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ALLA SCOPERTA DELL'APPIA ANTICA: "LA REGINA VIARUM"


S. Maria delle Mole (237)
Gianni Botta

 
Il territorio in cui viviamo è caratterizzato da testimonianze storiche ineguagliabili che meritano di essere divulgate e tramandate.
Pubblichiamo questo comunicato congiunto con il quale Italia Nostra Castelli Romani aps e Archeoclub Aricino-Nemorense aps annunciano una nuova ed interessante iniziativa formativa rivolta ai docenti, ma anche a tutti i cittadini.
 
 
Italia Nostra Castelli Romani aps e Archeoclub Aricino-Nemorense aps propongono il seguente corso seminariale che prevede sei lezioni on-line in orario pomeridiano (ore 17:30-19:30), tenute da specialisti archeologi che, muovendo da un inquadramento storico, culturale ed antropologico, intendono fornire approfondimenti sul tracciato della Via Appia Antica, soprannominata "La Regina Viarum" dal poeta Stazio, con particolare attenzione alla Regione Lazio e su alcuni tratti in altre regioni, come, in Campania.
Obiettivi:
L'obiettivo del progetto è quello di far crescere nei docenti e, quindi, di riflesso, nella popolazione scolastica giovanile, come anche nella cittadinanza in generale, l'interesse per un bene monumentale straordinario per la sua importanza storica e culturale quale è l'Appia Antica, ovvero "La Regina Viarum", candidata a Patrimonio dell'Unesco. Infatti, solo grazie alla conoscenza e, quindi, alla consapevolezza del valore inestimabile di un bene così importante come L'Appia Antica da parte dei cittadini, a partire dalla formazione scolastica, sarà possibile assicurare la dovuta valorizzazione ed una efficace tutela al bene stesso.
 
Per l'iscrizione al corso occorre inviare una e-mail, prima dell'11 marzo corrente anno, all'indirizzo enricodelvesc@gmail.com, oppure all'indirizzo vincentimariacristina@virgilio.it, chiedendo l'iscrizione al corso, scrivendo nome e cognome, un recapito telefonico ed un indirizzo e-mail. Altre informazioni sono disponibili telefonando ai numeri 333/1135131, oppure al 388/3636502. I docenti di ogni ordine e grado potranno se lo desiderano iscriversi direttamente sulla piattaforma SOFIA del MIUR al numero identificativo ID.91435
La partecipazione è gratuita per gli iscritti alle due associazioni organizzatrici del corso, mentre per i non iscritti è gradito un contributo liberale e simbolico a sostegno delle attività delle due associazioni.
Sarà cura degli organizzatori recapitare il LINK agli iscritti al corso per collegarsi e poter seguire le lezioni on-line.
Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
 
Segue programma:
12 Marzo: "Mantenere l'antico: il caso della Villa dei Quintili al V miglio della via Appia", Dr.ssa Giuliana Galli.
26 Marzo: L’impegno di Traiano per l’incentivazione della via Appia da Roma a BeneventoProf.ssa Stefania Quilici e Prof. Lorenzo Quilici.
2 Aprile: Parco dell’Appia Antica: problemi e prospettive”, Arch. Simone Quilici, Direttore Parco archeologico Appia Antica.
16 Aprile: Antico e contemporaneo. Un esempio di interazione tra tutela di beni culturali e impresa commerciale: il caso di McDonald's sulla via Appia. Dr.ssa Micaela Angle e Dr.ssa Pamela Cerino.
 
30 Aprile: L’Appia Antica nella storia e nell’attualità. Dr.ssa Rita Paris.
14 Maggio: Il tratto aricino della Regina Viarum: contesti e rinvenimenti”, Dr.ssa Maria Cristina Vincenti e Dr. Alberto Silvestri.
 
Le date degli incontri potranno subire modifiche a causa di sopraggiunte necessità contingenti da parte dei relatori e saranno comunicate per tempo alla lista degli iscritti al corso. Gli incontri si svolgeranno in genere alle ore 17:30 e saranno della durata di 2 ore.
 
 
 
Enrico Del Vescovo, presidente di Italia Nostra Castelli Romani aps
Maria Cristina Vincenti, presidente Archeoclub Aricino-Nemorense aps
 

Bonus gas previsto dal Decreto Aiuti bis, anche per gli utenti con oltre 75 anni di età


Nazionali    (allegati) (267)
Domenico Brancato

 
L’articolo 2 del Decreto legge n. 115 del 9 agosto 2022 introduce una specifica agevolazione per il gas, che prevede l’applicazione di prezzi ridotti secondo quanto stabilito dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente –ARERA- (Autorità Amministrativa indipendente che svolge attività di regolazione e controllo nei settori dell’energia elettrica, idrici, del gas naturale, dei servizi e del tele calore. Al fine di garantire la promozione della concorrenza e dell’efficienza dei servizi di pubblica utilità), per la categoria di clienti vulnerabili che dispongono dei requisiti di seguito indicati:
  1. condizioni economiche svantaggiate che consentono di accedere al Bonus sociale (Comprendono i nuclei familiari con: indicatore ISEE non superiore a 9.530 euro; almeno 4 figli a carico e ISEE non superiore a 20.000 euro; e i titolari di assegno di inclusione o pensione di cittadinanza);
  2. portatori di disabilità previste dall’articolo 3 della Legge 104/92;
  3. ubicazione di utenze nelle isole minori non interconnesse;
  4. ubicazione di utenze in strutture abitative di emergenza, a seguiti di eventi calamitosi;
  5. età superiore ad anni 75.
Anche a quest’ultimi, infatti, come gli altri clienti vulnerabili, a partire dal 1° gennaio 2023, gli è stato riconosciuto il diritto all’applicazione del prezzo del gas calmierato. Cioè riferito al costo effettivo di approvvigionamento nel mercato all’ingrosso, ai costi efficienti del servizio di commercializzazione e alle condizioni contrattuali e di qualità del servizio, così come definiti dalla citata autorità ARERA.
 
Per accedere al bonus, gli utenti di cui ai punti:
  • 1, non occorre che lo richiedano, ma sarà sufficiente la Dichiarazione Sostitutiva Unica –DSU- per richiedere l’ISEE. Dopo di che l’INPS invierà in automatico i dati direttamente al Sistema Informativo Integrato –SII-, per l’accredito direttamente in bolletta;
  • 2, devono compilare l’apposito modulo (vedi allegato) messo a disposizione dal CAF o dal Comune di residenza, al quale, dopo la compilazione di tutti i campi obbligatori, va restituita per l’avviamento della pratica. Modulo che affinché si abbia i necessari dati per la completa e corretta compilazione occorre predisporre i seguenti documenti:
    • bolletta recenti del gas per rilevare il codice PDR;
    • documento di identità in corso di validità;
    • codice Fiscale (Tessera Sanitaria);
    • attestato dell’ASL di riferimento che certifichi la disabilità;
  • 5, devono chiedere al fornitore l’aggiornamento del contratto con le agevolazioni previste dall’ARERA in ottemperanza a quanto previsto dal Decreto Aiuti bis (Legge 21 settembre 2022, n. 142) per gli utenti vulnerabili.
 
Il cliente in regime di tutela gas che non è stato identificato come vulnerabile, compilando l’apposito Modulo, può richiedere al proprio fornitore di essere servito nel servizio di tutela della vulnerabilità. Così, il cliente vulnerabile che si trova già nel mercato libero può richiedere al proprio fornitore di fruire delle condizioni del servizio di tutela della vulnerabilità definite dall’ARERA V.

Ultime dal FORUM


Notte bianca: Penso ci voglia tolleranza per eventi che non sono poi così frequenti! C’è stata prima la Festa di Santa Maria e più questa Notte Bianca ma in fondo non è stato poi così terribile! Ha coinvolto più che altro gli abitanti del Centro intorno alla Piazza.
Tombini RUMOROSI: Il Comitato di Quartiere ha inviato ufficialmente un comunicato al comune di Marino in merito alla problematica in oggetto. La comunicazione la trovate nella pagina Protocollo di questo portale. È raggiungibile dal menù.
Festa patronale: Mi creda sono la persona più tollerante della zona ma ..... il rumore assordante continuo fino a tarda notte (i decibel superano tutti i parametri consentiti) tenere le finestre chiuse con questo caldo! inoltre leggo che sta tornando il Signor covid, e visto l'assembramento non sarebbe meglio stato evitarlo visti i precedenti! 3 giorni e 3 (quasi) notti sono veramente troppi,oltre il disagio dei parcheggi e della chiusura totale di tutte le principali vie. Comunque W la festa!
Carta solidale: È stata pubblicata oggi con numero protocollo isee
Amministratori di Condominio: Un vero furfante... Capisco perfettamente. Buona fortuna. P.s. forse ho capito di chi parla
Piste Ciclabili: Resta il fatto che sia qui che altrove (vedi fb) non leggo la stessa veemenza messa durante la realizzazione della pista ciclabile. Eppure la carreggiata per le auto è più utilizzata... Impressione mia?
Parco Lupini: Oggi ho constatato che al parco Lupini la modalità usata di potatura degli alberi corrisponde a quella definita Capitozzatura. Pratica che danneggia irrimediabilmente gli alberi. Speriamo che non sia così e che ci sbagliamo. isaitalia.org/gli-indispensabili/237-perche-la-capitozzatura-e-dannosa.html
Farmacia VIA DON E. TAZZOLI: Buongiorno, diversamente da quanto comunicato nel mio ultimo intervento, rettifico che l'apertura della farmacia comunale sita in via Don Enrico Tazzoli 4, è rinviata al 10 Novembre 2022.

 

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Nicolò torna a casa

Cava dei Selci (441)
Eleonora Persichetti

Nicolò finalmente torna a casa. A darne l’annuncio, la mamma con un post su Fb. Il giovane diciassettenne era stato vittima di un grave incidente accaduto la sera del 4 gennaio 2024, un giovedì, all’incrocio con Parco Sassone. La comunità locale è stata in apprensione per le sue condizioni, ma Nicolò ce l’ha fatta. La vicenda ha scatenato una serie di riflessioni sulla pericolosità di quell’incrocio e da lì è nata anche la campagna Rallenta, promossa dal Comitato di Quartiere del Sassone.
 
“Volevo condividere con voi l'immensa gioia di riavere Nicolò a casa. Per festeggiare e ringraziarvi dell'affetto dimostrato a me e alla mia famiglia, domenica 18 febbraio alle ore 11:00 presso il Parco Sassone, Nicolò sarà felice di salutare personalmente e dimostrare la sua gratitudine a chiunque avesse piacere a partecipare”, queste le parole della mamma Monica.
 
“Al guerriero che non ha mollato, bentornato”. Così è stato salutato NIcolò al rientro a casa.
 
 

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- Presidente Antonio Calcagni
 

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"S. Maria delle Mole nel posto": Il Tre a Sanremo

S. Maria delle Mole (507)
Eleonora Persichetti

 
"S. Maria delle Mole nel posto" (saluto finale e mantra del rapper Il Tre dal palco di Sanremo).
 
È parte di Boville@Bellezza: comune negato anche al Tre … e, in attesa della RINASCITA, Vive come PROGETTO anche MUSEALE – con la Richiesta a Governo e UNESCO di Riconoscimento quale PATRIMONIO dell’UMANITA' nell' Unicum con l'APPIA ANTICA - per la Valorizzazione di SITI e MONUMENTI della NOSTRA STORIA di "TRE" MILLENNI.
“Avevamo concepito e conquistato (nel 1993) il Comune Autonomo di Boville proprio per le Generazioni Future – anche per quelle che, come quella del TRE, ancora non erano nate – e per lasciare loro questo Unico Patrimonio Identitario, anche quale volano di sviluppo ecocompatibile”. Così commenta Pino Cardente, Presidente dell' Ass.ne Sempre Boville Onlus) che, "chiamando l'intera Boville al Voto per il nostro TRE, Artista dell' UMANITA' ", ricorda come "questi Diritti di Identità e Cittadinanza, Negati e Violati, vanno fatti conoscere e vivere anche a TRE ed a tutti i GIOVANI BOVILLENSI: le Nostre FRAGILITA' siano la Nostra FORZA!"
 
Ass.ne SEMPRE BOVILLE – Co.Pro.N.E.L. onlus

Carnevale Express: una festa in famiglia

S. Maria delle Mole (249)
Eleonora Persichetti

 
L’Associazione MIND, in collaborazione con Marino Aperta A.p.s., ha organizzato una festa di Carnevale per domenica 11 febbraio, presso l’AUDITORIUM ASCOLESE, Scuola Media Primo Levi, via Palaverta, 69, a Frattocchie.
 
Carnevale Express è un evento all’insegna del divertimento, della solidarietà e dell’allegria per tutti, grandi e piccini.
 
L’appuntamento è alle 10:30, troverete:
- merende deliziose;
- giochi divertenti;
- photobooth per scattare foto indimenticabili;
- trucca bimbi creativo;
e la straordinaria esibizione del coro di bambini “Piccolo Coro del Fiore Blu”
 
L’adesione è gratuita, ma per garantire un’organizzazione ottimale dell’evento, è gradita la prenotazione.
 
ADESIONE ANTICIPATA:
Giorgia 342 61 66 326
Michela 328 11 50 757
o i canali social di MIND (Instagram, Facebook, mind4culture@gmail.com).
 
La festa sarà al coperto, quindi si svolgerà anche in caso di pioggia, la durata sarà 10:30-12:30.
 
 
 
 
 

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Residenziale Commerciale
Terreni edificabili
Notaio in sede Consulente finanziario
 
 
 
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Federica Bruni Agente Immobiliare da anni, dopo aver compiuto gli studi di Architettura e dopo aver lavorato presso un’azienda di famiglia che si occupava di edilizia, ha potuto sviluppare tecniche conoscitive in merito alla cantieristica.
Si abilita presso la CCIAA di Roma e fa esperienza nel campo immobiliare affiancando per un periodo il vicepresidente FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari) per poi intraprendere l’attività di Agente Immobiliare su Roma e Castelli Romani.
 
 
Associata FIMAA, alla quale e’ iscritta dal 2009, grazie ai numerosi convegni e ai continui programmi formativi organizzati dall'associazione cui ha partecipato, ha acquisito una notevole e specifica competenza in materia, assistendo la clientela nelle compravendite e locazioni; nella cantieristica; offrendo servizi di consulenza sia immobiliare che per ciò che riguarda i finanziamenti oltre alle problematiche urbanistiche che alle valutazioni degli immobili.
 
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Cava dei Selci Friendly Floats

Volontari Decoro Urbano (464)
Amerigo Miraglia

Nel Lontano 2009 la NASA “liberò” 90 paperelle di gomma in un foro di drenaggio polare per studiare i percorsi sotterranei delle acque artiche. La comitiva di gomma fu così lasciata in balia degli eventi.
 
Nel 2024 Cava dei Selci potrebbe essere ribattezzata Friendly Floats come quelle paperelle, perché proprio come quelle paperelle subisce gli eventi a cui viene lasciata.
 
In questi giorni c’è un tamtam di persone che sui social si sta chiedendo cosa ci facciano dei grossi escavatori con le trivelle nel terreno che separa Cava dei Selci da via dell’Ospedaletto. Visto la particolarità del lotto oggetto di esalazioni di Gas Solforosi e Anidride Carbonica, tutti hanno un po’ il timore che spuntino nuove palazzine o che con queste trivelle si facciano nuovi danni con la fuoriuscita di nuovi gas.
 
Ebbene….
 
Un anno fa venni a conoscenza di un progetto approvato dalla Regione Lazio per un costo di € 3.742.762,81 per la realizzazione di un mega impianto fotovoltaico di 8 Mwp connesso alla Rete elettrica di Trasmissione Nazionale realizzato da Energia SPA. Il comune si limitò a pubblicare sull’albo pretorio la delibera della Regione, ma quando chiesi informazioni al Sindaco prima e all’assessore all’Ambiente durante la prima giornata ecologica fatta a Cava dei Selci, non ne sapevano nulla o quasi, mentre qualche rappresentate della lista civica presente quel giorno disse che sapeva qualcosa, ma lo derubricò ad un progetto di privati.
 
Chi conosce Cava dei Selci sa quali solo le sue criticità, chi vive a Cava dei Selci sa quanto particolare sia quel lotto di terreno e quanto lassismo e poco interesse c’è da parte delle amministrazioni che negli anni si sono susseguite. Ora la speranza è che questo nuovo impianto se non altro possa portare un po’ di riqualificazione nelle vicine pertinenze dello stesso come da richieste avanzate dal Comune di Marino e Ciampino.
 
Nello specifico, il Comune di Ciampino ha chiesto che nella parte confinante con via dell’Ospedaletto venga realizzato un tratto di pista ciclabile, mentre il Comune di Marino ha dato parere favorevole a patto che la società Energia SPA si impegni a sostituire i vecchi lampioni con quelli di ultima generazione a Cava dei Selci. (Sulla parte finale di via Catullo il quartiere è senza lampioni e al buio da mesi perché alcuni sono stati tolti in quanto pericolanti e ora forse sappiamo perché il comune non intende mettere mano).
 
Al link sotto riportato è possibile visionare tutta la documentazione del progetto che comprende relazioni tecniche sulle caratteristiche della zona, elaborati progettuali, verbali riportanti le richieste fatte dai comuni attraverso i propri assessori, i vari pareri favorevole rilasciati dai vari enti coinvolti.
https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-110-2021
 
A tale proposito è singolare come sia stato rilasciato un parere favorevole da parte di tutti gli enti di questo pianeta per un mega progetto milionario e poi una stradina lunga 105 metri iniziata più di 10 anni fa e mai finita che ricade nel lotto interessato dal progetto milionario non si riesce a sbloccare il parere favorevole e quindi resta lì.. inerme a fare da contenitore di rifiuti, a guardare questi mostri d’acciaio che trivellano a distanza di pochi metri in nome del progresso sostenibile. 
 
Forse aveva ragione quel signore che durante la giornata ecologica di Cava dei Selci quando chiesi se qualcuno al comune sapesse del progetto chiosò dicendo.. bhe si, ma è una cosa di PRIVATI..
 
 
In uno scatto di Dea Borgia, si può vedere l’attività che in questi giorni sta interessando tutta la zona in più punti, mentre nella seconda foto un’elaborazione del progetto una volta ultimato.
 
 
 
 

Inaugurata la sede di Fratelli d'Italia di corso Vittoria Colonna

Marino (127)
Eleonora Persichetti

 
 
Oltre 100 persone, tra simpatizzanti e rappresentanti istituzionali locali e sovracomunali, hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione della sede di Fratelli d'Italia di Marino centro, tenutasi venerdì 2 febbraio a partire dalle 19. Tra i presenti all'evento, che si è svolto nei locali di corso Vittoria Colonna 84, i sindaci Stefano Cecchi e Massimiliano Calcagni, primi cittadini di Marino e di Rocca di Papa, il commissario del Parco dei Castelli Romani Ivan Boccali e numerosi assessori e consiglieri di centrodestra di diversi comuni dei Castelli Romani. A fare gli onori di casa, chiaramente, i consiglieri di Fratelli d'Italia a Palazzo Colonna, il capogruppo Simone Del Mastro e il collega Fabrizio De Santis.
 
"Ringrazio tutti i presenti, gli amministratori locali dei comuni limitrofi, i referenti regionali, l'amministrazione comunale marinese, i quadri dirigenziali di Fratelli d'Italia e i giovani di Gioventù Nazionale - ha esordito Simone Del Mastro -. Oggi apriamo questa nuova sede di Fratelli d'Italia a Marino centro e iniziamo una nuova stagione politica con la caratteristica che da sempre ci appartiene: la voglia di fare politica tra la gente. Quando si apre una nuova sede c'è sempre grande entusiasmo, soprattutto in un momento come questo, nel quale spesso le saracinesche vengono chiuse. Per noi questa è una serata di festa, ma non dobbiamo dimenticare quanto sia importante confrontarci e prenderci le nostre responsabilità, tenendo bene a mente le prospettive future del nostro partito. Questo 2024 deve vedere Fratelli d'Italia sempre più protagonista, con una linea guida chiara e precisa e con un rapporto chiaro con i vertici sovracomunali. Nei giorni scorsi il PD di Marino ha affisso dei manifesti per attaccare il governo Rocca di non riuscire a valorizzare l'ospedale 'San Giuseppe', rivendicando anche quanto di buono avessero fatto negli ultimi 10 anni. Abbiamo dovuto rispondere a questi mentitori seriali, ricordando le famose mascherine mai arrivate in Regione, un buco di oltre 22 miliardi, la chiusura di tanti nosocomi, la proroga delle liste di attesa... Noi dovremo cercare di dare risposte importanti ai cittadini e tracciare una linea di partito credibile".
 
"In questi 2 anni e mezzo io e Simone abbiamo lavorato tantissimo come opposizione - ha aggiunto Fabrizio De Santis -. Un lavoro molto difficile, reso ancora più difficile dall'oggettiva non comunicazione con le altre forze di opposizione, con le quali non condividiamo praticamente nulla. Siamo stati sempre collaborativi con l'amministrazione e abbiamo contribuito a far crescere Fratelli d'Italia sul territorio con un impegno credibile e rimanendo fedeli ai valori già portati in campo durante la campagna elettorale. Per il futuro auspichiamo di trovare un equilibrio all'interno di un centrodestra unito, aiutando il più possibile il territorio e lasciando le porte aperte a un dialogo costruttivo. Buon lavoro a tutto il direttivo di Fratelli d'Italia".
 
"Marino è un comune vivo e attivo dal punto di vista politico, quindi riesce ad aggregare e ad aprire, per Fratelli d'Italia, anche una seconda sede, oltre a quella già esistente - così Micol Grasselli, consigliera regionale di Fratelli d'Italia -. Fare rete è fondamentale per tutti i territori e questo sta avvenendo in tutta l'area dei Castelli Romani. L'apertura di un circolo è un momento di festa, perché un circolo rappresenta un luogo dove portare avanti idee e scambiare idee. Noi siamo e saremo a vostra disposizione, come stiamo dimostrando da un anno a questa parte. Un grande 'In bocca al lupo!' a tutti".
 
"Credo che Fratelli d'Italia sia il partito che più di tutti ha cercato di rispondere ai problemi e alle esigenze, per esempio degli agricoltori - la riflessione di Giancarlo Righini, assessore al Bilancio, alla Programmazione Economica, all'Agricoltura e alla Sovranità Alimentare, alla Caccia e alla Pesca, ai Parchi e alle Foreste della Regione Lazio -. Pensiamo alle follie 'green', al tema della coltivazione della carne sintetica, al divieto dell'utilizzo dei fitofarmaci... Detto ciò, aprire una sede del nostro partito è certamente un momento di festa. Voglio fare i miei più sentiti auguri di buon lavoro a Simone Del Mastro e a Fabrizio De Santis, che da persone di centrodestra vivono una situazione 'ibrida', nella quale fanno da opposizione a un'amministrazione di centrodestra e sono anche distanti dal resto della minoranza con cui condividono i banchi dell'opposizione. La nostra presenza al vostro fianco e al fianco di tutte le amministrazioni di centrodestra sarà sempre forte e costante. Quanto alle polemiche del PD sulla Sanità, ci vuole veramente un gran coraggio, per non dire altro, a fare certe considerazioni dopo che per 10 anni si è devastato la Regione dal punto di vista sanitario. Noi abbiamo approvato un nuovo piano ospedaliero che garantisce soprattutto alle province, dimenticate per anni, il loro ruolo e l'assistenza ai loro cittadini; abbiamo rilanciato il ruolo degli ospedali periferici; stiamo lavorando per ridurre sensibilmente i tempi di attesa per le visite al Pronto Soccorso prima del ricovero; senza contare gli investimenti già fatti per l'agricoltura, per la manutenzione stradale, per la cultura e per tanti altri ambiti. Credo che la classe dirigente di Fratelli d'Italia stia mostrando in tutto il Paese di saper fare la differenza e di saper difendere l'Italia in un momento difficilissimo. Risollevare un Paese non è facile, ma potremo farlo anche grazie a luoghi come questo, luoghi di confronto democratico e aperto a chiunque voglia apportare il proprio contributo per migliorare le sorti di Marino, della Regione Lazio e di tutta l'Italia. Concludo con un appello per le prossime elezioni europee, le più importanti degli ultimi 50 anni: è fondamentale sostenere con forza Fratelli d'Italia per regalare un governo di centrodestra anche all'Europa".
 
"L'apertura di una sede politica è sempre un momento positivo e importante - ha sottolineato il sindaco di Marino Stefano Cecchi -. Oggi c'è un grande distacco dalla politica da parte delle persone, mentre una volta le sedi erano fondamentali per iniziare a fare politica sul territorio. Adesso ci sono i social e la comunicazione è completamente cambiata, ma è sempre un momento topico, formativo e costruttivo quello nel quale ci si incontra, e magari ci si scontra, vis-a-vis, per poi arrivare a una sintesi. La politica è servizio, è sociale, è aiutare il prossimo, spesso è rimetterci economicamente avendo come ritorno solo la consapevolezza di aver fatto bene per la propria città. Ringrazio i consiglieri Del Mastro e De Santis, che erano e sono dei grandi amici, e sicuramente, come amministrazione, ci impegneremo per far sì che si possa superare quell''ibrido' e sia possibile tornare a un centrodestra unito".
 
"Aprire un circolo - ha detto Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio - permette di lavorare meglio sul territorio e di dare risposte più concrete ai cittadini. In questo modo è anche possibile recuperare quella fetta di elettorato che troppo spesso non si sente rappresentata, perché si vede rappresentata da persone sbagliate. La politica del contatto e del sentire ha sempre premiato e oggi sta permettendo a noi di Fratelli d'Italia di avere un ruolo diverso, perché dopo 10 anni siamo passati dall'opposizione alla maggioranza. Non è possibile fare politica con i social, serve un grande lavoro sul territorio ed è questo lo spirito dei circoli che vengono aperti, come questo di Marino centro".
 
"I partiti devono tornare ad avere un ruolo centrale, per questo è fondamentale che nascano nuovi circoli - ha concluso l'On. Andrea Volpi, sindaco di Lanuvio e deputato parlamentare di Fratelli d’Italia -. I partiti sono utili per ascoltare, nelle sedi di partito ci si confronta ed è il partito che dà la linea ai consiglieri comunali. Oggi Fratelli d'Italia è rappresentato al governo della Nazione da Giorgia Meloni, un presidente del Consiglio che ha stupito chiunque e che ha aiutato l'Italia a ritrovare una dimensione internazionale grazie a una politica di lungo periodo, che pensa a risolvere una volta per tutte i problemi e a dare un nuovo impulso all'economia nazionale. Fare politica di partito è importantissimo per affrontare determinati problemi: pensiamo alle questioni del termovalorizzatore e degli autodemolitori, sulle quali il Partito Democratico sembra agire diversamente a Roma e ai Castelli Romani. Fratelli d'Italia nei prossimi anni deve essere il primo partito alle elezioni europee e deve guidare una coalizione a livello italiano ed europeo, con la responsabilità di chi oggi detiene lo scettro di essere il primo partito del centrodestra. Oggi spetta a noi dare dignità ai nostri alleati negli accordi elettorali nei comuni dove si andrà al voto. A livello locale e provinciale dobbiamo costruire un centrodestra forte. Ai Castelli Romani siamo uniti e tutti insieme riusciremo a riprenderci quello che ci è stato tolto per troppi anni: non la politica o il potere, ma la capacità di affermare le nostre idee, quelle che abbiamo condiviso con i cittadini attraverso il consenso che ci hanno voluto dare. Facciamo crescere Fratelli d'Italia a Marino e in provincia di Roma, con il sostegno di tutti gli amministratori".

La Nostra Voce

NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LA POLITICA SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di; Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APOLITICO 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APOLITICI ed ASCOLTATORI della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione politica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
Sono di Cava dei Selci ... senza SE
facebook.com/groups/cavadeiselciplus/

Due Santi:
Sono di Due Santi ... senza SE
facebook.com/groups/duesantiplus/

Frattocchie:
Sono di Frattocchie ... senza SE
facebook.com/groups/frattocchieplus/

Santa Maria delle Mole:
Sono di Santa Maria delle Mole ... senza SE
facebook.com/groups/santamariadellemoleplus/
 
Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.
 

Conclusa la 2ª Giornata Ecologica per Santa Maria delle Mole

Volontari Decoro Urbano (533)
Gianni Botta

2ª giornata ecologica per Santa Maria delle Mole al Parcheggio di Via Piergiorgio Frassati
 
Buongiorno a tutti, siamo i Volontari del Decoro Urbano per Santa Maria delle Mole, ci chiamiamo Filippo, Paolo, Clemy, Luca, Antonio, Gabriele, Gianni, Sergio, Nadia, Giuseppe e tutti quanti insieme oggi abbiamo aderito alla 2ª giornata ecologica per Santa Maria delle Mole (QUI organizzata) per ridare decoro al parcheggio di Via Piergiorgio Frassati.
Lo abbiamo fatto perché una residente della zona ci aveva segnalato la situazione in cui si trovava quest’area e noi, come per ogni zona della nostra Santa Maria, ci siamo sentiti in dovere di intervenire.
Sinceramente la realtà concreta che ci si è presentata davanti agli occhi era sconfortante, peggiore di quella che avevamo registrato durante il sopralluogo: accantonati ai margini del parcheggio e nascosti dalle vetture parcheggiate c’erano cumuli di rifiuti, alcuni paradossalmente rinchiusi dentro bustoni oramai lacerati dal tempo, resti di lavori di ristrutturazione come calcinacci, un water, un piccolo scaldabagno, una macchina per cucire, e bottiglie di vetro ovunque. La sorpresa più grande è stata trovare uno scooter privo di targa nascosto tra i rovi, quasi invisibile, che ci riferiscono essere lì da sei anni.
Quindi ci siamo rimboccati le maniche e confortati dagli amici che via via ci hanno raggiunto ci siamo messi all’opera raccogliendo tutto con gli attrezzi a nostra disposizione o a mano, se necessario, avendo cura di selezionare il vetro – l’unico materiale riciclabile a differenza della plastica sporca – e riempiendo quei sacchi che vedete nelle foto, per la successiva rimozione da parte degli addetti del Comune, precedentemente allertato via pec dal Presidente del nostro Comitato di Quartiere.
Lo scooter invece lo abbiamo segnalato alla centrale operativa della Polizia Locale, ricevendo indicazioni sulla procedura da seguire che sarà nostra cura attivare.
I primi di noi erano già lì alle 7:30 e via via il gruppo si è infoltito fino a che alle 10:30 era tutto pulito, i rifiuti rimossi, e soddisfatti ce ne siamo tornati ognuno alle nostre case per fare le commissioni che ognuno di noi svolge nel sabato.
Niente di speciale, solo volontà e collaborazione da parte di ciascuno per far sì che intorno a noi il verde torni a splendere, perché noi non abbiamo nessun altro colore.
Adesso il compito passa ai residenti di Via Frassati: starà a loro custodire quest’area in cui si affacciano dalle finestre di casa, che impegnano ogni giorno per andare a prendere la macchina insieme ai loro bambini quando li portano a scuola, in palestra, alle feste.
Abbiatene cura amici, tenete gli occhi aperti contro quelle persone a cui non interessa nulla, le stesse che, magari, sbraitano in modo inappropriato sui social di nascosto, come fanno di notte quando vengono a “regalarvi” i loro resti

Una bolgia infernale chiamata Parco Falcone

S. Maria delle Mole    (commenti:8) (1.241)
Antonio Calcagni

 
Visitare oggi il parco Falcone per chi come me, come per le centinaia di volontari che in questi ultimi 3 decenni, si sono succeduti nella sua cura, è veramente uno straziante tonfo al cuore.
 
Quello che oggi si para davanti al visitatore, è infatti un paesaggio a dir poco spettrale e desolante.
 
Giochi distrutti, panchine divelte, abbandono indiscriminato di rifiuti, bacheche distrutte, pareti dei locali servizi, completamente ricoperte di scritte, a dir poco oscene, campo di basket di cui è rimasto solo un lontano ricordo, stessa cosa dicasi per il campo di pallavolo, area gazebo ridotta a bivacco ecc. ecc.
 
Ultimamente poi il parco è diventata la meta preferita dove abbandonare ingombranti, tipo divani, materassi ecc. ecc.
 
E così alle famiglie con bambini che potevano viverlo spensierate senza alcun pericolo, godendosi tutti i servizi che offriva, compreso un paesaggio da mozzafiato della campagna Romana, si sono progressivamente sostituiti gruppi di vandali, il cui unico obiettivo sembra essere quello di distruggere tutto quello che li circonda.
 
Il tutto nel completo disinteresse dell’amministrazione comunale che, non solo non riesce a monitorare quello che succede li dentro, avvalendosi dell’opera della polizia locale, ma anche di Carabinieri e Polizia, e con l’ausilio delle telecamere di sorveglianza, utilizzate in tutto il mondo terracqueo, ma che in questo Comune sembra siano bandite, perché evocano lo spettro del “Grande Fratello”.
 
Su questo tema è bene ricordare una volta per tutte che, chi si comporta secondo i canoni del buon vivere civile, non ha nulla da nascondere, e quindi da temere.
 
Questo lento ma inesorabile degrado inizia nell’anno 2020, quando, dopo circa 29 anni di onorata attività, l’Associazione “Progetto Uomo-Ambiente”, ormai, esausta di risorse economiche e di forza lavoro, getta la spugna, e riconsegna, al legittimo proprietario, ovvero Il Comune, la gestione del parco.
 
Una scelta, vissuta con profondo dolore, dai soci dell’associazione, ma ormai non più procastinabile.
 
Con questo si chiude un’esperienza trentennale che ha visto il Nostro parco assurgere all’attenzione nazionale quando, attraverso un sondaggio, i circa 1.000 ragazzi delle scuole, decisero di dedicarlo alla memoria del magistrato appena ucciso dalla mafia.
 
Una notizia che non passò inosservata nemmeno alla sorella del magistrato, Maria che, sorpresa ed emozionata dalle modalità della scelta, decise di far visita al parco e di incontrare i ragazzi che con la loro sensibilità, e per primi in Italia, avevano scelto di ricordare il fratello.
 
Ancor oggi la stele, commemorativa, almeno quella, posta all’ingresso con la scritta,  “aveva negli occhi la bontà”, frase scelta tra le tantissime lasciate dai ragazzi che avevano partecipato al sondaggio, ricorda la figura del magistrato.
 
Da allora in poi, la storia del Nostro parco è costellata di una miriade di eventi che hanno coinvolto migliaia di ragazzi e non, che lo hanno portato, per moltissimi anni, ad essere il fiore all’occhiello dei parchi dell’area, ed intorno a cui, si sono formate e sviluppate intere generazioni.
 
Un parco quindi con una siffatta storia che, per lo stato in cui versa, non merita più il nome che porta, e che disonora anche la memoria delle tantissime persone, ormai scomparse, che hanno contribuito al suo sviluppo e che per questo, rimarranno sempre nel nostro cuore.
 
A tutto ciò un’amministrazione attenta dovrebbe porre urgente rimedio investendo le sacrosante e necessarie risorse economiche.
 
E non basta certo a risollevare le sue sorti, il progetto che prevede la realizzazione, presso un’area interna al parco, mai presa in carico dal Comune, nonostante siano passati ormai più di 15 anni, di una zona dedicata allo “sgambamento cani”, un’opera che a mio modesto parere presenta anche molte controindicazioni.
 
Una proposta che ha però almeno il pregio di smuovere le acque stagnanti di questo immobilismo che, fino ad ora ha contraddistinto  questa amministrazione.
 
 
 

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2ª Giornata Ecologica per Santa Maria delle Mole

Volontari Decoro Urbano (753)
Gianni Botta

 
 
Sabato 3 febbraio, ore 08:00, in Via Piergiorgio Frassati
 
Anche nel corso di questa settimana il nostro Gruppo Volontari del Decoro Urbano ha fatto la propria parte sul territorio di Santa Maria, intervenendo ripetutamente presso il parcheggio di Via Mameli e in quello alle spalle del Bar Incontro, quest’ultimo ridotto in condizioni pietose.
 
Sacchi e sacchi di rifiuti asportati da parte dei “vostri” amici che sono andati avanti con la loro opera grazie all’aiuto di qualche cittadino volenteroso e… superando gli “ostacoli” creati da qualcun altro.
 
Ragion per cui invitiamo tutti coloro che, come noi, vogliono la bellezza di tutto il nostro territorio, a partecipare Sabato prossimo, 3 febbraio, alle ore 08:00 presso il parcheggio di Via Frassati muniti di guanti (fondamentali) e, se disponibili, rastrello, secchio, pala per fare un “assaggio” di giornata ecologica, al quale, sappiate, ne seguiranno altre, secondo il calendario che sarà nostra cura pubblicare, non appena avremo coordinato tutti gli adempimenti.
 
Partecipiamo numerosi!!!

Il Parco di Palaverta: s'ha da fare o no?

Frattocchie (248)
Eleonora Persichetti

Da tempo gli abitanti di Palaverta attendono la realizzazione del Parco in Piazza XXI ottobre, tra la Nettunense e Frattocchie. Allo stato attuale, come si evince anche dalle foto che pubblichiamo, l'antica strada in basolato che portava al Teatro e al Circo dell'Antica Bovillae “riversa in uno stato vergognoso”, commenta Mauro Abate, Presidente della Sezione di Marino di Italia Nostra. Al posto del Parco c’è “un ettaro e mezzo circa abbandonato, pieno di calcinacci, rifiuti e arbusti incolti, in cui è pericoloso avventurarsi”, continua Abate.
 
Sarebbe importante avere questo Parco considerando che l’area di Palaverta è tutta cementificata. Il Presidente Abate ci ha spiegato cosa è successo e cosa accadrà nei prossimi giorni. L’incarico di realizzazione del Parco è stato dato alla Progedil, la ditta che ha costruito anche gli appartamenti a S. Maria delle Mole, dietro via Maroncelli. Le erano state date delle concessioni edilizie e come onere accessorio avrebbe dovuto realizzare il Parco a Palaverta. I fatti che si sono susseguiti poi, ovvero costruzioni fermate dalla Giunta 5 Stelle, il ricorso della Progedil, ecc., sono noti a tutti, la conclusione è che, ad oggi, il Parco non c’è. 
 
La Sezione di Marino di Italia Nostra si era recata dal Sindaco a settembre 2022 per sollecitare la questione del Parco e poi lo ha incontrato nuovamente pochi giorni fa. La Progedil aveva bisogno di un archeologo per procedere ai lavori, ora, a quanto pare, l’avrebbe trovato. “Il Sindaco ci ha detto che se la ditta non inizia i lavori del Parco entro 15/20 giorni, interromperà la concessione per le Palazzine a S. Maria delle Mole”, ha spiegato Abate. Questa storia dura ormai da anni, ma dovremmo essere in dirittura d’arrivo. Il Parco/Piazza avrebbe aree attrezzate con giochi per bambini, per i cani, per le associazioni. 
 
La costruzione delle Palazzine andrà, quindi, di pari passo, con quella del Parco.
 
”La realizzazione di un parco o di una piazza nel grande terreno in oggetto è centrale nella vita sociale di Frattocchie e in particolare del quartiere Palaverta. Ed è anche di grande importanza per la conservazione del bene culturale e archeologico che ivi si trova, un'antica strada romana, col suo basolato originale, che portava all'antico Circo e Teatro di Bovillae. La realizzazione dell'opera è un onere concessorio, cioè che va realizzato dalla ditta edile per l'ottenimento di licenze edili.  Viene disattesa dalla ditta edile da diversi anni, prima per divergenze sulla concessione o revoca dei permessi a costruire di palazzine a Santa Maria delle Mole, e - una volta che le divergenze sono comunque state superate - la ditta ha impiegato più di un anno, secondo quanto riferisce, solo per trovare un archeologo che sovrintenda i lavori. Trattandosi di un onere concessorio, i lavori vanno fatti e terminati, altrimenti occorrerà richiedere che vengano presi tutti i necessari provvedimenti di legge”, conclude Mauro Abate. 
 
 
 
 
 

Si delinea il destino dell'Abbazia dei Trappisti

Frattocchie    (commenti:1) (1.157)
Eleonora Persichetti

 
Finalmente arriva l’epilogo della vicenda che ha visto al centro il destino dell’amatissima Abbazia dei Frati Trappisti. Noi della Redazione abbiamo incontrato il Presidente della Sezione di Marino di Italia Nostra, Mauro Abate, il quale ci ha spiegato nel dettaglio cosa è successo e cosa accadrà nei prossimi giorni.
 
Da lui abbiamo appreso che la trattativa per la vendita dell’Abbazia sta proseguendo e il compromesso è già stato firmato. Gli acquirenti si sono dimostrati rispettosi delle strutture esistenti e di tutti i vincoli vigenti. Hanno dichiarato che non aggiungeranno neanche un metro cubo in più.
Fondamentalemente, utilizzeranno quello che già c’è per produrre e vendere gli stessi prodotti che venivano commercializzati quando c’erano i Frati Trappisti.
Vogliono dare in affitto i terreni con le vigne e implementare la produzione dell’olio secondo i loro standard.
Inoltre, realizzeranno il Museo della Cioccolata e delle tradizioni artigianali. Di conseguenza, aumenterà il turismo nella zona e ci sarà tutto un indotto grazie a queste novità. Saranno assunte nuove persone per lavorare e tutte le attività circostanti ne trarranno beneficio.
 
La Chiesa di Maria del Santissimo Sacramento dei Padri Trappisti e i suoi locali annessi verranno lasciati alla diocesi di Albano, che officerà regolarmente messe, battesimi, cresime, matrimoni, divenendo un centro importante per la spiritualità e per la vita sociale della collettività dei marinesi.
 
”Noi siamo soddisfatti e ottimisti per i futuri sviluppi di questa situazione” – afferma Mauro Abate.
 
 
 
 

Canone Rai 2024: quanto, come e quando pagarlo e requisiti per l’esenzione

Nazionali (417)
Domenico Brancato

 
L’Agenzia delle Entrate comunica che, secondo l’articolo 1, comma 19 della legge 30 dicembre 2023, n.213, l’importo del Canone di abbonamento alla televisione per uso privato, per il corrente anno, è stato ridotto a 70 (anziché 90) euro l’anno. Ed inoltre, con la risoluzione n. 1/E del 05/01/2024, esplicita gli importi e le modalità di pagamento, relativi alle varie casistiche che possono presentarsi dopo le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio, come di seguito indicato:
  • non cambia nulla, per coloro che hanno il canone RAI addebitato direttamente nella bolletta della luce e per i pensionati che hanno deciso di farsi trattenere il canone dall’assegno previdenziale. In quanto l’importo di euro 5,90 mensile sarà addebitato, da gennaio a ottobre, nella fattura energetica a cura del fornitore e dall’IMPS o dall’Ente incaricato alla corresponsione dell’Assegno. Stessa modalità vale per i residenti in immobili in affitto, titolari di contratto per fornitura elettrica, che utilizzano un apparecchio televisivo, anche se, come per gli affitti ammobiliati, appartenente al proprietario dell’appartamento;
  • tramite il modello F24, con codice tributo 7VRI, nel caso nessun componente del nucleo famigliare, tenuto al versamento del canone, sia titolare di contratto elettrico di tipo domestico residenziale. Pagamento da effettuarsi: entro il 31 gennaio (annuale); il 30 aprile e il 31 luglio (semestrale); e il 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre (trimestrale), rispettivamente per un importo di euro 70 - 35,73 e 18,62;
  • ancora con modello F24 da utilizzare per il pagamento all’Agenzia delle Entrate, da coloro che fruiscono della fornitura elettrica proveniente da reti non interconnesse con quella di trasmissione nazionale (comprese nell’elenco allegato al decreto del 13 maggio 2016, n.94). Oppure dall’inquilino che, disponendo di un apparecchio televisivo, non abbia effettuato la voltura dell’utenza elettrica;
  • mediante bonifico, in euro, in favore del bilancio dello Stato utilizzando, per il rinnovo dell’Abbonamento e per i nuovi Abbonamenti, le seguenti coordinate: Codice IBAN IT95O076010100000000003103 – Codice BIC BPPIITRRXXX e IT16Z07601010000000000 – Codice BIC BPPIITRRXXX, ed inserendo, in entrambi i casi, il Codice fiscale del contribuente, il Codice Tributo (TVRI in caso di rinnovo e TVNA per nuovo abbonamento); e l’anno di riferimento. Nel caso di cittadini non residenti in Italia, detentori di un apparecchio televisivo in abitazione a loro disposizione in Italia, e non titolari di un conto aperto presso Poste Italiane, o presso una filiale di una banca con sede in Italia;
Dall’ esenzione del pagamento del canone, invece, possono beneficiare, previa presentazione all’Agenzia delle Entrate (Collegandosi al sito e seguendo le indicazioni, tramite CAF in forma telematica, o con raccomandata senza busta al Sat – c.p. 22 Torino ) della sottoscrizione di Dichiarazione Sostitutiva e la copia di un documento di riconoscimento in corso di validità, i cittadini che dispongono di uno dei seguenti requisiti:
  1. detenzione di un’utenza elettrica ma nessun televisore o computer (PC) in casa;
  2. far parte di una famiglia che già paga il canone in un’altra abitazione, come: gli studenti fuori sede e i lavoratori che risiedono in altra città rispetto alla propria residenza anagrafica o che possiedono una seconda casa. Poiché pagano già il canone relativo all’abitazione principale;
  3. aver compiuto 75 anni, con reddito proprio e del coniuge entro gli 8.000 euro e senza conviventi con reddito;
  4. essere diplomatici e militari stranieri;
  5. essere militari o personale civile della NATO;
  6. essere funzionari o impiegati di Consolati e Organizzazioni internazionali.
Mentre per disdire il pagamento del canone, occorre presentare, seguendo le modalità d’inoltro di cui sopra, la Dichiarazione Sostitutiva per non detenzione dell’apparecchio televisivo.
Tenendo presente che il canone va pagato anche se si utilizza il televisore solo per guardare una serie Netflix (servizio che offre una varietà di serie TV, film, documentari, ecc. su una vasta gamma di dispositivi), contenuti su piattaforme (vedi You Tube) collegate all’apparecchio, o ricevere programmi in streaming. In quanto trattasi di un’imposta sul possesso del televisore e non sulla visione o meno dei programmi.
 
In considerazione poi della disputa sulla legittimità del canone e sulla qualità del servizio fornito dalla RAI, si ritiene non incoerente con l’argomento in esame, far seguire, a titolo di confronto con l’opinione dei lettori, alcune personali constatazioni, riflessioni e ipotesi migliorative in proposito.
 
Come è noto, con il pagamento del canone tramite il bollettino della luce elettrica è diminuita l’evasione e aumentato il gettito, anche se gli incassi aggiuntivi (per un totale di 110 milioni di euro) non sono stati utilizzati dalla RAI, ma assegnati su un fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione (televisioni e radio locali e redazioni di periodici e giornali (vedi: Dolomiten, Famiglia Cristiana, Avvenire, Manifesto, Secolo d’Italia, Italia Oggi, Libero e il Foglio).
 
La RAI però, in compenso, oltre al canone fruisce, come le emittenti Mediaset esenti da canone, di cospicui introiti derivanti dalla pubblicità.
 
Pubblicità che secondo il Testo Unico per la Radiotelevisione può raggiungere il 12%, più il 2% di possibile sforamento, della programmazione oraria per la concessionaria pubblica.
 
Per cui, tenendo conto che: - il costo di uno spot di 15 e 30 secondi replicato per 2 settimane si aggira su 100 e 250 mila euro; - il tempo occupato dalla pubblicità risulta essere del 5, 8 e 10%, rispettivamente, per Rai Tre, Rai Due e Rai Uno; - uno spazio pubblicitario di 30 secondi, secondo Fanpage.it ( Giornale online indipendente, sociale e partecipativo), trasmesso nel corso delle trasmissioni: “Ballando con le stelle”; prima o dopo ”Tg 1” delle 20; “Porta a Porta” (su RAI 1); in prima serata e “Domenica Sportiva (su Rai 2); e in “Che tempo che Fa” e “Ballaro’ (su Rai 3), ad uno sponsor costa rispettivamente: 92, 62-83, 15; 43- 55 e 30; e 62-72 mila euro; - e che la riduzione del canone Rai comporterà una perdita di 440 milioni di euro, dei quali lo Stato ne compenserà 420 con fondi aggiuntivi pagati con le tasse dei contribuenti. Ne consegue, che riducendosi la perdita reale a soli 20 mila euro, ampiamente ricuperabile dalla tipologia dei descritti consistenti proventi, si può facilmente dedurre che la decurtazione del canone non costituisce un insanabile sottrazione.
 
Pubblicità che, per contro, unitamente ai ripetitivi spazi occupati dalla comunicazione persuasiva (propaganda) e agli annunci frequentemente trasmessi molto in anticipo, rispetto l’avvio dei nuovi programmi (vedi Festival di Sanremo, Ballando con le Stelle, L’Anno che verrà, ecc.), contribuisce a produrre l’esasperante frammentazione del contenuto di ogni tipologia di trasmissione.
 
Il che, nei lettori contemporanei del famoso programma ventennale ( dal 3 febbraio 1957 al 1 gennaio del 1977) di pubblicità “Carosello”, susciterà non poca nostalgia.
 
Poiché, visto che negli anni ’50 vigeva una quanto mai opportuna legge che impediva alla RAI di inserire degli sponsor o di pubblicizzare dei prodotti nel corso dei programmi, i dirigenti dell’Azienda dell’epoca, aggiravano l’ostacolo stabilendo che le pubblicità potevano andare in onda solo una volta al giorno, dalle ore 20.50 alle 21.00, con 4 e successivamente 6 spot trasmessi consecutivamente, sotto forma di spettacolo televisivo filmato o animato, della durata totale di 1 minuto e 45 secondi. Dei quali solo gli ultimi 30 secondi potevano essere dedicati alla citazione del prodotto e dello sponsor di turno.
 
Soluzione che veniva accolta con entusiasmo da parecchie Aziende italiane che provvedevano a commissionare altrettanti spot (breve programma pubblicitario) che, in breve, grazie alla partecipazione dei nomi più in voga della cultura e dello spettacolo, divennero vere e proprie piccole opere d’arte. Le quali, ogni sera, milioni di famiglie, per godersele, si riunivano davanti al televisore. Tant’è che molti protagonisti pupazzi e cartoni animati (come: Jo Condor, il pennuto di casa Ferrero); Calimero il pulcino nero ,testimonial del detersivo Ava); Carmencita e Caballero , per la Lavazza); e Topo Gigio, per i pavesini), sono passati alla storia.
 
Ovviamente, oggi un contenitore di 10 minuti giornaliero sarebbe insufficiente per comprendere l’attuale smodato affollamento di pubblicità.
 
Condizione che, nonostante le innegabili difficoltà, volendo, non dovrebbe impedire, magari ripartendo maggiore spazi nei palinsesti delle varie Reti, la possibilità, di escogitare, come allora, una metodologia di trasmissione della pubblicità in maniera autonoma, distintiva e, soprattutto, più confacente alle preferenze ed esigenze degli “indispensabili” utenti/telespettatori.
 
Impostazione che, oltre ad evitare di sminuire l’apprezzamento dei programmi, consentirebbe: - di depurarli dalle perentorie deleterie interruzioni che, suscitando un’ovvia insofferenza, inducono spesso i telespettatore ad abbandonare la visione; - di fornire all’utenza precise indicazioni su dove e quando seguire le offerte del genere di prodotti e servizi di loro interesse; - e di assicurare ai produttori e agli sponsor una più agevole ed elevata possibilità di riscontro delle loro proposte commerciali.
 

A proposito di Volontari Decoro Urbano

Volontari Decoro Urbano    (commenti:17) (477)
Antonio Calcagni

 
Da qualche anno nella nostra Città si sta diffondendo, con sempre più forza, la consapevolezza che il decoro urbano è un obiettivo, a cui tutte le persone civili, dovrebbero contribuire concretamente al suo raggiungimento.
 
Infatti è proprio questo lo spirito che anima i nostri volontari, ovvero quello di contribuire attivamente a realizzare un ambiente del vivere comune, pulito e ordinato.
 
Questo attivismo civico non deve però essere interpretato, come volontà di sostituirsi alle Istituzioni preposte, che su questo campo rimangono responsabili delle loro inattività, ma essere da stimolo affinche facciano il proprio dovere.
 
Un attivismo civico che deve anche essere di monito per quel sparuto gruppo di trogloditi che ancora continuano a vivere con una mentalità da cavernicoli, ma che deve essere anche di esempio per tutti coloro che, pur attenendosi alle regole del vivere sociale, ritengono che il decoro urbano sia un problema che non li riguarda direttamente.
 
Su queste basi e sulla scia del singolo, è nata e si è sviluppata, una schiera sempre più numerosa di volontari, che, stanchi di subire passivamente i comportamenti di, coloro che ritengono l’igiene e la cura in cui si vive, debba essere solo ed esclusivamente riservata alla propria sfera famigliare, hanno deciso di rimboccarsi le maniche.
 
E così pian piano si è sviluppato il gruppo dei Volontari Decoro Urbano di Santa Maria delle Mole confluito nell’ambito del Comitato di Quartiere, a cui ha fatto seguito la creazione di un gruppo di amici, altrettanto agguerriti, che hanno dato vita al gruppo di Volontari Decoro Urbano di Cava dei Selci.
 
Un gruppo quello di Santa Maria,  che ha iniziato ad operare già dal 2019 su via della Falcognana, precipitata nell’incuria, fino a diventare una discarica a cielo aperto, riuscendo, dopo un laborioso lavoro, a riportarla alla normalità,  passando poi al recupero di via Capanne di Marino, fino alla rotatoria con l’Appia Nuova, ed al parcheggio di via Mameli, senza dimenticare gli interventi sulla piazza dell’Eurospin e sull’adiacente via Prati.
 
Ma quali invece sono i motivi che fanno scattare il meccanismo dell’abbandono indiscriminato di rifiuti?
 
Uno dei motivi scatenanti, ma ovviamente non il solo, è quello dell’istituzione del servizio di raccolta "porta a porta".
 
Un servizio avviato finalmente, ma solo alcuni anni fa, anche dal nostro Comune.
 
Un passaggio di prospettiva epocale, perché si è passati, da un servizio dove nessuno era responsabile di quello che smaltiva, a quello dove la responsabilità di quanto differito, diventava personale.
 
Infatti in questo modo si è delinea chiaramente la linea di demarcazione tra chi è in regola con la tassa sui rifiuti, e può quindi usufruire del servizio di raccolta, e chi invece non essendo in regola è impossibilitato a servirsene.
 
A questo punto, per coloro che sono in difetto, parte la corsa allo smaltimento a pioggia, con i risultati che ormai sono sotto gli occhi di tutti.
 
Ovviamente non è solo questa la motivazione che spinge a comportamenti poco consoni al vivere civile .
 
Infatti a questa prima categoria si aggiunge quella di coloro che, a prescindere dall’essere in regola con la tassa, dell’abbandono dei rifiuti ne hanno fatto “uno stile di vita”.
 
Per finire ci sono le cosiddette società edili che lavorano in nero, e che quindi proprio per questo non possono conferire in discarica i materiali di risulta del proprio lavoro.
 
Per provare a porre fine a tutto ciò, l’Amministrazione comunale, a nostro modesto parere dovrebbe:
  • Effettuare un censimento a tappeto su tutti coloro che sarebbero tenuti a pagare la TARI;
  • Provvedere a tenere quotidianamente pulite tutte le aree pubbliche, un’attività che scoraggia i comportamenti poco consoni;
  • Installare un sufficiente numero di cestini;
  • Realizzare l’isola ecologica delle ex circoscrizioni II e III;
  • Controllare costantemente il territorio, anche con l’ausilio delle fototrappole;
  • Ripristinare l’Istituto degli Ispettori Ambientali;
  • Applicare puntualmente, e senza sconti nei confronti dei trasgressori, le sanzioni previste che è bene ricordare dallo scorso ottobre, in alcuni casi prevedendo addirittura il penale.
 
Ma siamo certi che l’attuale Amministrazione abbia la volontà di fare tutto ciò?
 
I segnali inviati fino ad ora non sono certo confortanti e non inducono all’ottimismo.
 
Cominciando con l’isola ecologica, una promessa elettorale tanto declamata quanto ben presto dimenticata, un'opera che avrebbe servito un bacino di quasi 30.000 abitanti.
 
Passando alla mancanza di risorse poste in bilancio per l’installazione delle foto trappole, volontà politica supportata dall’illuminante pensiero per cui, i cittadini non vogliono vivere in una sorte di grande Fratello.
 
E poi ancora la mancata reintroduzione dell’Istituto degli ispettori ambientali che, vista la cronica carenza di Vigili Urbani, potrebbero essere molto utili;
 
Concludo quindi sperando che questa amministrazione avvii al più presto una seria politica di contrasto a questo fenomeno senza preoccuparsi di diventare impopolare a qualche sparuto gruppo.

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Previsioni sull’aumento delle pensioni nel 2024

Focus (335)
Domenico Brancato

 
 
Il Ministero delle Finanze ha previsto che nel 2024 l’indice di perequazione automatica su cui calcolare la rivalutazione delle pensioni, molto probabilmente,  sarà del 5,4%, e che tale indice verrà applicato al 100 per cento per gli assegni fino a 4 volte il trattamento minimo di euro 567,94.
 
Conseguentemente,  a partire da gennaio 2024, si presume che le fasce di pensione si rivaluteranno come di seguito indicato:
  • fino a 4 volte il minimo (euro 2.271,56), indicizzazione 100%,   pari a 5,4%;
  • da oltre 4 a 5 volte il minimo ( da euro  2.271,56 a 2.839,7), indicizzazione  85%, pari a 4,59%;
  • da oltre  5  a 6 volte il minimo (da euro 2.839,7 a 3.407,64), indicizzazione  53%, pari a 2,86%;
  • da oltre 6 a 8 volte il minimo (da euro 3.407,64 a 4.543,52), indicizzazione 47%, pari  a 2,54%;
  • da oltre 8 a 10 volte il minimo (euro 5.679,4), indicizzazione del 37%, pari a 2,00%;
  • oltre 10 volte il minimo (maggiore di euro 5.679,4), indicizzazione del 22%, pari a 1,19%.
Pertanto l’importo lordo massimo dell’aumento e delle rispettive fasce di pensione, dovrebbe trovare riscontro in:
  • euro 567,94 x 0,0540 = euro 30,67 + 567,94 0= euro 598,61;
  • da euro 2.271,56 fino euro 2.839,70 x 0,0459 = euro 130,34 + 2.839,70 = 2970,04;
  • da oltre 2.839,70 fino ad un massimo di  euro 3.407,64 x 0,0286 = euro 97,46+ 3.407,64 = 3505,10;
  • da oltre 3.407,64 fino ad un massimo di  euro 4.543,52 x 0,0254 = euro 115,41 + 4.543,52 = 4.658,93;
  • da oltre 4.543,52 fino ad un massimo di  euro 5.679,40  x 0,0200 = euro 113,58 + 5679,40 = 5.792,98;
  • da euro 5.680,00 x 0,0119 = euro  67,59 + 5680,00 = 5747,59.
Ovviamente,  per ottenere l’entità dell’incremento e del nuovo importo lordo  della propria pensione,  occorre moltiplicare l’attuale importo per la indicizzazione della fascia di appartenenza, come per gli  esempi  di seguito riportati:
  • 2.000 sarà  2000 x 0,0540 = 108,00 + 2.000 =  euro 2.108,00
  • 2.500 sarà  2.500 x 0,0459 = 114,75 + 2.500 = euro 2.615,00
  • 3.000 sarà 3.000 x 0,0286 = 85,80 + 3000 = euro 3.086,00;
  • 3.500 sarà 3.500 x 0,0254 = 88,90 + 3.500 = euro  3.589,00
  • 4.000 sarà 4.000 x 0,0 254 = 101,60 +4.000 = euro 4.102,00;  
  • 5.000 sarà 5.000 x 0,0200 = 100+ 5.000 = euro 5.100,00;
  • 6.000 sarà 6.000 x 0,0119 = euro 71,40 + 6.000 = euro 6.071,00 ;  e cos’ via.
Per quanto concerne poi  l’Assegno Sociale (Prestazione erogata a domanda, rivolta alle persone in condizione economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge), il cui importo attuale è di euro 503,27 e che con la rivalutazione definitiva per il 2023 salirà a 507,02, nel 2024 dovrebbe arrivare a euro 534,40.
 
Incrementi, più o meno  dell’ordine di un centinaio di euro, finalizzati a compensare il minore valore di acquisto delle pensioni,  imputabile   all’inflazione. (dovuta essenzialmente alla crescita dei prezzi conseguente l’improvviso aumento  della domanda dopo due anni di lockdows,   alla crisi di approvvigionamento energetico e delle materie prime alimentari causati dalla guerra in Ucraina, nonché all’annessa deprecabile  speculazione .). Incrementi che però, in realtà, rimangono  molto al disotto del necessario,  per annullare  gli effetti inflazionistici. Il che si traduce in una sensibile perdita dello stesso valore di acquisto, specie delle pensioni medio-basse.
 
Pertanto c’è d’augurarsi che, come si deduce dall’andamento recentemente  rilevato dell’ISTAT, l’inflazione decresca rapidamente e che un effettivo, più equo,  aumento delle pensioni, in futuro,  possa essere determinato, principalmente, dall’aumento  dei punti di decontribuzione (riduzione dell’importo dei contributi previdenziali ed assistenziali).
 
Considerato che attualmente  l’ammontare  netto delle pensioni  risulta essere  decurtato di circa il  30%,  rispetto l’importo lordo.

Parco Ruggero Lupini, un'esagerata illuminazione, tanto inutile quanto dannosa

Focus    (commenti:2) (848)
Domenico Brancato

 
In occasione delle tradizionali manifestazioni per la Festa Patronale di Santa Maria delle Mole 2023, l’illuminazione del Parco veniva integrata con una estesa splendente luminaria, tale da illuminare a giorno l’intera area (Foto n. 1).
Tipologia di integrazione che, come normalmente avviene, doveva essere rimossa a conclusione dell’evento.  
In quanto, la permanenza oltre a comportare un inutile spreco di energia, che specie  in un momento in cui si raccomanda  agli utenti di adottare comportamenti improntati al risparmio, come soluzione più certa ed immediata per abbassare gli esosi  importi delle bollette, costituisce  un controsenso ed una manifestazione di abbandono  in cui versa il Parco (che, data la limitata superficie, sarebbe meglio definire “Spazio verde di Quartiere”). Come testimonia il fin’oggi, ad oltre due mesi dall’installazione, non osservato, inutile e, per le possibili derivanti conseguenze di seguito descritte, non innocuo supplemento di illuminazione notturna.
Abbandono (contrariamente agli orientamenti del “Comitato per lo sviluppo del verde pubblico” istituito dalla legge del 14 gennaio 2013 n.10) percettibile anche:  
 
  • dalla protratta incuria (in particolare, mancate periodiche  irrigazioni, che in una estate  dal caldo torrido  sarebbero state necessarie per  assicurare la sopravvivenza  del prato e delle essenze erbacee ornamentali);
  • dall’omissione di pratiche manutentive (quali interventi per il mantenimento dell’efficienza dell’impianto di irrigazione automatico);
  • e dalla assoluta mancanza della funzione di  controllo di una fruizione trasgressiva (certamente agevolata dall’assenza di segnali dissuasivi), dell’osservanza  delle norme previste da qualsivoglia Regolamento gestionale, da parte di gran parte dei numerosi  abituali frequentatori.
 
Condizioni che purtroppo  annullano, in gran parte, la finalità  di una realtà creata con l’intento di:
  • costituire uno spazio ecologico volto  a mitigare gli effetti prodotti dalla esuberante edificazione urbana e un ambiente idoneo a rendere più vivibili alcuni momenti di quotidianità della comunità;
  • e promuovere la condizione morale dell’utenza, attraverso la socializzazione, l’inclusine, la distensione, i benefici derivanti dal contatto con la natura  e le attività ludico-cultural-ricreative.  
 
Finalità, delle quali nel Parco Lupini trova riscontro, quasi esclusivamente, l’esecuzione delle attività ludico-richeative esercitate da ragazzi  e ragazze in maniera  alquanto istintiva. Poiché caratterizzate dall’uso improprio della dotazione dell’area giochi per Bambini e soprattutto delle aree  destinate a prato,  per il  continuo calpestio, in bicicletta e a piedi, specie in occasione di frequenti concitate  partite di calcio. E contraddistinte da ininterrotti intensi  strepitii per tutti i pomeriggi  (a meno che le condizioni meteorologiche lo impediscano) fino a sera, ed a volte anche a notte inoltrata (dato che, da tempo,  l’ingresso al Parco  avviene senza limiti di orario).
Tutto ciò,  in barba a quanto stabilito dai Regolamenti di Polizia Urbana e  per la gestione dei Parchi e delle aree a verde pubblico.  Regolamenti che prevedono, in particolare, il divieto di:
  • accedervi con biciclette o veicoli in genere, ad eccezione di automobiline a pedale e tricicli per bambini;
  • calpestare, a chiunque,  le aiuole e danneggiare i tappeti erbosi;  
  • gioco del pallone  e simili, salvo che nelle aree all’uopo predisposte; usare le attrezzature per i giochi destinati ai bambini;
  • gettare  o abbandonare a terra e nelle fontane rifiuti di ogni genere;
  • e produrre rumori, schiamazzi, grida e comunque svolgere  attività che possano disturbare la quiete pubblica.
 
Divieto, quest’ultimo, che, data la particolare ubicazione del Parco distanziata, lungo tutto il perimetro, soltanto dall’ampiezza delle interposte strade  con le abitazioni, trova maggior motivo di osservanza,  in quanto l’area rientra in Classe acustica I.  Classe che prevede  un valore limite di emissione sonora diurna e notturna, rispettivamente di 45 e 35  Decibel (Unità di misura adoperata per  il rilevamento del livello dei suoni), corrispondenti al livello sonoro prodotto da una voce parlata o di una pacata conversazione domestica. Mentre la voce di una persona che ha  un tono  più alto e di un bambino che urla,  equivalgono già  al rumore ampiamente oltre i limiti consentiti di 70 e 80  Decibel (Db).
Complesso di condizioni dalle quali si può dedurre che  quella che doveva essere una preziosa oasi naturale e sede di evasione dal frastuono cittadino, attualmente risulta essere tutt’altro che espressione di amenità, luogo di quiete e fonte di benessere psico-fisico.
Per quanto concerne poi il menzionato assurdo eccesso di illuminazione, esso purtroppo costituisce un non trascurabile inquinamento luminoso, in netta  contraddizione con  l’intrapreso orientamento  da numerose Regioni italiane, rivolto ad adottare provvedimenti mirati a:
  • schermare gli apparecchi per illuminazione da esterni,  in modo da indirizzare il flusso luminoso totalmente a terra;
  • limitare l’illuminazione soltanto per il tempo necessario;
  • contenere al minimo indispensabile i livelli di intensità luminosa;
  • spegnere le luci quando non ci sono utilizzatori a trarre vantaggio.
 
Provvedimenti  sollecitati dalla consapevolezza  che tutte le specie viventi sono influenzate dall’alternanza del giorno e della notte. Tant’è   che l’assenza di notti buie e la presenza di una eccessiva illuminazione artificiale notturna possono sconvolgere in modo violento il ritmo sonno-veglia (ritmo circadiano) degli esseri interessati.
Sconvolgimento  sul  quale,   negli ultimi anni,  ricercatori di tutto il mondo hanno condotto studi relativi ai  danni prodotti sugli ecosistemi in cui vivono e si riproducono le varie forme di vita. Danni descritti in una pubblicazione del 2009 dal  giornalista e ricercatore Ron Chepesiuk, nella quale riporta l’esito di numerose autorevoli  indagini che mettono in guardia dall’uso eccessivo e inadeguato dell’illuminazione artificiale notturna.
Possibili conseguenze, delle quali si ritiene utile specificare quelle  più significative, inerenti:
  • l’uomo,  al quale possono causare  turbamento del ritmo sonno-veglia (dovuto ad una maggiore quantità di fotoni o particelle di luce che colpiscono la retina dell’occhio),  a sua volta causa di ulteriori disturbi , come depressione e stress psico-fisico. Inoltre l’illuminazione notturna con lampade alogene e a LED con emissione di luce fredda o bianca (come rilevato dall’epidemiologo Richard Stevens dell’Università del Connecticut) inibisce la produzione di melatonina naturale: ormone che ha dimostrato effetti oncostatici per alcuni tipi di cancro, nei confronti dei quali, la sua assenza o diminuzione nel sangue di notte,  può comportare un accelerazione dello sviluppo.
  •  gli insetti, perché,  essendo attratti dalla luce, vanno incontro alla morte,  in seguito all’impatto con le calde superfici delle lampade. Il che potrebbe sembrare un utile contributo per diminuire i fastidi che alcuni di essi arrecano all’uomo. Sennonché,  è  scientificamente provato che la loro minore presenza comporta un significativo  deficit nella catena alimentare (Insieme delle relazioni alimentari esistenti fra gli organismi  produttori e consumatori di un ecosistema) e nell’impollinazione di piante selvatiche e coltivate;
  • le Falene o farfalle notturne (Foto n.2), dato che subiscono un notevole effetto da parte delle luci artificiali, in quanto impostano la loro rotta migratoria basandosi sulla luna o su stelle particolarmente luminose. Per cui, singole sorgenti luminose o concentrazioni di luci artificiali di agglomerati urbani, competendo con quelle naturali, li attraggono disorientandole e provocando  la demolizione dello sciame migratorio. Nonché la decimazione dei componenti,  dovuta alla loro incompatibilità con gli ambienti in cui si vengono a trovare. E poiché le Falene compiono l’impollinazione notturna dei fiori (Foto n. 3) in maniera più rapida ed efficiente (impiegano meno tempo a raccogliere il polline e a spostarsi su un altro fiore, dove lo depositano)  di quella che le Api e Bombi svolgono in più tempo di giorno, riescono a fornire  lo stesso contributo   per la produzione dei frutti.
 
Pertanto meritano almeno pari protezione ed attenzione  degli insetti pronubi  diurni. Considerato poi che  il comunissimo Rovo (Robus fruticosus) rappresenta, sia per le Api che per le Falene, una pianta fondamentale per la loro sopravvivenza, sarebbe opportuno, ove possibile,  favorirne la diffusione e la crescita controllata (trattandosi di una pianta infestante ed invadente) per fermare il preoccupante crescente declino degli indispensabili impollinatori.
Ed ancora, un ulteriore motivo per il quale le Falene meritano di essere salvaguardate è che l’armatura delle loro ali è composta da tante piccole parti,  aventi diverse caratteristiche, che formano un materiale dalle straordinarie  proprietà elettromagnetiche non disponili in natura.  E che, come tale, costituisce il primo esempio di metamateriale (oltre il materiale) non di origine umana, che i ricercatori ipotizzano  potrebbe servire, in un futuro non lontano, come modello per sviluppare pannelli fonoassorbenti ultra sottili, da utilizzare nelle abitazioni;
  • gli  uccelli, per il motivo che le fonti luminose artificiali possono  nuocere particolarmente; -  nel corso del compimento delle loro migrazioni notturne stagionali basate sull’orientamento astronomico, a causa di pregiudizievoli cambiamenti di direzione  e destinazione; - per  l’abbagliamento che subiscono, dovute alla non abitudine dei loro occhi all’esposizione di luce intensa, che li porta a  scontrarsi con vari ostacoli; - o per  l’induzione  a   manifestazioni di comportamenti anomali, come ad esempio:  Cicogne che, interrompendo il loro viaggio migratorio, volano incessantemente a cerchio attorno ad un proiettore di discoteca fino allo sfinimento; un Gallo  che per effetto dell’illuminazione di un casello autostradale  canta tutta la notte, e così via;
  • i Pipistrelli (Unici mammiferi che pur mancano di penne sono capaci di volare, essendo dotati di ali costituite da una membrana di pelle – pantagio- che si estende tra quattro lunghissime dita che tengono l’arto in tensione (Foto n. 4). Sono eccezionalmente longevi,  visto che l’età massima accertata di individui inanellati è di 41 anni, ma  che normalmente raggiungono i 30 anni e    danno alla luce i piccoli come gli umani,  con l’unica differenza che il parto, in genere di un solo piccolo,  e l’allattamento,  dato che  non costruiscono alcun tipo di nido, avvengono  in volo.  Così, il neonato per evitare di precipitare al suolo,  nasce con i piedi in avanti, in maniera da potersi aggrappare subito alla madre), perché l’illuminazione(in genere dei lampioni dell’illuminazione stradale o altri fari dall’intensa luce), delle  fessure di uscita dei loro rifugi (Sotto tegole, dietro grondaie e cornicioni) comporta la loro fuoriuscita in ritardo per la ricerca di cibo, riducendo il tempo per una caccia adeguata a soddisfare le esigenze alimentari (che si aggirano  intorno ad 1/3 del loro peso corporeo che,  per le specie che vivono in Italia, non supera i 35 g). Il che è causa di deperimento e, a lungo andare, della morte precoce. Inconveniente che  può  determinare l’abbandono degli ambienti divenuti loro ostili (come accaduto nelle aree urbane del nostro territorio, dove da tempo non si ha più modo di vedere, all’imbrunire, sfrecciare zigzagando molti di questi preziosi volatili). E poiché nel nostro ambiente vivono specie che si nutrono  d’insetti (considerato che in una notte ne possano catturare  fino a 1500), ivi comprese la Zanzare, il loro allontanamento, influisce negativamente nel mantenere il  controllo della loro  popolazione  e sulla conseguente salute dell’ambiente;
  • la vegetazione,  in considerazione  che la vicinanza di luci artificiali provoca stress alle foglie che, secondo diversi ricercatori, altera il normale processo fotosintetico, e quindi anche la riduzione della produzione del vitale ossigeno.  Oltre a falsare la durata del giorno e della notte, che in  molte specie, influenza: l’inizio e la fine dei periodi di fogliazione (apertura della gemme ed espansione delle foglie); il tasso di crescita; la forma della chioma e delle foglie; la formazione di organi di riserva;  la caduta delle foglie in autunno; e la resistenza al gelo. Inoltre, la luce artificiale nuoce a diversi batteri e insetti che vivono in simbiosi mutualistica con le piante.
 
In definitiva, da quanto sopra esposto, si deduce che l’illuminazione artificiale notturna, oltre ad impedire di osservare ed esplorare le meraviglie del cielo stellato,  produce, soprattutto, nelle aree fortemente urbanizzate, non trascurabili  conseguenze che stanno  richiamando l’attenzione degli studiosi per approfondire la conoscenza dell’entità degli effetti. Tanto che in Italia è stata istituita la “Giornata nazionale contro l’inquinamento luminoso” (altrimenti definito come “qualunque alterazione di luce naturale presente di notte nell’ambiente esterno di cui l’uomo è responsabile”) che ricade il 17 di ottobre.
Ed essendo ormai un conclamato problema per l’intera biodiversità  (Varietà di organismi viventi nelle loro diverse forme e nei rispettivi ecosistemi), senza ovviamente  escludere l’importanza dell’utilità dell’illuminazione ai fini della sicurezza personale e della circolazione stradale (anche se,  un esperimento condotto in Francia, consistente nello spegnimento dell’illuminazione  dell’autostrada, ha consentito,  negli ultimi tre anni,  di ottenere una diminuzione del 30%  del numero e della gravità degli incidenti. Diminuzione attribuita al fatto che l’illuminazione aumentando la sensazione di sicurezza spinge i conducenti  ad aumentare la velocità: causa principale degli incidenti), per evitare di peggiorare la  già compromessa situazione, servirebbe  un concreto impegno da parte  degli Amministratori locali e dei titolari delle utenze private affinché, in occasione  dell’installazione di  nuovi impianti o dell’ammodernamento di quelli esistenti, non trascurino di verificare l’effettiva necessità e di  optare per le  tipologie ed intensità luminose, il più possibile, compatibili con il rispetto dell’ambiente naturale. Anche perché un’impostazione operativa in tal senso consentirebbe di realizzare molteplici non futili vantaggi, fra i quali  una non trascurabile riduzione di impegno di spesa.
 

Tempo di raccolta delle olive, come produrre un olio di qualità

Focus (452)
Domenico Brancato

 
Da giugno 2020 l’Unione Europea ha vietato la lotta contro la mosca delle olive (Bactrocera oleae) con l’utilizzo del Rogor, antiparassitario a base di Dimetoato: insetticida sintetico fosforganico ad elevata attività citotropica (in grado di penetrare nei tessuti vegetali) larvicida.
 
Ciò è avvenuto in quanto l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare – Efsa – non ha potuto escludere l’esistenza di rischio per il consumatore, dovuto all’esposizione a residui di Dimetoato e a Ometoato, considerati rispettivamente un potenziale genotossico (con capacità di danneggiare l’informazione genetica all’interno di una cellula, inducendo modificazioni del DNA di un organismo vivente) ed un agente mutageno (in grado di provocare alterazioni genetiche e/o neoplasie nei soggetti esposti).
 
Pertanto gli olivicoltori per affrontare il temibile nemico (che in condizioni ambientali favorevoli di riproduzione può raggiungere 6-7 generazioni, equivalenti ad un arco temporale tale da coprire l’intero ciclo di sviluppo delle olive, con conseguente possibile produzione di gravi danni quantitativi e qualitativi per la produzione), devono ricorrere a forme di lotta alternativa che consentano di modificare la strategia di difesa curativa o larvicida garantita dall’impiego del Rogor (che prevedeva interventi successivi all’ovideposizione, mirati ad uccidere le larve all’interno delle drupe), con interventi di tipo preventivo e/o adulticida, finalizzati ad impedire la deposizione dell’uovo nelle olive e ad eliminare gli esemplari adulti.
 
Interventi , la cui tempestività di esecuzione richiede la conoscenza dell’andamento dello sviluppo del ciclo biologico della mosca che trova riscontro, nella comparsa normalmente a giugno, delle mosche nell’oliveto, a cui segue, dopo circa una settimana, la fecondazione delle femmine che, a seconda dell’andamento meteorologico (pioggia, umidità e temperatura) e della varietà delle olive, a fine giugno- metà luglio ( in coincidenza dell’indurimento del nocciolo, che avviene quando le drupe raggiungono la grandezza di un cece), iniziano l’ovideposizione, attraverso l’inserimento dell’oviscapo nella drupa, percettibile dalla provocata ferita a forma di V rovesciata della profondità di ca. 0,5 mm.
 
Ciascuna femmina, che si differenzia dal maschio (vedi foto n. 1) per la maggiore grandezza e la presenza di un astuccio che contiene l’ovipositore posto a termine dell’addome, complessivamente depone 200-300 uova (delle dimensioni di ca. 0,7 x 0,2 mm, di colore bianco latteo – foto ingrandita n. 2- poco visibile al occhio nudo), ripartiti in numero di 4-5 al giorno in piena estate e 10-20 in autunno ed, in genere, in numero di 1 per ogni oliva che però, in annate di forte infestazione, possono diventare 6-7. Il periodo di incubazione dura dai 2 ai 3 giorni, ma in autunno può protrarsi fino a 10 giorni. Mentre la durata dello sviluppo della larva, con temperature di d 24-25 °C, dura 2 settimane e oltre 3 mesi con temperature di 12 ° C.
 
Complessivamente, dalla deposizione dell’uovo al raggiungimento dello stadio di adulto, con temperature medie di 24 °C, intercorrono mediamente da 21 a 25 giorni. Per cui nel corso di una annata, con temperature miti, la mosca può compiere fino a 6 -7 generazioni.
 
Nell’ultima generazione dell’annata, se le olive sono ancora verdi, la larva (Foto n. 3) si impupa (Foto n. 4) all’interno, mentre se sono mature, o quasi, fuoriesce dall’oliva caduta e penetra nel terreno alla profondità di 5 – 6 cm, dove si impupa per trascorrere l’inverno.
 
Intanto, per evitare trattamenti superflui o intempestivi inerenti alla nuova strategia di lotta, è buona norma, a partire da metà Giugno, procedere al rilevamento della presenza e quantità di mosche nell’oliveto, tramite l’installazione di:
- trappole di monitoraggio entomologiche (in grado di attrarre e catturare insetti adulti) di tipo cromatico o cromotropico (che sfruttano il colore per attirare gli insetti e un collante per catturarli), consistenti, in fogli plastificati di colore giallo (Foto n. 5) sui quali viene applicato uno speciale collante privo di effetti tossici, resistente agli agenti atmosferici, che non si discioglie con il sole e non scola sulla vegetazione.
 
Le quali non sono selettive (in quanto attraggono maschi e femmine di mosca ed altri insetti) e soprattutto sono innocue per le Api, che vengono attratte soltanto dal polline e dal nettare e non dal colore.
 
Rappresentano quindi un valido supporto per l’individuazione di quali e quanti insetti sono presenti nell’uliveto e del loro stadio di sviluppo. A condizione che vengano applicate a ca. 2 – 2,5 m di altezza all’esterno della chioma, in numero 7 ca. per ogni 1.000 mq di superficie (equivalenti ad 1 trappola ogni 3 piante) su file alterne e che il controllo della conta delle mosche catturate venga effettuato ogni 3-5 giorni. In modo da rilevare tempestivamente il raggiungimento della cattura di 10 esemplari: limite consigliato per intervenire con dei trattamenti in grado di controllarne la diffusione. Per mantenere inalterata l’efficienza occorre sostituirle ogni mese circa e comunque quando tutta la superficie collosa è ricoperta da insetti.
 
In alternativa ella trappola cromotropica descritta è possibile adottare delle soluzioni fai da te, da realizzare utilizzando una bottiglia di plastica da 1,5 – 2 litri (non di colore blu), sulla quale praticare 4-5 fori di diametro inferiore ad 1 cm in prossimità del collo, ed applicare il tappo in precedenza rimosso, dopo aver inserito alcune delle sostanze di seguito indicati:
  • 50 grammi di lievito di birra e 50 millilitri di ammoniaca per uso domestico, non profumata;
  • 0,5 litri di acqua, ¼ di litro di aceto di vino rosso, 2 cucchiai di zucchero;
  • 0, 750 litri di acqua, 2 cucchiai di lievito di birra e un cucchiaino di solfato di ammonio (adoperato in agricoltura come fertilizzante per abbassare il Ph dei terreni alcalini e fornire azoto alle piante);
Sostanze che a differenza delle trappole cromatiche, esercitano la funzione attrattiva attraverso l’emissione di odori che producono un forte richiamo sugli adulti di maschi e femmine delle mosca.
 
Tali confezioni, per evitare il sole diretto, vanno appese all’interno della chioma, in numero di una ogni tre piante, lungo tutta la periferia degli appezzamenti, per attrarre le mosche verso l’esterno degli stessi.
 
Una volta messo in atto il metodo di cattura della mosca più rispondente ai materiali di cui si dispone, ai fini di determinare la necessità o meno di effettuare degli interventi, occorre procedere con l’operazione di campionamento per valutare l’effettivo livello di infestazione, deducibile dalla presenza nell’oliveto di uova, larve e pupe. In quanto è possibile che le trappole catturino molti adulti, ma condizioni climatiche avverse non favoriscano l’ovodeposizione e/o lo sviluppo delle uova.
 
Campionamento che consiste nel prelevare settimanalmente, raccogliendole a caso, 100 olive per ettaro, 2 per pianta, in diversi punti delle chiome, di almeno 50 piante. Oppure prelevare 10 drupe sul 10% delle piante dell’oliveto. Per poi procedere all’esame del campione attraverso la dissezione delle olive e l’accertamento, possibilmente con l’ausilio di una lente di ingrandimento (del diametro da 10 a 30 mm, per ottenere un ingrandimento da 20 a 10 volte il particolare da osservare), della presenza degli stadi larvali.
 
Ma, considerando che la mosca è particolarmente sensibile alle variazioni di temperatura, anche l’osservazione dei parametri meteorologici rappresenta un fattore fondamentale su cui basare la previsione della dinamica della sua diffusione. Diffusione che diversi entomologi (studiosi della vita degli insetti) concordano essere subordinata agli effetti delle seguenti condizioni:
  • Le temperature miti dei mesi autunno-invernali consentono la sopravvivenza di un maggior numero di forme svernanti e determinano un anticipo dello sviluppo sia vegetativo che delle drupe, rendendole in anticipo di almeno 15 giorni ricettive al primo attacco del parassita;
  • Le temperature comprese fra 7/ 8 °C e 31,5/32,5 °C , favoriscono lo sviluppo ottimale dei diversi stadi di sviluppo: embrionale, larvale e delle pupe;
  • Con temperature di 23/26 °C e 16/17°C la fecondità risulta rispettivamente elevata e minima;
  • Le temperature superiori a 42/43 °C ed inferiori a -9°C risultano letali;
  • In presenza di temperature comprese fra 35/43°C, la disponibilità di acqua nell’ambiente aumenta la possibilità di sopravvivenza di qualche giorno degli adulti;
  • Valori di umidità molto bassi del 20-22%, in concomitanza a temperature estive elevate di 38 °C (vedi corrente annata) provocano, per gli stadi di pupe ed adulti, impennate di mortalità che raggiungono il 90% ed oltre per gli stadi ovo-larvali.
Se poi, dall’esame del monitoraggio risulta la presenza di uova e larve di prima generazione su 2-3 olive e la cattura di 4-5 femmine per trappola cromotropica gialla per settimana, e l’andamento delle condizioni meteorologiche non lasciano ben sperare sulla possibilità di neutralizzazione naturale della infestazione, occorre ricorrere all’adozione dei metodi di lotta che possono essere di tipo:
a) massale adulticida:
- non selettivi, come:
  • Trappola Tap Trap (Foto n. 6) dalla forma a campana (studiata per evitare diluizioni dell’esca dovute alla pioggia, ridurre l’evaporazione causate da eccessivo caldo e rendere più efficace l’esca per effetto del ristagno dell’odore) dall’intenso colore giallo per esercitare, unitamente all’odore emanato da un’esca, da preparare in autonomia, una forte attrattiva.
Preparazione che consiste nel: - prendere una bottiglia di plastica da 1,5 litri senza il tappo originale; - inserirvi mezzo litro di acqua e un’esca proteica (molto appetibile in quanto nutriente indispensabile per la produzione delle uova) costituita da una sarda o acciuga (o scarti di pesce crudo), o da 150 grammi di fagioli; - agganciare il Tap Trap al collo della bottiglia ed appenderla, a partire dall’inizio del mese di Maggio, in numero di una per ogni pianta, lungo il perimetro dell’uliveto e una ogni due piante all’interno, , ad altezza uomo, in posizione Sud e bene esposta al sole, per accelerare la fermentazione dell’esca e incrementare l’odore per consentirne l’attivazione.
 
Per poi, a distanza di 15-20 giorni, compensare il liquido evaporato con aggiunta di ammoniaca, (uso pulizie, non profumata) senza superare il volume iniziale, e non togliere le mosche catturate che macerando rilasciano una sostante ulteriormente attrattive(putrescina);
  • Tracer Fly , metodo meno dispendioso ed impegnativo, avente per ingrediente sempre un’esca alimentare attrattiva per il controllo dei ditteri tefritidi (mosche della frutta), formata da una miscela di acqua con bassissime dosi di Spinosad (insetticida) che, in questo caso però viene spruzzata solo sulla parte medio-alta della chioma esposta a mezzogiorno del 50% degli alberi.
Preparato che è reperibile in commercio con varie denominazioni, fra le quali:
  • Spintor Fly: esca proteica per Ditteri (mosche) addizionata da un insetticida a base di Spinosad, in commercio denominato Qalcova active (sostanza ottenuta dalla fermentazione attivata da un batterio del suolo –Saccharopolyspora- , che agisce per ingestione e contatto su molti insetti, ivi compresa la mosca). Si applica con volumi molto ridotti alla dose di 1-1,2 l/Ha, diluito in 4 l di acqua da distribuire con ugelli regolabili (a cono con orifizi D2-D5, senza piastrina vorticatrice interna), in grado di produrre un getto unico da indirizzare su un’ampiezza di circa 30 – 40 cm della superficie della chioma con minore presenza di drupe, sul 50% di piante (una fila si e una no), alternando le file ad ogni trattamento, per evitare di interessare le zone in precedenza trattate.
Le applicazioni vanno eseguite, a seconda della maggiore o minore presenza della mosca, ad intervalli di 7 – 10 giorni e in numero non superiore a 8 in un anno, e comunque vanno ripetute in caso di dilavamento dell’esca dalla pioggia.
Si consiglia di evitare di miscelare il prodotto con altri preparati e, dopo la diluizione in acqua, di distribuirlo entro 12 ore in assenza di vento, di non tenerlo in contenitori sigillati e di sospendere i trattamenti 7 giorni prima della raccolta. I contenitori una volta completamente svuotati non devono essere dispersi nell’ambiente, né possono essere riutilizzati;
  • Syneis Fly: come il precedente è un insetticida liquido specificatamente formulato con un esca proteica attrattiva nei confronti dei Ditteri tefritidi (mosche della frutta), che data la concentrazione estremamente ridotta di principio attivo (0,24 g/l) è consentito l’impiego anche in Agricoltura biologica (Reg. 834/07/CE). Per cui valgono le modalità d’impiego descritte per lo Spintor Fly.
- Selettiva, che si avvale anch’essa di trappole:
  • con esche alimentari più feromone di tipo sintetico che imita una particolare sostanza chimica odorosa emessa dalla femmina della mosca, per attrarre ed eliminare i maschi, ed impedire così che le uova vengano fecondate e diano origine alla formazione delle larve;
  • specifiche a feromoni, estremamente efficaci per il monitoraggio. Costituite da un tettuccio (Foto n.7) a doppia falda, rivestita di colla nella parte interna, e da un erogatore del feromone (da sostituire ogni 4-5 settimane), posizionato a distanza dal tettuccio per incrementare la capacità di attrazione e cattura. Da installare, a fine giugno, in posizione degli apici vegetativi, in numero di 2-3 per ettaro di oliveto e, in caso di appezzamenti di maggiori dimensioni, in numero di 3 per il primo ettaro e di una per ogni ettaro ulteriore.
  • Eco-Trap, basate sull’utilizzo del metodo “Attract and Kill” (attrai e uccidi). Costituite da un sacchetto contenente una capsula con feromone ed un attrattivo alimentare, rivestito da una speciale carta trattata con un insetticida (con minime dosi di principio attivo, tanto da risultare compatibile per l’uso in Agricoltura biologica), che una volta venuto a contatto con la mosca ne provoca la morte immediata. Vanno applicate, a partire dal 15 giugno- primi di luglio, in tempo utile rispetto all’inizio dello sfarfallamento dei primi adulti, e lasciate in campo, per la cattura degli ultimi esemplari in circolazione, fino dopo la raccolta, in numero di una ogni due piante di media grandezza, con densità di 200- 400 piante ad ettaro; e di una per ogni albero, quando sono più alti di 5 metri e in numero di 100 – 150 ad ettaro. Mentre per densità di 600 – 800 piante è sufficiente una trappola ogni 3 – 4 piante. E comunque mai meno di un numero di 100 trappole ad ettaro;
  • Decis Trap Olivo (Metodo Attract & Kill), composte da un contenitore diviso in due parti (Foto n°8): quella inferiore, di colore arancione e quella superiore trasparente contenente un attrattivo specifico alimentare e feromonico per attrarre le mosche che, entrando a contatto con la parete superiore ricoperta di Deltametrina (Insetticida, acaricida della categoria piretroidi), muore e cade sul fondo. La durata dell’efficienza del dispositivo, ammesso in agricoltura biologica, essendo di 180 giorni, consente di coprire l’intera stagione produttiva senza la necessità di rinnovo. A seconda dell’intensità dell’infestazione rilevata, si consiglia, l’impiego di 1 a 3 e da 5 a 100 trappole ad ettaro, rispettivamente per il monitoraggio o per la cattura massale. Da appendere alle piante nel mese di Giugno (prima dell’indurimento del nocciolo), ad una altezza di 1,50 – 1,80 metri da terra, sul lato dalla chioma esposto a Sud – Sud-Ovest. Disponendole in maniera che la posizione della prima e della seconda fila siano allineate con quelle delle successive file dispari e pari e con una densità maggiore sui bordi dell’appezzamento, soprattutto se confinante con oliveti abbandonati;
b) preventiva, a base di deterrenti finalizzati a dissuadere la mosca a deporre le uova, come:
  • il Caolino (nome commerciale Okycao Caolino per agricoltura): polvere di roccia finissima di origine totalmente naturale, costituita prevalentemente da un minerale silicatico delle argille (Caolinite), non è tossico , né per l’uomo né per l’ambiente, non ha tempi di carenza (Intervallo di tempo da rispettare obbligatoriamente, che intercorre tra l’ultimo trattamento effettuato e la raccolta della produzione) ed è consentito in agricoltura biologica (con granuli delle dimensioni di 2 millesimi di millimetro). Disciolto in acqua nella quantità di 2,5-5,00 Kg/hl (solitamente si consiglia una dose maggiore al primo intervento e una graduale riduzione nei trattamenti successivi) forma una sospensione che nebulizzata sulle piante, prima dell’inizio della deposizione delle uova (Giugno, Luglio) le ricopre di una sottile e omogenea barriere di colore lattiginoso, in grado di determinare un mascheramento della vegetazione e delle drupe ed un ambiente non idoneo all’ovideposizione e all’invasione della Tignola e della Cocciniglie.
Oltre a: - ridurre sensibilmente l’umidità superficiale delle foglie che favorisce lo sviluppo delle spore delle gravi malattie fungine ( Ticchiolatura e Cicloconio o Occhio di Pavone) ; riflettere i raggi solari, evitando danni da scottatura o stress da eccessivo irraggiamento nei mesi più cadi dell’estate; ridurre la perdita di acqua per traspirazione fogliare, favorendone l’accumulo e la riduzione di sofferenza nei periodi di siccità; svolgere un’azione cicatrizzante su eventuali ferite causate dai parassiti; aumentare le capacità foto sintetiche, grazie alla riduzione delle temperature; inibire la proliferazione del batterio simbionte che vive nella mosca (Candidatus erwinia dacicola) e che viene trasferito all’uovo, ostacolando così lo sviluppo della larva; oltre ad influire, secondo uno studio greco condotto nel 2015, alla produzione di un olio con minore acidità libera.
 
Trattandosi di un prodotto ad azione preventiva, va utilizzato in primavera ed estate, per contrastare l’attività degli insetti e da febbraio a novembre per ridurre, come già precisato, l’umidità ed impedire lo sviluppo delle malattie fungine. I trattamenti, indicativamente, vanno ripetuti con una cadenza 10 giorni durante i mesi caldi e ogni 30 giorni d’inverno e ogni qualvolta le foglie tornano verdi dopo il dilavamento prodotto delle piogge.
 
Pertanto, al fine di rendere più difficile il dilavamento e potenziare le difese naturali della pianta nei confronti di agenti patogeni, risulta efficace la combinazione con il Sapone molle di potassio, alla dose di 200-500 g/hl da disciogliere in acqua calda.
 
Per contro è sconsigliata la miscela con prodotti a base di rame e con acqua molto dure (con eccessivo contenuto di Calcio e Magnesio), per evitare possibili effetti fitotossici, come la filloptosi (caduta delle foglie);
  • Zeolite Cubana (nome commerciale Okvzeol-Zeolite attivata) che può essere impiegata come ammendante -Zeofert- (sostanza naturale che mescolata al terreno ne stimola l’attività batterica, aumenta la fertilità e la capacità di trattenere acqua), o come corroborante – Zeo Dry- (prodotto di origine naturale potenziatore delle difese delle piante), che presenta caratteristiche simili a quelle del Caolino, ma mentre quest’ultimo maschera la pianta e nasconde l’odore degli insetti, la Zeolite fa da repellente poiché determina un habitat ostile agli insetti che ne viene a contatto, grazie all’effetto letale della struttura lamellare delle sue particelle.
L’applicazione, alla dose di 300-400 g/hl, che si esegue a partire dalla ripresa vegetativa, ad intervalli di 10-15 giorni a seconda dell’azione dilavate delle piogge, richiede un’accurata miscelazione con l’acqua fino ad ottenere una completa dispersione.
 
In caso di consistenti infestazioni, per rafforzare il potere repellente e dissuasivo nei confronti della mosca, è possibile effettuare un trattamento abbinato a prodotti coadiuvanti, quali Poltiglia Bordolese o altri prodotti a base di rame.
 
I quali pur non esercitando un’azione diretta verso gli adulti e le larve, sviluppa una azione deterrente nei confronti delle femmine per l’ovodeposizione ed una attività di abbattimento del batterio - Candidatus erwinia dacicola- (presente sella vegetazione e sui rami degli ulivi), in simbiosi con la mosca che, a sua volta, per alimentare la larvetta, lo pone nelle vicinanze dell’uovo compromettendone lo sviluppo.
 
Anche se è bene precisare che trattasi di prodotti che: agiscono per contatto ed sono soggetti anch’essi al dilavamento in caso di pioggia; la loro efficacia diminuisce nei mesi con alti livelli di umidità; vanno impiegati nelle primissime fasi dell’infezione; e la quantità da distribuire non può superare i 28 Kg per ettaro in 4 anni.
 
Altro formulato rispondente allo scopo è il Rame Active: fertilizzante a base di solfato di rame che contiene sostanze estratte dai vegetali (Lignosolfonati) che facilitano l’assorbimento dl rame nella pianta.
 
Il prodotto, ammesso anche in agricoltura biologica, pur essendo stato studiato per la risoluzione di carenze nutritive inerenti il rame, esplica una funzione protettiva dai funghi patogeni e dalla mosca olearia, mediante trattamenti da effettuarsi nelle ore fresche della giornata, alle dosi di 100-200 grammi in 100 litri di acqua.
 
Sia il Colino che la Zeolite sono classificati come Corroboranti è non necessitano di Patentino per essere acquistati.
 
Come già precisato dal 2021 gli olivicoltori, non avendo potuto utilizzare più l’efficacissimo unico prodotto curativo in grado di devitalizzare adulti e larve della mosca, hanno dovuto improntare una nuova strategia di difesa con distinti effetti adulticida/preventivi e larvicida/curativi.
 
La Bayer (Gruppo chimico-farmaceutico dei più importante a livello mondiale, con competenze nei settori della salute, dell’agricoltura e dei materiali innovativi), per sopperire alle citate difficoltà, cercare di ha realizzato e lanciato il descritto dispositivo Decis Trap Olivo (per la difesa adulticida/preventiva) e soprattutto il Sivanto Prime (per la difesa larvicida-curativa).
 
Insetticida innovativo a base di Flupyradifurone, adatto alla difesa integrata (Che la Direttiva CE N.128/2009 definisce: misure appropriate, volte a mantenere l’uso dei prodotti fitosanitari e altre forme di intervento a livelli tali, in termini economici ed ecologici, da minimizzare i rischi per la salute umana e dell’ambiente) che si distingue per: - la durata e rapidità di azione tre volte superiore rispetto agli standard di riferimento; agire per contatto e ingestione sia su forme adulte che larvali; essere assorbito e traslocato su tutta la vegetazione per via sistemica (che viene distribuito ai vari tessuti dell’organismo); la riduzione del rischio di trasmissione delle virosi; il controllo degli insetti con resistenza manifesta ad altri agrofarmici; l’innocuità nei confronti delle Api, Bombi e altri insetti utili.
 
Si applica alla dose di 0,75 l/Ha in un solo trattamento l’anno. Inoltre, da quest’anno, il prodotto è stato autorizzato per trattamenti contro la cocciniglia dell’Olivo (Saissetia oleae) e la mosca sputacchina (Philaenus spumarius) propagatrice della trasmissione della Xylella fastidiosa (Responsabile della strage degli ulivi in Puglia). Ed in virtù della particolare modalità d’azione Fast Feedind Cessatio (Cessazione Rapida dell’Alimentazione), agisce in pochi minuti neutralizzando gli insetti prima che possano trasmettere virus e batteri.
 
A completamento dell’azione contro i parassiti più presenti e nocivi nell’oliveto, oltre la mosca, quali: Occhio di pavone, Rogna e Lebbra, la Bayer ha inoltre messo a disposizione degli olivicoltori un prodotto innovativo di origine naturale denominato Serenade Aso: fungicida-battricida a base del batterio Bacillus subtilis, le cui spore nel competere con funghi e batteri per lo spazio vitale ne impediscono lo sviluppo, oltre a potenziare le difese della pianta verso gli attacchi esterni.
 
Comunque, fermo restando la validità di tutti metodi di lotta descritti, per cercare di ridurre gli interventi di contenimento per il controllo della mosca, assume fondamentale importanza la preventiva applicazione delle tecniche agronomiche, quali:
  • Minimizzare la presenza nell’oliveto di piante delle varietà più suscettibili alla mosca (utili, in numero limitato, come soggetti spia per un più efficace monitoraggio), attraverso innesti con varietà meno vulnerabili. Suscettibilità che uno studio condotto dall’Università di Palermo a Castelvetrano (Trapani) ha accertato essere più consistenze sulle piante che mantengono più a lungo la colorazione verde e la durezza della polpa delle olive;
  • la raccolta totale delle olive (e non soltanto sulle parti di piante con maggiore produzione o più agevolmente raggiungibili) per evitare, da parte di pupe svernanti, l’inoculo sulle olive abbandonate e il conseguente incremento di infestazione primaverile;
  • la rimozione delle piante in oliveti incolti ed abbandonati: fonte di incontrastata propagazione della mosca;
  • l’inerbimento, anche parziale, del terreno con specie erbacee, al fine di fornire l’habitat adatto ai numerosi insetti parassitoidi antagonisti della mosca delle olive, appartenenti all’ordine degli Imenotteri (Api, Vespe, Calabroni e Formiche): Opius concolor, Pnigalio mediterraneus, Eupelmus urozonus, Euritoma martelli e Cyrtoptyx latipes (piccole Vespe) e dei Ditteri (Mosche e zanzare): Lasioptera brlesiana . Quest’ultimo in particolare è un moscerino predatore delle uova della mosca, che contribuisce in maniera non trascurabile al contenimento delle prime infestazioni estive negli areali centromeridionali;
  • la concimazione equilibrata, rispetto agli effettivi fabbisogni della pianta, in relazione alla quantità di elementi nutritivi presenti nel terreno (tramite analisi del terreno) ed di quelli asportati nel corso del ciclo vegeto-produttivo stagionale. Che,indicativamente consiste nella somministrazione, ad inizio inverno o primavera, di Kg 2-5 (a seconda delle dimensioni della pianta) di un fertilizzante complesso con rapporto 2 1 1, fra i macroelementi:
Azoto –N-: per favorire la crescita vegetativa della pianta, stimolare l’allegagione e lo sviluppo dei frutti, anche se è bene non esagerare nella quantità, per evitare un incremento della vegetazione che costituisce un attrattivo per la mosca;
Fosforo –P-: per promuovere i processi vitali della pianta legati alla sua produttività (fioritura, allegazione e maturazione);
Potassio-K-: fondamentale per l’accumulo di olio nell’oliva, considerato che più del 50% del fabbisogno della pianta è destinato alle drupe, in coincidenza del loro accrescimento;
e comprendente microelementi quali, in particolare:
Boro –Bo, che esercita un ruolo fondamentale nella fase di fioritura, nei confronti della germinabilità del polline e dell’allegagione. La sua carenza si manifesta con decolorazione fogliare, malformazioni e caduta di fiori e foglie;
Magnesio -Mg-, che è l’elemento chiave della fotosintesi: processo attraverso il quale la pianta produce carboidrati sfruttando la luce del sole. Il suo deficit contribuisce a produrre ingiallimento fogliare;
e Ferro –Fe-: che prende parte al processo della Fotosintesi clorofilliana, la cui carenza provoca oltre notevoli ingiallimenti fogliari una stentata crescita della pianta.
  • Potatura: che, in zone dove non c’è percolo di gelate, si effettua, subito dopo la raccolta delle olive ed altrove in primavera, con cadenza annuale o biennale, allo scopo di: eliminare i debilitanti polloni (che si generano direttamente dalle radici o dal tronco e che crescono in verticale competendo con il fusto principale della pianta) e i succhioni (germogli vigorosi a sviluppo verticale che nascono da gemme dormienti del fusto e delle branche, in seguito ad una potatura molto energica), nonché i rami vecchi, spezzati e malati; formare un tronco ed una robusta impalcatura; rinnovare la vegetazione fruttifera; consentire la circolazione dell’aria e la penetrazione della luce all’interno della chioma (per realizzare condizioni sfavorevoli agli attacchi parassitari); e stabilire un equilibrio fra rami a legno e a frutto, per ridurre gli eccessi produttivi e la tendenza all’alternanza di produzione (annate cariche seguite da annate scariche di olive). Onde evitare i probabili maggiori danni che, in occasione delle annate di carica, i ritardi di maturazione comportano, in conseguenza del sopraggiungere delle avversità meteoriche e della maggiore propagazione della terza generazione della mosca.
Messe in atto le cure e gli accorgimenti fin qui elencati, per ottenere una produzione di olio quantitativamente e qualitativamente apprezzabile, risulta imprescindibile individuare ed eseguire con diligenza ed oculatezza le fasi conclusive del processo produttivo, quali:
  • Il momento migliore per la raccolta delle olive, che coincide con la fase fenologica (stadio del ciclo della pianta) dell’invaiatura, cioè quando la buccia delle olive migra dal colore verde a quello rosso violaceo e viene raggiunto il massimo accumulo di acido oleico e linoleico. Fase che, a seconda delle aree geografiche, delle varietà (Ad esempio il Frantoio e il Leccino sono adeguatamente mature quando raggiungono, rispettivamente, l’invaiatura del 50% e del totale della superficie) e dell’andamento climatico, si verifica tra metà ottobre e metà dicembre.
Fase alla quale segue quella della maturazione completa, coincidente con il colore della buccia totalmente viola o nera che, anche se consente di ottenere un lieve incremento della resa, per l’ accumulo di olio dal sapore più dolce nelle drupe, comporta uno scadimento qualitativo (riduzione della ricchezza di composti aromatici, antiossidanti e di sostanze fenoliche che conferiscono ad ogni olio le sue peculiari caratteristiche aromatiche, oltre che salutistiche), una perdita di olive per cascola naturale ed un maggior tempo a disposizione della mosca per incrementare l’infestazione.
 
Fra i metodi usati per individuare la fase di invaiatura, oltre quello empirico, basato sull’esperienza, vengono presi in considerazione parametri deducibili dal:
controllo della frequenza di percentuale dell’indice di colorazione (su una scala da 0 = verde intenso a 7 = nero e polpa imbrunita fino al nocciolo) di 100 olive prese da un campione di 1 chilogrammo;
valore della resistenza al distacco delle drupe (rilevato con il dinamometro) di ca. 4 Niuton ( 1 Niuton = 101 grammi) equivalenti a 4 N, poiché con valori al di sotto di 3 N inizia la cascola spontanea;
e valore dell’indice di consistenza della polpa (rilevato con il penetrometro) di 350 g/mm2. Anche se considerando la diversa progressione delle fasi fenologiche di ogni varietà, tale valore, in virtù dell’esperienza, dovrà essere adattato alle caratteristiche di ogni zona olivicola;
  • la Raccolta , che può essere praticata attraverso diversi metodi, dei quali si ritiene utile descrivere brevemente, di seguito, i pro e i contro, affinché il lettore-olivicoltore possa optare per quello più confacente alle caratteristiche del proprio oliveto , delle attrezzature e della manodopera di cui dispone e della qualità dell’olio che si prefigge di ottenere:
Raccattatura: raccolta a mano, o con raccoglitrici meccaniche, delle olive da terra spontaneamente cadute per maturazione inoltrata (sovra maturazione), o dalle reti disposte sotto la proiezione della chioma, previa opportuna sistemazione del terreno . Metodo applicato per piante di elevate altezze, che comporta il protrarsi dei tempi operativi e l’esposizione delle olive ad attacchi di muffe e parassiti che determinano il deprezzamento dell’olio che si ricava;
Abbacchiatura: consistente nella battitura della chioma con lunghe canne o bastoni per far cadere le olive su delle reti. Il che richiede notevole impegno di energie fisiche agli operatori e provoca inevitabili danni alla vegetazione e compromettenti lesioni alle olive;
Brucatura : raccolta a mano, adatta per un numero limitato di piante dal contenuto sviluppo. Poiché pur rispettando l’ integrità delle olive è caratterizzata da bassa capacità lavorativa;
Pettinatura: raccolta a mano, con l’ausilio di piccoli rastrellini e reti (Foto n. 9), per oliveti di modesta entità o, per coltivazione di maggiore estensione, con l’uso di reti, o ombrelli rovesciati supportati da mezzi semoventi, e pettini vibranti dotati di applicazione di tipo ergonomico (finalizzati ad annullare le sollecitazioni sull’operatore) ad oscillazione variabile, azionati da compressori trasportabili. Dispositivi che consentono buone prestazioni di lavoro, anche se richiedono una appropriata regolazione della frequenza delle oscillazioni per evitare di provocare asportazione di foglie e ammaccature alle olive;
Scuotitura: adatta per piante che dispongono di una adeguata struttura legnosa, non presenta incidenze negative sulla vegetazione e sulle olive e unito a reti o ancor meglio ai dispositivi ad ombrello di cui sopra, consente una buona capacità lavorativa. In quanto si avvale: per oliveti
di medie dimensioni, di un asta che termina con un gancio che va applicato sui rami fruttiferi (Foto n. 10), azionata da un motore trasportabile con una sorta di zaino; mentre, per gli oliveti di grandi estensioni, dell’impiego di un’apparecchiatura destinata ad operare su un consistente numero di piante adulte in piena produzione e che dispongono di una con robusta struttura legnosa.
 
Poiché trattasi di raccolta totalmente meccanizzata, basata su bracci vibranti (collegati ed azionate ad e da un trattore) che terminano con una grossa pinza, che va fissata alle branche o al tronco degli alberi, e di una struttura ad ombrello rovesciano su cui cadono le olive che vengono convogliate in un serbatoio. Procedimento che garantisce elevata capacità di lavoro e tempestività d’intervanto (che, in caso di difformità di maturazione delle olive, necessita di una seconda applicazione, a meno che non si effettui un trattamento con prodotti cascolanti (che favoriscono il distacco delle olive.
 
I quali però contenendo acido formico e ascorbico, contaminerebbero le drupe e conseguentemente l’olio), a fronte di un elevato costo di esercizio che ne limita l’utilizzazione.
 
Tranne che, pur disponendo di un oliveto con un limitato numero di piante, si abbia la possibilità di fruire del servizio fornito da un imprenditore agricolo contoterzista che disponga dell’attrezzatura in questione;
  • e la Molitura, che essendo l’operazione che culmina con l’importantissima fase dell’estrazione dell’olio, affinché si possa conseguire l’esito migliore, occorre non trascurare nessuna delle accortezze di seguito elencate:
scelta di un frantoio che pratica il metodo di spremitura a “freddo”, cioè a temperature, nel corso dei processi di lavorazione (frangitura, gramolatura e separazione dell’olio dall’acqua di vegetazione), inferiore ai 27 ° C, stabilita dalle norme della Comunità Europea (Reg. CE 10/12/2019).
 
Condizione necessaria per mantenere inalterate le qualità nutrizionali e fisiche dell’olio extravergine di oliva, conservarne integre le proprietà e potenziare i benefici che ne derivano dalla consumazione.
 
Tale metodo infatti consente di estrarre e preservare la quantità di minerali, vitamine e sostanze ricche di proprietà antiossidanti contenuti nei frutti, oltre ad esaltarne il sapore e la percezione sensoriale. Caratteristiche che compensano ampiamente la minore quantità di olio prodotto con il metodo di estrazione a “caldo”, che prevede l’utilizzo di temperature più elevate, in quanto finalizzate ad estrarre più olio possibile dalla materia prima.
 
Il che, dal punto di vista quantitativo, sembrerebbe la soluzione migliore, se non fosse che con tale metodo si incorre: nella perdita di polifenoli e nelle conseguenti alterazione del sapore (più dolce); nell’ innalzamento del’acidità e nella maggiore dispersione dell’aroma fruttato.
 
Quindi è un prodotto che non fa male, ma certamente non reca tutti i citati benefici e le caratteristiche sensoriali di un olio commercialmente definibile “EVO estratto a freddo”;
consultazione preveniva del gestore del frantoio di fiducia per stabilire data e orario di lavorazione delle olive, nonché quantità conferibile;
sistemazione delle olive appena raccolte in contenitori perfettamente puliti, che consentano il passaggio dell’aria (cassette in plastica dura fessurata) adoperabili anche per il trasporto e l’eventuale stoccaggio, onde evitare travasi che possono rovinare il contenuto;
esclusione d’impiego di sacchi di juta o altri materiali come contenitori;
lavorazione delle olive il prima possibile, e comunque entro 12 ore dalla raccolta;
tempi di eventuale stoccaggio non superiori a 48 ore, soprattutto nel caso di olive non in perfette condizioni (ammaccate e soprattutto attaccate dalla mosca), perché, in tali condizioni, anche lo stoccaggio di un giorno in più può compromettere la qualità dell’olio per effetto della diminuzione della sostanze fenoliche, dei componenti volatili, dell’aumento dell’acidità e dell’insorgenza di processi fermentativi, possibile causa di difetti sensoriali, quali il “riscaldo”e l’”avvinato”.
 
La presente elaborazione, allo scopo di offrire al lettore-olivicoltore un esauriente pro-memoria di tipologie di interventi praticabili, di riscontri effettuabili ed accorgimenti non trascurabili per riuscire, quanto più possibile, a mantenere integro il preziosissimo patrimonio di sostanze uneguagliabili che la natura ha accorpato nelle OLIVE per elargirle all’uomo che da millenni (ca.3000 a.C.) ha scoperto come estrarle e usufruirne.

Messaggi IT-Alert in arrivo

AVVISI    (audio/video) (1.851)
Francesco Raso

IT-ALERT, il 27 settembre
 
Arriva un messaggio sui cellulari connessi in tutto il territorio della regione Lazio.
 
Mercoledì 27 settembre, alle ore 12:00, verrà inviato il messaggio di test IT-ALERT.
Si tratta del nuovo sistema di allarme pubblico nazionale.
 
NON E’ UNA TRUFFA O UNO SCHERZO
 
I dispositivi attivi nella nostra regione suoneranno tutti in contemporanea ed emetteranno un suono diverso da quello da noi impostato.
 
NON C’E’ NULLA DA TEMERE – E’ SOLO UN TEST e non si dovrà fare nulla tranne che leggere il messaggio.
 
Per approfondimento, si consiglia di accedere alla pagina IT alert e rispondere al questionario; le risposte degli utenti infatti consentiranno di migliorare lo strumento.
 
Lo stesso test è già stato effettuato in altre regioni. Nei prossimi mesi saranno effettuati altri test nelle regioni italiane rimanenti.
 
Per ulteriori approfondimenti è possibile visitare la pagina della Protezione Civile Regionale .
 
 
​A cosa serve
In futuro (si spera mai) sarà uno strumento, di estrema utilità, che ci avviserà immediatamente di eventuali disastri naturali, gravi emergenze o altro; questo per far sì di salvare più vite possibile. Le comunicazioni via TV, Radio, Social e quant’altro, non sono sufficientemente rapide ed non hanno la certezza di una notizia vera, oltre ad essere molte volte ignorate, sottovalutate o non comprese.
 
Come funziona
Ogni dispositivo mobile connesso alle reti degli operatori di telefonia può ricevere un messaggio "IT-alert"; non è necessario iscriversi e né scaricare nessuna applicazione; il servizio è anonimo e gratuito per gli utenti.
 
Attraverso la tecnologia cell-broadcast i messaggi IT-alert possono essere inviati a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, delimitando un'area il più possibile corrispondente a quella interessata dall'emergenza. Ci sono ovviamente dei limiti tecnologici: un messaggio indirizzato ad un’area può raggiungere anche utenti che si trovano al di fuori dell’area stessa oppure in aree senza copertura può capitare che il messaggio non venga recapitato.
 
La capacità di ricevere i messaggi dipenderà anche dal dispositivo e dalla versione del sistema operativo installata sul cellulare: i test serviranno a verificare tutte le eventuali criticità per ottimizzare il sistema
 
Si consiglia di condividere, il più possibile, questo articolo in modo da avvisare più persone di questa innovazione nazionale.
In altre regioni, ove si è poco pubblicizzato l'evento, il messaggio di test ha creato del panico ed intasato il centralino della Pubblica Sicurezza.
L'iniziativa è più che valida e certificata. Ignoriamo i soliti negazionisti e rendiamoci utili per la diffusione.

Informazioni utili sui repellenti per zanzare

Focus (507)
Domenico Brancato

 
 
L’arrivo della bella stagione, come di consueto, coincide inevitabilmente con la presenza delle fastidiose Zanzare, nei confronti delle quali ognuno cerca disperatamente di trovare la soluzione più efficace, affidandosi all’uso di questo o quel repellente in commercio, con risultati non sempre soddisfacenti.
 
Repellenti consistenti in prodotti da applicare sul corpo per tenere lontano le zanzare senza ucciderle, attraverso vari procedimenti che evitano l’attrazione verso le persone. Ma, che per essere affidabili devono essere registrati ed approvati, per efficacia e sicurezza, dal Ministero della Salute e riportare in etichetta l’indicazione “Presidio medico chirurgico” -PMC- , oppure “Prodotto biocida”, con il nome del principio attivo e la concentrazione dello stesso.
 
Requisiti questi necessari affinché sia possibile trascrivere sulla confezione diciture specifiche del genere: “Efficace contro la zanzara tigre” , “Tiene lontane le zanzare per quattro ore” e simili.
Infatti, i prodotti a base di oli essenziali (vedi Citronella, Geranio ed Eucalipto) non possono dichiararsi “repellenti”, ma cosmetici, poiché per legge non possono vantare nessuna efficacia. Così un repellente “naturale”, di per sé, non è detto che sia più sicuro, dato che potrebbe contenere allergeni del profumo.
 
Per cui, si reputa utile, ai fini di contribuire ad approfondire la conoscenza della composizione e della più appropriata rispondenza dei vari prodotti alle esigenze personali, riportare l’esito dell’indagine condotta sull’argomento e pubblicata sulla Rivista “Salute” di Altroconsumo, inerente alle caratteristiche dei prodotti medesimi, ed in particolare ai:
Principi attivi (sostanze che rendono efficace un repellente), dei quali i più diffusi risultano essere:
 
  • Deet (Dietiltoluamide): ingrediente principale dei repellenti, prodotto dalle forze armate statunitensi durante la seconda guerra mondiale. E’ molto efficace anche a basse concentrazioni, al 20% protegge per oltre 5 ore, mentre oltre il 30% è consigliato solo nel caso di permanenza nei paesi tropicali, ma è sconsigliato per i bambini;
  • Icaridina (nota anche come Picaridina o KBR 3023 ): è efficace già a partire del 10% , protegge per circa 5 ore e non oltre, anche con percentuali di principio attivo più elevato. Può essere usato per i bambini a partire dai 3 anni, per i quali è sconsigliabile utilizzare formulazioni che si spruzzano, onde evitare di provocare irritazioni oculari;
  • Citridiol (o Euvaphyptus citridora) e Citrepel (o Cymbopon winterianus): uniche sostanze di origine vegetale autorizzate con un contenuto rispettivamente fino al 65 – 75% del principio attivo PMD (Paramatandiolo: derivato dall’Eucalipto, più comunemente conosciuto come Citrodiolo, ed è l’unico approvato dal Center for Disease Control degli Stati Uniti). Prodotti idonei anche per i bambini di oltre 2 anni, sono efficaci contro diverse specie di zanzare, nonché mosche e moscerini. Con una concentrazione del 20% garantiscono una protezione fino a 7 ore e sono disponibili anche nell’innovativa formula Crema solare, che unisce l’azione repellente alla protezione dei UV (Raggi ultravioletti);
  • e IR3535 (o Etil butilacetilaminopropionato): principio attivo poco diffuso, sotto il 10% di concentrazione non è efficace e anche a valori maggiori offre al massimo una protezione media. Può essere usato anche per i bambini sopra i 2 anni;
 
Concentrazione (viene riportata in etichetta come grammi di principio attivo su 100 grammi di prodotto commerciale. Più alte sono i valori e più persistente risulta l’azione protettiva. Ma bisogna fare attenzione, in quanto oltre una certa percentuale il repellente può diventare troppo aggressivo per la pelle, con il rischio, per le persone sensibili, di incorrere in irritazioni o reazioni allergiche), che viene classificata:
  • Bassa: meno 5%, protezione scarsa ed, in genere, inferiore ad 1 ora;
  • Media: dal 5 al 15%, protezione accettabile mediamente per 1 - 3 ore ed indicata per bambini sopra i 2 anni;
  • Alta: da 15 a 30%, protezione fino a 5 ore, indicata, in quantità limitata, per bambini dopo i 3 anni;
  • Molto alta: oltre il 30%, protezione elevata, consigliata solo per soggiorni in Paesi tropicali e non adatta per i bambini.
 
Formato (modalità di applicazione):
  • Spray: garantisce un’applicazione veloce e condivisibile tra più persone. Per contro, esiste il rischio, quando viene spruzzato, che venga accidentalmente inalato o irriti gli occhi, motivo per il quale è meno indicato per bambini. Sono disponibili 2 versioni: lozione spray o vapo (spruzzini in plastica) e gli spray secchi (bombolette in alluminio sottovuoto infiammabili);
  • Stick e Rll on (sistema di distribuzione di sostanze fluide, consistente in un piccolo recipiente alla cui imboccatura è posta una sfera rotante che ne regola l’uscita): adatti per piccole superfici, come caviglie, collo e braccia. Sono comodi da portare ma meno igienici degli spray, se devono essere condivisi tra più persone;
  • Latti e Gel: anche se, in genere, un po’ meno efficaci degli spray, sono comodi e più sicuri da spalmare per i bambini, perché evitano il rischio di inalazione;
  • Salviette: facili da applicare e utili per rinnovare la copertura dopo che è trascorso del tempo dalla prima applicazione, oppure quando le parti esposte sono limitate (ad esempio, mani e collo). E, considerato che escludono il pericolo di inalazione e irritazione degli occhi, sono più sicuri per i bambini . Anche se, a parità di principio attivo e di concentrazione, risultano meno efficaci degli spray.
Dal punto di vista commerciale poi, sempre gli esperti di Altroconsumo hanno testato ben 85 prodotti, ed in considerazione della loro efficacia, dei rischi per la salute e della facilità di utilizzo, hanno stilato la seguente classifica per i:
 
Migliori repellenti:
  • Prep insetto repellente spray pressurizzato
  • Zig zag insetticida! Sport antipuntura spray vapo
  • Carrefour sport lozione insetto repellente spray vapo
  • Vape Derm Scudo Attivo spray antipuntura pressurizzato
  • Autan Tropical insetto repellente spray secco pressurizzato
Peggiori repellenti:
  • Eco stop zanzare crema baby
  • Eco stop zanzare bambini spray vapo
  • Helan Zanzhelan salviettine profumate
  • Eco stop zanzare adulti vapo
  • Helan Zanzhelan spray ecologico vapo.
Tuttavia, oltre ai descritti repellenti, per contrastare le noiosissime Zanzare si possono usare in alternativa o in combinazione a spray e lozioni altre soluzioni di tipo:
Meccanico,come:
  • Trappole a CO2: sono dispositivi che emettono particolari flussi di anidride carbonica, indicate soprattutto per giardini di medie dimensioni, che hanno il potere di attrarre le zanzare femmine fecondate che, una volta finite nella trappola, non potendo più alimentarsi di sangue per nutrire le uova, muoiono;
  • Lampade antizanzare: possono essere elettriche, che fulminano le zanzare una volta che si avvicinato troppo alla luce, o con ventola, che attirano le zanzare con luce ultravioletta. Sono comode e più o meno efficaci, a seconda dell’uso che se ne fa;
  • Emettitori di ultrasuoni: del tutto inutili nel tenere alla larga le zanzare, le quali, non disponendo di un vero e proprio apparato uditivo, non vengono disturbati dagli ultrasuoni che, invece, risultano efficaci nei confronti di piccoli mammiferi.
 
Naturale o cosiddetti “rimedi fai da te”: consistenti in rimedi a basso costo ed innocui per la salute, fra i quali:
  • Applicazione delle zanzariere alle finestre;
  • Uso del ventilatore, per diluire l’anidride carbonica e ostacolare il volo delle zanzare;
  • Evitare il ristagno dell’acqua nei sottovasi;
  • Impiego di candele e spirali (zampironi), idonei a creare una cortina di fumo per tenere a distanza le zanzare;
  • Coltivazione nel: giardino, sui balconi e davanzali delle finestre, di piante come: Citronella, Cedrina, Geranio, Basilico, Menta, Aglio e Catambra (o pianta antizanzare), alle quali si attribuisce convenzionalmente un’efficacia antizanzare. Proprietà che, anche se non supportata da un avallo scientifico, siccome non esistono controindicazioni in proposito, conviene verificarne sperimentalmente la validità;
  • Distribuire sulle piante e vicino alle finestre, o spalmare sulla pelle, poche gocce della fragrante essenza di Lavanda, Citronella, Menta, Geranio, Limone o olio di Neem.
  • Inserire nella dieta cibi come: Pompelmo (per il contenuto di Nootkatone), Aglio, Pepe nero, Basilico e Menta (per rendere il sudore fastidioso per le zanzare) e, secondo uno studio dell’Università della Florida, alimenti ricchi di vitamine del gruppo B (B1 e B12) e vitamina C . Oltre a moderare o escludere l’assunzione di birra ed alcool che, nell’aumentare la quantità di etanolo nel sudore e la temperatura corporea, attraggono l’insetto;
  • Indossare abiti di colore bianco, giallo, kaki e verde ed evitare quelli di colore nero, rosso, grigio e blu.
 
Tuttavia non è trascurabile ricordare che, oltre ai repellenti, agli insetticidi ed ai vari citati accorgimenti, la lotta per tenere sotto controllo la diffusione del famigerato insetto si pratica soprattutto con la prevenzione, attraverso rimedi naturali. Rimedi che si basano prevalentemente sull’impiego di animali predatori quali, in particolare: Pipistrelli (alcuni studi sostengono che un solo esemplare, ogni notte, sia in grado di mangiare centinaia di zanzare); uccelli insettivori: Rondini, Rondoni, Pigliamosche e Codirosso; rettili: Gechi e Lucertole; anfibi: Tritone; pesci: Gambusia e Pesce rosso; ed altri insetti: Mosche e Libellule.
 
Considerato poi che alcuni individui, per diversi motivi, attraggono più di altri le zanzare, e quindi necessitano di una più mirata azione di prevenzione, si ritiene utile descrivere anche le circostanze che, secondo gli scienziati dello Smithsonian Instituto degli Stati Uniti, influenzano la maggiore attrazione:
 
Gruppo sanguigno: le zanzare preferirebbero il doppio delle persone con il tipo 0, rispetto ai gruppi con il tipo A e B;
 
Anidride carbonica: quella emessa dal respiro, essendo l’esca più attrattiva che le zanzare riescono a rilevare fino alla distanza di 36 metri, costituisce un richiamo verso le fonti di maggiore emissione, come i corpi degli adulti più pesanti;
 
Esercizio fisico: poiché le zanzare gradiscono non poco l’odore dell’acido lattico, dell’acido urico, di tutte le sostanze che vengono espulse durante l’attività fisica e sono molto sensibili all’elevata temperatura corporea (gli occhi delle zanzare sono sensibili al calore tanto che vedono la preda esattamente come la vedrebbe una persona), conseguentemente chi pratica sport costituisce un obiettivo privilegiato;
 
Batteri della pelle: uno studio specifico ha dimostrato che l’appetibilità delle zanzare dipende dalla quantità, dal tipo e dalla loro distribuzione sulla pelle e che la presenza di grandi quantità dello stesso tipo rende la pelle più vulnerabile. Infatti, lo stesso studio, spiega che le zanzare preferiscono i piedi e le caviglie, dove l’insediamento di colonie batteriche è più consistente e dello stesso tipo.
 
Nel concludere, ci si augura che il presente contenuto, possa essere di aiuto ai lettori per individuare il mezzo e la metodologia più rispondenti per contrastare, per ogni condizione ambientale, in maniera soddisfacente, l’invasione delle zanzare.
 
Ciò, al fine di evitare di trascorrere una estate turbata dall’assillo procurato dal probabile incombente pericolo di dover subire le conseguenze dello stressante ronzio e dalla sofferenza causata dalla puntura delle “fameliche” zanzare.

Il Pilates Reformer e i suoi benefici

Salute (505)
Alessandra Benassi

Si tratta dell’ultimo trend delle Star in tema di allenamento, «Precedentemente noto come ‘Contrology’, il reformer pilates è semplicemente l’arte del controllo».
 
Che cos’è il Reformer
 
Il reformer è una macchina di allenamento che potenzia il lavoro svolto dalla disciplina Pilates, ovvero si concentra sul miglioramento della forza, della flessibilità, dell’equilibrio e del controllo del corpo.
 
Il macchinario è caratterizzato da una piattaforma scorrevole, un sistema di leve, molle e corde che permettono di far lavorare tutto il corpo. E’ dotato di resistenze variabili, che possono essere aumentate o diminuite regolando le molle o utilizzando diverse posizioni di leva.
 
Quali Benefici
 
Il Pilates Reformer, ci spiega lo staff dello studio Fisiologic Mira, ti offre una serie di benefici per il corpo e la mente:
  • Modella il corpo: richiede il coinvolgimento di diversi gruppi muscolari, ti aiuta così a sviluppare la forza e la tonicità muscolare in tutto il corpo. Gli esercizi possono essere adattati a seconda delle esigenze individuali.
  • Aumenta la flessibilità: i movimenti fluidi e controllati eseguiti sul Reformer favoriscono l’allungamento e l’allentamento dei muscoli, migliorando la flessibilità e la mobilità articolare. Questo tipo di allenamento ti permette di migliorare la postura e prevenire lesioni legate alla rigidità muscolare.
  • Migliora l’equilibrio e la coordinazione: l’esecuzione degli esercizi sulla piattaforma basculante aiuta a sviluppare l’equilibrio, la stabilità e la coordinazione.
  • Riduce lo stress: richiede concentrazione e controllo del respiro, creando uno stato mentale simile alla meditazione. Questo può aiutare a ridurre lo stress, promuovere il rilassamento e migliorare il benessere generale.
  • Maggiore consapevolezza del corpo: durante gli esercizi, l’attenzione è rivolta alla corretta esecuzione dei movimenti e alla connessione mente-corpo.

Chi può praticarlo?
 
Il Pilates Reformer può essere praticato da persone di diverse età e livelli di fitness. È adatto sia a principianti che ad atleti esperti, in quanto gli esercizi possono essere adattati alle esigenze individuali.
  • Principianti: anche se non hai mai praticato Pilates prima, il Pilates Reformer può essere un modo efficace per iniziare. La macchina fornisce un supporto aggiuntivo e una guida per l’esecuzione degli esercizi, aiutandoti a sviluppare la forza e la tecnica corretta.
  • Persone con problemi muscolo scheletrici e posturali: il Pilates Reformer può essere particolarmente utile per coloro che soffrono di problemi alla schiena. Gli esercizi possono essere adattati per rafforzare i muscoli posturali, migliorare l’allineamento e alleviare il dolore.
  • Atleti e sportivi: molti atleti professionisti e dilettanti integrano il Pilates Reformer nella loro routine di allenamento per migliorare la forza, la flessibilità, l’equilibrio e la coordinazione. Può essere particolarmente benefico per gli sport che richiedono una buona stabilità e controllo del corpo, come il tennis, il padel, il golf o la danza.
  • Donne in gravidanza o dopo il parto: Il Pilates Reformer può essere adattato per soddisfare le esigenze delle donne in gravidanza o dopo il parto. Gli esercizi possono aiutare a mantenere la forza, la flessibilità e la postura corretta durante questo periodo di cambiamenti fisici.
  • Persone in fase di riabilitazione: Il Pilates Reformer è spesso utilizzato come parte di programmi di riabilitazione fisica per aiutare nella guarigione da lesioni muscolari o articolari. Gli esercizi possono essere personalizzati per adattarsi alle capacità e alle esigenze specifiche di chi si sta riprendendo da un infortunio.

Fisiologic Pilates Class
 
Nello studio Fisiologic Mira, primo a Santa Maria delle Mole a disporre dei Reformer, puoi praticare la disciplina in due modalità:
 
  • Piccolo gruppo da max 3 partecipanti: in partenza da settembre, è la soluzione perfetta per chi vuole svolgere un protocollo di allenamento dinamico e sfidante in un clima di condivisione e allegria.
  • Lezioni individuali: per chi vuole perseguire obiettivi specifici con un protocollo di allenamento totalmente personalizzato.
Tutte le lezioni hanno una durata di 50 minuti, sono tenute da Istruttrici qualificate che da anni insegnano con passione e dedizione la disciplina e Fisioterapiste specializzate.
 
Il metodo Fisiologic
 
Ciò che caratterizza il metodo Fisiologic è l’estrema attenzione e cura del movimento. Lo staff ti guiderà verso il raggiungimento dei tuoi obiettivi, lavorando con assoluta precisione sull’attivazione, l’allungamento muscolare, l’equilibrio e la postura.
Questo è reso possibile da una profonda conoscenza dell’apparato muscolo scheletrico, delle correlate patologie e di tutti gli schemi di movimento.
 
Sperimenterai sul tuo corpo tutti i vantaggi di un allenamento guidato da professionisti del settore e totalmente focalizzato sulle tue caratteristiche.
 
In 10 lezioni sentirai la differenza, in 20 lezioni vedrai la differenza, in 30 lezioni il tuo corpo sarà totalmente nuovo.
 
Sono aperte le iscrizioni per i corsi in partenza da settembre.
 
Fisiologic Mira
Via Pietro Maroncelli 99 – Santa Maria delle Mole ( Marino)
Tel.3467760201 – 069351294