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Conosciamo le nostre preziose "amiche piante" - Il Castagno

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Natura e Botanica (1-0-0)
Domenico Brancato

Pianta che ha indubbiamente caratterizzato il panorama paesaggistico italiano e nutrito, riscaldato e accompagnato popolazioni per secoli, e per generazioni è stato il cuore pulsante della vita agricola in molte aree montane. Tanto da meritarsi l’attribuzione del soprannome di “albero del pane” ed il simbolismo di espressione dell’armonia tra uomo e natura
 
Classificazione botanica:
Ordine: Fagales
Divisione: Angiosperme
Classe: Dicotiledoni
Genere: Castanea
Famiglia: Fagaceae (Cupulifere)
Specie: Castanea sativa (Castagno europeo)
Castanea mollissima (Castagno cinese)
Castanea crenata (Castagno giapponese)
Nome comune: Castagno

Origine nome: deriva dal latino castanea, che a sua volta proviene dal greco kastanon o Kastania: nome di una città della Tessaglia in Asia minore, nota per la coltivazione dell’albero. Anche se alcuni studiosi suggeriscono un’origine ancora più antica, legata al persiano kastah (frutto secco), collegando il nome alla consistenza legnosa del frutto. Mentre il nome scientifico Castanea sativa (indica che è una pianta coltivata) e commestibile (vesca).

Luogo di origine: regioni sud-europee e dell’Asia Minore, da dove fu ampiamente diffuso in Europa, prima dai greci e poi dai romani che lo portarono anche a nord delle Alpi. Mentre in Italia si è molto esteso nelle aree collinari sub-montane.

Consistenza e Morfologia: trattasi di un maestoso grande albero a foglia caduta, con chioma espansa tondeggiante, con una circonferenza di 6 – 8 m ed una altezza normalmente di 15 – 20 m, ma che può superare i 25-30.

Caratteristiche componenti struttura:
- tronco: robusto, tozzo ed eretto che diventa rugoso con il crescere, dal quale si dipartono ramificazioni ad altezze modeste;
- apparato radicale: inizialmente fittonante per poi divenire espanso e ramificato, sul quale si determina una relazione simbiotica mutualistica con i funghi del suolo (micorizza) che, in cambio dell’utilizzazione degli zuccheri assorbiti dalla pianta (che gli consentono di ottenere la capacità di fruttificare), formano una guaina attorno alle sue radici più sottili che, aumentando la superficie di assorbimento di acqua e sali minerali (fosforo e azoto), ne riducono il bisogno di fertilizzanti, oltre a renderla più forte e maggiormente resistente alla siccità ed ai patogeni. Simbiosi che consente anche al castagno di produrre tartufi: bianchetto (Tuber albidum/brumale) e nero pregiato (Tuber melanosporum), anche se i terreni generalmente acidi (pH 5 – 6) dove cresce bene il castagno, non si addicono alle esigenze dei suoli prevalentemente calcarei (pH 7,5 – 8,5) loro adatti. Tuttavia la coltivazione è ugualmente possibile con successo, piantumando soggetti micorizzate preventivamente;
- corteccia: nei rami giovani è liscia, di colore variabile dal grigio chiaro all’ocra, con lenticelle (piccole protuberanze spugnose tonde e biancastre che sostituendo gli stomi) che si chiudono in inverno per riaprirsi in primavera, permettendo gli scambi gassosi essenziali (ossigeno e anidride carbonica), tra l’ambiente esterno ed i tessuti interni, garantendo la respirazione della pianta e la fuoruscita di vapore acqueo;
- foglie: la cui emissione avviene in aprile-maggio, sono coriacee, di forma ellittico-lanceolata, con il margine generalmente seghettato, apice acuminato e con lunghezza media di 12-20 cm e larghezza di 3-6 cm;
- gemme: sono lisce corte e tozze, di colore bruno rossiccio e, a seconda delle zone e delle varietà, si schiudono tra la metà di marzo e la metà di aprile;
- fiori: essendo il castagno una pianta monoica (che porta fiori maschili -staminiferi - e femminili – carpelliferi - sullo stesso soggetto), con fiori maschili riuniti in glomeruli ubicati su amenti (infiorescenza con asse allungato) lunghi 10-30 cm, dal portamento pendulo o eretto, e infiorescenze femminili che si trovano alla base degli amenti, situati all’ascella delle foglie superiori. Infiorescenze, ognuna delle quali contiene, di solito, 3 fiori protetti da un involucro, detto copula, da cui fuoriescono 3 stili (elementi riproduttivi femminili). E mentre la copula si evolverà in riccio verde cosparso di spine che si apre a maturità; i fiori, una volta allegati, si trasformeranno in castagne. Però non tutti i fiori di una cupola allegano, per cui il numero di frutti contenuti in un riccio varia da 1 a 3 (compresi quelli abortiti, chiamati guscioni), in funzione della varietà e dell’andamento stagionale;
- frutti: sono acheni (frutti secchi indeiscenti, cioè che a maturità non si aprono) rivestiti da un pericarpo liscio e coriaceo di colore variabile dal marrone chiaro al bruno scuro, del peso di 8 -20 grammi, a seconda che trattasi di varietà a pezzatura più piccola e più dolci, o dei marroni più voluminose a facce convesse. All’interno del frutto, protetto da una pellicola rosata (episperma) si trova la parte edule (che può essere composta da 1 a 3 semi, ognuno racchiuso nel proprio episperma). La produzione inizia dopo il quarto anno dall’impianto e al decimo anno può raggiungere i 20 Kg per pianta e una-due tonnellate per ettaro.
 
Riproduzione per:
- seme, dopo la raccolta in autunno, scegliendo le castagne sane e integre, mettendole a bagno per 24 ore ed aver scartato quelle che galleggiano e, per facilitare la fuoruscita della radice, aver inciso leggermente la parte superiore. Per accelerare la germinazione è consigliabile metterle, coperte di muschio umido, in frigorifero; oppure seminarle, in autunno-inverno, direttamente in vaso coprendole leggermente di terreno. Per poi, a primavera, effettuare il trapianto delle piantine in piena terra;
- prelevando alberelli o polloni dal bosco, in inverno (cercando di preservare più radici possibili) e, dopo averli immersi in acqua, piantarle possibilmente in vaso, prima di trapiantarle in piena terra, dopo un anno di permanenza;
- talea, prelevandola ad ottobre-novembre, da polloni della base del tronco, per replicare la varietà, (se da castagno innestato), o in marzo-giugno per talea semilegnosa, prelevandola da un ramo giovane e sano dell’anno corrente o precedente, dal quale asportare una porzione di 15-20 cm con diversi nodi, effettuando un taglio diagonale alla base e la rimozione di un po' di corteccia dai lati opposti, per favorire la radicazione. Prima di immergerla in un prodotto a base di ormone radicante e piantarla in un substrato di torba e sabbia (preferibilmente in un sacchetto), da mantenere umido in ambiente a luce indiretta, finché non si sviluppano le radici, in quantità e dimensioni tali, da consentire il trapianto;
- innesto:
  • a spacco, adatto per portainnesti (la parte inferiore della pianta su cui va applicata la parte superiore: nesto o marza di un’altra pianta, per dare origine ad un nuovo individuo) con tronco di maggiore diametro, da eseguire in primavera;
  • a gemma o a T, per il quale il nesto è costituito da una sola gemma, che si applica quando la pianta è in succhio (periodo in cui la linfa circola facendo gonfiare la corteccia, rendendola facilmente staccabile), a fine estate (a gemma dormiente), o in primavera (a gemma vegetante); o
  • a corona, su alberi adulti, con tronco di grosso diametro. Secondo la tradizione contadina ed alcune teorie di esperti del settore, gli innesti dovrebbero praticarsi in fase di luna calante, per il fatto che la linfa risalendo meno intensamente verso le parti alte della pianta, riduce lo “stress da ferita”, facilitando la cicatrizzazione e l’attecchimento del nesto. Il che porterebbe ad una maggiore produzione di frutti; mentre in fase di luna crescente favorirebbe un maggior sviluppo vegetativo, a discapito della fruttificazione. Comunque, questo metodo di moltiplicazione è in grado di assicurare:
    - l’uniformità della coltura; - il superamento della variabilità genetica della semina;
    - la riproduzione fedele di varietà pregiate;
    - l’anticipo della produzione;
    - e la possibilità di scegliere portinnesti adattabili al terreno e resistenti a patogeni. Come nel caso dell’utilizzo di marze prelevate da piante della varietà Marsol (ibrido ottenuto dall’incrocio tra il castagno europeo e quello giapponese) che garantisce una apprezzabile resistenza al temibilissimo Cinipide
Longevità:
il castagno è una pianta che spesso raggiunge e supera i 500 anni, tant’è, che in molte regioni d’Italia (Calabria: il Castagno del Cielo a Cerva e l’Albero del Pane a Sersale;
Sardegna: Castagno di Ghenna e Creccu a Tonara di Nuoro;
Abruzzo e Marche castagneti antichi nei dintorni del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga;
Lazio: castagni secolari nei pressi dei Monti della Laga;
Liguria: Castagno millenario a Ceriana, vicino Sanremo;
Piemonte: esemplari antichi a Val Maira e Val Varaita in provincia di Cuneo;
Alto Adige/Sudtirolo: Castagni monumentali a Maia Alta e Merano) esistono esemplari millenari spesso protetti come “Monumenti Naturali” legati a leggende e tradizioni che riflettono l’importanza storica ed economica della specie nelle diverse culture locali.
In particolare, in Sicilia, sulle pendici orientali dell’Etna, a sant’Alfio, c’è un albero che, con la sua sola presenza, continua a raccontare la grandezza e la resilienza del Castagno. In quanto trattasi di uno degli esemplari più straordinari del mondo: il Castagno dei Cento Cavalli, tanto da essere definito un mito vivente ed essere immortalato in una famosa leggenda dall’omonima denominazione (Secondo la quale la regina Giovanna I d’Angio’: Regnante a Napoli dal 1343 al 1381, essendo stata sorpresa da un forte temporale trovò protezione, insieme al suo seguito di 100 cavalieri e le rispettive cavalcature, sotto le fronde di questo gigantesco castagno. Dove, sempre secondo la leggenda, sembra abbia trascorso la notte con uno o più amanti cavalieri. Leggenda che nel corso dei secoli, ha ispirato numerosi poeti e artisti, tra cui il catanese Giuseppe Borrello, che ne ha raccontato la storia in versi). Considerato che oggi l’albero pur essendo formato da tre tronchi distinti, le analisi botaniche hanno confermato essere provenienti da un unico gigantesco soggetto originario. Perciò, nel passato, il tronco doveva essere un tutt’uno impressionante, poiché le misure del Settecento rilevavano un perimetro complessivo che superava i 57 m alla base. Mentre, attualmente la sua altezza media è di circa 19-22 m e l’estensione della chioma supera i 1.000 metri quadrati, ma nonostante l’età, che recenti studi condotti dal Consiglio -CREA- (attraverso l’analisi genetica KASP: Tecnologia di genotipizzazione usata in ambito genetico, per la Ricerca in Agricoltura), hanno rivelato essere di 2.200 anni (Il che significa che era già maestoso quando venivano costruiti i templi della Magna Grecia, come Paestum -570/ 530 a.C.- e il Tempio della Concordia di Agrigento - 430 a. C.), gli eventi naturali, inclusa la non trascurabile attività del limitrofo vulcano, il “gigante” è ancora vivo, vitale e produttivo. Stima dell’età, per il calcolo dalla quale è stato considerato il tasso di accrescimento del fusto che, dopo i primi 30 anni dalla nascita, fa aumentare il suo raggio di circa 4 millimetri all’anno. Per cui essendo la circonferenza su cui sono disposti i fusti di circa 57 m, corrispondente a circa 9 m di raggio (r= m 57: 2X 3,14) si ha: 9 m: 0,004 = 2269 anni.
(segue Riproduzione del plurimillenario “Castagno dei Cento Cavalli)

Esigenze:
- Climatiche: essendo una specie termofila, mesofila e moderatamente eliofila, cioè che prospera bene sia in ambienti con temperature superiori a 45 °C, che in condizioni intermedie, tra i 20 -45°C, purché non eccessivamente secche (xerofile), o troppo umide (idrofile), con esposizione diretta ad intensa luce solare ed altitudine non oltre i 1000-1200 s.l.m. Condizione tipiche dei climi temperati,
- Suolo: la preferenza è verso terreni sciolti, ben drenati, vulcanici, ricchi di sostanza organica, con reazione subacida-acida: pH 6,5 - 4,5, se tale valore supera il 7 occorre abbassarlo con del solfato di ferro;
- Idriche: sebbene il castagno sia tradizionalmente coltivato in asciutto, l’irrigazione risulta essere importante, specie in zone dove le precipitazioni annue non superano i 600 mm. In particolare, quando trattasi di giovani piante, che per i primi 3 anni dall’impianto necessitano un costante mantenimento del terreno umido, con l’apporto di circa 4 e 2,5 litri di acqua a settimana, rispettivamente nei primi mesi e durante la fase vegetativa. Quantità che, in caso di estati siccitose, va aumentata a 20 -30 litri, per le piante più giovani e circa 75 litri per quelle adulte, ogni circa 10 giorni. Da distribuire al mattino presto o nel tardo pomeriggio per ridurre l’evaporazione.

Distribuzione dell’acqua che è consigliabile effettuare applicando il metodo più rispondente alle seguenti tipologie di coltivazione:
- singole piante: a tazza o conca di terra attorno alla pianta, per trattenere l’acqua e farla assorbire gradualmente;
- più piante e per colture di modeste entità: è preferibile la microirrigazione o distribuzione a goccia, meglio se integrata da sensori di umidità del suolo e sistema di automazione, per ottenere un controllo finalizzato: all’effettivo fabbisogno idrico; a garantire maggiore efficienza; a fornire acqua direttamente alle radici; e consentire di ridurre gli sprechi per evaporazione e il deflusso superficiale (specie per coltivazioni in pendenza). Oltre a permettere l’utilissima praticare della fertirrigazione (tecnica che consente di distribuire fertilizzanti direttamente nell’acqua usata per irrigare, permettendo di far giungere i fertilizzanti in maniera mirata alle radici, facilitandone l’assorbimento);
- colture intensive: per le quali i metodi più evoluti comprendono quello:
- per aspersione sotto chioma con irrigatori (Rivulis), progettati per una uniforme ed efficiente distribuzione dell’acqua in funzione della capacità di assorbimento del terreno;
- e per l’Irrigazione a Rateo Variabile e Automatizzata (VRI – Variable Rate Irrigation), che regola dinamicamente (in maniera adeguata alle variazioni climatiche e alle esigenze specifiche delle piante durante la stagione) la quantità di acqua erogata in diverse zone di un campo. Attraverso una gestione di dati provenienti da sensori e da rilievi satellitari NDVI- (Indice di Vegetazione a Differenza Normalizzata: indicatore grafico fondamentale per il telerilevamento attraverso l’analisi della luce riflessa da piante e suolo) . Dati che permettono di identificare aree con vegetazione rigogliosa, o scarsa e assente, attraverso il riscontro dell’umidità, della tessitura del terreno e del vigore vegetativo. Al fine di ottimizzare le risorse idriche ed energetiche, massimizzare le rese e ridurre gli sprechi.
- Nutritive: a base di concimazioni organiche (letame o compost) in inverno e dal secondo anno di vita, soprattutto in impianti produttivi, integrate con fertili zzanti complessi contenenti azoto, fosforo e potassio - NPK – nelle proporzioni (Titolo) 10-10-10;
- Potatura: finalizzata allo sfoltimento della chioma per eliminare i polloni, i rami secchi o malati e formare le branche per una impalcatura a vaso, con tagli di ritorno (consistente nel taglio obliquo di un ramo principale appena sopra l’inserzione di un ramo laterale di 2 anni, che abbia un diametro di almeno 1/3 di quello principale, senza lasciare un mozzicone troppo corto o troppo lungo, per evitare l’appassimento o stimolare lo sviluppo di succhioni indesiderati), allo scopo di: - abbassare la chioma, per rendere più agevole la raccolta, assicurare maggiore stabilità ed evitare ombreggiamenti; rinvigorire i rami vecchi e stimolare la produzione di nuovi germogli e frutti; spostare la crescita verso l’interno, per mantenere una forma equilibrata; e ridurre la densità, per agevolare l’ingresso dell’aria e della luce.

Tecniche di governo per:
- Castagneto da frutto:
- sistema tradizionale estensivo: caratterizzato da sesti d’impianto ampi, di m 8 x 8 o 10 x 10, pari a circa 160 – 100 piante/ha, in genere allevate a forma libera o a vaso aperto, per favorire l’espansione laterale. Gestione che consente un inizio di produzione verso il 5° - 6° anno;
- sistema intensivo: più adatto a varietà recenti, ottenute da ibridi euro-giapponesi come Bouche de Betizac, coltivati con sesto d’impianto alquanto stretto di m 7 x 4 o 7 x 3, 7, a cui corrisponde l’elevata densità di circa 350 – 380 piante/ha. Metodologia che permette un’entrata in produzione precoce, intorno al 2° - 3° anno, e rese elevate che possono raggiungere le 3 tonnellate/ettaro, a partire dal 5° anno. A condizione che si pratichi: una cura rigorosa della chioma; un’adeguata concimazione; ed un sistema d’irrigazione preferibilmente localizzato;
- Sistema Ceduo : basato sulla capacità del castagno di emettere polloni successivamente al taglio del tronco, da effettuarsi durante il riposo vegetativo, seguendo le indicazioni stabilite dal Calendario dei tagli 2025-2026 che, in relazione all’altitudine s.l.m., prevede: sotto i 600 m, dal 1° ottobre al 31 marzo o 15 aprile, a seconda della regione; - tra 600 e 1000 m, dal 15 settembre al 15 – 30 aprile; - oltre i 1000 m, fino al 15 maggio, per garantire un ricaccio più forte e stabile.
Sistema che, a seconda della tipologia di governo, si differenzia in:
- semplice: consistente nel taglio a raso di tutti i polloni alla ceppaia seguendo un turno: - rapido (ogni 2-3 anni), spesso destinate alla produzione di biomassa (legno sminuzzato meccanicamente in scaglie, usato principalmente come combustibile per alimentare caldaie, o come materiale per pacciamatura in agricoltura); - medio (ogni 15-30 anni), utilizzato per paleria, carbone e legna da ardere; - lungo (40-60 anni), impiegato per legname da opera (travatura, carpenteria e falegnameria) .
- matricinato: prevede il taglio della maggior parte dei polloni, lasciando “matricine” (dette anche piante portasemi, per garantire il futuro del bosco tramite seme, o per costituire una riserva di alberi più adulti ed avere un bosco misto e più stabile).
Nel 2026 i Piani regionali del Lazio possono richiedere una matricinatura a gruppi, con almeno 6 soggetti per unità d’intervento (dell’estensione di un ettaro o di una porzione di esso su cui si sta lavorando). Consistente in una pratica forestale dove si selezionano 5 ceppaie vicine fra loro e si lasciano 2 polloni su ognuna di esse, per ottenere un gruppo composto da 10 polloni che viene lasciato crescere per formare degli alberi (6 o più) che serviranno da riserva per il futuro. Mentre il resto del bosco viene diradato e tagliato.
- composto: tecnica di gestione forestale che combina la rinnovazione da seme (Fustaia o bosco d’alto fusto, formato da alberi da frutto, che sviluppano un unico fusto principale), con la rinnovazione del ceduo, per garantire la continuità del bosco, favorire la biodiversità (coesistenza, in uno stesso ecosistema, di diverse specie vegetali e animali che crea un equilibrio grazie alle reciproche relazioni) e la rigenerazione naturale. Conferendo al bosco due livelli di vegetazione, di cui uno inferiore (ceduo), costituito da polloni giovani, e uno superiore (matricine), composto da piante più vecchie. Il che consente la produzione di assortimenti legnosi di pregio, quali: paleria per l’agricoltura, tutori, travi per l’edilizia e legno per infissi. Assortimenti che comportano turni di taglio più lunghi (rispetto ad altri cedui) che variano dai 10–25 anni per la paleria, ad oltre 40 anni per le travi di maggiori dimensioni, ma che, in compenso, consentono di fruire dei benefici derivanti dall’ottenimento di produzione di legno da taglio e di alberi più longevi strutturati e fruttiferi.
Benefici che trovano riscontro nell’attuale orientamento dell’economia forestale, che si propone di passare da una gestione povera ad una che valorizza il legno di qualità, attraverso un governo del ceduo che mira ad adattare le pratiche tradizionali alle esigenze moderne, dove la selvicoltura selettiva e la gestione sostenibile sono fondamentali per la salute del bosco e la produzione di risorse di valore.
(segue Illustrazione forme di governo dei castagneti)
Infatti per il 2026 la gestione della coltivazione del castagno in Italia si basa sulla Strategia Forestale Nazionale -SFN- (Documento strategico che indirizza le Regioni per una gestione a lungo termine, inducendo obiettivi di biodiversità, clima, energia e sviluppo socio-economico) e sul Decreto Legislativo 34/2018 -TUFF-, con adempimenti che includono la redazione dei Piani di Gestione Forestale -PGF- (Strumento obbligatorio per le proprietà sopra certe dimensioni, che per la Campania risulta essere uguale o maggiore a 100 ettari, che pianifica interventi selvicolturali, uso dei pascoli, rimboschimenti e tutela ambientale), ora obbligatori per superfici rilevanti, e il rispetto delle normative regionali che specificano criteri e soglie, mirando a sostenibilità, biodiversità e filiere locali, con aggiornamenti periodici: degli Alberi Monumentali (D.M n. 0569045 del 2025) e del Registro Nazionale dei Materiali di Base (D.D. n.221354 del 2025) comprendente:
Materiale Forestale di Propagazione – MFP- (sementi, talee e piantine raccolte da alberi e arbusti identificati per garantire la qualità genetica, la provenienza e l’adattamento all’ambiente);
Prodotti Forestali non Legnosi -PFNL- di tipo:
Alimentari (Funghi, tartufi, frutti di bosco, asparagi selvatici, miele, selvaggina e castagne);
Non Alimentari (sughero, muschi, resine, oli essenziali, piante medicinali ornamentali e officinali, fibre, prodotti per cosmetica e coloranti);
Di origine animale (Miele, cera d’api, pelli, trofei di selvaggina e animali vivi).
Nonché la Regolamentazione dei tagli e l’uso dei pascoli, le modalità di concessione di permessi per la raccolta dei “Prodotti secondari o del sottobosco” e la gestione degli usi civici (Diritti perpetui inalienabili e imprescrittibili, gestiti dagli Enti locali, relativi all’utilizzazione di pascolo, legna, aree coltivabili, spettanti ai membri di una comunità su terreni di origine feudale, che garantiscono il sostentamento).
Complesso di provvedimenti, che promuovendo, secondo principi di sostenibilità, l’incremento quali-quantitativo e la valorizzazione dei descritti prodotti, si prefiggono di conseguire significativi obiettivi quali: - creazione di nuovi boschi e ripristino di aree degradate; miglioramento genetico delle foreste e della loro produttività; e sostegno alle industrie del legno, del sughero, alimentari e della cosmetica e farmaceutica.
Possibili utilizzazioni (che spaziano dell’industria manifatturiera, alla farmaceutica, all’agricoltura biologica):
 Del legno, che per la sua durevolezza naturale, resistenza agli agenti atmosferici ed all’alto contenuto di tannino, trova impiego in:
edilizia per: travi strutturali, travetti, tetti, tettoie, pergolati, pali, recinzioni e traversine ferroviarie;
falegnameria per: mobili interni ed esterni, parquet, infissi e serramenti, doghe di botti, barrique: piccole botti utilizzate per l’affinamento e la maturazione di vini e distillati, attrezzature per parchi giochi, palizzate, pali di sostegno per le viti, cesteriae e la produzione artigianale di bastoni da passeggio e da escursione;
costruzioni di natanti: come barche, per la particolare resistenza all’acqua; produzione del carbone (preferito dai fabbri e nelle cucine per il poco fumo che produce).
 Dei frutti e derivati, nel settore:
alimentare, consumabili seguendo le indicazioni di: - ricette tradizionali come: - castagne secche ammorbidite nel latte e per la preparazione di piatti quali: - minestra tipica del biellese (detta mac o mactabi) che prevede la lessatura nel paiolo insieme al riso ed al latte e in Ossola, impastate con patate, zucca e farina di frumento per la preparazione di gnocchi; - utilizzazioni innovativi, come: castagne pelate confezionate sottovuoto, creme, canditi, fiocchi, liquori e birra; oltre che come castagne fresche, e in particolare il marrone (varietà di castagna selezionata, di maggiore pezzatura, dolce e con buccia chiara), di largo uso, oltre che per il consumo diretto (crude, bollite o arrostite), per la produzione di farina (ingrediente fondamentale per il castagnaccio) priva di glutine (che la rende ideale per diete celiache), per confetture, in pasticceria, per la rinomata produzione dei marron glaces e come alimento per animali ; - e miele (noto per il sapore amaro e le proprietà antibatteriche);
Industriale, e Agricolo per: l’estrazione del tannino (impiegato nella concia delle pelli (per la produzione di cuoio di alta qualità, resistente e flessibile); la produzione di bio-adesivi ecologici (per legno e truciolati); l’estratto di castagno (dall’azione corroborante per potenziare le difese delle piante contro funghi, quali Peronospora e Botrite, e come repellente naturale per insetti e lumache; il riciclo delle bucce delle castagne, per l’alimentazione dei focolari domestici o, sminuzzate, come concime o componente del compost; l’impiego della foglie, per la preparazione di macerati antifungino-repellenti per la protezione delle piante, come composti fertilizzanti e lettiera del bestiame ed, in passato, per imbottitura di materassi e come surrogato del tabacco da fumo; e il riciclo dei ricci, che essendo ricchissimi di sostanze tanniche (e quindi poco degradabili), una volta bruciati, spargendo le ceneri di risulta nel castagneto, producono un’azione fertilizzante. Mentre il loro estratto acquoso, specie in passato, veniva impiegato per tingere di bruno e conciare tessuti e cordami.
 In Erboristeria e Medicina (secondo indicazioni tramandati dalla tradizione popolare) venivano usate:
le gemme: per il macerato glicerico impiegato per favorire il drenaggio linfatico e, come vasodilatatore, per alleviare il senso di pesantezza alle gamme;
le infiorescenze maschili: per l’infuso utile per arrestare le diarree infantili;
le foglie e la corteccia (raccolte in primavera inoltrata, essiccate all’ombra e conservate in sacchetti): per in infusi e decotti per l’azione sedativa della pertosse, come espettorante ed astringente (in casi di dissenteria) e batteriostatiche (Che inibisce la riproduzione e la crescita dei batteri senza ucciderli);
il decotto di castagne/acqua di cottura: per combattere raffreddori, bronchiti, spasmi della tosse convulsa, geloni, diarrea infantile e per disturbi del sistema nervoso;
la polpa di castagne cotta: per, in cosmesi, maschere facciali detergenti ed emollienti. Mentre l’acqua di cottura delle bucce veniva usata per esaltare i riflessi dei capelli biondi;
le castagne secche: per l’infuso usato come espettorante in caso di: raffreddori, tossi o bronchiti. Mentre l’acqua di cottura era impiegata per rammollire i geloni, ed il passato veniva utilizzato per arrestare le diarree infantili;
e le castagne fresche: che erano e sono considerati “i gioielli di ottobre”. In quanto costituiscono un alleato per alleviare gli effetti della “mestizia d’autunno” complici dell’insorgenza di umore altalenante, insonnia e calo di desiderio (dovuta alla sensazione di malinconia quando diminuiscono le ore di luce e i colori della natura si sbiadiscono). Infatti esse sono composte per metà di acqua ed il resto da amidi e minerali con alta concentrazione di ferro e magnesio (dall’azione efficace contro il nervosismo e gli stati di ansia e nei periodi di lievi “depressioni” stagionali) e, in quantità minore, anche fosforo. Ed ancora la presenza di triptofano: precursore della serotonina (l’ormone del benessere) fa di questo frutto il “cibo della felicità). Mentre il contenuto di vitamina B2, B3 o niacina, e C, producono effetti utili rispettivamente per: la salute del fegato, dei capelli, degli occhi, per rafforzare il sistema immunitario e salvaguardare la salute della pelle, dei vasi sanguigni, delle ossa e delle cartilagini. Tanto che molti considerano questo prezioso frutto i “cereali “che crescono sugli alberi, poiché ricchissimi di carboidrati e quindi, per molti versi, paragonabili, più di ogni altro frutto, al pane e alla pasta. Carboidrati che, essendo assorbiti lentamente, mantengono stabile il livello di glicemia nel sangue, a cui si unisce un rilevante benefico contenuto di potassio (regolatore della pressione sanguigna de della contrazione muscolare, oltre a ridurre il rischio di calcoli renali e la perdita di tessuto osseo, contrastando gli effetti del sodio), addirittura in maggiore quantità delle banane (mg 350) e uguale a quello dei kiwi (400 mg).
Parassiti: fra quelli che arrecano maggiore danno, sono da annoverare fra:
1) Gli Insetti:
 Cinipide - Drycosmus kuriphilus – è una piccola vespa (Imenottero) di colore nero, poco più grande di una formica, originaria della Cina, nota come Cinipide galligeno del castagno, che depone le uova nelle gemme e sui rametti, causando galle deformanti (ingrossamenti verdi/rosa), che producono il loro deperimento ed il diradamento della chioma. Il ciclo annuale inizia con lo sfarfallamento di femmine partenogenetiche (riproduzione asessuata, con sviluppo dell’uovo senza la fecondazione), tra giugno e luglio, quando depongono le uova. Le larve si sviluppano in autunno-inverno svernando all’interno delle gemme che, alla ripresa vegetativa, la pianta reagendo forma le caratteristiche galle, nelle quali le stesse larve completano lo sviluppo, impupandosi e sfarfallando a fine primavera/inizio nestate, chiudendo il ciclo con la comparsa di nuove femmine adulte.
Per contrastare l’infestazione il metodo di lotta più efficace è quello biologico, con l’introduzione nel castagneto dell’antagonista naturale: imenottero, parassitoide -Torymus sinensis-, che depone le uova nelle galle del Cinipide, da cui si sviluppano larve che nutrendosi delle uova del parassita contengono la diffusione del danno, senza nuocere alla pianta. Oppure, se l’infestazione si manifestano in maniera lieve su giovani piante, il rimedio consiste nell’asportazione e bruciatura dei rami colpiti, prima dello sfarfallamento degli adulti. Anche perché il ricorso alla lotta chimica è difficile e poco praticabile in ambito forestale;
 Tortrice – Cidia Pammene fasciata-: è un piccolo lepidottero falena: lepidottero attratto dalle luci artificiali, caratterizzato da abitudini crepuscolari-notturne (dai colori alquanto spenti per favorire la mimetizzazione) e da antenne che possono essere piumate o filiformi, a differenza di quelle a clava delle farfalle. Il ciclo è annuale, con svernamento delle larve in bozzoli nel terreno o sotto la corteccia, nei quali si sviluppano gli adulti che sfarfallano a inizio estate (giugno-luglio). Le femmine, dopo l’accoppiamento, depongono le uova sulle nervature delle foglie o sulle gemme, che si schiudono in estate-autunno. Le larve appena nate scavando gallerie, penetrano nei giovani ricci, per nutrirsi del contenuto, provocando la prematura la caduta e la conseguente riduzione della produzione. Larve che, una volta mature, escono dal riccio per cercare un luogo riparato (sotto la corteccia o nel terreno) dove costruire un bozzolo per prepararsi a superare la rigidità invernale.
Per la lotta si utilizzano metodi di difesa biologici come: - il monitoraggio con trappole ai feromoni, da esporre all’inizio dell’estate per intercettare la presenza degli adulti; - trattamento con Bacillus thurigiensis carpocapsae spruzzandolo sulle larve appena nate, quando si spostano dalle foglie ai frutti; - l’uso, in autunno, di nematodi entomopatogeni (che causano malattie negli insetti) -Steinermem-carpocapsae-, spargendoli sul terreno intorno agli alberi per colpire le larve che vi svernano;
 Balanino - Curculio elephas - : è un piccolo coleottero di colore marrone/nero, con un rostro molto lungo e sottile che usa per forare i frutti, ed è noto per le sue larve: vermi bianchi, tozzi, senza zampe e arcuati che si sviluppano all’interno delle castagne, che danneggiano irrimediabilmente scavando galleri. Mentre gli adulti si nutrono di gemme, oltre che di frutti causandone la caduta precoce.
Il ciclo annuale prevede che le larve svernino nel terreno, a circa 10-20 cm di profondità dove, in primavera (maggio-giugno) si impupano per poi, dopo 15-20 giorni, emergere da adulti per salire sull’albero. Le femmine, avvalendosi del rostro, forano i ricci e le castagne, deponendo un uovo al loro interno, da cui in autunno nascono le larve, che per nutrirsi (creano una celletta detta criptocecidio) ne causano lo svuotamento. A maturità, tramite un foro, escono dalle castagne per svernare interrandosi, completando il ciclo. La lotta può essere condotta attraverso:
pratiche agronomiche e fisiche quali: raccolta immediata e distruzione delle castagne cadute precocemente e infestate, per eliminare le larve prima che si sviluppino; - applicazione, tra giugno e agosto, di fasce adesive sui tronchi, a circa 50 cm da terra, per intrappolare gli adulti che cercano di risalire; - stesura di teli a maglie strette sotto chioma, per impedire alle larve di interrarsi e agli adulti di emergere; - trattamento di termizzazione (Immersione delle castagne in acqua calda a 50°C per un tempo breve di almeno 15 secondi), per l’eliminazione delle larve;
l’adozione di metodi biologici: - irrigando, tra aprile e settembre, il terreno con nematodi – Heteroohabditis bacteriophora – o il fungo -Beauveria bassiana -entomopatogeni, per parassitare le larve presenti nel suolo;
l’azione meccanica: con la raccolta delle castagne, comprese quelle che si trovano sotto i teli di plastica posti al momento della raccolta, e lo stoccaggio dei recipienti che li contengono su piani di cemento, per isolare le larve;
l’impiego di prodotti chimici: consigliabile solo in casi di gravi infestazioni (per evitare di danneggiare il circostante ecosistema), ricorrendo a insetticidi Piretroidi contenenti principi attivi come: Lambdacialotrina o Deltametrina, oppure a formulazioni specifiche a base di Fosmet.
2) Le Crittogame (Funghi patogeni):
 Cancro corticale – Cryphonectria parasitica: malattia devastante che forma lesioni e tumefazioni (cancri) sulla corteccia, interrompendo il flusso della linfa, spesso con formazione di crepe con sporgenza di corpi fruttiferi -picnidi- (aventi la forma di piccoli punti arancioni o rossi, contornate da aree depresse con bordi rossastri o arancioni) ed evidenti necrosi che portano l’albero attaccato alla morte;
 Mal dell’inchiostro -Phitophthora cambivora e P. cinnamomi: si riconosce per la chioma rada con foglie ingiallite/secche, presenza di fessure verticali alla base del tronco con essudato nero-marrone simile all’inchiostro, e tessuti interni nerastri a forma di fiamma al disotto della corteccia. Colpisce le radici, compromettendo l’assorbimento idrico e nutrizionale, causando il conseguente disseccamento, con sintomi che variano da un rapido deperimento ad una morte in pochi anni;
Per contrastare i gravi effetti dei patogeni fungini sopradescritti si può intervenire con trattamenti:
preventivi:
utilizzando portinnesti resistenti come gli ibridi giapponesi; - sterilizzando sempre gli attrezzi da potatura e le marze con soluzioni a base di rame; - garantendo un buon drenaggio del terreno per allontanare l’acqua; - evitando di produrre ferite al colletto della pianta durante il lavoro di decespugliamento; - effettuando un regolare intervento di potatura per aerare il fogliame; - evitando di sostituire subito le piante morte; - tagliando e bruciando i rami secchi e le parti infette; - proteggendo la ferite di potatura ed innesti, sigillandoli con mastici cicatrizzanti specifici o inoculando microrganismi antagonisti; - e rimuovendo, in caso di marciume radicale, le piante colpite.
specifici:
intervenendo, in primavera o inizio autunno, con prodotti specifici sistemici, come il Fosfonato di potassio dall’effetto induttivo di resistenza, tramite iniezioni al tronco (endoterapia), o aspersione fogliare o al suolo, per favorire l’assorbimento;
ripopolando il suolo con prodotti contenenti funghi benefici, come: Micosat Funo, e Agri Bio Aktiv, per ostacolare il diffondersi di patogeni e rinforzare le radici;
somministrando, con la stessa metodologia del Fosfonato, preparati stimolanti come il Vitaseve, o biostimolanti come il Live da Tron, per aiutare la pianta a produrre nuovo legno e a riprendersi;
eseguendo la sterilizzazione termica dei frutti a 50°C per 45 minuti, dopo la raccolta;
 Il marciume delle castagne – Gnomoniopsis castaneae -: fungo ascomicete (che forma le spore all’interno di strutture a forma di sacco chiamate aschi) responsabile del “marciume gessato” o del (marciume bruno) che agisce come endofita (che vive all’interno di altro organismo), colonizzando il frutto senza sintomi esterni visibili, rimanendo latente in gemme, foglie e fiori fino al momento della raccolta e conservazione. Quando diventa patogeno specie in condizioni ambienti caldo-umidi, rendendo la polpa inizialmente bianca e gessosa, poi spugnosa e brunastra, compromettendone il sapore e la commerciabilità. Tanto da causare perdite di quote significative del raccolto. Motivo per cui viene considerata una delle più gravi malattie emergenti del castagno, sia in Italia che a livello internazionale.
Attualmente, purtroppo, non esistono metodi di lotta molto efficaci, anche se si sono rivelate pratiche utili:
- la curatura in acqua calda (o meglio la termizzazione/sterilizzazione per un trattamento rapido, mantenendo le castagne ad una temperatura costante di 50 °C per 45 minuti, per eliminare parassiti e muffe, senza cuocere il frutto) ), o in acqua fredda “novena”, consistente in altro metodo di conservazione naturale basato nell’immersione dei frutti per un periodo di 4 – 9 giorni, per mantenerle fresche per mesi ed eliminare parassiti e muffe, garantendo la conservazione senza alterare le caratteristiche organolettiche;
- e l’adozione di una sistematica pratica di potatura, finalizzata ad assicurare un buon arieggiamento della chioma.
(segue Riproduzione dei principali parassiti Animali e Fungini)
Curiosità storico- leggendarie
Non si conoscono le esatte origini del castagno, tuttavia ritrovamenti di reperti fossili attestano che l’albero dovrebbe derivare da un ceppo originatosi nel Terziario, circa 10 milioni di fa.
Gli uomini delle caverne, come evidenziano resti fossili di 20.000 anni fa, si sono sempre cibati di castagne, sin da quando l’attività agricola non era ancora praticata.
Per quanto riguarda il castagno “nostrano”, dall’analisi di polloni fossili trovati nelle Alpi Apuane, risulta che fosse presente in Italia circa 10 mila anni fa, resistendo ad ondate di freddo glaciale susseguitesi nel tempo.
La castagna, da sempre denominata il “pane dei poveri”, è presente nella dieta dell’uomo fin dalla preistoria e le sue virtù erano ben note e celebrate già dagli autori più antichi, come si evince dai riferimenti di seguito riportati:
- Ippocrate (IV secolo a.C.) parla di “noci piatte” di cui esalta, il valore nutritivo e lassativo e, nel caso vengano utilizzate le bucce, anche astringente;
-Teofrasto, filosofo e botanico greco, nella sua “Storia delle piante” (IV secoli a.C.) parla di “Ghianda di Giove”, riferendosi alla castagna e segnala la presenza di questo albero nell’isola di Creta;
- Senofonte, storico e scrittore greco (450 – 355 a.C.), definisce il castagno “l’albero del pane”;
- Ulpiano, giurista romano, ricorda la “silva palaris” (III secolo d. C.), da cui si traevano i pali per la coltivazione della vite;
- Catone il Censore, politico e scrittore romano (234 149 a. C.), nel suo trattato “De Agricoltura” (II secolo a.C.), parla di “noci nude”;
- Marco Terenzio Varrone, letterato romano (116 – 27 a.C.), nel suo manuale “De re rustica” (I secolo a. C.), menziona un frutto “castanea” venduto nei mercati frutticoli della Via Sacra a Roma e che, come l’uva, veniva offerto in dono dai giovani innamorati alle donne amate;
- Virgilio, poeta latino romano (70 – 21 a. C.), nel secondo libro delle “Georgiche” (I secolo a. C.) consiglia di innestare il castagno sul faggio; nelle “Bucoliche” afferma che il castagno era presente intorno al 38 a. C. e descrive la pianta come albero da frutto comune ben coltivato e che con le foglie si imbottivano i materassi e il frutto era pregiato. Mentre nelle “Egloghe” ricorda le castagne cucinate con latte e mangiate con il formaggio;
- Marziale, poeta latino spagnolo poi trasferitosi a Roma (40 -194 d. C.), nel “Del re hortensi” (I secolo d. C.), ricorda che nessuna città poteva gareggiare con Napoli nell’arrostire le castagne.
Ma la Prima fase di espansione della coltivazione del castagno in Europa, e specialmente sul versante meridionali della Alpi, risale all’Età Imperiale dell’Epoca romana (I – III secolo d. C.), ad opera dei romani tramite lo sfruttamento delle loro campagne di conquista.
Fase a cui ha fatto seguito un ulteriore decisivo incremento promosso dalla Grancontessa Matilde di Canossa la “la magna comitissa”: grande feudataria, figura centrali del Medioevo Italiano (476: caduta dell’Impero Romano d’occidente – 1492: scoperta dell’America). In quanto intuì l’estrema importanza che tale estensione poteva avere sulla sopravvivenza alimentare delle popolazioni montane italiane. A tal fine promulgò regolamenti che portarono ad un reale miglioramento della produttività dei castagneti, tanto da fornire agli abitanti dei suoi domini un sostentamento certo, quando ancora non c’era né la patata il mais. Avvalendosi poi dell’ausilio della sapienza dei monaci benedettini, sono state moltiplicate e diffuse le piante in aree vocate, nel rispetto di un criterio agronomico che viene definito ancore oggi “sesto d’impianto matildico”. Secondo il quale le piante, allevate in forma libera, sono disposte ai vertici di triangoli sfalsati distanziati di circa 10 metri. Sistema che consentiva di sfruttare l’erba del sottobosco per il pascolo delle greggi e di raccogliere agevolmente le foglie da utilizzare nella stalla come alimento e giaciglio per gli animali.
Fase di espansione del castagno a cui ha fatto seguito, con inizio nel secondo dopoguerra italiano (1945), l’avvio di decadenza della coltivazione, a causa: - dell’abbandono delle campagne e delle zone montuose in particolare; - del progressivo miglioramento delle condizioni di vita e della perdita d’interesse del prodotto come fonte di sostentamento;- e dell’insorgenza di autentiche malattie epidemie quali il “mal dell’ inchiostro” e il “cancro corticale”, e dei dannosissimi effetti dell’infestazione di un insetto: il Cinipide, proveniente dall’Asia. Complesso di concause che hanno prodotto in breve tempo la decimazione del patrimonio castanile.
Nonostante ciò, la consapevolezza dell’importanza e del culto nei confronti del castagno non è venuta mai meno. Come testimoniano le consuetudini, particolarmente diffuse nel del Piemonte, dove:
- gli alberi di questa specie non venivano mai abbattuti, come forma di rispetto;
- il legno di castagno è stato considerato fin dall’antichità un materiale prezioso e dal grande valore simbolico. Tant’è che secondo molti proverbi popolari, veniva usato per realizzare le culle dei neonati che, in questo modo, sarebbero cresciuti forti e sani; - i rametti di castagno, invece, grazie al potere di allontanare gli spiriti maligni, venivano donati come talismani di protezione ai viandanti;
- fin dal Medioevo i frutti erano considerati il cibo dei morti e, ancora oggi, sopravvive l’usanza, la vigilia del 2 novembre, di recitare il rosario mangiando castagne e lasciandone sulla tavola imbandita una casseruola bollite e un bottiglione di vino, perché si crede che le anime dei defunti tornino sulla terra per rivedere i luoghi in cui sono vissuti;
- nella tradizione popolare, le castagne avevano anche una valenza magica e benaugurante: motivo per cui erano considerate un dono prezioso in occasione del battesimo, oppure come gesto ospitale nei confronti degli invitati a un matrimonio, ben prima della diffusione dei confetti.
Tanto che in seguito alla constatazione dei rovinosi effetti imputabili all’assenza o alla carente presenza, specie in zone collinari, di questo provvidenziale albero, di recente, dalla Strategia Forestale Nazionale, è stato predisposto il progetto di ricostituzione dell’interezza e della valorizzazione del patrimonio castanile, in precedenza descritto.
L’Oroscopo Celtico:
i nati, dal 15 al 24 maggio e dal 12 al 21 novembre, sotto il segno del Castagno (corrispondente al segno Zodiacale: Toro, Gemelli e Scorpione), amano aiutare la collettività, riescono ad adattarsi a diverse situazioni e prediligono essere di supporto agli altri. Quando riescono a trovare un ideale da seguire, diventano una vera e propria fonte di potenzialità e capacità. In particolare, in compagnia di anime semplici (come i nati dal 19 al 29 febbraio e dal 24 agosto al 2 settembre sotto il segno del Pino, corrispondente ai segni Zodiacale: Capricorno, Acquario, Cancro e Leone), con i quali riescono a costruire una costruttiva filosofia ed un rapporto sinceramente improntato alla generosità. Allo stesso tempo hanno una grande fiducia nel prossimo e spesso preferiscono agire senza apparire. Sovente e volentieri necessitano di una mano nel perseguire i loro obiettivi e per essere incoraggiati e spronati ad aver fiducia nei loro mezzi.
Pro:
Senza dubbio, uno dei più importanti punti di forza dei nativi è certamente il valido contributo che riescono a dare all’ambiente in cui vivono. Quando trovano una meta da raggiungere diventano energici e determinati nel raggiungerla, anche grazie alla loro naturale flessibilità e all’ innata capacità di rinnovarsi.
Contro:
Se un castagno si intestardisce a raggiungere un risultato, rischia di diventare incapace di ascoltare gli altri e di trovare punti di mediazione. La sua apertura mentale si riduce ai minimi termini e corre il rischio di ridursi a bigotto. In questi casi non è più in grado di riconoscere i differenti punti di vista e la varietà della vita.
Amore:
I nati sotto questo segno hanno bisogno di provare sentimenti profondi all’unisono con il loro partner. Se questo si verifica, essi si dimostrano persone solari e molto fedeli, anche se estremamente chiari e diretti. Atteggiamento che, qualche volta, può creare qualche problema.
Salute:
Oltre a rappresentare le caratteristiche comportamentali delle persone, l’oroscopo esprime i legami del segno con le proprietà curative delle piante associate: Assenzio, Cappero e Coriandolo e con specifiche potenziali problematiche o punti di forza del corpo degli appartenenti: circolazione, genitali, schiena, metabolismo e psiche.

La Domenica delle Palme dei Volontari del Decoro Urbano

Last News 2
Volontari Decoro Urbano    (commenti:1) (240-17-0)
Gianni Botta

A quasi un mese dalla scomparsa del nostro caro Filippo Cuomo i Volontari del Decoro Urbano hanno ripreso la loro attività andando a pulire i binari della stazione di Santa Maria delle Mole, dopo due anni dall’intervento precedente (qui trovate l’articolo news.asp?p=712).
 
Hanno scelto la Domenica delle Palme pensando di ridare decoro al luogo di benvenuto della nostra frazione in vista della Settimana Santa, a beneficio dei turisti e pellegrini che la frequentano e dei concittadini che ogni mattina vi sostano persi nei loro pensieri in attesa del treno che li porterà altrove.
 
Accendini, bottiglie, lattine, “svape” e molto altro raccolto nel bottino che vedete nelle immagini, poi portato all’infopoint dove i nostri amici del Circolo Legambiente Appia Sud “Il Riccio” APS provvederanno a differenziarlo insieme agli altri rifiuti che anche loro raccolgono nel tratto di Appia Antica di loro competenza.
 
”Eroi semplici”, come i gesti che Filippo ci ha insegnato e che ciascuno di noi può compiere per rendere più bello il posto in cui viviamo, iniziando col portare le cartacce, le bottiglie, i mozziconi o le bustine dei pelosi fino al primo cestino, a maggior ragione nel periodo delle vacanze pasquali.
 
A questo proposito i nostri amici porgono i loro migliori auguri a tutti voi per una serena Pasqua.

Partecipa ai nostri QUIZ

 

 

 

Cancello Scuola Verdi Magicamente aperto

News 1 S. Maria delle Mole (553-12-0)
Antonio Calcagni

Per chi domenica fosse andato a votare presso la scuola Verdi, c’era una sorpresa ad attenderlo.
 
Infatti, il famoso cancello che, dal grande parcheggio di via Fratelli Cervi, porta alla scuola Verdi, era, come per magia, aperto.
 
Il nostro Comitato di Quartiere, insieme ai genitori dei bambini che frequentano la suddetta scuola, sono ormai 3 anni che ne chiedono a gran voce la sua apertura.
 
Pertanto, siamo particolarmente contenti che finalmente si sia risolto il problema.
 
Ricordiamo infatti che la sua apertura era subordinata alla presa in carico da parte dell’Amministrazione comunale, del suddetto parcheggio, pertanto, se domenica è stato aperto, vuol dire che tale problema è stato finalmente risolto, e che quindi alla riapertura delle scuole lo troveremo aperto.
 
Ma sarà proprio così? perché a pensarci bene, qualche dubbio ci viene.
 
Non è per caso che si tratta di una cosiddetta “apertura elettorale”?
 
Perché in tal caso si tratterebbe dell’ennesimo bluff, ai danni delle centinaia di genitori/nonni che quotidianamente accompagnano i loro piccoletti.

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Un pomeriggio di ordinaria follia

News 2 S. Maria delle Mole    (commenti:1) (1.509-35-1)
Antonio Calcagni

 
Ieri martedì 17 marzo alle ore 16:10, c'era il treno in arrivo da Velletri per Roma, ma come al solito, e più del solito, 2 auto rimangono bloccate nell’area del passaggio a livello.
 
Viene subito allertata la Polizia locale, ma intanto il traffico intorno all’area si fa caotico, e l’uscita dei bambini della scuola Repubblica aggrava la situazione.
 
Dopo pochi minuti, via della Repubblica è completamente bloccata, con ovvie ripercussioni su tutta la nostra Cittadina, stesso copione per via Dei Mille a Cava dei Selci mentre sull’Appia Nuova la fila  si snoda arriva fino all’aeroporto di Ciampino.
 
Linea ferroviaria Roma-Velletri, completamente bloccata con conseguente annullamento di varie corse.
 
Un episodio che ha causato un grave disagio a molte migliaia di persone.
 
Poi finalmente alle 16:35, arriva una pattuglia della polizia locale che, garantendo la sicurezza, permette al treno di poter ripartire, cosa che avviene alle 16:45.
 
Un episodio che ormai si presenta quasi quotidianamente, e che il nostro Comitato di Quartiere, ha denunciato pubblicamente in occasione della diretta del programma “Buongiorno Regione” di Rai Tre, andato in onda mercoledì 08 novembre 2023.
 
In quell’occasione esponemmo le nostre proposte, ovvero:
  • L’istituzione, almeno dei momenti topici, da parte della polizia locale, di un servizio di vigilanza;
  • La richiesta all’Ente Ferrovie dello Stato, di installazione di un’adeguata segnaletica che indicasse chiaramente il comportamento da tenere, in prossimità del passaggio a livello;
  • La richiesta all’Ente la rimodulazione dei tempi di chiusura dello stesso, oggettivamente troppo brevi;
  • La reiterazione della richiesta al suddetto Ente, di spostare la Stazione ferroviaria di circa 200 metri verso Velletri, così da permettere la realizzazione di una rampa di collegamento con il grande parcheggio di piazza Albino Luciani.
Il sindaco, anche lui presente alla diretta, ed accompagnato da una folta schiera di Assessori, tra un “si”, un “no”, ed un “ni”, promise comunque di fare qualcosa.
 
Risultato, dopo 2 anni e mezzo, nulla ci risulta sia stato fatto, e del famoso progetto delle RFI di spostare la fermata della stazione 200 metri più avanti verso Velletri, si sono perse le tracce.
 
Con l’aggravante dell’insediamento nella suddetta piazza dei moduli della scuola Elsa Morante,  che ha ridotto drasticamente i parcheggi disponibili e che potrebbe essere un ulteriore ostacolo a questo ipotetico progetto.
 
E così, ormai quasi quotidianamente, migliaia e migliaia di persone si trovano inermi in balia della negligenza di alcuni automobilisti, mentre gli Enti proposti a garantire la loro sicurezza, restano a guardare inerti.
 
P.S. Mentre stiamo per pubblicare questo articolo, ci giunge la notizia che anche oggi, mercoledì 18 marzo intorno alle 11:00 si è ripetuto lo stesso copione. 
 
Ci auguriamo che la pazienza dei cittadini inermi, prima o poi non sfoci in una vera e propria sollevazione, così da diventare anche un problema di ordine pubblico.   

Parte la petizione dei residenti. "Radon, strade dissestate e degrado: ora basta"

News 3 Cava dei Selci    (commenti:1) (597-28-0)
Eleonora Persichetti

 
I cittadini segnalano radon, strade pericolose, marciapiedi inesistenti e degrado: “la situazione va avanti da anni”
 
Una petizione popolare, promossa da un gruppo spontaneo di residenti di Cava dei Selci e sostenuta dal Comitato di quartiere di Santa Maria delle Mole, riporta al centro del dibattito pubblico le criticità che da anni affliggono il territorio. La raccolta firme, già avviata, punta a sensibilizzare l’amministrazione comunale di Marino su una serie di problemi considerati urgenti: dal rischio radon in via Paiella Catullo al dissesto di via Quarto Sant’Antonio, passando per illuminazione insufficiente, marciapiedi impraticabili, abbandono dei rifiuti e parcheggi selvaggi.
 
Via Paiella Catullo: il nodo del radon e la recinzione da ripristinare
Il punto più delicato riguarda via Paiella Catullo, dove da anni è nota la presenza di radon, gas naturale radioattivo che richiede monitoraggio e misure di sicurezza. Nonostante ciò, la recinzione che dovrebbe impedire l’accesso all’area risulta danneggiata o del tutto inefficace. Il risultato è che molte persone continuano a passarci quotidianamente, spesso per portare a spasso i cani.
“Noi residenti lo diciamo da anni: qui non si dovrebbe passare”, racconta Giulia, che abita a pochi metri dall’area interdetta. “Ogni giorno vedo persone entrare come se nulla fosse. Non è cattiveria, è che non sanno. Ma la recinzione è rotta e nessuno interviene”.
I cittadini chiedono un intervento immediato: ripristinare la recinzione, installare cartelli chiari e impedire l’accesso a una zona che, per motivi sanitari, dovrebbe essere protetta.
 
Cos’è il radon e perché preoccupa i residenti
Il radon è un gas naturale radioattivo, incolore e inodore, che si forma dal decadimento dell’uranio presente nel suolo. In alcune zone, soprattutto dove il terreno presenta caratteristiche geologiche particolari, può accumularsi in concentrazioni elevate.
  • È considerato la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo.
  • L’OMS raccomanda monitoraggi costanti nelle aree a rischio.
  • Le amministrazioni locali devono delimitare e mettere in sicurezza le zone interessate.
A Cava dei Selci il problema è noto da anni, ma i cittadini denunciano che le misure di contenimento non sono state mantenute nel tempo, permettendo l’accesso a un’area che dovrebbe essere interdetta.
 
Via Quarto Sant’Antonio: buche, marciapiedi inesistenti e auto che corrono
L’altro fronte caldo è via Quarto Sant’Antonio, una strada molto frequentata da famiglie, bambini e passeggini, ma caratterizzata da un dissesto ormai cronico.
I residenti denunciano:
  • buche profonde e diffuse
  • marciapiedi rotti o del tutto assenti
  • scarsa sicurezza per pedoni e ciclisti
  • auto che sfrecciano senza controlli
  • assenza di segnaletica adeguata
“Io ci passo ogni giorno con il passeggino”, spiega Marco, giovane padre. “Devo camminare in mezzo alla strada perché il marciapiede è rotto o non c’è proprio. E le macchine corrono. È pericoloso, punto”.
I cittadini chiedono un intervento strutturale: rifacimento del manto stradale, ricostruzione dei marciapiedi, installazione di attraversamenti pedonali e misure per ridurre la velocità.
 
Le altre criticità: illuminazione, rifiuti, parcheggi selvaggi e rischio idrogeologico
Il documento presentato dai residenti elenca una lunga serie di problemi che riguardano diverse vie del quartiere:
  • degrado dell’area tra via Paiella Catullo, via Agostino Paris e via Marsala
  • mancanza di segnaletica stradale e attraversamenti pedonali
  • assenza di illuminazione nel tratto via Paiella Catullo – via Antonio Berardi
  • marciapiedi dissestati e aree soggette ad abbandono rifiuti, soprattutto vicino al Palaghiaccio
  • parcheggi in divieto di sosta, in particolare nell’area adiacente alla scuola
  • richiesta di fototrappole e videocamere contro soste selvagge e abbandono rifiuti
  • rischio idrogeologico in alcune zone di Cava dei Selci
  • marciapiedi impraticabili in via Antonio Fantinoli
  • rifacimento totale dei marciapiedi tra via Paiella Catullo e via Antonio Berardi
  • riposizionamento dei dissuasori di velocità in via Paiella Catullo e via Marsala
“Qui non si parla di un problema, ma di un insieme di situazioni che rendono la vita quotidiana complicata”, spiega Serena, residente da vent’anni. “Non chiediamo miracoli, chiediamo manutenzione e sicurezza”.
La mozione della consigliera Silvani
La questione della sicurezza stradale è arrivata anche in Consiglio Comunale. La Consigliera del Partito Democratico Franca Silvani ha presentato una mozione che è stata approvata all’unanimità nella seduta del 22 settembre 2025, impegnando l’amministrazione all’attivazione della competente Commissione consiliare per avviare un lavoro strutturato di monitoraggio su tutto il territorio.
L’obiettivo della mozione è chiaro: mappare le criticità, definire le priorità e programmare interventi necessari e urgenti, superando la logica degli interventi emergenziali e frammentati.
 
Le Commissioni coinvolte nel percorso sono:
  • II Commissione (Lavori pubblici, edilizia scolastica, innovazione tecnologica, viabilità e arredo urbano)
  • III Commissione (Attività produttive, polizia locale, sicurezza, protezione civile, trasporti, decoro urbano)
La III Commissione si è già riunita lo scorso 20 febbraio, avviando il lavoro di analisi e ascolto delle segnalazioni. È previsto un aggiornamento nella prossima convocazione, che si terrà in forma congiunta con la II Commissione, per coordinare gli interventi e definire una linea d’azione condivisa.
“La politica deve ascoltare chi vive ogni giorno questi disagi”, commenta Lorenzo, residente della zona. “La mozione è un segnale, ma ora servono fatti”.
Una mobilitazione che cresce
La petizione è stata promossa da un gruppo spontaneo di cittadini, che negli ultimi mesi ha raccolto testimonianze, fotografie e segnalazioni. La redazione ha ascoltato molte di queste voci, tutte accomunate da un sentimento di frustrazione per una situazione che “si trascina da troppo tempo”.
“Non vogliamo fare polemica, vogliamo essere ascoltati”, afferma Valerio, cittadino che sta aiutando nella raccolta firme. “Il quartiere ha bisogno di interventi reali, non di promesse”.
Come firmare la petizione
I cittadini interessati possono aderire alla raccolta firme contattando Valerio al numero 328 932 1940.

CAFM - Scoperta dei tesori di Roma

News 4 Frattocchie (218-3-0)
Antonio Calcagni

L’Associazione Centro Anziani Frattocchie di Marino alla scoperta dei tesori nel cuore di Roma: da Sant’Ignazio al Pantheon fino al Tempio di Adriano una bella mattinata tra arte, storia e aneddoti
 
Il commento di Bruno è la migliore sintesi della mattinata trascorsa dai soci del CAFM mercoledì 11 marzo scorso: In una mattinata ho attraversato tre mondi, separati da secoli ma distanti poche centinaia di passi l'uno dall'altro. Tre luoghi. Tre epoche. Tre modi di toccare il cielo”. Sulla scia delle numerose iniziative culturali promosse negli ultimi mesi, il Centro Anziani Frattocchie di Marino APS ha organizzato un’altra partecipata visita guidata nel cuore di Roma.
 
Un percorso tra arte, storia e curiosità che ha condotto i partecipanti alla scoperta di alcuni dei luoghi più affascinanti del centro storico. La mattinata è iniziata nella suggestiva Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, celebre per lo straordinario soffitto prospettico dipinto da Andrea Pozzo e per la famosa “finta cupola”, uno dei più sorprendenti giochi illusionistici del barocco romano.
 
Qui i visitatori hanno potuto ammirare anche l’urna di San Luigi Gonzaga, lasciandosi affascinare dai racconti e dagli aneddoti storici che hanno reso la visita ancora più coinvolgente.
 
Il gruppo si è poi spostato verso il maestoso Pantheon, uno dei monumenti più iconici della città eterna. All’interno della grande rotonda, dominata dal celebre oculo aperto sul cielo, sono custodite anche le tombe di due re d’Italia, Vittorio Emanuele II e Umberto I, oltre a quella del grande artista Raffaello Sanzio.
 
All’uscita, i partecipanti hanno potuto osservare anche l’Obelisco di Piazza della Rotonda che impreziosisce la piazza antistante. La visita è proseguita nella splendida Basilica di Santa Maria sopra Minerva, unica grande chiesa gotica di Roma (che conserva i resti di Santa Caterina da Siena e del Beato Angelico), scrigno di importanti opere d’arte e luogo di profonda spiritualità.
 
All’esterno, in piazza, l’attenzione è stata catturata dal celebre Obelisco della Minerva sorretto dal caratteristico elefantino di Gian Lorenzo Bernini, simbolo della forza che sostiene la conoscenza.
 
E non poteva mancare l’aneddoto su Annone, l’elefantino albino donato nel 1514 dal re del Portogallo a Papa Leone X.
 
Il percorso si è concluso davanti ai resti del monumentale Tempio di Adriano, dove i partecipanti hanno potuto ammirare le imponenti colonne dell’antico edificio dedicato all’imperatore Adriano e persino interagire con il curioso robot “Adriano”, che ha suscitato divertimento e interesse tra i presenti.
 
Ancora una volta l’iniziativa organizzata con competenza e passione dalla guida Tonino Dibello ha riscosso grande partecipazione e apprezzamento, confermando l’impegno del Centro Anziani Frattocchie di Marino APS nel promuovere momenti di cultura, socialità e scoperta del patrimonio storico-artistico. La giornata si è poi conclusa in allegria presso un noto ristorante di Frattocchie.
 
Per coloro che intendono seguire il programma offerto dal Centro Anziani Frattocchie di Marino APS (CAFM), l’invito a seguire la pagina Facebook e prendere contatto con il Presidente Claudio Bornaccioni al cel. 335-364847.

La Nostra Voce

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NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LE ESTERNAZIONI PARTITICHE , INTESA COME SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome, ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di: Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APARTITICO, ovvero non siano di parte. 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APARTITICI  che prestiamo attenzione alle esigenze della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione partitica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
Sono di Cava dei Selci ... senza SE
facebook.com/groups/cavadeiselciplus/

Due Santi:
Sono di Due Santi ... senza SE
facebook.com/groups/duesantiplus/

Frattocchie:
Sono di Frattocchie ... senza SE
facebook.com/groups/frattocchieplus/

Santa Maria delle Mole:
Sono di Santa Maria delle Mole ... senza SE
facebook.com/groups/santamariadellemoleplus/
 
Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.
 

Fiocchetto Lilla: i disturbi alimentari oltre il piatto e lo specchio

News 5 Salute (271-9-0)
Martina Ricci

 
 
In Italia oltre 3 milioni di persone convivono con un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione, sempre più spesso in età evolutiva. Non basta cambiare il modo in cui parliamo di corpo e cibo: serve uno sguardo clinico, profondo e multidisciplinare.
 
Ogni 15 marzo l’Italia celebra la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. La ricorrenza, nata dall’iniziativa di un padre che ha perso la figlia per bulimia, è stata riconosciuta ufficialmente nel 2018 con una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri. L’obiettivo dichiarato è sensibilizzare, ma il rischio è quello di fermarsi a una narrazione rassicurante, che riduce questi disturbi a “problemi di corpo e di cibo”.
Negli ultimi anni molti articoli hanno insistito sull’idea che i DCA nascano principalmente tra i banchi di scuola e nelle parole degli adulti: un commento sul fisico, una battuta sul piatto, la pressione dei social. È sicuramente importante riflettere su linguaggio, body shaming e cultura della dieta, ma fermarsi qui significa confondere la superficie con le profondità della sofferenza.
 
In Italia le persone con un disturbo dell’alimentazione sono passate, dai primi anni Duemila a oggi, da circa 300 mila a oltre 3 milioni, con un aumento legato anche alla pandemia. Circa il 30% di chi ne soffre ha meno di 14 anni e gli esordi possono comparire già tra gli 8 e i 10 anni. Per adolescenti e giovani adulti, i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rappresentano una delle prime cause di morte dopo gli incidenti stradali.
 
Sul territorio esistono psicologi, psicoterapeuti e nutrizionisti che, come me, hanno scelto di formarsi in modo specifico su queste patologie. È importante rivolgersi a professionisti con queste competenze, perché solo un approccio mirato permette di capire davvero come aiutare e di costruire un percorso di cura efficace. Inoltre, esiste un Numero Verde nazionale “SOS Disturbi Alimentari” – 800 180 969 – anonimo e gratuito, che offre ascolto, orientamento e informazioni sui centri specializzati in tutta Italia. Sul sito del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità è disponibile inoltre la mappa delle strutture dedicate ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.
 
È importante sottolineare che si tratta di patologie psichiatriche complesse, che intrecciano corpo, mente, relazioni e sviluppo. Alcuni psicoanalisti infatti parlano di vere e proprie “patologie dell’essere”: il sintomo alimentare diventa un modo, doloroso, ma potente, di tenere a bada il vuoto, l’angoscia, la fatica di trovare un posto nel desiderio degli altri.
 
Il corpo viene controllato, svuotato o riempito non tanto per “piacere di più”, quanto per sentirsi di esistere, per trovare una forma sostenibile al proprio stare al mondo.
 
In questa prospettiva, l’attenzione a come parliamo di corpo e cibo è solo la punta dell’iceberg. Sotto la linea dell’acqua ci sono solitudine, vergogna, paura di crescere, difficoltà nelle relazioni, traumi, fragilità individuali e familiari, comorbilità psichiatriche. Nessun singolo fattore “spiega” un DCA: è l’intreccio di vulnerabilità personali, contesti e vissuti a trasformarsi in sintomo.
 
La settimana del Fiocchetto Lilla allora può essere molto più di una campagna sui social: può diventare l’occasione per cambiare davvero il modo in cui guardiamo a queste patologie.
Se pensi di avere un disturbo del comportamento alimentare, o temi che ne soffra una persona della tua famiglia, puoi chiedere aiuto ai numeri che ho indicato o a un professionista della tua zona. Prova ad affidarti e a raccontare la tua storia: dall’altra parte ci sono persone pronte ad ascoltarti e a camminare con te lungo questo percorso.

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Gardensia 2026: le braccia forti di Santa Maria delle Mole unite a sostegno della ricerca sulla Sclerosi Multipla

News 6 S. Maria delle Mole (689-7-0)
Gianni Botta

Questo weekend si è svolta Gardensia 2026, o forse dovremmo dire solo sabato perché la vendita allestita dai volontari del Comitato di Quartiere Santa Maria delle Mole e del Circolo Legambiente Appia Sud “Il Riccio” APS è durata un solo giorno.
 
Tanto infatti è bastato affinché le 80 piante tra gardenie ed ortensie fornite dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla andassero esaurite,  grazie alla generosità dei tanti che sono venuti ai banchetti sistemati in Piazza Togliatti per un gesto di solidarietà a sostegno della ricerca contro la Sclerosi Multipla abbiamo che, come detto nel sito dell’AISM, “colpisce circa 144.000 persone, le donne in numero doppio rispetto agli uomini, con 3.600 nuovi casi ogni anno, il 50% con meno di 40 anni” facendone “la prima causa di disabilità neurologica nei giovani adulti dopo gli eventi traumatici, che però può essere diagnosticata anche in età più avanzata e nei bambini”.
 
Come vedete, quindi, è fondamentale sostenere la ricerca come avete fatto in tante e tanti acquistando le piante o solo donando e, a questo proposito, invitiamo coloro che desiderassero compiere questo gesto che è sempre possibile farlo tramite questo link donazioni.aism.it.
 
Grazie Santa Maria delle Mole, anche quest’anno l’abbraccio forte delle vostre braccia si è stretto intorno ai malati di Sclerosi Multipla. Come dicevamo nell'arco di poche ore abbiamo venduto nr. 80 piantine incassando un totale di euro 1.231,00, che domani provvederemo ad inviare alla AISM di Roma.

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Federica Bruni Agente Immobiliare da anni, dopo aver compiuto gli studi di Architettura e dopo aver lavorato presso un’azienda di famiglia che si occupava di edilizia, ha potuto sviluppare tecniche conoscitive in merito alla cantieristica.
Si abilita presso la CCIAA di Roma e fa esperienza nel campo immobiliare affiancando per un periodo il vicepresidente FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari) per poi intraprendere l’attività di Agente Immobiliare su Roma e Castelli Romani.
 
 
Associata FIMAA, alla quale e’ iscritta dal 2009, grazie ai numerosi convegni e ai continui programmi formativi organizzati dall'associazione cui ha partecipato, ha acquisito una notevole e specifica competenza in materia, assistendo la clientela nelle compravendite e locazioni; nella cantieristica; offrendo servizi di consulenza sia immobiliare che per ciò che riguarda i finanziamenti oltre alle problematiche urbanistiche che alle valutazioni degli immobili.
 
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Santa Maria rende onore a Filippo

News 7 S. Maria delle Mole (1.449-44-0)
la Redazione

Ieri venerdì con inizio alle ore 15:00, si sono svolti i funerali del nostro caro amico Filippo.
 
Per l’occasione la nostra chiesa era piena come non mai, tanto che è stato necessario estendere l’amplificazione anche all’esterno, così da permettere ai numerosissimi partecipanti, che non erano riusciti ad entrare in chiesa, di seguire comunque la cerimonia.
 
Una rappresentazione plastica di quanto il nostro caro rimpianto era amato ed apprezzato.
 
Durante la cerimonia, si sono vissuti momenti di intensa commozione, che non hanno risparmiato neanche Don Jesus, che per l’occasione ha pronunciato un sermone ricco di riferimenti alle “gesta” di Filippo nell’ambito del Decoro Urbano.
 
Di seguito pubblichiamo il discorso di commiato pronunciato da Antonio Calcagni ed a seguire quello di Gianni Botta, rispettivamente Presidente e Segretario del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole.
 
“Nel 2019 via della Falcognana 61 era ormai ridotta ad una vera e propria discarica a cielo aperto, e sinceramente ogni volta che ci passavo mi stringeva in cuore vederla in quello stato, ma, nonostante ciò, anche io, come sicuramente tanti altri, non mi decidevo a fare qualcosa.
 
Poi un bel giorno, trovandomi a passare per l’ennesima volta da quelle parti, ho visto una persona tutta intenta a ripulirla, mi sono subito fermato per ringraziarla, ma avendo molta fretta, il mio approccio è stato solo quello chiedere, se potevo contribuire economicamente ai costi di questo importante intervento.
 
Lui mi ha guardato senza nemmeno smettere di lavorare, e mi ha detto le testuali parole, “Qui abbiamo bisogno di braccia e non di soldi”.
 
In quel momento pur colpito dalle parole trancianti di Filippo, ho capito di avere appena conosciuto una persona straordinaria, e così nei giorni successivi mi sono sentito in dovere di coinvolgere, in quel progetto, gran parte dei soci del Comitato di Quartiere, e non solo.
 
Al termine di quella campagna avviata da Filippo, ma anche da Sergio Cuomo e sua moglie Nunzia, in cui vennero raccolti circa 200 sacchi di immondizia, via della Falcognana 61, ritornò a risplendere.
 
Ma Filippo non si fermò lì, continuo la sua opera fino ad arrivare a Spregamore, facendo sì che, dove passava lui l’abbandono ed il degrado si trasformassero in ordine, pulizia e bellezza.
L’attività lanciata e diretta da Filippo aveva ormai preso piede nel nostro Comitato ma, con l’arrivo di Gianni Botta, il tutto ebbe un ulteriore slancio, e così si decise di dar vita al Nucleo Decoro urbano, e Filippo entrò a pieno titolo nel Comitato di Quartiere, diventandone il Vicepresidente.
 
In quel periodo furono organizzate una serie di giornate ecologiche a favore della nostra cittadina, un esempio che fu presto replicato anche a Cava dei Selci.
 
Queste giornate interessarono via Capanne di Marino, il parcheggio di via Frassati, l’area adiacente l’Eurospin, ma anche tante altre aree.
 
Ma tutto ciò a Filippo ancora non bastava, e così ormai quasi quotidianamente mi chiamava per dirmi ”Insieme a Gianni andiamo a fare un giro di perlustrazione”.
 
Al termine del quale provvedeva a dare il tormento alla Multiservizi, oppure l’Assessore Bruno Orazi e/o la polizia Locale, ma anche al Comune di Ciampino affinché intervenissero oppure mi chiedeva, di inviare ai suddetti una PEC.
 
Questo era Filippo quindi, una persona che del Decoro urbano ne aveva fatto uno stile di vita, a cui tutti noi dovremmo prendere ad esempio.
 
E proprio per questo sarà nostra cura far sì che le gesta di Filippo non rimangano lettera morta.
 
Grazie Filippo per quello che hai fatto per noi. Grazie Grazie Grazie”.
 
 
“Ciao Filippo.
Sei stato una sorpresa dal giorno in cui vidi i tuoi cartelli lungo Via Capanne di Marino e chiesi ad Antonio chi ne fosse l’autore, scoprendo l’amico generoso e travolgente che portava simpatia ovunque andasse.
 
Mi hai subito preso a bordo donandomi la pettorina gialla - che volevi indossassi sempre perché ne andavi fiero - nominandomi il tuo braccio destro.
Insieme abbiamo scorrazzato a bordo della tua Jeep gialla a raccogliere i doni che gli sconosciuti lasciavano lungo le strade e nei parcheggi:
abbiamo raccolto di tutto, ma il bonus scattava quando trovavamo le nostre amate bottiglie di Amaro del Capo, sui cui abbiamo girato diverse scenette.
 
Perché tu eri così, sempre con la battuta pronta.
 
Quando invece trovavamo mobili smontati e fioriere ecco che li trasformavi nell’arredo urbano che è ancora lì a testimoniare il tuo passaggio.
 
Credo che fosse dicembre l’ultima volta che siamo usciti insieme: tu a pulire via delle Capanne di Marino ed io la rotatoria dell’Appia, perché entrambi volevamo che Santa Maria fosse bella sin dal suo ingresso, che chi arrivava non dovesse scorgere le buste e le cartacce, ma solo verde e piante, le stesse che tu mettevi in giro per questo nostro paesino.
 
Niente e nessuno ti fermava, neanche l’amarezza per le critiche che talvolta ci sono piovute addosso o gli sfottò di chi ci chiamava “ottimisti“: il tuo obiettivo era rendere bella questa nostra grande casa, farne un giardino simile al tuo di cui i nostri concittadini potessero andare fieri e stimolarli a mantenerlo pulito.
 
E tutto questo senza chiedere nulla in cambio: cosa c’è di più nobile?
 
Quando venne fondato il Gruppo dei Volontari del Decoro Urbano ti dissi che avevi il potere di cambiare le cose, oggi aggiungo che tu hai fatto “comunità”.
 
Sappi che il Gruppo dei Volontari andrà avanti nel tuo nome perché ciò che hai immaginato è giusto e buono, ci saranno altri amici e amiche che si uniranno a noi, ma senza te sarà tutto diverso.
 
Dove sei ora tutto sarà sicuramente pulito, eppure sono certo che anche lì starai già progettando cartelli e fioriere per rendere il Paradiso ancora più bello.
 
Riposa in pace amico mio.”
 
A concludere, c’è stato il discorso di Giacomo, il figlio maggiore di Filippo, sopportato da sua moglie e dal fratello Giulio, che ci hanno offerto uno spaccato familiare sereno e spensierato.
Floria, la compagna di una vita di Filippo ha seguito la cerimonia con profonda compostezza e sobrietà, ma dai suoi occhi traspirava un velo di malinconia.

Giornata internazionale della Donna

News 8 Cava dei Selci (191-0-0)
Eleonora Persichetti

Domenica 8 marzo 2026, in occasione della giornata internazionale della Donna, la città si tingerà dei colori della solidarietà e dell'impegno civile con un ricco programma di eventi dedicati alla figura femminile, tra arte fotografica, letture pubbliche e dibattiti istituzionali.
Tutte le iniziative, promosse dal comune di Marino in collaborazione con la Pro Loco Marino, sono gratuite e aperte al pubblico.
 
Si parte in Sala Lepanto con una mostra con shooting fotografico, un’indagine intima e poetica curata da Nicoletta Provenzano, con gli scatti di Silvia Minguzzi e Sara Nicomedi e l’intervento di Catalina Yaryes. Le artiste realizzeranno una serie di ritratti dal vivo per costituire un archivio fotografico che ritragga la figura della donna oggi nel territorio.
 
Alle 11.00 appuntamento con ‘Voce di Donna’ presso la Statua Madre della Libertà sita in Piazzale dello Sport a Cava dei Selci dove, in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità, si terrà un momento di forte impatto sociale con letture ad alta voce nell'ambito della campagna ANCI contro la violenza sulle donne #MaiPiùBandieraBianca.
 
Gli eventi si concludono con ‘L’Italia delle Donne’, sempre in Sala Lepanto, con dialogo dedicato a tre figure femminili d'eccellenza legate al territorio: la scrittrice Antonia Lucarelli, l’educatrice Suor Maria Gregorini e la fondatrice della Cantina Colle Picchioni Paola Simonelli in Di Mauro recentemente premiata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a Roma.
 
"Con ‘Il Giorno della Mimosa' vogliamo che a Marino si dia inizio ad una tradizione dedicata a questa giornata in cui celebrare la Donna, non solo per ricordarne le conquiste, ma per ribadire che la loro voce e la loro sicurezza sono pilastri fondamentali della nostra comunità – hanno sottolineato il Sindaco Stefano Cecchi e il Vicesindaco Sabrina Minucci - Abbiamo scelto di realizzare un programma che unisce l'arte alla concretezza dei servizi sociali. Attraverso il set fotografico 'Ti Vedo' e i momenti di riflessione, vogliamo dare un volto e un'anima alle storie delle nostre cittadine, valorizzando il ruolo sociale e culturale che ricoprono ogni giorno spesso ancora con estremo sacrificio e passione e ringraziamo la Pro Loco di Marino con il Presidente Massimo De Nicola per questa collaborazione che ci ha offerto la possibilità di dare vita a qualcosa di bello per tutta la cittadinanza."
"La nostra adesione alla campagna #MaiPiùBandieraBianca promossa dall’ANCI è un atto dovuto e sentito – ha aggiunto il Presidente della Commissione Pari Opportunità Paola Testi - Con 'Voce di Donna' vogliamo rompere il silenzio: la lotta contro la violenza non è solo una ricorrenza, ma un impegno continuo che portiamo avanti con convinzione all'interno delle istituzioni."

Domani 6 marzo alle 15:00 i funerali del nostro caro Filippo Cuomo

News 9 Volontari Decoro Urbano    (commenti:1) (393-11-0)
Gianni Botta

Con un annuncio dato a mezzo del profilo Facebook, il Sindaco Cecchi ha ricordato la figura del nostro caro Filippo Cuomo, annunciando che i funerali si svolgeranno domani 6 marzo alle ore 15:00 presso la Parrocchia Natività della Beata Vergine Maria di Santa Maria delle Mole.
 
Il Primo Cittadino marinese ha reso omaggio alla figura del nostro amatissimo amico Filippo ricordando la sua figura di “uomo generoso che ha fatto della sua gentilezza la sua arma più forte contro l'inciviltà”, rivolgendogli “un grazie di cuore fin lassù per ciò che hai donato a tutti noi senza mai risparmiarti” ed ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia ma anche a tutta la comunità che sentirà forte la sua mancanza portando nel cuore il suo esempio.

Gardensia AISM 2026: la solidarietà sboccia il 7 e 8 marzo

News 10 S. Maria delle Mole (627-7-0)
Eleonora Persichetti

 
Il 6, 7 e 8 marzo torna in tutta Italia Gardensia, l’iniziativa promossa da AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
 
A Santa Maria delle Mole, l’appuntamento è fissato per sabato 7 e domenica 8 marzo, in Piazza Palmiro Togliatti, dove i volontari saranno presenti per sostenere la ricerca scientifica e i servizi dedicati alle persone con sclerosi multipla.
Lo slogan della campagna è chiaro: “Fermiamo la sclerosi multipla con un fiore. Anzi due.”

Sarà possibile scegliere una gardenia o un’ortensia — oppure entrambe — contribuendo concretamente alla lotta contro una patologia che in Italia colpisce oltre 130.000 persone, la maggior parte delle quali donne.
Un gesto semplice, un aiuto concreto. Con una donazione si potrà portare a casa una pianta simbolo dell’iniziativa e sostenere:
  • la ricerca scientifica sulla sclerosi multipla;
  • i servizi di assistenza e supporto sul territorio;
  • progetti dedicati alle donne, più frequentemente colpite dalla malattia.
La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, a conferma dell’importanza nazionale dell’iniziativa.
 
Dove e quando
📍 Santa Maria delle Mole – Piazza Palmiro Togliatti
📅 Sabato 7 e domenica 8 marzo
Un fiore può diventare un segno di speranza e un contributo concreto verso un futuro libero dalla sclerosi multipla.

Ciao Filippo

News 11 S. Maria delle Mole    (commenti:11) (3.019-64-0)
Antonio Calcagni

È con immenso dolore che abbiamo appreso stamattina la notizia della scomparsa del nostro caro e amatissimo Filippo Cuomo.
 
Una notizia che ci ha spiazzati lasciandoci senza parole, una scomparsa che crea un vuoto incolmabile nel cuore della sua famiglia, ma anche di molti amici e concittadini che, come noi, hanno avuto il privilegio di conoscerlo e volergli bene.
 
Un uomo generoso, un concittadino meritevole che ha sempre avuto cura di Santa Maria delle Mole come fosse casa sua, perché così la sentiva.
Probabilmente non c’è uno spazio della nostra cittadina che non conservi un ricordo del suo passaggio: dai cartelli con le scritte che invitano a mostrare senso civico, alle fioriere installate lungo le strade per abbellirle.
 
Il Comitato di Quartiere Santa Maria delle Mole si unisce al dolore inconsolabile della sua famiglia chiedendo a tutti di rivolgere un pensiero a Filippo e conservare il suo ricordo nei gesti quotidiani fatti di bellezza, quella di cui amava circondarsi e che ci ha donato.
 
Come Comitato di Quartiere chiederemo ufficialmente all’Amministrazione comunale che un luogo pubblico venga intitolato in suo onore.

BANCO FARMACEUTICO RINGRAZIA

News 12 S. Maria delle Mole    (allegati)    (audio/video) (239-6-0)
Francesco Raso

Terminata la 26ª edizione della Raccolta del Farmaco.
il BANCO FARMACEUTICO ringrazia la generosità dei cittadini della provincia romana e ci riassume l’esito, più che generoso, di questa iniziativa.
 
Grazie ai volontari, alle persone che hanno donato, ai farmacisti e a tutti coloro che hanno contribuito alle GRF 2026 – Giornate di Raccolta del Farmaco.
 
A Roma abbiamo raccolto 32.688 farmaci, per un valore di 300.600 euro, in 321 farmacie (nel 2025: 30.588 farmaci, per un valore di 287.374 euro).

I medicinali raccolti sosterranno 82 enti assistenziali del territorio che si prendono cura delle persone più fragili.
 
In tutta Italia, in 6.078 farmacie, sono stati raccolti più di 680.000 farmaci per un valore di oltre 6 milioni di euro (nel 2025: 653.339 farmaci, per un valore commerciale di 5.980.897 euro), destinati a 2.118 realtà assistenziali che supportano almeno 502.000 persone indigenti.
 
 
Quest’anno anche RAI 1 si è interessata all’evento; tramite la trasmissione Uno Mattina, ne ha dato ampio eco a livello nazionale.
 
Per i nostri lettori abbiamo estratto le interviste a:
- Dot. Taglianetti, nostro iscritto al Comitato di Quartiere e responsabile nella provincia di Roma per la raccolta del farmaco.
- Dot. Fiorelli, farmacista di S. Maria delle Mole.
 
I video sono accessibili in coda a questo articolo.

"Abbiamo aspettato cinque anni per avere questo schifo"

News 13 Frattocchie    (commenti:1) (532-19-1)
la Redazione

 
Scuola “A. Frank” di Frattocchie: proteste dei genitori tra mensa esterna, disagi e criticità sulla sicurezza
 
 
A quaranta giorni dall’inaugurazione ufficiale della nuova scuola elementare “A. Frank”, avvenuta il 7 gennaio 2026 alla presenza del sindaco e con la benedizione del parroco, monta la protesta dei genitori.
Dopo cinque anni trascorsi nei container durante i lavori di ricostruzione, le famiglie denunciano una situazione che definiscono «inaccettabile» e «insicura», chiedendo chiarimenti immediati all’amministrazione comunale e ai responsabili della sicurezza.
 
 
Le criticità segnalate
Secondo quanto riportato dall’associazione Sempre Boville – Onlus, i problemi riguarderebbero diversi aspetti strutturali e organizzativi.
 
 
Accessi e sicurezza esterna
  • Chiusura dell’entrata/uscita da via Nettunense Vecchia.
  • Eliminazione della tettoia antipioggia.
  • Vie di fuga modificate o ostruite da nuovi muri.
  • Cancello principale recentemente danneggiato.
  • Percorso esterno obbligato verso la mensa lungo una recinzione di cantiere definita “precaria”.
In caso di maltempo, riferiscono i genitori, i bambini sarebbero costretti a percorrere un tragitto esposto a pioggia, fango, tombini otturati e ristagni d’acqua.
 
 
La questione mensa
Uno dei punti più contestati riguarda la mancata ricostruzione della mensa all’interno del nuovo edificio scolastico.
Il servizio sarebbe stato collocato nel vecchio stabile ex-ONMI, struttura più datata rispetto al nuovo edificio. Qui, sempre secondo le segnalazioni:
  • I bambini pranzerebbero in tre turni (dalle 12:00 alle 14:10).
  • I gruppi di circa 50 alunni mangerebbero in spazi ritenuti troppo ristretti.
  • I tavoli sarebbero disposti in modo da ostacolare un’eventuale evacuazione.
  • La caldaia dei termosifoni sarebbe guasta.
  • L’acqua nei bagni e nei lavandini mancherebbe frequentemente.
Inoltre, non sarebbe presente una copertura per il tragitto tra edificio scolastico e mensa, esponendo gli alunni alle intemperie.
 
 
Problemi interni all’edificio
Tra le criticità segnalate anche:
  • Ascensore non funzionante.
  • Porte dei bagni che non si chiudono.
  • Assenza di tettoia tra il cancello e l’ingresso principale.
 
Fondi pubblici e interrogativi
La ricostruzione dell’edificio è stata finanziata con 1.467.000 euro di fondi PNRR, oltre a risorse comunali.
L’associazione sottolinea come si tratti di fondi pubblici e chiede trasparenza: «Dopo tutti questi anni di sacrifici, ritrovarsi in queste condizioni è disumano e irresponsabile».
Tra le domande poste all’amministrazione:
  • È stata certificata l’agibilità scolastica prima dell’apertura?
  • Perché la mensa non è stata inclusa nel nuovo edificio?
  • Sono stati rispettati pienamente i criteri di sicurezza?
 
La posizione dell’associazione
Sempre Boville afferma di non aver voluto inizialmente alimentare polemiche, vista la lunga attesa delle famiglie, ma ritiene ora doveroso rendere pubbliche le criticità riscontrate, nella speranza che vengano risolte rapidamente.
Nel comunicato non manca anche un richiamo politico, con la richiesta di riattivare il Comune di Boville e un appello alla mobilitazione dei cittadini.
 
Associazione SEMPRE BOVILLE – onlus
 

Il Centro Anziani Frattocchie di Marino sorprende ancora

News 14 Frattocchie (236-4-0)
Antonio Calcagni

Il Centro Anziani Frattocchie di Marino sorprende ancora: grande partecipazione alla scoperta dei tesori di San Paolo fuori le Mura
 
Il CAFM protagonista di una intensa e partecipata giornata culturale alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro basiliche papali di Roma, custode di tesori artistici e spirituali di straordinario valore contestualizzati mediante un fedele inquadramento storico.
 
Nonostante il tempo incerto, la visita guidata gratuita ha registrato una presenza numerosa e attenta.
 
I soci hanno potuto ammirare la grandiosità del Quadriportico, delle porte di bronzo e le tecniche utilizzate nella loro costruzione, il suggestivo ciclo dei medaglioni con i ritratti di tutti i Pontefici, la sedia Papale, la Tomba di San Paolo, il monumentale ciborio di Arnolfo di Cambio, il prezioso Chiostro medievale e l’area archeologica: autentici capolavori custoditi nel complesso monumentale descritti con passione dal socio Tonino Dibello che con dedizione organizza queste escursioni culturali.
 
Come ha commentato Lena che, ringraziando gli organizzatori Tonino, Luciana e Claudio, ha evidenziato che è stata una “Giornata bellissima nonostante le previsioni meteo, un’appassionante visita culturale alla basilica di San Paolo e i tesori che custodisce.
 
Molto gradita anche la bella idea del “terzo tempo” presso un noto ristorante di Albano dove attorno al tavolo bandito di buon cibo, abbiamo portato allegria con la bellissima voce di Quinto che ha intonato alcuni famosi stornelli romani coinvolgendo anche gli altri ospiti presenti nel ristorante”.
 
Un’esperienza che conferma ancora una volta la capacità del CAFM di coniugare cultura, amicizia e spirito di comunità, rafforzando i legami tra i soci e valorizzando il patrimonio artistico del nostro territorio: è questa la sintesi descrittiva di questa associazione che vede crescere di volta in volta il numero dei soci partecipanti alle iniziative.
 
Il successo della visita guidata e gratuita alla Basilica di San paolo è stato tale da richiederne la riprogrammazione anche per il prossimo sabato 21 febbraio e al momento ci sono ancora posti liberi.
 
Per coloro che intendono seguire il programma offerto dal Centro Anziani Frattocchie di Marino APS (CAFM), l’invito a seguire la pagina Facebook e prendere contatto con il Presidente Claudio Bornaccioni al cel. 335-364847.

Telefonare al Comune di Marino, impresa impossibile

News 15 Marino    (commenti:1) (379-18-1)
Antonio Calcagni

TELEFONARE AL COMUNE DI MARINO: è mai possibile che non risponde NESSUNO? Nessun ufficio, nessun servizio, nessuna persona!!!
 
Anche il centralino il più delle volte non risponde, e se lo fa, e passa l'ufficio, o la persona, il servizio, o l'interno desiderato, poi NON RISPONDE NESSUNO, MAI!
Ma come è possibile? Un Comune inerpicato su una collina, difficile da raggiungere, senza parcheggio interno per il pubblico, con parcheggi a pagamento distanti 500 metri, con molte scale interne e ascensori che non funzionano.
 
Se uno non sta bene o è anziano, e non può andare in un luogo così faticoso da raggiungere, rimane tagliato fuori.
 
Per cosa paghiamo le tasse? Paghiamo circa CENTO IMPIEGATI E FUNZIONARI, CHE NON VOGLIONO ESSERE DISTURBATI. CHE VERGOGNA!
 
Si puo' anche comprendere che se i dipendenti e funzionari stiano al telefono per troppo tempo non possano riuscire a condurre la propria attività lavorativa.
 
Tuttavia andrebbe comunque istituita una fascia oraria giornaliera, o almeno trisettimanale, in cui gli uffici, i funzionari e i dipendenti siano disponibili al telefono per informazioni, chiarimenti, pareri ed istruzioni per i cittadini.
 
Oppure, anche meglio, uno specifico ed apposito centralino che non solo prenda le telefonate dei cittadini/e, ma che anche prenda appuntamenti telefonici in ora *certa*, con orario preciso, con i funzionari / dipendenti con cui il/la cittadino/a desidera interloquire.
 
Questa organizzazione non solo sarebbe utile, ma sarebbe anche un modello per gli altri Comuni.
 
Facciamoci notare per le nostre capacità, correttezza ed efficienza, non per il loro contrario.
 
Mauro Abate

RACCOLTA DEL FARMACO - 26ª EDIZIONE

News 16 S. Maria delle Mole    (allegati) (363-7-0)
Francesco Raso

TORNANO LE GIORNATE DI RACCOLTA DEL FARMACO
SI SVOLGONO IN TUTTA ITALIA, DA MARTEDÌ 10 A LUNEDÌ 16 FEBBRAIO
SERVE OLTRE 1 MILIONE DI MEDICINALI PER 502.000 INDIGENTI


Nelle farmacie che partecipano in ogni città, si dona uno o più medicinali da banco.
 
Nel 2026, da martedì 10 a lunedì 16 febbraio, si svolge la 26ª edizione delle Giornate di Raccolta del Farmaco. In 6.000 farmacie che partecipano in tutte le città italiane (l’elenco è consultabile su www.bancofarmaceutico.org), si chiede ai cittadini di donare uno o più medicinali da banco per chi ha bisogno.
I farmaci raccolti in Italia saranno consegnati a più di 2.000 realtà benefiche che si prendono cura di almeno 502.000 persone (145.000 sono minori) in condizione di povertà sanitaria, offrendo gratuitamente cure e medicine. Il fabbisogno segnalato a Banco Farmaceutico da tali realtà è superiore a 1,2 milioni di confezioni di medicinali.
I cittadini sono invitati a recarsi in farmacia per donare un farmaco.
Servono, soprattutto, farmaci per l’influenzae pediatrici, decongestionanti nasali, analgesici, antistaminici e antifebbrili, farmaci ginecologici, preparati per la tosse e per i disturbi gastrointestinali, preparati per il trattamento di ferite e ulcerazioni, antinfiammatori, farmaci per i dolori articolari e disinfettanti.
 
A Marino partecipano le seguenti farmacie:
  • Comunale 2
    via Prati, Santa Maria delle Mole

     
  • Comunale 3
    Piazza Garibaldi, Marino

     
  • Comunale 4
    via dei Mille, Cava dei Selci

     
  • Comunale 5
    via Pellico, Santa Maria delle Mole

     
  • Comunale 13
    via Tazzoli, Santa Maria delle Mole

     
  • Fiorelli
    Piazza Togliatti, Santa Maria delle Mole
I farmaci raccolti saranno devoluti a: Caritas, Croce Rossa e Piccole Sorelle dei Poveri di Marino.
Sabato 14 febbraio è il giorno principale con i volontari.
Negli altri giorni, è comunque possibile partecipare per poter raccogliere di più.
 

 
DIVENTA VOLONTARIO
Il volontario: invita a donare, spiega l’iniziativa e il fine, controlla e sistema i farmaci, supporta il farmacista. Tutte le istruzioni saranno fornite in seguito all'iscrizione (farmacia assegnata, possibilità negli altri giorni, indicazioni operative) e in un programmato momento formativo.
Con il vostro aiuto si può raccogliere di più e in modo mirato.
Per aderire come volontari è sufficiente compilare QUESTO MODULO 
Si può anche contattare il numero 342-9578760 o scrivere all’indirizzo mail volontariroma@bancofarmaceutico.org indicando nome, cognome, telefono, email, zona e orario di preferenza per sabato 14 febbraio (mattina/pomeriggio/intera giornata), disponibilità in altri giorni.

Sabato 07 Febbraio al parco della pace "Aspettando il Carnevale" con Marino Aperta APS

News 17 Cava dei Selci (412-6-0)
Antonio Calcagni

“Aspettando il Carnevale” con Marino Aperta APS: festa, musica e inclusione al Parco della Pace di Cava dei Selci
 
Un pomeriggio all’insegna del colore, della musica e della condivisione: sabato 7 febbraio 2026, dalle ore 16:00 alle 18:00, il Parco della Pace di Cava dei Selci ospiterà l’iniziativa “Aspettando il Carnevale!”, promossa dall’associazione Marino Aperta APS, in collaborazione con l’APS Centro Anziani di Cava dei Selci.
 
L’evento, pensato per bambini, famiglie e cittadini di tutte le età, anticipa il clima festoso del Carnevale con un programma ricco di attività: l’esibizione del Piccolo Coro del Fiore Blu, una merenda condivisa, balli, giochi e tanto divertimento, in uno spazio pubblico che diventa luogo di incontro e socialità.
 
Con ‘Aspettando il Carnevale’ vogliamo regalare alla comunità un momento di leggerezza e partecipazione, soprattutto per i più piccoli, ma non solo” dichiara Michela Graziani, Presidente di Marino Aperta APS. “Il nostro obiettivo è continuare a far vivere la comunità attraverso iniziative inclusive, che mettano al centro le relazioni, il sorriso e il senso di appartenenza.
 
Il Carnevale è da sempre una festa popolare, e ci sembrava naturale celebrarlo insieme ai bambini e alle famiglie con la cooperazione del Centro Anziani di Cava dei Selci che ci ospita nei suoi spazi all’interno del Parco della Pace».
 
L’iniziativa si inserisce nel percorso di impegno sociale e culturale che Marino Aperta APS porta avanti da anni, con particolare attenzione alla coesione intergenerazionale e alla valorizzazione degli spazi comuni. La collaborazione con il Centro Anziani di Cava dei Selci rafforza proprio questa visione, creando un ponte tra generazioni nel segno della festa e della condivisione.
 
L’appuntamento è quindi per sabato 7 febbraio: maschere, musica e allegria sono pronte a colorare il Parco della Pace a Cava dei Selci, per un pomeriggio di Carnevale aperto a tutta la cittadinanza.

Peso dopo le feste: come rimettersi in forma senza diete drastiche

News 18 Salute    (commenti:1) (465-15-0)
Martina Ricci

Piccoli cambiamenti quotidiani per tornare all'equilibrio, senza sacrifici estremi né sensi di colpa.
 
Dopo le feste è normale vedere qualche chilo in più sulla bilancia. La prima reazione è spesso il desiderio di ricorrere a diete drastiche, ma la realtà è che il ritorno graduale a uno stile equilibrato è la via più sicura ed efficace.
 
Perché la bilancia "ti sta mentendo"
 
Dopo pranzi, cene e dolci è comune notare un aumento di peso, ma questo è legato principalmente ai liquidi e alle riserve di zucchero (glicogeno), non solo al grasso corporeo. Per accumulare un chilo di grasso reale servono diversi giorni di eccessi calorici importanti: il numero che vedi, quindi, non racconta tutta la storia.
Nei giorni di festa consumiamo cibi più ricchi di sale, zuccheri e alcol. Il sale e gli alimenti ultra processati favoriscono la ritenzione idrica: nelle settimane successive, tornando a un’alimentazione regolare, una parte di quel peso scenderà spontaneamente.
 
Il rischio dei rimedi "estremi"
 
Il mio consiglio è di evitare regimi drastici, che sono sempre controproducenti e causano il famoso effetto “yo-yo”.
  • No ai digiuni prolungati o ai piani troppo rigidi.
  • No ai "bibitoni detox" o all'eliminazione di interi gruppi alimentari (come i carboidrati). Queste scorciatoie causano rallentamento del metabolismo, stanchezza, irritabilità e, soprattutto, tanta frustrazione emotiva.
La strategia per ripartire: 5 pilastri pratici
 
La strategia più efficace non è punirsi, ma ristabilire una routine sostenibile. Ecco da dove iniziare:
  1. La regola del 5: Riprendi a effettuare 3 pasti principali e 2 spuntini. Assicurati di consumare almeno 5 porzioni tra frutta e verdura al giorno.
  2. Piatto bilanciato: Non eliminare nessuno dei nutrienti. Ogni pasto dovrebbe avere una quota di carboidrati (meglio se integrali), proteine e fibre.
  3. Qualità dei condimenti: Riduci le porzioni di dolci e fritti. Preferisci cotture leggere e condisci con un cucchiaio di olio EVO a crudo, limita il sale ed usa le spezie e le erbe aromatiche per esaltare il sapore degli alimenti.
  4. Idratazione costante: Bere acqua regolarmente aiuta a contrastare la ritenzione e favorisce la corretta funzione dei reni e dell'intestino.
  5. Vita attiva: Non servono allenamenti estremi. Lascia la macchina a casa e vai a fare la spesa a piedi nei nostri negozi di Santa Maria delle Mole. Dà appuntamento a un amico per una passeggiata rigenerante sull’Appia Antica: muoversi con costanza ha un impatto immenso nel tempo.
Quando è importante chiedere aiuto
 
Rimettersi in forma non significa stravolgere la propria vita, ma inserire piccoli gesti consapevoli. Tuttavia, se il sovrappeso è importante, se sono presenti patologie come diabete, ipertensione o problemi cardiovascolari, oppure se il rapporto con il cibo è fonte di forte disagio, affidarsi a consigli generici può essere rischioso.
In questi casi, è fondamentale rivolgersi a un professionista della nutrizione per costruire un percorso personalizzato, sicuro e sereno.
 
Dott.ssa Martina Ricci
Biologa Nutrizionista, iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi Lazio e Abruzzo.
Aiuto le persone a ritrovare il proprio equilibrio attraverso percorsi nutrizionali personalizzati, lontani dalle diete drastiche e vicini al piacere del buon cibo. Credo fermamente che la salute passi per una corretta educazione alimentare, fatta di consapevolezza e piccoli gesti quotidiani.
www.martinaricci.it
 

DI QUANTO AUMENTERANNO LE PENSIONI DAL PRIMO GENNAIO 2026

News 19 Focus    (commenti:1) (445-7-0)
Domenico Brancato

            
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 277/2025 del Decreto Ministeriale del 19 novembre 2025, emesso dal Ministero dell’Economia, di concerto con il Ministero del Lavoro, è stato stabilito che dal 1° gennaio 2026 le pensioni aumenteranno dell’1,4%.  Ad eccezione per quelle minime, nei confronti delle quali, all’1,4% si aggiunge la rivalutazione straordinaria dell’1,3%, stabilita dalla Manovra dello scorso anno.
 
Percentuale di rivalutazione dell’1,4% che però non verrà applicata sull’intero importo di tutti gli assegni ma, come avviene per il prelievo fiscale, in maniera differenziata, in funzione dello scaglione di appartenenza relativo alla fascia di reddito.
 
Per cui:
  • fino a quattro volte il minimo (attualmente pari a 603,4 euro mensili lordi): 2413,6 euro, la rivalutazione sarà del 100%, corrispondente all’1,4% dell’intero importo;
  • oltre quattro e fino a cinque volte il minimo: 3017 euro, la rivalutazione sarà dell’1,4% su 2413,6 e del 90%, corrispondente all’1,26%, sull’entità della differenza fra l’intero importo dell’assegno e 2413,6;
  • e oltre euro 3017, la rivalutazione sarà sempre dell’1,4% su 2413,6 e del 75%, corrispondente all’1,05%, sull’entità della differenza fra l’intero l’importo dell’assegno e 2413,6.
Conseguentemente, il procedimento per ottenere autonomamente la rivalutazione spettante trova riscontro nelle seguenti esemplificazioni di calcolo:  
 
2.000 (importo pensione 2025): 2.000 x 0,014 = euro 28 (Aumento euro mensile) x 13 (mensilità) = 364 (aumento euro /anno); 2000 + 28 = euro 2028 (Importo assegno mensile lordo 2026);
3.000:  2.413,6 x 0,014 = 33,79 + (3000 – 2413,6 = 586,4 x 0,0126 =7,39) 7,39 = euro 41,2 (Totale aumento euro mensile) x 13 = 535,6; 3.000 + 41,2 = euro 3041,2;
4.000: 2.413,6 x 0.014 = 33,79 + (4000 – 2413,6 = 1.586,4 x 0,0105 = 16,66) 16,66 = euro 50,45 x 13 = 655,85; 4.000 + 50,45 = euro 4050,45.
 
Comunque, per offrire al lettore un’immediata percezione dell’annunciato aumento, prescindendo dall’applicazione del procedimento di calcolo, si riporta l’entità della differenza fra quanto corrisposto nel 2025 e quel che sarà erogato nel 2026, su una più ampia gamma di importi di assegni:
 
 
IMPORTO ASSEGNO 2025
Euro    
R I V A L U T A Z I O N E
 
%
A U M E N T O  in  Euro
 Parziale                         Totale  
                                        Mensile       Annuo
IMPORTO ASSEGNO 
 Mensile lordo in euro
2026
603,4
611,8
1,40
+1,30
8,45
+7,95
     16,40        213,20   
 
619,80
 
1.000
1,40
     
   14,00      182,00
1014,00
1.500
1,40
        
   21,00      273,00
1521,00
2.000
1,40
 
   28,00      364,00
2028,00
2.500
1,26
 
   34,88      453,42
2534,88
3.000
1,26
 
   41,00      533,34
3041,00
3.500
1,05
 
   45,20      587,60
3545,20
4.000
1,05
 
   50,45      655,85
4050,45
4.500
1,05
 
   55,70      724,10
4555,70
5.000
1,05
 
   60,95      792,35
5060,95
 
Importi dai quali si deduce che l’aumento giornaliero, a partire dalla pensione minima fino a quella di 5.000 euro, ammonta rispettivamente a centesimi: 54,7 – 46,7 – 70,0 – 93,3 – 116,3 -136,7 – 150,7 – 168,2 – 185,7 e 203,2. Il che, considerato che il rapporto fra l’assegno lordo ed il netto varia, approssimativamente, dal 90% per quello minimo al 70% per quello massimo ipotizzato, la somma che, giornalmente e mensilmente, intascheranno nel 2026 i titolari dei rispettivi livelli di pensione sarà, di circa 49 centesimi e 558 euro e di 142 centesimi e 3.543 euro.
 
Il che, in termini di “maggiore disponibilità economica giornaliera”, equivale a meno del prezzo di un caffè, per i pensionati che dispongono della pensione più elevata.
 
Mentre, per coloro che fruiscono dell’assegno minimo, occorre l’accumulo dell’aumento di almeno tre giorni, per l’acquisto di una tazzina della tradizionale rituale bevanda quotidiana.
           
 

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