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FARMACIA DI TURNO
COMUNALE 2 - Via G.Prati, 38 S.Maria delle Mole Tel: 0693543318

 
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Carburanti:   Benzina 1,6547⇩    Gasolio: 1,6442⇧    GPL: 0,6875⇩

 

 

 

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Peso dopo le feste: come rimettersi in forma senza diete drastiche

Last News 1
Salute (50-2-0)
Martina Ricci


Piccoli cambiamenti quotidiani per tornare all'equilibrio, senza sacrifici estremi né sensi di colpa.
 
Dopo le feste è normale vedere qualche chilo in più sulla bilancia. La prima reazione è spesso il desiderio di ricorrere a diete drastiche, ma la realtà è che il ritorno graduale a uno stile equilibrato è la via più sicura ed efficace.
 
Perché la bilancia "ti sta mentendo"
 
Dopo pranzi, cene e dolci è comune notare un aumento di peso, ma questo è legato principalmente ai liquidi e alle riserve di zucchero (glicogeno), non solo al grasso corporeo. Per accumulare un chilo di grasso reale servono diversi giorni di eccessi calorici importanti: il numero che vedi, quindi, non racconta tutta la storia.
Nei giorni di festa consumiamo cibi più ricchi di sale, zuccheri e alcol. Il sale e gli alimenti ultra processati favoriscono la ritenzione idrica: nelle settimane successive, tornando a un’alimentazione regolare, una parte di quel peso scenderà spontaneamente.
 
Il rischio dei rimedi "estremi"
 
Il mio consiglio è di evitare regimi drastici, che sono sempre controproducenti e causano il famoso effetto “yo-yo”.
  • No ai digiuni prolungati o ai piani troppo rigidi.
  • No ai "bibitoni detox" o all'eliminazione di interi gruppi alimentari (come i carboidrati). Queste scorciatoie causano rallentamento del metabolismo, stanchezza, irritabilità e, soprattutto, tanta frustrazione emotiva.
La strategia per ripartire: 5 pilastri pratici
 
La strategia più efficace non è punirsi, ma ristabilire una routine sostenibile. Ecco da dove iniziare:
  1. La regola del 5: Riprendi a effettuare 3 pasti principali e 2 spuntini. Assicurati di consumare almeno 5 porzioni tra frutta e verdura al giorno.
  2. Piatto bilanciato: Non eliminare nessuno dei nutrienti. Ogni pasto dovrebbe avere una quota di carboidrati (meglio se integrali), proteine e fibre.
  3. Qualità dei condimenti: Riduci le porzioni di dolci e fritti. Preferisci cotture leggere e condisci con un cucchiaio di olio EVO a crudo, limita il sale ed usa le spezie e le erbe aromatiche per esaltare il sapore degli alimenti.
  4. Idratazione costante: Bere acqua regolarmente aiuta a contrastare la ritenzione e favorisce la corretta funzione dei reni e dell'intestino.
  5. Vita attiva: Non servono allenamenti estremi. Lascia la macchina a casa e vai a fare la spesa a piedi nei nostri negozi di Santa Maria delle Mole. Dà appuntamento a un amico per una passeggiata rigenerante sull’Appia Antica: muoversi con costanza ha un impatto immenso nel tempo.
Quando è importante chiedere aiuto
 
Rimettersi in forma non significa stravolgere la propria vita, ma inserire piccoli gesti consapevoli. Tuttavia, se il sovrappeso è importante, se sono presenti patologie come diabete, ipertensione o problemi cardiovascolari, oppure se il rapporto con il cibo è fonte di forte disagio, affidarsi a consigli generici può essere rischioso.
In questi casi, è fondamentale rivolgersi a un professionista della nutrizione per costruire un percorso personalizzato, sicuro e sereno.
 
Dott.ssa Martina Ricci
Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi Lazio e Abruzzo.
Aiuto le persone a ritrovare il proprio equilibrio attraverso percorsi nutrizionali personalizzati, lontani dalle diete drastiche e vicini al piacere del buon cibo. Credo fermamente che la salute passi per una corretta educazione alimentare, fatta di consapevolezza e piccoli gesti quotidiani.
www.martinaricci.it
 

"Puliamo il Mondo" sì, ma non a Marino

Last News 2
Marino    (commenti:2) (347-22-0)
Antonio Calcagni

L’episodio di cui oggi vogliamo parlare è accaduto alcune settimane fa, ma a causa delle festività natalizie, oppure della nostra colpevole disattenzione o di entrambe, ci troviamo a parlarne solo oggi.
 
Questi i fatti.
 
Nella mattinata del 14 dicembre, una ventina di cittadini e volontari, tra cui alcuni soci del circolo Legambiente Appia Sud il Riccio APS e del Comitato di Quartiere Ponte S. Lucia, hanno partecipato a un’iniziativa di pulizia civica inserita nel novero delle iniziative nazionali di Puliamo il Mondo, in un tratto di via del Cancellone, in zona Fienili, da tempo degradato e di fatto sottratto alla fruizione pubblica.
 
L’attività era stata regolarmente comunicata all’Amministrazione comunale, invitata a partecipare all’iniziativa, via mail all’indirizzo PEC del comune di Marino, inviata il 19 novembre (prot. n. 92097 del 20/11/2025).
 
I lavori procedevano alla grande, nell’entusiasmo generale quando improvvisamente si è palesata una pattuglia della Polizia Municipale di Marino che, badate bene non era lì per prendere atto dell’encomiabile lavoro svolto dai volontari, ma addirittura per procedere all’identificazione di alcuni volontari.
 
Nonostante questa spiacevole parentesi, l’iniziativa ha avuto un grande successo ed ha permesso la raccolta di circa 20 sacchi di rifiuti, inclusi ingombranti e RAEE.
 
E così mentre il Presidente Mattarella elogia i volontari definendoli “veri e propri patrioti” sottolineando come il loro ruolo cruciale come “antidoto contro le tossine dell’individualismo” e un patrimonio morale del paese, qui a Marino vengono Identificati e trattati quindi come dei poco di buono. Un trattamento che dovrebbe essere riservato a chi abbandona i rifiuti ma che in questo caso  è stato invece destinato ai volontari che puliscono. Ma purtroppo è risaputo a Marino il mondo gira al contrario. 

Regione Lazio: come ottenere la riduzione del 10% sull’importo del Bollo auto

News 1 Nazionali    (commenti:2) (559-20-0)
Domenico Brancato

 
Beneficio che, ai sensi della legge regionale n.15 dell’8 agosto 2025, attualmente è previsto per i soli residenti nella Regione Lazio, per i quali il servizio è attivo dai 1° dicembre 2025, per consentire l’inoltro delle richieste di Domiciliazione per i pagamenti dovuti da gennaio 2026.
 
Al beneficio possono accedere:
  • i cittadini residenti nel Lazio o iscritti all’Anagrafe Italiana Residenti all’estero (A.I.R.E.), proprietari o utilizzatori di un veicolo;
  • i cittadini che intendono pagare per conto del proprietario utilizzatore di un veicolo (Coniuge, convivente, figlio, nipote, eccetera);
  • le persone giuridiche, anche pubbliche, titolari di non oltre 50 veicoli;
  • coloro per i quali: - la domiciliazione bancaria risulta attiva entro la fine del mese precedente a quello di pagamento (tenendo presente che per motivi relativi alla gestione bancaria dei mandati, le richieste di domiciliazione presentate nel mese di dicembre 2025 potrebbero restare nello stato “In lavorazione” fino alla prima settimana di gennaio 2026); - ed i soggetti che, in caso di veicolo cointestato, nella richiesta di domiciliazione, risultino indicati per primi sul documento di circolazione.
I contribuenti, in possesso di tali requisiti, che desiderano aderire alla Domiciliazione bancaria o postale, possono farlo, esclusivamente online, digitando nella barra di ricerca del Pc: “Domiciliazione bollo auto Regione Lazio”, per entrare nella procedura web attivata da ACI per conto della regione Lazio, attraverso questo link, al quale segue l’indicazione: ”Domiciliazione bancaria”, e la richiesta di l’autenticazione con lo SPID”, tramite la prevista procedura. A termine della quale, cliccando su “Autorizza”, viene evidenziata la dicitura: “ACI Istanza Domiciliazione Bancaria Tassa Automobilistica Regionale” ed il relativo Modulo da compilare, nel quale vanno riportati, in sequenza:
  • Regione Lazio e Targa del veicolo;
  • Dati Anagrafici: (Cognome, nome, e Codice fiscale);
  • Dati Identificativi: Persona fisica e Intestatario Utilizzatore;
  • Dati di Contatto: Indirizzo Postale (con l’accortezza di inserire Via o Piazza all’inizio del rigo, distanziandola dalla successiva denominazione, per evitare la mancata attivazione del bottone di “AVANTI”, che consente di proseguire), di Posta elettronica (E-Mail) e numero Telefonico;
  • Dati Banca (Ricavabili dall’Estratto Conto o richiedendoli, anche telefonicamente, alla banca): Denominazione Istituto di credito sede del Conto Corrente, IBAN e Codice SWIFT – BIC.
Terminata la compilazione, cliccare su Conferma ed “INVIO”. Dopo di che, se tutti i dati richiesti saranno stati inseriti correttamente, seguirà la scritta “Successo! La tua richiesta è stata inviata correttamente” e il “Riepilogo della richiesta” contenente il Numero Mandato, la Sintesi dei Dati forniti, la Data di apertura e l’avviso che a breve verrà resa disponibile la Ricevuta d’invio dell’Istanza (da scaricare e stampare). Ricevuta dell’Istanza nella quale si precisa che “La pratica è stata presa in carico, verrà istruita dall’Ente di credito, e dopo la lavorazione sarà inviato l’esito della pratica definitiva”.
 
Anche se, lo stato della lavorazione della richiesta di domiciliazione è consultabile nella sezione “La tua Istanza”.
 
Per eventuale assistenza ci si può rivolgere al numero telefonico 0688840290, attivo da lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00, o consultare la seguente pagina dedicata di AC: https://aci.gov.it/approfondimento/guida-al-bollo-auto/regioni-e-province-autonome-convenzionate/regione-lazio/

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Auguri di Buone Feste

News 2 S. Maria delle Mole    (commenti:2) (323-8-0)
Eleonora Persichetti

 
Care lettrici e cari lettori,
 
Con l’arrivo del Natale sentiamo il bisogno di fermarci un momento e guardare a ciò che abbiamo condiviso come comunità. È stato un anno fatto di incontri, di ascolto, di storie raccolte per strada, nei quartieri, tra le persone che ogni giorno vivono e costruiscono Santa Maria delle Mole.
 
smariamole.it continua a nascere proprio da qui: dalla volontà di raccontare il territorio con attenzione, rispetto e partecipazione. Dietro ogni articolo ci sono tempo, confronto, passione e il desiderio di dare voce a chi spesso non ne ha abbastanza. Un lavoro che non sarebbe possibile senza una redazione presente, curiosa e profondamente legata al quartiere.
 
Il nostro grazie va a chi collabora, a chi segnala, a chi legge con spirito critico, a chi ci scrive anche solo per raccontare un problema o condividere un’idea. Ogni contributo, piccolo o grande, è parte di un dialogo che rende più viva e consapevole la nostra comunità.
 
In un tempo che corre veloce, proviamo ogni giorno a rallentare lo sguardo, a osservare ciò che accade intorno a noi, a prenderci cura delle relazioni e dei luoghi che abitiamo. Continueremo a farlo anche nel nuovo anno, con l’impegno di restare vicini alle persone, alle loro esigenze e alle trasformazioni del territorio.
 
Un ringraziamento speciale va a Francesco Raso, per la presenza costante e il contributo prezioso, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per smariamole.it, e a tutte le persone che, con discrezione e continuità, rendono possibile questo progetto.
 
Auguriamo a tutte e a tutti un Natale autentico, fatto di gesti semplici, di ascolto e di cura reciproca, e un Nuovo Anno capace di rafforzare il senso di comunità che ci unisce.
 
Concludiamo questi auguri con una poesia che racchiude il significato più profondo del Natale:
 
Natale è
 
Natale è una luce che si accende piano,
quando il rumore del mondo si fa lontano.
È uno sguardo che riconosce,
una parola che scalda.
 
È casa anche fuori dalle mura,
è tempo donato senza misura,
è il coraggio di fermarsi
e ascoltare davvero.
 
Natale vive nei piccoli gesti,
nei silenzi pieni di senso,
nel prendersi cura l’uno dell’altro
senza chiedere nulla in cambio.
 
Che questa luce resti con noi,
oltre i giorni di festa,
a guidare i passi della comunità
e a rendere il futuro più umano.
Buone Feste a tutte e a tutti!
 
Eleonora e Antonio

DI QUANTO AUMENTERANNO LE PENSIONI DAL PRIMO GENNAIO 2026

News 3 Focus    (commenti:1) (299-7-0)
Domenico Brancato

            
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 277/2025 del Decreto Ministeriale del 19 novembre 2025, emesso dal Ministero dell’Economia, di concerto con il Ministero del Lavoro, è stato stabilito che dal 1° gennaio 2026 le pensioni aumenteranno dell’1,4%.  Ad eccezione per quelle minime, nei confronti delle quali, all’1,4% si aggiunge la rivalutazione straordinaria dell’1,3%, stabilita dalla Manovra dello scorso anno.
 
Percentuale di rivalutazione dell’1,4% che però non verrà applicata sull’intero importo di tutti gli assegni ma, come avviene per il prelievo fiscale, in maniera differenziata, in funzione dello scaglione di appartenenza relativo alla fascia di reddito.
 
Per cui:
  • fino a quattro volte il minimo (attualmente pari a 603,4 euro mensili lordi): 2413,6 euro, la rivalutazione sarà del 100%, corrispondente all’1,4% dell’intero importo;
  • oltre quattro e fino a cinque volte il minimo: 3017 euro, la rivalutazione sarà dell’1,4% su 2413,6 e del 90%, corrispondente all’1,26%, sull’entità della differenza fra l’intero importo dell’assegno e 2413,6;
  • e oltre euro 3017, la rivalutazione sarà sempre dell’1,4% su 2413,6 e del 75%, corrispondente all’1,05%, sull’entità della differenza fra l’intero l’importo dell’assegno e 2413,6.
Conseguentemente, il procedimento per ottenere autonomamente la rivalutazione spettante trova riscontro nelle seguenti esemplificazioni di calcolo:  
 
2.000 (importo pensione 2025): 2.000 x 0,014 = euro 28 (Aumento euro mensile) x 13 (mensilità) = 364 (aumento euro /anno); 2000 + 28 = euro 2028 (Importo assegno mensile lordo 2026);
3.000:  2.413,6 x 0,014 = 33,79 + (3000 – 2413,6 = 586,4 x 0,0126 =7,39) 7,39 = euro 41,2 (Totale aumento euro mensile) x 13 = 535,6; 3.000 + 41,2 = euro 3041,2;
4.000: 2.413,6 x 0.014 = 33,79 + (4000 – 2413,6 = 1.586,4 x 0,0105 = 16,66) 16,66 = euro 50,45 x 13 = 655,85; 4.000 + 50,45 = euro 4050,45.
 
Comunque, per offrire al lettore un’immediata percezione dell’annunciato aumento, prescindendo dall’applicazione del procedimento di calcolo, si riporta l’entità della differenza fra quanto corrisposto nel 2025 e quel che sarà erogato nel 2026, su una più ampia gamma di importi di assegni:
 
 
IMPORTO ASSEGNO 2025
Euro    
R I V A L U T A Z I O N E
 
%
A U M E N T O  in  Euro
 Parziale                         Totale  
                                        Mensile       Annuo
IMPORTO ASSEGNO 
 Mensile lordo in euro
2026
603,4
611,8
1,40
+1,30
8,45
+7,95
     16,40        213,20   
 
619,80
 
1.000
1,40
     
   14,00      182,00
1014,00
1.500
1,40
        
   21,00      273,00
1521,00
2.000
1,40
 
   28,00      364,00
2028,00
2.500
1,26
 
   34,88      453,42
2534,88
3.000
1,26
 
   41,00      533,34
3041,00
3.500
1,05
 
   45,20      587,60
3545,20
4.000
1,05
 
   50,45      655,85
4050,45
4.500
1,05
 
   55,70      724,10
4555,70
5.000
1,05
 
   60,95      792,35
5060,95
 
Importi dai quali si deduce che l’aumento giornaliero, a partire dalla pensione minima fino a quella di 5.000 euro, ammonta rispettivamente a centesimi: 54,7 – 46,7 – 70,0 – 93,3 – 116,3 -136,7 – 150,7 – 168,2 – 185,7 e 203,2. Il che, considerato che il rapporto fra l’assegno lordo ed il netto varia, approssimativamente, dal 90% per quello minimo al 70% per quello massimo ipotizzato, la somma che, giornalmente e mensilmente, intascheranno nel 2026 i titolari dei rispettivi livelli di pensione sarà, di circa 49 centesimi e 558 euro e di 142 centesimi e 3.543 euro.
 
Il che, in termini di “maggiore disponibilità economica giornaliera”, equivale a meno del prezzo di un caffè, per i pensionati che dispongono della pensione più elevata.
 
Mentre, per coloro che fruiscono dell’assegno minimo, occorre l’accumulo dell’aumento di almeno tre giorni, per l’acquisto di una tazzina della tradizionale rituale bevanda quotidiana.
           
 

La Nostra Voce

Spot 2
NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LE ESTERNAZIONI PARTITICHE , INTESA COME SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome, ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di: Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APARTITICO, ovvero non siano di parte. 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APARTITICI  che prestiamo attenzione alle esigenze della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione partitica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
Sono di Cava dei Selci ... senza SE
facebook.com/groups/cavadeiselciplus/

Due Santi:
Sono di Due Santi ... senza SE
facebook.com/groups/duesantiplus/

Frattocchie:
Sono di Frattocchie ... senza SE
facebook.com/groups/frattocchieplus/

Santa Maria delle Mole:
Sono di Santa Maria delle Mole ... senza SE
facebook.com/groups/santamariadellemoleplus/
 
Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.
 

Il Centro Anziani Frattocchie (CAFM) ospite della trasmissione SIAMO NOI su TV2000

News 4 Frattocchie (94-1-0)
Antonio Calcagni

Il 9 dicembre 2025, i soci del Centro Anziani Frattocchie di Marino (CAFM) hanno partecipato alla trasmissione SIAMO NOI su TV2000 portando Marino e l'Associazione alla ribalta nazionale
 
Molto apprezzato è stato il prezioso contributo fornito dai partecipanti alla trasmissione Siamo Noi su TV2000, dove si parlava della dipendenza dai social da parte degli ultra sessantenni.
 
La loro partecipazione è consistita nel portare esempi pratici offrendo riflessioni lucide e sincere sull’uso quotidiano dello smartphone.
 
I vari interventi hanno mostrato come la tecnologia possa essere una risorsa straordinaria per comunicare, informarsi e restare connessi, ma anche come nasconda rischi reali di dipendenza e isolamento se utilizzata senza consapevolezza.
 
Le testimonianze dei i soci CAFM hanno arricchito il dibattito con esperienze dirette, portando in studio quel mix di buon senso, spirito critico e sensibilità sociale che da sempre caratterizza il CAFM.
 
Come ricordato dal Presidente del CAFM, Claudio Bornaccioni, “la presenza del CAFM in trasmissione conferma la missione dell’Associazione: stare insieme, crescere insieme e condividere conoscenze utili alla comunità.
 
Un grazie sentito ai soci che hanno dato voce alla nostra realtà con competenza, autenticità e grande spirito di partecipazione”. Chi vuole può rivedere la trasmissione cliccando su questo LINK e in particolare ai minuti 16’07” e 22’24” della registrazione.
 
Buona visione.
 
Per coloro che intendono seguire il programma offerto dal Centro Anziani Frattocchie di Marino APS (CAFM), l’invito a seguire la pagina Facebook e prendere contatto con il Presidente Claudio Bornaccioni al cel. 335-364847.

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Federica Bruni Agente Immobiliare da anni, dopo aver compiuto gli studi di Architettura e dopo aver lavorato presso un’azienda di famiglia che si occupava di edilizia, ha potuto sviluppare tecniche conoscitive in merito alla cantieristica.
Si abilita presso la CCIAA di Roma e fa esperienza nel campo immobiliare affiancando per un periodo il vicepresidente FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari) per poi intraprendere l’attività di Agente Immobiliare su Roma e Castelli Romani.
 
 
Associata FIMAA, alla quale e’ iscritta dal 2009, grazie ai numerosi convegni e ai continui programmi formativi organizzati dall'associazione cui ha partecipato, ha acquisito una notevole e specifica competenza in materia, assistendo la clientela nelle compravendite e locazioni; nella cantieristica; offrendo servizi di consulenza sia immobiliare che per ciò che riguarda i finanziamenti oltre alle problematiche urbanistiche che alle valutazioni degli immobili.
 
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Natale 2025: tre eventi di musica, solidarietà e comunità con Marino Aperta APS

News 5 Frattocchie (283-5-0)
Antonio Calcagni

Anche quest’anno Marino Aperta APS propone un ricco calendario di eventi dedicati al Natale tra Frattocchie e S. Maria delle Mole, con iniziative pensate per valorizzare lo spirito di comunità, la solidarietà e la partecipazione delle famiglie. Il programma 2025 coinvolge il Piccolo Coro del Fiore Blu, i corsi di musica e il Laboratorio dei giovani "Teatrando si cresce".
 
In particolare, il Piccolo Coro del Fore Blu sarà protagonista in ben tre momenti musicali capaci di unire generazioni diverse attraverso il linguaggio universale della musica.
 
Il primo appuntamento è previsto per venerdì 19 dicembre alle ore 17 ed è dedicato agli anziani della Casa di cura Villa Nina di Frattocchie, che potranno assistere a un Concerto solidale offerto dal Piccolo Coro. Un gesto semplice ma prezioso, che porta calore e vicinanza a chi trascorre le festività lontano dalla vita quotidiana della propria famiglia. Si esibirà in questo Concerto anche il Coro Polifonico Centro Anziani Frattocchie di Marino CAFM che eseguirà brani del repertorio del Natale.
 
Si proseguirà poi con la grande festa di sabato 20 dicembre alle ore 16 con il “Natale in famiglia”, un pomeriggio di eventi con i bambini, famiglie e adulti che si svolgerà presso l’Auditorium A. Ascolese della scuola Primo Levi di Frattocchie.
 
L’iniziativa, aperta a famiglie, bambini e a tutti coloro che vorranno, punta a creare un momento di condivisione e allegria in vista delle festività, con musica, atmosfera natalizia e la possibilità di vivere insieme un’occasione speciale. Anche in questa occasione si esibirà il Coro Polifonico del CAFM con i suoi brani del repertorio tradizionale.
 
Infine, il calendario si chiuderà martedì 23 dicembre ore 18 con il Concerto di Natale del Piccolo Coro del Fiore Blu dedicato alle famiglie, ospitato negli spazi di Bibliopop a Santa Maria delle Mole.
 
Un evento atteso e sempre molto sentito, che rappresenta uno dei momenti più intimi dell’anno per l'associazione Marino Aperta APS.
 
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, nel segno dell’apertura e dell’inclusione che da sempre caratterizzano l’associazione Marino Aperta APS.
 
"Con le diverse iniziative che abbiamo programmato" precisa la Presidente di Marino Aperta APS Michela Graziani "anche il Natale 2025 si confermerà un’occasione per ritrovare il senso autentico dello stare insieme, valorizzando la comunità, la solidarietà, la partecipazione e il talento dei più giovani. Un programma di eventi quello proposto da Marino Aperta che unisce cultura, musica e impegno sociale, portando nei vari quartieri della pianura di Marino un clima di festa e vicinanza".  
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Conosciamo le nostre preziose "amiche" piante: Il Leccio

News 6 Natura e Botanica    (commenti:1) (300-4-0)
Domenico Brancato

Pianta  antica,  possente, dall’utilizzazione versatile e ricorrente oggetto di citazione in molte leggende, la cui maestosità è possibile ammirare  anche  nei  parchi e nei giardini del nostro territorio.
 
Classificazione botanica:
Nome comune: Leccio detto anche Elce
Nome scientifico/Specie: Quercus ilex
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Fagales
Famiglia: Fagaceae
Genere: Quercus
 
Origine Nome: deriva dal latino “cerrus” , forse derivante da una radice mediterranea  kaer (bello), nel senso di bell’albero.
 
Luogo di origine: Area Mediterranea. In Italia, dove forma boschi puri anche di notevole   dimensioni, è diffuso  su tutto il territorio  nazionale  fino ai 600 metri S.L.M,  ma soprattutto nelle isole e lungo le coste liguri, tirreniche e ioniche. E più sporadicamente sul versante adriatico, tranne che in Puglia, Abruzzo e Marche.
 
Consistenza e morfologia: Trattasi di un albero sempreverde, alto fino a 20-30 metri,  dalla chioma inizialmente densa ovale, che in età adulta diventa globosa. Anche se  può assumere aspetto  cespuglioso se cresce in ambienti rupestri (rocciosi e scoscesi). E’ molto longevo, ma dalla crescita alquanto lenta.
 
Caratteristiche componenti struttura: Il tronco, sul quale spesso si innestano i rami  ad angolo retto fin dalla base,  è generalmente corto robusto contorto, rivestito da corteccia liscia di color grigio-bruno da giovane, per poi divenire grigio-bruna e screpolata;  le radici sono robuste fittonanti  profonde  e si sviluppano già dei primi anni di vita, penetrando  per diversi metri nel terreno.
 
Il che comporta una notevole resistenza alla siccità, ma anche problemi di trapianto, che la specie sopporta male.
 
Le diramazioni laterali possono essere anch’esse molto robuste e spesso emettono polloni; le foglie, portate da un breve picciolo, sono persistenti (con una vitalità di 2-3 anni), alterne, presentano una consistenza coriacea e possono avere forme diverse a seconda dell’età della pianta.
 
Negli individui giovani e nei polloni hanno margini dentellati e spinescenti (per difendersi dagli animali) e forma ovale o ellittica, con margini lisci o dentati e lamina superiore di color verde lucido, ed inferiore bianco- lanuginosa.
 
Negli esemplari adulti sono più strette e ovali, lisce e leggermente ondulate, con la parte superiore verde scuro lucente e la sottostante grigiastra densamente feltrata; i fiori maschili e femminili si trovano sulla stessa pianta (monoica), separati fra di loro.
 
Quelli maschili, di colore giallo scuro, sono riuniti in amenti penduli cilindrici lunghi fino a 7 cm; mentre quelli femminili, lunghi circa 2 mm, sono raggruppati in corti piccioli di 3-6 elementi, di colore grigio-verde con estremità rosata,  dotati di un piccolo peduncolo che li unisce al ramo.
 
La fioritura si verifica a maggio; i frutti sono delle ghiande (acheni), dette lecce, di colore verde chiaro, protette per 2/3 da cupole squamose di colore grigio cenere, portate, singole o in gruppi di 2-5, su un peduncolo lungo circa 10-15 mm. Le dimensioni variano da 1,5 a 3 cm di lunghezza, per 1-1,5 cm di diametro.
 
A maturazione, in autunno dello stesso anno della formazione, evidenziano una colorazione castano scuro con striature più marcate e la formazione di un robusto mucrone apicale; il legno è composto dall’alburno (parte più esterna, giovane, tenera e vitale, nel quale scorre la linfa grezza) di colore chiaro e del sottostante durame (parte compatta di colore scuro, non più vitale, che circonda il midollo).
 
Trattasi di un legno duro e pesante, soggetto ad imbarcazioni (deformazioni, piegature e torsioni).
 
E’ fra i legni più tannici che si conoscano
 
Tant’è che se nel legno fresco appena tagliato si conficca un chiodo di ferro, dopo qualche ora è possibile notare una piccola chiazza blu che lo circonda, dovuta all’effetto della reazione dei tannini (sostanze chimiche amare di colore scuro) con il ferro: tipico fenomeno di questa ed altre piante tanniche.
 
Riproduzione: si effettua seminando le ghiande mature in vaso, trapiantando le piantine in pieno campo, dopo circa 2 mesi (affiancandole con un supporto per mantenere eretto il fusto) e praticando pacciamature (copertura del terreno con uno strato di materiale organico  inorganico per migliorare le condizioni di crescita della pianta) con materiale ricco di sostanza organica e regolari ed abbondanti annaffiature.
 
Longevità: può giungere fino a mille anni.
 
Il leccio più antico d’Italia, denominato “l’Ilice di Carrinu”, ha un’età stimata di oltre 700 anni, si trova in Sicilia all’interno del Parco dell’Etna, nel territorio di Zafferana Etnea, ad un’altitudine di circa 937 sul livello del mare; ed essendo considerato un esemplare di eccezionale valore storico e monumentale, dal Corpo Forestale dello Stato, è stato inserito nel patrimonio italiano dei monumenti verdi.
                       (segue riproduzione particolari del leccio più antico d’Italia)
Esigenze:
  • climatiche: essendo una pianta rustica, si adatta a qualsiasi clima: da quelli meridionali a quelli centrali, purché in posizione bene esposta alla luce del sole.  Può vivere centinaia di anni anche in ambienti aridi, ma non in zone dal clima freddo. Trova l’habitat ideale nei parchi italiani, dove può dispone di molto spazio;
  • Terreno: si adatta bene a qualsiasi tipologia di suoli anche salmastri, anche se preferisce quelli non troppo umidi e ben drenati, in quanto soffre i ristagni d’acqua. Ha una crescita maggiore in terreni vulcanici e minore in quelli rocciosi calcarei e prevalentemente argillosi e friabili (sciolte);
  • Idriche: anche se resistente alla siccità, è utile la somministrazione di abbondanti annaffiature, ogni circa 20 giorni, in presenza di terreno perfettamente asciutto, specie nel primo stadio di sviluppo;
  • Nutritive: per nulla esigente, anche se è bene apportare, ogni 2–3 anni, del concime organico (stallatico o humus di lombrico) mescolandolo al terreno intorno al fusto;
  • Potatura: si esegue in autunno per sfoltire e contenere la chioma, eliminando i rami primari e secondari secchi e praticare la cimatura, al fine di favorire il ringiovanimento e migliorare l’aspetto della pianta.
Parassiti:
 
Cocciniglia del leccio - Nidularia pulvinata -: è un Emittero la cui femmina adulta è di colore bruno scuro, lunga circa 3-4 mm, con un ovisacco (formazione anatomica a forma di sacco, che serve a contenere e proteggere le uova durante la loro incubazione) ceroso biancastro che ricopre il corpo.
 
Generalmente compie una generazione all’anno.
 
Le neanidi (giovani insetti) si disperdono sui rami e sul tronco, per poi trasformarsi in femmine adulte e maschi alati per, a fine giugno-luglio, compiere la fecondazione.
 
Dato che si nutre avidamente di linfa, è causa il disseccamento della chioma infestata e dell’indebolimento generale della pianta.
 
Per combattere le infestazioni risultano particolarmente efficaci trattamenti specifici endoterapici, cioè a base di prodotti che vengono iniettati direttamente nel tronco della pianta. Il che consente la distribuzione della sostanza attiva all’interno dell’intero albero, riducendo al minimo l’impatto ambientale.
 
Altra opzione per controllare la diffusione del parassita è quella, ancora in via sperimentale, della lotta biologica attraverso la distribuzione, da fine inverno a fine agosto, di predatori come l’Exochomus quadripustulatus (che si produce in appositi laboratori) sulla vegetazione. Comunque, poiché le piante stressate sono più soggetti agli attacchi parassitari, la prevenzione più efficace consiste nel mantenerle in buona salute, praticando sistematicamente adeguate cure.
 
Afide del leccio o Pidocchio delle piante – Philloxera quercus –: è un Emittero che attacca il leccio localizzandosi sulla pagina inferiore delle foglie, sulle quali provoca ingiallimenti, macchie, accartocciamento, disseccamento e ampie aree necrotiche.
 
La formazione di nuova vegetazione, favorisce lo sviluppo del parassita; mentre le primavere piovose ne ostacolano la diffusione.
 
Per prevenire le infestazioni, quindi, bisogna evitare di effettuare potature che stimolano eccessiva vegetazione e procedere regolarmente a monitorare le condizioni di salute della pianta. Mentre la lotta consiste nell’utilizzo di: sapone molle di potassio, per eliminare gli insetti e la melata; olio di Neem, per alterare il ciclo vitale; prodotti più specifici a base di piretro; e, in casi di infestazioni severe, antiparassitari sistemici (che vengono assorbiti dalla pianta e trasportati all’interno del suo tessuto tramite la linfa, raggiungendo anche le parti non direttamente trattate), da distribuire appena si evidenziano i primi sintomi della presenza del parassita.
 
Moscerino galligeno -Dryomyia  lExochom quadripustulatusichtenst - : gli adulti, che compiono una sola generazione all’anno, sono piccoli ditteri con lunghe zampe e ali pelose.
 
In primavera depongono le uova sulle foglie, gemme, fiori e fusto. Le larve svernano all’interno delle galle che hanno creato, nelle quali completano il loro sviluppo nell’anno successivo, quando fuoriescono scavando un piccolo foro.
 
Galle, conosciute anche come cecidi, che sono dovute ad una reazione della pianta (in seguito alla deposizione delle uova del parassita) con escrescenze anomale tondeggianti, che a maturazione assumono una colorazione marrone e dimensioni del diametro variabile da pochi mm ad 4-6 cm che, in caso di elevate concentrazioni, possono ostacolare lo sviluppo della pianta.
 
Ma che, in compenso, hanno anche uno scopo difensivo nei confronti degli attacchi degli insetti, in quanto  essendo  impegnati  a  formare  le galle evitano di parassitare le ghiande.
 
La metodologia di lotta comprende: - asportazione e bruciatura delle galle quando sono verdi, per evitare la diffusione delle larve ancora al loro interno; - il posizionamento di trappole adesive gialle intorno alle piante per la cattura dei moscerini adulti  (Finalità che si può  ottenere anche con la realizzazione di trappole fai-da-te, utilizzando dei  barattoli contenente acqua e aceto  di mele e una goccia di detersivo per piatti, che rompendo la tensione superficiale dell’acqua farà affogare gli insetti che vi si poseranno); l’irrorazione  con una soluzione di olio di Neem o sapone molle di potassio sulla vegetazione infestata; - la rimozione superficiale di terreno sottostante la chioma per eliminare uova e larve del parassita; e l’accortezza di  lasciare asciugare bene il terriccio, fra una eventuale  innaffiatura e l’altra, per eliminare l’umidità necessaria all’insetto per sopravvivere.
 
Ragnetto rosso – Tetranychus urticae – è un acaro polifago che si nutre della linfa di diverse specie di piante, causando macchie depigmentate, ingiallimento, bronzature e caduta precoce delle foglie. Si manifesta con la formazione di ragnatele sottili tra le foglie ei rami e, in caso di massicce infestazioni, può causare il disseccamento di rami o di intere porzioni di chioma.
 
La prevenzione consiste nel mantenere le piante in salute ed evitare stress idrici ed eccessive concimazioni azotate, per non stimolare lo sviluppo di nuova vegetazione.
 
Mentre la lotta può essere condotta con metodi biologici con l’impiego di: olio di Neem; sapone di Marsiglia o per piatti miscelato con acqua e olio di soia; o attraverso la rimozione fisica con getti d’acqua ad alta pressione sulle foglie.  In presenza di gravi infestazioni, invece, occorre ricorrere a trattamenti a base di Piretro o Rotenone .
 
Corebo o Bupreste  fasciato del leccio – Coroebus bifasciatus -: Coleottero della famiglia dei Buprestiti, dal  corpo affusolato lungo circa 15 mm di colore verde dorato con riflessi bluastri,  depone le uova su giovani rami o sulle  ghiande.
 
Le larve appena nate penetrano e scavano gallerie discendenti all’interno dei rami e del fusto che possono raggiungere fino a 1,5 m di profondità, interessando corteccia e legno fino all’alburno.
 
Nell’inverno successivo, quando hanno raggiunto dimensioni anche di 40 mm, scavano una galleria che gira attorno al ramo fino a portarsi nelle vicinanze del suo centro, per poi risalire trasversalmente verso la corteccia, dove costruiranno la celletta pupale a forma di mezza luna, dalla quale usciranno, come adulti, verso metà giugno.
 
Ciò comporta l’interruzione del flusso della linfa, causando il progressivo disseccamento delle parti di chioma colpita. Specie in coincidenza di stagioni particolarmente secche che impediscono alle piante di produrre abbastanza linfa per annegare le larve.
 
La strategia del controllo del temibile parassita si basa su interventi di natura agronomica, mirati ad eliminare e distruggere i rami infestati, non appena si notano i primi segni di disseccamento, per impedire che gli adulti sfarfallino.
 
Limantria del leccio – Lymantria dispar -: è un lepidottero defogliatore, le larve, note come bruchi, si nutrono delle foglie risparmiando solo le nervature centrali, causandone il disseccamento e l’indebolendo della pianta. In caso di infestazioni gravi, possono colpire anche germogli e infruttescenze, dando all’albero un aspetto autunnale precoce.
 
La specie compie una sola generazione all’anno con la deposizione delle uova in inverno in ovature (aggregazione di uova) ricoperte da peluria protettiva, per garantire la schiusura in primavera-estate (Aprile-maggio).
 
Le neonate larve raggiungono la maturità e si trasformano in adulti a fine primavera-estate.
 
Le femmine hanno un corpo massiccio dotato di ali di 40-65 mm di apertura di colore biancastro con striature scure.
 
Però, non essendo in grado di volare, rimangono attaccate alla pianta ospite, segnalando la loro presenza ai maschi che volano alla loro ricerca, emettendo feromoni (sostanze chimiche prodotte da ghiandole esocrine: sudoripare, salivari, sebacee, ecc., che producono secrezioni come sudore, saliva e muco.
 
Secrezioni che vengono rilasciate sulla superficie corporea per attrarre il sesso opposto della stessa specie, allo scopo di garantirne la riproduzione) I maschi sono più piccoli e dispongono di ali con un’apertura di 35-40 mm, di  colore nocciole-brunastro con screziature più scure, che gli consentono di essere abili volatori.
 
Il controllo del vorace parassita può effettuarsi con metodi:
  • biologici e manuali: in inverno, individuando ed eliminando manualmente le ovature  e i bozzoli (involucri di cui si circondano le larve per passare allo stato di crisalide e poi di farfalla) sui rami e sul tronco; in agosto-settembre, alla comparsa delle giovani larve, trattando le piante con prodotti a base del batterio Bacillus thuringiensis, che ingerendolo ne causa la morte. Oppure impiegando nematodi benefici: piccoli vermi entomopatogeni  che penetrano nel parassita, dove rilasciano batteri simbionti che liquefanno l’insetto uccidendolo rapidamente, per poi nutrirsi e riprodursi  al suo interno, dando vita a nuove generazioni che proseguono l’attacco .
  • chimici: basati, come per il controllo della Cocciniglia, sul metodo di trattamento endoterapico, consistente nell’iniezione di insetticidi sistemici direttamente sul tronco, per impedire che  le larve si diffondano copiosamente su tutta la vegetazione.
Utilizzazioni: il legno, essendo un molto duro, veniva impiegato per la costruzione di strutture soggette a forti sollecitazioni e ad usura, come navi, doghe di botti, parti di ingranaggi e ruote di carri agricoli e traversine ferroviarie.
 
Mentre dai Greci e Romani veniva usato per creare persino le prime “Corone civiche” che, nell’antica Roma, erano un’onorificenza per chi avesse salvato la vita ad un cittadino.
 
Oggi, invece, viene impiegato nell’Araldica civica, per realizzare specifici copricapi che rappresentano gli stemmi di enti territoriali, come città e comuni, e soprattutto è utilizzato per la produzione di carbone vegetale, legna da ardere (specie per i camini) e carbone (superiore a quello che si ottiene da altre Querce) di cannello (di forma cilindrica o a bastoncini, ampiamente usato per barbecue e grigliate.
 
La cui forma cilindrica lo rende particolarmente adatto per cotture che richiedono alte temperature e una brace duratura) prodotto con legno ricavato con il metodo di coltivazione a ceduo (con periodico taglio dei tronchi per la formazione di ceppaie: parte del tronco dalla quale si sviluppano germogli che diverranno altri alberi).
 
La corteccia: essendo molto ricca di tannino, fin dall’epoca etrusco-romana, era usata per il trattamento del cuoio e delle pelli. 
 
Le ghiande: più dolci di quelle delle Querce, rappresentano un’ottima fonte di cibo per molti animali selvatici: Cervi, Daini, Cinghiali e domestici, come i Maiali. Mentre, in passato, venivano impiegati per la produzione di ottima farina per la preparazione di pane e dolci, ed abilmente tostate davano una bevanda simile al caffè.
 
La pianta: grazie alla robustezza del suo apparato radicale fittonante e alle numerose radici laterali adatte a trattenere il terreno, viene adoperata come rimboschimento e, per l’ampia proiezione della sua estesa ombra e per la compatibilità con consistenti potature della chioma, trova ampia destinazione nei parchi e nei giardini per la formazione di magistrali decorazioni (Arte Topiaria). Inoltre, essendo una sempreverde, trova impiego nella formazione di siepi per la realizzazione di  “muri verdi” (sia  per funzione divisoria che difensiva) e di barriere naturali  (nelle regioni costiere) per la protezione del vento marino salmastro.
 
Le galle, fino a pochi secoli fa, rappresentavano una delle più interessanti materie prime, per la produzione dell’inchiostro ferrogallico, ampiamente utilizzato per la stesura dei documenti ufficiali, il cui preparato prevedeva l’aggiunta di acido tannico estratto appunto dalle galle.
 
Mentre, i bambini le usavano come palline per un gioco che richiedeva abilità manuale, per riuscire a svuotarle e praticare un foro laterale, dove inserire una cannuccia per costruire una piccola pipa, nella quale soffiavano per vedere chi riusciva a tenerla più a lungo sospesa.
 
Inoltre, da esse veniva ricavata una polvere rosa utilizzabile per produrre l’Alchermes: liquore dal colore rosso.
 
Proprietà fitoterapiche e utilizzi tradizionali, in particolare:
 
Le foglie producono effetti:
  • astringenti e antinfiammatori, grazie all’elevato contenuto di tannini, con   benefici nei confronti di infiammazioni della bocca e della gola e manifestazioni di diarrea ed emorragie;
  • antisettiche (in grado di aiutare a disinfettare cicatrizzanti) e vasocostrittrici, utili per favorire la guarigione di ferite, per ridurre il sanguinamento, trattare emorroidi e ragadi anali e curare problemi cutanei come l’acne;
Le ghiande, in passato, venivano consumate, cotte, crude e tostate per il potere astringente sviluppato dalla presenza di tannini;
 
Le galle essendo anch’esse ricche di tannini, hanno proprietà astringenti, antisettiche e sono un’ottima soluzione naturale per dissenterie, ulcere, emorroidi ed emorragie. Mentre la tintura di galle è perfetta per curare il colera: malattia infettiva causata dalla tossina prodotta dal batterio Vibrio Cholerae, caratterizzata da diarrea acquosa, causa di rapida grave disidratazione, e la gonorrea: affezione causata dal batterio Neisseria gonorinoeae, che si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti o attraverso il contatto diretto con secrezioni infette o dalla madre al neonato, durante il parto, causando una congiuntivite neonatale.
 
Manifestazioni patologiche che se non trattate possono produrre l’infiammazione pelvica e l’infertilità nelle donne, e l’infezione acuta di un’articolazione -artrite settica- negli uomini.  
 
La corteccia, In passato, si usava contro i disturbi gastrointestinali.
 
I preparati ottenibili dalle descritte parti di pianta, in genere, tradizionalmente, vengono impiegati per uso: - interno, in caso di lievi disturbi intestinali e diarrea; - esterno, per fare risciacqui o gargarismi in presenza di infiammazioni della bocca, della gola e per trattare ferite, lievi emorragie, per applicazioni su geloni, iperidrosi (eccessiva sudorazione) e altri disturbi della pelle.
 
Tuttavia, il Ministero della Salute, con una Direttiva del Dicembre 2010, ha consentito di inserire negli Integratori alimentari le sostanze e gli estratti vegetali della pianta denominati: cortex, fructus, lignum e surculi (giovani getti).
 
Curiosità storico leggendarie:
  • Un ramoscello di leccio, affiancato ad un ramoscello di ulivo, nello stemma della Repubblica Italiana, simboleggiano la forza, il coraggio, la dignità del popolo e la volontà di pace;
  • Nelle civiltà greche e italiche antiche il leccio fu un albero dotato di rilevante valore sacro, positivo nel periodo arcaico (Fase della storia greca che va dall’VIII secolo a.C. al 480 a.C.) di entrambe le civiltà, per assumerne successivamente una credenza sempre più negativa, fino a contornarsi di un'aura quasi funesta nello scorrere della storia di Roma; per poi essere rivalutato nel medioevo (476 d.C. -1492);
  • Ovidio (poeta romano 43 a.C. – 17 d. C.) narra che nell’Età dell’oro (Epoca greca di prosperità: II secolo d.C.), le anime immortali, sotto forma di api, si posavano sugli amenti del leccio da cui scendeva il miele;
  • Secondo un mito dell’antica Roma, nel lecceto alla base dell’Aventino viveva Egeria: ninfa ispiratrice di Re Numa Pompilio (753 a.C. - 673 a. C.);
  • Plinio il Vecchio, cittadino romano (23 d. C – 79 d. C.) scrittore, naturalista e filosofo della natura, riporta che sul Vaticano si levava il leccio più antico della città, già oggetto di venerazione religiosa da tempi più antichi, tanto che su quest’albero c’era un’iscrizione su bronzo in caratteri etruschi (dal IX al I secolo a. C.);
  • Per i Fulgorales (sacerdoti etruschi specializzati nell’interpretazione dei fulmini  (caratteristica definita Ars Fulgurali), sembra che  il leccio fosse un albero oracolare (sentenzioso) a causa della sua predisposizione ad essere colpito  dai fulmini;
  • Nelle isole ioniche (isole dell’arcipelago greco) una leggenda, narrata dal poeta Aristotelis Valaoritis nel XIX secolo, vuole che il leccio sia stato l’unico albero che acconsentì a prestare il proprio legno per la costruzione della croce.  Per questo i boscaioli delle isole di Acarnania e di Santa Maura – Grecia - temevano di contaminare l’ascia toccando “l’albero maledetto” per il suo legame con la crocifissione di Cristo. Tuttavia nei Detti (proverbi) di Egidio, terzo compagno di San Francesco, viene difeso il buon nome del leccio, quando riferisce che Cristo lo predilige perché fu l’unico albero a capire che il suo sacrificio era necessario, così come quello del Salvatore stesso, per contribuire alla redenzione. E proprio il Signore appariva spesso a Egidio sotto il leccio che, appunto, era visto come simbolo di sacrificio e redenzione;
  • Per i Celti (Insieme di popoli indoeuropei che si espansero in Europa tra l’800 e il 300 a. C., raggiungendo, tra il IV e il III secolo a. C., l’apice della loro influenza culturale fortemente legata alla natura, il leccio era l’albero del mondo, e i Druidi (sacerdoti) erigevano i loro altari sotto le sue fronde, che erano anche luogo di riposo per i viaggiatori;
  • Nel romanzo “Il barone rampante” di Italo Calvino, il protagonista Cosimo Piovasco di Rondò, decide di salire su un elce, cioè un leccio, e di non scendere più, passando sull’albero tutta la sua vita;
  • In attinenza all’emblema della potenza e solidità attribuita al leccio, si dice che la clava di Ercole o Eracle (figura mitologica greca ed eroe leggendario per la sua straordinaria forza sovrumana) fosse fatta dal suo legno.
Oroscopo Celtico:
 
per il quale non esiste un segno specifico chiamato Leccio.
 
Ma poiché esso è spesso associato simbolicamente alla Quercia, che invece è uno dei segni principali per i nati il 21 di Marzio, corrispondente al segno Zodiacale ariete, il significato attribuito a quest’ultima è di, conseguenza, attribuibile anche al Leccio, al quale l’oroscopo dedica un solo giorno, per cui sono rari i nativi del segno.
 
Per i Celti questi alberi avevano una forza e resistenza impressionanti che i nati il 21 Marzo ereditano e rappresentano come persone che hanno bisogno di ampi spazi, grandi libertà e sono naturalmente predisposti ad essere generosi e a guidare gli altri. Saldi e perseveranti, hanno un fortissimo senso della giustizia e mantengono sempre la parola data.
 
Se privati dalla loro indipendenza, però, possono diventare aggressivi quanto basta per riaverla indietro.
 
Caratteristiche dei nati sotto questo segno che, in dettaglio, evidenziano i seguenti aspetti:
 
Pro:
 
hanno un carattere forte ed orgoglioso, così come la personalità che amano ostentare, più che nascondere. Essi sono spesso al centro dell’attenzione ed evitano i comportamenti che ritengono mediocri. Hanno spesso grandi ideali che cercano di realizzare con tutti i mezzi di cui dispongono.
 
Contro:
 
evidenziano un certo egocentrismo e raramente amano farsi da parte, anche quando non riescono in qualcosa. A volte si rivelano essere egoisti e difficilmente accettano le critiche. Hanno una grande autostima che frequentemente rischia di ingannarli, rendendoli troppo ambiziosi.
 
In amore:
 
sono amanti passionali, che preferiscono su tutto essere corteggiati e ammirati. Quando si sentono provocati possono avere improvvisi scatti d’ira. Il loro partener deve avare una personalità complementare alla loro, possibilmente altrettanto forte e sicura di sé, per poter gestire la relazione nella miglior maniera.
 
Relativi alla salute:
 
oltre a rappresentare la qualità delle persone, il segno ha dei legami con le proprietà curative delle piante associate e con specifiche potenziali problematiche o punti di forza del corpo, che trovano riscontro rispettivamente in: camomilla, ginepro, alloro, rosmarino, pimpinella e occhi, cuore, ginocchi, schiena e polmoni.
 
 

Farmacia comunale di via Tazzoli, un rilancio possibile

News 7 S. Maria delle Mole (419-12-0)
Antonio Calcagni

Ieri, dopo un’interruzione del servizio di qualche settimana, causato da alcuni problemi tecnici, la farmacia in oggetto è ritornata operativa.
 
Alla breve cerimonia di riapertura erano presenti: il Presidente (Amministratore Unico) della Multiservizi, Massimiliano Tommasi, il Presidente del Consiglio comunale, Avv. Eugenio Pisani, gli Assessori, Franco Marcaurelio, e Rinaldo Mastantuono, la dottoressa Pina Clemente, l’architetto Colantonio, e in rappresentanza del Comitato di Quartiere, Silvio Ferrante, ed il sottoscritto.
 
L’occasione è stata proficua per fare la conoscenza del Presidente Tommasi, che abbiamo ringraziato per il tempestivo intervento, che ha permesso di ridurre al minimo, i disagi causati alla cittadinanza dalla chiusura.
 
Inoltre con la rappresentanza politica presente,  e con il Presidente, abbiamo convenuto sull’importanza sociale di preservare un servizio di pubblica utilità in un’area altrimenti poco servita, sfruttando al meglio le grandi potenzialità di un manufatto di proprietà comunale, fino a farlo diventare un “Presidio Sanitario” a tutto tondo.

Il Comitato di Quartiere Santa Maria delle Mole saluta i soci ed il 2025

News 8 S. Maria delle Mole (329-11-0)
Gianni Botta

Anche per questo anno si rinnova l’incontro del Comitato di Quartiere Santa Maria delle Mole coi suoi soci per salutare l’anno trascorso e fare il punto delle attività svolte nel 2025, riassunte dal Presidente del CdQ Antonio Calcagni: il rinnovo delle cariche sociali con l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo, la conferma della presenza sul territorio con le iniziative di solidarietà a cui il CdQ ha partecipato – tra cui spiccano quelle a favore dell’AISM con l’iniziativa “Gardensia” e “La Mela di AISM –, con le attività del Gruppo Volontari del Decoro Urbano e con le istanze rivolte alle Amministrazioni comunali di Marino e Ciampino tra cui ricordiamo le segnalazioni per il parcheggio di Via Frassati e la sicurezza stradale di Via Capanne di Marino.
 
Ultima, ma non meno importante, la petizione organizzata per chiedere che Roma città metropolitana assuma in carico il tratto stradale denominato Via della Falcognana 61/a, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo, per la quale è ancora in corso la relativa raccolta firme: chi non avesse ancora aderito e volesse unire la propria firma alle centinaia già raccolte troverà i “lenzuoli” negli esercizi commerciali di Santa Maria delle Mole.
 
In un clima di affiatamento che da sempre contraddistingue questa realtà, il Presidente Antonio Calcagni ha poi accolto i presenti iniziando dai graditissimi ospiti Don Jesus, Umberto Porrino, Mirko Laurenti, intervenuti in rappresentanza delle rispettive realtà locali a testimonianza del rapporto di amicizia stretto in anni di collaborazione e vicinanza.
Prima di passare alle libagioni il Presidente ha infine salutato tutti i partecipanti che hanno rinnovato la propria iscrizione al CdQ anche per il prossimo anno: è infatti partito il tesseramento 2026 e chi vuole tesserarsi può rivolgersi ai recapiti che trovate nella sezione contatti.
 
Perché il Comitato di Quartiere Santa Maria delle Mole – costituitosi con Atto Notarile del 1994 – è una realtà attiva sul territorio che si tramanda da generazioni, ma anche pronta ad accogliere i nuovi cittadini che scelgono questa porzione della pianura marinese circondata dal Parco dell’Appia Antica.
 
Un’ultima cosa prima di lasciarvi: nelle immagini in fondo a questo articolo abbiamo messo la foto del Calendario 2026 “Pro Missione Etiopia Giovanni Marchetti” realizzato dall’Associazione Amici di Adwa, un’opera deliziosa che ha illustrato la nostra amica Albina insieme all’impegno svolto dall’associazione.
Il tempo di Natale chiama tutti a fare gesti anche piccoli, quindi vi chiediamo di sostenere con un’offerta libera chi aiuta le popolazioni di quella porzione del Corno d’Africa martoriate da anni di guerre e carestie, contattando la nostra amica Albina al numero di cellulare che trovate nella foto.

 

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Puoi richiedere informazioni, tramite il nostro “Modulo”, ai seguenti contatti:
 

- Presidente Antonio Calcagni
 

- Francesco Raso (responsabile web) 

Riapre la farmacia comunale di via Tazzoli

News 9 AVVISI (409-15-0)
la Redazione

Dopo qualche settimana di chiusura, causata da alcuni problemi tecnici, riapre finalmente la farmacia comunale di via Tazzoli, lo fa avviando una serie di servizi supplementari (giornata dedicata alla prevenzione) a cui faranno seguito una serie di altri servizi supplementari, così come avevamo suggerito con una Pec del 04/11/2025, vedi link, inviata al Presidente (Amministratore Unico) Massimiliano Tommasi.
 
Nel ribadire ancora una volta le straordinarie potenzialità della suddetta farmacia, ringraziamo il Presidente Tommasi, per la disponibilità dimostrata ad accogliere le nostre istanze, e ci auguriamo di poterlo incontrare al più presto. 
 
Sabato 13 dicembre 2025, la Farmacia Comunale n.13 di Santa Maria delle Mole riapre al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione. Per l’occasione, vi aspettiamo con un’iniziativa gratuita dedicata alla prevenzione del diabete e alla salute metabolica.
 
Cosa offriamo?
Un controllo completo del rischio diabete, che comprende:
- Rilevazione della glicemia capillare
- Misurazione del peso corporeo e della circonferenza vita
- Somministrazione di un breve questionario validato dalla Regione Lazio per calcolare il rischio di sviluppare il diabete
 
Tutto in pochi minuti, gratuitamente e con il supporto del personale qualificato della farmacia.
 
Orari dell’iniziativa:
Mattina: 08:30 - 13:30
Pomeriggio: 16:00 - 19:30
 
Dove:
Farmacia Comunale n.13
Via Don Enrico Tazzoli 4
Santa Maria delle Mole – Marino (RM)
Tel. 0683930757
 
Perché partecipare?
Con l’arrivo delle festività natalizie, è importante tenere sotto controllo i fattori di rischio legati all’alimentazione e allo stile di vita. Scoprire il proprio stato di salute oggi, può aiutarti a vivere meglio domani.
 
Ti aspettiamo per ripartire insieme dalla salute!
 
Inoltre, riparte anche il SERVIZIO RECUP per prenotare visite specialistiche ed esami diagnostici direttamente in farmacia.
 
Orari RECUP – Farmacia Tazzoli:
- Lunedì: 08:30 – 13:00
- Mercoledì: 08:30 – 13:00
- Giovedì: 16:00 – 19:30

Marino sotto le bombe del Piano Regolatore di Cecchi

News 10 Marino    (commenti:3) (301-13-2)
la Redazione

Nel 1947 Zaccaria Negroni, leader del CLN antifascista di Marino, primo Sindaco nell’immediato dopoguerra, a cui abbiamo dedicato la nostra sezione per le sue immense qualità morali e l’altruismo, pubblicò il libro “Marino sotto le bombe”, in cui descrisse gli orrori del bombardamento della nostra città nel febbraio del 1944.
 
Con il dovuto rispetto nei confronti di Negroni, ci sentiamo di trarre un’analogia con i danni che il Piano Regolatore (PUGC) voluto dal Sindaco Cecchi e dalla parte vicina ai costruttori dell’Amministrazione Comunale di “destra-centro” causerà a Marino, se dovesse essere approvato dalle Autorità sovraordinate, nonostante sia bocciato dalla maggioranza dei marinesi.
 
Il Piano Urbano Generale Comunale PUGC prevede:
- Costruzione di circa 650.000 mc
 (circa 213.000 mq) di insediamenti residenziali, prevalentemente in zone con vincoli paesaggistici, archeologici, di diverso tipo, tra cui quelle adiacenti all’Appia Antica, patrimonio della cultura mondiale e sito UNESCO, e anche all’antica città di Bovillae.
- Le costruzioni (palazzine alte fino a 4 piani) intendono insediare almeno 6.551 residenti, che non saranno cittadini di Marino, ma nuovi residenti trasferiti da altri comuni del Lazio. Non avranno o troveranno lavoro a Marino, ma faranno i pendolari verso i loro posti di lavoro, trasformando Marino in una città dormitorio e incrementando traffico e pendolarismo.
- Tutto questo comporterà un consumo di ben 704.808 mq della superficie comunale, di cui 296.511 mq di suolo agricolo, come da dati ufficiali del PUGC.
 
Superfice territoriale comunale                     mq 24.171,803;
Superfice previsione di trasform del PUCG  mq 704.808;
Di cui suolo agricolo                                      mq 296.511.

- Il PUGC non è stato sottoposto ad approvazione da parte della popolazione (ad es. con un referendum), e non ha mai fatto parte della proposta elettorale del partito che l’ha elaborato e che intende realizzarlo (Forza Italia). I Consiglieri e un Assessore di un partito della coalizione, la Lega, sono fortemente contrari, si sono dissociati nel voto in Consiglio Comunale e il Sindaco Cecchi (Forza Italia), ardente sostenitore e promotore del piano, lì ha esautorati dai loro incarichi.

- Un simile trasferimento di popolazione andrebbe concordato e coordinato sia a livello della Regione Lazio, sia con i comuni limitrofi o dello stesso comparto, che ne subiranno le ripercussioni (si pensi ad es. al problema della mobilità, del pendolarismo, del traffico, tutti aggravati o aumentati, o delle risorse e servizi sanitari).

- Non è prevista in alcuna misura la costruzione di case popolari per i ceti meno abbienti. Tutto il piano non è opera concepita dalle Autorità preposte a valutare e programmare il territorio e l’edilizia in base alle esigenze pubbliche, ma è stato concepito, elaborato e strutturato primariamente intorno a interessi dell’edilizia privata, cioè dei costruttori.

- Oltre al patrimonio paesaggistico e archeologico e quindi alle vestigia e al retaggio della culla della primigenia civiltà latina lungo la Via Appia Antica (come anzidetto bene UNESCO), sarà danneggiato irrimediabilmente il delicato e complesso ecosistema di Marino e dei Castelli Romani. Vi sarà con ogni probabilità ulteriore captazione d’acqua dalle sorgenti dei laghi di Albano e Nemi, con ulteriore abbassamento del loro livello. Ne soffriranno anche la flora, e la fauna, già confinate in spazi esigui, quasi non compatibili con il loro normale ciclo vitale.

- Di fronte agli gravi svantaggi e danni irreversibili le giustificazioni addotte dai promotori sono di due tipi:
A) Le aree adibite alla costruzione sarebbero dei “margini urbani”, cioè zone di confine tra gli insediamenti urbani e le zone agricole, protette da vincoli paesaggistici e archeologici. Secondo la narrativa del PUGC, questi “margini” sarebbero già compromessi per la presenza di costruzioni, possibilmente anche abusive, che avrebbero creato molti lotti interclusi, per cui l’urbanizzazione andrebbe “sistemata e completata”. Tutto ciò non è semplicemente vero (!). Le zone agricole, e protette da vincoli, sono nel complesso bene conservate, e non intaccate da cemento.
B) I coefficienti urbanistici di un decreto ministeriale del 1968, che prevedono che ogni cittadino deve avere un minimo di 18 mq in totale tra scuole d’obbligo, ospedali, spazi verdi e parcheggi, non verrebbero rispettati a causa di carenti scuole d’obbligo e i parcheggi. Il PUGC farebbe raggiungere questi standard in quanto le autorizzazioni a costruire verrebbero date ai proprietari a patto che cedano una parte del terreno al Comune, per realizzare questi “standard urbanistici”. Occorre ravvisare innanzitutto che i calcoli fatti nel PUGC si prestano a forti dubbi per il modo in cui sono stati elaborati.
Soprattutto:
• Il PUGC, rovistato da capo a fondo, non specifica concretamente quali siano questi “standard urbanistici”. Si parla genericamente di “parcheggi”, “servizi urbanistici” etc. Riguardo ai parcheggi, e la circolazione, il problema casomai verrebbe aumentato per l’arrivo di almeno 4000 nuovi veicoli.
• Il PUGC intende risolvere il problema della presunta carenza dei servizi urbanistici aumentando la presenza di fabbricati e di nuovi cittadini: in realtà verrebbe aggravato lo stesso problema.
• L’attuale eccessiva presenza di costruzioni e fabbricati, che ha portato alla carenza dei servizi, è stata indotta e realizzata dalle stesse forze politiche di appartenenza del Sindaco, che a partire dagli anni ’90 hanno favorito, privilegiato la costruzione di insediamenti residenziali senza tenere conto del suddetto DM 1444/1968. Sono state quindi responsabili delle carenze dei suoi coefficienti, e ora esse stesse pensano di sistemarle con nuovi massicci insediamenti e costruzione di fabbricati, in un circolo vizioso senza fine.
• La realizzazione di tutti questi insediamenti, definiti eufemisticamente “trasformazioni” nel PUGC, si verificherebbe in modo sparso su tutto il territorio comunale, a macchia di leopardo, parcellizzate, a lenzuolate, rendendo difficile una contestazione punto per punto. Questa cementificazione è progettata con una incredibile varietà di categorie e sottocategorie, diverse tra l’altro nell’ambito di uno stesso gruppo, che rende il lavoro di contrasto molto complesso sia quantitativamente che nella trattazione tecnica di ciascuna. Menzioniamo il loro nome con il loro acronimo:
- Aree di completamento del margine urbano derivanti da previsioni pregresse” – ”Acpp”;
- “Aree di completamento – Acp” (sono 12, e sono le più impattanti perché in esse verrebbero realizzati la maggior parte degli insediamenti)
- “Aree di completamento per attività e servizi - Aca”
- “Aree di completamento ad attuazione diretta, derivanti da previsioni pregresse -Acd”;
- “Aree degli Interventi di completamento – IC”: sarebbero “aree di piccole
dimensioni che rispondono agli obiettivi di completamento dei margini dell’edificato, della rete viaria e della dotazione di parcheggi”.
- “Ambiti di rigenerazione-polarità –”Arp”, secondo la Relazione Generale “sono perimetri indicativi che individuano sistemi composti da porzioni di ambiti urbani degradati o sotto-utilizzati da riqualificare e rivitalizzare”;
- 3 tipi di “Aree da acquisire per dotazioni pubbliche” o” DPA”, diverse tra di loro, in cui i cittadini che mettono a disposizione una parte del terreno possono essere ricompenstati da autorizzazioni edili anche a distanza (!); nella sottocategoria più numerosa sono 13.
- “Nuclei di Recupero - Aree Na1, Na2, Na3”: si tratta di fabbricati residenziali costruiti abusivamente. In genere sono posti in aree con vincoli paesistici e archeologici importanti. I nuclei Na1 hanno costruzioni già realizzate e segnalate nel 2011; gli Na2 sono di nuova costruzione; gli Na3, non meglio specificati sono “da completare” (!).
- Diverse “aree per attività produttive e commerciali da completare o ristrutturare – PR”; in genere sono state costruite abusivamente, e neanche accatastate. Tra di esse spicca una villa lussuosa di circa 4000 mq con annessa grande piscina, SPA e garage per auto di lusso, in zona in cui vigono molti vincoli, tutto spacciato come “attività produttiva e commerciale”;
- Dotazioni private, individuate con le sigle “Spr e Spr*”; Impianti sportivi privati esistenti, con la sigla “Ispr e” impianti sportivi privati di progetto, con sigla “Ispr_p”
- “Aree attrezzate per attività sportive e del tempo libero all’aria aperta in contesto periurbano”, indicate con la sigla “Aast”.
 
Da notare che secondo il PUGC i coefficienti di edificazione sono variabili; se il terreno è ampio 4500 mq essi aumentano considerevolmente. Non solo, ma proprietari, anche di lotti non contigui, che si mettono d’accordo tra di loro, raggiungendo almeno 4500 mq, avranno anch’essi coefficienti edili aumentati notevolmente (!). La possibilità di costruire può essere trasferita (“fatta atterrare”) in terreni situati altrove, anche distanti (!)
Non mancano infine casi di favoritismo / conflitto di interesse che riguardano membri della stessa Amministrazione, un consigliere comunale; e ciliegina sulla torta un caso di violazione dell’Art. 78 del TUEL (Testo Unico deli Enti Locali), che riguarda proprio il Sindaco Cecchi, su una concessione che riguarda sua sorella.
 
Per questo abbiamo presentato un ricorso al TAR, con il deliberato proposito di *annullare l’intero PUGC*, prima di passare a un eventuale secondo ricorso, sempre al TAR, alla fine del procedimento di controllo e revisione da parte della autorità sovraordinate (Area Metropolitana, Regione, Soprintendenze).
Occorre fermare questo piano molto aggressivo e impattante che intende implementare il cemento in tutto il territorio comunale. Il problema è anche alla radice, perché oggi l'edilizia pubblica è tutta delegata agli interessi privati, dei costruttori e proprietari, specialmente quelli grandi! E quindi anche delle forze politiche che li rappresentano.
 
 
Autore: Mauro Abate, presidente della Sezione di Marino di Italia Nostra “Zaccaria Negroni”

"Aspettando il Natale": al Parco della Pace una magia mai vista prima

News 11 Cava dei Selci (414-12-0)
Eleonora Persichetti

È stato un successo l’evento Aspettando il Natale, andato in scena al Parco della Pace di Cava dei Selci. Un appuntamento attesissimo che ha superato le aspettative, trasformando l’intera area verde in un autentico villaggio natalizio, ricco di luci, emozioni e sorprese.

Lungo il viale e all’interno del parco decine di stand hanno animato la giornata, accogliendo famiglie, curiosi e visitatori di tutte le età. I protagonisti assoluti? I sorrisi dei bambini, la musica, e naturalmente… Babbo Natale! Arrivato più volte durante l’evento – dalla merenda alla staffetta degli elfi, fino al momento delle letterine e alle foto nella sua casetta – ha portato con sé la vera atmosfera delle feste, scandita dal suono dei suoi immancabili campanelli.

Molto partecipata anche la tombolata natalizia, che ha distribuito premi a ben 33 vincitori, mentre gli interventi tematici dell’apicoltore e dell’osteopata hanno raccolto grande interesse da parte del pubblico. Il laboratorio per bambini ha visto mani all’opera con l’impasto del Didò alimentare e la creazione di decorazioni natalizie fatte a mano.

Roma Animazione ha reso ancora più speciale l’esperienza con giochi gonfiabili e gratuiti per tutti, mentre sul fronte artistico, emozioni a non finire con il Piccolo Coro del Fiore Blu la mattina e il NaTalent Show nel pomeriggio, che ha premiato una talentuosa giovane pattinatrice sulle note di Mariah Carey.

Un evento riuscito, curato da Mamme Insieme, Centro Anziani di Cava dei Selci e Amici per Caso di Ariccia, che insieme hanno dato vita a qualcosa di straordinario. Un sogno diventato realtà, come ricorda una frase tanto cara agli organizzatori: “Se puoi sognarlo, puoi farlo”.

E ieri, quel sogno ha avuto il sapore più dolce del Natale.

"Come Romeo e Giulietta"

News 12 S. Maria delle Mole (491-16-0)
Eleonora Persichetti

 
Quando l’amore oltrepassa i confini sociali. Una storia moderna che conquista il pubblico
 
 
Cosa hanno in comune un motorino rubato, un meccanico dal talento raro e una studentessa della Sapienza cresciuta in una famiglia altolocata?
La risposta è Come Romeo e Giulietta, lo spettacolo messo in scena al teatro Officina Arte e Cultura a Santa Maria delle Mole, che ha acceso l’entusiasmo del pubblico registrando un doppio sold out e guadagnandosi una replica straordinaria. Un racconto contemporaneo che attinge alla tradizione per ripensarla con freschezza, restituendo al tema dell’amore ostacolato tutta la sua forza narrativa.
 
Una storia antica che parla al presente
 
Scritto da Giuliano Calandra e Roberto Pallocca e diretto da Calandra stesso, Come Romeo e Giulietta trasporta il mito degli amanti contrastati nella Roma di oggi, precisamente a Spinaceto.
Qui vive Giulia, studentessa universitaria e figlia di un ricco “conte” moderno. Il suo incontro con Romeo, meccanico abilissimo e dall’animo sincero, avviene per caso - un motorino rubato che diventa scintilla di un amore immediato e travolgente.
Ma come nell’originale shakespeariano, le differenze sociali e familiari diventano ostacoli, creando un conflitto che non frena, ma amplifica la forza del sentimento.
 
 
Un cast giovane che convince
 
A interpretare i protagonisti sono Alice Tempesta e Tommaso Lo Cascio, entrambi credibili, spontanei e capaci di restituire le sfumature dell’amore giovane: la timidezza, l’audacia, la paura e il desiderio.
Le coreografie di Giulia Ortenzi aggiungono movimento e poesia ai momenti più intensi, mentre la voce narrante di Gabriele Ortenzi accompagna la storia con tono caldo e coinvolgente.
 
 
Regia essenziale, emozione piena
 
La regia è centrata sugli attori: pochi oggetti, luci mirate e un’atmosfera che fa emergere sentimenti e contrasti.
L’essenzialità diventa così una scelta espressiva: il palcoscenico è lo spazio dell’emozione, dove i sentimenti si muovono senza fronzoli.
Il ritmo è fluido, alterna leggerezza e profondità, e lascia allo spettatore quel margine di identificazione che rende la storia più viva.
 
Un messaggio semplice e potente
 
Sul palco si racconta l’amore come forza che supera classi, pregiudizi, contesti: un’energia che brucia, talvolta in fretta, ma che vale sempre la pena di essere vissuta.
Come Romeo e Giulietta è anche un invito a guardare oltre le apparenze, a riconoscere che a volte sono proprio le differenze a creare i legami più veri. “Da soli”, come si legge sul murales, non si va da nessuna parte.
 
Non stupisce che tutte e tre le date abbiano registrato il tutto esaurito: Come Romeo e Giulietta è uno spettacolo fresco, sincero, ben interpretato e capace di conquistare il pubblico con semplicità e verità.
Adatto a chi vuole lasciarsi emozionare da una storia che, pur parlando di oggi, conserva il fascino universale dell’amore impossibile.
 
 

A Marino prende il via il progetto IL RAGGIO VERDE 3.0

News 13 Marino (272-2-1)
Eleonora Persichetti

Coinvolto, oltre al SAI @Home e al CAS di UCNB di Marino, anche l’ex Noviziato del Don Orione di Velletri
Obiettivo: coinvolgere comunità locali e sviluppare integrazione linguistica e culturale
 
Il progetto Il Raggio Verde 3.0, ideato da Sabina Barzilai, organizzato dall’Associazione culturale Artemista e sostenuto per il terzo anno consecutivo dai fondi OttoPerMille della Chiesa Valdese, è iniziato a novembre 2025.
 
Il sottotitolo recita I Mondi simili che resistono a significare la prosecuzione del lavoro delle precedenti annualità.
 
Il Raggio Verde 3.0 è un laboratorio multidisciplinare di integrazione plurilingue tra rifugiati e popolazione autoctona. Come le precedenti due annualità si avvale della collaborazione della cooperativa Una Città Non Basta che gestisce il CAS di Piazza Garibaldi a Marino e della collaborazione del Centro SAI @Home di Via Cesare Colizza (sempre a Marino) gestito dalla Cooperativa Centro per l'Autonomia con sede a Roma.
 
Quest'anno il progetto si vede arricchito di un terzo sito, precisamente localizzato a Velletri dove si trova l'altro centro di accoglienza, gestito dalla cooperativa Una Città Non Basta, presso la struttura dell’ex Noviziato del Don Orione, in cui si trovano ospiti di varie etnie, soprattutto provenienti dal continente africano (Congo e Nigeria).
 
“Gli obiettivi che si intendono perseguire e ulteriormente approfondire in questa terza annualità sono quelli dei precedenti anni – dichiara Sabina Barzilai ideatrice e coordinatrice del progetto - Coinvolgere le comunità locali, in questo caso non solo quella di Marino ma anche quella della città di Velletri, sviluppare questo aspetto di integrazione linguistica e culturale avvalendosi anche dell'aiuto di mediatrici linguistiche. Ricordiamo che le nazionalità sono le più disparate, ci sono donne in nuclei familiari provenienti di etnia araba, provenienti dalla striscia di Gaza, dalla Palestina, dall'Egitto, dalla Tunisia nonché nuclei familiari e donne provenienti dall'Afghanistan, di lingua farsi”.
 
Il progetto si concluderà il 20 giugno 2026 con una o più restituzioni ad opera delle partecipanti al progetto Raggio Verde 3.0.
 
“Dopo due anni di collaborazione, il progetto Raggio Verde 3.0 continua a coinvolgere le nostre beneficiarie e i nostri beneficiari provenienti da tutto il mondo – queste le parole della Responsabile del Centro SAI @Home di Marino Milena Cannatà - Il teatro diventa come sempre luogo di inclusione ed incontro tra culture. Con entusiasmo e sincero affetto il SAI @Home di Marino anche quest'anno c'è”.
 
“Siamo felici di partecipare ancora a questo progetto (Raggio Verde 3.0) che ci permette di mettere in relazione culture diverse e continua a farci crescere per costruire una nuova comunità” questa la Dichiarazione della Presidente di UCNB Maria Rosaria Calderone.

Le Osservazioni di Boville al PUCG: intervista a Pino Cardente

News 14 Frattocchie    (commenti:4) (415-11-13)
Eleonora Persichetti

“Il nuovo PUCG del Comune di Marino ha sollevato illegittimità e contrarietà. La Comunità Metropolitana di Boville ha presentato sei Osservazioni per “errori, dati confusi, quartieri spariti e enorme cementificazione a Boville: + 30% = 50.000 abitanti”.
Così afferma Pino Cardente, Presidente dell’Associazione Sempre Boville e Storico promotore dell’autonomia comunale di Boville, con il quale abbiamo fatto quattro chiacchiere al riguardo.
 
1. “Piano improcedibile: ignora la sovranità dei cittadini”
 “Marino non rappresenta Boville e non può pianificarla”
Perché definite ‘improcedibile’ il PUCG (Piano Urbanistico Comunale Generale)?
 
Cardente: Perché nasce ignorando principi costituzionali essenziali: la Comunità di Boville non ha un suo Comune e quindi non può esercitare la propria sovranità urbanistica. Marino non rappresenta democraticamente Boville e non ha titolo per decidere il suo sviluppo. Inoltre, il quadro istituzionale è in evoluzione: con la futura Roma Capitale Metropolitana cambieranno molte competenze urbanistiche. Insomma, un piano illegittimo e già vecchio prima ancora di entrare in vigore.
 
2. “Marino Nuova? Un nome per cancellare Boville”
“Per giustificare più cemento, si fanno apparire uniti i territori diversi”
Il piano parla di “Marino Nuova”, includendo Boville. Cosa significa?
 
Cardente: È un imbroglio artefatto. Non valorizza nulla: cancella l’identità di una Comunità che rappresenta il 65% del territorio ed il 75% della popolazione. Ma soprattutto serve a giustificare una cementificazione massiccia a Boville portata a 50.000 Abitanti (aumenta di 12.000 = + 30%): violando gli Indici minimi per Servizi/Abitanti (DM. n.1444/1968), sbilanciata per verde e ossigeno (concentrati nei lontani boschi di Marino).
 
3. “Non è localismo: è un diritto costituzionale”
State difendendo solo un’identità locale?
 
Cardente: Assolutamente no. L’identità è un diritto costituzionale del Cittadino. Ma qui c’è di più: il PUCG è eccessivamente tecnico e volutamente confuso, tanto da impedire ai Residenti di partecipare davvero alla tutela del territorio. Dubito che gli stessi Consiglieri Comunali abbiano potuto leggere e comprendere bene le confuse 1.524 pagine di materiali (quanto ci costa  un lavoro così fatto male? Emerge lo spreco di soldi dei contribuenti).
 
4. “Due realtà diverse: il piano doveva essere doppio”
“Come nel PRG del 1979: un piano per Marino, uno per Boville”
Perché accusate Marino di non aver agito da ‘buon padre di famiglia’?
 
Cardente: Perché avrebbe dovuto redigerlo in due parti distinte: una per Marino, una per Boville. Fu fatto nel 1979, e allora funzionò. Qui si annullano invece confini, dati e identità diverse, per tentare di rappresentare un territorio artificiale: “unitario”, quando invece ve ne sono due diversi, distinti e lontani.
 
5. “Caos archeologico: il Patrimonio Unesco non è un dettaglio”
“Edificazioni nella Buffer Zone di Bovillae? Incredibile ma vero”
Cosa avete trovato nella rappresentazione dei siti archeologici?
 
Cardente: Un caos totale voluto: simboli illeggibili, epoche mescolate, confusione tra l’antica Bovillae e la Marino medievale. Ma il punto più grave è che il PUCG prevede nuove edificazioni nella Buffer Zone di Bovillae, appena riconosciuta dall’Unesco insieme all’Appia Antica quale “Patrimonio dell’Umanità”. È un grave errore che compromette un patrimonio unico al mondo: che il Governo Italiano si è impegnato a salvaguardare e valorizzare.
 
6. “Toponimi sbagliati: un territorio riscritto male”.
“Quartieri confusi, altri scomparsi: guarda caso, proprio dove si costruisce di più”.
La quarta Osservazione riguarda la toponomastica. Problema marginale?
 
Cardente: Tutt’altro. Se sbagli i nomi, sbagli le mappe. In questo PUCG ci sono Quartieri e Zone Storiche (anche distanti km) come Palaverta che finisce a Collepicchione (lontano 2 Km, a + 100 m. di altezza), Castelluccia finisce sia Due Santi e che a Falconella, Falconella finisce nell’abitato di Castelluccia; altri, come Fontana Sala (con lo stesso Rio Petroso: Emissario del Lago) o Sassone scompaiono. Quando gli errori si concentrano proprio dove si prevedono nuove e grosse cementificazioni, la domanda sorge spontanea: errori casuali o causali?
 
7. “Boville e Marino: storie diverse, ignorate”
“Un territorio millenario confuso con un borgo medievale”
Cosa manca nella storia del territorio raccontata dal PUCG?
 
Cardente: La distinzione fra Boville e Marino: Boville ha radici millenarie nell’Agro Romano; Marino è un borgo medievale su un colle. Nel Novecento molte terre fertili di Boville sono passate a Famiglie Marinesi (distruggendone resti e siti di superficie), per poi finire nella speculazione latifondista e cementificatrice.
 
8. “Dati confusi, numeri sbagliati: così non si pianifica”
“Il Comune non può passare da 26 a 24 km² per magia”
Che cosa non funziona nei dati del piano?
 
Cardente: Moltissimo. La superficie comunale, da sempre di 26,1 km², diventerebbe improvvisamente di 24,17. Le previsioni demografiche sono incoerenti e arrivano a prevedere 65.000 abitanti, di cui 50.000 solo a Boville.         I dati non sono disaggregati per ognuna delle due Comunità territoriali: vi si usano stime vaghe, non dati certi e grafici reali. Con numeri così confusi, nessuna programmazione seria è mai possibile.
 
9. “Serve una revoca. E un percorso nuovo, trasparente”
“Questo PUCG non tutela Territorio, Persone, Operatori Economici”.
Cosa chiedete ora?
 
Cardente: La revoca del PUCG, anche in autotutela. Servirebbe un lavoro serio e partecipato, che riconosca l’identità di Boville, tuteli l’Unicum Appia Antica–Bovillae e costruisca un futuro equilibrato per l’intera Comunità Bovillense. Ma, questo con Marino non è mai Possibile! Quindi, torna come necessaria ed urgente, anche per poter fare una seria ed utile programmazione urbanistica di Boville, la immediata ricostituzione del Comune Autonomo di Boville! …e, visti i rischi irreversibili che ci fanno correre, non si può più esservi indifferenti (convivere da Sudditi Sfruttati col Sistema di Potere Cementificatorio)!

Il grande sistema Colosseo-Fori-Appia Antica

News 15 Nazionali (356-8-0)
Antonio Calcagni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo sul futuro della nostra Appia Antica, del dottor, Simone Quilici, architetto e paesaggista, che dal 2019 ha diretto il Parco Archeologico dell'Appia Antica fresco di nomina quale Direttore del Parco Archeologico del Colosseo.
 
Il dottor Quilici ha dedicato anni di lavoro al recupero degli itinerari culturali e dei sistemi territoriali, contribuendo in modo determinante al riconoscimento della Via Appia Antica come 60° sito italiano del Patrimonio UNESCO, ottenuto lo scorso anno.
 
 
“Il Parco Archeologico dell’Appia Antica, istituito nel 2016 come ente autonomo del Ministero della Cultura, ha il compito di tutelare e valorizzare un territorio unico al mondo, dove archeologia, natura e paesaggio formano un sistema continuo dalle porte di Roma ai Castelli Romani.
 
Questo sistema unitario era stato già individuato dai ministri Ruggero Bonghi e Guido Baccelli alla fine dell’Ottocento, ripreso dall’architetto e urbanista Gustavo Govannoni negli anni Venti del XX secolo con l’idea del “cuneo verde” e infine rilanciato nella seconda metà del Novecento da Antonio Cederna e Vittoria Calzolari, pionieri e paladini della tutela del paesaggio in Italia.
 
Il Parco gestisce monumenti, aree archeologiche e tratti demaniali dell’antica via Appia, coordinandosi con il Parco Regionale per gli aspetti naturalistici. L’azione di tutela da parte delle istituzioni è da sempre affiancata dalle attività delle associazioni ambientaliste: tra queste Italia Nostra e Legambiente che hanno giocato un ruolo importante nella sensibilizzazione pubblica contro abusivismo e degrado.
 
Negli ultimi decenni numerosi interventi di scavo, restauro e acquisizione di nuovi beni — tra cui Capo di Bove, il Mausoleo di Sant’Urbano, la Villa dei Tritoni e Villa Massenzia - hanno ampliato il circuito di visita e favorito forme di riuso culturale del patrimonio. I restauri hanno interessato acquedotti, tombe, ville, chiese e percorsi storici, spesso accompagnati da nuove soluzioni multimediali e da progetti di accessibilità. Il programma “Appia Regina Viarum” e i lavori lungo il tracciato esterno al GRA puntano a mettere a sistema il grande cammino da Roma a Brindisi.
 
Le attività scientifiche sono sviluppate in collaborazione con istituti di ricerca, università e l’Istituto Centrale per il Restauro, mentre un progetto di rilievo e digitalizzazione condotto con il Politecnico di Milano sta costruendo un vero e proprio “digital twin” del territorio. Un ruolo strategico avrà il progetto URBS, finanziato dal Piano Nazionale Complementare al PNRR con 30 milioni di euro: esso mira a ricucire il rapporto tra centro e periferia, incrementare le aree visitabili, migliorare l’efficienza energetica degli edifici storici e potenziare l’accoglienza, anche grazie alla piattaforma digitale MUVI Appia.
 
Parallelamente, il Parco sviluppa iniziative di valorizzazione, didattica e partecipazione, con mostre, spettacoli, attività educative inclusive e nuovi strumenti di fruizione. Il riconoscimento UNESCO dell’Appia nel luglio 2024 rappresenta una tappa decisiva: consente una gestione coordinata dell’intero asse viario e rafforza il ruolo centrale del Parco nella tutela e nella valorizzazione culturale della “Regina Viarum”.
 
La nuova sfida è ora rilanciare il sistema unitario Colosseo-Fori-Appia per redistribuire i flussi turistici della Capitale e per ribadire la centralità del sistema ambientale che lega i Castelli Romani alla valle del Tevere e a Roma, caratterizzato dal grande asse dell’Appia a partire dal Miliarium Aureum nel Foro Romano”.

Incidente sfiorato davanti all’ingresso delle Scuole Verdi-Ciari

News 16 S. Maria delle Mole    (commenti:2) (1.486-23-3)
Antonio Calcagni

Pubblichiamo un messaggio di allarme che abbiamo ricevuto da una signora che ha rischiato di essere investita, insieme al proprio figlio, mentre lo stava accompagnando alla scuola Verdi.
 
Questo a causa della commistione tra pedoni ed auto che si crea quotidianamente davanti alla piccola piazzetta adiacente a via Maroncelli.
 
Buongiorno, martedì 25 novembre, mio figlio stava per essere investito da una macchina che si muoveva in retromarcia nel parcheggio antistante la scuola (macchina peraltro parcheggiata davanti al cancello della scuola).
 
Mio figlio era attaccato a me e con un gesto sono riuscita ad allontanarlo, rischiando di essere investita io stessa.
 
NON FACCIAMO FINTA DI NIENTE, QUESTA VOLTA È CAPITATO A ME MA POTREBBE CAPITARE A VOI DI VIVERE QUESTA BRUTTA ESPERIENZA CON VOSTRO FIGLIO/NIPOTE.
 
Vorrei ricordare a tutti i genitori, nonni, zii, di prestare la massima attenzione quando si fa manovra nel parcheggio davanti la scuola, e possibilmente di EVITARE l’ingresso nel parcheggio negli orari di entrata ed uscita della scuola perché è pericolosissimo.
 
Abbiamo un comodo parcheggio a pochi metri in via Fratelli Cervi?
 
Un incidente evitato per poco, che ricorda da vicino quanto già successo circa 2 anni fa', nella medesima situazione di caos, una signora finì all’ospedale.
 
La soluzione rimane sempre quella, ovvero aprire quel famoso cancello che collegherebbe il grande parcheggio a cui fa riferimento la signora, direttamente con la scuola.
 
Un’opera da noi richiesta oltre 3 anni fa e supportata dalla raccolta di oltre 400 firme, e che nell’agosto scorso con la sua realizzazione sembrava cosa fatta.
 
Sono passati invece altri quattro mesi ma il cancello realizzato continua e rimanere chiuso, ed i rischi che qualcuno si faccia male aumentano.
 
Fino ad ora abbiamo pazientemente atteso che lorsignori si dessero una mossa ora però la pazienza sta per finire. A buon intenditore poche parole.

Lettera denuncia di una mamma della scuola Vivaldi

News 17 S. Maria delle Mole    (commenti:1) (2.071-56-3)
Antonio Calcagni

Questa di seguito è la mail scritta da una MAMMA, una mamma vera … alle ore 4:43 … di questa notte, preoccupata per i suoi due figli, per questa madre la soluzione sarebbe tenere i propri figli a casa o pretendere che si renda un servizio pubblico quantomeno decente?
 
Buongiorno, scrivo a quest'ora questa e-mail perché il pensiero di circa 500 alunni e circa 80 lavoratori (tra docenti e collaboratori) che dovranno affrontare un'altra giornata di gelo nel plesso Vivaldi, NON MI FA LETTERALMENTE dormire! In qualità di Presidente del Consiglio dell'Istituto Comprensivo di S. M. delle Mole, vi chiedo come sia stato possibile arrivare a questa situazione, dove ragazzi e docenti debbano stare in una situazione climatica che oggi prevede la temperatura minima pari a 6° e la massima pari a 13°.
 
Chiedo riscontro alla circolare n. 42 (che allego) inviata dal Dirigente Scolastico in data 24/11/2025 in merito alla misurazione della temperatura nel plesso Vivaldi per stabilire se è possibile o meno la permanenza a scuola.
 
Comprendo che la rottura dell'impianto di riscaldamento non sia prevedibile in una situazione normale, ma vi chiedo se sia normale arrivare alla situazione odierna.
 
Perché una caldaia vecchia, che dava problemi da anni, non è stata sostituita prima? Perché non è stato possibile richiedere un lavoro straordinario H24 dei tecnici al fine di risolvere la problematica nel minor tempo possibile?
 
Allego foto SIMBOLO di questo disagio che stanno vivendo i ragazzi nella nostra scuola: banchi vuoti, ragazze avvolte nei plaid, ragazzi incappucciati, pur di continuare ad andare a scuola!
 
Ci sono 500 famiglie che chiedono risposte sulla data di partenza dei riscaldamenti: oggi? domani? lunedì?
 
La domanda sorge spontanea come mai ci siamo ridotti in questa situazione?

Il Natale a Santa Maria delle Mole

News 18 S. Maria delle Mole (185-5-0)
Eleonora Persichetti

Dopo la “Notte Bianca in Allegria” dello scorso 20 settembre, Santa Maria delle Mole si è vestita nuovamente a festa sabato 22 novembre per l'inizio della 5a edizione di “Luci in Allegria”, evento ideato e organizzato da Andrea Paciotti insieme all'UCF Marino con il patrocinio del Comune di Marino, che fino a martedì 6 gennaio terrà banco nella frazione marinese con luminarie tridimensionali dedicate ai temi delle fiabe e dei cartoni animati, negozi addobbati con luci e decorazioni natalizie lungo le vie principali, un Luna Park con giostre per bambini in Piazza Sandro Sciotti e stand dedicati ai dolci e alla gastronomia.
 
Durante la serata inaugurale, presentata da Luca Rossetti dal palco allestito in Piazza Palmiro Togliatti, le mascotte di Minnie e Topolino hanno salutato grandi e piccini assistendo, in mezzo al numeroso pubblico, alla benedizione di tutti i presenti da parte di Don Jesus Grajeda, Parroco della Parrocchia della Natività della Beata Maria Vergine di Santa Maria delle Mole, ai saluti dell'Amministrazione comunale e al momento culminante: l'accensione di un gigantesco Albero di Natale, accompagnata da un suggestivo spettacolo di suoni e luci.
 
Un ringraziamento, come sempre, a tutti coloro che hanno collaborato a questo evento, ormai sentito e che riesce sempre benissimo grazie al sacrificio di tante persone – queste le parole dell'Assessore alle Attività Produttive Rinaldo Mastantuono durante i saluti istituzionali –. Grazie ad Andrea Paciotti, ai commercianti, agli sponsor e, ovviamente, a tutta l'Amministrazione comunale. Buon Natale a tutti!”.
 
Per questo Natale dobbiamo dare un messaggio di positività, come quello che dà questa piazza – ha aggiunto il Sindaco Stefano Cecchi. Anche quest'anno ci sono bellissime luminarie, vie e negozi addobbati e tante sorprese per i giovani. Da inizio dicembre andrò a salutare tutte le classi di tutti gli Istituti Scolastici di Marino, per portare gli auguri dell'Amministrazione comunale: un gesto che faccio col cuore, perché quando entro in una classe mi sento il papà di ogni bambino e di ogni bambina che incontro. Mi associo a tutti i ringraziamenti, vi do appuntamento a tutti gli eventi che abbiamo preparato per il Natale e vi auguro Buone Feste!”.

"A noi gli occhi, Gigi": memoria, arte e architettura al Verano

News 19 Frattocchie (112-2-1)
la Redazione

“A noi gli occhi, Gigi”: memoria, arte e architettura al Verano con l’Associazione Centro Anziani Frattocchie di Marino APS ricordando Gigi Proietti
 
Una mattinata intensa, fatta di memoria, racconti e quella magia che solo i grandi artisti romani sanno lasciare nel cuore. Grazie alla collaborazione di A.M.A. Cimiteri Capitolini, il Centro Anziani Frattocchie di Marino APS (CAFM) ha partecipato all’evento–spettacolo “A noi gli occhi, Gigi”, un percorso guidato dedicato alla figura di Gigi Proietti, attore-simbolo della romanità e del teatro italiano.
 
Complice una splendida giornata della cosiddetta estate di San Martino, i soci del CAFM hanno potuto seguire l’intero itinerario gratuito, accompagnati dai narratori Sabina Barzilai e Marco Cardinali.
 
Il gruppo ha ripercorso la storia, il talento inesauribile e il profondo legame che Proietti aveva con Roma e con gli artisti che ne hanno condiviso lo spirito: Gabriella Ferri, con la sua romanità autentica; Monica Vitti, icona di un’ironia elegante e mai scontata; Alberto Sordi, simbolo eterno della città; fino all’eredità scenica di Ettore Petrolini e Vittorio Gassman, maestri ai quali Proietti guardava con sincera ammirazione.
 
Emozionante anche il ricordo di altri grandi interpreti della scena italiana, come Luigi Magni e Leopoldo Fregoli, figure che hanno contribuito a definire il patrimonio culturale di Roma.
 
Uno dei momenti più suggestivi dell’evento è stata la visita al monumento funebre di Gigi Proietti un’opera che merita un’attenzione particolare anche dal punto di vista architettonico e che evoca il teatro al quale Proietti ha dedicato tutta la vita.
 
Le numerose foto scattate dai partecipanti (e visibili sulla pagina del CAFM) testimoniano la forte partecipazione emotiva e la bellezza di un percorso che ha saputo unire cultura, storia, teatro e architettura, offrendo un omaggio significativo a una delle figure più amate della città. Per informazioni, iscrizioni e per seguire il programma delle attività del CAFM, è possibile contattare il Presidente Claudio Bornaccioni al 335-364847.

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