condivisione; le parrocchie di Santa Maria delle Mole e Frattocchie, il Cav di Marino e Una Città Non Basta Coop per aver accettato il nostro contributo.
 
Un sentito "grazie" va all'amministrazione comunale che ci ha supporto e sostenuto nella promozione dell'iniziativa.
Continuiamo ad aiutare le donne del nostro territorio, con azioni culturali, di informazione e formazione. Continuate a seguirci sulla nostra pagina e sul gruppo Facebook Donne per le Donne Santa Maria delle Mole

Terapia a Onde d’urto: come funziona e quali benefici

Salute (249)
Alessandra Benassi

La terapia a onde d’urto è un metodo di trattamento in cui un manipolo emette delle “onde d’urto” radiali sulla zona del corpo da trattare.
 
Come funziona la terapia a onde d’urto?
 
Lo staff del centro di Fisioterapia Fisiologic Mira di Santa Maria delle Mole ci spiega che, il terapista dopo aver individuato la zona affetta dal disturbo e aver accertato che la terapia a onde d’urto è il metodo di trattamento indicato, viene applicato del gel sulla zona interessata dal dolore. Quindi si effettua il trattamento con il dispositivo medico. Nel manipolo si trova un proiettile, azionato da un generatore elettromagnetico, che viene accelerato ad alta velocità. Questo proiettile trasmette l’energia cinetica all’applicatore del manipolo. In questo modo vengono generate le onde d’urto, che successivamente si diffondono espandendosi radialmente nella cute e vengono assorbite dal corpo. La frequenza e la pressione delle onde sono regolabili.
 
Le onde d’urto alleviano il dolore attivando una sostanza P e attraverso l’iperstimolazione dei sensori del dolore. Il corpo stesso stimola la riparazione tessutale, dando vita a:
 
  • Miglioramento della circolazione sanguigna e della neovascolarizzazione
  • Incremento dei fattori di crescita
  • Incremento delle cellule staminali mesenchimali
  • Stimolazione del metabolismo
 
Inoltre, la terapia a onde d’urto viene eseguita per la frantumazione di calcificazioni e fibrosi, e la tecnica utilizzata proviene dalla frantumazione dei calcoli renali. Il trattamento è breve, sebbene occasionalmente possa generare un aumento della sintomatologia dolorosa nei pazienti. Il vantaggio è che un trattamento dura circa 8-10 minuti.
 
Per quali disturbi viene applicata con successo la terapia a onde d’urto?
 
La terapia a onde d’urto è una tecnica applicabile a:
 
1. Tendini: i disturbi tendinei più frequenti che possono essere trattati sono dolore al tendine di Achille, al tendine rotuleo, al sopraspinato e l’epicondilite laterale.
2. Ossa: i disturbi ossei più frequenti sono la sindrome da stress tibiale mediale e la sindrome dolorosa a carico del grande trocantere.
3. Disturbi neurologici: Il trattamento muscolare con la terapia a onde d’urto radiale di spasticità, sia negli adulti dopo emiplegia che nei bambini con paralisi celebrale è comunemente considerato un successo.
4. Muscoli: trattamento di trigger point, dolori muscolari e ipertonia muscolare.
5. Tessuto connettivo: applicazioni note per la terapia a onde d’urto sono la fasciopatia plantare, il dito a scatto e il tessuto cicatriziale.
 
Benefici della terapia a onde d’urto per il paziente
 
La terapia a onde d’urto offre numerosi benefici per il paziente. Si tratta spesso di pazienti che da anni soffrono di disturbi cronici, la cui alternativa è rappresentata da analgesici o da interventi chirurgici. La terapia a onde d’urto offre un’alternativa realistica alla chirurgia. Meno invasiva, maggiormente rivolta alle proprietà auto-guaritrici del corpo e meno stressante. Di seguito, forniamo un elenco esaustivo di tutti i vantaggi della terapia a onde d’urto:
 
  • alternativa realistica alla chirurgia o ai farmaci
  • trattamento rivolto alla causa, non ai sintomi
  • tasso di successo dell’80%
  • breve durata del trattamento per seduta (8-10 minuti)
  • ridotti effetti collaterali, solo rischio di qualche lieve arrossamento o gonfiore
  • alleviamento del dolore e recupero spesso dopo pochi giorni
  • forma di terapia affidabile e scientificamente dimostrata per numerosi disturbi.
 

Il Decameron racconta Marino

Storia (164)
Marco Bellitto

Tra le novelle del Boccaccio più conosciute  c’è la storia di Agnolella e di Pietro Boccamazza narrata da Elissa nella quinta giornata. Un amore quasi impossibile tra un rampollo della nobiltà romana, Pietro, forse figlio di quel Pietro  Rotondo , entrambi nominati nel testamento del famoso cardinal Giovanni Boccamazza vescovo di Frascati, e una giovanissima popolana di Campo de’ Fiori, di una nota famiglia di ebrei  romani, come suggerirebbe il nome del padre, Gigliuozzo Saulo (Paolo).I luoghi descritti nella storia, ben si addicono ad un viaggio che si conduce  da Roma , Campo de’ Fiori, dove i due abitavano, attraverso la via Appia antica,sino ai boschi che circondano Marino. I due ragazzi  decideranno di andarsi a sposare in gran segreto ad Anagni, dove Pietro ha degli amici fidati, perché osteggiati dai loro rispettivi genitori. Partiti di buon mattino da  Roma a cavallo e percorse otto miglia si troveranno a sbagliare strada svoltando a sinistra invece che mantenere la destra. E’ proprio questo tragitto che si può interpretare in base a delle mappe del Cinquecento e del Seicento che ci indicano la viabilità antica dei luoghi. Il percorso più sicuro  per Anagni  era sicuramente quello che traversava il primo tratto della via Appia antica. Sappiamo infatti che pochi anni dopo i fatti narrati nella novella, il convoglio di ottanta asinelli carichi di monete d’oro, in viaggio da Anagni a Roma per ordine del Papa Bonifacio VIII, subì una rapina da parte dei Colonna, proprio sulla via Appia, presso il Mausoleo di Cecilia Metella (3 maggio 1297).
 
Ad otto miglia da Porta San Sebastiano si trovava la cosiddetta “Statio ad Nonum” dell’Itinerario Gerosolimitano così come un diverticolo che nella Carta del Parasacchi del 1637 è nominato “via anticha per Marino”,un sito oggi ricadente presso la attuale stazione ferroviaria di Santa Maria delle Mole.La esatta corrispondenza  di questa antichissima strada  romana  con un diverticolo che ,nella Mappa del Contini del 1659, intercetta a circa due miglia esatte dalla via Appia, un “Castelletto” (Nota n° 10 a  margine della stessa),trova riscontro nella descrizione del viaggio fatta dal Boccaccio. E’ proprio a due miglia dalla deviazione che nei pressi di un castelletto i due giovani vengono assaliti da dodici fanti. La Agnolella accortasi dell’agguato fuggirà nei boschi mentre Pietro catturato,verrà riconosciuto come amico degli Orsini, ”questi è degli amici de’ nemici nostri” e, spogliato dei vestiti ,verrà salvato dal provvidenziale intervento di 25 fanti probabilmente provenienti da un piccolo borgo a ridosso di Tor Messer Paoli, una proprietà degli Orsini lì confinante. Sono infatti questi gli anni in cui Riccardo figlio di Tebaldo degli Annibaldi, già podestà di Viterbo, era stato creato senatore di  Roma insieme a Matteo Orsini (1292-1293).Sappiamo che le proprietà della famiglia Annibaldi si estendevano dalla via Appia sino alla via Latina, oggi via Anagnina: Jerusalem, un borgo fortificato su rovine romane oggi ridotto a fungaia nei pressi di Morena Centroni; Castel de Paolis, oggi rinomata casa vinicola ;il castello detto Borghetto dei Savelli all’XI miglio della via Latina e quello di Molara al XV miglio da cui “Annibaldi della Molara”.Torri e castelli medievali che si trovavano a controllare quell’asse viario della cosiddetta via Anziate o Cavona o Doganale che si snodava dalla costa tirrenica sino a Tivoli (via della transumanza) .I due giovani dopo essere scampati agli assalti dei loro aggressori (di parte ghibellina)dopo varie peripezie nei boschi  lì intorno,si ritroveranno nel castello di Marino (di parte guelfa) al cospetto di una misteriosa figura femminile, signora dello stesso  castello.Boccaccio la descrive non nominandone il nome, tanto doveva essere famosa lei come la stessa storia, come  moglie di quel “Liello Orsini di Campo de’ Fiori” che possiamo identificare quasi sicuramente in quella Margherita Aldobrandeschi, Contessa Palatina di Sovana e Pitigliano che, dopo la morte del primo marito Guy de Montfort, aveva sposato  nel 1292, Orsello, fratello minore del potente cardinale Napoleone Orsini di Marino.Un periodo storico molto travagliato, segnato anche dalla sede papale vacante che si protrasse fino all’agosto del 1294 quando, fu incoronato Papa Pietro da Morrone con il nome di Celestino V. Orsello quindi oltre che Conte Palatino di Pitigliano e Marino in virtù del matrimonio appena contratto, nel 1293 era stato eletto Podestà di Orvieto e comandante della cavalleria, alla testa di 1000 cavalieri e 5000 fanti aveva mosso guerra a Bolsena (disputa della Val del Lago).Dopo un lungo assedio il suo esercito ebbe la meglio con l’uso dei cosiddetti “trabucchi” riuscì a far breccia nelle mura e a mettere al sacco la città costringendola alla resa l’11 giugno del 1294.Tornando al racconto del Boccaccio, è proprio quest’assenza per la guerra del conte Orso dal castello di Marino che giustificherebbe quanta autorità Margherita Aldobrandeschi “la qual bonissima e santa donna era”, poteva avere nella decisione di far sposare i due innamorati nel castello di Marino a spese di suo marito e a farsi carico sempre a nome del marito di avere la dispensa delle loro rispettive famiglie. Considerando quante teorie  sono state addotte per  chiarire quali fossero i luoghi e i personaggi di questa novella, questa mia ipotesi porta nuove considerazioni e validi argomenti per una discussione su questa incredibile storia che Boccaccio ci ha voluto tramandare.
 
Marco Bellitto, Italia Nostra Sez.di Marino
 

Dante, gli Orsini e la Contessa Palatina Margherita Aldobrandeschi dalla Maremma a Marino

Storia (364)
Marco Bellitto

Nel settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta, vogliamo ricordarlo anche a Marino con una storia quasi inedita che racconta proprio degli anni in cui visse. Numerosi sono i riferimenti a fatti e ai personaggi, avversari o amici che fossero, che Dante inserisce nella Divina Commedia, così da renderli immortali. Per quanto riguarda la storia di Marino ben conosciuti e narrati sono le vicende e i rapporti controversi tra due dei maggiori cardinali della famiglia Orsini, Matteo Rosso Orsini antiangioino e sostenitore di Bonifacio VIII e il cugino Napoleone Orsini amico dei Colonna e fautore di Filippo il Bello re di Francia. Entrambi nipoti del Cardinal Giangaetano Orsini, futuro Papa Niccolò III che, a proposito della storia del castello di Marino, compare come l’artefice della vendita, in quanto esecutore testamentario di Giovanni Frangipane, primogenito di Jacopa de’ Settesoli, il quale aveva disposto come sua volontà in caso non ci fossero stati eredi, che i suoi beni fossero venduti ed il ricavato devoluto ai poveri. In questa delicata e lunga trattativa intervenne anche un monaco Francescano suo fiduciario, Paolo dei Conti di Segni divenuto in seguito vescovo di Tripoli, al quale potrebbe riferirsi un toponimo di Marino: “Tor messer Paoli”.
 
Alla fine, il potente cardinale riuscì attraverso il nipote Matteo Rosso Orsini a farne acquisire la proprietà nel 1266 per una somma di 13.000 provisini d’oro, cedendone poi la metà ai suoi fratelli, Matteo Rosso II senatore di Roma e Rinaldo detto l’Inglese. Dante quindi incontrerà Niccolò III nel Canto XIX dell’Inferno, nella terza bolgia dell’VIII cerchio dove dimostra tutta la sua avversione nei confronti dell’Osini che si era macchiato di “simonia”, avendo venduto la Chiesa, paragonata ad una prostituta, per propri fini personali e per accrescere le ricchezze della sua famiglia: “E veramente fui figliol de l’orsa, cupido si per avanzar li orsatti, che su l’avere e qui me misi in borsa” (Dante Alighieri.Divina Commedia.Inferno , canto XIX,61).Un altro personaggio ben noto del poema che irrompe a raccontare la storia di Marino è il conte Guido di Montfort, primo marito della Margherita Aldobrandeschi, contessa palatina di Sovana e Pitigliano nella Maremma.Dante lo incontra nell’Inferno, immerso nel bullicame, fra i violenti ( Inf. XII, 118-120, VII cerchio): Mostrocci un’ombra da l’un canto sola, dicendo :”Colui fesse in grembo a Dio lo cor che ‘n su Tamici ancor si cola”. Era infatti Guido cugino di Edoardo I ,re d’Inghilterra e si era macchiato in vita di un grave fatto di sangue.Per vendicare il padre ed il fratello uccisi barbaramente nella Battaglia di Evershan nel 1265,pochi anni più tardi (12 marzo 1271)colse l’occasione della vendetta durante una cerimonia sacra nella chiesa di San Silvestro a Viterbo, dove alla presenza del re di Francia Filippo III e del re di Sicilia Carlo d’Angiò, aveva ucciso sull’altare il cugino Enrico III di Cornovaglia, strappandogli poi il cuore, come nei versi viene ricordato: un cuore che cola ancora sangue sul ponte del Tamigi in un reliquiario d’oro posto su di una colonna. Tale evento ne determinò la scomunica da parte del Papa Niccolò IV e la perdita conseguente dei diritti sulla Contea di Sovana e successivamente intervenuto nella lotta contro gli aragonesi in Sicilia finì i suoi anni in carcere. Lo stesso Papa incaricò l’allora cardinale Benedetto Caetani, futuro Papa Bonifacio VIII, di assumerne la tutela dei beni e di proteggere la contessa Margherita. E’ proprio alla morte del Montfort che con un’abile mossa diplomatica, avendo avuto in quel momento lui l’incarico dal Papa di tutelarne i beni, il cardinal Napoleone Orsini fece sposare la contessa con il fratello minore Orsello, che, allora venticinquenne (1292), divenne così conte di Pitigliano e di Marino. Sono questi gli anni turbolenti per la storia dell’Italia e per la stessa Chiesa che portarono alla sede vacante del papato che si protrasse per ben due anni dal 1292 al 1294.Gli stessi anni in cui è presumibile che Margherita trascorresse le sue giornate di gravidanza e puerperio in maggior sicurezza nel castello del marito, Marino appunto, piuttosto che nel palazzo di Pitigliano.Furono quelli anni di guerre che tempestarono tutta la Maremma e il giovane Orso preso il comando di Orvieto condusse guerra contro Bolsena sino a raderne al suolo le mura nel giugno 1294.Alla vigilia del conclave di Perugia, fu proprio un lutto degli Orsini a favorire la discussione che portò all’elezione dell’eremita Pietro da Morrone con il nome di Papa Celestino V(5 luglio 1294). Era infatti morto, probabilmente per una epidemia di peste, ad Assisi pochi giorni prima il giovanissimo Giovanni Orsini chierico francescano e il cardinal Napoleone Orsini si stava appunto occupando delle esequie del fratello quando fu richiamato a Perugia per prendere parte al conclave che si stava concludendo e che portò all’incoronazione del nuovo Papa in Santa Maria di Collemaggio il 29 agosto del 1294 a L’Aquila. Molto discussi sono i versi di Dante che attribuirebbero a Celestino il “Gran rifiuto” nel III Canto dell’Inferno, 60: “Vidi e conobbi l’ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto”.Recentemente infatti più di qualche critico farebbe intendere che il “gran rifiuto” potrebbe attribuirsi addirittura a quel cardinale Matteo Rosso Orsini, nemico giurato dello stesso Dante che, dopo la rinuncia di Celestino, durante il conclave di Napoli la Vigilia di Natale del 1294,ad una prima seduta era stato proclamato Papa,nomina alla quale aveva subito rinunciato spianando la strada al Caetani, acerrimo nemico di Dante, che eletto prese il nome di Bonifacio VIII. Dante pone Bonifacio nello stesso girone dei simoniaci :”Se’ tu già costì ritto, se’ tu già costì ritto, Bonifazio?”, dove ne fa richiamare il nome dallo stesso Papa Niccolò III (Inferno, Canto XIX,52,53).Il conte Orso consigliato dalla stessa contessa palatina Margherita porterà omaggio all’incoronazione del nuovo Papa avvenuta per mano dello stesso cardinale Matteo Rosso Orsini in san Pietro il 23 gennaio del 1295 alla guida di una delegazione di 29 cavalieri senesi.
 
Orsello morirà in Pitigliano nell’ottobre del 1295 per cause ancora sconosciute, lasciando così il feudo di Sovana e Pitigliano ancora conteso tra gli Orsini, Pannocchieschi e Caetani. Dante ritorna così nella storia sin qui raccontata con l’incontro nel Purgatorio della Pia de’ Tolomei : “ricorditi di me , che son la Pia ; Siena mi fé, disfecemi Maremma: salsi colui che ‘nnanellata pria disposando m’avea con la sua gemma” (Divina Commedia, Purgatorio, Canto V, 134-136),dove è proprio la protagonista a ricordare l’episodio tragico della sua morte, voluta dal marito Nello Pannocchieschi al fine di sposare Margherita Aldobrandeschi sua amante alla morte del suo secondo marito Orsello(1295). Margherita rimarrà in seguito sotto l’ala protettrice del cardinal Napoleone Orsini sino alla sua morte. La contea di Sovana e Pitigliano dopo alterne vicende passerà agli Orsini nipoti dello stesso Napoleone dal matrimonio tra Anastasia di Montfort e Romanello Orsini, mentre il castello di Marino passerà in eredità a Matteo fratello del Cardinal Napoleone Orsini e ai suoi successori e nipoti Rinaldo e Giordano Orsini i “cani cavalieri” dell’Anonimo Romano nella Vita di Cola di Rienzo.